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Francesco Renga
a Catania
firma petizione LAV contro gabbie galline ovaiole

Catania
- Il cantante
Francesco Renga a Catania
ha
accolto l’appello dei
volontari della LAV ed ha firmato la petizione contro le gabbie
in batteria per l’allevamento delle galline ovaiole. Il cantautore ha
incontrato, nei giorni scorsi, alcune attiviste della LAV che in via
Etnea stavano raccogliendo le firme contro l’allevamento in batteria
delle galline ovaiole ed ha sottoscritto la petizione animalista.
L’iniziativa della LAV, partita lo scorso week-end, mira a
sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sulle condizioni disumane
inflitte a 400 milioni di animali. Sabato 15 e domenica 16 marzo
i volontari LAV della Sicilia sono in piazza a Palermo, Catania,
Caltanissetta, Messina, Siracusa e Pachino per chiedere, con una
petizione rivolta al nuovo Governo italiano, che venga confermata la
data del 1° gennaio 2012 per la messa al bando delle gabbie di batteria
per le galline destinate alla produzione di uova, secondo quanto già
stabilito da una Direttiva UE approvata nel 1999. “Più di 400 milioni di
galline ovaiole in Europa vivono rinchiuse in gabbie di batteria –
affermano i dirigenti della LAV - grandi meno di un foglio A4,
senza alcuna possibilità di muoversi, sottoposte ad una vita innaturale.
Grazie ad una storica campagna, la LAV ha ottenuto il bando europeo di
queste gabbie a partire dal 2012, ma ora l’industria avicola tenta di
opporsi o di posticipare il bando”. Il 15 e 16 marzo le sedi LAV della
Sicilia, in contemporanea con altre piazze italiane, si mobilitano per
difendere questa “difficile conquista che finalmente metterà fine ad un
sistema di allevamento intensivo particolarmente crudele”. In
piazza i cittadini potranno firmare la petizione, e riceveranno una
Guida pratica sul sistema di etichettatura delle uova e l’uovo di
cioccolato della LAV (con una donazione minima di 10 euro) realizzato
con ingredienti e sorprese equo e solidali. La LAV chiede una più chiara
indicazione, sulle confezioni di uova, del metodo di allevamento delle
galline, per un’informazione completa e trasparente che ponga il
consumatore nella condizione di scegliere in modo consapevole.
L’etichettatura delle confezioni di uova da galline allevate in
gabbia, infatti, non reca la prevista dicitura chiaramente leggibile
ed in evidenza, e le rappresentazioni grafiche non sono in grado di
mostrare l’effettivo sistema di allevamento delle galline,
ingenerando nel consumatore la convinzione che tali uova derivino da
galline allevate libere e all’aperto. |
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SICILIA |
Sanità
Sicilia
cambia tutto
anche sigle
spariscono le
Ausl
istituite :
ASP
ed
AO
PALERMO -
Cambia tutto nella sanità siciliana, anche le
sigle, spariscono le Ausl e vengono istituite le ASP aziende sanitarie
provinciali e le AO aziende ospedaliere.
Il
disegno di legge per il riordino del servizio sanitario regionale,
approvato dalla giunta di Governo, si propone di mettere il
cittadino al centro del sistema e intende garantire una assistenza
sanitaria efficace, appropriata ed omogenea, partendo dal territorio e
“avvicinando” i servizi sanitari all’utente. DUE DIPARTIMENTI: La
legge prevede una nuova articolazione funzionale dell’assessorato che si
svilupperà non più su cinque dipartimenti bensì su due: il dipartimento
regionale per la pianificazione strategica e il dipartimento regionale
per le attività sanitarie. Con l’entrata in vigore della nuova legge
decadranno i manager e saranno nominati i nuovi direttori generali.
ISTITUZIONE A.S.P. E A.O.: Cesseranno le loro funzioni le attuali
Ausl e le aziende ospedaliere e verranno istituite le ASP (aziende
sanitarie provinciali) e le AO (aziende ospedaliere) che diventeranno
operative con la nomina dei nuovi manager. Il numero delle Aziende
passerà dalle attuali 29 a 17, e poi a 14 con l’accorpamento delle
Aziende Universitarie di Palermo, Catania e Messina con alcune Aziende
Ospedaliere dei tre capoluoghi. ORGANIZZAZIONE: Ciascuna A.S.P.
assicura l’assistenza sanitaria attraverso le attività ospedaliere (con
i presidi ospedalieri) e le attività territoriali (con i PTA, punti
territoriali di assistenza), con l’obiettivo di garantire in modo
omogeneo su tutto il territorio regionale la capillare e appropriata
copertura di servizi sanitari, assicurando dunque la piena integrazione
territorio-ospedali, e riducendo così l’incidenza di ricoveri
ospedalieri inappropriati che sono la principale causa del deficit
sanitario della Sicilia. Previste integrazioni fra servizi sanitari e
servizi sociali con riferimento agli interventi in favore di portatori
di handicap, anziani, minori e le loro famiglie. BACINI: Vengono
previsti due bacini di riferimento: quello della Sicilia Occidentale
riferito alle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani e
quello della Sicilia Orientale, riferito alle province di Catania,
Messina, Siracusa, Ragusa ed Enna. In ciascun bacino è costituito un
comitato composto dai direttori generali delle ASP, delle AO e delle
Aziende ospedaliero-universitarie. EMERGENZA – URGENZA: Il
sistema, che mantiene l’articolazione in “sistema territoriale di
emergenza” e “sistema ospedaliero”, avrà una centrale operativa del 118
all’interno di ciascuno dei due grandi bacini regionali dotata di
risorse tecnologiche e professionali. E’ prevista anche l’istituzione di
un comitato regionale per l’emergenza-urgenza e sarà individuato un
referente del 118 all’interno di ciascuna ASP. SERVIZI IN RETE:
Le Aziende sanitarie opereranno in rete al fine di garantire, attraverso
il sistema telematico, il collegamento e il coordinamento delle funzioni
socio-sanitarie ed assistenziali per assicurare al cittadino l’appropriatezza
dell’intero percorso di accoglienza. SISTEMA DEI CONTROLLI: Viene
delineato un efficace sistema di controlli che mira a verificare
l’adeguatezza dell’azione svolta dai manager rispetto agli indirizzi
programmatici del piano sanitario e dei piani attuativi. In particolare
le Aziende devono verificare la qualità, la congruità e l’appropriatezza
delle prestazioni, dei tassi di occupazione dei posti letto e dei
livelli di utilizzazione delle dotazioni tecnologiche e attivano altresì
le procedure di “governo clinico” anche per contenere il “rischio
clinico” connesso all’espletamento delle funzioni sanitarie. E’ anche
previsto il controllo del decoro ambientale e delle condizioni
igienico-sanitarie delle strutture sulla base di precisi parametri. Sul
sistema dei controlli vigilerà costantemente l’Assessorato alla Sanità
con un apposito ufficio. L’assessorato regionale determinerà la
distribuzione delle risorse finanziarie disponibili alle varie aziende
tenuto conto dei fabbisogni e dei programmi interaziendali di
razionalizzazione e qualificazione dell’offerta; DIVIETO DI
CONSULENZE: E’ previsto il divieto per le Aziende di affidare
l’espletamento di funzioni proprie attraverso appalti di servizi. In
particolare saranno vietate le consulenze esterne, ammesse solo in caso
di comprovata necessità “previo provvedimento adeguatamente motivato da
sottoporre alla preventiva approvazione dell’assessorato alla Sanità e
da comunicare successivamente alla Corte dei Conti”. CONSULTA:
Sarà istituita la consulta regionale della sanità che avrà compiti di
consulenza sanitaria su questioni di interesse diffuso e della quale
faranno parte anche rappresentanti dei collegi e degli ordini
professionali, di associazioni di volontariato e di associazioni
sindacali del settore sociosanitario. LIQUIDAZIONE: Saranno poste
in liquidazione le Fondazioni “Gesualdo Clementi” di Catania, “Saverio
D’Aquino” di Messina e “Michele Gerbasi” di Palermo: il piano sanitario
individuerà i soggetti a cui attribuire le loro funzioni. La Giunta
regionale di governo ha anche approvato un atto di indirizzo
riguardante il “Programma di sviluppo del servizio sanitario regionale”
con cui le politiche di investimento nel settore sanitario sono
considerate priorità trasversali per l’impegno di spesa dei fondi
europei 2007-2013 la cui programmazione non sia stata ancora stabilita.
L’obiettivo è quello di imprimere un forte sviluppo alla sanità, una
filiera capace di generare anche un nuovo processo economico virtuoso.
Garibaldi
a Catania assorbe
Cannizzaro: Regione
taglia numero Ausl
da 29 a 14
Palermo - Restano
9 le
aziende ospedaliere delle rispettive province. Le aziende ospedaliere,
che attualmente sono 17, diventeranno due: una a Palermo (l'Arnas Civico
alla quale viene accorpato il presidio ospedaliero Ingrassia) e l'altra
a Catania (unificazione dell'Arnas Garibaldi e dell'azienda ospedaliera
Cannizzaro). I Policlinici di Palermo, Catania e Messina si
integreranno, sulla base di protocolli d'intesa, con le rimanenti
aziende ospedaliere delle tre città. “Il piano per la nuova rete
ospedaliera siciliana rappresenta una vera svolta nel sistema sanitario
regionale”. E’ quanto ha assicurato l’assessore regionale alla
Sanità, Massimo Russo , dopo l’approvazione in giunta dello schema di
decreto che ha come titolo “Rimodulazione della rete ospedaliera e
riordino della rete territoriale”. L’approvazione è avvenuta in nottata,
dopo oltre due ore di seduta. Il provvedimento, in estrema sintesi,
prevede un corposo taglio del numero delle Aziende che passano da 29 a
14. Prevista la riduzione di 5.000 posti letto per acuti tra pubblico e
privato con la riconversione di circa 3.000 posti per lunga degenza e
riabilitazione. Il riordino della rete territoriale assicurerà servizi
efficaci, opportunamente distribuiti sul territorio e rispondenti alla
continuità assistenziale. Saranno istituiti i PTA (presidi territoriali
di assistenza), attivi giorno e notte, collegati con i Comuni, superando
così l’attuale suddivisione in distretti delle Ausl. “Lavoriamo a questo
piano da alcuni mesi – ha aggiunto Russo – e mi sembra doveroso
ringraziare tutti quelli che hanno fornito un contributo, facendo sì che
questo provvedimento sia il frutto di una perfetta integrazione fra
diverse esperienze”.
In sintesi le linee
guida dello schema di decreto, riguardante la riqualificazione della
rete ospedaliera siciliana, approvato la notte scorsa dalla Giunta
regionale di Governo. Le nove Ausl risulteranno definite nel seguente
modo:
AUSL 1
derivante dalla
unificazione dell’Ausl
1 e dalle Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio di Agrigento e Azienda
Ospedaliera di Sciacca;
AUSL 2,
derivante dalla
unificazione dell’Ausl
2 e dalle Azienda Ospedaliera
Sant’Elia
di Caltanissetta e Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele di Gela;
AUSL 3
derivante dalla
unificazione dell’Ausl
3 e dall’Azienda Ospedaliera Gravina di Caltagirone;
AUSL 4
derivante dalla
unificazione dell’Ausl
4 e dall’Azienda Ospedaliera Umberto I di Enna;
AUSL 5
di Messina;
AUSL 6
di Palermo; AUSL 7
derivante dalla
unificazione dell’Ausl
7 e dall’Azienda Ospedaliera OMPA di Ragusa;
AUSL 8
derivante dalla
unificazione dell’Ausl
8 e dall’Azienda Ospedaliera Umberto I di Siracusa;
AUSL 9 derivante
dalla
unificazione dell’Ausl
9 e dall’Azienda Ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani,
Saranno due le aziende
ospedaliere autonome che assicureranno fasce di prestazioni di più
alto livello assistenziale sulla base di tecnologie più avanzate. Esse
opereranno all’interno delle due aree metropolitane di Palermo e Catania
come di seguito specificato:
Azienda Ospedaliera ARNAS Civico
a cui viene accorpato il Presidio Ospedaliero
Ingrassia;
Azienda Ospedaliera ARNAS Garibaldi,
derivante dalla unificazione dell’ARNAS
Garibaldi e dall’Azienda Ospedaliera Cannizzaro;
Sono
previste anche tre aziende miste universitario-ospedaliere a
Palermo, Catania e Messina che, fermo restando l’autonomia didattica e
di ricerca delle università, per assicurare maggiore efficienza ed
efficacia delle attività assistenziali, dovranno accorpare i rispettivi
Policlinici con alcune locali aziende ospedaliere. Per la creazione
delle aziende ospedaliero-universitarie sarà necessario un protocollo
d’intesa con le Università. Le tre Aziende Ospedaliero-
Universitarie saranno: Azienda Ospedaliero- Universitaria
derivante dalla unificazione del Policlinico Universitario di Palermo
con l’Azienda Ospedaliera Villa Sofia e con la Azienda Ospedaliera V.
Cervello; Azienda Ospedaliera- Universitaria derivante dalla
unificazione delle esistenti Aziende Ospedaliera Universitaria e
Ospedaliera Vittorio Emanuele integrata con l’Università di Catania;
Azienda Ospedaliero- Universitaria derivante dalla unificazione del
Policlinico Universitario di Messina con l’Azienda Ospedaliera Papardo e
con la Azienda Ospedaliera Piemonte.La
nuova rete territoriale assicurerà servizi efficaci, opportunamente
distribuiti sul territorio e rispondenti alla continuità assistenziale e
alla cura delle fragilità (anziani, malati cronici, disabili, etc). L’organizzazione
dei servizi territoriali delle Aziende USL prevede l’istituzione nel
territorio dei Presidi Territoriali di
Assistenza (PTA) che costituiscono il Punto Unico di Accesso
alla rete dei servizi, dotati di Centro Unico di Prenotazioni (CUP),
attivi nelle 24 ore, collegati in modo capillare con i singoli comuni,
superando l’attuale suddivisione in distretti delle Aziende USL. Questi
presidi dovranno svolgere i seguenti servizi: Servizio
di accoglienza; Servizi sanitari di base e
specialistici; Servizi sociosanitari integrati con le prestazioni
sociali, con funzioni di presa in carico,
valutazione multidisciplinare e formulazione del piano personalizzato di
assistenza, attraverso la integrazione professionale di operatori
appartenenti alle ASL e ai Comuni;
Servizi a favore dei minori e delle famiglie con problemi sociosanitari
e sociali. Per
l’accoglienza e la presa in carico finalizzata all’accompagnamento della
persona tra i diversi nodi della rete, garantendo il rispetto dei
Livelli essenziali di assistenza sanitaria, sociosanitaria (LEA) e
sociale (LIVEAS), nel PTA dovranno essere espletate: cure
primarie in cui le UTAP ( Unità Territoriali di Assistenza Primaria)
svolgono importante funzione di continuità assistenziale (assistenza
notturna e/o a chiamata) e supporto alla lungo assistenza; cure
domiciliari, realizzate all’interno delle cure primarie con diversa
intensità: prestazioni
di diagnostica specialistica, con ambulatori attrezzati anche per la
piccola chirurgia di emergenza;
attività
degenziali di bassa e media complessità
clinica, da realizzarsi tramite la riconversione di posti letto
ospedalieri in RSA, Cure riabilitative e Presidi di lungo assistenza per
patologie croniche, nonché posti semiresidenziali da adibire a centri
diurni (es: per malati
alzheimer, disabili,
etc);
continuità
assistenziale 24/24 h, per la medicina generale, favorendo le
associazioni dei medici tramite la medicina di gruppo, le UTAP e i
supporti previsti dalla Convenzione sulla medicina generale, Nei
PTA dovranno essere
garantiti spazi per ambulatori e attività residenziali e
semiresidenziali e saranno allocati anche i servizi di Salute mentale, i
SERT, Uffici del Dipartimento di Prevenzione.
Il
provvedimento, che dovrà adesso passare al vaglio dell’Assemblea
regionale, fa parte integrante del Piano di rientro: entro domani verrà
trasmesso al ministero della Salute che dovrà esaminarlo insieme agli
altri provvedimenti già assunti nei giorni scorsi per poi decidere sulla
validazione entro la metà di ottobre. L’assessore Russo illustrerà il
piano anche alle sigle sindacali.
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Ordine
Farmacisti diffida assessorato regionale sanità:21
farmacie da assegnare a Catania

sito FEDERAZIONE ORDINI FARMACISTI
ITALIANI
Roma - Otto anni di ritardi ingiustificabili, il sistema
farmacia di un'intera regione messo in crisi dalla burocrazia e dal
lassismo: è addirittura dal 27 giugno del 2000 che, nella provincia di
Catania, non viene espletato il concorso per l'assegnazione di numerose
nuove sedi farmaceutiche (21, per la precisione). Di qui la decisione
della Fofi, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, di
presentare un atto di diffida nei confronti dell'Assessorato alla Sanità
della Regione Sicilia. Nella provincia di Catania le farmacie esistenti
sono attualmente 274. Il bando del 2000, come previsto dalla legge,
avrebbe dovuto appunto sviluppare la procedura concorsuale per
l'assegnazione di ventuno nuove sedi. Ma tutto è fermo: quasi otto anni
non sono evidentemente bastati a redigere i quiz necessari per il
corretto svolgimento del concorso. Di fronte a una situazione così
gravemente incancrenita, a fine marzo la F.O.F.I. ha detto basta: la
notifica della diffida concede solo trenta giorni all'Assessorato per
riattivare le procedure previste. Lla Federazione può impugnare davanti
al Tar competente (in questo caso, quello di Palermo) un eventuale
quanto probabile silenzio-inadempimento, chiedendo la nomina di un
commissario ad acta che riavvii rapidamente l'iter bloccato da quasi
otto anni. Il Segretario della Fofi Maurizio Pace, Presidente
dell’Ordine di Agrigento, e i Presidenti degli Ordini delle altre otto
province siciliane esprimono piena soddisfazione per l’avvio della
procedura deciso dalla Fofi, auspicando il superamento dell’inerzia
regionale e l’approdo a concrete assegnazioni. Va ricordato che è
attraverso la procedura concorsuale per le assegnazioni che il servizio
farmaceutico viene organizzato in modo stabile ed efficace sull'intero
territorio italiano, secondo un principio fondamentale della nostra
legislazione, valido anche per le regioni a statuto speciale quali
appunto la Sicilia. In questa regione sono sessantasei le nuove sedi
farmaceutiche da assegnare, a fronte di qualcosa come novemila domande
circa. E la situazione siciliana non è purtroppo isolata. Burocrazia,
rinvii, ritardi bloccano in numerose realtà lo sviluppo del servizio
farmaceutico proprio in una delicata fase storica come quella che i
farmacisti italiani stanno affrontando con grande determinazione:
battendosi affinché la distribuzione di un bene indispensabile per la
salute, quale è appunto il farmaco, avvenga attraverso canali
consolidati nell'efficienza e nella sicurezza, all'interno di un sistema
(oggi, in Italia esiste già una farmacia ogni 3476 abitanti, in perfetta
media con il trend europeo) che preveda - dove necessario - l'apertura
di nuovi punti di riferimento per il cittadino. Di qui l’iniziativa che
la Fofi è intenzionata ad allargare all’intera realtà del Paese. |
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SPAZIO
PER
INFORMAZIONI CONTATTA:
ilapera@infinito.it |
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