L'INFORMATORE DI SICILIA - GIORNALE D'INFORMAZIONE INDIPENDENTE - FONDATO E DIRETTO DA IGNAZIO LA PERA - PER CONTATTARE LA  REDAZIONE SCRIVETE  A : ilapera@infinito.it - SULL'INFORMATORE UNA PAGINA E' DEDICATA ALLE NOTIZIE DI ULTIM'ORA

NOTIZIE

ULTIM'ORA

NOTIZIE DA

©  REGIONE
©  CATANIA

©  PALERMO

©  SIRACUSA
©  LENTINI

- Storia

 - Museo

- Farmacie

- Numeri utili

©  CARLENTINI

©  FRANCOFONTE

RUBRICHE

Ain politica
©  SPORT
©  ANNUNCI
©  EVENTI
©  CONCORSI
©  SEGNALAZIONI
©  INTERNET
©  VOLONTARIATO
©  ZODIACO
©  RICETTE

Mentre scrivo la Chiesa di Sant’Alfio si sta riempiendo di gente che assisterà ai funerali del dottor Giuseppe La Pira . Ci sarà gran parte della città, alla messa ed al corteo. E molti dei presenti rivolgeranno a lui l’ultimo saluto chiamandolo Pippo e non Giuseppe. Mi dispiace non esserci. Dal punto di vista personale non avrei nessun obbligo, ma come cittadino lentinese mi sento molto in debito con lui. Ha dato molto alla Città. È stato protagonista di molti momenti importanti per Lentini ed al centro di situazioni cruciali: il Centro Studi, il Premio Lentini, la FUCI, l’Archeo Club. Ma personalmente gli sono molto grato per quello che di questa Città ha osservato, ha raccontato, ha divulgato. Per avere raccontato e fatto conoscere, anche alle generazioni che sono venute dopo ed a coloro che non avevano avuto l’opportunità di frequentarli, personaggi come Monsignor La Rosa, Alfio Sgalambro, Carlo Lo Presti. Fu in contatto, spesso anche amico e talvolta collaborò, con tutti i personaggi che dal dopoguerra all’altro ieri hanno avuto ruoli importanti nella città. Ma scrisse di pochi (almeno rispetto a quelli che conobbe): è evidentissimo che sceglieva di chi parlare. E la sua selezione era piuttosto chiara: parlava solo di chi amava Lentini e per essa si era impegnato tutta la vita. Perché era a questo che credeva più di ogni altra cosa: che erano apprezzabili e degni di stima e di rispetto i cittadini che vedevano la loro Città come l’anziana madre da accudire, da rispettare, da amare, da abbellire, da valorizzare. Perché lui, Pippo La Pira, era così. Un grande Maestro di amore filiale per Lentini. Spero ci sia qualcuno in grado di raccontarcelo, di farcelo conoscere, di parlarci della sua struggente lentinesità come lui ha fatto egregiamente per tanti anni per gli altri.    Guglielmo Tocco

 


NOTIZIE ULTIM'ORA 24 ORE SU 24


  LENTINI


Saracinesca abbassata….. 

di Gugliemo Tocco


 

 leggi precedente

Un grazie e tanti auguri a Luigi Lo Re

di Guglielmo Tocco

Lentini - Da qualche giorno in via Garibaldi c’è un negozio in meno. Lo studio fotografico di Luigi Lo Re . Per molti è successo “solo” questo. Un negozio (io continuo a chiamarlo così, ma sbaglio: da noi il negozio di un fotografo è uno “studio”) che ha cessato l’attività. Fisiologico. Ma per tanti, tantissimi altri, quello che non c’è più era un luogo importante: luogo di incontro, di appuntamenti, di ricordi. Per tanti dire “vediamoci da Lo Re” era come dire “vediamoci alla villa” o “vediamoci a tale bar”. E non da qualche anno, ma da quarantacinque anni a questa parte. Un’istituzione, come si dice. Agli inizi fu “Lorelan”, dove la Lan stava per Lanteri, il noto Franco, anche lui apprezzato ed amato da tutti i lentinesi. In quegli anni le macchine fotografiche non erano molto diffuse, così i due giovani fotografi (entrambi cresciuti alla scuola del mitico Orazio Cimino) venivano chiamati ad immortalare tutti i momenti pubblici e privati di una certa importanza. Anche molti giornalisti si rivolgevano a loro. Mi viene in mente una loro splendida fotografia degli scontri tra polizia e braccianti nel famoso sciopero del dicembre 1966, pubblicata sulla prima pagina del Corriere di Sicilia a corredo di un magistrale articolo di Carlo Lo Presti. Già da allora lo studio era punto di incontro dei giovani più in vista di Lentini. Da osservatore, più che da frequentatore, mi ricordo di alcuni personaggi che colpivano la fantasia di noi più giovani: Pippo ed Elio Cardillo, il cantante Nuccio Vilona, in arte Tony Vilon, l’irresistibile Pippo Saccà (chissà dove si trova). Quando i due amici si separarono e lo studio di fronte alla villa Gorgia rimase al solo Lo Re, l’aspetto - diciamo così – sociale del negozio si accentuò. Il carattere dolce, il perenne sorriso, l’inimitabile e bonaria ironia di Luigi per oltre tre decenni ha attratto molti appassionati di fotografia (dal prof. Emilio Mirisola all’ing. Franco Vacanti, al prof. Mario Cormaci) ma anche molti politici di sinistra (Luigi Boggio, Armando Anzaldo, Pippo Moncada, Santo Ragazzi, Ferdinando Leonzio, …) e personaggi un po’ strani. Credo che non ci sia lentinese che non abbia notato, almeno una volta, davanti al negozio, ora un gruppo ora un altro di persone intente a discutere animatamente di problemi, idee, soluzioni, speranze e delusioni riguardanti la città. Tra le tante, una presenza quasi fissa, quella di Enzo Ferraro, e con lui sempre qualcuno della sua compagnia (Cavalieri, Polopoli ecc.). Luigi Lo Re ha “chiuso bottega” mentre è ancora in splendida forma. E gli auguriamo ottima vita anche da pensionato. Ma mentre lui conserva il suo sorriso sornione, quella saracinesca abbassata genera un po’ di tristezza e molta nostalgia. Ma c’è ancora qualcosa da dire: situazioni di questo tipo non nascono per caso. Nascono quando da parte del padrone di casa c’è disponibilità, socialità, vocazione ai rapporti umani. Ma, soprattutto, quando questi ha la consapevolezza che mettere un “posto” a disposizione, direi, della città è un modo molto efficace di aggiungere qualcosa alla propria comunità. Credo sia sempre così. Che sia stato così per Luigi Lo Re ne sono più che certo. C’è un modo per dirgli grazie. Nel giro di un paio di settimane organizzeremo un incontro pubblico in un locale da definire (quanto ci manchi, Antico Lavatoio!) durante il quale consegneremo a Luigi una pergamena con le firme di tutti i presenti. Sarà anche una bellissima occasione per raccontare coralmente quarant’anni di storia lentinese così com’è stata vista da quel particolare punto d’osservazione. Chi vuole aderire, può farlo attraverso il giornale o il sito in cui legge queste righe. Guglielmo Tocco

Fondazione Pisano diventa "onlus..." rispetto "volere testamentario"     di Guglielmo Tocco

Il Consiglio Comunale di Lentini si è per deliberare, tra l’altro, anche lo statuto e poi il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Pisano. Non so chi sarà chiamato a farne parte. Speriamo vada tutto bene e che presto la Fondazione riprenda la sua attività. Da cittadino lentinese, però, spererei che i nuovi amministratori facessero “qualcosina” di più per fare conoscere, ricordare e onorare la persona che lasciò tutti i suoi beni al Comune di Lentini perché le rendite di tali beni fossero destinate a borse di studio per gli studenti bisognosi e meritevoli della Città. Penso ad un librettino, ad un documentario, all’intestazione di una via cittadina o di una scuola, all’erezione di una statua o ad una targa in marmo nell’androne del Comune. I confronti sono sempre incongrui, irrispettosi, crudeli, ma, credete che l’ing. Vincenzo Pisano abbia fatto per questa Città molto meno di un rispettabilissimo preside a cui è intestata una scuola cittadina o di un giovane caduto in Iraq, o di uno studioso di statistica a cui è intestata una via? Non ho nulla  da opinare sulle scelte che ho citato e su tante altre che non cito, ma mi chiedo perché non considerare l’ing. Vincenzo Pisano degno della stessa attenzione. Tra l’altro, onorando lui come merita, automaticamente si onorerebbe il gesto: quello di donare qualcosa alla propria Città.  E questo, teoricamente, potrebbe rappresentare motivo di emulazione da parte di altri. Non posso pensare e non penso affatto che il problema sia proprio questo: che la cultura del “dare” alla propria città strida troppo e, quindi, evidenzi oltre il desiderato la cultura del “prendere” dalla città molto in voga di questi tempi. L’ing. Vincenzo Pisano nacque a Lentini nel 1876. Emigrò a 16 anni, dopo un’infanzia durissima.  Per mantenersi agli studi fece innumerevoli disparati mestieri. Si laureò in ingegneria ferroviaria ed iniziò la sua carriera come funzionario del Ministero dei Trasporti. Gradino dopo gradino diventò capo del dipartimento dei trasporti e Direttore Generale dei Trasporti. Nel 1968, a 92 anni e pochi mesi prima di morire, redasse a Nervi il testamento che tra l’altro diceva: “… lascio il patrimonio e la rendita del mio patrimonio, costituito dagli immobili di via Capoluogo, n. 32, 34, 36 con relativi terreni, per erogazione di borse di studio a studenti meritevoli e bisognosi delle classi superiori.”     

                        GUGLIELMO TOCCO

 

Il comitato Antico Lavatoio, avendo preso atto, con soddisfazione, che l'Amministrazione Comunale sta facendo tutti i passi necessari per la ricostruzione dell'Antico Lavatoio di via Focea e dell'Auditorium annesso, non ritiene opportuno dare vita ad iniziative atte ad esercitare pressione sul Comune e sulla cittadinanza. Ma non vuole correre il rischio che, parlandone poco, si produca l'effetto opposto, cioè quello di lasciare credere che il problema non sia urgente e importante per la Città. Ha pensato, pertanto, di dare vita ad una serie di iniziative culturali ed artistiche da svolgersi da novembre a giugno proprio per evidenziare quanto sia necessario per la città un luogo di incontro. La serie di iniziative si chiama "Oggi qui, domani là: eventi itineranti in attesa del lavatoio". Il primo appuntamento è per il 9 novembre presso il Liceo Classico, gli altri in luoghi sempre diversi della città. Guglielmo Tocco

 

 

informatoredisicilia.it

informatoredisicilia.eu

                 

 

 

NECROLOGI

 

 

SPAZIO   INFORMAZIONI CONTATTA:

ilapera@infinito.it

 
 

 I SANTI    

 

 

 

PREVISIONI  TEMPO