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Ragusa –  Polizia e cani antidroga trovano stupefacente in casa, 1 in manette. Si tratta di Gianluca Zago  19enne nato e residente a Comiso. La Polizia di Stato nei territori di  Vittoria e Comiso ha eseguito 9 perquisizioni con l’aiuto di Unità Cinofile specializzate in ricerca di armi e droga. 1 arresto per detenzione di marijuana a Comiso. Il soggetto già era stato arrestato a gennaio ma nonostante tutto, non aveva smesso di vendere stupefacenti. 25 Volanti, 80 poliziotti e 8 cani specializzati, sono stati impiegati negli ultimi 3 giorni dal Questore di Ragusa. La Polizia di Stato – Squadra Mobile, Commissariato di Vittoria e Comiso – hanno tratto in arresto Gianluca Zago  per detenzione di marijuana ai fini di spaccio. La  Polizia di Stato della provincia di Ragusa, su disposizione del Questore Giuseppe Gammino, negli ultimi 3 giorni,  ha messo in campo un sistema di controllo rafforzato al fine di procedere a perquisizioni ed ispezioni di luoghi, abitazioni ed attività commerciali, dove con molta probabilità potevano essere consumati reati o vi erano soggetti sottoposti a misure di sorveglianza. I rinvenimenti di armi e droga effettuati dalla polizia in di questi giorni non hanno messo tutti in guardia i malfattori, qualcuno credeva di poter continuare. Gli investigatori hanno ritenuto fondato il motivo che Zago continuasse a spacciare nonostante fosse stato arrestato a gennaio, ed hanno  proceduto alla perquisizione in casa sua a Comiso non appena ha fatto rientro.  I  cani “APP” e “VITE” non appena sono entrati nell’abitazione, dopo pochi minuti hanno trovato il nascondiglio e i quasi 100 grammi di marijuana. L’odore dell’erba è molto forte, ed i cani in questi casi non hanno difficoltà a scoprire lo stupefacente. I poliziotti trovata la sostanza hanno poi continuato a cercare, rinvenendo altre dosi già pronte per la vendita ed 1 bilancino di precisione. Le altre perquisizioni effettuate nei territori di Vittoria e Comiso hanno dato esito negativo, anche se i cani in più occasioni hanno fiutato residui di stupefacenti e polvere da sparo, segno che con molta probabilità in passato erano stati occultati degli oggetti di detenzione illecita. “La Polizia di Stato continuerà a programmare perquisizioni e controlli nei prossimi giorni così da prevenire e reprimere qualsivoglia illecito, garantendo sicurezza ai cittadini della provincia iblea”.


Ispica  RGOmicidio colposo ed omissione di soccorso: CC eseguono ordinanza di custodia cautelare in carcere.  Si tratta di Vincenzo FRANZA 37enne, ispicese, la vittima investita  è Valeria Cannata travolta assieme ad una amica ferita, ma in vita. I  Carabinieri della Stazione Carabinieri di Ispica di mattina, hanno tratto in arresto Vincenzo FRANZA in esecuzione dell’ordinanza di carcerazione emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, a seguito della sentenza di condanna a anni 3 e mesi 9 per i reati di omicidio colposo, guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche ed omissione di soccorso. Il soggetto nel maggio 2015 aveva investito  2 ragazze a Santa Maria del Focallo, 1   morì dopo alcuni giorni di coma.  Vincenzo FRANZA, infatti,  era stato arrestato dai Carabinieri di Ispica il 31 maggio 2015, quando, alle 4.00 del mattino, alla guida della sua  Peugeot 205, percorrendo la s.p. 46, giunto in prossimità del locale “Soda”, verosimilmente a causa del suo stato di ebbrezza alcolica, perdeva il controllo del veicolo, travolgendo due ragazze pozzallesi, dandosi successivamente alla fuga. Le  indagini dei Carabinieri, permisero di risalire subito al pirata della strada che, poco dopo, veniva rintracciato ed arrestato. Le ragazze, immediatamente soccorse dal 118, furono trasportate presso l’ospedale maggiore di Modica, una con prognosi di 30 gg, l’altra, Valeria Cannata, da subito apparsa più grave, veniva ricoverata in prognosi riservata e, dopo 6 giorni di agonia, decedeva a causa delle serie lesioni riportate. Vincenzo FRANZA, a seguito dell’ordinanza, come disposto dall’autorità giudiziaria, è stato tradotto presso il carcere di Ragusa dove dovrà scontare la pena.


Comiso RG  

Donata scultura  ai Carabinieri da maestro Nicolosi. La posa dell’opera scultorea in legno “Sirio”, donata dal maestro Alfio Nicolosi al Comando Stazione Carabinieri di Comiso è stata inaugurata di mattina, nel corso di una sobria cerimonia.  Lo scultore, originario di Zafferana Etnea   residente a Pedalino, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Vittoria, Cap. Daniele Plebani, il Comandante della locale Stazione, M. A. s. UPS Silvestro Di Giorgio, i militari del presidio ed   illustri ospiti erano presenti alla cerimonia. L’opera, in legno d’abete, è stata realizzata alcuni anni fa dall’artista secondo il suo personalissimo stile che rimanda alla tradizione preistorica con echi più moderni alla Modigliani: la denominazione “Sirio” rimanda all’omonima stella del firmamento. Il dono ha trovato idonea collocazione all’ingresso del Comando, affinché sia fruibile ed apprezzabile dal personale in servizio e dal numeroso pubblico che giornalmente frequenta gli Uffici.  Il  maestro Nicolosi, le prossime settimane fortemente legato all’Arma dei Carabinieri,  donerà un’altra importante opera alla Compagnia di Vittoria.


Scoglitti  RGEvade dai domiciliari, CC 1 in manette. Si  tratta di Andrea Lo Scalzo

26enne, vittoriese. Camminava tranquillamente in una via di del centro marittimo di Scoglitti, ed invece avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari.  Le  manette sono scattate per il già noto, vittoriese, “pizzicato” nella mattinata di ieri dai Carabinieri della locale Stazione, mentre erano impegnati nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal comandante Provinciale di Ragusa finalizzati alla repressione dei reati contro il patrimonio, nella giurisdizione di competenza. Il soggetto, già noto ai Carabinieri che lo avevano arrestato in passato per analoghe violazioni, stava percorrendo una via del centro cittadino.   Una  pattuglia di militari  ha riconosciuto il personaggio. Il giovane ha accelerato fuggendo via ma, dopo un breve inseguimento, i Carabinieri, supportati anche da altre pattuglie nel frattempo sopraggiunte, gli hanno impedito qualsiasi via di fuga, bloccandolo. Il maldestro, considerata l’assenza dal domicilio ed il mancato rispetto delle prescrizioni inerenti la misura alternativa alla detenzione carceraria, è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, dott.ssa Giulia Bisello, per i provvedimenti di competenza, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di evasione. Gli inquirenti stanno ora vagliando attentamente la posizione del vittoriese per accertare le ragioni per le quali non si trovasse presso la sua abitazione, così come previsto.


Ragusa - Tenta furto in chiesa e si ferisce: CC rintracciano e denunciano. Si tratta di  M.R., 38enne ragusano. I  carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ragusa, hanno identificato e denunciato per furto un trentottenne ragusano, già noto alla giustizia, per tentato furto in una chiesa del capoluogo. Una telefonata al 112 era giunta da parte di un parrocchiano di prima mattina, il quale si era  recato in chiesa, ed aveva notato il vetro della porta d’ingresso frantumato e bagnato da schizzi di sangue finiti anche a terra. Il fedele, temendo ci potesse essere qualcuno dentro, ha giustamente chiamato i carabinieri. Una  gazzella dell’aliquota radiomobile e  militari addetti ai rilievi tecnici sono presto arrivati sul posto. La porta della chiesa e quella della canonica erano state “violate” con un posacenere in ferro ed un grosso masso, ancora presenti sul posto. I vetri, entrambi di tipo antisfondamento, avevano retto i colpi e il malintenzionato aveva desistito senza riuscire a entrare e/o a rubare alcunché. I militari dell’Arma hanno repertato alcune tracce di sangue appartenente all’autore ed hanno trovato sulla maniglia un’impronta digitale. L’impronta è stata repertata ed inserita nel computer che l’ha comparata con milioni di altre presenti in archivio. il soggetto fortunatamente per gli inquirenti era già schedato e conosciuto ed i carabinieri sono andati dritti a casa trovandolo con una mano fasciata  il 38enne ragusano, il quale messo davanti all’evidenza dei fatti, ha ammesso tutto. Il maldestro è quindi stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa per tentato furto aggravato.   il parroco,  era  fuori sede ed è dovuto urgentemente rientrare, dovrà  riparare  un bel danno  anche se almeno ha scampato quello molto più grosso in caso di furto compiuto. Il tempestivo intervento dei carabinieri prima che la scena del crimine fosse modificata o ripulita ha permesso ancora una folta di portare l’autore di un reato davanti alla giustizia.


Ragusa Cane CC scopre in blitz arma nascosta. 1 cubano ai domiciliari: Rivas PRIETO  33enne. Le  perquisizioni a Ragusa sono state dei Carabinieri, nell’ambito dei più vasti servizi disposti per il controllo del territorio e di soggetti sottoposti a misure restrittive o con precedenti penali. Le  perquisizioni,sono state  eseguite con l’ausilio anche di unità cinofile specializzate nella ricerca di armi, del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi, all’interno dell’abitazione di Rivas PRIETO  33enne, di origini cubane, da anni residente a Ragusa già noto. I militari hanno rinvenuto 1 pistola che in origine era un’arma giocattolo, poi  opportunamente modificata tanto da essere uguale in tutto e per tutto ad un’arma vera, in grado sparare cartucce modificate.  L’arma era stata privata del tappo rosso all’imboccatura della canna, che sempre contraddistingue le armi giocattolo ma, soprattutto, era stata privata del sistema di occlusione della stessa canna, che serve proprio ad impedire che i giocattoli possano sparare proiettili veri, tanto da assomigliare perfettamente ad una delle pistole normalmente in dotazione alle Forze dell’Ordine. L’arma, nel corso della perquisizione, è stata rinvenuta nascosta in una grossa valigia piena di vestiti ed oggetti vari, ma la sua presenza non sfuggiva al fiuto del cane Igor nel Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi. I militari, nel corso della perquisizione, hanno rinvenuto anche  12 cartucce che erano state modificate mediante l’inserimento all’estremità di un pallino in plastica, adatto ad essere sparato proprio dall’arma modificata e che, soprattutto nel caso di esplosione a breve distanza, avrebbe potuto avere anche effetti letali. Oltre all’arma ed ai proiettili veniva rinvenuta anche la custodia della stessa pistola e 1 fondina da cintura, facendo quindi presumere che l’arma in questione venisse spesso portata comodamente al seguito fuori dell’abitazione da Rivas PRIETO. Il personaggio, per tale motivo è stato tratto in arresto per il reato di detenzione di arma clandestina modificata e, dopo le formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Ragusa, dott.ssa Monica Monego, è stato associato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari. Le indagini  proseguono per individuare chi abbia potuto modificare l’arma rinvenuta. I militari ricercano  soggetti con specifiche competenze nel settore e con un certa dimestichezza nell’utilizzare dei macchinari per la lavorazione del ferro e dell’acciaio.  Le  indagini, inoltre, sono finalizzate per capire quante armi modificate allo stesso modo ci possano essere in circolazione. Colui il quale si dedica a tale attività di modifica delle armi verosimilmente è un professionista del settore, a cui sovente si rivolgono anche esponenti delle criminalità, sempre alla ricerca di armi per il compimento di azioni delittuose. I  carabinieri attendono l’accertamento  sull’arma rinvenuta e sequestrata, finalizzato a verificare se la stessa sia stata utilizzata per compiere  reati ed a stabilire il motivo per cui  Rivas PRIETO avesse deciso di  tenere e nascondere in casa 1 pistola. L’arresto  è il frutto di continue attività di controllo del territorio che, su disposizione del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, continueranno anche nei prossimi mesi.


Modica  RG -  Affidata a servizi sociali è filmata mentre ruba portafoglio al bar : CC donna in manette. Si  tratta di Generosa Ancona, 33enne, originaria della Provincia di Brindisi, domiciliata a Modica. La maldestra aveva rubato un portafoglio in un bar, per cui i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di carcerazione nei confronti della responsabile. La donna era già sottoposta all’affidamento in prova ai servizi sociali, dopo il furto commesso ai danni di una giovane barista, il Tribunale di Sorveglianza di Siracusa le ha revocato la misura e ne ha disposto la carcerazione. I  Carabinieri della Stazione di Modica, di pomeriggio, hanno tratto in arresto, in esecuzione di un provvedimento di sospensione dell’affidamento in prova ai servizi sociali emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Siracusa Generosa Ancona. La rea, dopo le formalità di rito, è stata condotta dai militari dell’Arma presso la Casa Circondariale di Catania a Piazza Lanza. La donna, già nota alle forze di polizia per reati vari contro il patrimonio, nell’ottobre 2014 aveva avuto concessa la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. La maldestra, il 12 gennaio scorso, dopo essere entrata in un bar di Modica Sorda, distraendo con banali scuse la barista, aveva rubato a quest’ultima il portafoglio dalla borsa e si era dileguata. La  visione delle immagini delle telecamere del bar, successivamente, però,  aveva permesso ai d’individuare la responsabile ed arrestarla subito dopo, recuperando  la refurtiva.  La  maldestra, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso il Tribunale di Ragusa, era stata sottoposta agli arresti domiciliari. L’Ufficio di Sorveglianza di Siracusa, in conseguenza di quest’ultimo furto all’interno del bar,  ha sospeso alla ladra la misura alternativa dei servizi sociali disponendone l’accompagnamento presso il carcere di Catania Pizza Lanza odve, ieri pomeriggio, è stata accompagnata dai Carabinieri di Modica.


Ragusa Rapina in negozio cellulari, CC arrestano marocchino. Si tratta di Aiman Jelloul 32enne marocchino residente da molti anni a Ragusa. I carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Ragusa hanno arrestato un personaggio già noto per rapina all’addetto vendite in un negozio di telefonia all’interno del noto centro commerciale di via Achille Grandi. Un soggetto sui trent’anni, ieri pomeriggio, intorno alle cinque, è entrato in un negozio di telefonia per chiedere lumi sulle tariffe in vigore. Il soggetto all’atto di ringraziare e congedarsi, forse pensando di non essere visto, ha sottratto il telefonino al commesso che l’aveva poggiato sul banco. Il derubato però se n’è accorto ed istintivamente con uno scatto ha raggiunto e bloccato il ladro che era già fuori dal negozio. Il maldestro  s’è divincolato con forza strattonando e spingendo la vittima la quale  pur non avendo fortunatamente riportato ferite, s’è sbilanciato quasi rovinando a terra. Il ladro, diventato ormai a questo punto rapinatore, per aver usato violenza e  garantirsi la fuga, è corso via sparendo nel nulla. L’addetto alle vendite ha desistito per non lasciare il negozio sguarnito (che sarebbe divenuto facile preda di un eventuale altro ladro) ma ha prontamente chiamato il 112 fornendo un’accurata descrizione del rapinatore. I  dettagli del volto, dei capelli, berrettino, felpa e pantaloni. Una pattuglia radiomobile è andata immediatamente al centro commerciale ed ha iniziato a cercare il fuggitivo. I tutori dell’ordine, pensando che lo stesso potesse essere andato a via Zama a prendere l’autobus, sono andati al capolinea e già da lontano hanno notato un soggetto perfettamente corrispondente alla descrizione. I militari celermente sono piombati addosso al sospetto e l’hanno bloccato senza consentirgli possibilità di fuga. i  carabinieri   hanno perquisito il soggetto e trovato addosso un telefonino con la cover identica a quella descritta dalla vittima. Il maldestro è stato ammanettato, caricato nell’auto e portato in caserma.  Il  commesso, che era presente per stilare il verbale di denuncia, l’ha riconosciuto senza ombra di dubbio quale  autore del colpo. Il personaggio  era privo di documenti d’identità, ed è stato sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici ed identificato in Aiman Jelloul, 32enne marocchino residente da molti anni a Ragusa, già noto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. È stato quindi arrestato per rapina e, d’intesa col Pubblico Ministero, dott.ssa Alessia La Placa, è stato rinchiuso nel Carcere di Contrada Pendente a Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Caso chiuso brillantemente grazie alla fattiva collaborazione del cittadino, la vittima, che ha saputo registrare nella mente i dettagli importanti per riconoscere l’autore del reato.


VittoriaCC preso catanese ruba uva: 1 ai domiciliari. Si tratta di Francesco Filia, 35enne catanese. I Carabinieri della Stazione di Chiaramonte Gulfi (RG), nel corso delle prime ore dell’alba di oggi, nel corso del pattugliamento in Contrada Mazzarronello, hanno sorpreso uno intento a trafugare ed a riempire la sua auto di uva tipo “Italia”. Il  controllo del territorio nella giurisdizione della Compagnia di Vittoria, specie nelle aree rurali e di campagna, prosegue infatti a ritmi sostenuti al fine di prevenire e reprimere qualsiasi tipologia di reato, specie quelli predatori. Il soggetto alla vista dei militari ha spento i fari del suo veicolo ed ha cercato di darsi alla fuga ma, dopo un breve inseguimento in aperta campagna, è stato bloccato dai Carabinieri.   Francesco Filia, 35enne catanese, è stato ammanettato. La merce illecitamente sottratta, oltre 500kg di uva da tavola “Italia” è stata subito restituita all’imprenditore agricolo, mentre l’arrestato, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Alcanata, in ragione dei precedenti penali specifici, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottor Scollo, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di furto aggravato. Analoghi  controlli da parte dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria in tutto il territorio di competenza proseguiranno, anche nei prossimi giorni.


Acate RG Commercio medicinali falsi: CC, 4 denunciati. Carabinieri della Stazione di Acate, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, svolti  nel corso della giornata in tutta la giurisdizione della Compagnia di Vittoria, hanno denunciato a piede libero 4 persone, tutte note, per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione, sequestrando 80 kit di pronto soccorso contenenti medicinali contraffatti.  I  militari nella centralissima  Piazza Matteotti, hanno notato 4 individui, non originari del luogo, aggirarsi con fare circospetto. I carabinieri, dopo avere monitorato i soggetti nei movimenti, li hanno sottoposti a controllo ed a perquisizione personale che, in un primo momento, è risultata negativa. Il  modo di fare dei 4, molto nervosi ed agitati, tuttavia, ha insospettito ancor di più i Carabinieri che hanno esteso la perquisizione anche ai veicoli in loro uso, rinvenendovi occultati 80 kit per pronto soccorso, riportanti marchi e segni nazionali ed esteri contraffatti, contenenti prodotti farmaceutici vari, dai cerotti alle garze, dalle spugne ai guanti, privi di scadenza e di indicazioni sulla provenienza, con evidenti rischi per la salute e la sicurezza dei potenziali clienti. La merce è stata subito sottoposta a sequestro penale, mentre i 4, provenienti dalle limitrofe province di Siracusa e Catania, sono stati deferiti in   libertà all’Autorità Giudiziaria iblea: si tratta di M.M.  29enne, R.P. 48enne, R.F. 30enne, e S.G. 53enne.  Gli  investigatori, stanno vagliando    la posizione dei 4 per accertare l’eventuale complicità di altri criminali ed il canale di approvvigionamento e la destinazione dei prodotti contraffatti. Le  indagini sono suscettibili di ulteriori sviluppi. Si tratta dell’ennesimo sequestro di merce contraffatta effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria, che anche a fine agosto avevano sequestrato altri prodotti similari, ed anche giocattoli privi di marchio “CE”, del valore complessivo di oltre 10.000 euro.


Vittoria Fuga con amico su Facebook, Carabinieri trovano a Vittoria 16enne scomparsa a Massa. Ha avuto un esito positivo la vicenda della ragazza scomparsa da Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, tra il 28 e il 29 maggio scorso. La 16enne,  di origine rumena, si era allontanata da casa senza lasciare traccia e, così come raccontato dalla madre, aveva proprio in quei giorni conosciuto un altro ragazzo rumeno su Facebook, del quale si avevano informazioni molto frammentarie. Gli investigatori avevano attivato un piano di ricerche, inoltrando a tutte le Stazioni Carabinieri d’Italia una foto della ragazzina, con una descrizione somatica e degli indumenti che indossava al momento dell’allontanamento. Una  pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Vittoria fortunatamente nella giornata di ieri, ha incrociato, in piazza Nenni, una coppietta di giovani fidanzatini. I militari, in possesso di foto segnaletica della ragazza scomparsa, l’hanno immediatamente riconosciuta. I carabinieri dopo le formalità di rito che hanno consentito di appurare le buone condizioni fisiche ed escluso che la giovane avesse subito violenze od avesse fatto uso di stupefacenti, è stata riaffidata alla madre.


Ragusa - Stalker 82enne perseguita vicina 60enne: divieto avvicinamento.  Carabinieri di Ragusa ieri hanno “bloccato”  quello che era ormai diventato un vero e proprio incubo per una donna 60enne del capoluogo ibleo.Si tratta di una storia purtroppo non infrequente nelle cronache di questi anni, costellate di episodi di sopraffazione di uomini sulle donne, in quella che è stata ribattezzata “violenza di genere”. Questa storia andava avanti da alcuni mesi, e trova la sua peculiarità nell’età non tanto della parte offesa, quanto del persecutore. Il protagonista in negativo è infatti A.F., 82enne, insospettabile ragusano incensurato, che ha reiteratamente dimostrato le proprie morbose attenzioni verso una sua vicina di casa, di circa 20 anni più giovane. l’atteggiamento di A.F. all’inizio era quello di uno spasimante insistente. Il personaggio di volta in volta,  chiamava la vittima affacciandosi dal balcone, le formulava complimenti (a dir poco “ineleganti”) quando la incontrava, niente di più. La vicenda col passare del tempo ha assunto una piega insopportabile per la donna.  La  condotta dell’individuo si è fatta persecutoria. A.F. aspettava sotto casa la sua vittima a qualunque ora del giorno e della notte, le rubava la biancheria stesa, ed è arrivato addirittura a prenderla alla sprovvista e baciarla, senza il suo consenso. L’ultimo episodio, è stato più grave: l’ ”abbraccio” troppo forte dello stalker ha arrecato alla donna lesioni guaribili con oltre 20 giorni di prognosi. La  situazione stava per precipitare, dopo settimane e settimane di sopportazione la donna ha trovato la forza di rivolgersi alle Istituzioni, di bussare alla caserma dei Carabinieri.  Gli uomini dell’Arma hanno subito percepito la delicatezza del caso, ed hanno messo in moto la macchina investigativa. I carabinieri hanno raccolto testimonianze ed elementi oggettivi che hanno dato forma, giorno dopo giorno, ad un quadro indiziario inequivocabile. I  Carabinieri, senza ulteriori indugi, hanno chiesto ed ottenuto una misura cautelare a carico dello  stalker. L’arzillo 82enne, non potrà più avvicinarsi alla sua vittima, dalla quale dovrà mantenere una distanza di almeno 20 metri. Altrimenti a suo carico saranno adottate misure ancor più gravi.


Pozzallo RGCalci e pugni a controllo Carabinieri, 3 ai domiciliari.  Si tratta dei già noti : Giovanni 27enne e Daniela Biazzo, 28enne e Generosa Ancona, 32enne. 2 soggetti erano anche sottoposti alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di P.S.  I Carabinieri delle Stazioni di Pozzallo e Marina di Modica, ieri sera, nell’ambito di un servizio di prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno ammanettato 3 personaggi, 2 delle quali già sottoposte alla sorveglianza speciale di P.S., per resistenza e violenza a pubblico ufficiale nonché per le violazioni inerenti la misura di prevenzione personale. I militari dell’Arma, durante apposito servizio antidroga sul territorio di Pozzallo, hanno notato i soggetti mentre parlavano tra di loro in una pubblica via ed, insospettitisi dai loro movimenti, hanno proceduto al controllo.


Chiaramonte Gulfi RG Pedofilo abusa di minore adescato vicino Chiesa a fine funzioni: ai domiciliari. Si incontrava di nascosto con un minore in diverse chiese di Chiaramonte Gulfi, aspettando che le funzioni religiose finissero e che preti e fedeli abbandonassero i luoghi di culto: è finito così in manette un insospettabile 74enne, originario del posto, con l’accusa di atti sessuali con un minorenne. L’anziano, è emerso dalle indagini scaturite per  l’acume investigativo dei Carabinieri della locale Stazione,  hanno portato ad evidenziare uno strano comportamento nel soggetto, visto in più occasioni con il ragazzino, anch’egli originario del paesino montano. I carabinieri hanno appurato che il turpe non  avesse  legame di parentela con la vittima, ed avrebbe adescato il giovanetto dapprima in chiesa e poi via via in diversi luoghi appartati del paese. Il pedofilo avrebbe compiuto atti sessuali con la vittima inducendola a fare altrettanto nei suoi confronti, ed obbligandola ad incontrarsi nuovamente nei giorni successivi e minacciandola che, in caso contrario, avrebbe raccontato dell’accaduto ad altre persone e l’avrebbe picchiato. L’arresto domiciliare è scattato nel pomeriggio di ieri, in esecuzione di ordinanza di misura cautelare personale emessa dal Gip presso il Tribunale di Ragusa, dott. Maggioni, che ha concordato con la richiesta avanzata dalla dott.ssa Monego, sostituto procuratore presso il medesimo Tribunale. L’individuo, condotto nella caserma di via Alcanata, al termine delle formalità di rito è stato sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini dei carabinieri sono tuttora in corso, e suscettibili di ulteriori sviluppi, finalizzate ad approfondire ancora alcuni aspetti meritevoli di attenzione, specie quelli legati alla collocazione temporale del reato contestato, riscontrato fino al mese corrente.


Ragusa - Violenza sessuale ed omicidio: 4 tunisini giovanissimi arrestati. Confessioni shock: “eravamo ubriachi, lo abbiamo fatto così tanto per farlo”. La  vittima assassinata è un rumeno di 38 anni che aveva tentato di salvare la compagna  53enne dal sequestro di persona e stupro di gruppo aggravata.  La Polizia di Stato ha risolto   uno dei casi più gravi della Provincia di Ragusa. I  4 sono stati Catturati tra le campagne di Vittoria tutti 4 giovanissimi tunisini ritenuti utori dell’omicidio di un rumeno di 38 anni e del sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo aggravata della compagna di 53enne.  Le confessioni: “eravamo ubriachi, abbiamo visto la coppia uscire dalla discoteca ed abbiamo pensato di divertirci un po’; due di noi hanno colpito lui con un bastone ed in due abbiamo violentato la donna; ammazzato l’uomo, abbiamo violentato la donna per un’ora, poi per continuare l’abbiamo portata nuda vicino una serra ed abbiamo continuato per un paio di ore a turno; eravamo ubriachi, lo abbiamo fatto così tanto per farlo; pensavamo non ci avreste trovati, qui in campagna chi poteva aver visto”.


Catania Rapine all’estero: rumena in manette. La sentenza è della Corte d’Appello di Catania. I  Carabinieri di Ragusa hanno arrestato una donna romena Lacramioara VARGA  35enne,  in esecuzione di un provvedimento della Corte d’Appello di Catania. I Giudici etnei hanno sostanzialmente ripreso il dictum di una sentenza dell’omologo magistrato rumeno. Lacramioara VARGA si era stabilita in Italia per sottrarsi alla cattura nel suo Paese d’origine, la Romania. I reati imputati sono estremamente gravi: si tratta di due rapine commesse in Romania nel 2005, con il concorso in entrambi i delitti del compagno. Il 28 settembre 2005 la prima rapina: la donna ha attirato la vittima prescelta in una autentica trappola, prospettandole la possibilità di godere dei suoi favori sessuali, naturalmente dietro la corresponsione di una somma di denaro. Con questo stratagemma, VARGA lasciava gioco facile al compagno per sorprendere l’ignaro “cliente”, sopraffarlo fisicamente con calci e pugni e spogliarlo completamente dei propri averi. In quell’occasione il malcapitato ne uscì con una prognosi di ricovero ospedaliero di 8/9 giorni. Il secondo episodio dopo appena una settimana, il 3 ottobre: la vittima prescelta stavolta era un anziano di 71 anni, sorpreso mentre stava rincasando trasportando due bagagli voluminosi.  VARGA ancora una volta si adoperava per distrarre il malcapitato, per spianare la strada all’aggressione fisica portata a compimento dal compagno. L’anziano fu più sfortunato della prima vittima, ricevendo una prognosi di ricovero ospedaliero di 8/9 giorni. La condanna di primo grado in Romania risale al 2007, ed ammonta a 7 anni e 10 mesi di reclusione.  VARGA non ha mai scontato neanche un giorno, essendo fuggita in Italia agli inizi del 2007. Pensava evidentemente di farla franca. Ma nel frattempo la sentenza è divenuta definitiva, ed è stata fatta propria dal Giudice italiano: la donna ieri è stata arrestata dai Carabinieri di Ragusa e tradotta presso il carcere femminile di Catania.


Scicli RGTruffa 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Tenenza di Scicli hanno arrestato un soggetto già noto C.G. 35enne, responsabile di diversi reati tra cui truffa, resistenza a P.U. e violazione degli obblighi di dimora. Il soggetto, dopo essere stato rintracciato, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Scicli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Siracusa.


Ragusa -   Polizia scopre giro sessuale trans: arresta transessuale brasiliano, sfruttava e minacciava prostituta dominicana. fatta venire a Ragusa con l’inganno. Le manette sono scattate per Alfim FILHO GOMES DA SILVA 33enne alias “GUTO” nato a Redencao. Il soggetto gestiva 3 “case del piacere” per ogni gusto e richiesta dei clienti (liberi professionisti, operai, disoccupati e giovani studenti). Trans, prostitute dell’Est-Europa, africane e sud americane, il cliente andava sempre accontentato ed i prezzi oscillavano da 30 a 250 euro. I poliziotti hanno messo i  sigilli in tre immobili ed espulso un transessuale brasiliano che si prostituiva in una delle case oggetto del controllo della Polizia. Le case erano dotate di ogni comfort ed i soggetti dediti alla prostituzione possedevano ogni tipologia di “giocattolo” per soddisfare i “gusti” dei clienti. La sodomizzazione con oggetti o mediante rapporti carnali con i trans è tra le più richieste. I residenti ringraziano per aver posto fine al continuo via vai ed alle richieste di ogni tipo fatte dagli sbadati clienti.  I proprietari degli immobili sono stati convocati dalla Squadra Mobile per le sanzioni penali e/o amministrative a loro carico e gli eventuali provvedimenti di sequestro e confisca degli appartamenti. Le prove video non lasciano dubbi, “Guto” ogni qualvolta la vittima consumava un rapporto sessuale che lui stesso aveva organizzato, passava dalle abitazioni in suo possesso per prelevare il denaro. Oltre ai video anche le registrazioni audio documentano come la donna chiedeva, quasi implorandolo di lasciarle più denaro e lui, scusandosi, prendeva la metà del guadagno e poi via.  A volte neanche dava il tempo alla vittima di rivestirsi perché saliva nella camera da letto sita al primo piano per prendere il denaro e andar via non appena il cliente chiudeva la porta.


Ragusa Possesso armi: serve certificazione medica. La Questura con  comunicato avvisa tutti i possessori di armi:” Si porta a conoscenza degli interessati che, secondo quanto disposto dall’art. 6, comma 2, del D. Lgs. 29.09.2013 n. 121 tutti i detentori di armi, dovranno presentare entro il 4 maggio 2015 la certificazione, medica “una tantum”  attestante il possesso dei requisiti psicofisici previsti dalla norma, salvo che non lo abbiano già prodotto nei 6 anni antecedenti la data di entrata in vigore della citata disposizione. Tale certificazione medica deve essere rilasciata nel rispetto della normativa vigente. La mancata presentazione di detta certificazione, dopo le formalità di legge, comporterà il ritiro in via cautelare delle armi e contestualmente, sarà avviato l’iter per l’adozione del divieto detenzione armi. La certificazione di cui sopra potrà essere presentata, esente da bollo, all’Ufficio competente, presso il quale sono state denunciate le armi detenute, alla Questura, ai Commissariati P.S. ed ai  Comandi dell’Arma  Carabinieri”.


Scicli  RGCC, stalker 34enne ai domiciliari. Carabinieri della Tenenza di Scicli, nel pomeriggio di ieri, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, Vincenzo Epiro, 33enne, sciclitano, incensurato, accusato di atti persecutori, violazione di domicilio e percosse. Il soggetto non aveva legami né di amicizia né sentimentali con la vittima ma, già dai primi giorni dello scorso mese di dicembre, aveva iniziato a tenere comportamenti molesti nei confronti della donna. Lo stalker, quotidianamente, in qualsiasi ora del giorno, compieva atti persecutori consistenti in minacce di morte, continue telefonate, recandosi anche nei pressi dell’abitazione della vittima. La donna, pertanto, si è rivolta ai Carabinieri denunciando tutti gli episodi subiti negli ultimi mesi, a causa dei quali era stata costretta a cambiare le proprie abitudini di vita. I militari dell’Arma hanno subito monitorato attentamente la vicenda in modo da tutelare la vittima e nel pomeriggio di ieri hanno immediatamente predisposto un apposito servizio. I Carabinieri si trovavano nell’abitazione della vittima ed è giunto lo ’ Stalker che ha iniziato a strattonare e minacciare di morte cercando di entrare nell’appartamento. I militari dell’Arma, visto l’evolversi dei fatti, sono intervenuti immediatamente per bloccare il ’soggetto che, dopo aver tentato la fuga, è stato raggiunto e condotto in caserma. I carabinieri, al termine delle formalità di rito, hanno dichiarato in stato di arresto Vincenzo Epiro e, su disposizione del sostituto procuratore di turno, d.ssa Serena Menicucci, l’hanno tradotto presso il suo domicilio in regime di arresti domiciliari.


Vittoria RGCC rumeno Cristea Constantin 35enne in manette. L’intenso lavoro, dei carabinieri in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale ibleo, ha consentito, alle prime luci del giorno all’alba, di trarre in arresto, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione il  rumeno.

 

 L’esecuzione, frutto di intensa attività di osservazione e pedinamento del soggetto, finalizzata all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, impone al soggetto di scontare la pena residua di 9 mesi e 14 giorni di reclusione, dal momento che è stato giudicato colpevole dei reati di lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale commessi nel 2007 nella cittadina di Fossano, località in provincia di Cuneo. Il soggetto, ben noto ai militari dell’Arma che lo avevano già tratto in arresto in passato per analoghi reati commessi non solo nel cuneese ma anche nella vicina provincia di Caltanissetta, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Acate che, dopo averlo condotto nella caserma di via Galileo Galilei ed aver espletato le formalità di rito, lo hanno ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Francesco Puleio, per i provvedimenti di competenza. Analoghe esecuzioni, limitative della libertà personale, e contestuali controlli, predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, proseguiranno nelle prossime settimane in mirati servizi a largo raggio su tutto il territorio di competenza.


Acate21enne ai domiciliari per spaccio. Carabinieri, fin dalle prime ore della mattinata, in tutto il territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, hanno eseguito una serie di perquisizioni antidroga, in abitazioni urbane così come in quelle di campagna, attentamente monitorate dai militari. Carabinieri della locale Stazione, nella cittadina di Acate, a  seguito di attività info-operativa e dei conseguenti servizi di osservazione e pedinamento, hanno posto la loro attenzione su M.B., 21enne che aveva creato una rete di “clienti” piuttosto fitta, specie tra i giovani del luogo. I militari visto l’andirivieni di diversi ragazzi nei pressi dell’abitazione, sia a piedi che con motorini, e destati sospetti hanno eseguito la perquisizione personale e domiciliare, ed hanno rinvenuto nella sua abitazione oltre 44 grammi di hashish, suddivisi in 12 stecche, e oltre 21 grammi di marijuana, divisa in 5 involucri, nascosti in diversi punti del muretto di cinta della sua abitazione, che utilizzava come vero e proprio deposito. Il  giovane riteneva che trattandosi di muretti confinanti con altre abitazioni attigue, la droga non fosse associabile direttamente a lui, finchè i Carabinieri di Acate, in servizio di monitoraggio, l’hanno pizzicato mentre prendeva qualcosa dalla recinzione. Il  blitz, è scattato ed ha consentito di rinvenire la droga in vari punti dove, in maniera “alternativa”, veniva tenuta al sicuro. I militari operanti hanno trovato 20 euro in banconote di piccolo taglio, ritenute provento dell’attività illecita. Tutto  è stato sottoposto a sequestro.   Il  21enne è stato arrestato: condotto presso la caserma di via Galileo Galilei, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottor Gaetano Scollo, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di spaccio.


Vittoria - Guida Alfa Romeo senza patente, mai conseguita: ai domiciliari. Si tratta di Vasile Calin, 36enne già noto rumeno.  Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Vittoria, impegnati nell’ambito di un predisposto servizio di controllo di soggetti destinatari di misure alternative alla detenzione carceraria e di misure di prevenzione nella giurisdizione di competenza,  hanno riconosciuto e fermato verso le ore 12.30 di ieri in C.da Pozzo Bollente:   Vasile Calin, 36enne già noto rumeno, sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. nel comune di residenza, sono scattate così le manette. Il giovane, tratto in arresto in base a quanto previsto dal decreto legislativo nr. 159 del 2011, il cosiddetto “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, è stato condotto presso la caserma di Via Giuseppe Garibaldi di Vittoria da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto ai domiciliari a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, dott. Gaetano Scollo, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale. L’Alfa Romeo 166, per la violazione riscontrata, è stata invece sottoposta a sequestro. Il rumeno, già noto alle Forze dell’Ordine, con precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona, era già stato arrestato nel 2013 sempre dai Carabinieri che, tra i compiti istituzionali, hanno anche quello di verificare quotidianamente che i soggetti destinatari di misure di prevenzione, ovvero a cui sono state concesse misure alternative alla detenzione carceraria, rispettino gli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria. Analoghi controlli, predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, proseguiranno nei prossimi giorni in tutta la provincia.


VittoriaPestano e rapinano tassista, CC presi 2 rumeni.

Si tratta di Alexandru Pantiru, 23ennee Marius Viorel Petrea, 22enne. Indagine lampo dei Carabinieri Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria e della Stazione di Chiaramonte Gulfi che, ieri, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto 2 rumeni, Alexandru Pantiru, 23ennee Marius Viorel Petrea, 22enne, ritenuti responsabili di aver rapinato e ferito gravemente domenica scorsa un tassista 61enne. I  due avevano contattato un tassista gelese per effettuare un viaggio da Paternò a Vittoria, dandosi appuntamento per la mattina di domenica 7 dicembre. La  terribile disavventura del tassista, C.C., è  così iniziata, dopo aver prelevato i 2 rumeni a Paternò. Il malcapitato quando è quasi giunto a destinazione, è stato aggredito con violenza inaudita, accoltellato al torace ed alle braccia e rapinato sulla SP 30 Chiaramonte Gulfi-Pedalino. I  due malviventi dopo l’aggressione, sono fuggiti per le campagne circostanti con l’intento di far perdere le loro tracce, sottraendo al malcapitato circa 150 euro e le chiavi dell’auto. La  segnalazione di un passante, che ha trovato il gelese sanguinante ed in stato di shock, ha attivato i militari del Nucleo Operativo di Vittoria e della locale Stazione Carabinieri che, sono prontamente accorsi. Gli investigatori hanno subito acquisito ogni elemento utile allo sviluppo delle indagini. Le  testimonianze di passanti che avevano assistito ad alcune fasi della rapina e   a dettagliata descrizione degli autori del reato fornita dalla vittima stessa hanno permesso  l’identificazione dei soggetti.   Il  colpo si era verificato in una zona di campagna, non è stato possibile acquisire filmati dei sistemi di videosorveglianza non essendo presenti sui luoghi teatro del crimine. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott.ssa Monica Monego, sono proseguite per tutta la nottata ed il giorno seguente. I militari hanno messo a sistema le informazioni acquisite dalle dichiarazioni dei testimoni con le tracce lasciate sul luogo del crimine dai rapinatori. L’apposita e mirata attività tecnica, ha permesso ai militari di localizzare i rumeni nel vicino centro di Licodia Eubea. I  due, braccati e condotti nella caserma di Vittoria,  di fronte all’evidenza dei fatti, hanno confessato quanto avevano commesso: al termine delle formalità di rito, per i gravi indizi di colpevolezza, Alexandru Pantiru e Marius Viorel Petrea  sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto e ristretti nel carcere di Ragusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea, dinanzi alla quale dovranno rispondere del reato di rapina aggravata. Il tassista, non più in pericolo di vita, è ancora ricoverato all’Ospedale Guzzardi di Vittoria con una prognosi di 30 gg. per le profonde ferite riportate al torace ed alle braccia.


Ragusa Infermiera Dinatale morta in casa è mistero  :  indagini dei carabinieri. I militari della compagnia carabinieri di Ragusa, con la collaborazione di quelli del nucleo investigativo provinciale, stanno continuando le indagini relative alla donna ritrovata cadavere ieri mattina dal figlio. Daniela Dinatale, infermiera cinquantenne, è stata trovata poco dopo le otto di ieri mattina adagiata sul proprio letto, vestita, senza alcun apparente segno di violenza. I  CC della Stazione e del nucleo operativo di Ragusa nonché gli specialisti della squadra rilievi tecnico-scientifici del nucleo investigativo sono intervenuti sul posto. ed anche il pubblico ministero, dott. Marco Rota, accompagnato dal medico legale. Gli investigatori hanno rilevato che nulla mancava nell’abitazione  e  era tutto in ordine,   non vi erano  medicinali, droghe o altro che facessero pensare a un suicidio.  La  donna era in ottima forma fisica, amante della vita all’aria aperta e dello jogging, apparirebbe pertanto molto improbabile un problema cardiaco. Le circostanze del ritrovamento però non hanno convinto appieno né i carabinieri né il pubblico ministero, che hanno deciso d’indagare sulle ultime ore di vita della donna per ricostruirle minuziosamente. Chi aveva visto? Dov’era stata? Telefonate, SMS, Whatsapp, Facebook? I militari  hanno rintracciato ed interrogato gli amici più stretti, tra il capoluogo ibleo e la provincia di Siracusa. Oggi saranno sentite altre persone e il medico curante, anche per verificare se la donna si fosse sottoposta a vaccinazione antinfluenzale, atteso che negli ultimi giorni in tutta Italia ci sono state diverse morti sospette apparentemente correlate al vaccino antinfluenzale. Il pubblico ministero incaricato, dott. Marco Rota, che sta coordinando le indagini dei militari dell’Arma, ha già affidato l’incarico dell’autopsia che sarà svolta nel pomeriggio di oggi dal medico legale presso l’ospedale Maria Paternò Arezzo, lo stesso nosocomio dove la donna lavorava ed era molto conosciuta e apprezzata. Le indagini dei carabinieri procederanno finché non sarà assolutamente certa la morte naturale, non potendo escludere nulla e non volendo ovviamente trovarsi impreparati nel caso in cui il medico legale faccia qualche sgradita scoperta.


RagusaPolizia ferma 4 scafisti tunisini. 864 i migranti a bordo di 4 imbarcazioni soccorse di fronte le coste libiche e. Centinaia i bambini provenienti da ogni regione dell’Africa che, unitamente ai genitori, hanno rischiato la vita per le proibitive condizioni del mare. I migranti: “abbiamo trovato i contatti degli organizzatori su facebook”. I costi: 1.700 dollari in media a passeggero, agli organizzatori 1.500.000 di dollari.173 gli scafisti arrestati nell’ultimo anno.


Ragusa - Rubano  identità  ad amica, frode a Telecom: denunciati conviventi. Si tratta di: D.D.M. 37enne sorvegliato speciale ed A.G. 43enne siracusana. I militari della stazione carabinieri di Ragusa Ibla hanno denunciato 2 persone, maschio e femmina conviventi, per truffa e sostituzione di persona, il tutto in concorso tra loro. Una giovane ragusana, qualche tempo fa, si era vista recapitare una lettera di messa in mora da parte della compagnia telefonica che le addebitava mesi e mesi di telefonate non pagate. La presunta debitrice subito però ha capito che c’era qualcosa di anomalo e che probabilmente qualcuno l’aveva ingiustamente “messa” in mezzo, poiché lei mai aveva omesso di pagare le utenze domestiche. La malcapitata Si  è presentata immediatamente presso la stazione carabinieri di Ragusa Ibla ed ha denunciato l’accaduto. I militari hanno avviato subito le indagini scoprendo che presso il gestore telefonico i dati anagrafici erano corretti, esattamente corrispondenti a quelli della denunciante. I carabinieri hanno tentato quindi d’indagare tra le conoscenze della vittima, tra le quali c’erano anche 2 vecchie conoscenze dell’Arma, 2 conviventi di Ibla noti per reati contro il patrimonio. I militari hanno scoperto che la linea telefonica fissa era attestata proprio allo stesso indirizzo dei due conviventi. Era attestata, sì, perché nel frattempo il gestore ha “tagliato” la linea per insolvenza. All’arrivo dei carabinieri, quindi, il telefono era sparito. Grazie però alla collaborazione del gestore, peraltro anch’esso danneggiato dalla condotta fraudolenta dei due indagati, i militari della stazione CC di Ibla hanno chiaramente identificato i due: D.D.M. 37enne sorvegliato speciale ed A.G. 43enne siracusana, quali autori del raggiro e li hanno denunciati alla Procura della Repubblica di Ragusa, in concorso, per truffa e sostituzione di persona. L’uomo è anche indagato per un altro reato,  ha infatti violato gli obblighi imposti dal giudice con l’applicazione della sorveglianza speciale. Lo stesso, pertanto, è anche stato segnalato al signor Procuratore della Repubblica, dott. Carmelo Petralia, per essere proposto per un aggravamento della misura di prevenzione personale in atto.


Ragusa Figlia continua a percepire pensione madre morta da 5 anni. La signora figlia, S. B. 34enne ha continuato a percepire la pensione della madre, nonostante la donna fosse morta ad aprile 2009. la truffa è stata scoperta dai finanzieri del Nucleo P.T. di Ragusa. S. B. 34enne, residente a Comiso, è stata denunciata per truffa ai danni dello Stato alla Procura della Repubblica di Ragusa. La donna, era munita di delega, ed ha  riscosso la pensione di oltre 750 euro, che mensilmente veniva accreditata sul conto corrente bancario cointestato con la defunta, per un importo complessivo di circa 43 mila euro. Le indagini hanno consentito di individuare le distinte di prelievo firmate dalla figlia della defunta, che sono state sottoposte a sequestro cautelativo, unitamente a conti correnti bancari, 3 auto  e le carte di credito in uso alla stessa figlia.


VittoriaCC 1 arresto per furto. Si tratta del gelese Francesco Minardi 60enne. Carabinieri della Compagnia di Vittoria, hanno svolto servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale di Ragusa. L’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale ibleo, ha consentito, alle prime luci del giorno all’alba di oggi, di trarre in arresto, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione Francesco Minardi. L’esecuzione, è frutto di intensa attività di osservazione e pedinamento del soggetto, è finalizzata all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, impone al personaggio di scontare la pena residua di 6 mesi e 27 giorni di reclusione. Minardi è stato giudicato colpevole di tentato furto aggravato in concorso, reati commessi nel febbraio 2009 nella città di Vittoria. Il soggetto, ben noto ai militari dell’Arma che lo avevano già tratto in arresto per reati contro il patrimonio nel 2009 è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Vittoria che, dopo averlo condotto nella caserma di via Giuseppe Garibaldi e aver espletato le formalità di rito, lo hanno ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i provvedimenti di competenza. Analoghe esecuzioni, limitative della libertà personale, e contestuali controlli, predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, proseguiranno nelle prossime settimane in mirati servizi a largo raggio su tutto il territorio di competenza.


Modica RGOverdose: morto 40enne. Indagini dei Carabinieri. Il malcapitato è stato trovato dai genitori in stato di incoscienza nella sua camera da letto ed è deceduto poco dopo in ospedale. I  Carabinieri della Compagnia di Modica, nella tarda serata di ieri, sono intervenuti presso l’Ospedale “Maggiore” dove era stato trasportato con ambulanza un uomo in stato di incoscienza a seguito di overdose da eroina che successivamente decedeva. La vittima, un 40enne modicano, disoccupato, mentre si trovava nella sua abitazione con i genitori, nel corso della serata, si recava in camera da letto dove, poco dopo, veniva rinvenuto dal padre a terra privo di sensi.L’ambulanza del 118 è intervenuta immediatamente ed ha trasportato l’uomo al Pronto Soccorso dove ne veniva constatato il decesso per overdose da stupefacenti. I Carabinieri, dunque, si sono recati presso l’abitazione della vittima  ed a seguito di perquisizione domiciliare, nella camera da letto hanno rinvenuto: la siringa utilizzata poco prima dal 40enne, circa 1,2 grammi di sostanza stupefacente del tipo eroina ed 1 cucchiaino in metallo, il tutto è stato sottoposto a sequestro per i successivi accertamenti. I Carabinieri hanno avviato le indagini al fine di fare luce sull’evento ed anche risalire a chi potrebbe aver ceduto la sostanza stupefacente all’uomo. La  salma è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per successivi ed eventuali accertamenti.


Modica Viola sorveglianza, GdF 1 preso. Si tratta di

 Carmelo Ricca di Comiso, già noto. La Guardia di Finanza, nell’ambito di un servizio del controllo del territorio nel comune di Scicli, ha ispezionato un furgone il cui autista, alla vista del posto di controllo, ha eseguito una manovra fulminea, tentando di eludere l’alt. I  militari con prontezza, hanno raggiunto l’automezzo e, con un’altra pattuglia del Corpo presente nelle vicinanze, hanno proceduto al controllo dei  due occupanti e del veicolo. I militari dall’ispezione hanno scoperto che il passeggero, Carmelo Ricca di Comiso, già noto per spaccio e traffico di sostanze stupefacenti e delitti contro  il patrimonio, era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. con l’obbligo di soggiorno nel comune di Comiso. Il conducente del veicolo, Salvatore Catauro, pure lui di comisano era già noto. Il  mezzo è risultato privo della copertura assicurativa  R.C.A.. L’operazione si è conclusa con l’arresto, in flagranza di reato di Carmelo Ricca condotto presso il suo domicilio su diposizioni del magistrato di turno, informato dei fatti.  Il conducente è stato sanzionato amministrativamente per violazioni al codice della  strada per guida senza patente e carta di circolazione, nonché senza copertura assicurativa del veicolo, che veniva sottoposto a sequestro.


ModicaGdF 16 denunciati a Modica, smaltimento rifiuti.  Operazione    “Pecunia non olet”, fra i destinatari della misura: 4 funzionari del Comune di Modica, il titolare ed i responsabili della ditta “Puccia” che si occupa  dello smaltimento rifiuti ed alcune delle maestranze della stessa ditta. I reati ipotizzati sono di abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture, in concorso ed a  vario titolo. La ditta “Puccia”, infatti, avrebbe eseguito il servizio con meno personale rispetto a quanto pattuito e con qualifiche inferiori a quelle previste dal capitolato tecnico, distraendo inoltre  alcuni lavoratori (pagati dal Comune di Modica) in altri comuni limitrofi dove la stessa ditta ha l’appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti. Le  Fiamme Gialle di Modica hanno anche riscontrato come, nella realtà dei  fatti, alcuni lavoratori con qualifica di “operatore ecologico”, svolgessero mansioni di ufficio o di cantiere a beneficio esclusivo della ditta “Puccia”, pur essendo pagati dal Comune di  Modica per essere impiegati nei servizi di spazzamento o raccolta. I funzionari invece, dal canto loro, avrebbero omesso ogni controllo circa la corretta  applicazione del contratto, non vigilando fattivamente ma limitandosi a sporadiche e occasionali comunicazioni scritte con la ditta, nonostante numerosi solleciti da parte di diversi  cittadini, e provvedendo quindi a pagare i relativi stipendi anche per quei lavoratori che in realtà per il Comune non svolgevano alcuna attività. Gli indagati, peraltro, sono stati deferiti alla Procura Generale presso la Corte dei Conti per  la valutazione del danno erariale arrecato al Comune, che la Guardia di Finanza stima essere superiore al milione e mezzo di euro.


Comiso CC, tunisino in manette: rapina e tentata estorsione. Si tratta di Ben Mabrouk Jelassi Fethi 46enne. L’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale ibleo, ha consentito, alle prime luci del giorno, all’alba di oggi, di trarre in arresto, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione, il  tunisino. L’esecuzione  è stata frutto di intensa attività di osservazione e pedinamento del soggetto, finalizzata all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, impone al personaggio di scontare la pena residua di 1 anno, 6 mesi e 29 giorni di reclusione, dal momento che è stato giudicato colpevole di rapina in concorso, tentata estorsione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, minaccia, porto e detenzione abusiva di armi, reati commessi nel 2001, nel 2003, nel 2004 e nel 2013 nella città di Vittoria, Comiso e nei paesi limitrofi. Il soggetto, ben noto ai militari dell’Arma che lo avevano già tratto in arresto nel febbraio 2014 per essere evaso dalla sua abitazione, luogo in cui  doveva scontare gli arresti domiciliari, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Comiso. I militari, dopo avere condotto il tunisino nella caserma di via Leonardo Sciascia e aver espletato le formalità di rito, l’hanno ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, dott. Marco Rota, per i provvedimenti di competenza. I carabinieri svolgeranno  le prossime settimane analoghe esecuzioni, limitative della libertà personale, e contestuali controlli, predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa,   con mirati servizi a largo raggio su tutto il territorio di competenza.


Vittoria Manette domiciliari per droga. Si tratta del  vittoriese

 

Ivan Di Puma 34enne. L’attività di prevenzione e di repressione dei reati nel territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, prosegue a ritmi serrati nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale di Ragusa. I militari hanno fatto scattare le manette domiciliari per Ivan Di Puma, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ibleo. L’esecuzione del mandato è stata alle prime luci del giorno all’alba di oggi, è frutto di intensa attività di osservazione e pedinamento del soggetto finalizzata all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, impone al personaggio di scontare la pena residua di 2 anni e 8 mesi di reclusione, dal momento che nel luglio 2013 si era reso responsabile di detenere ai fini di spaccio della sostanza stupefacente.  In particolare i Carabinieri, nel corso di una perquisizione veicolare e domiciliare,  l’avevano trovato in possesso di 2 chilogrammi di marijuana e 40 grammi di cocaina, oltre che materiale vario per il confezionamento della droga, il cui ammontare complessivo avrebbe fruttato sul mercato dello spaccio vittoriese oltre 25.000 euro. Il 34enne,  noto alle Forze dell’Ordine, per reati in materia di stupefacenti, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Vittoria che, dopo averlo accompagnato nella caserma di via Giuseppe Garibaldi ed aver espletato le formalità di rito, lo hanno sottoposto al regime degli arresti domiciliari a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Marco Rota, per i provvedimenti di competenza.


Ragusa  - 3 abusivi pescatori ricci. Militari della Compagnia di Ragusa, nel corso di mirati servizi di controllo del territorio, svolti nel trascorso weekend, hanno proceduto al controllo di 1 autoveicolo sospetto con a bordo 3 individui che si aggirava per le vie della frazione balneare di Marina di Ragusa ormai svuotata dai villeggianti le cui abitazioni, rimaste vuote e incustodite, sono spesso facile preda di malintenzionati. I  tre, al controllo V.F. 31enne, T.A. 22enne   e D.R. 34enne hanno manifestato da subito un certo nervosismo, insospettendo i militari operanti che hanno deciso di procedere ad approfonditi accertamenti. I carabinieri hanno accertato che i 3 erano tutti noti nel siracusano,  ed il conducente era privo di patente di guida poiché revocata ed il veicolo sprovvisto di assicurazione obbligatoria. I carabinieri  nel bagagliaio dell’auto hanno rinvenuto un quantitativo di ricci di mare ancora vivi superiore al limite di pesca consentito e le relative attrezzature per la pesca. I militari hanno  pertanto a contestato le infrazioni in materia di pesca di frodo ai 3 personaggi, sequestrando le attrezzature e liberando in mare i ricci ancora vivi.  Il  conducente dell’auto è stato anche denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per guida senza patente, sequestrando il veicolo sprovvisto di assicurazione. Nel corso dello stesso servizio a largo raggio, i controlli eseguiti nei comuni di Santa Croce Camerina e Ragusa, hanno invece permesso di deferire in stato di libertà per ricettazione, un giovane rumeno R.C.C. 21enne  e un marocchino A.T. 30enne  sorpresi alla guida di veicoli risultati rubati in provincia, che sono stati così restituiti ai legittimi proprietari.


Ragusa -  Arma contrasta lavoro nero a Ragusa e Provincia: scoperti 4 lavoratori in nero, sospese 2 attività imprenditoriali, sanzioni amministrative per oltre 20.000€, recuperati 5.000€ di contributi dei lavoratori. I militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro e dell’Arma Territoriale di Ragusa, nell’ambito dei servizi finalizzati al contrasto dell’odioso fenomeno del lavoro nero e a favorire la tutela della dignità nei luoghi di lavoro, nelle ultime due settimane, hanno a più riprese focalizzato la propria attenzione nei confronti di obiettivi commerciali diversificati e in fasce orarie anche serali. D’intesa con il dirigente della Direzione Territoriale del Lavoro di Ragusa, Dott. Emanuele Occhipinti, sono stati sottoposti a controllo 10 esercizi commerciali in Ragusa, Scicli, Modica e Pozzallo, verificando 25 posizioni lavorative. Di questi, 7 lavoratori sono risultati irregolari ai sensi dell’art. 4 c. 1° L. 183/2000 e art. 4 bis D.Lgs. 181/2000 e 4 lavoratori sono risultati totalmente “in nero” e privi di tutela assicurativa e previdenziale nero.Avendo quindi riscontrato una percentuale di lavoratori in nero pari o superiore al 20% della forza lavoro presente, i militari intimavano la sospensione di 2 attività imprenditoriali come previsto dal testo unico 81/2008 a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, così come recentemente modificato a dicembre 2013.


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Ragusa - Polizia ferma stalker seriale: tormenta prima ex moglie e poi nuova compagna. Il soggetto già era stato condannato pochi mesi fa per lo stesso motivo.Conosce una donna e dopo pochi mesi il suo comportamento è identico a quello già tenuto con la ex moglie. Adesso non potrà avvicinarsi, non più a una, ma a due donne.  La Polizia di Stato – Squadra Mobile  – ha raccolto qualche settimana fa la denuncia di una donna perseguitata da un uomo F.C. di anni 40 ragusano, con il quale aveva intrapreso una relazione da qualche mese. Appena raccolta la denuncia la sorpresa per gli investigatori, si trattava di un soggetto già conosciuto, in quanto pochi mesi fa l’ex moglie lo aveva denunciato per i medesimi comportamenti e per questi fatti era già stato processato e condannato. Il soggetto ragusano stava compiendo atti praticamente identici a quelli già commessi ai danni dell’ex moglie. Stesso modus operandi,  stessi comportamenti, stessa solfa. Telefonate, centinaia di sms, insulti, minacce, promesse, fiori, regali, appostamenti, questo il “tipico” comportamento dello stalker che dopo la prima denuncia solitamente si calma, qui invece il contrario, ha reiterato il reato seppur con un’altra vittima. Gli uomini e le donne della Polizia di Stato appena ricevuta la denuncia hanno fornito tutta l’assistenza possibile alla vittima, con la presenza di una psicologa e se richiesto anche di un avvocato, così come previsto dalla legge, modificata pochi mesi addietro con ulteriori elementi a favore della vittima. I poliziotti dopo la denuncia hanno raccolto le testimonianze di chi era a conoscenza di tutto, da chi aveva visto, sentito, vissuto, quanto la vittima ha subito nei mesi passati. Gli Agenti a seguito delle indagini espletate, hanno raccolto delle prove e la ricostruzione di quanto accaduto ed hanno dato modo alla Procura della Repubblica di emettere richiesta ed  ottenimento di un divieto di avvicinamento alla vittima nei luoghi da questa frequentati. Adesso l’autore del reato non potrà avvicinarsi ne all’ex moglie ne all’ex compagna. Il personaggio dopo i rilievi fotodattiloscopici a cura della Polizia Scientifica è stato congedato con la diffida di ottemperare a quanto disposto dall’Autorità Giudiziaria, in quanto una violazione porterebbe al suo arresto. “La Polizia di Stato invita tutte le vittime di reato a denunciare, ad affidarsi alle donne ed agli uomini della Squadra Mobile per chiedere ed ottenere l’aiuto di cui hanno bisogno. In ogni istante ci sarà chi raccoglierà la denuncia per poi trovare una soluzione idonea al problema che affligge uomini e donne vittime di reato”.


Chiaramonte GulfiViola domiciliari, preso. Passeggiava tranquillamente nei pressi della SP 8, all’incrocio con via Santa Lucia, a Chiaramonte Gulfi, ma deve  scontare gli arresti domiciliari presso la Comunità terapeutica assistita “Villa San Giorgio” di Ragusa.   Le  manette sono scattate per il  già noto Angelo Cannata 24enne, “pizzicato” nel tardo pomeriggio di ieri dai Carabinieri della locale Stazione. I militari erano impegnati nell’ambito di un servizio predisposto  per il controllo di soggetti destinatari di misure alternative alla detenzione carceraria nella giurisdizione di competenza. Già noto alle Forze dell’Ordine per aver commesso diversi reati di natura predatoria, non solo nel comune di origine ma anche in quelli vicini.  Cannata era stato arrestato lo scorso maggio dai Carabinieri di Chiaramonte Gulfi che, all’esito di attività investigativa, lo avevano ritenuto responsabile, oltre che di una serie di aggressioni nei confronti della madre per ottenere la disponibilità di somme di denaro, anche di una serie di “raid” nella Chiesa Madre di Chiaramonte Gulfi ed in particolare in sagrestia. Il personaggio  con destrezza consistita nell’approfittare della contestuale celebrazione delle funzioni religiose, s’impossessava della somma di 150 euro, frutto delle offerte dei fedeli, nonché di un compact disk, sottraendolo al parroco. Il 24enne è stato condotto presso la caserma di via Alcanata da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto nuovamente agli arresti domiciliari presso la struttura “Villa San Giorgio” di Ragusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea per i provvedimenti di competenza, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di evasione. Analoghi controlli, da parte dei Carabinieri, proseguiranno nei prossimi giorni in tutta la provincia di Ragusa.


Ragusa Stalker molesta ex moglie, ai domiciliari. La misura   è stata adottata nei confronti N.D.  39enne comisano. Il giudice per le indagini preliminari, dott. Giovanni Giampiccolo,  informato dai carabinieri di Ibla per tramite del Pubblico Ministero che dirige questa indagine, la dott.ssa Monica Monego, ha deciso che la misura cautelare dovesse essere inasprita poiché quella in atto non era sufficiente ad arginare l’irruenza dell’indagato. Emessa apposita ordinanza di custodia cautelare, è stato quindi compito dei Carabinieri di Ragusa Ibla, con l’aiuto di quelli di Comiso, rintracciarlo e arrestarlo ai domiciliari. Lo stalker era già stato denunciato lo scorso giugno, sempre dai militari di Ragusa Ibla, a piede libero, ma con l’applicazione della misura cautelare del divieto d’avvicinamento alla vittima. Tale misura evidentemente non è stata sufficiente poiché i militari hanno scoperto che l’individuo ha continuato a tempestare la donna di telefonate per tutta l’estate e sembra addirittura, stanno indagando i carabinieri di Ibla, che si sia anche avvicinato alla donna ma che questa non abbia chiamato i militari. Il soggetto era già arrestato nel settembre 2012 dai CC di Comiso per detenzione/spaccio di cocaina e pochi giorni dopo arrestato ancora dal Nucleo Investigativo provinciale carabinieri nell’ambito dell’operazione “Chimera 2” per estorsione e armi. Lo stalker è sottoposto agli arresti domiciliari a  Comiso, e non dovrebbe salire per un certo periodo a Ragusa, sarebbe in caso contrario passibile di arresto quantomeno per evasione.


Ragusa - Droga in via Roma, CC un arresto. L’ammanettato e condotto in caserma è Moncef Aouinet, 43enne ex muratore tunisino già noto alle forze dell’ordine anche per stupefacenti. I Carabinieri dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Ragusa ieri sera hanno arrestato lo spacciatore di droga nella centralissima via Roma a Ragusa. I militari, sono sempre attenti alla problematica dello spaccio e del consumo di stupefacenti, dopo i diversi blitz condotti, anche d’intesa con i carabinieri della Compagnia di Vittoria e del Nucleo Investigativo CC Provinciale a Punta Braccetto e Santa Croce, avevano notato la presenza di soggetti già noti per il consumo di cannabis nella zona “esterna” di via Roma, ovvero quella che va dal corso Italia alla “rotonda”.


Ragusa Marocchino in centro accoglienza tenta furto e minaccia, arrestato da CC. I Carabinieri dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Ragusa sono intervenuti ad Ibla dove hanno arrestato il marocchino Tawfik Addyani 33enne per i reati di minaccia aggravata, violazione di domicilio aggravata e danneggiamento aggravato. La scorsa notte, Tawfik, commerciante ambulante marocchino, senza un chiaro e plausibile motivo (se non quello di rubare, come ipotizzato dai carabinieri), s’è introdotto nel cortile del centro per l’accoglienza dei richiedenti asilo a Ragusa Ibla e da lì, ha forzato 1 porta è entrato. Qualcuno,  sebbene fossero quasi le quattro del mattino, non avevano preso sonno e, richiamato dal rumore, ha scoperto l’intruso. Luci accese ed urla hanno svegliato tutti gli ospiti, una decina di baldi giovani centrafricani, alti e robusti, tant’è che il marocchino, vistosi in notevole inferiorità ha estratto dalla tasca, ha iniziato a brandirlo in direzione dei presenti per tenerli lontani ed ha guadagnato la porta per fuggire. E quasi ci sarebbe riuscito se non fosse che qualcuno già aveva chiamato i carabinieri al 112, nonché uno degli ospiti ha avuto la freddezza di inseguirlo. Una gazzella dell’aliquota radiomobile, trovandosi non distante, è arrivata subito sul posto ed ha arrestato il marocchino. Il soggetto è stato portatolo in caserma, e sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici. Il cavatappi è stato trovato dai militari e sottoposto a sequestro. Il tempestivo intervento dell’Arma, grazie alla chiamata di un giovane ospite straniero (che pur essendo arrivato da poco in Italia ha dimostrato di sapere cos’è il 112) ha permesso di bloccare l’indagato e forse gli ha evitato pure qualche ceffone poiché i ragazzi domiciliati nel centro già lo stavano per raggiungere e per lui probabilmente si sarebbe messa molto male in dieci contro uno.


Ragusa   - Polizia individua e denuncia 3 truffatori. Avevano acquistato con documentazione falsa apparati elettronici di ultima generazione per qualche migliaio di euro. La merce è stata riconsegnata ed i 3 personaggi denunciati. La Polizia di Stato – Squadra Mobile Sez. Reati Contro il Patrimonio – ha denunciato 3 ragusani per truffa aggravata, C.G. 34anni, M.G. 54anni e S.L. 46anni in quanto recandosi in un centro commerciale a Ragusa si erano presentati all’ufficio finanziamenti di un noto negozio di elettronica per chiedere una rateizzazione di apparati elettronici per qualche migliaio di euro. Gli  addetti alle vendite, acquisita la documentazione, hanno segnalato i loro dubbi sulla veridicità degli atti necessari per ottenere il finanziamento alla Squadra Mobile. Il giorno seguente polizia in borghese si è appostata davanti al negozio e quando i  3 sono andati a ritirare la merce hanno trovato gli agenti ad attenderli. I tre tutti già conosciuti dalla Squadra Mobile hanno iniziato a tremare per il controllo in quanto colti in flagranza di reato mentre ritiravano la merce. Uno dei tre ha iniziato ad accampare scuse ma veniva subito smentito dal complice che agli agenti diceva “va bene ci abbiamo provato è tutto falso ciò che abbiamo esibito”. Dagli accertamenti è stato provato che le buste paga esibite erano state falsificate pertanto con questo artifizio i tre complici erano riusciti ad ottenere il finanziamento e quindi la merce che ovviamente non sarebbe mai stata pagata all’esercizio commerciale. I  tre, al termine delle procedure di identificazione della Polizia Scientifica, sono stati denunciati ed avendo precedenti penali verranno condannati ad una pena più severa. “La Polizia di Stato anche in questa occasione ha modo di sottolineare che grazie alla cosiddetta sicurezza partecipata con la collaborazione degli addetti alle vendite, si è riusciti ad individuare gli autori di un grave reato”.


Ragusa - Domiciliari: evaso per 1 hamburger: CC arrestato. I militari dell’aliquota radiomobile della compagnia carabinieri di Ragusa, ieri sera verso le 21.00,hanno arrestato in flagranza per il reato di evasione un ragusano. Il ragusano Massimiliano Ragona 37enne, già noto, è evaso tra le 16.00 e le 16.30 dal domicilio dove era stato rinchiuso in  d’arresto qualche giorno addietro per i reati di furto e truffa. Immediate sono partite le ricerche in tutta la parte alta di Ragusa. La centrale operativa del Comando Provinciale Carabinieri ha coordinato le attività di ricerca sul territorio e diramato la descrizione del soggetto evaso e la sua fotografia. Il fuggiasco infatti era a piedi poiché privo di auto ed i militari ritenevano improbabile ne avesse potuta procurare una, ipotizzando pertanto che non potesse essere andato molto lontano. Le  ricerche nel corso del pomeriggio sono state infruttuose, ed alla sera poco prima delle nove un’autopattuglia dell’aliquota radiomobile, si è fermata, per scrupolo, a controllare l’interno di un noto fast food di viale delle Americhe.  I  militari si sono avvicinati ad una  persona in coda alla cassa, di spalle, perfettamente rispondente alla descrizione fornita dalla centrale, maglia a righe orizzontali, pantaloni chiari… e chiamatolo per nome lo hanno riconosciuto con certezza. Domandatogli che cosa ci facesse lì, l’indagato ha candidamente risposto che aveva appena finito di cenare e che era in attesa di ritirare il gelato. Anzi, quando i due carabinieri gli hanno detto che era in arresto, non ha battuto ciglio, solamente ha chiesto di poter ritirare e consumare il suo gelato, quasi fosse l’ultimo desiderio del condannato. Ragona accompagnato in caserma in stato d’arresto per il reato di evasione, è stato sottoposto a rilievi fotosegnaletici. Il personaggio, nel corso delle operazioni ha ammesso di essere evaso per potersi mangiare un hamburger in santa pace poiché gli era impossibile farselo portare a casa dal noto fast food, non effettuando il servizio di consegne a domicilio. I militari, informato il pubblico ministero dott. Gaetano Scollo, hanno nuovamente sottoposto l’indagato agli arresti domiciliari. Per il soggetto l’auspicio che inizi a preferire la pizza agli hamburger.


Vittoria Bruciata auto direttore  banca. La Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Vittoria, alle ore 01.30, scorsa notte, ha ricevuto  la richiesta di intervento per un’autovettura in fiamme. I militari giunti immediatamente in via R. Battaglia, all’angolo con via Vicenza hanno effettuato i rilievi.  I  VVFF di Vittoria sul posto   hanno provveduto a spegnere le fiamme e fornire le prime indicazioni utili sull’origine dell’incendio, sicuramente dolose. La vettura incendiata risulta essere di proprietà di un noto direttore di Banca di Vittoria. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, in queste ore,  stanno proseguendo l’attività info-investigativa, sulla base degli elementi già acquisiti, per far luce sull’evento.


Scoglitti  - Lite per pascolo finisce a fucilate. Sarebbe potuta finire in tragedia la lite scoppiata in un terreno, adibito a pascolo, nella frazione di Scoglitti. Il  tempestivo intervento dei Carabinieri della locale Stazione, che hanno avuto il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Vittoria, la situazione è rientrata nella normalità. E’ successo dopo mezzanotte in un appezzamento di contrada Anguilla quando, il già noto Andrea Lo Scalzo 25enne, ha imbracciato un fucile calibro 12 e ha iniziato a sparare all’impazzata contro due pastori incensurati, un 23 enne rumeno e un 63enne vittoriese, e ha rivolto poi l’arma da fuoco contro alcuni capi di ovini, facendo disperdere l’intero gregge. Il risoluto intervento dei Carabinieri, allertati da alcuni vicini, ha permesso di evitare il peggio e di allontanare il furibondo: da un lato sono state soccorse le due persone che, fortunatamente, non erano state attinte da   colpi di fucile, dall’altro lato è nata una caccia all’uomo che si è protratta per tutta la nottata fino alle prime ore del giorno all’alba, e che ha visto l’impiego di oltre 15 militari, in uniforme ed in abiti simulati, che hanno setacciato terreni e serre, casolari abbandonati, nonché i luoghi di domicilio e di abituale frequenza di Lo Scalzo. Messo alle strette, visto il dispiegamento di uomini e mezzi, il 25enne si è presentato con il proprio avvocato nella caserma di via Plebiscito dove è stato trattenuto negli uffici per gli accertamenti del caso.


Vittoria Viola domiciliari e guida auto Punto in via Generale Cascino. I carabinieri  a Vittoria,  hanno fatto scattare le manette per il già noto Angelo Maximilian Chessari il 22enne.  Il soggetto avrebbe dovuto trovarsi presso la propria abitazione di Acate per scontare gli arresti domiciliari. Angelo Maximilian Chessari è stato “pizzicato” nella nottata di ieri dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, mentre erano impegnati nell’ambito di un servizio di controllo predisposto per i soggetti destinatari di misure alternative alla detenzione carceraria nella giurisdizione di competenza. Il personaggio, era già noto alle Forze dell’Ordine per reati inerenti la coltivazione, la produzione e la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il  giovane  era stato arrestato lo scorso maggio dai Carabinieri della Stazione di Acate, al termine di un prolungato servizio. i carabinieri avevano rinvenuto nella sua abitazione 24 piante di “cannabis indica”, coltivate in vasi, 20 grammi di marijuana, 1 essiccatoio realizzato artigianalmente con della plastica da serre e 1 bilancino di precisione: tutto l’occorrente per una produzione in casa. Il 22enne, che aveva l’obbligo di non allontanarsi dalla sua abitazione ed il divieto di avere contatti con persone diverse dai propri familiari conviventi, è stato condotto nella caserma di via Garibaldi da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto nuovamente agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Acate, a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Marco Rota, per i provvedimenti di competenza, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di evasione. Analoghi controlli, da parte dei Carabinieri, proseguiranno nei prossimi giorni in tutta la provincia di Ragusa.


Santa Croce Camerina - Sbarco fantasma a Punta Secca. Carabinieri della Stazione di Santa Croce Camerina, intervenuti con una squadra della capitaneria di porto di Pozzallo, hanno trovato incagliata sulla sabbia della spiaggia tra Punta Secca e Torre di Mezzo, un’imbarcazione. La barca, 1 peschereccio nordafricano, con scritte in arabo sulle fiancate, era vuota, né sulla spiaggia, né in zona, sono state trovate tracce di sbarco d’immigrati clandestini. Le circostanze appaiono piuttosto singolari poiché nessuno ha visto sbarcare persone. I militari della Capitaneria e dell’Arma ipotizzano che il peschereccio possa essere stato svuotato dai profughi in alto mare trasbordandoli su 1 nave più grossa, e che poi il peschereccio abbia continuato la sua corsa seguendo le correnti e sia finito sulla spiaggia di Punta Secca.  I  militari della Capitaneria di Porto di Pozzallo stanno cercando di capire quale gruppo di immigrati avesse impiegato quella imbarcazione confrontando le foto  con i video girati dalla Marina Militare nel corso dei recuperi in alto mare.


Monterosso Almo - Pascolo abusivo, carabinieri denunciano e sanzionano 2  imprenditori agricoli. I due G.M.33enne, vizzinese con azienda a Licodia Eubea, e F.B. 66enne, catanese con azienda a Monterosso, entrambi già ben noti alle forze dell’ordine, il primo addirittura arrestato pochi anni or sono per truffa ai danni dell’Unione Europea nel ramo agricoltura, il secondo ripetutamente denunciato nonché destinatario di diversi sequestri di bovini. I militari della stazione carabinieri di Monterosso Almo, a parziale esito di una mirata attività condotta dalla primavera e per tutta l’estate del corrente anno, hanno denunciato i due imprenditori agricoli per pascolo abusivo. Il problema del pascolo abusivo ma soprattutto dei conseguenti danni alle foreste demaniali ed alle colture è da sempre stato fortemente avvertito a Monterosso Almo e già in passato i carabinieri della locale stazione, collaborati fattivamente dall’amministrazione comunale, avevano sequestrato bovini e denunciato allevatori.  Il  pericolo più grave, al di là dei rilevanti danni economici alle colture,  è costituito dai bovini sulla sede stradale che hanno causato già diversi sinistri stradali.  Gli  animali talvolta sono totalmente in- identificabili poiché nati e cresciuti allo stato semi-brado e quindi mai registrati e privi di marchi auricolari. L’allarmismo e l’ansia dei residenti erano purtroppo anche volgarmente degenerate in una mattanza di bovini l’anno scorso a Giarratana quando un criminale rimasto purtroppo ignoto aveva abbattuto 2 mucche e 1 cavallo con 1 fucile da caccia caricato a pallettoni. I CC di Monterosso, già con l’inizio della bella stazione sono intervenuti in diverse zone del comune ibleo sia d’iniziativa che su segnalazione di passanti e/o di proprietari di fondi agricoli. Le zone maggiormente colpite sono state: le contrade Canalazzi, Montagna, Fasano e Pantano dove sono stati individuate al momento 6 vittime, 4 coltivatori monterossani, il demanio forestale regionale ed il comune di Monterosso Almo.I  carabinieri monterossani sono sempre riusciti a immortalare i marchi auricolari utilizzando fotocamere con teleobiettivi, pur nelle difficoltà ambientali dovute alla diffidenza dei bovini che è capitato anche sia sfociata in cariche contro i militari come in una corrida, nonché al fatto che spesso è difficile raggiungerli in mezzo al bosco. I  militari, individuato quindi il proprietario del terreno e constatato il danno, hanno denunciato i proprietari dei bovini, i due allevatori indagati. Gli interventi, talvolta condotti con i NAS carabinieri di Ragusa, altre volte con i professionisti del servizio veterinario dell’ASP 7 ibleo, hanno altresì permesso di contestare ai due indagati violazioni amministrative per migliaia di euro sia per l’abbandono di animali sulla sede stradale che per irregolarità riscontrate sui registri di stalla. L’attività ovviamente non è finita. Atteso che nessuno dei due appare essersi deciso a cambiar condotta, i militari dell’Arma monterossana stanno continuando ad intervenire in giro per le contrade ed a riferire i comportamenti illegali all’Autorità Giudiziaria. La cittadinanza danneggiata dal fenomeno sembra quest’anno aver cambiato decisamente rotta. Gli abitanti hanno iniziato a denunciare  fiduciosi che prima o poi la problematica sarà risolta. I carabinieri di Monterosso sono davvero grati alle vittime che hanno trovato la determinazione per denunciare e si aspettano di ricevere altre denunce di persone che hanno visto i propri raccolti e la frutta dei propri alberi divorati dalle mucche, come fossero cavallette. I militari credono fermamente che l’azione continua e ferma contro gli abusivi li porterà infine, colpiti alla tasca da verbali, denunce e sequestri penali di animali, a desistere da tale condotta che molto ha danneggiato e continua a danneggiare l’agricoltura monterossana.


Ragusa  Paninari picchiano clienti che segnalano panino avariato. Coppia di turisti a Marina di Ragusa si lamentano per  panino imbottito con lattuga marcia,  per risposta titolare e dipendente aggrediscono l’uomo con calci e pugni.  La Polizia di Stato ha concluso le indagini individuando gli autori della brutale aggressione denunciandoli. La Polizia di Stato – Squadra Mobile Sez. Reati Contro la Persona – ha concluso le indagini a carico del titolare di un bar-panineria ubicato a Piazza Malta a Marina di Ragusa il ragusano V.G.  47enne e di un suo collaboratore ragusano F.A. 44enne. I  paninari, entrambi sono accusati di lesioni personali aggravate per aver colpito ripetutamente la vittima, un turista in compagnia della fidanzata. Una  coppia di fidanzati siciliani a fine agosto si trovava a Marina di Ragusa, i 2 per mangiare qualcosa avevano ordinato 1 panino in un locale di Piazza Malta. La ragazza, ricevuto quanto ordinato, si è accorta che la lattuga era praticamente marcia e lo faceva notare al banconista che lo riferiva al titolare. Quest’ultimo anziché provvedere a sostituire il panino ha iniziato ad aggredire verbalmente la donna che ovviamente veniva difesa dal fidanzato, il quale non gradiva gli insulti. Diverse le parolacce ed in pochi istanti dalle parole ai fatti, il titolare ha colpito con un pugno al volto il turista che cadeva a terra e poi continuava con calci.  Le  persone presenti hanno tentato di aiutare la vittima che rimaneva a terra tenuta da uno dei collaboratori del titolare che nel contempo continuava a schiaffeggiarlo. I  due turisti, dopo l’aggressione, si sono  allontanati per andar prima al pronto soccorso e poi negli uffici della Polizia di Stato per presentare formale querela. Sono bastati pochi giorni per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e permettere così di identificare gli autori del reato. “La Polizia di Stato invita le vittime di reato a denunciare i fatti subiti, così da permettere il loro deferimento all’Autorità Giudiziaria che valuterà le responsabilità durante il processo penale”.


Ragusa -  71° Anniversario morte del V.Brigadiere Salvo D’Acquisto. L’Arma dei Carabinieri in servizio  e l’Associazione Nazionale Carabinieri, nella mattinata, hanno voluto dedicare una giornata alla memoria del loro Servo di Dio. Una  celebrazione eucaristica si è svolta alle ore 10.30, presso la Basilica di San Giovanni Battista di Vittoria,  officiata da Padre Vittorio Pirillo, alla presenza dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria e dei componenti delle sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri del territorio della giurisdizione, delle Autorità locali, delle Forze di Polizia insistenti nella città di Vittoria, nonché di alcune scolaresche in rappresentanza dei tanti studenti della nostra città. La cerimonia, semplice nella forma ma profonda per i valori morali, ha voluto ricordare il sacrificio del giovane Carabiniere Salvo D’Acquisto, Medaglia d’Oro al Valor Militare, fucilato barbaramente il 23 settembre 1943 in località Torre di Palidoro, Roma, a seguito di una rappresaglia nazista. Monito per tutti è la motivazione con la quale gli è stata tributata l’alta onorificenza "Esempio luminoso di altruismo, spinto fino alla suprema rinunzia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste, insieme con 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pur essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile d'un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così, da solo, impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell'Arma". L’attività di oggi è stata fortemente voluta dall’Arma in servizio e dall’ANC – Sezione di Vittoria per il suo alto valore etico per i giovani vittoriesi e per l’intera comunità cittadina.


Ragusa - Generale Comandante Legione Carabinieri Sicilia, visita Comando Provinciale Ragusa.

 

Il Generale di Brigata Giuseppe Governale, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, con sede a Palermo, si è recato in visita al Comando Provinciale di Ragusa. L’Ufficiale Generale, accolto dal Comandante Provinciale, Ten. Colonnello Sigismondo Fragassi, ha incontrato i rappresentanti militari del COBAR, gli Ufficiali Comandanti dei Reparti territoriali ed i  militari della sede con i quali ha avuto una riunione info-operativa, durante la quale sono state affrontate le maggiori problematiche della provincia. Il Generale Governale ha espresso a tutti  gli uomini in servizio il personale apprezzamento per l’impegno e la dedizione profusa nello svolgimento della quotidiana attività di controllo, di contrasto ad ogni forma di criminalità comune ed organizzata e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica nella provincia Iblea. Governale ha, inoltre, richiamato a tutti i Carabinieri del Comando Provinciale l’importanza della funzione sociale quotidianamente assolta soprattutto dalle Stazioni Carabinieri, tesa a far sentire la presenza rassicurante dello Stato e a recepire le istanze dei cittadini ai quali bisogna sempre dare “risposte concrete e puntuali”. Governale si è soffermato poi a parlare con il personale della rappresentanza militare (COBAR) rivolgendo particolare attenzione ai problemi dei Carabinieri e dello loro famiglie.


Vittoria Spaccia a minorenni, CC: 35enne ai domiciliari. I Carabinieri da tempo monitoravano il soggetto notato frequentare ragazzini e le principali piazze di spaccio della città di Vittoria. Vito Salerno, 35enne è finito così in manette.  Il   vittoriese era già noto, ed è stato pizzicato dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Vittoria mentre stava cedendo oltre 2  grammi di hashish ad 1 minorenne in Contrada Fanello. L’attività, frutto di appositi servizi di osservazione e pedinamento per monitorarne i movimenti e le abitudini di vita si è protratta per diversi giorni. I militari  hanno scrutato le “strane” frequentazioni con diversi minorenni, nonché un certo andirivieni dalla sua abitazione, finchè l’hanno sorpreso, nella nottata, intrattenersi con un ragazzino al quale ha dato 1  piccolo involucro. I carabinieri hanno avviato una perquisizione che ha permesso di rinvenire addosso al giovane 1 dose di hashish. E’ scattato così l’arresto per  Salerno, già conosciuto alle Forze dell’Ordine, che è stato condotto presso la caserma di via Garibaldi dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Vittoria su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottoressa Alessia La Placa, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di spaccio, aggravato dall’averla ceduta ad una persona di età minore. Il  minorenne contestualmente è stato segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa per uso personale di sostanza stupefacente.  Gli  inquirenti, stanno vagliando tutte le ipotesi sullo spaccio a minori e proseguendo l’attività info-operativa, relativamente alla posizione del 35enne e la provenienza della droga, per accertare eventuali complicità nell’ambiente criminale.  La  sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. L’attività messa in campo si inquadra nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, specie tra i giovani.   La  Compagnia di Vittoria è assiduamente impegnata e con l’ultimo all’arresto, sale a oltre 4,2 chilogrammi il quantitativo di stupefacenti sequestrati e sottratti alla disponibilità della malavita.




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RAGUSA


Polizia trova arsenale mafia da indizi collaboratori giustizia: 3 misure in carcere


 


Santa Croce Camerina RG  - CC, fidanzati in manette per droga. La coppia di fidanzati  originari della Lombardia: Soufiane Ellouizi  26enne, marocchino e Laila Bahria 19enne italiana. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina hanno arrestato i 2 soggetti per spaccio di stupefacenti a seguito di un mirato servizio antidroga nel centro cittadino, sequestrando altresì più di sessanta grammi di hashish. I militari, di sera sono intervenuti,  dopo avere notato un aumento delle presenze di soggetti già noti per lo spaccio di stupefacenti nelle vie centrali del paese . I tutori dell’ordine hanno prima controllato e perquisito i presenti con esito negativo. Gli investigatori guardando bene i possibili nascondigli, hanno trovato in una cassetta della posta di un’abitazione privata 2 pacchetti di sigarette riempiti con stecchette di hashish. La droga, seppure a carico di ignoti, è stata sottoposta a sequestro. I  militari, poco dopo, hanno notato sopraggiungere 2 sconosciuti a bordo di un ciclomotore. I carabinieri hanno intimato l’alt mostrando la paletta. Il  conducente ha   pensato di defilarsi ed è sorto l’inseguimento. I  due raggiunti e bloccati, non erano del luogo, ma provenivano, inspiegabilmente,  da Varese e Saronno (VA). I sospetti sono stati sottoposti a perquisizione e trovati in possesso, occultati tra le persone ed il vano portacasco del ciclomotore, di 35 grammi di hashish già divisi in stecchette. I due sono stati arrestati per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La coppia di fidanzati  è originaria della Lombardia  Soufiane Ellouizi  marocchino   e Laila Bahria, italiana. I militari hanno rilevato che sebbene le stecchette di hashish fossero di foggia identica e confezionate allo stesso modo, è impossibile stabilire se anche i trenta grammi trovati nella cassetta postale fossero dei due arrestati. I carabinieri nel corso del controllo hanno scoperto  che il ciclomotore era stato rubato proprio a Santa croce ad un giovane albanese del luogo la scorso 15 aprile.  Il  mercato della droga non conosce crisi, anzi, e quindi il contrasto delle forze dell’ordine non  smette. I carabinieri sia a Ragusa che a Santa Croce (fortunatamente per Monterosso e Giarratana la situazione è di gran lunga diversa…) continuano incessantemente l’azione di contrasto sia con controlli su strada che con indagini di polizia giudiziaria più complesse.


Ragusa Gas esplode a Cazuzze, intervengono i carabinieri. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina sono dovuti intervenire, poco dopo le ore 20 di ieri, a Casuzze, presso un’abitazione privata, dove poco prima era stata avvertita una forte esplosione. La squadra dei VV.F. di Ragusa e la pattuglia dei CC di Santa Croce hanno accertato che vi era stata una fuga di gas in una cucina al piano terra. La bombola di GPL era integra e quindi il malfunzionamento era imputabile alla cucina. Probabilmente quest’ultima o il tubo avevano avuto una perdita e saturando l’ambiente di gas poi in qualche maniera s’era acceso ed era esploso. Fortunatamente la famiglia residente in tale abitazione era fuori casa e non ci sono stati feriti.   I  danni sono stati circoscritti alla sola cucina, ma non ci sono problemi strutturali e quindi l’immobile è agibile. Grande  spavento tra gli abitanti del borgo rivierasco, senza troppi danni.


Catania – CC ritrovano a Catania ragazza 17enne scomparsa a Vittoria.  La  vicenda della minorenne scomparsa da Vittoria lo scorso 25 aprile, ha avuto un esito positivo, poiché è stata  ritrovata a Catania nella nottata dai militari dell’Arma.  La giovane si era allontanata da casa senza lasciare traccia e, così come aveva raccontato  la madre, aveva trascorso le Festività in compagnia di alcuni coetanei. La giovanetta  invece di rientrare, aveva fatto perdere le sue tracce, tanto che la madre, ieri mattina, ne aveva denunciato l’allontanamento volontario. Gli investigatori immediatamente avevano attivato un piano di ricerche, coordinato dalla Prefettura di Ragusa, inoltrando a tutte le Stazioni Carabinieri d’Italia ed ai presidi delle altre FF.PP.  una foto della diciassettenne, con una descrizione somatica e degli indumenti che indossava al momento dell’allontanamento. Una  pattuglia nella nottata fortunatamente ha incrociato a Catania nei pressi della stazione ferroviaria la ragazzina: subito riconosciuta, dopo le formalità di rito che hanno consentito di appurare le sue buone condizioni fisiche escludendo che la giovane avesse subito violenze o avesse fatto uso di stupefacenti. La 17enne è stata riaffidata alla madre.


Ragusa - GdF sequestra deposito abusivo  bombole GPL: 3 denunciati. La  Guardia di Finanza di Vittoria ha sequestrato 1 deposito abusivo di bombole di GPL, privo dei requisiti minimi di sicurezza assieme a 7.740 kg di G.P.L. contenuti in ben 799 bombole con capacità complessiva pari a 13.445 kg. I responsabili, tre soggetti vittoriesi, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Ragusa, per detenzione di materiale infiammabile, per irregolare imbottigliamento di GPL e per violazioni alla normativa antincendio (vista l’assenza del certificato di prevenzione incendi e di S.C.I.A.). L’operazione ha avuto origine nell’ambito dei controlli finalizzati al rispetto della normativa in materia di accise, con una serie di mirati appostamenti e pedinamenti dei camion trasportatori di bombole fino al deposito oggetto di sequestro. Le Fiamme Gialle, all’atto dell’accesso nell’area, hanno  accertato che un addetto ha esibito una licenza di detenzione ai fini di vendita per non più di 1.000 kg di G.p.l. in bombole, sostenendo di essere in regola con i quantitativi massimi imposti dalla legge. La   rapida ispezione dei militari ha portato alla scoperta di 800 bombole detenute però alla rinfusa all’esterno del gabbiotto di cemento autorizzato; quelle vuote erano conservate a cielo aperto mentre quelle piene risultavano essere occultate in un deposito chiuso e privo di aerazione sempre di pertinenza del titolare dell’attività. La maggior parte di queste bombole, inoltre, erano esternamente corrose, tenute in un cattivo stato di conservazione ed addirittura non sottoposte a ricollaudo dopo la data di scadenza. I Baschi verdi hanno appurato che nessun contenitore   riportava la valvola attestante la data di prova di tenuta e lo stabilimento di provenienza. Le Fiamme Gialle hanno verificato, quindi, che mancavano le dovute autorizzazioni e le correlate certificazioni attestanti i requisiti minimi di sicurezza.


Pozzallo  RG CC operazione antidroga, bloccato pusher mentre cede droga a minorenni. Si tratta di Biagio Giugno 22enne pozzallese. I  Carabinieri delle Stazioni di Pozzallo e di Marina di Modica ier sera, hanno eseguito uno specifico servizio antidroga sul territorio di competenza, in particolare nei luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani. I militari, nel corso del servizio antidroga, hanno arrestato Biagio Giugno già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre stava cedendo alcuni grammi di droga a dei minori. Il giovane pusher è stato notato dai militari dell’Arma mentre camminava a piedi e si sofferma in una piazza del centro, luogo di ritrovo di molti giovani, tenendo un atteggiamento sospetto. I Carabinieri dopo avere seguito   movimenti del soggetto hanno notato che alcuni giovani si stavano avvicinando al sospetto pusher. L’intuizione dei militari dell’Arma effettivamente, è apparsa subito veritiera, tanto che, Biagio Giugno è stato sorpreso mentre stava cedendo a 3 minorenni 1 dose di marijuana dal peso complessivo di circa 0.5 grammi. Il  giovane spacciatore è stato subito fermato dai Carabinieri e, dopo essere stato sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso della somma in contanti di 15 euro, in banconote di piccolo taglio, provento dell’attività di spaccio. I 3 acquirenti minorenni sono stati segnalati alla Prefettura di Ragusa quali assuntori di sostanza stupefacente.


Ragusa Movida, blitz polizia sequestro compresse ecstasy, cocaina e MDMA con logo“WhatsApp”,  pusher fidanzati in manette. La Polizia di Stato, Squadra Mobile, ha tratto in arresto Giovanni NICASTRO  26enne nato a Vittoria e Jessica KAFTIRANI  21enne nata a Ragusa, per il reato di detenzione di anfetamina, MDMA, ecstasy e cocaina ai fini di spaccio. La donna ha riferito agli investigatori  che “in frigo l’anfetamina si conserva meglio”. Gli  uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria, ieri sera, hanno predisposto un servizio di osservazione nei luoghi di ritrovo della “movida” di Marina di Ragusa, in quanto era stata segnalata la presenza di un giovane vittoriese e della sua fidanzata di origini albanesi, nata e residente a Ragusa, che da quanto è iniziata la c.d. “bella stagione”,  frequentavano la costa iblea al fine di vendere stupefacenti ai giovani avventori dei locali di intrattenimento. I poliziotti in borghese si sono recati a Marina di Ragusa e precisamente sul lungomare Bisani dove era stata organizzata una serata danzante in uno dei tanti ritrovi della “movida”. Nicastro era stato segnalato ai poliziotti come il più attivo nella cessione di droga e che veniva collaborato dalla sua fidanzata con la quale conviveva. I poliziotti, dopo un primo periodo di osservazione a piedi tra i giovani ragusani, hanno deciso di salire a bordo delle auto perché spesso il Nicastro faceva dei giri in auto prima di fermarsi, forse al fine di controllare se vi fosse la Polizia. Gli investigatori, dopo meno di un’ora, hanno notato Nicastro e la sua fidanzata a bordo dell’auto e seduti sui sedili posteriori altri due ragazzi, probabilmente acquirenti. 2 auto della Polizia di Stato hanno bloccato ogni via di fuga e tutti e quattro i soggetti che sono stati costretti a scendere e poi sottoposti a perquisizione, proprio mentre stavano per parcheggiare per recarsi in discoteca. La perquisizione personale eseguita sul posto, ha dato esito positivo; 1 ragazzo ragusano veniva trovato in possesso di 1 dose di marijuana per uso personale e per questi motivi è stato segnalato al Prefetto di Ragusa, mentre Giovanni NICASTRO, è stato trovato in possesso di diverse dosi di anfetamina, ecstasy, cocaina e MDMA. Gli agenti alla luce dei sequestri effettuati sul posto, hanno proceduto alla perquisizione della casa dei due fidanzati tratti in arresto. Gli investigatori nel frigorifero della coppia, hanno notato una grande scatola in plastica solitamente utilizzata per conservare alimenti, piena di centinaia di pasticche di ecstasy, anfetamina ed anche dosi di cocaina. L’anfetamina era ancora da suddividere in dosi, difatti in un cassetto della cucina c’era tutto il materiale necessario per confezionare le pasticche. Gli  agenti, nel contempo si era fatta notte, senza interrompere mai il loro servizio, hanno terminato le attività di ricerca della droga alle prime ore del mattino.  I tutori dell’ordine complessivamente hanno trovato centinaia di pasticche di ecstasy con impresso il logo del noto instant messenger “WhatsApp”, forse le strategie di marketing degli spacciatori, prevedono di rendere il prodotto da loro venduto più appetibile per gli assuntori tossicodipendenti. Oltre all’ecstasy sono state trovate decine di dosi di cocaina, decine di dosi di anfetamine e oltre 50 grammi ancora da confezionare in dosi, oltre a paracetamolo in polvere per tagliare la droga e produrre più dosi. I 2 pusher, alla richiesta sulla provenienza della droga e quindi per comprendere il canale di approvvigionamento dell’ecstasy e dell’anfetamine (che sono di particolare pericolosità per i giovani assuntori), non hanno voluto collaborare in alcun modo con gli uomini della Squadra Mobile e pertanto sono in corso indagini della Polizia di Stato per risalire a chi ha fatto da tramite per l’acquisto di queste droghe artificiali. I  due arrestati dopo le perquisizioni ed i sequestri sono stati condotti presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa per essere sottoposti al fotosegnalamento da parte della Polizia Scientifica e successivamente lui è stato condotto in carcere a Ragusa e lei a piazza Lanza a Catania. Il  Dirigente la Squadra Mobile  Commissario Capo della Polizia di Stato dott. Antonino Ciavola ha mostrato soddisfazione per il lavoro svolto. “La Polizia di Stato in provincia di Ragusa, impiega quotidianamente uomini e donne al fine di contrastare il traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione di Polizia Giudiziaria portata a termine questa notte è importante perché ha sottratto dal mercato pericolosissime sostanze stupefacenti come l’ecstasy e le anfetamine che in quanto droghe artificiali creano ancora più danni delle altre droghe”.


RagusaCC scoperta vendita reperti archeologici su web, 1 denunciato. I Carabinieri Tutela patrimonio culturale hanno sequestrato a Ragusa gli oggetti di interesse archeologico posti in vendita on line. I militari della Sezione Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa, coadiuvati da uomini della Compagnia Carabinieri di Ragusa, nel corso di una perquisizione domiciliare disposta dalla Procura della Repubblica iblea, hanno sequestrato 99 monete in argento e bronzo e 16 reperti di varia tipologia (fibule, anelli, orecchini, coppette in ceramica acroma, lucerne in ceramica). I  militari nella circostanza, hanno rinvenuto anche 1 metal detector e vari attrezzi utilizzati per ricerche e scavi clandestini. I reperti, di epoca greca e romana, erano stati illecitamente messi in vendita on-line da un 48enne ragusano, noto ristoratore del capoluogo, che è stato denunciato per ricettazione. Il contestuale ritrovamento di utensili idonei alla ricerca e allo scavo avvalora l’ipotesi che tali beni siano provento di attività di ricerca archeologica clandestina. Gli accertamenti dei militari proseguiranno per individuare il luogo di provenienza dei beni recuperati. L’indagato, nel corso della perquisizione domiciliare, è stato altresì trovato in possesso di 2 dose di 1,½ g. di hashish ed 1 da 1 grammo di marijuana, sottoposte a sequestro, ed è stato quindi segnalato al prefetto di Ragusa quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il sequestro è frutto della costante azione di monitoraggio dell’e-commerce e aste on-line svolta dai Carabinieri del TPC. La rete Internet, infatti, rappresenta uno dei principali mezzi per il commercio illecito di beni archeologici. Tale fenomeno è riconducibile, principalmente, all’anonimato offerto dal web, ai molteplici canali di vendita attivabili e alla possibilità di raggiungere facilmente un elevato numero di potenziali acquirenti, spesso inesperti e incuranti di una normativa di settore che pone limiti all’acquisto di beni d’arte.


Vittoria RG – Giornalista minacciato anche su Facebook, emesso ordine carcerazione. La Polizia ha eseguito l’ordine di custodia cautelare in carcere a carico di Gianbattista Ventura 57enne nato e residente a Vittoria, ritenuto del clan Dominante-Carbonaro per le reiterate minacce, aggravate dalla metodologia mafiosa  al giornalista Paolo Borrometi. Gli Agenti agli ordini del dirigente della Squadra Mobile dott. Antonino Ciavola Commissario Capo della Polizia di Stato hanno eseguito l’ordine di cattura emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia a carico di Gianbattista Ventura. L’ordine di custodia cautelare in carcere è stato emesso a seguito della decisione del Tribunale di Catania per il ricorso in appello proposto dalla Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia di Catania. Le indagini portate a termine, già mesi fa, dalla Squadra Mobile di Ragusa, avevano permesso alla Procura Distrettuale di Catania di chiedere l’applicazione della misura cautelare in carcere a carico di Ventura per il reato di minacce aggravate dalla metodologia mafiosa ai danni del giornalista Paolo Borrometi. Ventura, ritenuto reggente del clan Dominante-Carbonaro di Vittoria, aveva reiterato minacce di ogni tipo ai danni del giornalista Paolo Borrometi, direttore del quotidiano on line “La Spia” e corrispondente dell’AGI. Il giornalista Borrometi impegnato per il territorio di Vittoria, in quanto giornalista, ad esercitare il diritto di cronaca sui fatti avvenuti in passato e su quelli quotidiani nel territorio ibleo e non solo, quando citava la famiglia Ventura, veniva costantemente insultato e gravemente minacciato da Gianbattista Ventura così come da tanti suoi familiari e adepti. L’individuo, per sua stessa ammissione presso gli uffici della Squadra Mobile, all’esito di una delle tante perquisizioni, anche informatiche, eseguite a suo carico, riferiva agli investigatori di aver utilizzato facebook perché quello che diceva Borrometi non era vero e quindi lo aveva minacciato per farlo smettere. Il  GIP del Tribunale di Catania aveva già rigettato la richiesta di misura cautelare a carico di Ventura, ma la Procura Distrettuale aveva proposto ricorso in appello ed il Tribunale ha accolto le motivazioni, applicando la misura della custodia cautelare in carcere per le minacce gravi al giornalista. La  Procura Antimafia ieri ha disposto la cattura di Ventura, anche se questi si trovava già in carcere per altri fatti reato, pertanto alla Squadra Mobile, collaborata dal Commissariato di Vittoria, non è restato che notificare in carcere il provvedimento della custodia cautelare per i nuovi fatti reato da lui commessi. Ventura ha pubblicato sulla bacheca o nei commenti alle notizie del quotidiano on line “La Spia” messaggi dal contenuto inequivocabile: “ti scippu a testa; d’ora in avanti sarò il tuo peggiore incubo e poi ci incontreremo nell’aldilà; se vuoi ci incontriamo anche negli uffici della Polizia, tanto la testa te la scippu u stissu; tu ci morirai con il gas; ti daremo in bocca ciò che meriti; durerai poco cesso di merda, tutti avete figli, madi dire questa acqua non ne bevo; vi auguro sempre il meglio; pezzo di ferme troppo bordello stai facendo, fai a cacare che Dio di fulmini, avete finito di rompere i coglioni”.Queste minacce avevano un preciso obiettivo, quello di non far pubblicare più notizie su Vittoria e sulla mafia iblea al giornalista Paolo Borrometi. Le modalità, per quanto di nuova generazione, sono identiche nei contenuti e per il significato alle metodologie mafiose del passato. Per questi motivi, le minacce hanno avuto una rilevanza di grande spessore, tanto che è subito stata contestata l’aggravante della metodologia mafiosa. Ventura, con le frasi “troppo bordello stai facendo” e altre, ha inteso comunicare al giornalista di non attirare l’attenzione della Polizia verso lui e i suoi affari, in quanto non voleva avere problemi. La campagna denigratoria portata avanti su facebook e sul sito del quotidiano on line “La Spia” aveva come fine quello di ottenere il silenzio del giornalista; di lui e della mafia non bisognava parlarne, così come dei fatti di cronaca quotidiani che vedevano il coinvolgimento di soggetti vicini alla sua famiglia, considerati i continui arresti dei figlie e nipoti. Ventura è già stato condannato per reati gravissimi come omicidio, porto d’armi che costituiscono elementi che lo contraddistinguono per la particolare pericolosità sociale e quindi, per un probabile passaggio dalle parole ai fatti, con grave pericolo per il giornalista Borrometi. Le indagini della Squadra Mobile, condotte con il Commissariato di Vittoria e con la collaborazione della Polizia Postale, hanno permesso di appurare che proprio Ventura per sua stessa mano, aveva scritto quei messaggi utilizzando la piattaforma web. Ventura, per sua stessa ammissione, non accettava che il giornalista parlasse di lui e della sua famiglia, doveva solo stare zitto senza permettersi di parlare di ciò che lo riguardava. Il  personaggio, già in carcere per altri fatti reato, ha firmato ieri gli atti inerenti l’ennesimo provvedimento a suo carico notificato dalla Squadra Mobile, per poi tornare in cella.


Vittoria RG – Rumeno picchia convivente:CC in manette. Si tratta di Marcel Sergiu Boriceanu 34enne. La situazione era divenuta insostenibile ormai da diverso tempo tra una coppia di rumeni: entrambi 34enni, entrambi braccianti agricoli, con una convivenza che nell’ultimo anno aveva iniziato a scricchiolare e a dare i primi segni di cedimento. La vittima ha vissuto mesi trascorsi in preda all’angoscia ed alla paura per un uomo violento, minaccioso, che non le ha mai disdegnato insulti.  La  donna ha sempre sopportato, credendo che il convivente cambiasse.  Le  speranze che la giovane riponeva nel soggetto sono ben presto svanite nella mattinata, quando Marcel Sergiu Boriceanu, di fronte all’ennesima discussione per futili motivi, divenute ormai all’ordine del giorno, ha iniziato a picchiare la donna: momenti di terrore ed urla che hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno allertato il 112. Una pattuglia di Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Vittoria giunta immediatamente sul posto e, presa contezza della situazione visto che la donna era già stata trasportata al pronto soccorso dell’Ospedale Guzzardi, ha subito bloccato il 34enne e l’ha  tratto in arresto. Il soggetto è stato condotto nella caserma di via Garibaldi ed espletate le formalità di rito, già con diversi precedenti penali, è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica dott. Andrea Sodani, dinanzi al quale dovrà rispondere dei reati di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. La  donna, fortunatamente non è grave, ha riportato “traumi contusivi multipli al volto, traumi toracici multipli” ed è stata giudicata guaribile 10 in giorni. Sulla vicenda ora resta l’attenzione degli inquirenti.

RagusaCC, chiusa casa prostituzione pubblicizzata on line: denunciati 2 rumene e padrone 80enne. Operazione contro il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione dei Carabinieri della Compagnia di Ragusa che, nel territorio di Marina di Ragusa. I  militari, dopo una breve indagine, hanno individuato ed apposto i sigilli ad un’abitazione dove 2 giovani ed avvenenti ragazze rumene esercitavano l’attività di prostituzione. Gli accertamenti sono partiti monitorando alcuni siti internet, spesso utilizzati come bacheche di annunci a sfondo sessuale, su cui le donne dedite all’attività pubblicizzano le loro prestazioni ai potenziali clienti in cerca di “avventure”. I  militari, proprio svolgendo tale attività di monitoraggio, hanno accertato che alcuni dei numeri indicati in tali siti, come quelli da contattare per concordare gli appuntamenti durante i quali consumare rapporti sessuali a pagamento, erano in uso a delle giovani donne di nazionalità rumena che venivano localizzate nella frazione Marina del capoluogo ibleo. I carabinieri hanno individuato l’abitazione dove  le donne esercitavano la loro attività, tra l’altro pubblicizzata in maniera evidente sul sito internet, con tanto di fotografie che non lasciavano dubbi sulla finalità degli incontri. I militari, con un espediente, hanno contattato l’utenza telefonica indicata sul sito, riuscendo a farsi dire l’esatta ubicazione dell’abitazione in questione, presso la quale venivano subito predisposti degli specifici servizi di osservazione discreta. Gli investigatori hanno stabilito con certezza l’attività dove si svolgeva.  I   servizi, nell’arco di poche ore, hanno dato i risultati attesi, in quanto veniva notato un continuo andirivieni di persone che si recavano nella casa in questione, trattenendosi per poco tempo, ossia giusto il tempo di consumare un veloce rapporto sessuale. I tutori dell’ordine, dopo aver monitorato  i movimenti, sono entrati nell’abitazione, dove hanno verificato la presenza di 2 ragazze di nazionalità rumena. I carabinieri hanno compreso che le 2 erano le stesse riprodotte sulle foto  pubblicizzate sul sito di annunci on-line su cui evidenziavano la loro attività e dal quale erano partiti gli accertamenti. I  militari, oltre alle ragazze, hanno rinvenuto tutto l’occorrente per svolgere l’attività di prostituzione: centinaia di preservativi ed attrezzi vari per consumare rapporti sessuali diversi dal solito. La casa in questione è risultata di proprietà di un pensionato ragusano, L.C.  80enne, che forse aveva pensato di arrotondare i guadagni della sua pensione, affittando la sua  abitazione alle due giovani donne, che la utilizzavano per esercitare la loro attività di prostituzione. Il pensionato è stato quindi denunciato in libertà all’Autorità Giudiziaria di Ragusa per favoreggiamento della prostituzione, avendo consentito che la sua casa venisse adibita allo svolgimento dell’attività.   Le  due donne, sono risultate regolarmente dimoranti sul territorio nazionale, sono state allontanate dalla casa in questione, su cui venivano apposti i sigilli per evitare che venisse nuovamente adibita a “casa di piacere” ed affidata allo stesso proprietario. I Carabinieri del Comando Provinciale sottolineano: “l’attività  svolta è il frutto delle continue azioni di controllo del territorio, avviate  su disposizione del Comando Carabinieri, e che comprendono il monitoraggio di qualunque forma d’illecito che può essere perpetrata, comprese quelle legate alla sempre lucrosa attività della prostituzione”.


Ragusa – GdF sequestra azienda “recupero plastica” e cava : reati ambientali. L’attività delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa a tutela dell’ambiente continua incessante. I finanzieri della Compagnia di Ragusa, nella mattinata, in esecuzione di uno specifico provvedimento emesso dal GIP – dr. Claudio MAGGIONI, hanno posto sotto sequestro un’impresa di “recupero plastica” in Contrada Mazara di Vittoria, per reati ambientali. Il provvedimento di sequestro ha riguardato anche un’area industriale di circa mq. 40.000 adibita a stoccaggio incontrollato di fanghi, rifiuti speciali ed all’illecito smaltimento della plastica dismessa proveniente dagli impianti serricoli. I Baschi Verdi con lo stesso decreto hanno proceduto all’ulteriore sequestro di una cava abbandonata di circa 20.000 mq. ubicata a Marina di Acate, Contrada Macconi, illecitamente utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti speciali provenienti dal ciclo di lavorazione della plastica. Il rappresentante legale della società, in concorso con altri soggetti, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per reati in materia ambientale legati all’illecito smaltimento di rifiuti speciali. L’operazione in questione ha consentito di sottoporre a sequestro anche  3 semirimorchi contenenti rifiuti speciali ancora da smaltire e la documentazione completa attestante lo smaltimento illecito dei fanghi palabili provenienti dal ciclo di lavorazione della plastica dismessa presso la cava abbandonata di Marina di Acate. Il materiale così illecitamente smaltito, utilizzato per ricolmare la cava abbandonata, arrecava grave nocumento alle falde acquifere della zona, di conseguenza all’ambiente e alla salute pubblica. L’azienda, il  26 febbraio scorso, era stata già destinataria di un provvedimento di sequestro probatorio, emesso dalla locale Autorità Giudiziaria, al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate. Il  Tribunale del Riesame, avverso al  provvedimento, aveva disposto il dissequestro fondato sulla apparente qualificazione come “sottoprodotto” ex art. 184 bis del D. Lgs 1652/2006 e non come rifiuto del materiale derivante dalle procedure di lavaggio del polietilene, proveniente dagli impianti serricoli. Il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP presso il Tribunale di Ragusa, richiesto dalla Procura della Repubblica di Ragusa, è scaturito dagli esiti di successiva attività info-investigativa esperita dai militari della Compagnia GdiF di Ragusa e corroborati dagli accertamenti tecnici effettuati dall’ARPA. L’attività delle Fiamme Gialle iblee si colloca nell’ambito del controllo economico del territorio volto alla tutela dell’ambiente nell’interesse della collettività, soprattutto per evitare gravi conseguenze derivanti dallo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e dal conseguente inquinamento delle falde acquifere.

Vittoria RGCC blitz a rave party, trovati :cocaina, hashish e marijuana,  1 sorvegliato, 4 denunciati. Si tratta di C.S., 32enne di Ragusa, F.E. 33enne di Vittoria, C.A.M.24 enne sorvegliato speciale vittoriese, R.F. tunisino 26enne. Il blitz dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria è stato nel tardo pomeriggio di ieri in un’area abbandonata con annessi capannoni in Contrada Chiappa di Acate, dov’era in corso un rave party: 4 le persone deferite in stato di libertà, 204 quelle controllate e identificate di età compresa tra i 18 e i 36 anni provenienti dalla provincia di Ragusa e da quelle limitrofe, ispezionati 62 mezzi, rinvenuto un motorino risultato rubato e sequestrati oltre 3 grammi di sostanza stupefacente.  I  risultati del controllo effettuato ieri sono stati conseguiti in prossimità di un terreno in disuso ad Acate dov’era stato segnalato un cospicuo numero di giovani riuniti senza alcuna preventiva autorizzazione: subito è scattato un dispiegamento di militari provenienti da tutti i reparti dipendenti dalla Compagnia di Vittoria che ha permesso di denunciare in stato di libertà i due presunti organizzatori del raduno, C.S., 32enne, e F.E., 33enne, originari rispettivamente di Ragusa e Vittoria ed entrambi con pendenze penali, per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento. Nel corso della mirata attività i militari hanno anche riscontrato la presenza di C.A.M.24 anni  sorvegliato speciale vittoriese per il quale è già stata avanzata proposta di aggravamento della misura di prevenzione cui è sottoposto. Inoltre, è stato segnalato alla Procura della Repubblica iblea anche  R.F. tunisino 26enne, per ricettazione e riciclaggio, trovato in possesso di un motorino Mbk Booster con telaio abraso e privo di targa, risultato oggetto di furto avvenuto nell’agosto 2012 in Marina di Ragusa ai danni di una giovane del luogo: il mezzo è stato posto in sequestro. La  perquisizione dell’intera area adibita a rave party ha consentito ai Carabinieri di rinvenire, vicino ad alcuni alberi, diverse buste termosigillate contenenti oltre 3 grammi tra cocaina, hashish e marijuana. Le sostanze sono state sequestrate e inviate presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. Gli  inquirenti vagliano ora, proseguendo le attività, la posizione di tutti i giovani identificati, che rischiano una denuncia per invasione di terreni e edifici, nonché sono in corso accertamenti per appurare il canale di approvvigionamento della droga. Le  indagini sono suscettibili di ulteriori sviluppi operativi.


Ragusa CC bloccano venezuelano integrato che in piazza San Giovanni cede droga.  Si tratta di Carlos Benedetto Pampinella 63enne residente a Ragusa ma originario del Venezuela, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato ai domiciliari per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Un ventottenne africano proveniente dal Gambia, ospite di uno dei centri per immigrati della città, è stato trovato in possesso di 2 dosi di hashish. I carabinieri non hanno avuto elementi per accusarlo di spaccio e quindi l’hanno segnalato al prefetto come assuntore di stupefacenti. Il gambiano è stato scarsamente collaborativo ed ha finto di non comprendere l’italiano, rendendo ancor più difficile la sua identificazione poiché non aveva documenti al seguito.I militari del nucleo operativo e radiomobile di Ragusa e delle stazioni “Principale” e “Ibla”, con l’ausilio del nucleo carabinieri cinofili di Nicolosi (CT), nel pomeriggio di ieri 31 marzo, hanno svolto un servizio antidroga mirato nel centro della città. I  carabinieri nell’ultimo periodo avevano riscontrato una folta presenza di soggetti assuntori di stupefacenti e di altri soggetti noti per precedenti di spaccio di droga passeggiare per ore e ore tra il sagrato della cattedrale ed il giardinetto sottostante il palazzo del comune.  I  militari in forze hanno chiesto quindi l’intervento dell’unità cinofila, circondato la piazza e controllato tutti i presenti. Il  cane antidroga ha setacciato tutte le fioriere (già riscontrate più volte quale nascondiglio per dosi di droga), i muretti e le panche del sagrato, della piazza e del giardinetto. I  militari, setacciata piazza San Giovanni, si sono spostati in altri luoghi noti per la presenza di soggetti gravati da precedenti per droga e/o dove in passato sono stati trovati assuntori o venditori di droga: via Roma e piazza del Carmine. 2 militari in borghese (mandati in avanscoperta per vedere se c’era “movimento”) in piazza del Carmine si sono trovati davanti la scena flagrante di uno spaccio. I tutori dell’ordine hanno subito bloccato venditore ed acquirente, il primo ancora con i soldi (150 euro) in mano ed il secondo con l’involucro contenente 2 grammi di cocaina. Il consumatore imprenditore 49enne, è stato segnalato al Prefetto per uso di stupefacenti. Lo spacciatore, Carlos Benedetto Pampinella, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato ai domiciliari per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. I  carabinieri nella successiva perquisizione domiciliare hanno trovato anche 1 bilancino di precisione, 2 grammi di hashish e 2 grammi di pasta di cocaina. L’arrestato, dopo i rilievi foto-dattiloscopici, è stato, d’intesa con il pubblico ministero dott. Marco Rota, sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Ragusa -  Polizia trova arsenale mafia da indizi collaboratori giustizia: 3 misure in carcere. Si tratta di: Marco Di Martino  40enne nato a Comiso, già in carcere, Angelo Ventura  28enne detto “Elvis” nato a Vittoria,  Jerry Ventura 27enne nato a Vittoria , tutti residenti a Vittoria. La polizia ha eseguito   le  ordinanze applicative della misura cautelare in carcere  emesse dal GIP presso il Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Catania. I provvedimenti sono stati eseguiti nei confronti di  tre componenti della  Famiglia di Filippo Ventura. Il tutto ha preso spunto dal rinvenimento di  un arsenale nella disponibilità della famiglia capeggiata dal detenuto Filippo Ventura e riconducibile al clan “Carbonaro-Dominante” della c.d. “Stidda”. La Polizia di Stato – Squadra Mobile – Commissariato di Vittoria – coordinata dalla  Procura Distrettuale Antimafia di Catania  ha inferto un duro colpo alla famiglia Ventura, eseguendo ordinanze applicative della misura cautelare in carcere, emesse dal GIP presso il Tribunale di Catania, nei confronti di: Marco Di Martino,  già in carcere, Angelo e Jerry Ventura. La Procura Distrettuale Antimafia, diretta dal dott. Michelangelo Patanè, ha chiesto ed ottenuto l’applicazione della misura della custodia  cautelare in carcere  dal GIP presso il Tribunale di Catania. I reati contestati agli indagati sono  associazione a delinquere di stampo mafioso e detenzione di una pluralità di armi di diverso tipo, tra cui fucili di precisione con matricola abrasa e di provenienza furtiva. Le indagini hanno accertato la partecipazione dei tre indagati all’associazione di stampo mafioso, operante nel territorio di Vittoria denominata “Stidda” e riferibile storicamente al clan “Dominante – Carbonaro”, attualmente capeggiata dal detenuto Ventura Filippo, padre di Jerry ed Elvis e suocero di Marco Di Martino.  Gli investigatori ritengono che i tre  avrebbero detenuto  le armi per conto del clan.  L’associazione è aggravata proprio per il fatto che i sodali avessero la pronta disponibilità di armi e munizioni. La Squadra Mobile di Ragusa  ed  il Commissariato PS di Vittoria, diretti dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, hanno individuato  il luogo dove era custodito l’arsenale nella disponibilità di Marco Di Martino, arrestato in flagranza e  sequestrato, nel mese di ottobre 2015,  numerose armi  di diverso tipo, alcune della quali con matricola abrasa e di provenienza  furtiva. Le  dichiarazioni di 5 collaboratori di giustizia sono state importanti per le indagini  ed in tempi diversi hanno  reso dichiarazioni convergenti che  hanno  sostenuto l’assunto accusatorio, condiviso dal Gip. Gli investigatori, dopo il maxi sequestro delle armi: 5 fucili dotati di congegni di puntamento ottici per tiro di precisione balistica (utilizzati dai cecchini), 3 pistole, una penna-pistola, 1 giubbotto antiproiettile, materiale per fabbricazione di esplosivi, polvere da sparo, pressa per confezionamento cartucce e un migliaio di munizioni, grazie alle propalazioni dei collaboratori di giustizia sono riusciti a provare che tutto ciò era stato rivenuto a casa del genero di Filippo Ventura, fosse, in realtà,  nella piena e pronta disponibilità del clan e in particolare dei tre indagati.  Elvis e Jerry Ventura in passato erano stati tratti in arresto per traffico di sostanze stupefacenti ed altri reati. I  provvedimenti  emessi dal Gip presso il Tribunale di Catania sono stati eseguiti  di mattina dopo mesi di indagini : sono stati  ristretti in carcere  Elvis e Jerry Ventura, mentre  il provvedimento  è stato  notificato a  Marco Di Martino, già detenuto.  La Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria, con l’ausilio delle Unità Cinofile della Polizia di Stato esperte in ricerca di armi, esplosivi e stupefacenti, stanno procedendo anche ad effettuare  perquisizioni  presso  le abitazioni dei due fratelli Ventura al fine di rivenire  altre armi o sostanze stupefacenti.


RagusaMigranti: cani antidroga in centro accoglienza trovano stupefacente. La Polizia di Stato effettua perquisizioni in due centri di assistenza straordinaria. Trovato hashish pronte per la vendita nei giardini di pertinenza di uno dei centri. La Polizia di Stato – Squadra Mobile - U.P.G. e S.P. e Unità Cinofile – hanno eseguito perquisizioni locali e personali in un C.A.S. (Centro di Assistenza Straordinaria) di Chiaramonte Gulfi ed in uno di Ragusa. Il Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, ha disposto di intensificare i controlli in tutti i centri e le strutture che danno ospitalità ai migranti nella provincia iblea. Le  attività di osservazione sono state effettuate dalla Squadra Mobile, in due dei centri per la presenza di alcuni giovanissimi ragusani che facevano ingresso nei centri per poi uscire dopo pochi minuti.  I  migranti si sono perfettamente integrati con i giovani ragusani, difatti, essendo presenti anche da più anni, hanno stretto amicizie.  La polizia ha avuto  il forte sospetto che potesse esserci uno scambio di droga da una parte o dall’altra.   Uomini  in borghese della Polizia di Stato hanno raccolto elementi, la sera di mercoledì ed il pomeriggio di giovedì, sono state disposte perquisizioni di interi edifici che ospitano i migranti. L’attività è stata svolta grazie anche alla collaborazione dei responsabili dei due centri che hanno coadiuvato la Polizia di Stato mettendo a disposizione i loro interpreti e segnalando i migranti più a rischio. I  centri sul territorio da anni ormai collaborano con la Questura di Ragusa, creando una vera e propria rete a tutela degli ospiti e del rispetto delle regole e leggi italiane. Tutti i locali dei due centri sono stati ispezionati da 20 uomini della Polizia di Stato e da 2 cani delle Unità Cinofile Antidroga in servizio a Catania. “Jagus” e “Argo” hanno fiutato nei vestiti di parecchi extracomunitari residui di sostanze stupefacenti ma non è stata trovata alcuna dose addosso agli ospiti o nelle loro stanze.  “Jagus” , nel giardino di pertinenza del CAS di Ragusa, ha scovato, occultata sotto terra vicino ad un albero, una stecca di fumo ancora da suddividere in singole dosi, del valore di circa 150 euro. Gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa hanno così potuto trovare conferma nei loro sospetti, ovvero che qualcuno degli ospiti potesse cedere la droga ai giovani ragusani che saltuariamente andavano a fare visita ai migranti. I  poliziotti, non essendo stato possibile attribuire ad alcuno la sostanza stupefacente, hanno sottoposto il tutto a sequestro a carico di ignoti l’hashish, chiedendone l’immediata distruzione alla Procura della Repubblica di Ragusa.“La Polizia di Stato mantiene alto il livello di attenzione sui centri che danno ospitalità ai migranti. Molteplici le finalità dell’innalzamento del livello di attenzione, tra tutti anche quello di evitare che la loro permanenza sul territorio possa far si che qualcuno prenda la strada dell’illegalità per cercare facili guadagni. I controlli continueranno, considerato anche il fatto nelle ultime settimane, 3 giovani richiedenti asilo sono stati tratti in arresto per reati connessi agli stupefacenti”.


Ragusa- Santa Croce CamerinaRubano auto a pensionato e tentano invano 2 colpi a cassa continua. I maldestri avevano tentato il doppio colpo col botto ma hanno fallito. I militari del nucleo operativo e radiomobile di Ragusa e della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina stanno indagando su un doppio colpo operato da una banda di balordi nella notte tra sabato e domenica. Il  primo botto è stato messo in atto poco dopo le tre di notte in via Achille Grandi presso il centro commerciale. Una deflagrazione potente, è stata sentita in tutto il quartiere. Qualcuno ha chiamato il 112 ed immediatamente una gazzella è andata sul posto. La  banda forse aveva un palo o più semplicemente aveva capito che col fragore causato sarebbe arrivato presto qualcuno. I carabinieri non sono riusciti ad acciuffare i malfattori ma hanno svolto rilievi sul posto e chiamano il responsabile del negozio di elettrodomestici. I militari accanto al centro commerciale, hanno notato che l’obiettivo la cassa continua era danneggiata e sparsi vi erano pezzi di miccia detonata. I rilievi erano ancora in corso ed è arrivata via radio un’altra chiamata.  Un secondo tentativo di scasso alla cassa continua era stato perpetrato in contrada Pezza di Santa Croce Camerina. I  carabinieri appena arrivati hanno notato una guardia giurata e resti di micce detonanti identiche a quelle trovate in Ragusa. La  porta della cassa fortunatamente ha retto, non si è aperta ed i ladri maldestri sono andati via a mani vuote.  I  responsabili dei due esercizi commerciali hanno confermato comunque che entrambe le casse continue erano vuote. I danni sono solo per sostituire gli apparecchi distrutti. I militari hanno avviato le indagini e visionato le telecamere e si sono presentati a casa del proprietario della grossa berlina usata per i due colpi, un pensionato residente a Marina di Ragusa. il derubato   non si era ancora accorto di avere subito il furto della sua macchina e che il suo garage  fosse vuoto. L’auto in mattinata è stata rinvenuta in un’area di servizio a Vittoria. I carabinieri stanno analizzando le immagini della videosorveglianza per cercare i dettagli  che li portino sulla pista giusta


Modica CC scoprono gang catanese specialista: truffa con “postapay” in Sicilia. 5 ordinanze di custodia, arrestati 2 catanesi già noti: Pasquale BELLIA, 54enne catanese, Antonio SANTONOCITO, 32enne che sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere; arresti domiciliari per i 3 catanesi: Daniele COMPAGNINI 30enne, Gianluca ALAIMO, 21enne e Cettina D’AGATA 32enne casalinga. “Operazione “postepay” ha sgominato  un’organizzazione responsabile di centinaia di truffe ai  danni di commercianti e tabaccai in Sicilia. I Carabinieri della Compagnia di Modica di mattina hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno di commercianti e tabaccai della Sicilia. I militari ritengono si tratti di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alle truffe. I carabinieri della Compagnia di Modica alle prime luci del giorno all’alba   hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del tribunale di Ragusa su richiesta del Pubblico Ministero, d.ssa Valentina Botti, titolare dell’indagine condotta dai Carabinieri. I  militari hanno raccolto a carico degli indagati, gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe. Gli elementi sono stati ricavati dalle querele e dai riconoscimenti effettuati da parte delle persone offese e dagli accertamenti svolti sulle carte “Postepay” utilizzate per acquisire il profitto delle truffe. Le indagini sono iniziate a luglio 2015 a seguito di una denuncia sporta dall'esercente di una tabaccheria presso la Stazione Carabinieri di Ispica ed hanno permesso di scoprire l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale finalizzato alla consumazione di una serie indeterminata di truffe.  Tutti i colpi sarebbero stati eseguiti con il medesimo modus operandi,  e non solo in tutto il territorio ragusano, in particolare, a Pozzallo, Scicli, Scoglitti, Vittoria e Modica, ma anche in altre province della Sicilia. Il loro modus operandi era sempre lo stesso: 2 dei soggetti, alternativamente, si recavano presso l’attività prescelta (solitamente tabaccai, ricevitorie e bar) e, dopo aver atteso il momento giusto per compiere la truffa, quando ad esempio vi era molta gente, chiedevano all’esercente di caricare la Postepay per importi tra i 500 e 600€. Una volta ottenuta la ricarica, al momento di pagare, chiedevano di poter corrispondere la somma con  una carta bancomat, ben consapevoli del fatto che il sistema SISAL non accetta i pagamenti tramite POS, ma solo in contanti. L’autore della truffa a questo punto, fingendo di non essere a conoscenza di tale circostanza, rassicurava il gestore dell’esercizio commerciale dicendogli che si sarebbe recato presso il più vicino bancomat per prelevare la somma necessaria. I maldestri, una volta usciti dall’attività si davano alla fuga, omettendo quindi di versare il corrispettivo della ricarica ricevuta. I furbi, talvolta, lasciavano in pegno ai gestori un documento falso o una fotocopia illeggibile. L’indagine dei Carabinieri, quindi, ha evidenziato l’esistenza di un’associazione criminosa ben organizzata e consolidata volta alla commissione di un numero imprecisato di truffe, con gli indagati che avevano la consapevolezza di far parte di un gruppo dedito alla realizzazione di tale scopo, apportando ciascuno un contributo all’associazione e rendendosi disponibili ad operare per l’attuazione del comune programma criminoso.   Gli  autori materiali delle truffe, effettuavano le ricariche sulle Postepay intestate agli altri indagati e dopo la ricarica provvedevano al prelievo ed alla spartizione del profitto; altri indagati, invece, avrebbero messo a disposizione le autovetture per spostarsi nell’intera regione per perpetrare le azioni truffaldine. I carabinieri, per poter acquisire gli elementi probatori hanno sequestrato presso gli uffici postali interessati tutta la copiosa documentazione dei movimenti effettuati sulle carte postepay degli indagati,  e risalire agli esercenti truffati. L’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, ha permesso d’individuare i promotori ed organizzatori dell’associazione criminale: Pasquale Bellia ed Antonio Santonocito, essendo entrambi sempre presenti nella fase esecutiva dei reati. I personaggi, tra l’altro  già nell’anno 2012, erano stati destinatari di un provvedimento restrittivo per gli stessi reati di associazione finalizzata alla truffa commessi nella Provincia di Messina con analogo modus operandi. I militari ritengono che i profitti illeciti ricavati dagli indagati potrebbe ammontare a decine di migliaia di euro. Bellia e Santonocito al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Catania, mentre gli altri 3 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Le indagini proseguono per risalire ad altre vittime che, per vari motivi,  non hanno sporto ancora denuncia. I carabinieri  “invitano coloro i quali avessero subito analoghi reati a recarsi in caserma per denunciare i fatti e di stare attenti in futuro, diffidando da coloro che dovessero presentarsi per effettuare ricariche con lo stesso modus operandi”.


 

Ragusa - Polizia cattura nuovamente romeno maniaco sessuale. La Squadra Mobile e Divisione Anticrimine – su disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa, ha proceduto alla cattura di George MUSTAFA 29enne nato in Romania  domiciliato a Ragusa in quanto deve scontare la pena in carcere per il reato di violenza sessuale ed atti osceni in luogo pubblico. Il soggetto alla vista della Polizia aveva subito capito,   si era dato alla  fuga a piedi lungo le vie del centro cittadino ma dopo alcune centinaia di metri è stato bloccato e condotto in carcere. Il personaggio, dopo la cattura ed un primo periodo trascorso in carcere era stato condannato e poi liberato anticipatamente, poi  si era reso latitante e per questo Squadra Mobile e Divisione Anticrimine ed hanno chiesto ed ottenuto un altro mandato di cattura. Il romeno nel 2011 era divenuto il terrore delle studentesse e giovanissime donne ragusane. La serialità dei crimini commessi aveva un unico comune denominatore, l’autore era affetto da mutismo. Il maldestro   seguiva le vittime fino a casa ed appena entravano nell’androne le bloccava, toccava nelle parti intime e si masturbava davanti a loro. Il soggetto nel 2011 era diventato il terrore delle giovani donne ragusane che orbitavano nella zona di Via Palma di Montechiaro, in particolar modo le studentesse minorenni. Gli  uomini della Squadra Mobile di Ragusa, raccolte le prime denunce, avevano effettuato giorni e giorni di appostamenti per individuare il ricercato, il tutto dopo aver fatto un identikit del criminale seriale. Donne  della Polizia di Stato avevano fatto da “esca” per poter scovare il soggetto ma a nulla erano valsi i primi tentativi. Gli  investigatori, dopo attente ricerche ed aver ristretto il campo, erano riusciti a individuare il sospettato monitorandolo in ogni spostamento, ma considerata l’attenzione della Polizia per prevenire   nuove violenze e quindi salvaguardare altre ragazze, il soggetto era riuscito ad allontanarsi da Ragusa. Le minori vittime di reato insieme ai genitori e le altre donne, nel contempo avevano riconosciuto senza ombra di dubbio l’autore dei reati commessi ai loro danni e proprio la caratteristica sul mutismo del violentatore rendeva certa la sua identificazione. La Procura della Repubblica di Ragusa, dopo un attento esame dei gravi indizi di colpevolezza raccolti dalla Squadra Mobile, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dopo le ricerche del rumeno che nel contempo aveva fatto rientro a Ragusa. Il personaggio, dopo un primo periodo di custodia cautelare in carcere e la successiva condanna per violenza sessuale ed atti osceni in luogo pubblico per 3 anni e 6 mesi, era prima rimasto in carcere e poi in detenzione domiciliare. Il soggetto era tornato in libertà per effetto della liberazione anticipata e si rendeva subito irreperibile non rispettando le prescrizioni del Magistrato di Sorveglianza. La Divisione Anticrimine della Questura di Ragusa che si occupa quotidianamente della vigilanza e controllo dei soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà domiciliare, come arresti domiciliari, misure di prevenzione, misure di sicurezza e misure alternative alla detenzione, ha redatto un’attenta informativa a carico di Mustafa, dalla quale è emersa la sua spiccata potenzialità offensiva e quindi pericolosità sociale, tanto da chiedere il ripristino della detenzione in carcere. Il Tribunale di Sorveglianza, verificate le notizie fornite dalla Questura di Ragusa ha ordinato nuovamente la cattura del rumeno al fine di fargli  scontare la pena residua inflitta per il terribile reato di violenza sessuale, presso il carcere di Ragusa e non in altri regimi alternativi per i quali non risulta meritevole. Mustafa, già all’epoca dei gravi fatti reato commessi, era solitamente impegnato a mendicare davanti farmacie, chiese e supermercati in quanto non aveva intenzione di lavorare, pertanto, non appena in possesso dell’ordine dei cattura, gli agenti della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile si sono subito recati a controllare questi luoghi. Il soggetto non era più domiciliato a Ragusa da un anno e risultava irreperibile sul territorio ibleo ma, uno dei poliziotti impegnati nelle ricerche era certo di averlo visto pochi giorni prima nel centro cittadino di Ragusa.Gli  uomini della Polizia di Stato in 24 ore  hanno scovare il personaggio  che adesso dovrà scontare la pena presso il carcere di Ragusa.Le fasi della cattura avvenuta ieri sono state particolarmente movimentate, in quanto Mustafa, non appena ha riconosciuto gli investigatori che all’epoca lo avevano catturato, si è subito dato alla  fuga spintonando cittadini ignari di tutto che rovinavano a terra senza per fortuna riportare lesioni. L’inseguimento dei poliziotti a piedi è scattato immediatamente da Via Diaz dove era stato notato ed era fuggito, Via Rapisardi, Via San Francesco per poi terminare la corsa in Via Scipio dove gli agenti l’hanno accerchiato e neutralizzato. Il soggetto nonostante la resistenza, è stato ammanettato e condotto negli uffici della Questura di Ragusa per l’identificazione da parte della Polizia Scientifica e la notifica dei provvedimenti di cattura a suo carico. Commentano gli investigatori : il Dirigente la Divisione Anticrimine P. Dirigente della Polizia di Stato Dott. Giorgio Terranova ed Il Dirigente la Squadra Mobile Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Ciavola Antonino :“La Polizia di Stato è impegnata quotidianamente, non solo in complesse indagini, ma anche in attività di controllo e vigilanza dei soggetti sottoposti a misure di detenzione alternativa, misure di prevenzione e sicurezza. Solo grazie ad un costante controllo ed informazione ai Giudici titolari della sorveglianza, è possibile applicare la misura detentiva idonea per ogni criminale”.


Vittoria Figlia minorenne abusata da anziano convivente: CC, madre consenziente in manette. Si  tratta di Francesca Giudice 45enne vittoriese. L’attività di prevenzione e repressione dei reati in tutto il territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, prosegue senza sosta nell’ambito dei servizi straordinari di controllo a ciò finalizzati, specie quelli che colpiscono le fasce più deboli della popolazione. L’intenso lavoro, dei militari in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, ha consentito, ieri pomeriggio, di trarre in arresto, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione la vittoriese Francesca Giudice. L’esecuzione, è frutto di intensa attività di info-operativa a carico della donna, finalizzata all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, ed è stata emessa a seguito della proposta di misura cautelare avanzata nel 2007 dai Carabinieri della locale Stazione. I militari già a suo tempo avevano tratto in arresto il più anziano convivente della signora. Il soggetto avrebbe abusato diverse volte della figlioletta della Giudice, all’epoca minore, nonostante la madre fosse al corrente di quanto avvenisse tra le mura di casa. Gli elementi raccolti dai carabinieri, che ne hanno delineato appieno le responsabilità in ordine alla vicenda, hanno permesso all’Autorità Giudiziaria di emettere agli inizi di febbraio 2016 apposita ordinanza a carico della donna, che le impone di scontare complessivamente 6 anni di reclusione, dal momento che è stata giudicata colpevole del reato di violenza sessuale in concorso, commessa dal giugno 2006 al febbraio 2007. La donna  è stata rintracciata ed dai Carabinieri della Stazione di Vittoria. I militari, dopo avere condotto la condannata nella caserma di via Galileo Galilei ed aver espletato le formalità di rito, l’hanno ristretta presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale ibleo, dott.ssa Giulia Bisello, per i provvedimenti di competenza.


Vittoria RGViola sorveglianza, minaccia giornalista: arrestato. Polizia cattura nuovamente Gianbattista Ventura 57enne nato a Vittoria ed ivi residente. Il  personaggio è accusato d’avere  violato più volte la misura della sorveglianza speciale, alla quale era sottoposto in quanto ritenuto soggetto pericoloso per la società, pertanto deve tornare in carcere. Il giudice ha disposto che al termine della pena in carcere l’arrestato debba  andare in una colonia e lì dovrà restare per almeno 3 anni in quanto non ha in alcun modo rispettato le prescrizioni dei giudici durante di periodi di libertà. Gbattista Ventura, durante la libertà vigilata, misura di sicurezza a lui inflitta dopo la condanna a 25 anni di reclusione per omicidio, detenzione illegale di armi e traffico illecito di sostanze stupefacenti, ha  continuato a frequentare pregiudicati nonostante le reiterate diffide. Il personaggio,   ad agosto ha minacciato e diffamato il giornalista Paolo Borrometi e per questo la sua posizione si è ulteriormente aggravata. La Polizia di Stato - Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria, quindi, su disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa, ha proceduto alla cattura di Gbattista Ventura, in quanto destinatario dell’ordine di esecuzione per la carcerazione. Ventura ha violato la misura della sorveglianza speciale con obbligo di dimora, a lui inflitta come misura di prevenzione in quanto soggetto pericoloso. Ventura, su proposta del Questore di Ragusa, era stato sottoposto al provvedimento per evitare che potesse commettere ulteriori reati ma, nonostante questo, si era recato fuori dal Comune di Vittoria violando la misura. La  Polizia di Stato sempre a suo carico ha notificato l’aggravamento della misura di sicurezza, dalla libertà vigilata all’assegnazione ad una colonia agricola per anni 3. Questo significa che quando sconterà la pena a lui inflitta per aver violato la misura della sorveglianza speciale, dovrà recarsi presso la colonia agricola per 3 anni come misura di sicurezza detentiva. Il Magistrato di Sorveglianza ha valutato che le violazioni al codice antimafia non potevano continuare e per questo ha disposto la carcerazione che è stata ordinata dal Procuratore della Repubblica di Ragusa Dott. Carmelo Petralia. Il provvedimento di cattura è stato ricevuto dagli Ufficiali della Polizia di Stato durante la perquisizione che gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa, del Commissariato di  Vittoria e della Polizia Postale stavano eseguendo a carico di Ventura Gbattista. Il provvedimento di perquisizione domiciliare ed informatica disposto dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania era nato proprio a causa delle diverse minacce che Ventura ha fatto all’indirizzo del giornalista Paolo Borrometi, con gravi atti intimidatori e diffamazione a mezzo internet, prontamente denunciate dalla parte offesa. La Polizia di Stato così come viene fatto con tutti i soggetti pericolosi liberi vigilati, monitora tutto ciò che questi elementi compiono durante le loro giornate.   La  Squadra Mobile ed il Commissariato di Vittoria hanno più volte segnalato i comportamenti antigiuridici del Ventura, attività che oggi ha permesso di ricondurlo in carcere. Tra le diverse violazioni commesse, sono state segnalate le continue frequentazioni con pregiudicati, furti, violazioni della libertà vigilata, minacce e diffamazione ai danni del giornalista. Il  magistrato di sorveglianza, per tutti questi motivi, ha valutato che la misura della libertà vigilata non fosse più idonea, poiché Ventura non ha intrapreso una vita orientata a rispettare positivamente gli ordini dell’Autorità, ma ha fatto esattamente l’opposto. La misura non detentiva quindi non era affatto sufficiente, pertanto era necessaria una misura ben diversa e quindi la detenzione in una casa lavoro era l’unica possibile. Ventura ha dimostrato di avere una pericolosità sociale in continuo aumento, difatti dalla misura di sicurezza non detentiva della libertà vigilata è stato necessario passare a quella detentiva che sconterà al termine del soggiorno in carcere per le altre violazioni legge. Il  soggetto è risultato essere destinatario di un ordine i carcerazione e di una misura di sicurezza detentiva, il tutto proprio mentre veniva effettuata l’ennesima perquisizione a suo carico, stante le continue minacce ai danni del giornalista.  Il Dirigente del Commissariato di Vittoria V.Q.A. della Polizia di Stato Dott. Rosario Amarù ed Il Dirigente la Squadra Mobile Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Ciavola Antonino precisano:“La Polizia di Stato eseguendo la cattura del Ventura Gbattista ha assicurato alla giustizia un pericoloso criminale, scongiurando il verificarsi di ulteriori reati. La magistratura ha potuto emettere il provvedimento di cattura, grazie al costante controllo dei soggetti pericolosi, da parte degli uomini e delle donne della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria. L’odierno provvedimento deve servire da monito per tutti i soggetti pericolosi che non hanno intenzione di cambiare strada imboccando quella della legalità, poiché il comportamento antigiuridico, se reiterato nel tempo non può che condurre in carcere i responsabili”.


 

Ragusa 80enne in fin di vita a Vittoria, CC preso presunto picchiatore:  albanese senza permesso. L’accusato è Sali Metalla, pastore albanese di 58 anni. E’ stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto il presunto responsabile del tentato omicidio di Michele Vitelli, 82enne, avvenuto nella tarda mattinata di ieri in Contrada Guastella, a Vittoria. I militari hanno rilevato che al culmine di una violenta lite erano seguite percosse e numerose bastonate. Il tragico evento è giunto all’epilogo dell’ennesima discussione legata a problemi di pascolo del gregge che il reo avrebbe condotto abusivamente nella proprietà agricola dell’anziano: sarebbe nato un acceso litigio conclusosi con l’aggressione con un bastone che il pastore albanese avrebbe usato contro l’80enne, procurandogli traumi in tutto il corpo, per i quali ora si trova ricoverato in gravissime condizioni all’Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania. L’immediata battuta effettuata in zona dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria, allertati al 112, ha permesso di individuare immediatamente il presunto responsabile e di bloccarlo. I tutori dell’ordine specializzati presenti sul posto hanno effettuato i rilievi tecnico-scientifici, cristallizzando la scena del crimine e acquisendo ogni utile reperto per definire l’impianto accusatorio. La  perquisizione a tappeto operata dai Carabinieri ha permesso di rinvenire nell’appezzamento agricolo della vittima il bastone usato quale arma del delitto. L’arma impropria è stata sottoposta a sequestro penale ed a breve sarà inviato ai Ris di Messina per gli accertamenti del caso.   I  militari hanno condotto in caserma il pastore ritenuto responsabile dell’efferato crimine per sentirlo ed iniziare a ricostruire quanto accaduto nella mattinata del 10 febbraio. Tutta l’attività condotta dagli inquirenti è stata diretta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott.ssa Giulia Bisello, che si è recata immediatamente presso la Compagnia Carabinieri di Vittoria dove ha interrogato l’albanese, difeso dall’avvocato Enrico Cultrone. L’articolata attività investigativa posta in essere dai Reparti dell’Arma, che si sono avvalsi dei tradizionali metodi d’indagine ed anche di attività tecniche, è stata pienamente condivisa dal magistrato che, nella tarda serata di ieri, ritenuto fondato il pericolo di fuga e avendo acquisito gravi indizi di colpevolezza, ha emesso decreto di fermo a carico del 58enne per il reato di tentato omicidio volontario. Metalla Sali al termine delle formalità di rito è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria: su di lui sono in corso ulteriori accertamenti, visto che si trovava in Italia senza regolare permesso di soggiorno, così come nei confronti dell’allevatore.


RagusaOmicidio Giorgio Saillant : fermato Filippo ASSENZA. Il 56enne accusato del delitto è nato a Vittoria e  residente (domiciliato a Londra), ed è gravemente indiziato di omicidio aggravato dalla premeditazione, commesso mediante esplosione di un colpo di arma da fuoco e per aver illegalmente detenuto e portato in luogo pubblico un fucile da caccia. La Procura della Repubblica di Ragusa, il 25 gennaio 2016 alle ore 20.00 ha emesso il provvedimento di Fermo di indiziato di delitto nei confronti di Filippo Assenza, in quanto gravemente indiziato del delitto di omicidio premeditato e porto abusivo in luogo pubblico di un fucile da caccia. Gli uomini della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri intervenuti, il 24 gennaio 2016 di sera alle ore 21.00, in via De Ruggero a Vittoria, avevano rinvenuto il cadavere del  Vigile del Fuoco, Giorgio Saillant, nella sua autovettura appena parcheggiata davanti casa. Gli investigatori già nell’immediatezza hanno rilevato che la vittima era stata attinta da un colpo di arma da fuoco al volto, proprio nel momento in cui stava parcheggiando davanti casa. Il finestrino dell’autovettura era infranto ed il cadavere giaceva ancora nella posizione del guidatore quando sono intervenuti gli esperti della Polizia Scientifica per il sopralluogo. Gli  uomini della Polizia di Stato e dei Carabinieri coordinati sul posto dal Sost. Proc. dott.ssa Monego, avviate immediatamente le indagini, identificavano ed escutevano a sommarie informazioni i prossimi congiunti ed i colleghi di lavoro della vittima, al fine ricostruire i movimenti immediatamente precedenti al delitto. Le indagini senza sosta, hanno permesso di delineare compiutamente la vita privata del Vigile del Fuoco, grazie anche alla collaborazione dei cittadini e dei colleghi di lavoro. Un primo spunto investigativo veniva dall’esame di un filmato registrato da una telecamera posta nei pressi dell’abitazione, dal quale si rilevava il passaggio ripetuto di un’autovettura di colore grigio che più volte transitava davanti l’abitazione della vittima.  Gli inquirenti addosso al cadavere hanno rinvenuto uno smartphone funzionante e dall’esame del registro delle chiamate  e di altri dati estratti dalla Polizia Postale intervenuta con i suoi esperti notte tempo da Catania, venivano rilevati alcuni ulteriori elementi che conducevano gli investigatori ad approfondire l’esame della sfera privata del vigile del fuoco. Le  indagini sulle utenze telefoniche contattate dalla vittima, hanno accertato che il malcapitato  avesse effettuato diverse chiamate e tra queste alcune   conducevano ad una donna. Gli  approfondimenti investigativi condotti dagli investigatori hanno indirizzato  a Filippo Assenza coniuge della donna contattata dalla vittima poche ore prima dell’omicidio. I tutori dell’ordine hanno rilevato un altro dato a carico del sospettato che risultava essere la detenzione da parte della madre di 2 fucili da caccia cal. 12, arma compatibile con quella utilizzata per procurare la morte del vigile del fuoco e regolarmente denunciata all’Autorità di Pubblica Sicurezza del Commissariato di P.S. di Vittoria. Le ricerche di Polizia e Carabinieri hanno permesso di individuare il sospettato presso l’abitazione della madre, per essere subito condotto presso il Commissariato di P.S. di Vittoria. Gli inquirenti negli uffici della Polizia hanno appurato che il  sospetto era l’utilizzatore di un’auto  dello stesso modello ripreso dalle videocamere nei pressi dell’abitazione della vittima.  Il  cerchio quindi si è stretto sempre più, considerato anche che non vi sono molti veicoli dello stesso tipo in circolazione a Vittoria, così come appurato presso la fabbrica costruttrice. Assenza sentito dalla Polizia Giudiziaria, dopo alcune ore, ha reso spontanee dichiarazioni ammettendo di aver commesso il reato, confermando integralmente le proprie responsabilità in sede di interrogatorio davanti al P.M. ed ai difensori da lui stesso nominati. Il Pubblico Ministero Dott.ssa Monego intervenuta presso gli uffici di Polizia, considerato   il concreto pericolo di fuga, desunto dal fatto che l’autore ha commesso un reato di estrema gravità e che peraltro risiede a Londra con la famiglia, ha disposto il fermo di indiziato di delitto, immediatamente eseguito dagli uomini del Commissariato di P.S., della Compagnia Carabinieri di Vittoria, del Nucleo Investigativo e della Squadra Mobile di Ragusa, tutti fattivamente intervenuti sin dai primi istanti sul luogo del delitto. Il fermato è stato successivamente sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici e condotto presso il carcere di Ragusa in attesa dell’udienza di convalida.


Ragusa - CC trovano discarica abusiva a San Giacomo, denunciato 1 rottamaio. Si tratta di C.C., 38enne di Ragusa. I Carabinieri della Compagnia di Ragusa, hanno svolto un’ intensa attività di controllo nel verificare il rispetto delle normative ambientali e di quelle in materia di gestione dei rifiuti. I  militari, nel corso di uno di questi controlli, in località San Giacomo di Ragusa, hanno scoperto una vera e propria discarica a cielo aperto, nella quale erano ammassati, alla rinfusa e senza alcun criterio, rifiuti d’ogni genere da vecchi elettrodomestici ormai arrugginiti, ad apparecchiature elettroniche di vario tipo fino alla pericolosissime lastre di eternit abbandonate sul terreno, in spregio di qualunque normativa. Il proprietario dell’area è risultato essere C.C., 38enne di Ragusa, già noto, che svolge la professione di raccoglitore di materiali ferrosi. Il personaggio, per risparmiare sui costi che avrebbe comportato lo smaltimento dei  rifiuti in centri autorizzati, aveva pensato di accatastarli tranquillamente, senza criterio, nella sua proprietà. L’irresponsabile comportamento, , ha creato un gravissimo pericolo d’inquinamento ambientale.  I  rifiuti rinvenuti dai CC erano anche del tipo speciale e pericoloso, proprio perché, se non smaltiti e accantonati secondo quanto previsto da specifiche normative, possono rilasciare nell’aria e nel terreno sostanze nocive, che possono inquinare l’atmosfera e le falde acquifere sottostanti. Il soggetto è stato quindi, denunciato in libertà dai Carabinieri alla competente Autorità Giudiziaria, per il reato di gestione non autorizzata di rifiuti. Tutta  l’area, estesa per diverse centinaia di metri quadrati, ed oltretutto ubicata a pochi Km dal centro abitato, è stata posta sotto sequestro e sono state immediatamente avviate le relative procedure per la bonifica del sito, i cui costi saranno addebitati al proprietario del terreno denunciato. L’attività è il risultato della costante attenzione posta da parte dell’Arma anche al settore della normativa ambientale, che sta diventando sempre più importante, in conseguenza dell’aggravarsi del problema dell’inquinamento, che va ad incidere direttamente sulle condizioni di salute della popolazione e sulla qualità della vita nei centri abitati. I servizi, su disposizione del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, continueranno anche nei prossimi mesi, al fine d’individuare tutti i fenomeni di abbandono incontrollato di rifiuti e di bonificare tutte le aree in cui sono state realizzate anche delle micro – discariche, che vanno a deturpare un territorio, caratterizzato da bellissimi paesaggi rurali, arrecando oltre che un grave danno alla salute dei cittadini, anche minori occasioni di sfruttare le enormi potenzialità turistiche della provincia di Ragusa.


Pozzallo  RG Marito ferisce moglie a colpi di pentola, tragedia sfiorata, CC arrestato. Il  marito Giovanni Marchisello 50enne, è originario della provincia di Siracusa. Il  soggetto dopo una lite, ha colpito ripetutamente la moglie con una pentola in acciaio. La donna è stata ricoverata all’Ospedale di Modica. I Carabinieri della Stazione di Pozzallo, ieri sera, sono intervenuti in un’abitazione dove era stata segnalata una violenta lite tra marito e moglie e quest’ultima era stata gravemente ferita. I militari dell’Arma, giunti sul posto, hanno trovato la donna stesa nella camera da letto ricoperta di sangue, con profonde ferite alla testa, al volto ed al torace. I Carabinieri hanno prestato il primo soccorso ed hanno chiesto l’intervento  di un’ambulanza del 118 che, poco dopo intervenuta, ha trasportato d’urgenza la donna presso l’Ospedale Maggiore di Modica. I militari dell’Arma, dal sopralluogo nell’abitazione, hanno ricostruito i fatti e pare che, dopo un violento diverbio scaturito da motivi legati alla separazione, lui abbia impugnato una pentola in acciaio da cucina ed abbia colpito violentemente la moglie alla testa ed al volto. Il soggetto, dopo una prima aggressione, ha continuato a colpire la donna al torace con il manico spezzato della pentola che ormai era diventato quasi come un’arma da punta. Il  marito, Giovanni Marchisello, dopo il folle gesto, si è presentato in caserma dai Carabinieri con il suo difensore di fiducia ed ha ammesso le sue responsabilità, pertanto, è stato dichiarato in arresto con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della moglie.  La  donna, 43enne originaria di Catania, a seguito della violenta lite,  è stata ricoverata nel reparto di chirurgia generale con una prognosi al momento di 30 giorni, salvo complicazioni, per trauma cranico con profonde ferite, trauma toracico-addominale con ferite penetranti da punta all’emitorace posteriore destro e frattura scomposta di un dito della mano destra. Il marito, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Ragusa come disposto dal Sostituto Procuratore di turno, d.ssa Monica Monego. I Carabinieri hanno sequestrato la pentola ed il manico appuntito utilizzati per colpire la donna.


RagusaGdF scopre 70 t. alimenti conservati tra ratti, pronti per vendita. Finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno sequestrato oltre 70 tonnellate di prodotti agro-alimentari nocivi  tenuti in cattivo stato di conservazione e destinati alla vendita. Le Fiamme Gialle della Tenenza di Pozzallo, congiuntamente a personale dell’A.S.P. 7 – Unità Operativa Igiene di Ragusa, hanno concluso nei giorni scorsi un’importante operazione nel settore delle frodi alimentari. I militari, a seguito di attività info-investigativa, hanno individuato, nel comune di Ispica, un capannone all’interno di un’azienda agricola in evidente stato di degrado, adibito a deposito di alimenti deperibili, quali peperoni e melanzane in salamoia, pomodori essiccati, olive, conservati in totale assenza dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente. I tutori dell’ordine hanno identificato il proprietario, e con il costante ausilio di personale dell’A.S.P., hanno “caratterizzato” i prodotti tenuti in un pessimo stato di conservazione in locali sia interni che esterni sporchi e maleodoranti, rinvenendo in alcune cassette anche esche per topi tra i pomodori secchi e, sempre nelle vicinanze, perfino ratti morti. 70 tonnellate di alimenti pericolosi sono state sequestrate, scongiurando così il peggio per la salute pubblica, la merce, sarebbe  stata immessa nel mercato locale e nazionale. Le analisi di laboratorio, eseguite a seguito del campionamento, hanno confermato l’alta tossicità degli alimenti, rilevando al loro interno una carica microbica ed enterobatteriacea notevolmente superiore ai limiti consentiti dalla legge. La  distruzione dei prodotti era stata intimata al titolare dell’azienda con provvedimento del Direttore Generale dell’A.S.P. 7 di Ragusa, ma a causa dell’inottemperanza del soggetto, è avvenuta coattivamente tramite l’intervento di una ditta specializzata e con la costante supervisione dei finanzieri.


Vittoria - Blitz CC: liberati donna e bimbo segregati. La  vittima da anni subiva violenze dal compagno.  I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria hanno arrestato     Frej Karim 38enne tunisino,  bracciante agricolo, che da qualche anno si era stanziato nel vittoriese per lavorare nel comparto agricolo. Una  telefonata al numero unico europeo di pronto intervento 112, è stata ricevuta dalla Centrale Operativa di Vittoria, e l’anonimo interlocutore ha segnalato che in una abitazione del centro urbano di Vittoria erano tenuti segregati una donna ed il suo bambino di sei mesi.L’abitazione è ubicata in pieno centro, nelle immediate vicinanze della Piazza del popolo. I militari sono entrati nello stabile, e saliti al secondo piano hanno trovato una porta serrata a chiave e con un grosso lucchetto dall’esterno. Una ragazza di 18 anni, rumena, e il suo bambino di sei mesi erano chiusi nell’abitazione. I 2 malcapitati fortunatamente sono in salute. La donna impaurita e stanca ed il piccolo sono stati portati al sicuro in caserma, dove hanno trovato ad attenderli anche gli operatori del centro antiviolenza “Donne a Sud” che collabora attivamente con le forze dell’ordine, già da tempo e con risultati ammirevoli, per aiutare e seguire le donne vittime di violenze. I   militari dell’Aliquota radiomobile ed   operativa, dei Carabinieri di Vittoria, si sono messi subito alla ricerca del tunisino, che è stato localizzato ed arrestato poco dopo tra le serre in contrada Pozzo Bollente, nell’azienda agricola dove lavora. La  storia  ha commosso i militari che si sono trovati ad operare in questo delicato scenario. La donna infatti, aveva iniziato una relazione con il compagno tunisino, conosciuto circa due anni fa nelle serre dove lavoravano insieme e nonostante la notevole differenza di età avevano iniziato una relazione e poi una convivenza. L’incubo da quel momento è iniziato per la ragazza. La giovane, entrata in casa del compagno, ha dovuto lasciare il lavoro ed è stata costretta a rimanere rinchiusa ogni volta che lui era fuori. Niente telefono, niente visite, nessuna possibilità di uscire di casa da sola. La vittima è rimasta ad una finestra ed un balcone al secondo piano, dai quali era anche “vietato affacciarsi”. Una vera e propria prigionia. La situazione si sarebbe  ulteriormente aggravata dopo la nascita del figlio, quando sarebbero diventati più frequenti anche i momenti di violenza fisica e psicologica nonché le minacce inflitte dal convivente per assoggettare la povera ragazza. La giovane vittima, ha trascorso anni di paura, di privazioni della libertà temendo ritorsioni, e non aveva avuto il coraggio di confidarsi, neanche con i familiari, che era costretta a vedere raramente e mai da sola. L’intervento dei Carabinieri, ha liberato la povera giovane. Frej Karim, dopo i rilievi foto-dattiloscopici, è stato tradotto, d’intesa con il Pubblico Ministero Francesco Riccio della Procura della Repubblica iblea, presso il carcere di Ragusa a disposizione del giudice, davanti al quale dovrà rispondere dei reati di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, percosse e minacce aggravate e continuate.Il Comando rammenta che “l’attività preventiva sul territorio della Compagnia di Vittoria, prosegue in particolar modo a favore delle fasce più deboli ed indifese della popolazione, quali donne, bambini e anziani. L’impegno dei militari dell’Arma è volto a contrastare i fenomeni di violenza e di atti persecutori nei confronti delle donne. I tutori dell’ordine hanno risolto, nell’anno appena trascorso, numerosi casi, restituendo alle vittime la dignità, la speranza e il diritto di vivere la propria vita serenamente. Purtroppo, se è vero che questa storia ha avuto, fortunatamente, un lieto fine è pur vero che ancora oggi esistono numerosi casi di questo tipo e molte donne che non riescono a trovare il coraggio di denunciare e riconquistare il proprio diritto alla libertà di vivere una vita normale.L’attenzione dell’Arma dei carabinieri resta alta sul fenomeno, in linea con le recenti misure introdotte per il contrasto della violenza in ambito familiare che prevedono una maggiore tutela delle donne, con nuovi tipi di aggravanti: la legge ha voluto tutelare l’incolumità individuale nell’ipotesi in cui violenza e minacce mettano in pericolo l’integrità psico-fisica della vittima”.


video sopralluogo

Ragusa Veronica Panarello, nuove versioni: sopralluogo per trovare zaino  Loris. La Procura della Repubblica di Ragusa, nell’ottica di una corretta informazione, ha comunicato che Veronica Panarello, il  17 novembre 2015 ha effettuato un sopralluogo accompagnata dall'avvocato Francesco Villardita e con le forze dell’ordine della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia Penitenziaria, al fine di ricercare lo zaino di Lorys, che la stessa ha ammesso di aver gettato (per disfarsene) lungo la strada percorsa per recarsi al castello di Donnafugata dove doveva partecipare ad un corso dimostrativo di cucina. I primi accertamenti hanno dato esito negativo e gli investigatori effettueranno ulteriori ricerche nelle prossime ore, anche con ausilio di mezzi e tecniche speciali. La Procura della Repubblica di Ragusa  rappresenta che la donna, durante le attività di ricerca dello zaino, ha riferito ulteriori importanti elementi rispetto alle dichiarazioni già rese in sede di interrogatorio il  13 novembre 2015, pertanto ha ritenuto opportuno ascoltare nuovamente l’indagata che ha fornito una diversa versione. Le dichiarazioni rese sono al vaglio della Procura della Repubblica che le sta valutando unitamente agli investigatori della Polizia di Stato e dei Carabinieri.


Ragusa DIA Catania sequestra beni 7 milioni€ a famiglia Consalvo. Uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania dalle prime ore della mattinata hanno eseguito il decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Ragusa – Sezione Penale, a seguito della proposta d'applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata dal Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio Ferla, nei confronti di Giacomo CONSALVO 60enne, originario di Vittoria (RG) e capo del nucleo familiare ritenuto contiguo al clan mafioso degli stiddari denominato “Dominante” aderente alla Stidda. CONSALVO, già noto e già sorvegliato speciale di P.S. con obbligo di soggiorno, titolare di una ditta di imballaggi per prodotti ortofrutticoli, è stato  ultimamente tratto in arresto dalla Polizia di Stato di Ragusa, coi figli Giovanni e Michael, in esecuzione di una  ordinanza di custodia cautelare emessa nell’ambito della cd. Operazione “BOX”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, con l’accusa di avere imposto, alle ditte operanti nel mercato ortofrutticolo di Vittoria, l’acquisto di cassette e prodotti per l’imballaggio presso le sue aziende, con l’aggravante del metodo mafioso. I recenti approfondimenti investigativi hanno  svelato, ulteriormente, la situazione di grande criticità nella gestione e nel funzionamento del mercato ortofrutticolo di Vittoria, fortemente condizionato nelle pratiche commerciali e nell’indotto, da illecite logiche di mercato piegate all’imposizione di beni, merci e servizi, riconducibili a soggetti appartenenti agli ambienti della criminalità organizzata di tipo mafioso, a danno della libera concorrenza e della sana imprenditoria. La ricostruzione degli investigatori del profilo criminale di CONSALVO, con gli approfonditi accertamenti patrimoniali (estesi anche al suo nucleo familiare) svolti dalla D.I.A., hanno consentito di acclarare l’assenza di risorse lecite, idonee a giustificare gli investimenti posti in essere, affiancata da una rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati ed i patrimoni posseduti.  La  complessa attività investigativa è stata condivisa dal Tribunale di Ragusa – Sezione Penale che, a seguito della stessa, ha disposto l’emanazione del provvedimento ablativo in corso di esecuzione. Il patrimonio sottoposto a sequestro, riconducibile a vario titolo, anche attraverso l’intestazione a congiunti, di Giacomo CONSALVO è stato stimato complessivamente in oltre 7.000.000,00 di euro. I  beni, considerati il provento dell’attività illecita svolta, consistono in 4 aziende, villette, appartamenti con annessi posti auto e terreni agricoli ubicati in Vittoria e nella frazione marinara di Scoglitti, autoveicoli e motocicli, nonché numerose disponibilità bancarie e finanziarie.


RagusaGen. Amato C.te Interregionale  “Culqualber” visita  Comando Provinciale Ragusa.   Il Generale di Corpo d’Armata Riccardo Amato, Comandante del Comando Interregionale “Culqualber” con sede a Messina, il  27 ottobre, è stato in visita al Comando Provinciale di Ragusa. L’alto Ufficiale, che ha competenza sulle regioni Sicilia e Calabria, accolto dal Comandante Provinciale, Ten. Colonnello Sigismondo Fragassi, ha incontrato una rappresentanza di tutte le articolazione dell’Arma sul territorio della provincia Iblea,  gli Ufficiali Comandanti dei Reparti, il personale dei reparti speciali (Nas e Nil) e dell’associazione Carabinieri in congedo, con i quali si è intrattenuto per parlare degli aspetti afferenti l’attività operativa, logistica e del benessere del personale. Il Generale, nel pomeriggio ha visitato le Stazioni di Giarratana e Chiaramonte Gulfi dove, dopo aver ispezionato le infrastrutture, si è intrattenuto con i militari. L’alto ufficiale  la mattinata del 28, ha incontrato le autorità provinciali ed i vertici dell’Autorità Giudiziaria per poi rientrare a Messina. Il Generale Amato, ha espresso a tutti i  militari del Comando Provinciale di Ragusa il suo apprezzamento per l’impegno e la dedizione profusa nello svolgimento della quotidiana attività di controllo, di contrasto ad ogni forma di criminalità comune ed organizzata e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica nella provincia Iblea, facendo riferimento soprattutto alle ultime operazioni di servizio portate a termine nella provincia. Il Generale  ha, inoltre, evocato a tutti i militari l’importanza della funzione sociale quotidianamente assolta soprattutto dalle Stazioni Carabinieri, tesa a far sentire la presenza rassicurante dello Stato e a recepire le istanze dei cittadini ai quali bisogna sempre dare “risposte concrete e puntuali”.


Ragusa -  Pestano e rapinano coppia in casa, CC presi 3 romeni. I 3 soggetti arrestati per il reato di rapina pluriaggravata in concorso sono: Florin Ciubotaru 28enne incensurato, Paul Emilian Maftei 35enne già noto, Florin Sandu  30enne già noto, tutti residente attualmente a Vittoria. La rapina era stata perpetrata in stile “arancia meccanica” e scoperta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, che hanno eseguito 3 misure cautelari in carcere, emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, dott. Claudio Maggioni, su richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Valentina Botti della Procura della Repubblica iblea guidata dal dott. Carmelo Petralia. I militari hanno eseguito anche diverse perquisizioni nei confronti di 3 soggetti di nazionalità rumena, individuati come responsabili di 1 rapina molto violenta, compiuta con lo stile della banda dei “drughi” del film “arancia meccanica”, ai danni di una coppia residente a Marina di Ragusa. i malfattori, la sera del 6 marzo scorso, verso le otto di sera, con il volto travisato ed armati di bastoni, spranghe e 1 fucile, si erano presentati alla porta di un casolare nelle campagne di Marina di Ragusa, abitato da un coppia agricoltori. I malfattori fecero irruzione nell’abitazione ed aggredirono brutalmente le povere vittime. I poveretti, da quel momento in poi patirono un vero e proprio incubo, durato circa 20 interminabili minuti, durante i quali furono selvaggiamente picchiati a bastonate, a tal punto che l’uomo perse i sensi. I malviventi quindi iniziarono a rovistare dappertutto, mettendo letteralmente a soqquadro l’abitazione, impossessandosi di tutti i preziosi, denaro contante per quasi 1000€ ed i telefoni cellulari. Un’ultima estrema reazione della donna, proprio mentre il marito si stava risvegliando ed afferrando il manico di una scopa ha convinto i malfattori che era il momento giusto di andarsene. I malviventi prima di fuggire, però,  al fine d’intimorire ancora di più le povere vittime e farle desistere da un improbabile tentativo di seguirli, esplosero anche 1 colpo di fucile, che attinse e distrusse 1 mobile in legno. La  coppia di giovani, appena riavute le forze, tramite dei vicini di casa (visto che durante la rapina erano stati privati dai telefoni cellulari) hanno chiesto l’aiuto dei carabinieri sul numero unico europeo di pronto intervento 112. Più  pattuglie, del Nucleo radiomobile di Ragusa, della Stazione di Marina di Ragusa e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, immediatamente sono sopraggiunte posto ed i militari hanno avviato le indagini. I telefoni cellulari delle vittime asportati dal branco, sono stati il punto di partenza. Gli investigatori hanno infatti subito richiesto i tabulati telefonici delle utenze delle vittime per capire chi li avesse acquistati od utilizzati dopo la rapina. I  Carabinieri sono così risaliti a 2 ricettatori, 2 ragazzi rumeni residenti a Vittoria e da loro a chi  li aveva ceduti, i rapinatori appunto. I Carabinieri con ulteriori indagini, hanno scoperto che colui il quale aveva venduto i telefonini era anche stato a Marina di Ragusa la notte della rapina. Gli investigatori hanno quindi individuato esattamente i 4 componenti del commando autore dell’assalto. I Carabinieri dopo l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, questa notte, con l’ausilio di un’unità cinofila per ricerca di armi ed esplosivi del nucleo carabinieri cinofili di Nicolosi (CT), hanno catturato i tre rapinatori presso i rispettivi domicili. I  Carabinieri hanno eseguito, nel corso della notte, numerose perquisizioni sia a casa dei rapinatori che presso quelle dei 2 ricettatori, ed è stato recuperato 1 dei 2 telefonini sottratti alle vittime. I 3 soggetti dopo i rilievi foto-dattiloscopici sono stati accompagnati nel carcere di contrada pendente a Ragusa. Le indagini proseguono e non si esclude vi possano essere presto ulteriori sviluppi.


video scariche collare elettrico

Ragusa CC denunciano monterossano, applica collare elettrico a cane caccia. I carabinieri della compagnia di Ragusa hanno denunciato alla Procura della Repubblica un cacciatore monterossano per il reato di maltrattamento di animali. Un’autopattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile CC di Ragusa di  mattina stava percorrendo la SP62 verso Monterosso quando in uno degli ultimi tornanti ha notato sul ciglio della strada un giovane cane da caccia di piccola taglia visibilmente spaesato e impaurito. I militari, scesi dall’auto, hanno avvicinato il povero animale che, dopo l’iniziale diffidenza, s’è avvicinato ai carabinieri. I militari  hanno subito riconosciuto, al collo della povera bestiola, un collare elettrico di quelli illegalmente utilizzati da alcuni addestratori senza scrupoli che pur di sottomettere i cani da caccia ai loro ordini non esitano a provocare loro sofferenze. Il cane è stato quindi portato a Ragusa ed affidato ad un cacciatore del luogo ritenuto dai carabinieri particolarmente serio e affidabile. La povera bestiola ed il collare sono ovviamente stati sottoposti a sequestro penale. I carabinieri hanno quindi avviato le indagini per scoprire il responsabile e assicurarlo alla giustizia. Il  cagnolino lunedì mattina è stato portato all’anagrafe canina e   scoperto che fortunatamente era dotato di microchip identificativo. Il nome del proprietario, un 53enne monterossano noto per la sua passione venatoria  è stato quindi scoperto, i carabinieri della Stazione di Monterosso Almo si sono presentati alla sua porta per cercare il telecomando. Il cacciatore, preso in castagna, ha mestamente ammesso di essere il proprietario del cane e di avere messo il collare al cane per non farlo allontanare. Ha quindi spontaneamente consegnato il telecomando evitando ai militari di procedere con la perquisizione domiciliare. Il soggetto è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica iblea per il reato di maltrattamento di animali (544-ter del codice penale) che per le gravi condotte prevede la pena della reclusione da 3 mesi a 1 anno. I carabinieri operano per tutelare la legge e farla rispettare, a prescindere che la vittima sia umana o animale, questa volta la vittima è stata un povero animaletto indifeso. Il  cagnolino è ora con altri della sua razza, custodito e trattato con rispetto.

 


Marina di Ragusa - Incendia  appartamento al vicino, CC scoperto e bloccato. Si  tratta  di Gioacchino Frisina 68enne bancario in pensione  residente a Ragusa. I carabinieri della Stazione di Marina di Ragusa, collaborati da quelli di Ragusa Ibla e del Nucleo Operativo della Compagnia, hanno identificato, rintracciato e bloccato un ex bancario pensionato quale autore di un grave incendio perpetrato ieri sera a Marina. Le  fiamme, intorno alle 19.30, sono divampate, in una palazzina di via Giulio Verne, nei pressi di piazza Malta. L’incendio però si è sviluppato troppo rapidamente attirando l’attenzione di un passante che ha notato altresì una persona uscire dalla palazzina con passo svelto ed in modo furtivo, salire su una Renault ed allontanarsi. L’azione non è stata non abbastanza in fretta ed il signore è riuscito a leggere la targa ed a ricordarla. L’encomiabile cittadino ha quindi riferito i numeri di targa ai carabinieri subito intervenuti sul posto con  i vigili del fuoco che, pur se intervenuti con decisione e tempestività, non hanno potuto evitare la totale combustione degli interni dell’appartamento, ma hanno evitato che le fiamme si propagassero e danneggiassero  l’intera palazzina. I  carabinieri, nel frattempo hanno riscontrato il numero di targa nella banca dati delle vetture, ed hanno scoperto che l’auto è di un 68enne residente a Ragusa. 2 autopattuglie immediatamente si sono portate a casa del sospetto, nella parte alta del centro di Ragusa. I  militari, arrivati nell’abitazione hanno trovato il garage aperto con la luce accesa. La  Renault un paio di minuti è arrivata condotta dal pensionato che alla vista dei carabinieri è sbiancato ed ha capito di essere stato scoperto. I carabinieri nell’auto del sospettato  hanno rilevato chiare tracce di benzina ed un berretto sporco della stessa sostanza corrispondente a quello indicato dal testimone. L’arresto è scattato immediatamente. Gioacchino Frisina, pensionato, ex dipendente di una nota banca dell’Isola, caricato in auto ed accompagnato in caserma, non ha retto ed ha immediatamente confessato tutto. Il personaggio sarebbe stato  spinto da un rancore troppo a lungo sopito per dissapori tra condomini ed alla fine non avrebbe più retto e ha commesso la follia: dare fuoco alla casa del vicino. Gli  elementi convergevano tutti contro il sospettato anche senza confessione: l’auto, l’abbigliamento, le macchie di benzina sul tappetino, il naso e le orecchie bruciacchiati. La confessione, peraltro di un uomo visibilmente dispiaciuto e pentito, è riuscita ad ammorbidirne la posizione ed il Pubblico Ministero, dott. Francesco Puleio, informato dell’arresto dai carabinieri, ha deciso che visto il quadro indiziario completo e la confessione piena, considerati l’età e l’incensuratezza, non fosse necessaria una misura cautelare ed ha quindi disposto la remissione in libertà dell’incendiario. Frisina dovrà ora rispondere dei gravi reati di danneggiamento seguito da incendio, aggravato dal fatto che l’incendio s’è propagato, e violazione di domicilio, aggravata dall’aver scassinato la porta d’ingresso con un piede di porco, ritrovato dai militari sul posto e sottoposto a sequestro. Il  tempestivo intervento dei militari dell’Arma ha sicuramente permesso di gettare una chiara luce sulla dinamica dei fatti e consegnarne l’autore alla Giustizia.


Ragusa 2 trafficanti presi a capolinea, lei si finge incinta per sfuggire. Le manette sono scattate per Aymen TOUNSI  34enne nato in Tunisia, e Roberta MELI 27enne nata a Ragusa. La Polizia di Stato arresta, al capolinea degli autobus di Via Zama a Ragusa, coppia di trafficanti di droga con un 1 Kg di hashish. Lui tunisino lei ragusana, aggrediscono gli agenti, la donna al fine di guadagnare l’impunità urlava di essere incinta e di non toccarla ma lei sferrava calci e pugni. Quando è stata bloccata, per fuggire sputava agli operatori di Polizia ed una volta in manette ammetteva di non essere incinta e che cercava solo di scappare. Gli uomini della Squadra Mobile, nonostante questa volta abbiano dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso, sono riusciti ad assicurare alla giustizia ben 13 spacciatori negli ultimi 30 giorni. Il valore della droga si aggira intorno ai 5.000 euro e le dosi ricavabili ben 4.500. La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha tratto in arresto due trafficanti di droga Aymen TOUNSI, 34enne nato in Tunisia, senza fissa dimora, clandestino sul T.N., con numerose segnalazioni di Polizia per reati concernenti gli stupefacenti, resistenza e violenza a P.U., ricettazione e Roberta MELI,  27enne nata a Ragusa, ivi residente con numerose segnalazioni di Polizia anche per reati concernenti gli stupefacenti, incendio aggravato, truffa, furto. Gli arrestati risponderanno dei reati di detenzione ai fini di spaccio di 1 kg. di hashish e resistenza a Pubblico Uficiale. La Polizia di Stato, grazie al lavoro quotidiano degli uomini della Squadra Mobile di Ragusa, ha tratto in arresto negli ultimi 30 giorni 13 soggetti per traffico di sostanze stupefacenti.  A seguito dei numerosi arresti, l’attività investigativa condotta, ha permesso di individuare le attuali rotte della droga, pertanto venivano intensificati i controlli presso le stazioni dei pullman e l’aeroporto di Comiso. Gli uomini della Squadra Mobile ieri sera alle 19.30 al capolinea degli autobus di Via Zama a Ragusa, stavano osservando i passeggeri provenienti da Palermo e la loro curiosità, nonché intuito investigativo, li portava a controllare una coppia che appena messo piede a Ragusa controllava costantemente attorno per verificare se fosse seguita o se ci fosse la Polizia. Roberta Meli per altro è una donna conosciuta dalla Polizia di Stato in quanto più volte arrestata anche per droga, pertanto i due agenti si sono qualificati ed hanno chiesto i documenti per una normale identificazione di routine. Il  tunisino per tutta risposta si è dato alla fuga ma è stato prontamente rincorso e bloccato dopo pochi metri e da li ne è nata una colluttazione sotto gli occhi attoniti degli altri passeggeri appena scesi che non capivano neanche si trattasse di due poliziotti in quanto erano entrambi in borghese. Roberta Meli per dare manforte al suo complice si è avventata sugli agenti che stavano tentando di bloccare il tunisino, colpendoli con calci alla schiena e schiaffi. Il  tunisino non appena è stato neutralizzato uno degli operatori ha preso per un braccio la donna che ha iniziato ad urlare di lasciarla stare in quanto era incinta. La  donna, sotto gli occhi di decine di persone, ha cercato di sottrarsi alla cattura con questo escamotage ma i due poliziotti non si sono fatti prendere in giro ed hanno comunque bloccato la Meli attraverso le tecniche operative di loro conoscenza.  Meli durante le fasi concitate dell’arresto, per ottenere l’impunità sua e del complice ha strappato dalle spalle del tunisino lo zaino e l’ha gettato aldilà di una recinzione.  I tentativi di fuga e di disperdere gli elementi probatori a loro carico sono andati tutti a vuoto, considerato che entrambi sono stati neutralizzati ed ammanettati con l’ausilio di una Volante che era stata chiamata dagli altri passeggeri increduli per tutto ciò che stava accadendo. I 2 sono stati condotti nelle speciali auto della Polizia dalle quali non potevano fuggire, e sono state effettuate le perquisizioni delle borse in possesso.  Lo  zaino gettato dalla Meli che aveva sulle spalle il tunisino, era pieno di droga. I 2 sono stati condotti negli uffici della Squadra Mobile di Ragusa  e  tratti in arresto, la Polizia Scientifica ha così pesato ed analizzare la droga, 1 Kg di hashish diviso in 10 panetti da 110 gr. Il valore della droga sul mercato si aggira intorno 5.000 euro e le dosi ricavabili sarebbero state circa 4.500. Il soggetto al termine degli accertamenti è stato condotto in carcere a Ragusa e la donna a Catania, istituto di pena dal quale era uscita poco più di una settimana addietro. La stessa, una volta negli uffici della Polizia di Stato, dopo aver ammesso le sue responsabilità, ha anche riferito agli agenti che non sarebbe più uscita di mercoledì, considerato che “è un giorno che le porta sfortuna in quanto viene sempre arrestata”. “La Polizia di Stato di Ragusa continua senza sosta l’attività di repressione del traffico di sostanze stupefacenti, agendo a 360°, dagli spacciatori di piazza agli odierni trafficanti, senza trascurare gli assuntori, soprattutto i giovanissimi che purtroppo continuano a comprare hashish e marijuana”.


Ragusa - Comandante  Legione Carabinieri Sicilia visita  Comando Provinciale Ragusa. Il Generale di Brigata Riccardo Galletta, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, con sede a Palermo, nella mattinata si è recato in visita al Comando Provinciale di Ragusa. L’Ufficiale Generale è stato accolto dal Comandante Provinciale, Ten. Colonnello Sigismondo Fragassi. Il C.te della Legione Carabinieri ha incontrato tutti i Comandanti di Reparto della Sede, delle Compagnie, Tenenze, Stazioni distaccate ed una rappresentanza dei militari in congedo dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Il Generale Galletta, nel portare il suo saluto alle rappresentanze presenti, ha sottolineato l'importanza del dispositivo territoriale nella difesa dei cittadini e nella lotta alla criminalità organizzata e comune. L’alto ufficiale, durante l’incontro con il personale, ha tenuto a ringraziarlo per il quotidiano impegno svolto sul territorio, soffermandosi sull’importanza delle Stazioni e della figura del Carabiniere che devono confermarsi nel tempo come punto di riferimento per il cittadino rinsaldando così il rapporto di fiducia da sempre esistente tra l’Arma e la popolazione. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai rappresentanti dell’Arma in congedo, che negli anni del servizio attivo hanno contribuito in maniera determinante alla “costruzione” del prestigio dell’Istituzione. Il Comandante Provinciale, Ten.Col. Sigismondo Fragassi ha voluto ringraziare il Generale Galletta per la visita e per le parole di stima che ha avuto per l’Arma Iblea, garantendo, anche a nome di tutti i suoi militari, il massimo impegno da parte di tutti i Carabinieri. Il Comandante della Legione subito dopo si è recato presso il Palazzo di Giustizia dove si è intrattenuto a colloquiare con il Presidente del Tribunale Dr. Giuseppe Tamburini e con il Procuratore Dr. Carmelo Petralia. Il Comandante della Legione Carabinieri successivamente ha incontrato il Vescovo della Diocesi, Mons. Paolo Urso ed il Sindaco di Ragusa ing. Federico Piccitto.


Marina di Ragusa - Ricci illegali, CC fermati pescatori siracusani. I carabinieri di Marina di Ragusa hanno fermato e sanzionato 2 siracusani per pesca di frodo. I due, un 34enne ed un 26enne, entrambi già noti alle forze dell’ordine, “con le pinne, fucile ed occhiali, quando il mare è una tavola blu” erano in località Punta di Mola intenti a pescare dei ricci quando è passata una pattuglia di carabinieri del locale comando. I due militari, insospettiti, si sono avvicinati per controllare ed hanno riconosciuto 1 dei 2 come loro vecchia conoscenza: 1 siracusano che mesi addietro già avevano sanzionato per pesca abusiva di ricci. Lo stesso peraltro ad inizio mese era già stato scoperto dalla Capitaneria di Porto e dai Carabinieri a Cava d’Aliga, sempre per la pesca abusiva di ricci. I 2 avevano 1 sacchetto a rete con dentro 237 ricci di mare, di gran lunga di più dei 50 concessi a persona al giorno. L’attrezzatura (pinne, reti, mute, maschere) è stata sequestrata ed i ricci sono stati immediatamente gettati in mare, nella speranza che non ne siano morti troppi. È stata inoltre contestata la violazione amministrativa che prevede il pagamento di 4.000 euro. Ad 1 dei due è stato notificato un foglio di via che era stato richiesto l’altra volta. Per l’altro è stata avanzata analoga richiesta al questore di Ragusa. Il primo, peraltro, affidato in prova ai servizi sociali di Siracusa, si trovava a Ragusa in violazione delle prescrizioni imposte ed è stato quindi segnalato al magistrato di sorveglianza di Siracusa per la revoca del beneficio. La pesca di frodo è un’attività pericolosa sia per il depauperamento dei fondali, sia perché i raccoglitori di ricci li aprono direttamente sulla costa e con la polpa riempiono dei bicchieri di plastica che poi vendono illegalmente “sotto banco” (ciò che viene pescato non professionalmente può essere consumato solo del pescatore medesimo) a ristoratori compiacenti che li impiegano in cucina in barba alla legge senza alcuna tracciabilità mescolando la polpa di origine illecita con quella che acquistano regolarmente. Il tutto ovviamente in danno del consumatore finale che mangia ricci che potrebbero anche essere stati pescati in prossimità di scarichi fognari. I carabinieri, sia attraverso i controlli dei N.A.S. presso pescherie e ristoranti, sia con il controllo dei “soliti noti” bracconieri di mare, cercano costantemente di tutelare la legalità e la salute dei consumatori.


Modica RG CC bloccano fratelli “impegnati” col piede di porco in casa d’anziana. Raffaele Coria al termine delle formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, dott. Gaetano Scollo, è stato sottoposto agli arresti domiciliari mentre Salvatore Coria è stato rimesso in libertà. I personaggi avevano forzato una porta di ingresso nel tentativo di compiere il furto in una abitazione di Modica Bassa ma sono stati sorpresi ed ammanettati da una pattuglia dei Carabinieri. I  militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Modica nel primo pomeriggio di ferragosto, hanno ammanettato in flagranza di reato i 2  sorpresi mentre stavano tentando un furto in un’abitazione a Modica Bassa. I fratelli: Raffaele Coria, 58enne sorvegliato di P.S., e Salvatore Coria, 57enne, entrambi erano già noti alle forze dell’ordine. I  due ladri, approfittando del ferragosto e quindi delle case lasciate libere, hanno individuato un’abitazione in Vicolo Montalbano per compiere un furto. I soggetti hanno atteso che dall’abitazione presa di mira uscisse la proprietaria, una donna anziana e, dopo essersi accertati che nessuno fosse all’interno, hanno utilizzato 1 piede di porco, e forzato la porta di ingresso  si sono introdotti nell’appartamento. Un  passante ha notato lo strano movimento ed udito alcuni rumori da dentro l’abitazione che facevano sospettare che stessero compiendo un furto, ha immediatamente allertato il 112. Una  pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Modica alcuni secondi dopo è intervenuta  ed ha sorpreso i due malviventi mentre si allontanavano dall’abitazione. I   militari dell’Arma giunti sul posto, hanno bloccato tempestivamente 1 dei 2 ladri, mentre il secondo si è allontanato per le vie limitrofe ma è stato rintracciato poco dopo dalla stessa pattuglia. I Carabinieri dal sopralluogo effettuato all’interno dell’appartamento hanno scoperto che i due, utilizzando 1 piede di porco artigianale, avevano forzato la porta d’ingresso e, dopo essere entrati, rovistato in alcuni armadi. I maldestri non hanno fatto in tempo a rubare per all’arrivo tempestivo dei Carabinieri. I due malviventi, volta bloccati dai Carabinieri, sono stati portati in caserma dove sono stati dichiarati in arresto con l’accusa di tentato furto in abitazione in concorso. Raffaele Coria, in atto sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, è stato anche deferito per la violazione agli obblighi inerenti la predetta misura.


Comiso - Spara ai carabinieri, dopo lite con moglie: sfiorata tragedia. La pistola è risultata una fedele riproduzione, le urla della donna avevano allertato il vicinato che prontamente aveva segnalato al numero unico europeo 112 del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa quanto stava accadendo.

  

Alfonso Russo 35enne, già noto, ieri sera, a Comiso stava litigando furiosamente con la moglie. Il personaggio alla vista dei Carabinieri intervenuti per sedare gli animi, si è barricato in casa minacciandoli di morte. Il  panico si è subito diffuso tra le strade limitrofe all’abitazione del soggetto. Numerosi  i minori che erano presenti in zona. I  Carabinieri stavano cercando di convincere il malintenzionato a calmarsi, lui dalla porta di casa, ha continuato ad inveire contro le forze dell’ordine, ha impugnato un’arma e fatto fuoco in direzione dei militari. I  due componenti della pattuglia dell’Arma prontamente hanno fatto il possibile per mettere prima in salvo i bambini e gli altri adulti presenti sulla pubblica via ed hanno predisposto immediatamente un dispositivo di sicurezza per fronteggiare la minaccia. Altre  pattuglie sono intervenute sul posto in ausilio, comprese due volanti dei commissariati di P.S. di Vittoria e di Comiso. Il  soggetto, dopo svariati tentativi di persuasione, è stato immobilizzato e messo in condizione di non nuocere. I militari hanno quindi scoperto che la pistola con la quale aveva fatto fuoco era una fedele replica in metallo, a salve, ma priva del tappo rosso, quindi perfettamente identica ad un’arma vera in dotazione alle forze dell’ordine. La freddezza dei militari e la preparazione professionale, applicate all’evento, hanno fatto sì che non ci sia stato spargimento di sangue. Un’eventuale reazione a fuoco da parte delle forze dell’ordine, seppur legittima, avrebbe potuto dare un finale molto tragico alla storia. L’arrestato, durante l’ammanettamento è riuscito a scalciare verso un agente che ha riportato solo lievi ferite. Il personaggio è stato condotto inizialmente presso la Stazione Carabinieri di Comiso, dopo che è stato dichiarato in arresto e fotosegnalato, d’intesa col Pubblico Ministero di turno, dott.ssa Valentina Botti, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, davanti alla quale dovrà rispondere dei reati di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.


Ragusa Bovini investiti da treno, polizia trova proprietari. Gli investigatori hanno individuato i proprietari dei bovini travolti sui binari nei pressi di Ragusa Ibla. La Squadra Mobile sta indagando sui fatti accaduti. La Polizia di Stato, Squadra Mobile, Squadra Volanti e Polizia Scientifica,   erano intervenuti ieri lungo la linea ferrata, nei pressi di Ragusa Ibla, in quanto era giunta una segnalazione al 113 da parte della sala operativa delle Ferrovie dello Stato per un incidente senza feriti dovuto all’impatto tra la locomotrice e dei grossi bovini. I tutori dell’ordine immediatamente con Volante, la Polizia Scientifica e Vigili del Fuco si sono portati sul posto per mettere in sicurezza tutta l’area. La Squadra Mobile, dai primi accertamenti ha individuato i proprietari degli animali grazie al numero del microchip rivenuto sul corpo dei bovini. Gli investigatori stanno vagliando la posizione dei proprietari che, con molta probabilità, saranno indagati per la mancata vigilanza dei bovini che avrebbe potuto provocare anche la morte dei passeggeri del treno. Le  operazioni di rimozione dei cadaveri delle povere bestie morte a seguito dell’impatto con la locomotrice sono state difficoltose. I tutori dell’ordine dovranno ascoltare i proprietari dei bovini per accertare responsabilità sull’omessa custodia o quella dei dipendenti ai quali erano stati affidati gli animali. Più volte al 113 sono giunte telefonate di animali vaganti lungo le strade iblee, considerato che numerosi sono gli allevamenti in provincia di Ragusa, ma è la prima volta che un numero così consistente viene investito da un treno. Un primo sopralluogo della Polizia Scientifica ha permesso di evidenziare che i danni alla locomotrice sono stati lievi, difatti ha potuto riprendere in sicurezza la corsa fermandosi alla Stazione di Ragusa Ibla.


Ragusa 9 giovani Carabinieri assegnati a servizio  Il  Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ragusa Tenente Colonnello FRAGASSI, insieme al Cap. Plebani, comandante della Compagnia di Vittoria ed al Ten Millul, Comandante della Compagnia di Ragusa, di mattina, all’interno della sala briefing della Caserma “Podgora” di Piazza Caduti di Nassiriya, ha ricevuto  9 giovani Carabinieri giunti in Provincia dopo aver terminato il corso di formazione. I  giovani, tutti molto motivati ed entusiasti per la prima esperienza operativa ai Reparti, svolgeranno nel territorio della Provincia un tirocinio di circa 2 mesi. I giovani militari dell’Arma durante questi 60 giorni, avranno l’opportunità, dopo un intenso anno di studi, e prima di essere definitivamente destinati ai Reparti, a settembre, di prendere diretta cognizione di cosa significa prestare servizio in una Stazione Carabinieri ad elevato impegno operativo come sono quelle ubicate nelle zone costiere, di maggiore afflusso turistico. I giovani Carabinieri, infatti, verranno impiegati ad Acate, Scoglitti, Santa Croce Camerina, Marina di Ragusa e Scicli, dove, soprattutto nel periodo estivo, l’impegno dell’Arma è costantemente elevato per la presenza di villeggiati locali e di turisti. Il Colonnello FRAGASSI ha approfittato della circostanze per dare il benvenuto alle nuove giovani leve, visibilmente emozionate nel presentarsi a quello che per due mesi sarà il loro Comandante Provinciale, nonché per dare loro qualche consiglio per affrontare al meglio la nuova intensa esperienza che li attende e per formulare loro il più sincero “in bocca al lupo” per un futuro costellato di soddisfazioni professionali. Ai giovani Carabinieri è andato anche il saluto del neo Cappellano militare dell’Arma, don Rosario Scibilia, che nella mattinata ha effettuato una visita pastorale al Comando Provinciale per incontrare e salutare tutti i militari.


Vittoria RG Blitz CC arrestato latitante Mangione. Il personaggio era da tempo monitorato dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria (RG) che, da diversi giorni, l'avevano notato aggirarsi per le vie del centro ipparino, mancandovi ormai da diversi anni. Il ricercato è finito così in manette, Salvatore Mangione  25enne vittoriese, già noto, latitante dal 2012, nei confronti del quale pendeva un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale di Catania. Il giovane, con altre 52 persone, è ritenuto facente parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla produzione e al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, perlopiù cocaina, hashish, ecstasy e anfetamine, operante nella provincia di Agrigento ed in quelle limitrofe dal 2010 al 2012. Mangione si era reso irreperibile e, nel corso dell’operazione “Carte false” condotta dai Carabinieri di Licata (AG) nel 2012, non era stato trovato: mancava all’appello, ormai, da ben 3 anni. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Vittoria, dopo aver avviato un’attenta attività info-operativa nel territorio della giurisdizione, basata su servizi di osservazione e pedinamento, e di successivo riscontro, monitorando in tal modo i suoi movimenti e le sue abitudini di vita, sono riusciti a circoscrivere l’area e le persone che il latitante maggiormente frequentava. I carabinieri hanno chiuso definitivamente il cerchio.  Il blitz è scattato nel tardo pomeriggio di ieri in via Garibaldi, dove il giovane è stato fermato a bordo della sua auto. Mangione è stato condotto in caserma ed al termine delle formalità di rito è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottor Puleio, per i provvedimenti di competenza.   Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti, ed al vaglio  è la posizione delle altre persone che frequentavano il personaggio, per accertare l’eventuale complicità nel favorire la sua latitanza.


Ragusa - Polizia sequestra immobile usato per prostituzione.  La disposizione è  dalla Procura della Repubblica, è il primo a Ragusa. Il proprietario nonostante la diffida  continuava ad affittare l’immobile a prostitute. Il primo caso di recidiva dopo la chiusura di diverse case a “luci rosse. La Procura ne ha disposto il sequestro e la Polizia di Stato ha apposto i sigilli. Salgono a 6 le “casa a luci rosse” chiuse nel 2015. I tutori dell’ordine, nel 2014  hanno chiuso 15 case a luci rosse. La Polizia di Stato, già mesi fa aveva avvisato il proprietario di un immobile in via Schininà C.A. 47enne di Ragusa, a seguito di un controllo effettuato e dell’allontanamento immediato delle prostitute che si trovavano all’interno. La Squadra Mobile è stata informata dai residenti che nella stessa casa dove era già stato effettuato un intervento e precisamente in via Schininà, era ricominciato il via vai di uomini. Il controllo da parte degli agenti della Sezione specializzata in criminalità straniera e prostituzione è stato immediato. I poliziotti hanno  riscontrato quanto segnalato, hanno appurato che all’interno vi erano 2 giovani sudamericane con regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla Spagna. Le donne asserivano di non aver mai ricevuto intimazione dal desistere dal proprietario dell’immobile e che si prostituivano liberamente senza alcuna costrizione. Effettuati i dovuti accertamenti e considerato che il proprietario di casa era già stato diffidato formalmente proprio dagli stessi uomini della Squadra Mobile, gli agenti hanno proceduto al sequestro dell’immobile. La Procura della Repubblica di Ragusa, considerato quanto comunicato dalla Polizia di Stato ha convalidato il sequestro e disposto di procedere al sequestro preventivo così come convalidato dal G.I.P. Il provvedimento ha la finalità di evitare che il proprietario C.A. possa reiterare nel compiere il reato di favoreggiamento della prostituzione, affittando casa con lo scopo di percepirne un profitto. Gli agenti, all’interno dell’abitazione hanno trovato i soliti “accessori” per ogni gusto sessuale, falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado-maso. Considerata la costante attività di controllo disposta dal Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, i cittadini trovano conferme di immediato intervento da parte della  Polizia di Stato, pertanto giungono diverse segnalazioni al 113 e direttamente presso gli uffici della Squadra Mobile. I tutori dell’ordine, nel 2014 hanno chiuso ben 15 case, adibite dai proprietari o locatari a luoghi dove poter consumare sesso a pagamento. Il dato rilevante di questa tipologia di controlli per il ripristino della legalità aveva fornito fino da ora un feedback positivo eccezionale, ovvero l’assenza di recidiva, elemento che era il risultato più importante fino ad ora conseguito, in termini di risposta positiva dell’attività condotta. Il sequestro dell’immobile non consiste in una semplice interruzione dell’attività di prostituzione che solitamente fa tornare il proprietario in possesso della casa dopo l’allontanamento delle prostitute, questa volta l’immobile resterà sequestrato fino a quando l’Autorità Giudiziaria non valuterà che l’immobile non sia più destinato a questa attività o diversamente potrà procedere anche alla confisca con la perdita della proprietà della casa da parte del proprietario. Gli inquirenti  in questo caso hanno trovato conferme sul giro d’affari che è di rilevante entità, tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 200 euro, dipende dai “gusti” e dalle richieste sessuali, a volte possono arrivare a prezzi ancora più alti, come il sesso di gruppo. Il dirigente della squadra mobile commissario capo dott.  Antonino Ciavola ricorda  che “La Squadra Mobile, continuerà a vigilare con attenzione, in particolar modo nelle zone già segnalate e dove è stato effettuato un primo intervento, cosicché i proprietari degli immobili non potranno ritenersi non avvisati di quanto potrà loro accadere. La Polizia di Stato di Ragusa sta beneficiando del rapporto fiduciario che i cittadini hanno concesso, difatti le segnalazioni dei fatti reato arrivano puntualmente, siano esse per attività di meretricio, siano di altra fattispecie di reato. Questa che oggi viene chiamata  sicurezza partecipata  permette un mirato intervento, risolutivo dei problemi quotidiani dei cittadini”.


Santa Croce Camerina video CC scoprono serre con 2000 piante cannabis 3000  kg. tra ortaggi valore 2mln €. Carabinieri della Stazione di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, la scorsa notte hanno scoperto una vasta piantagione di “cannabis indica”, la pianta dalla cui lavorazione si ricava la marijuana. Il proprietario della piantagione, Salvatore GURRIRERI, 37enne di Vittoria (RG), è stato quindi arrestato per il delitto di “Produzione di sostanze stupefacenti”, aggravato in virtù dell’ingente quantitativo, e dopo le formalità di rito, come da disposizione dell’Autorità Giudiziaria – nella persona del Sostituto Procuratore Dott.ssa Monica MONEGO – è stato associato presso il carcere di Ragusa. I  militari, nel corso di un’operazione antidroga, già da tempo tenevano sotto controllo un agricoltore di origini vittoriesi con l’azienda agricola a Santa Croce Camerina, e dopo una serie di accertamenti ed appostamenti hanno fatto irruzione in diverse serre situate nella contrada “Finocchiaro” sulla strada provinciale che da Santa Croce Camerina porta a Scoglitti. I militari nelle serre, che si estendono su un’area di circa 20.000 metri quadrati, hanno rinvenuto circa 2.000 piante di cannabis indica dell’altezza variabile tra un metro e mezzo e due metri, nascoste fra altre piante di melanzane e pomodori.La piantagione è stata scovata in un territorio caratterizzato da una eccezionale fertilità dei terreni, dove anche i coltivatori di questa particolare tipologia di colture trovano le condizioni ideali per far crescere rigogliose le piante di cannabis indica. Di grande aiuto per eludere i controlli delle Forze dell’Ordine è poi la tipologia di agricoltura che caratterizza la provincia siciliana, date le estese coltivazioni serricole diffuse nelle campagne iblee, ideali per nascondere le colture agli occhi “indiscreti” sotto i teli di plastica delle serre. La tenacia dei Carabinieri è stata premiata. I militari dell’Arma della Stazione di Santa Croce Camerina sono riusciti ad individuare il terreno su cui era stata impiantata la coltivazione di cannabis indica. Per l’irrigazione – questa tipologia di piante richiede infatti un apporto costante di acqua – era stato allestito dal GURRIERI un impianto ad hoc, esteso per svariate centinaia di metri, che gli consentiva di annaffiare le piante anche la notte e  senza la sua costante presenza. Gli uomini dell’Arma, si sono appostati, alcune ore prima del giorno all’alba, proprio tra le piante, nonostante l’elevata temperatura che si sviluppa all’interno delle serre e che permane durante l’arco dell’intera giornata, notte compresa, con grande tenacia e pazienza hanno atteso l’arrivo del proprietario della piantagione, sorprendendolo in flagranza,  mentre stava controllando lo stato delle piante. Le piante di marijuana sono state campionate, estirpate, contate e pesate: lo stupefacente, per un peso complessivo di circa kg. 3000 (tremila), una volta fatto essiccare ed immesso sul mercato, avrebbe fruttato un guadagno di circa 2 milioni di Euro. Si tratta del più ingente sequestro di marijuana mai eseguito nella Provincia di Ragusa.


Modica  RG Rinvenuto  corpo senza vita dello scomparso Giorgio Floridia. Il cadavere è stato ritrovato dopo circa una settimana dalla scomparsa di mattina, durante apposite ricerche, dei Carabinieri della Compagnia di Modica, e dei Vigili del Fuoco e  della Protezione Civile.  Il  corpo privo di vita di Giorgio Floridia è stato rinvenuto, dopo  che non si avevano più sue notizie dallo scorso 28 maggio. I familiari avevano denunciato la scomparsa ai Carabinieri di Modica che avevano immediatamente attivato le ricerche. Carabinieri, Protezione Civile e Vigili del Fuoco  hanno trovato il malcapitato riverso tra alcuni rovi in un punto impervio nelle vicinanze della zona Dente Crocicchia. Le ricerche erano state intensificate in quella zona già da  domenica pomeriggio a seguito del ritrovamento del borsello e del cellulare dell’uomo, anche con l’ausilio di un elicottero e delle unità cinofile della Protezione Civile. Giorgio Floridia da una prima ricostruzione, si sarebbe allontanato da casa e, dopo essersi recato nella zona boschiva, sarebbe forse scivolato tra i rovi oppure potrebbe aver accusato un improvviso malore. Il corpo dell’uomo è stato trasportato presso l’obitorio dell’Ospedale Maggiore di Modica per l’ispezione cadaverica da parte del medico legale di turno.


Comiso CC, preso coltivatore casalingo marijuana in terrazza.  I controlli dei Carabinieri nei confronti di soggetti dediti allo spaccio di sostanze di stupefacenti nel comune di Comiso, hanno avuto esito, sono state eseguite tutta una serie di perquisizioni nei confronti di soggetti noti per essere dediti allo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti. I militari, nel corso della perquisizione eseguita all’interno dell’abitazione di C.V., 40enne di Comiso, soggetto già noto, proprio sul terrazzo dell’abitazione hanno trovato  2 piante del tipo “cannabis indica”, già in avanzato stato di maturazione, da cui ricavare sostanza stupefacente del tipo marijuana. i militari, nel corso della perquisizione in casa, in un mobile della cucina, custoditi in un vasetto di vetro, hanno trovati anche 14 semi di canapa indiana, pronti per essere piantati  e  ricavare altrettante piante simili a quelle coltivate sul terrazzo. Gli investigatori hanno ipotizzato che C.V. fosse un vero proprio piccolo coltivatore fai da te di sostanza stupefacente del tipo marijuana e che aveva intenzione di realizzare 1 piantagione proprio sul terrazzo di casa, magari approfittando del sole estivo che avrebbe consentito alle piante di giungere prima a maturazione. C.V. si è giustificato con i militari affermando che coltivava la sostanza stupefacente per uso personale, ma la circostanza che nel corso della perquisizione sia stato ritrovato anche 1 bilancino di precisione, del tipo quelli generalmente dai pusher per pesare le dosi di sostanza stupefacente, lasciava pensare che, in realtà, la coltivazione della sostanza non fosse per uso personale, ma fosse finalizzata a ricavare dosi di marijuana da immettere sul sempre florido mercato locale dei tossicodipendenti. Ulteriori indagini sono quindi in corso per appurare questa circostanza, mentre lo stupefacente sequestrato è stato inviato al laboratorio dell’A.S.L. per le analisi di rito, finalizzate ad accertare la quantità di principio attivo contenuta nelle piante sequestrate e le dosi di stupefacente ricavabili. C.V. è stato invece deferito in libertà alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di coltivazione di sostanza stupefacente.


Acate Minaccia di bruciare casa ex moglie, CC 60enne in manette.  La situazione era divenuta insostenibile ormai da diverso tempo tra moglie e marito:  C. G., 60enne pastore,  e la vittima  I. S., 56enne casalinga,  con un matrimonio che nell’ultimo anno aveva iniziato a scricchiolare fino alla separazione di fatto avvenuta circa 5 mesi fa. La donna, aveva trascorso mesi in preda all’angoscia ed alla paura per un marito violento, minaccioso, che non aveva mai disdegnato insulti verso la consorte, anche in presenza dei figli. La vittima avrebbe subito una vera e propria persecuzione continua che, specie dal mese di gennaio, l’aveva ieri messo alla dura prova. La signora era preoccupata fortemente per la sua incolumità. L’escalation di violenza nella tarda serata di ieri, ha raggiunto il culmine: il marito accecato dall’odio con una tanica di benzina ed un accendino, minacciando di dare fuoco allo stabile e poi a se stesso si era presenta dinanzi all’abitazione, dove la donna era andata a vivere. Momenti di terrore ed urla che hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno allertato il 112. I Carabinieri della Stazione di Acate, supportati da quelli di Comiso e Chiaramonte Gulfi, sono giunti immediatamente sul posto. I militari, presa contezza della situazione, hanno tentato di far ragionare l’individuo per desistere dai suoi propositi delittuosi, ma senza sortire effetti. I militari a quel punto sono interventi bloccando il 60enne che ha opposto una forte resistenza, ma è stato comunque arrestato. I tutori dell’ordine hanno poi perquisita la macchina del soggetto, ed all’interno  hanno rinvenuto 2 grossi bastoni, sottoposti a sequestro così come la benzina e l’accendino. Il pastore già noto, è stato condotto nella caserma di via Galileo Galilei ed espletate le formalità di rito, è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica dottoressa Monego, dinanzi alla quale dovrà rispondere dei reati di atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. Sulla vicenda ora resta l’attenzione degli inquirenti, che stanno proseguendo l’attività investigativa.


Vittoria – 2 marocchini accoltellati, 1 ai domiciliari.  I  Carabinieri della Compagnia di Vittoria hanno posto ai domiciliari : il marocchino, il già noto Chahid Jebrou, 35enne. I militari erano impegnati in controlli straordinari del territorio di competenza con finalità preventive e repressive dei reati contro la persona e il patrimonio, specie nelle aree rurali. L’accoltellamento è avvenuto poco dopo le ore 05.00 a Vittoria, in piazza Daniele Manin. 2 tunisini, C.J., 24enne, e S.B., 29enne, sono stati gravemente feriti con diverse coltellate, alcune delle quali estremamente perforanti tali da recidere i tendini della mano. L’intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, ha  fatto giungere immediatamente un’ambulanza del 118, ed i giovani sono stati ricoverati d’urgenza presso l’Ospedale Guzzardi di Vittoria, rispettivamente con lesioni gravi alle spalle ed alla mano e resezione del tendine, giudicate guaribili in 45 giorni, e ferite da taglio alle braccia con profondo shock sanabili in 45 giorni, evitando così che la situazione potesse degenerare. I militari, dopo aver sentito i ragazzi feriti ed alcuni testimoni presenti nelle vicinanze della piazza dove è successo l’evento, hanno iniziato una vera e propria caccia al responsabile.  I Carabinieri dopo avere ricostruito l’identikit e vagliato l’ambiente criminale della zona, hanno proceduto alla sua individuazione e al conseguente arresto: il marocchino, già noto Chahid Jebrou, 35enne. I  Carabinieri, nel corso della perquisizione personale e domiciliare, hanno rinvenuto gli indumenti sporchi di sangue ed 1 coltello a scatto lungo 17 cm utilizzato per l’azione delittuosa.  Tutto  è stato sottoposto a sequestro e già inviato al Ris di Messina per gli accertamenti tecnico-scientifici del caso. Il  marocchino è stato accompagnato presso la caserma di via Garibaldi per le formalità di rito, sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ibleo, dottoressa Monica Monego, dinanzi alla quale dovrà rispondere di lesioni aggravate e di detenzione di coltello di genere vietato. Le indagini, tuttora in corso, sono suscettibili di ulteriori sviluppi. Gli investigatori stanno vagliando le informazioni acquisite per meglio comprendere il movente di un gesto così estremo.


Ragusa - video sbarco Sbarco 1020 migranti a Pozzallo: fermati 2 scafisti tunisini. Ogni scafista ha condotto un barcone in legno con circa 500 persone, molte delle quali minori (40 i neonati).Gli uomini della Polizia di Stato - Squadra Mobile Questura di Ragusa - con la partecipazione di un’aliquota di Carabinieri ed una della Sez. Op. Nav. della Guardia di Finanza, dopo diverse ore di indagini hanno individuato i due scafisti responsabili di aver condotto i due pescherecci carichi di migranti. Gli sventurati, in giornata sono trasferiti in centinaia dalla struttura del C.P.S.A di Pozzallo verso altri centri già individuati dalla Polizia di Stato di Ragusa.Indagini di Polizia lunghe ed estenuanti hanno portato ai 2  fermati di notte a Pozzallo

video sbarco Adil AJROUD  40enne nato in Tunisia e Hamza BENMBAREK, 25enne nato in Tunisia. I  soggetti sono stati sottoposti a fermo di  Polizia Giudiziaria in quanto ritenuti responsabili di aver condotto il peschereccio dalle coste libiche fino a quando non sono stati soccorsi da un’unità navali della Marina Militare così come loro speravano ed avevano programmato. I responsabili del delitto previsto dagli artt. 416 C.P. e 12  D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, si sarebbero associati con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l'ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver  procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.  La  nave “Spica”, della Marina Militare Italiana, alle ore 06.38 del 29 maggio aveva intercettato un’imbarcazione clandestina con a bordo un cospicuo numero di migranti clandestini. l’unità di intervento, alle ore 08.40  era giunta in prossimità del punto di mare segnalato ed avvistata otticamente l’imbarcazione clandestina. La  nave Spica alle ore 09.00, valutate tutte le condizioni,   che lasciavano presumere fondato il pericolo per la vita dei migranti clandestini, ha dichiarato l’evento SAR.  I  momenti successivi ed esattamente alle ore 09.10 è stata posta in essere ogni condotta da parte dell’equipaggio dell’unità militare tesa alla salvaguardia della vita umana in mare. I soccorritori hanno  proceuto, al trasbordo di tutti i clandestini sulla nave Spica. I  migranti tratti in salvo a conclusione delle attività sono risultati: 512 soggetti di cui 356 uomini, 130 donne e 26 minori nella stragrande maggioranza di nazionalità eritrea. Tra i malcapitati soccorsi vi erano anche alcuni cittadini siriani e due palestinesi. L’equipaggio della nave militare, a conclusione di tale attività accorgendosi della presenza in mare di altra imbarcazione clandestina, ha effettuato un analogo intervento a favore degli occupanti di quest’ultima che venivano anch’essi trasbordati sull’unità. Le persone recuperate in questo caso risultavano in numero di 507  e venivano anch’esse trasbordate sul convoglio militare ed aggiunte alle persone in precedenza tratte in salvo per un totale di 1020. la nave “spica” su precise disposizioni, è giunta nella rada del porto di Pozzallo alle ore 14.20 del 30 maggio 2015. L’utilizzo di un rimorchiatore di stanza nel porto di Pozzallo è servito per il trasferimento dopo svariati viaggi dei clandestini sulla banchina del medesimo sito. A causa dell’elevato numero di migranti sbarcati, molti sono stati trasferiti immediatamente in altro centro e gli altri ospitati al C.P.S.A. di Pozzallo. 51 gli scafisti individuati nel 2015 a Pozzallo, 200 nel 2014.


Scicli  RG Brucia auto Carabinieri fermati con inganno : arrestato. Si tratta di  Gianluca Agolino 38enne sciclitano, già noto e nullafacente. Il soggetto avrebbe usato una scusa nel chiedere informazioni quando ha fermato un’auto dei Carabinieri. Il soggetto ha poi iniziato a cospargere la macchina dei militari con benzina ed ha dato fuoco con un accendino. Il folle gesto è stato compiuto da un personaggio noto sciclitano che immediatamente è stato arrestato. Una  pattuglia della locale Tenenza, intorno alle 10.30, a Scicli, durante un normale servizio d’istituto, è stata fermata da un passante che, con la scusa di chiedere un’informazione ai militari, si è avvicinato al finestrino del mezzo e, improvvisamente,  ha cosparso di benzina l’esterno dell’autovettura, con all’interno i Carabinieri, dandogli fuoco con un accendino per poi tentare la fuga.  I due militari dell’Arma, tempestivamente, sono riusciti ad abbandonare il veicolo circondato dalle fiamme e, dopo un breve inseguimento a piedi, hanno bloccato il malvivente anche con l’aiuto di altri due colleghi, li presenti e liberi dal servizio, che avevano assistito alla scena. I Carabinieri, dopo avere bloccato il soggetto, hanno provveduto con un estintore in dotazione a gestire le fiamme del mezzo militare fino all’intervento dei vigili del fuoco di Modica che hanno poi spento l’incendio. Agolino nel corso della perquisizione personale, è stato trovato in possesso di un coltello di circa 15 cm, 1 passamontagna e dell’accendino utilizzato per appiccare il fuoco.  Gianluca Agolino è stato quindi condotto presso la Tenenza Carabinieri di Scicli dove è stato dichiarato in  arresto per i reati di tentato omicidio, danneggiamento aggravato, interruzione di servizio di pubblica necessità e porto di armi atte ad offendere. Il personaggio, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Ragusa come disposto dal Sostituto Procuratore di turno, Dott. Francesco Puleio. L’autovettura militare ha riportato ingenti danni ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Le  indagini dei Carabinieri proseguiranno per capire le motivazioni del folle gesto.


Ragusa - Sfruttamento prostituzione minorile, Polizia cattura latitante. Il soggetto D.N.G.   31enne  era stato condannato in Romania. Il ricercato sembra che non riuscisse più a stare lontano da Ragusa e si annuncia alla Squadra Mobile costituendosi all’aeroporto di Palermo. Il personaggio dichirandosi pentito per ciò che aveva commesso in Romania alla vista della Polizia in aeroporto si è rasserenato. La Polizia di Stato –Squadra Mobile di Ragusa - ha preso in consegna D.N.G.   31enne latitante dal 2010 a seguito di una pena a lui comminata dall’Autorità Giudiziaria Rumena per il reato di sfruttamento della prostituzione minorile commesso sul loro territorio dove era stato condannato.Il giovane all’epoca dei fatti era poco più che un ragazzino, ma già aveva messo in atto un’organizzazione ben strutturata per sfruttare la prostituzione ed alcune donne rumene avviate al meretricio erano minorenni. Dopo un brevissimo periodo di carcere nel 2010, a seguito dell’arresto della Squadra Mobile di Ragusa in esecuzione di un mandato d’arresto europeo, il ragazzo si era spaventato e per questo era fuggito all’estero. Le indagini erano state condotte dalla Polizia rumena in collaborazione con la Polizia di Stato italiana ed particolare con la Squadra Mobile di Ragusa. Il  giovane, al termine delle indagini, era stata condannato per i reati commessi insieme ad altri complici, tutti consumati in territorio rumeno. Il ricercato, pochi giorni addietro, per il tramite del suo legale  Scrofani Daniele, ha contattato la Squadra Mobile per riferire che voleva costituirsi in quanto non aveva più intenzione di fuggire dichiarando di essere pentito per il suo comportamento. Gli  investigatori della Squadra Mobile di Ragusa e di Palermo erano all’aeroporto di Palermo ad attenderlo, l’hanno preso in consegna accompagnandolo in carcere dove dovrà scontare la pena residua di quasi 5 anni. Illegale ritiene che il  giudice, in considerazione della sua volontarietà e del pentimento mostrato, potrebbe concedere ben presto gli arresti domiciliari in provincia di Ragusa.


Ragusa - Picchiano agricoltori, operazione “campagne sicure” : CC, 3 padre e figli ai domiciliari.  I militari della Compagnia di Vittoria, alle prime luci del giorno all’alba a conclusione di complessa ed articolata attività d’indagine, all’ esecuzione nel territorio di Gela, di 3 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Ragusa su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di: Emanuele Calabrese, 43enne nato a Gela (CL), ivi residente, disoccupato, già noto; Angelo Calabrese, 22enne nato a Gela (CL), ivi residente disoccupato, già noto; Rosario Calabrese, 24enne nato a Comiso (RG), residente a Gela (CL) disoccupato, già noto. L’operazione va ad inquadrarsi nel più ampio contesto di servizi di controllo del territorio disposti dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ragusa, Ten. Col. Sigismondo FRAGASSI,  che vede coinvolti tutti i Reparti della provincia Iblea, soprattutto in quelle aree extraurbane e rurali isolate e meno frequentate, per garantire la sicurezza degli imprenditori agricoli. L’operazione è stata portata a termine grazie all’attività sinergica dell’Autorità giudiziaria Iblea  il Procuratore Capo Dott. Carmelo Petralia, Sost. Proc. Dott. Francesco Puleio e G.I.P. Dott. Andrea Reale, che hanno diretto l’attività investigativa dei Carabinieri della Stazione di Acate e della Compagnia di Vittoria. L’indagine è partita i primi di febbraio di quest’anno, quando ad Acate 2 agricoltori proprietari di diversi aranceti, padre e figlio, denunciarono ai Carabinieri di essere stati aggrediti e picchiati selvaggiamente da 3 individui che erano stati sorpresi a rubare un ingente quantitativo di  arance nei loro terreni, dove si erano introdotti dopo aver divelto la recinzione. Il figlio, del commerciante Alessio V.,  a seguito dell’aggressione, era stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari per la rottura del setto nasale ed altre lesioni, con una prognosi di trenta giorni.  Il  padre, Paolo V., che era andato in soccorso del figlio, era stato percosso dai tre malviventi, che si erano poi allontanati con il carico di oltre 500 chili di arance. Le indagini condotte immediatamente, dai Carabinieri della Stazione di Acate, con il supporto di quelli della Compagnia di Vittoria, avevano consentito di risalire ai tre individui, e quindi di denunciarli all’Autorità Giudiziaria, che, concordando con le risultanze investigative e con tutti gli elementi raccolti dai militari dell’Arma, ha emesso nei loro confronti l’ordinanza di custodia cautelare per i reati di “Rapina” in concorso e “Lesioni aggravate” in concorso. I soggetti, che tra l’altro sono padre e due figli, tutti noti specifici per reati contro la persona ed il patrimonio, residenti a Gela, sono stati quindi catturati di notte presso la loro abitazione, e, dopo le formalità di rito, sono stati ivi riaccompagnati, in regime di arresti domiciliari.


Ragusa - Viola domiciliari per violenza sessuale: CC in manette. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Ragusa hanno tratto in arresto il soggetto già noto Rosario SCROFANI 54enne, dall’aprile 2013 sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per violenza sessuale su minorenne, è stato sorpreso dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile cittadino al di fuori della propria abitazione. Il personaggio è stato sorpreso mentre stava scorazzando per le vie della città a bordo di una moto di grossa cilindrata in evidente stato di ebbrezza. I militari, dopo un lungo inseguimento, hanno bloccato il personaggio ed hanno accertato che, sottoposto agli arresti domiciliari, aveva violato gli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria. SCROFANI (che per altro risulta essere un dipendente  della Regione Sicilia – Dipartimento Protezione Civile Ragusa, con la qualifica di ragioniere) è la terza volta, nel solo mese di febbraio, che viene arrestato per evasione dai Carabinieri. Gli investigatori, infatti, lo avevano tratto in arresto circa una settimana fa, e, proprio in considerazione di questa accertata “propensione” all’evasione, avevano deciso di intensificare i controlli. L’equipaggio Radiomobile ieri sera, ha subito riconosciuto la moto di marca BMW, e si è prontamente lanciato all’inseguimento, raggiungendo ed arrestando tempestivamente il soggetto nel volgere di poche centinaia di metri. La  Procura della Repubblica, nella persona della Sostituto Procuratore Monica MONEGO, non ha potuto fare altro che disporre la custodia in carcere, anche in luce della pericolosa condotta posta in essere dall’evaso, scriteriatamente messosi alla guida in condizioni di manifesta ubriachezza. Rosario SCROFANI espletate le procedure di rito, è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale.


Ragusa Furto: CC, 2 ai domiciliari. Carabinieri della Compagnia di Ragusa hanno dato esecuzione all’Ordine di espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare spiccato dal locale Tribunale – Ufficio Esecuzioni Penali a carico di due soggetti: Santo POLITINO, 29enne, di Vittoria e Massimo LICCIARDINO, 27enne, di Ragusa. Entrambi sono stati tradotti presso la locale Casa Circondariale, dove dovranno scontare una pena definitiva di 10 mesi di reclusione. I fatti che hanno portato alla condanna risalgono all’aprile 2014. I due arrestati, assieme ad un terzo complice (C.G., 38enne, anch’egli condannato ma rimasto in libertà in virtù della sospensione condizionale della pena), avevano preso letteralmente d’assalto un’azienda agricola ubicata in Contrada Santa Rosalia. Gli individui, approfittando dell’oscurità notturna e dell’isolamento dell’impianto preso di mira, avevano divelto il cancello d’ingresso, per poi introdursi nel capannone e trafugare macchinari da lavoro per un valore complessivo quantificato in quasi 10mila Euro. I  malviventi nel compiere il gesto criminoso, causarono per altro il crollo parziale di una parte del muro dello stabilimento. I rumori attirarono l’attenzione di una pattuglia di Carabinieri in borghese, che in quel momento stava espletando un servizio mirato alla prevenzione dei reati predatori, proprio in quella zona del Ragusano. Il soggetto, vedendo avvicinarsi la pattuglia, aveva provato a darsi alla fuga, venendo però subito fermato dal sopraggiungere di una pattuglia di rinforzo. I militari di seguito lo deferirono all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato in quanto commesso da 3 persone in concorso, e con violenza sulle cose. All’esito del procedimento è stata quindi emessa la  sentenza definitiva di condanna e, quindi, l’arresto dei rei. Oltre alla pena detentiva, a entrambi è stata comminata anche una sanzione pecuniaria pari a 400 €. Si allegano foto segnaletiche degli arrestati.


Vittoria - Rapine: Polizia cattura 1 condannato  a 15 anni reclusione. Si tratta di Giuseppe Scardino 38enne nato a Vittoria ritenuto responsabile di numerose rapine consumate con l’uso delle armi. Gli investigatori a Scardino ed  ai suoi complici hanno attribuito decine di fatti reato ed in particolar modo il tentato omicidio di due Agenti della Polizia di Stato. I poliziotti nell’agosto del 2007, liberi dal servizio, avevano riconosciuto i 3 latitanti, che per fuggire avevano esploso diversi colpi d’arma da fuoco al volto di uno degli agenti ma senza colpirlo per cause indipendenti dalla loro volontà. Scardino insieme ad altri due complici avrebbe costituito nel 2006/2007 un gruppo di fuoco che era pronto a tutto pur di ottenere il denaro frutto delle rapine. Il modus operandi era dei più cruenti, senza alcuna pietà entravano in banche, uffici postali o ancora assaltavano portavalori, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco. Avevano in uso pistole, fucili e mitra e durante le rapine avevano ferito ignari passanti o testimoni presenti. A seguito delle rapine commesse la Squadra Mobile di Ragusa aveva effettuato delle indagini particolarmente complesse, mettendo tra l’altro a rischio la vita degli operatori di Polizia.  Una volta individuato il gruppo criminale e raccolti gli elementi a carico dei 3 rapinatori, la Procura della Repubblica aveva richiesto ed ottenuto la misura dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I rapinatori, che andavano in giro sempre armati, la notte tra il 15 e 16 agosto del 2007 incontravano casualmente due agenti della Polizia di Stato del Commissariato, nei pressi del lungomare di Scoglitti. Non appena riconosciuti gli agenti di Polizia, gli stessi, a conoscenza degli innumerevoli reati commessi, avendo appreso che i due agenti stavano per bloccarli (perché a conoscenza del loro stato di latitanza in quanto destinatari di un ordine di cattura), prima li minacciavano e poi aggredivano con calci e pugni. Uno dei due agenti chiedeva aiuto al 113 defilandosi, mentre l’altro rimaneva a terra colpito da diversi calci. Non pago, uno dei rapinatori (non Scardino) estraeva la pistola esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco. Il primo colpo in aria per far fuggire l’agente (che comunque non scappava cercando di bloccarlo), quindi esplodeva altri colpi in faccia ma l’arma per fortuna si inceppava. A quel punto gli operatori di Polizia si mettevano in salvo ed i 3 rapinatori, Scardino per primo, si davano alla fuga. Uno dei tre continuava ad esplodere colpi d’arma da fuoco ferendo per altro un’ignara passante per fortuna non a morte. Dopo l’evento delittuoso di particolare gravità, ovvero il tentato omicidio di due Agenti della Polizia di Stato, gli investigatori della Squadra Mobile lavoravano giorno e notte per più di un mese, tanto che il 22 settembre 20007 catturarono 2 dei 3 rapinatori, mentre Scardino continuava a rimanere latitante in quanto favorito da altri soggetti. Durante la cattura dei due pericolosissimi personaggi la Polizia di Stato rinvenne armi e munizioni, oltre che un giubbotto antiproiettile usato notte e giorno per paura di rimanere feriti a morte durante un eventuale scontro a fuoco con la Polizia che li braccava. Scardino dopo circa un mese, bussava alle porte degli uffici della Polizia di Stato costituendosi, questo in considerazione delle incessanti attività d’indagine che ormai avevano creato attorno a lui terra bruciata. Oggi Scardino è stato nuovamente catturato dalla Polizia di Stato in quanto il suo ricorso alla Suprema Corte è stato rigettato, pertanto dovrà espiare in carcere la sua pena di 15 anni e più. In attesa dell’esito del ricorso, Scardino si era allontanato da casa senza fare rientro, ma nonostante questo gli uomini della Polizia di Stato, appartenenti alla Squadra Mobile di Ragusa ed al Commissariato di Vittoria, lo hanno individuato e condotto in carcere dopo la compiuta identificazione da parte della Polizia Scientifica.


Vittoria CC presi corrieri tunisini con droga nascosta in cavo retto. Si  tratta di Sabri Slama 20enne.  L’attività di contrasto allo spaccio di  droga, in particolare di eroina, prosegue a ritmi serrati nel territorio della giurisdizione della Compagnia di Vittoria. I militari hanno, nel tardo pomeriggio di ieri,  tratto in arresto un giovane corriere tunisino, Sabri Slama 20enne, sorpreso con oltre 40 grammi di eroina suddivisa in due ovuli. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, nell’ambito di apposita attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato il cittadino tunisino scendere da un pullman appena arrivato dal centro Italia in piazza V.Nenni a Vittoria. I carabinieri, dopo avere monitorato  i movimenti, del sospetto l’hanno sottoposto a controllo ed ad una perquisizione personale che, in un primo momento è risultata negativa. Il modo di fare dello straniero, molto nervoso ed agitato, ha insospettito ancor di più i carabinieri che, dopo aver informato il sostituto procuratore di turno presso il Tribunale di Ragusa, hanno condotto il giovane presso l’Ospedale “Guzzardi” al fine di espletare accurati accertamenti medici. Il sospetto dei militari ha trovato fondamento quando, dagli esiti delle radiografie, è risultato che all’interno della cavità rettale vi erano 2 ovuli: una volta recuperati, sono risultati contenere eroina pura dal peso complessivo di oltre 40 grammi. Il  20enne è stato condotto nella caserma di via Giuseppe Garibaldi, dopo le formalità di rito, ristretto presso la casa circondariale di Ragusa, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottoressa La Placa, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di detenzione e trasporto di droga. Gli inquirenti, stanno vagliando le risultanze e proseguendo le indagini, considerano la posizione del tunisino, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali. i militari cercano il  canale di approvvigionamento e la destinazione, considerato che l’eroina pura recuperata, una volta tagliata, avrebbe fruttato un guadagno di svariate migliaia di euro. La sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. L’attività messa in campo si inquadra nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, specie tra i giovani. Analoghi interventi proseguiranno nei prossimi giorni.  A Vittoria un Tunisino 60enne arrestato dai militari della Compagnia Carabinieri di Vittoria che l’hanno sorpreso con 2 ovuli, per un totale di circa 40 gr. di eroina nascosti all’interno del retto. Il soggetto che proprio a causa dei suoi precedenti specifici era tenuto sotto controllo da tempo dai militari è stato bloccato mentre scendeva dal pullman nella piazza principale della cittadina vittoriese, e dopo meticolosi accertamenti anche di tipo sanitario è stato trovato in possesso dello stupefacente e quindi arrestato e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea. I militari stanno  indagando per stabilire i collegamenti sempre con un altro cittadino tunisino era stato arrestato, tre giorni fa, dai Carabinieri di Modica con 7 ovuli di analoga sostanza celata con le stesse modalità.


Modica  RG - Eroina pura in zaino, CC arrestano corriere tunisino.  Si tratta di Khaled Sahlaoui, 27enne, già noto alle forze dell’ordine per reati specifici. Il soggetto è stato sorpreso dai carabinieri della compagnia di Modica con 100 grammi di eroina pura. I  Carabinieri nel corso di una operazione antidroga hanno arrestato un corriere sorpreso con 100 grammi di eroina pura. La sostanza stupefacente era nascosta in una intercapedine ricavata artigianalmente nello schienale di uno zaino. I  Carabinieri della Compagnia di Modica, nel tardo pomeriggio di ieri, nell’ambito di apposita attività di prevenzione e contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio della contea, specie dopo i recenti episodi di overdose registratisi, hanno notato il tunisino mentre camminava per le vie del centro cittadino. Il fare sospetto dello straniero, tenuto conto dell’orario e della zona, ha attirato subito l’attenzione dei militari dell’Arma che, dopo averlo monitorato nei movimenti, l’hanno controllato. I  Carabinieri nel corso del servizio antidroga, hanno pertanto sottoposto a perquisizione personale il tunisino che veniva trovato in possesso di circa 100 grammi di sostanza stupefacente del tipo eroina pura, ancora da suddividere in dosi, contenuta in un involucro di nastro adesivo nero, nascosto in una intercapedine artigianale ricavata nello schienale dello zaino. I Carabinieri, quindi, hanno immediatamente condotto il soggetto in caserma dove, dopo le formalità di rito , l’hanno dichiarato in arresto. Lo  straniero su disposizione del sostituto procuratore di turno, d.ssa Alessia La Placa, è stato associato presso la Casa Circondariale di Ragusa.Le  indagini dei Carabinieri proseguono per verificare la provenienza della sostanza stupefacente, la destinazione ed inoltre, i guadagni che avrebbe fruttato. Quest’ultimo arresto è avvenuto a nemmeno un giorno di distanza da quello del corriere marocchino sorpreso dai carabinieri con 1,2 kg di hashish.


Vittoria  - Carabinieri sventano colpo in scuola : domiciliari e denunce durante controlli. I  dati : 1  arresto, 8 denunce, 14  perquisizioni, 2 patenti ritirate, 15 contravvenzioni al C.d.S. comminate per un totale di 15 punti decurtati dalle patenti di guida, 56 veicoli controllati e 122 persone identificate, 3 mezzi recuperati risultati rubati e restituiti ai legittimi proprietari. A Comiso, un incensurato, I.P., 18enne, che si è reso responsabile di tentato furto aggravato introducendosi all’interno dell’Istituto Comprensivo plesso “Campo Sportivo”. Una  pattuglia della locale Stazione, impegnata in un servizio di controllo del territorio e degli obiettivi sensibili, ha notato che una porta laterale di sicurezza della scuola era stranamente aperta. I militari  si sono avvicinati, ed hanno subito compreso che si trattava di un furto vista la forzatura che la porta aveva subito. I  Carabinieri entrando, per effettuare il necessario sopralluogo, hanno pizzicato il giovane che era intento a trafugare il distributore di cibi e bevande posto all’interno dell’istituto, dopo che già l’aveva scollegato dalla rete elettrica. Il ragazzo, alla vista dei Carabinieri, ha cercato di fuggire ma è stato immediatamente bloccato e condotto presso la caserma di via Leonardo Sciascia da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott. Marco Rota. L’arresto è da inquadrarsi nell’ambito dei servizi che la Stazione di Comiso sta implementando contro i reati predatori e che aveva già permesso, la scorsa settimana, di sgominare una banda di 9 persone dedita alla commissione di furti e ricettazione, e recuperare refurtiva del valore di oltre 30.000 euro, trafugata perlopiù dalle scuole del luogo. Servizi straordinari di controllo predisposti in tutto il territorio ragusano dal Comando Provinciale, hanno portato a termine nelle città di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Scoglitti e Vittoria. L’operazione ha comportato il dispiegamento in tutta la giurisdizione di 15 pattuglie e di oltre 30 militari, finalizzata da un lato a reprimere i reati di natura predatoria, che più da vicino colpiscono gli onesti cittadini, specie nelle aree rurali, e dall’altro lato a combattere i fenomeni della guida senza patente e senza assicurazione del mezzo, od in stato di ebbrezza alcolica, con evidenti risvolti negativi in caso di incidenti stradali: in tale ottica sono state organizzate perquisizioni mirate, frutto di prolungata attività di acquisizione di informazioni e di successivo riscontro operativo. L’attività di controllo straordinario del territorio di competenza ha permesso di arrestare,  L’attività, ha consentito ai militari di deferire in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria iblea 8 persone. I Carabinieri della locale Stazione, ad Acate, hanno proseguito l’intensificazione delle perquisizioni finalizzate a recuperare refurtiva rubata: nel fine settimana i militari, nel corso di mirate perquisizioni domiciliari, hanno trovato in casa di un rumeno di 47 anni, P.C., una moto  Honda risultata rubata e oggetto di furto denunciato lo scorso agosto presso la Stazione CC di Santa Croce Camerina (RG). Il mezzo è stato restituito al legittimo proprietario, originario di Ragusa, mentre il rumeno è stato denunciato per ricettazione. I Carabinieri, nel corso di un posto di controllo, hanno sorpreso l’incensurato G.A. 33enne, alla guida di una Vw Golf privo della patente di guida perchè mai conseguita, mentre un 20enne, V.G., è stato fermato alla guida di una moto  Yamaha Majesti privo della patente di guida perchè revocata: entrambi sono stati deferiti in stato di libertà. A Chiaramonte Gulfi, nel corso dei servizi di controllo dei soggetti destinatari di misure alternative alla pena carceraria, i Carabinieri hanno denunciato C.A., 26enne, per evasione dagli arresti domiciliari non trovandosi nella Comunità dove doveva scontare la pena, ma, nell’abitazione di famiglia senza la prescritta autorizzazione rilasciata dal Tribunale di Ragusa.  I Carabinieri  a Vittoria e nella frazione di Scoglitti, hanno denunciato a piede libero: B.R., 73enne di Vittoria, che, a seguito di sinistro stradale, si era allontanato dal luogo omettendo di prestare soccorso ad un impiegata 33enne procurandole delle lesioni. La  malcapitata fortunatamente non è in pericolo di vita ma ha subito solo lesioni lievi; A.F.D., 27enne rumeno ed il connazionale S.O.M., 26enne, entrambi incensurati, che, a seguito di perquisizioni personale e domiciliare, sono stati trovati in possesso di 2 moto, 1 Kymco People 125 e 1 Malaguti 125, risultati rubati e la cuia denuncia era stata presentata rispettivamente: la prima lo scorso agosto presso la Stazione CC di Scoglitti, e  la seconda lo scorso novembre presso la Stazione CC di Santa Croce Camerina. I mezzi, previo riconoscimento, sono già stati restituiti ai legittimi proprietari.  Controlli di tale natura da parte dell’Arma dei Carabinieri, finalizzati al contrasto dei reati predatori, proseguiranno nei prossimi giorni in tutta la provincia di Ragusa.


Donnalucata  RGArma commemora  21° anniversario uccisione  app. MOVM Carabinieri  Garofalo ed Fava. Gli appuntati Vincenzo Garofalo ed Antonino Fava, medaglie d'oro al valor militare alla memoria morirono, 21 anni addietro nell'eccidio di Scilla (RC), attinti da una raffica di mitra. La  cerimonia di commemorazione a cui hanno presenziato il Prefetto di Ragusa,  Annunziato Vardè, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Ten. Col. Sigismondo Fragassi,  il Questore di Ragusa, Giuseppe Gammino, ed altre autorità provinciali e locali, si è svolta di mattina a Donnalucata (RG), città natale di Garofalo, nella piazza dedicata al militare, alla presenza dei familiari dei due militari. La commemorazione è cominciata con un momento di preghiera del Sacerdote Don Nello Garofalo della parrocchia S. Caterina da Siena di Donnalucata. Una  corona di alloro è stata deposta in quella piazza, presso il monumento eretto ai due martiri. Le  note del silenzio, hanno reso più suggestiva e significativa  la cerimonia a cui hanno assistito, con commozione, anche tanti concittadini di Garofalo. La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ragusa, Tenente Colonnello Sigismondo Fragassi, che ha ricordato gli attimi di quel 18 gennaio 1994 in cui persero la vita i due militari.


Santa Croce CamerinaAutomobilista investe ed uccide ciclista, che andava a lavoro: fuggito e ricercato. un Tunisino è stato investito mentre si reca al lavoro in bicicletta a Santa Croce Camerina ed è morto sul colpo. L’investitore si è dato alla fuga. il sinistro stradale mortale  si è verificato alle prime luci del giorno all’alba a Santa Croce Camerina.  Il  cittadino tunisino, Meftah MOUSSA   40enne, si stava recando la lavoro nei campi in bicicletta, alle 06:30 circa, lungo la S.C. 25 Santa Croce – Scoglitti, in località Bosco Braccetto. Il malcapitato è stato investito in pieno da un’autovettura Fiat Panda di colore bianco che proveniva dalla sue spalle. Il guidatore probabilmente, non si era accorto della presenza del ciclista. MOUSSA nel violentissimo impatto è stato sbalzato dalla sua bicicletta, andando a sbattere contro una recinzione formata da un muretto di cemento e pali in ferro. L’urto, purtroppo, non ha lasciato alcuno scampo alla vittima, che ha riportato un grave trauma cranico che ha provocato l’immediato decesso. Il conducente dell’autovettura investitrice, invece, come ricostruito tramite i primi accertamenti svolti dai Carabinieri, dopo essersi inizialmente fermato, resosi conto della gravità del fatto, si sarebbe allontanato dal luogo. Il  fratello della vittima, Sabeur MOUSSA, 31enne, il quale anche lui si stava recando al lavoro con il fratello veniva coinvolto nel sinistro. Questi è stato solo sfiorato dall’auto investitrice, cadendo a terra e riportando solo lievi lesioni. Soccorritori del 118 sono stati allertati, da automobilisti di passaggio,  ma giunti sul posto, hanno solo constatato la morte di Meftah MOUSSA  ed avvisato l’Arma dei Carabinieri. I militari intervenuti con una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Ragusa,  hanno proceduto ai rilievi del caso, ponendo sotto sequestro la bicicletta della vittima ed avviando immediatamente le indagini.  Il  Sostituto Procuratore di turno della Procura di Ragusa, dr. Marco Rota veniva informato e, dopo l’ispezione medico legale, ha disposto la restituzione della salma alla famiglia. La vittima lascia moglie e tre figli. Posti  di controllo e battute anche nelle strade di campagna, continuano in tutta la zona. Le  ricerche sono finalizzate a rintracciare l’auto pirata, sulle base delle indicazioni fornite dal fratello della vittima, che ha parlato solo di una Fiat Panda di colore bianco condotta da un uomo, senza fornire ulteriori elementi. Le ricerche, nelle quali sono impegnate diverse pattuglie dell’Arma, sono concentrate principalmente nel comune di Santa Croce Camerina, nell’ipotesi che il conducente di tale autovettura sia anche lui residente nel comune e forse anche lui si stava recando a lavorare in campagna come la vittima. I  militari  stanno inoltre acquisendo i filmati della telecamere di video – sorveglianza della zona, che potrebbero aver ripreso l’autovettura ricercata.


Ispica  RG - Furti per 50.000€, in negozi telefonia tra RG e SR:3 misure cautelari eseguite da Carabinieri.  Sono accusati 3 giovani di Vittoria: DOMENICO TUMMINO, 21enne, ADEM BOUSRIH,  19enne e MICHAEL FASALLI, 19enne.  I giovani sono imputati di avere in pochi mesi saccheggiato numerosi negozi di telefonia di tutta la provincia. Asportati telefoni cellulari e tablet di ultima generazione per un valore di circa 50.000€. Carabinieri della Stazione di Ispica alle prime luci del giorno all’alba, hanno dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 3 giovani vittoriesi ritenuti responsabili di numerosi furti aggravati compiuti all’interno di rivenditori di telefonia. Il provvedimento cautelativo, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, ha permesso di applicare la misura degli arresti domiciliari nei confronti di soggetti, tutti già noti alle forze dell’ordine: DOMENICO TUMMINO, ADEM BOUSRIH il quale tuttavia rimarrà presso il carcere minorile di Catania dove era già recluso per altra causa. La  misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Vittoria è per : MICHAEL FASALLI.  Le ordinanze, eseguite nei confronti dei giovani ladri, sono il frutto di una intensa attività investigativa dei Carabinieri della Stazione di Ispica, scaturita da alcuni furti in negozi di telefonia verificatisi negli ultimi mesi in vari comuni delle province di Ragusa e Siracusa. La gang avrebbe organizzato i  colpi scegliendo prima l’obiettivo e, successivamente, preparando l’attrezzatura per portarla a compimento. I negozi presi di mira dai maldestri, anche più volte in pochi giorni, erano tutti rivenditori di telefoni cellulari. Il modus operandi era sempre lo stesso, con l’attrezzatura scelta:  mazze, martelli, grossi sassi ed addirittura una bombola del gas, sfondavano la vetrina dell’esercizio commerciale ed in pochissimi minuti, razziavano completamente gli espositori, prediligendo apparecchi di ultima generazione, in particolare, smartphone e tablet. I Carabinieri, nel corso delle indagini, hanno ricostruito i diversi episodi ed accertato i numerosi furti compiuti dalla banda che spaziava, non solo su tutta la zona del ragusano, ma sceglieva anche obiettivi in siti di altre province. Le indagini condotte dai militari dell’Arma, inoltre, hanno permesso di rintracciare alcuni telefoni asportati che, dopo il furto, i giovani malviventi avevano provveduto a rivendere ad altri. La  banda era ben organizzata, tanto che, scelto l’obiettivo e compiuto il furto, successivamente, provvedevano a rivendere la refurtiva ad altri soggetti, il più delle volte ignari della provenienza illecita dell’oggetto. L’attività investigativa dei Carabinieri ha permesso di quantificare il danno arrecato dai malviventi che, in pochi mesi, hanno saccheggiato diversi punti vendita di telefonia, asportando circa un centinaio di apparecchiature di ultima generazione, per un valore approssimativo di circa 50.000€. L’Autorità Giudiziaria iblea, sulla base delle indagini condotte dall’Arma dei Carabinieri, ha ritenuto sussistente l’esigenza cautelare nei confronti dei soggetti autori dei furti che, delle condotte illecite, che ne avevano fatto una vera e propria fonte di reddito. I personaggi agivano con un modus operandi uniforme e collaudato, attraverso l’acquisizione personale dei telefoni cellulari e, successivamente, provvedendo alla vendita a terzi, con il deciso intento di proseguire nel loro disegno criminoso.


Ragusa -  Arrestato mentre tenta furto auto. Carabinieri della Stazione CC di S. Croce Camerina, durante un servizio di vigilanza nel centro cittadino, nella notte hanno sorpreso Abdenour GUETTACHE  34enne, cittadino Algerino, abitante a Santa Croce Camerina, proprio mentre stata forzando la serratura della porta di una vettura Fiat Punto parcheggiata sulla pubblica via, al chiaro fine di asportarla. I militari erano impegnati nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dalla Compagnia di Ragusa, soprattutto in orario notturno, per la prevenzione e repressione di reati in genere e, in particolare, di quelli contro il patrimonio. Il pronto intervento dei Carabinieri è servito ad evitare che il reato venisse portato a compimento, poiché il malfattore è stato immediatamente bloccato, prima ancora che potesse accennare alla fuga. L’auto, dagli accertamenti espletati, è risultata di un imprenditore agricolo di Santa Croce Camerina che aveva sporto immediatamente denuncia ed al quale veniva successivamente restituita. GUETTACHE, sul quale figurano recenti precedenti penali per reati contro il patrimonio,  è stato dichiarato in arresto per il reato di tentato furto aggravato di auto.  Il personaggio è stato messo a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, per la convalida dell’arresto e il giudizio per direttissima.


Modica -   5 ladri extracomunitari presi da CC, 1 vuol accoltellare carabiniere. I militari del Nucleo Radiomobile di Modica la scorsa notte hanno arrestato, in flagranza di reato, 5 soggetti extracomunitari sorpresi mentre stavano rubando in un’abitazione a Modica Bassa. Si tratta di: Chiheb Fodha, 35enne nato in Tunisia, Dakhil Majri,  36enne nato in Tunisia, Lotfi Amara, 28enne nato in Tunisia, Saddam Merjri,  23enne nato in Tunisia, Mohamed Hassan El Hamadi, 34enne nato in Libia. L’autoradio in turno dell’ aliquota radiomobile di Modica nel corso della nottata, intorno alle ore 04.00,  è intervenuta, a seguito di una segnalazione alla centrale operativa, in via S. Pellico, dove probabilmente si stava verificando un furto. I  militari, immediatamente giunti sul posto, già dal primo sguardo hanno constatato che la porta d’ingresso dell’abitazione segnalata mostrava una forzatura ed all’interno, vi erano alcuni soggetti. I  carabinieri sono entrati nell’abitazione al fine di capire cosa stessero facendo quelle persone ed hanno  accertato la presenza di 5 persone che stavano rovistando nelle stanze. I ladri ì alla vista dei militari,  hanno tentato di sottrarsi alla cattura. I  cinque malviventi vistisi scoperti, hanno tentato la fuga e, in particolare uno di essi,  impugnando un coltello a serramanico di genere vietato, nonostante gli inviti dei carabinieri a fermarsi, si è scagliato contro i due militari tentando di colpirli con delle coltellate e li spingeva a terra al fine di guadagnarsi la via di fuga. Uno  dei militari, nonostante già aggredito e fatto cadere a terra, è riuscito a bloccare l’aggressore che, di tutta risposta,  provava nuovamente ad accoltellarlo più volte. Una violenta colluttazione tra i malfattore ed il carabiniere si è conclusa quando, dall’arma in dotazione al militare è partito accidentalmente un colpo che ha attinto il malvivente nella parte anteriore della coscia. Altri carabinieri, nel contempo,sono giunti  sul posto, per dare man forte ai colleghi infortunati per la colluttazione. Altre  pattuglie dell’arma  hanno bloccato e tratto in arresto tutti i malviventi. I  militari dell’arma a conclusione dell’attività, hanno eseguito alcune perquisizioni domiciliari presso le rispettive abitazioni dei malviventi dove hanno rinvenuto la refurtiva che i soggetti erano già riusciti a sottrarre prima dell’intervento dei carabinieri. L’intera refurtiva, consistente in servizi di piatti, quadri, argenteria varia e posate, è stata quindi recuperata e restituita al legittimo proprietario. Gli  stranieri al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Ragusa ad eccezione dell’aggressore che rimarrà ricoverato presso il reparto di chirurgia dell’ospedale maggiore di Modica piantonato dai carabinieri.


Ragusa Rapina a Giarratana: 3 catanesi trasfertisti. I carabinieri della Compagnia di Ragusa, dopo l’arresto in flagranza operato martedì a Monterosso Almo dei tre catanesi responsabili di rapina in banca a Giarratana, e la convalida dal parte del GIP, su delega della stessa autorità giudiziaria stanno compiendo tutta una serie di attività investigative finalizzate ad accertare se i tre arrestati siano gli autori di altre rapine nel territorio ragusano. I militari, stanno analizzando tutti i filmati registrati dalle agenzie di credito dove negli ultimi tempi sono state consumate rapine, al fine di compararle con le immagini riprese dalla Banca Agricola Popolare di Giarratana, acquisite dai carabinieri di quel centro. Gli inquirenti non  escludono che i tre rapinatori catanesi in trasferta possano essere gli autori, come già detto, di altri episodi criminosi. I tre giovani non sono stati collaborativi con i carabinieri e non hanno inteso fornire  dettagli  sul perché siano andati proprio a Giarratana. I militari ritengono che,  almeno sulla carta, i personaggi non fossero avvezzi a tale tipo di reato potrebbero far pensare che la causa della fuga fallimentare sia dovuta alla loro inesperienza. Ma i carabinieri non sono convinti. Dai pochi fotogrammi potuti al momento acquisire presso la filiale bancaria di Giarratana, appare che i due che sono entrati non abbiano avuto esitazione o mostrato tentennamenti. Tutta la rapina è avvenuta in modo fluido e veloce, come se i due non fossero novellini. Anche l’aver lasciato il palo in auto con motore acceso lascia pensare a una certa esperienza. Non solo, i due si sono anche cambiati in auto per avere vestiti di colore diverso da quelli indicati dai testimoni, questo in caso avessero incrociato qualche pattuglia. Certo non avevano messo in conto lo spirito d’osservazione della testimone che ha indicato il colore amaranto dell’auto ai carabinieri. I militari per questi motivi ed opportunità investigative hanno diramato le foto dei tre ed i fermo immagine della banca a tutti i comandi dell’Arma delle provincie di Ragusa, Siracusa, Catania e Messina, dove ritengono che più probabilmente possano eventualmente aver perpetrato altre analoghe rapine. I  tre “colleghi” nel frattempo rimangono in cella, come disposto ieri in esito all’interrogatorio di convalida da parte del Giudice per le indagini preliminari di Ragusa, dott. Giovanni Giampiccolo. Il  Comandante Provinciale dell’Arma, Tenente Colonnello Fragassi, in una nota, ha voluto ringraziare tutta la comunità di Monterosso Almo per la collaborazione fornita da diversi cittadini, che evidenziando un alto senso civico, hanno indicato ai militari – dall’alto – la via di fuga del secondo e del terzo rapinatore, che per alcuni minuti erano riusciti a nascondersi nella boscaglia.


Catania Udienza Panarello: decisione entro 3 gennaio. Al palazzo di giustizia di Catania, l'udienza. Il tribunale della libertà deve esprimersi sulla richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato Francesco Villardita  difensore di Veronica Panarello. La donna è accusata di avere ucciso il figlio Loris di 8 anni  ed  avere nascosto il corpo. Il presidente del Tribunale, Maria Grazia Vagliasindi, a latere Pietro Currò e Aurora Russo, ha ammesso e recepito le dichiarazioni spontanee di Veronica Panarello. Il  difensore avvocato Francesco Villardita ha parlato per circa quattro ore. Il Procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, ed il Pm, Marco Rota hanno esposto le tesi accusatorie. Occhi puntati adesso sulla decisione che il Tribunale della libertà adotterà in merito alla richiesta avanzata dal difensore Francesco Villardita.

Catania - Panarello: Tribunale no scarcerazione, avvocato pensa a Cassazione. Il Tribunale del riesame di Catania ha rigettato la richiesta di annullamento dell’ordinanza cautelare  presentata dall’avvocato Francesco Villardita difensore di Veronica Panarello madre di Loris Stival, accusata di avere ucciso il figlio di 8 anni, il 29 novembre scorso a Santa Croce Camerina.I giudici della quinta sezione si sono riservati di spiegare nel dettaglio la loro decisione seguita alle due  udienze. Il  Gip Claudio Maggioni,  già il 12 dicembre scorso, aveva convalidato il fermo della donna. L’avvocato Francesco Villardita aspetta di leggere le motivazioni per ricorrere eventualmente in Cassazione. Il difensore resta convinto dell'innocenza della su cliente e punta a dimostrarlo nelle sedi competenti. Anche per  La Procura non ha chiuso l'inchiesta sulla morte di Loris Stival, le indagini continuano.

Catania – Udienza Panarello il 31 dicembre al Tribunale di Catania. Il Giudice del riesame dovrà esprimersi sulla richiesta presentata dall’avvocato Francesco Villardita per l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a carico di  Veronica Panarello. La donna era stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario aggravato ed occultamento di cadavere del figlio Loris Stival. La Panarello che subito dopo l’arresto era stata condotta nel carcere di piazza Lanza a Catania è stata successivamente trasferita nell’istituto penitenziario di Agrigento. L’udienza  l’ultimo dell’anno è fissata per  inizio alle 9.30 ed è a porte chiuse.


Ragusa - Fermato scafista senegalese, accordo coi libici: 1.000 dollari per condurre gommone. Si tratta di : di Malamin JENG, 28enne nato in Senegal, denunciato  G.J. di 24 anni il complice che usava il navigatore. Il “collaboratore” è stato ricoverato d’urgenza immediatamente dopo lo sbarco. 97  sventurati  sono stati intercettati a bordo di un gommone in acque internazionali. Viaggiare in gommone costa molto meno che sui pescherecci, con 400 dollari si raggiunge l’Italia ma i rischi sono enormi. 192 gli scafisti arrestati nell’ultimo anno nel territorio di Ragusa. L’unità navale della Marina Militare “ETNA” il 21 dicembre 2014 alle ore 08,20 su disposizione del Comando COMGRUPNAV 29 è stata comandata nel procedere alla localizzazione di un natante in difficoltà. La nave alle ore 12,30 ha avvistato un gommone con a bordo circa 100 passeggeri. Gli imbarcati successivamente sono stati trasbordati sulla nave militare e condotti presso il Porto di Pozzallo dove sono giunti giunti alle ore 09,30 circa di ieri 22 dicembre.  Le  operazioni di sbarco dei migranti coordinate dai Funzionari della Polizia di Stato coadiuvati dall’autorità marittima e sanitaria presente in banchina sono iniziate alle ore 10,00 circa, tutti i viaggiatori sono stati sbarcati e condotti presso il C.P.S.A. L’Ufficio Ordine Pubblico della Questura di Ragusa, la Polizia Scientifica ed all’Ufficio Immigrazione stanno completando l’identificazione di tutti i migranti sbarcati per trasferirli in altri centri. Raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di Malamin JENG, 28enne nato in Senegal e per questo è stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria. È ritenuto responsabile di aver condotto il gommone dalle coste libiche fino a quando non è stato intercettato da una nave militare. Con lui anche un connazionale G.J. di 24 anni che usava il navigatore satellitare per indicare la rotta. Quest’ultimo è stato solo denunciato in quanto appena sbarcato è stato condotto in ospedale d’urgenza e li si trova ricoverato. Il comandante del gommone è ritenuto essere responsabile del delitto previsto dagli artt. 416 C.P. e 12  D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, ovvero si associava con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l'ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver  procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.  I migranti a bordo del gommone sono tutti provenienti dal centro Africa attualmente sono stati ospitati presso il C.P.S.A. di Pozzallo. La Polizia Giudiziaria nell’ultimo anno ha arrestato 192 scafisti, sono in corso numerose attività di collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste del nord Africa a quelle Italiane.


Ragusa Polizia Operazione “alta tensione” sgominata organizzazione romena operante tra Ragusa, Catania e Messina. Specialisti in furti di rame nei territori di Comiso, Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Mazzarrone.  La  banda in 6 mesi avrebbe causato danni sia all'Enel per un milione di euro che ad aziende agricole e zootecniche della provincia iblea. 7 i destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Procura, 3 sono stati denunciati,  e 3  indagati sono ricercati. Questa notte, quindi, sono stati tratti in arresto per associazione a delinquere finalizzata alla consumazione di più furti di rame nudo destinato all'erogazione di energia elettrica: Marius inteso Marin ADAR 37enne  nato in Romania, residente a Ragusa; Vasile CIOBANU  47enne nato a Romania residente a Comiso; Marius CIUBOTARU 20enne inteso “Baluba”, nato in Romania, residente a Comiso; Marius Florin TRANDAFIR inteso Shampoo  25enne nato in Romania, domiciliato a Chiaramonte Gulfi; George Alexandru TUDORAN, 24enne nato in Romania residente a Comiso in via Pascoli n. 31; Ioan Georgel ZLATEA 25enne nato in Romania, domiciliato a Scoglitti è stato sottoposto agli arresti domiciliari. I ruoli, individuati con l’attività investigativa, svolti da ognuno degli arrestati e che sono stati contestati: George Alexandru TUDORAN, Marius inteso Baluba CIUBOTARU e Gabriel TITIRE per avere ricoperto il ruolo di promotori,  organizzatori dell’associazione e di partecipi nelle fasi esecutive dei furti; Ionel BARBU inteso Ionut, Ionut ROMAN inteso Tiganu, Ioan Georgel ZLATEA, per avere ricoperto il ruolo di coadiutori nelle fasi organizzative e di partecipi nelle fasi esecutive (Ionel BARBU deceduto in Romania mentre tentava di incendiare una abitazione rimanendo gravemente ustionato);  Marius Florin TRANDAFIR inteso Shampoo, per avere ricoperto, in più occasioni, il ruolo di autista del gruppo provvedendo ad accompagnare i correi sul luogo teatro dell’evento delittuoso e di prelevarli al compimento del reato nonché, in altre occasioni, ricoperto il ruolo di partecipe alle fasi esecutive; Ioan JIPA inteso Ionut, per aver fornito aiuto logistico agli esecutori materiali dei furti custodendo nei pressi della propria abitazione, abiti ed attrezzature utilizzate durante i delitti nonché il rame asportato in attesa di essere ricettato. Mariu ADAR s inteso Marin, per aver avuto, in forma stabile e continua il ruolo di ricettatore del rame asportato dai sodali. Inoltre sono stati denunciati in stato di libertà, atteso il loro ruolo marginale: H. D.  53enne nato in Romania, O. C.  27enne  nata in Romania J. I. inteso Ionut,  28enne nato in Romania. L’organizzazione criminale sgominata di notte dalla Polizia aveva trovato la sua base operativa nei dintorni di Comiso ma con ramificazioni anche nel territorio di Catania e Messina dove qualche mese fa sono stati effettuati sequestri di rame per migliaia di chilogrammi. Il gruppo era perfettamente organizzato ed ognuno dei soggetti indagati ed oggi arrestati aveva specifici compiti assegnati  che dovevano essere portati a compimento durante l’attività delittuosa. La Polizia, con gli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Comiso impegnati in prima battuta, ha lavorato per ben sei mesi con una attenta attività di indagine volta ad acquisire elementi gravi di colpevolezza a carico dell’organizzazione criminale sgominata la notte scorsa che stava dilagando in questa provincia e che aveva provocato notevoli danni all’economia della zona, creando un vero e proprio allarme nell’opinione pubblica. L’organizzazione criminale sgominata dalla Polizia prevedeva una ripartizione ben articolata dei ruoli all’interno della banda: l’uomo esperto nel taglio dei cavi dell’alta tensione, l’autista che accompagnava i delinquenti sul posto del furto, gli addetti al recupero dei cavi tagliati - che dovevano essere sapientemente arrotolati per essere riposti successivamente nell’auto - ed infine il ricettatore che provvedeva, quando non vi era la possibilità di trasferire la merce in altre sedi, a smerciare l’oro rosso in zona.


Ragusa Veronica in carcere: disagio e rapporti famiglia origine quale possibile concausa determinazione omicida. Il Procuratore della Repubblica di Ragusa Carmelo Petralia  ed  il sost. Procuratore della Repubblica   Marco Rota in un documento hanno stigmatizzato i particolari del delitto del piccolo Loris Stival  e le accuse per la madre Veronica Panarello. “La drammatica gravità dei fatti oggetto delle accuse mosse a Veronica Panarello impongono sobrietà e rispetto per i sentimenti di dolore e pietà che la vicenda suscita. Con questo comunicato stampa la Procura della Repubblica di Ragusa si limita pertanto a riepilogare – nell’ottica di una corretta informazione – i soli dati attinenti al procedimento giuridicamente ostensibili senza pregiudizio per le indagini tuttora in corso. Come è già noto, con ordinanza pronunciata ieri 12 dicembre, il Giudice per le Indagini Preliminari di Ragusa, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha convalidato il fermo di Veronica Panarello e applicato alla stessa la misura cautelare della custodia in carcere. I reati allo stato ascritti alla donna sono quelli di omicidio volontario aggravato in danno del proprio figlio Andrea Loris Stival e di occultamento del cadavere. Gli elementi principali posti dall’accusa a sostegno della sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e largamente condivisi e valorizzati dal giudice possono riassumersi in ciò che segue: Il “pedinamento elettronico” effettuato dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti sul territorio comunale di Santa Croce Camerina che ha attestato in modo obiettivo gli spostamenti di Veronica Panarello la tragica mattina del 29 novembre, con particolare riferimento al passaggio dell’autovettura a lei in uso in quel frangente, per ben due volte, in estrema prossimità al luogo di successivo rinvenimento del piccolo Loris, in un arco temporale compatibile sia con l’ora del decesso, come determinato in sede di consulenza medico legale, sia con l’azione di occultamento del corpo esanime. L’assoluta inconciliabilità di tali obiettive risultanze con le dichiarazioni rese più volte dalla stessa innanzi alla Polizia Giudiziaria e ribadite anche in sede di interrogatorio da parte del Pubblico Ministero e del Giudice per le Indagini Preliminari. La compatibilità del mezzo di produzione della morte, per dimensione e forma, con le fascette stringicavo presenti nell’abitazione della Panarello e dalla stessa consegnate, con implausibile giustificazione ed anomala tempistica, alle maestre di Loris. Il fragile quadro psicologico della donna non disgiunto da un vissuto personale di profondo disagio nei rapporti con la famiglia d’origine quale possibile concausa della determinazione omicida. Si ritiene utile precisare, anche al fine di scongiurare un’enfatizzazione tragica di una vicenda già di per sé molto triste e dolorosa, che l’esito degli esami istologici effettuati ha escluso qualsivoglia traccia anche labile, recente o risalente, di abuso sessuale. Sebbene le investigazioni continuino incessanti al fine di acquisire tutti i possibili ed ulteriori elementi di ricostruzione e valutazione della vicenda, va manifestato sin d’ora un grande apprezzamento all’Arma dei Carabinieri ed alla Polizia di Stato di Ragusa per l’attività svolta con l’insostituibile collaborazione del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri di Roma e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato di Roma ed il supporto del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo e Catania, che hanno consentito di pervenire, in brevissimo tempo, ad un risultato investigativo la cui validità è stata confermata in prima sede giurisdizionale”.


Vittoria - Carabiniere  libero da servizio ammanetta topo d’appartamento, ai domiciliari. Si tratta di Alessandro Giannone 28enne. Il maresciallo dei Carabinieri, nel tardo pomeriggio di ieri, stava  facendo rientro a casa dopo aver concluso la sua giornata di lavoro, quando all’altezza di via Brescia, a Vittoria, il militare, in servizio presso il locale Comando di Compagnia, ha notato uno strano movimento vicino ad un’abitazione privata. Il carabiniere insospettito, ha accostato la sua auto e si è avvicinato quanto basta per non destare sospetto, ma nel contempo per poter osservare meglio il comportamento di un giovane che continuava a guardarsi intorno ed a fare cenni verso il balcone dell’appartamento. Il militare, non appena ha visto che dal balcone è uscito un altro il quale ha indicato al ragazzo di salire su, non ci ha pensato due volte, ed è piombato addosso al sospetto, bloccandolo, mentre l’altro complice gettandosi dal balcone è riuscito a fuggire. Una  pattuglia, nel frattempo della locale Stazione, è giunta sul posto, e si è subito messa a ricercare il fuggitivo che aveva fatto perdere le sue tracce dileguandosi per alcune vie limitrofe. La proprietaria dell’appartamento, accortasi che aveva ladri nell’abitazione, si è messa ad urlare dal balcone cercando di far attirare l’attenzione dei passanti: è stata subito confortata dalla presenza dei Carabinieri che, oltre a comunicarle l’immediato arresto del ragazzo, hanno anche constatato in sede di sopralluogo che si trattava di un tentativo di furto, non essendo riusciti a portare via nulla dalla casa. Alessandro Giannone 28enne,  già noto alle Forze dell’Ordine, è stato immediatamente condotto presso la caserma di Via Giuseppe Garibaldi di Vittoria da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di tentato furto aggravato in concorso. I filmati delle telecamere di sorveglianza di alcuni istituti pubblici e privati della zona già acquisiti ed utili e validi spunti investigativi, e  le indicazioni fornite da alcuni passanti che avrebbero assistito al movimento nei pressi dell’abitazione, hanno permesso ai Carabinieri di assicurare alla giustizia anche l’altro complice fuggito: le indagini sono suscettibili di ulteriori sviluppi.


Ragusa Avvocato uccise cliente: condannato ed arrestato. La Polizia di Stato ha catturato il personaggio che era già stato arrestato per omicidio, e dopo la sua condanna aveva presentato ricorso per Cassazione. Al momento del rigetto gli uomini della Squadra Mobile erano già sotto casa. Dovrà scontare la pena di 12 anni. La Polizia di Stato, Squadra Mobile, appena rigettato il ricorso per Cassazione presentato da Francesco Scribano  39enne nato a Vittoria,  residente a Comiso  ha proceduto alla sua cattura accompagnandolo presso il carcere di Ragusa, così come deciso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania. L’avvocato Scribano, nel 2010, esattamente 4 anni fa, in C.da Giardinello, aveva commesso l’omicidio di un suo cliente: Licitra Giuseppe. I Carabinieri erano intervenuti per la segnalazione di un incidente stradale in c.da Giardinello ed in quella occasione il 118 aveva constatato il decesso per arresto cardiaco. Nessuno  in prima battuta si era accorto che Licitra era stato attinto da 2 colpi d’arma da fuoco, elemento che solo il personale delle pompe funebri, durante la vestizione il giorno dopo si era accorto riferendolo alla Polizia Giudiziaria.  I tutori dell’ordine, appena appresa la notizia dei colpi d’arma da fuoco, grazie alla visione delle immagini video riprese, alle testimonianze ed a serrate attività d’indagine, hanno raccolto importanti e gravi elementi di reità a carico di Scribano, avvocato della vittima che assisteva per un ricorso per separazione. Scribano una volta condotto davanti al Pubblico Ministero ha confessato il delitto commesso con una pistola calibro 7,65 di proprietà del padre. Avrebbe ucciso il suo assistito perché si sentiva minacciato. Licitra, a più riprese, aveva criticato l’operato del suo legale, pare gli rimproverasse scarso impegno nella causa di separazione dalla moglie e si era espresso con toni pesanti e minacciosi nei suoi confronti, e nei riguardi della famiglia, della moglie e del figlio. La sentenza definitiva inerente la separazione era attesa a giorni alla Corte d’Appello di Catania e Licitra temeva un esito infausto, che avrebbe addebitato proprio allo scarso impegno dell’avvocato. I due si erano dati appuntamento in contrada Giardinello e dopo aver parlato in auto, l’avvocato ha sparato con una pistola Beretta 7,65 all’indirizzo di Pippo Licitra. Per questi motivi veniva sottoposto a fermo di indiziato di delitto con provvedimento del Sostituto Procuratore. Scribano a conclusione del processo, era già stato condannato, ma in seguito aveva presentato ricorso per Cassazione che è stato rigettato; per questo motivo all’esito della pronuncia di rigetto della Suprema Corte l’assassino è stato subito catturato e condotto in carcere dalla Squadra Mobile di Ragusa


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Gen. Governale e Ten.Col. Fragassi

Ragusa - Generale di Brigata Giuseppe Governale, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, in visita al Comando Provinciale di Ragusa. Il Generale di Brigata Giuseppe Governale, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, con sede a Palermo, nella mattinata ha voluto porgere auguri di Buone Feste,  ai militari  del Comando Provinciale di Ragusa. L’Ufficiale Generale, è stato accolto dal Comandante Provinciale, Ten. Colonnello Sigismondo Fragassi, ed ha incontrato tutti i Comandanti di Reparto della Sede, delle Compagnie, Tenenza e Stazioni distaccate, ed una rappresentanza dei militari in congedo appartenenti alla Sezione di Ragusa. L’alto Ufficiale ha ringraziato i militari della provincia iblea per l’impegno profuso nel corso del 2014, e per gli eccellenti risultati operativi conseguiti ed ha formulato a tutti gli auguri più sinceri di Buone Feste. Il Generale Governale nell’occasione ha fatto visita al Procuratore Petralia, che conosce dai tempi in cui operavano entrambi su Catania. Il Ten.Col. Fragassi ha voluto ringraziare il Generale Governale per la visita, per le parole di elogio e per l’attenzione quotidiana che ha per tutta l’Arma Iblea, familiari compresi, garantendo, anche a nome di tutti i suoi militari, il massimo impegno operativo anche per il futuro.


Catania - Veronica Panarello portata nel carcere di piazza Lanza. La madre di Loris, dopo 5 ore d'interrogatorio in questura a Ragusa è ufficialmente accusata di omicidio volontario del figlio, aggravato dal legame di parentela, ed occultamento di cadavere. La donna, secondo quanto si apprende, non avrebbe ammesso responsabilità sull'omicidio del figlio Loris ed avrebbe ribadito la sua versione dei fatti. La Polizia Scientifica ha eseguito il prelievo del Dna di Veronica Panarello, per  confronti  con altri campioni isolati durante le indagini.

Ragusa Loris: accusa figlicidio per Veronica Panarello 25enne. La madre è indagata per  morte figlio Andrea Loris Stival 8 anni. L’avvocato Francesco Villardita, legale di fiducia della donna ha confermato che alla sua assistita è stato "notificato un provvedimento di fermo per omicidio aggravato e occultamento di cadavere". Il penalista ha anche aggiunto: "La mia assistita è un´indagata ma questo non significa che sia colpevole". Alla mente di molti torna la vicenda di Cogne con la madre  Anna Maria Franzoni ed il piccolo Samuele che il 30 gennaio 2002 fu ucciso ad appena tre anni. Il 26 giugno 2014 Anna Maria Franzoni ha saputo la notizia: “uscirà dal carcere e scontare il resto della pena a casa”. Veronica Panarello, la madre del piccolo Andrea Loris  avrebbe  detto "Non l’ho ucciso io, Loris è il mio bambino” la donna quindi non ha confessato. Secondo gli investigatori invece sarebbe stata sempre lei a gettare il corpo nel canalone di contrada Mulino Vecchio, a meno di due chilometri di distanza dal centro di Santa Croce Camerina. Veronica avrebbe fatto quindi tutto da sola: nessun complice, nessun aiuto. La mamma verso le 18  del giorno 8 dicembre 2014 da casa era stata prelevata dagli investigatori  e condotta in Procura dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Roda, dopo una giornata movimentata da 1 elicottero delle forze di polizia che aveva sorvolato l’abitazione di via Garibaldi. L’accusa sarebbe scattata anche a seguito di incongruenze tra le dichiarazioni della madre ed i rilevamenti delle telecamere sui suoi spostamenti il giorno della morte di Loris. Le  fascette che Veronica ha consegnato alle maestre sono compatibili con quelle con cui è stato ucciso e legato il piccolo Loris. L’orario tra le 9 e le 10.30, della morte è compatibile con i 36 minuti in cui madre e figlio sarebbero rimasti soli in casa. Sembra anche che le tracce  epiteliali sulle unghie del piccolo Loris abbiano dato col DNA indicazioni precise agli investigatori. La mamma è adesso ad un passo dal carcere vero, ma la vicenda sulla morte del piccolo Loris Stival potrebbe non essere ancora chiusa. Per il padre del bambino morto  soffocato, oltre al dolore per la perdita del figlio, c’è adesso anche il dramma per l’accusa di figlicidio che pende sulla moglie.

RagusaInvestigatori ROS indagano  su omicidio Loris Ufficiali e Marescialli del R.O.S. – investigatori specializzati in indagini su crimini violenti sono arrivati nella serata di ieri, gli esperti daranno manforte alla Task Force composta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e dal Personale dello S.C.O. e da quello della Squadra Mobile di Ragusa per fare luce sull’omicidio del piccolo Loris Stival. Sono gli stessi uomini che si sono occupati in passato di crimini violenti  come il caso di Yara Gambirasio, l’attentato alla Scuola di Brindisi  l’omicidio dei coniugi Burgato di Lignano Sabbiadoro e di Roberta Ragusa di Pisa. Le indagini proseguono a tutto campo ed in particolare l’attenzione viene focalizzata sulle immagini delle telecamere che avrebbero ripreso la mamma di Loris nelle strade di Santa Croce la mattina di sabato 29 novembre. La ricostruzione è fondamentale per il prosieguo delle indagini.

Ragusa - Orazio Fidone denunciato per detenzione di esplosivo risalente alla seconda guerra mondiale. Si tratta del cacciatore che ha indicato alla polizia il luogo ed il corpo privo di vita del piccolo Loris.  I tutori dell’ordine hanno sequestrato munizioni da guerra ed uso caccia. La Polizia di Stato ed i Carabinieri a seguito della perquisizione domiciliare nelle abitazioni un uso ad Orazio Fidone hanno rivenuto esplosivo illegalmente detenuto risalente alla seconda guerra mondiale.  Gli investigatori hanno rivenuto migliaia di munizioni da caccia ed anche da guerra, tutte illegalmente detenute. I tutori dell’ordine, in considerazione della quantità e della tipologia di esplosivo, all’esito degli accertamenti effettuati dagli artificieri della Polizia di Stato provenienti dalla Questura di Catania disposti dalla Procura della Repubblica al momento del rinvenimento, hanno   denunciato Fidone in stato di libertà.

Ragusa Autopsia Loris: morto strangolato. Il comunicato è a firma di Procura ed investigatori: il Procuratore della Repubblica  dott. Carmelo Petralia,  il Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Marco Rota, il Comandante Nucleo Investigativo Carabinieri Capitano Domenico Spadaro, il  dirigente la Squadra mobile  Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino Ciavola. È scritto :”Al termine della fase settoria dell’autopsia, i medici incaricati dell’accertamento hanno potuto stabilire che il piccolo Andrea Loris Stival è morto per asfissia da strangolamento con quasi immediata successiva precipitazione all’interno del canale di scolo delle acque in cui è stato rinvenuto. Al momento risulta infondata la presenza di segni di violenza a scopo sessuale. Continua senza interruzioni il sopralluogo della Polizia Scientifica sull’area dove è stato ritrovato il corpo del bambino. Oggi verranno effettuati ulteriori atti di indagine da parte degli esperti del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica. Le indagini della Polizia di Stato e dei Carabinieri proseguono incessanti, con l’audizione di numerose persone informate sui fatti allo scopo di ricostruire gli spostamenti del bambino nella tragica mattina di sabato scorso.  La Procura della Repubblica e le Forze dell’Ordine fanno appello a tutti cittadini affinché forniscano ogni dettaglio utile per la prosecuzione delle indagini effettuando segnalazioni, anche anonime, ai numeri d’emergenza 112 e 113 o recandosi presso qualunque presidi delle Forze dell’Ordine”.


Palermo - Regione, 1 minuto di silenzio in tutti i luoghi di lavoro : ricordare il piccolo Andrea.  Il presidente Crocetta in una nota ha comunicato di aver  disposto che domani alle ore 12 in tutti gli uffici regionali, venga osservato  1 minuto di silenzio in memoria del piccolo Andrea, il bimbo di 8 anni trovato senza vita dopo essere scomparso nel ragusano. Crocetta  dice : "E' un momento di grave lutto per tutti, che ha sconvolto la comunità di Santa Croce Camerina. Quello di domani  è un gesto per manifestare la solidarietà di tutti alla famiglia del piccolo Andrea e alla città intera".


 

Santa Croce di Camerina -  Loris  morto  molte ore prima del ritrovamento: è questo il primo elemento valutato dagli investigatori che indagano sulla morte di Andrea Loris Stival di 8 anni. La  Procura di Ragusa non esclude tesi sulla morte di Andrea Loris Stival. Tante  le ipotesi  anche la pedofilia.  Il  personale del 118 è arrivato quando sul posto, ha evidenziato che il corpo presentava un rigor mortis avanzato. Questo fa pensare che il decesso possa essere avvenuto in tarda mattinata. Il corpo del bambino di otto anni è stato trovato in un canalone in cemento, profondo due metri e mezzo, che costeggia un vecchio mulino abbandonato a Santa Croce di Camerina.  La  procura di Ragusa ha aperto un fascicolo per omicidio volontario, contro ignoti. La  madre di Andrea Loris Stival si era recata alle ore 12.45 del 29 novembre 2014 presso la Stazione dei Carabinieri di Santa Croce Camerina (RG) per chiedere aiuto in quanto non aveva trovato il figlio all’uscita di scuola. Immediatamente venivano iniziate le ricerche mediante la diramazione delle descrizioni fisiche del minore e della foto a tutte le Forze di Polizia ed alle associazioni di volontariato, così come prevede il piano di ricerca persone scomparse istituito dalla Prefettura di Ragusa. Alle ricerche partecipavano numerosi cittadini che volontariamente hanno fornito il loro aiuto alle Forze dell’Ordine. la Volante della Polizia di Stato del Commissariato di Comiso, alle ore 16.50, transitando in C.da Grotte ha notato un’autovettura sul ciglio della strada e per questo ha proceduto al controllo al fine di appurare se fosse collegata alla scomparsa del minore. Il  proprietario dell’auto, anch’egli volontariamente attivo per le ricerche del minore, proprio in quel momento, segnalava agli agenti la presenza del bambino probabilmente deceduto in quanto immobile. Gli agenti della Volante sono intervenuti tempestivamente, scendendo in un canale per la raccolta dell’acqua piovana constando il probabile decesso del piccolo. Immediatamente sul posto convergeva un’ambulanza del 118 che constatava la morte del minore. Considerato quanto accaduto venivano avviate le indagini della Squadra Mobile della Polizia di Stato e del Nucleo Investigativo dell’Arma dei Carabinieri che col Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa hanno effettuato il sopralluogo. i rilievi tecnici e videofotografici sul posto venivano  effettuati dalla Polizia Scientifica e la prima ispezione cadaverica da parte del medico legale. Sin dai primi momenti del rinvenimento del cadavere, Carabinieri e Polizia di Stato hanno ascoltato le dichiarazioni di numerosi parenti e persone informate sui fatti al fine di ricostruire le ultime ore di vita del bambino, elementi indispensabili per appurare quali possano essere state le cause del decesso. Al momento, non può essere esclusa alcun tipo di ipotesi disposta l’autopsia sul corpo del bambino, così come richiesto dalla Procura della Repubblica di Ragusa. Gli investigatori hanno effettuato un nuovo sopralluogo per ricercare ulteriori elementi sul luogo del rinvenimento.  Le Forze dell’Ordine raccomandano a tutti cittadini di fornire eventuali dettagli utili per la prosecuzione delle indagini mediante segnalazioni, anche anonime, ai numeri d’emergenza 112 e 113 o recandosi presso un qualunque ufficio di Polizia.


Ragusa -  Criminalità ed armi: CC giro di vite. Numerose le perquisizioni dei Carabinieri: una denuncia per detenzione illegale di munizioni: M.F. 65enne. I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ragusa, alle prime luci del giorno, all’alba, hanno eseguito una serie di perquisizioni nei confronti di soggetti sospettati di appartenere alla criminalità locale, dediti alla consumazioni di reati concernenti le armi. I  controlli in particolare hanno riguardato numerosi casolari nelle aree rurali della provincia, spesso utilizzati proprio per nascondere armi e refurtiva. I tutori dell’ordine, nel corso di un blitz in un’abitazione di campagna in agro di Vittoria e abitata da M.F. 65enne, già noto, abilmente occultato in una gabbia per la custodia di animali, hanno trovato 1 sacchetto contenente  8 cartucce per fucile calibro 12 in ottimo stato di conservazione e verosimilmente destinate ad essere utilizzate per compiere qualche azione criminale, detenute illegalmente. Il  responsabile della detenzione per tale motivo è stato denunciato in libertà all’Autorità Giudiziaria, mentre le munizioni sono state sequestrate.


Ragusa - CC trovano 1 con 120 g cocaina.  Si tratta di Giovanni SORTINO 56enne. I militari del Comando Provinciale di Ragusa, nel corso di una serie di servizi per di contrasto al traffico di stupefacenti, hanno eseguito numerosi controlli lungo le arterie stradali e provinciali di Ragusa. I tutori dell’ordine hanno fermato Giovanni SORTINO 56enne, incensurato che, alla guida della sua autovettura BMW X3, stava transitando la s.p.5 in direzione di Vittoria. Gli uomini della Benemerita, insospettiti dalle manovre del mezzo, che sembrava volersi confondere tra le altre auto in transito per poi imboccare strade secondarie, hanno deciso di procedere al controllo. L’intuizione si è rivelata esatta poiché, nel cruscotto dell’auto,  SORTINO custodiva ben 120 grammi di cocaina, chiusi in due involucri termosaldati, mentre nel portafogli aveva la somma di  755€, che veniva sequestrata poiché ritenuta provento dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri, oltre allo stupefacente, hanno sequestrato anche l’auto del SORTINO,  poiché utilizzata per l’illecita azione di trafficante di stupefacenti. Il soggetto, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la locale casa circondariale. Le indagini proseguono per accertare la provenienza e, soprattutto, il mercato al dettaglio a cui era destinata la droga sequestrata, che avrebbe permesso di ricavare centinaia di dosi,  e  fruttato guadagni nell’ordine di circa  15.000€, il prezzo di 1 singola dose sul mercato è di circa  80€.


Ragusa -   CC inseguono e bloccano 1: nasconde droga in auto. Si tratta di : Marco MARANTE 26enne ragusano Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Ragusa nella tarda mattinata hanno arrestato un soggetto già noto del luogo  trovato in possesso di circa 300 grammi di sostanze stupefacenti fra  cocaina e marijuana. Il  personaggio è stato bloccato ed ammanettato dai Carabinieri  dopo un lungo inseguimento per le strade della città,   aveva anche tentato di speronare, con un sorpasso azzardato, l’auto dei militari. Il soggetto identificato in Marco MARANTE,  ed è stato sottoposto nell’immediatezza a perquisizione personale e veicolare è stato recuperato, nel bagagliaio della vettura utilizzata, 1 sacchetto di plastica contenente sostanza stupefacente tipo cocaina ed un bilancino di precisione.Il  personaggio aveva la somma di 600€  sequestrata e ritenuta provento dell’attività delittuosa della vendita della droga. La successiva perquisizione domiciliare ha consentito ai militari operanti di recuperare altra sostanza stupefacente tipo marijuana, suddivisa in panetti, nonché materiale per il confezionamento delle dosi, abilmente occultati in un borsone nascosto in un disimpegno dell’abitazione. Il soggetto è stato condotto presso la caserma di Ragusa dove, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso la locale Casa Circondariale su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottor Marco ROTA. L’attività messa in campo si inquadra nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, specie tra i giovani.


Acate RG Video svela marocchino: ruba bici e brucia casa. Si  tratta di  Aimen Garbi 31enne. I  militari di Acate hanno  analizzato i pochi elementi, ma comunque fondamentali per arrivare al tunisino già conosciuto.  I  carabinieri hanno delineato l’identikit del soggetto dopo avere confrontato accuratamente i fotogrammi delle riprese di diversi sistemi di videosorveglianza della zona, sia pubblici che privati, e testimonianze di persone che avevano assistito ad uno “strano” movimento vicino alla casa. Il soggetto, dopo aver forzato la porta dell’abitazione ed essersi impossessato di una bicicletta, non pago del danno cagionato, ha usato liquido infiammabile e dato fuoco ai suppellettili. Il  ragazzo dai capelli scuri e corti, di età non superiore ai 35 anni, alto dai 180 ai 185 cm, vestito con un paio di jeans di colore scuro, un giubbetto tipo bomber, sempre scuro, e scarpe chiare. Il colpo è stato perpetrato alle prime luci del giorno all’alba in contrada Macconi, quando in una casa estiva si è sviluppato un vasto incendio, che l’ha quasi completamente distrutta. I tutori dell’ordine sono stati allertati dai cittadini, Vigili del fuoco e Carabinieri sono giunti immediatamente, e sono riusciti a spegnere le fiamme ed  isolare l’abitazione evitando  che il fuoco si propagasse alle case vicine. Si temeva che la presenza di bombole del gas potesse creare un effetto a catena. L’incendio era divampato in un’abitazione di Marina di Acate, ma grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri della locale Stazione, e di altre pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria, impiegate in quel momento in servizi di contrasto ai reati predatori disposti dal Comando Provinciale di Ragusa, e di alcune squadre dei Vigili del Fuoco di Vittoria, la situazione è rientrata nella normalità. I militari in uniforme ed in abiti simulati  hanno setacciato la zona finchè  hanno localizzato il ricercato a Vittoria, in contrada Alcerito, nei pressi di un distributore di benzina: fermato, è stato sottoposto a perquisizione domiciliare, a seguito della quale è stata rinvenuta la bicicletta rubata qualche ora prima dall’abitazione che aveva dato alle fiamme. Considerati i precedenti del maghrebino, e ritenuto fondato il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato, Garbi Aimen è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per i reati di furto aggravato e incendio, dei quali dovrà rispondere dinanzi al sostituto procuratore della Repubblica, dottor Francesco Puleio. Al termine delle formalità di rito il 31enne è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente. La bicicletta, prontamente recuperata, è già stata restituita al legittimo proprietario: le indagini, tuttora in corso, sono suscettibili di ulteriori sviluppi.


 

Vittoria  RG - Polizia indaga su cadavere carbonizzato in casolare abbandonato. La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria  sta completando il sopralluogo nel casolare dove è stato trovato il cadavere carbonizzato di un uomo rumeno 59enne senza fissa dimora. Un uomo rumeno ha contattato intorno alle 21 il numero di pronto intervento 113 per segnalare che in un casolare abbandonato sito in C.da Surdi aveva rinvenuto il corpo di un suo amico carbonizzato. Gli  uomini della Squadra Volanti di Vittoria e Ragusa e gli investigatori della Squadra Mobile con la Polizia Scientifica, immediatamente convergevano sul posto il tutto alla presenza del Pubblico Ministero che ha voluto partecipare direttamente alle operazioni di Polizia. Il sopralluogo durato tutta la notte è ancora in corso per poter far luce sull’esatta dinamica dei fatti e fornire un contributo fondamentale alle indagini. Per quanto fino ad ora raccolto non è possibile appurare se si tratta di morte accidentale o violenta poiché bisognerà valutare tutti gli elementi raccolti e portarli al vaglio della Procura della Repubblica di Ragusa. L’uomo rivenuto cadavere è stato identificato grazie ad una carta d’identità rumena presente nella stanza ma non vi assoluta certezza sui dati in quanto lo stato del cadavere non permette una completa identificazione. La persona deceduta è comunque uno senza fissa dimora che abitava nella casa dove è stato rinvenuto cadavere. Il casolare è composto da 2 piani in pessime condizioni e più stanze per piani, senza luce, acqua o altro sistema di alimentazione di energia. La polizia, durante la notte ed in queste ore ha  ascoltato decine di persone che potranno ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo e permettere agli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria di poter addivenire all’identità di eventuali responsabili. L’autopsia sul cadavere dovrebbe rivelare la presenza di segni di violenza, in quanto le cause della morte sono certe.


Ragusa -  Pittrice Criscione dona quadro a Comando Provinciale Arma. La consegna all’Arma di un quadro da parte della nota pittrice ragusana, Rosanna Criscione, presidente dell’Associazione Heritage Sicilia, si è svolta ieri mattina, a margine della cerimonia della “Virgo Fidelis” presso il  Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa. L’artista in segno di stima e riconoscenza per l’attività meritoria svolta dai Carabinieri, ha fatto dono di un opera, pittorica delle dimensioni 50X70, da lei realizzata, dal titolo “1814 – 2014 nei Secoli Fedeli”. Il dipinto raffigura un tricolore con al centro i simboli della “Benemerita” “Pennacchio e Fiamma”. Il Ten.Col. Fragassi, nel prendere in consegna l’opera ha ringraziato a nome di tutti i Carabinieri del Comando la professoressa Criscione per il gradito dono e per il gesto di stima avuto nei confronti dell’Istituzione, ricambiando con una copia del libro “Accanto Agli Italiani” scritto dal Gen. Giuseppe Governale, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia,  in occasione del Bicentenario dell’Arma. Il testo descrive  due secoli di storia del nostro Paese, ed i proventi verranno devoluti agli orfani dei militari dell’Arma. La pittrice ha ricevuto anche una pergamena che ricorda il bicentenario. L’opera in questione sarà esposta nei locali della caserma “Podgora”, in piazza Caduti di Nassiriya nr. 3, sede del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa.

 

Vittoria Ricorrenza “Virgo Fidelis”, Patrona Arma Carabinieri. L’Arma dei Carabinieri in servizio unitamente all’Associazione Nazionale Carabinieri ha celebrato di mattina nella suggestiva cornice della Basilica di San Giovanni Battista di Vittoria, la “Virgo Fidelis”, Patrona e Protettrice dell’Arma, con una Santa Messa officiata alle ore 10.30 da Monsignor Calì: contestualmente è stato ricordato il 73° Anniversario della battaglia di Culqualber e la “Giornata dell’Orfano”. Oltre alla presenza dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria e dei componenti delle sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri del territorio della giurisdizione, con i loro familiari, si è avuta la partecipazione delle Autorità locali di tutti i Comuni della giurisdizione, delle Forze di Polizia e delle Forze Armate insistenti nella città di Vittoria e nei paesi limitrofi, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, di presidi e insegnanti delle scuole con le quali la Compagnia ha avviato i progetti di “Cultura della Legalità”, nonché di alcune scolaresche in rappresentanza dei tanti studenti della nostra città: la celebrazione eucaristica è stata allietata dalla mirabile performance del Coro Polifonico Ibleo. Il culto alla "Virgo Fidelis" nell'Arma è iniziato subito dopo l'ultimo conflitto mondiale per iniziativa di S.E. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Ordinario Militare d'Italia, e di P. Apolloni S.J., Cappellano Militare Capo. Lo stesso Comandante Generale prese a cuore l'iniziativa e bandì un concorso artistico per un'opera che raffigurasse la Vergine, Patrona dei Carabinieri. Lo scultore architetto Giuliano Leonardi rappresentò la Vergine in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada legge in un libro le parole profetiche dell'Apocalisse: "Sii fedele sino alla morte" (Apoc.2,10). La scelta della Madonna "Virgo Fidelis", come celeste Patrona dell'Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell'Arma dei Carabinieri che ha per motto: "Nei secoli fedele". L'8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII, accogliendo l'istanza di S.E. Mons. Carlo Alberto di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria "Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri", fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber. L’attività odierna, semplice nella forma ma profonda per i valori morali, è stata fortemente voluta dall’Arma in servizio e dall’ANC – Sezione di Vittoria per il suo alto valore etico per i giovani vittoriesi e per l’intera comunità cittadina.

 Ragusa -    Ricorrenza “Virgo Fidelis”, Patrona Arma Carabinieri. La  commemorazione è del 73° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano”. Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Paolo URSO Vescovo di Ragusa, venerdì 21 novembre 2014, alle ore 11:00, a Ragusa, presso la Parrocchia “Sacra Famiglia dei Frati Cappuccini”, sita in via Archimede, officia la solenne Celebrazione Eucaristica nella ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Celeste Patrona dell’Arma e del 73° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano”. Alla cerimonia, organizzata dal Comandante Provinciale Ten. Col. Sigismondo Fragassi, sono invitate le massime autorità civili, militari e religiose della provincia gli Ufficiali, i Marescialli, i Brigadieri, gli Appuntati e i Carabinieri, e le Associazioni Combattentistiche delle varie Armi, nonché le vedove e gli orfani dell’Arma. La  “Preghiera del Carabiniere”, è recitata durante la cerimonia mentre il Comandante Provinciale, Ten. Col. Sigismondo Fragassi, tiene una breve allocuzione rievocativa ed al termine, è intonato da parte di tutti i presenti e dal coro parrocchiale l’ “Inno alla Virgo Fidelis”. La Vergine Maria fu proclamata Patrona dell’Arma, con il titolo di “Virgo Fidelis”, nel 1949, da Papa Pio XII, il quale, ispirandosi al motto dei Carabinieri “Nei secoli fedele”, ne fissava la celebrazione proprio il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della Battaglia di Culqualber, fatto d’armi in cui l’eroismo, fino alla morte, del 1° Battaglione Carabinieri Reali mobilitato in Africa Orientale, composto da due Compagnie Carabinieri che, valse alla Bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.


Ragusa - Pusher attivo con moglie e bimba in auto. La Polizia ha preso Antonio Zisa, 26enne. Indignazione  “clienti”: “Non sopportavamo venisse sempre con la moglie ed i figli piccoli in auto”.Addosso ed a casa rinvenuta cocaina. In campagna un mini laboratorio per “tagliare” e confezionare lo stupefacente. La droga “tagliata” con medicine e mannitolo, mix micidiale se fatto senza specifiche conoscenze. La Polizia di Stato Squadra Mobile  ha arrestato Antonio Zisa, 26enne  già noto,  nato a Ragusa e residente a S. Croce Camerina per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente (presumibilmente cocaina). Gli  uomini della Squadra Mobile nel pomeriggio di ieri, si erano appostati nel territorio di Ragusa nei pressi di c.da Randello, dove alcuni soggetti avevano segnalato uno a bordo di un’auto che da giorni cedeva sostanza stupefacente, specificando che si trovava sempre in compagnia di moglie e figli in tenerissima età. La presenza dei bambini aveva fatto indignare anche gli acquirenti che per questo motivo avevano iniziato a spargere la voce, che dopo poco è arrivata anche negli uffici della Polizia di Stato ed è stata subito vagliata. Gli  agenti, dopo pochi accertamenti, hanno individuato l’auto utilizzata dallo spacciatore e quindi predisposto il servizio di Polizia. Gli investigatori, nella zona segnalata hanno visto diversi cittadini stranieri ed un continuo via vai di scooter elemento che ha dato valore alla notizia ricevuta. Gli agenti, appena avvistata l’auto hanno aspettato che l’individuo si fermasse e cogliendo il momento più opportuno, in pochi secondi il veicolo è stato circondato. L’operazione è stata condotta con molta discrezione, fingendo un normale controllo, questo perché in auto vi era una bambina molto piccola. L’imbarazzo era più per gli agenti della Polizia di Stato che per lui, difatti nonostante la presenza degli investigatori ha provato a disfarsi della droga gettandola per terra, mossa vana perché subito scoperta. Nell’involucro gettato vi erano 6 gr. presumibilmente di cocaina. Il soggetto, dopo il primo rinvenimento della droga ha iniziato a piangere perché scoperto, mentre la figlia giocava con la mamma. Questa commozione non ha impietosito gli uomini della Squadra Mobile che hanno continuato la perquisizione del veicolo, della moglie (con esito negativo) e di un magazzino presente nella campagna a lui in uso. La Polizia nel garage ha trovato tutti gli strumenti per tagliare, confezionare, pesare e suddividere la droga, in pratica un mini laboratorio. I poliziotti, sl termine della prima perquisizione hanno sequestrato: bilancia elettronica di precisione, mannitolo, tachipirina, cellophane e carta alluminio. La Polizia in considerazione di quanto rivenuto, ha proceduto alla perquisizione, anche dell’abitazione di Zisa che ha dato esito, difatti all’interno delle pantofole vi era un ulteriore involucro con altri 7 grammi di sostanza stupefacente, presumibilmente cocaina ed in 1 busta altro mannitolo e compresse di medicinali utilizzate per tagliare la droga, elemento di particolare gravità, soprattutto se fatto in casa senza alcuna conoscenza degli elementi chimici. Il modus operandi di Zisa era sempre questo a dire dei “clienti”, accompagnarsi con la moglie ed  i figli in tenera età per non destare sospetto. Il pusher  non aveva fatto in conti con i suoi “clienti” che comunque una coscienza l’hanno  avuta. Zisa al termine dell’operazione di Polizia, è stato accompagnato negli uffici della Squadra Mobile dove è stato fotosegnalato dalla Scientifica e dichiarato in stato d’arresto. La moglie e la piccola sono state accompagnate in casa dove vi era un’altra bimba molto piccola. La delicata posizione della madre è stata segnalata alla Procura della Repubblica per eventuali responsabilità in concorso con il marito.“La Polizia di Stato continua l’attività di repressione del traffico di sostanze stupefacenti. Decine gli arresti nel 2014 della Squadra Mobile, così come i sequestri di ogni tipo di sostanza stupefacente. Negli ultimi mesi sono stati sequestrati kg di eroina, cocaina, marijuana, così come di pericolose sostanze da taglio e droghe sintetiche”.


Ragusa  - 80enne accoltella badante: arresto domiciliare, tentato omicidio. Si tratta di Giovanni Arrabito, pensionato 83enne originario di Scicli. I carabinieri della stazione di Marina di Ragusa hanno arrestato un uomo di 83 anni per tentato omicidio e lesioni nei confronti della sua badante. La centrale operativa provinciale dei carabinieri di Ragusa è stata allertata poco dopo le 14 dal 118. Una donna a Marina di Ragusa era ferita e le lesioni apparivano chiaramente da taglio, poteva pertanto essere stata colpita dolosamente. Una pattuglia della Stazione di Marina di Ragusa, guidata dal comandante, è andata sul posto e vedere, giusto in tempo la donna sulla barella che stava per essere caricata nell’ambulanza e strapparle poche parole sulla dinamica dei fatti. Ed è stata una fortuna, poiché successivamente la donna, giunta in ospedale, era talmente sotto shock da non riuscire a riferire bene ai carabinieri come fossero andate le cose. I  militari sono entrati in casa ipotizzabdo come fossero andati i fatti e presto anche l’indagato ha apertamente confessato tutto. Giovanni Arrabito, pensionato 83enne originario di Scicli ma residente a Marina di Ragusa, ha ammesso di aver colpito la propria badante con tre fendenti utilizzando un coltello da cucina (della lama di circa dieci centimetri) che aveva a portata di mano. L’anziano è stato arrestato per tentato omicidio e lesioni personali aggravate e il coltello è stato sequestrato. Dopo le operazioni di foto-segnalamento, su parere del pubblico ministero dott.ssa Serena Menicucci della Procura della Repubblica di Ragusa e per evidenti limiti d’età, l’indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari. La donna, una 53enne, è stata ricoverata in ospedale per  le ferite multiple da fendente ed una lesione ai tendini dell’avambraccio sinistro, guaribili in 30 giorni salvo complicazioni. I militari hanno anche ricostruito i futili motivi che hanno portato al triste fatto. Pare che l’anziano già da tempo si fosse lamentato per ammanchi di danaro in casa ed avesse sospettato della donna. Ieri, accortosi che mancavano dei soldi in casa e che la chiave della cassaforte non era in tasca, ha accusato la donna di aver preso i soldi. La  badante per tutta risposta ha  inveito all’ottuagenario in malo modo, sicché lui, sentitosi offeso, ha afferrato il coltello e l’ha colpita tre volte. Non è chiaro se la storia dei furti sia vera poiché al momento è difficile da accertare. Quello che sembra evidente, invece è che la donna lavorasse (poiché difficilmente continuerà a farlo…) presso la casa del pensionato “in nero” ovvero senza contratto di lavoro e  contributi assistenziali e previdenziali pagati. I carabinieri di Ragusa, pertanto, hanno informato i colleghi del Nucleo CC ispettorato del lavoro di Ragusa che accerteranno anche questo.


Scoglitti RG - Truffa specchio auto rotto, CC 2 presi in azione. Credevano di farla franca raggirando un pensionato 75enne di Scoglitti, ma quando si sono visti piombare addosso i Carabinieri della locale Stazione, che si erano appostati per un mirato servizio di osservazione e controllo, non ci hanno quasi creduto.   È  finita male per Giuseppe Spicuzza, 21enne già noto originario di Noto (SR) che, con il fratello minorenne denunciato a piede libero, a bordo di una BMW, si era fatto appena consegnare 50 euro in contanti, come presunto risarcimento per uno specchietto retrovisore che, l’anziano signore, avrebbe urtato con la sua vettura. L’azione maldestra si è verificata   ieri mattina  in via Pescara.   il pensionato, a bordo della sua Ford Focus, ha udito uno strano rumore come se un sasso avesse colpito il suo veicolo. La vittima di turno è scesa dalla vettura si è trovato davanti i 2 personaggi che, mostrando lo specchietto retrovisore della loro BMW grigio metallizzata, danneggiato gli hanno chiesto 50 euro per evitare di rivolgersi all’assicurazione, che ne avrebbe fatti sborsare almeno il doppio. L’anziano, non pienamente convinto, ha temporeggiato cercando di capire meglio la dinamica dell’evento. I  Carabinieri, nel frattempo allertati già nella mattinata per la presenza nella frazione di Scoglitti di un’auto sospetta del medesimo modello e colore di quella utilizzata dai due, avevano predisposto un servizio di osservazione e controllo nelle vicinanze di via Pescara e di via Augusta, in abiti simulati.  Il  blitz è scattato non appena il 75enne ha consegnato i 50 euro, che ha permesso di bloccare i due fratelli in flagranza di reato. I 2 sono stati condotti presso la caserma di via Plebiscito, e terminate le formalità di rito, il minorenne è stato deferito in   libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania, ed il fratello, arrestato, è stato poi rimesso in libertà su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottoressa Serena Minicucci. i due, già noti per specifici atti commessi anche in Toscana ed Emilia Romagna, dovranno rispondere del reato di truffa in concorso. I Carabinieri rivolgono l’invito, rivolto a quanti abbiano subito la cosiddetta “truffa dello specchietto”, è importante  rivolgersi ai tutori dell’ordine, presentandosi direttamente in caserma oppure telefonando al numero 112: l’attività investigativa sta proseguendo a ritmi serrati perché, proprio in tal senso, sarebbe stato accertato un altro caso analogo di truffa. Una modalità questa di origini campane, che pero è stata “mutuata” anche in Sicilia.


Ragusa  - Arrestati 8 scafisti: 2300 dollari a passeggero, 750.000 per organizzazione.  Si tratta di  8 egiziani: Mouhamed ABDOU, 33enne, Ossema ODAA, 25enne, Ismail AHMAD 25enne, Alee NAGI, 21enne, Islam ISMAIL DARWISH,19enne, Atef ABDELHAMID ZIBAH, 22enne, Sami MOUSTAFA, 21enne e Karim MOUSTAFA SHAWI, 18enne. Ognuno di loro aveva un compito ben preciso, comandante, vice-comandante, macchinista, addetti alla cambusa, servizio di sicurezza a bordo per gestire gli indisciplinati a colpi di bastone.  I testimoni hanno  dichiarato: “siriani ed egiziani eravamo sopra coperta, i centro africani tutti nella stiva; le risse tra egiziani venivano sedete a colpi di bastone dai membri dell’equipaggio”. 169 gli scafisti arrestati nell’ultimo anno. Il Questore di Ragusa Gammino ha emesso 50 provvedimenti di respingimento di egiziani che già di mattina sonno stati rimpatriati a bordo di un aereo partito da Comiso. L’Ufficio Ordine Pubblico della Questura di Ragusa, unitamente alla Polizia Scientifica ed all’Ufficio Immigrazione provvederà al trasferimento, sempre a bordo di aerei, di 200 migranti presenti nei centri di Pozzallo e Ragusa. È stata una giornata lunga ed impegnativa ma gli investigatori, con enormi sforzi, sono riusciti a raccogliere in pochissime ore tutti gli elementi per sottoporre a fermo di Polizia Giudiziaria. Sono ritenuti essere responsabili del delitto previsto dagli artt. 416 C.P. e 12  D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, ovvero si associavano con altri soggetti presenti in Egitto al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l'ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver  procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante. L’MRCC di Roma il 2 novembre aveva ricevuto la comunicazione da parte di una unità della Marina Militare Canadese di avere intercettato un peschereccio in legno di colore azzurro con striscia gialla e scritte arabe con 329 migranti a bordo. L’MRCC ha disposto l’accompagnamento del peschereccio presso le coste italiane dove è avvenuto il trasbordo, il 3 novembre 2014, sul rimorchiatore “NOS TAURUS” che ha  accompagnato i viaggiatori nel porto di Pozzallo dove sono giunti alle  ore 13,00. Le operazioni di sbarco sono terminate alle ore 17,00 del 3 novembre e tutti i migranti sono stati ospitati presso il C.P.S.A. di Pozzallo (RG).


Comiso   CC, preso pusher tunisino, ai domiciliari. Carabinieri, da diversi giorni, avevano notato frequentare ragazzini ed i principali luoghi di aggregazione giovanile. Ben Ahmed Alim Lotfi, 31enne tunisino già noto, è finito così in manette ai domiciliari. Il personaggio è stato pizzicato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e da quelli della Stazione di Comiso mentre stava cedendo una dose di hashish, di oltre 1 grammo, ad un 18enne vittoriese incensurato, G. G. G. M., in via Capitano degli Zuavi, vicino Piazza Senia. L’attività è stata frutto di appositi servizi di osservazione e pedinamento svolta per monitorarne i movimenti e le abitudini di vita e protrattisi per svariati giorni, nell’ambito dei servizi antidroga predisposti dal Comando Compagnia Carabinieri di Vittoria. Gli investigatori hanno appurato le “strane” frequentazioni con diversi giovani.  Un  certo andirivieni era evidente proprio in via Capitano degli Zuavi, nei pressi di Piazza Senia. I  militari hanno sorpreso il 31enne, nella mattinata, ad intrattenersi con un ragazzino al quale dava furtivamente un piccolo involucro. I militari hanno effettuato la perquisizione che ha permesso di rinvenire addosso al giovane 1 dose di hashish, ed al tunisino altre 2 dosi di hashish, per un peso complessivo di oltre 2 grammi, nonché 275€ in banconote di piccolo taglio, ritenute provento dell’attività di spaccio. Il soggetto aveva con sé anche 1 coltello e 1 punteruolo di genere vietato. E’ scattato così l’arresto per Ben Ahmed Alim Lotfi, che è stato condotto presso la caserma di via Sciascia dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Vittoria su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottor Gaetano Scollo, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di spaccio e di porto di oggetti atti ad offendere. Il giovane assuntore, invece, è stato segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa per detenzione per uso personale di sostanza stupefacente. Gli  investigatori, stanno proseguendo le indagini e vagliando la posizione del tunisino, per accertare : l’eventuale complicità di altri criminali, il canale di approvvigionamento della droga. La  sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo ed il numero di dosi ricavabili. I carabinieri hanno sequestrato: il denaro contante, il coltello ed il punteruolo di genere vietato. L’attività dei carabinieri si inquadra nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, contro il quale sta proseguendo a ritmi serrati la lotta che, grazie all’operazione “Zatla”, che aveva consentito, nei giorni scorsi, di arrestare ben 18 persone, attive in tutta la provincia di Ragusa nel lucroso mercato della droga. La  Compagnia di Vittoria è assiduamente impegnata con all’arresto odierno, salgono a 63 le persone, responsabili dei reati inerenti le sostanze stupefacenti, assicurate alla giustizia. Analoghi interventi proseguiranno nei prossimi giorni. 


Vittoria Zatla: CC presi i 3 ricercati. Si tratta di : Bilel Manai 25enne, Yahya Mohamed Tahar  37enne   e Znaidia Achraf 23enne. I soggetti credevano di essere sfuggiti alla cattura, ma quando si sono visti i Carabinieri della Compagnia di Vittoria, si sono dovuti arrendere all’evidenza. 3 tunisini sono stati così arrestati, nel pomeriggio di ieri, erano gli altri sfuggiti al blitz della nottata, e che aveva consentito di assicurare alla giustizia 12 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di aver acquistato o comunque illecitamente detenuto, al fine di farne cessione a terzi a titolo oneroso, ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo eroina e hashish, nei territori di Vittoria (RG), Modica (RG), Ispica (RG), Scicli (RG) e Rosolini (SR).  I 3 tutti noti : Bilel Manai, Yahya Mohamed Tahar  e Znaidia Achraf, sui quali pendeva l’ordinanza di misura cautelare in carcere, avevano inizialmente fatto perdere le loro tracce. L’attività info-investigativa predisposta dai carabinieri ha permesso di rintracciare tutti i destinatari della misura restrittiva. Manai Bilel è stato scovato nelle campagne di Cassibile (SR) dove si era rifugiato, forse per cercare di sfuggire ai militari che, dopo diverse ore di serrate ricerche, avvalendosi non solo dei metodi tradizionali d’indagine ma anche dei più moderni mezzi tecnologici, l’hanno localizzato nei pressi di un’azienda agricola e tratto in arresto. Gli altri due sono stati individuati grazie all’auto che stavano utilizzando in quel momento, una WV Golf. Gli investigatori, diramate le ricerche a tutte le pattuglie dislocate sul territorio, sia quelle in tinta d’istituto che quelle simulate, dopo aver localizzato la macchina a Vittoria, poco distante da via Cavour, l’hanno bloccata ed hanno arrestato Yahya Tahar. L’altro tunisino   è stato fermato in pieno centro cittadino mentre si intratteneva con altri connazionali. I carabinieri, nel frattempo hanno eseguito 7 perquisizioni, tra personali e domiciliari, a carico dei tre tunisini che, al termine delle formalità di rito, per le quali è stato informato il consolato competente, sono stati ristretti presso la casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, dinanzi alla quale dovranno rispondere dei reati di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso. Non si escludono ulteriori sviluppi per l’indagine. L’operazione “Zatla”, ha inferto un durissimo colpo alla rete dello spaccio di droga nella Provincia di Ragusa.   71 sono le persone arrestate da inizio anno dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria nell’ambito della repressione del fenomeno del traffico illecito degli stupefacenti.


ComisoParricida, 1 colpo di pistola alla figlia. Si tratta di : Rafih Ayed, di 60enne. La vittima è, Sylvie Monjia Ayed, 34 anni la donna tunisina sposata e madre di tre figli. Il corpo, dopo una segnalazione al 113, è stato rinvenuto di sera dalla polizia nelle campagne.  Secondo le prime ricostruzione degli investigatori il delitto sarebbe  stato l’epilogo dell'ennesima lite familiare fra l'assassino, la figlia e il genero. Oltre 30 uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile, Squadra Volanti, Commissariati di Comiso e Vittoria hanno dato la caccia al fuggitivo per la cattura   in C.da Torrevecchia Carnazza, dopo che si era allontanato per le limitrofe campagne. Il Pubblico Ministero ha disposto che la salma rimanesse a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per un’eventuale autopsia.  Sul posto hanno completato il sopralluogo gli uomini della Polizia Scientifica per appurare l’esatta dinamica, anche di tipo balistico, di quanto accaduto. Gli interrogatori delle persone presenti serviti per appurare le modalità dell’esplosione del colpo d’arma da fuoco e  le cause che hanno portato al litigio ed al ferimento a morte.


Scicli  RG - CC Blitz antidroga 3 ai domiciliari  sequestrati: cocaina, marijuana e denaro. Si tratta di : Giovanni Nicotra, 48enne vittoriese, Concetta La Guardia, 26enne, entrambi già noti, e Guglielmo Bonuomo, 24enne sciclitano.  I controlli antidroga, erano stati disposti dal Comandante Provinciale di Ragusa, Ten. Col. Fragassi, che si è complimentato con i militari operanti per l’ottimo successo investigativo. I Carabinieri della Tenenza di Scicli nella serata di ieri hanno effettuato il blitz antidroga su tutto il territorio di competenza. I militari dell’Arma hanno effettuati molteplici controlli su soggetti dediti a tale tipo di reato ed in particolare, nel corso del servizio hanno setacciato tutte zone notoriamente frequentate da giovani dediti al consumo e allo spaccio di stupefacenti. I carabinieri, durante un appostamento, hanno notato 1  vettura, con 3 a bordo, che effettuava dei movimenti sospetti. Gli uomini della  Benemerita dopo averne seguito gli spostamenti per alcuni minuti, avendo ormai la certezza che i giovani a bordo della vettura stavano compiendo qualcosa di strano, hanno deciso d’intervenire ed l’hanno controllata. I tutori dell’ordine a bordo del mezzo hanno sorpreso: Giovanni Nicotra, Concetta La Guardia, e Guglielmo Bonuomo. I  Carabinieri hanno effettuato la perquisizione personale e veicolare.  Il sospetto dei militari dell’Arma è diventato fondato, tanto che, nel corso della perquisizione,  Concetta La Guardia è stata trovata in possesso di 1 involucro in cellophane contenente circa 20 gr. di cocaina, altri 5 involucri di carta stagnola contenenti complessivamente circa 20 gr. di marijuana opportunamente nascosta nella biancheria intima, tanto che si è reso necessario farla perquisire da una vigilessa della polizia municipale di Scicli, nonché della somma contante di 200 euro. I militari hanno esteso, la perquisizione al domicilio dove, è stato trovato 1 bilancino elettronico di precisione, utilizzato per pesare la droga, nonché la somma contante di circa 310 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio. I tre soggetti venivano condotti presso la Caserma della Tenenza di Scicli dove al termine degli accertamenti, sono stati dichiarati in  arresto per il reato, di detenzione illecita di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, in concorso e così come disposto dal Sostituto Procuratore di turno presso la Procura di Ragusa, dott.ssa Monica Monego, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. La sostanza stupefacente, sequestrata sarà inviata, successivamente, al laboratorio analisi per gli accertamenti finalizzati a stabilire il principio attivo di essa e quindi stabilire le possibili dosi ricavabili. Le indagini proseguono al fine di stabilire il canale di approvvigionamento dello stupefacente sequestrato che si ritiene fosse destinato a rifornire i giovani frequentatori della movida sciclitana e delle zone limitrofe. I controlli antidroga, disposti dal Comandante Provinciale di Ragusa, Ten. Col. Fragassi, che si è complimentato con i militari operanti per l’ottimo successo investigativo, proseguiranno sistematicamente anche in futuro, proprio per debellare l’annoso fenomeno del consumo e dello spaccio di stupefacenti, vera piaga sociale.


Ragusa Blitz CC:  in casa  ai domiciliari con fucile a canne mozze. Vasta operazione di controllo del territorio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa che, dalle prime luci del giorno all’alba, con l’ausilio di unità cinofile, hanno eseguito una serie di perquisizioni a tappeto nei confronti di soggetti già noti o sottoposti a misure restrittive. I militari, nel corso di un  controllo, in una masseria  nella c.da Castiglione di Ragusa, dove si trovava ristretto agli arresti Francesco GULINO 57enne, hanno trovato abilmente occultato in un sacco nascosto in una stalla sotto degli attrezzi da lavoro. I tutori dell’ordine   hanno trovato: 1 fucile calibro 12, perfettamente funzionate, con matricola abrasa e canna mozzata e decine di cartucce di vari calibri.   GULINO, già nel mese di aprile 2013, era stato tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’Autorità Giudiziaria di Ragusa, perché accusato di essere uno dei promotori di un’associazione per delinquere finalizzata a compiere una serie di furti di attrezzature e mezzi agricoli di notevole valore e di capi di bestiame, per poi richiedere alle vittime ingenti somme di denaro, al fine di rientrare in possesso dei loro beni, necessari per continuare le attività lavorative. GULINO, per tali vicende il dopo un periodo di detenzione, aveva ottenuto la concessione della misura degli arresti domiciliari ma, nonostante tale beneficio, aveva ripreso le sue attività delittuose. Il sospetto degli investigatori è che l’arma rinvenuta servisse per compiere qualche atto intimidatorio od altri reati anche più gravi e sono in corso ulteriori accertamenti di natura tecnica, per accertare la provenienza dell’arma e se sia stata già utilizzata per compiere reati in passato. Francesco GULINO, invece, è stato tratto in arresto per detenzione di arma clandestina e munizioni e, dopo le formalità di rito, associato alla casa circondariale di Ragusa.


  VittoriaFurto su ambulanza impegnata in soccorso, rubano sirene e centraline. Gli ambulanzieri stavano soccorrendo una persona malata da tempo in via Generale Cascino, a Vittoria, lasciando l’ambulanza incustodita per alcuni minuti. Gli operatori del 118, quando sono saliti sul mezzo pronti a partire, diretti all’Ospedale della città, hanno trovato una spiacevole sorpresa: dal vano guida era stato trafugata la centralina comando, adibita al funzionamento delle sirene, dei lampeggianti e delle luci del vano sanitario. il grave furto, reso ancor più insopportabile dall’averlo commesso in danno di un veicolo utilizzato per interventi emergenziali, spesso salvifici per le persone.   La  poca educazione civica ed il completo disinteresse per il bene comune, sovente, hanno la meglio ed inducono i malfattori a comportamenti inspiegabili e odiosi. I  Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria, intervenuti per un accurato sopralluogo indagano sul caso, al fine di individuare il responsabile e gli eventuali complici. I tutori dell’ordine in tal senso hanno sentito anche alcuni testimoni che avrebbero assistito al furto e sono state recuperate le immagini estrapolate dai sistemi di sorveglianza di tutta la zona, ora al vaglio degli inquirenti.  Vittoria – CC scoprono identità ladro sirena ambulanza. Si  tratta di un incensurato, S. S. 24enne, originario di  Vittoria.  Indagine lampo dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria, che hanno fatto luce sull’episodio di furto della centralina comando di un’ambulanza, avvenuto due giorni fa in via Generale Cascino, mentre gli operatori del 118 stavano soccorrendo un anziano signore. Grazie alle testimonianze di alcune persone che avevano assistito ad uno “strano” movimento vicino al mezzo di soccorso, confrontate accuratamente con i fotogrammi delle riprese di diversi sistemi di videosorveglianza della zona, sia pubblici che privati, i militari hanno delineato l’identikit del ladro: un ragazzo dai capelli scuri e corti, di età non superiore ai 30 anni, alto dai 170 ai 180 cm, vestito con un pantaloncino ed una maglietta smanicata di colore nero, con occhiali da sole al volto. Apparentemente pochi elementi, ma comunque fondamentali per risalire all’identità del malvivente e per individuarlo, grazie ai servizi predisposti dalla Compagnia, sia in uniforme che in abiti simulati.


VittoriaCC, weekend sicuro: 1 arresto, 12 denunciati per reati vari. Controlli serrati nel corso del fine settimana appena trascorsa in tutta la giurisdizione della Compagnia di Vittoria, finalizzata a far trascorrere un “weekend sicuro” a tutte le oneste famiglie che abitano nel territorio di competenza: 1 persona arrestata, 12 quelle denunciate, 3 i segnalati all’UTG di Ragusa, 2 veicoli recuperati e restituiti ai legittimi proprietari, 10 le perquisizioni effettuate, 2 le patenti ritirate, 6 contravvenzioni al C.d.S. comminate per un totale di 20 punti decurtati dalle patenti di guida. Sono i risultati dei controlli su vasta scala che i Carabinieri, nell’ambito dei servizi straordinari di controllo predisposti in tutto il territorio ragusano dal Comando Provinciale, hanno portato a termine durante tutto il fine settimana, nelle città di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Scoglitti e Vittoria. Un’operazione che ha comportato il dispiegamento in tutta la giurisdizione di 12 pattuglie e di oltre 30 militari, in uniforme e in abiti simulati, finalizzata da un lato a reprimere i reati di natura predatoria, che più da vicino colpiscono gli onesti cittadini, e ad intervenire duramente nei confronti di quanti si mettono alla guida senza patente e senza avere assicurato il mezzo, con evidenti risvolti negativi in caso di incidenti stradali; dall’altro lato a combattere lo spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani del nostro territorio: in tale ottica sono state organizzate perquisizioni mirate, frutto di prolungata attività di acquisizione di informazioni e di successivo riscontro operativo, nelle principali zone di aggregazione giovanile così come nelle aree rurali e di campagna, attentamente monitorate dall’Arma.Le perquisizioni antidroga, estese ai territori delle città di Vittoria e di Comiso, sono state eseguite dai militari della Stazione di Comiso coadiuvati dal Nucleo Cinofili Carabinieri di Nicolosi (CT), che hanno impiegato per l’occasione il Labrador di nome “Ivan”. In particolar modo l’attività di monitoraggio dei Carabinieri si era concentrata nei giorni scorsi su un 26enne incensurato comisano, F. D., che aveva creato una rete di clienti piuttosto fitta, specie tra i giovani della zona. In tal senso l’andirivieni di diversi ragazzi, anche nei pressi dell’abitazione dell’insospettabile, aveva destato qualche sospetto tra gli investigatori che, a seguito di perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto un panetto di hashish dal peso totale di 91 grammi nonché materiale atto al confezionamento, nascosti abilmente in una cassetta degli attrezzi trovata in uno sgabuzzino della cantina, il tutto sottoposto a sequestro. E’ scattato così l’arresto per il giovane, che è stato condotto presso la caserma di via Sciascia dove, al termine delle formalità di rito e vista l’assenza di precedenti penali, è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottoressa Monica Monego, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Inoltre, nel corso del medesimo servizio antidroga, sempre a Comiso, è stato segnalato all’UTG di Ragusa per detenzione di droga per uso personale un 31enne tunisino, B. K. S., che, all’esito di perquisizione personale e domiciliare, è stato trovato in possesso di 1 grammo di hashish e 5 grammi di marijuana, sottoposti a sequestro. Ora, al vaglio degli inquirenti, che stanno proseguendo le indagini, la posizione dei due giovani incensurati, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali e il canale di approvvigionamento della droga, che avrebbe rifornito i giovani assuntori della zona e che sarebbe stata smerciata nei principali luoghi di aggregazione: la sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. L’attività di controllo straordinario del territorio di competenza ha permesso ai militari di deferire in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria iblea 12 persone. Nello specifico:  Ad Acate: D. S. S., 40enne niscemese, bracciante agricolo, già noto, che, per futili motivi, ha aggredito e malmenato un altro già noto acatese di 47 anni, C. C., procurandogli ferite giudicate guaribili in gg. 25; S. M. F., casalinga 56enne incensurata, originaria di Acate, poichè è stata sorpresa, nel corso di un posto di controllo, alla guida di una Fiat Punto priva della patente di guida perché mai conseguita e mancante della copertura assicurativa;  M. A., 25enne vittoriese, disoccupato, pregiudicato, poichè, privo della patente di guida perchè mai conseguita, è stato colto alla guida di un ciclomotore Yamaha mancante della targa e già sottoposto a sequestro amministrativo; D. Y., 26enne tunisino, bracciante agricolo, incensurato, poiché è stato sorpreso alla guida di un ciclomotore Aprilia Scarabeo privo della patente di guida perchè mai conseguita; E. C. D., 24enne rumeno, bracciante agricolo, incensurato, ritenuto responsabile di aver venduto un ciclomotore Aprilia Scarabeo ad altro connazionale, nonostante fosse sottoposto a sequestro per mancanza della copertura assicurativa; M. M. F., 22enne somalo disoccupato, incensurato, poichè è stato sorpreso, nel corso di un posto di controllo, privo della patente di guida perchè mai conseguita, in sella ad un motociclo Suzuki mancante della copertura assicurativa. A Chiaramonte Gulfi: A. I., 26enne rumeno, bracciante agricolo, incensurato, poichè, a seguito di perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di nr. 1 stereo, nr. 1 pc, nr. 1 orologio, nr. 1 cesoia, nr. 3 canne da pesca e nr. 1 motosega, oggetto di furti denunciati in data 29.09.2014 e 03.10 2014 presso la Stazione Carabinieri di Chiaramonte Gulfi. La refurtiva, previo riconoscimento, è stata restituita ai legittimi ai quali era stata sottratta illegalmente.  A Scoglitti: S. I., 40enne rumeno, bracciante agricolo, incensurato, poiché, nel corso di un controllo stradale, è stato sorpreso alla guida di un ciclomotore Kimco People 50, privo della patente di guida perchè mai conseguita. Dagli accertamenti alla Banca Dati delle FF.PP.,  il ciclomotore è risultato oggetto di furto denunciato il 16.12.2013 presso il Commissariato di P.S. di Vittoria: il mezzo è stato restituito alla legittima proprietaria;  S. G., 38enne rumeno, bracciante agricolo, incensurato, poiché è stato colto alla guida di un ciclomotore Kimco People 50, privo della patente di guida perchè mai conseguita. Dagli accertamenti alla Banca Dati delle FF.PP. il ciclomotore è risultato oggetto di furto denunciato il 20.02.2014 presso il Commissariato di P.S. di Vittoria, ed è stato così riconsegnato al proprietario.  A Vittoria: S. A., 27enne pregiudicato vittoriese, sottoposto agli arresti domiciliari, che è stato controllato da una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile mentre si intratteneva, senza autorizzazione, con un altro già noto; R. M., 25enne catanese, calciatore, poichè sorpreso alla guida di un’Audi Q5 stato di ebbrezza alcolica; I. G., 31enne vittoriese, venditore ambulante, già noto, che è stato alla guida di una  Fiat Punto privo della patente di guida perchè mai conseguita. Inoltre, durante il medesimo servizio, venivano segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa, con contestuale sequestro della droga rinvenuta: G. G., 46enne acatese che, a seguito di perquisizione personale, è stato trovato in possesso di 1 grammo di sostanza stupefacente del tipo hashish;  D. S. M., 20enne vittoriese, poiché, durante una perquisizione veicolare, è stato rinvenuto  1,5 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish. Gli stessi dovranno rispondere, ognuno per la parte di competenza, dei reati di lesioni personali aggravate, ricettazione, inosservanza di provvedimenti di Autorità, guida senza patente, mancanza della copertura assicurativa e guida in stato di ebbrezza alcolica. Con l’attività messa in campo nel fine settimana appena trascorso, salgono così a 53 le persone tratte in arresto nel 2014 dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria, intensamente impegnati nell’ambito del contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, specie tra i giovani. Analoghi controlli, da parte dell’Arma, proseguiranno nei prossimi giorni in tutta la provincia di Ragusa.


RagusaCC ritrovata a Milano 13enne scomparsa a Ragusa. I carabinieri di Milano hanno rintracciato, ed assicurato sana e salva alla sorella maggiorenne, la 13enne ragusana scappata di casa ieri mattina. La giovinetta, ieri mattina, era uscita di casa diretta a scuola  dove frequenta il terzo anno della secondaria di primo grado, ma all’istituto non era mai giunta, talché una sua amica, non vedendola arrivare, ha chiamato a casa. La madre quindi si era immediatamente allarmata e con il marito si  era recata dai Carabinieri della Stazione di Ragusa Principale, dove il comandante della stazione, ricevuta la denuncia, ha immediatamente avviato le ricerche. Il telefonino della giovane, dopo alcuni squilli a vuoto è risultato irraggiungibile fino a ieri sera tardi. I  carabinieri hanno subito informato la Prefettura che, in caso di scomparsa di persone, funge da coordinamento tra le forze impiegate per le ricerche. I militari ben presto si sono resi conto che le ricerche non dovevano orientarsi nella provincia iblea ma verso nord. Un’autopattuglia dei CC di Ragusa, passando, foto alla mano  da via Zama, s’è fermata alla biglietteria degli autobus che dal capoluogo ibleo vanno a Palermo e Catania, ma anche Roma. E la donna addetta alle vendite ha senza ombra di dubbio ricordato d’aver venduto un biglietto per Catania ad una ragazzina proprio identica a quella della foto. I militari hanno rintracciato l’autista del pullman, che ha riferito di ricordare una giovane  scesa alla stazione ferroviaria di Catania. Qui le tracce s’erano perse. Le poche ore di ritardo degli investigatori erano un gap incolmabile. Gli investigatori hanno lavorato per capire la direzione seguita dalla tredicenne. I militari, considerato che il telefonino era spento e quindi non poteva nemmeno essere usato per chiamare, e considerato soprattutto che fuori da Ragusa la scomparsa aveva come riferimenti solo la sorella maggiorenne che studia a Milano, hanno ipotizzato che stesse scappando dalla sorella, alla quale è molto legata.  I  militari effettivamente si sono orientati in tale direzione. Allertate le forze dell’ordine milanesi, questa mattina, insieme alla familiare, hanno aspettato alla stazione centrale di Milano. Purtroppo però nel treno la ragazza non c’era. Non si spiegano ancora i militari come abbia fatto, ma la “13enne” è giunta a Milano. E in merito a dove e quando ancora dovrà dare parecchie risposte al suo ritorno a Ragusa. Una  tenente dei carabinieri, poco dopo le undici di ieri sera, in servizio a Milano, Comandante del Nucleo Operativo della Compagnia CC di Porta Monforte, impegnata nei servizi di sicurezza in piazza Duomo per il vertice Asia-Europa (con la presenza di più di cinquanta capi di stato e con il trambusto connesso), ha notato una ragazzina sola ed evidentemente a disagio seduta sugli scalini del sagrato del Duomo. Avvicinatasi, le sembrava davvero impossibile che la giovinetta fosse quella scomparsa a Ragusa e ricercata a Milano, ma la somiglianza era forte e la solitudine evidente l’ha spinta a chiederle come si chiamasse. Ed è così che la tredicenne ragusana, partita da casa diretta a scuola, è stata ritrovata in piazza Duomo a Milano.La 13enne, è stata accompagnata presso la  caserma della Compagnia Carabinieri di Milano Duomo, è stata poco dopo affidata alla sorella alla quale s’è infine stretta in un abbraccio liberatore. Tutto è bene quel che finisce bene… nella speranza che la tredicenne – che evidentemente ha rischiato davvero di non arrivarci proprio a Milano – abbia capito quale mastodontica macchina di ricerche si sia mobilitata per il suo “colpo di testa” e quanto tempo e quanti soldi abbia fatto sprecare allo Stato italiano in quello che forse a lei era sembrato un gioco.


Ragusa Anziana nuda, sporca su letto: congiunti ne usano pensione. La Polizia di Stato sottrae un’anziana dai trattamenti disumani dei familiari. Pur all’interno del nucleo familiare viveva in un totale stato di abbandono. Il caso è stato scoperto da un assistente sociale del Comune di Ragusa e segnalato alla Squadra Mobile, i tutori dell’ordine in poche ore hanno   identificato i  responsabili e denunciati alla Procura della Repubblica. Adesso è “libera” ed è stata affidata ad una struttura sanitaria. La Polizia di Stato  Squadra Mobile due giorni fa, su segnalazione di un’assistente sociale del Comune di Ragusa ha effettuato un intervento volto ad appurare le condizioni di vita di un’anziana signora residente nel capoluogo ibleo. L’intervento era necessario in quanto venivano denunciati fatti gravissimi di totale abbandono dell’anziana con grave pericolo per la salute della stessa e quindi di vita.  L’intervento degli agenti  è stato immediato, non appena ricevuta la segnalazione da parte dell’assistente sociale che ha chiesto aiuto alla Polizia di Stato recandosi presso gli uffici della Squadra Mobile. Congiuntamente ai servizi sociali del Comune di Ragusa, gli investigatori della Squadra Mobile si sono recati presso l’abitazione “cristallizzando” con foto ed accertamenti tecnici le condizioni nelle quali la donna era costretta a vivere. Pochi metri quadri di casa dove vivevano 3 adulti, 2 minori e l’anziana donna lasciata abbandonata su un letto, denudata e in condizioni igieniche disumane,  e non veniva accompagnata mai in bagno per i bisogni fisiologici. Appurato quanto dall’assistente sociale riferito, gli Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria hanno affidato, grazie ai servizi sociali del Comune di Ragusa, la donna ad una struttura sanitaria sottraendola ai familiari. Il sospetto (ancora da accertare) è quello che i familiari tenessero la donna in casa in quanto beneficiaria di una pensione essendo invalida al 100%. Gli adulti della famiglia non svolgono alcuna attività lavorativa, mentre i minori sono inseriti a scuola ma anche loro hanno già ricevuto “visita” dagli assistenti sociali competenti per valutare la possibilità della perdita della potestà genitoriale con contestuale affido da parte del giudice tutelare. Gli uomini della Polizia di Stato intervenuti non credevano ai loro occhi, pareti talmente umide che non vi era intonaco, sporcizia da tutte la parti, letti lerci, la donna era seminuda senza alcuna cura, sporca, denutrita, con le medicine sul tavolo che prendeva di rado. La sinergia tra gli uffici e l’espressione massima del concetto di “sicurezza partecipata”, hanno permesso alla Polizia di Stato ed ai servizi sociali del Comune di Ragusa di  porre fine, non ad una “semplice” situazione di degrado, ma ad un imminente pericolo di vita per l’anziana. Quanto accertato dalla Polizia di Stato è già stato trasmesso alla Procura della Repubblica per il reato di maltrattamenti in famiglia, commesso attraverso una condotta omissiva, non avendo compiuto gli atti necessari alla cura della persona. Il reato per cui dovranno rispondere il figlio e la nuora che avrebbero dovuto prendersi cura dell’anziana donna prevede una pena fino a 5 anni di reclusione nel caso in cui dovessero essere accertate malattie causate dai maltrattamenti, diversamente la pena potrebbe arrivare fino a 15 anni.“La Polizia di Stato raccoglie sempre le richieste d’aiuto, questa volta pervenute da una solerte assistente sociale, con la quale, in piena sinergia, si è riusciti a dare dignità ad una donna che senza alcun motivo era stata abbandonata all’interno della sua stessa famiglia, forse per soli interessi economici”.


Ragusa Manette a scafista “professionista”. Si tratta di AYOUDI HAMADA,  24enne nato in Libia. La  Polizia esegue  l’ordinanza di custodia cautelare in carcere di 1 scafista “professionista” di origini libiche. Il soggetto è ritenuto responsabile insieme ad un altro connazionale di aver condotto in Italia nei mesi scorsi centinaia di migranti, due dei quali caduti in mare durante la traversata dalla Libia verso l’Italia e scomparsi tra le onde.   Gli uomini della Polizia di Stato - Squadra Mobile di Ragusa – hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico AYOUDI HAMADA,  già noto per diversi reati commessi in Italia e già arrestato dalla Polizia di Stato nel 2011 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Hamada con un connazionale era stato sottoposto a fermo d’indiziato di delitto nel mese di agosto 2013. Gli investigatori della Squadra Mobile di Ragusa avevano raccolto gravi indizi di reato sul suo operato una volta sbarcati a Pozzallo. I due erano stati fermati in quanto gravemente indiziati di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed inoltre di essere coinvolti per la morte di due uomini lasciati cadere in mare senza poi soccorrerli. Con l’aggravante di aver messo in serio pericolo, la vita dei 110 migranti trasportati su un gommone in pessime condizioni e rimasto, peraltro, in avaria in mare aperto. Il risultato positivo ottenuto con l’operazione di P.G. nel mese di agosto 2013, è il frutto di una coordinata attività info–investigativa della Polizia di Stato, in particolare di tutti gli uomini appartenenti alla sezione specializzata “criminalità extracomunitaria” della Squadra Mobile.


Ragusa - Polizia blocca auto e 2 corrieri: 1,1 kg droga tra ortaggi diretti a Malta. La merce era nascosta tra alimenti.Si tratta di : i già noti ragusani  Michele ARTALE, 44enne nato a Ragusa   e Sandro LO PRESTI 40enne  nato a Ragusa (entrambi residenti a Malta da qualche mese), per detenzione di 1.100 gr di marijuana.  La Polizia di Stato ha arrestato i 2   corrieri della droga al porto di Pozzallo con l’auto carica di peperoni, melanzane, pomodorini, cipolle, patate ed erba, 1,1 kg di marijuana.  Erano pronti per partire per Malta i due ragusani che da mesi si sono trasferiti nell’Isola dei Cavalieri.La Squadra Mobile negli ultimi 3 giorni ha arrestato per droga 5 persone:   spacciatori al dettaglio ed all’ingrosso. Prezzo al dettaglio 15 euro in media al grammo, guadagno per gli spacciatori i questo caso 16.500 euro. Dosi ricavabili: con un grammo 3 “canne” circa, ovvero 3.300 spinelli sarebbero stati confezionati con la droga sequestrata. Gli uomini della Squadra Mobile da giorni stavano monitorando il porto di Pozzallo in conseguenza del fatto che ultimamente dall’analisi del traffico di sostanze stupefacenti, l’isola dei Cavalieri è diventata meta di diversi personaggi, molti dei quali con precedenti per droga. L’attività ieri sera ha dato ottimi risultati, in quanto alle 18.30 circa venivano notati a bordo di un’auto con targa maltese i già noti Artale e Lo Presti che stavano per imbarcarsi a bordo del traghetto per Malta. I poliziotti per procedere al controllo in sicurezza hanno richiesto l’ausilio di altre 2 pattuglie e nel contempo hanno monitorato i 2 soggetti che continuavano a muoversi in modo sospetto, guardandosi attorno e controllando che nessuno si avvicinasse alla loro auto in fila per l’imbarco. Giunte le altre pattuglie gli agenti hanno deciso di procedere al controllo,   era stata notata l’auto piena di ortaggi e verdure di ogni tipo, elemento che ha fatto sorgere forti sospetti in considerazione del fatto che i due non hanno mai effettuato questo tipo di lavoro. Terminato l’imbarco, poco prima di partire i due uomini venivano circondati (per evitare qualsiasi tentativo di fuga) e bloccati dagli agenti della Squadra Mobile che li hanno sottoposti alla perquisizione (prevista dalla legge nei luoghi di partenza) sui bagagli e sui mezzi di trasporto.L’ispezione del veicolo ha dato un primo esito negativo, tra melanzane, peperoni, pomodorini, patate e cipolle nulla  veniva trovato.  La   stranezza era che i due continuavano a ripetere che dovevano vendere le primizie ragusane e che stavano lavorando da un po’ nel settore. Certo pareva strano agli Ufficiali ed Agenti d Polizia Giudiziaria che i due ragusani si fossero trasferiti a Malta per iniziare un import export di primizie locali a bordo di una Fiat uno di 20 anni fa.Le  operazioni di ispezione a questo punto venivano estese alle parti interne del veicolo ed appena smontato il primo pannello laterale cadeva subito un involucro ben avvolto in un panno imbevuto di gasolio (per eludere il fiuto dei cani antidroga) con all’interno 1 busta piena di marijuana. gli agenti si sono quindi spiegati il nervosismo e le storie inventate sull’esportazione delle primizie ragusane e   l’attività lavorativa.I due soggetti sono così stati perquisiti ma non vi erano ulteriori sviluppi investigativi, quindi condotti, prima negli uffici della Squadra Mobile di Ragusa e poi dopo le operazioni di riconoscimento da parte della Polizia Scientifica, trasferiti al vicino carcere dove verranno interrogati a giorni dal Giudice che dovrà convalidare l’arresto. Artale e Lo Presti sono già stati arrestati per traffico di stupefacenti dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Ragusa. Gli investigatori ritengono che pertanto sarà difficile per loro ottenere sconti di pena. Il dirigente  Commissario capo della polizia  di Stato dott. Antonino Ciavola commenta : “La Polizia di Stato grazie agli uomini della Squadra Mobile di Ragusa, sta ottenendo importanti risultati per quanto concerne il contrasto al traffico di sostanze stupefacenti. Si opera a 360° gradi, dalla repressione del cosiddetto “spaccio di piazza” al traffico internazionale. Verranno sconfitti coloro che voglio trarre profitti dalla vendita della droga che tanto male fa ai giovani che ne fanno uso, incoscienti dei gravi pregiudizi per la loro salute. In pochi giorni 5 gli arresti, da Santa Croce Camerina per il contrasto dello spaccio al minuto, a Pozzallo per il cosiddetto spaccio all’ingrosso, con un unico obiettivo, la cattura dei delinquenti.Nel 2014 sono state tratte in arresto oltre 50 persone per reati inerenti il traffico di sostanze stupefacenti. Sono stati sequestrati chilogrammi di hashish, marijuana, cocaina ed eroina”.


Ragusa - Arrivano 435 subsahariani, 3 presi per favoreggiamento. I migranti erano a bordo di 4 gommoni poi soccorsi in mare aperto. 2 gommoni avevano viaggiato uno accanto all’altro e gli investigatori hanno individuato 3 scafisti sottoponendoli a fermo di indiziato di delitto.  Continuano le indagini sugli scafisti degli altri gommoni. I costi: 700 $ a migrante, all’organizzazione 300.000 dollari.  145 gli scafisti arrestati nel 2014. L’Ufficio Ordine Pubblico della Questura di Ragusa sta continuando a trasferire migranti in considerazione dell’arrivo alle 9 di oggi di un mercantile con altri 150 migranti a bordo.  Senza sosta l’attività degli investigatori, ripagata di sicuro dai risultati. Poche ore prima erano stati sottoposti a fermo diversi scafisti, ma al Porto di Pozzallo (RG) poi era giunta una nave militare con a bordo 435 persone, soccorse in mare a bordo di 4 distinti gommoni, 2 dei quali viaggiavano insieme. Gli investigatori hanno individuato 3 scafisti responsabili di aver condotto 2 gommoni partiti dalle coste libiche, 2 su uno ed 1 sull’altro. Sono stati raccolti gravi indizi di reato a carico di Lamin SOW MOMODOU, 27enne nato in Senegal per aver condotto il primo gommone ed a carico di Basirou THIAM,  24enne nato in Senegal e Ahmed TIJAN JALLOW, 18enne nato in Gambia per aver condotto il secondo gommone. Tutti e 3 sono ritenuti essere responsabili del delitto previsto dagli artt. 416 C.P. e 12  D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, ovvero si associavano con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l'ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver  procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.  I fermati si sono resi responsabili di aver procurato l’ingresso in Italia di 103 e 101 persone eludendo i controlli di frontiera, in quanto in modo preordinato chiedevano i soccorsi italiani mettendo in serio pericolo di vita tutti i passeggeri provenienti da vari paesi dell’Africa costretti a viaggiare a bordo di fatiscenti gommoni. del 03/10/2014  la  NAVE ALISEO, della Marina Militare Italiana, alle ore 17.40 ha avvistato otticamente 1 gommone in difficoltà, quindi sono iniziavate le operazioni di recupero dei migranti che terminavano alle ore 18.55 circa. Un altro gommone alle ore 20.45 circa veniva soccorso. I tutori dell’ordine nello specchio d’acqua hanno individuato altri 2 natanti con a bordo rispettivamente 120 e 103 persone.  Le  operazioni di salvataggio delle persone a bordo del primo gommone  sono iniziate alle ore 21.43 circa  e  concluse alle ore 22.34. Le  operazioni di recupero dei migranti del secondo gommone sono iniziate alle ore 22.58 e si concludevano positivamente alle ore 23.32 circa. Il giorno successivo alle ore 00.10 la NAVE ALISEO dirigendo la   rotta su altro soccorso ha   salvato   tutti gli occupanti del natante, altri 109. La nave che aveva effettuato i soccorsi ha diretto la propria rotta verso il porto di Pozzallo ed è  giunta alle ore 09.00 di giorno 7 ottobre consentendo il ricovero di tutti e 435 i migranti presso il locale Centro di Prima Accoglienza. Il servizio di Ordine Pubblico ha continuato a gestire gli sbarchi che giungono al nella città di Pozzallo (RG). Gli  uomini coordinati dal Funzionario della Polizia di Stato della Questura di Ragusa responsabile dell’Ordine Pubblico hanno ampiamente dimostrato di far fronte a questa emergenza nel migliore dei modi e con sbarchi così numerosi e ravvicinati tra loro. Alle operazioni partecipavano 35 Agenti della Polizia di Stato ed altri operatori delle Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed i medici dell’A.S.P. per le prime cure. Gra lavoro per l’espletamento delle fasi di assistenza e pre-identificazione da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura dei migranti sbarcati poche ore prima, l’arrivo di 435i migranti tutti insieme è stato difficile da gestire ma l’impegno ha premiato, tutti in pochissimo tempo sono stati ospitati al C.P.S.A. di Pozzallo (RG).


Pozzallo  RG - 1.000 da  Libia con 2 gommoni,  salvati da 1 mercantile. 2 ghanesi fermati per aver condotto l’imbarcazione e 2 somali per l’altra.  1.000 gli uomini, le donne e i bambini arrivati a Pozzallo in meno di 24 ore quasi e 10 gli scafisti arrestati. I costi: 400 $ a migrante, all’organizzazione 80.000 dollari. 142 gli scafisti arrestati nel 2014. L’Ufficio Ordine Pubblico della Questura di Ragusa sta trasferendo centinaia di migranti in considerazione dei 1.000. giunti solo ieri.  Gli  investigatori, a distanza di poche ore dai 6 uomini fermati ieri a Pozzallo (RG) per aver condotto in Italia 500 persone, hanno individuato 4 scafisti responsabili di aver condotto 2 gommoni partiti dalle coste libiche. 2 somali identificati per Abdulla MUSTAF ALÌ  32enne nato in Somalia e Baye Munser ABDNAASIR, 31enne nato in Somalia hanno condotto un gommone e 2 ghanesi identificati per Emmanuel Kwesi GYASI, 34enne nato in Ghana e Issac ABBEY QURYE  25enne nato in Ghana hanno condotto il secondo gommone. I  4 sono ritenuti essere i responsabili del delitto previsto dagli artt. 416 C.P. e 12  D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, ovvero si associavano con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l'ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver  procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.  I fermati si sono resi responsabili di aver procurato l’ingresso in Italia di143 uomini e 26 donne eludendo i controlli di frontiera, in quanto in modo preordinato chiedevano i soccorsi italiani mettendo in serio pericolo di vita tutti i passeggeri provenienti da vari paesi dell’Africa. 2 motonavi della Guardia Costiera Maltese il  4  ottobre 2014 hanno effettuato il soccorso in acque SAR Libiche a 120 miglia a sud da Malta, di 172 clandestini provenienti su due gommoni dalla Libia. Le   nità navali successivamente si sono dirette, su indicazione dell’M.R.C.C. di Roma, verso il porto di Pozzallo dove sono giunte alle ore 19,00. Lo  sbarco dei migranti è iniziato alla stessa ora ed è   terminato alle ore 19,55. I migranti, 143 uomini, 26 donne (di cui 3 in gravidanza trasportate presso l’ospedale Maggiore di Modica) e 3 minori femmine, provenienti da Somalia, Eritrea, Camerun, Nigeria e Ghana, venivano ospitati presso il C.P.S.A. Il servizio di Ordine Pubblico è stato messo a dura prova nella città di Pozzallo (RG), ma gli uomini coordinati dal Funzionario della Polizia di Stato della Questura di Ragusa responsabile dell’Ordine Pubblico hanno ampiamente dimostrato di far fronte a questa emergenza nel migliore dei modi, anche sotto la pioggia ed il vento. A tali operazioni partecipavano 35 Agenti della Polizia di Stato ed altri operatori delle Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed i medici dell’A.S.P. per le prime cure. Nelle more dell’espletamento delle fasi di assistenza e pre-identificazione da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura dei migranti sbarcati poche ore prima, giungevano altri 200 extracomunitari anche loro da ospitare al C.P.S.A. di Pozzallo (RG). L’attività della Questura di Ragusa nelle ultime 24  ore è stata frenetica, correre contro il tempo, trasferire tutti in altri centri così da creare le condizioni per poter ospitare altri migranti e così è stato, grazie al lavoro della Polizia di Stato con la sinergia di tutti gli altri attori coinvolti in questa emergenza è stato possibile risolvere ogni criticità. 1.000 migranti circa sono arrivati a Pozzallo in meno di 24 ore, ieri sera gli ultimi 104.Per questi motivi l’Ufficio Ordine Pubblico della Questura di Ragusa ha ricevuto precise disposizioni di trasferire i migranti giunti nelle ultime ore a mezzo di aerei charter e pullman per diverse località nazionali. Già ieri più di 600 sono stati trasferiti per far spazio ai nuovi arrivati.  Il lavoro dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato è molto complesso e deve essere espletato in tempi ristretti così da permettere un immediato invio degli ospiti in strutture d’accoglienza. La Polizia Scientifica sta completando le procedure d’identificazione dei migranti uno ad uno e domani dopo aver fatto riposare gli ultimi arrivati procederà ad identificare tutti.Nonostante la complessità delle operazioni, stante l’arrivo di 4 sbarchi in meno di 24 re le procedure vengono rispettate e tutto va secondo disposizioni. Sino ad oggi, solo nel 2014 sono stati arrestati 142 scafisti dalla Polizia Giudiziaria e sono in corso numerose attività di collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane (coordinate dal Servizio Centrale Operativo) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste del nord Africa a quelle Italiane.


Ragusa -   Polizia scopre casa a luci rosse  in via Ecce HomoC.A. 53enne denunciato, favoriva la prostituzione ed esercitava l’esercizio di agente immobiliare senza avere alcun titolo abilitativo. Gli agenti  nell’abitazione di 1 donna ragusana hanno trovato 2 prostitute, 1 transessuale ed il suo compagno ragusano. I clienti erano in fila. I residenti hanno ringraziato  la Squadra Mobile. Gli investigatori nel 2014 hanno individuato e chiuso 14 “case del piacere”. I poliziotti  stanno svolgendo ancora indagini sui favoreggiatori ed eventuali sfruttatori. La Polizia di Stato – Squadra Mobile  – ha individuato la “casa chiusa” in Via Ecce Homo, in pieno centro storico a Ragusa. I tutori dell’ordine devono   verificare  la regolarità del contratto e  la documentazione presentata dalla proprietaria dell’immobile al fine di contestare le sanzioni amministrative previste.  14 gli immobili nel 2014 oggetto di controllo che erano stati adibiti a “case del piacere” dai proprietari e/o dai locatari. Il copione è sempre lo stesso, residenti esasperati dal via vai e dai continui errori dei clienti con richieste assurde ai vicini della casa a luci rosse. Considerata l’incisività dei controlli della Squadra Mobile e della Squadra Volanti disposti dal Sig. Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, gli onesti cittadini hanno trovato un punto di riferimento nell’Istituzione.  Diverse segnalazioni su case a luci rosse sono giunte al 113 e direttamente presso gli uffici degli investigatori. La Via Ecce Homo era  già stata oggetto di attenzione della Squadra Mobile nei mesi scorsi e purtroppo (in un’altra abitazione) il problema si è ripetuto.  gli agenti in borghese alle ore 18 sono usciti dalla Questura per andare ad appostarsi presso l’abitazione segnalata ed hanno  scorto  davanti alla porta di casa la fila  di clienti, erano in tre e tutti aspettavano il turno. Gli uomini della Squadra Mobile, prima hanno chiesto i documenti e poi “scavalcando” la fila, hanno fatto accesso nell’abitazione che era al momento occupata da 1 transessuale che convive con un ragusano ma che esercita l’attività di prostituzione ed altre 2 donne appena arrivate da Siracusa per le prestazioni richieste. Il giro d’affari anche in questa occasione è di rilevante entità, tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 40 a 300 euro e chi si dedica alla prostituzione spesso si scambia le case tra città limitrofe. All’interno dell’abitazione sono stati trovati “accessori” di tutti i tipi: falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado-maso. Al termine del servizio di Polizia, la Squadra Mobile ed il personale della Squadra Volante ha accompagnato in Questura le donne, il transessuale ed i clienti, convocando contestualmente il proprietario dell’immobile. Il proprietario non poteva subito recarsi in Questura perché fuori Ragusa ma dalle indagini veniva trovato l’intermediario che aveva fatto stipulare il contratto. Il personaggio è stato convocato, ed è stato appurato che C.A. 53 anni ha svolto l’attività di agente immobiliare senza essere iscritto alla lista degli intermediari. In considerazione del fatto che ha svolto l’esercizio di una professione per la quale è prevista l’iscrizione senza alcun titolo è stato denunciato in   libertà, poiché i fatti commessi costituiscono reato. Il Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino Ciavola conferma che la Polizia di Stato continuerà a garantire al cittadino il massimo impegno per il ripristino delle condizioni di legalità nella Provincia di Ragusa qualora venissero a mancare; in particolar modo nei luoghi già segnalati del centro storico della Città di Ragusa.“Anche in questo caso la partecipazione dei cittadini è stata fondamentale. La Polizia di Stato confida nelle segnalazioni e di ogni tipologia di comportamento illecito, solo grazie a questo è possibile vincere il crimine. La Polizia di Stato è sempre al servizio della gente”.


Ragusa CC operazione “intercapedine” sgominata Piazza di spaccio, introiti  mensili per 100mila€. L’importante operazione antidroga è stata condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa che, dalle prime ore della mattinata, hanno dato esecuzione a  8 provvedimenti cautelari, di cui   5 in carcere,   2 agli arresti domiciliari e 1 sottoposizione all’obbligo di firma, emesse dal GIP del Tribunale di Ragusa, dr Andrea Reale, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un gruppo di soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, operanti nei comuni di Comiso, Vittoria, Modica e Scicli. I soggetti raggiunti da provvedimenti cautelari sono i seguenti: Filippo CONDUTTORE  59enne  di Vittoria; Angelo CUTELLO  52enne   di Comiso; Mauro GESSO  34enne  di Scicli; Massimo GIANNONE  23enne di Modica; Gianni GIUCA   49enne di Modica; Gianluca PALUMBO  25enne di Comiso (arresti domiciliari); Nicola PALUMBO 31enne di Comiso (arresti domiciliari); Salvatore SALERNO  51enne di Vittoria (obbligo di firma).  L’operazione “Intercapedine” è stata conclusa alle prime ore della mattinata, oltre 60 Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, hanno dato esecuzione a 8 misure cautelari, emesse dal GIP del Tribunale di Ragusa su richiesta della locale Procura della Repubblica, e a decine di perquisizioni, nei confronti di un gruppo di soggetti dediti al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, operanti nei comuni di Comiso, Vittoria, Modica e Scicli. I provvedimenti restrittivi sono il risultato di un’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo Ibleo, che ha consentito di accertare che gli indagati, tramite soggetti stranieri, si rifornivano di sostanza stupefacente del tipo marijuana sul mercato catanese, che poi rivendevano ad altri soggetti dediti allo spaccio al minuto nei comuni di Comiso, Modica e Scicli.  Ingente il quantitativo di stupefacente recuperato. Gli ulteriori dettagli dell’operazione, tuttora in corso, saranno resi noti durante una conferenza stampa, che sarà tenuta questa mattina, alle ore 10:30, presso il Comando Provinciale di Ragusa, alla presenza del Procuratore della Repubblica Dr. Carmelo Petralia e del Sost. Proc. d.ssa Serena Menicucci.

  Con tale operazione è stata sgominata una vera e propria organizzazione in grado di far arrivare sulla piazza della provincia di Ragusa decine di chili di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Le indagini hanno consentito di accertare che lo stupefacente, proveniva dal mercato catanese, tramite soggetti di nazionalità straniera, e veniva  successivamente spacciato al minuto nei comuni di Vittoria, Comiso, Modica e Scicli. L’attività investigativa, particolarmente complessa e articolata, ha quindi consentito di ricostruire tutte le varie fasi, dall’approvvigionamento all’individuazione dei luoghi ove lo stupefacente,  dopo essere acquistato  “all’ingrosso”,  veniva stoccato  in attesa di essere prelevato, in quantitativi più piccoli, per essere ceduto ai soggetti dediti allo spaccio al dettaglio. I  militari hanno scoperto che  in un’intercapedine ricavata in un muro a secco (da qui il nome dell’operazione Intercapedine)  nelle campagne di Comiso, all’interno di sacchi di plastica, vi era un quantitativo pari a 12 kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana che era stato nascosto dalla coppia Filippo CONDUTTORE ed Angelo CUTELLO, in attesa di essere prelevato successivamente per essere smerciato tramite gli altri indagati. Una delle principali piazze di spaccio è stata individuata nell’area di Comiso, in cui operavano i fratelli Gianluca PALUMBO e Nicola PALUMBO, che davano appuntamento ai loro clienti proprio davanti a un bar ove, anche con una semplice stretta di mano o con un saluto convenzionale, ci si accordava sulle modalità di spaccio. Per tali fatti, il Gianluca PALUMBO è stato tratto in arresto in flagranza di reato qualche tempo fa, poiché, a seguito di perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di oltre gr.100 di sostanza stupefacente del tipo marijuana già suddivisa in dosi e di un bilancino di precisione. Un’altra piazza di spaccio era situata, invece, nei paesi di Modica e Scicli, ove i soggetti dediti allo spaccio al dettaglio erano Mauro GESSO, Gianni GIUCA e Massimo GIANNONE. Dalle indagini è anche emerso che gli indagati, oltre alla provincia di Ragusa, rifornivano di sostanza stupefacente anche il mercato di Niscemi (CL) e, infatti, il 14 giugno 2014, venivano tratti in arresto i fratelli niscemesi Salvatore e Vincenzo SENTINA, che venivano trovati in possesso di oltre mezzo Kilogrammo di sostanza stupefacente del tipo marijuana, che avevano appena acquistato e che stavano trasportando a Niscemi per spacciarla al dettaglio. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, sono state eseguite circa 15 perquisizioni in tutta la provincia, a carico di tutti gli indagati, compresi quelli non raggiunti da misure restrittive, le cui abitazioni sono state passate al setaccio anche con l’ausilio  di unità cinofile antidroga dell’Arma. Nel corso delle perquisizioni, infatti, è stata sequestrata la somma di oltre 2.000,00 € in contanti provento dell’attività delittuosa ed un’autovettura Dacia Duster utilizzata per il trasporto dei grossi quantitativi di sostanza stupefacente. Nel periodo maggio – giugno 2014 l’attività di indagine ha consentito di documentare oltre 50 episodi di spaccio e sequestrare, a più riprese, cospicui quantitativi di droga. Il giro di affari della banda è stato stimato in oltre   100.000 €  nei soli pochi mesi oggetto dell’inchiesta.


Vittoria  -  Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ragusa, Colonnello Fragassi, nella mattinata  ha visitato la Compagnia di Vittoria, intrattenendosi con  ufficiali e tutto il personale della sede. Il Colonnello Fragassi durante l’incontro, di natura info-operativa, ha affrontato le maggiori problematiche inerenti l’ordine e la sicurezza pubblica del territorio della giurisdizione, ed ha espresso l’apprezzamento a tutti i Carabinieri per l’impegno e la dedizione profusa nello svolgimento della quotidiana attività di prevenzione e di repressione di ogni forma di criminalità, da quella comune a quella organizzata. Il Colonnello Fragassi Comandante Provinciale, dopo aver pranzato con i militari presso la mensa della caserma di via Garibaldi,   ha fatto poi rientro a Ragusa per gli altri impegni istituzionali.


RagusaRagazzine: cyber bullismo e pugni veri a coetanea “avversaria”. La Polizia di Stato ha identificato e denunciato alla Procura dei Minori 2 ragazzine per aver commesso reati ai danni di una coetanea. La giovane è stata picchiata, derisa, ingiuriata,  minacciata nella vita reale e virtuale sui social network. L’adolescente e vittima di diversi reati ha  vissuto un’estate infernale. “La Polizia di Stato invita tutti i giovani a denunciare i fatti reato subiti, bisogna vincere la paura ed affidarsi alle Istituzioni”. La Polizia di Stato di Ragusa  Squadra Mobile Sezione Reati Conto la Persona  ha individuato e denunciato 2 minori che questa estate hanno commesso diversi reati ai danni di una coetanea. La ragazzina, come la maggior parte dei ragusani, si era trasferita al mare appena finita la scuola, e da quel giorno per lei è iniziata l’estate infernale. Forse invidie, forse torti subiti, forse storie d’amore naufragate per uno sguardo di troppo o un “mi piace” in più sui social network, in pratica senza alcun motivo o meglio per come recita la legge,  per futili motivi, la ragazzina è diventata bersaglio di 2 coetanee che come lei vivevano a Marina di Ragusa per il periodo estivo. Le  minacce in chat private sui social prima e poi insulti nei commenti di altre ragazze (magari velati senza scrivere il nome ma tutti gli amici, tutti quelli che leggevano sapevano a chi fossero indirizzati). Gli  sguardi di minaccia poi   quando il gruppo si incontrava  in piazza, erano reali fino  a quando una sera, 1 pugno è stato sferrato dritto in faccia alla vittima  procurando lesioni personali con diversi giorni di prognosi. La storia non è finita   e quindi dopo aver picchiato la ragazza, le minacce di non parlare di non dire e di non permettersi di incrociare di nuovo il loro sguardo, con epiteti che solitamente vengono attribuiti alle peggiori donne del malaffare sono diventate dura realtà. Le “bulle”    passavano alle minacce agli amici, ed a  chi in teoria voleva  difendere la  compagna di comitiva.  La  risposta delle due “bulle” è stata “voi fatevi i…vostri, non vi intromettete lei è…” Sempre insulti, sempre minacce ma il motivo non  era dato saperlo, solo che la ragazzina giorno per giorno aveva sempre più paura e non voleva più uscire da casa. Un giorno ha vinto le prime paure ed ha confessato tutto ai genitori: “mi minacciano, mi insultano, non so come fare”.  I ragazzi che subiscono questi reati sono affranti, non sanno come uscire da questo tunnel, vorrebbero farlo con le proprie forze ma spesso non  riescono e si chiudono nel silenzio subendo quelli che non sono scherzi, sono atti di bullismo, che per la legge italiana sono tutti reati previsti dal codice penale ed anche particolarmente gravi.  Dopo aver vinto la paura, in compagnia dei genitori, la vittima si è recata presso gli uffici della Squadra Mobile. I tutori dell’ordine hanno ascoltato la storia, sembrava  come leggere un manuale sul bullismo e cyber bullismo al femminile, era esattamente ciò che accade quando si instaurano certi rapporti interpersonali viziati da serie problematiche comportamentali delle minori autrici del reato. I poliziotti, dalle descrizioni, esami dei profili sui social network e brevi indagini sono risaliti all’identità delle 2 minorenni responsabili dei reati commessi: lesioni personali, ingiurie, minacce e diffamazione. Il “bullismo” non è uno scherzo pesante ma consiste, il più delle volte, nel commettere fattispecie di reato previste dal codice penale, tutte molto gravi. Le due “bulle” sono state convocate insieme ai genitori per gli atti di Polizia Giudiziaria a loro carico e presto verrà celebrata l’udienza davanti al giudice presso il Tribunale dei Minorenni di Catania. Il Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino Ciavola commenta : “ La Polizia di Stato, per il bullismo ed in particolar modo il cyber bullismo sta portando avanti un progetto in tutte le scuole della Provincia iblea, raccomanda a tutte le vittime di denunciare i fatti reato subiti, di vincere la paura e di venire a parlare con gli investigatori della Squadra Mobile che saranno pronti ad ascoltare i loro problemi e trovare una soluzione condivisa. Attualmente il fenomeno del cyber bullismo è in aumento e stiamo indagando su diversi soggetti che utilizzano il web per commettere reati. Il cyberbullismo (ossia bullismo online) è una forma di disagio relazionale, di prevaricazione e di sopruso perpetrata tramite i nuovi mezzi di comunicazione come l’e-mail, gli sms, i blog, i telefoni cellulari ed il web in generale.  La Polizia di Stato presta particolare attenzione al mondo dei giovani e cerca collaborazione nei ragazzi per sconfiggere questo triste fenomeno di devianza”.


Ragusa - Droga, presi pusher. La Polizia di Stato arresta e denuncia spacciatori. Sequestrate piante di marijuana, dosi già essiccate e confezionate e cocaina. Tra gli acquirenti anche minori. Lotta “allo spaccio di piazza” e coltivazione fai da te. Arrestato insospettabile ragusano coltivatore diretto di marijuana. il personaggio nella terrazza di casa (da mesi aveva ricoverato la madre in casa di risposo per avere “campo libero”) una piccola serra per la coltivazione. Denunciato a Punta Braccetto, frazione di Santa Croce Camerina; sul telefono decine di contatti, la droga ormai si ordina tramite chat private sui social network o tramite le applicazioni di messaggistica istantanea. La Polizia di Stato di Ragusa - Squadra Mobile Sezione Narcotici – ha tratto in arresto Carmelo CHESSARI nato a Ragusa  per coltivazione di marijuana (presso la propria abitazione di Ragusa), detenzione ai fini di spaccio di cocaina e marijuana. Inoltre è stato denunciato a Punta Braccetto frazione di Santa Croce Camerina S.F. di anni 19 ragusano, poiché in casa deteneva marijuana e tutto l’occorrente per confezionare, pesare, tagliare e vendere la droga. Tra i clienti diversi minori. I fatti sono due e due sono ritenuti i responsabili del reato di traffico di sostanze stupefacenti previsto dall’art. 73 DPR 309/90. La Squadra Mobile da sempre impegnata nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti sta dedicando ogni energia al crimine diffuso, difatti in questi giorni, durante un’attività di osservazione della “segnalate piazze di spaccio” ha notato alcuni movimenti sospetti nella centralissima Ragusa ed anche nel territorio di Punta Braccetto, frazione di Santa Croce Camerina. L’ arresto è scaturito dal fatto che il soggetto era stato notato più volte sotto casa aggirarsi con fare sospetto come se aspettasse qualcuno. Il movimento veniva colto da una pattuglia della Sezione Narcotici che ha registrato il tutto ed ha atteso il passo falso. Dopo un po’ un paio di telefonate ed il nervosismo per un mancato appuntamento. Gli agenti avevano visto bene difatti alla richiesta di esibire i documenti iniziava a sudare, poi farfugliava parole quasi incomprensibili ed alla richiesta di spiegazioni si agitava sempre più. Alla fatidica richiesta di svuotare le tasche si è rifiutato ed avendo il sospetto che potesse occultare qualcosa veniva sottoposto a perquisizione personale che dava subito esito positivo. Da un primo controllo veniva trovato in possesso di due dosi già confezionate di marijuana e gli agenti considerato il nervosismo non credevano alla versione dell’acquirente occasionale.Si procedeva quindi ad estendere la perquisizione a casa e con grande sorpresa è stata trovata addirittura una piccola serra organizzata in modo rudimentale ma efficace, considerato che nel terrazzo di casa vi erano 4 piante già sviluppate in altezza per quasi 1,50 mt con fioriture. Nella stanza da letto è stata rivenuta della cocaina porzionata in dosi e tutto il materiale per il confezionamento. Il delinquente veniva condotto in Questura presso gli uffici della Squadra Mobile dove riferiva di vivere da solo da qualche mese in quanto voleva “campo libero” poiché la madre anziana lo sgridava e per queste continue liti l’aveva fatta ricoverare in casa di riposo.Ulteriori accertamenti da parte degli investigatori verranno fatti rispetto alle condizioni di salute della madre e del suo libero convincimento a recarsi in casa di riposo.L’attività di contrasto al fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti è proseguito ieri mattina a Santa Croce Camerina nella frazione di Punta Braccetto dove più volte era stato segnalato che vi erano degli spacciatori. Dagli accertamenti effettuati dalla Squadra Mobile si è proceduto alla perquisizione domiciliare di un giovane (S.F. di anni 19) frequentatore di un istituto professionale che è stato trovato in possesso di diverso materiale per il confezionamento ed alcuni grammi di marijuana, motivo per cui è stato denunciato a piede libero. Il giovane questa estate era già stato denunciato per possesso di ecstasy. Dagli accertamenti sul telefono cellulare è stato riscontrato che di sicuro delle cessioni sono state fatte a minori d’età ed il canale privilegiato è quello delle chat private sui social network o tramite le applicazioni di messaggistica istantanea.“La Polizia di Stato nel 2014 ha già tratto in arresto decine di persone e denunciato diversi acquirenti per reati collegati al traffico  di stupefacenti. Sempre nel corso del 2014 sono state scoperte e sequestrate 11 coltivazioni “fai da te”. L’impegno sarà sempre costante per sconfiggere questo pericolosissimo traffico, soprattutto ai danni di minori”.


Ragusa –  Blitz CC sorpreso barista pusher. Si tratta di P. G. 24enne di Vittoria. Perquisizioni antidroga in tutto il territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria. Le perquisizioni, estese ai territori delle città di Vittoria e di Comiso, sono state eseguite dai militari della Stazione di Comiso coadiuvati dal Nucleo Cinofili Carabinieri di Nicolosi (CT)

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 che hanno impiegato per l’occasione il pastore tedesco di nome “Indic”. L’attività di monitoraggio dei Carabinieri in particolar modo si era concentrata nei giorni scorsi su un 24enne incensurato vittoriese che, sfruttando il lavoro di barista in un locale di Vittoria, aveva creato una rete di clienti piuttosto fitta, specie tra i giovani della città. L’andirivieni di ragazzi, anche nei pressi dell’abitazione dell’insospettabile barista, aveva destato qualche sospetto negli inquirenti che, a seguito di perquisizione veicolare e domiciliare, hanno rinvenuto quasi 25 grammi di hashish e oltre 3 grammi di marijuana, il tutto suddiviso in dosi, nonché un bilancino e materiale atto al confezionamento, nascosti abilmente nel comodino e nell’armadio della camera da letto, e sottoposti a sequestro. E’ scattato così l’arresto per P. G., che è stato condotto presso la caserma di via Garibaldi dove, al termine delle formalità di rito e vista l’assenza di precedenti penali, è stato liberato su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottoressa Federica Messina, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di spaccio. Nel corso del medesimo servizio antidroga, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria iblea, sempre per il reato di spaccio, un altro incensurato che, sottoposto a perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di 9 grammi di hashish e di 1 grammo di marijuana, nonchè di 1600 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività delittuosa derivante dalla vendita della droga: sostanza stupefacente e denaro sono sotto sequestro penale. Ora, al vaglio degli investigatori, che stanno proseguendo le indagini, la posizione dei due giovani incensurati, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali e la provenienza della droga: la sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. L’attività messa in campo si inquadra nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, specie tra i giovani. In tale ottica la Compagnia di Vittoria è assiduamente impegnata e, grazie all’arresto odierno, salgono a 51 le persone, responsabili dei reati inerenti le sostanze stupefacenti, assicurate alla giustizia. Analoghi interventi proseguiranno nei prossimi giorni. 


 Santa Croce Camerina  - Truffa del magnete. La Polizia di Stato grazie all’aiuto dei tecnici Enel ha scovato insospettabili titolari di bar che grazie ad un artifizio non hanno pagato l’erogazione di energia elettrica per decine di migliaia di euro. La Polizia di Stato – Squadra Mobile Sez. Reati Contro il Patrimonio – ha concluso le indagini a carico dei titolari di due bar, uno di Ragusa e l’altro di Santa Croce Camerina (RG).  L’Enel meno di una settimana fa aveva segnalato delle anomalie sui consumi di alcune attività commerciali, significando che da tempo avevano provato ad accedere in questi esercizi commerciali ma non era mai stato possibile cogliere in flagranza i titolari, perché appena si presentavano ostacolavano il loro ingresso. Il loro copione era sempre lo stesso, i tecnici si presentavano per il controllo, chiedevano di verificare e loro accampavano scuse, nel frattempo qualcuno li faceva rallentare all’ingresso, cercavano pure di offrire il caffè o un bicchiere d’acqua ma poi, il risultato era semplice, uno dei camerieri o lo stesso titolare approfittando di questo si recavano al contatore rimuovendo l’artifizio. I maldestri, mediante l’applicazione di un magnete di grandi dimensioni e forza attrattiva, facevano andare in blocco il contatore, così l’energia elettrica continuava ad essere erogata ma non veniva quantificata e quindi non pagata dai titolari. I consumi medi per un bar sono molto alti, anche 2.000 euro al mese e dalle verifiche strumentali (ancora in corso) è possibile acclarare che i due bar in questione non hanno pagato il servizio di erogazione di energia elettrica per quasi 100.000€ negli ultimi anni. Certo avranno risparmiato decine di migliaia di euro ma adesso dovranno rispondere del reato di truffa aggravata continuata pena prevista fino a 5 anni di reclusione. In corso pendono ulteriori accertamenti di tipo tecnico ed amministrativo e verrà proposta la sospensione della licenza e successiva revoca. “Il risultato investigativo raggiunto dalla Polizia di Stato è l’esempio di sicurezza partecipata tra Istituzioni e Enti, difatti l’ENEL ha svolto un ruolo fondamentale per scovare truffatori che danneggiano le regole di mercato”.


VittoriaCC, 1 ai domiciliari picchia anziano padre. Si tratta di S.O., 34enne agli arresti domiciliari, responsabile di aver malmenato il padre convivente e di avergli procurato ferite giudicate guaribili in gg. 7. i militari dell’Arma hanno svolto controlli serrati nel corso della nottata appena trascorsa in tutta la giurisdizione della Compagnia di Vittoria: 7 le persone denunciate, 3 i veicoli recuperati e restituiti ai legittimi proprietari, e 10 le perquisizioni effettuate.  Il Blit dei Carabinieri, che hanno portato a termine durante tutta la nottata, a partire dalla mezzanotte fino alle prime luci del giorno all’alba, nei territori dei comuni di Vittoria, Comiso e Acate nell’ambito  servizi di controllo predisposti in tutto il territorio ragusano dal Comando Provinciale. L’operazione  ha comportato il dispiegamento in tutta la giurisdizione di 12 pattuglie e di oltre 30 militari, in uniforme ed in abiti simulati, finalizzata sia   a reprimere i reati di natura predatoria, che  per essere più da vicino ad onesti cittadini,  e per combattere lo spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani. I  militari in tale ottica hanno organizzato perquisizioni mirate, frutto di prolungata attività di acquisizione sd  informazioni.   Successo  di riscontro operativo, nelle principali zone di spaccio. I carabinieri a Comiso, dopo attenta attività di monitoraggio protrattasi per diversi giorni,   sono entrati in azione in una dimora di 2 rumeni insospettabili, braccianti agricoli, che celavano nel cortile, nascoste da teloni 2 auto, 1 Peugeot 207 e 1 Renault Captiva, risultate oggetto di furto presso un autosalone di Agrigento. il furto era stato denunciato il 16 settembre 2014. I militari, nascosto nell’abitazione, hanno rinvenuto anche un navigatore satellitare di ultima generazione, provento di furto. I  due 20enni sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione. I  Carabinieri  hanno pizzicato un coltivatore di Acate, già noto alle Forze dell’Ordine alla guida di un ciclomotore Gilera, privo di targa, e risultato rubato l’8 settembre scorso a Marina di Ragusa. I 3 veicoli sono già stati restituiti ai legittimi proprietari che hanno potuto così riappropriarsi di quello che gli era stato sottratto. I militari ad Acate, hanno denunciato a piede libero T. G., 58enne incensurato, per aver minacciato e aggredito per futili motivi un altro bracciante agricolo di C.da Boscogrande. I  Carabinieri della locale Stazione e dell’Aliquota Radiomobile nella città di Vittoria hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria iblea: Z. R., 55enne tunisino, reo di aver denunciato ignoti  per appropriazione indebita di un assegno di disoccupazione relativo all’anno 2011, quando in realtà già lui stesso lo aveva incassato; Y. A. E., già noto 21enne egiziano, poichè, fermato in un posto di blocco, è stato sorpreso alla guida del proprio ciclomotore Kymco Agility, privo della patente di guida perchè mai conseguita; S. O., 34enne agli arresti domiciliari, responsabile di aver malmenato il padre convivente e di avergli procurato ferite giudicate guaribili in gg. 7. I  Carabinieri, nell’ambito dei servizi di repressione dello spaccio di droga, hanno segnalato all’UTG di Ragusa un comisano, già noto, D. P. A., 39enne, trovato in possesso nella sua abitazione di gr. 2,2 di marijuana, sottoposta a sequestro, e già inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. I  controlli,   dei Carabinieri, proseguiranno nei prossimi giorni in tutta la provincia di Ragusa.


 Ispica  RG - CC  preso bracciante agricolo: hobby furto. I Carabinieri della Stazione di Ispica hanno arrestato Iosif Binca, 28enne romeno, bracciante agricolo, sorpreso mentre tentava il furto in alcune auto parcheggiate ad Ispica. Sequestrato anche un grosso coltello da cucina. I militari della Stazione Carabinieri di Ispica hanno arrestato, in via monti peloritani, Iosif Binca, originario della Romania ma di fatto domiciliato ad Ispica, già conosciuto dalle forze dell’ordine per reati specifici. Il personaggio è stato sorpreso mentre tentava di rubare all’interno di alcune vetture parcheggiate. I Carabinieri di Ispica, nella tarda serata di giovedì, impegnati in un servizio di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati in genere, nel transitare in via monti peloritani, hanno notato la presenza di uno che, con fare sospetto, si aggirava tra le auto parcheggiate. I militari dell’Arma  hanno capito le cattive intenzioni del soggetto. Iosif Binca , da li a breve, è stato sorpreso mentre tentava di forzare la portiera di un’auto parcheggiata ma, prontamente, è stato fermato e bloccato dai Carabinieri.  I  militari dell’Arma di Ispica sul luogo del reato hanno appurato che il reo aveva già forzato diverse auto in sosta e ne aveva rovistato i cassetti porta oggetti nel vano tentativo di trovare qualche cosa da arraffare. Alcune  persone, proprio nei giorni scorsi, avevano segnalato di aver trovato le proprie  vetture rovistate all’interno, pertanto, i Carabinieri della Compagnia di Modica avevano predisposto, già da qualche sera, diversi servizi di pattuglia per il controllo del territorio al fine di verificarne gli autori. Il  responsabile,  giovedì sera è stato rintracciato ed arrestato dai Carabinieri di Ispica che, inoltre, dopo essere stato sottoposto a perquisizione, veniva trovato in possesso di un grosso coltello da cucina di circa 30 cm con la lama a punta che, successivamente, veniva posto sotto sequestro .Le indagini dei Carabinieri proseguiranno per verificare se l’uomo stava agendo da solo oppure se era in compagnia di eventuali complici.


 


 


 

LAV

          

NON ABBANDONARLI

 


Ragusa - Carabinieri arrestano 2 corrieri droga su statale per Catania. Si tratta di Marco Aiello ed Anthony Calabrese entrambi 20enni già noti alle forze dell’ordine. I militari delle stazioni di Ragusa Principale e Ragusa Ibla,  e   del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Ragusa hanno arrestato 2 giovani ragusani per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. I militari erano impegnati in un servizio “a largo raggio” per il controllo coordinato del territorio e stavano perlustrando la zona tra contrada Castiglione e Contrada Coffa (di Chiaramonte), una zona molto periferica del capoluogo. L’area è  poco controllata ma transitata da persone, mezzi, materiali   talvolta meno leciti. Un’autopattuglia stava svolgendo un posto di controllo per i veicoli provenienti da nord (provincia di Catania).  Un  camion è sopraggiunto ed i militari hanno deciso di fermarlo. Il mezzo pesante stava accostando quando il militare s’è accorto che da dietro una piccola autovettura bianca pericolosamente ha sorpassato. Il  militare, che poteva quasi essere investito, pur non essendoci violazioni del codice della strada, ha deciso di intimare l’alt all’auto e mandare via il camion. I  due carabinieri, quando i sospetti hanno accostato e spento il motore a bordo della vettura hanno visto due vecchie loro conoscenze, 2 giovani ragusano noti per i loro trascorsi di droga. Il veicolo noleggiato a Catania ha fatto insospettire i due militari. Gli investigatori hanno ritenuto poco comprensibile il fatto che un ragusano potesse andare a Catania per  noleggiare un mezzo. I  militari in aggiunta ai pregressi episodi nel ramo stupefacenti, hanno deciso di procedere a perquisizione.  I carabinieri, hanno quasi subito, trovato sotto il sedile del passeggero 1 bel sacchetto in plastica termosaldata rigonfio di inflorescenza di marijuana. I militari hanno  chiesto l’intervento di altre pattuglie che erano in zona, i due sono stati portati in caserma dove sono stati sottoposti a rilievi fotosegnaletici e dichiarati in  arresto per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in concorso. I  due personaggi, d’intesa con il pubblico ministero, dott. Gaetano Scollo, sono stati accompagnati al carcere di contrada pendente a Ragusa. I  carabinieri iblei consapevoli che il consumo e lo spaccio di droga affliggono la provincia ragusana sono quotidianamente impegnati in tutti i comuni nel contrasto di chi vende  ed in questo caso trasporta il veleno con cui i giovani si fanno del male.


Acate RGCC 1 in carcere per armi. Si tratta di Emanuele Morana 51enne acatese. Controllo del territorio. Arrestato un pregiudicato.  L’attività di controllo del territorio da parte dei militari della Compagnia Carabinieri di Vittoria (RG), nell’ambito dei servizi straordinari predisposti dal Comandante Provinciale di Ragusa, prosegue incessantemente al fine di reprimere ogni tipologia di reato. L’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, ha consentito, ai militari della Stazione di Acate, di arrestare di mattina, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali, Emanuele Morana   già noto acatese. L’esecuzione, finalizzata all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, impone al soggetto di scontare la pena residua, determinata in 3 anni e  5 mesi di reclusione, poiché  giudicato colpevole dei reati di ricettazione in concorso e di porto di armi ed oggetti atti ad offendere, commessi tra il 1993 ed il 1999 nella provincia di Ragusa. il personaggio, ben noto ai militari dell’Arma che lo avevano già deferito in stato di libertà in passato per reati commessi in territorio di Acate, è stato rintracciato dopo una breve attività di ricerca e portato nel carcere di Ragusa per l’espiazione della pena.


Ragusa - Blitz NAS CC in aziende sanzionati commercianti fuori norma. I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e sanità (NAS) di Ragusa hanno condotto negli ultimi giorni diversi controlli presso aziende che si occupano di preparazione e/o somministrazione di alimenti. Il primo ad essere controllato e sanzionato un pozzallese cinquantaquattrenne, titolare di un bar in quel centro. All’atto del controllo aveva nell’esercizio commerciale venti chilogrammi di alimenti mal conservati. È stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica iblea per la violazione penale delle disposizioni del testo unico su alimenti e bevande per il reato di detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Anche un bar-forno nel capoluogo è stato controllato con esiti poco felici. Il noto esercizio commerciale, gestito da una sessantenne ragusana, ha presentato diverse irregolarità. In particolare, nel deposito/magazzino, peraltro assente dalla planimetria della registrazione sanitaria, è stata riscontrata l’assenza di areazione e illuminazione naturali, la carenza nella sicurezza per avere il soffitto di altezza inferiore a 190 centimetri, nonché infine la carenza di condizioni igienico-sanitarie con scrostature dell’intonaco, macchie di umido e pavimento danneggiato. Analoga situazione nel laboratorio e panificazione con pavimento rotto in più punti, macchie di umido e vecchie ragnatele. Addirittura nel laboratorio è stato successivamente innalzato un muro per creare una stanza ove lavorare il pane. Stanza non indicata nelle planimetrie. Infine violazioni dell’HACCP (il protocollo di analisi dei pericoli e dei punti critici di controllo), con la mancata indicazione delle pulizie settimanali e mensili. La situazione è stata con urgenza segnalata all’Autorità sanitaria, il sindaco di Ragusa, al fine di valutarne l’opportuna ordinanza di chiusura. L’ultimo controllo svolto con esiti spiacevoli, a una ditta di autotrasporti di sostanze alimentari. Il controllo, svolto d’intesa coi medici dell’ASP7, ha permesso di scoprire che l’amministratore e un autotrasportatore avevano sostituito il latte contenuto in una cisterna, già sottoposto a sequestro poiché positivo alla ricerca di sostanze inibenti (farmaci quali antibiotici e sulfamidici, nocivi non solo per la salute del consumatore, ma anche ai fini della flora lattica utile della caseificazione), rimuovendone i sigilli, con altrettanti litri di latte “pulito”. I due, un ragusano cinquantenne e un nisseno quarantacinquenne, sono stati denunciati alla procura della Repubblica iblea per i reati di violazione dei sigilli e alienazione di cose sottoposte a sequestro penale. Il capoluogo ibleo ha la fortuna di avere la presenza, accanto ai militari dei comandi provinciale, di compagnia e delle stazioni, anche dello specializzato Nucleo dei NAS, carabinieri che oltre ad essere ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, sono anche ispettori sanitari. Tale qualifica ne legittima l'operato, nell'arco diurno e notturno, in tutti quei luoghi ove vi è produzione, somministrazione, deposito o vendita di prodotti destinati all'alimentazione umana. Le competenze dei NAS, oltre che nel campo alimentare, spaziano dalla sanità agli stupefacenti, farmaci, cosmetici, erboristeria, e nel contrasto alla vendita di quei beni di uso comune e quotidiano (giocattoli non autorizzati dalla UE) potenzialmente nocivi per la salute umana.


Modica RG Rapinarono coetaneo, CC 22enne ai domiciliari. Un altro giovane di 21 anni sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.g. I  Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica di sera, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa in accordo alle risultanze investigative raccolte dai militari dell’Arma, nei confronti di Ahmed Tami 22enne marocchino,  che è stato sottoposto agli arresti domiciliari ed Alessandro Migliore 21anni modicano, sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.G..  I due giovani, infatti, entrambi già noti alle forze di polizia, sono ritenuti responsabili di una rapina nei confronti di un coetaneo avvenuta lo scorso gennaio 2016. I carabinieri, nello specifico, nel corso di apposita attività d’indagine, hanno accertato le responsabilità penali dei due giovani che, il 30 gennaio 2016, avevano aggredito un altro coetaneo al fine di procurarsi un ingiusto profitto.   I  soggetti avevano colpito con calci e pugni la vittima e gli avevano sottratto l’orologio ed il portafogli contenente la somma di 600 euro, cagionandogli anche delle lesioni personali.   I  militari dell’Arma, a conclusione dell’attività investigativa avviata a seguito della rapina, hanno informato l’Autorità Giudiziaria di Ragusa che, condividendone gli elementi di reità raccolti a carico dei due soggetti, ha emesso il provvedimento di applicazione di misura cautelare. 1 dei due giovani, Ahmed Tami, nel corso delle indagini è stato anche individuato quale autore di un tentato furto avvenuto lo scorso 16 gennaio a Modica, presso la pasticceria “Chantilly” di Corso Umberto.   Il  giovane marocchino aveva tentato di forzare la porta in vetro dell’esercizio commerciale al fine di impossessarsi di quanto ivi contenuto, tuttavia, senza riuscire nell’intento. I  Carabinieri al termine delle formalità di rito, hanno sottoposto Ahmed Tami agli arresti domiciliari  ed Alessandro Migliore all’obbligo di presentazione alla P.g..


Pozzallo  RG - Antidroga in piazza San Pietro, CC arrestano 2 ai domiciliari. Si  tratta di Ben Rejeb Wele 18enne nato a Marsala ed Arianna Alyse Aquila 18enne entrambi residenti a Pozzallo che, dopo le formalità di rito sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. I soggetti avevano appena ceduto dello stupefacente ad un giovane e sono stati trovati in possesso di diverse dosi di marijuana. I Carabinieri della Stazione di Pozzallo, di sera, nel corso di un predisposto servizio antidroga, hanno tratto in arresto per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti Ben Rejeb Wele, nato a Marsala, e Arianna Alyse Aquila, entrambi 18enni, residenti a Pozzallo ed incensurati. I Carabinieri, infatti, hanno notato i due ragazzi che, con fare sospetto, si aggiravano per le vie del centro di Pozzallo e, dunque, dopo averne seguito gli spostamenti, li hanno sorpresi in piazza San Pietro mentre stavano cedendo 1 involucro ad un altro giovane pozzallese. I militari dell’Arma, avendo intuito che si stava trattando di una cessione di sostanza stupefacente, sono intervenuti ed hanno bloccato tutti i soggetti. I 2  spacciatori sono stati sottoposti a perquisizione personale e sono stati trovati in possesso di circa 10 grammi complessivi di marijuana, già suddivisi in ben 16 dosi, nonché di soldi in contanti di piccolo taglio per circa 80 euro, provento dell’attività di spaccio, dunque sono stati dichiarati in stato di arresto. L’altro giovane pozzallese, invece, sorpreso ad acquistare la sostanza stupefacente, è stato segnalato amministrativamente alla Prefettura di Ragusa per uso personale. I Carabinieri hanno condotto in caserma Ben Rejeb Wele ed Arianna Alyse Aquila e, dopo le formalità di rito, su disposizione del sostituto Procuratore di turno, dott. Andrea Sodani, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. La sostanza stupefacente rinvenuta ai giovani, invece, è stata sequestrata dai Carabinieri e trasmessa presso il laboratorio analisi dell’ASP di Ragusa per i successivi esami qualitativi e quantitativi. Intanto, i militari dell’Arma proseguiranno anche nei prossimi giorni con ulteriori e mirati servizi antidroga soprattutto nelle piazze maggiormente frequentate dai giovani e nei luoghi di ritrovo.


Catania Questura : nuova procedura per segnalare persona scomparsa. Si informa che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha attivato – analogamente a quanto già previsto per i furti di veicoli – una nuova procedura che consente al cittadino di segnalare telefonicamente alle Forze dell’Ordine l’improvvisa scomparsa di una persona. Il segnalante potrà, per esempio in tal caso chiamare il numero di emergenza (113)  della Polizia di Stato e  indicare i dati essenziali della persona da rintracciare. La Sala Operativa ricevuta la notizia, darà immediata comunicazione a tutte le pattuglie presenti su strada per attuare le prime ricerche , spesso fondamentali in casi di questo tipo. Inoltre la segnalazione verrà immediatamente  inserita nell’apposita banca dati. Tale segnalazione non è però sostitutiva della denuncia di scomparsa che – così come per la denuncia di furto – dovrà essere formalizzata entro le successive 72 ore dalla comunicazione telefonica la quale, in mancanza di formalizzazione, verrà eliminata dalla banca dati dell’Ufficio della Forza di Polizia che l’ha ricevuta. Si raccomanda pertanto il corretto uso della suddetta procedura che, in caso di attivazione, deve necessariamente prevedere due fasi distinte: la segnalazione telefonica (facoltativa) e la formalizzazione della denuncia di scomparsa (necessaria) entro le successive 72 ore presso l’Ufficio della Forza di Polizia. Questa nuova procedura consente di far circolare l’informazione con la massima tempestività possibile per incrementare le probabilità di successo nelle ricerche e pertanto gli utenti dovranno fornire quanti più elementi possibili compresi il luogo e la struttura da cui la persona potrebbe essersi allontanata allo scopo dell’individuazione del soggetto scomparso.


Santa Croce Camerina RG- Polizia arresta latitante rumeno ricercato per furto. La Squadra Mobile ha tratto in arresto su mandato dell’Autorità Giudiziaria rumena Cosmin Dragos LUNGU

 22enne nato in Romania in quanto ricercato per aver commesso diversi furti in abitazione nel suo paese natale. La Polizia  di Ragusa dopo aver ricevuto la segnalazione dalla Polizia rumena si è subito attivata per le ricerche nel territorio ibleo. I  cittadini rumeni che cercano un nascondiglio in provincia di Ragusa, come spesso è accaduto negli ultimi mesi, sono tanti e forti della numerosa comunità di loro connazionali. Il dirigente la squadra mobile Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino Ciavola ha dato direttive ai  poliziotti che dopo aver fatto una lunga ed attenta attività di osservazione dei luoghi frequentati da cittadini rumeni in diversi comuni iblei e frazioni marinare, hanno riconosciuto dalla foto il latitante rumeno, ma non vi era la certezza. Longu, ieri dopo l’ennesimo pedinamento, veniva visto entrare in un’abitazione di Santa Croce Camerina dove dopo è stato accertato vivesse già da mesi. Il ricercato non ha opposto resistenza ed ha fornito il suo documento d’identità rumeno che ne attestava le generalità. Longu, al termine della comparazione effettuata dalla Polizia Scientifica, sui dati del ricercato e quelli forniti dalla Polizia rumena, è stato tratto in arresto su mandato europeo spiccato dall’Autorità Giudiziaria di quel paese. Gli uomini della Squadra Mobile al termine degli accertamenti hanno condotto l’arrestato in carcere a Ragusa in attesa che venga definita la richiesta di estradizione in Romania.“La Polizia di Stato in collaborazione con la Polizia rumena ha assicurato alla giustizia un pericoloso criminale che dopo aver commesso diversi reati nel paese d’origine è fuggito cercando rifugio a Ragusa, segno di una sinergia tra forze di Polizia che da tempo offre importanti risultati in termini di sicurezza per i cittadini europei”.


Comiso  RG  - Carabinieri incontrano studenti per prevenzione e cultura legalità. Gli incontri sono nell’ambito del progetto “Cultura della legalità” della Compagnia Carabinieri di Vittoria, organizzati con gli studenti delle scuole medie superiori ed inferiori presenti nel territorio della giurisdizione, comprendente i Comuni di Vittoria,   Comiso, Chiaramonte Gulfi e Acate. Il  Comandante della Compagnia Carabinieri di Vittoria, Capitano Daniele Plebani, nella mattinata a Comiso, ha incontrato il dirigente scolastico, dott.ssa Giovanna Lauretta, i professori e gli alunni delle 3^ medie dell’Istituto Comprensivo “G. Verga”. L’ufficiale nell’occasione ha parlato sul tema della legalità, con riferimento alle figure simbolo della lotta alla mafia, facendo altresì comprendere il delicato ruolo di operatore sociale svolto nella quotidianità dal Carabiniere, con la proiezione di un video illustrativo delle funzioni dei Reparti dell’Arma dislocati su tutto il territorio nazionale. L’incontro è stato anche un momento di condivisione e di sensibilizzazione su tematiche di stretta attualità e sugli episodi di vita vissuta quotidianamente dagli alunni, che numerosi sono intervenuti con domande, supportati dal meritorio lavoro che giornalmente il dirigente scolastico e gli insegnanti fanno in questa scuola nell’ambito dei progetti formativi sulla legalità. La conferenza è la prima di una serie, che vedrà protagonisti gli alunni di elementari e medie, nel corso delle quali verranno trattati vari temi, soprattutto legati al bullismo e al cyber bullismo ed afferenti i pericoli derivanti dall’uso di internet e dei social network, nonchè quelli connessi alla diffusione delle droghe tra i giovani.


 

Vittoria RGCC 1 in manette: furto, rapina e detenzione per spaccio. Si tratta di Roberto Trovato 31enne. L’attività di prevenzione e di repressione dei reati nel territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, prosegue senza sosta nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dal Comandante Provinciale di Ragusa. L’intenso lavoro, dei militari in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale ibleo, ha consentito, nel tardo pomeriggio di ieri, di trarre in arresto, in ottemperanza all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’anno in corso, il  già noto Roberto Trovato. Il vittoriese, in base al provvedimento limitativo della libertà personale emesso dal Gip presso il Tribunale di Catania, è ritenuto responsabile dei reati di furto, rapina e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commesse in tutto il territorio ibleo, e nello specifico nei comuni di Vittoria,  Ragusa, Comiso e Pozzallo, tra il 2002 e il 2008: dovrà scontare complessivamente cinque anni e 7 mesi di reclusione. Roberto Trovato rintracciato dai Carabinieri della Stazione di Vittoria, è stato condotto nella caserma di via Garibaldi dove sono state espletate le formalità di rito, al termine delle quali è stato ristretto presso la casa Circondariale di Ragusa, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, dott.ssa Monica Monego, per i provvedimenti di competenza.


Modica RG Scontro Renault-Fiat : 1 fugge, abbandona donna ferita. I vigili urbani indagano sull’incidente stradale verificatosi in via Silla, essendo fuggita 1 auto coinvolta.  Il conducente di un’autovettura si è allontanato, senza prestare soccorso, ad una donna rimasta ferita a seguito del sinistro stradale. Lo scontro tra i mezzi è avvenuto ieri in tardo pomeriggio in Via Silla. Una Renault Twingo ed una Fiat 500, si sono scontrati, quest’ultima macchina era condotta da M.F., 54 anni, modicana, rimasta ferita. L’automobilista al volante della Renault, invece, di fermarsi si è perentoriamente allontanato facendo perdere le sue tracce. L’ambulanza del 118, è intervenuta sul posto ed ha trasportato la vittima al Pronto Soccorso.  Una  pattuglia della polizia locale ha avviato gli accertamenti e raccolto elementi utili per risalire al veicolo fuggito, compresa la parte posteriore del paraurti. I vigili ritengono si tratterebbe, di una Renault Twingo, di colore verde chiaro, vecchio modello, della quale sono stati acquisiti alcuni elementi della targa oltre a diversi testimoni secondo i quali alla guida ci sarebbe stata una donna. Le  immagini delle telecamere di videosorveglianza del quartiere Sacro Cuore sono al vaglio dei vigili urbani per individuare specificatamente il mezzo fuggito il cui conducente potrebbe essere accusato del reato di omissione di soccorso. La vittima è stata ricoverata presso il locale nosocomio.


Comiso RG - Ciclista muore in incidente sulla Pedalino-Comiso, inchiesta CC. La vittima dall’apparente nazionalità straniera non né stata ancora identificata. L.M.S  22enne di Mazzarrone (CT) era alla guida di una Volkswagen Golf di colore scuro. La vettura condotta dal giovane e la bicicletta, guidata da un uomo di probabile nazionalità straniera, deceduto sul colpo, sarebbero venute a contatto. I  Carabinieri della Stazione di Comiso e dell’Aliquota Radiomobile di Vittoria, sono immediatamente intervenuti sul posto per i rilievi planimetrici, al fine di delineare la dinamica del sinistro: contestualmente i mezzi coinvolti sono stati sottoposti a sequestro. Il cadavere del ciclista, è stato trasportato da personale del 118 presso la camera mortuaria dell’Ospedale “Guzzardi” di Vittoria, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea, dott.ssa La Placa, per gli accertamenti finalizzati alla sua identificazione e per un successivo esame autoptico.


Modica  RG -  Polizia denuncia bullo scolastico 14enne: indotti 12enni ad assumere sostanze. La Polizia di Stato ha denunciato “bullo” di 14 anni che ha pestato un compagno di classe  12enne e fatto sniffare un medicinale ad altri coetanei. I medici hanno dichiarato che il medicinale assunto non ha effetto stupefacente ma può causare danni alla salute. La Polizia di Stato  Squadra Mobile, poco prima del periodo di interruzione scolastica, era stata contattata da genitori di alunni di in una scuola media di Modica (RG), poiché allarmati per quanto accaduto ai loro figli. Padri e madri, si erano rivolti agli investigatori per trovare un rimedio ai diversi atti di “bullismo” compiuti ai danni dei loro figli da parte di un 14enne, commessi in presenza peraltro di altri compagni di classe che lo spalleggiavano. Agenti specializzati della Polizia di Stato prendono subito contatto con il dirigente scolastico ed il personale docente quando sussistono motivi che fanno sospettare come i reati commessi dai “bulli” avvengano tra le mura della scuola. Il preside era già stato informato dai genitori di alcuni alunni di una classe, che avevano segnalato un ragazzo poco più grande degli altri, che stava creando dei problemi ed in particolar modo aveva picchiato un compagno di classe. Il bullo 14enne, pochi giorni dopo il pestaggio, aveva offerto un medicinale da sniffare ai 12enni che avevano deriso il compagno di classe picchiato, il tutto durante l’orario scolastico, approfittando di una distrazione del professore che durante la ricreazione era fuori dall’aula. Il  fenomeno del “bullismo” non consiste solo in comportamenti arroganti e di sopraffazione sul compagno di scuola o coetaneo meno forte fisicamente o psicologicamente, ma si tratta di veri propri reati, come più volte ricordato dalla Polizia di Stato. Il  14enne, in questo caso, è accusato di avere compiuto più reati contro i quali si procede a querela di parte, ovvero quello di lesioni personali ed anche quello di somministrazione di un medicinale senza alcun titolo abilitativo, esercitando abusivamente una professione sanitaria. Se è vero che questa tipologia di medicinali può essere venduta liberamente dai farmacisti, non è comunque lecito offrirla per farla sniffare ad altri minori, peraltro ancora 12enni, stante il fatto che come più volte ribadito dai medici può procurare gravi lesioni. La  Polizia di Stato, raccolte le denunce di alcuni genitori e le dichiarazioni di altri che si sono ad oggi riservati di presentare formale querela, ha  convocato il minore interessato ed i suoi genitori. Il giovane in lacrime, si è scusato per quanto commesso, non essendosi reso conto della pericolosità dei gesti da lui compiuti. La pericolosità dei gesti compiuti, sta soprattutto nel fatto che durante un’aggressione fisica, un colpo inferto in modo errato può causare gravi danni, anche permanenti. La Squadra Mobile ed il dirigente scolastico della scuola interessata sono sempre stati in contatto durante il periodo di interruzione per le festività natalizie, al fine di poter subito porre rimedio ai fatti accaduti, sia da un punto di vista disciplinare che per i reati commessi. La Polizia di Stato e le scuole, nel principio di reciproca collaborazione, ogni anno portano a termine dei percorsi sulla legalità, che sono ottimi strumenti per prevenire fatti del genere e, comunque evitare che vengano portati a conseguenze più gravi. “La Polizia di Stato raccomanda a tutti i giovani di denunciare i fatti reato subiti e di non sottovalutare quanto commesso dai coetanei o da ragazzi poco più grandi, in quanto non si tratta di stupidi scherzi ma di veri e propri reati”. Questo pericolosissimo fenomeno,  sarebbe di “moda” tra i giovani statunitensi prima ed adesso anche in Italia, i medici si sono espressi descrivendone i rischi: “Questi farmaci, a base di Ketoprofene, ha la triplice azione di antinfiammatorio, antidolorifico e antipiretico, al pari dell'aspirina, anche se con più o meno efficacia a seconda delle indicazioni. Gli effetti collaterali negativi sono, proprio come l'aspirina, a livello gastrico: dal momento che inibisce la formazione di quella pellicola che protegge le pareti dello stomaco dai succhi gastrici, può provocare ulcera. Effetti più importanti, in caso di abuso, si possono avere anche in pazienti che hanno già altre patologie, come in malati cronici di insufficienza renale o con patologie epatiche, ma si tratta di soggetti particolari. In realtà, in persone normali o anche in ragazzi, se sniffato non è provato che abbia alcun effetto stupefacente ma come minimo un’irritazione della mucosa nasale”.


Santa Croce CamerinaBypass a  condotta idrica,  ruba  acqua: CC denunciano santacrocese. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina hanno denunciato un sessantenne del luogo per aver rubato l’acqua pubblica e per aver minacciato e ingiuriato l’addetto ai controlli. Il  problema della rete idrica a Santa Croce Camerina da tempo ormai è molto sentito. Spesso accade che i rappresentanti della “Mediale srl”, impresa che gestisce il servizio di fornitura acqua potabile, si presentino presso il locale comando dell’Arma per denunciare manomissioni dei contatori, allacci abusivi e furti d’acqua. Gli  interventi delle pattuglie dei carabinieri sono stati tanti nel corso del tempo e le indagini volte a identificare i rei a seguito delle numerose denunce presentate dalla “Mediale srl”.  I  CC hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa un sessantenne, G.L.G., agricoltore incensurato, oltre che per furto aggravato anche per ingiuria e minaccia. Alcuni operai della “Mediale srl, infatti, stavano eseguendo uno scavo quando si sono accorti di un allaccio abusivo alla rete idrica finalizzato a “bypassare” il contatore. Il proprietario dell’abitazione e titolare del contatore, presente sul posto, ha minacciato il geometra responsabile dei lavori dicendo che prima o poi si sarebbero rivisti. Non solo, ha anche appellato quali “ladri” tutti i presenti dipendenti della “Mediale srl”. Ai carabinieri altro non è restato che denunciarlo per i reati sopra indicati. I carabinieri rilevano che “non è il primo caso di furto d’acqua e non sarà nemmeno l’ultimo. I carabinieri, vigili esecutori della legge dello Stato, sono tenuti a denunciare per furto tutti coloro che abusivamente si allacciano a reti idriche, elettriche e/o del gas. In taluni casi, quelli di maggiore gravità, il codice prevede che si possa addirittura procedere all’arresto. Cosa che in passato è successa, specialmente per la corrente elettrica (il cui furto evidentemente crea maggiore danno economico rispetto all’acqua). I controlli, quindi, continueranno su richiesta e d’intesa con la ditta concessionaria. I furbetti sono avvisati”.


Ragusa - Narcotici ferma pusher e cliente col figlio di 8 anni. L’assuntore è risultato positivo agli stupefacenti mentre era alla guida dell’auto sulla quale viaggiava col bimbo. Il soggetto è stato denunciato, la patente è stata ritirata ed è stato segnalato ai servizi sociali. La Polizia di Stato  Squadra Mobile, durante un controllo effettuato dalla Sezione Narcotici, ha notato 2 in piazza Libertà a Ragusa, 1 era giunta in quel momento a bordo di 1 auto. Considerato che si trattava di 2 personaggi noti gli agenti di Polizia si sono nascosti per osservare i movimenti. 1  dei 2 era con il figlio. Gli  agenti non si sono capacitati di ciò che stesse accadendo. 1 dei 2 ha dato la mano all’altro come per scambiare qualcosa e visti i precedenti specifici, gli uomini della Squadra Mobile hanno proceduto al controllo. La  perquisizione ha evidenziato che A.R.  27enne fosse in possesso di 7.5 gr. di hashish che di sicuro stava vendendo a B.C. 42enne il quale ha negato l’evidenza dei fatti in quanto non è stato trovato in possesso di sostanza. Gli  investigatori ritengono che forse  il maldestro abbia buttato il tutto per terra in quanto era 1 piccola dose oppure lo scambio era avvenuto solo per il denaro e non per la droga. A.R. è stato denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, non potendo procedere al suo arresto in quanto la normativa, per come novellata, non permette la custodia cautelare in carcere per modiche quantità. B.C. essendo alla guida di 1 veicolo (in compagnia del figlio di 8 anni) è stato invitato a sottoporsi agli accertamenti tossicologici per verificare se avesse assunto sostanze stupefacenti. Gli agenti, dalla sintomatologia del soggetto hanno acclarato che il personaggio avesse assunto stupefacenti, ma solo le analisi effettuate presso il laboratori dell’ASP hanno permesso di appurare che lo stesso fosse positivo ai cannabinoidi ed in atto vi sono ulteriori indagini di laboratorio per verificare la quantità presente. La droga sequestrata ad A.R. verrà distrutta con decreto del Pubblico Ministero ed il denunciato sarà processato a breve ed essendo recidivo rischia di pagare per intero la pena. B.C., non potrà guidare (una volta accertata la quantità di sostanza stupefacente presente nell’organismo) da 1  a 2 anni (la sanzione sarà definita dalle competenti Autorità) in quanto positivo agli stupefacenti. La  Squadra Mobile, considerato che il padre è andato col figlio a comprare stupefacenti e che guidava in stato d’ebbrezza, informerà i Servizi Sociali del Comune di Ragusa che seguiranno il piccolo durante la crescita stante l’esempio che ha in casa. Gli investigatori ritengono di avere scongiurato così per il piccolo ulteriori traumi come quello di essere portato in Questura col padre assuntore di stupefacenti. Il bimbo non è stato informato dai poliziotti dell’accaduto ma l’hanno edotto che si trattava di un problema di documenti scaduti in attesa del nonno che lo prendesse in consegna. “La Polizia di Stato nel periodo estivo aumenta i controlli, soprattutto nei luoghi frequentati da giovani che purtroppo fanno uso di sostanze stupefacenti, arricchendo le organizzazioni criminali a discapito della loro salute”.


Modica  RG - Evaso dai domiciliari, braccato dai CC. I Carabinieri lo stavano cercando dallo scorso luglio quando era evaso dal luogo dove era sottoposto agli arresti domiciliari. Jallabi Isllme, 21enne, già noto alle forze di polizia, lo scorso 31 luglio era evaso da una cooperativa sociale di Vittoria dove era sottoposto agli arresti domiciliari. I Carabinieri da fine luglio lo stavano cercando ovunque, attenzionando tutti i posti che il giovane era solito frequentare. Jallabi, dopo mesi di ricerche, sentitosi braccato, ha deciso di consegnarsi ai Carabinieri. Il personaggio, ieri pomeriggio, col proprio avvocato di fiducia, si è presentato presso la Caserma dei Carabinieri di Modica dove, dunque, è stato tratto in arresto per il reato di evasione e, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Ragusa, è stato nuovamente ricondotto presso la cooperativa di Vittoria dove stava già scontando gli arresti domiciliari.


RagusaGdF scopre truffa a consorzio imprenditori agricoli: 7 denunce. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa hanno denunciato 7 soggetti per aver posto in essere una maxi truffa da oltre 300.000€. L’inchiesta è scaturita da alcuni esposti presentati da un consorzio di imprenditori agricoli, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa e diretta dagli investigatori della Tenenza della Guardia di Finanza di Modica. La  lente di ingrandimento dei finanzieri, è stata puntata  su 2 società di capitali entrambe di Scicli (RG), amministrate da un gruppo di 7 imprenditori senza scrupoli, i quali avevano escogitato un ingegnoso, quanto semplice, sistema truffaldino per appropriarsi, nel giro di poco meno di un anno, di merce per un valore di oltre 300.000 euro. I Baschi Verdi hanno accertato,  che i 7 soggetti finiti sotto accusa per truffa ed appropriazione indebita, avevano costituito “ad hoc” 2 società aventi apparentemente fini di sostegno e supporto per le aziende agricole iblee in difficoltà, alle quali si presentavano millantando decennale esperienza nel settore, conoscenze e collegamenti con intermediari della grande distribuzione e, perfino, con personaggi ben inseriti nello Stato del Vaticano. I maldestri avrebbero convinto gli ignari e sprovveduti agricoltori a cedere tutto il raccolto con la promessa di trasformarlo in moneta sonante. i malcapitati caduti nella rete della truffa sono decine e diverse migliaia di chilogrammi, tra frutta ed ortaggi sono spariti e venduti in nero. I Baschi Verdi, alla denuncia penale, faranno ora seguito  i necessari accertamenti di natura fiscale nei confronti delle 2 società che hanno operato in completa evasione delle imposte.


Ragusa - Celebrazione della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, commemorazione del 74° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano”. La solenne Celebrazione Eucaristica nella ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, del 74° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano” è officiata sabato 21 novembre 2015, alle ore 11:00, a Ragusa, presso la cattedrale di San Giovanni Battista, S.E. Monsignor Paolo URSO.La  cerimonia  è organizzata dal Comandante Provinciale Ten. Col. Sigismondo Fragassi, e sono state invitate le massime autorità civili, militari e religiose della provincia, gli Ufficiali, i Marescialli, i Brigadieri, gli Appuntati e i Carabinieri, con le Associazioni Combattentistiche delle varie Armi, nonché le vedove e gli orfani dell’Arma. La  “Preghiera del Carabiniere” è recitata durante la cerimonia, mentre il Comandante Provinciale, Ten. Col. Sigismondo Fragassi, tiene una breve allocuzione rievocativa  ed al termine è intonato da parte di tutti i presenti l’“Inno alla Virgo Fidelis”. La Vergine Maria fu proclamata Patrona dell’Arma, con il titolo di “Virgo Fidelis”, nel 1949, da Papa Pio XII, il quale, ispirandosi al motto dei Carabinieri “Nei secoli fedele”, ne fissava la celebrazione proprio il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della Battaglia di Culqualber, fatto d’armi in cui l’eroismo, fino alla morte, del 1° Battaglione Carabinieri Reali mobilitato in Africa Orientale, composto da due Compagnie Carabinieri, valse alla Bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.


Ragusa –  Polizia individua casa a luci rosse. La  segnalazione è giunta da fedeli che nel recarsi in chiesa alla parrocchia “San Francesco” hanno notato uno strano via vai di uomini presso un’abitazione in via Meli. La Polizia di Stato, aveva già chiuso la casa a “luci rosse” grazie alla segnalazione delle fedeli della chiesa dell”Ecce Homo, ed ha ricevuto  altre indicazioni da parte delle fedeli della chiesa dei “Cappuccini”. La Squadra Mobile di Ragusa dopo una prima attività di osservazione durata alcune ore, stante la precisione dei dettagli forniti dalle cittadine, ha subito effettuato un mirato intervento. Gli investigatori hanno predisposto il servizio, ed appurato che all’interno della struttura ricettiva vi erano 2 prostitute, 1 cubana ed 1 colombiana entrambe regolari sul territorio nazionale. La casa, anche in questo caso, era stata data un affitto ad una donna sud americana che poi a sua volta l’aveva data in locazione ad altre connazionali. Il proprietario è stato già diffidato per un’altra abitazione e si è giustificato dicendo che lui non ha competenza per capire se si tratta di prostitute. La Polizia sta svolgendo accertamenti sulla posizione del titolare per un’eventuale denuncia e sequestro dell’immobile. 15 case sono state chiuse a Ragusa nel 2014 e diversi sono stati i sequestri, adibite dai proprietari o locatari a luoghi dove poter consumare sesso a pagamento. La Polizia ha trovato conferme sul giro d’affari che è di rilevante entità e tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 200 euro, dipende dai “gusti” e dalle richieste sessuali. Ceri clienti a volte possono pagare  prezzi ancora più alti, come per il sesso di gruppo. I  gusti di alcuni clienti hanno portato le prostitute a munirsi di fruste e cappello della polizia americana. Le donne hanno riferito che i travestimenti vengono sempre più richiesti, così come i rapporti sadomaso. La Squadra Mobile, per ordine del Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, sta effettuando diverse verifiche sugli immobili segnalati dai cittadini, alfine di riconsegnare la zona agli onesti residenti. “La Polizia di Stato di Ragusa facendo rete tra mass media e cittadini, ha ottenuto un altro risultato a favore della popolazione”. Tra gli oggetti rinvenuti 1 berretto da poliziotto americano e frusta per giochi sadomaso  10 le “case chiuse” individuate dalla Squadra Mobile nel 2014 a differenza delle 15 del 2015.


RagusaDonna incendiaria in manette. Si  tratta di Roberta Meli 28enne, ragusana. La signora avrebbe appiccato le fiamme a Ragusa. I Carabinieri di Ragusa Ibla hanno l’hanno arrestata  l’altra notte in corso Mazzini di Ibla per incendio doloso ed altri reati commessi in flagranza. Il fatto è scaturito al termine di diverse liti di vicinato ed è connesso con l’accoltellamento verificatosi il 14 agosto scorso lungo la stessa via. I carabinieri di Ibla avevano raccolto confidenze da parenti sia della vittima che dell’aggressore scoprendo che mentre quest’ultimo, ancora in carcere, si era assentato da Ragusa per frequentare un centro di recupero, la fidanzata lo aveva lasciato per un altro.  L’accoltellato avrebbe avuto la colpa, secondo l’aggressore,  di aver agevolato tale relazione ospitando il nuovo fidanzato in casa propria. La  vittima era stata “invitata”, sia prima che dopo l’accoltellamento, a non ritornare in via Mazzini. Il malcapitato uscito dall’ospedale, pur avendo fatto il possibile il comune di Ragusa per trovargli una nuova casa, era finito ad abitare lungo la stessa via, a poche centinaia di metri. Una parente dell’accoltellatore,  Roberta Meli 28enne, ragusana già nota, (afferma essa stessa) per far meglio comprendere all’accoltellato che se ne doveva andare,  avrebbe ben pensato di procurarsi una bottiglia di plastica piena di benzina e di versargliela sul portone di casa. La signora, dopo, avrebbe dato fuoco ed infine, mentre i pompieri stavano accorrendo per spegnere le fiamme, ha anche avuto l’idea di telefonare al 112 e al 113 per comunicare quanto aveva fatto ed i motivi.  I  vigili del fuoco, nel frattempo, avevano spento le fiamme ma purtroppo una bambina del quartiere è rimasta intossicata dai fumi ed ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. I carabinieri dell’aliquota radiomobile e di Ibla sono andati a cercare la signora a casa ma nel frattempo, forse aveva capito la gravità del gesto, ed era scappata. Roberta Meli è stata rintracciata ed arrestata in piazza San Domenico. Roberta Meli è stata accompagnata in caserma e sottoposta a rilievi foto-dattiloscopici, ed è stata indagata per i reati di incendio doloso aggravato (reato che prevede fino a 7 anni di reclusione), minaccia aggravata, lesioni personali (contro la bimba intossicata) e porto abusivo di coltello (nel corso della perquisizione personale le è stato infatti trovato un coltello pieghevole nella borsa). Il  Pubblico Ministero, è stato informato e la Meli è stata accompagnata al carcere femminile di Catania Piazza Lanza.


Acate – Rumeno  ai domiciliari per violazioni. L’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale ibleo, ha consentito, alle prime luci del giorno all’alba di oggi, di trarre in arresto, in ottemperanza all’ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari, il rumeno Constantin Irinel Bran 30enne. L’esecuzione, frutto della richiesta di aggravamento presentata dai Carabinieri della Stazione di Acate, che hanno accertato diverse violazioni inerenti la misura cui era sottoposto, nello specifico doveva presentarsi in caserma giornalmente e in determinati orari, impone al soggetto di scontare la pena in regime degli arresti domiciliari. Il rumeno, ben noto ai militari dell’Arma che lo avevano già tratto in arresto in passato per analoghi reati anche contro il patrimonio, è stato bloccato dai Carabinieri della Stazione di Acate. I militari  hanno  condotto Constantin Irinel Bran nella caserma di via Galileo Galilei e dopo aver espletato le formalità di rito, l’hanno sottoposto ai domiciliari presso l’abitazione del centro biscaro, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale ibleo per i provvedimenti di competenza. L’attività di prevenzione e di repressione dei reati nel territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, prosegue a ritmi serrati nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale di Ragusa. Analoghe esecuzioni, limitative della libertà personale, e contestuali controlli di soggetti sui quali pendono misure alternative alla detenzione carceraria, predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa,  seguiranno nelle prossime settimane in servizi mirati a largo raggio su tutto il territorio di competenza.


Vittoria - Giudice ordina cattura mamma rumena: “non passa” alimenti a figli in Romania. Si tratta di Pacuta POPIC 25enne nata in Romania residente a Vittoria. Il  Giudice rumeno ha condannato la donna ad un anno. La Polizia di Stato era intervenuta per una lite tra conviventi a Vittoria ed ha identificato la donna destinataria del mandato di arresto europeo. Pacuta POPIC, verrà rimpatriata in Romania dove sconterà la pena inflittale. La Polizia di Stato Commissariato di Vittoria, ha proceduto ad eseguire il mandato d’arresto europeo per Pacuta POPIC. La Volante della Polizia di Stato in servizio a Vittoria era stata inviata nel centro cittadino per una lite in corso e molto animata. Gli agenti sul posto hanno identificato i due conviventi e, come previsto dai protocolli operativi, i loro nominativi dato al centro elaborazione dati della Polizia di Stato il risultato che la donna fosse destinataria di un mandato d’arresto europeo in quanto non aveva pagato gli alimenti per le sue figlie minori, reato commesso in Romania. Il Giudice rumeno aveva anche condannato la donna ad un anno di reclusione per i reati commessi ai danni delle figlie e pertanto aveva emesso il mandato di arresto europeo. Il personale del Commissariato di P.S. ha eseguito il mandato accompagnando la donna nel carcere femminile di Catania.  La Polizia di Stato a distanza di meno di 24 ore ha eseguito un altro mandato di arresto europeo. Continuano in controlli sulla numerosa comunità rumena presente in provincia di Ragusa.


Santa Croce Camerina - Veronica Panarello visita tomba Loris. La madre accusata del delitto è  uscita dal carcere di Agrigento col permesso del Gip di Ragusa, ed  il parere positivo del Procuratore Carmelo Petralia. Le  limitazioni per la mamma erano il divieto assoluto di contatto, tranne che col legale ed i familiari. Veronica Panarello è arrivata al cimitero, intorno alle 17.22, dentro un furgone della polizia penitenziaria scortata dalla polizia.  Le  forze dell'ordine avevano blindato il luogo sacro anche per evitare affollamenti di cronisti, fotografi e cineoperatori. La mamma era in jeans e maglietta nera, ed è stata la prima volta, da quando è arrestata, che ha fatto visita in cimitero alla tomba del piccolo Loris. L'avvocato Francesco Villardita ha consegnato alla donna un mazzo di fiori, già acquistati dal padre Francesco Panarello, che sono stati deposti sulla tomba del piccolo. I  parenti di Veronica pur se autorizzati alla presenza  erano assenti. La visita  concessa per un’ora  dal Gip di Ragusa si è conclusa senza sorprese particolari. La madre durante la sosta  sulla tomba di Loris avrebbe ribadito la sua estraneità ai fatti a lei imputati ed il desiderio di voler conoscere la verità su quanto accaduto il “giorno maledetto”.


Ragusa - Obbligo soggiorno per stalker recidivo. Il soggetto di Comiso non ha rispettato il divieto di avvicinamento a Ragusa all’ex compagna, ed il Giudice ha applicato il provvedimento dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza. La Polizia di Stato Squadra Mobile ha notificato l’ennesimo provvedimento restrittivo della libertà di movimento a F.C. di  Comiso 41enne in quanto non rispettava il divieto di avvicinamento alla sua ex, vittima del reato di stalking.  Il divieto di avvicinamento non è bastato per tutelare la donna vittima del reato di stalking, difatti F.C. nonostante l’applicazione della misura cautelare applicata nel mese di ottobre dello scorso anno, in più occasioni avrebbe violato la prescrizione e si recava a Ragusa sotto casa, poi nei luoghi di lavoro e dove la donna abitualmente svolge le proprie attività quotidiane. La donna impaurita ed esasperata per il comportamento persecutorio, si è recata nuovamente negli uffici della Sezione specializzata della Squadra Mobile per denunciare quanto stava accadendo. Diversi gli interventi della Polizia di Stato su segnalazione della vittima, lo stalker restava pochi secondi per poi andare via, il tempo giusto per incutere timore alla sua “preda”. Il Giudice, letti gli atti ed esaminati gli elementi di prova raccolti, ha ritenuto opportuno applicare allo stalker anche il divieto di dimora nel comune di Ragusa.  Il mancato rispetto delle prescrizioni ha avuto come conseguenza, il divieto di dimora nel capoluogo ibleo, salvo una speciale autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria. Se colto in flagranza nel comune di Ragusa sarà tratto in arresto. La Polizia di Stato di Ragusa ribadisce l’importanza dell’immediata denuncia dei fatti reato subiti, sottolineando che gli uffici della Squadra Mobile sono pronti ad accogliere le vittime di reato in qualsiasi momento. Inoltre, si sottolinea, che non esiste un obbligo di denuncia, si può anche intraprendere un percorso di tipo amministrativo (come l’ammonimento) o chiedere un semplice consiglio sul come comportarsi quando si è vittime di reato”.


Ragusa – Minorenne incinta picchiata da fidanzato, bloccato da poliziotti in borghese. Ufficiali della Polizia di Stato liberi dal servizio, hanno sottratto una minore incinta dalle violenze del fidanzato. I 2 poliziotti stavano andando a correre, per allenamento in quanto liberi dal servizio,  quando le urla di una ragazzina hanno attirato l’attenzione di un Ispettore ed un Sovrintendente della Polizia di Stato in forza alla Squadra Mobile di Ragusa. I due tutori dell’ordine erano a Ragusa nella zona di Viale delle Americhe, quando hanno sentito le grida di una ragazzina e sono subito  si sono mossi in soccorso. La quindicenne si trovava in compagnia di un ragazzo più grande che la stava colpendo con calci e pugni. Uno degli operatori si è subito qualificato, l’altro ha bloccato il giovane atterrandolo, la ragazzina ormai era salva, ma gli agenti hanno dovuto capire cosa fosse accaduto. La ricostruzione era quasi incredibile per i poliziotti. Il giovanotto non voleva più stare con la ragazza di 15 anni perché gli aveva appena comunicato di essere incinta di lui.  Il personaggio  per questo aveva iniziato a picchiare, lei che non voleva essere abbandonata, voleva continuare a stare con lui nonostante il rifiuto verbale e fisico. I giovani entrambi sono stati identificati ed entrambi non avevano neanche i mezzi per tornare a casa, lui era senza patente e lei ancora troppo piccola. I poliziotti hanno avvisato i genitori. Il soggetto picchiatore, dopo la denuncia per le percosse aggravate (in quanto ai danni di una donna incinta), è  andato a casa a piedi, mentre la ragazza incinta è stata accompagnata dai due poliziotti, che interrotto l’allenamento hanno completato la loro operazione affidandola ai genitori residenti in provincia.I due genitori hanno poi chiesto aiuto alla Polizia in quanto la minore aveva da sempre dato parecchia preoccupazione e questo era solo uno degli ultimi episodi. Padre e madre, più volte avevano avvisato la loro figlia a lasciare perdere quel ragazzo violento che altrettante volte l’aveva malmenata, ma lei non aveva voluto in alcun modo lasciarlo, perché voleva stare con lui e non le interessava della violenza subita. La  piccola incinta nonostante il suo stato, non riusciva a distaccarsi dal suo lui,   quel ragazzo che la picchiava e trattava malissimo.Gli operatori della Squadra Mobile, stante i continui rapporti istituzionali con i centri antiviolenza e psicologi, hanno subito attivato una professionista che si è immediatamente occupata del caso, mentre i servizi sociali hanno dato seguito alle richieste di aiuto di tutta la famiglia per un’assistenza nella crescita della minore. La ragazza con l’assistenza della psicologa si sarebbe resa conto del provvidenziale intervento dei due uomini della Squadra Mobile asserendo di essere stata “miracolata”, in quanto vista la furia del “fidanzato” poteva andarle molto molto peggio. Il dott. Antonino Ciavola Commissario Capo della Polizia di Stato e Dirigente della Squadra  Mobile ricorda che :“La Polizia di Stato è sempre al servizio della gente; gli uomini e le donne che vi prestano servizio, sono pronti ad intervenire in qualsiasi momento, siano essi in servizio o liberi; l’obiettivo è quello di offrire sicurezza ai cittadini in ogni istante”.


Acate RGMafia, CC eseguono 1 condanna. I  Carabinieri nella mattinata, proprio nel giorno del suo 53esimo compleanno, hanno arrestato Giuseppe SARRI’, originario di Acate, che deve scontare un residuo pena, poiché condannato in via definitiva per il reato di associazione mafiosa. Il primo arresto del SARRI’ risale al mese di giugno 2009, era stato coinvolto nell’operazione “Final Game” con cui era stata fermata la faida scoppiata allora tra il clan Stiddaro dei Dominante ed il clan Piscopo, affiliato a Cosa Nostra gelese. La lotta, all’epoca, aveva portato a 3 tentati omicidi,  di Giovanni ANTONUCCIO e  Giuseppe INTANNO ritenuti dagli investigatori appartenenti a Cosa Nostra e di Giuseppe DOILO che secondo gli inquirenti era appartenente alla Stidda. Tali fatti di sangue, compiuti tra il 2008 e il 2009, avevano interrotto la pax mafiosa che si era instaurata a partire dal 1998, segnando una ripresa della conflittualità tra le due organizzazioni criminali per il controllo del territorio.   Il  particolare e  lucroso settore delle estorsioni in danno degli operatori economici, faceva temere una nuova guerra di mafia, simile a quelle che avevano già insanguinato il territorio di Vittoria negli anni precedenti. SARRI’ era considerato dagli inquirenti un appartenente al clan di Vittoria strettamente legato a Cosa Nostra gelese e, quindi, al clan Emmanuello egemone nella città di Gela. SARRI’ a seguito dell’arresto venne scarcerato soltanto nell’anno 2012, dopo oltre 3 anni, quando il processo a suo carico era nella fase di primo grado di giudizio, venendo però sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, che gli era stata nel frattempo irrogata sulla base della normativa antimafia, in quanto arrestato per il reato di associazione mafiosa e, di conseguenza, considerato pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il  processo nei suoi confronti giunto alla fase di Appello e, nell’anno 2014,  Giuseppe SARRI’ è stato condannato, dalla Corte d’Appello di Catania, alla pena di 3 anni e 6 mesi reclusione per il reato di associazione mafiosa, commesso a Vittoria a partire dall’anno 1998, sentenza contro cui lo stesso ha proposto ricorso davanti alla Suprema Corte di Cassazione e che, il  14 maggio 2015, ha rigettato, rendendo definitiva la condanna.  SARRI’, a questo punto, non poteva proporre altri ricorsi e per lui si sono spalancate le porte del carcere, esattamente nel giorno del suo compleanno, che di certo non ricorderà per i festeggiamenti. Il personaggio, nella mattinata, è stato   rintracciato dai Carabinieri presso la sua abitazione, dove era obbligato a permanere poiché sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e, dopo le formalità di rito, associato presso la Casa Circondariale di Ragusa, per scontare la pena a cui è stato condannato per la quale, detratti gli oltre 3 anni di custodia cautelare già sofferti, restano da espiare ancora 3 mesi e 11 giorni di reclusione. Lo stesso, inoltre, è stato condannato anche alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per anni 5 e alla misura di sicurezza della libertà vigilata per anni 1, che dovrà scontare una volta uscito dal carcere. Si è concluso così un altro troncone processuale dell’inchiesta con cui, nell’anno 2009, la Direzione Distrettuale Antimafia di Catania riuscì a fermare, sul nascere, quella che sembrava essere una vera e propria nuova sanguinosa guerra di mafia, tra le due organizzazioni criminali di stampo mafioso da sempre operanti sul territorio di Vittoria che, negli anni precedenti, si erano più volte scontrate per il controllo delle attività illecite, lasciando sul terreno decine di cadaveri. L’operazione Final Game, portò alcuni dei soggetti coinvolti ad  intraprendere la strada della collaborazione con la giustizia, fornendo un determinante contributo alle indagini degli anni successivi ed alla positiva conclusione dei processi scaturiti da tale inchiesta che, infatti, si sono sempre chiusi con la condanna dei relativi imputati.


Pozzallo RG  Polizia scopre “traffico napoletano”: auto a nolo da Francia rubate tra Sicilia a Malta. Napoletani noleggiavano auto in Francia, per poi imbarcarle a Pozzallo con destinazione Malta. I criminali, successivamente denunciavano il furto e le auto rimanevano sull’Isola dei Cavalieri. La Polizia di Stato, Squadra Mobile, a seguito dell’attività di monitoraggio della movimentazione di persone e merci al Porto di Pozzallo aveva da tempo registrato la presenza di numerosi veicoli a noleggio che transitavano per scalo ibleo. Agenti in borghese della Squadra Mobile di Ragusa si erano messi in coda per l’imbarco con altri passeggeri. Il  controllo in banca dati ha fatto emergere che 2 auto nuovissime marca JEEP di grossa cilindrata, del valore di 60.000 euro erano in partenza.I poliziotti hanno proceduto al controllo ed emerso che 2 napoletani avevano preso a noleggio l’auto in Francia e  per motivi di turismo stavano andando a Malta. Il percorso dei due “turisti” appariva alquanto strano, per altro effettuato con due auto diverse solo nel colore ma identiche per tutto il resto. Gli investigatori hanno contattato l’agenzia di noleggio, e veniva riscontrato che il contratto era già scaduto e che le auto impropriamente stavano per essere imbarcate per Malta da 2 soggetti diversi da chi aveva effettuato il contratto. Le  indagini conseguenti hanno evidenziato che dal porto di Pozzallo stavano per essere imbarcate le due auto (con ancora 2.000 km effettuati, quindi nuove) per Malta dove sarebbero state vendute ad altri criminali previa denuncia di furto presentata in Italia.I soggetti sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Ragusa, previo accertamento sull’identità mediante fotosegnalamento della Polizia Scientifica. L’agenzia di noleggio, tra le leader al mondo, ha ringraziato la Polizia di Stato di Ragusa per il recupero dei 2 veicoli immediatamente restituiti al reale avente diritto e nel contempo ha diramato una nota a tutte le filiali nel mondo per prestare maggiore attenzione ai finti “turisti”.


Vittoria - Rumeno viola  sorveglianza, ai domiciliari. Si tratta di Vasile Calin, 37enne. Si trovava tranquillamente a bordo della sua auto in una via del centro cittadino, nel tardo pomeriggio di ieri quando i Carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile, impegnati nell’ambito di un predisposto servizio di controllo finalizzato al contrasto di reati predatori e di rapine, l’hanno riconosciuto e fermato lungo via Pozzo Bollente, a Vittoria.   Vasile Calin, 37enne già noto rumeno, era sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno, per cui sono scattate  le manette.   L’individuo, tratto in arresto in base a quanto previsto dal decreto legislativo nr. 159 del 2011, il cosiddetto “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, per aver violato gli obblighi inerenti alla Sorveglianza Speciale che gli imponevano di restare in determinati orari nel territorio del comune di Vittoria, e nello specifico nella sua abitazione, è stato condotto presso la caserma di Plebiscito da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica per i provvedimenti di competenza. I militari  tuttora stanno svolgendo accertamenti da parte per capire le ragioni per le quali il soggetto non si trovava presso il suo domicilio nella città ipparina a quell’ora della giornata. I  Carabinieri, tra i compiti istituzionali, hanno anche quello di verificare quotidianamente che i  destinatari di misure di prevenzione, a cui sono state concesse misure alternative alla detenzione carceraria, rispettino gli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria.  I controlli, predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, proseguiranno nei prossimi giorni in tutta la provincia.


Vittoria  - Cani dell’antidroga scoprono vano e 40 dosi di cocaina, 1 in manette.   Jerry Ventura non aveva fatto i conti con “Jagus” e “Vite” entrambi canidi antidroga delle Unità Cinofile di Catania. I cani non appena hanno fatto accesso nella camera da letto si sono avventati, col tipico interesse di quando segnalano la presenza di droga, sul comodino posizionato a fianco del letto matrimoniale e vicino alla porta d’ingresso della camera. Polizia Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria - hanno arrestato Jerry VENTURA,  26enne nato e residente a Vittoria perché deteneva in casa oltre 40 dosi di cocaina pronte per la vendita per il ponte della Liberazione. I poliziotti, durante un servizio straordinario di controllo del territorio predisposto per ordine del Questure di Ragusa Giuseppe Gammino in occasione del ponte della Festa della Liberazione, con l’ausilio delle Unità Cinofile di Catania hanno effettuato decine di perquisizioni a pregiudicati, luoghi frequentati da spacciatori ed alcune scuole. I controlli nelle scuole hanno dato esito negativo, diverso invece il risultato conseguito a seguito della segnalazione pervenuta alla Squadra Mobile da alcuni cittadini a conoscenza del fatto che Jerry Ventura spacciasse proprio dentro casa. I  poliziotti già da giorni avevano constatato che vi fosse un via vai di persone davanti casa e che Ventura entrasse ed uscisse   sempre guardingo,   senza un motivo per la frenesia considerato che non lavorasse. Il soggetto è ben conosciuto dalla Polizia di Stato in quanto ha diversi precedenti. Il Questore di Ragusa lo aveva avvisato oralmente. In teoria avrebbe dovuto trovare un lavoro e non  frequentare pregiudicati altrimenti a suo carico sarebbero state attuate misure di prevenzione molto più severe.  I  poliziotti dopo aver controllato le due scuole, ieri alle ore 10.00, si erano appostati davanti casa in via Carlo Alberto. I tutori dell’ordine, pochi minuti hanno fatto accesso nell’abitazione in presenza di  Jerry VENTURA, proprio il giovane segnalato dai cittadini.  Gli agenti, appena entrati nello stabile, hanno notato che VENTURA correva ai piani superiori, probabilmente per provare ad occultare la droga, ma è stato subito raggiunto e bloccato. Il giovane ha asserito di aver fretta di andare in bagno ma ovviamente non è stato creduto ed il suo nervosismo è aumentato per aver nascosto la droga. I poliziotti, a quel punto hanno seguito i “collaboratori”  a 4 zampe  che hanno notato le tracce fino al vano bagno dal quale si accede ad un cavedio. “Jagus” e “Vite” hanno mostrato  particolare trasporto, e cercato di aggredire la piccola parete che volgeva sul tetto del vano. Un  operatore di Polizia è stato di conseguenza, letteralmente issato fino a raggiungere la copertura. L’agente, appena  si è sporto ha notato un involucro di cellophane trasparente contenente numerose dosi, poggiate sulle tegole a copertura del tetto di pertinenza dell’abitazione del VENTURA. Gli investigatori hanno recuperato l’involucro  e  contate all’interno 40 dosi di presumibile sostanza stupefacente del tipo cocaina. I  poliziotti, nel corso della perquisizione hanno rinvenuto la somma in contanti di 155 euro che considerata l’ora era già un buon incasso. I tutori dell’ordine, nel comò posto della camera da letto hanno  rinvenuto tutto l’occorrente per confezionare le dosi già realizzate. I poliziotti, dal controllo sul telefono cellulare di Ventura hanno rilevato diversi sms e contatti telefonici con soggetti che usualmente assumono sostanze stupefacenti, indice del fatto che Ventura avesse diversi clienti e che l’attività di cessione fosse ben avviata. Ventura  è stato condotto presso il Commissariato di Polizia di Vittoria,  ed identificato dagli uomini della Polizia Scientifica prima di essere accompagnato in carcere dalla Squadra Mobile di Ragusa. La droga, il denaro e tutto il materiale per il confezionamento sono sotto sequestro ed  è a disposizione della Procura della Repubblica iblea.


Ispica  RGCC preso rapinatore farmacie. Si tratta di Francesco SCOLLO, 54enne di Pozzallo. I  Carabinieri, nella tarda serata di ieri, hanno arrestato il 54enne sorpreso in flagranza da due Carabinieri in borghese e liberi dal servizio mentre il maldestro stava tentando di rapinare, armato di coltello, una farmacia nel centro di Ispica (RG). Il personaggio intorno alle 19.50 di ieri, orario di chiusura delle attività commerciali, è entrato, incappucciato ed armato di coltello, nella farmacia “Ispicenia” e, brandendo l’arma verso il titolare, ha chiesto che gli venissero consegnati tutti i soldi. Un  Appuntato dei Carabinieri libero dal servizio si trovava all’interno dell’esercizio ed è intervenuto prontamente ed insieme al titolare l’ha inseguito all’esterno e nel contempo ha chiamato il 112 per allertare le altre pattuglie in servizio. Un  maresciallo, sempre libero dal servizio ed abitante nei pressi si è trovato nelle vicinanze ed è intervenuto a dar man forte al collega bloccando il malvivente dopo circa 700 metri di corsa, disarmandolo del coltello. L’arrivo immediato dei Militari della stazione di Ispica che erano di pattuglia antirapina è servito per ammanettare il rapinatore. Il soggetto è stato portato in Caserma e dichiarato in stato di arresto, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, D.ssa Alessia La Placa, al termine delle formalità di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Ragusa – Imprenditore 64enne accusato di favoreggiamento prostituzione.  Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ragusa, nelle prime ore della mattinata hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Ragusa dr. Giampiccolo, su richiesta del P.M. dott.ssa Serena Menicucci della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Salvatore IACONO  64enne di Vittoria,  imprenditore agricolo incensurato, accusato del reato di favoreggiamento della prostituzione. Le indagini erano  state avviate negli ultimi mesi dell’anno 2013, quando un imprenditore di Vittoria ed allora esponente di un partito politico, dopo aver avuto un rapporto sessuale con giovani donne dell’est europeo, contattate tramite una bacheca di annunci on-line, rimaneva vittima di un’estorsione. Il personaggio, durante la consumazione del rapporto, era stato fotografato in modo compromettente.  La vittima per impedire la divulgazione delle foto, in più tranche, aveva ricevuto la richiesta la somma complessiva di 100.000€, da consegnare nell’arco di un mese. Capendo di essere rimasto intrappolato in un ricatto da cui non sarebbe più riuscito a venire fuori, il soggetto aveva deciso di sporgere denuncia presso i Carabinieri che, immediatamente, avevano avviato le indagini per individuare gli autori del fatto. A seguito dell’ennesima richiesta di pagamento di una somma di denaro per impedire la divulgazione delle foto, con l’accordo della vittima, il   19 dicembre 2013, veniva organizzato un servizio di osservazione finalizzato a fermare gli estortori proprio nel momento in cui ritiravano una busta con il denaro richiesto. Il  servizio ha sortito gli effetti sperati, poiché venivano arrestati in flagranza del reato di estorsione in concorso i rumeni George MARIN 30enne e Veronica HODOROG 40enne, sorpresi mentre ritiravano nel posto convenuto, lungo una strada di campagna, la busta depositata dalla vittima ed in cui avrebbe dovuto trovarsi la somma di denaro richiesta. Il denaro era solo come 1^ tranche del totale, doveva essere di 2.000/3.000 €. Le indagini però proseguivano, al fine di accertare se altri erano rimasti vittime dello stesso tipo ricatto e se vi erano altri soggetti coinvolti nella vicenda. I militari, dai successivi accertamenti, svolti anche monitorando le bacheche di annunci on-line esistenti sul web e relativi alla provincia di Ragusa, hanno scoperto che vi erano una serie di giovani donne, tutte di nazionalità rumena, dedite alla prostituzione, che adescavano i loro clienti tramite tali annunci.  Le  indagini hanno fatto emergere pure che l’attività di prostituzione veniva esercitata in alcune abitazioni nel comune di Comiso. Gli investigatori  in questa fase dell’attività criminosa hanno inquadrato il ruolo di IACONO, poiché il suo compito era quello d’individuare le abitazioni dove avvenivano gli incontri sessuali con i clienti della giovani donne, occuparsi della stipula dei relativi contratti d’affitto. Il soggetto per tale  è stato arrestato per il reato di favoreggiamento della prostituzione e posto agli arresti domiciliari.


Ragusa  - Incendio in distributore carburanti, paura su  S.S. 115. un  furgone di mattina stava trasportando bombole di ossigeno per uso medico, e durante il rifornimento di gas metano si è verificato l’incendio che ha ingenerato tanta paura in un distributore di carburanti Agip sulla S.S.115. I  Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Ragusa sono immediatamente intervenuti sul posto  per gli accertamenti e la sicurezza, i Vigili del Fuoco hanno impiegato oltre 2 ore per avere ragione delle fiamme. L’incendio avrebbe potuto avere ben più tragiche conseguenze, ma le fiamme fortunatamente non hanno raggiunto i depositi di carburante del distributore ed hanno provocato solo danni materiali.  Il  furgone che stava facendo rifornimento è andato completamente distrutto ed anche la colonnina del gas metano è stata danneggiata come la tettoia dell’impianto. I  primi accertamenti svolti sul posto dai Carabinieri e dai Vigili del Fuoco hanno evidenziato che le fiamme sembra si siano sprigionate da qualcuna delle 8 bombole di ossigeno che trasportava il furgone andato distrutto nell’incendio, per poi propagarsi alla colonnina del metano. Il  Sostituto Procuratore di turno della Procura di Ragusa, dr.ssa Monica Monego, è stato informato dell’accaduto ed ha disposto i primi accertamenti finalizzati ad accertare le cause dell’incendio. Gli inquirenti puntano a verificare il rispetto delle normative di sicurezza e, specificatamente, di quelle antincendio, sia da parte del conducente del furgone che trasportava le bombole di ossigeno che del titolare dell’impianto dove si è verificato il fatto.


Ispica  RGTopo d’appartamento trasfertista preso da CC. I Carabinieri hanno arrestato Stefano Arrabito, 52enne, originario di Scicli, sorpreso mentre stava tentando il furto in un’abitazione in contrada Marina Marza. Sequestrati diversi oggetti atti allo scasso. I militari del Nucleo Radiomobile di Modica e della Stazione Carabinieri di Ispica hanno ammanettato, in contrada Marina Marza, il già noto, Stefano Arrabito, sorpreso nel tentativo di commettere un furto in un’abitazione. La zona presa di mira dal soggetto, essendo località di mare, è caratterizzata dalla presenza di numero case estive che, pertanto, nel periodo invernale non vengono occupate dai proprietari. I Carabinieri della Compagnia di Modica per questo motivo, stanno svolgendo servizi di controllo del territorio nella zona marina, al fine di prevenire e reprimere eventuali reati predatori ad abitazioni lasciate libere durante la stagione invernale e quindi facili obiettivi per i malviventi. Alcune pattuglie del Nucleo Radiomobile di Modica e della Stazione di Ispica, nel pomeriggio di ieri, nel corso di apposito servizio, mentre si trovavano a perlustrare proprio la zona marina, sono stati attivati dalla Centrale Operativa per un allarme scattato in un’abitazione poco distante. I militari sono giunti tempestivamente sul posto, hanno individuato la casa  e notato che la finestra della cucina era stata forzata. I Carabinieri, dopo aver disposto tutte le pattuglie sul perimetro della casa per evitare eventuali fughe, si sono introdotti nella casa dove, al piano superiore, trovavano nascosto l’Arrabito che veniva immediatamente bloccato. I militari nelle vicinanze del luogo del reato, hanno rinvenuto, l’auto del maldestro che, dopo essere stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare, è stato trovato in possesso di diversi attrezzi atti allo scasso, successivamente sottoposti a sequestro, e soldi in contanti e monete straniere asportate poco prima dall’abitazione, restituite poi al legittimo proprietario. I Carabinieri, dopo gli accertamenti di rito, hanno dichiarato in stato di arresto l’Arrabito che, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa. I servizi di controllo del territorio dei Carabinieri proseguiranno al fine di contrastare questa tipologia di reati predatori, in particolare nelle zone più isolate e, quindi, più vulnerabili.


Ragusa - Polizia  sigilla “casa del piacere”. I tutori dell’ordine sono intervenuti in corso Mazzini a Ragusa su segnalazione degli esasperati cittadini. I primi sigilli del 2015 per l’ennesima “casa chiusa”. La polizia nel 2014 aveva individuato ben 15 “ case“. 2 prostitute dominicane ed un uomo residente a Modica  che ha pagato 200 euro per praticare sesso di gruppo sono stati sorpresi all’interno. La casa era dotata di ogni comfort e le prostitute possedevano ogni tipologia di oggetto per i “gusti” dei clienti. Gli oggetti: tra i più utilizzati fruste ed oli lubrificanti per la sodomizzazione dei clienti. Le residenti della zona: “non ci sentiamo tranquille di rientrare in casa da sole quando vediamo tutti quei maschi bavosi davanti l’uscio di quelle signorine, sembrano disposti a tutto, grazie di essere intervenuti subito”. La proprietaria dell’immobile possiede anche un altro stabile che era stato oggetto di controllo pochi mesi addietro. La proprietaria verrà denunciata per favoreggiamento della prostituzione. La Polizia di Stato ieri sera è intervenuta con personale in borghese della Squadra Mobile in corso Mazzini a Ragusa in quanto i residenti della zona avevano segnalato il solito via vai e la loro preoccupazione per la presenza di diversi uomini in coda per accedere ad una delle “case del piacere”. La segnalazione presentata presso gli uffici della Polizia di Stato di Ragusa era stata subito esaminata dagli investigatori che in poche ore hanno riscontrato la veridicità del contenuto e sono intervenuti al fine di porre fine all’attività. Il copione è sempre lo stesso, residenti esasperati dal via vai e dai continui errori dei clienti con richieste assurde ai vicini della casa a luci rosse. Considerata l’incisività dei controlli della Polizia di Stato disposti dal Sig. Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, gli onesti cittadini hanno trovato un punto di riferimento nell’Istituzione, pertanto giungono diverse segnalazioni al 113 e direttamente presso gli uffici della Squadra Mobile. 15 case sono state chiuse nel 2014 perché adibite dai proprietari o locatari a luoghi dove poter consumare sesso a pagamento. Gli  agenti in borghese della Polizia di Stato, ieri alle ore 18, hanno iniziato il servizio che avrebbe previsto un’attività di appostamento nei pressi dell’abitazione segnalata ma, quando sono giunti davanti la porta di casa, hanno trovato la fila. Anche questo aspetto era già stato affrontato dai poliziotti che “scavalcando” la coda sotto gli occhi dei “clienti” quasi infastiditi, hanno bussato alla porta in considerazione che all’interno vi era già qualcuno. Gli uomini della Squadra Mobile hanno comunque chiesto i documenti ai soggetti presenti in fila che a loro dire erano li tutti per caso. 2 due dominicane ed un cliente erano nell’abitazione  ed hanno dovuto interrompere il rapporto sessuale di gruppo in quanto “disturbato” dalla Polizia. Il cliente e le prostitute sono stati identificati e portati negli uffici della Squadra Mobile grazie al congiunto intervento della Squadra Volanti. Una volta presso gli uffici della Polizia di Stato, le due donne ammettevano di svolgere l’attività da quando residenti in Italia, ma di farlo per loro libera scelta. Il cliente modicano asseriva che per lui era la prima volta (quasi tutti i clienti dicono sempre così), ma rassicurato che il consumare rapporti sessuali a pagamento non costituisce reato, la preoccupazione era tutta verso un eventuale invio a casa di documentazione inerente il controllo da parte della Polizia. L’uomo (disoccupato) aveva pagato ben 200 euro per consumare un rapporto sessuale con entrambe le prostitute ma non ha potuto neanche terminare perché interrotto dal controllo. La proprietaria dell’immobile è nota agli uffici della Polizia di Stato in quanto è proprietaria di un’altra casa  a Ragusa anche questa oggetto di controllo nei mesi addietro, vi erano altre prostitute e transessuali. La donna è stata nuovamente diffidata e gli atti di Polizia Giudiziaria sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica per eventuali responsabilità penali. Diverse le sanzioni amministrative contestate alla proprietaria della casa per la mancata comunicazione dell’ospitalità di soggetti stranieri. Il giro d’affari anche in questa occasione è di rilevante entità, tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 300 euro e chi si dedica alla prostituzione spesso si scambia le case tra città limitrofe per non incappare nei controlli della Polizia di Stato. All’interno dell’abitazione sono stati trovati “accessori” di tutti i tipi, falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado-maso. Si può affermare, secondo quanto riferito dalle prostitute che i clienti più esigenti richiedono prevalentemente di essere frustati e sodomizzati, per questo in casa si trovano diversi oli lubrificanti. Al termine del servizio di Polizia, la Squadra Mobile unitamente al personale della Squadra Volante accompagnava in Questura le donne accertando che la loro posizione sul territorio nazionale è regolare, in quanto in possesso di foglio di soggiorno ma sono state avviate le pratiche per il procedimento amministrativo di revoca. Il Commissario Capo della Polizia di Stato dirigente Squadra Mobile Dott. Antonino Ciavola garantisce che “la Polizia di Stato continuerà ad operare in aiuto del cittadino col massimo impegno per il ripristino delle condizioni di legalità nella Provincia di Ragusa qualora venissero a mancare; in particolar modo nei luoghi già segnalati del centro storico della Città di Ragusa. “La Polizia di Stato è sempre al servizio della gente e confida nelle segnalazioni di ogni tipologia di comportamento illecito; anche in questo caso la partecipazione dei cittadini è stata fondamentale per vincere il crimine.” Ragusa Case di piacere in città: 50 esercitano prostituzione, 5 denunciati. Si tratta di :  F.V.   65enne ragusano, C.A  53enne ragusano, P.S, 45enne ragusano ed una coppia di colombiani R.A.  40enne e G.H.   34enne.  La Polizia di Stato ha individuato e sgominato un gruppo di insospettabili che gestiva quasi 50 persone (uomini e donne) al fine di farle prostituire. 2 anni di indagini hanno permesso di denunciare 5 insospettabili che fornivano ogni tipo di assistenza alle prostitute per poter esercitare il loro “mestiere”. Le case del piacere erano ubicate quasi tutte nel pieno centro storico di Ragusa. Per gli incontri più “particolari” si spostavano sulla fascia costiera e nelle campagne modicane. Le indagini della Polizia di Stato sono partite nel 2012 e terminate nel 2014 ed hanno permesso di denunciare per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ben 5 persone, 3 italiani, F.V.   65enne ragusano, C.A  53enne ragusano, P.S,  45enne ragusano ed una coppia di colombiani R.A.   40enne e G.H.   34enne. L’indagine ha avuto inizio da uno dei controlli della Squadra Mobile alla quale alcuni cittadini esasperati dal continuo andirivieni si erano rivolti. Il controllo faceva emergere   subito che l’attività non era occasionale ma doveva per forza avere una struttura più solida alle spalle. Il giro d’affari era impressionante, migliaia di euro al mese sia per gli organizzatori che per le prostitute o gli uomini dediti alla prostituzione. Il modus operandi era molto semplice, i 5 denunciati, con la complicità di altri proprietari immobiliari insospettabili di Ragusa, avevano organizzato tutto. Ognuno aveva dei compiti: soggetti procuravano le case e facevano contratti d’affitto a proprio nome, altri avevano la disponibilità degli appartamenti ed erano a conoscenza dell’attività di meretricio, alcuni curavano l’aspetto degli annunci sui siti specializzati,  altri invece andavano a prendere le prostitute all’aeroporto di Catania per poi accompagnarle nelle case del piacere create ad hoc. Il ricambio era settimanale o bisettimanale così i clienti rimanevano sempre soddisfatti trovando sempre “merce” nuova. le case sottoposte a controllo nel 2014 sono state 14 con l’immediata chiusura ed il deferimento all’Autorità Giudiziaria dei responsabili di tale illecita attività. Le 5 persone  che sono state oggetto d’indagine della Squadra Mobile dovranno rispondere del grave reato di sfruttamento della prostituzione e le abitazioni da loro utilizzate sono ancora oggetto di approfondimenti investigativi per un eventuale sequestro ai fini della confisca. I poliziotti, durante le attività d’indagine hanno identificato oltre 400 clienti e sequestrato: centinaia di preservativi ed oggetti utilizzati per i rapporti sessuali più trasgressivi. Il dirigente della squadra mobile dott. Antonino Ciavola Commissario Capo della Polizia di Stato lascia intendere che “La Polizia di Stato continua a chiedere la collaborazione dei cittadini, basterà venire presso gli uffici della Squadra Mobile o contattare il 113 per fare le segnalazioni in tempo reale, permettendo così un tempestivo intervento, spesso determinante per sconfiggere il crimine”.


Scicli RG 4 picchiano e rapinano famiglia in casa contrada Fallì. I malfattori hanno portato via oro e denaro. 4 malviventi con volto travisato hanno atteso che una famiglia rientrasse in casa per poi rapinarla. I Carabinieri stanno seguendo le indagini per risalire ai malviventi. I  4 delinquenti ieri sera intorno alle 20.00, a Scicli, in Contrada Fallì, hanno atteso davanti ad un’abitazione di campagna che rientrassero i proprietari per poi rapinarli. La  famiglia: marito e moglie  e 2 figli,  stavano per fare rientro nella loro  abitazione dopo una giornata passata fuori. I malcapitati sono stati accerchiati dai 4  non  armati  ma travisati. I malviventi dopo aver colpito con un pugno al volto il padre che aveva tentato invano una resistenza,  hanno costretto le vittime ad entrare in casa. I malfattori, dopo aver legato ed imbavagliato l’intera famiglia, hanno iniziato a rovistare   nelle camere ed una volta raccolto del denaro contante (circa 300 euro) e dell’oro, hanno abbandonato l’abitazione dandosi alla fuga per le campagne circostanti. Le  vittime dopo essere riusciti a liberarsi, hanno immediatamente chiamato il 112 e, poco dopo,   sul posto è intervenuta una pattuglia dei Carabinieri. I militari, dopo aver accertato quanto accaduto, hanno comunicato alla Centrale Operativa i primi elementi descrittivi raccolti, allertando tutte le pattuglie presenti sul territorio ed approntando dei posti di controllo in modo da chiudere le eventuali vie di fuga dei malviventi. I  Carabinieri, già nella serata di ieri hanno provveduto ad effettuare i rilievi delle tracce lasciate dai malviventi che, successivamente, saranno inviate al RIS di Messina per gli accertamenti. Il padre, a seguito del pugno al volto subito,  è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Scicli per le cure del caso, è stato dimesso con una prognosi di 7 gg.


Ispica2 tentano colpo in casa: trovano coppia, che picchiano ma fuggono senza preziosi. 2 malviventi con volto travisato, ieri sera intorno alle 21.30 a Ispica, in Contrada Giummarelle, si sono prima introdotti in una abitazione e, quindi, hanno aggredito, con calci e pugni, i due occupanti nel tentativo di rapinarli. i criminali, dopo essersi introdotti nell’abitazione, hanno colpito violentemente, con dei calci e pugni, il proprietario ed un’altra persona con lui residente e, nel mentre, gli intimavano di consegnare gioielli e denaro. I  due malviventi alla risposta negativa delle vittime: un uomo e una donna,  hanno cominciato a rovistare tutta la casa mentre continuavano a malmenare i due. La  donna è riuscita a sottrarsi all’aggressione e si chiusa in una stanza dell’abitazione da dove ha contattato i Carabinieri sull’utenza 112.I malviventi, non trovando refurtiva da asportare, dopo essere usciti dall’abitazione, hanno danneggiato i veicoli delle vittime parcheggiati nel giardino per poi darsi alla fuga per le campagne circostanti. 2  pattuglie dei Carabinieri,  poco dopo,  sono intervenute sul posto e, dopo aver accertato quanto accaduto, hanno comunicato alla Centrale Operativa i primi elementi descrittivi raccolti.  Tutte  le pattuglie presenti sul territorio sono state allertate in modo da chiudere le eventuali vie di fuga. Un’ambulanza del 118 è intervenuta sul posto, a seguito dell’aggressione, le due vittime sono state condotte al pronto soccorso di Modica riportando prognosi per ferite guaribili, l’uomo in 30 giorni   la donna in 8 . I  Carabinieri del Nucleo Operativo sono intervenuti presso l’abitazione ed hanno provveduto ad effettuare i rilievi di eventuali tracce lasciate dai malviventi che, successivamente, saranno inviate al RIS di Messina per gli accertamenti.


Scicli RGMarito esce, non rientra a casa: moglie denuncia scomparsa, CC lo ritrovano. L’uomo era scomparso da casa ed è stato rintracciato dai Carabinieri dopo ore di ricerche. Il marito si era allontanato da casa senza dare più sue notizie alla moglie che ha informato subito i Carabinieri i quali hanno avviato le ricerche. I militari dell’Arma nella tarda serata, hanno rintracciato il marito nella zona industriale di Ragusa. Una  donna, ieri mattina si era presentata presso la Tenenza dei Carabinieri di Scicli ed aveva denunciato la scomparsa del marito. L’uomo era sparito senza dare più sue notizie, si era allontanato dalla casa a bordo dell’auto di proprietà. La donna, non avendo più notizie del proprio marito, preoccupata che  fosse successo qualcosa di spiacevole, si è rivolta ai Carabinieri. I militari ricevuti immediatamente, i dati del marito, hanno attivato le procedure di ricerca, diramando la descrizione dell’uomo a tutte le pattuglie presenti sul territorio. Il marito 38enne, si era allontanato da casa a bordo della sua vettura riferendo alla moglie che avrebbe fatto solo un giro. La moglie, dopo un paio di ore, non vedendo tornare, il marito ha provato a contattarlo ma il telefono cellulare risultava non raggiungibile e, pertanto, preoccupata, si è recata di corsa dai Carabinieri. Le ricerche avviate sono proseguite fino a tarda serata. Le  pattuglie dell’Arma hanno perlustrato attentamente tutta la giurisdizione. Una pattuglia dei Carabinieri dopo ore di ricerche, quando ormai era calato il buio, ha rintracciato l’uomo mentre, a bordo della sua autovettura, si trovava nei pressi della zona industriale di Ragusa: il lieto fine. I militari dell’Arma hanno verificato subito il buon stato di salute dell’uomo che finalmente, in tarda serata, ha fatto rientro a casa dai propri familiari.


RagusaStudenti, lezione al Comando provinciale  GdF: “Educazione alla legalità economica”. Scolari dell’Istituto Comprensivo “Francesco Crispi” di Ragusa hanno visitato la Caserma del Comando Provinciale della Guardia di Finanza per parlare di cultura della legalità economica nell’ambito della terza edizione del progetto “Educazione alla legalità economica”.L’iniziativa trae origine da un Protocollo d’intesa tra il Comando Generale della Guardia di Finanza ed il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, finalizzata a promuovere, nell’ambito dell’insegnamento “Cittadinanza e Costituzione”, un programma di attività a favore degli studenti della scuola primaria e secondaria. L’intento è di far maturare la consapevolezza del valore della legalità economica, con particolare riferimento alla prevenzione dell’evasione fiscale e dello sperpero di risorse pubbliche, delle falsificazioni, della contraffazione, nonché dell’uso e dello spaccio di sostanze stupefacenti. I militari delle Fiamme Gialle, con unità cinofile, durante la giornata presso l’ Istituto hanno dato luogo ad una dimostrazione per la ricerca di sostanze stupefacenti su bagagli e sulle persone, seguita dalla proiezione delle slides riguardanti il progetto. I militari del Corpo hanno illustrato i molteplici compiti della Guardia di Finanza rispondendo alle innumerevoli domande dei piccoli allievi incuriositi.


Vittoria - Carabinieri aggrediti durante controlli, 3 bloccati: 2 gli episodi. I militari della Compagnia di Vittoria impegnati in servizi sono stati coinvolti in due episodi di minaccia e violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. 2 arresti: 1 domiciliari e 1 denuncia a piede libero. I  Carabinieri della locale Stazione nel pomeriggio di sabato scorso ad Acate, erano impegnati in un servizio perlustrativo con posti di controllo nelle principali arterie di comunicazione dell’abitato. I  militari, durante un posto di controllo in Piazza Matteotti, hanno intimato l’alt a 2 personaggi alla guida di due motociclette che, a forte velocità, si aggiravano per il centro.  I soggetti invece di fermarsi, hanno aumentato la velocità   sfrecciando via: ne è nato un inseguimento per le vie del paese che si è concluso bloccando uno dei due. L’altro in moto, fratello del fermato, è sopraggiunto con il padre, per cercare di liberarlo: ne è nata una colluttazione con i Carabinieri che, tuttavia, sono riusciti, a riportare l’ordine e ad arrestarne uno, L. D., 24enne, ed a deferirne in stato di libertà gli altri due, L. A., 56enne, e L. A. S., 32enne. Il  giovane, che è stato trovato in possesso anche di un coltello di genere vietato, sottoposto a sequestro, è stato portato nella caserma di via Galileo Galilei dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, dinanzi alla quale dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale. Le due motociclette, prive di assicurazione e di targhe, sono state sequestrate, mentre il Carabiniere, durante la colluttazione, ha riportato ferite alla mano giudicate guaribili in 3 giorni. Analogo fatto è accaduto alle prime luci di domenica quando un tunisino, S. L., 28enne,  in via Bixio a Vittoria, soccorso dagli operatori del 118 e da una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile per una presunta aggressione subita, è andato in escandescenza, dando pugni e spintoni a tutti i presenti, insultando e minacciando i Carabinieri. Il soggetto ha avuto lo stesso modus durante il trasporto in Ospedale, dove doveva essere refertato. Il personaggio addirittura ha scaraventato una sedia contro un militare che, scansandosi, l’ha evitata. L’arresto è scattato per il maghrebino che, condotto per le formalità di rito nella caserma di via Garibaldi, è stato poi associato presso la Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea, dinanzi alla quale dovrà rispondere dei reati di minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento: il militare ferito ha subito lesioni al polso giudicate guaribili in 2 giorni.  


Comiso RG Rumena al cimitero rapina 82enne in Cappella. La vittima stava pregando nella cappella di famiglia del cimitero comunale di Comiso ed aveva appena appoggiato portafoglio e chiavi sulla tomba: tanto è bastato perché una minorenne rumena incensurata glieli sottraesse e, dopo averlo spinto a terra, si dileguasse tra le tombe del cimitero. Il turpe episodio è accaduto ieri ai danni di un 82enne del paese che, di mattina, si era recato al cimitero per pregare i suoi cari defunti. Il  colpo irrispettoso anche del luogo di culto è stato compiuto da una giovane rumena, che a breve avrebbe compiuto la maggiore età. L’intervento immediato di una pattuglia di Carabinieri della locale Stazione, è stato risolutorio.I militari erano impegnati in servizi mirati contro i reati predatori, predisposti in tutta la provincia di Ragusa anche nei cimiteri e nei luoghi di culto affollati per le ricorrenze religiose di novembre. I Carabinieri intervenuti hanno individuato rapidamente la minorenne grazie alle prime testimonianze dell’anziano, pur scosso, ed indicazioni  di passanti. I militari hanno recuperato la refurtiva che, nel frattempo, la rumena aveva nascosto abilmente sotto una lastra di marmo di un’altra tomba. La maldestra giovane è stata dichiarata in arresto ed è stata condotta presso la caserma di via Sciascia dove, al termine delle formalità di rito, è stata accompagnata presso la Casa di Accoglienza per i Minori di Caltanissetta, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania, dinanzi alla quale dovrà rispondere di rapina. La vittima 82enne, se l’è cavata con lesioni guaribili in tre giorni ed un grande spavento. I carabinieri hanno restituito all’anziano la refurtiva che era stata sottratta illecitamente. Un apprezzamento per la brillante operazione è giunto ai militari operanti dal Comandante Provinciale, T. Col. Fragassi che si è congratulato per la tempestività dell’intervento e per la efficace predisposizione dei servizi preventivi e repressivi dei reati predatori, predisposti su tutto il territorio di competenza della Compagnia di Vittoria.


Ragusa - Evade per visita oculistica. I carabinieri della stazione di Ragusa Ibla hanno arrestato ai domiciliari 1 di Ispica in flagranza di evasione. Antonio Carpintieri 39enne  sottoposto agli arresti domiciliari nel territorio del comune di Rosolini, a pochi metri dalla frazione di San Giacomo del comune capoluogo, frazione ricadente nel territorio di competenza dei carabinieri della stazione di Ragusa Ibla. Il giudice di Siracusa, pertanto, sentiti i carabinieri di Rosolini e Ibla, ha incaricato quest’ultimi per la vigilanza sull’arrestato domiciliare, per una questione di ottimizzazione, visti i chilometri. I militari della stazione di Ibla,  sabato mattina si sono presentati in casa del soggetto per accertarne la presenza, come di consueto accade con tutti gli arrestati ed i detenuti domiciliari nonché con gli altri soggetti sottoposti a obblighi e vincoli. Carpintieri però non era in casa ed un convivente ha riferito che era uscito per andare dall’oculista. I due militari di pattuglia hanno chiamato il collega in caserma chiedendo se  vi fosse un permesso del giudice che a loro era sfuggito.  La  risposta negativa, ai due di pattuglia li ha indotti ritornare a Ragusa verso l’ospedale. Carpinteri nel frattempo, verosimilmente avuta notizia della visita dei militari, e terminata l’altra visita (poiché i carabinieri hanno accertato che effettivamente l’uomo dal dottore era andato), probabilmente convinto di aggiustare la situazione d’illegalità in cui s’era andato a mettere, si è recato in caserma a piazza caduti di Nassirya dove nel frattempo i militari di Ibla erano arrivati e l’hanno arrestato per evasione. Antonino Carpinteri, già noto alla cronaca, per due arresti negli anni scorsi per atti persecutori e per furto di rame,  è conosciuto dalle forze dell’ordine, specie dai carabinieri di Ispica per altre pregresse questioni attinenti il codice penale, è stato quindi sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici e collocato nuovamente. I militari sentito il pubblico ministero di turno dott.ssa Serena Menicucci hanno posto il personaggio agli arresti domiciliari nel territorio del comune di Rosolini.


Ragusa -  Evade da struttura ai domiciliari, CC preso. Il giovane tratto in arresto domiciliare è  Angelo Cannata 24enne. I carabinieri della stazione di Ragusa Principale hanno arrestato in flagranza di reato di evasione un ventiquattrenne chiaramontano. I militari, di pomeriggio, poco dopo le sedici e trenta, hanno rilevato l’allontanamento volontario di un giovane da una struttura dov’era sottoposto agli arresti domiciliari per furto. I carabinieri  sapevano che l’evaso è chiara montano. L’operatore della centrale operativa provinciale ha diramato immediatamente le ricerche tra le pattuglie impiegate sul territorio, specie lungo la probabile via di fuga Ragusa-Chiaramonte. Una pattuglia della Stazione di Ragusa Principale, spostatasi lungo viale delle Americhe, ha iniziato a perlustrare la zona in lungo e in largo. I carabinieri dopo pochi minuti, lungo una via a meno di un chilometro dal domicilio dell’evaso, hanno rintracciato ed arrestato il fuggitivo. Il soggetto è stato accompagnato in caserma per essere sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici. I  militari hanno informato il Pubblico Ministero, con il quale hanno concordato che, non essendoci particolari esigenze cautelari, l’arrestato poteva essere nuovamente collocato ai domiciliari in attesa della convalida da parte del giudice per le indagini preliminari. Angelo Cannata non è nuovo a tale esperienza, è infatti la quarta volta che viene arrestato in meno di sei mesi per evasione: una a Granieri, una a Chiaramonte e due a Ragusa, tutte dai carabinieri. Il giovane, direcente era stato già denunciato a piede libero per reati contro la persona e il patrimonio, nonché per evasione. In precedenza era stato anche libero vigilato.I militari dell’Arma di Ragusa, sospettano che il Cannata potrebbe evadere nuovamente, talché il quartiere dove è domiciliato, nella parte più alta del capoluogo, è particolarmente vigilato dai servizi perlustrativi dei carabinieri.


Ragusa - Halloween in chiesa abbandonata, CC 8 denunciati. I carabinieri della stazione di Ragusa Ibla hanno denunciato 8 giovani per essersi abusivamente introdotti in una chiesa abbandonata per improvvisarvi una festa di halloween. I fatti sono accaduti la notte dell’ultimo giorno di ottobre. Una pattuglia di militari della stazione di Ragusa Ibla, impegnata in un servizio perlustrativo notturno, stava transitando nei pressi di un antico convento abbandonato, sito proprio nell’antico borgo di Ragusa “Inferiore”. I 2 militari hanno chiaramente distinto la musica proveniente dallo stesso edificio. I due carabinieri, parcheggiata l’auto, sono andati quindi a vedere che cosa stesse succedendo e, con loro assoluto stupore, entrati nella chiesa l’hanno trovata tutta agghindata di candele accese. Sull’altare un impianto con casse acustiche diffondeva la musica. Al centro un gruppetti di giovani intenti a ballare e bere. Sovrastato il volume della musica, il sottufficiale capo pattuglia è riuscito a richiamare l’attenzione dei presenti, invitandoli a spegnere la musica ed  esibire i documenti d’identità. L’arrivo dei carabinieri ha messo scompiglio nella festa da ballo da poco iniziata. Alcuni dei giovani se la sono presa con uno di essi, reo, a quanto pare di avere scelto la “location”. 8 ragazzi ragusani, modicani e sciclitani, 3 maschi e 5 femmine, d’età compresa tra i 24 e i 35 anni, una volta identificati sono stati denunciati per invasione di edifici aggravata in concorso. La denuncia, infatti, è partita d’ufficio poiché è successivamente emerso, dall’approfondimento esperito dai militari, che l’antico convento non è privato ma pubblico. Esso è infatti di proprietà del Fondo edifici di culto del Ministero dell’interno, pertanto la denuncia alla Procura della Repubblica è d’ufficio e non a querela del proprietario.   Il reato non è troppo grave, i maldestri rischiano  una multa salata.


AcateRicettazione, GdF sequestra merce. Denunciato un tunisino già noto. La Guardia di Finanza di Vittoria ha sottoposto a sequestro materiale di provenienza illecita, trovata nella disponibilità di un tunisino: 1 fotocopiatore, 1 macchinetta da gioco e circa 500 kg di pezzi di ricambio per automobili e motoveicoli. I finanzieri hanno rinvenuto la merce a Marina di Acate, nell’abitazione dell’extracomunitario. I militari, durante l’attività di perlustrazione del territorio, in contrada Macconi, si sono appostati nei pressi dell’abitazione del sospetto o ed hanno notato i movimenti. I finanzieri sono intervenuti ed hanno effettuato una perquisizione nella casa e nel garage del soggetto. dove hanno rinvenuto diverse decine di pezzi di ricambio, smontati e pronti per essere rivenduti sul mercato nero. La Guardia di Finanza, ha rinvenuto 1 slot machine, di quelle c.d. “mangiasoldi” spesso sequestrate in diverse attività commerciali, poiché non  munite del collegamento alla rete dei Monopoli di Stato, avente la serratura forzata.  I finanzieri hanno recuperato 1 fotocopiatrice professionale e diverse decine di biglietti “gratta e vinci” ancora integri. Il tunisino 32enne non è stato in grado di sia giustificare la provenienza della merce, che di fornire ai militari documentazione circa il legittimo acquisto della stessa. I finanzieri, pertanto, avendo motivo di ritenere che la merce fosse oggetto di reato, l’hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria ed  hanno provveduto al sequestro delle refurtiva. Il soggetto perquisito è già noto per ricettazione, furto, detenzione ai fini  di spaccio di sostanze stupefacenti, minaccia e lesioni. Il personaggio dovrà rispondere  nuovamente del reato di ricettazione, nell’ambito delle indagini disposte dal dott.  Gaetano Scollo, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Ragusa. La merce rinvenuta è stata affidata ad una ditta specializzata nella custodia di beni sequestrati.


Vittoria - 1 ai domiciliari per violazioni: preso a guidare tranquillamente Ape Piaggio in compagnia di altro personaggio. Si tratta di: Giovanni Nigito

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24enne già noto vittoriese. I  Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Vittoria, erano impegnati nell’ambito di un servizio predisposto per il controllo di soggetti destinatari di misure alternative alla detenzione carceraria e   di prevenzione nella giurisdizione di competenza. I militari  hanno riconosciuto e  hanno fermato verso le ore 14.00 di ieri:   Giovanni Nigito, sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. nel comune di residenza, per cui sono scattate così le manette domiciliari.  Il giovane, tratto in arresto ai domiciliari in base a quanto previsto dal decreto legislativo nr. 159 del 2011, il cosiddetto “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, è stato condotto presso la caserma di via Giuseppe Garibaldi a Vittoria da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, dott. Gaetano Scollo, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale. L’Ape Piaggio, sprovvista di copertura assicurativa, è stata invece posta a sequestro. Nigito, già noto alle Forze dell’Ordine, era stato arrestato nel 2012 per reati contro il patrimonio sempre dai Carabinieri che, tra i compiti istituzionali, hanno anche quello di verificare quotidianamente che i soggetti destinatari di misure di prevenzione, ovvero a cui sono state concesse misure alternative alla detenzione carceraria, rispettino gli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria. Analoghi controlli, predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, proseguiranno nei prossimi giorni in tutta la provincia.


Ragusa Aggressione per 10€, CC 2  identificati  e denunciati. I 2 violenti sono stati identificati e rintracciati: E.R. 22enne e V.Z. 26enne, entrambi nullafacenti, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica iblea per lesioni personali in concorso. Il primo dei due, avendo sottratto la banconota da 10 euro, dovrà anche rispondere del reato di rapina. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Ragusa hanno identificato e denunciato all’Autorità giudiziaria i 2 giovani che alle prime ore di domenica scorsa avevano violentemente malmenato un coetaneo in piazza San Giovanni a Ragusa. Una serata tra amici, era al volgere verso le 5 del mattino, e forse c’era stato qualche bicchiere di troppo. 2 gruppetti di giovani si erano incontrati in piazza San Giovanni. Uno ragazzo s’era fermato a parlare, con un conoscente  dell’altro gruppo, contestandogli di essere debitore (peraltro dalle testimonianze si parla anche di una cifra quasi irrisoria, 10€) nei confronti di un suo amico (non presente ai fatti), verosimilmente per un debito di gioco. testimonianze raccolte dai carabinieri, pare vi siano partite di poker serali tra amici e conoscenti circa ventenni a casa di uno o dell’altro dove i giovani si giocano piccole cifre in contanti. I  militari stanno ipotizzando anche un’ipotesi di reato di gioco d’azzardo, sul quale stanno cercando di mettere insieme le dichiarazioni delle persone informate sui fatti. La piccola discussione sul debito, forse per la stanchezza dovuta all’ora, forse per qualche bicchiere di troppo, forse per qualche parola fuori posto, è in pochi secondi degenerata a lite verbale tra i due, finché di punto in bianco non è successo l’irreparabile. Il primo giovane, quello che contestava il debito, improvvisamente ha iniziato a colpire quell’altro con pugni al volto. Un suo amico, alla vista di ciò, è accorso in aiuto, così i pugni sono passati da due a quattro alla volta. L’aggredito, caduto in terra col volto tumefatto, ha perso gli occhiali ed è rimasto intontito. Mentre era a terra, il primo dei due aggressori gli ha sfilato il portafogli e ne ha estratto dieci euro per poi gettarlo in terra e andarsene come se nulla fosse. Il malcapitato è stato portato al pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato varie contusioni e la frattura del naso, con una prognosi di 20 giorni. I carabinieri sono arrivati all’ospedale perché avvisati dai medici al 112. I sanitari erano insospettiti dall’omertà iniziale della vittima, che ha cercato di sminuire il tutto. Gli investigatori hanno iniziato a far domande ai testimoni, riuscendo infine a ricostruire l’accaduto. I carabinieri del Nucleo operativo nel corso delle perquisizioni domiciliari che hanno accompagnato l’identificazione e il foto-segnalamento dei due, hanno trovato merce di dubbia provenienza, 1 grosso televisore a schermo piatto di circa 50 pollici, 1 amplificatore di quelli da concerto o discoteca, 1 personal computer. L’indagato è stato in grado di spiegare la provenienza del materiale ed è sospettata l’origine furtiva. I  militari hanno sottoposto il tutto a sequestro ed hanno denunciato il giovane anche per ricettazione. I carabinieri di Ragusa e delle Stazioni limitrofe, specie Santa Croce e Marina, stanno vagliando le denunce di furto per provare a “chiudere il cerchio” e chiarire l’origine della merce sequestrata.


Comiso CC trovano droga in cucina: 1 ai domiciliari. Fin dalle prime ore della mattinata, in tutto il territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, sono state eseguite una serie di perquisizioni antidroga, in abitazioni urbane così come in quelle di campagna, attentamente monitorate dai militari. I  Carabinieri della locale Stazione,  nella cittadina di Comiso, seguito di attività info-operativa e dei conseguenti servizi di osservazione e pedinamento, hanno posto la loro attenzione su  S.A 24enne., che aveva creato una rete di clienti piuttosto fitta, specie tra i giovani del luogo.   L’andirivieni di  ragazzi nei pressi dell’abitazione dell’insospettabile, sia a piedi che con motorini, aveva destato qualche sospetto negli inquirenti. I  Carabinieri, a seguito di perquisizione personale e domiciliare, hanno rinvenuto nella sua abitazione oltre 61 grammi di marijuana nascosti in diversi barattoli della cucina che, una buona massaia, avrebbe utilizzato per zucchero, sale e pepe, ma che il giovane usava, invece, in modo “alternativo”. I militari hanno trovato: 310€ in banconote di piccolo taglio, ritenute provento dell’attività illecita, materiale atto al confezionamento, nascosti abilmente in alcune pentole della cucina che è stato sottoposto a sequestro.   L’arresto è scattato per S. A., che è stato condotto presso la caserma di via Sciascia dove, al termine delle formalità di rito è stato sottoposto ai domiciliari su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottor Scollo, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di spaccio.Gli  investigatori, stanno vagliando, la posizione del comisano, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali e la provenienza della droga. La  sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. 62 le persone, responsabili dei reati inerenti le sostanze stupefacenti, assicurate alla giustizia nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, specie tra i giovani. La  Compagnia di Vittoria è assiduamente impegnata.


Modica  - Polizia chiude “casa a luci rosse” in Via San Giuliano.  La segnalazione e richiesta è stata anche dei commercianti e residenti di Modica. I poliziotti, nell’abitazione di un insospettabile modicano hanno trovato due prostitute straniere. Il proprietario dovrà pagare elevate sanzioni per la mancata registrazione del contratto e segnalazione alla Questura. I clienti non appena iniziato il controllo sono fuggiti dal retro lanciandosi dal balcone, rischiando così di farsi molto male. La Squadra Mobile nel 2014 ha individuato e chiuso 14 “case del piacere” a Ragusa, questa è la prima a Modica. Indagini sono in corso sui favoreggiatori ed eventuali sfruttatori.  La Polizia di Stato Squadra Mobile  ha individuato la “casa chiusa” in Via San Giuliano a Modica. L’insospettabile anziano modicano ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’attività svolta dalle due prostitute. Gli investigatori ritengono che in realtà sia praticamente impossibile non rendersi conto di quanto accadesse, visto che andava mensilmente a percepire il denaro frutto della locazione in nero. I tutori dell’ordine hanno predisposto pesanti sanzioni amministrative per avere mancato di registrare il contratto ed aver omesso di segnalare la presenza degli ospiti stranieri alla Questura di Ragusa.  Gli  immobili oggetto di controllo nel 2014 sono 14 ed erano tutti adibiti a “case del piacere” dai proprietari e/o dai locatari ragusani. Gli investigatori hanno adesso   aperto il “fronte” Modica e verranno approfondite le indagini su tutto il territorio ibleo. Il copione è sempre lo stesso,   di comune in comune con residenti e commercianti esasperati dal via vai e dai continui errori dei clienti con richieste assurde ai vicini della casa a luci rosse. Considerata l’incisività dei controlli della Squadra Mobile disposti dal Sig. Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, gli onesti cittadini hanno trovato un punto di riferimento nell’Istituzione Polizia di Stato, pertanto giungono diverse segnalazioni al 113 e direttamente presso gli uffici degli investigatori. Ieri alle ore 18 gli agenti in borghese della Squadra Mobile andavano ad appostarsi presso l’abitazione segnalata e quando sono giunti davanti la porta di casa hanno aspettato uno dei clienti uscire.  Gli uomini della Squadra Mobile, appena identificato il primo cliente ed invitato a presentarsi in Questura immediatamente, hanno bussato alla porta e, nonostante l’appartamento si trovasse al primo piano, appena fatto ingresso i clienti che si trovavano all’interno di una stanza con una sola prostituta si sono lanciati dal balcone per non farsi identificare con il rischio di farsi molto male. Il giro d’affari anche in questa occasione è di rilevante entità, tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 40 a 250€  e chi si dedica alla prostituzione spesso si scambia le case tra città limitrofe, difatti le due donne erano arrivate da qualche mese da Siracusa. I poliziotti nell’abitazione hanno trovato “accessori” di tutti i tipi, falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado-maso. La Squadra Mobile al termine del servizio di Polizia, ha accompagnato in Questura a Ragusa le donne ed i clienti, convocando contestualmente il proprietario dell’immobile che apparentemente non dovrebbe essere coinvolto nel reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma sono iniziate le indagini anche in questa direzione. Il Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino Ciavola conferma :”La Polizia di Stato continuerà a garantire al cittadino il massimo impegno per il ripristino delle condizioni di legalità nella Provincia di Ragusa qualora venissero a mancare, a prescindere dal comune avendo competenza generale. Anche in questo caso la partecipazione dei cittadini è stata fondamentale. La Polizia di Stato confida nelle segnalazioni di ogni tipologia di comportamento illecito, solo grazie a questo è possibile vincere il crimine. La Polizia di Stato è sempre al servizio della gente”.


Pozzallo-Ispica RG - Blitz  Carabinieri  contrastata pesca frodo. 2 sorpresi con quasi 600 ricci di mare. I  Carabinieri della Motovedetta cc 813 di Pozzallo, sono stati impegnati in un particolare servizio finalizzato alla prevenzione ed alla repressione della pesca di frodo sul tratto di costa di competenza.  L’attività in mare, nel corso della quale sono state controllate diverse imbarcazioni e persone, è stata condotta a bordo del gommone in dotazione all’Arma dei Carabinieri di Pozzallo ed è stata inoltre supportata, anche su terra, da alcune pattuglie dei comandi dell’Arma territoriale. 2 persone, nel corso del servizio, nel tratto di mare di località Cirica di Ispica, sono state sorprese dai militari dell’Arma mentre effettuavano la pesca di frodo del riccio di mare. I  due soggetti, all’arrivo del gommone dei Carabinieri, erano in immersione, dotati di specifica attrezzatura, impegnati ad effettuare la pesca di frodo infatti, immediatamente fermati e sottoposti a controllo, sono stati trovati in possesso di quasi 600 ricci di mare ancora vivi, quantitativo superiore a quello consentito dalle normative nazionali e comunitarie. I  Carabinieri ai due soggetti hanno sequestrato circa 590 ricci di mare ancora vivi, tutta l’attrezzatura per la pesca ovvero, le mute subacquee, maschere, pinne ed altro materiale apposito per la raccolta di ricci. Le  due persone al termine del controllo,sono state sanzionate amministrativamente per un importo pari ad 8.000 euro per aver effettuato pesca di frodo di ricci di mare in quantità superiore a quella consentita. Il pescato, consistente in circa 600 ricci, è stato rigettato in mare mentre tutta l’attrezzatura da pesca è stata sequestrata ai fini della confisca. L’attività è poi proseguita anche nei pressi del Porto di Pozzallo dove i Carabinieri hanno sottoposto a controllo diverse imbarcazioni presenti. I  militari dell’Arma, nell’area del porto commerciale,  hanno controllato 2 natanti i cui conducenti erano intenti a praticare attività di pesca  abusiva in quanto vietata all’interno del porto in assenza della prevista autorizzazione da parte dell’autorità competente, pertanto, entrambi i soggetti sono stati sanzionati amministrativamente per un totale di 108€.


Ragusa -  Polizia arresta 3 tunisini per spaccio, usati cani antidroga. Si sentivano i “padroni” della strada, avevano occultato dosi ovunque. Grazie ai cani “Lery” e “Jaus” rinvenute dosi sugli alberi, cespugli, tombini, stipiti delle porte, aiuole e cestini dei rifiuti. I cittadini di Santa Croce Camerina: “ci avete liberati, era un continuo via vai di acquirenti e spacciatori, per di più davanti a nostri bambini”. La Polizia di Stato Squadra Mobile, giorni fa durante un servizio di controllo del territorio aveva raccolto informazioni da alcuni cittadini di Santa Croce Camerina che non sapevano più come fare, erano disperati per il continuo via vai e lo spaccio davanti agli occhi dei loro figli in Via Caucana. Uno degli onesti cittadini riferiva che ormai quel gruppo di tunisini si sentiva “padrone” della strada, spacciava sotto agli occhi di tutti per di più davanti ai bambini. Bloccati gli arrestati e condotti nelle auto di servizio, venivano fatte intervenire le Unità Cinofile di Catania e grazie al pastore tedesco “Lery” ed al meticcio “Jaus” si procedeva a perquisire palmo a palmo tutta la Via Caucana e le vie limitrofe. Il colore scuro dell’hashish e l’oscurità non giocavano a favore dei poliziotti, per questo solo l’intervento dei cani ha permesso di trovare la droga ovunque, occultata in ogni luogo come già detto.In pratica gli spacciatori tenevano una parte più consistente in un tombino ed il resto in vari nascondigli creati ad hoc. Quando arrivava il cliente uno dei tre si dirigeva verso il nascondiglio dove era stata piazzata dal complice una “stecchetta”, l’altro faceva il palo e quando c’era il via libera avveniva lo scambio denaro-hashish. I cani hanno fatto un lavoro incredibile, gli spacciatori rimanevano a bocca aperta considerato che non potevano mai immaginare di essere colti in flagranza, stante il loro ben collaudato sistema e soprattutto che i cani trovassero tutto. Al termine dell’attività condotta su strada, gli uomini della Squadra Mobile hanno accompagnato, unitamente al personale della Squadra Volanti, gli arrestati in Questura a Ragusa. Al termine delle operazioni di fotosegnalamento da parte della Polizia Scientifica i tre tunisini sono stati tratti in arresto e verranno processati con rito direttissimo, così come disposto dalla Procura della Repubblica.


Vittoria –  Furto, CC conducono 1 ai domiciliari, esecuzione condanna. Si tratta del vittoriese Giuseppe Giordanella 36enne. La  Compagnia Carabinieri di Vittoria, nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale di Ragusa prosegue a ritmi serrati l’attività di prevenzione e di repressione dei reati nel territorio della giurisdizione. L’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale ibleo, ha consentito, alle prime luci del giorno all’alba, di trarre in arresto, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione, il  vittoriese Giuseppe Giordanella 36enne. L’esecuzione, frutto di intensa attività di osservazione e pedinamento del soggetto finalizzata all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, impone al soggetto di scontare la pena residua di 1 anno e 6 mesi di reclusione, e la multa di 600 euro, dal momento che in passato si è reso responsabile di aver commesso nel 2012 una serie di furti aggravati, in concorso con altri criminali locali, nei territori dei comuni di Comiso e Donnalucata, avendo come base operativa proprio la città di Vittoria. Il 36enne, già noto alle Forze dell’Ordine, fu arrestato poco più di un anno fa dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ragusa nell’ambito dell’operazione “Clepto”, con cui venne sgominato un gruppo di 6 persone che erano dediti alla commissione di furti in abitazioni civili e rurali, nonché in aziende agricole e artigianali. I militari, nel corso dell’attività  recuperarono un ingente quantitativo di refurtiva, per un valore di oltre 10 mila euro, e strumenti vari di effrazione utilizzati dalla banda per agire, specie nelle ore notturne. I militari della Stazione di Vittoria, che hanno proceduto all’esecuzione del provvedimento emesso dal Tribunale ibleo, hanno condotto il soggetto presso la caserma di via Giuseppe Garibaldi da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


AcateSpaccia dai domiciliari. I carabinieri hanno sorpreso Gaetano Velardita, 25enne. I militari  era da tempo, da diversi giorni, che avevano notato un anomalo andirivieni di ragazzi dalla sua abitazione di Acate.  Gaetano Velardita è finito così in manette domiciliari, già noto di origini vittoriesi, è stato pizzicato dai Carabinieri della locale Stazione mentre stava cedendo, nonostante fosse agli arresti domiciliari,  2 grammi di hashish a due incensurati, un somalo e un tunisino, dalla finestra della sua abitazione di via Agrigento. L’attività, frutto di appositi servizi di osservazione e pedinamento per monitorarne i movimenti e le abitudini di vita e protrattisi per diversi giorni, aveva mostrato le “strane” frequentazioni con diversi giovani, nonché un certo andirivieni dalla sua abitazione.  I  militari hanno sorpreso il soggetto, nella nottata, intrattenersi con 2 ragazzi alla finestra di casa, ai quali dava due piccoli involucri. La  perquisizione  ha permesso di rinvenire addosso ai 2 incensurati 2 dosi di hashish e, nelle tasche dei pantaloni del personaggio, 10 euro frutto della vendita appena effettuata. L’arresto domiciliare è scattato per Velardita, già conosciuto alle Forze dell’Ordine, è stato condotto presso la caserma di via Galilei dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Acate, su disposizione del sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottor Francesco Puleio, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di spaccio di sostanza stupefacente.  Il  tunisino ed il somalo sono stati segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa per uso personale di sostanza stupefacente. Gli  investigatori, stanno vagliando, la posizione del 25enne, al fine di accertare eventuali complicità nell’ambiente criminale, nonchè la provenienza della droga: l’hashish sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. L’attività messa in campo si inquadra nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, specie tra i giovani. In tale ottica la Compagnia di Vittoria è assiduamente impegnata e, grazie all’arresto odierno, salgono a 52 le persone assicurate alla giustizia nell’ambito della lotta alla droga.



S.Rita Patrona: Donne maritate infelicemente e casi disperati 




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