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Salvo Barbagallo 

Catania – Evaso dai domiciliari, CC preso, Ordine Carcerazione. I Carabinieri della Stazione di Catania Nesima hanno arrestato Gaetano ZITELLO, 46enne, già noto, catanese, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania. Il personaggio dovrà scontare la pena residua di 6 mesi di reclusione poiché riconosciuto colpevole del reato di evasione dagli arresti domiciliari. L’arrestato è stato tradotto presso il Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea.

Catania -  Evaso dai domiciliari arrestato da CC. I Carabinieri della Compagnia di Catania Fontanarossa hanno arrestato  il già noto Mario DONATO, 40enne, catanese, per evasione dagli arresti domiciliari. Il personaggio ieri sera, benché sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, è stato riconosciuto e bloccato dai militari in viale Moncada mentre si allontanava dalla propria abitazione senza alcun giustificato motivo, violando così gli obblighi cui era sottoposto. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato trattenuto presso una camera di sicurezza dell’’Arma in attesa di essere giudicato con Rito Direttissimo.

Catania  - Agenti dell’UPGSP hanno ammanettato Giovanni BELFIORE 35enne per inosservanza degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale di P.S., con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Un  equipaggio moto montato, durante l’espletamento di servizio di controllo del territorio, mentre percorreva Via Benanti, ha notato 4 individui dialogare tra di loro. L’immediato controllo dei soggetti ha permesso ai tutori dell’ordine di accertare che un soggetto, identificato per  Belfiore, risultava essere sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S., mentre gli altri tre risultavano avere precedenti penali. Per quanto sopra il Belfiore è stato dichiarato in arresto e su disposizione del P.M. associato presso le Camere di Sicurezza in attesa del giudizio per direttissima. 

Acicatena  CT  - CC manette domiciliari per 37enne, Ordine  Carcerazione.  I Carabinieri della Stazione di Acicatena hanno arrestato Rosario TORRISI, 37enne, già noto, di quel centro, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania.  Il soggetto dovrà scontare la pena di 2 mesi e 10 giorni di reclusione per aver rubato una Fiat Panda. Il  reato è stato commesso il 26 ottobre 2010 ad Aci Castello. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato accompagnato presso la propria abitazione e sottoposto alla detenzione domiciliare.

Catania 2 ladri rumeni presi in azione, 1 minorenne, affidato ai genitori. Agenti dell’U.P.G.S.P. hanno ammanettato il rumeno Sandel Marcel NICOTRA 22enne per furto aggravato in concorso. La  Centrale Operativa, alle ore 1:40 circa, ha diramato una nota di “furto in atto” presso un ristorante del Centro storico da parte di due individui (uno dei quali si trovava sul balcone del primo piano – per poi calarsi all’interno - dopo essersi  arrampicato sulla facciata). Le Volanti intervenute sul posto hanno circondato l’edificio e bloccato il complice il quale era rimasto a fare da “palo” in compagnia di un cane meticcio. Alcuni poliziotti si sono quindi introdotti nel locale alla ricerca dell’altro malfattore che è stato scovato nella cappa della cucina dove si era nascosto. Il maldestro è stato immediatamente perquisito e trovato in possesso di tutto il denaro che si trovava nella cassa, precisamente 97 euro.  I 2 sono stati accompagnati in Questura: su disposizione dell’A.G. : NICOTRA è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa del processo per direttissima. Il complice, poiché minorenne, è stato riaffidato ai genitori.

Catania - 5 rapinatori sparano a titolare bar Librino, ferito a gamba, arraffati 2000€. I  carabinieri indagano sull’efferato colpo compiuto di sera alle 22.30 un bar nel quartiere  Librino, in viale Bummacaro. I 5 malviventi hanno fatto irruzione, armati di pistole e con il volto travisato, ed hanno esploso con un colpo di pistola ad una gamba del titolare che aveva tentato di reagire alla rapina. Il commerciante, con un legno, avrebbe cercato di colpire uno dei rapinatori.  Il ferito malcapitato è stato ricoverato nell'ospedale Vittorio Emanuele, dove i sanitari ritengono che le condizioni non siano gravi.

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Polfer blocca 5 romeni, furto cavi elettrici Ferrovia, parenti ostacolano arresti


ultimo aggiornamento  

 

 

CataniaPolfer blocca 5 romeni, furto cavi elettrici Ferrovia, parenti ostacolano arresti. Poliziotti della Sezione Polizia Ferroviaria di Catania hanno condotto una brillante operazione finalizzata al contrasto del fenomeno dei furti di rame. Si tratta di 5 rumeni identificati per Iulian COSTEA  19enne, Elias Marian  STOICA 21enne, Vasile POPISTICA 43enne,  Marius HANGALET  20enne e Florin CRETU  22enne. I tutori dell’ordine, nell’ambito dei servizi predisposti per fronteggiare l’aumento dei furti di rame,  effettuava un lungo servizio di appostamento nei pressi di un sito già in uso alle FF.SS. L’attesa ha dato agli agenti il risultato ipotizzato: intorno alle ore 11,00 sono stati notati intenti a  sguainare dei fili di rame, alcuni cittadini di nazionalità rumena. I malviventi, con un modus operandi evidentemente consolidato dalla prassi, hanno agito come una catena di montaggio. 2, dopo aver sguainato e  bruciato il rame per privarlo della guaina di gomma, l’hanno trasportavano in un piazzale adiacente luogo in cui si trovavano gli altri 3 complici che avevano il compito di sezionarlo con l’utilizzo di un seghetto e delle forbici. Il rame ridotto in spezzoni veniva successivamente deposto in grossi borsoni, pronto per essere condotto al ricettatore. I poliziotti a questo punto, sono entrati in azione procedendo all’arresto dei 5 rumeni identificati per Iulian COSTEA, Elias Marian  STOICA, Vasile POPISTICA,  Marius HANGALET  e Florin CRETU. L’ipotesi di reato contestato ai rumeni è quello previsto dall’art 648 bis del Codice di Procedura Penale, ovvero le azioni finalizzate ad ostacolare l’identificazione dei beni trafugati. Il rame di cui il quintetto era in possesso veniva quantificato in circa 500 Kg. già “pulito”, visto che era sprovvisto della guaina e pronto per la vendita. Lo sguainamento del rame è un operazione effettuata dai malviventi finalizzata a rendere difficoltosa l’identificazione del proprietario, ma in questo caso l’operazione è stata inutile poiché il cavo del rame in uso alla Ferrovia è di un particolare calibro ed  è già stato riconosciuto dai dirigenti delle FF.SS. Le procedure di trasferimento dei soggetti e del materiare rinvenuto dal luogo dove si era accertata la commissione del reato, agli Uffici Polfer è stata ostacolata dalla molteplice presenza di donne e bambini che insorgevano contro gli operatori Polfer.Pertanto è stato necessario l’ausilio di alcune Volanti che hanno dato man forte ai poliziotti in servizio presso Piazza Papa Giovanni XXIII.  Il P.M. di turno, Dott.ssa Lina Trovato, avvisata dell’avvenuto arresto, ha disposto che i cinque fossero associati presso la locale Casa Circondariale, a sua disposizione. Gli investigatori hanno anche accertato che  Florin CRETU risulta contravventore al decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Catania ed a lui notificato nel Maggio del 2012 e per questo deferito nuovamente  all’A.G. Gli agenti, fino a tarda serata hanno svolto ulteriori accertamenti finalizzati alla ricerca di eventuali altri complici. L’operazione si aggiunge a quella del 15 febbraio quando il personale della Polizia Ferroviaria ammanettò un bulgaro che, invece di rimanere nella sua abitazione in regime degli arresti domiciliari, andava in giro per la città trasportando materiale ferroso di provenienza illecita. L’Ufficio Polfer di Catania ha tenuto a precisare che ulteriori controlli e pattugliamenti saranno svolti nei giorni a seguire per tentare di contrastare in modo adeguato il fenomeno.

 

Catania - Sgominata gang pronta per rapina 6 fermi. Le manette sono scattate per : Alfio MAUGERI, 34enne, residente ad Acireale, già noto per reati contro il patrimonio e droga, Marco MUSMECI, 20enne, residente ad Acireale, già noto in materia di stupefacenti, Alfio Orazio PAPPALARDO, 26enne, residente a Riposto, già noto per reati contro il patrimonio, Francesco PATANE’, 32enne, residente ad Acireale, già noto per reati contro il patrimonio e droga; era anche agli arresti domiciliari per altro reato, Alessandro MURABITO, 35enne, residente ad Acicatena, Gianluca ROVITO, 29enne, residente ad Acicatena, già noto per reati contro il patrimonio e droga. I passamontagna già calzati, le armi in pugno, le bombole di gas, il sigillante e la miccia: tutto il materiale sequestrato dimostra inequivocabilmente che i cinque giovani sorpresi in un Fiat Fiorino, a circa 1000 metri da un supermercato dotato di cassa continua, stavano per assaltare un esercizio commerciale di Santa Venerina (CT). Gli investigatori ritengono che il gruppo avesse l’intento di rapinare non soltanto il denaro contenuto nelle casse, ma anche  quello custodito nella cassaforte, facendola saltare con la nota tecnica dell’acetilene. Un sesto complice è stato arrestato poco distante a bordo di autovettura “pulita” che doveva servire per la fuga. Questo in sintesi l’esito di una operazione della Squadra di P.G. del Compartimento della Polizia Stradale di Catania portata a termine sabato scorso, con la preziosa collaborazione dei colleghi del Commissariato di P.S. di Acireale. Agenti della Squadra di P.G. del Compartimento della Polizia Stradale di Catania, nel corso della propria attività info-investigativa, avevano appreso che alcuni personaggi noti alle forze dell’ordine avevano intenzione il giorno successivo di perpetrare una rapina nella zona di Guardia – Santa Venerina. Sembra che i maldestri volessero utilizzre una o più autovetture rubate. Gli investigatori hanno effettuato sin dalla prima mattinata di sabato numerosi servizi di perlustrazione delle zone in abiti civili e con autodi serie lungo le strade che collegano Guardia Mangano a Santa Venerina, con l’ausilio, data la vastità del territorio, di altri equipaggi del Commissariato di P.S. di Acireale. Il servizio era stato predisposto in modo da poter tenere sotto osservazione tutte le principali via di comunicazione ha dato i suoi frutti. I poliziotti, dopo aver vanamente sottoposto a controllo alcune autovetture di passaggio, alle ore 08.10 circa, in un posto di osservazione sulla via Palombaro, all’altezza del cimitero di Santa Venerina, hanno notato salire in direzione del centro abitato di Santa Venerina un furgone Fiat Fiorino con due giovani a bordo. Gli investigatori hanno notato che ambedue i sospetti, stranamente indossassero un copricapo in panno fino all’altezza degli occhi. Il poliziotti hanno intimato l’alt al veicolo per sottoporlo a controllo. Gli stessi, non appena fermatisi, hanno innestato la retromarcia tentando di sottrarsi al controllo, ma sono stati tempestivamente bloccati da un’autovettura di agenti che li ha superati, chiudendo ogni possibile via di fuga. Gli agenti hanno a quel punto  bloccato il conducente ed il passeggero. Quest’ultimo, poi identificato in Alfio Orazio PAPPALARDO,  è stato sorpreso mentre aveva tra le mani, immediatamente pronto all’uso, tenuto tra le gambe e con le canne puntate verso il basso, un fucile a canne mozze carico con due cartucce a pallettoni. Altri agenti, nel contempo hanno provveduto a controllare il vano di carico, non visibile dall’esterno per mancanza di finestrini. Gli investigatori hanno visto che proprio in quel momento si apriva una delle porte ed un soggetto con il volto completamente travisato con un passamontagna bianco (ricavato dalla manica di un maglione)  ed una pistola in pugno tentava di saltare dal furgone per fuggire, ma è stato immediatamente bloccato ed immobilizzato a terra. Questi poi è stato identificato per Marco MUSMECI. Gli agenti hanno accertato che la pistola fosse un’arma giocattolo marca Bruni modificata ed idonea a sparare cartucce vere, completa di caricatore rifornito con quattro cartucce vere cal. 9. I poliziotti, non appena hanno bloccato  Musmeci si sono accorti che all’interno del vano posteriore del furgone vi erano altre due persone, con il volto travisato da passamontagna, che venivano immediatamente immobilizzate. Le stesse poi sono state identificate: Alfio MAUGERI e Francesco PATANE’. Gli investigatori nel furgone hanno rinvenuto 1 zaino piccolo contenente una miccia per esplosivi  lunga circa 5 metri ed una bomboletta sigillante auto espandente, ed 1 altro zaino più grande contenente 2 bombole unite da due cinghie, di “acetilene” con tubi di raccordo. Gli agenti hanno poi accertato che il furgone Fiat Fiorino era stato rubato il giorno precedente nella zona di Acicatena.  Gianluca ROVITO sesto soggetto, è stato trovato in evidente stato di attesa lungo una stradina di campagna lì vicino, a bordo di autovettura “pulita” con tutto l’occorrente per cambiarsi d’abito: maglie, pantaloni e scarpe, di cui il Rovito non sapeva ovviamente dare contezza. Vicino a lui vi era un’altra autovettura parcheggiata, risultata in uso a Marco MUSMECI. I poliziotti, terminate le ricerche, hanno appurato che a circa 1000 metri dal punto in cui era stata fermato il Fiat Fiorino, all’inizio del centro abitato di Santa Venerina, vi è un supermercato dotato di una cassa continua che, per tipologia, poteva senza dubbio essere l’obiettivo dei rapinatori appena fermati.  È noto infatti che in passato sono stati fatte saltare i bancomat o le casse continue di esercizi commerciali propri con tali modalità, utilizzando cioè un gas altamente infiammabile come l’acetilene, con il quale saturare l’interno della cassaforte, dopo averla sigillata con materiale tipo poliuretano espanso, innescando poi l’esplosione con una miccia.Tutti i fermati sono stati tratti in arresto per tentata rapina aggravata in concorso, porto abusivo di armi alterate e clandestine, ricettazione e resistenza. Nell’abitazione di uno degli arrestati sono state rinvenute altre micce dello stesso tipo, nonché materiale utile per futuri accertamenti.  Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Piazza Lanza a disposizione dell’A.G. procedente.

 

 

Catania2 in carcere per rapina e droga. Si tratta di : Maurizio RENDA 34enne, nato a Catania e Giuseppe ZAPPULLA 22enne nato a Catania. Agenti della Polizia di Stato del Commissariato Centrale, nel corso di servizi di controllo del territorio predisposti dal Questore di Catania, hanno proceduto all’identificazione 15 persone ed al controllo di 6 automezzi. I poliziotti hanno tratto in arresto, in esecuzione di provvedimenti restrittivi emessi dalla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Catania, i seguenti personaggi:Maurizio RENDA, era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno, riconosciuto colpevole dei reati di tentata rapina, con l’aggravante di essere in concorso e recidivo e condannato alla pena di 1 anno, oltre alla pena pecuniaria di 400€.L’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di P.zza Lanza. Giuseppe ZAPPULLA, era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, riconosciuto colpevole dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di essere recidivo e condannato alla pena di 3 anni, oltre alla pena pecuniaria di 4.000€. L’arrestato veniva associato presso la Casa Circondariale di P.zza Lanza.

 

CataniaPol-postale: “Abuse” su internet, 13 presi con video pedo-porno. La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha disposto diverse perquisizioni domiciliari in varie città d’Italia, eseguite dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, riguardante 13 italiani indagati per divulgazione di video pedo-pornografici mediante la rete internet. A Catania, Siracusa, Livorno e Mantova, nel corso delle perquisizioni, 4 persone tra quelle indagate sono state tratte in arresto perché colte in flagranza di reato di detenzione - di divulgazione di video di pornografia minorile. Tale operazione, denominata “Abuse”, è nata dalla collaborazione tra la Polizia italiana e quella tedesca. (Polizia criminale del North Rhine Westphalia) ed ha riguardato il contrasto della divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet tramite il programma peer-to-peer denominato eDonkey2000. Gli indagati in particolare, tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 avevano divulgato alcuni video di pornografia infantile; il coordinamento e lo scambio di informazioni è avvenuto tramite il Centro Nazionale di Contrasto della Pedo-pornografia On-line (CNCPO) della Polizia postale di Roma. I magistrati che hanno diretto le indagini, Marisa Scavo e Laura Garufi, dopo aver vagliato le risultanze investigative della Polizia postale catanese hanno disposto le perquisizioni locali e informatiche alla ricerca dei video pedo. Le città interessate dalle perquisizioni in Italia sono state: Catania, Siracusa, Palermo, Messina, Reggio Calabria, Napoli, Salerno, Roma, Livorno, Vicenza, Verona, Mantova e Udine. L’arrestato di Catania ha 51 anni, l’arrestato di Siracusa ne ha 41, quello di Livorno (recidivo) 54 e quello di Mantova 41. Il materiale informatico sequestrato durante le suddette perquisizioni sarà sottoposto a un’approfondita analisi forense.

 

Omicidio  Valentina SALAMONE, Carabinieri accusano ed arrestano Nicola MANCUSO

(video luogo delitto)

Catania - Omicidio  Valentina SALAMONE, Carabinieri accusano ed arrestano Nicola MANCUSO. I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari etneo, su richiesta della  Procura Generale, a carico di Nicola MANCUSO, 30enne, poiché ritenuto il responsabile dell’omicidio di Valentina SALAMONE, (video luogo delitto) commesso ad Adrano oltre due anni e mezzo fa. Il pomeriggio del 24 luglio 2010 il corpo senza vita della ragazza è stato rinvenuto nel cortile di un’abitazione di Adrano da alcuni operai dell’ENEL. Ad un primo esame, in considerazione dello stato dei luoghi, è sembrato che la giovane avesse deciso di suicidarsi tramite impiccagione. Tale ricostruzione è apparsa improbabile ai famigliari che hanno chiesto a gran voce che le indagini non si fermassero a questa prima ipotesi. L’attività investigativa conseguente, svolta dai Carabinieri di Catania e del RIS di Messina con il coordinamento della Procura Generale della Repubblica di Catania, ha fatto emergere più di qualche dubbio sul fatto che la ragazza potesse essersi tolta la vita. Infatti, il tipo di nodo utilizzato per “commettere” l’insano gesto (non adatto a generare un soffocamento), le tracce rinvenute sul corpo della vittima dalle quali è emerso che alcune lesioni erano avvenute ante mortem, la particolare posizione delle mani della ragazza intorno al cappio quale estremo tentativo di liberarsi hanno portato a supporre che l’impiccagione fosse solo l’artefatto finale di un crimine commesso da persone vicine alla vittima che avevano libero accesso alla villetta. La perizia medico legale disposta dalla Procura Generale della Repubblica ha infatti stabilito che la ragazza, nel corso di una colluttazione, era stata afferrata, strattonata e, in ultimo, sottoposta sia all'azione di costrizione attiva della corda applicata intorno al collo da parte di uno degli aggressori, sia al contestuale sollevamento del corpo dalle gambe da parte di almeno un altro soggetto fino a quando, a seguito di queste azioni, erano cessate le funzioni vitali e il cadavere era stato sistemato e lasciato nella posizione del suo rinvenimento, simulando un impiccamento di tipo suicidario. A conferma che la morte della donna era stata preceduta da una colluttazione, il R.I.S. dei Carabinieri  di Messina, delegato ad effettuare più sopralluoghi ed esami di laboratorio, non solo ha ricostruito la possibile dinamica dell’evento ma ha dimostrato la presenza di più soggetti sulla scena del crimine nei momenti immediatamente successivi alla morte della ragazza. Inoltre, dato ancora più importante, a seguito di approfonditi esami di laboratorio, sono state ritrovate sulle suole delle scarpe indossate da Valentina due profili di DNA, uno riconducibile alla stessa ed uno ad un soggetto di sesso maschile. L’attività info-investigativa ha permesso di accertare che, la sera della sua morte, Valentina aveva fatto una “scenata di gelosia” a Nicola MANCUSO, uomo sposato con il quale la ragazza intratteneva una relazione, mentre si trovavano in compagnia di altre persone. Il comportamento della giovane aveva contrariato notevolmente il MANCUSO il quale, dopo aver abbandonato a fine serata insieme agli altri la villetta ove si erano riuniti, aveva lasciato intendere agli amici che quella relazione sentimentale avrebbe potuto compromettere la sua vita coniugale. L’attenzione della Procura Generale, dei Carabinieri e dei consulenti nominati si è focalizzata, pertanto, su Nicola MANCUSO. Dai primi approfondimenti effettuati è emerso che la sera della morte della ragazza il cellulare dell’uomo era nei pressi della villetta in un orario in cui lo stesso aveva affermato di essere da tutt’altra parte. Si è proceduto, pertanto, ad acquisire un campione di DNA dell’uomo che, dai successivi accertamenti di laboratorio, è risultato compatibile con il profilo estratto dalle tracce ematiche rinvenute sotto le suole delle scarpe di Valentina. Si è quindi ipotizzato che il MANCUSO aveva avuto una lite violenta con Valentina, nel corso della quale aveva anche perso del sangue e, successivamente, accecato dall’ira, con la complicità di un altro soggetto, allo stato non ancora identificato, l'aveva uccisa mettendo in scena il suicidio per impiccamento al fine di allontanare da sé ogni possibile sospetto. Il movente dell’omicidio va ricercato nel fatto che Valentina era diventata una presenza ingombrante di cui occorreva liberarsi e ciò perché, sebbene il MANCUSO ritenesse conclusa la relazione con la ragazza, quest'ultima, evidentemente, non si era rassegnata a tale determinazione, anche in ragione del fatto che il MANCUSO aveva ingenerato in lei delle false aspettative promettendole che avrebbe lasciato la moglie. Il provvedimento di custodia cautelare è stato eseguito di mattina. L’arrestato si trova ora recluso nella Casa Circondariale di Piazza Lanza in attesa dell’interrogatorio di garanzia che si svolgerà nei prossimi giorni.

 

 

 

 

 

 

LAV : NON

ABBANDONARLI

 

 

Aci Sant’Antonio CT Costringe moglie a prostituirsi, violentata : tortura figli 3 e 5 anni. I Carabinieri arrestano ai domiciliari un 33enne già noto, su Ordine di Carcerazione. I militari della Stazione di Aci Sant’Antonio hanno arrestato il personaggio già noto, per violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione e maltrattamenti in famiglia continuati e aggravati. L’Ordine di Custodia Cautelare è stato emesso dall’ufficio del  G.i.p. del Tribunale di Catania su richiesta della locale Procura della Repubblica. La donna, in alcune occasioni, ha tentato di opporsi alle violenze od all’imposizione di prostituirsi lui l’ha minacciata di morte arrivando a maltrattare i propri figli di 3 e 5 anni torturandoli con utensili arroventati. All’esito delle indagini condotte dai militari e scaturite da due denunce presentate dalla moglie alcuni mesi addietro è risultato infatti che il 33enne, ha abusato sessualmente della consorte per circa tre anni, costringendola addirittura a prostituirsi per procurarsi il denaro necessario ad acquistare l’alcool e gli stupefacenti di cui faceva uso. Gli episodi si sarebbero manifestati infatti mentre l’aguzzino era sotto l’effetto di sostanze alcooliche o di droga. L’individuo  si trova ora ristretto ai domiciliari in un’altra abitazione mentre la donna si è allontanata dal domicilio coniugale subito dopo aver presentato la prima denuncia.    

 

Gravina di Catania  CT - Carabinieri arrestano 1 stalker. I militari della Compagnia di Gravina di Catania hanno arrestato M.L., 34enne, residente a Pedara, per atti persecutori. Il personaggio, verosimilmente non accettando la fine del rapporto con la ex fidanzata, aveva  già interferito in passato nella vita di quest’ultima e per tali fatti il 28 gennaio scorso era stato ammonito a non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna. Il soggetto, ieri sera, contravvenendo al provvedimento, si aggirava nei pressi del domicilio dell’ex attendendo una sua eventuale uscita. La vittima, accortasi della presenza del personaggio ha telefonato immediatamente al 112 riferendo, con una certa preoccupazione, quanto stava succedendo. Una pattuglia immediatamente inviata sul posto ha accertato quanto segnalato dalla donna e proceduto all’arresto dello stalker.Il soggetto è stato successivamente tradotto nel Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

 

Adrano CT - Picchia avversario per dissidi su pascolo. I Carabinieri arrestano un pastore. I militari della Stazione di Adrano hanno arrestato un pastore, C.P.S., 32enne, per tentato omicidio. Il soggetto  si era recato in un vivaio di Contrada Poggio Chiuse  e con un bastone ha picchiato selvaggiamente, colpendolo svariate volte alla testa. Il  titolare del vivaio sarebbe stato responsabile di essersi lamentato del fatto che il gregge introdottosi illegalmente  nella sua azienda gli aveva arrecato dei danni. L’immediato intervento dei militari, allertati dalla vittima al 112, ha permesso di rintracciare l’aggressore mentre stava facendo rientro a casa. La vittima è stata soccorsa e trasportata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Biancavilla dove i sanitari gli hanno riscontrato una vasta ferita lacero contusa sanguinante al cuoio capelluto ed un trauma cranico, con prognosi riservata. L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

Militello Val di Catania  CT Ragazza tenta col coltello rapina a donna anziana. I Carabinieri arrestano una minore incensurata. I militari della Stazione di Militello Val di Catania hanno arrestato una 17enne, incensurata, per rapina aggravata, porto abusivo di arma da taglio e lesioni personali. La ragazza si è introdotta armata di un coltello nell’abitazione di una 76enne del posto e dopo aver puntato l’arma alla gola della vittima ha tentato di farsi consegnare del denaro. La reazione imprevista e le urla dell’anziana hanno fatto desistere la giovane rapinatrice dal suo intento criminoso inducendola ad una precipitosa fuga. I militari, allertati dalla segnalazione pervenuta dalla vittima al 112 sono subito intervenuti ed hanno rintracciato la minore mentre faceva rientro presso la sua abitazione, ancora in possesso del coltello utilizzato durante l’azione delittuosa. La vittima è stata soccorsa e trasportata presso il locale Ospedale dove i sanitari le hanno riscontrato una ferita da taglio superficiale al collo e giudicata guaribile in una decina di giorni. L’arrestata è stata accompagnata presso il Centro di Prima Accoglienza per Minori di Caltanissetta, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

 

 

 

CataniaPreso per rapina impropria e lesioni ad agente. Agenti della Squadra Mobile nel pomeriggio hanno dato esecuzione ad 1 Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere  emessa il  25 febbraio 2013 dal G.I.P. del Tribunale di Catania riguardante il già noto Simone CALOGERO

27enne per tentata rapina impropria, resistenza a P.U. e lesioni. I poliziotti, il 15 novembre 2012, videro in una via di Nesima 2 giovani a bordo di una moto mentre si avvicinavano ad un mezzo uguale posteggiato. Il passeggero salì con un balzo in sella su quest’ultima moto, ne forzò il bloccasterzo e cominciò a spingerlo lungo la strada. Il  ladro a seguito dell’intervento della polizia, ossia CALOGERO,  scagliò il mezzo contro gli agenti, procurando ad uno di loro delle lesioni. Il poliziotto memorizzò i numeri della targa del mezzo con cui i due si diedero subito dopo alla fuga, riconoscendone peraltro uno. I successivi accertamenti permisero ai tutori dell’ordine di venire alla completa identificazione del CALOGERO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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