L'INFORMATORE DI SICILIA - GIORNALE D'INFORMAZIONE INDIPENDENTE - FONDATO E DIRETTO DA  IGNAZIO LA PERA - PER CONTATTARE LA  REDAZIONE SCRIVETE  A : info@informatoredisicilia.it  - SULL'INFORMATORE UNA PAGINA E' DEDICATA ALLE  NOTIZIE DI ULTIMORA

Editoriale di

Ignazio La Pera

 CATANIA

 CALTANISSETTA
 SIRACUSA
 LENTINI
 FRANCOFONTE

RUBRICHE

  in politica
 ANNUNCI
 CONCORSI
 INTERNET
 ZODIACO
 MUSICA   new

200 anni

200 anni

Catania -   Rubano 12000 lattine Coca Cola in Zona Industriale. I Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato in flagranza, ai domiciliari, 2 personaggi, 1 catanese ed 1 rumeno, rispettivamente 45enne e 25enne, per furto aggravato in concorso e ricettazione. Gli uomini dell’Arma, stanotte, intorno all’01,30, nella Zona Industriale, hanno intercettato i ladri a bordo di un furgone Fiat Iveco, successivamente risultato rubato il 9 luglio scorso. I militari, all’interno hanno trovato 463 colli di confezioni di “Coca Cola”, per un totale di 12.000 lattine, asportate dal deposito della ditta “Logimar S.r.l.” La refurtiva, interamente recuperata, è stata restituita agli aventi diritto mentre gli arrestati sono stati posti ai domiciliari in attesa di essere giudicati con il rito per direttissima.

CataniaDonna in manette per furto.  Agenti del Commissariato “Centrale”, hanno arrestato la romena Samanta TANASA 21enne, in quanto destinataria di un provvedimento di aggravamento di misura cautelare emesso dalla Corte di Appello di Catania, con il quale si dispone la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere. I  tutori dell’ordine a TANASA hanno altresì notificato la sentenza emessa il  2 luglio 2014 dalla Sezione Provvedimenti Speciali della predetta Corte di Appello poiché destinataria del Mandato di Arresto Europeo emesso dal Tribunale di Botosani (Romania) con riferimento alla condanna passata in giudicato alla pena di 1 anno di reclusione, per reati di furto. La donna, al termine delle formalità di rito è stata associata presso la locale casa circondariale di Piazza Lanza.

Catania2 rapinatori “trasferisti” in manette. I Carabinieri delle Stazione di Librino hanno arrestato Davide COSTA, 36enne e Carmelo TAMBONE, 4oenne, entrambi del luogo, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Firenze. I due dovranno espiare, rispettivamente, la pena di 3 anni e 7 mesi e 3 anni e 4 mesi di reclusione poiché riconosciuti autori di una rapina commessa a Firenze nel 2012. Gli arrestati sono stati associati nel carcere di Piazza Lanza.

CataniaMaltrattamenti in famiglia, 1 in manette. Agenti del Commissariato Centrale hanno ammanettato  Salvatore PLATANIA,  50enne nato a Catania, in ottemperanza all’ordine di esecuzione, emesso dalla Procura della Repubblica di La Spezia, dovendo espiare  la pena di 8 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia, tentata violenza sessuale e lesioni, e Gaetano SPANO’, 28enne nato a Catania, in esecuzione del provvedimento di carcerazione, emesso  dalla Procura della Repubblica  presso il Tribunale di Catania dovendo espiare la pena di 1 anno, 9 mesi e 27 giorni per spaccio di sostanze stupefacenti. Agenti del Commissariato, durante il servizio di controllo del territorio, mentre stavano transitando per le vie del rione San Cristoforo, hanno notato un giovane a bordo di un ciclomotore che alla vista della polizia è fuggito imboccando contromano le vie del quartiere. Il fuggitivo ha abbandonato il mezzo ed ha proseguito a piedi la fuga. Il giovane, dopo una strenua resistenza, è stato ammanettato ed identificato per Jonathan ROMANO, 19enne  nato a Catania.

Ragusa - Polizia cattura rapinatore rumeno. Il soggetto era già destinatario di un Mandato di Arresto Europeo. Daniel MOLDOVAN  35enne rumeno è stato condotto in carcere dove dovrà scontare 5 anni e 6 mesi di pena. Gli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato, hanno arrestato a Ragusa Daniel MOLDOVAN  in quanto responsabile di aver commesso diverse rapine in Romania. Gli investigatori della Squadra Mobile a seguito di accurate indagini avevano certezza della presenza a Ragusa del ricercato in considerazione del fatto che pochi mesi orsono era già stato arrestato in ottemperanza ad un Mandato di Arresto Europeo. Il personaggio aveva scelto l’Italia e Ragusa per trascorrere la sua latitanza con moglie e figli che cessava non appena le indagini portavano ad individuarlo sul territorio Ibleo. Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria conoscevano le abitudini della famiglia, ma erano consapevoli che la nuova cattura avrebbe dato del filo da torcere in quanto stavolta il nuovo provvedimento è definitivo nei suoi confronti. Il romeno, dopo l’arresto, aveva ottenuto prima gli arresti domiciliari e poi la libertà in attesa di una decisione da parte della Corte d’Appello di Catania. Gli investigatori   temevano che il soggetto potesse compiere qualche insano gesto durante le fasi della nuova cattura o potesse tentare di fuggire. Gli investigatori per questo motivo con 6 uomini della Squadra Mobile si sono messi vicino alla casa del catturando e dopo aver atteso una lunga notte, hanno scelto il momento migliore per eseguire la cattura. Le indagini per l’individuazione e cattura del latitante avevano avuto inizio pochi mesi prima in quanto il Dipartimento della P.S. – Direzione Centrale Polizia Criminale – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia Ufficio S.I.R.E.N.E., aveva segnalato la presenza sul territorio siciliano dei 2 coniugi ricercati dal 2007 in quanto rapinatori.  I fatti da loro compiuti in Romania per i quali erano state attivate le indagini sono particolarmente gravi, in quanto avevano commesso rapine con grande abilità ed in alcuni casi erano particolarmente violente. Il Commissario Capo della Polizia di Stato dott. Antonino Ciavola dirigente della  Squadra Mobile  afferma: “La Polizia di Stato, per mezzo degli uomini della Squadra Mobile, solo nel 2014 ha già catturato, in esecuzione di Mandati di Arresto Europeo ben 10 cittadini rumeni che hanno scelto l’Italia ed in particolar modo la provincia iblea per la loro latitanza, convinti di non essere scovati, contrariamente a quanto è stato dimostrato dagli investigatori”.

MisterbiancoTenta furto insegna pubblicitaria. I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno arrestato ai domiciliari, in flagranza Davide, CADIRI 38enne, catanese, per furto. Una Gazzella dell’Arma, stanotte, durante un servizio finalizzato a prevenire e reprimere i reati predatori, ha sorpreso e bloccato il soggetto in via Del Commercio mentre arraffava un cartellone pubblicitario di ferro, installato in strada. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

AcirealeRapina connazionali a Siracusa, cingalese preso ad Acireale. Poliziotti del Commissariato P.S. di Acireale hanno eseguito l’ordine di carcerazione a carico di Prasath Chamida FERNANDO WARNAKULASURIA 42enne, cingalese, regolarmente soggiornante sul territorio italiano, domiciliato ad Acireale, che dovrà espiare la pena residua di 2 anni e 6 mesi per rapina aggravata dalle lesioni provocate alla vittima. Il soggetto è stato condannato per due gravi episodi di rapina avvenuti entrambi nel settembre 2011, a Siracusa, ai danni di 2 connazionali colpiti violentemente con 1 bastone e feriti con un coltello. Le vittime, pur avendo riportato gravi lesioni, per timore di ulteriori offese ingiuste non avevano denunciato le aggressioni subite. La Polizia, avendo appreso i fatti per altro verso, aveva già avviato la ricerca del presunto autore il quale, nel frattempo, aveva prontamente lasciato il territorio di Siracusa. La  Squadra Mobile di Siracusa, in collaborazione con il Commissariato di Acireale, ha presto scoperto che il soggetto si nascondeva nella cittadina acese, giungendo alla sua cattura.  Prasath Chamida FERNANDO WARNAKULASURIA, già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato condotto nella Casa Circondariale “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria aretusea.

Catania  – Viola misure domiciliari, 1 in carcere. I Carabinieri della Stazione di Catania Ognina hanno arrestato il catanese Giampiero NICOTRA, 34enne in esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Corte d'Appello di Catania. Il personaggio, già ai domiciliari, per traffico di sostanze stupefacenti, il 5 giugno scorso, durante un controllo, è stato sorpreso dai militari in casa in compagnia di altri soggetti già noti alle forze dell’ordine violando le prescrizioni legate alla misura restrittiva. I Giudici, condividendo appieno l’informativa dei Carabinieri, ne hanno ordinato l’arresto e la traduzione al carcere di Piazza Lanza.

 

Bronte  CTUsa auto sottoposta a sequestro, denunciato. I Carabinieri della Stazione di Bronte hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Catania un 52nne, gravato già noto, per violazione di sigilli. Una pattuglia dell’Arma, durante un servizio di controllo alla circolazione stradale, ha sorpreso il personaggio alla guida della sua auto, già sottoposta a sequestro amministrativo per violazione al Codice della Strada.

Randazzo  CT- Filmato ed arrestato improvvisato ladro, vandalo e funambolo. I Carabinieri della Stazione di Randazzo hanno arrestato, in flagranza, un 46enne, del luogo,  per furto aggravato e danneggiamento. Il soggetto, stanotte, in una vera e propria escalation criminale ha iniziato col prendere di mira il bar Autostazione, di Piazza Basile, rubando 2 sedie e un impianto stereo; una bicicletta, in via Veneto; la somma in contanti di 40 euro, forzando la cassa di una rivendita di  panini, in Piazza Loreto; danneggiato il portone d’ingresso di  3 esercizi commerciali,  2 condomini, tutti ubicati lungo la via Veneto, apponendo della colla tipo super attack sulle serrature, nonché rompendo specchietti e  tergicristallo di due autovetture ivi parcheggiate. Le povere vittime, in diversi momenti, hanno iniziato a recarsi in caserma per raccontare l’accaduto ai Carabinieri che,   di primo mattino,  sono riusciti a ricostruire i fatti, anche con l’aiuto di alcune telecamere,  dando un volto al malvivente che, rintracciato,  nella propria abitazione è stato arrestato. L’intera refurtiva, trovata in casa del ladro, è stata restituita ai legittimi proprietari mentre l’uomo è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa del giudizio per direttissima.

Catania - Furto e rapina, 3  in manette. Lorenzo BONANNO 20enne, destinatario di ordine di esecuzione emesso il 5 giugno 2014 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania, dovendo espiare la pena di 1 anno, 4 mesi e 1 gg. di reclusione per il reato di furto in concorso, rapina, lesioni ed altro. Mirko Natale FUSTO 22enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il giorno  11 giugno 2014 dalla Procura della Repubblica di Catania, dovendo espiare la pena residua di 2 anni e 15 gg. di reclusione per il reato di rapina e ricettazione. Carmelo Silvestro PASSALACQUA 28enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il giorno 11 giugno 2014 dalla Procura della Repubblica di Catania, dovendo espiare la pena di 3 mesi di reclusione per il reato di furto aggravato.

Palagonia  CT - Pena definitiva per rapina. I Carabinieri della locale Stazione hanno  arrestato   Vito NAPOLI,  47enne del luogo, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Ravenna. Il personaggio deve espiare una pena di 2 anni, 6 mesi e 5 giorni di reclusione, perché ritenuto colpevole di  alcune rapine commesse, nel settembre del 2010, nel ravennate. L’arrestato è stato associato al carcere di Caltagirone (CT).

Belpasso  CT- Rapinatore trasfertista in Emilia Romagna in manette. I Carabinieri della locale Stazione hanno  arrestato  Giovanni Oscar MARLETTA 33enne, di Catania, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale Rimini. Il personaggio deve espiare una pena di 12 anni e 8 mesi di reclusione, perché ritenuto colpevole di  svariate   rapine commesse, tra il  settembre 2011 e il gennaio 2012,  nella province di Rimini e Cesena. L’arrestato è stato associato al carcere di Piazza Lanza.

Mineo  CT- Evade dai domiciliari CARA Nineo: CC preso. I Carabinieri  della locale Stazione hanno arrestato, in flagranza, AMODOU WORRY SOW CHERNO, 21enne originario della Guinea, per evasione. Il giovane, benché  sottoposto agli arresti domiciliari,  per tentato furto ed evasione, è stato sorpreso da una pattuglia dell’Arma in  Contrada CUCINELLA, lungo la s.p. 131, in palese violazione della misura restrittiva a cui era sottoposto. L’arrestato, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, è stato associato al carcere di Caltagirone.

CataniaLibrino, 4 presi con droga in auto, ai domiciliari.  I Carabinieri della Stazione di Catania Librino hanno arrestato ai domiciliari in flagranza Giuseppe LINGENTI, 19enne, Ignazio Mauro TAGLIARINO, 19enne,  Fabrizio PEPE, 41enne e un incensurato, altro 23enne,  tutti di Piazza Armerina (EN), per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Un pattuglia dell’Arma, mentre stava percorrendo viale Nitta, nel popolare quartiere di Librino, è stata attirata da quattro persone sospette  a bordo di una Fiat Panda. I militari, dopo aver fermato l’auto, l’hanno  sottoposta a perquisizione rinvenendo e sequestrando  2 involucri in alluminio contenenti circa  110 grammi di marijuana.  Gli arrestati sono stati posti ai domiciliari in attesa di essere giudicati con il rito per direttissima.

Catania -  Sperona  volante e  picchia agenti, 1 preso a Librino.  Poliziotti dell’U.P.G.S.P. ieri sera, hanno ammanettato il già noto Placido VERCOCO 20enne, per rapina, danneggiamento aggravato, resistenza e lesioni a P.U. La  Sala Operativa alle ore 23.00, ha diffuso la nota radio relativa ad una Fiat Uno che era stata appena rubata e che stava percorrendo alcune strade nel rione Librino. L’informazione era proveniente dall’apparato di rilevazione satellitare di cui era dotata la vettura. La volante di zona si è posta subito alla ricerca del veicolo, intercettandolo frontalmente, in viale San Teodoro, grazie alle indicazioni contestualmente fornite dalla sala operativa, in contatto con la ditta che gestisce il sistema di sorveglianza satellitare.  La  volante si è posta innanzi alla vettura che stava giungendo per sbarrarle la strada.   Il  conducente, piuttosto che bloccarsi, ha speronato frontalmente, la macchina della polizia continuando la corsa tallonata a vista dalla stessa volante incidentata. La rocambolesca corsa ha avuto termine presso la rotatoria spartitraffico di viale San Teodoro angolo viale Bummacaro, dove la Fiat Uno è andata ad impattare.  Il  ladro, rimasto illeso, è uscito velocemente dall’auto ed ha continuato a fuggire a  piedi lungo la discesa del viale San Teodoro.  I  due poliziotti non si facevano sorprendere ed hanno continuato l’inseguimento, prima in auto e poi a  piedi.  Il  maldestro è entrato in un’area isolata, sterrata e con presenza di arbusti che costeggiavano la strada.  Gli  agenti sono riusciti a raggiungere, il ladro che con particolare veemenza, ha iniziato a sferrare contro di essi calci e pugni, colpendoli ripetutamente. con difficoltà, gli agenti sono riusciti ad avere la meglio sul  soggetto bloccandolo ed ammanettandolo. I 2 poliziotti hanno riportato  entrambi contusioni varie. Il malfattore, identificato per   Placido VERCOCO, residente a Biancavilla, è stato  dichiarato in   arresto per lesioni e resistenza a P.U., danneggiamento dell’autovettura di servizio, nonché per rapina c.d. ”impropria”, per la violenza opposta per sottrarsi all’arresto e mantenere il possesso del bene trafugato. Gli agenti hanno inoltre contestato la guida senza patente perché mai conseguita e la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, essendosi rifiutato di sottoporsi al narcotest. Su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria, veniva associato presso le locali camere di sicurezza in attesa di giudizio per direttissima della mattinata.

CataniaTenta imporre droga a ragazza: 2 in manette. Si tratta di : Sobui BAUOB 23enne e Mady Ibrahim KAN  26enne senegalese. Poliziotti  dell’U.P.G.S.P., alle ore 22.30 hanno ammanettato il senegalese Sobui BAUOB 23enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e per aver istigato una minorenne all’uso della medesima sostanza. L’episodio si è verificato in tarda serata nella piazzetta delle Belle precisamente, nel rione San Berillo Vecchio, luogo frequentato da giovanissimi in alternativa alla piazza Vincenzo Bellini.  Una  minorenne è stata avvicinata da un giovane di colore il quale le propose di acquistare due “stecchette” di marijuana. a  giovane aveva fiutato in maniera estremamente decisa la proposta, ma il pusher ha continuato ad insistere, quasi le stesse proponendo l’acquisto di una qualsiasi mercanzia. La ragazza, infastidita, pur di sottrarsi a tale situazione, si è allontanata frettolosamente dal luogo, dimenticando il cellulare sopra la macchina su cui si era appoggiata. La giovane, un attimo dopo, resasi conto della dimenticanza è tornata sul posto, dove però non vi erano più ne l’extracomunitario che il cellulare. La donna a quel punto, senza perdersi d’animo, con l’apparecchio di un’amica ha telefonato subito al 113, narrando all’operatore l’accaduto. Gli  agenti delle Volanti, impegnati nella vigilanza della vicina piazza Bellini, su indicazioni della Centrale operativa, sono stati dirottati in piazzetta delle Belle. I poliziotti da lì, insieme alla vittima, hanno avviato subito le ricerche del ladro/spacciatore. Il maldestro è stato rintracciato poco distante, mentre era in compagnia di altri ragazzi. Il “furbo” si era già disfatto del telefono cellulare, in compenso aveva ancora con sé le due stecchette di marijuana che aveva offerto prima alla ragazzina.  BAUOB, privo di permesso di soggiorno, è stato arrestato e trattenuto in Questura in attesa del giudizio per direttissima previsto per la mattinata.  L’attività di prevenzione condotta dall’U.P.G.S.P. durante la “movida” del week-end nel centro storico è stata effettuata anche a mezzo di Unità Cinofile Antidroga ed ha dato esito positivo. I poliziotti, intorno alle ore 22.00, durante un giro di ricognizione in piazza Vincenzo Bellini, hanno  seguito  il  cane che  ha trascinato il proprio conduttore verso un giovane di colore fermo all’angolo della stessa piazza assieme ad un altro straniero. Il maldestro, intuito che il cane li aveva scoperti, si è dato alla fuga.  Il   complice, in quel momento distratto e con la visuale ostruita da molti giovani, è stato bloccato dagli agenti prima che potesse fare la stessa cosa. Il personaggio è stato quindi identificato nella persona già nota Mady Ibrahim KAN  26enne senegalese. Il soggetto tra gli slip nascondeva  33 grammi di marijuana. Il  soggetto, che annoverava precedenti specifici, è stato ammanettato per detenzione ai fini di spaccio di marijuana e condotto in Questura in attesa del giudizio per direttissima previsto per la mattinata.

CataniaSpaccio a Librino, Condor bloccano 55enne. La Squadra Mobile nel pomeriggio di ieri, ha tratto in arresto:   Arduino Stefano TURCHETTI  55enne  perché responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I tutori dell’ordine, nell’ambito di servizio  predisposti per la repressione dello spaccio di stupefacenti, nel pomeriggio di ieri, in viale Grimaldi del quartiere di “Librino”, hanno notato uno  strano andirivieni di un soggetto di mezza età che faceva la spola da un garage di uno stabile alla pubblica via, consegnando di volta in volta “qualcosa” a delle persone che si fermavano nei pressi.I Condor insospettivi dal comportamento del soggetto hanno proceduto al suo controllo ed a quello del garage, nel cui interno hanno rinvenuto e sequestrato  55 involucri di carta stagnola, contenenti complessivamente 220gr. di marijuana, e 8 involucri di cellophane termosaldati all’apice, contenenti complessivamente 2,6gr. di cocaina. I poliziotti, addosso al TURCHETTI hanno rinvenuto la somma di 240,00 € ritenuta provento dell’illecita attività. TURCHETTI  è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Catania Nocchiero accusato: immigrazione clandestina. Agenti della Squadra Mobile di Catania nella nottata, hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto il cittadino eritreo:Mohamed OSMAN  43enne. Il personaggio è   gravemente indiziato del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il soggetto è stato individuato quale conducente di un’imbarcazione in legno su cui stavano viaggiando 216 migranti, soccorso il pomeriggio del 7 maggio sulla nave della Marina Militare “Vega”, impegnata nell’operazione “Mare Nostrum”,  giunta alle ore 17.30 circa di ieri nel Porto di Catania con a bordo ulteriori 106 migranti soccorsi nel pomeriggio del 7 maggio  dalla nave della Maria Militare “Aliseo” e successivamente trasferiti sulla “Vega”. Il fermato è stato associato presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Tremestieri Etneo  CTCC bloccano evaso. Daniele BARONE,   26enne era in via Pietro Dell’Ova a bordo di un SH 300. I Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania hanno arrestato Daniele BARONE, già sottoposto agli arresti domiciliari a Catania, per evasione e denunciato un 31enne per guida senza patente. Una  gazzella, ieri sera a Tremestieri Etneo, durante un servizio di controllo alla circolazione stradale, in via Pietro dell’Ova ha imposto l’Alt a due individui a bordo una  moto Honda SH 300. La  persona alla guida del mezzo per sfuggire al controllo ha effettuato una manovra repentina, ne è scaturito un breve e concitato inseguimento alla fine del quale i due sono stati bloccati. I  militari hanno accertato che il passeggero, Daniele BARONE, era evaso dai domiciliari mentre il conducente è risultato sprovvisto di patente di guida. I due, che si sono opposti energicamente ai militari prima di essere bloccati, sono stati denunciati anche per resistenza a Pubblico Ufficiale in concorso. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato tradotto nuovamente agli arresti domiciliari.

Catania - CC  47enne ai domiciliari per furto, denunciato un minore. I  Carabinieri delle Compagnia di Fontanarossa coadiuvati dai militari della Compagnia d’Intervento Operativo del XI BTG Puglia nell’ambito del servizio di controllo del territorio “Piano di Azione Trinacria”, hanno effettuato  attività nel quartiere San Francesco la Rena, ed hanno: ammanettato  Epifanio Alfio REALE, 47enne, di Misterbianco, e contestualmente denunciato alla Procura della Repubblica del Tribunale dei Minori di Catania un 17enne, per furto aggravato in concorso. I Militari hanno sorpreso e bloccato i 2 in via Ricino mentre  erano intenti ad asportare delle grondaie metalliche e travi di legno in un’abitazione abbandonata.  L’arrestato è stato tradotto ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo mentre il minore è stato affidato ai propri genitori. I carabinieri, nel corso del servizio sono state controllate 20 persone, 7 veicoli, un esercizio commerciale e 18 tra soggetti sottoposti a misure detentive domiciliari e sorvegliati speciali.

Catania - Corte Assise Appello presidente Russo, omicidio Benvenuto: assolto Briganti, tesi difensiva avvocato Santi Terranova. E’ stata legittima difesa. La Corte di Assise d'Appello di Catania, presidente Russo, nei giorni scorsi, ha assolto Umberto BRIGANTI, agricoltore 57enne di Francofonte, dalla contestazione di omicidio volontario ai danni di Salvatore Benvenuto, 60enne detto Ciatuzzu, netturbino  di Francofonte. Il fatto di sangue avvenne il 7 luglio 2006 nelle campagne in contrada Masireschi, in territorio di Francofonte. Secondo la ricostruzione la vittima era intervenuta, con un personaggio noto alle forze dell’ordine, della zona, tale Gino MALLIA, per perorare la causa di Salvatore DRAGO che aveva un contenzioso legato alla compravendita di un agrumeto con il nipote dell'omicida Gesualdo Briganti. La disputa di natura finanziaria tra il Briganti ed il proprietario terriero in ordine alla compravendita di appezzamento di terra per il quale l'imputato aveva già pagato soltanto una parte della caparra precedentemente concordata sarebbe stato l’elemento scatenante. Il mancato rispetto degli accordi aveva indotto il proprietario terriero a ritenere nullo l'atto di compravendita, ma la sua decisione fu aspramente contestata dal Briganti, il quale se in torto per non avere onorato gli impegni presi, non voleva perdere quello che lui riteneva un giardino. Alla fine della fallita trattativa  proiettili sfiorarono Umberto Briganti che, pur se terrorizzato per essere un facile bersaglio, si gettò a terra e strisciando raggiunse la cuccia del cane, dal cui interno prelevò un fucile. Caricata l'arma, Briganti esplose fucilate in direzione del  posto da dove erano partiti i colpi di pistola. Impugnando il fucile il Briganti si avvicinò alla parte in cui erano partiti i colpi di pistola e scoprì a terra il Benvenuto, che stava sanguinando. Briganti ed altri due suoi congiunti si prodigavano a soccorrere Benvenuto, e l’accompagnarono all'ospedale di Lentini. I  medici constatarono la morte. Briganti, arrestato dai Carabinieri dopo una settimana di latitanza, raccontò immediatamente di avere ucciso per legittima difesa, ma nessuno gli diede credito, se non l’avvocato Santi Terranova. La Corte di Assise d'Appello di Catania, ha definitivamente accertato, con l'esito del giudizio di secondo grado, che la vittima, prima di essere raggiunta da un unico colpo di fucile esploso da Umberto Briganti, aveva sparato 1 colpo di pistola probabilmente nei confronti di quest'ultimo. I Giudici aretusei in primo grado, avevano inflitto a Umberto Briganti la condanna a 18 anni di reclusione denegando la scriminante della legittima difesa per “avere l'imputato generato una situazione di pericolo predisponendosi a respingere un eventuale attacco del Drago”. La tesi difensiva proposta dall'Avvocato Santi Terranova è stata definitivamente accolta dalla Corte di Assise d'Appello ravvisandosi chiaramente nel comportamento del Briganti i caratteri della legittima difesa che ha consentito l'emanazione di una sentenza pienamente assolutoria.

Ultimora    nov dic 2013

ULTIMORA 2014

Ultimora    gen 2014

Ultimora    feb-mar  2014

Ultimora  apr 2014

Ultimora_web  apr 2014

Ultimora  mag 2014

Ultimora_web  mag 2014


NOTIZIE ULTIMORA 24 ORE SU 24



Preso a Vaccarizzo 1 ricercato


ultimo aggiornamento

 

 

 

CataniaPreso a Vaccarizzo 1 ricercato. La Squadra Mobile ha tratto in arresto: Andrea GAMBERO 34enne già noto,  che si era reso irreperibile il 3 luglio, nel corso dell’esecuzione di ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa il   18 giugno 2014 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di 41 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di cui all’art.7 L.203/91. Andrea GAMBERO è stato catturato nell’abitazione al Villaggio Aurora in contrada Vaccarizzo. Con l’arresto di Gambero è stata data completa esecuzione all’operazione “FORT APACHE”  Espletate le formalità di rito l’arrestato è stato associato presso la casa circondariale “Bicocca” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

CataniaEvaso dai domiciliari, preso per rapina. Poliziotti della Squadra Mobile – Quarta Sezione, col personale del Compartimento di Polizia Stradale, nel pomeriggio hanno tratto in arresto: Carmelo LA ROSA, 33enne già noto ed agli arresti domiciliari. Il personaggio è ritenuto responsabile dei reati di tentata rapina, rapina consumata ed evasione dagli arresti domiciliari. I tutori dell’ordine della Quarta Sezione - Contrasto al crimine Diffuso, unitamente al personale del Compartimento Polizia Stradale, a seguito di una mirata attività tesa al contrasto ai reati contro il patrimonio, hanno tratto in arresto Carmelo LA ROSA. la locale Sala Operativa , alle ore 14 circa, ha diramato la nota di rapina in corso, ad opera di 1 individuo presumibilmente armato, presso una tabaccheria. La  stessa Sala Operativa, dopo pochi attimi, ha comunicato che il malvivente era fuggito senza riuscire nell’intento di compiere il reato. Il maldestro si era allontanato in direzione della Piazza Dei Martiri. La Centrale contestualmente ha fornito le descrizioni del soggetto, alto circa 1,65 mt. ed indossante maglietta e bermuda di colore blu. La  Sala Operativa, pochi minuti dopo, alle ore 14,30 circa ha diramato la nota di rapina in corso presso l’ufficio postale di viale Africa – Agenzia 1.  Il poliziotti si sono recati immediatamente in direzione dell’ufficio postale ma nel contempo il rapinatore era già uscito dall’ufficio postale con il bottino, fuggendo in direzione di Piazza Europa. Gli Agenti Operanti della Squadra Mobile, col personale della Polizia Stradale che si trovava in viale Africa, hanno notato un soggetto, che corrispondeva perfettamente alle descrizione fornite dalla Sala Operativa. Il sospetto stava correndo in direzione di Piazza Europa ed immediatamente è stato bloccato. Il personaggio è stato, identificato per il già noto Carmelo LA ROSA, 33enne, e trovato in possesso della somma di 675 €, provento della rapina commessa poco prima all’ufficio postale. LA ROSA è stato tratto in arresto. I poliziotti  successivamente hanno condotto l’arrestato presso gli uffici della Squadra Mobile, ed accertava che l’arrestato si trovava in atto sottoposto alla misura degli arresti domiciliari e pertanto veniva arrestato anche perché responsabile del reato di evasione. Espletate le formalità di rito, Carmelo LA ROSA è stato condotto presso la locale Casa Circondariale di Piazza Lanza.

Catania CC Blitz a San Cristoforo “fortino” droga Operazione Lava, 23 presi. I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione, nel capoluogo etneo, ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 22 soggetti, dei quali 19 sottoposti alla detenzione in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed 1 alla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, ritenuti tutti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito e spaccio di sostanze stupefacenti. I militari contestualmente hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale dei Minorenni su richiesta della Procura della Repubblica di Catania nei confronti di un minore per i medesimi reati. Il maggior numero dei provvedimenti è stato eseguito in via Trovatelli – via Alogna, una delle zone maggiormente degradate dell’area urbana catanese, ritenuta al momento uno dei più floridi mercati all’aperto di droga del quartiere San Cristoforo.  I Carabinieri di Piazza Dante su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, hanno focalizzato la loro attenzione su una piazza di spaccio, ubicata tra il civico 4 di via della Lava ed il civico 58 di via Trovatelli, una sorta di zona “bunker” ritenuta inaccessibile e quindi morfologicamente perfetta per ospitare il fulcro dell’economia illecita della zona. L’indagine ha avuto come obiettivo quello di monitorare l’area, ritenuta la zona prescelta per ospitare una delle più grandi piazze di spaccio di Catania, tanto da meritare la creazione di un sistema di spaccio, in cui ogni affiliato aveva un compito preciso, dei turni, ed una gerarchia da rispettare. I carabinieri in tale quadro hanno osservato l’esistenza di una vera e propria “catena di montaggio” fatta da vedette, corrieri e spacciatori, tutto sotto la supervisione di un “doppio sistema dirigenziale” costituito dai  i fratelli MUSUMECI, ritenuti bracci operanti dei principali referenti, i fratelli SCUDERI. L’attività investigativa, dei militari dell’Arma si è protratta  nel periodo tra dicembre 2012 e marzo 2013, ed ha consentito di accertare la responsabilità degli indagati in merito ad una fiorente attività di traffico e vendita di cocaina e marijuana. Gli investigatori nel corso dell’indagine, supportata da attività tecniche video, telefoniche ed ambientali, hanno documentato 18 arresti in flagranza di reato, oltre 130 segnalazioni ex art. 75 d.p.r. n. 309/90 di soggetti assuntori di sostanza stupefacente, clienti molto spesso abituali della piazza di via Trovatelli, ed il sequestro di complessivi circa 2 kg. di marijuana, circa gr. 150 di cocaina, oltre alla somma di € 5.000.

Paternò - Omicidio Leanza, moglie, gravemente ferita, CC trovano auto sicari. Salvatore Leanza, 59enne  è stato assassinato di mattina alle 7,00  era a bordo della auto Alfa Romeo 156  guidata dalla moglie Barbara Bonanno, 58enne in viale dei Platani a Paternò. Il sindaco di Paternò Mauro Mangano: “Sappiamo che la mafia esiste  e questa consapevolezza deve spingerci, ogni giorno, a lottare contro di essa.” Salvatore Leanza  è ritenuto dalle forze dell’ordine esponente del clan Alleruzzo-Assinnato, ed  è stato freddato con un fuoco di piombo  da più sicari che avrebbero agito con il volto coperto. I carabinieri hanno trovato una Fiat Punto bruciata nelle campagne di Paternò. L'auto era stata rubata la notte scorsa a Santa Maria di Licodia. Gli investigatori non escludono che si possa trattare dell'auto utilizzata dai sicari per l'agguato in cui è stato ucciso Salvatore Leanza. I militari dell’arma avrebbero raccolto le dichiarazioni della moglie prima che venisse  trasportata nell'ospedale Santissimo Salvatore. Barbara Bonanno ha parlato con i carabinieri: l’Alfa Romeo, da lei guidata  perché il marito era senza patente, sarebbe stata affiancata,  superata da un’altra macchina dalla quale poi sarebbero scesi 2 sicari che con il volto travisato. I killer hanno esploso numerosi colpi mortali. Salvatore Leanza, investito dal fuoco di piombo, almeno tre proiettili l’hanno colpito la testa, sarebbe morto sul colpo, la donna è stata colpita al torace. Gli uomini del Comando provinciale dell’Arma  con il coordinamento della DDA di Catania stanno vagliando il passato della vittima. Salvatore Leanza era stato condannato per l'omicidio di Alfio Avellino nel 1979, che  gestiva una radio privata ad Adrano. Secondo il pentito Giuseppe Pellegriti, che prima si era autoaccusato e dopi aveva ritrattato, furono anche Salvatore Leanza, Salvatore Santangelo, Nicolò Lo Cicero e Placido D'Oca. Pellegriti dichiarò durante il processo di essersi inventato tutto e di aver accusato Leanza, Santangelo, Lo Cicero e D'Oca perché gli inquirenti lo avevano indotto a fare i loro nomi. Salvatore Leanza era stato condannato all'ergastolo, la pena era stata commutata in 30 anni. La vittima usufruendo benefici di legge era tornata libera e tornata a Paternò. Gli investigatori  stanno valutando se il rientro abbia  avviato preoccupazioni o vendette che avrebbero mosso criminali della zona. In merito all’omicidio compiuto  a Paternò, il primo cittadino del comune etneo, Mauro Mangano, ha dichiarato: “Al dispiacere per quanto accaduto si aggiunge anche la preoccupazione,  perché ciò che è successo oggi ci segnala una probabile attività criminosa che persiste nei nostri territori, nonostante in alcuni periodi sia meno cruenta e faccia meno rumore; la speranza, adesso, è che ciò che è avvenuto stamani non preluda ad altri atti di questo tipo. Siamo in contatto costante con i Carabinieri della compagnia di Paternò   e sappiamo che i militari dell’Arma e la Dda di Catania sono in prima linea nelle attività investigative per scoprire i colpevoli, e stanno inoltre rafforzando i controlli sul territorio per salvaguardare l’incolumità dei cittadini e questa è per noi una rassicurazione”.

Paternò -  Imprenditore denuncia estorsione:  CC 6 in manette.  Si tratta dei già noti : Alfio LICCIARDELLO detto “U Cavvunaru”, 52enne, Salvatore LICCIARDELLO 53enne, Francesco ALBERTI, 44enne, Roberto CAMARDA 48enne, Teodoro CHIARELLA, 26enne, e Roberto LEUCI, 38enne. Le indagini sono scaturite dalla collaborazione dell’imprenditore che ha deciso coraggiosamente di denunciare perché ormai sfinito dalle innumerevoli vessazioni subite, talvolta rivolte anche ai suoi familiari. I militari, acquisita la testimonianza, hanno avviato una serie di attività tecniche e di riscontro, avvalorando quanto esposto dal denunciante. I  Carabinieri della Compagnia di Paternò (CT) di mattina hanno arrestato Alfio LICCIARDELLO, già noto per omicidio ed associazione mafiosa, Salvatore LICCIARDELLO già condannato per associazione mafiosa; Francesco ALBERTI, già noto, Roberto CAMARDA già noto, tutti nativi di Belpasso, Teodoro CHIARELLA, già noto e Roberto LEUCI, già noto, entrambi di Brindisi, indagati per estorsione aggravata commessa avvalendosi del metodo mafioso ai danni di un imprenditore locale, titolare di un’azienda agricola e casearia. A capo dell’organizzazione sarebbe emersa la figura di Alfio LICCIARDELLO, già noto alle cronache per essere ritenuto un affiliato di spicco del clan del “Malpassotu”, che, avvalendosi del suo spessore criminale e della fattiva collaborazione degli altri indagati, avrebbe tentato di impossessarsi dell’attività economica del denunciante e di estrometterlo dal locale mercato del commercio di prodotti caseari per acquisirne il monopolio. Il progetto criminale sarebbe iniziato quando   LICCIARDELLO, dispoticamente, recandosi presso l’azienda della vittima avrebbe prelevato delle vasche e dei macchinari per la produzione di prodotti caseari, per un valore di circa 5000€. L’attività intimidatrice sarebbe  proseguita mediante un sistema di imposizioni poste in essere sul territorio di Belpasso all’indirizzo dei commercianti che acquistavano dal denunciante ricotte e formaggi.   LICCIARDELLO avrebbe  imposto di rifornirsi da lui e dai suoi collaboratori. La vittima è stata infine costretta a cedere una cospicua quantità giornaliera di latte in favore dei suoi aguzzini, così da non riuscire più neanche a proseguire la sua regolare lavorazione subendo, di fatto, un danno economico di circa 20.000€. Il  GIP del Tribunale di Catania, a conclusione dell’attività di indagine, su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica, ha condiviso appieno il quadro probatorio rappresentato dai Carabinieri, ed ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei sei personaggi, tutti relegati nel carcere di Catania Bicocca.

Ragusa   - Video svela  rapinatore seriale etneo, specialista banche tra RG e SR. Si tratta di Filippo GRASSO  41enne nato e residente a Catania. La  Polizia di Ragusa, a seguito di complicate indagini ha arrestato il rapinatore seriale catanese, già “cliente” della Squadra Mobile. Il soggetto era già ritenuto responsabile di altre rapine a Modica e Comiso. Il seriale è accusato di avere commesso 3 rapine ai danni delle filiali di San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari ed Avola della Banca Agricola Popolare di Ragusa. L’aspetto più delicato dell’indagine: la comparazione mediante sofisticati software in dotazione alla Polizia di Stato delle caratteristiche somatiche del rapinatore. Il dirigente della squadra mobile Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino Ciavola di Ragusa Sezione Antirapine – ha nuovamente arrestato Filippo GRASSO in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa su richiesta del Sost. Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa. Il personaggio é ritenuto responsabile di aver commesso ben 3 rapine nelle province di Catania e Siracusa per un totale di quasi 30.000€ oltre quelle già commesse e per le quali era stato arrestato pochi mesi prima. Al soggetto vengono contestate le seguenti rapine commesse tutte utilizzando 1 taglierino per minacciare dipendenti e clienti delle diverse filiali della Banca Popolare di Ragusa:il 18 marzo 2014, filiale di San Michele di Ganzaria (CT);il  2 aprile 2014 filiale di Mirabella Imbaccari (CT); il   7 aprile 2014, filiale di Avola (SR). Le indagini che hanno portato al nuovo arresto di Grasso, sono nate dall’operazione nella quale era stato arrestato ad aprile che era stata denominata “Abituè”. Gli investigatori hanno rilevato che il rapinatore aveva scelto come unico obiettivo la Banca Popolare di Ragusa, senza mai “tradire” la sua scelta iniziale in ogni provincia dove si recava. Effettivamente nome più azzeccato non poteva essere dato, considerato che a seguito dell’arresto del 18 aprile scorso, gli investigatori della Squadra Mobile di Ragusa continuarono le indagini finalizzate ad individuare eventuali complici e/o autori di altre rapine ai danni dello stesso istituto di credito o di altre banche. I poliziotti scoprirono che pochi giorni prima della cattura aveva compiuto altri colpi. Gli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Ragusa (quasi sorpresi), hanno riscontrato in tempi record che Grasso avrebbe perpetrato pochi giorni prima dell’arresto altre rapine ai danni del medesimo istituto di credito, ma recandosi in altre filiali ed in paesi molto piccoli spesso poco presidiati dalle Forze di Polizia. Le indagini precedenti avevano permesso di appurare che Grasso era l’autore di 3 rapine (Modica Alta, Comiso e Palazzolo Acreide) dalle quali aveva ricavato oltre 30.000€. Le modalità delle rapine erano particolarmente gravi, considerato che utilizzava un pericoloso taglierino che in alcune occasioni aveva puntato alla gola dei cassieri. Le indagini condotte dagli investigatori della Polizia di Stato anche dopo averlo tratto in arresto per le prime 3 rapine, sono continuate ininterrottamente al fine di individuare altri complici od arrivare all’identità degli autori di altre rapine commesse ai danni di altre banche. Il rapinatore ha sempre agito a volto semi scoperto  in quanto solo una piccola parte del viso rimaneva libera da indumenti e questo errore per lui è stato fatale perché ha permesso di comparare le immagini a volto scoperto con quelle quando era quasi del tutto travisato. Grasso, esattamente come per altre rapine per le quali era stato arrestato, agiva sempre in pochi secondi; faceva ingresso in banca, si avvicinava alle casse ed estraeva il taglierino; dopo aver rassicurato i dipendenti li incitava a mettere tutto il denaro in cassa e li minacciava qualora avessero avvisato la Polizia. Il rapinatore, quando aveva difficoltà logistiche per accorciare i tempi scavalcava il bancone delle casse per poi allontanarsi velocemente. Gli investigatori della Squadra Mobile ragusana dopo averlo arrestato ad aprile erano ormai certi della sua identità e per questo hanno analizzato i fotogrammi con comparazione mediante l’uso di speciali software dei fotogrammi nei quali aveva parte del viso scoperto e dopo giorni e giorni di analisi ottenevano il risultato sperato richiedendo alla Procura della Repubblica di Ragusa una nuova misura cautelare. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Ragusa con la collaborazione della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Avola, ascoltando e riascoltando i dipendenti delle banche oggetto di rapine. Gli elementi raccolti dagli investigatori nelle due limitrofe province hanno permesso senza alcun dubbio di trarre in arresto Filippo Grasso che con questi ulteriori elementi è finito in carcere. “La Polizia di Stato sottolinea l’importanza della collaborazione delle vittime per addivenire all’identità degli autori del reato subito. Anche in questo caso è stata ottima la collaborazione tra la Squadra Mobile e l’ufficio di sicurezza della Banca vittima delle rapine, valore aggiunto dell’indagine conclusa”. “Questo arresto fa seguito all’operazione “Abituè” ed all’operazione “SMACK” della Squadra Mobile di Ragusa dei mesi addietro, attività che hanno permesso la cattura di altri rapinatori catanesi, colpevoli di aver commesso una dozzina di rapine per un bottino complessivo superiore a 180.000 €”.

CataniaPresi in azione 2 minorenni topi d’auto. Agenti della Squadra Mobile hano arrestato P.V.A. 16enne e V.C.J.15enne per tentato furto in concorso di autovettura. A seguito di segnalazione della Sala Operativa che indicava due giovani che armeggiavano nei pressi di una macchina in via Misterbianco, i soggetti sono stati sorpresi da una pattuglia dei Condor mentre tentavano di asportare un’autovettura Lancia Y parcheggiata. P.V.A. ha tentato la fuga ma è stato bloccato unitamente a un equipaggio dell’U.P.G.S.P. .La macchina presentava la forzatura nel quadro accensione dove vi era inserita una chiave adulterina, c.d.”chiavino”, con la quale sarebbe stata avviata. I due minori sono stati tratti in arresto e condotti presso il Centro di Prima Accoglienza di via R. Franchetti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

CataniaPresi 2 albanesi con 16 kg di droga. Agenti della Squadra Mobile hanno tratto in arresto: Darvin KALESHI 37enne H. V. albanese 48enne ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di trasporto di sostanza stupefacente del tipo marijuana. A seguito di attività info-investigativa i poliziotti avevano appreso che, nella giornata del 13 giugno, sarebbe giunto a Catania 1 carico di droga trasportata da cittadini di nazionalità albanese a bordo di un’auto  Alfa Romeo di grossa cilindrata. Poliziotti della Sezione “Antidroga” hanno predisposto il servizio di osservazione a Messina presso gli imbarcaderi della società traghetti  “Caronte”. Gli agenti, dopo lunghe ore di attesa, hanno notato 2 soggetti, dai tratti somatici dei Balcani a bordo di una vettura Alfa Romeo 166. I  due (uno dei quali KALESHI, domiciliato in provincia di Macerata risultava annoverare una condanna per omicidio colposo) a seguito di espressa richiesta degli uomini dell’Antidroga, non hanno fornito spiegazioni plausibili circa il loro viaggio in Sicilia. I personaggi hanno mostrato, nella circostanza, segni di insofferenza al controllo che, in prima battuta, dava esito negativo.  Gli investigatori, al fine di verificare meglio la posizione dei 2 soggetti e procedere ad un accurato controllo del mezzo, hanno deciso di accompagnarli presso gli uffici della Mobile.   La  pervicacia degli investigatori, non disgiunta da un formidabile “fiuto” investigativo è risultata vincente.   Uno  dei poliziotti si è accorto che, nonostante l’autovettura, proveniente dalla città di Lecce, avesse un impianto GPL viaggiava con l’alimentazione a benzina. La  circostanza assolutamente anomala stante il costo evidentemente maggiore del carburante, ha destato attenzione. I tutori dell’ordine hanno  deciso di controllare accuratamente il serbatoio GPL  dove, abilmente occultati, venivano rinvenuti 16 panetti da 1 kg. cadauno di marijuana per un peso complessivo di 16 kg. circa.  Espletate le formalità di rito, i 2 sono stati associati presso il carcere di Catania – Piazza Lanza a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. La droga del valore di circa 16.000€, avrebbe fruttato, sul mercato etneo circa 80.000 €.    KALESHI durante l’interrogatorio di garanzia ha assunto a sé ogni responsabilità in merito all’illecito traffico di sostanza stupefacente.

Mascali  CT  -  Viola obblighi assistenza familiare : ai domiciliari. I Carabinieri  della locale Stazione hanno arrestato ai domiciliari un  44enne, del luogo, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Trento. L’uomo è stato condannato dai giudici  a mesi 2 di reclusione perché ritenuto colpevole di violazione degli obblighi di assistenza familiare, reato commesso a Trento nel periodo dal 2000 al 2008. L’arrestato sconterà la pena ai domiciliari.

Catania  – Cocaina in casa: CC presa coppia. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Cinofili di Nicolosi, hanno arrestato Angelo, SANTORO 39enne e Elisabetta VASSALLO, 37enne, entrambi catanesi, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, ieri pomeriggio, a conclusione di un’attività investigativa, hanno proceduto in via Ustica ad una perquisizione nell’abitazione della coppia. I militari hanno rinvenuto e sequestrato, abilmente occultati all’interno di un mobile del soggiorno, 11 involucri contenenti complessivamente 110 grammi di cocaina (valore di mercato di circa 10.000 euro). Il soggetto è stato trattenuto in camera di sicurezza  e la donna è stata posta ai domiciliari in attesa di essere entrambi giudicati con il rito per direttissima.

Massimino incontra Bergamo in c.da Sferro il 7.12.2007

Catania ROS sequestrate 6 aziende per mafia. Il valore delle 6 aziende oggetto del sequestro, attive nel settore della edilizia e nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili, è in corso di quantificazione. I Carabinieri del ROS e quelli del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro dei beni emesso dal Tribunale di Catania - Quarta Sezione Penale (ai sensi dell’art. 321 commi 1 e 2 c.p.p.) nei confronti di Santo MASSIMINO, tratto in arresto dal ROS nell’ambito dell’indagine IBLIS il  3 novembre 2010 e condannato in primo grado il  9 maggio 2014 alla pena di 12 anni poiché ritenuto responsabile di avere concorso nella famiglia di Cosa Nostra catanese SANTAPAOLA - ERCOLANO. Il provvedimento,  si fonda sulle risultanze investigative provenienti dalle attività condotte dal ROS, ed è sorretto dagli esiti dell’indagine IBLIS, svolta dalla Sezione Anticrimine di Catania in direzione delle famiglie di Catania, Ramacca e Caltagirone. L’inchiesta  ha permesso ai tutori dell’ordine di raccogliere decisivi elementi probatori sull’evoluzione di Cosa Nostra. Gli inquirenti hanno appurato che MASSIMINO avrebbe concorso nella famiglia di Cosa Nostra catanese quale imprenditore. Il personaggio, secondo l’inchiesta, avrebbe messo a disposizione di sodalizio la sua attività imprenditoriale, in stretta connessione con l’allora rappresentante provinciale Vincenzo AIELLO 51enne ed altri affiliati ritenuti mafiosi di rango, partecipando alla distribuzione di lavori controllati direttamente od indirettamente dall’organizzazione criminale a cui versava anche delle somme di denaro. L’accusato avrebbe permesso ad imprese mafiose od a disposizione della medesima associazione di partecipare alle attività economiche intraprese, così, da un lato ponendo e mantenendo le sue imprese nel mercato in violazione delle regole della libera concorrenza e dall'altro apportando un concreto contributo causale ai fini della conservazione, del rafforzamento e, comunque, della realizzazione anche parziale del programma criminoso di Cosa Nostra etnea. Gli investigatori, grazie alle attività d’indagine svolte avrebbero in particolare fatto emergere il sinallagmatico rapporto esistente tra MASSIMINO e Vincenzo AIELLO.  MASSIMINO, infatti, pur pagando la messa a posto ad AIELLO per i lavori effettuati tramite le sue imprese, avrebeb sfruttato il legame che aveva con questo ultimo per accaparrarsi dei lavori, adoperandosi altresì fattivamente per mettere in contatto altri imprenditori con AIELLO che, in questa maniera, con il prezioso supporto del primo, sarebbe riuscito ad inserirsi in rilevanti vicende imprenditoriali che, inevitabilmente, venivano inquinate. I militari hanno appurato che vantaggi di MASSIMINO sarebbero arrivati grazie alla sua vicinanza a Cosa Nostra catanese e si sarebbero ottenuti anche grazie al monitoraggio di un summit avvenuto presso la proprietà rurale del geologo - affiliato mafioso Giovanni BARBAGALLO, allorquando Vincenzo AIELLO, parlando di attività imprenditoriali poste sotto il controllo della famiglia catanese,  avrebbe fatto riferimento ad alcune difficoltà a cui stava andando incontro Santo MASSIMINO il quale, secondo AIELLO, aveva ottenuto grazie alla sua intercessione un lavoro relativo alla realizzazione di un parco commerciale sito allo svincolo di Gravina di Catania. AIELLO, infatti, affermando che in quella stessa serata doveva incontrare MASSIMINO con il quale aveva fissato un appuntamento su richiesta di questo ultimo, precisava che, nell’ultimo periodo, aveva notato presso il cantiere del parco le gru di Salvatore . Il soggetto pertanto, voleva verificare lo stato delle cose, ipotizzando che la situazione era imputabile alla condotta posta in essere da Vincenzo BASILOTTA, soggetto questo ultimo con cui AIELLO era precedentemente entrato in contrasto per dinamiche attinenti il controllo mafioso di attività imprenditoriali. L’interessamento di AIELLO a favore di MASSIMINO avrebbe dato  evidentemente gli esiti sperati per l’imprenditore i cui mezzi venivano nuovamente notati all’opera in cantiere, nel corso di un sopralluogo effettuato successivamente dal ROS. I carabinieri hanno evidenziato che il controllo di MASSIMINO da parte di Cosa Nostra, evidentemente avrebbe dato dei rilevanti vantaggi economici da tale attività, ed è stato uno degli aspetti che hanno contribuito al deteriorarsi dei rapporti tra Vincenzo AIELLO ed Angelo SANTAPAOLA. Questo personaggio, infatti, all’epoca considerato reggente operativo della famiglia mafiosa di Catania, non avrebbe gradito che il controllo dell’imprenditore fosse passato ad AIELLO e proprio tale argomento sarebbe stato affrontato tra i due uomini d’onore nel corso di uno scontro avvenuto la sera del 22 settembre 2007, alla presenza di Natale FILLORAMO. Gli inquirenti valutando che Angelo SANTAPAOLA ed il suo braccio destro Nicola SEDICI erano poi stati uccisi il 26 settembre 2007 da altri esponenti della medesima associazione mafiosa e, in relazione a quanto emerso in esito alla indagine IBLIS su tale evento, il 25 marzo 2014 i Giudici della locale Corte di Assise hanno condannato Vincenzo AIELLO alla pena dell’ergastolo ed alla interdizione perpetua dai pubblici uffici, perché ritenuto responsabile del duplice omicidio, e Salvatore DI BENNARDO alla pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione per favoreggiamento aggravato nel delitto. Il valore delle 6 aziende oggetto del sequestro, attive nel settore della edilizia e nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili, è in corso di quantificazione.

incontro Massimino - Aiello il 25-9- 2007

CataniaDroga, 55enne in manette. Agenti della Squadra Mobile hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto di iniziativa il già noto Santo Maria Agatino VENTURA 55enne, in quanto gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana e hashish.  Il fermo è scaturito dal sequestro di 5 involucri per un peso complessivo di circa 5 kg  di marijuana e 4 “panetti” di hashish del peso complessivo di circa 350 grammi nonché di 2 bilance di precisione, rinvenuti nella tarda serata del 18 giugno, a seguito di perquisizione domiciliare all’interno nel VENTURA, mentre lui era assente.  VENTURA, resosi irreperibile, è stato rintracciato ieri mattina nei pressi di Piazza Bovio; espletate le formalità di rito, il soggetto è stato associato presso il carcere “piazza Lanza” di Catania a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

Catania3 maldestri  ladri presi in azione, ai domiciliari. Agenti dell’U.P.G.S.P. la notte scorsa, hanno arrestato, ai domiciliari, i già noti Fabio Pierpaolo COMIS 28enne, Salvatore MESSINA 43enne e Sebastiano PIRRELLO 47enne accusati di furto aggravato in concorso. Sala Operativa della locale Questura , alle ore 00.50, ha diramato una nota radio circa la presenza di un’auto con 3 individui a bordo che si era avvicinata ad un autocarro parcheggiato in via degli Agrumi, nel quartiere di San Giorgio. L’informazione specificava che due erano poi scesi dal mezzo e stavano armeggiando sullo stesso autocarro. Gli agenti, sono giunti rapidamente sul posto, ed hanno notato che effettivamente due persone. I soggetti dopo aver forzato portiera e blocco accensione di un autocarro, erano saliti a bordo e stavano iniziando le manovre di spostamento, mentre un terzo, che fungeva da palo, stava aspirando il carburante dal serbatoio. Il palo alla vista della Polizia, si è nascosto di corsa tra le macchine  parcheggiate.  Gli  altri due sono scesi dall’autocarro ed hanno tentato di fuggire a bordo dell’auto con la quale erano giunti sul posto. Gli agenti, hanno bloccato subito il mezzo con i due malfattori a bordo, individuato e bloccato, il “palo” nascosto tra le auto. Il maldestro aveva il bidone di benzina appena asportata ed  arnesi usati per le effrazioni.  MESSINA,  PIRRELLO e  COMIS, su disposizione dell’A.G., sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari in attesa di giudizio. Gli Agenti dell’U.P.G.S.P. hanno arrestato ai domiciliari  Giuseppe SALVO 43enne,  per evasione dagli arresti domiciliari. Poliziotti delle Volanti, intorno alle ore 09.10, hanno controllato 1 arrestato domiciliare presso il Villaggio Zia Lisa II. I tutori dell’ordine nei pressi del condominio interessato, hanno notato 2 intenti a dialogare. I personaggi, al sopraggiungere della Polizia, hanno cercato di allontanarsi, ma sono stati subito bloccati ed identificati. Uno era Giuseppe SALVO, sottoposto al regime degli arresti domiciliari, sorpreso in compagnia di un personaggio già noto e fuori dalla sua abitazione. SALVO su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto al regime degli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Caltagirone CT 22enne accusato di rapina ed omicidio donna 80enne. Si tratta di Luigi MESSINA, 22enne, del luogo.  I  Carabinieri di Caltagirone, nella serata del 13 giugno 2014, hanno arrestato Luigi MESSINA, con l’accusa di omicidio. Il giovane è ritenuto il responsabile della rapina perpetrata il 21 maggio scorso,  nel centro storico di Caltagirone, ai danni della signora Giuseppa Ales, 80enne, che per le gravi ferite riportate, era stata ricoverata in fin di vita presso l’Ospedale “Papardo-Piemonte” di Messina, dove ieri, dopo 24 giorni di agonia, è deceduta. Le minuziose investigazioni svolte dai Carabinieri, hanno consentito di circoscrivere l’attenzione su alcuni particolari desumibili dalle riprese video dei sistemi di videosorveglianza posti nel centro storico di Caltagirone. La mole di immagini visionata confrontata con le testimonianze acquisite all’epoca dei fatti ha permesso agli inquirenti di concentrare l’attenzione su un soggetto che per fattezze fisiche e abiti indossati poteva coincidere con l’autore del delitto. La successiva perquisizione presso l’abitazione del ragazzo, ha permesso il rinvenimento e sequestro degli indumenti  utilizzati dal maldestro al momento della rapina. I carabinieri hanno rinvenuto  1 pantalone grigio chiaro con una ben visibile lettera N di colore nero. Posto di fronte ad elementi indiziari incontrovertibili, dinanzi al magistrato inquirente, la dott.ssa Ilaria Corda della Procura di Caltagirone, il giovane ha confessato il grave delitto riferendo che avrebbe commesso l’atto per poter fare un regalo di compleanno alla cugina.

CataniaTopi d’auto in azione a concerto Ligabue, inseguiti 2 presi: 1 evade.  Poliziotti dell’U.P.G.S.P. hanno ammanettato Andrea BIONDI 36enne e Francesco MARINO 38enne, incensurati, per il reato di concorso in tentato furto aggravato di auto. Un equipaggio di moto volante alle 23:30 circa, ha effettuato una ricognizione delle aree adiacenti lo Stadio Cibali, dove era in atto il concerto del cantante Ligabue, ritenendo che l’evento avrebbe attirato sul posto anche ladri di auto. L’intuizione si è rivelata corretta.  Gli  agenti hanno colto sul fatto, in via Deodato, i 2 mentre stavano armeggiando sulla serratura di una Panda parcheggiata. Biondi stava cercando di aprire l’auto utilizzando una chiave esagonale, l’altro era pronto alla messa in moto con una centralina che teneva in mano. I due alla vista della pattuglia hanno cercato di darsi alla fuga, ma sono stati subito raggiunti ed ammanettati. I tutori dell’ordine, poco distante hanno rinvenuto l’auto con cui erano giunti, ed all’interno, sotto il sedile del passeggero, vi erano occultati altra centralina, 1 giravite e 1 torcia tascabile. Gli  agenti nel cofano hanno trovato 2 zainetti: in 1 vi era un indumento femminile, 2 navigatori satellitari e 2 telefoni cellulari, nell’altro 1 paio di pattini. I poliziotti, nel bagagliaio hanno evidenziato 2   racchette da tennis, 2 hard disk, 2 alimentatori per pc, nonché 1 busta con la scritta “Emporio 88”, contenente 13 capi d’abbigliamento per bambini con ancora apposte le etichette con i prezzi, nonché 1 scontrino fiscale relativo all’acquisto. Appariva quindi probabile che prima di cercare di asportare l’auto che a loro interessava i due ne avevano razziate altre. I maldestri, al termine delle formalità, sono stati accompagnati presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa del giudizio celebrato il giorno successivo con rito direttissimo. Gli agenti, intorno alle ore 5:30 di mattina, in via Dalmazia, ha notato procedere una vettura Fiat Punto con i fari spenti, alla guida vi era una donna, al lato passeggero altra donna, dietro un soggetto. Al momento di avvicinarla per dare l’alt polizia e procedere al loro controllo, la donna, facendo finta di non aver compreso le intenzioni degli agenti, ha aumentato prima l’andatura del mezzo e poi ha dato luogo ad una vera e propria spericolata fuga per le vie del centro cittadino, che si è conclusa in via San Filippo Neri, dove più volanti giunte in ausilio le sbarravano la strada. I poliziotti nel momento di procedere al controllo, con loro sommo stupore, si avvedevano che il personaggio  seduto dietro era proprio Andrea BIONDO, che poco prima avevano accompagnato in casa per sottoporlo agli arresti domiciliari. Lo stesso veniva quindi dichiarato nuovamente in stato di arresto per evasione dagli arresti domiciliari e questa volta associato presso il carcere di Piazza Lanza.

Catania4 accusati per favoreggiamento immigrazione clandestina. Poliziotti della Squadra Mobile hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto i sedicenti cittadini extracomunitari: Landing BOJANG, 28enne nato Gambia, Ahamed CAMARA 18enne  nato in Mali, A.D.  17enne nato Nigeria, in quanto gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I soggetti sono stati individuati quali componenti dell’equipaggio di un gommone di 10 metri circa, privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 103 migranti, soccorso la mattina del 9 giugno in acque internazionali dalla nave mercantile “K-Stream” battente bandiera inglese.  I fermati sono stati associati presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” mentre il minore è stato associato presso il C.P.A. di Catania a disposizione delle rispettive Autorità Giudiziarie. 1 egiziano accusato per favoreggiamento immigrazione clandestina. Agenti della Squadra Mobile hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto Musad ESSAIED 74enne di nazionalità egiziana, perchè gravemente indiziato del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il soggetto è stato individuato quale conducente di un’imbarcazione in legno, di circa 17 mt., su cui viaggiavano 269 migranti. La barca era stata soccorsa in acque internazionali dal pattugliatore della Guardia Costiera “Peluso”, la mattina del 6 giugno. L’unità della Guardia Costiera, con a bordo i migranti, era giunta presso il Porto di Catania alle 9.00 circa del sabato. Il fermato è stato associato presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.

Catania Carabinieri 2 ammanettati: filmata estorsione, fino a 10mila€

video estorsione . I soggetti avrebbero preteso danaro da un impresa edile del messinese. I  Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania a seguito di indagini coordinate dalla DDA di Catania hanno arrestato in flagranza  Salvatore Nunzio FONTI, 44enne, di Acireale (CT), e Rosario TORRISI, 39enne, di Aci Catena (CT), per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’arresto è stato disposto a conclusione di un’attività di indagine scaturita dalla denuncia del titolare dell’impresa che stanco delle continue angherie si era rivolto alle Istituzioni.L’imprenditore ripercorrendo la vicenda avrebbe raccontato ai militari che ormai da mesi era vittima di richieste di denaro : 10.000 € - da parte del Fonti il quale si sarebbe recato al cantiere e minacciato chiedendogli “di mettersi apposto” altrimenti “potevamo capitare disgrazie”. A queste minacce sarebbero seguiti anche altri avvertimenti, in una circostanza sulla sua auto l’imprenditore aveva trovato un rosario e la settimana scorsa all’atto di accedere al cantiere aveva trovato i cancelli chiusi con delle catene. Le intimidazioni non erano rivolte solo al titolare ma anche ai suoi dipendenti ai quali in occasioni i due arrestati avevano intimato di lasciare il cantiere. La denuncia faceva scaturire l’immediata predisposizione di un servizio di osservazione e controllo del cantiere posto in essere dai militari, delegati dalla DDA di Catania, anche a mezzo di video riprese ed intercettazioni ambientali. Salvatore FONTI e Rosario TORRISI sono tornati al cantiere ed hanno reiterato le loro richieste estorsive facendo presente che nella zona “comandavano loro e si faceva come volevano loro”, ma questa volta ad ascoltare le minacce mafiose erano anche i Carabinieri del Nucleo Investigativo che una volta terminato l’incontro con l’imprenditore sono intervenuti bloccando i due e traendoli in arresto.  Entrambi gli arrestati sono stati associati al carcere di Catania Bicocca.

Adrano1 preso per droga. Agenti del Commissariato di P.S. Adrano, hanno bloccato Antonio CANTARERA 19enne, per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. I  poliziotti, lunedì sera nel corso di servizi volti al contrasto del fenomeno dei reati in materia di stupefacenti, insospettiti dal comportamento degli occupanti di un’auto parcheggiata, hanno proceduto ad un controllo. I tutori dell’ordine hanno scoperto che il conducente era possesso di 1 dose di marijuana. La droga sarebbe stata  ceduta dal CANTARERA che era entrato poco prima nella stessa auto per consegnarla e riscuotere il denaro. I poliziotti, dalla successiva perquisizione personale del CANTARERA hanno rinvenuto altre 2 dosi di marijuana e la somma di 80€ ritenuta provento dello spaccio. Il  P.M. di Turno della Procura della Repubblica di Catania, notiziato dell’avvenuto arresto, dopo gli adempimenti di rito, ha disposto che l’arrestato fosse posto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima avvenuto il   20 u.s.   Il giudice del Tribunale di Catania ha convalidato l’arresto del CANTARERA ed ha sostituito la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella dell’obbligo di presentazione giornaliera presso il Commissariato di P.S. Adrano.

Gravina CT  - Pistola, giubbotto antiproiettile e droga in casa, 1 in manette. Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Gravina di Catania hanno arrestato Natale Davide PALERMO, catanese, 32 enne, per detenzione di arma clandestina e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari, ieri pomeriggio, a seguito di un servizio per la ricerca di armi, hanno rinvenuto e sequestrato,  in casa del personaggio, 1 pistola calibro 7,65, con matricola abrasa, con 4 cartucce e  1 giubbetto antiproiettile. I Carabinieri durante la perquisizione hanno altresì  rinvenuto e sequestrato 5 grammi di marijuana e 3 bilancini di precisione. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.  

 

Catania -   San Cristoforo, presi 2 pusher e 2 per contrabbando tabacchi. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante in due distinte operazioni hanno arrestato Pietro ZAPPALA', 31enne, e Martino SANFILIPPO, 24enne, entrambi catanesi, per contrabbando di tabacchi lavorati esteri. I Carabinieri hanno bloccato e controllato i 2 nel popolare quartiere San Cristoforo. L’atteggiamento irrequieto  tenuto dai soggetti ha insospettito subito i militari che hanno così proceduto ad una perquisizione estendendola  anche all’attigua abitazione di uno dei fermati. I militari hanno rivenuto 550 confezioni di sigarette di contrabbando "American Legend" prive del sigillo di Monopolio di Stato, per un peso complessivo di 11,5 kg, che sono state sequestrate. Un’altra pattuglia ha arrestato Salvatore Mario SAITTA, 31enne, ed Enrico DE ANGELIS, 44enne, anche loro catanesi, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, hanno notato i due in via Trovatelli mentre stavano cedendo involucri a acquirenti occasionali.   I  due sono stati bloccati e perquisiti, trovati in possesso di 22 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 150 grammi, e della somma contante di 130 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio. La droga ed il denaro sono stati sequestrati. Gli arrestati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati tradotti ai domiciliari in attesa di essere giudicati con rito direttissimo.

Catania - Omicidio Ilardo: 13 anni e 4 mesi a La Causa.

   

La condanna è stata inflitta  al boss collaboratore di giustizia dal  Gup di Catania, Sebastiano Fabio Di Giacomo Barbagallo.  La sentenza è stata emessa a conclusione del rito abbreviato. La Procura aveva chiesto 12 anni di reclusione.  Luigi Ilardo  cugino del boss Giuseppe "Piddu" Madonia,  fu ucciso il 10 maggio 1996 a Catania. Secondo la ricostruzione,  “cosa nostra” avrebbe compreso che la vittima predestinata fosse sul punto di collaborare con la giustizia, usando il nome in codice  Oriente. Il processo con rito ordinario davanti la Corte d'Assise di Catania per lo stesso omicidio di Luigi Ilardo è fissato per il prossimo 1 luglio. Gli imputati sono: Giuseppe Madonia e Vincenzo Santapaola, in qualità di mandanti, Maurizio Zuccaro come organizzatore ed Orazio Benedetto Cocimano come esecutore materiale. All'omicidio avrebbero preso parte anche Maurizio Signorino e Pietro Giuffrida, entrambi poi deceduti.  Il collaboratore di giustizia Eugenio Sturiale, all’epoca avrebbe assistito casualmente ad alcuni appostamenti, nei pressi della sua abitazione, e poi anche all’omicidio Ilardo. Il collaboratore avrebbe  detto di avere notato il giorno precedente all’esecuzione, proprio La Causa , Cocimano e Signorino appostati nei pressi dell’abitazione della vittima.

Riposto  CTSpedizione punitiva di donne rivali. Eseguita ordinanza di obbligo di dimora nei confronti di tre ragazze. I Carabinieri della Stazione di Riposto hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale dell’obbligo di dimora, emessa dal GIP del Tribunale di Catania,  nei confronti di tre ragazze di 20, 30 e 26 anni, per sequestro di persona in concorso, rapina aggravata in concorso, minaccia in concorso e lesioni personali aggravate in concorso. Il provvedimento è scaturito dalle risultanze investigative prodotte dai Carabinieri di Calatabiano a seguito delle denunce sporte da due 25enni. L’attività d’indagine condotta dai Carabinieri ha permesso di accertare che la notte dell’ 08 febbraio 2013 le 3 donne hanno prelevato le due vittime, 25enni, con una scusa banale sequestrandole per diverse ore e trattenendole su un’auto. Le malcapitate sono state aggredite, picchiate ed infine rapinate dei telefonini e della somma contante di 200 euro. Il movente dell’azione criminosa sarebbe riconducibile ad un dissidio avuto tra le vittime e la 30enne che voleva dare una lezione alle due per avere parlato male di lei in pubblico. L’Autorità Giudiziaria ha imposto alle 3 giovani l’obbligo di dimora nel comune di Riposto ed il divieto di allontanarsi dalle ore 20.00 alle ore 08.00 dalle rispettive abitazioni.

Catania - Ricercato preso in aeroporto, ritorno da Romania. Si tratta del seguito d'Operazione ISON. Giuseppe FERRARA   40enne, era sfuggito alla cattura. il personaggio è stato sorpreso all’Aeroporto “Bellini” mentre sbarcava dall’aereo. I Carabinieri della Compagnia di Caltagirone (CT), coadiuvati dai militari in servizio presso lo scalo aereo etneo, hanno arrestato il personaggio  in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Caltagirone. Il personaggio,  è ritenuto il promotore dell’associazione a delinquere dedita alla commissione dei  reati di  estorsione, furto, ricettazione, truffa e detenzione illegale di munizioni. Ferrara si era reso irreperibile dal 13 maggio scorso, giorno in cui erano stati gli altri associati, colpiti dalla medesima ordinanza. I Carabinieri lo hanno catturato appena sceso da un volo proveniente dalla Romania e tradotto nel carcere di Caltagirone.

CataniaTruffa, 1 condannato. Personale della Squadra Mobile  ha tratto in arresto: Felice GANGI 53enne destinatario di ordine di esecuzione emesso il 19 marzo 2014 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Palermo, dovendo espiare la pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione per il reato di truffa fraudolenta ed altro.

Catania3 anni per rapina. I carabinieri hanno eseguito ordine di carcerazione per rapina. I Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Verga hanno arrestato il  Luca DI GRAZIA, 30enne di Catania,  in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso  dal  Tribunale di Catania. Il soggetto è stato condannato ad anni 3 di reclusione poiché ritenuto responsabile del reato di rapina, commesso ad Adrano (CT) nel gennaio del 2005. L’arrestato è stato associato al carcere di Piazza Lanza.

Catania – San Cristoforo, ai domiciliari pusher in via Pecorai. I Carabinieri del Nucleo Operativo  della Compagnia di Piazza Dante hanno bloccato ai domiciliari in flagranza   Francesco LONGO 43enne, di Catania,  per spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, durante un servizio antidroga, svolto nel popolare quartiere di San Cristoforo, hanno sorpreso il soggetto mentre cedeva delle dosi di  marijuana a dei clienti occasionali. I Carabinieri dalla successiva perquisizione, estesa anche al domicilio hanno rinvenuto e sequestrato  65 grammi di marijuana e 400 euro, in banconote di piccolo taglio,  ritenuti provento  dell’attività di spaccio. L’arrestato è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato con il rito per direttissima.

uestro del trattore, abilmente  nascosto all’interno dell’azienda agricola dell’imprenditore.

Catania -   Marines Sigonella schierati: pronto intervento caso Libia. 200 i  militari statunitensi  in servizio presso la Stazione Aeronavale della Marina USA di Sigonella NAS che sono pronti per paventate emergenze dopo il blitz che ha portato alla cattura sabato scorso a Tripoli di uno dei leader di al Qaida, Abu Anas al Libi ha determinato un nuovo stato di allerta per la sicurezza internazionale.  I 200 Marines sono stati schierati presso la Stazione Aeronavale della Marina USA di Sigonella" quale parte del team di pronto intervento Special-Purpose Marine Air-Ground Task Force Crisis Response dei Marines americani che è stato spostato presso la Stazione Aeronavale della Marina USA di Sigonella per essere pronto a proteggere personale ed infrastrutture americane presenti in Nord Africa, al Libi  49 anni è considerato una pedina importante di al Qaida. I  militari impiegati  fanno parte di una forza speciale di “reazione alle crisi”, ed erano di stanza alla base spagnola di Moron de la Frontera. L’Ufficio Stampa e Pubblica Informazione con un comunicato dell’addetto a Pubblica Informazione della NAS Sigonella americana dott. Alberto Lunetta scrive:” Considerato l'impegno di proteggere gli uomini e le donne che servono il paese presso le ambasciate americane nel mondo, e per eccesso di cautela, il Dipartimento della Difesa USA, in accordo con  il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America, sta schierando risorse nella regione nel caso di necessità future”.

Catania  - Preso topo d’auto tunisino.  Poliziotti dell’U.P.G.S.P. ieri, hanno arrestato il tunisino Salem ELKAMEL 24enne,  per furto aggravato su auto. Il giovane la Sala Operativa , intorno alle ore 22.15 ha diramato la nota radio con la quale  segnalava la presenza di uno straniero intento a forzare lo sportello di un’auto parcheggiata in via Vittorio Emanuele. Le  Volanti immediatamente giunte sul posto, hanno intercettato l’auto segnalata ed individuato il ragazzo mentre stava armeggiando all’interno dell’auto. Il  ragazzo sorpreso sul fatto, ha tentato una fuga disperata verso piazza Duomo,  per dileguarsi tra le vie del centro storico, ma gli agenti l’hanno bloccato dopo pochi metri con ancora in tasca i documenti rubati nell’auto. ELKAMEL, dopo aver forzato lo sportello,  era riuscito ad introdursi nell’auto e, dopo aver rovistato in ogni angolo, aveva sottratto il certificato assicurativo e la carta di circolazione del veicolo. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato associato presso le camere di sicurezza della locale Questura in attesa del processo per direttissima.

Catania - Naufragio: presi 2 presunti scafisti. Poliziotti della Squadra Mobile, del Servizio Centrale Operativo e della Marina Militare nella nottata hanno dato esecuzione a 1 decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso il  14 maggio 2014 dalla Procura della Repubblica di Catania, nei confronti di:  Hamid BOUCHAB, 22enne marocchino e Haj Hammouda RADOUAN, 22enne tunisino. I 2 personaggi sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, omicidio plurimo e naufragio. I soggetti sono stati individuati quali scafisti: RADOUAN  con mansioni di conducente, di un’imbarcazione in legno di 20/25 metri, di colore blu con striscia longitudinale bianca su cui viaggiavano oltre 200 migranti, soccorsa la mattina del 12 maggio scorso, da un rimorchiatore battente bandiera della Repubblica di Vanuatu, mentre stava affondando. Il successivo intervento della nave della Marina Militare “Grecale”, impegnata nell’operazione “Mare Nostrum”, collaborata da altro rimorchiatore francese ha consentito ai tutori dell’ordine di recuperare 206 migranti e 17 cadaveri, di cui 12 donne, 3 uomini e due infanti. Gli investigatori, secondo quanto acquisito dalle indagini, avrebbero acclarato che   RADOUAN e BOUCHAB, agendo in concorso tra loro, avrebbero determinato deliberatamente un’avaria dell’imbarcazione in conseguenza della quale l’acqua sarebbe penetrata  cagionandone il naufragio ed il successo decesso delle 17 persone. Le salme sono state trasferite presso l’obitorio del locale cimitero e sono in corso, con il coordinamento della Procura, le attività volte alla identificazione delle vittime. I fermati sono stati associati presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Catania3  in manette per favoreggiamento immigrazione clandestina, 1 è minorenne. Poliziotti della Squadra Mobile hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto i sedicenti egiziani Omar ABO WARRAD 20enne,  Mohamad AL HADAD 21enne  e N.M. 17enne  in quanto gravemente indiziati, in concorso tra loro, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I soggetti sono stati individuati quali componenti dell’equipaggio di un peschereccio,  a bordo del quale viaggiavano 163 migranti, tra cui 65 minorenni, soccorso la mattina del 3 maggio dalla fregata della Marina Militare “Espero”, impegnata nell’operazione “Mare Nostrum”. I tutori dell’ordine hanno accertato, grazie alla procedura AFIS, che   WARRAD era già entrato in Italia il 9 aprile, precisamente a Siderno (RC). Gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” e presso il C.P.A. “via Franchetti” a disposizione della Magistratura.

Catania Mafia: Dia sequestra a Calabrò beni ritenuti di Nardo-Santapaola. La  Direzione Investigativa Antimafia di Catania, sin dalle prime ore del mattino sta eseguendo un decreto di confisca di beni, emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Siracusa in accoglimento della proposta della locale Procura della Repubblica – Dott. A. URSINO, della D.D.A. etnea, nei confronti di Giuseppe CALABRO’, 43enne di Lentini (SR), ritenuto affiliato alla consorteria mafiosa facente capo a Sebastiano NARDO, rappresentante della famiglia catanese di “cosa nostra” Santapaola, dedita prevalentemente alla commissione di estorsioni in danno di commercianti ed imprenditori ed al traffico di stupefacenti, operante nel territorio di Lentini (SR) e nei comuni limitrofi, e diretta dal 2002, tra gli altri, dal cognato Alfio SAMBASILE. Con il provvedimento del Tribunale di Siracusa è stata disposta la confisca di 1 impresa individuale di servizi cimiteriali, 2 immobili, 4 automezzi e disponibilità bancarie per un valore complessivo di circa 1 milione di euro. Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale espletate dalla D.I.A., che abbracciano l’arco temporale compreso tra il 1991 e il 2010, volte a rilevare anche la capacità reddituale del CALABRO’ e del suo nucleo familiare, hanno permesso di identificare una serie di beni che, benché formalmente intestati ai suoi prossimi congiunti, sono stati ritenuti effettivamente riconducibili alla titolarità di quest’ultimo attraverso l’intestazione degli stessi alla propria moglie Eleonora SAMBASILE, sorella di Alfio SAMBASILE.

 

L’impresa individuale alla stessa intestata dal dicembre del 2000 - avente ad oggetto la “tumulazione ed estumulazione salme, collocazione epigrafe, lavori cimiteriali in genere, lavori di muratura, pulitura e manutenzione di edifici pubblici e privati. Lavori di sabbia mento e pitturazione. Manutenzione di aree pubbliche”- ha ricevuto in affidamento appalti esclusivamente dal Comune di Lentini per i servizi cimiteriali, prima come “affidamento diretto” e successivamente in regime di appalto. La riconducibilità dell’intero patrimonio al CALABRO’ è stata anche più volte confermata dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. L’esito degli accertamenti patrimoniali ha evidenziato, in particolare, forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di un’illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’organico e prolungato inserimento del CALABRO’ nell’ambito del clan “NARDO”. Giuseppe CALABRO’, con sentenza del  5 dicembre 2007 della Corte di Assise di Appello di Catania, divenuta irrevocabile il 15 gennaio 2009, è stato condannato alla pena di anni 30 di reclusione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed altro, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, per il reato di omicidio continuato in concorso in danno di Marco SIRACUSANO (commesso a Lentini l’8 aprile 2002, proprio in concorso con il cognato Alfio SAMBASILE ed altri appartenenti al clan “Nardo”) e per altri reati commessi a Lentini e paesi limitrofi dal 1998 al 2004. Lo stesso Giuseppe CALABRO’ era stato arrestato il 16 giugno 1992, in occasione della cattura del cognato, all’epoca latitante, con   altri consociati, tutti denunciati per i reati di favoreggiamento personale e detenzione di armi. Gli investigatori hanno evidenziato come ad Alfio SAMBASILE lo accomunano altre vicende giudiziarie, in particolare altro arresto per la commissione di svariati reati, il  29 luglio 1993 insieme ad altri appartenenti al clan Nardo. La figura di Giuseppe CALABRO’ si rivela di ancor maggiore rilevanza, in relazione alla spiccata caratura   di Alfio SAMBASILE, del quale sarebbe stato uomo di fiducia durante la latitanza,  ricevendone le direttive ed assecondandone i propositi anche al fine di assicurare il costante collegamento del cognato con i vertici del clan. Gli investigatori di  Alfio SAMBASILE, hanno tratteggiato la spiccata personalità criminale nell’ordinanza custodiale emessa a compimento delle indagini relative alla cd operazione “Gorgia”, nonché nel provvedimento di rigetto del Tribunale della Libertà di Catania in merito alla impugnativa della misura restrittiva, nelle quali lo stesso viene indicato, anche sulla base delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, come elemento attivo con potere decisionale e gestionale nell’attività di eliminazione degli appartenenti al gruppo rivale nella cd faida di Francofonte, nonché punto di riferimento indiscusso per le giovani leve criminali, in virtù della grande considerazione di cui godeva nell’ambiente della malavita lentinese anche a causa dei gravi precedenti penali su di lui gravanti.

Trecastagni Carcere, 5 anni per mafia ed estorsione. I Carabinieri della Stazione di Trecastagni  hanno arrestato  Maurizio TOMASELLI, 44enne, già sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo soggiorno nel comune di residenza, ritenuto vicino al clan mafioso “Laudani”, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Catania. Il personaggio dovrà scontare la pena residua di 5 anni e 5 mesi di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione, reati commessi tra il 2006 e 2007 a Catania e provincia. L’arrestato è stato tradotto nel carcere di Bicocca, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Palagonia  CT - Cocaina e marijuana a casa. I Carabinieri delle Stazione di Palagonia coadiuvati dai militari del Nucleo Cinofili di Nicolosi hanno arrestato P.G.C., 22enne, del luogo, per detenzione e   spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di arma giocattolo priva di tappo rosso. I carabinieri, a conclusione di un’attività investigativa, ieri mattina hanno operato una perquisizione  nell’abitazione del giovane. I tutori dell’ordine hanno rinvenuto, abilmente occultati nell’armadio della stanza: delle buste contenenti 670 grammi di marijuana, 28 grammi di cocaina, 3 bilancini elettronici e vario materiale utilizzato per il confezionamento dello stupefacente. Gli investigatori, successivamente nel casolare del fondo agricolo di pertinenza del giovane hanno rinvenuto anche 1 pistola giocattolo priva di tappo rosso. La droga, i bilancini, il materiale utilizzato per il confezionamento e la pistola sono stati sequestrati. L’arrestato è stato tradotto nel carcere di Caltagirone, come da disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

CataniaRapina, stupefacenti ed evasione, 1 ai domiciliari a S. Critoforo. Agenti del Commissariato di P.S. “Centrale” hanno eseguito un provvedimento restrittivo riguardante il già noto Carmelo BALSAMO 37enne abitante nel popolare quartiere “San Cristoforo”. BALSAMO è stato sottoposto al regime della detenzione domiciliare a seguito di ordine di esecuzione emesso dalla locale Autorità Giudiziaria il  7 maggio 2014, poiché deve scontare una pena definitiva per i reati di rapina, spaccio di stupefacenti  ed evasione.

Catania CC trovano arsenale e droga in casa di coniugi. I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno arrestato P.F., 58enne, e V.A., una 52enne, coniugi catanesi, per detenzione illecita di armi e di sostanze stupefacenti in concorso. I  militari di pomeriggio, a conclusione di un’attività investigativa, hanno perquisito il domicilio della coppia in via Ferrera rinvenendo, abilmente occultati, fra le tovaglie stipate  nei mobili della sala da pranzo: 1 pistola semiautomatica Mauser modello “HSC” calibro 7,65 “Browing”, con serbatoio inserito e privo di cartucce; 1 revolver calibro 38 Smith&Wesson corto, con matricola abrasa; 1 pistola semiautomatica Beretta, modello 98 Sf, con matricola abrasa, completa di  caricatore contenente quindici cartucce; 1 revolver Colt, calibro 38 Special, modello Diamondback, con matricola abrasa; 1 pistola semiautomatica Bernardelli, modello P018, calibro 9x21 con matricola abrasa, completa caricatore privo di cartucce; 1 pistola mitragliatrice “Scorpion” calibro 7.65 “Browing”, completa di caricatore; 1 revolver Colt, calibro 357 magnum modello Pyton 357, con matricola abrasa; 1 migliaio di cartucce di vario calibro. I militari inoltre hanno rinvenuto  6 involucri di cellophane, contenenti complessivamente 60 grammi di cocaina  e  2 bilancini di precisione. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro. Le armi, in buono stato d’uso ed efficienti, saranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli accertamenti balistici per verificare se le stesse siano state utilizzate in fatti criminosi. I carabinieri stanno svolgendo indagini  per verificare se le armi e la droga siano riconducibili ad organizzazioni criminali mafiose. Gli arrestati sono stati tradotti nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Castel di Iudica  CT Tratta e commercio  schiavi, arrestata  27enne romena. L’ordine di carcerazione è stato eseguito dai Carabinieri di Castel di Iudica nei confronti di Ioana Marinela CHIS,  27enne, della Romania. L’ordine di carcerazione era stato emesso dalla Procura Generale della Repubblica della Corte di Appello di Catania. La donna dovrà scontare la pena residua di 6 anni, 9 mesi e 1 giorno di reclusione poiché ritenuta responsabile di tratta e commercio di schiavi in concorso, riduzione in schiavitù  in concorso, sequestro di persona in concorso, violenza sessuale, lesioni personali in concorso, induzione e favoreggiamento della prostituzione, reati commessi a Ramacca nel  2009. L’arrestata è stata tradotta nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

CataniaPolizia sottocopertura  su internet scopre 25 pedofili. Video pedo-pornografici: 3 arresti, un 64enne in Operazione Nightbook. La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha disposto numerose perquisizioni domiciliari in varie città d’Italia, eseguite dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, nei confronti di 25 soggetti italiani indagati per detenzione e divulgazione di video pedo-pornografici mediante la rete internet.  A Messina, Napoli e Prato 3 degli indagati sono stati tratti in arresto. L’indagine del Compartimento Polizia Postale di Catania ha riguardato un’attività sottocopertura, autorizzata dalla Procura, finalizzata al contrasto della divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet tramite il programma peer-to-peer denominato E-mule. In particolare, gli indagati acquisivano e diffondevano sulla rete internet video di pornografia minorile, con abusi sessuali perpetrati su bambini di età infantile, spesso con torture. I pedofili  utilizzavano il software di file sharing. Le investigazioni, che si sono avvalse del coordinamento del Centro Nazionale di Contrasto della Pedo-pornografia On-line (CNCPO) di Roma, confermano l’attenzione della Polizia Postale nei confronti di tutte le modalità di diffusione di materiale pedo-pornografico. Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Messina, Napoli, Teramo, Roma, Bologna, Cagliari, Venezia, Modena, Prato, Grosseto, Pisa, Milano, Bergamo, Varese, Brescia, Genova, Torino e Trieste. L’arrestato della provincia di Messina è un pensionato di 64anni; a Prato è un impiegato di 41 anni; a Napoli è un operaio di anni 44. Nei loro computer gli investigatori hanno rinvenuto oltre 20.000 file (video e immagini) pedo-pornografici. Gli uomini della polizia postale, durante le perquisizioni hanno sequestrato 65 hard disk, 20 notebook, 2 tablet, 8 smartphone, oltre 100 pen drive e numerosi supporti ottici.

Catania  - Cartelloni: CUG, denuncia messaggi pubblicitari volgari. Pari opportunità, il CUG ringrazia i cittadini che hanno segnalato cartelloni pubblicitari offensivi.  Il CUG (Comitato Unico di Garanzia) ha diffuso la seguente nota, per ringraziare i cittadini che hanno segnalato cartelloni pubblicitari offensivi:  “La Delibera Commissariale n. 177/2013, con la quale la Provincia di Catania ha posto delle linee guida di contrasto alla pubblicità offensiva, comincia ad avere i suoi frutti nella sensibilizzazione dei cittadini che, finalmente, hanno avuto modo di esprimere, ad un referente istituzionale, la loro indignazione per rappresentazioni degradanti ed offensive della dignità della persona. Ci sembra perciò doveroso ringraziare  quei cittadini che, con senso civico, hanno denunciato  volgari messaggi pubblicitari che, falsificando l’identità di genere femminile, propongono alle donne, come occasione  massima  di felicità, l’aspirazione a costruire un corpo ad uso e consumo del piacere maschile. Pur senza far nomi della ditta che ha veicolato un tale messaggio pubblicitario (al fine di  evitare l’ampliamento della portata del messaggio stesso, rendendo così un servizio sicuramente appetibile al proponente), ci preme far presente che il costituendo comitato di vigilanza, nato per contrastare contenuti pubblicitari offensivi dei cartelloni esposti nelle strade provinciali, grazie alla collaborazione dei cittadini, si farà promotore di tutte le iniziative utili a contrastare modelli di comunicazione che fanno ricorso a stereotipi di genere offensivi e volgari, ad immagini sempre più legate all’idea di un erotismo unilaterale, dove le donne sono solo oggetti, a concetti che negano  l’idea e l’immagine della donna  cittadina a pieno titolo. Si coglie l’occasione per invitare donne e uomini a non abbassare lo sguardo sui corpi offesi da umilianti immagini pubblicitarie, a partecipare, con le loro segnalazioni, alle azioni istituzionali di contrasto, evitando che l’indifferenza e l’assuefazione a quel certo tipo di pubblicità, contribuiscano  ad accrescere una sottocultura che nega una rappresentazione dei generi coerente con l’evoluzione dei ruoli nella società civile”.

CataniaPolizia sequestra 2t droga, 10 milioni€ su barca da Grecia: 8 in manette. Si tratta di: Roberto FRANCARDO 42enne, già noto, Fortunato ALECCI 48enne, Alessandro ZUCCARO 51enne, Giovanni STABILE 45enne, Santo LITRICO 44enne, Samuele COCO 35enne, Fabio STABILE 39enne Gaetano COSTANZO 53enne, già sottoposto agli arresti domiciliari. I Poliziotti della Squadra Mobile, con il coordinamento della D.D.A. di Catania, ed con il contributo della locale Squadra Nautica, hanno tratto in arresto le  8 persone. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di traffico di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, con l’aggravante per Fabio STABILE Gaetano, COSTANZO e Giovanni STABILE di avere organizzato e diretto l’attività dei collaboratori. I poliziotti, a seguito di indagini tecniche coordinate dalla D.D.A. di Catania, nel mese di marzo hanno evidenziato che tre soggetti, successivamente identificati: Fortunato ALECCI, Roberto FRANCARDO ed Alessandro ZUCCARO, avrebbero trasportato su un peschereccio un ingente carico di sostanza stupefacente del tipo marijuana diretto a Catania. I  tutori dell’ordine, nel tardo pomeriggio del 26 marzo, dalle indagini svolte proprio della Sezione “Antidroga” hanno evidenziato che era in corso l’approntamento tecnico-logistico di un natante che veniva nel frattempo individuato nel moto-peschereccio “M.P. Giammarco” di mt.12 circa, iscritto nella marineria di Augusta (SR). Le  indagini tecniche, nei giorni successivi, supportate da servizi mirati di osservazione, hanno consentito agli inquirenti di comprendere che la partenza era imminente, tanto che il peschereccio veniva rifornito di carburante con relative riserve e la cambusa veniva riempita di generi alimentari. Le  circostanze lasciavano presagire che l’imbarcazione si stava per accingere ad affrontare una lunga navigazione. I poliziotti hanno rilevato che poco dopo le 23.00 del 28 marzo, presso il porticciolo di Ognina giungeva un’auto  con a bordo Giovanni STABILE, FRANCARDO, ALECCI e ZUCCARO. Mentre Giovanni STABILE si allontanava con l’auto, gli altri tre salivano a bordo del peschereccio che, trascorsa la mezzanotte, salpava. Il peschereccio poi è giunto presso le coste greche, dove sarebbe avvenuto verosimilmente l’approvvigionamento dello stupefacente, quindi ha invertito la rotta per rientrare in Sicilia. Gli inquirenti avevano palesato la necessità di individuare il momento del rientro, ed hanno avviato un attento monitoraggio del peschereccio, svolto anche con l’ausilio di un mezzo aereo della Polizia di Stato, che ha individuato il natante è l’ha “ombreggiato”.  Gli investigatori nella serata dell’1 aprile approssimandosi il momento del rientro, hanno effettuato mirati servizi di osservazione presso i porti di Capomulini ed Acitrezza.  Gli  uomini dell’”Antidroga” alle ore 23.00 presso il porto di Acitrezza hanno proceduto a bloccare FRANCARDO, ALECCI e ZUCCARO, scesi poco prima dal natante nonchè Giovanni STABILE, LITRICO e COCO che erano giunti in loco a bordo di un camion Fiat Iveco isotermico. Il controllo sul peschereccio ha consentito di appurare che era stipato fino all’inverosimile di sacchi di iuta contenenti stupefacente. Il  camion sui cui sarebbe stato trasbordato il carico serviva al trasporto in un posto sicuro. Il peschereccio, trasferito presso il Porto di Catania, è stato sottoposto a perquisizione protrattasi sino alle prime ore del mattino del 2 aprile, ad esito della quale venivano rinvenuti e sequestrati 125 sacchi contenenti 16,5 kg cadauno di marijuana per un peso complessivo di kg. 2.062 lordi. I soggetti sono stati dichiarati in arresto per traffico, in concorso tra loro, di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente ed associati presso il carcere di piazza Lanza. La  Procura Distrettuale della Repubblica sulla scorta degli elementi raccolti, ha emesso, nella stessa giornata del 2 aprile, il decreto di fermo di indiziato di delitto a carico di Fabio STABILE e Gaetano COSTANZO gravemente indiziati dei per i medesimi reati. Le indagini sono volte a verificare la consorteria criminale cui era destinato il carico, il cui valore all’ingrosso è stimato in 10 milioni di euro circa.

(video salvataggio)  

Catania Operazione "Markeb El Kebir" DDA Catania 10 egiziani in manette, 47 indiziati: associazione ingresso e permanenza stranieri. Investigatori  delle Squadre Mobili di Siracusa, Catania e del Servizio Centrale Operativo dalle prime ore odierne, stanno eseguendo 10 Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere emesse dal GIP di Catania nei confronti di altrettanti soggetti, tutti egiziani, ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata a favorire l’ingresso e la permanenza irregolare sul territorio italiano ed europeo di stranieri. Il team investigativo – costituito nell’ambito delle iniziative intraprese dalla Polizia di Stato a seguito del sensibile incremento degli sbarchi registratisi nello scorso anno sulle coste siciliane – è stato coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania. La complessa indagine, in particolare, ha consentito di individuare l’operatività a Siracusa, Catania, Milano, Como, Anzio (RM) e Andria (BA), di una rete criminale di cittadini egiziani dediti, dietro compenso, a fornire assistenza logistica, principalmente a connazionali ed a cittadini siriani giunti sbarcati in questa provincia e provenienti dalle coste del Nord Africa; proprio presso i citati capoluoghi sono in atto le segnalate catture. I  destinatari delle misure restrittive accoglievano i migranti irregolari, fuggiti da strutture di accoglienza o sottrattisi all’individuazione delle Forze dell’ordine al momento dello sbarco, presso abitazioni o strutture fatiscenti, provvedendo, dopo aver ricevuto somme di denaro, al loro trasferimento verso le destinazioni finali, solitamente individuate in Paesi del Nord Europa.I malfattori si sarebbero interessati a proteggere ed agevolare la fuga degli scafisti, fino a far loro raggiungere la località di destinazione o il rientro in Egitto per compiere altri viaggi per conto del consesso criminale.Gli investigatori, nel corso delle indagini, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto 47 soggetti, sempre di nazionalità egiziana, e, con la collaborazione della Marina Militare, sono state sequestrate 3 “Navi Madre”, utilizzate dai trafficanti di uomini per trasportare i migranti a circa 150 miglia dalle coste italiane, dove venivano trasbordati su imbarcazioni più piccole, spesso fatiscenti. I dettagli dell’operazione illustrati nel corso della conferenza stampa, alle ore 10.30, presso la Sala Stampa della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania.

 

 

Catania Affitto camere singole e 1 doppia.  Camere grandi recentemente ristrutturate, tutte balconate ed arredate in piazza Castello Ursino, 72 accanto ristorante Camelot. Per informazioni chiamare cell. 3490079458 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Catania –  Stupefacenti, 1 in carcere. La squadra di  Polizia Giudiziaria del Commissariato "Librino" il 17 luglio, ha dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dall'Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Catania, nei confronti di Massimiliano BIFFI 32enne per reati in materia di stupefacenti. L'arrestato è stato associato al carcere di Catania Piazza Lanza. I tutori dell’ordine, nella stessa giornata hanno dato esecuzione a  al regime di detenzione domiciliare, su ordine dell'ufficio esecuzione della Procura di Catania, il 49enne Maurizio TESTA per il reato di furto aggravato.

Catania  - Santapaola-Ercolano: 35 accusati di droga, mafia ed estorsioni. Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, agenti della Squadra Mobile hanno in corso di esecuzione un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di  35  persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso (organizzazione Santapaola-Ercolano) associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, reati in materia di armi ed intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di cui all’art. 7 della Legge 203/91.

Catania 2 strappano borsa a donna, arraffano chiavi auto, presi. La Squadra Mobile ha tratto in arresto i già noti : Nuccio ARDITO 43enne, e Giuseppe CELESTE 53enne perché resisi responsabili, in concorso tra loro, di rapina ai danni di una donna. Agenti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, in servizio volto a reprimere il fenomeno delle rapine, hanno notato in piazza Nettuno, 2 individui che, dopo aver raggiunto con passo spedito un’auto in sosta, vi erano saliti a bordo   allontanandosi velocemente.I poliziotti, insospettiti da tale anomalo comportamento, hanno iniziato l’inseguimento riuscendo a fermare la vettura. Un’altra pattuglia contestualmente ha notato 1 donna che ha attirato la loro attenzione, segnalando di essere stata aggredita da 2 individui, che le avevano strappato violentemente la borsa e, dopo averla rovistata, l’abbandonavano.I due fermati, noti alle Forze dell’Ordine, sulla base anche delle descrizioni fornite dalla donna, titolare di una rivendita di tabacchi, sono stati condotti presso gli uffici della Squadra Mobile e tratti in arresto per il reato di rapina aggravata. ARDITO e CELESTE sono stati associati presso la casa circondariale di Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Catania  – Scommesse on line in cartoleria non autorizzata, CC 2 denunciati. I Carabinieri della Stazione Aeroporto Fontanarossa, assistiti dal personale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Stato, hanno denunciato 2 commercianti, un uomo ed una donna, per esercizio abusivo delle attività di gioco e di scommesse. I militari, nel corso di un controllo amministrativo, eseguito in una cartoleria in via San Giuseppe La Rena, hanno accertato che i gestori avevano destinato un’area dell’esercizio, attrezzandola con strumenti telematici, per la raccolta delle scommesse on line senza alcuna autorizzazione. Il materiale informatico è stato posto sotto sequestro.

CataniaManette a rapinatore “seriale” . Agenti Squadra Mobile ha posto in stato fermo di P.G.: Giuseppe PLATANIA 22enne già noto, già agli arresti domiciliari, perché gravemente indiziato del reato di rapina, in concorso con altri, ed evasione. Gli investigatori hanno rilevato che negli ultimi tempi nel capoluogo etneo si era registrata una recrudescenza di rapine in danno di rivendite di tabacchi, oggetto anche di specifiche segnalazioni delle associazioni di categoria. I tutori dell’ordine della Squadra Mobile, a fronte di un incremento di attività di prevenzione, aveva avviato una mirata attività investigativa. Gli agenti nella tarda serata di sabato 14, hanno appreso che due individui avevano perpetrato rapina ai danni di una rivendita di tabacchi ubicata in via Plebiscito.  I poliziotti hanno notato che ad  agire erano stati 2 individui, di cui 1 decisamente alto (190 cm. circa). Le investigazioni della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” si sono rivolte nei confronti di un individuo noto agli agenti. Giuseppe PLATANIA, ha fattezze fisiche corrispondenti perfettamente con quelle ricavate in occasione del sopralluogo.  Il  giovane cercato nella sua abitazione, non era stato rintracciato e, nella tarda serata di ieri, veniva individuato in  Piazza S.Pio X. Il personaggio, alla vista degli agenti, ha tentato la fuga conclusa in una zona sciarosa adiacente  la piazza. Il sospettato è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile. PLATANIA è stato posto a fermo di P.G. per rapina aggravata ed evasione ed associato presso la casa circondariale di Catania – Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini proseguono ritenuto che PLATANIA potrebbe essere responsabile di altre numerose rapine (10 circa) ai danni di esercizi commerciali di Catania e dell’hinterland.

Acireale3 pistolettate alle gambe: manette a presunto esecutore. Si tratta di Salvatore CANIGLIA    26enne, già noto alle Forze dell’ordine. Agenti del Commissariato di P.S. di Acireale ha proceduto all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania nei confronti di Luciano Salvatore CANIGLIA. Il personaggio è ritenuto dagli inquirenti l’autore, in concorso con Antonino MESSINA, del ferimento mediante esplosione di colpi d’arma da fuoco di un giovane acese, al quale sono state provocate lesioni gravissime con indebolimento della capacità di deambulazione. A CANIGLIA è stato contestato il reato continuato di lesioni gravissime e di porto abusivo di arma da fuoco. Il fatto risale allo  scorso 15 febbraio, quando un soggetto, attinto da colpi d’arma da fuoco, veniva condotto al Pronto Soccorso dell’Ospedale cittadino. Le prime indagini portarono all’identificazione ed all’arresto in flagranza di Antonino MESSINA, il quale veniva trovato in possesso di 2 caricatori contenenti cartucce di eguale calibro di quelle utilizzate per il ferimento. La successiva attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, ha portato all’individuazione del correo, Luciano Salvatore CANIGLIA, che aveva materialmente esploso i 3 colpi di arma da fuoco diretti agli arti inferiori della vittima. Gli investigatori stanno svolgendo ulteriori accertamenti per individuare il movente del ferimento ed il contesto nel quale la decisione è maturata.  CANIGLIA è stato condotto presso la Casa Circondariale di “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorià Giudiziaria procedente.

MisterbiancoCC preso 1 pusher. I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco collaborati dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Fontanarossa hanno bloccato Giovanni  PAPA, 33enne, di Misterbianco, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  Carabinieri di sera, a conclusione di un’articolata attività investigativa, hanno proceduto a perquisire l’abitazione del soggetto rinvenendo, occultata in un  armadio,  e sequestrando 1 bustina di cellophane contenente 10 grammi di cocaina nonchè la somma contante di 1.000 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio. I  militari hanno sequestrato anche un impianto di video sorveglianza che il personaggio aveva installato nell’appartamento per cercare di eludere i controlli  delle Forze dell’Ordine. L’arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Gravina di Catania CT - “Modello Trinacria”, 5 rubano energia elettrica. I militari durante il controllo straordinario del territorio hanno denunciato 5 persone. I Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania  collaborati  dai militari della Compagnia d’Intervento Operativo del X BTG “Campania” di Napoli a conclusione di un servizio straordinario di controllo del territorio, svolto nell’ambito dell’operazione o “Modello Trinacria”, svolto nei comuni di Camporotondo Etneo (CT) e San Pietro Clarenza (CT), hanno denunciato alla Procura della Repubblica 5 persone per furto di energia elettrica. I militari coadiuvati da tecnici dell’Enel hanno accertato che  avevano manomesso i contatori delle rispettive abitazioni allacciandosi direttamente alla rete elettrica pubblica. I militari, durante il servizio hanno controllato 35 tra autoveicoli e motoveicoli  e 55 utenti, tra conducenti ed occupanti dei mezzi,  elevate 7 sanzioni per violazioni al CDS per una somma pari a 1500 euro.

Misterbianco  CT- Ai domiciliari per droga.  I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno arrestato Ferdinando QUARTARONE, 32enne, del luogo, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania. Il soggetto dovrà espiare la condanna di 1 anno e 8 mesi di reclusione poiché riconosciuto colpevole del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commesso a Catania l’8 ottobre 2011. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è  stato posto ai domiciliari.

Biancavilla CTCC preso topo d’appartamento, ai domiciliari. I Carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Paternò  hanno arrestato un 47enne, di Biancavilla, per furto aggravato. I militari, stanotte durante un servizio finalizzato a prevenire e reprimere reati predatori in genere, hanno sorpreso il soggetto all’interno di un’abitazione del centro cittadino. Il ladro, approfittando dell’assenza del proprietario, calzando dei guanti, aveva forzato la porta d’ingresso dell’appartamento. Il  maldestro ed  è stato bloccato dai Carabinieri mentre stava rovistando tra i cassetti dopo aver accantonato dei preziosi. L’arrestato è stato posto ai domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Giarre  CT- Pusher preso da CC.  I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Giarre hanno arrestato un 25enne, di Giarre, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Catania - Rubò 2 Ipad in negozio a Siracusa, ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Dante hanno arrestato ai domiciliari A. B., 37enne, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Siracusa.  Il personaggio è stato ritenuto responsabile di un furto aggravato, commesso  il 21 maggio 2014, allorquando, manomettendo il sistema antitaccheggio, rubò  due Ipad Apple in un negozio di articoli elettronici a Siracusa.  L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto ai domiciliari.

Catania - Scassinano cassaforte ufficio ticket a Vittorio Emanuele. 2 ai domiciliari. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno ammanettato, in flagranza, Carmelo Carlo FLORIO 46enne, e un 26nne, entrambi catanesi, per furto aggravato in concorso, danneggiamento di edifici pubblici e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. Una gazzella, stanotte nel corso di un servizio di controllo del territorio atto a prevenire e reprimere i reati predatori,  transitando per via Plebiscito ha notato che un cancelletto secondario dell’Ospedale Vittorio Emanuele, era stranamente aperto. I militari, insospettiti, dopo aver chiesto l’ausilio di altre autoradio e cinturato la zona, sono entrati nell’area di pertinenza dell’ospedale. I tutori dell’ordine hanno scoperto che nel muro del locale caldaie era stato praticato un  “varco” che conduce nell’ufficio ticket dove hanno sorpreso i ladri. I maldestri stavano arraffndo il danaro, più di 5000€,  dalla cassaforte poco prima scassinata con l’aiuto della fiamma ossidrica. La refurtiva è stata restituita al responsabile dell’azienda sanitaria mentre gli arrestati sono stati posti ai domiciliari.

Catania - 200° Annuale  Fondazione Arma Carabinieri, manifestazioni: lunedì 9 giugno alle ore 18,00,  nella suggestiva cornice della caserma “Vincenzo Giustino” di Piazza Giovanni Verga, storica sede del Comando Provinciale Carabinieri di Catania. Il  Comandante Provinciale, Colonnello Alessandro Casarsa, alla presenza delle Autorità cittadine, nel corso della cerimonia richiama il significato della celebrazione  del bicentenario della fondazione procedendo alla consegna delle Ricompense ai militari maggiormente distintisi in attività di servizio presenti un Reparto di formazione con rappresentanze delle singole specialità dell’Arma, degli organismi di rappresentanza e dell’Associazione Nazionale  Carabinieri.

Aci Sant’ Antonio  CT - Picchia moglie per futili motivi, arrestato.  I Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato, in flagranza, un 44enne per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.  La   donna, 43 anni, a causa di alcune discussioni di carattere familiare, in presenza della figlia minorenne, di notte, è stata aggredita dal marito che ha cominciato a picchiarla violentemente. La  figlia fortunatamente ha avuto la forza ed il coraggio di avvertire i Carabinieri che, giunti immediatamente sul posto, hanno bloccato ed arrestato l’energumeno, fornendo contestualmente assistenza alla vittima che è stata accompagnata presso la locale guardia medica ed è stata medicata per le numerose “ecchimosi al volto” patite. L’arrestato è stato associato al carcere di Piazza Lanza.

Catania Polizia sequestra su barca 1,5 t di droga. La Squadra Mobile di Catania ha tratto in arresto 3 persone ritenute responsabili, in concorso tra loro, di traffico di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente. Il  contributo della locale Squadra Nautica e di unità eliportata del Reparto Volo di Reggio Calabria, ha portato  ai già noti, Giuseppe COSTANZO 51enne,  Sebastiano COSTANZO 52enne, Sandro MIRABELLA 44enne. Uomini della Sezione Antidroga, nell’ambito delle attività volte a frenare il fenomeno del trasporto di stupefacenti via mare, è di poco più di un mese fa il sequestro di oltre 2 tonnellate di marijuana e l’arresto di 8 trafficanti,  avevano appreso che un peschereccio della marineria di Ognina venerdì 16 maggio era partito verosimilmente alla volta delle coste albanesi per rifornire un grosso carico di stupefacenti. Gli investigatori  hanno avviato un’intensa attività investigativa realizzata attraverso una serie di incroci documentali e successivi meticolosi controlli eseguiti su diversi pescherecci in transito presso i porti di Acitrezza ed Ognina al fine di individuare l’illecito carico di droga destinato al mercato catanese. I tutori dell’ordine, il 20 maggio approssimandosi il momento del rientro di alcuni pescherecci, hanno effettuato dei servizi mirati di osservazione presso i porti di Capomulini, Acitrezza e Ognina.  Gli inquirenti hanno allertato la Direzione Centrale delle Specialità che ha messo a disposizione un elicottero “Agusta 139” che ha sorvolato il mare Jonio nel tratto calabrese – siciliano.  Poliziotti  Sezione e della Squadra Nautica pattugliavano le coste in attesa del passaggio del natante.  Il combinato delle Forze di Polizia messe in campo ha consentito di individuare il peschereccio che veniva visualizzato ed individuato per l’“Arizona” grazie alle apparecchiature tecniche di ultima generazione del velivolo. Le informazioni sono state immediatamente veicolate al personale presente sulla c.d. pilotina della Squadra nautica, ove vi erano uomini della Sezione Antidroga. Gli investigatori avvistato il peschereccio, l’hanno seguito sino al Porto di Ognina dove era presente altro personale della Squadra Mobile in trepidante attesa. Gli  uomini dell’”Antidroga” , alle ore 15,00 presso il porto di Ognina hanno bloccato Giuseppe COSTANZO, Sebastiano COSTANZO e Mirabile, ancora a bordo dell’“Arizona”, un peschereccio d’altura di mt  22 circa. Il peschereccio, trasferito presso il Porto di Catania, è stato sottoposto a perquisizione, protrattasi per alcune ore, ad esito della quale, è stata rinvenuta e sequestrata, abilmente occultata in serbatoi collocati all’interno del vano motori del natante, sostanza stupefacente del tipo marijuana per un peso complessivo di kg 1450 (millequattrocentocinquanta), segnatamente 1118 (millecentodiciotto) involucri in cellophane trasparente, del peso lordo cadauno di kg 1,040, per un totale di Kg 1162 (millecentosessantadue) e   36 (trentasei) involucri in cellophane trasparente, del peso lordo cadauno di kg 8, per un totale di kg 288 (duecentottantotto). Il  sequestro testimonia lo sforzo operativo condotto  con continuità dagli uomini e dalle donne dell’”Antidroga” in un’ottica improntata alla prevenzione e repressione degli illeciti traffici di stupefacenti. I fermati sono stati dichiarati in arresto per traffico, in concorso tra loro, di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente ed associati presso il carcere di piazza Lanza a disposizione della Procura della Repubblica di Catania.  Le indagini sono volte a verificare la consorteria criminale cui era destinato il carico, il cui valore all’ingrosso è stimato in 6 milioni di euro circa. Presso gli uffici della Squadra Mobile sono disponibili le immagini dell’operazione.

CataniaPlaja, posteggiatore  abusivo armato: ammanettato. Poliziotti della Squadra Mobile hanno tratto in arresto il tunisino Chokri KRAIEM 48enne, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 15 maggio 2014 dal G.I.P. del Tribunale di Catania per detenzione, ricettazione e porto di arma da fuoco clandestina. Chokri KRAIEM, a luglio dello scorso anno, parcheggiatore abusivo sul litorale della Plaja, nell’area antistante uno degli stabilimenti balneari, veniva sottoposto a controllo. I  tutori dell’ordine abbandonato ai margini di una siepe prospiciente il parcheggio, avevano rinvenuto 1 borsello contenente 1 arma da fuoco riproduzione di una cal. 7,65 perfettamente efficiente completa di caricatore rifornito di cartucce.  Il  soggetto ed altri personaggi che svolgevano la medesima attività disconoscevano la proprietà del marsupio. Le indagini eseguite da agenti della Sezione “Reati contro il Patrimonio” della   Squadra Mobile etnea consentivano di attribuire la disponibilità del marsupio e dell’arma contenuta a  Chokri KRAIEM. I poliziotti, all’interno  hanno trovato alcune fatture che riconducevano ad una abitazione dove il personaggio era domiciliato. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Catania “piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

CataniaPolizia postale scopre hacker di Confindustria etnea. Il  Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania, coordinato dalla locale Procura Distrettuale a conclusione di complesse indagini, ha individuato e denunciato un incensurato per i reati di accesso abusivo e danneggiamento di sistema informatico. L’uomo è, infatti, ritenuto responsabile dell’attacco informatico che venerdì scorso ha reso inaccessibile il sito web di Confindustria etnea, compiendo un “defacement” e cioè, una modifica dei contenuti delle pagine web previo accesso abusivo. La Polizia ha avviato immediati accertamenti tecnici informatici, con la tempestiva collaborazione dei provider e della società che gestiva il sito attaccato, che hanno consentito alla Procura di disporre una perquisizione informatica nei confronti dell’indagato. La  perquisizione ha dato esito positivo, essendo stati riscontrati i programmi di hacking utili per gli attacchi. La polizia postale, nel corso della perquisizione ha sequestrato il computer dell’indagato. Gli investigatori ritengono che non vi siano apparenti motivazioni di ordine politico od ideologico ed il giovane hacker, sospettato anche di attacchi ad altri siti, sembra avere agito solo a fini dimostrativi.

San Michele Ganzaria CT-  Armi e munizioni in ovile. I Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato ai domiciliari, in flagranza il 36enne Alessandro BALSAMO, del luogo,  per detenzione illecita di armi e munizioni. I militari,  nel corso di un’attività svolta nei casolari dell’agro calatino, in contrada San Gregorio, hanno perquisito l’ovile di proprietà dell’arrestato rinvenendo e sequestrando: 1 fucile a canne mozze cal.12,  con la matricola abrasa, 133 cartucce cal. 12 e 1 pistola giocattolo cal. 38, priva di tappo rosso, con all’interno 4 cartucce a salve  già esplose. Il fucile sequestrato verrà inviato al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per verificarne l’eventuale utilizzo in fatti delittuosi mentre l’arrestato, come disposto dall’Autorità Giudiziaria,  è stato posto ai domiciliari.

Catania – Preso insospettabile con droga in auto. I Carabinieri del  Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale hanno arrestato ai domiciliari in flagranza un 30enne, incensurato,  per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Una gazzella dell’Arma, nella tarda serata di ieri, in via Passo Gravina,  ha fermato una Fiat Palio, condotta dal sospetto sottoponendola a perquisizione. I militari hanno trovato celata nel cofano, 300 grammi di marijuana (valore al dettaglio di circa 3000€), già suddivisa in dosi. La droga è stata sequestrata mentre l’arrestato è stato posto ai domiciliari.

Camporotondo Etneo  CT - “Carateddi”, 1 arresto per stupefacenti. I Carabinieri della Stazione di Camporotondo Etneo hanno arrestato Alfio CASTORINA,  53enne, catanese, residente a Siracusa, ritenuto vicino al clan mafioso dei “Carateddi” operante nella provincia di Catania e Siracusa, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania. Il personaggio è stato rintracciato a Siracusa e dovrà scontare la pena residua di 6 anni, 1 mese e 2 giorni di reclusione poiché riconosciuto colpevole di traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione e violenza privata, reati commessi dal 2006 al 2011 tra Catania e Siracusa. L’arrestato è stato tradotto nel carcere di Siracusa, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

 

Mazzarrone  CT - Fendenti con lama a zio per rancori, ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Mazzarrone hanno arrestato Angelo SANTO, 41enne, del luogo per percosse,  lesioni personali, minacce e porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere. Il personaggio, di pomeriggio, mentre si trovava in contrada Giurfo,  per futili motivi connessi a vecchi dissidi di vicinato, ha minacciato e poi aggredito sferrando dei colpi di taglierino lo zio 56enne. I militari sono intervenuti, su richiesta della stessa vittima. Il ferito è stato trasportato e medicato all’Ospedale Gravina di Caltagirone dove i sanitari hanno riscontrato:  ferite lacero contuse al viso. I carabinieri hanno rintracciato e bloccato poco dopo l’aggressore. L’arrestato è stato tradotto ai domiciliari  in attesa di essere giudicato con rito  direttissimo.

CataniaSan Giorgio, polizia trova in garage 260 kg. stupefacente. Le manette sono scattate per Carmelo  Natale ANASTASIO 42enne. I  poliziotti della Squadra Mobile hanno tratto in arresto: Carmelo  Natale ANASTASIO  in quanto ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Uomini della Sezione “Criminalità Organizzata” avevano appreso che Carmelo Natale ANASTASIO  tenesse grossi quantitativi di sostanza stupefacente.  Gli agenti hanno disposto una serie di servizi ed ieri, hanno concluso con una perquisizione eseguita nell’abitazione del soggetto ubicata nel rione “San Giorgio”.  I tutori dell’ordine in un garage di pertinenza dell’abitazione hanno rinvenuto, in un soppalco, 17 sacchi contenenti complessivamente 260kg. di sostanza stupefacente del tipo marijuana. La droga, all’interno nei sacchi, era suddivisa in “panetti” da mezzo chilo. I poliziotti, nello stesso luogo hanno trovato materiale utile alla pesatura ed al confezionamento dello stupefacente : 1 bilancia di precisione, 2 apparecchiature per la custodia in sotto vuoto e pellicola trasparente - oltre 20 rotoli. Carmelo Natale ANASTASIO espletate le formalità di rito, è stato associato presso la locale Casa Circondariale di “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

CataniaPreso con cassaforte appena rubata. Agenti della Squadra Mobile hanno ammanettato, in flagranza di reato, Giuseppe SANTAPAOLA 32enne per furto in abitazione in concorso con persona da identificare. I poliziotti, durante i servizi di controllo del territorio  hanno notato in via Santa Chiara un soggetto che trasportava un pesante oggetto avvolto in un giubbotto di colore beige e che si avvicinava ad un’auto  posteggiata. Gli agenti hanno controllato la persona  ed hanno così scoperto che  il pesante oggetto trasportato era una cassaforte appena trafugata da un appartamento nei pressi.

Catania -  CC, 2 presi in piazza Caduti del Mare per droga, 1  è 16enne. Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato ai domiciliari Giuseppe BRUNO, 39enne, ed un 16enne, entrambi catanesi, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, di sera, hanno notato i due in Piazza Caduti del Mare mentre stavano cedendo involucri ad acquirenti occasionali. I  due sono stati bloccati e perquisiti  e trovati in possesso di 1 grammo di cocaina e della somma contante di 30 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio. La droga ed il denaro sono stati sequestrati. Il maggiorenne è stato tradotto agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, mentre il minore è stato accompagnato in via Franchetti a Catania nel Centro di Prima Accoglienza, come disposto dalle rispettive Autorità Giudiziarie.

 

Catania – Furti su auto  al parcheggio commerciale.  Agenti delle motovolanti dell’U.P.G.S.P. hanno arrestato il già noto Santo Guido CONTARINO  57enne, 

per tentato furto aggravato in concorso, all’interno del parcheggio di “Città Mercato” dove, negli ultimi tempi, vi sono state numerose segnalazioni di furto. Gli  agenti hanno notato un soggetto che passava lentamente in rassegna le auto parcheggiate ed un’Alfa Romeo che lo seguiva da vicino a bassissima velocità. I poliziotti hanno deciso, quindi, di controllare il personaggio a piedi il quale, però, è riuscito ad evitare il controllo, fuggendo dopo essersi nascosto dietro una pianta. L’autista dell’autovettura, Contarino, ha cercato invano di scappare. All’interno della di lui auto sono stati rinvenuti arnesi atti allo scasso nonchè alcune centraline, chiavi adulterine e un disturbatore di frequenza. Inoltre, gli agenti hanno accertato che la vettura vicino alla quale era stato visto il Contarino presentava il cilindretto della serratura rotto e la portiera aperta. Contarino è stato, quindi, arrestato per tentato furto aggravato in concorso con persona rimasta ignota.

 

CataniaDia: Renato Panvino designato capo Direzione investigativa antimafia di Catania. La Dia di Catania ha giurisdizione anche sulle province di Messina, Ragusa e Siracusa Il funzionario di polizia della Polizia di Stato, 

Renato Panvino primo dirigente, fino a pochi mesi fa ha diretto il Commissariato di Ps di Taormina. Renato Panvino è nato a Reggio Calabria il 23 luglio 1968, ed è entrato all'Istituto superiore di polizia di Roma nel 1988 per la frequenza del ciclo di studi quadriennale al termine del quale ha conseguito il diploma e il grado di vicecommissario della Polizia di Stato. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza all'ateneo di Messina e la laurea in scienze delle pubbliche amministrazioni all'ateneo di Catania. Nel 1993 è stato assegnato in qualità di dirigente dell'ufficio primo del Compartimento della polizia ferroviara della Calabria-Basilicata-Campania; nel 1994 è stato trasferito all'Ufficio volanti della Questura di Reggio, nel 1995 alla squadra mobile di Reggio Calabria come dirigente dell'Ufficio furti e rapine-prostituzione e pedofilia. Nel 1999 è stato nominato dirigente del commissariato di Cittanova, nel 2000 del commissariato di Condofuri Marina e nel 2001 è stato trasferito alla squadra mobile reggina dove diretto la sezione Catturandi. Nel 2007 è stato nominato vicedirigente della Mobile e dirigente della sezione criminalità organizzata con competenza provinciale. Nel corso della carriera ha partecipato alla cattura di oltre 40 latitanti ricercati a vario titolo per reati di mafia Nel 2006 ha ricevuto dall'associazione antimafia "Riferimenti" il premio Gerbera Gialla, e nel 2009 gli è stato conferito il premio "Saetta-Livatino". Nel 2009 Panvino è stato inviato in Venezuela in qualità di docente esperto di indagini riguardanti i sequestri di persona, riservato agli ufficiali della polizia locale ed a quelli appartenenti ai servizi di informazione.

Catania Assassinio Antonella Falcidia: 1ª Sezione Corte  Assise Appello conferma assoluzione Vincenzo Morici. Il  medico primario del reparto di Chirurgia generale dell'ospedale di Taormina, marito della vittima fu arrestato il 14 marzo 2007, a distanza di oltre 13 anni dalla morte della moglie, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare, con l'accusa di omicidio. L'inchiesta era stata riaperta dalla Procura di Catania nel febbraio 2007. Lo  scanner usato dall'università di Trieste, durante esami del Ris su una macchia di sangue confusa ai bordi inferiori di un divano con tappezzeria fiorata, aveva evidenziato, secondo l'accusa, le prime tre lettere a stampatello del nome del marito,  ENZ , che sarebbero state scritte dalla vittima.  Il   medico era stato accusato di avere ucciso per gelosia la sera del 4 dicembre 1993 la moglie, la professoressa Antonella Falcidia, nell’abitazione in via Rosso di San Secondo a Catania. In primo grado l'accusa aveva chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per uxoricidio con movente passionale. A conclusione del processo col rito abbreviato, il 3 marzo 2011, il professionista era  stato assolto dal Gup Grazia Caserta, con la formula "per non avere commesso il fatto". La  conferma della sentenza d'assoluzione di Vincenzo Morici, da parte della prima Sezione della Corte d’Assise d'Appello di Catania  mette fine ad un giallo che per 20 anni ha fatto discutere la Catania bene.

  CataniaPreso presunto scafista.  Agenti della Squadra Mobile hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto Omar BAH 27enne per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il soggetto è stato individuato quale conducente di un gommone (su cui viaggiavano 76 migranti) soccorso il pomeriggio del 9 maggio in acque internazionali dalla nave della Marina Militare “Scirocco”, impegnata nell’operazione “Mare Nostrum”. La nave era giunta alle ore 17.30 circa di sabato nel Porto di Catania con a bordo ulteriori 190 migranti soccorsi nel pomeriggio dell’8 maggio. I tutori dell’ordine sul gommone hanno rinvenuto e sequestrato 1 telefono cellulare internazionale ed altro materiale che è oggetto di approfondimenti investigativi. Il fermato è stato associato presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Catania -  Accordo tra detenuti piazza Lanza,   70 CC Catania : Operazione antidroga da Sicilia a Calabria 16 in manette.  Carabinieri del Comando Provinciale di Catania nel corso della notte hanno dato esecuzione ad una vasta operazione antidroga che ha interessato le Provincie di Catania, Reggio Calabria, Ragusa e Messina. I militari, infatti, hanno tratto in arresto 16 soggetti residenti a Randazzo (CT), Castiglione di Sicilia (CT), Maniace (CT), Aci Catena (CT) e Bianco (RC), dei quali 13 sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e 3 di traffico e spaccio in concorso. I 16 provvedimenti cautelari, dei quali 9 sono in carcere e 7 ai domiciliari, sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, sulla base delle richieste formulate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – che traggono origine da un’indagine sviluppata dal mese di luglio al mese di dicembre del 2012 dalla Compagnia Carabinieri di Randazzo. Le indagini hanno avuto origine da un arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, avvenuto a Randazzo nel mese di luglio 2012 a seguito di mirata attività di osservazione e controllo del territorio finalizzata a contrastare il fenomeno. I militari, nella circostanza, presso l’abitazione di Francesco LONGHITANO, 28enne, commerciante di Randazzo, incensurato,   hanno rinvenuto un sacco contenente oltre un kg. di marijuana. L’attività investigativa sviluppata successivamente ha condotto i Carabinieri ai fratelli Marco, Martino e Giuseppe SCRIVANO di Randazzo, per conto dei quali il LONGHITANO deteneva la droga. I tre fratelli, tutti già noti e con precedenti specifici, erano già conosciuti dai militari operanti, in particolare Marco che, nel 2009, era stato da loro arrestato a Randazzo per aver costruito abusivamente 1 bomba artigianale. I successivi sviluppi investigativi hanno consentito di accertare l’esistenza di una fitta rete di persone dedite a tali attività illecite e definire i rapporti intercorrenti fra loro fino a portare alla luce una vera e propria organizzazione criminale dedita al traffico di droga. Gli elementi acquisiti dai militari operanti hanno infatti permesso di scoprire come gli i personaggi si erano costituiti in una vera e propria associazione finalizzata all’approvvigionamento, acquisto, trasporto, detenzione e spaccio, non solo di marijuana ma anche di cocaina. I tutori dell’ordine hanno appurato come i promotori dell’associazione fossero i tre fratelli SCRIVANO, capeggiati da Marco, i quali dirigevano l’attività di spaccio nel territorio dei comuni di Randazzo e limitrofi. I fratelli provvedevano inoltre al rifornimento delle sostanze stupefacenti, attraverso un canale con la Calabria, aperto da Marco SCRIVANO grazie alla conoscenza diretta con Domenico STALTARO, già noto di Bianco (RC), fatta nel 2010 nella casa circondariale di Catania Piazza Lanza dove erano entrambi ristretti all’interno della stessa cella. L’indagine ha consentito di accertare che STALTARO si è occupato di procurare lo stupefacente, dopo che erano intercorsi contrasti tra i fratelli SCRIVANO con tre acesi, Orazio LICCIARDELLO, Fabrizio BELLA e Giuseppe GURGONE, ritenuti vicini al clan Ercolano-Santapaola di Catania. I carabinieri, nel corso delle indagini hanno ammanettato in flagranza di reato 9 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sequestrate circa 1,3 kg. di marijuana, 300 grammi di cocaina e 200 grammi di sostanza da taglio. Le attività hanno consentito, inoltre, di documentare la partecipazione di due donne, mogli dei fratelli SCRIVANO, nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, individuare i canali di approvvigionamento della droga, acquisire elementi di prova in ordine alle responsabilità dei singoli ed alle dinamiche criminali che regolavano le condotte illecite del gruppo, con particolare riferimento all’amministrazione della “cassa comune” e alle modalità di approvvigionamento e cessione degli stupefacenti che consentivano al sodalizio di ricavare ingenti profitti.

CataniaDisoccupato in manette: tenta rapina in banca.  Agenti della Sezione Volanti hanno arrestato Giombattista IMPOCO 45enne per tentata rapina ai danni di un istituto di credito,  aggravata dall’uso delle armi nonchè per ricettazione.  Il  direttore di una banca di via Etnea intorno alle 16.00, ha telefonato al 113 segnalando la presenza in strada di un individuo sospetto: ne ha quindi fornito la descrizione ed ha aggiunto che il personaggio era stato notato la stessa mattina ed il giorno precedente. L’equipaggio giunto sul posto ha notato un individuo, le cui fattezze corrispondevano a quelle indicate nella telefonata, che si allontanava frettolosamente. I poliziotti bloccato  il sospetto e l’hanno trovato in possesso  di 1 pistola a salve priva di tappo rosso (una perfetta riproduzione di una Beretta cal.9 semiautomatica); poco distante, è stato recuperato un “Vespone”, risultato poi rubato, nel cui vano porta oggetti era stato nascosto 1  taglierino.  Il  maldestro, vistosi scoperto ha ammesso di essere “proprietario” del mezzo: è apparso, così, evidente che costui, originario di Vittoria, era in attesa del momento più propizio per consumare una rapina in banca. IMPOCO ha confessato  infine   il proprio intento, dicendosi disperato perché senza lavoro.

 

 

CataniaAnziana spogliata, picchiata e rapinata: CC presi tre 20enni . I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato 3 malviventi nella notte con l’accusati di violenza nei confronti di una anziana donna nell’hinterland catanese. I malfattori, nella tarda serata del 29 marzo, armi in pugno e con il volto travisato, dopo essersi introdotti nell’abitazione della vittima l’hanno bloccata e percossa ripetutamente alla nuca ed al volto nella disperata ricerca di denaro ed oggetti preziosi. Le modalità dell’azione delittuosa si sono fatte ancor più violente quando la vittima ha tentato di reagire strappando dal volto ad  1 dei 3 aggressori la maglia che lo travisava. I  malviventi ormai in escandescenza e non ancora soddisfatti del bottino rinvenuto, si sono accaniti contro la donna, l’hanno spogliata e minacciata di violenze costringendola a consegnare tutto il denaro presente in casa. L’anziana signora, in completo stato di shock, solo dopo molto tempo è riuscita ad avvisare i carabinieri dell’accaduto. La malcapitata è stata soccorsa e trasportata presso il pronto soccorso del più vicino ospedale è stata ricoverata alcuni giorni per le lesioni subite e poi dimessa con 10 gg di prognosi. Le indagini svolte dai carabinieri di Randazzo hanno consentito di identificare i 3 malviventi, dopo un lungo interrogatorio,  hanno confessato i gravi reati commessi. La successiva perquisizione, presso l’abitazione in uso ad uno dei rapinatori, ha consentito ai militari di rinvenire 1 pistola giocattolo, priva del previsto tappo rosso, 1 braccialetto ed 1 paio di orecchini in argento addirittura indossati da 1 dei tre al momento del fermo. I gioielli, parte della refurtiva, sono stati così restituiti alla legittima proprietaria che li ha riconosciuti. I tre giovani 20enni sono stati così sottoposti a fermo di indiziato di delitto da parte della polizia giudiziaria ed associati presso la casa circondariale di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per l’udienza di convalida.

LETTERA A MARCO FUSCO

Bronte -  2 stalker in azione, CC presi. I Carabinieri della Stazione di Bronte hanno arrestato in flagranza di reato un brontese, 44enne, per atti persecutori (stalking), minacce gravi, percosse, tentativo di lesioni, nonché resistenza e minaccia a Pubblico Ufficiale. Il soggetto, che da poco aveva terminato  gli arresti domiciliari per episodi di violenza pressoché analoghi commessi nel novembre 2013, come allora, in forte stato di agitazione, si è recato dall’ex convivente, stavolta raggiunta presso il bar dove lavora. Lo stalker per costringere la vittima a mostrargli la figlia di pochi mesi, le si è scagliato contro  prima minacciandola di morte poi prendendola a schiaffi ed infine lanciandole addosso una bottiglia di vetro, il tutto alla presenza di alcuni avventori. L’individuo, bloccato dai Carabinieri prontamente intervenuti sul posto, ha tentato di opporsi energicamente all’arresto.  Appurato quanto accaduto e considerato il ripetersi nel tempo di tali condotte violente concretizzatesi così in veri e propri atti persecutori, il 45enne che dovrà rispondere di stalking è stato tradotto nel carcere di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

CHI SONO

 

 

 

 

ASCOLTA TUTTE  LE  INTERVISTE

 

Hit Counter