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Roma  -  Miccichè:”Un forte governo politico può risolvere le emergenze della Sicilia.

 

“Ancora è troppo presto per parlare del dopo Lombardo .Bisogna affrontare tante emergenze che secondo me devono essere affrontate e risolte da un forte governo politico, senza controfigure o pseudo assessori tecnici. Si torni alla politica ascoltando le istanze dei siciliani che solo la politica può rappresentare e risolvere. Confermo la mia fiducia a Lombardo affinchè  possa continuare con le scelte coraggiose ad affermare il primato della politica.” Lo dichiara il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianfranco Miccichè.

Catania - “ Regione: su rifiuti fa saltare affare mafia”. Così Lombardo parla attraverso il blog: ”informerò su ogni passo della mia vita- aggiunge - è mio dovere”. Il presidente della Regione Siciliana afferma:“Credo che la mafia reagisca per come può. Talvolta può far pervenire alle persone giuste le informazioni sbagliate o quelle che le convengono. Io credo che magistrati e cittadini, a cui mi rivolgo, debbano guardare ai fatti”. Ed uno di questi riguarda la riforma del sistema dei rifiuti: la Regione è “riuscita a far saltare il più grande affare della mafia”, “infilata in un sistema che le avrebbe consentito un profitto da 5 – 7 miliardi di euro e una rendita annua di centinaia di milioni per i prossimi 20-30 anni”. Ciò perché il governo “ha avuto la forza, il coraggio, l’onestà, il senso del dovere per bloccare questa porcheria. Il resto sono tutte chiacchiere, fandonie, infamie, che dimostrerò essere tali quando me lo consentiranno”. E Lombardo ha annunciato che lo farà “innanzi alla magistratura, che parla di intercettazioni, ma si dice che mie non ce ne sono. Io parlo al telefono cinque ore al giorno e con tutti. Mi meraviglia che non ci siano le mie. Tengo a precisare, comunque, che io sono contrario al fatto che venga abolito l’uso delle intercettazioni al fine di giustizia. Bisogna intercettare, cestinare i fatti personali e utilizzare tutto quello che serve affinché prevalga la verità. E poi voglio rendere conto al popolo siciliano, attraverso l’Ars. So quello che devo dire ai parlamentari e come rendere conto, perché sono i rappresentanti di cinque milioni di persone. E parlerò attraverso il blog, dove informerò su ogni passo della mia vita: è mio dovere”.

Fini Presidente Camera

Roma - Gianfranco Fini   è stato eletto presidente della Camera, alle 11:35, ha ottenuto i 335 voti, sufficienti a superare il quorum della metà più uno degli aventi diritto. Il primo atto politico del presidente di An, è stato un discorso di 14 minuti. E sull’elezione del presidente Fini si è espresso in questi termini Raffaele Lombardo nella qualità di il Presidente della Regione: “Le mie più vive felicitazioni a Gianfranco Fini per la sua elezione a Presidente della Camera con l'augurio di svolgere al meglio il ruolo che è stato chiamato a ricoprire - Ha continuato Lombardo- Per Fini si tratta di un importante riconoscimento della sua attività politica e parlamentare. Da presidente della Camera avrà modo di metterla a frutto a servizio di tutta la nazione”.

PalermoLombardo  e Miccichè    = Partito del Sud. La simbiosi politica tra il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè è fin troppo ufficiale ed a Palermo, è stata sancita al termine del convegno "Regioni, riforme, autonomie".  Si tratta dell’unione che spiana la via per la costituzione del partito del Sud. La formazione politica amalgamata ben prima della prossima chiamata alle urne per le elezioni politiche è il segnale forte che viene lanciato sul territorio. “Il Partito del Sud deve essere fatto subito e deve superare la logica dei tradizionali schieramenti di destra e sinistra. Deve, invece, basarsi su grandi valori universali e su un legame forte con il territorio“. E’ quanto dichiarato da Raffaele Lombardo, durante il suo intervento al convegno Regioni, riforme ed autonomie, che si è svolto ieri e oggi a Palermo, a villa Igiea. Ed ha aggiunto: “Quello che accade negli ultimi tempi nella nostra Regione è che deputati di destra e sinistra si raggruppano, avendo come unico collante l’amore per la Sicilia. Tutti gli apporti che arriveranno saranno utili e bisognerà anche avere il coraggio di riselezionare la classe dirigente, essendo più selettivi. Già nell’ MPA la porta ha funzionato per cacciare qualcuno. Ora è necessario essere vigili su chi entra“. Inoltre, Lombardo ha affermato che “quando Napolitano si scaglia contro i nemici dell’Unità d’Italia, quando teme che venga pronunciata la bestemmia separatista non si sta certo riferendo a noi. Non sono i partiti regionalisti a mettere a rischio l’Unità. Credo che il Partito del Sud possa rideterminare la costruzione dell’Unità d’Italia per percorrere un cammino all’indietro verso il federalismo”.

Lista di elezione CAMERA Elezioni della XVI legislatura SICILIA 2

PD: Ricardo Franco LEVI, Giovanni Mario Salvino BURTONE, Marilena SAMPERI, UDC: Giuseppe DRAGO, MPA : Carmelo LO MONTE, PdL : Antonio MARTINO, Stefania PRESTIGIACOMO, Carmelo BRIGUGLIO, Francesco STAGNO D'ALCONTRES, Basilio CATANOSO, Giuseppe PALUMBO, Ugo Maria Gianfranco GRIMALDI.

XVI Legislatura SENATO, dal 29 aprile 2008,  Regione Sicilia

26 Senatori: Benedetto ADRAGNA PD, Bruno ALICATA PdL,  Antonello ANTINORO UDC- SVP-Aut, Antonio BATTAGLIA PdL,  Enzo BIANCO PD,  Roberto CENTARO PdL,  Vladimiro CRISAFULLI PD,  Salvatore CUFFARO UDC- SVP-Aut, Antonio D'ALI' PdL,  Gianpiero D'ALIA UDC-SVP - Aut, Mario FERRARA PdL,  Giuseppe FIRRARELLO PdL, Salvo FLERES PdL,  Vincenzo GALIOTO PdL,  Costantino GARRAFFA PD, Fabio GIAMBRONE IdV,  Giuseppe LUMIA PD,  Domenico NANIA PdL,  Vincenzo OLIVA Misto,  Antonino PAPANIA PD,  Giovanni PISTORIO Misto,  Renato SCHIFANI PdL,  Anna Maria SERAFINI PD,  Raffaele STANCANELLI PdL,  Simona VICARI PdL,  Carlo VIZZINI PdL.

AUGURI A

Lista di elezione CAMERA Elezioni della XVI legislatura SICILIA 1

PD: Angelo CAPODICASA, Sergio Antonio D'ANTONI, Enzo CARRA. UDC : Francesco Saverio ROMANO, Giuseppe RUVOLO,  MPA : Nicola LEANZA, PdL : Gianfranco MICCICHE', Angelino ALFANO, Giuseppe SCALIA, Enrico LA LOGGIA, Giuseppe FALLICA, Antonino LO PRESTI, Giuseppe Francesco Maria MARINELLO, Gaspare GIUDICE,

NECROLOGI


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Palermo Miccichè e Lombardo: incontro per nuova giunta con UDC. “Confermo quello che Lombardo ha scritto sul suo blog: oggi ci siamo incontrati” – ha affermato Gianfranco Miccichè sul suo blog.  “Ci va benissimo la proposta di un patto di legislatura, purché non sia fine a se stessa. – ha aggiunto Miccichè- E’ infatti evidente che un’alleanza anomala ha senso solo se raggiunge obiettivi importanti e oggi come oggi quello che noi chiediamo è un vero e proprio patto di funzionamento, cioè di ripartenza della macchina amministrativa regionale e di ripresa della stagione  delle riforme. Ho avuto modo di sentire, inoltre, Pippo Scalia: non c’è nessuna preclusione all’allargamento della maggioranza all’Udc, purché, ribadiamo, sia un patto di funzionamento”. Dello stesso tenero è l’accenno del presidente Raffaele Lombardo sul suo blog: “Ho incontrato Gianfranco Miccichè. E’ stata una lunga e amichevole chiacchierata nel corso della quale abbiamo analizzato la situazione e soprattutto i precedenti, importanti, di questi due anni. Conveniamo sulla necessità che bisogna dar vita a un governo di legislatura con le persone di buona volontà che sposino questa impostazione autonoma e autonomista del nostro governo e che si organizzino per stare insieme anche nel momento elettorale”. Sulla questione  riguardante la nuova giunta il presidente Lombardo ha aggiunto :”Definiremo nelle prossime ore, insieme agli altri partner di questa operazione, l’agenda programmatica e il presupposto politico che ci portino al rilancio dell’attività di governo e dell’attività legislativa. Intanto speriamo che vada in porto la legge sugli appalti dopo la ritrovata intesa con l’associazione dei costruttori. Più tardi vedrò il segretario del Partito democratico e nelle prossime ore faremo il punto complessivo della situazione durante un incontro che, mi auguro, veda la partecipazione di chi ci sta”. Sulle prospettive per il suo governo il presidente Lombardo ha aggiunto :“Questo governo deve durare ancora tre anni. Per riformare la Sicilia non bastano, forse ce ne vorrebbero 30. Diamoci un respiro e cominciamo a conoscerci ora e a lavorare insieme anche per la prossima legislatura, trovando un candidato condiviso. Non c’è la mia candidatura: cinque anni sono sufficienti per dare tutto quello che si può. E poi passare la mano ad una classe dirigente di trentenni - conclude Lombardo – cominciando a far capire che bisogna puntare su una classe dirigente onesta, leale e coraggiosa e non su qualche fannullone che, a volte, racconta frottole e non sarebbe degno nemmeno di fare l’usciere di un palazzo”.

 

Palermo Il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, è stato eletto vicepresidente vicario delle regioni insulari dell'Ue. La designazione è avvenuta al termine dell'assemblea, che si è tenuto a Ponta Delgada, nelle Azzorre(Portogallo). Carlos Cesar, presidente della regione autonoma delle Azzorre, è stato designato al vertice, Raffaele Lombardo rappresenterà anche le isole nell'Ufficio politico della Conferenza delle regioni periferiche marittime d'Europa. All'assemblea hanno partecipato, per la Sicilia, il dirigente generale del dipartimento per i rapporti con l'Ue e internazionali, Francesco Attaguile, ed il dirigente responsabile per il Mediterraneo e l'insularità, Piero Di Maggio. La delegazione siciliana ha proposto ed ottenuto che alle regioni insulari e la Crpm  siano aggiunte misure compensative per il disagio vulcanico, che interessa direttamente o indirettamente molte isole europee, e per il rischio sismico, particolarmente presente nelle isole mediterranee. Queste due nuove condizioni di eleggibilità  per interventi aggiuntivi dell'Ue nei territori interessati, costituiscono il completamento di quanto la Sicilia ha già ottenuto con una costante azione svolta alla testa delle regioni insulari europee, con l'inserimento anche nell'articolo 174 del Trattato di Lisbona - che regola la vita e il funzionamento dell'Ue - del riconoscimento del disagio insulare, aggravato dalla montagnosità e dallo spopolamento. Quest'ultimo va inteso, secondo quanto sostenuto dai delegati siciliani, non solo come bassa densità di popolazione (isole del nord Europa), ma anche e soprattutto in presenza di elevati fenomeni di esodo derivanti da alti tassi di disoccupazione giovanile.

Palermo Miccichè incaricato da Berlusconi: sanare i “dissapori” siciliani con Raffaele Lombardo grande  alleato. E’  ritenuto  positivo  da Gianfranco Miccichè  l’incontro con il premier Silvio Berlusconi sulla spaccatura del PdL in Sicilia.  (Raffaele Lombardo presidente Regione Sicilia)Ulteriori chiarimenti sono attesi per il partito del Sud del quale Miccichè e Berlusconi dovranno discutere nei prossimi giorni. Scrive testualmente il leader siciliano dal suo blog: “L’incontro col Presidente Berlusconi è stato, come sempre, piacevole e positivo. Abbiamo parlato di diverse cose, affrontato varie questioni.  Sulla questione siciliana, mi ha chiesto di assumermi la responsabilità della riunificazione del partito. Io gli ho dato la mia disponibilità, ma ho anche ribadito essere il mantenimento del patto elettorale, stretto due anni fa con i siciliani, condizione senza la quale non sono disposto ad immaginare alcun percorso di ricomposizione, che deve, invece, avere come scopo precipuo quello di evitare ogni possibile rischio di ribaltone.  Abbiamo parlato anche di Partito del Sud. Mi ha visto ancora convinto della bontà ed utilità del progetto. Tuttavia, mi ha chiesto di rinviare ogni iniziativa politica che vada in tal senso ed io ho acconsentito, cosicché possa, in questo momento, concentrarmi sulla situazione siciliana. Ci rivedremo nei prossimi giorni e affronteremo nuovamente il problema, cercando per esso la soluzione migliore. Io ho dato la mia disponibilità, ma sono rimasto irremovibile nel difendere il patto elettorale, da noi stretto con i siciliani attorno alla figura di Raffaele Lombardo, che il Pdl, più d’ogni altro partito della coalizione, ha contribuito a far eleggere governatore della Sicilia. Il maggior partito della coalizione di governo non può rendersi responsabile di ribaltoni, non può, cioè, determinare il sovvertimento di quella volontà popolare, che esso stesso ha indirizzato verso una scelta ben precisa. I nostri elettori ci hanno dato fiducia, hanno votato per quel presidente e per i nostri deputati, che, in linea con questo preciso mandato elettorale, avevano il dovere di sostenere il governo nella realizzazione di quel programma. Soltanto alcuni di loro, però, lo hanno responsabilmente fatto e continuano a farlo. Altri, invece (ho ricordato a Berlusconi) si sono determinati diversamente, hanno votato contro il Dpef, quindi contro il governo, pur essendo in quel governo rappresentati con due assessori; e Lombardo ha dovuto semplicemente prenderne  atto. Chi ha tradito il patto con gli elettori? Cosa avrebbe fatto Lei – gli ho chiesto – se si fosse trovato nella stessa situazione, se un suo alleato avesse votato contro il Suo governo? Non lo avrebbe, forse, tacciato di ribaltonismo? Pertanto, ho ribadito a Berlusconi la ferma volontà di non arretrare di fronte al dovere di rispettare e preservare la volontà dei siciliani, che non può, non deve essere il prezzo della, sia pur auspicata, riunificazione. Quanto al Partito del Sud, ho illustrato, ancora una volta, le ragioni politiche a supporto  del progetto, che ancora sento fortemente mio, insistendo sulla necessità che quest’idea continui a maturare nelle sensibilità e nelle coscienze politiche di chi opera al Sud. Tuttavia, gli ho detto che per il momento ritengo opportuno, non abbandonare il progetto ma, dare priorità alla situazione siciliana, su cui intendo concentrare tutti i miei sforzi. Questi, cari bloggers, i tratti salienti di un incontro durato un paio d’ore circa e in cui si è trovato anche il tempo di rinnovarci reciprocamente la stima e l’affetto di sempre, tra una battuta e qualche sana risata, ma soprattutto nella comune consapevolezza che, prima di tutto, siamo uomini di responsabilità”.

Palermo - "L'approvazione di bilancio di previsione 2010 e finanziaria della Regione Siciliana rappresentano il coronamento di un percorso lungo e complesso. Un grande sforzo di sintesi politica per giungere all'approvazione di un documento di programmazione indispensabile per la Sicilia. Si tratta della finanziaria migliore". E’ stato questo il commento del Presidente della Regione Raffaele Lombardo  a conclusione della lunga maratona d'aula iniziata di mattina a sala d'Ercole e terminata nelle prime ore del pomeriggio con l'approvazione finale di bilancio e finanziaria. "Siamo riusciti ad ottenere cose importanti per la Sicilia. In primo luogo - ha proseguito il Presidente della Regione - sono state date risposte al mondo del lavoro attraverso provvedimenti concreti per una parte consistente del precariato isolano e con il credito d'imposta per l'occupazione, due scelte che rappresentano un segnale importante per l'intero settore. In secondo luogo si sono varate, in chiave regionale, le zone franche urbane, che contribuiranno ad alleggerire la pressione fiscale sulle imprese. Approvate, quindi, a Sala d'Ercole dall'Assemblea regionale siciliana, dopo una lunga maratona durata oltre 24 ore le "Disposizioni programmatiche e finanziarie per il 2010". Hanno dichiarato il loro voto a favore il gruppi parlamentari dell'MPA, del PDL Sicilia e del PD. 50 i voti a favori 26 contrari e un astenuto. Sono stati 52 i voti a favore della Finanziaria, 24 i voti contrari e un astenuto. Dopo il voto la Giunta di governo presieduta da Raffaele Lombardo si  è riunita ed ha approvato la nota di variazione al bilancio della Regione, atto propedeutico per il voto finale al Bilancio da parte dell'Aula. Lo afferma Il vicepresidente della Regione Siciliana con delega all'Economia, Michele Cimino, dopo una no stop di circa 30 ore che ha dato il via libera alla legge di Bilancio e alla Finanziaria.  Affermando:"Ritengo sia una finanziaria tra le più concrete e generose, fatta anche con il cuore, se confrontata con quelle del passato. Forse partita per dare poche risposte, invece, pian piano con le intense attività di governo, della Commissione e dell'Aula, è diventata una finanziaria fortemente voluta e concertata con le parti sociali. Un documento finanziario che ha pensato alle famiglie con l'abbattimento del ticket, alle proroghe dei lavoratori della Fiera di Palermo, della Pumex di Lipari, delle Terme di Sciacca e Acireale, fino alle scuole aperte nel pomeriggio. Una finanziaria che ha dato seguito alle emergenze sui rifiuti e che, soprattutto, vuole rendere la Sicilia una regione più trasparente, fotografando per esempio quella dotazione organica che da tempo si aspettava e che punta al contenimento della spesa, come la riduzione del tetto delle pensioni, dei compensi regionali, della società partecipate, oggi semplificate, razionalizzate e unificate. Abbiamo risposto alle categorie produttive grazie al microcredito alle imprese, al credito d'imposta per aumentare l'occupazione, alla riforma sui Confidi. Si tratta di una riforma parziale e non definitiva, stiamo lavorando a un piano organico che si svilupperà insieme alla produzione delle riforme che sono nel programma del governo"

Palermo - Raffaele Lombardo  all'Assemblea Regionale  si sfoga e si difende: “I nomi e i cognomi, i nomi ed i prestanomi sono contenuti in una relazione che abbiamo presentato alla Procura della Repubblica di Palermo. Può apparire incredibile che per una vicenda giudiziaria che investe il presidente della Regione e che mette a repentaglio la sopravvivenza del governo che presiedo e dell'Ars, chi vi parla non abbia a tutt'oggi ricevuto neppure un avviso di garanzia. Sembra incredibile ma è vero”. Lombardo in aula ha sostenuto che le accuse gli vengono rivolte "da un ex collaboratore di giustizia e  per ben due volte sarebbe stata avanzata la richiesta d'archiviazione". Aggiunge Lombardo: "Un pluriomicida e rapinatore che risulta ufficialmente in sentenze del tribunale di Palermo personaggio non attendibile, personalità inquietante, inaffidabile. Un uomo che non ho mai visto e con il quale ho chiesto che mi si metta a confronto in video registrazione pubblica. Posso affermare che questo governo ha assestato a Cosa Nostra i colpi più micidiali che siano stati assestati a Cosa Nostra". Raffaele Lombardo all'Assemblea regionale ha sostenuto che c’è un progetto architettato per “eliminarlo” dalla scena politica, ma è evidente che la battaglia è ancora in corso.

Raffaele Lombardo: "Querelo chi mi diffama"

Catania Il presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo

(clicca ed ascolta la prima intervista) si sente diffamato ed ha intenzione di querelare chi lo infanga. Il presidente si riferisce alle accuse di un pentito su contatti con il presunto capo mafia catanese: Vincenzo Aiello. Per quanto riguarda il lavoro svolto dalla magistratura, Raffaele Lombardo esprimendo il massimo apprezzamento e considerazione per i giudici che stanno svolgendo il loro lavoro,  sembra essere intenzionato a chiedere chiarezza e giustizia subito. Tra le accuse ci sarebbe quella secondo  cui esponenti della malavita, durante il periodo elettorale, si sarebbero trasformati in "galoppini" raccogliendo, con le buone o con le cattive, migliaia di voti per fare eleggere Raffaele ed Angelo Lombardo, ed altri esponenti politici segnalati dalle cosche mafiose. Sarebbero indagati anche un deputato regionale dell'Udc, sindaci di comuni catanesi, numerosi amministratori comunali e provinciali, che sarebbero stati eletti grazie al "massiccio" appoggio ed "impegno" delle cosche mafiose del clan storico di Cosa nostra che faceva capo a Nitto Santapaola. Secondo gli investigatori ora tutto sarebbe comandato da Vincenzo Aiello. Ci sarebbero molte ore di intercettazioni telefoniche ed ambientali per il fratello del Presidente ed il suo autista. Nelle conversazioni intercettate dai carabinieri del Ros sembra ci siano anche le "critiche" che il capomafia avrebbe fatto a Raffaele Lombardo, per avere voluto nella sua giunta, i magistrati-assessori. Il riferimento sarebbe a Massimo Russo  già magistrato antimafia ed attualmente all’assessorato alla Sanità, Giovanni Ilarda, già assessore alla Presidenza della Regione e Caterina Chinnici, figlia di Rocco Chinnici, il capo dell'ufficio istruzione di Palermo, ucciso dalla mafia con un'autobomba nel 1983. Sulla vicenda il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo (clicca ed ascolta la seconda  intervista)al termine della giunta regionale riunitasi, lunedì sera, nella sede di Catania della Presidenza ha palesato la sua intenzione a querelare chi lo diffama.

L'assessore regionale per la Salute Massimo Russo , già magistrato antimafia, al termine della Giunta di Governo ha preso posizione sulla vicenda giudiziaria che riguarda il presidente della Regione Raffaele Lombardo.  "Da magistrato, ed adesso da amministratore, sono abituato a guardare i fatti. Ed i fatti dicono che ci troviamo di fronte ad una fuga di notizie relativa ad un rapporto di polizia giudiziaria sul quale la magistratura dovrà fare le opportune verifiche: tutto ciò non può in alcun modo costituire affermazione di responsabilità. Anche qualche mese fa si era parlato di un'indagine antimafia riguardante Lombardo e sappiamo bene com'e' finita. Mi auguro ovviamente che la magistratura, nella quale ripongo piena fiducia, compia con il massimo rigore e nei tempi più rapidi possibili tutti gli accertamenti necessari per verificare la fondatezza delle accuse. Certo fa riflettere, e non poco, che lo stesso Procuratore della Repubblica di Catania, Vincenzo D'Agata, dica oggi apertamente che la fuga di notizie abbia una matrice politica. Gli altri fatti dicono che questo Governo, sotto la spinta del presidente Raffaele Lombardo, sta lavorando concretamente alle riforme della sanità, dei rifiuti e della formazione e si sa che si tratta di settori particolarmente delicati, dove vi sono grandi interessi, incrostazioni di potere e accertate presenze mafiose. In particolare nel settore della sanità, quello che mi coinvolge direttamente, sono testimone di un'attività di risanamento portata avanti con il pieno e costante sostegno del presidente Lombardo pur tra mille difficoltà e resistenze, in un mondo dove esistono, ed è ben noto, interessi economici fortissimi. Sapevamo che l'enorme sforzo di questo governo verso il rinnovamento sarebbe stato complicato e con Lombardo ne avevamo più volte parlato in precedenza. Scherzando, ma neanche tanto, ci eravamo detti che la grande scommessa era quella di fare le riforme e portare a casa… la pelle perchè è chiaro a tutti che, specialmente in Sicilia, quando si incide su determinati interessi, si registrano forti reazioni, ancor più se contestualmente si realizzano forti e vere innovazioni anche sul piano politico. La nostra azione politica e amministrativa ha evidentemente toccato nervi scoperti. E' chiaro che se verranno alla luce fatti concreti che accerteranno la responsabilità del presidente Lombardo sarà lui il primo a prendere le consequenziali determinazioni politiche. E ovviamente considererei conclusa questa mia esperienza. Ma allo stato i fatti sono altri.  In questo momento delicato vorrei lanciare un messaggio di fiducia ai tanti siciliani che credono con convinzione nella svolta: continueremo a lavorare al processo di rinnovamento già intrapreso nell'esclusivo interesse di questa terra che deve affrancarsi da certe logiche del passato". L’assessore Caterina Chinnici è solidale con il presidente Raffaele Lombardo:"E' opportuno fare lavorare i magistrati con assoluta tranquillità e serenità. I processi non si possono, nè si devono celebrare sui giornali. I fatti sono una cosa, gli atti un'altra cosa. Essendo stata sempre garantista, non posso non esserlo anche ora – aggiunge Caterina Chinnici - Abituata, nel mio lavoro a confrontarmi con la verità processuale, nel leale contraddittorio tra accusa e difesa, sono fiduciosa che il presidente Lombardo riuscirà a dimostrare la propria totale estraneità dalle accuse. Per questo motivo esprimo la mia solidarietà al presidente, invitandolo a proseguire, senza rallentamenti, il percorso di riforme avviato, nell'interesse della Sicilia e dei siciliani. Per quanto mi riguarda, anch'io intendo continuare l'attività che ho intrapreso, con l'obiettivo principale della difesa della legalità e della trasparenza amministrativa come ho fatto fino adesso". L'assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, al termine della giunta di governo che ha discusso della vicenda giudiziaria in cui è coinvolto il presidente Raffaele Lombardo ha aggiunto:"Mi auguro che la magistratura possa compiere nel più breve tempo possibile e con il massimo rigore tutti gli accertamenti del caso, in modo tale da poter fugare ogni dubbio su qualsiasi rapporto del presidente Lombardo con la criminalità mafiosa. Tuttavia, se nel corso delle indagini dovessero emergere elementi che possano far configurare una qualche responsabilità del presidente Lombardo, non esiterei a considerare chiusa la mia esperienza in questo governo".

Palermo - "Se oggi mi sento nel mirino di qualcuno? Piuttosto direi che sono nel mirino di molti". . L'intervista con il governatore verte su temi di strettissima attualità che lo coinvolgono direttamente. "Oggi - ribadisce Lombardo - io sono nel mirino di molti. Siamo l'unica regione dell'Italia meridionale che ha saputo portare a pareggio i conti della sanità e ciò ha comportato un risparmio nelle gare e una riduzione di budget che portavano utili straordinari ai beneficiari. Utili che, adesso, si sono contratti o che sono scomparsi del tutto. Volete che questa gente mi voglia bene?. L'altro giorno abbiamo approvato in giunta una relazione che certifica che il sistema dei rifiuti e, in particolare, quello dei termovalorizzatori, era organizzato con la mafia dentro. Ecco, io mi sento nel mirino di questa “disonorata società” e lo sono veramente. Però sono a posto con la mia coscienza, faccio il mio dovere e quindi mi sento più che sereno. Si corrono rischi enormi ad amministrare la Sicilia ma chi si candida a farlo questo lo sa già. In questi due anni il mio è stato un impegno continuo, spasmodico, soffocante. Questa esperienza è cento volte più complicata e faticosa di tutte quelle che ho vissuto in passato da amministratore pubblico o da parlamentare europeo. Ma alla fine, al di la' degli articoli di stampa che contengono una serie di cose che vanno dal paradossale al ridicolo, verrà fuori la verità. Affari e boss non appartengono alla mia storia". In merito all'eventualità di un raffreddamento dei rapporti con il Partito Democratico dopo la notizia dell'inchiesta che lo coinvolgerebbe, Lombardo sottolinea come esistano "obiettivi comuni e una forte convergenza sulle riforme come quelle, assai importanti, fin qui approvate". "Sono certo - aggiunge - che, secondo questo spirito e senza ipotesi di patti clandestini, si può e si deve andare avanti. Il ruolo decisamente più autorevole e incisivo conquistato dalla Lega all'interno del Pdl - dice - rischia di dare al federalismo un'impronta tutta nordista. Oggi più che mai è  necessario che il popolo meridionale e la sua classe dirigente si dotino di una formazione politica che eviti che l'unità del Paese vada in frantumi. Già le condizioni di occupazione, reddito pro capite, infrastrutture, qualità della vita e dei servizi sono mille miglia distanti tra lombardi e calabresi, tra veneti e siciliani. Se ci aggiungiamo lo squilibrio che può determinare un federalismo non solidale, l'Italia si rompe veramente e a pagarne le spese, così come accade da 150 anni, sarà il Sud. Per questi motivi questa nostra esperienza non si interromperà assolutamente e dovrà evolvere in un grande partito del Sud che possa avviare una unificazione vera dell'Italia e raggiungere la fine del divario". Dietro l'angolo, come sottolinea il governatore siciliano, c'e' "una grande, importante, essenziale finanziaria riformatrice in cui inserire, per emendamento, una serie di riforme che riguarderanno precariato, formazione professionale, cooperazione edilizia". Ai siciliani, quelli che risiedono qui ma anche coloro che vivono all'estero, il presidente Lombardo augura "tanta serenità" e garantisce "un impegno sempre più forte. La fiducia -  aggiunge Lombardo - dobbiamo conquistarcela portando a casa risultati importanti, risanando il sistema regione, tagliando gli sprechi, investendo in sviluppo e dimostrando che siamo delle persone perbene. E allora si' che la fiducia, senza bisogno di chiederla, crescerà"

Miccichè :" PDL Sicilia nuova linfa" 

Gianfranco Miccichè  presenta sul suo blog “IL PDL DEI “RIBELLI” LEALI”. scrive testualmente : “Ebbene si, ci siamo! Domani si costituirà all’ARS il Pdl-Sicilia. E’ davvero il passo decisivo, un passo verso la schiarita definitiva all’interno del partito siciliano, che oggi, più che un partito, è una torre di babele, dove leaders e leaderotti parlano, ognuno, un linguaggio politico differente; e dove regna l’incoerenza di coloro che sventolano la bandiera della semplificazione politica, ma non si preoccupano di attaccare a piè sospinto un Governo dove siedono anche assessori di loro riferimento. E’ da qui, cioè dalla coerenza dei comportamenti, che deve cominciare quel processo, senza dubbio virtuoso, di semplificazione della politica, il quale deve prendere le mosse solo ed esclusivamente dall’esigenza di fornire alla gente un quadro più chiaro e meno confusionario. Ed è da qui, dalla nostra esigenza di coerenza, che nasce il gruppo del Pld-Sicilia : perché la gente rischia di non capirci più nulla, di fronte a una situazione in cui, pur facendo tutti parte dello stesso partito, abbiamo posizioni differenti, anzi completamente opposte. E a me interessa che la gente capisca, che la gente abbia ben chiaro quale sia oggi l’assetto politico-istituzionale che la governa. A me interessa che la gente sappia che c’è una parte consistente, anzi maggioritaria, del Pdl siciliano che, pur mantenendosi fedele al progetto Berlusconi, sente il bisogno di distinguersi da una gestione del partito che (quella si!) è da definire ribelle, perché assolutamente antitetica a quei valori di coerenza, lealtà, libertà e capacità (anch’essa un valore), che Berlusconi portò con sé, quando decise di scendere in campo e fondare Forza Italia. E’ così, col rispetto di questi valori, che Forza Italia diventò il più grande partito della seconda Repubblica, tra i più grandi di sempre. Anche in Sicilia! Certo, c’erano dissidi, contrasti, diversità di vedute e faide anche dentro Forza Italia, ma mai il partito si è mostrato disunito nei momenti importanti, mai s’è spaccato dinanzi alle scelte cruciali per il presente e per il futuro dell’Isola; ci sedevamo attorno a un tavolo, discutevamo, ci confrontavamo, ci scontravamo, ma alla fine prevaleva il Partito e la sua funzione di soggetto guida dell’intera coalizione. Una funzione che il Pdl siciliano ha inesorabilmente smarrito, frantumandosi (anziché articolandosi) in correnti e pensando scelleratamente di trasferire tale frantumazione dal campo della politica a quello delle sacre e inviolabili Istituzioni: questa è l’opposizione che i cosiddetti lealisti oggi fanno a un Governo e a un Governatore, che loro stessi hanno voluto e sostenuto, chiedendo per esso il voto agli elettori. E questo è il nostro Aventino! Il Pdl – Sicilia nasce per questo: per dire no al duo Castiglione-Nania e alla loro gestione assolutamente fallimentare. Altro che ribelli e lealisti! Il nostro è un atto di pura lealtà: lealtà verso il Popolo siciliano, che nel 2008 espresse una volontà, oggi rinnegata da una parte del Pdl; lealtà verso tutto il popolo del Sud, che guarda a noi come la nuova frontiera di una politica sempre più legata al territorio e slegata alle logiche romane, quando esse siano illogiche e illogicamente rivolte al Nord; lealtà verso i nostri elettori, i simpatizzanti, i rappresentanti istituzionali, la base, cioè verso tutti coloro che da anni credono nel modello Berlusconi e legittimamente pretendono che esso venga trapiantato nel nuovo partito; lealtà verso Silvio Berlusconi, il quale non merita un partito e una coalizione così; e lealtà, oserei dire, verso tutto il Centrodestra siciliano, che auspico possa riscoprire quella coesione e forza, perduta proprio per la mancanza di una guida politica forte ed aggregante. Ma, soprattutto, il nostro è un atto di pura lealtà verso la Sicilia, oggi di fatto ferma, involuta, paralizzata proprio da questa assurda situazione, minacciata da un preoccupante immobilismo, che il nostro gruppo parlamentare avrà il compito di sbloccare, da un lato continuando a dare sostegno al Governo, dall’altro stimolando, anzi pretendendo dal Governatore che riparta la macchina-Sicilia. Domani nasce il Pdl – Sicilia. Con esso, piaccia o no, inauguriamo una nuova fase della vita del partito siciliano e diamo il via ad una nuova fase della politica, in Sicilia e nel SUD. Rimango fedele e leale a Silvio Berlusconi e non potrebbe essere altrimenti. Ma, come sempre, proprio in nome di questa autentica lealtà, mi assumo la responsabilità di non vestire nei suoi confronti i panni del yes man e di lavorare, anche immaginando percorsi diversi, però mai alternativi, affinché il suo sogno, di un Centrodestra forte ed invincibile, possa continuare e non si sgretoli sotto i colpi dell’approssimazione e della miopia politica. Rimaniamo il Pdl … ma orgogliosamente distinti! E con quel marchio distintivo, «Sicilia», che per noi vuol dire tanto: vuol dire Terra (la nostra terra), vuol dire territorio (il nostro territorio), vuol dire Sud (il nostro Sud). Una Sicilia, un Sud da preservare, da difendere, da amare!”


LAV : NON

 

ABBANDONARLO

 

Bronte - Il senatore Pino Firrarello si esprime con queste parole in merito alle dichiarazioni rese dal presidente Lombardo all'Assemblea Regionale: ”Relativamente alle dichiarazioni rese oggi dal Governatore della Sicilia tengo a precisare che i riferimenti velati che potrebbero riguardarmi sono privi di fondamento e sono motivati dalla strategia posta in essere da Lombardo di indirizzare altrove l’attenzione dei siciliani, distogliendola dalle problematiche che lo riguardano, che parrebbe abbiano più che una rilevanza politica una giudiziaria, direzionandola verso gli oppositori politici che con fermezza e senza correnti alternate hanno sempre ribadito in ogni sede la distanza dal metodo e dalla logica “Lombardiana”. Considerazioni e valutazioni degli attuali fatti non dovrebbero trovare albergo nella sede dell’Assemblea Regionale, ove si dovrebbe dibattere solo su fatti politici e programmazioni di interventi mirati a risolvere i secolari problemi della Sicilia. Valutazioni, prive di contenuti politici, con timidi accenni a quelle argomentazioni care alla sinistra, che potrebbero garantirgli la sopravvivenza politica e che hanno rilevanza esclusivamente in altra e più opportuna sede, alla quale intendo rivolgermi a tutela della mia dignità ed immagine. La situazione di empasse che al momento blocca questioni e attività della Sicilia, potrebbe indurre ad un commissariamento che abbia la capacità di far riprendere tutte quelle attività a garanzia dei lavoratori e del progresso di tutti i siciliani”. 

CataniaLa Procura di Catania ha "aperto un'inchiesta", con indagati, per "rivelazione  di segreto d'ufficio. " E’ quanto ha confermato ufficialmente il procuratore capo Vincenzo D'Agata, riferendo dell'esistenza d’indagini dei carabinieri del Ros su esponenti di Cosa nostra e su presunti rapporti con esponenti politici ed amministratori. Il procuratore capo Vincenzo D'Agata ha anche confermato che il "presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo", ha avanzato tramite l'avvocato Carmelo Galati, di "potere rendere dichiarazioni e fornire chiarimenti" alla Procura di Catania. Il procuratore capo Vincenzo D'Agata, con una nota ufficiale, senza fare nomi di eventuali indagati, si è espresso per "evitare il quotidiano e reiterato stillicidio di notizie con la diffusione di fuorvianti informazioni". Complessivamente gli indagati nell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania sarebbero circa 70. Il secondo nome di deputato della Regione Siciliana tra le persone coinvolte nell'inchiesta in cui è indagato Raffaele Lombardo sarebbe Giovanni Cristaudo del Pdl. L’esponenete è al suo terzo mandato alla Regione Siciliana. Fausto Fagone Udc ed ex sindaco di Palagonia è l'altro deputato regionale del quale era già trapelato il nome.

Palermo - 41 Comuni al voto in Sicilia il 30 e 31 maggio 2010. La giunta di Governo della Regione siciliana riunita sotto la Presidenza di Raffaele Lombardo ha indetto le elezioni amministrative nell'Isola fissando le date : il 30 e 31 maggio prossimi e ballottaggio il 13 e 14 giugno . 38 quindi i comuni che andranno al voto nelle giornate di domenica e lunedì. Questo l'elenco completo dei Comuni che andranno al voto 12 con sistema proporzionale e 26 con il maggioritario: Provincia di Agrigento (5): Cammarata (maggioritario, 15 consiglieri assegnati), Palma di Montechiaro (proporzionale, 20), Realmonte (maggioritario, 15), Ribera (proporzionale, 20) e Siculiana (maggioritario, 15). Provincia di Caltanissetta (4): Gela (proporzionale, 30), Mussomeli (proporzionale, 20), Serradifalco (maggioritario, 15) e Villalba (maggioritario, 12). Provincia di Catania (5): Bronte (proporzionale, 20), Maniace (maggioritario, 15), Milo (maggioritario, 12), Pedara (proporzionale, 20) e San Giovanni La Punta (proporzionale, 20). Provincia di Enna (3): Enna (proporzionale, 30), Pietraperzia (maggioritario, 15) e Valguarnera Caropepe (maggioritario, 15). Provincia di Messina (7): Basico' (maggioritario, 12), Graniti (maggioritario, 12), Giardini Naxos (maggioritario, 15), Limina (maggioritario, 12), Malvagna (maggioritario, 12), Milazzo (proporzionale, 30) e Raccuja (maggioritario, 12). Provincia di Palermo (11): Aliminusa (maggioritario, 12), Carini (proporzionale, 20), Collesano (maggioritario, 15), Godrano (maggioritario, 12), Lascari (maggioritario, 15), Misilmeri (proporzionale, 20), Pollina (maggioritario, 15), San Mauro Castelverde (maggioritario, 12), Santa Cristina Gela (maggioritario, 12), Scillato (maggioritario, 12) e Trabia (maggioritario, 15). Provincia di Ragusa (1): Ispica (proporzionale, 20). Provincia di Trapani (2): Gibellina (maggioritario, 15) e Pantelleria (maggioritario, 15). In provincia di Siracusa non si voterà in alcun Comune. La giunta, inoltre, ha preso atto della sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa, depositata lo scorso 19 gennaio, che impone al governo di pronunciarsi sull'istituzione, o meno, della vicedirigenza all'interno dell'amministrazione regionale. A tal proposito, la giunta ha confermato la validità della delibera del 27 giugno scorso, con la quale era stata decisa, in ottemperanza ad altra analoga sentenza del Cga, l'istituzione della vicedirigenza, subordinandola all'esaurimento della terza fascia dirigenziale e compatibilmente alle risorse di bilancio. Su proposta dell'assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici l'eventuale ballottaggio per le elezioni amministrative è stato fissato al 13 e 14 giugno. Interessati alla tornata elettorale della primavera 2010 sono, al momento, 38 Comuni, più la circoscrizione di Portella di Mare di Misilmeri. Unico capoluogo di provincia che andrà alle urne è Enna. Oltre che nei Comuni il cui rinnovo degli organi amministrativi era già fissato per scadenza naturale, si voterà anche a Ribera e Mussomeli (dove i primi cittadini sono stati sfiduciati), a Gela (a causa delle dimissioni del sindaco), a Giardini Naxos (elezioni annullate con sentenza del Cga del 2009) e a Siculiana (comune sciolto nel 2008 per infiltrazioni mafiose). Nella tornata elettorale potrebbero essere inclusi anche quei Comuni nei quali i ricorsi contro le elezioni sono ancora pendenti, se la definizione dei procedimenti avverrà entro la data di indizione dei comizi elettorali. E' il caso di Agira, in provincia di Enna e Caltavuturo, in provincia di Palermo. Saranno ricompresi nell'elenco, ovviamente, anche tutti quei Comuni nei quali gli organi amministrativi dovessero cessare dalla carica anticipatamente e la cui definizione dei provvedimenti dovesse avvenire entro il 55° giorno antecedente la data fissata per le elezioni.

Bufardeci  su PDL Sicilia: “veri lealisti siamo noi”

Palermo - "Con la nascita del gruppo parlamentare Pdl Sicilia, il governo regionale avrà nuova linfa e solide basi per portare avanti quelle necessarie politiche di rigore che la nostra regione e i siciliani invocano". Lo dice Titti Bufardeci, assessore regionale alla Cooperazione. "Non potevamo perdere ancora tempo in sterili polemiche di fronte all'impatto di una crisi economica internazionale che ha inciso e incide anche sugli assetti del nostro tessuto sociale e sui nostri territori - continua l’esponente politico– e quindi il senso profondo di quella che oggi diventa la nostra missione politica può e potrà essere colto soltanto  per la capacità  che mostreremo nell'adempiere alle legittime aspettative dell'opinione pubblica. Per questo, ribadisco ad alta voce che i veri lealisti siamo noi che abbiamo oggi deciso di imprimere questa svolta, che coniuga le idealità del Pdl e del suo leader Berlusconi, con i naturali, legittimi, necessari  principi di difesa della Sicilia, delle sue prerogative statutarie e delle sue possibilità di sviluppo".

Silvio Berlusconi Il 4° Governo BERLUSCONI

Gianni LETTA: Sottosegretario a Palazzo Chigi, Franco FRATTINI: Ministro degli ESTERI, Roberto MARONI: Ministro dell’INTERNO, Ignazio LA RUSSA: Ministro della DIFESA, Giulio TREMONTI: Ministro dell’ECONOMIA, Umberto BOSSI: Ministro delle RIFORME, Angelino ALFANO: Ministro della GIUSTIZIA, Maurizio SACCONI: Ministro del WELFARE,  Giancarlo GALAN (ha sostituito Luca ZAIA eletto presidente regione Veneto:  Ministro delle POLITICHE AGRICOLE, Roberto CALDEROLI: Ministro della SEMPLIFICAZIONE, Altero MATTEOLI: Ministro delle INFRASTRUTTURE,  Sandro BONDI: Ministro per i BENI CULTURALI, Stefania PRESTIGIACOMO: Ministro dell'AMBIENTE, Mariastella GELMINI: Ministro dell'ISTRUZIONE, Mara CARFAGNA: Ministro per le PARI OPPORTUNITA', Claudio SCAJOLA: Ministro delle ATTIVITA' PRODUTTIVE, Elio VITO: Ministro per i RAPPORTI con il PARLAMENTO, Renato BRUNETTA: Ministro della FUNZIONE PUBBLICA, Andra RONCHI: Ministro per le POLITICHE COMUNITARIE, Gianfranco ROTONDI, Ministro dell’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA,

Schifani Presidente  Senato

Palermo – “Renato Schifani sarà punto di equilibrio e di sintesi istituzionale e sicuramente non metterà in secondo piano il suo profondo spirito di vero siciliano”. Con queste parole il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha commentato l’esito della votazione a palazzo Madama. ed ha aggiunto : “Esprimo le mie più vive felicitazioni a Renato Schifani per l’elezione a presidente del Senato, che rappresenta un importante riconoscimento per le sue capacità e per la sua lunga attività politica”. Ed ancora ha continuato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo: “Conosco Schifani da lunga data e ne apprezzo le doti umane e politiche. Sono certo che saprà bene interpretare e tradurre le responsabilità che derivano dall’aver assunto la seconda carica dello Stato”.