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Catania“Cursoti Milanesi”: 1 preso per armi. agenti della Squadra Mobile hanno arrestato il già noto catanese  Pio Giuseppe SCARDACI (cl.1986) per detenzione illegale di arma comune da sparo clandestina e ricettazione della stessa nonché detenzione illegale di munizionamento. I poliziotti dell’ “Antidroga”, a seguito della perquisizione nell’abitazione di SCARDACI, hanno rinvenuto: 1 fucile da caccia cal.16 con matricola abrasa, 22 cartucce dello stesso calibro e 126 cartucce per pistole cal.6,35 e cal.7,65. Gli investigatori non escludono che l’arrestato sia vicino ai “Cursoti Milanesi”.

Catania - 1 maldestro ladro preso al porto.  Agenti della Squadra Nautica hanno notato sul Molo di Levante un’auto cui era affiancato un semirimorchio telonato. Entrami i mezzi erano parcheggiati. Gli operatori di polizia, mentre si avvicinavano, hanno notato un individuo, successivamente identificato per Vincenzo GRILLO     27enne che stava rubando degli oggetti dal semirimorchio, per poi metterli nell’autovettura. Il GRILLO,anziché fermarsi all’alt, ha tentato di fuggire in macchina, ma dopo un breve inseguimento è stato bloccato nei pressi del varco doganale di via Dusmet. All’interno dell’auto sono stati trovati 6 scatoloni con il marchio di una nota marca di giocattoli e con un tagliabalsa, utilizzato per tagliare il telone del semirimorchio. Al GRILLO sono stati successivamente concessi gli arresti domiciliari.

Misterbianco Spaccio, CC prendono : cassiere, venditore e vedetta. I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno tratto in arresto il già noto  Salvatore RAPICAVOLI,  di 18 anni, e due 15enni, tutti di Misterbianco, per detenzione e spaccio di cocaina. I militari, durante un prolungato servizio di osservazione, hanno individuato i tre che con i compiti diversi di cassiere, venditore e vedetta gestivano un’attività di spaccio in via Galliano a Misterbianco. I giovani sono stati bloccati e durante la perquisizione sono stati trovati in possesso di 14 involucri di cellophane contenenti 30 grammi di cocaina e della somma di 195€, ritenuta parziale provento della pregressa attività illecita. Gli arrestati sono stati accompagnati, rispettivamente, il maggiorenne, presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza, i due minori presso il Centro di Prima Accoglienza di Catania, a disposizione delle Autorità Giudiziarie competenti.

CataniaSpaccio a San Cristoforo, preso 18enne. I Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante hanno tratto in arresto Giovanni Damiano SPAMPINATO,  18enne, già noto catanese, per detenzione e spaccio di marijuana. Il giovane, a seguito di un servizio antidroga, è stato bloccato dai militari nel quartiere San Cristoforo dopo essere stato notato cedere degli involucri ad occasionali “clienti”. Il fermato è stato trovato in possesso in via residuale di 16 dosi di marijuana e la somma contante di 170 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio. Nella circostanza, sono stati bloccati ed identificati anche quattro giovani acquirenti catanesi che sono stati segnalati alla Prefettura ai sensi dell’art 75 dpr 309/90. L’arrestato è stato accompagnato presso il Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea.

Misterbianco - Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno arrestato il già noto Matteo CARUSO, 41enne, in esecuzione di un Ordine di carcerazione, per furto. Il personaggio, il 26 novembre del 2006, era stato tratto in arresto dai Carabinieri di Paternò, poiché sorpreso a rubare dei cavi di rame in un cantiere di Motta Sant’Anastasia, dove sarebbe sorta una clinica. Per tale ragione dovrà scontare la condanna a 7 mesi e 27 giorni di reclusione. L’arrestato è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Catania Agenti della Squadra Mobile hanno arrestato i catanesi Antonio Andrea AUTIERO  22enne e         C.D. 16enne per detenzione e spaccio di cocaina. In particolare, i due arrestati sono stati sorpresi da personale della Sezione “Antidroga” mentre si accingevano a prelevare una dose della citata sostanza stupefacente dall’anfratto di un muro di uno stabile ubicato in via Telefono per consegnarla ad un occasionale acquirente. Nel sito di occultamento sono stati rinvenuti 7 mini-involucri contenenti la cocaina poi quantificata in grammi 3.

Catania Rapina aggravata: carcere per 1 del Bangladesh. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo hanno tratto in arresto  Mohd Moschien PRODHAN, 43enne, già noto, del Bangladesh, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania. L’individuo dovrà scontare la pena di 1 anno, 1 mese e 3 giorni di reclusione per i reati di rapina aggravata e lesioni personali, commessi il 3 marzo 2010, a Catania, nei confronti di un connazionale. L’arrestato è stato accompagnato presso il Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea.

Belpasso CC: 3 presi per furto di benzina. Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Paternò hanno denunciato tre persone, tra cui una donna, di Belpasso, per furto di carburante. I tre, durante la notte scorsa, sono stati bloccati dai militari, sulla strada statale 121 a Motta Santa Anastasia, presso l’area di servizio carburanti ENI dopo aver rubato della benzina dal distributore, manomettendone la pompa. 

Lentini - Carabinieri di Lentini senza toner fax: salta citazione teste. E’ questo il motivo per cui i militari non hanno potuto citare un teste che avrebbe dovuto essere ascoltato dal Tribunale di Marsala, nell'ambito di un processo a quattro presunti mafiosi coinvolti, il 16 febbraio 2010, nell'operazione Nerone. Gli stessi militari hanno fornito la motivazione della mancata citazione, con una nota scritta. I carabinieri erano  incaricati di notificare la convocazione ad un imprenditore vittima di estorsioni in provincia di Trapani. Il presidente del collegio giudicante, Sergio Gulotta, ha quindi disposto nuovamente la citazione del teste, facendo mettere a verbale la particolare  urgenza di tale adempimento, trattandosi di processo con detenuti. Il teste dovrà essere citato per l'udienza del 15 febbraio prossimo.  

Scordia - Si cerca  imprenditore scomparso ex presidente Cooperativa Agrofruit di Lentini. Maurizio Cosentino 57enne, da lunedì scorso manca da Scordia, in provincia di Catania. Nel marzo del 2010 Cosentino era stato nominato coordinatore del movimento "Scordia per la libertà". Maurizio Cosentino  ha lasciato a casa il telefono cellulare. Il commerciante agrumicolo si era allontanato da casa in auto intorno alle 10.30 dopo aver detto alla moglie di recarsi ad una riunione tra produttori a Siracusa. Maurizio Cosentino  non é mai arrivato nella cittadina aretusea. La notizia è stata riportata anche dalla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto". Indagini sono in corso da parte dei carabinieri dopo il ritrovamento da parte della Polfer di Taormina del borsello del commerciante con dentro anche una lettera, ora al vaglio degli investigatori. Sembra che l'imprenditore, abbia manifestato intenzioni suicide perché oppresso dai debiti, già presidente della Cooperativa Agrofruit di Lentini fallita cinque anni fa.  Gli agenti di polizia dentro il borsello hanno anche trovato: carta d'identità, codice fiscale ed occhiali da sole.

Catania – Preso 1 “topo d’auto”. Poliziotti delle Volanti dell’U.P.G.S.P. hanno preso Massimo Salvatore PRESTANDREA   37enne, responsabile di  tentato furto aggravato di autovettura. In particolare, i poliziotti, transitando in via Stazzone, hanno notato un individuo, successivamente identificato per il Prestandrea, che armeggiava chino sul vano-motore di una Lancia Y.

Pettenasco Novara – Carabinieri cercato anche in Sicilia 13enne scomparso. Il giovane manca  dal 4 gennaio scorso quando si trovava sulle rive del Lago d'Orta. Habtamu ha 13 anni, è alto 1,60 metri, porta gli occhiali ed al momento della scomparsa, indossava: 1 giacca di colore blu, 1 maglia verde, pantaloni beige e scarpe di colore grigio.  Marco Scacchi e Giulia Clementi sono i genitori adottivi di Habtamu, 13 anni che hanno presentato la denuncia di sparizione. La famiglia abita a Paderno Dugnano (MI) ed al momento della sparizione del 13enne stava trascorrendo le vacanze natalizie a Pettenasco (Novara). Il figlio, ad un tratto,  è scomparso nel pomeriggio del 4 gennaio. Il giovane, nonostante le estese ricerche, è irreperibile da ormai quattro giorni. Le ultime poche tracce del 7 gennaio indicano che è diretto verso il sud Italia. Il cellulare del 13enne scomparso sarebbe stato acceso per pochi minuti e localizzato nella zona di Salerno. Secondo i Carabinieri che conducono le ricerche il ragazzo starebbe cercando di raggiungere un porto per imbarcarsi di nascosto per il nord Africa, senza rendersi conto dei gravi rischi a cui si espone. Gli investigatori ritengono che il giovane potrebbe trovarsi in Campania o più probabilmente in Calabria o Sicilia. Se qualcuno lo vede si rivolga immediatamente alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Arona (0322245200.

Catania –  Poliziotti della Squadra Mobile hanno arrestato l’incensurato Giancarlo PAGANA   22enne per detenzione e spaccio continuato di marijuana e cocaina. Gli agenti dell’ “Antidroga”, avevano appreso che il PAGANA spacciava da qualche tempo presso la propria abitazione di Misterbianco, hanno deciso di perquisire l’abitazione medesima e, proprio mentre si accingevano ad accedervi, è giunto il Pagana che è stato immediatamente bloccato e perquisito.

Catania – I Carabinieri della squadra Lupi del Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto Claudio RAPISARDA, 28enne, già noto, catanese, per detenzione e spaccio di marijuana. Il soggetto  è stato bloccato dai militari  in via Acquicella Porto a San Cristoforo e trovato in possesso  di 14  involucri di carta stagnola, contenenti 30 grammi di marijuana, e della  somma contante di 140€, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio. L’arrestato è stato accompagnato presso il Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea. I Carabinieri della Stazione di Librino hanno tratto in arresto Cristian DRAGO, 19enne, già noto,  catanese, su ordine di custodia cautelare in carcere emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, per evasione. Il personaggio, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, era stato segnalato più volte dai Carabinieri per essersene allontanato senza giustificato motivo. L’Autorità Giudiziaria ha quindi deciso, in ragione delle molteplici violazioni, di emettere il provvedimento restrittivo che lo ha condotto presso il Carcere di Piazza Lanza.

Catania - 8 anni di reclusione ad Antonino Speziale comminati dalla Corte d'Appello per i Minorenni. Il legale dell'imputato Giuseppe Lipera ha espresso l’intenzione di  ricorrere  in Cassazione. Il giovane era stato condannato, il 9 febbraio del 2010, a 14 anni ed a cinque anni di interdizione per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettore di polizia Filippo Raciti. Il poliziotto  era rimasto vittima durante gli scontri nel derby di calcio tra Catania e Palermo il 2 febbraio del 2007 allo stadio Angelo Massimino. Quindi gli anni di reclusione per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettore Raciti scendono dai quattordici del primo grado a otto. Il sostituto procuratore generale Mariella Ledda aveva chiesto la condanna a 11 anni di reclusione. Il processo è stato celebrato presso la Corte d'Appello per i Minorenni di Catania perchè l'imputato, all'epoca dei fatti, non era ancora maggiorenne. Con Speziale ci sarebbe stato anche un altro ultras etneo, Daniele Micale, che, nel processo, presso la Corte d'Assise d'Appello di Catania, il 21 ottobre scorso, ha avuto confermata la sentenza di primo grado del 22 marzo 2010, ha condannato a 11 anni di reclusione: 10 per omicidio preterintenzionale ed un anno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Catania - Polfer blocca 2 ladri rumeni in azione. Gli uomini della Sezione di Polizia Ferroviaria di Catania, diretta dal dott. Massimiliano Santoro, hanno proceduto, in Piazza Papa Giovanni XXIII, all’arresto, in flagranza di reato, di una coppia di cittadini di nazionalità rumena che, dopo aver derubato una connazionale della borsa contenente denaro ed altri valori, tentavano di darsi alla fuga a bordo di un’auto. I due “Bonnie e Clyde”, con precedenti penali per furto, identificati per Sorin Roman , 47enne e Minidora Roman,   48enne, sono stati condotti al carcere di Piazza Lanza su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Gli agenti della Polfer si erano accorti della presenza di un folto gruppo di persone sul punto di sistemare i propri bagagli negli appositi vani di un pullman diretto in Romania. Una donna era scesa frettolosamente da un’auto impossessandosi in maniera fulminea della borsa di un’altra donna in attesa della partenza del pullman. La ladra, dopo aver consumato il furto, è  risalita, nel giro di qualche secondo, a bordo dell’autovettura, guidata da un soggetto, che si è allontanata a fortissima velocità in direzione via VI Aprile.  Gli agenti della Polfer visto quanto accaduto,  hanno inseguito l’autovettura, riuscendo a bloccarla poco dopo.L’autovettura è stata sottoposta a sequestro giudiziario in quanto mezzo utilizzato per commettere il furto. L’operazione eseguita dalla Polfer catanese dimostra il mantenimento di un costante livello di attenzione e l’efficienza dell’attività di controllo dei luoghi di maggiore concentrazione dei passeggeri in transito, anche in funzione del maggior flusso di denaro e merci in ambito ferroviario.

Catania - Carabinieri, presi 10 per droga: Operazione “Piazza Pulita”clicca e vedi tutte le foto). I militari della Compagnia di Catania Fontanarossa, nella notte, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.i.P  presso il Tribunale di Catania Dott. Carlo Cannella, a carico di 10 persone tutte ritenute responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico e vendita di sostanze stupefacente.

ULTIMORA 2011

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Carabinieri, presi 10 per droga: Operazione “Piazza Pulita”clicca e vedi tutte le foto)

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 CC:”Gatto selvaggio” 18 presunti santapaoliani presi tra Catania, Paternò, Bronte e Milano

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Preso Adriatico a S. Galermo con 5 Kg di marijuana


ultimo aggiornamento

 

Catania Preso Adriatico a S. Galermo con 5 Kg di marijuana. La squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato “San Cristoforo” ha arrestato Angelo ADRIATICO  58enne catanese già noto personaggio di spicco per le forze dell’ordine. Gli agenti hanno notato il soggetto aggirarsi con fare sospetto, a bordo di un’auto, tra le vie di San Giovanni Galermo, ed hanno deciso di pedinarlo. Angelo ADRIATICO poco dopo è sceso dalla smart di colore blu, e dopo essersi allontanato con un altro soggetto, ancora non identificato, ha fatto ritorno nell’auto con un borsone. Gli operatori, a quel punto, hanno deciso di controllare, il sospetto, dopo aver effettuato un movimentato zig zag, nell’ora di punta, fra le auto incolonnate lungo via Galermo. Angelo ADRIATICO raggiunto e fermato non ha saputo riferire cosa contenesse il borsone. Gli investigatori, controllato il contenuto, hanno rinvenuto  5   grossi involucri di cellophane ben sigillati contenenti ciascuno sostanza stupefacente del tipo marijuana pressata per un peso complessivo di circa 5 chilogrammi.  L’arrestato dopo le incombenze di rito è stato ristretto presso la Casa Circondariale di “Piazza Lanza”.

CataniaBloccati per rapina e sequestro trasportatore. Agenti della Squadra Mobile e del Compartimento della Polizia Stradale “Sicilia Orientale” hanno arrestato Giuseppe LAUDANI  30enne, e Giuseppe SANTONOCITO 62enne già noto, in quanto destinatari di o.c.c.c. emessa il 26 gennaio 2012 dal G.I.P. del Tribunale di Catania per rapina aggravata e sequestro di persona ai danni di un autotrasportatore nonché porto illegale di arma comune da sparo e ricettazione di autovettura. I fatti si riferiscono ad una rapina a mano armata, con sequestro di persona, commessa il 13 maggio dello scorso anno ai danni di un autotrasportatore al quale più malviventi sottrassero un autocarro carico di derrate alimentari della Despar. Il mezzo fu tempestivamente rinvenuto da poliziotti all’interno di un deposito, nel quartiere periferico di “San Giorgio”, dove si trovavano Salvatore Francesco INDELICATO, Antonino POLIZZI e Davide BOTTA mentre erano intenti a caricare la merce rapinata su un altro camion, poi risultato di proprietà di Giuseppe SANTONOCITO. INDELICATO, POLIZZI e BOTTA furono  tratti in arresto, il primo per rapina e gli altri per ricettazione. A seguito di indagini avviate successivamente, gli investigatori accertarono che Giuseppe LAUDANI e Giuseppe SANTONOCITO erano a bordo delle due auto utilizzate per la rapina e che anche POLIZZI e BOTTA avevano fatto parte del gruppo che aveva assaltato l’autotrasportatore. I personaggi dovranno anch’essi rispondere dei reati di rapina e porto abusivo di armi. Personale della Squadra “Antirapina” e del Compartimento della Polizia Stradale ha dato esecuzione al provvedimento cautelare conducendo gli arrestati al carcere di Piazza Lanza a disposizione dell’A.G. procedente.

CataniaScippo: preso amico. Agenti della Squadra Mobile hanno ammanettato il già noto catanese Emanuele LICCIARDELLO 29enne in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catania per furto con strappo in concorso. LICCIARDELLO è ritenuto il complice di Patrizia PARDO nello scippo consumato la mattina del 16 gennaio scorso nella centrale via Pacini di Catania ai danni di una donna alla quale è stata sottratta una borsa griffata. Lo stesso, subito individuato dai Condor dopo l’arresto della PARDO (da qualche tempo era sospettato di far parte della coppia degli  “scippatori delle borse griffate”), nei giorni successivi ha spontaneamente reso dichiarazioni auto-accusatorie, confessando di aver consumato in coppia con la PARDO almeno 10 scippi negli ultimi tre mesi, tutti con le stesse modalità: il motivo era dato dall’acquisto di stupefacenti.

Catania2 lavavetri minacciosi in manette. I personaggi prima di essere arrestati (ai sensi degli artt. 337, 628 c.p.) hanno opposto resistenza, sono stati identificati in Babul HAWLADAR 29enne e Rubel SHARIF  22enne entrambi provenienti dal Bangladesh e clandestini sul suolo nazionale. La Volante dell’U.P.G.S.P. è stata inviata all’incrocio tra le vie Tomaselli e Androne dove una signora la cui auto era incolonnata nel traffico, aveva segnalato al “113” la presenza di due “lavavetri” i quali, nonostante il rifiuto, avevano comunque “proceduto” per poi pretendere insistentemente il compenso. Alla reiterazione del rifiuto, i due si erano avvicinati al finestrino abbassato e, con fare minaccioso, le avevano intimato il pagamento, introducendo le braccia all’interno dell’abitacolo della vettura per sottolineare la minaccia. La signora, impaurita, riusciva ad allontanarsi dall’incrocio approfittando del semaforo verde, ma i predetti colpivano con l’attrezzo lavavetri la parte posteriore dell’auto e, nel contempo, continuavano a minacciarla.

Acitrezza - Bomba a "Provvidenza" dei Malavoglia. Una petizione cittadina per avere più sicurezza e controllo. La condanna è espressa dal movimento civico dice Mario Grasso Resp. comunicazione CSA Cambiamento Sviluppo Autonomia:” Atto vandalico ingiustificabile, al via una raccolta firme e l'intervento del consigliere Guarnera sul problema della sicurezza e del controllo sul territorio castellese. Un atto vandalico senza precedenti, un simbolo della tradizione e del turismo nella Riviera dei Ciclopi colpito con spregiudicatezza”. La condanna del movimento civico Cambiamento Sviluppo Autonomia non si è fatta attendere dopo che la bomba ha distrutto la poppa della "Provvidenza", la barca, finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, che viene utilizzata dall’area Marina Protetta “Isole Ciclopi” di Acitrezza per minicrociere a vela e corsi di vela latina tradizionale. Il triste evento ha un valore ancora più importante poiché è stato compiuto proprio in occasione del 90° anniversario della morte di Giovanni Verga, autore del romanzo verista "I Malavoglia", ambientato proprio ad Acitrezza. La barca prende il nome dall'imbarcazione usata dalla famiglia Toscano nel romanzo dello scrittore catanese. Secondo alcuni abitanti nei pressi dello "Scalo dei Malavoglia", l'esplosione è avvenuta nella notte tra il 27 e il 28 gennaio, intorno alle due. La barca nasce da un’idea progettuale del prof. Salvatore Finocchiaro, appassionato studioso di tradizioni marinare, a seguito di un protocollo d’intesa fra l’Area Marina Protetta “Isole Ciclopi” e l’Istituto Comprensivo “Roberto Rimini” di Acitrezza, è stata costruita dal mastro d’ascia Alfio Bella affiancato dal figlio Massimo. La barca, denominata anche “Sardara”, è lunga 29 palmi (poco più di sette metri), larga m 2,20 e naviga a vela latina, quella tradizionale. E' di alcuni giorni fa invece la notizia che ad Acicastello un altro petardo è stato fatto esplodere in nottata sul tetto di un'abitazione provocando la frantumazione di alcune tegole. Esplosione che non ha provocato alcun danno ai residenti e ai passanti. Giovanni Grasso, Presidente del movimento civico, dichiara: "E' simbolico il fatto che, con questo gesto, Acitrezza viene nuovamente colpita nel profondo della sua tradizione storica e culturale. Già da tempo si sente parlare di continui furti nell'ambito peschereccio, rapine e atti vandalici su tutto il territorio. Crediamo sia ora di intervenire con somma urgenza. Chiederemo in consiglio comunale, attraverso il consigliere Antonio Guarnera, cosa intende fare l'amministrazione comunale per garantire a cittadini e turisti il quieto vivere. Seguirà una petizione pubblica. Inoltre chiediamo che si intervenga per ripristinare al più presto l'imbarcazione affinchè possa tornare ad essere meta degna del turismo letterario. Chiediamo aiuto a tutti, cittadini, associazioni, enti pubblici e privati affinchè Acitrezza diventi finalmente la località turistica che merita di essere, portatrice di sviluppo, lavoro e benessere per tutti gli abitanti".

Catania - Carabinieri della Compagnia Piazza Dante hanno arrestato nel quartiere San Cristoforo C. C. 20enne, per spaccio di cocaina. Il giovane è stato bloccato dai militari mentre stava cedendo due dosi della sostanza stupefacente ad un occasionale acquirente. Quest’ultimo è stato segnalato alla Prefettura di Catania. L’arrestato è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Catania - Operazione "Efesto": 3 scarcerati, 1 a domiciliari . Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, Anna Maggiore ha disposto la scarcerazione di Angelo Mirabile, Antonino Santapaola e Roberto Vacante e la misura   domiciliare per Pietro Mirabile. Si tratta di 4 delle persone fermate, su ordine della Procura della Repubblica di Catania nell’operazione antimafia dei Ros e del comando provinciale dei carabinieri che ha sventato due imminenti omicidi. Rimangono in carcere gli altri fermati: Francesco, Carmelo e Paolo Mirabile, Lorenzo Saitta, Daniele Nizza, Lorenzo Michele Schillaci, Salvatore Guglielmino.

Catania - Ros: manca leadership autorevole, guerra di cosa nostra etnea, 11 fermi(clicca e vedi tutte le foto). I militari avrebbero sventato imminenti azioni di fuoco già pianificate. I fermati durante l'operazione, denominata “Efesto”, sono tutti catanesi: Antonino Santapaola  51enne, figlio del boss detenuto Benedetto, i fratelli Francesco  55enne, Carmelo  45enne, e Pietro Mirabile  53enne, figli dell'ergastolano Giuseppe Mirabile, il nipote di quest'ultimo, Paolo Mirabile  34enne, Salvatore Palmiro GUGLIELMINO,  39enne, Daniele Nizza  34enne, Lorenzo Saitta  36enne, Roberto Vacante  48enne,  Angelo Mirabile  45enne, Lorenzo Michele SCHILLACI , 43enne  originario di Troina(clicca e vedi tutte le foto). Il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione ha affermato :”Un plauso ai carabinieri del Ros e alla magistratura per l’operazione antimafia condotta questa mattina nei confronti di due clan rivali. L’intervento solerte e tempestivo ha evitato il verificarsi di un sanguinoso progetto criminale in atto. Il mio apprezzamento, dunque, a tutti coloro che ogni giorno si impegnano per scardinare le terribili dinamiche interne alla criminalità organizzata, a tutela dei cittadini onesti e per il ripristino della legalità”. I Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Catania nella mattinata hanno dato esecuzione ad un provvedimento di Fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti degli 11 indagati per associazione mafiosa. I Fermi sono ora sottoposti alla valutazione del Giudice. Il provvedimento, sarebbe scaturito da un’indagine avviata nel marzo 2010 ed ha colpito gli esponenti ritenuti della componente di Cosa Nostra etnea dei “MIRABILE”, riconducibile alle posizioni di Antonino SANTAPAOLA, inteso Ninu u pazzu, condannato all’ergastolo, che aveva formalmente investito MIRABILE Giuseppe della reggenza.  L’attività investigativa degli investigatori avrebbe accertato una rinnovata conflittualità interna alla famiglia di Catania, analoga a quella documentata dall’indagine “DIONISIO”, conclusa dal R.O.S. nel luglio 2005 con l’arresto di 83 affiliati a Cosa Nostra delle province di Catania, Messina, Enna e Caltanissetta. Gli inquirenti avrebbero documentato una spaccatura tra due componenti, imputabile all’assenza di una leadership autorevole. Secondo gli investigatori da una parte ci sarebbe il gruppo “ERCOLANO-MANGION” ed i figli di Nitto SANTAPAOLA, dall’altra i fratelli Antonino e Salvatore (fino alla sua morte per cause naturali nel gennaio 2003) SANTAPAOLA, il figlio di quest’ultimo, Vincenzo, nonché Alfio e Giuseppe MIRABILE, all’epoca ritenuti reggenti operativi della famiglia, nonché uomini di fiducia di Francesco LA ROCCA. Come per il passato, alla base dell’odierno conflitto sono problematiche afferenti il controllo mafioso del territorio e la spartizione dei proventi delle attività illecite tra la componente riconducibile ai “MIRABILE” e quella di Giuseppe ERCOLANO e Benedetto SANTAPAOLA.  Gli investigatori in particolare, avrebbero documentato il ruolo di vertice ricoperto dall’ergastolano Giuseppe MIRABILE, in seno alla omonima componente della famiglia di Catania, che continuerebbe ad essere diretta da lui,  nonostante lo stato di detenzione, attraverso i “colloqui carcerari” con i congiunti Francesco MIRABILE, Paolo MIRABILE, Carmelo MIRABILE e Pietro MIRABILE. Le attività tecniche degli inquirenti hanno consentito di documentare la crescente tensione fra le due componenti della famiglia etnea, che aveva determinato i “MIRABILE” a pianificare imminenti azioni di fuoco in direzione di Lorenzo Michele SCHILLACI e Salvatore GUGLIELMINO, ritenuti già esponenti della componente “MIRABILE” e recentemente transitati nelle fila della contrapposta compagine degli “ERCOLANO”, nonché nei confronti di altri esponenti di vertice di questo ultimo schieramento. Gli inquirenti avrebbero appurato la situazione di criticità che ha reso necessario l’intervento d’urgenza. L’intervento, basato su elementi attuali e particolarmente significativi, inciderà ulteriormente sulle dinamiche associative di Cosa Nostra etnea, condizionandone il processo riorganizzativo avviato a seguito dell’operazione “IBLIS” del ROS, che aveva privato l’organizzazione dei suoi elementi apicali e, in particolare, del rappresentante provinciale Vincenzo Maria AIELLO, tratto in arresto l’8 ottobre 2009 a Belpasso dall’Arma, mentre era in corso un summit tra i più autorevoli uomini d’onore di Cosa Nostra catanese, consentendo l’arresto dei latitanti Santo LA CAUSA e Carmelo PUGLISI, nonché degli affiliati Venerando CRISTALDI, Sebastiano LAUDANI, Rosario TRIPOTO, Ignazio BARBAGALLO, Francesco PLATANIA ed Antonino BOTTA.

Piedimonte - 3 maldestri presi per furto. I Carabinieri della Stazione di Piedimonte Etneo hanno tratto in arresto i già noti Carmelo BRUNO, 43enne, di Motta Sant’Anastasia ed Alfio FRESTA, 51enne, di Piedimonte Etneo, nonché denunciato un 17enne, per furto aggravato in concorso.I tre sono stati bloccati dai Carabinieri, in contrada Fogliarino a Piedimonte Etneo, a bordo di un camion carico di circa 15oo Kg di traversine di ferro, rubate poco prima in un cantiere in disuso della zona. I due arrestati sono stati accompagnati presso il Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea

Acireale – Manette: 115 kg fuochi pirotecnici illegali. Nell’ambito delle attività di controllo straordinario pianificate dal Questore di Catania Antonino Cufalo, agenti del Commissariato P.S. di Acirale e del Nucleo Artificieri dell’U.P.G.S.P. hanno arrestato nella flagranza dei reati di  trasporto e porto di “esplosivi di ogni genere … o altri congegni micidiali” (ex comb. disp. artt. 1 e 4, l. 2 ottobre 1967, n. 895) Dario LUPO  31enne e Fabio CASTORINA 28enne. Alla vigilia dei festeggiamenti di San Sebastiano, intorno alle ore 19,00,   nel territorio di Aci Sant’Antonio è stato controllato un furgone con a bordo due soggetti, uno dei quali (Dario LUPO) era noto alla polizia perché arrestato nei giorni precedenti per gravi violazioni delle norme sugli  esplosivi. All’interno del mezzo è stato rinvenuto e sequestrato un consistente quantitativo di fuochi pirotecnici nonché altro materiale esplodente, per un totale di circa 300 Kg con una massa di prodotti attivi pari a 115 Kg. Gli arrestati erano sprovvisti di qualsiasi tipo di licenza di abilitazione al porto, alla detenzione, al trasporto od all’accensione del materiale esplodente; inoltre, il o furgone era privo delle caratteristiche di sicurezza previste dalla legge per il trasporto di materiale esplodente pericoloso (IV categoria della classificazione degli esplosivi). I tutori dell’ordine hanno accertato la mancanza di autorizzazione prefettizia. Il rinvenimento di un così ingente quantitativo di materiale esplosivo ha indotto gli investigatori ad effettuare la perquisizione nel domicilio di Dario LUPO: all’interno del garage è stato rinvenuto un migliaio di mortai del tipo utilizzato per lo sparo di fuochi pirotecnici. 

 

Catania - Omicidio Paratore a San Berillo: collaboratori giustizia indicano movente e 2 autori. Agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 17 gennaio 2012 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, riguardante i già noti Michele MUSUMECI 30enne inteso “Pamela” e Nicola Christian PARISI 33enne già detenuto per altra causa. Gli stessi sono ritenuti responsabili, in concorso, dell’omicidio di Daniele PARATORE 35enne nonché di detenzione e porto illegale di armi da fuoco (reati aggravati dall’art. 7 Legge 203/91, per avere agito al fine di agevolare l'attività dell'associazione mafiosa dei “Cursoti milanesi” della quale i due sono ritenuti organici). Tale provvedimento restrittivo accoglie gli esiti delle indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica D.D.A. di Catania - condotte dalla Squadra Mobile. Daniele PARATORE, già noto alle forze dell’ordine, venne assassinato nella notte del 18 aprile 2009 mentre viaggiava in moto nel quartiere “San Berillo Nuovo”: tentò di sfuggire ai killer, a bordo di un grosso ciclomotore, i quali riuscirono comunque a raggiungerlo ed a colpirlo alle spalle. Gli investigatori avrebbero accertato dalle indagini che la causa scatenante del delitto sarebbe stata il coinvolgimento del PARATORE nel traffico di stupefacenti (la vittima, esamine stringeva ancora in mano alcune banconote di piccolo taglio ritenute il provento di una cessione di droga avvenuta pochi istanti prima dell’arrivo degli assassini). Gli inquirenti, successivamente, grazie ad alcuni collaboratori di giustizia avrebbero acquisito elementi di responsabilità a carico di MUSUMECI e PARISI. Secondo il quadro accusatorio delineatosi, il PARATORE aveva iniziato a spacciare in proprio nel rione “San Berillo Nuovo” e perciò aveva accumulato debiti nei confronti dei propri fornitori. Per proteggersi dalle pressanti e minacciose richieste di saldo dei debiti, PARATORE avrebbe cercato protezione dai “Cursoti milanesi”, gestori di buona parte dello spaccio in quel quartiere. Tale cosca avrebbe saldato subito i debiti, chiedendo in cambio di spacciare per conto del sodalizio. In un primo momento, il PARATORE avrebbe mantenuto i patti, ma successivamente sarebbe tornato a spacciare per conto proprio: ciò non sarebbe stato tollerato dal gruppo che commissionò a MUSUMECI e PARISI l’omicidio. Gli investigatori ì nell’ambito dell’esecuzione della misura cautelare,  eseguirono la perquisizione di un’abitazione in uso al MUSUMECI, nel cui corso vi è stato il sequestro di gr.10 di cocaina e di un bilancino di precisione, nonché all’arresto del detentore Roberto D’AMBRA, fratellastro dello stesso MUSUMECI.

 

Catania –   Carabinieri scoprono a Librino deposito auto rubate. I Militari del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Librino, nel pomeriggio di ieri, dopo aver raccolto alcune segnalazioni che riguardavano strani movimenti di persone nella zona di  via Fossa della Creta, hanno fatto irruzione in un fabbricato che ospitava un’azienda ormai da tempo dismessa, insistente su un terreno semi abbandonato. I militari, appena entrati, si sono subito resi conto di avere scoperto un deposito di autovetture rubate. Lo stabile, suddiviso in più ambienti, era stato ristrutturato “alla buona” dagli utilizzatori per farlo diventare una vera e propria officina meccanica. Alcune sale erano adibite allo smontaggio del motore, altre al ricondizionamento dei telai per la modifica dei numeri impressi sulla scocca, altre ancora per il recupero dei pneumatici. All’interno del capannone sono state rinvenute numerose autovetture ancora intatte, tra le quali una 500, una Panda, una Idea, una Stilo e una Y, probabilmente destinate allo smontaggio per il recupero dei pezzi di ricambio ovvero alla consegna “controllata” al legittimo proprietario con l’ormai sistema tristemente conosciuto del “cavallo di ritorno”. Nei vari ambienti, selezionati per tipologia di ricambio, sono stati rinvenute quattro scocche di automobili già “ripulite”, nove motori di autovetture diverse pronti per il nuovo impiego, diversi treni di gomme completi di cerchi in lega e più di 40 sedili di autoveicoli di diversa fabbricazione. Gli autoveicoli rinvenuti intatti, tutti rubati nell’ultima settimana a Catania, sono stati restituiti ai legittimi proprietari, alcuni dei quali, non essendo assicuratati contro il furto, hanno gioito del poter rientrare in possesso “senza spese” della propria autovettura. Tutto il materiale è stato sequestrato mentre sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, per ricettazione e furto aggravato, un personaggio già noto ed un incensurato sorpresi all’interno del capannone ancora “sporchi di grasso”. Il primo è stato denunciato anche per furto aggravato di energia elettrica, avendo manomesso il contatore elettrico del citato garage, collegandolo con un cavo esterno all’alimentazione pubblica.

Caltanissetta - Bloccata donna stalker: danni con sassi.  Agenti della Sezione Volanti hanno ammanettato una donna di 31 anni, nella flagranza del reato di atti persecutori : stalking , ai danni di un uomo di 58 anni. Per motivi di riservatezza, e tutela della vittima del reato, gli investigatori non hanno fornito indicazioni sulle persone coinvolte. L’arrestata, incensurata, è difesa dall’ avvocato di fiducia Maria Francesca Assennato. Su disposizione del Pubblico Ministero, dott.ssa Maria Pia Ticino, la donna è stata posta agli arresti domiciliari presso la sua abitazione, in attesa dell’udienza, che si terrà in mattinata secondo il rito direttissimo. Poco dopo la mezzanotte, la Sala Operativa riceveva, su linea 113, richiesta di intervento da parte di un uomo, il quale segnalava la presenza nei pressi della sua abitazione di una donna, a lui nota in quanto già responsabile di numerose molestie ai suoi danni. Il richiedente riferiva che, dopo aver udito il suono del citofono prolungarsi ininterrottamente sino a quando non aveva risposto, aveva riconosciuto, attraverso il video, la donna la quale, dopo aver più volte chiesto e preteso un incontro, al suo rifiuto, con una pietra aveva colpito ripetutamente, danneggiandolo, il videocitofono. Sul posto si era portata una Volante che, giunta dopo pochi istanti, ha trovato la donna vicino al citofono, mentre impugnava nella mano sinistra una grossa pietra. La donna, alla vista della pattuglia, lasciava cadere a terra la pietra e veniva fermata dagli operatori. Gli agenti hanno proceduto quindi ad una perquisizione dell’auto, all’interno della quale sono state trovate, adagiate sul tappetino del passeggero, due grosse pietre in cemento. Gli oggetti con la pietra tenuta in mano ed un’altra rinvenuta vicino al  videocitofono, venivano sottoposte a sequestro penale. La donna non opponeva resistenza e veniva accompagnata in Questura I poliziotti hanno constatato che risultavano danneggiati il videocitofono, una tegola della pensilina posta a protezione dello stesso ed entrambe le fotocellule esterne del cancello elettrico dell’abitazione La vittima aveva denunciato numerosi atti persecutori posti in essere dalla donna contro di lui negli ultimi mesi e su sua richiesta, quest’ultima era stata destinataria, lo scorso mese di settembre, di un provvedimento di “ammonimento” emesso dal Questore di Caltanissetta, ai sensi della normativa sullo stalking.

BiancavillaOmicidio guardiano Parisi: CC ammanettano Fallica e Longo. I Carabinieri della Compagnia di Paternò hanno proceduto all’arresto di Salvatore FALLICA, 36enne, e Giuseppe LONGO, 39enne, entrambi già noti,  di Biancavilla,  ritenuti appartenenti alla famiglia mafiosa dei Toscano operante in quel territorio. I due sono stati raggiunti da una Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal GIP Dott.ssa G. Sammartino su richiesta  del Sost. Proc. della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, Dott. Francesco Testa che ha coordinato le indagini condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Paternò. I fermati sono stati ritenuti responsabili, sulla base delle risultanze investigative, dell’omicidio del 53enne Gaetano PARISI, avvenuto il 14 aprile 2003 in contrada Rinazze, agro di Biancavilla. Il malcapitato, in quella circostanza, mentre viaggiava a bordo della sua Fiat 500, veniva speronato da una Fiat Uno, poco prima rubata. La vittima fu attinta mortalmente da numerosi colpi di arma da fuoco esplosi a breve distanza, in pieno stile mafioso. Le indagini condotte all’epoca a seguito dell’omicidio diedero origine all’operazione denominata “RINAZZE”, che portò ad acclarare l’esistenza di un’associazione di tipo mafioso dedita alle estorsioni in danno di commercianti di Biancavilla, con il conseguente arresto di 9 persone, tutte appartenenti alla citata consorteria dei “Toscano”, tra le quali fu arrestato anche Salvatore Fallica. Grazie alla propositiva attività investigativa ed al continuo impulso della D.D.A. di Catania, nonché al supporto delle risultanze tecnico - scientifiche del RIS di Messina, gli investigatori  arrivarono a fare piena luce anche sul grave fatto di sangue, riscontrando nuovi ed ulteriori elementi di prova a carico del Fallica e del Longo. Secondo gli inquirenti il movente, già individuato andrebbe ricercato nelle attività di “mediazione” che, all’epoca dei fatti, Gaetano Parisi avrebbe svolto tra l’organizzazione mafiosa operante a Biancavilla ed i piccoli imprenditori agricoli sottoposti alle estorsioni, ai quali la vittima faceva anche da guardiano. Gli arrestati sono stati accompagnati presso il Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea.

Ragalna - Estorce denaro a madre con minacce e lesioni. I Carabinieri della Stazione di Ragalna hanno tratto in arresto Yvanof Sterling LA ROCCA, 24enne, già noto, di Paternò, su ordine di custodia cautelare in carcere emesso il 5 gennaio scorso dalla Corte D’Appello di Messina, per estorsione. I Carabinieri, all’esito di una specifica attività investigativa, hanno accertato che il giovane, che si trovava agli arresti domiciliari a Ragalna per una rapina commessa in un Bar a Roccalumera il 3 aprile 2010, estorceva, giornalmente, del denaro alla madre con minacce e comportamenti oltremodo aggressivi, talvolta sfociati in vere e proprie lesioni. L’Autorità Giudiziaria, concordando con le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri ha emesso il provvedimento restrittivo. L’arrestato è stato accompagnato presso il Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

Acireale I Carabinieri della Compagnia di Acireale hanno tratto in arresto Andrea DI PAOLA, 22enne, già noto, di quel centro,  per detenzione e spaccio di marijuana. I militari durante una perquisizione effettuata nell’abitazione del Di Paola l’hanno notato lanciare dal balcone 1 busta  di cellophane. Il sacchetto, immediatamente  recuperato, conteneva 30 dosi di marijuana, dal peso complessivo di 80 grammi,  confezionata in involucri di carta stagnola pronti per lo spaccio. L’arrestato è stato accompagnato presso il Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Catania3 in manette per droga. Carabinieri della squadra Lupi del Nucleo Investigativo hanno tratto in arresto Salvatore LO RE, 33enne, sorvegliato speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, Alexandro Giuseppe DI MAURO, 23enne, già noto e C. C. M., 19enne, incensurato, tutti catanesi, per detenzione e spaccio di marijuana. I tre sono stati bloccati al Villaggio Dusmet dai militari, che li avevano osservati mentre cedevano degli involucri in carta stagnola ad occasionali acquirenti, e dopo la perquisizione sono stati trovati in possesso, in via residuale, di 5 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 15 grammi, che è stata sequestrata. Nella circostanza, tre giovani compratori di Aci Castello sono stati segnalati alla Prefettura per uso personale di stupefacenti. Gli arrestati sono stati tradotti presso il Carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea.

Catania   Droga ed armi a Librino presi 3. Agenti del Commissariato P.S. “Librino” e dell'U.P.G.S.P. collaborati da alcune unità cinofile hanno effettuato un servizio di controllo antidroga in abitazioni di soggetti notoriamente dediti allo spaccio di stupefacenti nel noto complesso popolare di Viale Moncada 16. L'operazione è iniziata nelle prime ore del mattino ed ha portato all'arresto del Massimo SCUDERI,  21enne nella cui abitazione sono state rinvenute (occultate in un apparecchio stereo) 2 pistole semiautomatiche ed 1 rivoltella corredata di circa mille cartucce nonchè 4 chili di marijuana in parte già confezionata (400 "stecche"). Sono stati, inoltre, sequestrati 21 grammi di cocaina, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente. Nel corso del controllo sono stati, altresì, sequestrati una moto e un'auto di provenienza furtiva; i possessori di tali mezzi sono stati denunciati per ricettazione. Agenti dell’U.P.G.S.P. hanno bloccato  il già noto Francesco GIUFFRIDA 23enne per detenzione ai fini di spaccio di marijuana. Una Volante stava attraversando piazza Caduti del Mare nei pressi di via Della Concordia ed ha notato un giovane alla guida di un motociclo che ha ceduto un involucro di carta stagnola ad una persona a piedi. I 2 sono  bloccati dagli agenti, che hanno sequestrato l’involucro contenente una modica quantità di marijuana nonché 30 euro. Poliziotti del Commissariato di P.S. “Nesima” hanno eseguito o.c.c.c. emessa in data  2 gennaio 2012 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di Carmelo LICANDRO 40enne, già agli arresti domiciliari per altra causa, per furto in abitazione perpetrato in data 5 febbraio 2010. Poliziotti della Squadra Mobile hanno arrestato il già noto Alfio RAPISARDA  53enne per detenzione ai fini di spaccio di cocaina. A seguito di un servizio di osservazione effettuato dagli Agenti della Sezione “Antidroga” in  via Fenga, Rapisarda è stato perquisito e, quindi, trovato in possesso di un involucro in cellophane contenente g 24 di cocaina.  Il medesimo personale nella nottata ha rinvenuto all’interno di un’abitazione di via Capo Passero (segnatamente in un piano ammezzato) una rivoltella cal.44 con matricola abrasa, una pistola giocattolo modificata e numerose cartucce di diverso calibro occultate con del panno.

Catania – Piede spezzato,  colpo arma da fuoco a capodanno. Un uomo 32enne è stato trasportato da un’ambulanza del 118 all’Ospedale “Garibaldi” essendo stato attinto al piede sinistro da un colpo di arma da fuoco molto verosimilmente esploso da ignoti in occasione dei festeggiamenti. Il ferimento sarebbe avvenuto in via Capo Passero ed avrebbe interessato la vittima che stava facendo rientro a casa. Il malcapitato è stato ricoverato per la frattura del malleolo del piede sinistro ed è stato giudicato guaribile in 40 gg. s.c.. A Mascalucia  in via Tremestieri, un 54enne accendendo un petardo raccolto da terra è stato investito dallo scoppio.  Immediatamente trasportato con  l’ambulanza del 118 presso l’ospedale “Cannizzaro” di Catania veniva riscontrato il “trauma complesso da scoppio di petardo mano sx” e giudicato in prognosi riservata per la funzione dell’arto interessato. Ad Acireale,  presso il pronto soccorso dell’Ospedale “Santa Marta e Santa Venera” si sono presentati due uomini, rispettivamente 32enne e 47enne, rimasti lievemente feriti a causa dello scoppio di petardi. Entrambi hanno riportato varie ustioni ed escoriazioni alle mani, giudicate guaribili in gg. 15 s.c..

 

Catania - Clan finanziato con rapine, 17  identificati. I presunti rapinatori ritenuti vicini alla cosca dei “Carateddi”.clicca e vedi tutte le foto. Agenti della Squadra Mobile hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa il 4 novembre 2011 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, dott.Santino Mirabella, su richiesta dei Sostituti Procuratori dott.Pasquale Pacifico e dott.Fabrizio Aliotta, traendo in arrestoclicca e vedi tutte le foto:Attilio BELLIA  33enne residente  a  Catania in via Brig. S. Di Stefano; Salvatore DI  MAURO  46enne residente a Catania Cortile Dell’Anguilla; Angelo RAGONESE  54enne residente a Catania in via Testulla; Grazia DIOLOSA’ 30enne residente a Catania in via Pavia, per la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il medesimo provvedimento restrittivo è in corso di notifica alle persone, attualmente detenute per altra causa:Agatino ZAPPALA’  23enne, detenuto presso il carcere di Siracusa; Giuseppe MUSUMECI  23enne, detenuto presso il carcere di Castelvetrano (TP); Sebastiano LO  GIUDICE    34enne, detenuto presso il carcere di Spoleto (PG); Antonino Gianluca STUPPIA  26enne, detenuto presso il carcere di Bicocca a Catania; Salvatore BONACCORSI   24enne, detenuto presso il carcere di Bari; Salvatore FIORENTINO    47enne, detenuto presso il carcere “Pagliarelli” di Palermo; Orazio MUSUMECI   29enne, detenuto presso il carcere di “Bicocca” a Catania; Daniele MUSUMECI   33enne, detenuto presso il carcere di Agrigento; Vincenzo BATTIATO 37enne, detenuto presso il carcere “Pagliarelli” di Palermo ; Maurizio CARCIONE  40enne,  detenuto presso il carcere di “Bicocca” a Catania; Antonino OSCINI  30enne, detenuto presso il carcere di Caltanissetta; Orazio CUNSOLO  49enne, detenuto presso il carcere “Ucciardone” di Palermo; Massimo VINCIGUERRA  33enne, detenuto presso il carcere di Piazza Lanza a Catania. I personaggi sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina aggravata dall’uso di armi, detenzione e porto illegale di armi.clicca e vedi tutte le foto

Adrano - Tentato omicidio: 4 in manette, accoltellano e sfregiano commerciante. I Carabinieri della Stazione di Biancavilla, coadiuvati dai militari di Adrano e dal Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò, nella notte, hanno arrestato i già noti adraniti, Luigi LEOCATA , 62enne ed i figli Nino , Pietro  e Alfredo , rispettivamente di 35, 32 e 21 anni. Gli arresti sono stati eseguito in esecuzione di un Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania. Lo scorso 27 settembre, un uomo di 31 anni di Adrano, titolare di una locale società che si occupa del commercio di frutta, si era recato al pronto soccorso dell’Ospedale di Biancavilla. Il malcapitato presentava profonde ferite al volto ed al corpo. L’uomo avrebbe riferito di essere rimasto coinvolto in un sinistro stradale autonomo. La versione fornita dal ferito non aveva convinto i Carabinieri di Biancavilla i quali hanno avviato le indagini del caso. Dagli accertamenti effettuati è infatti emerso che quella sera era sorto un diverbio tra uno dei fratelli LEOCATA e la vittima. La lite sarebbe stata sedata dagli operai della ditta che erano presenti sul posto. Poco dopo si sarebbero presentati presso l’azienda LEOCATA in compagnia del padre e degli altri due fratelli, armati di bastoni di legno e di un coltello a serramanico. I quattro avrebbero ripetutamente colpito la vittima provocandole lesioni da taglio e da punta al torace, all’addome ed al viso. Il malcapitato non aveva rischiato la vita solo grazie alla sua corporatura robusta che aveva evitato i fendenti indirizzati verso gli organi vitali. I LEOCATA, tutti già noti alle forze dell’ordine, sono stati tratti in arresto presso le rispettive abitazioni e rinchiusi nella Casa Circondariale di Catania a Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante. Tutti e quattro dovranno rispondere di tentato omicidio, porto abusivo di armi e minaccia aggravata in concorso.

 

Catania - Arrestato a Librino latitante Giovanni Arena, nascosto in casa. La Squadra Mobile etnea ha catturato il latitante catanese Giovanni ARENA 55enne alle ore 02.00, a conclusione di indagini che si sono avvalse di attività tecniche autorizzate dalla DDA di Catania, Sost.Proc. dott. Francesco Testa. Il personaggio era ricercato sin dal 1993,  allorchè sfuggì all’operazione Orsa Maggiore del dicembre del 1993, portata a termine nei confronti del clan Santapaola. Gli investigatori nell’indagine del tempo contestarono al soggetto i reati di omicidio, traffico e spaccio di stupefacenti, rapina ed estorsione, omicidio, tentato omicidio, porto abusivo d’armi, che, con altre successive, ha condotto all’emissione a suo carico della pena definitiva dell’ergastolo, comminata il 26 novembre 2008 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania, per omicidio volontario, associazione mafiosa,  spaccio e traffico di stupefacenti, incendio della Standa in via Etnea a Catania del gennaio 1990, e porto d’armi nell’omicidio di Maurizio Romeo del 31 ottobre1989, ad Acicastello, tentato  omicidio di Giuseppe Giordano del 10 settembre 1992, a Catania. Negli atti processuali è indicato come facente parte del gruppo di fuoco capeggiato da Severino Claudio SAMPERI (Collaboratore di giustizia che lo ha poi accusato).  Giovanni ARENA è inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità facenti parte del “Programma Speciale di ricerca”.  A seguito della perquisizione di numerosi appartamenti di viale Moncada 5 sc. B, che hanno impegnato 30 uomini della Squadra Mobile, l’ARENA è stato scovato proprio nella sua abitazione,  in un nascondiglio abilmente ricavato nell’intercapedine di un armadio e dissimulata da un meccanismo azionabile dal suo interno. Il latitante aveva con se una pistola semiautomatica calibro 9mm con matricola abrasa, completamente rifornita e con il colpo in canna. Per le forze dell’ordine la cattura del latitante Giovanni ARENA è l’ultimo risultato operativo dell’azione di contrasto che la Squadra Mobile etnea, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, ha condotto contro la famiglia malavitosa, radicata nel quartiere periferico di Librino, dove in passato ha monopolizzato lo spaccio di stupefacenti e che ha già consentito l’arresto della moglie Loredana AVITABILE e dei figli Antonio ARENA, Maurizio ARENA e Agatino ARENA, con le accuse di traffico di stupefacenti, associazione mafiosa e detenzione di armi, nonché del figlio Massimiliano per tentato omicidio  e rapina. Secondo gli investigatori la famiglia ARENA fino all’estate del 2008 avrebbe orbitato nell’area del clan Santapaola, ma a causa dei contrasti sorti proprio per il monopolio dello spaccio nel quartiere Librino, e della sua “piazza” più lucrosa, quella del Palazzo di cemento, sarebbe successivamente transitata nel clan SCIUTO-Tigna, venendo fagocitata nelle tensioni che la contrapposero all’area del clan Cappello dei BONACCORSI- Carateddi

 

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Salvo Barbagallo 

Calatabiano - Associazione mafiosa: CC eseguono 1 ordine carcerazione.  I Carabinieri della Stazione di Calatabiano, in esecuzione all’Ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte D’Appello di Catania, hanno arrestato il già noto Vito STRANO, 51enne, per associazione mafiosa. Il personaggio degli investigatori è ritenuto affiliato all’organizzazione mafiosa del clan Cintorino, dovrà scontare la condanna residua di 4 anni  di reclusione per il reato da lui commesso nel dicembre del 1999 a Fiumefreddo di Sicilia. L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza.

Catania - Donna specialista in scippi a donne. Agenti della Squadra Mobile hanno bloccato Patrizia PARDO  24enne per scippo ai danni di un’altra donna, in concorso con un complice. Patrizia PARDO, nella mattinata di ieri, in via Pacini ha “strappato” ad una donna la borsa mentre era a bordo di uno scooter condotto da un uomo. La vittima ha avuto modo di osservare bene la maldestra giovane in quanto questa, dopo averle tolto la borsa, si era girata verso di lei per guardarla con un sorriso beffardo in segno di sfida. La vittima, negli uffici della Squadra Mobile, ha riconosciuto, tra le tante foto poste in visione, quella segnaletica di Patrizia PARDO, già sospettata di diversi scippi commessi con le stesse modalità. Patrizia PARDO, alle ore 11,30 è stata ammanettata, avendo anche confermato agli agenti di essere lei l’autrice degli scippi commessi nelle zone centrali di Catania. I malfattori, una coppia di ladri, agivano sempre in danno di donne che passeggiavano con borse griffate. A conferma delle dichiarazioni rese, Patrizia PARDO ha fatto ritrovare ai poliziotti parte del contenuto della borsa appena scippata, dalla quale aveva prelevato circa 60 euro di bottino. 

Catania Stalker perseguita ex convivente: arrestato dai CC. I Carabinieri della Stazione di Nesima, in esecuzione di una Ordinanza di aggravamento della misura cautelare, hanno arrestato Massimo Salvatore GALLO, di anni 34, per maltrattamenti in famiglia e minacce. In passato, a seguito delle denunce per maltrattamenti in famiglia e minacce presentate dalla ex convivente, al personaggio era stato notificato un provvedimento di divieto di avvicinamento alla vittima. Il soggetto, ciò nonostante  aveva continuato nella sua illecita condotta ed era stato nuovamente denunciato dalla donna. A causa di tale ulteriore comportamento era stato sottoposto agli arresti domiciliari, il 27 febbraio 2011. Massimo Salvatore GALLO nonostante ciò, avrebbe eluso le restrizioni e continuato a perseguitare la vittima che non ha esitato a rivolgersi ai Carabinieri e denunciare i continui atti persecutori. Gli elementi raccolti dai militari sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria la quale ha emesso il provvedimento di carcerazione, quale misura di aggravamento della detenzione domiciliare. L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Catania Piazza.

S.Alfio CT2 in manette per rapina. I Carabinieri di S.Alfio, collaborati dagli uomini  dell’Aliquota Radiomobile Compagnia di Giarre, hanno arrestato I. O. 44enne, e B. A., 23enne, per rapina aggravata. I militari, nel corso di un servizio specificamente finalizzato ad arginare il fenomeno criminale, hanno bloccato i due mentre tentavano di fuggire a bordo di una Fiat Tempra. I malandrini avevano fatto irruzione, poco prima, in un negozio di alimentari di Milo, con il volto travisato ed armati di un coltello, avevano costretto la proprietaria a consegnare tutto il denaro custodito in cassa. La refurtiva è stata recuperata e riconsegnata alla titolare dell’esercizio commerciale. Gli arrestati sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

Catania 5 nigeriani spaccio da Centro Accoglienza a San Cristoforo, avevano chiesto asilo politico. Agenti della Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” della Squadra Mobile hanno arrestato, in esecuzione di un provvedimento di fermo di indiziati di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Catania i cittadini nigeriani Eddy MATHEW   27enne, Joy MATHEW 25enne, Daniel EBUGHE 29enne, Benard ASEMOTA, 21enne nonché l’ivoriana Cherry OKOHWO, 234enne, tutti ospiti del “Centro Accoglienza richiedenti Asilo Politico” di Mineo. All’interno della suddetta struttura, da qualche mese gli arrestati spacciavano marijuana dopo averla acquistata a Catania nella zona di “San Cristoforo”, come emerso dalla complessa attività di indagine espletata. Nel contesto sono state effettuate delle perquisizioni che hanno portato al sequestro di 27 confezioni di marijuana pronte per la vendita e di 1.153,00 € in contanti, quale provento dell’attività illecita. Gli arrestati sono stati associati, come disposto dall’A.G. competente, presso le Case circondariali di Caltagirone e Catania. Una delle due donne è stata condotta presso un’idonea struttura, in quanto madre di un neonato.

Pedara 1 accusato di rapina. Carabinieri di Pedara hanno tratto in arresto il già noto Danilo Angelo CALÌ, 20enne, di San Giovanni La Punta, su ordine di custodia cautelare emesso dalla Procura  della Repubblica presso il Tribunale di Catania. Il personaggio  è risultato  autore materiale in concorso della rapina commessa il 10 gennaio 2010 ai danni della pizzeria “7 +” di Nicolosi. Gli investigatori hanno acclarato che in particolare, in quella circostanza,  CALÌ, dapprima entrato nell’esercizio con la scusa di acquistare una bibita, vi avrebbe fatto ritorno insieme ad altri due complici e, sotto minaccia armata, si era fatto consegnare l’incasso della giornata pari a 3000 € in contanti. Il GIP, concordando con le attività investigative condotte dai Carabinieri, dalle quali sono emersi dei gravi ed inequivocabili indizi di colpevolezza sul conto del reo, ha emesso il provvedimento restrittivo. Le indagini sono ancora in corso al fine di identificare gli altri due complici. Il giovane, che si trovava già agli arresti domiciliari per un’altra rapina, è stato tradotto presso il Carcere di Catania Piazza Lanza. 

Catania - Guardiacoste muore per incidente stradale. La vittima è il sottufficiale della Guardia Costiera di Catania, Vincenzo Longo 33 enne. L’incidente sarebbe stato autonomo lungo la Strada Statale 192 Catania-Enna, all'altezza del Sigonella Inn, in prossimità di Catania. L'auto sulla quale viaggiava, una Peugeot '206', per cause ancora da accertare è precipitata da un'altezza di circa cinque metri finendo in un corso d'acqua. Sul posto è intervenuta la polizia stradale di Caltagirone. Prima di finire nel corso d'acqua, all'altezza di un ponte, l'auto ha percorso una trentina di metri lungo il ciglio della strada. L'uomo è morto sul colpo schiacciato dalle lamiere della sua auto. Il corpo dell'uomo è stato trasportato nell'obitorio dell'ospedale Garibaldi.  

Giarre - Maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, percosse,CC arrestano 33enne.  I militari della Stazione di Macchia di Giarre hanno tratto in arresto D. V., 33enne, incensurato, originario della Romania, residente a Giarre, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, percosse e lesioni personali. L’uomo, da tempo, teneva atteggiamenti irascibili e violenti nei confronti della moglie, una connazionale, che, in diverse circostanze, aveva aggredito e percosso, costringendola, anche, contro la sua volontà, ad avere rapporti sessuali. Il GIP, tenuto conto delle risultanze emerse  dall’attività investigativa svolta dai Carabinieri, a seguito della denuncia sporta dalla consorte, ha emesso il suddetto provvedimento restrittivo. L’arrestato è stato accompagnato al carcere di Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea.

AciCatena - 4 anni per sfruttamento prostituzione. I Carabinieri della Stazione di Acicatena hanno tratto in arresto Giuseppa CARAVELLO, 57enne, già nota, di Palermo, residente ad AciCatena, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Catania. La donna  dovrà scontare una pena di 4 anni, 3 mesi e 11 giorni di reclusione per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, commessi a Catania nel 1995 e  nel 1998. L’arrestata è stata accompagnata presso il Carcere di Catania Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea.

Catania –   Pastore picchia agnello in piazza: agenti salvano ovino. Uomini dell’U.P.G.S.P. sono intervenuti, ieri sera, in piazza Giovanni XXIII  a seguito di una “lite”. Gli agenti sul posto, hanno appreso dal richiedente che una persona, attraversando la strada “pretendeva” di essere seguita da un agnellino. Il povero animale si sarebbe rifiutato e poiché ciò non avveniva, il pastore avrebbe colpito ripetutamente con i piedi l’ovino, spingendolo verso la carreggiata dove stava per essere investito da un’autovettura. Una donna, a quel punto, ha recuperato la bestiola per riportarla verso il marciapiede, ma l’individuo le si è avventato contro, strappandole di mano l’agnello e sbattendolo ripetutamente per terra. I poliziotti, che avevano assistito direttamente a tale scena, sono intervenuti immediatamente per impedire all’esagitato - uno straniero  senza documenti e senza fissa dimora - di uccidere l’animale. L’extracomunitario, dopo gli accertamenti di rito necessari per l’identificazione e la valutazione della posizione sul territorio nazionale; nel reclamare per sé l’agnello, ha detto di esercitare talvolta il mestiere di pecoraio  e che, perciò, poteva fare ciò che voleva dell’agnello medesimo. La bestiola, sottoposta a sequestro, è stata affidata al proprietario di  un’azienda agricola in giudiziale custodia.

Caltanissetta - Questore Filippo Nicastro saluta uomini in servizio. Come consuetudine, a Capodanno, poco prima della mezzanotte, l’alto funzionario si è incontrato con gli equipaggi delle forze dell’ordine impegnati nei servizi di pubblica sicurezza e pronto intervento, per un veloce brindisi augurale. Le pattuglie della Sezione Volanti e della Squadra Mobile della Polizia di Stato, del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, un’ambulanza del Servizio 118 (che si è dovuta allontanare per una richiesta di intervento), si sono portate nei pressi del Municipio per il saluto. Erano presenti il Capitano dei Carabinieri Domenico Dente, Il Commissario della Polizia Municipale Giuseppe Danesi ed il Vice Questore Aggiunto della Polizia Fabio Lacagnina. Il Questore Filippo Nicastro ha rivolto a tutti gli operatori un sentito ringraziamento per l’impegno e la professionalità con cui contribuiscono quotidianamente a mantenere la sicurezza e l’ordine in città e per il senso del dovere con di li a poco avrebbero intrapreso il primo turno di servizio dell’anno. Tutti gli equipaggi, dopo uno scambio rapido di auguri, hanno ripreso l’attività operativa. Nel corso della notte non si sono verificati eventi rilievo.

Roma - Domiciliari a detenuti che stanno scontando condanne inferiori ai 4 anni. 20mila detenuti in meno nelle prigioni italiane. Pacchetto sicurezza: domiciliari per 3.300 detenuti, per l’effetto del decreto che alzerà fino a 18 mesi la pena residua che si può scontare ai domiciliari. Il pacchetto sancisce l'uscita dal circuito carcerario per gli arrestati in flagranza di reato.  In pratica quanti alimentano il fenomeno delle cosiddette porte girevoli, entrando in carcere per la sola immatricolazione per poi essere scarcerati o inviati ai domiciliari. In questo caso il beneficio sarebbe di circa 21mila detenuti di passaggio in meno ogni anno negli istituti detentivi italiani. L'obbiettivo del decreto legge messo a punto dal Guardasigilli Paola Severino, è stato già varato dal Consiglio dei Ministri.  Ai domiciliari quindi andranno i detenuti che stanno scontando condanne inferiori ai 4 anni, sarà concesso di trascorrere gli ultimi 18 mesi di pena ai domiciliari nella propria abitazione o in altra dimora. Si tratta dell'estensione della norma già approvata da Alfano che consentiva gli arresti domiciliari per gli ultimi 12 mesi di pena. La misura scadrà, come previsto, nel dicembre 2013 e riguarda nell'immediato circa 3mila persone. “Niente braccialetti elettronici perché devono ancora essere sperimentati ed è da dimostrare che hanno costi inferiori alla carcerazione preventiva” , avrebbe anche spiegato il ministro. Il decreto stabilisce che i fermati siano custoditi per 48 ore nelle celle di sicurezza di caserme e commissariati. E che l'udienza di convalida da parte del magistrato sia eseguita nel luogo di detenzione allo scopo di evitare i costi di trasferimento. Il soggetto arrestato per reati di un'offensività limitata dovrebbe essere portato direttamente dalla polizia giudiziaria in luoghi di custodia e nel giro di 48 ore il magistrato potrà decidere senza passare a ritualità di un ingresso in carcere che al 90% dei casi si risolve in una uscita dopo 72 ore. Le celle di sicurezza attualmente a disposizione sono 706. Con un disegno di legge delega il Governo punta alla depenalizzazione di alcuni reati, viene invece introdotto l'istituto della messa alla prova che consente di non recludere chi rischia una condanna fino a quattro anni. In pratica ad apertura del dibattimento si individua un percorso rieducativo per il quale deve subito essere espressa l'opzione: chi lo accetta non entra in carcere e presta lavori di pubblica utilità. Il percorso si blocca, e riparte il processo, se nel frattempo il soggetto torna a commettere reati della stessa indole.

Catania Carabinieri sequestrano pirotecnici : mortai a media e lunga gittata. I militari di Gravina di Catania hanno sequestrato 80 kg di materiale pirotecnico, di produzione cinese, e deferito in stato di libertà 2 personaggi già noti per detenzione e commercio illegale di artifizi pirotecnici pericolosi per l’incolumità delle persone e cose. I militari, in due diverse circostanze, in via Gramsci di Gravina ed in via De Gasperi di Mascalucia, hanno rinvenuto in banchetti di fortuna approntati per la vendita su strada del materiale esplodente appartenente alla 4^ e 5^ categoria del tipo mortai a media e lunga gittata denominati: “Vesuvio”, “Tuoni di mezzanotte”, “Missili”, “Torta Michelangelo”, “Dragon Boom”, “Tempesta”, “Coni Cinesi” e “Piro Star”, nonché altro materiale di fattura artigianale. A

Catania –  Bimbo senegalese 7 anni, scomparso da casa, Polizia trova a San Berillo. Un senegalese, residente, a Catania, nelle prime ore del giorno, ha sporto denuncia di allontanamento del proprio figlio di anni 7, il quale nella giornata di ieri era stato affidato al proprio zio residente in Città. Il piccolo, nel tardo pomeriggio di ieri,  dopo aver eluso il controllo dello zio, si era allontanato dall’abitazione facendo perdere le proprie tracce. Il bambino, anche in passato, si era reso autore di analoghi comportamenti. Gli investigatori, appresa la notizia della scomparsa del piccolo, hanno avviato immediatamente le ricerche che per tutta la notte si sono protratte. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, questa mattina, hanno raggiunto telefonicamente il padre del bambino ed il rappresentante del Senegal, conoscitore della stessa comunità e delle dinamiche interne. Le ricerche sono state indirizzate nel quartiere S. Berillo dove sono stati contattati i connazionali senegalesi e visionati vari luoghi. Il piccolo dopo varie ricerche è stato rintracciato in un fatiscente deposito  dismesso del quartiere S. Berillo, mentre dormiva. Il bambino è stato riconsegnato al padre che ha sentitamente ringraziato gli operatori.

Catania – ROC: comandante col. Corbellotti subentra a col. Sciuto. Il nuovo Comandante, del Reparto Operativo dei Carabinieri di Catania Ten. Col. Luca CORBELLOTTI, proviene dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri di Roma ed è ufficialmente insediato a Catania da lunedì 7 novembre 2011. Il cambio al vertice del Reparto Operativo dei Carabinieri di Catania è tra i 2 alti ufficiali: il Col. t.ISSMI Riccardo SCIUTO, che dopo due anni al Comando del Reparto Operativo dei Carabinieri di Catania, ha lasciato l’incarico per ricoprire quello di Comandante del Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento ed il nuovo Comandante, del Reparto Operativo dei Carabinieri di Catania Ten. Col. Luca CORBELLOTTI. Al neo comandante gli auguri di buon lavoro dalL’Informatore di Sicilia e personali. i.l.p.

Paternò  i militari hanno  sequestrato,  complessivamente, 90 chilogrammi di materiale pirotecnico qualificato come pericoloso. 2 soggetti già noti ed un incensurato vendevano gli artifizi “all’angolo della strada”. Oltre al materiale trovato sul “banchetto”  l’azione dei Carabinieri è stata estesa anche alle auto dei responsabili, dove è stata trovata la merce ancora confezionata in cartoni, pronta per essere smerciata. Le tre persone sono state denunciate per detenzione e commercio illegale di artifizi pirotecnici pericolosi per l’incolumità delle persone e cose. I rinvenimenti dei “botti”, tutti di fabbricazione cinese,  sono avvenuti in Largo Assisi e nella via Estonia di Paternò. I prodotti esplodenti sono stati tutti sequestrati, in attesa della loro distruzione. Sono in corso le attività di indagine finalizzate ad individuare il probabile deposito dal quale sono stati prelevati gli artifizi sequestrati a Paternò ed in altre località della provincia, tenuto conto che le varietà di “botti” rinvenute risultano tutte del medesimo tipo.

Catania             Il  Questore di Catania, il dottor  Antonino Cufalo    si è insediato ufficialmente. L'alto funzionario ha grande esperienza ed ha già ricoperto incarichi prestigiosi, ha tra l'altro diretto la Questura di Siracusa. Al neo Questore di Catania dottor  Antonino Cufalo gli auguri di buon lavoro da L'INFORMATORE di Sicilia e personali, avendone già avuto modo di conoscere ed apprezzare doti e qualità durante la guida della Questura di Siracusa. i.l.p.

 

Tortorici - Uccide a calci cane volpino di vicina. Il povero animale è morto tra le braccia della padrona, accorsa per tentare di soccorrerlo a terra, dopo essere stato colpito ripetutamente con ferocia inaudita.  Ad uccidere il cagnolino è stato un bracciante agricolo 54enne che è stato denunciato dalla polizia per avere ucciso a calci il cane volpino della sua vicina di casa. Il volpino avrebbe abbaiato troppo e non stava mai legato ha detto per discolparsi il bracciante.  Il personaggio è stato rintracciato dagli agenti del posto fisso di polizia di Tortorici che l’hanno denunciato per il reato di uccisione di animali. Il reato di uccisione di animali previsto e punito dall’articolo 544 bis del codice penale per chiunque cagioni la morte di un animale per crudeltà e senza necessità.

CataniaGuardia Giurata, senza stipendio, disperata tenta di darsi fuoco. Sulla vicenda ha preso posizione Domenico Risiglione (leggi lettera in pdf ) segretario provinciale del SINDACATO  NAZIONALE  GUARDIE  GIURATE che  ha inviato una lettera al PREFETTO ed QUESTORE di Catania evidenziando la drammatica situazione delle Guardie Giurate Falcon Sud Catania senza stipendio. Scrive Domenico Risiglione testualmente :Lavoratori Falcon Sud e competenze economiche arretrate.  Con la  presente diamo seguito alla vicenda triste e di disperazione che ha visto suo malgrado come protagonista un lavoratore della Falcon Sud.

 

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Catania CC:”Gatto selvaggio” 18 presunti santapaoliani presi tra Catania, Paternò, Bronte e Milano. (clicca  vedi foto e notizia) I reati ipotizzati : associazione mafiosa, estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania e svolte dai militari dell’arma del Comando Provinciale etneo. La magistratura ha emesso 15 Ordinanze di Custodia Cautelare in carcere e 3 sono agli arresti domiciliari. Nel mirino delle forze dell’ordine un clan mafioso di Bronte ritenuto organico alla cosca Santapaola-Ercolano. (clicca  vedi foto e notizia)

Catania “Mazzei”: 20 in manette per associazione mafiosa finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.    ( vedi  foto)

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