18-25 GENNAIO ORE 7:30-10-18 SS.
MESSE PRESSO LA BASILICA CATTEDRALE E LA CAPPELLA DI S. AGATA
22-29 GENNAIO ORE 18 NELLA CHIESA DI S. AGATA ALLA FORNACE(SAN
BIAGIO) CELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESIEDUTA DA ECC.MI VESCOVI 20
GENNAIO FESTA DI SAN SEBASTIANO, PATRONO DEI VIGILI URBANI ORE
8:30 NELLA BASILICA CATTEDRALE CELEBRAZIONE EUCARISTICA
PRESIEDUTA DALL'ARCIVESCOVO SARANNO PRESENTI IL SINDACO CON LA
GIUNTA MUNICIPALE, IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE CON I
CONSIGLIERI 21 GENNAIO ORE 18 NELLA CHIESA DI S. AGATA ALLA
FORNACE (AN BIAGIO) ESPOSIZIONE DEL VELO, S. MESSA CELEBRATA DA
MONS. SMEDILA VICARIO FORANEO, BENEDIZIONE DEI PORTATORI DELLE
CANDELORE E DEI CITTADINI CHE INDOSSERANNO IL TRADIZIONALE
"SACCO" I QUALI, DOPO IL RITO, PER VIA ETNEA, ACCOMPAGNERANNO LA
SACRA RELIQUIA ALLA BASILICA COLLEGIATA 22 GENNAIO GIORNATA
DELLE ASSOCIAZIONI AGATINE – TESSERAMENTO ORE 10 NELLA
PARROCCHIA DI S. AGATA AL BORGO S. MESSA E CONSEGNA DELLE
TESSERE DI ADESIONE AI SOCI ORE 10:30 NELLA BASILICA COLLEGIATA
S. MESSA PRESIEDUTA DA MONS. GIORGIO GIUFFRIDA, PREVOSTO PARROCO
E CONSEGNA DELLE TESSERE ALLE SOCIE DEL CIRCOLO CITTADINO S.
AGATA ORE 11:30 NELLA BASILICA CATTEDRALE S. MESSA CELEBRATA DA
MONS. ROSARIO CURRÒ, PARROCO, E CONSEGNA DELLE TESSERE DI
ADESIONE ALE SOCIE DELL'ASSOCIAZIONE STESSA ORE 16 NELLA CHIESA
DI SAN PLACIDO I SOCI DELL'ASSOCIAZIONE S. AGATA CATTEDRALE
RICEVERANNO LE TESSERE DI ADESIONE DAL PROPRIO ASSISTENTE ORE
17:15 CLERO, FEDELI, AUTORITÀ ACCOMPAGNERANNO IL VELO DALLA
BASILICA COLLEGIATA AL DUOMO ORE 20 IN PIAZZA DEI MARTIRI
OFFERTA FLOREALE DA PARTE DEI SOCI DEL CIRCOLO CITTADINO ALLA
STELE DI S. AGATA 25 GENNAIO ORE 10 NELLA BASILICA CATTEDRALE
OMAGGIO FLOREALE DEGLI ALUNNI DELLE SCUOLE ALLA SANTA PATRONA
PREGHIERE E RIFLESSIONI 26 GENNAIO ORE 19 NELLA CHIESA DI SAN
BENEDETTO VEGLIA DI PREGHIERA "DEVOZIONE ALLA MARTIRE È VITA
CRISTIANA" PARTECIPANO: MOVIMENTI, GRUPPI, ASSOCIAZIONI
CULTURALI 28 GENNAIO ORE 17 NELLA CHIESA DI SAN PLACIDO
ESPOSIZIONE DELLE MAMMELLE DI S. AGATA CONFERENZA "NON AVERE
PAURA DEL TUMORE AL SENO" 29 GENNAIO ORE 8:30 – 12 IN PIAZZA
DUOMO DONAZIONE DEL SANGUE DA PARTE DELLE "ASSOCIAZIONI AGATINE"
E DEI DEVOTI DI S. AGATA A CURA DEI FRATRES DELLA CITTÀ ORE
18:15 NELLA CHIESA DI S. AGATA ALLA FORNACE CELEBRAZIONE
EUCARISTICA PRESIEDUTA DALL'ARCIVESCOVO MONS. SALVATORE PRISTINA
PRESENZIERANNO IL PREFETTO, IL SINDACO CON LA GIUNTA MUNICIPALE,
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE CON I CONSIGLIRI, IL
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA TRIDUO DI
PREPARAZIONE IN CATTEDRALE 30 GENNAIO ORE 18:30 CELEBRAZIONE
EUCARISTICA PRESIEDUTA DAL CAN, ANGELO GRASSO, PARROCO IN S.
MARIA DELLA CONSOLAZIONE AL BORGO, ANIMATA DA GIOVANI, DAI
GRUPPI DEL VOLONTARIATO E DAI MOVIMENTI ECCLESIASTICI 31 GENNAIO
ORE 18:30 CELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESIEDUTA DAL REV. SAC.
MARIO ALBERTO D'AVOLA, PARROCCO IN S. MARIA DELLE GRAZIE, PIANO
TREMESTIERI ETNEO, ANIMATA DALLE ASSOCIAZIONI AGATINE, DALLE
CONFRATERNITE E DALLE PARROCCHIE DELLA CITTÀ IL TRIDUO SARÀ
ANIMATO DAI CANTI DELLA "CORALE PARROCCHIA CATTEDRALE" 1
FEBBRAIO ORE 18:30 CELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESIEDUTA DALL'ECC.MO
ARCIVESCOVO METROPOLITA SALVATORE GRISTINA CON LA PARTECIPAZIONE
DELLE FORZE ARMATE, DEI CORPI DI POLIZIA, DEI VIGILI DEL FUOCO,
DEI VIGILI URBANI, DEGLI AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA, DEI
VIGILANTES DELLE ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D'ARMA 2
FEBBRAIO FESTA DELLA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE GIORNATA MONDIALE
DEGLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA ORE 17 NELLA BASILICA
COLLEGIATA, S. E. L'ARCIVESCOVO PRESIEDERÀ IL RITO DELLA
BENEDIZIONE DELLE CANDELE SEGUIRÀ LA PROCESSIONE FINO ALLA
CATTEDRALE DOVE DURANTE LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA I RELIGIOSI,
LE RELIGIOSE, I CONSACRATI E LE CONSACRATE SECOLARI PRESENTI,
DOPO L'OMELIA, RINNOVERANNO LA LORO PROFESSIONE DI FEDELTÀ 3
FEBBRAIO ORE 7:30 S. MESSA NELLA BASILICA CATTEDRALE ORE 12
PROCESSIONE PER L'OFFERTA DELLA CERA DALLA CHIESA DI S. AGATA
ALLA FORNACE ALLA BASILICA CATTEDRALE 4 FEBBRAIO ORE 6 NELLA
BASILICA CATTEDRALE "MESSA DELL'AURORA" CELEBRATA
DALL'ARCIVESCOVO MONS. SALVATORE PRISTINA ORE 7 IN PIAZZA DUOMO
OMELIA DI MONS. ROSARIO CURRÒ, PARROCO DELLA BASILICA CATTEDRALE
CHE CONSEGNERÀ AI DEVOTI LE SACRE RELIQUIE LA PEREGRINATIO
INIZIERÀ DA PORTA UZEDA DOVE DAVANI ALL'ICONA DELLA MADONNA
DELLA LETTERA L'ARCIVESCOVO OFFRIRÀ ALLA SANTA PATRONA IL
TRADIZIONALE CERO E BENEDIRÀ LE CORONE PER LA PREGHIERA DEL
ROSARIO GUIDATA DAL GRUPPO "AMICI DEL ROSARIO" DAVANTI ALLA
CAPPELLA DEL SS. SALVATORE DI VIA DUSMET OMAGGIO DEI PESCATORI
DELLA COMUNITÀ DI S. GAETANO ALLA MARINA, DELL'AUTORITÀ PORTUALE
E DEI MARINAI DELLA CAPITANERIA DI PORTO PROCESSIONE PER LE VIE
CITTADINE ORE 18 PROSECUZIONE DEL GIRO PER LE VIE PLEBISCITO,
VITTORIO EMANUELE, PIAZZA RISORGIMENTO, AURORA, PALERMO, PIAZZA
PALESTRO, GARIBALDI, PLEBISCITO, DUSMET CON RIENTRO IN DUOMO DA
PORTA UZEDA IN PIAZZA PALESTRO MOMENTI DI PREGHIERA 5 FEBBRAIO
S. AGATA ORE 9 IN CATTEDRALE ESPOSIZIONE DELLE RELIQUIE ORE
10:15 LE AUTORITÀ, DA PALAZZO DEGLI ELEFANTI, CON I GONFALONI
DELLA CITTÀ, DELLA PROVINCIA E DELL'UNIVERSITÀ SI RECHERANNO IN
CATTEDRALE ORE 10:30 NELLA BASILICA CATTEDRALE SOLENNE
PONTIFICALE PRESIEDUTO DA S. EM. IL CARDINALE SALVATORE DE
GIORGI, ARCIVESCOVO DI PALERMO ORE 16:30 CELEBRAZIONE
EUCARISTICA PRESIEDUTA DA S. E. MONS. LUIGI BOMMARITO,
ARCIVESCOVO EMERITO DI CATANIA E ANIMATA DALLA CORALE
PARROCHIALE DELLA CATTEDRALE ORE 17:30 PROCESSIONE DELLE SACRE
RELIQUIE PER LA VIA ETNEA, DINANZI ALLA CATTEDRALE, OMAGGIO
FLOREALE DEL CLERO E DEI SOCI DEL CIRCOLO AGATINO, PROSECUZIONE
PER VIA CARONDA, PIAZZA CAVOUR DAL 6 ALL'11 FEBBRAIO ORE 7:30 -
10 – 18 IN DUOMO SS. MESSE ALL'ALTARE DI S. AGATA 11 FEBBRAIO
ORE 17 NELLA BASILICA CATTEDRALE "GIORNATA DEGLI AMMALATI"
PRESIEDUTA DALL'ARCIVESCOVO A CONCLUSIONE PROCESSIONE
EUCARISTICA IN PIAZZA DUOMO 12 FEBBRAIO CHIUSURA CELEBRAZIONI
EUCARISTICHE ORE 7:30 SS. MESSA ORE 8:30 ESPOSIZIONE DELLE SACRE
RELIQUIE ORE 10 CELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESAIEDUTA DA MONS.
AGATINO CARUSO, VICARIO GENERALE ELL'ARCIDIOCESI ORE 11 - 12 –
17 SS. MESSE ORE 19 CELEBRAZIONE EUCARISTICA PRESIEDUTA
DALL'ARCIVESCOVO ANIMATA DALLA CORALE PARROCCHIALE E PROCESSIONE
IN PIAZZA DUOMO DELLE SACRE RELIQUIE CON LA PARTECIPAZIONE DELLE
AUTORITÀ CITTADINE
Sant’Agata
nacque, nei primi decenni del III secolo, a Catania in
una ricca e nobile famiglia di fede cristiana. Verso i
15 anni volle consacrarsi a Dio. Il vescovo di Catania
accolse la sua richiesta e le impose il velo rosso
portato dalle vergini consacrate. Il proconsole di
Catania Quinziano, ebbe l'occasione di vederla, se ne
invaghì, e in forza dell'editto di persecuzione
dell'imperatore Decio, l'accusò di vilipendio della
religione di Stato, quindi ordinò che la catturassero e
la conducessero al Palazzo pretorio. I tentativi di
seduzione da parte del proconsole non ebbero alcun
risultato. Furioso, il proconsole imbastì un processo
contro di lei. Interrogata e torturata Agata resisteva
nella sua fede.
Quinziano al colmo del furore le fece anche strappare o
tagliare i seni con enormi tenaglie. Ma la giovane, dopo
una visione fu guarita. Fu ordinato allora che venisse
bruciata. Ma un forte terremoto scuote Catania, allora
il proconsole fece togliere Agata dalla brace e la fece
riportare agonizzante in cella, dove muore qualche ora
dopo. È il 251. La festa)Tre giorni di culto, di
devozione, di folclore, di tradizioni che non hanno
riscontro nel mondo. Per tre giorni i cittadini sono
nelle vie e nelle piazze di Catania. Devoti o curiosi si
contano a migliaia, anche sino a un milione. Sono tre
giorni di solennità, ma due in particolare, quando Sant'Agata
il 4 e il 5 febbraio nel suo argenteo fercolo "a vara"
va tra la sua gente, attraversa i quartieri popolari e
quelli alti. La prima giornata, il 5, si sviluppa in
tre momenti: la lunga e solenne processione del
mezzogiorno per l'Offerta della cera, a cui partecipano
le più alte autorità cittadine civili, religiose e
militari cun i gonfaloni del Comune, della Provincia e
dell'Università. Dalla Chiesa di Sant'Agata alla Fornace
alla Basilica Cattedrale la processione "taglia" due ali
di folla incredibile.
Chiudono le undici candelore, espressioni delle
corporazioni dei mestieri cittadine, e le due carrozze
del Senato catanese, una berlina settecentesca, seguita
da una più , piccola, ospita gli amministratori
comunali, il "Senato" di una volta, formato dal patrizio
(il sindaco) e dai giurati (assessori). Sant'Agata viene
portata dai devoti nel "sacco", che probabilmente
rimanda alla tunica bianca dell'antico rito in onore di
Iside, del cui culto Catania fu sede importante secoli
prima dell'avvento dell'era cristiana. Prima sull'altare
centrale poi sulla "vara", il fercolo, in un ondeggiare
del suo busto, ricoperto di gioielli, donati anche da re
e imperatori, tra cui la croce offerta da Vincenzo
Bellini. Il fercolo con il busto reliquario di Sant'Agata
e lo scrigno argenteo, di fine oreficeria, con le
rimanenti reliquie, inizia il giro esterno attraversando
Porta Uzeda (sino a qualche decennio fa si assisteva a
un pittoresco lancio di larghe strisce, la nota
"strisciata", che vestivano tutti i platani di vivaci
colori), via Dusmet con i caratteristici archi che
sorreggono la ferrovia e sotto cui, una volta, si
increspava il mare, vicino alla via Biscari dove pare
sia nata la nobile Agata. Un passaggio atteso è quello
che va da piazza Carlo Alberto, dalla fiera, sino a
piazza Stesicoro. Migliaia di devoti tirano di corsa il
pesante fercolo per tutta la salita dei Cappuccini,
fermandosi a metà per fare omaggio al Sacro Carcere.
Quindi la seconda rampa e sosta a Sant'Agata la Vetere,
la prima Cattedrale di Catania e primo luogo di
sepultura della Patrona (ma c'è chi sostiene che fu
sepolta in Piazza Carlo Alberto all'interno del
santuario S.S. Annunziata, meglio conosciuto come chiesa
del Carmine). Le undici candelore parate a festa aprono
la processione. Davanti al cordone almeno settecento
devoti inneggianti ("tutti devoti tutti. Cittadini, viva
Sant'Agata") tira la "vara". Suona la campana del Comune
per annunziare l'omaggio del Sindaco alla padrona. Poi
il fiume del corteo interminabile si muove mostrando per
ore un quadro vivente. Ci vogliono forti braccia e gambe
salde per tirare le tonnellate della "vara". Ma é un
segno d'amore e di devozione che non può mancare. I
catanesi eressero il carcere come uno dei baluardi delle
vecchie sue mura. Lo attesta il bastione, ancora oggi
ben visibile che fa parte della parte muraria risalente
alla fine dell'XI o all'inizio del XII secolo. Il
carcere era interrato e annesso alle costruzioni nei
pressi del pretorio dell'antica città romana, là dove
c'era la residenza rappresentativa di Quinziano, suo
persecutore. La chiesa custodisce alcune fra le più
preziose memorie réligiose e storiche cittadine, ha una
suggestione campestre nonostante inserita in piena
città. Sopra l'altare maggiore una grande tavola datata
1588 e firmata dal Niger, raffigurante Sant'Agata al
rogo. A fianco del carcere una pietra di lava, molto
venerata, con l'impronta dei piedi. In sagrestia
notevole la targa antica (sec. XV) con immagine della
Santa. Lapidi commemorative, bassorilievi, un epigrafe
"Noli offendere patriam Agathae, quia ultrix iniuriarum
est" (Non offendere la patria di Agata, perché è
vendicatrice delle ingiurie), un quadretto settecentesco
rappresentante la Patrona. Il culto di Sant'Agata non è
soltanto catanese. Tutt'altro. La venerazione per la
martire è sparsa in tuttu il mondo. La Patrona catanese
protegge 44 comuni italiani, dei quali 14 portano il
nome della Santa. Nella vicina Malta è compatrona con S.
Paolo, così come nella Repubblica di San Marino. In
Spagna è venerata a Villarba del Alcor in Andalusia, a
Jèria (provincia,di Valencia). A Barcellona è intestata
a Sant'Agata la cappella di Palazzo Reale dove i Re
cattolici ricevettero Cristoforo Colombo al suo primo
viaggio dalla scoperta dell'America. A Zamarramala
(Segovia) esiste una tradizione curiosa: il 5 febbraio
comandano le donne che si eleggono addirittura una
sindachessa. Gli uomini accudiscono la cucina. In
Portogallo è Patrona di Agueda (appunto Agata) nella
provincia di Coimbra. Anche in Germania il culto è
esteso: è Patrona di Aschaffemburg. In Francia, a Le
Fournet, in Normandia. A Costantinopoli si festeggiava a
maggio in una grande chiesa, come pure nel Ponto. E'
molto popolare in Grecia, specie nella regione etolica;
gli etoli lasciano la città in processione per
percorrere dieci chilometri e raggiungere il luogo del
culto e lì vegliano tutta la notte per partecipare poi
la mattina alle celebrazioni religiose in suo onore.
Pure nella lontana India c'è Sant'Agata, a Viayawala. In
Argentina è la patrona dei vigili del fuoco e viene
solennemente festeggiata a La Boca di Buenos Aires. In
Italia la devozione è tanta: un oratorio nell'Abazia di
Montecatini, a Cremona nella stupenda Collegiata dove
esiste la tavoletta originale recante l'elogio che
secondo la tradizione un Angelo collocò nel sepolcro.
Una copia è visibile sulla mano sinistra di Sant'Agata.
La Lombardia è la regione più ricca del culto agatino.
Nel Duomo c'è un altare con un magnifico quadro su Sant'Agata.Due
statuette anche nelle guglie. Firenze (esiste una tavola
del XIII secolo) invocava Sant'Agata contro gli incendi;
Roma le ha dedicato due belle chiese: Sant'Agata dei
Goti e Sant'Agata alla Suburra (Trastevere); a Napoli
un'effige nella catacomba di S. Gennaro in un affresco
del IV secolo. Catania, con la sua provincia, è piena di
tele e documenti di Sant'Agata. Il più famoso a Nicolosi,
a ricordo del beato cardinale Dusmet che fermò la lava
con il velo della Santa, salvando la cittadina, alla
fine del secolo scorso, dalla distruzione.
CANDELORA D’ORO 2008
assegnata a Cte Generale Guardia di Finanza Gen.Corpo d’Armata COSIMO D’ARRIGO
Il riconoscimento
“La Candelora d’Oro” 2008 ufficializzato presso il Comando
Provinciale Guardia di Finanza, in Piazza San Francesco di Paola,
assegnato al “Comandante Generale della Guardia” di Finanza il
Generale di Corpo
d'Armata
Cosimo D'ARRIGO
nato a Catania. Erano presenti il Sindaco di Catania, On.Prof.
Umberto Scapagnini, l’Arcivescovo Metropolita, S.E. Mons. Salvatore
Gristina, il Presidente delle Celebrazioni in Onore di S. Agata,
Comm. Luigi Maina, il Comandante Provinciale della Guardia di
Finanza, Col. Agatino Antonio Sarra Fiore.
Sant’Agata….
la festa….
che vediamo
Di recente l’hanno tratteggiata con tinte chiare e scure… tristi,
attraverso un collegamento alla mafia. La Città, indignata, ha
giustamente storto la bocca. La Chiesa Cattolica sottolinea che si
tratta di una festa religiosa, fatta di solidarietà e fratellanza. Ma
chi vi assiste, chi ne parla, chi la vive dall’interno del cordone, sino
ai margini del marciapiede, la descrive come un momento d’incontro tra
il popolo e la sua Patrona. La festa di Sant’Agata è un momento ricco di
fascino, fatto da un legame mistico e misterioso. Ma c’è anche tanto
folklore. Un appuntamento, con l’andare degli anni, esclusa la mestizia
dello scorso anno per l’assassinio dell’ispettore di Polizia Filippo
Raciti, che sta prendendo una sua precisa connotazione. La Festa è ricca
di problemi legati alla sicurezza e povera di (alcuni) contenuti. Il
target dei devoti ha un’età sempre più bassa: quindicenni, sedicenni,
approfittano dell’occasione della festa di S. Agata per stare fuori con
la Patrona e con gli amici. Gli orari sono sempre più impossibili per i
“normali”. Anche perché può capitare di assistere a giochi pirotecnici
fuori programma, lunghissimi (almeno mezz’ora nei pressi di Piazza
Risorgimento), che arricchiscono la manifestazione, ma la rendono sempre
meno accessibile ad un pubblico non abituato ai bagordi notturni. I momenti di preghiera spontanei, sono rarissimi. Troppo spesso si
cammina cellulare alla mano tra un sms, uno squillo e una chiamata. Un
tempo il cordone (ove si stava rigorosamente col sacco) c’erano le
regole... Ancor più strano notare che l’urlo di chi invita i
“cittadini” ad inneggiare Agata, risuoni più forte della voce di chi
centinaia…. dovrebbero rispondere. Manca quella classica risposta
urlata….. quasi da stadio.... La manifestazione “regala” ormai momenti
di pericolo sempre maggiori. La festa della Patrona di Catania, è
divenuta un richiamo non solo per devoti, ma per curiosi, turisti e per
chiunque ricerchi un momento particolare in una vita normale o talvolta
stentata. Le strade diventano improvvisamente piccole, si creano
strozzature persino in luoghi che di giorno appaiono ampissimi (Via
Etnea incrocio con Via Umberto). Bisogna dividere lo spazio con chi
viene, con chi va, con chi vende, chi compra e con candelore, fercolo,
devoti, ceri… Cominciano allora, a due passi da sant’Agata, lo
schiacciamento, gli spintoni, le risse verbali, la parola di troppo. Si
mette da parte lo spirito agatino che dovrebbe accompagnare l’incontro
con la Santa. Il problema sicurezza si aggrava quando, transitando per determinate
aree (via Caronda su tutte) alcuni devoti decidono di accendere ceri di
dimensioni enormi. A quel punto l’incolumità è limitata è necessario
farsi spazio usando la parola “attenzione”… Le strade brulicano di
gente, grandi, piccoli e carrozzine per bambini che, con estrema
difficoltà e sprezzo del pericolo passano per le vie dove giungerà S.
Agata e per quelle limitrofe. Sui balconi prospicienti le strade ove
transitano Candelore e Fercolo stanno appollaiati i più fortunati: i
proprietari, i rappresentanti degli enti pubblici, gli amici, gli amici
degli amici, nonché coloro che, profumatamente, hanno pagato una camera
d’albergo per godersi lo spettacolo(!?). Un posto in prima fila se lo
garantiscono, a scapito della sicurezza, anche quei ragazzini che si
accomodano sulle pensiline Amt: non sul sedile, ma sulla tettoia della
stessa (come è accaduto in Piazza Cavour). La fede dei devoti di Sant’Agata trova ancora modo di trasformarsi in
pericolo quando un’eccessiva quantità di ceri viene accostata al muro
della Chiesa di Piazza Cavour. In quel tratto il cemento della facciata comincia ad ardere, le fiamme
si fanno sempre più alte, qualcuno chiama i Vigili del Fuoco ed è questa
l’ennesima occasione che fa pensare all’insicurezza di questi momenti.
Alcuni tra i presenti al Borgo, così come altri la sera precedente a
Piazza Palestro, hanno cercato un po’di riposo sedendosi sui
marciapiedi. Si attende, ci si addormenta, ci si stanca e si va a casa.
Rimandando all’anno prossimo l’appuntamento coi fuochi pirotecnici, con
la piazza gremita all’inverosimile, con lo stare stretti stretti e anche
un po’ schiacciati, col rischio di farsi male, col cellulare sempre in
mano, pronti a scattare l’ennesima foto, l’ennesimo video.Andrea Nuzzo