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SANT'AGATA

Sant’Agata… la festa… che vediamo

Di recente l’hanno tratteggiata con tinte chiare e scure…  tristi, attraverso un collegamento alla mafia.

La Città, indignata, ha giustamente storto la bocca. La Chiesa Cattolica sottolinea che si tratta di una festa religiosa, fatta di solidarietà e fratellanza. Ma chi vi assiste, chi ne parla, chi la vive dall’interno del cordone, sino ai margini del marciapiede, la descrive come un momento d’incontro tra il popolo e la sua Patrona. La festa di Sant’Agata è un momento ricco di fascino, fatto da un legame mistico e misterioso. Ma c’è anche tanto folklore. Un appuntamento, con l’andare degli anni, esclusa la mestizia dello scorso anno per l’assassinio dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti, che sta prendendo una sua precisa connotazione. La Festa è ricca di problemi legati alla sicurezza e povera di (alcuni) contenuti. Il target dei devoti ha un’età sempre più bassa: quindicenni, sedicenni, approfittano dell’occasione della festa di S. Agata per stare fuori con la Patrona e con gli amici. Gli orari sono sempre più impossibili per i “normali”. Anche perché può capitare di assistere a giochi pirotecnici fuori programma, lunghissimi (almeno mezz’ora nei pressi di Piazza Risorgimento), che arricchiscono la manifestazione, ma la rendono sempre meno accessibile ad un pubblico non abituato ai bagordi notturni.

 

I momenti di preghiera spontanei, sono rarissimi. Troppo spesso si cammina cellulare alla mano tra un sms, uno squillo e una chiamata. Un tempo il cordone (ove si stava rigorosamente col sacco) c’erano le regole... Ancor più strano notare che l’urlo di chi invita i  “cittadini” ad inneggiare Agata, risuoni più forte della voce di chi centinaia…. dovrebbero rispondere. Manca quella classica risposta urlata….. quasi da stadio.... La manifestazione “regala” ormai momenti di pericolo sempre maggiori. La festa della Patrona di Catania, è divenuta un richiamo non solo per devoti, ma per curiosi, turisti e per chiunque ricerchi un momento particolare in una vita normale o talvolta stentata. Le strade diventano improvvisamente piccole, si creano strozzature persino in luoghi che di giorno appaiono ampissimi (Via Etnea incrocio con Via Umberto). Bisogna dividere lo spazio con chi viene, con chi va, con chi vende, chi compra e con candelore, fercolo, devoti, ceri… Cominciano allora, a due passi da sant’Agata, lo schiacciamento, gli spintoni, le risse verbali, la parola di troppo. Si mette da parte lo spirito agatino che dovrebbe accompagnare l’incontro con la Santa.

 

Il problema sicurezza si aggrava quando, transitando per determinate aree (via Caronda su tutte) alcuni devoti decidono di accendere ceri di dimensioni enormi. A quel punto l’incolumità è limitata è necessario farsi spazio usando la parola “attenzione”… Le strade brulicano di gente, grandi, piccoli e carrozzine per bambini che, con estrema difficoltà e sprezzo del pericolo passano per le vie dove giungerà S. Agata e per quelle limitrofe. Sui balconi prospicienti le strade ove transitano Candelore e Fercolo stanno appollaiati i più fortunati: i proprietari, i rappresentanti degli enti pubblici, gli amici, gli amici degli amici, nonché coloro che, profumatamente, hanno pagato una camera d’albergo per godersi lo spettacolo(!?). Un posto in prima fila se lo garantiscono, a scapito della sicurezza, anche quei ragazzini che si accomodano sulle pensiline Amt: non sul sedile, ma sulla tettoia della stessa (come è accaduto in Piazza Cavour).

La fede dei devoti di Sant’Agata trova ancora modo di trasformarsi in pericolo quando un’eccessiva quantità di ceri viene accostata al muro della Chiesa di Piazza Cavour.

 

In quel tratto il cemento della facciata comincia ad ardere, le fiamme si fanno sempre più alte, qualcuno chiama i Vigili del Fuoco ed è questa l’ennesima occasione che fa pensare all’insicurezza di questi momenti. Alcuni tra i presenti al Borgo, così come altri la sera precedente a Piazza Palestro, hanno cercato un po’di riposo sedendosi sui marciapiedi. Si attende, ci si addormenta, ci si stanca e si va a casa. Rimandando all’anno prossimo l’appuntamento coi fuochi pirotecnici, con la piazza gremita all’inverosimile, con lo stare stretti stretti e anche un po’ schiacciati, col rischio di farsi male, col cellulare sempre in mano, pronti a scattare l’ennesima foto, l’ennesimo video. Andrea Nuzzo

 
 

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 SANT'AGATA

STORIA TRADIZIONE E FESTEGGIAMENTI

A CATANIA


 Festa di Sant'Agata a Catania   

l’Arcivescovo  Salvatore Gristina  


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Catania   Sant’Agata: ammiraglio Martinez,  Capitaneria  Porto omaggia Santuzza. I  militari della Guardia costiera, in occasione del giro esterno di Sant’Agata, schierati sotto uno degli archi di Via Dusmet, hanno atteso la sosta del fercolo per rendere gli omaggi alla Santa patrona della Città di Catania. L’Ammiraglio Gaetano Martinez, Comandante della Capitaneria di Porto di Catania e Direttore Marittimo della Sicilia orientale, come da tradizione ha donato un  mazzo di fiori.


Catania Sfilata, 85 modelle per 17a mostra “Agata… martire coraggiosa”, voluta da  Liliana Nigro (intervista)  . Le ragazze hanno indossasto creazioni di allievi della Cattedra di Storia del Costume. Ruolo preminente per la sfilata ha avuto l’Accademia di Belle Arti di Catania supportata  dalla professoressa Liliana Nigro, titolare della cattedra di Storia del Costume.

Il  patrocinio della manifestazione è del Comune di Catania con  apporto sia della casa di moda “Maison Du Cochon”, che di una delegazione USA della base di Sigonella tra cui hanno sfilato militari/modelle, degli ordini cavallereschi Supemusordo Equester Templi poveri Cavalieri di Cristo, Sovrano Ordine dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni e Gerusalemme, dell’Associazione Intercultural Studies Center. Tema della manifestazione è “la lotta contro i matrimoni precoci e la violenza fisica, sessuale e psicologica sulle spose bambine che spesso per denaro vengono consegnate dalla famiglia a turpi soggetti. Miriam Yousseff ragazzina nigeriana scampata miracolosamente alla tratta della prostituzione ha preso parte quale “testimonial”.

I cento abiti presentati dagli allievi esposti al Palazzo dei Chierici sono stati valutati da una  giuria composta tra gli altri dai giornalisti : Flaminia Belfiore, Guglielmo Troina, Alberto Lunetta, Elisa Valentina Guccione Gallitto, la scrittrice Marinella Fiume. I giudici hanno indicato i 3 abiti tra i più graditi i cui autori  si aggiudicano  la borsa di studio ed uno stage formativo presso l’atelier di alta moda spose Amelia Casablanca. Il nastro augurale della mostra di abiti e costumi teatrali dedicati a Sant’Agata nel Palazzo dei Chierici è stato tagliato dopo la sfilata di creazioni della Maison Du Cochon e  l‘esibizione dei giovani musicisti dell’Orchestra Falcone e Borsellino.


 

Catania - “Agata Duci D’Amuri”: 16 artiste realizzano busto Reliquiario Sant’Agata. L’opera è in scala reale ed è “dolce design” che lunedì 29 gennaio con inizio alle ore 18 è consegnata presso la Chiesa di Sant’Agata La Vetere a Catania. La realizzazione  è stata creata gratuitamente ed in atto di devozione dal gruppo Cake Designer di Ristoworld Italy, associazione nazionale di cucina, pasticceria, ristorazione e turismo. Il busto Reliquiario Sant’Agata dolce è un’opera unica nel suo genere: in scala reale ed è stato riprodotto fedelmente, gioielli compresi, utilizzando tecniche di modelling e flower, ma anche pittura e decorazione a freddo, applicate ad un particolare materiale chiamato porcellana fredda. L’opera, dopo la consegna e la benedizione, è esposta stabilmente presso l’Antiquarium del Santuario del Carcere di Sant’Agata, adeguatamente protetta da una teca trasparente. Agata Consoli, responsabile nazionale cake design Ristoworld Italy ideatrice del progetto e coordinatrice del gruppo di artiste siciliane che hanno realizzato l’opera  è alla conferenza stampa, di presentazione moderata da Marsh P. di Silvestro, direttore Ristoworld Ristonews. La manifestazione con conferenza stampa  è moderata da Marsh P. di Silvestro direttore Ristoworld Ristonews, sono preseti : Mons. Barbaro Scionti Parroco della Basilica Cattedrale Sant’Agata di Catania, Don Carmelo Asero Vicario Giudiziale aggiunto del Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Catania e Rettore del Santuario Sant’Agata al Carcere, il dott. Oreste Lo Basso vicepresidente Associazione Etna ‘Ngeniousa e responsabile dei progetti di valorizzazione, Andrea Finocchiaro Presidente Ristoworld Italy. Agata Consoli, di Adrano, ha ideato il progetto “Agata Duci D’Amuri” coordinando un team di artiste provenienti da tutta la Sicilia. Gli esecutori della scultura hanno lavorato anche a distanza assemblando poi l’opera finale nei giorni scorsi presso il Beauty Garden Banqueting di Biancavilla.Il  busto Reliquiario Sant’Agata

è   ospitato a Biancavilla, fino al trasferimento finale presso la destinazione. Le  artiste Caterina Tarantino, Silvia Costanzo, Erika Maniscalco, Carmen Bonanno (Palermo), Flavia Stroscio (Zafferana Etnea), Stefania Buffardeci (Misterbianco), Paola Origlio (Biancavilla), Letizia Disca (Niscemi), Rosy Carrubba (Caltagirone), Antonella Meli (San Pietro Clarenza), Marzia Caruso, Giusy Capone, Anastasia Scalia (Catania), Silvana Consoli e Adriana Scarlata (Adrano).  La teca è stata donata da Francesco Platania. Il backstage videofotografico è stato curato da Salvo e Biagio Diolosà con Salvo Alberio. Patrizio Tesauro di Hobby&Art Caserta ha contribuito per la porcellana fredda. Agata Consoli commenta: “Opera complessa e straordinaria, prima nel suo genere  che ci ha visto a lavoro coralmente e a distanza in un clima di grande gioia e condivisione della tradizione e devozione Agatina. Ringrazio tutte le colleghe con le quali ho condiviso il progetto, i benefattori vari e quanti hanno a diverso titolo contribuito alla realizzazione di quest’opera imponente. Il nostro vuole essere un gesto di amore verso la Santa che rimane modello ed esempio nei secoli”.


Sant’Agata nacque, nei primi decenni del III secolo, a Catania in una ricca e nobile famiglia di fede cristiana. Verso i 15 anni volle consacrarsi a Dio. Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e le impose il velo rosso portato dalle vergini consacrate. Il proconsole di Catania Quinziano, ebbe l'occasione di vederla, se ne invaghì, e in forza dell'editto di persecuzione dell'imperatore Decio, l'accusò di vilipendio della religione di Stato, quindi ordinò che la catturassero e la conducessero al Palazzo pretorio. I tentativi di seduzione da parte del proconsole non ebbero alcun risultato. Furioso, il proconsole imbastì un processo contro di lei. Interrogata e torturata Agata resisteva nella sua fede. Quinziano al colmo del furore le fece anche strappare o tagliare i seni con enormi tenaglie. Ma la giovane, dopo una visione fu guarita. Fu ordinato allora che venisse bruciata. Ma un forte terremoto scuote Catania, allora il proconsole fece togliere Agata dalla brace e la fece riportare agonizzante in cella, dove muore qualche ora dopo. È il 251. La festa) Tre giorni di culto, di devozione, di folclore, di tradizioni che non hanno riscontro nel mondo. Per tre giorni i cittadini sono nelle vie e nelle piazze di Catania. Devoti o curiosi si contano a migliaia, anche sino a un milione. Sono tre giorni di solennità, ma due in particolare, quando Sant'Agata il 4 e il 5 febbraio nel suo argenteo fercolo "a vara" va tra la sua gente, attraversa i quartieri popolari e quelli alti.  La prima giornata, il 5, si sviluppa in tre momenti: la lunga e solenne processione del mezzogiorno per l'Offerta della cera, a cui partecipano le più alte autorità cittadine civili, religiose e militari cun i gonfaloni del Comune, della Provincia e dell'Università. Dalla Chiesa di Sant'Agata alla Fornace alla Basilica Cattedrale la processione "taglia" due ali di folla incredibile. Chiudono le undici candelore, espressioni delle corporazioni dei mestieri cittadine, e le due carrozze del Senato catanese, una berlina settecentesca, seguita da una più , piccola, ospita gli amministratori comunali, il "Senato" di una volta, formato dal patrizio (il sindaco) e dai giurati (assessori). Sant'Agata viene portata dai devoti nel "sacco", che probabilmente rimanda alla tunica bianca dell'antico rito in onore di Iside, del cui culto Catania fu sede importante secoli prima dell'avvento dell'era cristiana. Prima sull'altare centrale poi sulla "vara",  il fercolo, in un ondeggiare del suo busto, ricoperto di gioielli, donati anche da re e imperatori, tra cui la croce offerta da Vincenzo Bellini. Il fercolo con il busto reliquario di Sant'Agata e lo scrigno argenteo, di fine oreficeria, con le rimanenti reliquie, inizia il giro esterno attraversando Porta Uzeda (sino a qualche decennio fa si assisteva a un pittoresco lancio di larghe strisce, la nota "strisciata", che vestivano tutti i platani di vivaci colori), via Dusmet con i caratteristici archi che sorreggono la ferrovia e sotto cui, una volta, si increspava il mare, vicino alla via Biscari dove pare sia nata la nobile Agata. Un passaggio atteso è quello che va da piazza Carlo Alberto, dalla fiera, sino a piazza Stesicoro. Migliaia di devoti tirano di corsa il pesante fercolo per tutta la salita dei Cappuccini, fermandosi a metà per fare omaggio al Sacro Carcere. Quindi la seconda rampa e sosta a Sant'Agata la Vetere, la prima Cattedrale di Catania e primo luogo di sepultura della Patrona (ma c'è chi sostiene che fu sepolta in Piazza Carlo Alberto all'interno del santuario S.S. Annunziata, meglio conosciuto come chiesa del Carmine). Le undici candelore parate a festa aprono la processione. Davanti al cordone almeno settecento devoti inneggianti ("tutti devoti tutti. Cittadini, viva Sant'Agata") tira la "vara". Suona la campana del Comune per annunziare l'omaggio del Sindaco alla padrona. Poi il fiume del corteo interminabile si muove mostrando per ore un quadro vivente. Ci vogliono forti braccia e gambe salde per tirare le tonnellate della "vara". Ma é un segno d'amore e di devozione che non può mancare. I catanesi eressero il carcere come uno dei baluardi delle vecchie sue mura. Lo attesta il bastione, ancora oggi ben visibile che fa parte della parte muraria risalente alla fine dell'XI o all'inizio del XII secolo. Il carcere era interrato e annesso alle costruzioni nei pressi del pretorio dell'antica città romana, là dove c'era la residenza rappresentativa di Quinziano, suo persecutore. La chiesa custodisce alcune fra le più preziose memorie réligiose e storiche cittadine, ha una suggestione campestre nonostante inserita in piena città. Sopra l'altare maggiore una grande tavola datata 1588 e firmata dal Niger, raffigurante Sant'Agata al rogo. A fianco del carcere una pietra di lava, molto venerata, con l'impronta dei piedi. In sagrestia notevole la targa antica (sec. XV) con immagine della Santa. Lapidi commemorative, bassorilievi, un epigrafe "Noli offendere patriam Agathae, quia ultrix iniuriarum est" (Non offendere la patria di Agata, perché è vendicatrice delle ingiurie), un quadretto settecentesco rappresentante la Patrona. Il culto di Sant'Agata non è soltanto catanese. Tutt'altro. La venerazione per la martire è sparsa in tuttu il mondo. La Patrona catanese protegge 44 comuni italiani, dei quali 14 portano il nome della Santa. Nella vicina Malta è compatrona con S. Paolo, così come nella Repubblica di San Marino. In Spagna è venerata a Villarba del Alcor in Andalusia, a Jèria (provincia,di Valencia). A Barcellona è intestata a Sant'Agata la cappella di Palazzo Reale dove i Re cattolici ricevettero Cristoforo Colombo al suo primo viaggio dalla scoperta dell'America. A Zamarramala (Segovia) esiste una tradizione curiosa: il 5 febbraio comandano le donne che si eleggono addirittura una sindachessa. Gli uomini accudiscono la cucina. In Portogallo è Patrona di Agueda (appunto Agata) nella provincia di Coimbra. Anche in Germania il culto è esteso: è Patrona di Aschaffemburg. In Francia, a Le Fournet, in Normandia. A Costantinopoli si festeggiava a maggio in una grande chiesa, come pure nel Ponto. E' molto popolare in Grecia, specie nella regione etolica; gli etoli lasciano la città in processione per percorrere dieci chilometri e raggiungere il luogo del culto e lì vegliano tutta la notte per partecipare poi la mattina alle celebrazioni religiose in suo onore. Pure nella lontana India c'è Sant'Agata, a Viayawala. In Argentina è la patrona dei vigili del fuoco e viene solennemente festeggiata a La Boca di Buenos Aires.  In Italia la devozione è tanta: un oratorio nell'Abazia di Montecatini, a Cremona nella stupenda Collegiata dove esiste la tavoletta originale recante l'elogio che secondo la tradizione un Angelo collocò nel sepolcro. Una copia è visibile sulla mano sinistra di Sant'Agata. La Lombardia è la regione più ricca del culto agatino. Nel Duomo c'è un altare con un magnifico quadro su Sant'Agata.Due statuette anche nelle guglie. Firenze (esiste una tavola del XIII secolo) invocava Sant'Agata contro gli incendi; Roma le ha dedicato due belle chiese: Sant'Agata dei Goti e Sant'Agata alla Suburra (Trastevere); a Napoli un'effige nella catacomba di S. Gennaro in un affresco del IV secolo. Catania, con la sua provincia, è piena di tele e documenti di Sant'Agata. Il più famoso a Nicolosi, a ricordo del beato cardinale Dusmet che fermò la lava con il velo della Santa, salvando la cittadina, alla fine del secolo scorso, dalla distruzione.


Catania Fiori a Sant’Agata. Il presidente della Provincia regionale di Catania come ogni anno, il 5 febbraio, rende un omaggio floreale a Sant’Agata quando il Fercolo, portato in processione in via Etnea, passa davanti a Palazzo Minoriti. “Anche quest’anno il mio incarico mi accosta alla celebrazione della Santa Martire – ha dichiarato il presidente Castiglione –Il mio pensiero è rivolto a tutti coloro che subiscono un “martirio” simile, quale la privazione di un diritto come il lavoro. L’omaggio floreale alla Santa Patrona – ha aggiunto – è sempre un momento di grande emozione. In questi giorni ho partecipato alla devozione di una città intera che con passione si è stretta, come sempre, attorno a questa figura esemplare. I devoti sono encomiabili per la partecipazione e costituiscono la vera anima della festa. Condivido appieno – ha affermato il presidente – l’invito di stamattina di Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Giovanni Battista Re ai valori cristiani; il richiamo alla fede e all’impegno sociale che anche il Papa ha recentemente sottolineato. Catania è una città cristiana, di grande coraggio e determinazione, gli stessi che dimostrò Agata davanti ai suoi carnefici”. Il presidente Giuseppe Castiglione, dopo l’offerta dei fiori, ha invitato l’arcivescovo Salvatore Gristina in visita negli uffici della Provincia e della Prefettura.


 


Notizie

 

FESTA S.AGATA


Catania -  Miniature in onore di Sant’Agata in chiesa di San Placido. (video SANT'AGATA) 


Catania Nautico vince VI Viliata S.Agata. La vittoria è andata all’equipaggio formato dagli studenti dell'istituto Nautico di Catania con l’imbarcazione NO PAQUIE accompagnati in barca dal prof. Ottavio Tirantola, il secondo piazzamento assoluto è andato a MAGIE, imbarcazione del NIC, condotta da Vincenzo De Filippo, terza all’arrivo  è stata QUANTUM, imbarcazione del C.V. Marina di Riposto condotta da Roberto Nicotra.  La  VI Viliata di S.Agata si è conclusa, in meno di due ore, dopo tanto lavoro di preparazione, spinta da un vento favorevole. 17 le imbarcazioni che dopo aver navigato di fronte a piazza Europa e fino ad Ognina, hanno tagliato il traguardo proprio di fronte al molo di S. Giovanni li Cuti dove, nonostante il sole spesso si nascondesse tra le nuvole, molti curiosi hanno assistito alla manifestazione velica. L’imbarcazione Asfodelo è stata costretta al ritiro per un problema tecnico. Il  Presidente della Lega Navale di Catania Domenico Nicotra ha commentato: “Giornata intensa, ma come sempre soddisfatto del lavoro del mio Staff e felice della partecipazione del NIC di Catania, del C.V. Marina di Riposto della L.N.I di Riposto, C.N. Augusta e C.N. Lachea ”.  La Classifica: 1- NO PAQUIE (Ist. Nautico Catania); 2- MAGIE ; 3- QUANTUM; 4- GHIRIBIZZO; 5- CASTALIA ; 6- FLANN 0’ B;  7- MATTIA; 8-INPLUSS III; 9- VICEVERSA II; 10-MATILDE; 11- ANDER; 12- SANTA MARIA; 13- SLEDI; 14-  VINCIBENE ; 15- MAI FERMA; 16- ALASA; 17- GURU ; 18- ASFODELO. La premiazione è fissata per giovedì 18 febbraio presso il teatro AGESCI di via Serravalle, 33 (accanto caserma G.di F. piazza S. Francesco di Paola) Catania.


Trecastagni Scatta il Piano sicurezza per la festa dei Santi Alfio, Cirino e Filadelfo. Sicurezza è la parola d’ordine per la tutela dei devoti che parteciperanno ai riti dedicati ai Santi Alfio, Cirino e Filadelfo a Trecastagni. Per questa finalità la Provincia con la collaborazione dei Comuni, dei volontari e delle parrocchie ha già pronto il Piano d’azione per evitare che sia messa a repentaglio l’incolumità del “percorso a piedi” dei fedeli che si dirigono alla volta del Santuario di Trecastagni, per la tradizionale festa dedicata ai Santi Martiri. L’assessore provinciale alla Viabilità, Ottavio Vaccaro, ha maturato  esperienza in base alle esigenze palesatesi gli anni passati. L’amministratore su input del presidente della IV Commissione viabilità, Edmondo Pappalardo, dei consiglieri Antonio Rizzo e Alfio Barbagallo ha convocato, nei giorni scorsi, una riunione con i veritci dei Comuni interessati dai flussi di pellegrini, insieme al comandante della Polizia provinciale, Valerio Saitta ed al rettore del Santuario di Trecastagni, don Alfio Torrisi, per pianificare la sicurezza sulle strade d’accesso al centro pedemontano. Il traffico principale sarà concentrato sulle direttrici che si dipartono dai Comuni:  Aci S. Antonio, Belpasso, Biancavilla, Nicolosi, Pedara, San Giovanni la Punta, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Viagrande, Zafferana Etnea. Il pattugliamento anche notturno e costante di Polizia municipale e provinciale sarà garantito soprattutto nei tratti più pericolosi.  Le segnaletiche verticali che avviseranno i “camminatori” di eventuali pericoli su queste strade, a breve, saranno installate a cura della Provincia., Le associazioni locali di protezione civile hanno assegnato il compito dell’installazione di presidi per assistenza ed informazione dei pellegrini, ai quali saranno distribuiti le fasce rifrangenti per risultare visibili nelle ore notturne. Il Piano operativo è coordinato dal comandante della Polizia provinciale, Valerio Saitta, coadiuvato dall’ispettore Alfio Sgarlato.


CANDELORA D’ORO 2008 assegnata a Cte Generale Guardia di Finanza Gen.Corpo d’Armata COSIMO D’ARRIGO

Il riconoscimento  “La Candelora d’Oro” 2008  ufficializzato presso il Comando  Provinciale Guardia di Finanza, in Piazza San Francesco di Paola, assegnato al “Comandante Generale  della Guardia” di Finanza il Generale di Corpo d'armata Cosimo D'ARRIGO nato a Catania. Erano  presenti  il Sindaco di Catania, On.Prof. Umberto Scapagnini, l’Arcivescovo Metropolita, S.E. Mons. Salvatore Gristina, il Presidente delle Celebrazioni in Onore di S. Agata, Comm. Luigi Maina, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Agatino Antonio Sarra Fiore.