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Modica  RGOperazione Donne d’affari: Carabinieri, 3 arresti domiciliari per usura. Si tratta di: Eleonora BRAFA  39enne, Giovanna IMBERGAMO 61enne, Maria Concetta NERI 58enne. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica, alle prime luci dell’alba hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse dal GIP del Tribunale di Ragusa su richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Valentina Botti per i reati di usura aggravata in concorso, illecita attività d’intermediazione finanziaria senza iscrizione negli albi e minaccia aggravata . L’operazione denominata “Donne d’affari”  che ha condotto ai domiciliari tre donne: Eleonora BRAFA, Giovanna IMBERGAMO,Maria Concetta NERI, ha avuto inizio nel giugno 2016 a seguito del suicidio di Guglielmo Delibera. La vittima fu trovata morta impiccata nella sua casa di Marina di Modica, ed era noto in Paese essendo già stato direttore delle Poste di Scicli.  L’episodio, risultato inizialmente di difficile inquadramento  destò scalpore nella comunità. L’attività info-investigative svolta successivamente dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Modica ha dato spiegazioni. Le  prime intercettazioni informative colte sul territorio, hanno portato numerosi riscontri e tra questi i contatti di Guglielmo Delibera con Maria Concetta Neri, una delle donne sottoposte a misura cautelare e designata dalle fonti quale soggetto dedito a prestare denaro a tassi usurari. Gli  elementi investigativi hanno evidenziato il ruolo delle tre donne, di cui due sono madre e figlia. I reati contestati sono frutto della costituzione di un radicato sistema di concessione di prestiti di denaro a tassi di interesse usurari.  Le  tre donne, sfruttando lo stato di bisogno di soggetti meno abbienti - quali agricoltori, commercianti, artigiani, casalinghe che versavano in disastrose condizioni economiche e stretti dalla necessità di avere somme di denaro per far fronte a pregressi debiti, essendo protestati, si sono poste quali punto di riferimento per tali persone al fine di elargire crediti e prestiti facili, pretendendo un tasso di interesse oscillanti dal 20% sino ad arrivare al 60%. Per gestire i loro affari illeciti e per convincere le vittime ad onorare i debiti, le tre donne non esitavano a ricorrere a pesanti minacce facendo riferimento anche all’intervento di “amici di Catania”, ricordando loro che comunque: “dietro le donne ci sono gli uomini”.I carabinieri con approfondimenti investigativi, operati tramite attività tecniche, servizi di osservazione e pedinamento hanno messo in luce chiare ed incontrovertibili indicazioni sulle modalità con cui le donne riuscivano a contattare le vittime in stato di grande disagio economico, per offrire poi del denaro a tassi usurari, oppure la mediazione con finanziarie ed istituti di credito al fine di ottenere prestiti. I militari dell’arma nel corso delle indagini con il coordinamento della Procura della Repubblica hanno eseguito perquisizioni nei loro confronti delle 3 donne che permettevano di sequestrare una copiosa documentazione (assegni, cambiali, copie di contratti di prestiti, ricevute di pagamento ecc.), che forniva evidente riscontro alle ipotesi dei reati perseguiti, nonché di assicurare le prove, nel timore che le indagate potessero distruggerle o alterarle. L’esame della documentazione sequestrata dai carabinieri ha fatto emergere che le indagate oltre a concedere prestiti a tassi usurari nei confronti di diverse persone, operavano illecitamente nella mediazione creditizia e finanziaria, traendone cospicui guadagni illeciti, ai danni delle vittime. Le  tre erano dedite non solo ai prestiti usurari tradizionali ma, come emerso anche nel corso dei dialoghi intercettati, anche ad un’attività di mediazione creditizia e quindi finanziaria illecita. Il meccanismo attuato dalle tre donne sarebbe stato diretto nel procacciare clienti da condurre ad alcune finanziarie da loro prescelte, per far sì che ottenessero prestiti che le vittime non potevano regolarmente ottenere in quanto già protestate o considerate “cattivi pagatori”. I soggetti in cambio per aver fatto ottenere  il prestito, ricevevano esosi compensi in denaro i quali venivano corrisposti a tasso usuraio. Le vittime avrebbero corrisposto una percentuale in denaro per il solo fatto di aver ottenuto il prestito, somma che alimentava il costo del prestito stesso facendolo diventare a tasso usurario. I carabinieri hanno appurato   che per portare a buon fine le pratiche dei finanziamenti le 3 donne, mantenevano contatti con alcuni impiegati di fiducia presso le finanziarie ai quali erogavano delle ricompense in denaro provenienti dalle somme che gli usurati versavano. Gli impiegati infatti sarebbero riusciti per brevi periodi, ad “oscurare” le posizioni creditizie delle vittime in modo che il loro stato debitorio non venisse messo in evidenza.  I militari a supporto delle indagini tecniche, hanno escusso diverse vittime, molte delle quali hanno confermato di aver accettato, perché costrette dalle gravi condizioni economiche in cui versavano, e dalla grave situazione debitoria con banche, finanziarie dalle quali avevano già ottenuto mutui che non riuscivano ad estinguere. I succubi economici hanno manifestato, nel corso delle dichiarazioni, un forte senso di liberazione dalle pressioni subite negli anni, in riferimento alla loro condizione. Alcuni debitori, colti da rimorsi di coscienza quasi manifestando una sorta di sindrome di Stoccolma, hanno mostrato dei sentimenti positivi nei confronti delle indagate, considerandole le uniche persone che erano riuscite ad aiutarle ed a sollevarle dalle gravi condizioni economiche in cui versavano. Alcune vittime, peraltro, si sarebbero rivolte alle usuraie anche per ottenere esigue somme di denaro per far fronte alle necessità di vita quotidiana. Le risultanze delle indagini convalidate dall’Autorità Giudiziaria hanno fatto emergere una importante attività usuraria che ha fatto registrare un cospicuo volume di affari illeciti. I militari  hanno rilevato nel periodo in questione un giro quantificato in circa 100.000 €. Il Giudice per le indagini preliminari, concordando con le richieste del Pubblico Ministero, rassegnate dai Carabinieri di Modica ha emesso le odierne misure cautelari.


Ragusa CC sequestrano droga,  pusher in manette. I Carabinieri della Compagnia di Ragusa, hanno portato a termine un’operazione antidroga sviluppatasi la scorsa notte lungo il litorale di Marina di Ragusa, con l’ausilio del Nucleo  Cinofili nell’ambito di  un’attività di prevenzione per la repressione dei reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti, che si intensificano nei periodi di maggiore afflusso turistico. Un  individuo italiano incensurato  è stato fermato in flagranza di reato mentre era intento a fornire droga ai giovani nella piazza centrale di Marina di Ragusa ed è stato tratto in arresto. I militari, dopo avere perquisito il soggetto hanno sequestrato mezzo panetto di sostanza stupefacente del tipo hashish, del peso di circa 50 grammi, del valore complessivo, qual ora venduta clandestinamente, di 300€. I  Carabinieri, nel prosieguo del servizio, in zona Punta Braccetto, hanno poi denunciato un ragazzo, italiano incensurato, trovato in possesso di 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo Hashish. L’arrestato è stato posto ai domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. I militari hanno segnalato al Prefetto per uso personale di sostanza stupefacente altri cinque ragazzi, tre minorenni stranieri e due maggiorenni italiani.


Scicli  RG Carabinieri  blitz antidroga coi cinofili, presi oltre 1kg stupefacente e 21enne. Angelo Scivoletto 21enne in tombino di casa nascondeva hashish e marijuana. I Carabinieri della Tenenza di Scicli hanno eseguito un  servizio specifico antidroga sul territorio di competenza, supportati da una unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi, concentrando l’attenzione sui luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani. I  tutori dell’ordine hanno effettuato diversi controlli e perquisizioni.  I  militari dell’Arma, nell’ambito del servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno bloccato  Angelo Scivoletto già noto, sorprendendolo con oltre 1 chilo di sostanze stupefacente tra hashish e marijuana e con diversi materiali per il taglio ed il confezionamento della sostanza. Il giovane era attenzionato, già da alcuni giorni, dai militari dell’Arma poiché nell’ultimo periodo aveva tenuto soprattutto nei pressi della sua abitazione, comportamenti e movimenti sospetti.   I  Carabinieri ieri hanno fatto scattare il blitz ed hanno fatto irruzione nell’abitazione del soggetto col cane antidroga “Indic”. Il  fiuto infallibile di “Indic” ha permesso, dopo una attenta perquisizione personale e domiciliare, di scovare un sorta di tombino ricavato nel giardino dell’abitazione con all’interno nascosto un grosso barattolo di vetro contenente 1 kg. di hashish e 100 gr. di marijuana. I Carabinieri hanno trovato inoltre, diversi materiali per il peso ed il confezionamento della sostanza stupefacente. Il ragazzo  è stato condotto in caserma e dichiarato in   arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed al termine delle formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Ragusa. I Carabinieri hanno sequestrato tutta la sostanza stupefacente che sarà successivamente inviata al laboratorio di analisi dell’Asp di Ragusa per i risultati qualitativi e quantitativi al fine di stabilirne con precisione le dosi ed i guadagni che si sarebbero potuti ricavare dall’attività di spaccio.


Ragusa -  Sorvegliato guida senza patente: arrestato, figlio denunciato per marijuana e ricettazione. La Compagnia di Ragusa ha intensificato i servizi di prevenzione e contrasto di tutti i reati nel capoluogo ibleo con numerose pattuglie, sia in abiti civili che in uniforme, che in questi giorni stanno perlustrando tutta la giurisdizione. I  militari del dipendente Norm, nel pomeriggio di mercoledì, grazie alla puntuale attività di controllo del territorio, si sono imbattuti in un motociclista a loro noto.   E. S., 36enne, sorvegliato speciale del quale i militari sapevano non essere in possesso di patente di guida. I carabinieri hanno invitato il guidatore a fermarsi per procedere ad un controllo. Lui, al fine di sfuggire al controllo, ha accelerato e da via Aldo Moro ha imboccato la via Madrid, dove, a causa del terreno sdrucciolevole è scivolato  rovinando a terra. Il conducente è stato soccorso immediatamente  e  visitato presso l’ospedale di Ragusa dove ha riportato una prognosi di 15 giorni per il trauma e le escoriazioni. Il personaggio successivamente, veniva dichiarato in arresto per le violazione degli obblighi della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, poiché alla guida di uno scooter senza patente. Il  figlio è stato sottoposto a perquisizione personale e domiciliare nelle prime ore del mattino   da militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e dai Cinofili di Nicolosi (CT) ed è stato trovato in possesso di 25 grammi circa di marijuana, 1 bilancino di precisione e materiale per il confezionamento in dosi della stessa, nonché di 1 cellulare ed 1 portafoglio risultati provento di furti avvenuti qualche settimana fa. Il ragazzo, 18enne incensurato è stato denunciato a piede libero, lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro, mentre la refurtiva è stata riconsegnata ai legittimi proprietari.


Scoglitti RGSpaccio, CC 1 tunisino ai domiciliari. Si tratta di Guendil Kacem 29enne. I  Carabinieri della locale Stazione, nel corso del pomeriggio di ieri, a Scoglitti, hanno effettuato numerose perquisizioni, personali e veicolari, finalizzate a contrastare attivamente la detenzione e lo spaccio di sostanza stupefacente nel territorio di competenza, specie tra i giovani e nei luoghi di loro principale aggregazione. I militari, in tale ottica, d’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania hanno in occasione di attività mirata,  bloccato il tunisino Guendil Kacem.

 

Gli investigatori hanno appurato che sul personaggio, già pendeva un provvedimento limitativo della libertà personale emesso  dalla Procura procedente, che impone di scontare la pena residua di 1 anno e 9 giorni di reclusione. Il soggetto era già stato giudicato colpevole di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, reato commesso nella frazione marittima da ottobre 2010 a maggio 2011. Il giovane, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Plebiscito, è stato sottoposto alla detenzione domiciliare presso la sua abitazione e messo a disposizione della competente Autorità Giudiziaria per i provvedimenti del caso.


Ragusa – CC ammanettano lituano: tenta furto in abitazione. Si tratta di un 38enne, senza fissa dimora in Italia e con qualche precedente di polizia per reati predatori, il quale non si aspettava di essere . il maldestro aveva anche già mangiato qualcosa trovata in casa per ristorarsi dalla fatica. Il personaggio è stato tratto in arresto è stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa.  Per i proprietari delle abitazioni solo il danno delle porte da riparare ed un lieve spavento, ma per fortuna nulla di “perduto”. I  militari stavano svolgendo i servizi di prevenzione e contrasto dei reati predatori lungo la costa. Le numerose pattuglie dispiegate sul territorio, anche nei giorni delle ultime festività hanno effettuato la costante attività di controllo del territorio e prevenzione di tutti i reati. I  militari della stazione di Marina di Ragusa, nel  transitare per Contrada Eredità, si sono accorti che la porta di un’abitazione era stata forzata e sono immediatamente entrati per verificare cosa fosse accaduto. Nulla era fuori posto nella prima abitazione, ma nella casa  affianco, anch’essa con la porta forzata, i militari hanno trovato un ospite indesiderato.  1 lituano che dopo essersi introdotto furtivamente nella casa aveva iniziato ad accumulare vari attrezzi da giardino in una stanza con il chiaro intento di portarli via a “servizio ultimato”.


Vittoria RGCC, 1 in carcere per rapina. Si tratta di Filippo Bella  31enne. Prosegue l’attività di prevenzione e di repressione dei reati nel territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria (RG), al fine di garantire la pubblica sicurezza in favore di tutti i cittadini che vi abitano.  I miliari hanno posto particolare attenzione nel contrastare ogni tipologia di reato, specie quelli di natura predatoria che più da vicino colpiscono le fasce più deboli della popolazione. L’intenso lavoro, in stretta collaborazione tra i Carabinieri e   la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, ha consentito,   ieri, in occasione di mirata attività di controllo del territorio posta in essere dai militari della Stazione di Comiso, sia di natura preventiva che repressiva, di trarre in arresto  Filippo Bella  noto per rapine. Il provvedimento a   carico, del personaggio è finalizzato all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, che gli impone  di scontare la pena residua di 1 anno di reclusione. Il soggetto   è stato giudicato colpevole del reato di rapina in concorso, commesso nel gennaio 2011 a Marina di Ragusa. Il  soggetto, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Sciascia, è stato associato alla Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i provvedimenti del caso.


Ragusa – GdF sequestra tra ortaggi piantagione con piante 3000 cannabis.  Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa,  a conclusione di un’articolata attività info-investigativa, hanno individuato e sottoposto a sequestro, in contrada Bonincontro nel vittoriese, una piantagione di “cannabis indica” costituita da circa 3.000 piante allo stato adulto ed in piena fioritura. L’attività d’indagine, condotta da una task force costituita da investigatori delle Compagnie di Ragusa e di Vittoria, ha permesso di scoprire due serre collocate in una vasta area di oltre 10.000 mq, ben più grande di un campo da calcio, adibita formalmente a coltivazione di ortaggi che camuffavano e nascondevano una grossa piantagione di marijuana, costituita da piante aventi un’altezza media tra i 120 ed i 210 cm. I   finanzieri, nell’ambito di specifici servizi di controllo del territorio, hanno effettuato numerosi appostamenti nella zona, in quanto attratti da movimenti sospetti da parte di alcuni soggetti che, prima di accedere nelle serre, soprattutto durante le ore serali, effettuavano ripetute perlustrazioni del perimetro al fine di scongiurare la possibilità di essere scoperti. 4 maldestri al momento del blitz, sono stati trovati sul posto, intenti alla potatura degli arbusti pienamente fioriti, dei 4 vittoriesi, 3 già noti. Tutti  sono stati tratti in arresto in flagranza di reato. Gli  investigatori, nell’area hanno trovato anche un caseggiato rurale, all’interno del quale hanno rinvenuto e sequestrato centinaia di piante essiccate e pronte per la commercializzazione, nonché notevoli quantitativi di fertilizzanti, utilizzati per la fase di preparazione del terreno e per le successive cure delle piante. I quattro responsabili sono stati tratti in arresto per produzione e spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione del magistrato di turno, sono stati associati alla Casa Circondariale di Ragusa, in attesa di giudizio e rischiano una pena fino a 20 anni di reclusione. I militari da una prima stima, hanno appurato che dalle 3.000 piante sequestrate si sarebbe potuto produrre circa 1 tonnellata di marijuana, che, una volta immessa sul mercato, avrebbe prodotto un illecito profitto pari ad oltre un milione di euro. L’operazione di servizio, frutto di una stretta sinergia fra i reparti del Corpo che operano nella provincia iblea, evidenza il costante impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto della produzione ed dello spaccio di sostanze stupefacenti, in una porzione di territorio che ben si presta a camuffare estese coltivazioni di marijuana.


Santa Croce Camerina RG - Morsi e calci a CC da tunisino senza patente in guida contromano. Si tratta di Mohamed Remichet  21enne  finito ai domiciliari. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina hanno arrestato un residente di nazionalità tunisina  dopo che alla guida dell’auto del padre aveva seminato terrore per le vie del centro camarinense. 2 carabinieri poco prima delle otto del mattino, appena fuori dal centro abitato, stavano eseguendo un posto di controllo. Il capo servizio, vista sopraggiungere un’utilitaria di colore grigio, ha deciso di intimare l’alt con la paletta. Il conducente, anziché fermarsi ha accelerato ed è fuggito verso il centro abitato. I due militari, saliti di corsa in auto, si sono posti all’inseguimento del fuggitivo. Il maldestro, pensando di poter seminare i carabinieri, s’è buttato per le vie del centro guidando come un forsennato, prendendo alcune vie contro mano e rischiando seriamente di investire i pedoni. Il fuggitivo addirittura in via Caucana dove c’erano delle bancarelle con molte persone intorno  è passato in mezzo contromano. Molti  veicoli parcheggiati lungo le vie del centro sono stati danneggiati dall’auto in fuga. La gente in strada ha anche schivato la macchina  e  fortunatamente  non ci sono stati feriti tra i civili. I militari, con le dovute cautele hanno inseguito il fuggitivo, fino in periferia e vedendo che non desisteva, hanno prima provato a tagliargli la strada poi, non riuscendo in altro modo a fermarlo, il capo servizio è riuscito a rallentare la marcia del veicolo bucando 1 pneumatico. Il  fuggiasco a quel punto ha accostato ed ha provato a fuggire a piedi ma è stato raggiunto dai due militari che hanno impiegato fatica ad immobilizzarlo. Il soggetto infatti li ha anche aggredito i tutori dell’ordine con calci e morsi. Una volta bloccatolo e ammanettatolo, l’hanno identificato in Mohamed Remichet  nullafacente, già noto ai carabinieri per reati contro il patrimonio. Il giovane è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e, sentito il pubblico ministero, dott. Marco Rota, è stato sottoposto ai domiciliari in Santa Croce. Sebbene in auto siano stati trovati alcuni arnesi da scasso, sembra che l’arrestato fosse fuggito all’alt dei militari solo per non aver la patente di guida, infatti, il veicolo è risultato in regola con assicurazione e revisione e a bordo non è stato trovato nulla provento di reato. Vicenda, che avrebbe potuto avere esiti infausti, s’è fortunatamente risolta nel più indolore dei modi, sebbene purtroppo i due militari aggrediti dall’arrestato hanno subito varie lesioni che richiederanno dieci giorni di cure.






 


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RAGUSA


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Ragusa Richiedente asilo preso per spaccio a minori vicino Istituto “Opere Pie”, GdF: operazione “DRUG MARKET”. Si tratta di Ebrima Dibane  alias Ibrahima, 20enne nato in Gambia.  Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, il  25 settembre scorso, hanno fermato a Ragusa il soggetto originario del Gambia ed altri 2  extracomunitari trovati in possesso di diverse dosi pronte per essere vendute.  L’operazione è stata denominata “Drug Market”.  I  finanzieri della Compagnia di Ragusa, hanno operato con l’ausilio di unità cinofile del Corpo. L’indagine  ha preso spunto dalle numerose segnalazioni di genitori esasperati, che hanno lamentato la diffusione del fenomeno droga nel quartiere compreso fra le vie Eugenio Criscione Lupis, via della Quercia e via Antonio Pacinotti, già dalla fine del mese di maggio scorso.  L’attività dei Baschi Verdi è finalizzata a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, anche nei confronti dei minori, perpetrato nell’area urbana antistante il centro di prima accoglienza per migranti nel comprensorio dell’Istituto “Opere Pie Riunite Eugenio Criscione Lupis” di Ragusa. Il  meticoloso lavoro investigativo, ha permesso agli inquirenti di ricostruire le modalità dello spaccio di stupefacente, prevalentemente hashish, posto in essere dal richiedente asilo del Gambia, tale Dibane Ebrima (alias Ibrahima). Il personaggio è stato arrestato ed associato presso la Casa Circondariale di Ragusa. il giovane era giunto in Italia nel 2014 attraverso uno sbarco presso il porto di Pozzallo ed alloggiato presso il centro di accoglienza, struttura dove sono ospitati ragazzi provenienti dai paesi africani.  L’identificazione è stata possibile attraverso l’utilizzo e l’analisi della banca dati “APFIS” (automatic palmprint and fingerprint identification system), il sistema di identificazione automatico attraverso le impronte digitali in uso alle forze di polizia, alimentato da tutti i fotosegnalamenti e le indicazioni di dati e notizie riferibili agli immigrati che entrano sul territorio dello Stato. I finanzieri hanno anche segnalato alla Procura della Repubblica altri 2 migranti, di 21 e 22 anni, trovati in possesso di diverse dosi di stupefacente. I 2 erano giunti in Italia nel 2014 con sbarchi avvenuti nei porti di Agrigento e di Pozzallo.  Il soggetto arrestato, opportunamente seguito e pedinato, aveva dato appuntamento “ai clienti” (per la maggior parte di minore età) in diverse zone del centro città, anche   attraverso vere e proprie consegne a domicilio per quantitativi al costo di 10/12 € al grammo. L’appuntamento avveniva previo contatto telefonico di pochi istanti, durante il quale i consumatori avrebbero chiesto al pusher “di scendere”. Il  messaggio in codice avrebbe individuato la volontà di voler acquistare la sostanza ed il luogo convenzionale dove incontrarsi. La  cessione avveniva con varie e fantasiose modalità che andavano dalla disinvolta consegna sulla pubblica via, alla più attenta, buttando a terra sia la sostanza che il denaro mentre le due parti, camminando, l’una verso l’altra, si incrociavano senza parlarsi, raccogliendo ciascuna quanto di interesse. I  clienti in alcune occasioni erano ragazze ed in un caso una giovane mamma accompagnata dal figlio di pochi anni. Lo spaccio avveniva in qualsiasi ora del giorno e delle notte. Le attività dei Baschi Verdi sono state condotte attraverso indagini tradizionali, con servizi di osservazione, e tecniche (audio e video), finalizzate a cristallizzare le indebite cessioni. I militari hanno identificato 9  soggetti, di cui 4 minorenni ai quali sono stati sequestrati anche i ciclomotori, mentre ai consumatori maggiorenni sono state ritirate le patenti di guida. Tutti i consumatori sono stati segnalati quali assuntori alla locale Prefettura per gli ulteriori adempimenti ed ammonimenti del caso. I  militari durante blitz hanno  sequestrato complessivamente 23 grammi di hashish ed  accertato, nel periodo di soli due mesi di indagini, più di 180 cessioni eseguite dall’interessato nei confronti di giovani e giovanissimi ragazzi ragusani (pari ad una quantità non inferiore al ½ kg. di sostanze stupefacenti). La conclusione dell’operazione svolta dalla Guardia di Finanza di Ragusa ha riscosso presso gli abitanti del quartiere soddisfazione e sollievo, soprattutto in coloro che hanno figli minorenni. Padri e madri erano giustamente preoccupati per la loro incolumità. La Guardia di Finanza  ricorda che :”Studi scientifici evidenziano le gravi conseguenze, ad oggi troppo sottovalutate, che possono comparire a seguito dell’uso della “cannabis” e dei suoi derivati. Tali conseguenze sono tanto più gravi quanto più precoce è l’inizio dell’assunzione e quanto maggiori sono la frequenza e la durata dell’uso”.


Ragusa - Blitz antidroga, carabinieri bloccano 3 pusher in azione tra RG e CT. Si tratta di Carmelo LEONE 41enne di Scoglitti, Mario DINICOLA 42enne di Santa Croce Camerina e Vito LO MAGNO 47enne residente a Mazzarone (CT). L’attività di controllo da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa nel settore dello spaccio di stupefacenti  è intensa. I militari, fin dall’inizio dell’estate, hanno iniziato a monitorare i luoghi di maggiore aggregazione di giovani e turisti dove notoriamente, in concomitanza con la stagione estiva. I tutori dell’ordine hanno  registrato  spaccio di stupefacenti anche a turisti che affollano la riviera ragusana. L’attività ha portato a numerose segnalazioni alle competenti autorità per uso personale di sostanze stupefacenti, soprattutto nei confronti di giovani del luogo, ma anche di fuori provincia giunti in territorio ibleo per trascorre un periodo di vacanza. Il passo successivo dell’attività dei Carabinieri è stato quello d’individuare, tramite mirate attività d’indagine, condotte anche con pedinamenti ed appostamenti. Gli spacciatori dello stupefacente che rifornivano i consumatori finali già individuati e proprio tali attività, negli ultimi giorni, hanno portato a degli arresti ed al rinvenimento di un notevole quantitativo di stupefacente. I militari, con l’ausilio di unità cinofile del Nucleo Carabinieri di Nicolosi hanno effettuato una serie di perquisizioni nei confronti di personaggi già individuati quali spacciatori al dettaglio. I carabinieri, nel corso dell’azione hanno bloccato: Carmelo LEONE, trovato in possesso di gr.30 di stupefacente del tipo hascisc e di gr. 30 di stupefacente del tipo marijuana, tutti già suddivisi in dosi e pronti per essere immessi sul mercato, di un bilancino di precisione e di materiale per il confezionamento delle dosi; Mario DINICOLA, trovato in possesso di ben nr.12 panetti di stupefacente del tipo hascisc, del peso complessivo di kg. 1,2 e della somma contante di € 830 ritenuta provento dell’attività di spaccio; Vito LO MAGNO, trovato in possesso di altri nr.12 panetti di stupefacente del tipo hascisc, del peso complessivo di kg. 1,3 e di attrezzatura per il confezionamento dello stupefacente in dosi. I soggetti arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso le Case Circondariali di Ragusa e Caltagirone,   lo stupefacente, il denaro ed il materiale rinvenuto, sono stati posti sotto sequestro per i dovuti accertamenti. I Carabinieri ritengono che la quantità dello stupefacente rinvenuto e la circostanza che uno dei soggetti arrestati sia residente nella provincia di Catania, dia un’idea dei considerevoli volumi che l’attività di spaccio di stupefacenti assume nei mesi estivi nelle località turistiche della provincia ragusana, con conseguenti lauti guadagni da parte dei soggetti che si dedicano a tale illecita attività. L’Arma dei Carabinieri ha deciso di dedicare particolare attenzione al fenomeno, iniziando a monitorare le dinamiche del settore fin dall’inizio dell’estate per poi giungere ai risultati degli ultimi giorni. Le  attività proseguiranno per individuare i canali di approvvigionamento dei puscher al dettaglio tratti in arresto e le rotte attraverso cui lo stupefacente arriva in provincia di Ragusa.    


Ragusa Narcotraffico, accusato imprenditore pompe funebri, DIA Catania sequestra beni. La  Direzione Investigativa Antimafia di Catania, diretta dal 1° Dir. P.S. dr. Renato Panvino, dalle prime ore della mattinata, ha eseguito un decreto di sequestro di beni, emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione - di Ragusa, su proposta del Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio Ferla, nei confronti di Sebastiano DISTEFANO 58enne, imprenditore nel settore del servizio di onoranze funebri, accusato di reati legati al narcotraffico e già condannato per i reati di detenzione illegale e porto in luogo pubblico di materiale esplodente, evasione fiscale e riciclaggio di valori bollati contraffatti. I particolari dell’operazione  resi noti nel corso della conferenza stampa  presso il Centro Operativo D.I.A. di Catania.  Sebastiano DISTEFANO, notoriamente inteso “Roberto”, risulta per la DIA essere elemento con una spiccata propensione a delinquere.  La  Questura di Palermo, Squadra Mobile – Sezione Antidroga nel 2003   aveva già inoltrato alla DDA del capoluogo siciliano una C.N.R. relativa a 14 soggetti nel contesto di un’indagine dalla quale era emersa un’associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e hashish. L’associazione, avvalendosi del  DISTEFANO, aveva cercato di organizzare un traffico di sostanze stupefacenti tra la Germania e la Sicilia. I  militari del Comando Compagnia Carabinieri di Ragusa, nel 2009, in esecuzione di Occc nr. 965/2009 RG Gip emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa, avevano tratto in arresto Sebastiano DISTEFANO, poiché ritenuto responsabile della distruzione di un edificio di proprietà di un “concorrente” del DISTEFANO stesso. La  Corte d’Appello di Catania successivamente, nel 2015, aveva condannato lo stesso solamente per detenzione illegale e porto in luogo pubblico di materiale esplodente.  Il personaggio, in base ai rapporti degli investigatori, nel mese di giugno del 2010, a seguito di un’attività di indagine condotta nel periodo intercorrente dall’anno 2005 al 2010, veniva deferito all’A.G. competente, in stato di libertà, con altri soggetti, poiché responsabili a vario titolo del reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni di compagnie assicurative. Il  Distretto della Corte di Appello di Catania, nel 2015, in ottemperanza all’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza   aveva proceduto all’arresto nei confronti di Sebastiano DISTEFANO, in relazione al residuo di pena detentiva a 4 mesi e 29 giorni per il reato di riciclaggio inerente valori di bollo contraffatti. La  Direzione Investigativa Antimafia, a seguito di una articolata attività di indagine patrimoniale tesa a verificare le modalità di acquisizione del patrimonio riconducibile al DISTEFANO, ha avanzato una proposta di misura di prevenzione personale e patrimoniale che il Tribunale di Ragusa - Sezione Misure di Prevenzione  ha recepito emettendo, ai sensi della normativa antimafia, il relativo provvedimento di sequestro. Gli investigatori, sul versante patrimoniale hanno accertato l’assenza, in capo al prevenuto ed ai familiari e conviventi, di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti posti in essere, nel contempo, una cospicua e generalizzata sproporzione tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto. La DIA con il recente provvedimento adottato a carico del DISTEFANO ha proceduto al sequestro del patrimonio riconducibile allo stesso, al momento stimato in circa 3.000.000€, composto da diversi rapporti bancari in corso di quantificazione, da   4 automezzi, da 5 imprese, di cui 4 esercenti  l’attività di servizio di onoranze funebri e denominate “Croce Bianca Iblea di DISTEFANO Sebastiano”, ”Centro Servizi Funerari di DISTEFANO Fabio”, “ Centro Servizi Funebri Srl” e “L’azzurra Onlus Associazione di Volontariato”  e l’altra denominata “AGID Srl” esercente l’attività di bar e ristorazione, tutte operanti a Ragusa. I tutori dell’ordine inoltre hanno sequestrato il 50% delle quote sociali della Aeroporto Immobiliare e servizi Srl” con sede a Ragusa esercente l’attività di gestione di parcheggi e autorimesse. Il provvedimento ablativo colpisce anche   10 fabbricati,   6 appezzamenti di terreno ubicati nel territorio dei comuni di Ragusa, Ragusa Ibla, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi (RG) e Comiso (RG).


Comiso RG - CC Operazione antidroga, presi 3 giovani pusher.  si tratta di : Angelo DI STEFANO 26enne   ed Andrea CORALLO 22enne, incensurati di Vittoria e Montassar YOUSSEFI 19enne tunisino residente a Comiso. I  Carabinieri della Compagnia di Vittoria, nel fine settimana, con i militari delle Stazioni dipendenti, del Nucleo Operativo e Radiomobile e con l’ausilio delle unità Cinofile dell’Arma, hanno svolto un servizio di controllo del territorio, in particolare nel Comune di Comiso e nella frazione marinara di Scoglitti, aree che nel periodo estivo affollate di turisti e residenti. I tutori dell’ordine hanno istituito numerosi posti di blocco su diverse strade urbane ed extra – urbane ed effettuando una serie di perquisizioni delle auto  fermate e nei principali luoghi di aggregazione noti per essere spesso frequentati da soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, nel corso di tale servizio sul lungomare di Scoglitti, hanno notato uno strano andirivieni di giovani, che si avvicinavano ad un gruppo di soggetti, seduti su di una delle balaustre di fronte alla spiaggia. I ragazzi   consegnavano banconote, ricevendo in cambio piccoli involucri, poi    si allontanavano velocemente dal luogo. I  militari ritenendo evidente fosse in corso un’attività di spaccio di stupefacenti, hanno deciso d’intervenire, e chiesto l’ausilio di una pattuglia del Commissariato di P.S. di Vittoria e della Guardia Costiera, in servizio presso il locale Ufficio Marittimo, considerato che l’attività illecita si svolgeva proprio di fronte alla sede di tale ufficio. I tutori dell’ordine, nel corso dell’intervento, in un’intercapedine ricavata nella balaustra su cui erano seduti i soggetti monitorati, hanno rinvenuto oltre 30 dosi di sostanza stupefacente del tipo hascisc pronte per essere spacciate. 1 dei soggetti controllati, accortosi dell’arrivo dei carabinieri, ha lasciato cadere sotto la balaustra su cui era seduto 1 involucro. Il  gesto veniva subito notato e l’involucro recuperato, constatando che conteneva altre  20 dosi circa della stessa sostanza stupefacente.  La perquisizione personale a carico dei soggetti, identificati in Angelo DI STEFANO  ed Andrea CORALLO, consentiva di rinvenire la somma contante di 400€  circa, ritenuta provento della lucrosa attività di spaccio di stupefacenti e per questo sottoposta a sequestro, mentre i due soggetti venivano dichiarati in arresto e sottoposti al regime degli arresti domiciliari presso le abitazioni. I giovani individuati come acquirenti, sono segnalati alle competenti autorità per uso personale di stupefacenti. Il  servizio a Comiso, si è concentrato nei pressi della Villa Comunale luogo generalmente frequentato da famiglie e bambini, in quanto ai militari dell’Arma erano giunte diverse segnalazioni di spaccio stupefacenti da parte di extracomunitari. Le  segnalazioni si sono rivelate fondate poiché i militari dell’Arma, poco dopo aver iniziato il servizio, hanno avuto modo di notare un  giovane d’origine nord africana che nascondeva qualcosa sotto un cespuglio situato nei pressi di un muretto. Il sospetto  per diverse volte,  si recava in tale luogo per prelevare qualcosa che consegnava a dei soggetti che si dileguavano velocemente. I  militari intervenuti hanno bloccato il soggetto, identificato in Montassar YOUSSEFI 19enne, tunisino residente a Comiso, mentre occultate sotto il cespuglio ove lo stesso era stato visto più volte avvicinarsi e prelevare qualcosa, venivano rinvenute  25 dosi di sostanza stupefacente del tipo hascisc. I carabinieri hanno a tal punto perquisito anche la sua abitazione, rinvenendo una modica quantità di stupefacente del tipo cocaina e materiale utile al confezionamento delle dosi, quali un taglierino intriso di sostanza stupefacente e piccoli involucri di cellophane, in genere utilizzati per sigillare le dosi da immettere sul mercato. Montassar YOUSSEFI è  sato dichiarato in arresto per spaccio di stupefacenti.  I  soggetti individuati come acquirenti sono segnalati alle competenti autorità per uso personale di stupefacenti. Le indagini dei militari  proseguono per individuare la provenienza dello stupefacente e per   capire se i 3 arrestati spacciassero autonomamente lo stupefacente di cui sono stati trovati in possesso o se siano i componenti di una più vasta rete di puscher al dettaglio. L’attività degli ultimi giorni è il frutto delle continui   controlli del territorio, svolti su disposizione del Comando Provinciale Carabinieri. l’Arma, specie nei mesi estivi, continua ed  estende  anche ad altri comuni della provincia le ispezioni antidroga.


Modica  RGDroga da Catania a Ragusa, CC 4 misure Operazione “Take away”. Si tratta di: Roberto Bellaera 32enne di Modica  muratore noto; Michele Ereddia 36enne modicano noto nullafacente; Michele Fichera 50enne di Catania noto nullafacente; Antonio Giordanella 46enne di Modica noto muratore. I Carabinieri della Compagnia di Modica, supportati da unità del Nucleo Cinofili di Nicolosi (CT), hanno eseguito una misura cautelare detentiva  emessa dal GIP del Tribunale di Ragusa - nei confronti di 4 persone, responsabili del reato di concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commesso da gennaio a settembre 2016, nelle provincie di Ragusa e Catania. Gli investigatori hanno smantellato una solida rete di spacciatori di sostanze stupefacenti. I  Carabinieri della Compagnia di Modica questa mattina all’alba hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa, dott. Andrea Reale, su richiesta avanzata dal Pubblico Ministero, dott. Gaetano Scollo, titolare dell’indagine, che ha condiviso pienamente le risultanze investigative dei militari dell’Arma. I Carabinieri a carico degli indagati, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza per il reato di concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, poiché i predetti, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, illecitamente hanno detenuto, trasportato, offerto, venduto o comunque ceduto a terzi sostanze del tipo cocaina e marijuana.Gli  indizi sono stati ricavati nel corso dell’attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica ed avviata nel mese di gennaio 2016 a seguito di alcuni sospetti circa illecite condotte di falsificazione e spendita di monete false tenute da Michele Ereddia. I militari dell’Arma, sulla base di questi sospetti,  hanno acquisito i tabulati del traffico telefonico delle utenze in uso all’Ereddia ed hanno appurato come lo stesso effettuasse numerosi viaggi fuori provincia, anche di breve durata, e mantenesse contatti con persone segnalate per diversi generi di reato. Le indagini dei carabinieri si sono protratte dal mese di gennaio a settembre 2016 ed hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati ed hanno consentito di accertare i viaggi finalizzati all’approvvigionamento dello stupefacente nonché di individuare i movimenti relativi all’attività di spaccio al minuto. I  Carabinieri, nel corso dell’attività d’indagine, hanno arrestato in flagranza 3 soggetti ed hanno sequestrato in totale circa 110 gr. di marijuana, 720 gr. di hashish e 5 gr. di cocaina, ceduti in più occasioni da alcuni degli indagati. I militari hanno appurato che il canale di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti fosse  a Catania, e che   Michele Fichera provvedesse a fornire la droga agli indagati. I militari dell’Arma hanno accertato più di 30 episodi di spaccio avvenuti su tutta la provincia di Ragusa, in particolare, a Modica e Scicli, località dove gli indagati avrebbero gestito un ampio traffico di sostanze stupefacenti grazie al quale ne traevano il proprio sostentamento. I Carabinieri hanno smantellato un vero e proprio giro d’affari illecito che è stato stimato oltre le decine di migliaia di euro. Gli  indagati al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti in carcere come disposto dal provvedimento emesso dal Tribunale di Ragusa.


Ragusa – GdF sequestra 2 milioni€ in beni a dirigenti sport per danni erariali. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa, su delega della Procura Regionale della Corte di Conti di Palermo e nell’ambito delle indagini connesse alle ipotesi di peculato relative alla distrazione dei fondi destinati alla Scuola Regionale dello Sport, hanno eseguito un sequestro conservativo di beni per circa 2 milioni di euro nei confronti di Rosario CINTOLO e Silvio PIAZZA. La misura cautelare patrimoniale eseguita costituisce un importante punto di arrivo dell’indagine condotta dalla Compagnia di Ragusa, su delega della magistratura contabile, che ha accertato reiterate illiceità compiute dall’ex Presidente della Scuola Regionale dello Sport e dall’ex Direttore della medesima articolazione del Coni, responsabili del danno erariale cagionato alle casse della Regione Siciliana e del bilancio nazionale del CONI, per l’ammontare di euro 1.123.805€ a carico di Rosario Cintolo e 844.296€ a carico di Silvio Piazza. L’attuale sequestro scaturisce dalle indagini svolte nell’ambito del procedimento penale instaurato presso la Procura della Repubblica di Ragusa, che aveva portato, lo scorso gennaio, al provvedimento cautelare dell’arresto eseguito nei confronti di Rosario Cintolo ed al sequestro preventivo delle somme di denaro rinvenute sui conti correnti di Cintolo e di Silvio Piazza. L’intervento della Procura regionale della Corte dei conti, è stato in linea con l’azione di contrasto alla corruzione posta in essere dai magistrati contabili, ed a tutela del presunto ingente danno erariale accertato, ha consentito di porre un vincolo cautelare su beni immobili dei destinatari della richiesta di sequestro curata dal pubblico ministero contabile ed integralmente accolta con decreto del Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti. Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro la quota pari ad ½ della villetta sita a Ragusa, destinata ad abitazione principale e l’intera villa al mare, ubicata nel territorio di Santa Croce Camerina a carico di Rosario Cintolo, mentre nei confronti di Silvio Piazza la metà dell’immobile e la relativa pertinenza, destinato ad abitazione principale, presso il comune di Siracusa, ed ½ di un immobile secondario, sito nel comune di Noto. La vicenda   ha permesso anche di accertare responsabilità a carico di istituti di credito, i quali hanno omesso la dovuta vigilanza sulla clientela ai fini della normativa antiriciclaggio e sull’utilizzo del contante, rischiando ora sanzioni amministrative per importi che vanno da euro 1.036,00 ad euro 41.500,00. L’importante e complessa attività condotta dalle Fiamme Gialle iblee, in stretta collaborazione con la Magistratura Contabile, ha reso possibile contrastare forme di sperpero di risorse comuni, già limitate in questo momento di crisi economica, con l’alterazione del corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione e lo scadimento della qualità dei servizi.


Chiaramonte RG - Estorsione ad anziano:Carabinieri ammanettano 2 albanesi. I  militari della Stazione di Chiaramonte Gulfi, ieri pomeriggio, hanno tratto in arresto due albanesi, Klevis Musta 22enne e Marcel Renja 27enne, con l’accusa di estorsione in concorso. I due giovani si sono presentati nel primo pomeriggio di ieri a casa di un 80enne di Chiaramonte, accusandolo falsamente di aver molestato la moglie di uno dei due e minacciandolo di consegnare loro la somma contrante di 5.000€, in caso contrario gliel’avrebbero fatta pagare, dileguandosi poi per le campagne chiaramontane.  I  due, da quel momento, hanno iniziato a tempestare l’anziano di chiamate, dal tono minatorio, chiedendo insistentemente la somma convenuta. Il pensionato si è così subito rivolto ai Carabinieri, denunciando quanto aveva subito e quanto di falso gli veniva addebitato. L’82enne, in compagnia di un amico, nella mattinata aveva dato un passaggio ad una ragazza albanese rimasta in panne e subito dopo era stato avvicinato dai due ragazzi che lo avevano minacciato costringendolo al pagamento della grossa somma di denaro, da effettuarsi in Contrada Coffa sulla SS. 514.   I militari, intuendo quanto sarebbe accaduto e le modalità di realizzazione, e di concerto con il denunciante, hanno teso la trappola ai malviventi nella località stabilita. La trappola è stata   organizzata nei minimi dettagli. L’incontro: da un’autovettura sono scesi i due ragazzi che, dopo aver parlato con la vittima, si sono fatti consegnare 1 busta contenente il denaro. I Carabinieri, nascosti tra la gente, sono intervenuti ed  hanno bloccato i soggetti, recuperando le banconote che i militari stessi, poco prima, avevano fotocopiato per provare l’avvenuto scambio. I due albanesi, senza precedenti penali, sono stati condotti presso la caserma di via dell’Alcanata da dove, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott.ssa Monica Monego, dinanzi alla quale dovranno rispondere del reato di estorsione in concorso. 


Vittoria  RG – GdF sequestra beni 500.000€ ad imprenditore: evasione. I militari del Comando Provinciale di Ragusa, su delega dell’Autorità Giudiziaria e nell’ambito dei servizi finalizzati al contrasto dell’evasione fiscale, hanno eseguito un sequestro per equivalente di circa mezzo milione€ nei confronti di un imprenditore di Vittoria operante nel settore della fabbricazione e commercializzazione di imballaggi per prodotti ortofrutticoli. Il sequestro è scaturito da una complessa indagine fiscale condotta dagli investigatori del Nucleo Polizia Tributaria di Ragusa. L’inchiesta ha consentito di smascherare l’imprenditore il quale, mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti finalizzato all’indebita deduzione di costi e la detrazione dell’imposta sul valore aggiunto, ha presentato dichiarazioni dei redditi fraudolenti per diverse annualità. I finanzieri, nell’esecuzione del decreto emesso dal GIP di Ragusa, dr. Reale, hanno sottoposto a sequestro preventivo beni immobili, autovetture, depositi bancari e postali, nonché polizze assicurative per circa 500.000 di euro nei confronti dell’imprenditore truffaldino. L’importo del sequestro corrisponde pertanto alle imposte complessivamente evase sia in materia di imposizione diretta che in materia di imposta sul valore aggiunto. Lo strumento del sequestro preventivo ha lo specifico scopo di sottrarre, alla disponibilità degli evasori, il profitto dell’attività illecita posta in essere e di aggredire qualsiasi elemento patrimoniale nella loro disponibilità, anche per interposta persona. L’attività di servizio conclusa dalle Fiamme Gialle iblee testimonia l’importanza rivestita dall’analisi dei flussi finanziari con la quale possono essere concretamente individuati i capitali illeciti che creano nel mercato una pericolosa distorsione economica.


Scicli RG- Blitz antidroga: CC preso coltivatore marijuana serra in casa. Il  23enne  G.N. aveva allestito la coltivazione nella sua abitazione. I militari hanno recuperato numerose dosi di marijuana. Il soggetto in casa aveva allestito una vera e propria serra per la coltivazione della canapa indiana. I Carabinieri della Tenenza di Scicli di sera, hanno eseguito uno specifico servizio antidroga sul territorio di competenza, in particolare nei pressi dei luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani dove hanno effettuato diversi controlli e perquisizioni.  I tutori dell’ordine, nel corso del servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno bloccato G.N. 23enne, incensurato, nullafacente, sorpreso con numerosi grammi di marijuana, suddivisa in dosi e con diversi materiali per la coltivazione, il taglio ed il confezionamento della sostanza. Il giovane è stato notato dai militari dell’Arma mentre stava percorrendo una strada del centro di Scicli a bordo della sua auto. Il personaggio alla vista della pattuglia ha tenuto un atteggiamento sospetto, come se volesse evitare il controllo. Gli  uomini dell’Arma, dopo avere seguito nei movimenti il sospetto, hanno fatto scattare il blitz e l’hanno fermato. Il giovane è apparso subito molto preoccupato e nervoso, ed è stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare. I militari hanno trovato il possesso di 1 sacchetto in cellophane contenente circa 8 grammi di marijuana suddivisa in dosi. I  Carabinieri hanno effettuato la perquisizione nell’abitazione del giovane ed hanno rinvenuto, nella sua camera da letto, 1 contenitore con ulteriori 90 grammi della medesima sostanza, diversi materiali per il taglio, il peso ed il confezionamento della sostanza. I Carabinieri hanno scoperto un’altra stanza che il ragazzo aveva interamente adibito a vera e propria serra per la coltivazione della marijuana, dotata di apposito impianto di irrigazione ed illuminazione, all’interno della quale sono state rinvenute 3 piante di “canapa indiana” alte circa 1,5 m. e vari prodotti specifici per la piantagione. Il ragazzo  è stato condotto in caserma e dichiarato in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed al termine delle formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione. I  Carabinieri hanno sequestrato tutta la sostanza stupefacente e le 3 piante che saranno successivamente inviate al laboratorio di analisi dell’Asp di Ragusa per i risultati qualitativi e quantitativi al fine di stabilirne con precisione le dosi ed i guadagni che si sarebbero  ricavate dall’attività di spaccio.


Ragusa 2 amici osservano mentre investe, colpisce con chiave inglese amico di ex fidanzata: 1 in manette. La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Squadra Volanti – ha sottoposto a fermo Marco CHILLEMI  21enne  nato e residente a Ragusa, accusato del reato di tentato omicidio di un trentunenne. La  Sala Operativa della Questura ieri alle 14.00 circa ha  ricevuto diverse segnalazioni al 113 per una rissa in Via Respighi a Ragusa. 1 dei soggetti coinvolti, nonostante l’immediato intervento della Volante, all’arrivo dei poliziotti si era dato alla fuga.  Il  corpo di un giovane di 31 anni ragusano era a terra riverso in una pozza di sangue e privo di sensi. Una  ragazza di 17 anni era lacrime sul marciapiedi  e si è avvicinata ai poliziotti per riferire che poco prima il suo ex fidanzato aveva investito il ragazzo riverso a terra perché geloso, tentando di ucciderlo, quindi non si trattava di una rissa così come segnalato ma di un reato ben più grave. La ragazza ha aggiunto  che l’indomito dopo avere investito e trascinato per qualche metro il malcapitato, è sceso dall’auto ed ha colpito il ragazzo con una chiave inglese in ferro. La violenza inaudita veniva interrotta dalle urla dei testimoni e per l’intervento di alcuni passanti, tanto da far decidere al ragazzo di fuggire.  L’autore del reato era in compagnia di una coppia di fidanzati che nulla hanno fatto per impedire l’evento del tutto imprevedibile per loro, ma neanche per porre fine ai colpi inferti quando già era a terra esanime. Le cure rianimatorie immediate del 118 hanno permesso di ristabilire i parametri vitali in quanto il giovane era svenuto e successivamente è stato trasportato con la massima urgenza al pronto soccorso dell’ospedale  e sottoposto ad un delicato intervento alla gamba. Gli  uomini della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica sono intervenuti sul posto per il sopralluogo e per escutere tutti i soggetti che avevano assistito ai fatti, nel contempo altri equipaggi si sono recati presso l’abitazione del fuggitivo e cercato in ogni altro luogo dove lo stesso avrebbe potuto trovare rifugio, ma senza esito. Gli investigatori dalle informazioni raccolte mediante l’escussione dei testimoni, hanno appreso che Chillemi aveva incontrato la sua ex fidanzata di 17 anni al bar, dove si trovava in compagnia di altri amici per decidere dove pranzare per la festa del primo maggio. Il personaggio era in compagnia di una coppia di fidanzati suoi amici e si sarebbe  allontanato per cercare un ristorante aperto e sarebbe transitato di proposito sotto casa della sua ex. L’adirato non appena si è accorto che la ragazzina era in compagnia di un nuovo ragazzo, l’ha insultata dicendole che si sarebbero visti più tardi per parlare di questo fatto, ovvero della nuova frequentazione. La  rabbia, in quel momento, avrebbe preso il sopravvento, ed il giovane avrebbe fatto il giro dell’isolato e ripercorrendo la stessa strada,  sarebbe entrato in controsenso ed accelerando avrebbe investito volontariamente il giovane rivale che si trovava a bordo della sua moto. Il soggetto, non pago, sarebbe sceso dall’auto dirigendosi verso il ragazzo che nonostante le ferite gravissime alla gamba, tentava di sottrarsi alla furia omicida. Chillemi armato di una chiave in ferro del tipo utilizzato per smontare le ruote delle auto, si sarebbe avventato sull’esanime vittima colpendola ripetutamente alla testa ed in diverse parti del corpo. Il ferito, per sua fortuna indossava ancora il casco pertanto i colpi sono stati attutiti soprattutto al capo. L’arrestato nell’andare contro il suo rivale non l’ha solo investito ma l’ha anche trascinato per diversi metri danneggiando gravemente diverse auto in sosta di ignari cittadini accorsi sul posto. Chillemi, considerati i numerosi testimoni, avrebbe deciso di fuggire portando via con se la coppia di amici che nulla faceva per fermarlo lasciando a terra la vittima in una pozza di sangue senza soccorrerla. Il  fuggitivo, poi,  impaurito per quanto commesso, ha trovato ospitalità da un amico mentre i due fidanzati andavano con gli altri amici a festeggiare il primo maggio, non curanti delle sorti del giovane ferito gravemente e senza ovviamente informare la Polizia. Chillemi si sentiva braccato dopo le ricerche della Polizia di Stato e pertanto avrebbe deciso di telefonare al 113 per costituirsi cosa che faceva accompagnato dalla mamma dopo un pò. Il giovane non appena presente presso gli uffici della Squadra Mobile ha fornito una versione completamente diversa dai testimoni, segno che voleva già tentare di sottrarsi alle proprie responsabilità nonostante quanto già raccolto dagli investigatori. Gli agenti, poco dopo, hanno rintracciato anche i due amici dell’investitore e nonostante un primo tentativo da parte del ragazzo di depistare le indagini fornendo una versione dei fatti a favore del loro amico, la ragazza si era subito mostrata sincera riferendo esattamente quanto accaduto. L’amico, dopo un po’, si sarebbe reso conto della gravità dei fatti ed onde evitare di essere indagato per favoreggiamento personale ha riferito quanto accaduto con dovizia di particolari. Gli investigatori  ritengono che resti ferma la responsabilità dei 2 amici in ordine all’omissione di soccorso, in quanto hanno lasciato entrambi il corpo a terra esanime del giovane ferito, non curanti di quanto commesso dal loro amico. La Polizia ritiene che non esistano responsabilità penali per aver assistito al tentato omicidio dei 2 inermi in quanto sorpresi dall’impeto di Chillemi così come non hanno responsabilità penali per non aver tentato in alcun modo di fermarlo quando colpiva con una chiave la vittima. L’arrestato ha indicato ai poliziotti dove aveva nascosto l’auto che riportava segni evidenti dell’investimento. La perquisizione veicolare ha permesso agli agenti di rinvenire l’arma del reato, nascosta sotto al sedile. Chillemi, al termine delle indagini lampo condotte dalla Squadra Mobile e dalla Squadra Volanti, è stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria in quanto a suo carico sono stati raccolti gravissimi indizi di colpevolezza ed in più è fondato il pericolo di fuga stante le sue frequentazioni con cittadini stranieri dove lo stesso aveva trovato rifugio, segno che avrebbe potuto pianificare un allontanamento all’estero. Il dirigente  la Squadra Mobile Commissario capo dott. Antonino Ciavola commenta :“La Polizia di Stato ha assicurato alla giustizia un soggetto pericolosissimo che per futili motivi connessi alla gelosia, non si è tirato indietro dal commettere un tentato omicidio con una furia inarrestabile. Fondamentale la collaborazione della ragazzina e degli altri testimoni che hanno assistito ai fatti”.


Pozzallo RG- CC blitz antidroga: 3 presi con ½ kg marijuana. I  Carabinieri hanno arrestato 3 giovanissimi: G.M., 18enne già noto stupefacenti, F.G.18enne incensurato ed 1 minorenne, tutti pozzallesi. I militari hanno sequestrato anche soldi in contanti e “grinder”. I Carabinieri delle Stazioni di Pozzallo e di Marina di Modica di sera, hanno eseguito un  servizio specifico antidroga sul territorio di competenza. I militari hanno concentrato l’attenzione in alcune zone dove, ultimamente, erano stati notati e segnalati alcuni movimenti sospetti ed una numerosa presenza di giovani. I maldestri sono stati sorpresi con mezzo chilo di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”. I militari dell’Arma, infatti, si sono recati nei pressi della stazione ferroviaria, luogo già da tempo tenuto sotto controllo poiché ultimamente diventato luogo di ritrovo di giovani.  Gli investigatori, dopo pochi minuti di appostamento, hanno visto giungere 3 giovani che con fare sospetto si incamminavano lungo il muro di cinta della linea ferrata, appartandosi in un punto riparato dalla vegetazione. I  militari dell’Arma hanno fatto scattare il blitz ed i  sospetti si sono rivelati subito fondati. I 3   giovani, che in un primo momento hanno tentato la fuga, sono stati bloccati dai Carabinieri e sono stati trovati in possesso di 1 busta di plastica contenente 500 grammi circa di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”. i maldestri subito dopo, sono stati sottoposti a perquisizione personale e domiciliare e sono stati trovati in possesso anche di alcuni “grinder” e della somma in contanti complessiva di 60€ in banconote di piccolo taglio, verosimilmente provento dell’attività di spaccio. I 3 soggetti, terminato il controllo, sono stati condotti in caserma dai Carabinieri e sono stati dichiarati in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il  Sostituto Procuratore di turno al termine delle formalità di rito,ha disposto che i  due maggiorenni venissero tradotti presso la Casa Circondariale di Ragusa, ed il minorenne presso il Centro di Prima Accoglienza per Minori di via R. Franchetti a Catania. Lo stupefacente sequestrato dai Carabinieri, sarà successivamente inviato al laboratorio di analisi dell’Asp di Ragusa per i risultati qualitativi e quantitativi al fine di stabilirne con precisione le dosi ed i guadagni che si sarebbero potuti ricavare dall’attività di spaccio.


video rapina

Vittoria RG - Polizia  cattura  rapinatore, sparò 2 colpi  in bar stazione. La Squadra Mobile  Commissariato di Vittoria, ha tratto in arresto Luca Giuseppe Di Paola  22enne nato a Roma, accusato di   rapina aggravata dall'uso delle armi. 2 soggetti, il 26 gennaio erano  arrivati a bordo di uno scooter presso il bar della stazione ferroviaria di Vittoria. 1 dei 2 ha aspettato sullo scooter mentre l'altro è entrato sparando 1 colpo che si è conficcato sul tetto. I bambini venivano portati dietro al bancone mentre il titolare ha consegnato 3000€ che aveva in tasca. Il  rapinatore, non soddisfatto, avrebbe puntato la pistola alla testa della cassiera che ha aperto il cassetto per dare il contenuto.  Il proprietario ha ingaggiato una lotta in difesa della moglie ed il rapinatore ha sparato un altro colpo che solo per caso non ha colpiva alcuno dei bambini od altri avventori presenti. Le indagini immediate della Squadra Mobile e del Commissariato hanno permesso di ricostruire le fasi della rapina ed individuare il modello dello scooter utilizzato. Gli investigatori, dopo giorni hanno effettuato una perquisizione presso l'attività del padre del rapinatore che veniva tratto in arresto per detenzione illegale d'arma da fuoco. L'esame delle immagini di video sorveglianza dell'azienda del padre, sono state fondamentali per l'attribuzione della responsabilità a carico di Di Paola, il video ha permesso di ricostruire le fasi di occultamento dello scooter e della pistola. La Polizia Scientifica ha accertato che la pistola utilizzata durante la rapina è la stessa rinvenuta presso l'azienda del padre del rapinatore. La comparazione balistica effettuata in uno speciale laboratorio della Polizia di Stato, ha tracciato gli stessi segni sui bossoli rinvenuti a terra nel bar e quelli sparati in fase di esperimento. La polizia sta svolgendo indagini per individuare con certezza il complice. Il dirigente la squadra mobile  Commissario Capo della Polizia di Stato dott. Antonino Ciavola  conferma : "La Polizia di Stato continua l'attività di repressione di ogni fatto illecito in provincia di Ragusa al fine di assicurare alla giustizia pericolosi criminali".


Ragusa  - Polizia arresta ghanese ad imbarco con 1.1 kg marijuana. Si tratta di   Simon MOSES  40enne nato in Ghana e residente in Campania, accusato per  detenzione di oltre 1,1 kg di marijuana destinata al mercato estero di Malta.Il personaggio stava viaggiando con intruglio d’aglio, marijuana e peperoncino e 1.1 kg di marijuana mentre si stava per imbarcare verso Malta. Il maldestro aveva avvolto la droga con un intruglio a base di aglio e peperoncino per non incappare nei controlli antidroga con i cani ma così ha attirato il fiuto dei poliziotti.  Gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa erano impegnati nei quotidiani controlli presso il porto di Pozzallo. L’attenzione è rivolta in particolar modo a chi tenta di trasportare droga verso l’isola dei cavalieri (già meta più volte di corrieri internazionali già tratti in arresto dalla Polizia di Stato) agli imbarchi. Il controllo solitamente viene effettuato sui veicoli, anche questi, in alcune occasioni, provento di furto ma questa volta è stato differente. Uno dei poliziotti si allontanava dai colleghi per andare a chiedere un’informazione in biglietteria e durante l’attesa sentiva un forte odore di aglio. L’agente inizialmente ha pensato che l’odore fosse connesso ad uno dei tanti stranieri presenti che spesso usano questo ingrediente per le pietanze, ma l’olezzo era troppo forte. L’investigatore al fine di individuare l’esatta provenienza veniva chiesto ausilio ad un altro poliziotto che si trovava all’esterno e fiutando il forte odore si identificava il giovane in coda per acquistare il biglietto. Il  ghanese, non appena richiesti i documenti, è apparso subito nervoso, pertanto controllato il bagaglio venivano rinvenuti due grossi pacchi avvolti da una spessa camera d’aria ed uno strato composto da aglio e peperoncino. Il soggetto è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile, e là veniva analizzato il contenuto, ovvero 1,1 kg di marijuana. Il ghanense ha ammesso di dovere “solo” portare la droga a Malta dove lo aspettava un acquirente. Il personaggio ha riferito inoltre che un suo connazionale gli aveva consigliato di avvolgere la droga con un intruglio di aglio e peperoncino così da sviare il fiuto dei cani delle Unità Cinofile della Polizia di Stato, ma forse ha sbagliato le dosi attirando quello dei poliziotti della Squadra Mobile. “La Polizia di Stato continua a reprimere tutti i fenomeni connessi al traffico di droga, dallo spiaccio c.d. di  piazza al traffico internazionale”.


Ragusa CC  sequestrano residence per prostituzione pubblicizzato on line. I militari hanno rilevato un via vai insolito, visto il periodo invernale, in un residence che si trova a poche centinaia di metri dalla Stazione Carabinieri di Marina di Ragusa, non poteva passare inosservato ai militari in servizio nella località marina. I  militari   hanno individuato più di qualche annuncio pubblicizzato su siti di incontri in cui una donna proponeva prestazioni sessuali a pagamento nella zona di Marina di Ragusa. Non restava che prendere appuntamento per verificare dove la donna offrisse i suoi servizi e, come nelle migliori delle previsioni, la località dell’incontro era proprio una stanza all’interno del residence vicino alla caserma. La  donna, con grande sorpresa si è trovata i militari fuori dalla porta e nulla  ha potuto fare per dissimulare la sua attività.  Il  proprietario del residence che aveva affittato quella stanza è finito nei guai, ben conscio dell’attività di meretricio che si svolgeva la donna all’interno, e che già in passato ed in più occasioni aveva affittato stanze a donne che lì si prostituivano. Il  sequestro preventivo di tutto lo stabile per circa 350mq di fabbricato suddiviso in 22 stanze per il reato di favoreggiamento della prostituzione contestato al proprietario, 49enne ragusano, imprenditore edile è stato immediato. I  militari, da un controllo più approfondito, hanno inoltre verificato che a seguito di una segnalazione da parte del Nas di Ragusa il sindaco a settembre 2015 aveva emesso un’ordinanza di chiusura di quel residence che non riuniva i requisiti minimi di igiene e sicurezza previsti, ma, noncurante del divieto, il proprietario ha continuato comunque la sua attività di affittacamere ed è stato pertanto denunciato per inosservanza di provvedimenti dell’autorità.


Scicli  RG – CC, 78enne in manette per violenza sessuale.  I  Carabinieri della Tenenza di Scicli ieri hanno dato attuazione ad un provvedimento di esecuzione all’ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Ragusa nei confronti di M. G. 78enne, pensionato già noto. Il personaggio, secondo quanto disposto dal provvedimento, infatti dovrà scontare 9 anni di reclusione per i reati di violenza sessuale aggravata commessi a Scicli tra giugno e luglio dell’anno 2004.  I  Carabinieri, al termine delle formalità di rito in esecuzione del  provvedimento, hanno condotto M. G. presso la Casa Circondariale di Ragusa per scontare la pena prevista.


Vittoria  RGCC preso tunisino 37enne condannato per lesioni. Prosegue l’attività di prevenzione e di repressione dei reati nel territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, al fine di garantire la pubblica sicurezza in favore di tutti i cittadini che vi abitano. I militari hanno posto particolare attenzione nel contrastare ogni tipologia di reato, specie quelli di natura predatoria che più da vicino colpiscono le persone: sono aumentati i servizi giornalieri, coprenti le 24 ore, nelle aree marittime e rurali. I carabinieri hanno svolto l’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, ha consentito,  ed  ieri, in occasione di mirata attività di controllo del territorio, sia di natura preventiva che repressiva, di trarre in arresto A.A. 37enne  tunisino. Il provvedimento a suo carico, finalizzato all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, impone al soggetto di scontare la pena residua di 2 anni e 8 mesi di reclusione, dal momento che è stato giudicato colpevole di lesioni personali aggravate nei confronti di un connazionale, commesso a Vittoria nel novembre 2015: al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Plebiscito, il personaggio è stato messo a disposizione del Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Ragusa per i provvedimenti del caso.


Pozzallo RG  - Droga CC preso giovane spacciatore, ai domiciliari. I   Carabinieri delle Stazioni di Pozzallo e di Marina di Modica, di sera, nel corso di un predisposto servizio antidroga, hanno arrestato un giovane, D.L.M., 19enne, pozzallese, già noto alle forze di polizia. il personaggio è stato sorpreso mentre cedeva alcune dosi di marijuana ad altri giovani e trovato in possesso di diversi grammi di stupefacente e soldi in contanti. La  lotta allo spaccio delle sostanze stupefacenti da parte della Compagnia Carabinieri di Modica,  prosegue con un’attenta e capillare azione di controllo del territorio, contrasta incisivamente questo fenomeno criminale che spesso, purtroppo, coinvolge anche i più giovani. I  militari dell’Arma hanno concentrato l’attenzione nei pressi di alcune zone solitamente molto frequentate dai giovani dove, ultimamente, sono stati notati alcuni movimenti sospetti. I Carabinieri hanno avuto la conferma, tanto che hanno notato il giovane che con fare sospetto stava passeggiando nei pressi di una nota sala giochi, punto di ritrovo di molti ragazzi. I  militari dell’Arma insospettiti dall’atteggiamento del ragazzo, oltretutto già noto per precedenti episodi di spaccio, l’hanno seguito nei movimenti e sorpreso mentre cedeva alcune dosi di marijuana ad altri due giovani, questi ultimi poi segnalati alla Prefettura di Ragusa quali assuntori di sostanze stupefacenti. I  Carabinieri hanno subito bloccato il giovane pusher che, sottoposto a perquisizione personale, è stato trovato in possesso di un involucro contenente quasi 20 grammi di “marijuana” e della somma in contanti di 20 euro in banconote di vario taglio, verosimilmente provento dell’attività di spaccio. Il ragazzo, dunque, è stato condotto in caserma e dichiarato in stato di arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, al termine delle formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.


Ragusa – Affronta CC col coltello, mentre ruba in abitazione: preso tunisino. La continua attività di controllo del territorio e di prevenzione dei reati predatori ha impegnato la Compagnia di Ragusa, in tutte le sue articolazioni, in un servizi  coordinati e straordinari mirati alla prevenzione e repressione dei furti in abitazione lungo la fascia costiera. I malfattori spesso prediligono  le case di villeggiatura che vengono prese di mira e svaligiate. Una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile del Norm di Ragusa, sabato sera a S. Croce Camerina, località Punta Braccetto, ha colto in flagranza di reato un tunisino che, dopo aver forzato una porta ed finestra si era introdotto in un’abitazione. I militari, passati subito dopo, hanno notato la porta aperta ed entrati anch’essi nell’abitazione  hanno trovato il ladro intento a rovistare nei cassetti del comò in camera da letto. Il tunisino, alla vista degli operanti, al fine di assicurarsi la fuga si è scagliato contro gli stessi con un pugnale lungo circa 20 cm e da lì ne è nata una colluttazione.    I  militari sono riusciti comunque a disarmare il ladro, bloccarlo e portarlo in caserma. I carabinieri, da un sopralluogo accurato sul posto   hanno accertato che poco prima il “topo d’appartamento” aveva tentato di introdursi nell’abitazione affianco, provando anche lì a forzare una portafinestra ed era stato allontanato dalle urla della signora che era all’interno ed aveva sentito il rumore. Il 26enne tunisino è stato arrestato per tentato furto in abitazione continuato, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi.  Gli investigatori hanno rilevato a carico del tunisino numerosi precedenti per furto, ricettazione e spaccio di stupefacenti, pertanto le indagini continuano al fine di verificare se lo stesso sia autore dei furti registrati negli ultimi mesi nel territorio camarinese. 


Roma - È brasiliano assassino di Pamela Canzonieri: ragazza uccisa giovedì scorso a Morro di San Paolo (Brasile), ha confessato. Si tratta di Antonio Patrício Dos Santos detto "Fabricio", brasiliano, nato il 21.04.1985 a Nilo Peçanha (Bahia). Le indagini della Polizia Civile di Salvador de Bahia che ha competenza anche sulle unità di polizia dei territori interni e quindi Valença e Morro de São Paulo, si sono indirizzate da subito  sulla vita privata  e sugli avventori del locale dove lavorava Pamela. Con il contributo dell' Ufficiale di collegamento Italiano  dello SCIP – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Criminalpol di stanza a Rio de Janeiro, che ha partecipato a tutte le attività, si è ristretto velocemente  il campo, e già ieri era stato tratto in arresto il “Fabricio”, vicino di casa della vittima. Sono Ancora in Corso accertamenti. "Fabricio", avrebbe detto alle autorità brasiliane “di aver fatto uso di cocaina prima di incontrare la ragazza e di non ricordare bene i dettagli dell'omicidio".


Vittoria RG -  Rapina in banca CC identificano 1 complice di origine lentinese. Si  tratta di Massimo Miceli 47enne originario di Lentini (SR).  I  carabinieri della Compagnia Carabinieri di Vittoria (RG), ieri sera a conclusione di una complessa ed articolata attività d’indagine, hanno dato esecuzione nella città di Santa Croce Camerina (RG) ad una misura di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa, dott. Claudio Maggioni, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nella persona del sostituto procuratore dott. Marco Rota, che ha concordato con le risultanze investigative raccolte dal dipendente Nucleo Operativo, a carico di Massimo Miceli 47enne originario di Lentini (SR). L’operazione conclude un’articolata attività investigativa iniziata nell’immediatezza di una rapina commessa,  poco dopo le 12 del 3 agosto 2015, presso la filiale di Scoglitti della Banca Agricola Popolare di Ragusa, quando due individui di nazionalità italiana armati di taglierino erano penetrati nell’istituto di credito. I soggetti avevano minacciando il cassiere davanti agli occhi di alcuni clienti della Bapr ubicata nella frazione rivierasca è ubicata nei pressi della centralissima piazza Cavour. I rapinatori in pochi attimi riuscirono a razziare un bottino di 10 mila euro con velocità e freddezza da professionisti e darsi  alla fuga. Le testimonianze dei clienti dell’istituto di credito presenti al momento del delitto, le telecamere di videosorveglianza, ubicate nella frazione marittima, avevano permesso agli inquirenti di delineare le fattezze somatiche dei presunti responsabili. I militari hanno   tuttavia ritenuto necessario avviare una mirata attività con il supporto dei moderni ausili tecnici. I tutori dell’ordine, grazie anche ai più consueti metodi d’indagine, quali pedinamenti, osservazione e controllo territoriale, sono riusciti a ricostruire i momenti salienti, fondamentali per definire l’impianto probatorio. I carabinieri hanno elaborato che poco dopo mezzogiorno del 3 agosto i rei avevano parcheggiato una Fiat Punto nera in una via adiacente la Banca. 1 dei 3 era entrato nella filiale e si era celato il viso con un foulard ed impugnando il taglierino, dopo essere salito sul bancone, aveva intimato agli impiegati di aprire la bussola e consegnare il denaro contante. Il  complice, nel frattempo entrando in banca, aveva prelevato il denaro mettendolo in una borsa: erano così fuggiti per un tratto di strada a piedi e poi erano saliti sulla vettura, facendo perdere le proprie tracce.  L’attività di riscontro dei militari, ha consentito di recuperare l’utilitaria utilizzata per la fuga, che continuava ad essere utilizzata dal gruppo, ma con una targa diversa.


Modica RG - Operazione “Grimaldello”, CC incastrano gang catanesi di Librino, furti in casa: 5 ai domiciliari. Si tratta dei già noti: Francesco BONACCORSO 34enne nato a Catania; Emanuele DAINOTTI 35enne nato a Catania;  Giuseppe INDELICATO  47enne nato a Catania;  Francesco PUGLISI 37enne nato a Catania; Salvatore VERGA  24enne nato a Catania. I Carabinieri della Compagnia di Modica hanno eseguito le cinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei soggetti accusati di numerosi furti in abitazione. Gli inquirenti ritengono si tratti di una vera e propria banda specializzata in furti in abitazione,   sgominata questa mattina alle prime luci del giorno all’alba.  I  Carabinieri che hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del tribunale di Ragusa, dott. Andrea Reale, su richiesta avanzata dal Pubblico Ministero, dott. Francesco Puleio, titolare dell’indagine, a seguito dell’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma nei confronti di  Francesco BONACCORSO, Emanuele DAINOTTI, Giuseppe INDELICATO,  Francesco PUGLISI  e Salvatore VERGA. I Carabinieri, a carico degli indagati, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza per il reato di furto in abitazione aggravato in concorso, commesso innumerevoli volte tra l’anno 2015 ed il 2016. Gli  indizi sono stati ricavati dalle denunce-querele e dai riconoscimenti effettuati da parte delle persone offese e dagli accertamenti svolti dai militari dell’Arma. Le indagini sono cominciate alla fine di ottobre 2015, quando i carabinieri della Tenenza di Scicli hanno arrestato, in flagranza di reato, 3 noti catanesi, 2 dei quali erano Emanuele Dainotti e Francesco Puglisi, sorpresi a rubare all’interno di un’abitazione in Via San Nicolò a Scicli.   I Carabinieri,  dai successivi accertamenti, hanno scoperto che gli stessi soggetti erano stati segnalati quali possibili autori di furto in diverse province della Sicilia, e probabilmente anche autori di numerosi altri furti in abitazione avvenuti sul territorio della Compagnia di Modica.   Le  indagini dei militari dell’Arma, grazie anche agli elementi descrittivi raccolti dalle vittime e da alcuni testimoni, hanno poi permesso di individuare tutti i componenti della banda dedita alla consumazione di una serie indeterminata di furti in abitazione, tutti con il medesimo modus operandi, avvenuti in diverse località della provincia di Ragusa, in particolare a Scicli e Modica. Il modus operandi della banda era sempre lo stesso, poiché il gruppo dopo aver noleggiato un’auto  a Catania, si recava  in trasferta verso le mete prescelte per i furti. I personaggi  una volta raggiunte, le località impiegavano 1 dei componenti che faceva da palo, ed almeno altri 2 si avvicinavano all’abitazione da colpire. I  maldestri, dopo aver citofonato con insistenza per verificare che non vi fossero i proprietari od altri all’interno della casa prescelta, forzavano una finestra o la porta con gli arnesi da scasso per poi rubare ciò che trovavano all’interno: soldi, attrezzature da lavoro, elettrodomestici, oro e gioielli. Le indagini condotte dai Carabinieri della Tenenza di Scicli e della Compagnia di Modica, sono state coordinate Dal Sost. Proc. dr. Francesco Puleio che ha  chiesto l’emissione delle ordinanze al GIP Andrea Reale. I  Carabinieri, nel corso dell’operazione hanno accertato almeno una decina di episodi di furto riconducibili alla banda, per un danno complessivo che si aggira intorno ai 30.000 euro. I cinque soggetti, alle prime ore della mattinata sono stati catturati nel quartiere Librino di Catania e dopo essere stati condotti in caserma a Catania per le formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.


Ispica  RG- Carabinieri coi cani antidroga trovano cocaina in soggiorno, 1 ai domiciliari. Si tratta di Maurizio Faraci 23enne il quale nell’abitazione aveva 5 gr di cocaina e materiale per il taglio ed il confezionamento della droga. La  lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti condotta dai Carabinieri della Compagnia di Modica su tutto il territorio di competenza prosegue attivamente.   I  Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica, supportati da due unità del Nucleo Carabinieri cinofili di Nicolosi ieri mattina, hanno eseguito uno specifico servizio antidroga del territorio di competenza, in particolare nei pressi dei luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani. I militari dell’Arma hanno concentrato l’attenzione nei pressi di un’abitazione a Ispica in cui, ultimamente, erano stati notati alcuni movimenti sospetti, in particolare un anomalo via vai di giovani. I Carabinieri hanno fatto scattare il blitz, nel corso del quale hanno tratto in arresto ai domiciliari Maurizio Faraci  già noto, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I  militari dell’Arma, nel corso dell’operazione antidroga, hanno eseguito un controllo nell’abitazione del giovane e durante la perquisizione, grazie al fiuto infallibile dei due cani carabiniere, in un mobile del soggiorno, hanno rinvenuto 2 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo “cocaina” per un peso complessivo di circa 5 gr. e diversi materiali per il taglio ed il confezionamento della droga. Il ragazzo a conclusione del controllo, è stato condotto in caserma e dichiarato in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, d.ssa Valentina Botti, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.   La  sostanza stupefacente sequestrata è stata trasmessa al laboratorio analisi dell’ASP di Ragusa per le previste analisi qualitative e quantitative anche al fine di quantificarne con precisione le dosi e i guadagni ricavabili. Prosegue intanto l’intensa attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Modica che stanno svolgendo mirati servizi antidroga finalizzati anche alla tutela dei giovani ragazzi che, solitamente più sensibili, troppo spesso continuano ad essere coinvolti in questo tipo di  fenomeno, sicuramente ignari delle gravi conseguenze che ne possono derivare.


Pozzallo  RG - Antidroga CC presi: padre e figlia col bimbo di 3 anni con 50 kg hashish e marijuana in auto. Si tratta di, Nicola Musumeci 46enne nullafacente, già noto e Giusi Musumeci  19enne.  I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica ed i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa, collaborati dal funzionario dell’Agenzia delle Dogane, hanno effettuato un maxi sequestro di droga all’interno dell’area portuale di Pozzallo. Il blitz è scaturito dal recente innalzamento del livello di sicurezza disposto dalla Prefettura di Ragusa e dalle ultime disposizioni in materia di repressione traffici illeciti. I  militari dell’Arma dei Carabinieri ed i Finanzieri della Tenenza di Pozzallo, nel corso di un mirato servizio di prevenzione e repressione di reati connessi al terrorismo internazionale ed al traffico di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto due catanesi:padre e figlia, Nicola Musumeci 46enne nullafacente, già noto e Giusi Musumeci  19enne, incensurata, sorpresi con oltre 50 Kg. di sostanze stupefacenti in auto. Il padre e la donna, quest’ultima con il giovane figlio di tre anni al seguito al fine di non destare sospetto, a bordo della loro auto, stavano effettuando l’imbarco sul catamarano diretto a Malta. Le forze dell’ordine, nel corso dei controlli di sicurezza effettuati, hanno notato che i sospetti manifestassero segni di nervosismo tali da insospettire. Gli uomini dell’Arma e della Guardia di Finanza, procedendo ad un controllo più approfondito, nel bagagliaio della vettura, hanno rinvenuto 1 grossa borsa con all’interno 20 kg. di hashish, suddivisi in 38 panetti e circa 30 kg. di marijuana, suddivisa in 30 imballaggi in cellophane. I due soggetti, pertanto, sono stati tratti in arresto per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio in concorso e, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, dott.ssa Monica Monego, lui è stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa mentre la figlia sottoposta agli arresti domiciliari. L’intero quantitativo di sostanza stupefacente è stato sequestrato ed inviato al laboratorio di analisi dell’Asp di Ragusa per stabilire la valenza del principio attivo per poter quantificare le dosi ed i presumibili ricavi che avrebbero potuto ottenere con l’attività di spaccio. L’attività delle Forze di Polizia al contrasto dei traffici illeciti, prosegue per tutelare la collettività con particolare riguardo alle fasce sociali più deboli ed ai giovani che, troppo spesso, ne vengono coinvolti.


Ragusa - video sbarco

Sbarco 1020 migranti a Pozzallo: fermati 2 scafisti tunisini. Ogni scafista ha condotto un barcone in legno con circa 500 persone, molte delle quali minori (40 i neonati).Gli uomini della Polizia di Stato - Squadra Mobile Questura di Ragusa - con la partecipazione di un’aliquota di Carabinieri ed una della Sez. Op. Nav. della Guardia di Finanza, dopo diverse ore di indagini hanno individuato i due scafisti responsabili di aver condotto i due pescherecci carichi di migranti. Gli sventurati, in giornata sono trasferiti in centinaia dalla struttura del C.P.S.A di Pozzallo verso altri centri già individuati dalla Polizia di Stato di Ragusa.Indagini di Polizia lunghe ed estenuanti hanno fermato   2  di notte a Pozzallo

video sbarco

 Adil AJROUD  40enne nato in Tunisia e Hamza BENMBAREK, 25enne nato in Tunisia. I  soggetti sono stati sottoposti a fermo di  Polizia Giudiziaria in quanto ritenuti responsabili di aver condotto il peschereccio dalle coste libiche fino a quando non sono stati soccorsi da un’unità navali della Marina Militare così come loro speravano ed avevano programmato.


video scariche collare elettrico

Ragusa CC denunciano monterossano, applica collare elettrico a cane caccia.










LAV

           

NON ABBANDONARLI

 


Ragusa -  Ruba tavoli e sedie in reparto oncologia, si scaglia contro carabinieri: 1 in manette. i militari  della Compagnia di Ragusa hanno bloccato Francesco LA TERRA 44enne già noto di Comiso che, nel corso della notte, si era introdotto furtivamente nel reparto di oncologia dell’Ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa – Ibla, appropriandosi di  9 sedie ed 1 tavolino collocati nella sala d’aspetto del reparto ed in genere utilizzati dai pazienti che si recano in ospedale per essere sottoposti alle cure di cui hanno bisogno. Il    reparto   di oncologia è frequentato da persone affette da gravi patologie, ma  LA TERRA, senza farsi scrupoli, aveva già caricato il tavolo e le sedie nel cofano della sua auto per poi allontanarsi.  Il personaggio, però, è stato notato da alcuni medici ed infermieri in servizio notturno, che subito hanno chiamato la Centrale Operativa dei Carabinieri, fornendo una descrizione dell’auto che avevano visto fuggire. Le pattuglie della Stazione Carabinieri di Ragusa Ibla e del Nucleo Radiomobile della Compagnia, impegnate negli ordinari servizi di controllo del territorio, sono state immediatamente allertate. I tutori dell’ordine, lungo la via Risorgimento, hanno notato proprio la  vettura che era stata indicata come quella utilizzata dall’autore del furto: una Fiat Tipo bianca.  I  militari, hanno invertto la marcia e, dopo pochi metri, hanno bloccato l’auto  in fuga, rinvenendo all’interno la refurtiva asportata poco prima.   LA TERRA è stato condotto presso la sede del vicino Comando Provinciale Carabinieri. il personaggio, resosi conto che stava per essere arrestato, dava anche in escandescenze inveendo contro i militari. Il maldestro, per tale motivo è stato tratto in arresto per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.   I  tavoli e le sedie rinvenuti nella sua autovettura, sono stati restituiti al nosocomio di Ragusa Ibla e collocati, nuovamente, nel loro posto,   nella sala d’aspetto del reparto di oncologia. LA TERRA, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Acate RG -    Rissa e fucilate tra famiglie per banalità: Carabinieri, 1 in carcere, 3 ai domiciliari, 1 in ospedale, 3 deferiti. Si tratta di Angelo Palmieri 40enne finito in carcere, ai domiciliari : Giovanni Zisa 20enne, Salvatore Zisa 46enne e Danilo Zisa 18enne. I militari hanno deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria F.V. 37enne, e 2  minorenni. 7 persone, tra cui 2 minorenni,  sono stati i protagonisti di una rissa scoppiata verso le ore 05.00 in via Manzoni ad Acate col rischio tragedia. I  Carabinieri della Compagnia di Vittoria sono stati impegnati  in nottata movimentata per la furibonda lite. Il tempestivo intervento dei militari della locale Stazione e dell’Aliquota Radiomobile, attivi nel pattugliamento delle vie cittadine, ed in particolare dell’area urbana, ha  permesso di sedare gli animi. La  situazione è rientrata nella normalità dopo 4 arrestati e 3 denunce a piede libero, i militari hanno sequestrato anche un fucile con matricola abrasa utilizzato durante il violento alterco che è costato il ferimento di un ragazzo, fortunatamente non è grave. La rissa  è  scoppiata per futili motivi, dopo qualche parola di troppo. Le  due famiglie acatesi prima si sono scontrate con spintoni, minacce e insulti. La situazione è  ulteriormente degenerata quando uno dei contendenti ha imbracciato il fucile, che  teneva illegalmente, ed ha sparato colpendo alla gamba un giovane della controparte. I carabinieri, giunti sul posto, oltre a far intervenire il personale del 118 per i soccorsi, sono riusciti a sedare gli animi ed a disarmare tutte le persone coinvolte. I tutori dell’ordine, dopo aver ricostruito la dinamica dei fatti grazie anche ad alcuni testimoni. I carabinieri,  a seguito della perquisizione domiciliare hanno sequestrato il fucile usato, un cal. 12 a due canne privo di matricola, e 2 cartucce: il ragazzo ferito dall’arma da fuoco, Danilo Zisa, ne avrà per almeno otto giorni.  Angelo Palmieri, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Galileo Galilei,  è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, mentre gli altri tre sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso l’abitazione: tutti sono a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Scollo, dinanzi al quale dovranno rispondere di rissa aggravata, lesioni personali aggravate, nonché di detenzione di arma clandestina.


Acate RGDIA ispeziona cantiere calcestruzzi, controlli antimafia. Uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, nell’ambito dei compiti istituzionali di monitoraggio delle imprese operanti nei settori considerati a rischio di infiltrazione antimafia, in ottemperanza al Decreto emanato dal Prefetto di Ragusa, dott.ssa Maria Carmela Librizzi, hanno svolto un accesso ispettivo presso un impianto di calcestruzzi nel territorio di Acate (RG). Il controllo della DIA, riguarda  tutte le imprese coinvolte nel ciclo di lavorazione dei calcestruzzi, effettuato in sinergia con il “Gruppo Interforze” – istituito presso l’Ufficio Territoriale del Governo di Ragusa e composto da rappresentanti della DIA, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. l’ispezione è finalizzata a prevenire le infiltrazioni mafiose nei cantieri di lavoro. L’accesso nell’area di cantiere, effettuato nell’occasione in collaborazione anche con personale dello S.PRE.S.A.L. e della Polizia Provinciale di Ragusa, si è svolto in maniera tale da non ostacolare la normale attività lavorativa ed ha permesso il controllo di operai e mezzi riconducibili alla impresa destinataria dell’esame. L’assetto societario, i rapporti contrattuali in essere, le maestranze identificate ed i mezzi d’opera individuati, saranno oggetto di accertamenti e riscontri al fine di rilevare criticità legate ad eventuali condizionamenti da parte della criminalità organizzata.


Acate RG – Rumeno picchia moglie: CC, 1 preso. Si tratta di Manceanu Danut Gavril 36enne finito ai domiciliari in altra abitazione. La situazione era divenuta insostenibile ormai da diverso tempo tra una coppia di rumeni: entrambi poco più che trentenni, entrambi braccianti agricoli, con una vita matrimoniale difficile per via di un marito violento, minaccioso, che non ha mai disdegnato insulti verso la donna che ha sempre sopportato, credendo che lui cambiasse.  le speranze che la giovane riponeva sono ben presto svanite nella nottata appena trascorsa, quando Manceanu Danut Gavril, di fronte all’ennesima discussione per futili motivi, divenute ormai all’ordine del giorno, ha iniziato a picchiarla ed a minacciarla di morte con un coltello. I  momenti di terrore e le urla hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno allertato il 112. Una pattuglia di Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Vittoria è giunta immediatamente sul posto ed i militari, presa contezza della situazione visto che la donna era già stata trasportata al pronto soccorso dell’Ospedale Guzzardi, hanno subito bloccato il 36enne e l’hanno tratto in arresto, sequestrando il coltello utilizzato dal rumeno per minacciare la moglie. Il personaggio è stato condotto nella caserma di via Garibaldi ed espletate le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica dott. Francesco Riccio, dinanzi al quale dovrà rispondere dei reati di lesioni personali, minacce gravi e maltrattamenti in famiglia. La  donna, fortunatamente non grave, è stata riscontrata affetta da “trauma contusivo costale e cervicalgia post trauma” e giudicata guaribile in giorni 7. Sulla vicenda ora resta l’attenzione degli inquirenti, che stanno proseguendo l’attività investigativa per meglio chiarire l’intera vicenda.


Chiaramonte RGCC, scoperto coltivatore cannabis 67enne: ai domiciliari. I militari dell’Arma  durante un servizio  in Contrada Piraino nel  terreno accessibile del pensionato, dopo aver lasciato l’auto e percorso una lunga stradina sterrata, hanno trovato una piantagione di marijuana. la struttura era attrezzata  con un sistema di irrigazione all’interno dell’orto adibito alla più consueta coltivazione di ortaggi, innaffiando le piante e attingendo l’acqua dal pozzo a cui il pensionato aveva accesso. I  Carabinieri della Stazione di Chiaramonte Gulfi nell’appezzamento hanno rinvenuto 11 piante di cannabis di altezza variabile da 1.00 m a 1.90 m. La  perquisizione è stata estesa anche all’abitazione del soggetto ed ha dato esito negativo.  Il  67enne, senza precedenti penali,   è stato condotto presso la caserma di via Alcanata da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto alla detenzione domiciliare, a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ibleo, dott. Santo Fornasier, dinanzi al quale dovrà rispondere di coltivazione illecita di sostanza stupefacente. La droga sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili.



Comiso  RGDroga, 1 pusher in manette. Si tratta di P.G.  28enne di Comiso. I Carabinieri della locale Stazione ieri pomeriggio, a Comiso, hanno effettuato numerose perquisizioni, personali e veicolari, finalizzate a contrastare attivamente la detenzione e lo spaccio di sostanza stupefacente nel territorio di competenza. I militari hanno posto attenzione specie tra i giovani e nei luoghi di loro principale aggregazione. I tutori dell’ordine in tale ottica, con  intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa hanno   tratto in arresto un giovane 28enne del luogo, P.G.. Il soggetto era sottoposto ad un provvedimento limitativo della libertà personale emesso dalla Procura procedente. La misura impone al personaggio di scontare la pena residua di un mese di reclusione, essendo stato giudicato colpevole di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il  reato era stato commesso in territorio casmeneo nel dicembre 2014. Il  giovane, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Sciascia, è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa e messo a disposizione della competente Autorità Giudiziaria per i provvedimenti del caso.


Comiso RG – Rapina ad anziana : CC 2 donne ai domiciliari. Si tratta di Lorena Martinez 27enne di Vittoria e Ketty Giannelli 27enne di Comiso. I militari della Stazione Carabinieri di Comiso, a seguito di attività investigativa intrapresa per una rapina ad anziana donna, avvenuta lo scorso mese di febbraio 2017, a Comiso, nelle vicinanze dell’Ufficio Postale di via Mancini, hanno dato esecuzione ad una misura cautelare nei confronti di due giovani donne, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa, che ha pienamente concordato con il quadro accusatorio ricostruito dagli investigatori. Le  indagini da subito erano  indirizzate alla ricerca di due soggetti di sesso femminile, a seguito delle dichiarazioni della vittima  anziana signora che si era vista puntare una pistola alla tempia mentre era a bordo della sua auto, da due persone a volto coperto. Le rapinatrici sarebbero state tradite dalla loro voce di donna. Il bottino della rapina: la borsa dell’anziana vittima conteneva la somma di 230 euro in denaro contante. Le indagini sviluppate immediatamente e principalmente attraverso la visione delle immagini dei sistemi di video sorveglianza posti nelle varie abitazioni private della zona, e di altri sistemi tecnologici, hanno permesso di individuare le due donne autrici della rapina. Ulteriori riscontri sono stati reperiti a seguito delle perquisizioni domiciliari che hanno consentito di recuperare l’arma dei delitto utilizzata e gli indumenti indossati il giorno della rapina. Le due donne fermate: Lorena Martinez  di Vittoria e Ketty Giannelli di Comiso,  sono state sottoposte agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Ragusa.  


Pozzallo  RGCC  blitz antidroga, 2 giovani ai domiciliari per spaccio. Si  tratta di S.C.,  19enne, già noto e R.S.,21enne.   I  pusher sono stati sorpresi con 100 grammi di marijuana e con materiale per la pesatura ed il confezionamento.   I  Carabinieri delle Stazioni Pozzallo e Marina di Modica, di notte, hanno eseguito uno specifico servizio antidroga sul territorio di competenza. I militari hanno ispezionato  luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani.  I  carabinieri hanno concentrato l’attenzione nei pressi di un’abitazione in cui, ultimamente, erano stati notati alcuni movimenti sospetti, in particolare uno strano via vai di giovani.  I militari, di sera,  hanno notato 2 ragazzi che, con fare sospetto, stavano entrando nell’abitazione per poi riuscire dopo pochi minuti. Il movimento ha indotto i militari dell’Arma  a  fermare i 2 per un controllo. I giovani sono apparsi subito nervosi, sono stati sottoposti a perquisizione personale ed 1 è stato trovato in possesso di 13 dosi di marijuana per un totale di 13 grammi. I Carabinieri hanno esteso la perquisizione nell’abitazione in uso ai 2 ragazzi ed hanno rinvenuto: altri 90 grammi di marijuana conservati in 1 sacchetto di cellophane nascosto in un mobile, 1 bilancino di precisione ed alcuni materiali per il confezionamento dello stupefacente. Gli investigatori, accertati i fatti,   hanno condotto in caserma, S.C.  e   R.S., dichiarandoli  in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso. I  giovani, al termine delle formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Lo stupefacente è stato sequestrato dai Carabinieri e sarà successivamente inviato al laboratorio di analisi dell’Asp di Ragusa per i risultati qualitativi e quantitativi al fine di stabilirne con precisione le dosi ed i guadagni che si sarebbero potuti ricavare dall’attività di spaccio.


Ragusa   CC, sequestrati beni ritenuti proventi di spaccio. I  Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ragusa hanno dato esecuzione a una misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale di Ragusa – Sezione Misure di Prevenzione che, su proposta della locale Procura della Repubblica che a seguito degli accertamenti svolti dall’Arma, ha emesso un decreto di sequestro beni, per un valore complessivo di circa 150.000€, nei confronti di: Andrea DI MARTINO, 25enne nato a Vittoria, tratto in arresto nel mese di febbraio 2016, nell’ambito dell’operazione denominata “Coffee Drugs”, condotta dagli stessi militari. I tutori dell’ordine nell’ambito dell’operazione  avevano evidenziato che  DI MARTINO fosse  stabilmente dedito all’illecita attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare del tipo cocaina riportando, negli anni 2015 e 2016, 2 condanne definitive ad alcuni anni di reclusione per tale reato. I  Carabinieri a seguito di tali condanne hanno avviato, nei confronti di DI MARTINO, specifici accertamenti patrimoniali sui beni risultati essere nella sua effettiva disponibilità, verificando un’evidente sproporzione tra il valore degli stessi ed i redditi dichiarati, che risultavano essere irrisori od addirittura, inesistenti. I  beni in questione, per tale motivo venivano considerati dall’Autorità Giudiziaria di provenienza illecita, in quanto acquistati con i proventi dell’attività di spaccio di stupefacenti e per questo sottoposti a sequestro. Il provvedimento di sequestro ha interessato: un’abitazione  nel comune di Comiso;  2 auto;  1 moto.


Modica RG – Ricettazione, CC 1 in carcere. I militari ieri hanno svolto una mirata attività di controllo del territorio, sia di natura preventiva che repressiva, e tratto in arresto Alì Saafi 35enne. Il provvedimento a suo carico è finalizzato all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, che impone al soggetto di scontare la pena residua di due anni di reclusione, dal momento che è stato giudicato colpevole di ricettazione, commesso a Scoglitti e in territorio ipparino nel febbraio 2012. Il  personaggio, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Plebiscito,  è stato associato alla Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione del Sostituto Procuratore presso il Tribunale ibleo, dott.ssa Valentina Botti, per i provvedimenti di competenza. I carabinieri hanno svolto attività di prevenzione e repressione dei reati nel territorio della giurisdizione della Compagnia di Vittoria (RG), per  garantire la pubblica sicurezza in favore di tutti i cittadini che vi abitano. I militari hanno posto attenzione al contrasto di ogni tipologia di reato, specie quelli di natura predatoria che più da vicino colpiscono le persone. I servizi giornalieri, coprenti le 24 ore, sono aumentati anche nelle aree rurali. I carabinieri hanno svolto intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa.


Ragusa - Col coltello marito insegue moglie, lei si chiude a chiave in camera: Polizia, allontanato da casa. Una donna aveva chiamato la Squadra Mobile in quanto lui era in casa armato di un grosso coltello e lei si era chiusa nella stanza da letto. I poliziotti hanno sfondato la porta, lui è stato colto da malore e lei rimasta sotto shock. La Polizia di Stato  Squadra Mobile, sabato mattina, è intervenuta presso un’abitazione di Ragusa in quanto una signora si era chiusa in camera da letto terrorizzata perché il marito era in possesso di un grosso coltello da cucina ed urlava di volerla uccidere. I due coniugi si erano prima separati e poi avevano deciso di coabitare nello stesso appartamento, ma i rapporti erano sempre molto tesi. La coppia era tornata a vivere insieme, ma i comportamenti non erano cambiati, lui era sempre sgarbato e poi era diventato violento. Le  minacce continue, gli insulti e la donna non ha resistito più chiedendo a lui  di andare via. Il personaggio nulla ha  fatto, ma avrebbe detto che “la casa essendo anche sua”   non sarebbe andato via e comunque avrebbe avuto intenzione di distruggere tutto. Gli  uomini della Squadra Mobile e della Squadra Volanti, dopo pochi minuti dalla segnalazione, erano già sotto casa ma hanno trovato la porta   chiusa. I poliziotti da dentro non  sentivano rumori, un vicino ha aperto il portone dello stabile ma la casa era chiusa. I  poliziotti temendo il peggio hanno sfondato la porta  qualificandosi poi come Polizia. La  donna ha trovato il coraggio di uscire dalla camera da letto. Lui  nel contempo veniva colto da malore e pertanto il 118, è stato allertato immediatamente. Il soggetto è stato  portato in ospedale dove dopo poco è stato dimesso. La donna accompagnata negli uffici della Squadra Mobile, è stata ascoltata da personale femminile specializzato della Polizia di Stato che ha raccolto la denuncia per i numerosi fatti reato subiti.Considerate le gravi minacce subite ed il reato di maltrattamenti in famiglia, gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria, adottavano uno dei nuovi strumenti messi a disposizione dalla novellata legge sui reati inerenti la cosiddetta “violenza di genere”, ovvero la misura pre-cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare. La  misura cautelare permette alla Polizia di adottare, in via d’urgenza e con il nulla osta del Pubblico Ministero, un provvedimento di allontanamento dall’abitazione nella quale vivono i due partner. Lui è andato via da casa, consegnando le chiavi alla Polizia e non potrà farvi ritorno se non previa autorizzazione del Giudice.“La Polizia di Stato, grazie alla sua richiesta d’aiuto, è arrivata appena in tempo per trarre in salvo una vittima di violenza. Il dirigente la Squadra Mobile Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino Ciavola ricorda che “ È fondamentale intervenire prontamente in situazioni conflittuali tra partner che spesso possono degenerare per il forte coinvolgimento emotivo dei soggetti interessati. La Sezione specializzata della Squadra Mobile di Ragusa è sempre a disposizione delle vittime di reato”.


Ragusa Donna pusher 41enne con 40 dosi in borsa, ai domiciliari. La Polizia di Stato ha sorpreso la spacciatrice madre di famiglia  Clelia Gurrieri 41enne. La Squadra Mobile nella borsetta della donna ha trovato 40 dosi di marijuana e due bilancine di precisione. I poliziotti erano andati a controllare il figlio già sottoposto agli arresti domiciliari per spaccio e nel mentre la mamma stava facendo ritorno a casa con la droga. Gli agenti hanno segnalato anche 2  giovani, 1 minorenne, per detenzione di droga per uso personale. La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha quindi dichiarato in arresto Clelia Gurrieri per detenzione di marijuana ai fini di spaccio. I tutori dell’ordine della Squadra Mobile di Ragusa, il 29 settembre, durante il costante controllo del territorio, avevano  proceduto al controllo di un personaggio noto il quale era stato tratto in arresto proprio per spaccio di stupefacenti e sottoposto agli arresti domiciliari in una via del centro storico di Ragusa.Gli agenti durante il controllo avevano notato l’auto della madre fare rientro in casa, ma non appena la donna si era accorta in loco della Squadra Mobile in borghese, anziché fermarsi aveva riavviato il veicolo e tentato di allontanarsi. Il comportamento assolutamente anomalo, ha insospettito gli uomini della Squadra Mobile. Gli agenti considerato essere di fronte a vecchia conoscenza hanno proceduto  al controllo della donna. La signora, non appena iniziato il controllo ha aperto spontaneamente la borsa e consegnato la droga, 40 dosi di marijuana pronte per la vendita e 2 bilancine di precisione. La  madre adesso farà compagnia al figlio, anche lui già ai domiciliari  per spaccio in Piazza San Giovanni preso poche settimane addietro dalla polizia. L’intensificazione dei controlli nel centro storico di Ragusa voluti dal Questore Giuseppe Gammino, ha  permesso di azzerare l’attività di spaccio in Piazza San Giovanni. Il  fenomeno tuttavia non tende ad arrestarsi stante la continua  richiesta dei giovanissimi clienti. I tutori dell’ordine della Squadra Mobile pertanto hanno focalizzato l’attenzione anche su altre aree del centro.  La donna dopo essere stata condotta negli uffici della Polizia di Stato, è stata fotosegnalata ed accompagnata presso il suo domicilio in custodia cautelare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La   Polizia di Stato, sempre col continuo e costante controllo, ha segnalato anche due giovanissimi, in centro Ragusa. Il  maggiorenne ed anche la minorenne sono stati trovati in possesso di 1 dose cadauno di marijuana e per questo saranno a breve convocati in Prefettura per l’avvio del programma previsto per gli assuntori di droga. “La Polizia di Stato continua l’attività di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti che purtroppo ritrova nei giovanissimi, i clienti che fanno di tutto per accaparrarsi la dose di marijuana o hashish”.


Ragusa -  Gup condanna matricidio a Veronica Panarello, 30 anni per morte Loris. La  richiesta della Procura è stata accolta. La sentenza è stata emessa dal Gup di Ragusa Andrea Reale. Il Giudice ha emesso la condanna a conclusione del processo col rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica.  La  madre che è stata condannata a 30 anni di carcere, alla lettura della sentenza è scoppiata a piangere. La donna è poi uscita dall’aula accompagnata dal suo legale e dagli agenti di polizia penitenziaria. Francesco Villardita, avvocato della donna, ha commentato a caldo la sentenza: “E’ stato un processo particolare, che ha suscitato molto interesse: questo dimostra che la prova certa non c’è. Combatteremo con la stessa tenacia in appello”. Veronica Panarello era stata processata per l’accusa d’avere strangolato il figlio con una fascetta di plastica nella casa di famiglia a Santa Croce Camerina il 29 novembre del 2014 e di averne poi occultato il cadavere gettandolo in un canalone. Veronica Panarello che è stata condannata  in primo grado a 30 anni di reclusione per l'uccisione del figlio Loris si prepara all’appello dell’avvocato Francesco Villardita. La sentenza ha comportato per la donna, anche la privazione della responsabilità genitoriale sul figlio più piccolo per tutta la durata della pena principale. Daniele Scrofani avvocato del padre di Loris, ha  detto : “Davide era molto teso e agitato, era provato. E’ stata data corretta lettura a fine di questo processo, è però la vittoria di nessuno: questa è una grande tragedia”. 


Ragusa - GdF preso 1 pusher  con droga.  Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, impegnate nel controllo economico del territorio e nella repressione dei reati nel settore degli stupefacenti, lo scorso fine settimana hanno tratto in arresto un ragusano, B.A.26enne. Gli  investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria si sono insospettiti durante un posto di controllo nella zona dello Stadio Comunale “Aldo Campo”, per il comportamento alquanto nervoso del soggetto, fermato a bordo di una Fiat Multipla. La perquisizione personale e del veicolo ha consentito di rinvenire diverse buste di cellophane contenenti 43 grammi di sostanza stupefacente, costituita da 30 grammi di cocaina, 5 grammi di marijuana e 8 grammi di hashish.  I  successivi controlli, anche presso l’abitazione dello stesso, hanno portato al  rinvenimento e sequestro di 1 bilancino elettronico, 1 coltello intriso di sostanza stupefacente, altro materiale occorrente per il confezionamento in dosi, 350€,  in contanti, nonché n. 10 cartucce per pistola cal. 9 mm corto e 1 carta Postamat. Il responsabile è stato tratto in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa. L’attività della Guardia di Finanza nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, prosegue anche nei fine settimana e registra un’impennata nei consumi, in particolar modo fra i giovani.



S.Rita Patrona: Donne maritate infelicemente e casi disperati 


SANTA ROSALIA



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