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Catania 890° Reliquie Sant’Agata: controlli sicurezza col metaldetector, Questore grato per collaborazione. Le manifestazioni commemorative per l’anniversario del ritorno a Catania delle Reliquie di Sant’Agata che come ogni anno richiamano parecchi devoti, fedeli, curiosi e turisti (parecchi stranieri) visto la bella stagione si sono appena concluse senza imprevisti presso la Basilica Cattedrale di Catania. Il  dispositivo di sicurezza, messo a punto con un piano volto ad aumentare gli standard di sicurezza pubblica, attuato con apposita ordinanza disposta dal Questore di Catania Marcello Cardona, che ha programmato nei minimi dettagli il servizio per garantire, lo svolgimento delle celebrazioni, con la massima sicurezza rafforzando anche il controllo del territorio ha avuto buoni risultati. L’attività di controllo è stata svolta per mantenere elevata l’attenzione presso i luoghi di culto e di aggregazione visto i recenti eventi criminali. L’apparato dei servizi di ordine pubblico predisposti a tutela dei partecipanti alla manifestazione religiosa ha comportato un servizio di controllo eseguito da Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili Urbani e comitato festività Agatine con la collaborazione dei fedeli. I tutori dell’ordine innanzi al cancello d’ingresso della cattedrale, hanno posizionato un adeguato numero di transenne che hanno permesso di delimitare un’area sterile, consentendo al personale operante: Polizia di Stato e Carabinieri, attraverso 2 varchi, il controllo del pubblico mediante l’utilizzo di metal detector determinando un accesso ed uscita obbligati. Le forze dell’ordine hanno inoltre,  predisposto per le celebrazioni estese davanti alla cattedrale lungo la piazza Duomo nonché per il percorso interessato dalla processione un’area cinturata  posizionando innanzi a ciascuna via di accesso delle transenne per costituire ulteriori varchi, tutti presidiati dalle forze dell’ordine, al fine di procedere ai necessari controlli del pubblico con i metal detector. Il riscontro del pubblico è stato del tutto positivo  e, nonostante la ressa, il controllo   è stato  reso disponibile volontariamente dai fedeli sentendosi garantiti dal punto di vista sicurezza. Il servizio di ieri è stato un ulteriore occasione dopo le festività Agatine dello scorso febbraio, per realizzare le misure di sicurezza previste per grandi eventi. Tutte le forze dell’ordine impegnate nei servizi di ordine pubblico, previsti con ordinanza del Questore, hanno contribuito con grande impegno e seno di responsabilità, sin dalle prime ore del mattino, e per questo il Questore esprime ringraziamenti a quanti hanno permesso lo svolgimento dell’evento.


Catania - Testimonianza vittima a Processo Università CT Farmacia. Il Perito conferma :”il memoriale shock di Emanuele Patanè fu scritto poche settimane prima della sua morte”. Il Tribunale di Catania - 3^ Sez. Penale - Pres. dr.ssa Ignazia Barbarino  dispose perizia sul notebook appartenuto ad Emanuele Patanè, il giovane ricercatore della Facoltà di Farmacia dell'Università di Catania, deceduto il  5 dicembre 2003. Grazie a tale atto, disposto nell'ambito dell'istruttoria dibattimentale del procedimento che si sta svolgendo a Catania. Grazie all’intuizione dell’avv. Santi Terranova

 

 che ottenne l’acquisizione da parte delle forze dell’ordine del notebook appartenuto ad Emanuele Patanè si può affermare che il giovane ricercatore di Giarre, qualche settimana prima di morire, sentì il bisogno di denunziare quali fossero le condizioni dei laboratori e le conseguenze per la salute di chi studiava e lavorava. Pur trovandosi in America per le cure della patologia tumorale che lo avrebbe portato alla morte, Emanuele Patanè scrisse sul suo computer quello che aveva visto e vissuto nel Laboratorio di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Catania.


Catania - Corte Assise Appello presidente Russo, omicidio Benvenuto: assolto Briganti, tesi difensiva avvocato Santi Terranova. E’ stata legittima difesa. La Corte di Assise d'Appello di Catania, presidente Russo, nei giorni scorsi, ha assolto Umberto BRIGANTI, agricoltore 57enne di Francofonte, dalla contestazione di omicidio volontario ai danni di Salvatore Benvenuto, 60enne detto Ciatuzzu, netturbino  di Francofonte. Il fatto di sangue avvenne il 7 luglio 2006 nelle campagne in contrada Masireschi, in territorio di Francofonte. Secondo la ricostruzione la vittima era intervenuta, con un personaggio noto alle forze dell’ordine, della zona, tale Gino MALLIA, per perorare la causa di Salvatore DRAGO che aveva un contenzioso legato alla compravendita di un agrumeto con il nipote dell'omicida Gesualdo Briganti. La disputa di natura finanziaria tra il Briganti ed il proprietario terriero in ordine alla compravendita di appezzamento di terra per il quale l'imputato aveva già pagato soltanto una parte della caparra precedentemente concordata sarebbe stato l’elemento scatenante. Il mancato rispetto degli accordi aveva indotto il proprietario terriero a ritenere nullo l'atto di compravendita, ma la sua decisione fu aspramente contestata dal Briganti, il quale se in torto per non avere onorato gli impegni presi, non voleva perdere quello che lui riteneva un giardino. Alla fine della fallita trattativa  proiettili sfiorarono Umberto Briganti che, pur se terrorizzato per essere un facile bersaglio, si gettò a terra e strisciando raggiunse la cuccia del cane, dal cui interno prelevò un fucile. Caricata l'arma, Briganti esplose fucilate in direzione del  posto da dove erano partiti i colpi di pistola. Impugnando il fucile il Briganti si avvicinò alla parte in cui erano partiti i colpi di pistola e scoprì a terra il Benvenuto, che stava sanguinando. Briganti ed altri due suoi congiunti si prodigavano a soccorrere Benvenuto, e l’accompagnarono all'ospedale di Lentini. I  medici constatarono la morte. Briganti, arrestato dai Carabinieri dopo una settimana di latitanza, raccontò immediatamente di avere ucciso per legittima difesa, ma nessuno gli diede credito, se non l’avvocato Santi Terranova. La Corte di Assise d'Appello di Catania, ha definitivamente accertato, con l'esito del giudizio di secondo grado, che la vittima, prima di essere raggiunta da un unico colpo di fucile esploso da Umberto Briganti, aveva sparato 1 colpo di pistola probabilmente nei confronti di quest'ultimo. I Giudici aretusei in primo grado, avevano inflitto a Umberto Briganti la condanna a 18 anni di reclusione denegando la scriminante della legittima difesa per “avere l'imputato generato una situazione di pericolo predisponendosi a respingere un eventuale attacco del Drago”. La tesi difensiva proposta dall'Avvocato Santi Terranova è stata definitivamente accolta dalla Corte di Assise d'Appello ravvisandosi chiaramente nel comportamento del Briganti i caratteri della legittima difesa che ha consentito l'emanazione di una sentenza pienamente assolutoria.


Catania Assassinio Antonella Falcidia: 1ª Sezione Corte  Assise Appello conferma assoluzione Vincenzo Morici. Il  medico primario del reparto di Chirurgia generale dell'ospedale di Taormina, marito della vittima fu arrestato il 14 marzo 2007, a distanza di oltre 13 anni dalla morte della moglie, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare, con l'accusa di omicidio. L'inchiesta era stata riaperta dalla Procura di Catania nel febbraio 2007. Lo  scanner usato dall'università di Trieste, durante esami del Ris su una macchia di sangue confusa ai bordi inferiori di un divano con tappezzeria fiorata, aveva evidenziato, secondo l'accusa, le prime tre lettere a stampatello del nome del marito,  ENZ , che sarebbero state scritte dalla vittima.  Il   medico era stato accusato di avere ucciso per gelosia la sera del 4 dicembre 1993 la moglie, la professoressa Antonella Falcidia, nell’abitazione in via Rosso di San Secondo a Catania. In primo grado l'accusa aveva chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per uxoricidio con movente passionale. A conclusione del processo col rito abbreviato, il 3 marzo 2011, il professionista era  stato assolto dal Gup Grazia Caserta, con la formula "per non avere commesso il fatto". La  conferma della sentenza d'assoluzione di Vincenzo Morici, da parte della prima Sezione della Corte d’Assise d'Appello di Catania  mette fine ad un giallo che per 20 anni ha fatto discutere la Catania bene.



 

 



Procuratore Salvi: visita e saluti a centro DIA


    

ultimo aggiornamento

 

Catania –  Prefetto Riccio incontra  Zaccà,  valutati : sicurezza, turismo ed imprenditorialità. Il Prefetto della provincia di Catania dott.ssa Silvana Riccio ha ricevuto il Delegato per la Sicurezza di Confcommercio Catania Cav. Francesco Zaccà. L’incontro ha dato modo al cav. Zaccà di illustrare al Prefetto l’azione del Dipartimento Sicurezza, di recente costituito in seno a Confcommercio Catania. Lo   scopo è di partecipare sinergicamente alla costruzione della sicurezza sussidiaria nell’hinterland affinché il territorio sia reso sempre più attrattivo per le imprese e per il turismo. Zaccà ha precisato:” L'obiettivo primario è quello di mettere in campo una serie di iniziative tese tanto all’informazione, quanto alla formazione dei soggetti fruitori del bene sicurezza. Tale obiettivo sarà affiancato da articolate azioni portate avanti  secondo le linee-guida indicate nella convenzione che la Prefettura e la Confcommercio di Catania hanno siglato lo scorso mese di febbraio allo scopo di  dare attuazione al  Protocollo d'intesa tra il Ministero dell’Interno e Confcommercio – Imprese per l’Italia per il contrasto della criminalità diffusa". Zaccà, a conclusione dell’incontro, ha consegnato alla Dott.ssa Riccio una targa quale attestato di stima e di benvenuto.


Catania - Operazioni antimafia: Prefetto visita Centro Operativo DIA.   Il Prefetto di Catania dott.ssa Maria Guia FEDERICO di mattina  ha visitato il Centro Operativo D.I.A. di Catania, dove ha incontrato il Capo Centro 1° Dir. della Polizia di Stato dr. Renato PANVINO, i Funzionari gli Ufficiali ed il personale in servizio presso la struttura, nonché una rappresentanza della dipendente Sezione Operativa di Messina. La visita è stata propiziata dal raggiungimento di importanti risultati nella lotta alla criminalità organizzata di tipo mafioso, con numerose operazioni di polizia che hanno consentito la cattura di latitanti e l’arresto di esponenti di spicco dei più pericolosi clan mafiosi operanti nella provincia etnea, nonché il sequestro e la confisca di ingenti patrimoni ad essi riconducibili, mediante l’applicazione di misure di prevenzione personale e patrimoniale.  L’alto funzionario di Governo, nel corso dell’incontro ha sottolineato la stretta collaborazione della D.I.A. nel fornire supporto alla Prefettura di Catania con l’attività informativa finalizzata agli accertamenti propedeutici all’iscrizione delle società nella white list. L’incontro è servito anche per stigmatizzare soprattutto l’intensa attività di monitoraggio svolta dalla D.I.A. nella provincia di Catania, per prevenire il fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, attraverso numerosi accessi ai cantieri in opera ed approfonditi accertamenti e riscontri, che hanno consentito l’adozione di interdittive antimafia nei confronti delle società che hanno evidenziato criticità in tal senso.


CataniaLotta mafia: Procuratore Repubblica ZUCCARO a Centro Operativo DIA Catania ricevuto da Capo  PANVINO. Il  dr. Carmelo ZUCCARO, Procuratore della Repubblica di Catania, di mattina  si è recato in visita al Centro Operativo di Catania, dove ha incontrato il Capo Centro 1° Dir. Della Polizia di Stato dr. Renato PANVINO, i Funzionari, gli Ufficiali ed il personale in servizio presso la struttura, nonché una rappresentanza della dipendente Sezione Operativa di Messina. Il massimo rappresentante della Procura nel corso della visita ha fatto un’analisi delle numerose attività di lotta al fenomeno mafioso, che hanno visto impegnata la D.I.A., in piena sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia etnea, ed ha affrontato tematiche sia sul piano delle operazioni di polizia giudiziaria che su quello dell’aggressione ai patrimoni illeciti delle organizzazioni criminali mafiose, presenti ed operanti nella fascia della Sicilia orientale, estese sulle province di Catania, Ragusa e Siracusa e, con il supporto della dipendente Sezione DIA, anche della provincia di Messina. I funzionari hanno evidenziato l’importanza per l’intensa attività di monitoraggio svolta in tutte le province della Sicilia orientale per prevenire il fenomeno delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, con numerosi accessi ai cantieri in opera ed approfonditi accertamenti e riscontri, che hanno consentito alle Prefetture competenti di adottare i provvedimenti di interdittiva antimafia, nei confronti delle società che hanno evidenziato criticità in tal senso. La  D.I.A. di Catania, a conclusione dell’incontro, ha assicurato al dr. ZUCCARO, nel segno della continuità con il predecessore dr. Giovanni SALVI, il massimo impegno la collaborazione nel contrasto alle organizzazioni criminali ed a quell’area grigia che funge da cerniera tra mafia e colletti bianchi, nell’aggressione ai patrimoni illeciti mafiosi.


Catania Procuratore Salvi: visita e saluti a centro DIA.  Il Procuratore della Repubblica di Catania, dr. Giovanni SALVI, in procinto di assumere l’incarico di Procuratore Generale di Roma, nella mattinata, ha reso visita, per un saluto di commiato, al Centro Operativo di Catania, dove ha incontrato il Capo Centro, Renato Panvino, i Funzionari, gli Ufficiali ed il personale in servizio presso la struttura, nonché una rappresentanza della dipendente Sezione Operativa di Messina. Il Procuratore Salvi, nell'indirizzo di saluto alla rappresentanza intervenuta, ha tracciato un proficuo e brillante consuntivo operato dalla D.I.A., in piena sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia da lui diretta. Il Procuratore ha altresì rimarcato l'alta professionalità e specializzazione degli uomini del Centro Operativo di Catania, con particolare riferimento alle numerose attività operative di contrasto alla criminalità organizzata, all’aggressione di patrimoni per diversi milioni di euro, illecitamente acquisiti da parte delle organizzazioni mafiose appartenenti a cosa nostra, insistenti nella fascia orientale della Sicilia, nonché all’attività di monitoraggio negli appalti pubblici, per prevenire il fenomeno delle infiltrazioni mafiose. Numerosi, infatti, sono stati gli accessi ai cantieri in opera, che hanno consentito alle Prefetture competenti per territorio, di adottare i provvedimenti interdittivi antimafia, nei confronti delle società che hanno evidenziato criticità in seno al quadro societario. Il Capo Centro, Renato Panvino, nel ringraziare calorosamente il Procuratore Salvi intervenuto, ha espresso le più vive congratulazioni per il nuovo e prestigioso incarico che a breve assumerà.


Catania Farmacia: parti civili puntano a nuovo processo. L’avvocato Santi Terranova difensore di molte parti civili nel procedimento  sul Dipartimento Farmacia dell’Università di Catania in una conferenza stampa tenutasi nei locali della Libreria CATANIA LIBRI in  Piazza Verga n.2 ha lanciato quasi un appello: “Chiunque abbia avuto problemi, si faccia avanti caso farmacia, parte civile non molla: La vicenda è appena iniziata, ed è pronto un nuovo processo. Le motivazioni della sentenza di assoluzione degli imputati per disastro colposo non precludono l’avvio del procedimento per omicidio colposo plurimo aggravato e lesioni personali gravissime”. Ed è proprio dalla lettura delle motivazioni che le parti civili ritengono sia ineludibile l’avvio del procedimento tendente ad accertare il nesso causale fra i numerosi casi di tumore registrati (17 sono i morti ed oltre 50 le patologie oncologiche in atto fra studenti, ricercatori, dipendenti e docenti di quel sito universitario) e le condizioni dei laboratori. Il gip dovrà pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione e l'avvocato Terranova ha parlato  delle motivazioni della sentenza dopo l'assoluzione: "Il tribunale non esclude l'esistenza di odori molesti", ed ha annunciato, in caso di archiviazione, l’evenienza di un nuovo procedimento per la morte della ricercatrice Giuseppina Pirracchio. Santi Terranova  ha aggiunto: “I giudici dicono che tutto quello da noi detto non sono fesserie. Hanno affermato che il memoriale di Emanuele Patané è una testimonianza a tutti gli effetti ed è stato confermato che dentro i laboratori si lavorava malissimo e con dabbenaggine. A questa sentenza di assoluzione i legali non si sono appellati e il prossimo 5 marzo si saprà se l’archiviazione chiesta dal giudice Setola per il procedimento per lesioni e omicidio colposo sarà accettata. Nel frattempo un’altra ricercatrice è deceduta con la stessa patologia di Emanuele Patané. Si tratta di Giuseppina Pirracchio, di 44 anni che aveva appena aperto una farmacia a Palagonia”. La  signora Maria Lopes  madre di Agata Annino, giovane ricercatrice morta all’età di 30 anni per un tumore al cervello chiede giustizia, ha  detto: “Mia figlia mi raccontava le stesse cose che ha scritto Emanuele Patané nel suo memoriale. Una volta la accompagnarono a casa dal laboratorio perché si era sentita male: aveva un’infiammazione alla mucose. Io ho scelto di mettermi in gioco per mia figlia e per avere giustizia. Molti all’inizio mi mettevano in guardia dal mettermi contro l’Università. Ma la mia battaglia prosegue affinché quello che è successo a mia figlia ed a tanti altri non accada mai più a nessuno”.


Catania - “Il fatto non sussiste”: imputati assolti per inquinamento ambientale a Facoltà Farmacia. La Terza Sezione Penale del Tribunale di Catania ha assolto  gli 8 imputati nel processo sui presunti casi di inquinamento ambientale nella facoltà di Farmacia perchè “il fatto non sussiste”. Il pm Giuseppe Sturiale nell’udienza del 10 gennaio scorso aveva chiesto condanne tra i 3 ed i 4 anni di reclusione per gli otto imputati, che il Tribunale  ha assolto perché “il fatto non sussiste”. Secondo l'accusa, composti chimici utilizzati per sperimentazione sarebbero stati versati nei lavandini dei laboratori ed avrebbero provocato  l’inquinamento. Il tribunale ha disposto anche il dissequestro delle aree interessate nella cosiddetta inchiesta sui “veleni” della Facoltà di Farmacia di Catania.  I capi di imputazione contestati nel processo erano sia di disastro ambientale che d’omissione di atti d’ufficio. I fatti risalgono al 2007 ed i reati contestati sono prescrivibili in 7 anni. Per la seconda inchiesta d’omicidio colposo e lesioni colpose, che era nata da uno stralcio dal fascicolo principale, la Procura ha chiesto al Gip l'archiviazione in attesa dell'esito del processo, che rappresenta il presupposto per potere sostenere un eventuale procedimento. L'udienza camerale è stata fissata per il prossimo 27 novembre. Silenzio in aula anche da parte di familiari di specializzandi deceduti per  tumore che erano presenti durante la lettura della sentenza. Le difese delle parti civili  aspettano adesso che vengano depositate le motivazioni per decidere la linea da seguire in futuro e fare riaprire il processo per omicidio colposo come sempre ha ventilato l’avvocato Santi Terranova.


Testimonianza genitori di vittime a Processo Università CT Farmacia(Intervista avv. Santi Terranova)  

Catania - Testimonianza genitori di vittime a Processo Università CT Farmacia. Il nuovo giudice a latere Santino Mirabella, alla prima udienza, sostituisce Cinzia Sgro, la componente del collegio deceduta lo scorso 23 gennaio. E’ stato scongiurato il rischio di   prescrizione dei reati di cui gli imputati sono accusati poiché,  con il consenso delle parti, si procederà alla lettura dei verbali e non ci sarà bisogno di riprendere l’intero procedimento. Il  presidente Ignazia Barbarino si è detta disponibile a risentire qualche teste tra quelli più importanti alla fine della fase istruttoria. I parenti di studenti e ricercatori vittime di patologie tumorali hanno preso parte all'udienza di febbraio al Tribunale di Catania quali testimoni. "I morti legati alla vicenda - ha sottolineato l’avvocato Santi Terranova - sono comunque 6 e non 4 (Intervista avv. Santi Terranova)   Emanuele Patanè ricercatore, Lucilla Insirello ricercatrice, Agata Annino ricercatrice, Maria Concetta Sarvà ricercatrice, Rosario Manna assistente tecnico, Giovanni Gennaro assistente tecnico, oltre ai  40 o 45 studenti ammalati  accomunati dallo stesso tipo di tumore.   Nel corso dell'Udienza al Tribunale la testimone madre di una giovane ricercatrice morta per tumore al cervello ha ripercorso con grande dolore i momenti vissuti accanto alla figlia affetta dalla grave patologia tumorale". Ha testimoniato  Fortunata Milluzzo, madre di Agostino Agnone,  giovane laureato in Ingegneria,  i cui corsi avevano sede in uno stabile vicino all’edificio 2 , morto nel maggio 2009 per un tumore al rene. La mamma  ha raccontato che il figlio ha iniziato le prime cure proprio nei giorni in cui  scoppiò il caso Farmacia. Maria Lopes, madre della ricercatrice morta per tumore alla testa, durante l’udienza racconta : “mia figlia Agata spesso mi chiedeva guanti in lattice”. Con le testimonianze odierne si è quasi concluso anche l’esame dei teste delle parti civili. L'udienza è stata rinviata come da programma al prossimo venerdì per l'audizione di un esperto universitario che ha redatto una relazione in merito alla fornitura di materiale. 


Catania - Testimonianza vittima a Processo Università CT Farmacia. Il Perito conferma :”il memoriale shock di Emanuele Patanè fu scritto poche settimane prima della sua morte”. Il Tribunale di Catania - 3^ Sez. Penale - Pres. dr.ssa Ignazia Barbarino  dispose perizia sul notebook appartenuto ad Emanuele Patanè, il giovane ricercatore della Facoltà di Farmacia dell'Università di Catania, deceduto il  5 dicembre 2003. Grazie a tale atto, disposto nell'ambito dell'istruttoria dibattimentale del procedimento che si sta svolgendo a Catania. Grazie all’intuizione dell’avv. Santi Terranova che ottenne l’acquisizione da parte delle forze dell’ordine del notebook appartenuto ad Emanuele Patanè si può affermare che il giovane ricercatore di Giarre, qualche settimana prima di morire, sentì il bisogno di denunziare quali fossero le condizioni dei laboratori e le conseguenze per la salute di chi studiava e lavorava. Pur trovandosi in America per le cure della patologia tumorale che lo avrebbe portato alla morte, Emanuele Patanè scrisse sul suo computer quello che aveva visto e vissuto nel Laboratorio di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Catania.


Catania - Processo Laboratorio Scienze Farmaceutiche, cambia sezione presidente Barbarino,   se  udienze ridotte  rischio prescrizione. Il cambio di sezione del presidente della terza Sezione Penale Ignazia Barbarino  che lascia per altro incarico, potrebbe raddoppiando i tempi del procedimento far prospettare il rischio della prescrizione nell’ipotesi di un’udienza al mese. L’ alternativa di nomina di un nuovo collegio potrebbe far cominciare quasi da zero il processo per disastro ambientale. Nell’uno e nell’altra ipotesi c’è il rischio di azzeramento di tutto o in gran parte del lavoro finora svolto. L’udienza di venerdì 12 ottobre ha comunque focalizzato l’attenzione sulla consapevolezza dei vertici del dipartimento e dell’Ateneo catanese che all’interno dell’edificio due della Cittadella ci fosse un’anomalia giudicata grave. Di rilievo la testimonianza di Anna Maria Resi, dipendente amministrativo del dipartimento di Scienze del farmaco, segretaria ed autrice dei verbali in molte delle riunioni organizzative della commissione creata per vigilare sulla sicurezza. Santi Terranova, avvocato di parte civile di molti dei famigliari delle presunte vittime ha chiesto ad Anna Maria Resi, dipendente amministrativo del dipartimento di Scienze del farmaco: ”Cosa avessero in comune Emanuele Patanè, Giovanni Gennaro, Agata Annino, Maria Concetta Sarvà”.  Il  legale, dopo un silenzio tombale sceso in aula si è sentito rispondere con un filo di voce : “Non ci sono più“. I morti legati alla vicenda ha sottolineato l’avvocato Santi Terranova sono comunque 6 e non 4:   Emanuele Patanè ricercatore, Lucilla Insirello ricercatrice, Agata Annino ricercatrice, Maria Concetta Sarvà ricercatrice, Rosario Manna assistente tecnico, Giovanni Gennaro assistente tecnico, oltre ai  40 o 45 studenti ammalati  accomunati dallo stesso tipo di tumore.  Si attende comunque la decisione sull’assegnazione del presidente per la normale prosecuzione del processo nei tempi già programmati.


Catania Morto tecnico di laboratorio Facoltà  Farmacia, le udienze del processo per le Contaminazioni dipartimento Scienze Farmaceutiche dell’università etnea. L’avvocato Santi Terranova (ascolta intervista) che rappresenta numerose parti offese facendo il punto della situazione mostra fiducia sul percorso della giustizia, afferma:” La procura di Catania ha svolto approfondite indagini per le numerose morti che hanno coinvolto molti soggetti”. Il processo  si sta svolgendo davanti alla Seconda Sezione Collegiale Tribunale penale di Catania. Sono state  programmate udienze il secondo e quarto venerdì di ogni mese.


Catania - Inchiesta per disastro ambientale facoltà di Farmacia: 8/7 si è tenuta l'udienza, ed intanto il Codacons avanza l'ipotesi di costituzione quale parte civile.  “Si costituiranno parte civile  i familiari delle vittime dei veleni della facoltà di Farmacia”. L’ha garantito l’avvocato Santi Terranova     (clicca ascolta intervista) che difende molti componenti di familiari delle vittime. Toccante è stato durante la conferenza stampa tenuta alle ore 17,30 presso la Libreria TERTULIA in Catania Via Michele Rapisardi n.1/7 , della madre di una delle giovani vittime: il giovane Agnone. La rievocazione della rapidità di una malattia che in circa 6 mesi ha stroncato una giovane e promettente vita . L’avvocato Santi Terranova ha evidenziato come “il caso fu al centro dell’attenzione della Stampa nazionale ed estera dopo che la Procura di Catania si determinò  nel novembre 2008 a sequestrare i laboratori del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, ipotizzando il reato di disastro ambientale, avendo acquisito elementi specifici che dimostravano come, a causa dello scorretto versamento dei reflui degli esperimenti effettuati all’interno dei laboratori dell’Ed. 12 dell’Università di Catania, si fossero accumulate, nel tempo, nel sottosuolo sostanze nocive, per lo più cancerogene, che rendevano il sito assolutamente insicuro per la salute dei numerosi studenti e lavoratori che lo frequentavano. I risultati dell’incidente probatorio svoltosi innanzi al GIP Dr. Fallone nell’ambito del procedimento n.1676/2008, hanno consentito all’Ufficio del P.M. presso la Procura della Repubblica di Catania, rappresentato dal solo P.M. Dr. Lucio Setola, di chiedere il rinvio a giudizio di tutti gli imputati per l’ipotesi di DISASTRO AMBIENTALE ed altro (l’udienza preliminare è fissata per il prossimo 8.7.2011 innanzi al GIP Dr. Ricciardolo), nonché di promuovere incidente probatorio nell’ambito di altro procedimento collaterale per omicidio colposo plurimo aggravato. Sono stati, infatti, accertati numerosi (almeno una quarantina) casi di patologia neoplastica in soggetti che, a vario titolo e per periodi differenti, hanno frequentato i laboratori contaminati. Alcuni di essi sono deceduti (fra questi i giovani ricercatori Emanuele PATANE’, Agata ANNINO, Lucilla INSIRELLO), altri proseguono la terapia per scongiurare luttuose conseguenze. ”. Alla conferenza stampa sono stati presenti i genitori delle vittime, i loro difensori ed i consulenti tecnici.


Catania - Contaminazioni laboratorio dipartimento di Scienze Farmaceutiche: PM  deposita atti indagini per indagati. Il Sostituto  Procuratore  Lucio Setola ha concluso le indagini preliminari per i 13 indagati ed ha depositato gli atti presso la segreteria. Entro 20 giorni dalla notifica, gli indagati tramite il legale potranno presentare memorie, produrre al  PM documenti,  depositare  documentazioni relative ad investigazioni del difensore oltre che presentarsi per rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio. L’avvocato Santi Terranova     (clicca ascolta intervista)  che è stato in prima linea nella difesa delle parti lese e vittime in questa triste vicenda è fiducioso sull’iter giudiziario. L'avvocato Terranova ha anche chiesto alla Procura un secondo incidente probatorio, che consenta di ascoltare immediatamente le persone ammalate nel timore che non tutte potrebbero essere in grado di affrontare un interrogatorio nei tempi lunghi, previsti dal normale iter delle indagini. I capi d’imputazione per i 13 indagati sono tanti e pesanti: “violazione dei doveri inerenti la loro pubblica funzione, scaturenti in capo a ciascuno dalla normativa a tutela dell’ambiente, pur essendo consapevoli della situazione di contaminazione del sottosuolo dei Laboratori del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche che di fatto si era trasformata in una discarica abusiva”, avrebbero omesso di disporre la chiusura del laboratori o la segnalazione alla autorità competenti per  predisporre i provvedimenti di chiusura. I reati contestati sarebbero stati compiuti a vario titolo  dal 2004 al 2007. Invischiati nell’indagine: il Rettore, il direttore amministrativo, il responsabile dell’Ufficio tecnico, il preside della Facoltà, dirigenti e funzionari della Facoltà del tempo. L’elenco delle presunte vittime del laboratorio dove per anni studenti, ricercatori, professori, tecnici e personale amministrativo hanno respirato fumi e maneggiato sostanze altamente tossiche è molto lungo. Sulla scrivania dell'avvocato Santi Terranova c’è un dossier copioso e preoccupante. Il  sostituto Lucio Setola  nello svolgere la delicata inchiesta ha  parlato con ammalati, in stadi più o meno avanzati. Le storie sarebbero del tutto simili : la giovane età di gran parte delle vittime  quasi tutti ragazzi tra i venti e i trent'anni.  


Processo Università CT Farmacia


 


 

 

 
 

 



 

 

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LAV : NON

 

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Catania  - Giovanni Salvi designato Procuratore Generale a Roma. CittàInsieme in una nota mostra soddisfazione per la nomina del Procuratore Etneo ed  scrive:”Apprendiamo con soddisfazione della nomina di Giovanni Salvi a Procuratore Generale a Roma, una nomina che va a riconoscere e premiare un impegno costante in difesa dei valori della legalità. CittàInsieme ringrazia Giovanni Salvi per questi anni, sicuramente faticosi, dedicati ad una città problematica come Catania ed esprime i suoi auguri per il nuovo prestigioso incarico. Nello stesso momento manifesta timori e perplessità su chi e come verrà nominato alla Procura di Catania e reputa opportuno e necessario che, anche questa volta, la nomina del nuovo Procuratore non ubbidisca a nessuna logica di potere ma che l'incarico venga attribuito a personalità estranee ed esterne alle logiche catanesi”.

Roma  Giovanni Salvi  confermato a Procuratore Capo di Catania. Il Consiglio di Stato  dispone:  sospensione sentenza Tar Lazio del 16 ottobre scorso, che aveva accolto i ricorsi presentati dal Procuratore Generale Giovanni Tinebra e dal sostituto Giuseppe Gennaro, ed aveva annullato la delibera del 2 novembre del 2011 con cui il plenum del Csm aveva nominato Giovanni Salvi Procuratore capo di Catania. Il provvedimento del Consiglio di Stato è esecutivo ed è stato emesso in forma cautelare in attesa dell'udienza di merito. Contro la sentenza del Tar aveva presentato ricorso il dott. Giovanni Salvi  il quale è confermato a Procuratore Capo.


Roma Capo Procura Salvi a Consiglio di Stato ricorso contro Tar che  annulla nomina  ed accoglie istanze Tinebra – Gennaro. Il capo della Procura Giovanni Salvi  ricorrerà al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio.Il pronunciamento di primo grado dai giudici amministrativi del Tar del Lazio è stato favorevole ai ricorsi presentati dai magistrati Giovanni Tinebra e Giuseppe Gennaro.

Giovanni Tinebra attuale Procuratore Generale di Catania è già stato Procuratore Capo a Caltanissetta negli anni delle indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio. Giuseppe Gennaro ricopre attualmente le mansioni di Procuratore Aggiunto, oltre avere  svolto le mansioni di Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Il Tribunale Amministrativo del Lazio ritiene che la presenza a Catania di Tinebra e Gennaro da più di quattro anni doveva essere considerata dal Csm un titolo preferenziale rispetto all’estraneità di Salvi. Peso avrebbero dovuto avere sulla scelta del CSM le competenze acquisite dai due magistrati Giovanni Tinebra e Giuseppe Gennaro  in campo di lotta alla mafia, che invece mancano all’attuale reggente Giovanni Salvi. La decisione sulla nomina a Capo Procura Catania, dopo un eventuale ricorso al Consiglio di Stato, passa di nuovo al Csm che dovrà rivalutare il curriculum  dei magistrati ricorrenti e del gerente designato. Giovanni Salvi  era  stato nominato  Procuratore Capo di Catania dal Csm,  meno di un anno fa, ed eletto in seconda votazione con 13 voti a favore, 2 in più di Giuseppe Gennaro, Procuratore Aggiunto a Catania, e 11 in più di Giovanni Tinebra, attuale Procuratore Generale


Catania 5° Premio nazionale di giornalismo "Giuseppe Fava al raffadalese Gaetano Alessi. Il Premio è indirizzato a giornalisti che nel 2010 si sono distinti per quel giornalismo d'inchiesta di cui Fava era portatore. La consegna del quinto Premio  "G. Fava" è programmata per il 5 gennaio a Catania. La sezione giovani del premio nazionale per il giornalismo dedicato a Giuseppe Fava si svolge il 2-3-4 gennaio tra Palazzolo Acreide e Catania. Il vincitore Gaetano Alessi editorialista di Articolo21 e LiberaInformazione, fondatore e caporedattore del giornale locale AdEst ed autore del libro sul primo sindaco donna della Sicilia “Le Eredità di Vittoria Giunti” va ad aggiungersi all’albo d’oro. Il nome del vincitore è stato comunicato in conferenza. Il premio, si terrà sia a Palazzolo Acreide dal 2 al 4 gennaio che a Catania il 5 gennaio, ricorrenza dell'uccisione di Pippo Fava. Nella cittadina siracusana è presentato alla stampa dal presidente del Consiglio provinciale Michele Mangiafico, dal consigliere provinciale di SEL, Alessandro Acquaviva, e dal responsabile del coordinamento organizzativo del Premio, Nuccio Gibilisco.  L’appuntamento siracusano è presso la Sala degli Stemmi del Palazzo del Governo, alle 9,30, per la presentazione della quinta edizione del Premio nazionale di giornalismo "Giuseppe Fava", intitolato al giornalista e scrittore ucciso il 5 gennaio 1984 dai killer della mafia catanese.


Catania“L’uomo” di Cacciari al Chiostro.

 

 

 “Che cos’è l’uomo?” si interroga Massimo Cacciari, avviando la lectio magistralis sull’Umanesimo italiano, davanti ad un foltissimo pubblico convenuto sabato 25 settembre presso il Chiostro del Convitto Cutelli. La conferenza, introdotta dalla dott.ssa Domenica Pagliaro, dirigente del Dipartimento Socio-Economico-Culturale della Provincia Regionale di Catania, è stata moderata dal prof. Roberto Fai, presidente del Collegio siciliano di Filosofia. E non poteva essere scelto argomento migliore per inaugurare la manifestazione “Ottobre piovono libri”, promossa dal Ministero per i Beni e le attività culturali, dall’Unione Province d’Italia, dall’Associazione nazionale Comuni italiani e dalla Conferenza delle Regioni e quest’anno per la prima volta sostenuta dalla Provincia Regionale di Catania. Una riflessione che parte dall’uomo, che si interroga sulle radici etimologiche delle singole parole, che rimanda continuamente non al “passato”, ma all’origine.“Quid est homo?” provoca Cacciari. Un animale che corrisponde ad alcune caratteristiche, si può rispondere, caratteristiche che possono essere analizzate in termini biologici, medici e così via. E si può affermare che il linguaggio sia la peculiarità principale dell’uomo. Ma questo non è di certo l’unico approccio possibile, è necessario andare “al di là” dei confini, “trasgredire”: “Quando la scienza stabilisce il suo limite, la filosofia deve andare oltre – riflette lo studioso –.  Questo è il ruolo e lo sforzo della filosofia: dissodare, mostrare, indicare e tracciare i percorsi oltre il limite della scienza”. Ed ecco che la domanda iniziale deve necessariamente modificarsi: non più “Che cos’è l’uomo?” ma “Chi sei tu, uomo?”. L’uomo è tempo, è linguaggio che si fa tempo: “La natura non ha tempo, non parla il proprio tempo, l’uomo sì. Grazie al linguaggio l’uomo si fa tempo e le opere hanno valore perché si trasformano e mutano costantemente, proprio perché sono mortali”. Sono queste le premesse che consentono all’illustre filosofo veneziano di far luce sull’umanesimo italiano, troppo a lungo considerato pura erudizione o prologo al razionalismo e all’idealismo. “Ritornare all’umanesimo significa comprenderne il valore e l’importanza, e quindi anche rivendicare la tradizione filosofica italiana”. Significa riscoprire Petrarca, Valla, Alberti, ma anche Botticelli e Giorgione. Significa fare luce sul concetto di “virtus” che è tutt’uno con l’immagine “dell’uomo mai integro, che sempre trasgredisce e che nessuna forma può contenere”.  Significa essere consapevoli del fatto che non al passato l’umanesimo si rivolgeva, ma all’origine: riandare alla classicità ha senso in quanto fonte perpetua della contemporaneità. Una conferenza attenta, puntuale, dal linguaggio tecnico ma senza tecnicismi, che ha incantato ed emozionato l’uditorio. Del resto lo stesso Cacciari l’ha teorizzato: “se il linguaggio fosse solo denotativo non susciterebbe mai passione, non sarebbe mai poetico: la verità deve essere anche poetica”.


CataniaDia: Renato Panvino designato capo Direzione investigativa antimafia di Catania. La Dia di Catania ha giurisdizione anche sulle province di Messina, Ragusa e Siracusa Il funzionario di polizia della Polizia di Stato, 

 Renato Panvino primo dirigente, fino a pochi mesi fa ha diretto il Commissariato di Ps di Taormina. Renato Panvino è nato a Reggio Calabria il 23 luglio 1968, ed è entrato all'Istituto superiore di polizia di Roma nel 1988 per la frequenza del ciclo di studi quadriennale al termine del quale ha conseguito il diploma e il grado di vicecommissario della Polizia di Stato. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza all'ateneo di Messina e la laurea in scienze delle pubbliche amministrazioni all'ateneo di Catania. Nel 1993 è stato assegnato in qualità di dirigente dell'ufficio primo del Compartimento della polizia ferroviara della Calabria-Basilicata-Campania; nel 1994 è stato trasferito all'Ufficio volanti della Questura di Reggio, nel 1995 alla squadra mobile di Reggio Calabria come dirigente dell'Ufficio furti e rapine-prostituzione e pedofilia. Nel 1999 è stato nominato dirigente del commissariato di Cittanova, nel 2000 del commissariato di Condofuri Marina e nel 2001 è stato trasferito alla squadra mobile reggina dove diretto la sezione Catturandi. Nel 2007 è stato nominato vicedirigente della Mobile e dirigente della sezione criminalità organizzata con competenza provinciale. Nel corso della carriera ha partecipato alla cattura di oltre 40 latitanti ricercati a vario titolo per reati di mafia Nel 2006 ha ricevuto dall'associazione antimafia "Riferimenti" il premio Gerbera Gialla, e nel 2009 gli è stato conferito il premio "Saetta-Livatino". Nel 2009 Panvino è stato inviato in Venezuela in qualità di docente esperto di indagini riguardanti i sequestri di persona, riservato agli ufficiali della polizia locale ed a quelli appartenenti ai servizi di informazione.


AEROPORTO CATANIA Mancini confermato presidente Sac

Catania – Gaetano Mancini è stato confermato alla presidenza della Sac. L'assemblea dei soci della SAC Società aeroporto di Catania ha rinnovato il proprio CDA che, per effetto di una norma del proprio statuto, risultava decaduto, lo scorso 18 agosto, in seguito alla morte di uno dei suoi consiglieri, Ugo Colajanni, rappresentante della Camera di commercio di Siracusa e vicepresidente del CDA.  L'assemblea dei soci, composta da Camera di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa, Province di Catania e Siracusa e Consorzio Asi di Catania, ha riconfermato in qualità di presidente della SAC Gaetano Mancini, già in carica dal dicembre del 2007, e lo ha nominato amministratore delegato. Con Mancini sono stati nuovamente nominati: Giovanni Arena, Alfio D'Urso e Giovanni Gulino, eletto vice presidente. I presidenti delle Province di Catania, Giuseppe Castiglione, e Siracusa, Nicola Bono sono entrati a far parte del Cda della Sac.  Salvatore Bonura e Fabio Moschella rappresentano rispettivamente la Camera di Commercio di Catania e di Siracusa.


 

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