|
Taormina
-
“L’imbroglio nel lenzuolo”, inserito nella sezione Grande Cinema
del Taormina Film Fest, con la regia di Alfonso Arau e prodotto
da Maria Grazia Cucinotta
sarà proiettato mercoledì 16 giugno alle 21.30, il Teatro Antico
di Taormina. Nel cast, oltre alla Cucinotta, anche Geraldine
Chaplin, Primo Reggiani, Ernesto Mahieux e Anne Parillaud. La
fotografia è curata dal tre volte premio Oscar Vittorio Storaro.
Maria Grazia Cucinotta torna nella sua terra, nella doppia veste
di attrice e produttrice. Con la Seven Dreams Production, porta
in Sicilia un film che parla proprio di Sicilia e che racconta
la storia di una diavoleria chiamata “cinematografo”. Nelle sale
da venerdì 18 giugno, L’Imbroglio nel Lenzuolo sarà presentato
in anteprima al Teatro Antico di Taormina, nell’ambito della
56esima edizione del Taormina Film Fest. All’inizio del ‘900 il
cinematografo arriva in un piccolo paese siciliano, sconvolgendo
valori e abitudini degli abitanti, e risvegliando una curiosità
travestita da scetticismo e diffidenza nei confronti dello
schermo, il lenzuolo appunto. Federico, giovane studente di
medicina, intravede le potenzialità magiche della nuova
invenzione e così lascia gli studi per dedicarsi alla
realizzazione di un film. Don Gennarino ne è il produttore, e
gli commissiona una storia la cui protagonista dev’essere una
bella donna senza veli; la bigotta sorella di Don Gennarino
vuole invece che la storia sia edificante. La scelta cade sulla
vicenda biblica de “La casta Susanna”, e questa scelta cambierà
la vita di Beatrice, una giornalista torinese e anticonformista,
e di Marianna (interpretata da Maria Grazia Cucinotta), bella
popolana che diventerà protagonista inconsapevole del film di
Federico. Tratto dall’omonimo libro di Francesco Costa,
L’Imbroglio nel Lenzuolo ha subito colpito l’attenzione di Maria
Grazia Cucinotta: “Un giorno qualcuno ti regala un libro e tu,
come per magia, pagina dopo pagina, ti innamori all’istante di
quella storia e dei suoi protagonisti, Ti innamori di un sogno
così straordinario ed unico da volerlo poi condividere con tutti
gli altri”. Il film nasce con l’intenzione di raccontare
l’arrivo del cinema muto in Sicilia, ma poi diventa un pretesto
per raccontare la vita dei tre protagonisti, Federico, Beatrice
e Marianna. E nel quadro c’è spazio anche per i ricordi
d’infanzia di Maria Grazia: Marianna, il suo personaggio,
prepara rimedi con le erbe per togliere il malocchio, “proprio
come faceva mia nonna; così alcuni racconti di mia madre si sono
mescolati al film in modo naturale”. Alla regia il messicano
Alfonso Arau, che nel 2002 ha diretto Woody Allen in Ho solo
fatto a pezzi mia moglie, e nel ’95 ha diretto Il profumo del
mosto selvatico, con Giancarlo Giannini e Keanu Reeves. Per la
direzione della fotografia è stato scelto Vittorio Storaro, che
ha lavorato con registi come Francis Ford Coppola, Bernardo
Bertolucci, Carlos Saura e Warren Beatty. Storaro è stato
vincitore di tre premi Oscar, per Apocalipse Now, Reds e
L’ultimo imperatore. L’ingresso al Teatro Antico di Taormina per
la proiezione de L’Imbroglio nel Lenzuolo sarà libero.
|
Taormina
- Ferdinando Scianna, uno dei più grandi
fotografi del nostro tempo, inaugurerà il
“Sinopoli Festival 2010”, venerdì 1 ottobre, alle
19.15, al Palazzo dei Congressi di Taormina con la sua
mostra: “Le sonaglierie di Benares”. Si tratta di una
singolare raccolta di fotografie del famoso artista
siciliano, noto in tutto il mondo, proposta da “Taormina
Arte”. La mostra ad ingresso libero rimarrà aperta sino
il 24 ottobre dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,00 alle
20,00.
Sarà possibile ammirare, appunto, una trentina di
fotografie in bianco e nero sull'India, paese da sempre
amato da Scianna. Le immagini vanno dal 1972 al 1997 e
sono accompagnate da un testo inedito dell’artista,
“Viaggio a Benares”. Un testo, questo, scritto anni
addietro e che testimonia come l’autore sia realmente
attratto da questo mondo per certi versi anche
familiare.
“Benares affascina tutti – scrive, infatti,
Scianna- è uno dei grandi luoghi della spiritualità
universale, vi si incontrano fisicamente il fiume sacro
e le pire delle cremazioni rituali, la morte e il
brulicare della vita, è un luogo emblematico, per noi,
del lontano e dell’esotico. Ma a me i luoghi cosiddetti
esotici non hanno mai fatto effetto di meraviglia della
diversità di spaesamento e nemmeno di pasoliniana
nostalgia per un mondo perduto, di innocente armonia. Al
contrario, è un sentimento di familiarità con quel modo
di essere e con le immagini nelle quali esso si
rappresenta che mi sorprende ogni volta, come se vi
ritrovassi la normalità le cui radici sono forse nella
mia infanzia siciliana, nella consonanza che riconosco
con il mondo prima giovinezza”.
Fotografo e 'scrittore di fotografia', Ferdinando
Scianna racconta il proprio tempo, i 'luoghi della
memoria' suoi e degli altri... , l'identità siciliana in
tutti i suoi aspetti. Il suo percorso artistico si snoda
attraverso 40 anni di lavoro su temi come la guerra,
frammenti di viaggio, esperienze mistiche e religiosità
popolare legati da un unico filo conduttore: una forma
nel caos della vita. Scianna inizia prestissimo a
fotografare seguendo anche i dettami di un altro grande
siciliano come Leonardo Sciascia, che ha insegnato
all’artista di Bagheria come la fotografia sia solo la
possibilità di un racconto della vicenda umana. Scianna
è in primo luogo un fotoreporter di prestigio
internazionale e, in secondo piano, un'artista di
particolare sensibilità. Le sue fotografie, sempre in
bianco e nero, sono caratterizzate da drammatici
contrasti di luci e di ombre. Egli stesso dice che le
sue immagini vengono costruite a partire dall'ombra.
Sole caldo e ombra, che colpiscono i luoghi, i volti
della gente, i bambini che giocano per la strada, gli
anziani al patronato, i contadini, le donne in nero, gli
animali. |
|
|
|
|
|
TAORMINA |
Enigma della verità a
Taormina:”Cinema verite”
di
Oriana Oliveri
|
Taormina
-
Enigma della verità a Taormina:”Cinema verite”. La
pellicola di mercoledì sera al teatro antico per il
TaorminafilmFestival sembrava quella noiosissima e
scontata di un film sulla reality TV.Invece non è stato
così.”Cinéma Vérité” di Shari Springer Berman e Robert
Pulcini ha conquistato la platea per la delicatezza con
la quale ha saputo trattare il tema dei sentimenti,per
la forza dei dialoghi e per la disarmante ricerca che
ognuno dei sei protagonisti della famiglia Loud si
proponeva,quella della verità, l’assoluta verità. Se
c’eravamo illusi di vedere l’America degli anni ’70 bhe…ci
siamo sbagliati.
Niente
Vietnam, niente Nixon, niente contestazioni, solo e
nient’altro che sentimenti. Il film ricorda il primo
reality tv sperimentato in America nel 1971,“An
American Family” prodotto dall’idea geniale di Craig
Gilbert e andato in onda nel 1973,in dieci puntate di
un’ora ciascuna,facendo dieci milioni di telespettatori.
Il reality mostrava senza il filtro della finzione i
problemi reali di una vera famiglia americana,i Loud:
incomprensioni genitori-figli, divorzio, ricerca
dell’identità sessuale. E’ disarmante pensare come la
“normalità” di una famiglia possa essere sconvolta dalla
tentazione di sapere cosa succede quando il vissuto dei
tuoi cari non ti è raccontato o meglio ti viene
raccontato con “l’altra verità”. Quella mentita? Si .
Diversa, sottaciuta, di comodo. Ed al lora cosa
succede quando Pat,moglie esemplare,onesta, attraverso
la visione del reality,scopre d’avere un figlio gay,
Lance,e del quale non si era mai accorta,non perché
occupata in altro,ma per le taciute verità del figlio o
di avere un marito che non è poi così
perfetto,integerrimo come le si era raccontato e che al
contrario più volte l’aveva tradita?Tutto crolla. Forse
come recita la protagonista,con un’immagine metaforica
“fa comodo girarsi dall’altra parte del letto e
dormire”.Allora il perfetto non esiste e tutto ciò che
noi viviamo è il riflesso di un’immagine edulcorata(da
noi o dall’altro?) di una realtà ingannevole dove essa
stessa come in un quadro metafisico è la
rappresentazione de”l’altra” realtà. Essa è la
rappresentazione di un mondo visionario che assurge a
verità con la complicità dell’inconscio. Come l’arte
metafisica nasce dalla voglia di esplorare la vita
interiore dell’altro, immaginata di oggetti
familiari,rappresentati fuori dai loro contesti,
attraverso un misterioso dialogo segreto,i Loud (solo
loro?)costruiscono la loro verità,quella inconsciamente
di comodo. Ritorna il dilemma pirandelliano di “Così è
se vi pare”,di “Uno,nessuno e centomila”,l’infinito
divenire,l’ incessante trasformazione della maschera
davanti all’altro. La verità è soggettiva e non
oggettiva,sembra ricordarci lo scrittore, vale per
ciascuno e non per tutti ed è in continuo divenire
azzerata dal tempo , dallo spazio e da chi ci sta
davanti. Ma la verità è anche bellezza. Nel
Rinascimento,attraverso il Neoplatonismo l’arte , come
nel mondo classico, emulava la bellezza della natura,il
bello ideale,la verità assoluta,il perfetto eterno,
impregnandola di sé secondo con un rapporto di mimesi e
parusia. Allora visto che oggi tutto è apparenza c’è da
chiedersi è meglio non sapere? Non sapere e vivere
l’apparente e appagante falsa verità. Che cosa è il
reale di fronte al mondo virtuale della chat, dei blog.
Purtroppo il sapere, che è anche conoscenza, ha avuto i
suoi martiri:artisti,scienziati,scrittori, musicisti,
gente comune…Andiamo un tantino indietro,e pensiamo
alla Genesi e al concetto di conoscenza espresso
attraverso l’iconografia di Adamo ed Eva. I nostri
progenitori per sapere, per conoscere la vera essenza
dell’esistenza, per vivere e non sopravvivere hanno
forse ceduto inconsapevolmente, ingenuamente,con
leggerezza alla tentazione? No,hanno scelto con un gesto
eroico di vivere la vita, la loro e non l’apparente
realtà che li relegava al ruolo di burattini,in un Eden
perfetto,convenzionale ma apatico, impersonale e
solitario! L’iconografia canonica, pensiamo a Wiligelmo
, Masaccio,Della Quercia, Michelangelo, Mola, Chagal ed
altri , vede i due rei rappresentati disperati, ma è
nell’immagine del serpente che vi è la chiave di
lettura. Sapere vuol dire libertà. Per cui quando
Gilbert Craig , come il serpente(o la pirandelliana
moglie di Vitangelo Moscarda la quale criticando il naso
innesca l’insicurezza nel marito e dunque l’identità
sociale)sibila a Pat Loud che forse il marito non è
quello stinco di santo descritto nelle riprese del
reality show e che se lei volesse, lui potrebbe farle
visionare alcune immagini,tanto per chiarirle le idee,il
bravo regista un po’ carogna,ottiene un doppio
risultato,quello di far conoscere la verità alla
moglie,in quanto si definisce suo amico leale(quanti ne
conosciamo di questi amici leali?), e quello di far
salire gli ascolti del suo programma. La verità
sconcertante per quanto possa essere,fa vivere a Pat,come
recita Gilbert nel film “troppo vecchia per essere una
femminista e troppo giovane per essere una casalinga
frustrata” la dolorosa decisione del divorzio,
l’accettazione dell’omosessualità del figlio Lance e la
rivendicazione che la sua è una famiglia normale. Del
resto la stessa cosa aveva gridato alle telecamere il
figlio più piccolo quando, durante le riprese del
reality show, rifiutando in diretta la separazione dei
genitori ricorderà “ma noi siamo il modello di famiglia
americana!”.Una famiglia normale e non la “famiglia
mostro”, così l’aveva definita la stampa di allora,
sbattuta sulle prime pagine dei quotidiani d’America
degli anni settanta vorace del perbenismo mediatico il
quale non ammetteva che si parlasse di argomenti come
l’omosessualità. "Le parole - ha scritto Carlo Levi -
sono pietre ed è quindi giusto evitare di trasformarle
in oggetti contundenti con cui offendere il prossimo”.
Ma Pat Loud incarna l’immagine dei movimenti artistici
dell’ America negli anni’70.Come Pekar, il protagonista
di “American Splendor”, film degli stessi registi, Shari
Springer Berman e Robert Pulcini, del 2003 sulla vita
del fumettista Harvey Pekar, autore della serie a
fumetti American Splendor,(iniziato al disegno da un
altro grande fumettista underground Robert Crumb)anche
Pat somiglia ai dipinti delle strip di Roy Lichtenstein
e al rapporto che essi hanno con il paesaggio urbano.
A “Hopeless”,a “The Kiss IV”,a“The Drowned Girl” o alla
donna della canzone di David Bowie “The Drowned Girl”.
Nel 1973 Ingmar Bergman
girava il film“Scene da un matrimonio”,quando il
divorzio dalla moglie Liv Ulmann, era di dominio
pubblico attraverso i mass media.Il film,quasi un
reality, descriveva il crollo di una coppia
apparentemente ideale,di Marianne, Liv Ulmann e di
Johan,Erland Josephson.Come per i Loud,la coppia alla
rivelazione del tradimento del marito (fatta la stessa
sera dopo aver assistito al teatro a”Casa di bambola” di
Ibsen)prima si aggrappa al ruolo di appartenenza
medio-borghese, carica di meschini compromessi morali e
di silenziose verità, e dopo alla scelta del divorzio,
che riuscirà a farli incontrare anni dopo come i
protagonisti di Cinema Veritè, grazie al dialogo, alla
tolleranza, alla comprensione e ai ricordi. Ma la
verità è anche dolore e come Gilbert confida a Pat “il
dolore patito da una donna è diverso dal dolore patito
da un uomo”, e allora ci si chiede se è stato giusto
rompere quell’equilibrio dove tutto era perfetto,
falsamente perfetto. A ciò si aggiunge un ulteriore
riflessione ovvero il ruolo che ha oggi la
televisione.Oggi si è arrogata il diritto di entrare
nelle nostre case e vivisezionare l’integrità familiare,
dilaniare l’intimo dramma familiare senza rispetto del
dolore, in nome del sacro mostro,quello dell’audience.
E’ con amarezza che ci si alza dalla cavea del teatro
antico di Taormina,pensando al dramma catartico di uno
spettacolo televisivo iniziato per gioco e poi
rivelatosi una tragedia. Il film si conclude con le
vere immagini dei sei reali protagonisti dello show, la
vera famiglia Loud.La figlia è diventata una
stilista,due figli fanno parte di una band musicale e
Lance è morto tragicamente di AIDS nel 2001. Sinossi
del film e dunque riflessione su questo film-tragedia è
l’ultimo desiderio di Lance ovvero quello espresso
morendo e rivolto ai genitori. Volere che tornassero a
vivere insieme. Infatti attualmente Pat e il marito Bill
vivono insieme a Los Angeles. De Chirico, maestro della
pittura metafisica ha detto: "c'è molto più mistero
nell'ombra di un uomo(o di una donna) che cammina in una
giornata di sole, che in tutte le religioni del
mondo". Oriana Oliveri
Catania
– “Taormina Arte diventa Fondazione” . E’ questa la
certezza esplicitata dall'assessore regionale al turismo,
sport e spettacolo,
Nino Strano
, (clicca
ed ascolta intervista)
al termine della dell'incontro volto a portare avanti il
processo di trasformazione del comitato Taormina Arte in
Fondazione. Il vertice, convocato dal commissario ad acta,
Dora Piazza si è tenuto in mattinata nella sede di Catania
della Presidenza della Regione . Strano conferma: "Andiamo
avanti verso fondazione verso la costituzione della
Fondazione Taormina Arte convinti che questo traguardo possa
essere centrato entro il 30 luglio".
Nino Strano
al termine dell'incontro convocato,
nella sede di Catania della Presidenza della Regione, dal
commissario ad acta Dora Piazza è positivamente indirizzato
a portare avanti il processo di trasformazione del comitato
Taormina Arte in fondazione, come previsto dall'articolo 35
della legge regionale 2 del 2002. Strano rappresentava la
Regione siciliana mentre alla riunione non hanno preso
parte, anche se invitati, gli altri enti individuati dalla
legge : Comune di Taormina, Provincia regionale di Messina e
Comune di Messina. "Invitiamo tutti gli enti individuati
dalla legge - ha continuato Strano - a perfezionare
l'adesione e la patrimonializzazione e ci aspettiamo una
determinazione entro il 23 giugno. Superato questo termine
si procederà ugualmente, ferma restando la piena
disponibilità all'ingresso degli enti locali interessati, il
cui ruolo abbiamo sempre inteso garantire e rispettare.
Siamo certi - ha concluso l'assessore al Turismo - che lo
strumento della fondazione consentirà una gestione migliore,
più leggera e meno burocratica consentendo di raggiungere
migliori risultati".

Taormina - Inaugurata VI edizione del Sinopoli Festival, venerdì 1°
ottobre, con la mostra fotografica “Le sonagliere di
Benares” di Ferdinando Scianna al Palazzo dei Congressi
di Taormina. e 2 sono gli spettacoli : Omaggio a
Stockhausen con Michele Marelli, giovane
clarinettista-danzatore-mimo, e “Chiamalavita” con Maria
Rosaria Omaggio e Grazia Di Michele, in collaborazione
con Rai Trade. La mostra fotografica è aperta sino il 24
ottobre. Il Premio Sinopoli Festival per la Cultura a
Emma Dante, drammaturga, regista, attrice, tra le
rivelazioni più importanti del panorama contemporaneo è
consegnato domenica 3 ottobre. La giuria, composta da
Azio Corghi, Sergio Givone, Paolo Matthiae e Luca
Ronconi, ha indicato il suo nome con convinta unanimità
con la seguente motivazione: “Emma Dante non appartiene
al gruppo di coloro che si rifanno alla letteratura
precedente, ma, legata alla propria memoria, alle
proprie radici culturali, sviluppa i temi del suo teatro
in modo assolutamente personale con una forza espressiva
e un tipo do aggressività visionaria che non è mai
esornativa, ma che dimostra, nei diversi esiti,
l’impronta di una urgente necessità”. Il Sinopoli
Festival 2010 si concluderà al Palazzo dei Congressi
alle 17.30, con il concerto, organizzato in
collaborazione con l’Assessorato al Turismo della
Regione Sicilia, dell’Orchestra Sinfonica Siciliana per
ribadire la volontà di collaborare con le realtà
artistiche che operano nell’isola. In programma “Dai
calanchi di Sabbiuno” di Fabio Vacchi e la “Sinfonia n.
5 in mi minore, op. 64” di Petr Ill’c Cajkovskij. Come
ha dichiarato il direttore artistico del Sinopoli
Festival, Sandro Cappelletto: “Assieme ai concerti, i
convegni, le mostre, le pubblicazioni, le occasioni di
incontro, il Sinopoli Festival vuole ribadire la fiducia
nel colloquio possibile tra le diverse arti e
competenze. Una strategia e uno sguardo ribaditi anche
in questa edizione della rassegna, in programma a
Taormina in questi giorni. Un’edizione ponte, quella del
2010, verso le più ampie iniziative previste per il
2011, decimo anniversario della scomparsa del Maestro
Sinopoli. “
Taormina -
Stilista Valentino
riceve al Teatro Antico premio “Città di Taormina – Le Colonne”.
Il “made in Italy” al Teatro Antico di Taormina. Il premio
“Città di Taormina – Le Colonne” appositamente realizzato dalle
orafe messinesi Sanny Alvaro e Leila Correnti, sarà domenica
sera, consegnato allo stilista Valentino. L’antica
tradizione orafa messinese impugna lo scettro del “made in Italy”
e conquista anche il mondo dell’alta moda. Dopo avere suscitato
l’ammirazione di personaggi internazionali come il premio Oscar
Ennio Morricone, Montserrat Caballé, Renato Bruson, Lorin Maazel,
Jim Carry e degli attori Beppe Fiorello e Ida Di Benedetto,
quest’anno il premio “Città di Taormina - Le Colonne” ideato e
creato da Sanny Alvaro e Leila Correnti per l’amministrazione
comunale taorminese, sarà consegnato allo stilista Valentino
domani sera al Teatro Antico. Il manufatto, realizzato a mano in
oro, argento, lapislazzuli, rubini e cristallo di Murano
appositamente tagliato e sagomato, rappresenta la centauressa
simbolo di Taormina sul monte Tauro ed ogni anno è consegnato a
personalità eminenti del mondo dello spettacolo e della cultura.
La preziosissima creazione di Sanny Alvaro e Leila Correnti, che
va ad aggiungersi a migliaia di altri pezzi unici creati in
quasi venti anni di attività, diventa quindi una sorta di
manifesto del “made in Italy” nel mondo e lo fa riallacciandosi
ad una tradizione di orafi e argentieri messinesi mai
dimenticata. Non a caso, la rivista ufficiale della Ferrari,
“The official Ferrari magazine”, per ben tre volte ha citato le
due orafe come simbolo della creatività italiana, accanto a nomi
come le vetrerie Venini, la Beretta e, ovviamente, la Casa di
Maranello. Figlie e nipoti d’arte, il nonno di Leila Correnti
era un gioielliere mentre i loro genitori Pippo Alvaro e Alfredo
Correnti hanno fondato nel 1971 un’oreficeria che produce ancora
oggi pezzi unici immediatamente riconoscibili, le due orefici
messinesi possono vantare numerose celebrità tra i loro clienti
più affezionati. I bene informati fanno i nomi di Madonna,
Harrison Ford, Michel Douglas, Silvester Stallone, Alain Delon,
Uma Thurman, Jodie Foster, Gerard Depardieu e Denzel Washington
e non mancano le teste coronate, da alcuni membri di Casa Savoia
a quelli della Casa Reale Saudita. Le due artigiane, così amano
definirsi anche se da 15 anni aprono un loro show room tra
novembre e gennaio in Madison Avenue a New York, ovviamente si
rifiutano di confermare, visto che sono famose per la loro
discrezione. “Per noi i nostri clienti sono tutti uguali
-dichiarano. Può sembrare una posa, ma trattiamo nello stesso
modo chi ci chiede un piccolo ricordo per la moglie, il magnate
americano o il personaggio celebre. Lavoriamo utilizzando una
tecnica antica di migliaia di anni in uso già nell’antica
Grecia, che richiede molto tempo e molta pazienza. I nostri
pezzi sono tutti unici e realizzati interamente a mano”. Tra i
tanti aneddoti che circolano sui loro clienti, l’unico che
confermano è quello su un cliente anonimo e ricchissimo, che le
contatta tramite un famoso designer statunitense. “Ci chiede
cose particolarissime -raccontano Leila Correnti e Sanny Alvaro-
come servizi di posate in corallo, maniglie e piatti d’argento
realizzati a mano uno per uno o vasi di cristallo
personalizzati. Sono oggetti esclusivi che nessuno si può più
permettere e per noi è un vero piacere realizzarli, perché così
possiamo utilizzare al meglio la nostra creatività e la nostra
fantasia, portando il nome dell’Italia e di Messina nel mondo”.
 |
|
|
LAV
:
NON
ABBANDONARLO
|
Taormina
- Premio Sinopoli a drammaturga Emma Dante. La
giuria della seconda edizione del Premio Sinopoli per la
Cultura era formata da Azio Corghi, Sergio Givone, Paolo
Matthiae e Luca Ronconi. I giudici hanno deciso di assegnare
il premio ad Emma Dante, drammaturga e regista, attrice, tra
le rivelazioni più importanti del panorama contemporaneo,
artefice di un teatro intimo e viscerale raccontato da una
lingua siciliana atavica e sanguigna.
Emma Dante è palermitana ma dal respiro europeo che ha
conquistato il consenso della critica internazionale. Emma
Dante ritirerà il premio il prossimo 3 ottobre, all’ Hotel
Sea Palace di Taormina, durante la sesta edizione del
Sinopoli Festival, con la seguente motivazione: “Tra le
figure più significative di una delle più interessanti
novità del teatro italiano, la leva che potremmo definire di
registi-autori, Emma Dante, non appartiene al gruppo di
coloro che si rifanno alla letteratura precedente , ma,
legata alla propria memoria, alle proprie radici culturali,
sviluppa i temi del suo teatro in modo assolutamente
personale con una forza espressiva e un tipo di aggressività
visionaria che non è mai esornativa, ma che dimostra, nei
diversi esiti, l’impronta di una urgente necessità”
|
|
|
Palermo
- "E' stata una riunione produttiva, e per questo ringrazio
il presidente del Consiglio comunale di Taormina, Eugenio Raneri.
L'incontro si è concluso, come è giusto che sia, senza vincitori
né vinti, nella direzione della modernizzazione, per trasformare
il Comitato di TaoArte in Fondazione. Un progetto che stiamo
portando avanti con il presidente Lombardo". Lo ha detto
l'assessore regionale al Turismo e Spettacolo, Nino Strano, al
termine dell'incontro su Taoarte, che si è tenuto a palazzo dei
Giurati di Taormina. "Abbiamo concordato di intervenire nei
prossimi giorni sull'unico modello di Fondazione, quello
predisposto dal commissario ad acta Dora Piazza. Un modello che
ovviamente prevede la presenza della Regione, e la presidenza al
sindaco di Taormina. Mentre nel consiglio di amministrazione
saranno rappresentati il comune e la provincia di Messina, ma
anche i privati. E' un modello - ha aggiunto Strano - aperto
naturalmente a ragionevoli integrazioni. Abbiamo convenuto la
creazione di un gruppo di lavoro per predisporre rapidamente un
calendario unico del 2011 che comprenda Taoarte, Circuito del
Mito, i teatri Massimo Bellini di Catania, Vittorio Emanuele di
Messina e Massimo di Palermo, i Teatri di Pietra e Inda. E' un
percorso indispensabile che ci consentirà di presentare per
tempo la stagione artistica nelle borse del turismo: l'obiettivo
della programmazione e' una delle direttrici del governo
Lombardo".
|
|
|
Palermo
– Nino Strano procede con la Fondazione Taormina Arte.
La costituzione della Fondazione Taormina Arte è l'oggetto
dell'incontro di venerdì mattina tra l'assessore regionale al
Turismo e Spettacolo, Nino Strano, accompagnato dal commissario
ad acta Dora Piazza, ed i vertici dell'amministrazione locale di
Taormina. L'incontro, è programmato al Palazzo dei Giurati, su
invito del presidente del consiglio comunale Eugenio Raneri, è
volto a portare avanti il processo di trasformazione del
comitato Taormina Arte in fondazione, come previsto
dall'articolo 35 della legge regionale 2 del 2002. Lo scorso
maggio la Prefettura di Messina aveva rigettato la richiesta di
riconoscimento, avanzata dalle giunte dei comuni di Messina e
Taormina e della provincia regionale di Messina, in quanto "non
legittimati a chiedere l'iscrizione della Fondazione nel
Registro delle Persone giuridiche tenuto da questa prefettura". |
|
|
Taormina
- La
consegna dei Nastri d’Argento, è programmata per
il 19 giugno al Teatro Antico. Si tratta di una delle più
importanti manifestazioni del panorama cinematografico
nazionale. La serata sarà presentata dall’attrice e
ballerina Alessandra Martines. I Nastri d’Argento sono
assegnati dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti
Cinematografici Italiani, presieduto da Laura Delli Colli.
La proclamazione dei vincitori è stata preceduta a Roma il
27 maggio, dall’annuncio delle candidature.
|
Taormina
- “Un Festival che potrà entrare nella storia”. Lo ha classificato così
il direttore artistico, Deborah Young nella seconda giornata
del Taormina Film Fest. “Un Taormina award vision –
ha annunciato
Deborah Young

(clicca
ed ascolta intervista)
- andrà alla Walt Disney company, un altro premio
è stato attribuito a Maria Grazia Cucinotta, perché promuove
la cultura siciliana ed a Salvatore Mancuso, vice presidente
Alitalia. Vi sarà spazio anche per le celebrazioni del 150
anniversario dell’Unità d’Italia”. Si terra, il 18 giugno,
alle ore 10, nella sala “B” del Palacongressi l’incontro che
avrà per tema : “Unità d’Italia dalla letteratura al cinema”
con la presenza di numerose personalità. “E’ splendido
pensare – ha concluso Deborah Young - che la moderna tecnica
di proiezione in 3D del film Toy Story 3 si fonda con lo
scenario antico del teatro”. |
|
|
|
|