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Belpasso CT  - CC  si fingono clienti e denunciano 2 cinesi per sfruttamento prostituzione. Carabinieri della Compagnia di Paternò, ieri a seguito di mirata attività info investigativa, hanno denunciato in stato di libertà 2 cittadini cinesi di 41 e 43 anni, per sfruttamento della prostituzione. I tutori dell’ordine hanno avuto notizia che presso un’abitazione  nel comune di Belpasso vi fosse un assiduo via vai di uomini. I  militari hanno avviato servizi mirati di osservazione e videoregistrazione. I carabinieri, da tale attività di indagine hanno fatto emergere che l’abitazione era occupata da 1 cittadina cinese, risultata poi 37enne irregolare sul territorio nazionale, che mediamente riceveva 10 clienti al giorno. I Carabinieri fingendosi interessati all’annuncio dunque, sono riusciti a fissare un appuntamento e, giunti presso l’abitazione, hanno rinvenuto un lettino per massaggi e numerosi contraccettivi ed hanno appurato che la tariffa per le prestazioni sessuali della donna era di 50 € dei quali solo una parte da lei trattenuta. I tutori dell’ordine da accertamenti sull’abitazione hanno scoperto che questa era presa in affitto dagli indagati, i quali gestivano l’attività tramite annunci pubblicati su giornali locali. Sono in corso accertamenti volti a verificare se vi siano ulteriori responsabili.


Paternò 2 rapinatori 15enni ammanettati dai CC. I Carabinieri della Compagnia di Paternò collaborati dai militari della Compagnia d’Intervento Operativo del XII BTG “Sicilia”, durante un servizio coordinato finalizzato a contrastare reati predatori in genere, hanno arrestato  due 15enni, del luogo, per rapina aggravata.  2  individui, col volto travisato da passamontagna ed armati di pistola, di sera, hanno fatto irruzione in una tabaccheria in Piazza Santa Barbara. I malfattori  sotto la minaccia dell’arma si sono fatti consegnare dal proprietario l’incasso della serata, fuggendo poi di corsa per le vie circostanti. Un passante  ha notato la scena criminosa ed ha telefonato al 112 avvisando della rapina in atto e fornendo una dettagliata descrizione dei rapinatori.  Pattuglie che stavano gravitando già in zona, sono intervenute immediatamente sul posto, su richiesta della Centrale Operativa, ed hanno rintracciato e bloccato i due rapinatori, minori, in una via adiacente all’esercizio commerciale. I maldestri erano in possesso di 400 €, parte della somma rapinata, e dei passamontagna appena utilizzati. Gli arrestati accompagnati nel Centro di Prima Accoglienza di Catania in via R. Franchetti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Minorile.


Catania -   Polstrada  interviene per BMW in fiamme in galleria autostrada CT-SR a S.Demetrio. Il fuoco è divampato alle ore 20.30 circa lungo la galleria di S.Demetrio in direzione di Siracusa al Km 6. Una BMW è andata in fiamme mentre i 5 occupanti sono usciti appena in tempo dalla macchina ed hanno atteso l’arrivo dei vigili del fuoco. Il traffico è rimasto rallentato per  il tempo intercorso fino a quando il veicolo incendiato non è stato spento del tutto messo in sicurezza per le fiamme . Gran lavoro di Polstrada e pompieri che sono stati coadiuvati dal personale del 118 intervenuto per assistere i 5 passeggeri rimasti intossicati.


Catania -  Gen. Galletta Comandante Legione Carabinieri  Sicilia visita Comando Provinciale Il nuovo Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, Generale di Brigata Riccardo Galletta, si è recato in visita al Comando Provinciale  di Catania dove  è stato ricevuto dal Comandante Alessandro Casarsa. Il Generale Galletta nella circostanza ha incontrato una rappresentanza dei Carabinieri del Comando etneo, dei reparti speciali (ROS, Nucleo Operativo Ecologico, Nucleo Antisofisticazione e Nucleo Ispettorato del Lavoro), i componenti del Co.Ba.R. (Comitato di Base di Rappresentanza) ed una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri, esprimendo parole di elogio per la professionalità e lo spirito di sacrificio dimostrati nell’assolvimento dell’attività istituzionale e delineando alcuni dei principi a cui si ispirerà la sua azione di comando. Il Generale ha partecipato a Palazzo dei Chierici ai funerali dei 13 migranti morti nel naufragio del 18 aprile scorso e, subito dopo, ha incontrato le Autorità cittadine nonché i vertici della magistratura con i quali si è intrattenuto sulle problematiche inerenti l’ordine e la sicurezza pubblica e l’attività di contrasto alla criminalità organizzata posta in essere dall’Arma locale.


Catania Truffa vendita capi on-line: denunciata donna napoletana.  La maldestra C.T. 40enne, di Napoli avrebbe attirato le vittime su uno dei portali più popolari di compravendita on-line,  il SUBITO.IT, commerciando in abbigliamento femminile. I Carabinieri di Bronte (CT) l’hanno smascherata, grazie anche alla denuncia della vittima di turno, una giovane brontese,  che nel marzo scorso aveva ricaricato di ben 300 euro la POSTEPAY della signora in cambio dell’invio di indumenti mai giunti a destinazione. Gli investigatori hanno svolto accertamenti sul numero della carta postale ed ecco che è saltata fuori l’identità della donna, C.T. 40enne, di Napoli, già gravata da precedenti penali specifici, denunciata dai CC per truffa.


CataniaCollaboratori, luce su guerra ed omicidio Di Pasquale detto “Giorgio Armani”, manette a Caruana.  La Polizia ha tratto in arresto: Dario CARUANA  36enne già noto,  destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 20 giugno 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, in quanto ritenuto responsabile, in concorso con Salvatore GUGLIELMINO 42enne ed altri soggetti non individuati, di omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione ed al fine di agevolare il gruppo mafioso appartenente a Cosa Nostra già facente capo a Alfio MIRABILE  50enne. Il  delitto fu perpetrato la notte del 29 aprile 2004, in via Galermo, nei pressi di una rivendita ambulante di panini, allorquando Salvatore DI PASQUALE  35enne (nato nel 1969), già noto, inteso “Giorgio Armani”, veniva colpito a morte con numerosi colpi d’arma da fuoco al torace, alla schiena ed agli arti. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile avevano evidenziato il coinvolgimento nel fatto di sangue di Dario CARUANA e Salvatore GUGLIELMINO sospettati di essere tra gli esecutori materiali dell’omicidio. Le investigazioni condotte nei confronti di appartenenti alla cosca Santapaola-Ercolano avevano, tra l’altro, evidenziato che in seno all’organizzazione era in corso una lotta  intestina tra il gruppo facente capo ad Antonino SANTAPAOLA (cl.1954), inteso “Nino ‘u Pazzu”, e ad Alfio MIRABILE cui si contrapponeva la famiglia Ercolano-Mangion. I contrasti già risalenti all’anno 2003 sarebbero stati determinati da contese in ordine all’accaparramento di estorsioni a cui erano sottoposte aziende della zona industriale di Catania e dall’intenzione della famiglia Ercolano di contrastare il ruolo da protagonista che Antonino SANTAPAOLA stava assumendo nell’ambito dell’organizzazione. Quest’ultimo, peraltro, aveva elevato Alfio MIRABILE, suo cognato, al rango di reggente della famiglia Santapaola. Alfio MIRABILE, il 24 aprile 2004, deceduto poi nel 2010, veniva attinto da diversi colpi d’arma da fuoco rimanendo gravemente ferito, con una paralisi agli arti inferiori. L’omicidio di DI PASQUALE, avvenuto a distanza di pochi giorni, costituiva una risposta all’attentato in pregiudizio di MIRABILE. Infatti, il DI PASQUALE, appartenente alla frangia opposta, dopo il tentato omicidio di MIRABILE, aveva apertamente gioito per quanto accaduto. Le risultanze investigative raccolte all’epoca - nel corso di attività che sfociò nell’esecuzione, in data 20 luglio 2004, di provvedimenti di fermo (operazione “Risiko”) emessi proprio per infrenare la temuta escalation di omicidi dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania per il reato di associazione mafiosa nei confronti di appartenenti alla cosca Santapaola-Ercolano, tra i quali i GUGLIELMINO, CARUANA, Francesco MIRABILE (cl.1956), Paolo MIRABILE (cl.1977) - si sono arricchite con le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, consentendo di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del CARUANA in ordine all’omicidio di DI PASQUALE. Il soggetto è stato associato presso la casa circondariale di Catania “Bicocca”.  


Palagonia CT - Coltellate al vicino. Rintracciato ed arrestato. I Carabinieri della Stazione di Palagonia (CT) hanno arrestato, in flagranza,   Gianluca FAGONE 37enne del posto, ritenuto responsabile di lesioni aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Il  vicino alle 23:00, armato di coltello, per alcuni dissidi di “buon” vicinato, all’altezza del civico 39 di via del Nord,  improvvisamente ha sferrato alcuni fendenti al vicino di casa, un 48enne, ed è scappato via. La vittima, seppur ferita, ha dato l’allarme  al 112 fornendo la descrizione dell’aggressore. I militari di pattuglia, ricevuta la segnalazione dalla centrale operativa,  hanno iniziato le ricerche terminate poco dopo con l’individuazione e l’arresto del reo che, nel frattempo, era riuscito a disfarsi dell’arma. L’arrestato, in attesa di giudizio, è stato ristretto agli arresti domiciliari. La vittima, medicata all’ospedale di Militello Val di Catania, è stata giudicata guaribile in una decina di giorni per una ferita da taglio alla testa e tagli superficiali alla zona dell’addome.   


CataniaFalso, furto e rapina, 3 in carcere. Uomini della Polizia di Stato – Sezione Catturandi della Squadra Mobile, nell’ambito di servizi di esecuzione di misure restrittive, ha tratto arrestato i catanesi Walter SPINA  53enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  26 giugno 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario – Ufficio Esecuzioni Penali di Catania, dovendo espiare la pena di 2 anni, 11mesi  e 25 gg. di reclusione per truffa e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, Sebastiano VISCUSO 36enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  25 giugno 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario – Ufficio Esecuzioni Penali di Catania, dovendo espiare la pena di 6 mesi di reclusione per furto aggravato e Giuseppe GIANCOLA 35enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  26 giugno 2015 dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, dovendo espiare la pena residua di 3  annidi reclusione per il reato di rapina.  I soggetti, sono stati associati presso la Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.


Catania - San Cristoforo, CC sequestrano 2 fucili nascosti su tetto  palazzina.   I  Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania, ieri pomeriggio a conclusione di breve ma proficua attività info-investigativa, hanno fatto irruzione in una palazzina di via Zitelli, nel rinomato quartiere di San Cristoforo, dove,  in una intercapedine ricavata sul tetto dell’edificio,  sono state rinvenute e sequestrate le seguenti armi: 1 fucile  BROWNING, calibro 12 e 1 fucile LR WEATHERBY BERETTA, calibro 22.  Le armi, in perfetto stato d’uso, di concerto con l’Autorità Giudiziaria saranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli opportuni accertamenti tecnico-balistici che ne  verificheranno l’eventuale utilizzo in pregressi eventi delittuosi. Sono in corso degli approfondimenti investigativi per stabilire le armi a quale gruppo criminale appartenessero.


Gravina CT1 in carcere per droga. I Carabinieri della Stazione di Gravina di Catania hanno arrestato Dario MAZZARA 28enne, del luogo, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania. Il giovane dovrà scontare  la pena residua di 1 anno di reclusione poiché riconosciuto colpevole di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, reato commesso a Catania il 26 ottobre 2012. L’arrestato è stato  associato nel carcere di Piazza Lanza, come di sposto dall’Autorità Giudiziaria.


CataniaTenta rapina a sacerdote in strada, preso da agenti in moto. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Matteo SCIOLINO 54enne già noto Sorvegliato Speciale di P.S., perché ritenuto responsabile di tentata rapina aggravata e violazione degli obblighi derivanti dalla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. I poliziotti nell’ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore di Catania, hanno dislocato alcune pattuglie della Squadra Mobile nella zona del centro storico anche in relazione alla presenza di numerosi turisti. Agenti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, mentre pattugliavano a bordo di moto la zona del centro, sono stati attirati dalle grida di aiuto provenienti da via della Lettera, dove un individuo stava aggredendo un sacerdote dell’ordine dei Salesiani indossante un “clergyman”. Il sacerdote ha opposto resistenza all’energumeno che lo stava strattonando con violenza. Il soggetto, successivamente è stato identificato per Matteo SCIOLINO. Il maldestro accortosi della presenza dei poliziotti che gli intimavano di interrompere l’azione, è fuggito a bordo di uno scooter elettrico che aveva lasciato nelle immediate vicinanze, ma è stato bloccato ed arrestato. Il soggetto è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile ed è stato dichiarato in arresto per il reato di tentata rapina aggravata ed inosservanza degli obblighi derivanti dalla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. e condotto presso la Casa Circondariale di  Catania a “piazza Lanza”.


Acireale Afgano spaccia  hashish in corso Italia ad Acireale, CC lo bloccano ai domiciliari. I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Acireale hanno arrestato ai domiciliari un 19enne, di origine afghana, residente ad Acireale, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, ieri sera  durante un servizio antidroga, hanno notato il giovane in Corso Italia mentre stava cedendo 1 dose di hashish ad un occasionale “cliente” e poi ha incassato il corrispettivo in denaro di 10 euro. L’afgano 19enne è stato bloccato e perquisito e trovato in possesso di ulteriori 3 dosi dello stesso stupefacente, per un peso complessivo 10 grammi e la somma contante di 40 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio. La droga ed il denaro sono stati sequestrati. L’acquirente giovane acese è stato segnalato alla Prefettura di Catania.  L’arrestato è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania - 2 evasi dai “domiciliari” arrestati a Librino e San Cristoforo. I  militari del Nucleo Radiomobile e della Compagnia di Piazza Dante, in due distinti contesti operativi,  nell’ambito del controllo del territorio, svolto particolarmente nei quartieri a rischio del capoluogo etneo, ieri sera, hanno arrestato 2 personaggi, entrambi evasi dai domiciliari. I 2 sono stati bloccati:  Vincenzo VERGA 29enne, al viale MONCADA a Librino  ed   Antonio SCALIA 32enne, in via Plebiscito a San Cristoforo, in attesa del rito per direttissima,  i personaggi sono stati ricollocati agli arresti domiciliari.


Catania - Baby gang:  2 identificati su Facebook, in villa Bellini aggredirono e rapinarono studentesse. Poliziotti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” hanno tratto in arresto i minori: M.S. 15enne e S.M.J.I. 16enne,  in esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della permanenza in casa, emessa il   7 maggio 2015 dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Catania per i reati di rapina aggravata, violenza e lesioni, in danno di due giovani studenti.  Lo scorso inverno, due giovani studenti  avevano denunciato che mentre si trovavano nel tardo pomeriggio all’interno della  villa Bellini, di essere stati malmenati (con calci e pugni) e rapinati di 1 telefono cellulare che una della malcapitate vittime teneva nella tasca dei pantaloni, ad opera di una “baby gang” composta da alcuni giovinastri. Le vittime riuscite a divincolarsi ed uscire dal giardino pubblico erano inseguite dal alcuni dei rapinatori; questi ultimi, raggiunte le malcapitate, le avevano aggredite nuovamente con schiaffi e pugni facendole rovinare a terra; nella circostanza ad uno dei due minori veniva sottratto uno smartphone di ultima generazione. Gli investigatori si erano messi subito all’opera, prendendo spunto dalle indicazioni e descrizioni di alcuni degli autori dei reati fornite dalle giovani vittime. Analizzando Facebook, veniva individuato S.M.J.I. come colui che aveva aggredito e rapinato il minore mentre M.S. come colui che aveva  dato inizio all’aggressione dopo avere  chiesto una sigaretta. Gli agenti hanno identificato, un terzo componente della gang che aveva preso parte alle violenze fisiche nei confronti delle giovani vittime, che è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania. Proseguono le indagini finalizzate ad identificare altri componenti della gang, verificando eventuali loro responsabilità per altri reati.


CataniaROS e CC sequestrano beni mafia, 22 milioni€ : 26 immobili, 9 imprese, 6 disponibilità finanziarie. I beni sono riconducibili a Giuseppe Sandro Maria MONACO.


Catania - Polposta, 20 indagati in operazione contro pornografia minorile, 17 province. La Procura Distrettuale della Repubblica e la Procura per i Minorenni di Catania hanno disposto numerose perquisizioni domiciliari in varie città d’Italia, eseguite dalla Polizia di Stato, nei confronti di 20 soggetti italiani indagati per detenzione di immagini di pornografia minorile, di questi 10 sono i soggetti minorenni aventi oltre 14 anni. 2 degli indagati maggiorenni avevano precedenti in materia di pornografia minorile. Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Catania, Siracusa, Ragusa, Palermo, Caltanissetta, Reggio Calabria, Potenza, Avellino, Roma, Reggio Emilia, Lucca, Milano, Torino, Cuneo, Treviso e Venezia. L’operazione di contrasto della pornografia minorile è stata svolta dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica e la Procura per i Minorenni di Catania.Numerose le perquisizioni domiciliari in varie città d’Italia, eseguite dalla Polizia Postale nei confronti di indagati maggiorenni e minorenni.  L’indagine era scaturita dalla denuncia alla Polizia Postale di Catania dei genitori di una ragazza di anni 16, che inizialmente si erano rivolti all’Associazione a tutela dell’infanzia Meter. I genitori hanno raccontato che la propria figlia era stata costretta a realizzare delle immagini intime cedute a vari soggetti, soprattutto mediante sistemi di messaggistica internet quali WhatsUp. Le indagini informatiche hanno consentito di ricostruire le chat e gli invii compiute dalla minore, identificando tutti i soggetti che le avevano richieste. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati smartphone, tablet e computer. Le prime attività svolte nel corso delle perquisizioni da parte del personale specializzato della Polizia hanno confermato la detenzione delle immagini riferibili alla minore, alcuni degli indagati avevano anche altre foto di minori verosimilmente adescate on-line.


CataniaBlitz polizia a S.Cristoforo, 1 in manette per armi. Uomini del Commissariato San Cristoforo, coadiuvati dal Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, dalla Guardia di Finanza, dalla Polizia Provinciale e dalla Polizia Locale, hanno arrestato Francesco BUSSOLARI per detenzione abusiva di armi da fuoco, ricettazione ed omessa denuncia di munizioni e per furto aggravato di energia elettrica. L’operazione si è svolta nel contesto del piano d’azione denominato “Modello Trinacria” con   Forze di polizia impegnate, col coordinamento della Questura, in approfonditi controlli del territorio. I poliziotti hanno controllato la stalla di proprietà del BUSSOLARI. I tutori dell’ordine hanno trovato   custoditi ben 3 cavalli privi del prescritto microchip: una violazione che è costata al proprietario una sanzione di oltre 11.000 euro. Il contatore dell’energia elettrica installato era stato alterato con l’applicazione di un by pass che permetteva di prelevare la corrente elettrica senza essere registrata. I poliziotti hanno recuperato un revolver, nella disponibilità del BUSSOLARI ed illecitamente detenuto, risultato rubato nel 1986 in una località del Centro Italia. L’arma era stata ben nascosta, all’interno di una trave del soffitto dell’edificio. La perquisizione si è spostata all’interno dell’abitazione del BUSSOLARI, dove, oltre al fucile ed alle 2 pistole regolarmente detenute, sono state trovate decine di cartucce (di cui 15 “a punta cava”) di cui il proprietario non aveva fatto denuncia. Il sequestro di tutte le armi è scattato immediatamente, mentre sono già in corso le ulteriori incombenze per l’irrogazione del divieto di detenzione armi. L’arrestato è stato rinchiuso presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza.



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Ultimora   nov. dic.2014





Collaboratori, luce su omicidio Rosario Sciuto: CC eseguono ordinanza per 3 Marino


    

ultimo aggiornamento

 

 


CataniaCollaboratori, luce su omicidio Rosario Sciuto: CC eseguono ordinanza per 3 Marino. Il delitto fu compiuto il 21 novembre 2011.  Carabinieri del Comando Provinciale di Catania il 23 luglio 2015, hanno eseguito 3 provvedimenti restrittivi nei confronti di Raffaele MARINO, 48enne, e dei suoi figli Gaetano 24enne, ed Alessio 19enne, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto abusivo di armi. L’operazione è nata dalle indagini sviluppate dai Carabinieri di Catania, sotto la direzione della locale Direzione Distrettuale Antimafia, supportate da attività tecniche e dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, fra i quali Fabrizio Nizza,  ritenuto “responsabile” del gruppo di “Cosa Nostra” catanese operante nel quartiere di Librino fino alla data del suo arresto, avvenuto l’8 febbraio 2012, Davide Seminara, “luogotenente” del Nizza, Salvatore,Cristaudo organico al summenzionato sodalizio criminale, e Giuseppe Scollo, capo della compagine santapaoliana operante a Lineri. Le indagini hanno permesso ai militari dell’Arma di ricostruire la dinamica dell’omicidio di Rosario Sciuto, inteso U sucaro, organico al clan Mazzei, e di individuarne il presunto l’autore in Gaetano MARINO, il quale la sera del 21 novembre 2011 avrebbe atteso Sciuto nell’androne dello stabile di Viale Moncada 13 dove viveva ed avrebbe esploso al suo indirizzo 10 colpi di cal.38 di cui 1 alla testa come “colpo di grazia”.  Il Marino si sarebbe determinato all’azione in quanto lo Sciuto non solo sarebbe stato un concorrente nella gestione di una lucrosa piazza di spaccio di Librino ma anche perché si sarebbe opposto alla relazione sentimentale che questi aveva con la figlia. I carabinieri, nel corso dell’attività hanno  raccolto elementi che hanno consentito di contestare ai tre anche il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso in quanto ritenuti organici alla famiglia “Santapaola-Ercolano”.


CataniaDIA confisca beni 2 mln €, famiglia VACANTE, suocero Santapaola. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito un Decreto di confisca di beni, a Catania e provincia, nei confronti di Roberto VACANTE   video sequestro 52enne più volte condannato in via definitiva per il reato di associazione mafiosa, poiché ritenuto elemento di spicco del clan “SANTAPAOLA”, ad esso legato da vincoli di parentela.  Roberto VACANTE è coniugato con Irene Grazia SANTAPAOLA, figlia di Salvatore SANTAPAOLA (deceduto il 3 gennaio 2003), fratello di Benedetto SANTAPAOLA, ritenuto rappresentante provinciale dell’organizzazione Cosa Nostra. Il provvedimento ha  disposto la confisca di 2 ville, 1 impresa di gestione di impianti sportivi e disponibilità bancarie per un valore complessivo di circa 2 milioni €, e la sottoposizione del VACANTE alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. per la durata di 2 anni e 6 mesi, con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale, delegate dalla locale D.D.A. - espletate dal Centro Operativo D.I.A. di Catania, diretto dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato PANVINO, hanno permesso di individuare una serie di beni che, benché formalmente intestati ai suoi congiunti prossimi, sono stati ritenuti effettivamente riconducibili alla titolarità del personaggio  attraverso l’intestazione degli stessi alla propria moglie Irene Grazia SANTAPAOLA ed al fratello Giancarlo VACANTE. Il Centro Operativo D.I.A. di Catania, diretto dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato PANVINO ha accertato la capacità reddituale del VACANTE e del suo nucleo familiare nell’arco temporale compreso tra il 1988 e il 2013, il cui esito ha evidenziato forti profili sperequativi tra i proventi dichiarati e il patrimonio posseduto. Da qui la presunzione, accolta dal Tribunale, di un’illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’inserimento del VACANTE nell’ambito del clan “SANTAPAOLA”. Il Centro Operativo D.I.A. di Catania, diretto dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato PANVINO   altresì rammenta che l’adesione di Roberto VACANTE al consesso mafioso SANTAPAOLA, deve farsi risalire sin dagli inizi degli anni ‘90, allorquando nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “VEGA”, venne tratto in arresto con altri 33 coindagati tutti appartenenti al clan “SANTAPAOLA”, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, poiché ritenuto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni, rapine usura ed omicidi. Il personaggio veniva nuovamente tratto in arresto il  7 dicembre 2000, nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “ZEFIRO”, con altri 8 soggetti tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni ed al gioco d’azzardo. Roberto VACANTE è stato, altresì, tratto in arresto il   9 ottobre 2007, nell’ambito dell’operazione di P.G. convenzionalmente denominata “ARCANGELO”, condotta dal Centro Operativo di Catania, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, in quanto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di traffico di stupefacenti ed estorsioni. La sua intraneità all’organizzazione mafiosa “SANTAPAOLA-ERCOLANO” è stata inoltre  confermata dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Roberto VACANTE annovera 2 condanne, con sentenze passate in giudicato, per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. La prima sentenza di condanna a  2 anni  e 10 mesi di reclusione, emessa dalla Corte d’Appello di Catania il   22 gennaio 2003, definitiva il 7 febbraio 2003, ha affermato la responsabilità in ordine all’appartenenza all’associazione a delinquere di stampo mafioso denominata “ERCOLANO-SANTAPAOLA” a far data dal 1996. Una successiva pronuncia di condanna alla pena di 6 anni di reclusione, all’esito del procedimento “ARCANGELO”, giusta sentenza del G.U.P. di Catania del 9 febbraio 2009, per fatti accertati fino al novembre 2005, parzialmente riformata dalla Corte di Appello di Catania con sentenza del 14 luglio 2010, definitiva il 27 gennaio 2012, con la quale la pena è stata ridotta ad 1 anno di reclusione.


Catania Librino: CC scoprono arsenale e bloccano 1 per droga. I carabinieri stavano svolgendo un servizio straordinario di controllo del territorio. I militari hanno scoperto l’arsenale tra la vegetazione  in un terreno abbandonato. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa di sera, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nel popolare quartiere Librino, scandagliando e controllando in particolare diversi spazi condominiali, aree e terreni adiacenti ai palazzoni in Viale Grimaldi. I  militari, durante il servizio, hanno rinvenuto, abilmente occultate tra la vegetazione in un’area abbandonata ed incolta adiacente al civico 7, un vero e proprio arsenale:  1 fucile mitragliatore Thompson Submachine  Gun cal. 45, con relativo caricatore e munizioni e senza, (mitra statunitense impiegato dalle forze armate durante la seconda Guerra Mondiale ed altri conflitti, particolarmente apprezzato per l’elevata potenza di fuoco ed il potente calibro del proiettile), all’arma è stato eliminato il calciolo per renderla più maneggevole, 1 pistola Beretta cal. 7,65, con caricatore, 1 pistola Revolver  F. Tettoni Brescia mod. 1916 cal. 10,35 e  270 cartucce  di vario calibro, che sono stati sequestrati. Le armi, in  buono stato d’uso e conservazione, sono inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per  le gli accertamenti tecnico balistici del caso e per stabilire se le stesse siano state utilizzate in eventuali eventi criminosi. I  militari nel contesto dello stesso servizio hanno arrestato ai domiciliari Daniele ROSSELLO, 21enne, già sottoposto ai domiciliari, per evasione e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.  Il giovane è stato notato, sulla pubblica via,  al civico 10 di Viale Grimaldi mentre stava  cedendo delle bustine ad un occasionale avventore. Il fermato è stato bloccato è perquisito e trovato in possesso di 34 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 34 grammi, 4 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 1,6 grammi, e la somma contante di 10 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio, che sono state sequestrate.  L’arrestato è stato posto nuovamente ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania 18enne teneva pistola e mitraglietta, munizioni e droga.  I Carabinieri della squadra “Lupi” del Nucleo Investigativo hanno arrestato Giuseppe LA ROCCA, 18enne, catanese, per detenzione illegale di armi clandestine e munizioni e detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti.  I  militari, ieri mattina, durante un servizio di controllo del territorio atto a prevenire e reprimere reati in genere, transitando per via Capo Passero 8 hanno notato il giovane in prossimità dell’ingresso della palazzina al civico 8 con un atteggiamento sospetto, che stava muovendosi con agitazione tra l’ingresso ed un piccolo terreno con un canneto adiacente al palazzo. I Carabinieri a questo punto sono intervenuti bloccando il giovane e procedendo ad una perquisizione nel canneto rinvenendo 1  busta contenente avvolte in uno strofinaccio 1 mitragliatrice Sturm Ruger & Co.Inc., cal. 223, con matricola abrasa, 1 pistola Browning, cal. 6,35, con matricola abrasa, completa di caricatore ed 1 confezione contente 6 cartucce, marca Fiocchi, calibro 12 caricate a pallettoni.  La  perquisizione successiva, in quella palazzina, nell’abitazione del giovane ha permesso ai militari di rinvenire, abilmente  occultati in un’anta dell’armadio della sua stanzetta, 96 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 67 grammi, 26 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 10 grammi e 4 cartucce, marca Fiocchi, calibro 12 caricate a pallettoni uguali a quelle rinvenute nel canneto. Le armi, che erano tenute in buono stato d’uso ed efficienti,  sono state sequestrate con la munizioni e droga ed  inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli accertamenti tecnico balistici del caso atti a stabilire anche se siano state utilizzate in eventuali eventi criminosi. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania –  DIA Catania confisca beni a Navanteri per 500.000€. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito, in territorio di Vizzini CT, Francofonte SR e Teglio SO, su decreto emesso dal Tribunale di Siracusa, Sezione Penale, la confisca di beni immobili riconducibili a  Salvatore NAVANTERI video  , ritenuto elemento di spicco del clan mafioso “Nardo”. Si tratta di beni immobili del valore complessivo di circa 500.000€. La proposta di sequestro era stata inoltrata dal Direttore della D.I.A., su indagini ed accertamenti patrimoniali svolti dal Centro Operativo di Catania, che ha accertato l’assenza in capo al NAVANTERI di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti effettuati nel corso degli anni.


CataniaCursoti, DIA cattura ricercato Paolo Balsamo. A conclusione di una articolata attività di indagine dipanatasi mediante l’utilizzo delle attività tecniche e pedinamenti, uomini della D.I.A. di Catania, e di Torino e supportati dalla Sezione Operativa di Catanzaro, hanno tratto in arresto a Rossano (CS) il ricercato Paolo BALSAMO  video 49enne, ritenuto pericoloso elemento di spicco del clan dei Cursoti. Il personaggio era stato condannato alla pena di anni 30 per associazione mafiosa ed omicidio. I dettagli illustrati nel corso della conferenza stampa presso il Centro Operativo D.I.A.Peraltro, sullo stesso gravava un provvedimento di cumulo pene emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania. BALSAMO è stato rintracciato a Rossano (CS), in viale Santangelo, in prossimità della Stazione Ferroviaria, a bordo di un’autovettura Fiat Punto, di proprietà di una delle due donne in compagnia delle quali è stato fermato. La cattura del ricercato è avvenuta a seguito di numerosi e prolungati servizi di osservazione protrattisi a Rossano sin dalle prime ore del mattino del 14 luglio, effettuati contestualmente ad attività tecniche. Il  ricercato all’atto della cattura si stava facendo accompagnare presso la vicina stazione per allontanarsi dalla città di Rossano, ma vistasi preclusa ogni possibilità di fuga dagli uomini della DIA, non ha opposto  resistenza    facendosi trarre in arresto. Paolo BALSAMO, alias Sucasangu-Buttafuoco, è ritenuto appartenente al clan catanese dei “Cursoti”, si era reso irreperibile il   16 giugno 02015, non facendo rientro presso la struttura carceraria di Bologna, al termine del turno di lavoro che avrebbe dovuto espletare quale operatore volontario presso la cooperativa sociale “Sammartini” nella città emiliana,  in conseguenza del regime della semi-libertà cui era stato ammesso. Gravato da numerosi   precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, reati concernenti le armi e le sostanze stupefacenti, subiva diversi attentati alla sua vita ad opera delle avverse organizzazioni criminali etnee e veniva, di contro, condannato dalla Corte d’Assise di Appello di Catania, nel 2002, alla pena di 30 anni di reclusione per l’omicidio di Carmelo MURABITO, strangolato il 21 gennaio 1991 con un filo del telefono e poi bruciato. L’omicidio sarebbe maturato nell’ambito di una guerra di mafia che vide contrapposti i clan “Laudani” e “Cappello”. Il soggetto era ritenuto dagli investigatori organico negli anni 80, fino al 1991, al clan “Pillera-Cappello”, e poi sarebbe transitato   nel clan dei “Cursoti”, in particolare in una frangia capeggiata da Rosario PITTARÀ, Antonio GIUSTOLISI e Salvatore PRIVITERA, alleati con i “Cursoti” Milanesi del noto Jimmy MIANO. Più volte, nel corso del 1991, Paolo BALSAMO avrebbe manifestato l’intenzione di collaborare con l’Autorità Giudiziaria di Catania, mostrandosi tuttavia inaffidabile e sottraendosi in più occasioni al programma di cui fruiva. BALSAMO al termine delle formalità di rito è stato condotto presso la casa circondariale di Cosenza a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.


Catania -  Cosca Scalisi: estorsione, polizia esegue 8 misure cautelari.

La Polizia, su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania,   ha dato   esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 8 persone ritenute responsabili, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso - cosca Scalisi, estorsione, con l’aggravante di essere l’associazione armata. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato P.S. di Adrano ed hanno consentito di decapitare i vertici dell’organizzazione mafiosa Scalisi, operante nel comprensorio di Adrano, alleata della famiglia Laudani di Catania.   I particolari dell’operazione illustrati nel corso di una conferenza stampa presso gli uffici della Procura della Repubblica di Catania in viale XX Settembre.All’alba di oggi, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa in data 9.7.2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di: Giuseppe SCARVAGLIERI, 46enne, inteso “Pippu ‘u zoppu”, già noto, già detenuto per altra causa;Pietro MACCARRONE, 45enne, inteso “Fantozzi”, già noto, Sorvegliato Speciale di P.S.;Francesco COCO, 37enne, inteso “Ciccio mafia ”, già noto, già detenuto per altra causa;Alfio DI PRIMO, 47enne, inteso “Pisciavino”, già noto, già detenuto per altra causa;Pietro SEVERINO, 57enne, inteso “ ‘u Trummutu”, già noto, già detenuto per altra causa;Gaetano DI MARCO, 52enne, inteso “Caliddu”, già noto;Massimo DI GUARDIA, 28enne, già noto, già detenuto per altra causa;Davide DI MARCO, 27enne, già noto, già detenuto per altra causa. I personaggi sono ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, con l’aggravante di essere l’associazione armata, e Gaetano DI MARCO anche di tentata estorsione. La misura cautelare accoglie gli esiti di attività di indagine di tipo tecnico, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed eseguita dalla Squadra Mobile - Sezione Criminalità Organizzata e dal Commissariato di P.S. di Adrano, nei confronti dell'organizzazione mafiosa Scalisi, operante in territorio di Adrano (CT), alleata della famiglia catanese Laudani. Le indagini, erano state avviate nel mese di maggio 2011 e si erano concluse  nell'aprile 2012, ed  hanno permesso ai tutori dell’ordine di monitorare le dinamiche interne alla cosca, che aveva subito un duro colpo a seguito dell'operazione di Polizia "Terra Bruciata", condotta il 29 aprile 2009 dagli uffici di Polizia, in esecuzione a due distinti provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, nei confronti rispettivamente di 12 affiliati del clan Santangelo e di 15 affiliati del clan Scalisi. Le investigazioni hanno attestato come il presunto boss Giuseppe SCARVAGLIERI, sebbene detenuto, continuasse a mantenerne la leadership dettando le disposizioni per mantenere il controllo delle attività illecite nel comprensorio adranita. Proprio il  detenuto, visto che le indagini avevano coinvolto direttamente anche la madre Carmela SCALISI, il fratello Antonio SCARVAGLIERI ed altri congiunti, nonché i soggetti più rappresentativi della consorteria criminale, aveva maturato un cambio di strategia, preferendo mantenere defilati dalla gestione del sodalizio i propri familiari. Il soggetto avrebbe per tale motivo designato, quale responsabile operativo, Giuseppe SANTANGELO  - deceduto per cause naturali il 20 agosto 2014 - il quale, in attesa della scarcerazione, avrebbe goduto dell’appoggio di altri soggetti tra cui Gaetano DI MARCO il quale, in attesa della scarcerazione del Santangelo, ‘figlioccio’ di Scarvaglieri, era diventato il referente del gruppo.  Le indagini hanno evidenziato lo stato di fibrillazione presente in seno al gruppo, dovuto proprio all’assenza momentanea di un leader all’altezza di reggerne le fila, motivo per il quale la stessa famiglia Laudani di Catania era direttamente intervenuta affiancando al Di Marco un proprio referente. Tra i destinatari della misura figurano Pietro MACCARRONE, ritenuto dagli inquirenti attuale reggente della cosca, ed altri elementi di rango apicale quali Pietro SEVERINO e Francesco COCO, nonché  Gaetano DI MARCO e Alfio DI PRIMO. I poliziotti, nel corso delle indagini hanno individuato un tentativo di estorsione in danno di un imprenditore impegnato nei lavori di risistemazione della S.P. 231, il quale aveva subito il danneggiamento di un mezzo meccanico di proprietà dell’azienda, in relazione al quale il   28 dicembre 2011 erano stati tratti in arresto, in flagranza di reato, Davide DI MARCO e Massimo DI GUARDIA. L’operazione è stata denominata “Time-Out”.


Catania - Marinaio picchiato e rapinato appena uscito da discoteca, CC 4 arresti.  Il giovane aveva trascorso una  serata al BANACHER.  I Carabinieri della Stazione di Aci Castello (CT) hanno arrestato, in flagranza,  Cristian Danilo RIELA 22enne, G.G., 21anni, T.G., 24anni e B.C., 34anni, tutti abitanti nel quartiere di Librino a Catania, ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso. Le disavventure per il giovane marinaio 22enne, sono iniziate intorno alle 04:30 di  stanotte quando, dopo una serata trascorsa a ballare al “BANACHER” ad Aci Castello, è uscito nel parcheggio del locale ed ha trovato la sua auto danneggiata. Il giovane marinaio rivolgendosi al posteggiatore ha chiesto delle spiegazioni. Alcuni giovani, posti a pochi metri, si sono intromessi nella discussione e minacciando il marinaio   gli dicono di non fare storie e di andarsene. Il militare, impaurito,  è salito sulla sua auto ed allontanandosi ha chiamato il 112 raccontando l’accaduto. Il giovane, mentre stava percorrendo la SS 114 in direzione di Acireale, all’altezza del ristorante “Manteca”, è stato raggiunto da una Lancia Y con a bordo 4 individui, gli stessi che poco prima lo avevano intimidito, che,  scesi dalla loro macchina,  l’hanno “pestato” letteralmente sottraendogli una banconota da 50 euro e lo Smartphone. I maldestri, risaliti in auto sono fuggiti in direzione di Catania. La  pattuglia dell’Arma pochi secondi è sopraggiunta e, sentita la vittima, a sirene spiegate si è posta all’inseguimento dell’auto dei rapinatori, intercettata e bloccata nei pressi del Motel Agip di OGNINA. Uno degli occupanti ha cercato di disfarsi dello Smartphone depredato ma i carabinieri si sono accorti della mossa e l’hanno recuperato sotto un auto lì parcheggiata. I maldestri sono stati perquisiti e trovati in possesso di banconote dello stesso taglio di quella rapinata. Il militare, medicato al pronto soccorso dell’Ospedale Cannizzaro, è stato giudicato guaribile in 15gg  per “trauma cranio-facciale”. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Catania Piazza Lanza, così come disposto dal magistrato di turno.  

Catania  -  Procuratore Salvi saluta militari Comando Provinciale.Il Procuratore della Repubblica di Catania, Giovanni Salvi, in procinto di assumere il nuovo incarico a Roma quale Procuratore Generale presso la Corte di Appello ha salutato i Carabinieri della Provincia di Catania presso la sede di Piazza Giovanni Verga. L’alto magistrato nella circostanza ha sottolineato i traguardi operativi  in tema di lotta alla criminalità organizzata e comune raggiunti nei quattro anni della sua direzione cosi come l’impegno costante dimostrato dai presidi dell’Arma soprattutto nei territori dove questi costituiscono unica presenza dello Stato. Il  Comandante Provinciale Alessandro Casarsa ha rivolto un sentito grazie al Procuratore per la costante opera di indirizzo che ha consentito ai Carabinieri di lavorare con proficuità anche nel settore relativo alla gestione della documentazione di polizia giudiziaria fortemente rimodulato e snellito nelle procedure.


Catania  - Furto dati ed estorsione via internet: Polizia Postale scopre attività virus “Cryptolocker”. Le numerose segnalazioni che giungono dagli internauti su questo nuovo virus che imperversa ormai da un po’ di tempo sul web, ha indotto la Polizia di Stato ad aumentare le misure di prevenzione attraverso ogni strumento utile a garantire la sicurezza di chi naviga in Rete. La  Polizia Postale e delle Comunicazioni in tale contesto, ha concluso, proprio in queste ultime ore, un’operazione che ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale per associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo informatico, estorsione on line e riciclaggio degli illeciti proventi realizzati mediante la diffusione del virus “Cryptolocker”, di cui sono rimaste vittima privati cittadini ma anche aziende, private e pubbliche. Le  denunce ricevute dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni da parte di enti pubblici, imprese e liberi professionisti che sono rimasti vittima del virus in provincia di Catania, sono diverse : oltre 20 da gennaio ad oggi con ingenti danni alle attività. Molti e diversi casi registrati anche nelle province di Messina, Ragusa e Siracusa. Lo scenario è il seguente: l’ignaro utente riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce indicazioni su presunte spedizioni a suo favore oppure contenente un link relativo ad un acquisto effettuato on line a anche da altri servizi. Cliccando sul link oppure aprendo l’allegato (solitamente un documento pdf), viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie dei computer, anche di quelli eventualmente collegati in rete. Il  ricatto dei criminali informatici a questo punto si realizza  e richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in Bitcoin a fronte del quale ricevere via e-mail un programma per la decriptazione. Il Bitcoin è una moneta virtuale, esprimibile con un numero a 8 cifre decimali. Non esiste un'autorità centrale che la distribuisce e che ne traccia le transazioni in quanto le operazioni sono gestite collettivamente dal network attraverso dei siti c.d. exchanger che rilasciano monete virtuali incamerando moneta proveniente da carte di credito o altri strumenti elettronici di pagamento, ossia codici che a loro volta possono essere convertiti in denaro contante). Il valore di un BTC è stabilito dal mercato, come per ogni altro bene (attualmente 1 BTC corrisponde a circa 217 euro, ma tale valore è destinato ad aumentare, considerando che il numero massimo di BTC producibili attraverso il cd. processo di “mining” cui possono partecipare tutti i nodi della rete, è fissato a 21 milioni. La Polizia Postale ricorda che :” E’ importante non cedere al ricatto, anche perché non è certo che dopo il pagamento vengano restituiti i file criptati! Tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ovvero una copia dei propri file, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati, sono i consigli più importanti da seguire per impedire l’infezione del Cryptolocker. Per maggiori informazioni e assicurare un contatto diretto e continuativo con il cittadino, si può fare riferimento anche al Commissariato di P.S. On-line, per tutti coloro che frequentano la rete, caratterizzato da innovativi sistemi di interattività con l’utente, reperibile all’url: www.commissariatodips.it. Il portale è stato appena integrato con apposita “app” scaricabile gratuitamente dal proprio smartphone o dall’ipad per consentire di venire incontro alle crescenti richieste di assistenza e di aiuto degli utenti della Rete, in tempo reale, e di conoscere sempre di più il mondo del web, i suoi rischi e le sue opportunità”.


Aci Castello Carabinieri bloccano rapinatori in azione, 2 erano ai domiciliari. Carabinieri della Compagnia di Acireale (CT) ieri pomeriggio, ad Aci Castello (CT) a conclusione di attività info-investigativa, hanno arrestato nella flagranza di reato Massimiliano BIFFI, 33enne Rosario CAMPOLO 47enne (ritenuto dagli inquirenti presunto affiliato clan Santapaola)   e  Luciano CAVALLARO 47enne (ritenuto dagli inquirenti presunto affiliato clan Santapaola),  i primi due originari di Catania ed il terzo di Riposto (CT). I criminali, intorno alle  17:00, in parte travisati da occhiali e cappellini, armati di pistola (una Beretta cal. 7,65 con matricola punzonata), si sono introdotti in una gioielleria della zona con l’intento di mettere a segno una rapina. L’immediato intervento dei militari del Nucleo Operativo, appostati sul retro del locale e nelle immediate vicinanze,  ha fatto sì che l’azione stessa venisse sventata. I Carabinieri, tempestivamente, hanno affrontato e bloccato i due rapinatori che, entrati nell’esercizio, avevano minacciato il titolare per farsi consegnare la refurtiva, mentre il complice, rimasto all’ingresso con 1 borsa pronta ad accogliere l’eventuale bottino, è stato immediatamente fermato dai militari posizionati all’esterno della gioielleria. I militari, nel corso dell’operazione hanno inoltre sequestrato un’Alfa 147  utilizzata dai malviventi e risultata rubata nella mattinata precedente a Misterbianco (CT). I carabinieri dai successivi accertamenti hanno anche denunciato per il reato di evasione avendo rilevato che BIFFI e CAMPOLO che erano entrambi agli arresti domiciliari per altri reati. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di  Catania Piazza Lanza a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.  


MessinaDIA sequestra beni 4 mln€ : 2 imprenditori vicini a clan “Santapaola” e  “Barcellonesi”. Si tratta di 2 personaggi Concetto BUCCERI Salvatore DI SALVO,  detto “Sam l’Americano” condannati per mafia ai quali la D.I.A. di Messina, con il coordinamento del Centro Operativo di Catania nella mattinata, ha posto i sigilli su alcune importanti attività imprenditoriali del comprensorio di Letojanni e Barcellona Pozzo di Gotto, nella provincia peloritana, riferibili, anche attraverso interposte persone, ai due noti imprenditori vicini al “Clan Santapaola” ed al “Clan dei Barcellonesi”.  La  Direzione Investigativa Antimafia - Sezione Operativa di Messina, coordinata dal Centro Operativo di Catania, nella mattinata odierna, a conclusione di un’articolata e complessa indagine, nel quadro di una più ampia attività istituzionale finalizzata all’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti dalle cosche mafiose, avvalendosi nella fase esecutiva del Commissariato della Polizia di Stato di Taormina, ha dato esecuzione a provvedimenti ablativi di beni, per un valore complessivo di circa 4.000.000,00 di  euro, nella disponibilità di Concetto BUCCERI, personaggio già noto alle forze dell’ordine, attualmente detenuto ed organicamente ritenuto inserito, secondo copiose risultanze processuali, nella consorteria criminale dei “PICANELLO”, collegata al clan mafioso etneo dei “SANTAPAOLA” e di Salvatore DI SALVO,  detto “Sam l’Americano”, anch’egli detenuto per reati di mafia, ritenuto esponente di spicco del clan dei “barcellonesi”, operante nella fascia tirrenica della provincia di Messina. I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, a conclusione di una complessa attività svolta dagli specialisti della Sezione Operativa di Messina, su proposta formulata dal Direttore della D.I.A. Nunzio Antonio FERLA, in ordine al Concetto BUCCERI e, previo coordinamento del Procuratore Capo, dr. Guido LO FORTE e dei Sostituti Procuratori della Repubblica presso la locale D.D.A. di Messina, dr. Vito di GIORGIO e dr. Angelo CAVALLO, per Salvatore DI SALVO. Le attività d’indagine, poste in essere dagli investigatori della D.I.A., previa ricostruzione di innumerevoli passaggi finanziari, hanno permesso di rilevare una considerevole incapienza reddituale dei soggetti attenzionati che, nel tempo, sono riusciti ad incrementare il loro lucroso patrimonio curando, nel contempo, le attività imprenditoriali di loro interesse. Gli elementi info-investigativi, elaborati in un’ottica di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, hanno consentito di dimostrare come i soggetti proposti siano riusciti a schermare, attraverso la compiacenza di fidate teste di legno”, anche organismi societari operanti, con fatturato considerevole, nel settore delle commesse pubbliche. Le motivazioni formulate, nell’ambito delle proposte trasmesse all’Autorità Giudiziaria messinese, hanno fotografato l’illecita accumulazione del patrimonio, risultato essere, anche sulle base delle indagini finanziarie eseguite,  sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati. Il provvedimento di sequestro ha interessato i seguenti beni:  1 impresa (società di capitali esercente attività di costruzione e opere di ingegneria civile) comprensiva del patrimonio aziendale e quote sociali;  1 (una) unità immobiliare (fabbricato) ubicata nel Comune di Gallodoro (ME); rapporti finanziari. quote sociali della P.C.T. Costruzioni S.r.l. unipersonale”, attiva nel settore dell’edilizia e del commercio di abbigliamento, con sede in Barcellona P.G., con relativo patrimonio aziendale; diversi autoveicoli, un trattore  ed un rimorchio.


Catania -   Mafia, ROS sequestro quote azionarie 6% Eurospin eredi imprenditore Bonanno. I Carabinieri del ROS hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro dei beni emesso dal Tribunale di Catania - Sezione misure di prevenzione su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica, nei confronti di Ferdinando BONANNO, imprenditore emerso nell’ambito dell’indagine IBLIS poiché legato ad esponenti apicali della famiglia di cosa nostra catanese SANTAPAOLA - ERCOLANO. Il provvedimento, che ha per oggetto il 6% delle quote azionarie della EUROSPIN SICILIA S.p.A. già intestate a Ferdinando BONANNO fino alla data del suo decesso  27 marzo 2014  ed attualmente riconducibili ai suoi eredi, scaturisce dalle risultanze emerse nel corso della indagine IBLIS con la quale, erano stati tratti in arresto 50 indagati ritenuti a vario titolo responsabili di partecipazione in associazione mafiosa (famiglie di cosa nostra di Catania, Caltagirone e Ramacca), concorso esterno in associazione mafiosa, omicidio, distruzione di cadavere, estorsioni, intestazione fittizia di beni ed altri delitti tutti aggravati dalle finalità mafiose. I ROS, in questo contesto investigativo avevano evidenziato la figura di Ferdinando BONANNO il quale all’epoca, oltre ad essere titolare della quota azionaria 6% della EUROSPIN SICILIA, ricopriva in essa la qualifica di responsabile del settore sviluppo e quindi operava nella individuazione dei luoghi per l’apertura di nuovi punti vendita della società. BONANNO, in tale veste al fine di aprire nuovi punti vendita ed espandere l’azienda nel territorio isolano, sarebbe entrato in qualificati rapporti con esponenti apicali di cosa nostra catanese e, per il tramite di questi, con quelli di altre famiglie mafiose che operano in diverse aree della Sicilia; attraverso questo sinallagmatico legame instaurato BONANNO avrebbe ottenuto indubbi benefici nello svolgimento delle sue attività e, nel contempo, si sarebbe messo a disposizione di cosa nostra garantendo talvolta ad esponenti della medesima associazione la gestione di alcuni supermercati o comunque altri benefici sia in termini economici che nell’assunzione di soggetti segnalati dal sodalizio. Nell’ambito della indagine IBLIS emergeva il particolare legame che BONANNO aveva con i fratelli Vincenzo AIELLO (all’epoca rappresentante provinciale della famiglia mafiosa SANTAPAOLA - ERCOLANO)  ed Alfio, nonché con il noto Rosario DI DIO (esponente apicale della articolazione di cosa nostra attiva nel territorio di Ramacca e Palagonia). BONANNO, attraverso i fratelli AIELLO, si sarebbe messo a disposizione di cosa nostra agrigentina, al tempo rappresentata dall’allora latitante Giuseppe FALSONE, per l’apertura di nuovi punti vendita in quel territorio. L’avvicinamento da parte dell’imprenditore avvenuto grazie ai catanesi veniva salutato con favore da FALSONE che, sfruttando questa nuova opportunità e investendo della questione l’allora capo di cosa nostra Bernardo PROVENZANO per il rispetto delle regole circa la competenza territoriale, cercava di scalfire il progetto di espansione nell’agrigentino di altra catena di supermercati promosso da Matteo MESSINA DENARO. Analoghe dinamiche venivano documentate sempre grazie alla indagine IBLIS con riferimento al territorio della provincia di Catania dove, in particolare a Palagonia, per l’apertura di un nuovo supermercato BONANNO si sarebbe relazionato con Rosario DI DIO e promosso l’acquisto di un terreno indicato dall’associazione mafiosa, trattando direttamente con DI DIO e non con il venditore. L’operazione, di contro, avrebbe assicurato a BONANNO il sostegno di tale consorteria per ottenere tutte le necessarie autorizzazioni urbanistiche e commerciali presso la pubblica amministrazione competente che, come, era all’epoca pesantemente infiltrata da cosa nostra e rappresentata al vertice dal sindaco pro tempore Fausto FAGONE (anche egli, come DI DIO, tratto in arresto a seguito dell’indagine IBLIS). Ferdinando BONANNO, anche grazie alle risultanze della indagine IBLIS, era stato condannato il 27 maggio 2013 dalla Corte di Appello di Palermo alla pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione poiché ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa. Il provvedimento colpisce un patrimonio azionario del valore stimato in circa 3.600.000 euro.


Catania DIA confisca beni  carlentinese Nocita 700.000€. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania, in queste ore, sta eseguendo un decreto di confisca di beni mobili e immobili riconducibili a NOCITA Graziano ed al suo nucleo familiare. L’attività di confisca, in corso di esecuzione, scaturisce da un provvedimento emesso dal Tribunale di Siracusa – Sezione Penale a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Procura della Repubblica di Catania diretta dal dott. Giovanni Salvi. Graziano NOCITA, 43 anni, già gravato da numerosi precedenti penali per violazione della disciplina sugli stupefacenti, da ultimo, è stato tratto in arresto nel 2012 nell’ambito dell’operazione “Pac Man”, che ha permesso di evidenziare il ruolo condotto dallo stesso NOCITA quale promotore di un sodalizio stabilmente dedito al traffico di stupefacenti sul territorio di Augusta, Lentini, Carlentini e altri comuni della provincia di Siracusa, con diramazioni al centro – nord Italia. Nell’operazione furono sequestrati ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e marijuana che avrebbero fruttato all’organizzazione cospicue somme di denaro che sarebbero state reinvestite nel medesimo traffico illecito. Gli esiti delle indagini patrimoniali, delegati dalla DDA etnea al Centro Operativo DIA di Catania, diretta dal Dott. Renato Panvino, hanno evidenziato profili sperequativi tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto dal predetto NOCITA. L’impegno della DIA sul fronte della lotta all’accumulo di illecite ricchezze di soggetti malavitosi si è concentrato sulla puntuale verifica delle modalità di acquisizione del patrimonio del menzionato NOCITA ed è culminato con l’inoltro di una proposta di misura di prevenzione all’Autorità Giudiziaria che l’ha pienamente accolta emettendo, ai sensi della normativa antimafia, l’odierno provvedimento di confisca che fa seguito ad un precedente provvedimento di sequestro beni emesso alla fine del 2013. Il Tribunale di Siracusa, ha, in sintesi, positivamente valutato sia il curriculum criminale, rilevandone la pericolosità sociale, sia l’esito degli accertamenti patrimoniali che hanno permesso di constatare l’assenza di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti posti in essere, affiancata da una cospicua e generalizzata sproporzione tra i redditi dichiarati ed i patrimoni posseduti. Il provvedimento di confisca aggredisce l’intero patrimonio riconducibile al Graziano NOCITA, costituito da 4 immobili, 2 autovetture, un’impresa esercente l’attività di commercio di autoveicoli e diversi rapporti bancari per un valore complessivo stimato in circa 700.000€.


CataniaGang seriale usa esplosivo per aprire casseforti Polstrada esegue 13  misure cautelari.  Agenti della Polizia di Stato della Squadra di P.G. del Compartimento Polizia Stradale Sicilia Orientale di Catania, coadiuvati da uomini delle Squadre di P.G. Sezionali  nella mattinata hanno proceduto a  dare  esecuzione a 13  misure cautelari,  6 in carcere,  4  agli arresti domiciliari e  3  relative all’obbligo di dimora nel comune di residenza, emesse la G.I.P. di Catania su richiesta della Procura etnea, nei confronti di: Custodia Cautelare in carcere: Alfio MAUGERI  37enne  nato a Catania; Marco MUSMECI  22enne nato ad Acireale; Orazio Alfio PAPPALARDO 27enne nato a Catania; Giuseppe CASTORINA   35enne nato a Giarre; Andrea SAPIENZA  40enne nato a Giarre;Liborio PREVITI  33enne nato a Catania. Custodia Cautelare degli arresti domiciliari: Salvatore PAPPALARDO  32enne nato a Catania;Salvatore  PATANE’ 54enne nato a Catania; Giuseppe FINOCCHIARO 36enne nato  a  Catania; Gaetano ZAMMATARO  27enne nato a Catania. Misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e del divieto di allontanarsi dalla propria abitazione  dalle ore  21,00 alle ore 07,00: Gaetano FLORIO 25enne nato ad Acireale ; Ignazio RAO  24enne nato ad   Acireale; Alessandro PREVITI 23enne nato a Catania.  Le misure cautelari sono scaturite a seguito di una articolata e pressante attività investigativa, coordinata dalla Procura di Catania, effettuata  dalla Squadra di P.G. del Compartimento Polizia Stradale di Catania,  che ha portato a delineare  una associazione per delinquere finalizzata alle rapine ai danni  di  esercizi commerciali ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività di indagine ha avuto inizio a seguito di 2 rapine  consumate   il 28 s settembre 2012 ed il  27 dicembre 2012 ai danni degli esercizi commerciali  all’interno delle due   Aree di  Servizio AGIP della  A/18 ME-CT, in territorio di Aci Sant’Antonio (CT).   I  malfattori, dopo avere proceduto al sequestro degli addetti,   facevano saltare le relative  “Casse Continue”, facendole esplodere ed inserendovi all’interno del gas acetilene attraverso una cannula  collegata ad una bombola di gas,  e poi sigillando lo sportello con poliuretano  espanso e con del  das.   I  rapinatori nelle  due occasioni si impossessarono della somma di  62.000 €  circa contenuta nelle  due casse. Le investigazioni successive consentirono di delineare un agguerrito e pericoloso  sodalizio criminale,  vicino alla famiglia mafiosa “Santapaola”  operante  soprattutto nel territorio ionico - acese,  dedito costantemente  alle rapine, quasi  sempre con la medesima  tecnica esplosiva.  L’attività criminosa in ogni circostanza, poneva in serio pericolo l’incolumità  degli astanti,  poiché l’esplosione non risultava spesso controllata; infatti in una occasione, l’intera somma contenuta nella cassa, circa € 43.000, 00  andava  totalmente distrutta dalle fiamme. I soggetti, anche durante l’esecuzione delle attività criminose sono risultati particolarmente agguerriti tanto ché, in una occasione, uno dei componenti ha esploso un colpo di  fucile caricato a pallettoni  senza, comunque, attingere fortunatamente  alcuna persona. Le indagini esperite al fine di individuare i responsabili, consentivano di accertare anche l’esistenza di una attività di spaccio di sostanze stupefacenti nella quale alcuni degli associati risultavano particolarmente attivi. Gli inquirenti, durante l’attività hanno proceduto all’arresto in flagranza  di 6 soggetti, 3 dei quali oggi  raggiunti dalla misura cautelare,  i quali  si stavano portando presso un supermercato, dotato di cassa continua, per effettuare l’ennesima  rapina. I malfattori, nella circostanza, venivano intercettati in una auto FIAT Fiorino, 2 nei posti anteriori e 3 dentro il cassone, i quali, al momento, erano armati, con pistole e fucile a canne mozze,  ed incappucciati con a seguito tutto l’occorrente per fare saltare la cassa dell’esercizio commerciale e precisamente un supermercato sito nel comune di Santa Venerina (CT). L’attività ha consentito di accertare che il sodalizio si era reso responsabile, nell’arco temporale di sei mesi,  di altre 6  rapine. La misura cautelare ad Alfio Orazio PAPPALARDO è stata notificata presso la casa circondariale di Enna, dove si trovava detenuto, mentre ad Alfio MAUGERI  veniva notificata presso una comunità di recupero di Messina. Altri due soggetti, destinatari della misura risultano attualmente irreperibili e sono attivamente ricercati.


Misterbianco Cocaina in caramelle, colombiano già residente in manette. Polizia di Stato di Catania ieri, ha effettuato 2 distinte operazioni di contrasto al fenomeno del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti traendo in arresto 5 persone.  La Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” ha tratto in arresto: John Einer DIAZ MOSQUERA  35enne responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina. I poliziotti della stessa sezione avevano appreso che un colombiano domiciliato a Misterbianco, identificato per  John Einer DIAZ MOSQUERA, con precedenti specifici in materia di droga, era in possesso di cocaina. Gli investigatori, dopo opportuni accertamenti, hanno predisposto una mirata attività   culminata con una perquisizione domiciliare. Gli agenti, ad esito dell’indagine, presso il domicilio del soggetto, hanno rinvenuto un involucro  contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr.36,00 circa nonché sostanza da taglio e due bilancini di precisione. La  pervicacia degli investigatori, non disgiunta da un formidabile “fiuto” investigativo ha portato l’attenzione di 1 dei poliziotti su una busta di caramelle marca “Colombina” contenente 1 caramella che risultava successivamente composta in parte da sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr 3,8. Espletate le formalità di rito, il soggetto è stato dichiarato in   arresto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaAntidroga infiltrata blocca 2 corrieri con 5,5 kg. cocaina e 2 fornitori. La Sezione “Antidroga “ha tratto in arresto

: Paola Vittoria CREA,  38enne, Giovanni GIORGI,  42enne già noto,  Walter BUSCEMA, 22enne già noto Andrea Giovanni BUSCEMA, 25enne, responsabili, in concorso tra loro, del reato di trasporto, detenzione, cessione e acquisto di sostanza stupefacente del tipo cocaina.A seguito di attività info-investigativa Uomini della Squadra Mobile Sezione “Antidroga” avevano appreso che i germani  Andrea Giovanni BUSCEMA  e Walter, quest’ultimo soggetto già noto agli investigatori per reati in materia di stupefacenti e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, doveva ricevere un carico di cocaina da un soggetto calabrese della Locride, segnatamente di Bovalino, indicato come Giovanni GIORGI, anch’egli già noto per reati in materia di stupefacenti. Le notizie erano che nella mattina del 26 giugno sarebbe  giunto a Catania  Giovanni GIORGI che avrebbe scortato una donna, in viaggio da sola a bordo di una Fiat croma di colore grigio metallizzato, all’interno della quale era stato occultato lo stupefacente. Poliziotti della Squadra Mobile, dalle prime ore del mattino di ieri, dopo avere effettuato preliminari accertamenti che consentivano di appurare che GIORGI aveva nella disponibilità una Renault Captur (intestata alla moglie), hanno predisposto un mirato servizio di osservazione presso i caselli dell’autostrada A/18 a San Gregorio. Gli investigatori, dopo lunghe ore di attesa, hanno notato un’auto Fiat Croma con a bordo una donna, successivamente identificata per Crea Paola Vittoria. Gli agenti hanno proceduto a bloccare la donna, seguita a distanza da Giovanni GIORGI a bordo proprio della Renault Captur segnalata, entrambi provenienti dalla Calabria.  La donna ha manifestato subito segni di insofferenza: la sua eccessiva irrequietezza lasciava ritenere che la soffiata potesse essere giusta, pertanto i due sono stati condotti pressi gli Uffici della Mobile. I tutori dell’ordine, a seguito di minuziosa perquisizione, all’interno dell’autovettura condotta dalla CREA, abilmente occultati sotto il sedile anteriore, hanno rinvenuto i  5 panetti contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di kg. 5,5. Il  controllo immediato dei telefoni ha dato modo di accertare come Vittoria CREA comunicasse, durante il tragitto Locride-Catania, tramite “WhatsApp”, con Giovanni GIORGI che utilizzava come nome profilo “Scarface”, il quale si sincerava della regolarità del viaggio. GIORGI durante il controllo è stato trovato in possesso di un ulteriore apparecchio cellulare dove erano presenti  sms intercorsi con  Walter BUSCEMA, destinatario indicato dello stupefacente che dal tenore dei messaggi era chiaro fosse in attesa del carico. Gli  investigatori sfruttando tale elemento, hanno inviato, dal telefono del  IORGI, un messaggio verso l’utenza di Buscema, recitante “Buon giorno 20 minuti sono da te” che rispondeva “Ok”. Gli Agenti dell’Antidroga, utilizzando la vettura del GIORGI, si sono recati presso l’abitazione di Walter BUSCEMA, e giunti nei pressi hanno inviato un ulteriore messaggio verso la sua utenza: “Mi apri” .  Walter BUSCEMA, affacciatosi dal balcone della sua abitazione, notata l’auto del GIORGI che evidentemente conosceva utilizzando un telecomando, ha aperto il cancello automatico  che dava accesso ai garage. I fratelli  BUSCEMA, sull’uscio di casa sono rimasti esterrefatti poiché  si sono trovati di fronte gli Agenti dell’Antidroga che nel corso della  perquisizione domiciliare hanno rinvenuto e sequestrato la somma  di 43.000€ in contanti, che costituiva un acconto per l’acquisto dello stupefacente. Espletate le formalità di rito, i soggetti sono stati associati presso il carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaOperazione “i treni del gol” per vertici Calcio Catania: Pulvirenti, Cosentino e Delli ai domiciliari.   video Pulvirenti La DIGOS della Questura di Catania ha eseguito 7 Ordini di Custodia Cautelare nei confronti dei vertici del Calcio Catania, tra cui lo stesso presidente Antonino Pulvirenti. Uomini della DIGOS di Catania su ordine della locale Procura Distrettuale della Repubblica, con l’ausilio di agenti della DIGOS  delle Questure di Roma, Chieti,  e Campobasso e del Compartimento della Polizia Postale di Catania hanno dato esecuzione alle 7 ordinanze di custodia cautelare con cui è stata disposta la misura degli arresti domiciliari con contestuale perquisizione anche informatica a carico delle 7 persone ritenute responsabili  di frode in competizioni sportive  e di truffe, diretti ad influire sul risultato e ad alterare, nel campionato di calcio di serie “B” , il naturale esito delle partite in cui era impegnato il Calcio Catania con la conseguente vittoria della società. Le misure sono state adottate per Antonino PULVIRENTI   52anni detto Nino, nato a Catania, Presidente del ‘Calcio Catania’; Pablo Gustavo COSENTINO, 47enne nato a Buenos Aires (Argentina), Amministratore Delegato del ‘Calcio Catania’; Daniele DELLI CARRI,  43enne nato a Foggia, ex Direttore Sportivo del ‘Calcio Catania’; Giovanni Luca IMPELLIZZERI,  43enne nato a Catania, Agente di scommesse sportive on-line; Piero DI LUZIO,  51enne nato a Roma, tesserato del ‘Genoa Cricket and Football Club’; Fabrizio MILOZZI,  45enne nato a Roma già noto; Fernando Antonio ARBOTTI  55enne alias Michele, 55enne nato a Montecilfone (CB), Procuratore Sportivo e Agente F.I.F.A. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e condotta dalla D.I.G.O.S. di Catania, si è avvalsa anche del supporto di servizi d’intercettazione telefonica. Gli investigatori hanno messo in luce, per tutta la durata delle operazioni tecniche, numerose conversazioni particolarmente esplicative del modus operandi adottato per alterare fraudolentemente l’esito degli incontri di calcio del Catania validi per il campionato di ‘Serie B’. I poliziotti hanno raccolto importanti elementi a sostegno dell’esistenza di un’associazione per delinquere composta dai soggetti indagati con una struttura organizzativa stabile articolata in diversi ruoli e compiti e finalizzata a realizzare una serie indeterminata di delitti di frode in competizioni sportive e di truffe diretti ad influire sul risultato e ad alterare, nel campionato di calcio di serie B, il naturale esito delle partite in cui era impegnato il Calcio Catania con la conseguente vittoria di quest’ultima società. L’origine dell’associazione per delinquere può verosimilmente farsi risalire al mese di marzo 2015 allorquando, in considerazione della difficile situazione in classifica del campionato di ‘Serie B’ a seguito della sconfitta esterna con la  Virtus Entella  del 21 marzo 2015, in piena zona retrocessione, i vertici della società rappresentati dal Presidente Antonino PULVIRENTI, dal direttore sportivo Daniele DELLI CARRI e dall’amministratore delegato Pablo Gustavo COSENTINO, avrebbero deciso di attivarsi e prendere contatto con gli altri indagati per realizzare una serie indeterminata di delitti di frode sportiva favorendo le vittorie della squadra etnea negli incontri di calcio che si sarebbero disputati da quel momento in poi.L’associazione, che utilizzava un modus operandi sempre identico, avrebbe goduto di consistenti risorse economiche e finanziarie messe a disposizione da Gianluca IMPELLIZZERI utilizzate per pagare i favori dei partecipanti alle manifestazioni sportive, nonché di risorse umane, contatti e rapporti di conoscenza vantati dall’ARBOTTI per individuare ed avvicinare i calciatori ritenuti disposti a offrire le loro prestazioni in cambio di un’offerta o promessa di denaro. La DIGOS nel corso delle conversazioni, avrebbe rilevato che gli indagati, al fine di celare il contenuto del programma delinquenziale, avrebbero adoperato  un linguaggio ritenuto volutamente criptico ed allusivo, svelato dagli investigatori di Polizia Giudiziaria, utilizzando un codice linguistico cifrato che sarebbe corrispondente allo schema seguente: “il magistrato” = il presidente PULVIRENTI; “l’udienza o la causa” = l’incontro di calcio; “tariffa o parcella dell’avvocato” = prezzo per la corruzione del calciatore; “il treno” = il calciatore; “l’orario del treno o il binario” = il numero di maglia del calciatore. Allo stato le partite di ‘Serie B’ di cui gli inquirenti   ritengono accertata la combine sarebbero 5:  Varese-Catania disputatasi il  2 aprile 2015 e terminata con il risultato di 0-3; Catania–Trapani disputatasi in data 11 aprile 2015 e terminata con il risultato di 4-1; Latina-Catania disputatasi in data 19  aprile  2015 e terminata con il risultato di 1-2; Catania–Ternana disputatasi in data 24 aprile 2015 e terminata con il risultato di 2-0; Catania–Livorno disputatasi in data 2 maggio 2015 e terminata con il risultato di 1-1. Sotto indagine è anche la partita Catania–Avellino disputatasi in data 29 marzo 2015 e terminata con il risultato di 1-0.


Trecastagni Droga, 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Trecastagni collaborati dai militari del  Nucleo Cinofili di Nicolosi hanno arrestato Roberto CERAMI, 41enne, domiciliato a Pedara, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, di mattina a conclusione di un’articolata attività info investigativa, hanno proceduto ad una perquisizione nell’abitazione del soggetto rinvenendo e sequestrando, abilmente occultati nell’armadio della camera da letto, 1 busta di cellophane contenente 3 panetti di cocaina, per un peso complessivo di 42 grammi, 1 bilancino di precisione. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima.


Catania -  Svaligiano auto a turisti australiani, Condor prendono 3 con refurtiva. La Polizia di Stato ieri mattina  ha tratto in arresto : Fabio RACITI  40enne già noto, Federico RACITI  33enne già noto, Natale Antonio Valentino LEOTTA  30enne ritenuti responsabili, in concorso, di furto aggravato. La cosiddetta  criminalità diffusa negli ultimi tempi ha fatto registrare una serie di furti su auto lasciate in sosta nella zona del centro storico. I tutori dell’ordine hanno  rilevato che in più circostanze, specie nella zona della pescheria, della piazza F. di Svevia, etc, ignari turisti nel riprendere l’auto hanno avuto la sgradita sorpresa di non trovare più i propri bagagli lasciati nel cofano. Uomini della Sezione “Contrasto al crimine diffuso”, sulla scorta di indicazioni operative del Signor Questore di Catania, dopo una attenta pianificazione degli elementi analizzati, hanno intensificato i controlli nelle zone a rischio avendo cura di controllare anche i sistemi di video - sorveglianza di attività commerciali al fine di recuperare dati investigativi interessanti. L’attività investigativa ieri mattina, ha dato i suoi frutti quando, agenti della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile, transitando per la via Porta di Ferro, all’angolo con la via Barcaioli, hanno notatoi due Raciti, soggetti ben conosciuti dai “Condor”, ed un terzo amico,  Natale Antonio Valentino Leotta, nell’atto di introdursi in uno stabile  proprio in via Barcaioli, recando al seguito vistosi trolley. I tutori dell’ordine  considerando il fatto che i due Raciti sono già noti per la commissione di furti su auto in danno di turisti in transito hanno dato una rapida occhiata nelle immediate vicinanze e subito individuato un’autovettura Citroen C4 modello Picasso, con il vetro anteriore destro rotto, parcheggiata nella Piazza Cutelli. Gli agenti, a quel punto, non avendo più dubbi sul fatto che i trolley fossero provento di furto, hanno fatto irruzione nello stabile e tra il terzo ed il quarto piano, hanno rinvenuto, sparsi sulle scale, 4 trolley aperti ed alcune buste in plastica, nonché alcune borse contenenti effetti personali ed altro materiale tutto riversato per terra. I poliziotti, nello stesso tempo hanno udito trambusto provenire dalla terrazza. Gli agenti hanno rilevato che all’interno di un appartamento in stato di abbandono, in prossimità della terrazza e raggiungibile solo da essa, vi erano ed hanno sorpreso Federico e Fabio Raciti, mentre tentavano la fuga. i maldestri sono stati prontamente  bloccati sul posto. Il terzo amico, riconosciuto come proprio Natale Leotta, visto poco prima entrare nello stabile insieme ai due Raciti, notati  i poliziotti era fuggito lanciandosi da uno dei balconi dell’appartamento, su di un altro del palazzo attiguo, sfruttando la vicinanza tra i due edifici riuscendo, dandosi momentaneamente alla fuga. Il fuggitivo è stato ricercato con esito negativo, sia nella sua abitazione che nelle zone dallo stesso frequentate. I due malviventi fermati, sono stati dichiarati in arresto perché responsabili di furto e ricettazione, e condotti in ufficio. Il materiale rinvenuto è stato portato negli uffici in attesa di essere restituito   ai legittimi proprietari. Altri poliziotti hanno rintracciato 4 australiani in vacanza in Sicilia ed in transito a Catania, i quali avevano noleggiato la Citroen C4 per visitare la città e l’avevano momentaneamente posteggiata proprio in Piazza Cutelli aggirandosi a  piedi nella zona del Teatro Massimo. I derubati  in ufficio, hanno visionato e riconosciuto tutti i bagagli recuperati come appartenenti a loro e quindi, dopo aver appurato che nulla mancava, in sede di denuncia, il tutto veniva loro restituito e nell’occasione  mostravano gratitudine alla Polizia di Stato. Leotta, che si era reso momentaneamente irreperibile, lo stesso pomeriggio, si è presentato alla polizia  e dopo le contestazioni a suo carico, è stato posto in   arresto ed associato, insieme agli altri due, presso la casa Circondariale di Piazza Lanza e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.    


Catania - 201° Annuale Fondazione Arma Carabinieri. La  cerimonia  per il 201° anniversario  della fondazione dell’Arma dei Carabinieri è stata celebrata il 5 giugno, alle ore 18,30,  nella  caserma “Vincenzo Giustino” di Piazza Giovanni Verga, storica sede del Comando Provinciale Carabinieri di Catania. Il Comandante Provinciale, Colonnello Alessandro Casarsa, durante l’evento, con lo schieramento di un Reparto di formazione e con rappresentanze delle singole specialità dell’Arma, degli organismi di rappresentanza e dell’Associazione Nazionale  Carabinieri, alla presenza delle Autorità cittadine, ha riassunto i numerosi risultati conseguiti dall’Arma etnea ed ha proceduto alla consegna delle  ricompense ai militari maggiormente distintisi in attività di servizio. La  cerimonia ha avuto un momento solenne durante la lettura dei messaggi  del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Tullio Del Sette.

Catania - Pannello decorativo inaugurato in occasione del 201° anniversario dell’Arma dei Carabinieri. La  cerimonia commemorativa del 201° anniversario della fondazione dell’Arma si è svolta nella splendida cornice della Caserma  “Vincenzo  Giustino”,   sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania. Il  Colonnello Alessandro Casarsa,  Comandante Provinciale dei Carabinieri ha ricevuto le innumerevoli  Autorità militari, civili e  politiche, che hanno preso parte  alla celebrazione del 201° anniversario dell’Arma dei Carabinieri, che prevedeva fra le altre  cose l’assegnazione  di alcune ricompense, benemerenze ed encomi ai  militari dell’Arma che si sono particolarmente distinti nell’esercizio delle proprie funzioni. Un  pannello decorativo in ceramica con  cornice  in noce  antico è stato posto nei locali,  in piazza Giovanni Verga e più precisamente nella sala operativa adibita a sala stampa. L’opera è stata  realizzata dal prof. Sebastiano Aiello  al cui montaggio ha collaborato fattivamente  il sig. Gaetano Rizzo,  facente parte del personale ATA del Liceo Artistico Regionale “Raffaele Libertini” di Grammichele. Completavano la delegazione del liceo il dirigente scolastico, prof. Massimo S. Inzirillo e la  sig. ra Caterina Luisa Digeronimo – direttore S.G.A. Presenti anche alla cerimonia l’onorevole Concetta Raia e il senatore Pippo Compagnone.Il pannello (mt lineari 2,20 x 1.60) realizzato da mattonelle di cm 20x20  rivestito da smalto ceramico cavillato è suddiviso in tre sezioni:La prima parte è rappresentata da due fasce monocromatiche dove vengono raffigurate  nell’una la storia, vista attraverso le civiltà che si sono succedute nel corso dei secoli che partendo dal  periodo ellenico passa per quello romano, medievale, rinascimentale e barocco fino all’Unità d’Italia; la seconda, considerata la vocazione agricola del territorio siciliano, rappresenta invece scene del mondo contadino e rurale, con tutte le sue sfaccettature: carretto siciliano, frutti della terra,  spighe di grano, pane e cesti di frutta. ai frutti della terra fanno da contraltare i frutti della pesca che provengono dal mare mediterraneo. Le due fasce sono contornate da un  intreccio di foglie di acanto  al cui interno sono stati posti  i simboli araldici delle otto sezioni relative alle compagnie delle città’ che le ospitano: Catania, Acireale, Giarre, Gravina di Catania, Caltagirone, Paternò,  Palagonia e Randazzo. Nella parte centrale campeggia invece,  l’immagine del territorio della provincia di Catania con  i suoi terreni  pianeggianti, le colline ed  il mare sovrastati da quel miracolo naturale che è il vulcano Etna. Nella parte destra l’araldica ufficiale dell’Arma dei Carabinieri con il solenne motto che li contraddistingue “ Nei Secoli Fedeli”, il  tutto racchiuso e  contornato da una cornice che formalmente somiglia ad un occhio stilizzato, metafora dello sguardo scrupoloso ed incisivo del carabiniere  attento osservatore di tutto quel territorio che  comprende cielo, terra e mare.


CataniaGuardia Costiera sequestra area demaniale marittima occupata abusivamente. Il Nucleo Operativo Difesa Mare della Guardia Costiera in viale Kennedy – Plaja  durante i controlli del litorale catanese effettuati  ieri,  è intervenuto dove era stata occupata abusivamente un’area  di circa 120 mq., mediante il posizionamento di recinzioni in legno, piante, vasi, panchine e tavoli ad uso esclusivo dell’attigua attività di ristorazione. L’area è stata immediatamente sottoposta a sequestro dai militari della Guardia Costiera, mentre i responsabili dell’illecito sono stati deferiti all’autorità Giudiziaria. 

Catania - Guardia Costiera sequestra ad Acitrezza solarium abusivo. Il Nucleo Operativo Difesa Mare del Comando di Catania nell’ambito dei normali controlli sul demanio marittimo, che si sono intensificati con l’inizio della stagione balneare, ieri è intervenuto nel tratto di costa prospiciente via Livorno,146 in località Acitrezza, dove era stato realizzato abusivamente un solarium in legno di circa 400mq. sulla scogliera. Il solarium è stato immediatamente sottoposto a sequestro dai militari della Guardia Costiera, mentre i responsabili dell’illecito sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria. La Guardia Costiera ha, inoltre, rilevato ed accertato che non sussistevano i requisiti di sicurezza a tutela dei bagnanti in quanto la struttura in questione era priva delle previste certificazioni strutturali e del servizio di assistenza ai bagnati.


Catania  Unificazione forze polizia: #piazzapermanente Gianni Tonelli  a Catania.  Giuseppe COCO  Segretario Provinciale SAP informa che il  camper del SAP raccoglie le firme dei cittadini per chiedere l’unificazione delle forze di polizia “7 FORZE DI POLIZIA: NO GRAZIE!”. Il Camper del SAP proviene dalla vicina Calabria, ed ha già fatto tappa in molte provincie italiane,  domenica 30 novembre, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, in Piazza Stesicoro a Catania, inizierà il tour siciliano per la battaglia del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP). Il titolo è “#piazzapermanente”,  a sostegno della proposta di unificazione delle Forze di Polizia.

Gianni TONELLI Segretario Generale del SAP, è con il vice Presidente Rosario Indelicato e l’intera Segreteria Provinciale di Catania, impegnati in raccolta firme dei cittadini etnei nell’ambito della petizione a favore della razionalizzazione dell’apparato sicurezza e la conseguente unificazione dei corpi. Giuseppe COCO Segretario Provinciale del SAP di Catania sostiene: “E’ un modo per dire no agli sprechi, diminuendo la spesa e migliorando l’utilizzo delle risorse umane. “+ sicurezza – tasse” è lo slogan che in pochi mesi ha già raccolto il consenso di migliaia di italiani grazie al tour che il camper del SAP sta effettuando in lungo e in largo per la penisola con il suo Segretario Generale. E’ una riforma che viene chiesta, in primis, dagli operatori della sicurezza ma anche dall’Unione Europea. L’Italia è l’unico paese al mondo ad avere ben 7 forze di Polizia, 5 a carattere nazionale e 2 locale senza contare Vigili del Fuoco e Guardia Costiera.  Un apparato di sicurezza ridondante e poco efficiente sul piano economico. Il vero risparmio starebbe nell’accorpare le 7 forze di Polizia che riordinate (e non tagliate) porterebbe un risparmio stimato di 2/3 miliardi di euro. Non è chiudendo oltre 200 presidi di Polizia, come ha intenzione di fare il Governo in carica, che si da più sicurezza ai cittadini italiani. La petizione, oltre che domenica in piazza Stesicoro, può essere sottoscritta via web all’indirizzo www.poliziaunita.it”.


CataniaPolizia, 84 migranti, 1  fermo : immigrazione clandestina. Indiziato  di delitto è Gibi MBALO, 35enne nato in Senegal, in quanto gravemente indiziato del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il soggetto a conclusione delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania - Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione,  è stato individuato quale conducente di un gommone di 10 metri circa, privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 84 migranti soccorsi, in acque internazionali, dal pattugliatore della Guardia Costiera “CP 904 Fiorillo” giunto, alle ore 11.00 circa di ieri, presso il Porto di Catania. Il  fermato espletate le formalità di rito, è stato associato presso il carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Catania - Presidente  Tribunale  Catania  Di Marco  ringrazia  CSM v.pres. Legnini. Il Presidente del Tribunale di Catania, dott. Bruno Di Marco, ha scritto in una nota :"  ringrazia sentitamente il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, dott. Onorevole Giovanni Legnini, per la considerazione pubblicamente manifestata nei confronti degli Uffici Giudiziari di Catania nella drammatica emergenza degli sbarchi, e in particolare per la Procura della Repubblica e per l’Ufficio GIP. firmato Dott. Bruno di Marco"

CataniaNaufragio, 1 ricovero al Cannizzaro: probabili imbarcati 950, circa 200 donne e  40 o 50 bambini. Secondo le prime informazioni raccolte, i migranti naufragati provengono da diverse Nazioni, tra cui Algeria, Egitto, Somalia, Nigeria, Senegal, Mali, Zambia , Bangladesh, Ghana. Il migrante ricoverato al Cannizzaro è del Bangladesh ed è in cura per patologie di natura indipendente dal naufragio. Lo sventurato è stato sentito dalla Squadra Mobile ed ha reso dichiarazioni anche circa il numero dei migranti a bordo del peschereccio, che ha indicato in 950, tra cui circa 200 donne e tra i 40 e i 50 bambini.  Questa indicazione dovrà essere sottoposta a verifica. Molti migranti, secondo le dichiarazioni del testimone, sarebbero stati stipati nei livelli inferiori della barca ed i trafficanti avrebbero chiuso i portelloni, impedendone l'uscita. Il peschereccio sarebbe partito da un porto libico a 50 chilometri da Tripoli. La Procura della Repubblica ha dato direttive perché le operazioni di ricerca e salvataggio abbiano ovviamente precedenza sulle investigazioni. E' comunque iniziata la raccolta delle dichiarazioni dei superstiti a bordo delle navi della Guardia Costiera.Gli inquirenti procedono per i delitti di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e reati in materia di traffico di migranti. Gli investigatori all'esito delle prime indagini valuteranno le responsabilità penali e meglio qualificate giuridicamente le condotte. Le indagini sono condotte dalla Guardia Costiera e dalla Polizia di Stato, Squadra Mobile di Catania e Servizio Centrale Operativo.

Catania - 398 migranti: polizia individua 2 senegalesi conducenti gommone. Si tratta di Malle CISSOKHO 36enne ed Abdourahmane NIANG 23enne .  I 398 sventurati erano giunti, nella mattinata di ieri, presso l’ambito portuale sull’unità della Guardia Costiera, “Dattilo C.P. 940”, con a bordo i 398 migranti. Tutti  sarebbero provenienti dall’Africa subsahariana ed hanno viaggiato a bordo di quattro gommoni, soccorsi il 19 marzo scorso nell’ambito di tre distinti eventi S.A.R. (2 dei gommoni sono stati soccorsi nel medesimo evento). Le attività investigative condotte dalla Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione”, svolte in collaborazione con la Guardia Costiera, hanno portato al fermo del senegalese Malle CISSOKHO 36enne individuato quale conducente di un gommone di 10 metri circa, privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 96 migranti. Le indagini sono proseguite per giungere alla identificazione degli scafisti degli altri natanti. Gli uomini   della Sezione hanno raggiunto la città di Ragusa dove erano stati trasferiti parte dei migranti. Nel centro ibleo, I poliziotti , in collaborazione con personale della Squadra Mobile di Ragusa, sono giunti all’identificazione di altro cittadino senegalese Abdourahmane NIANG 23enne individuato quale conducente di un gommone di 12 metri circa, anch’esso privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 101 migranti. I fermati sono stati associati rispettivamente presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza”  e quella di Ragusa, a disposizione delle rispettive Autorità Giudiziarie.


Catania SCO arresta a Malta superlatitante Sebastiano BRUNNO. Uomini delle Squadre Mobili di Catania e Siracusa e del Servizio Centrale Operativo, con la collaborazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, nella tarda mattinata ad esito di complesse indagini coordinate dalla D.D.A. di Catania, hanno tratto in arresto nell’isola di Malta: Sebastiano BRUNNO, 56enne, inteso “Neddu ‘a crapa”, latitante. Il soggetto, latitante dal mese di marzo 2009, inserito nell’"Elenco dei latitanti pericolosi", era stato colpito da ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  6 marzo 2009 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania - Ufficio esecuzioni penali - dovendo espiare la pena dell’ergastolo, per associazione per delinquere di stampo mafioso ed omicidio di  Nicolò AGNELLO, avvenuto nel 1992 a Lentini (SR) nell’ambito della faida tra le cosche mafiose antagoniste NARDO e DI SALVO. I poliziotti italiani, in collaborazione con la Polizia maltese, dopo avere localizzato l’abitazione utilizzata da Sebastiano BRUNNO, ubicata in località San Pawl Il Bahar, l’hanno fermato su strada.   Il  latitante ha esibito una carta d’identità intestata ad un uomo palermitano  di 49 anni.  Sebastiano BRUNNO è ritenuto reggente dell’organizzazione mafiosa Nardo, operante nel comprensorio settentrionale della provincia di Siracusa, con interessi anche nel comune catanese di Scordia, storicamente legata alla famiglia di Cosa nostra catanese - cosca Santapaola - Ercolano. I particolari dell’operazione, tuttora in atto, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa presso la Questura di Catania alle ore 11.00 del 3 ottobre. BRUNNO è stato rintracciato a 17 km dalla capitale maltese La Valletta. Il ricercato si era stabilito al secondo piano di una palazzina di tre piani; l’appartamento, è dotato di tutti i confort, si presentava in discrete condizioni di pulizia. La perquisizione eseguita dalla polizia operante ha permesso di rinvenire: la somma in contanti di 1.500 euro, 1 computer portatile ed 1 telefonino cellulare con sim maltese, materiale che, con la carta d’identità, sarà sottoposto ai dovuti accertamenti, anche al fine d’individuare la filiera dei fiancheggiatori del latitante. BRUNNO, dopo un lungo appostamento all’esterno dell’abitazione, dopo essere stato pedinato, è stato bloccato dai poliziotti, con un amico; il ricercato si stava recando in una zona certo per pranzare, dove  ci son numerosi ristoranti e pizzerie un Casinò. Sono in corso di esecuzione gli adempimenti nel territorio straniero per la successiva estradizione del catturato. 


 


 

 


 


 


Notizie

LAV : NON

 

ABBANDONARLI

 


Catania Pistola e munizioni illegali in casa, 1  in manette. La Polizia ha tratto in arresto: Gianluca SAPIENTE 32enne, perché responsabile di detenzione illegale e ricettazione di arma clandestina con relativo munizionamento. Agenti della Squadra Mobile – Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” sabato sera avevano acquisito notizia confidenziale secondo cui un soggetto, tale Gianluca SAPIENTE già noto in materia di stupefacenti, abitante nel rione di San Giovanni Galermo, deteneva presso la sua abitazione un’arma da fuoco. Gli Agenti dopo aver esperito i preliminari accertamenti, si sono recati sul posto per eseguire una perquisizione domiciliare nel corso della quale SAPIENTE veniva trovato in possesso di 1 pistola cal.9 con matricola abrasa, con colpo in canna e caricatore rifornito. Espletate le formalità di rito, il soggetto è stato associato presso il carcere di Catania “piazza Lanza” ad disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Udine - Violazione obblighi assistenza familiare: carcere per pena definitiva. I Carabinieri della Stazione di Bronte hanno arrestato Giuseppe LONGHITANO 51enne, del luogo, in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Udine.  Il personaggio, condannato a 7 mesi di reclusione, poiché ritenuto responsabile della violazione degli obblighi di assistenza familiare, reato commesso ad Udine nel 2007, dovrà scontare la pena nel carcere di Catania Piazza Lanza dov’è stato rinchiuso.


Catania Minorenne indotta a prostituzione, 1 nigeriana condannata. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Mercy OSAWE, 47enne su Ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania il  4 luglio 2015 dovendo espiare la pena di 2  anni, 3 mesi   e 4 giorni   di reclusione per il reato di tratta di persone. L’arresto della cittadina nigeriana rientra in una più vasta attività condotta dalla Squadra Mobile – Squadra Catturandi a carico di soggetti colpiti da provvedimenti restrittivi dell’Autorità Giudiziaria. La donna era stata tratta in arresto nel luglio del 2008 ad esito di complesse indagini condotte dalla Squadra Mobile nei confronti di alcuni cittadini nigeriani, ritenuti responsabili di riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione ai danni di una connazionale minorenne. Le investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania hanno fatto luce su un caso di una giovane nigeriana minorenne che era stata acquistata per 11.000 euro e dopo essere stata assoggettata al gruppo tramite il c.d. rito wodoo era stata costretta a prostituirsi nella zona di via L.Sturzo.


Catania -  Revoca domiciliari a presidente  Pulvirenti e Cosentino.

Il massimo dirigente del Calcio Catania Nino Pulvirenti e l'amministratore delegato Pablo Cosentino  su decisione del Gip Fabio Di Giacomo che ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari dopo le dimissioni dei due dai loro incarichi ha ottenuto la revoca dei domiciliari. I due dirigenti hanno l'obbligo di firma 4 giorni a settimana in un ufficio della polizia di Stato ed il divieto di espatrio, e per questo gli sono stati ritirati i passaporti. Pulvirenti e Cosentino, erano ai domiciliari dal 23 giugno scorso per truffa e frode sportiva.


Catania CC catturano al mare nel siracusano  latitante ritenuto dei “Santapaola”.   E’ finita la latitanza per   Stefano PREZZAVENTO 30enne, ritenuto “vicino” alla famiglia mafiosa “Santapaola-Ercolano” e già coinvolto in una delle tranche dell’operazione “Fiori Bianchi”, eseguita nel 2013  dai Carabinieri di Catania. Era ricercato dal 2 ottobre dell’anno scorso quando, per evitare un controllo dei Carabinieri, evase dai domiciliari, dov’era ristretto per aver violato la sorveglianza speciale,  rendendosi irreperibile. i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania,  ieri sera, con un blitz fulmineo, lo hanno localizzato e catturato in una abitazione di Contrada Granelli a Pachino (SR) dove, con moglie e figli, si “godeva” la clandestinità a pochi metri dal mare. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Siracusa.  


Catania -  DIA sequestra beni ergastolano Brunno. Collaboratore Giustizia conferma disponibilità appartamento intestato a costruttore. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania, in queste ore, sta sequestrando beni mobili e immobili riconducibili e nella disponibilità del boss di cosa nostra Sebastiano BRUNNO,

   video arresto

 

alias "Neddu a crapa" e del suo nucleo familiare. Le attività di sequestro scaturiscono dal provvedimento emesso dal Tribunale di Siracusa – Sezione Penale a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Procura della Repubblica di Catania, diretta dal dott. Giovanni Salvi, all’esito degli accertamenti delegati al Centro Operativo DIA di Catania, diretto dal Primo Dirigente della P.S. dr. Renato Panvino. Sebastiano BRUNNO, il cui nome era inserito nell’elenco dei ricercati più pericolosi e già condannato, nel 2005, dalla Corte di Assise di Appello di Catania, alla pena dell’ergastolo per il reato di concorso in omicidio aggravato di Nicolò AGNELLO,  è considerato un capo del clan lentinese “Nardo”,  legato al gruppo Santapaola di Catania. La  condanna inflitta al BRUNNO nel 2009 diventò definitiva e lo stesso, al fine di sottrarsi alla gravosa espiazione della pena, si rese irreperibile, rimanendo “latitante” fino al 2 ottobre scorso, quando fu arrestato a nord dell’isola di Malta. Il provvedimento di sequestro aggredisce l’intero patrimonio riconducibile all’ex superlatitante, tra cui  un appartamento a Carlentini, che benché risulti ancora intestato all’impresa costruttrice che lo realizzò, secondo numerose evidenze investigative è assolutamente da ritenere nella disponibilità del Sebastiano BRUNNO. Oltre alla marcata sperequazione tra redditi e patrimonio del boss lentinese, hanno consentito di ricostruire una chiara riconducibilità dell’appartamento in sequestro al BRUNNO anche le dichiarazione rese da un collaboratore di giustizia che ha riferito: “l’appartamento dove abita ancora oggi la famiglia Brunno (a Carlentini, in zona Balate di Zacco) è tuttora intestato al costruttore …omissis…, ma si tratta di un trucco finalizzato ad evitarne il sequestro da parte della magistratura; ciò mi è stato raccontato dallo stesso Brunno nel 2007-2008”. L’attività del Centro Operativo di Catania è incentrata sul principio “di doppia azione”, cioè oltre al contrasto al crimine, assicurando alla giustizia i partecipanti ai sodalizi criminali, si affianca quello patrimoniale, al fine di spogliare di qualunque risorsa i sodalizi criminali depotenziando l’intera organizzazione ed è proprio in tale ambito si innesta il sequestro del patrimonio di Sebastiano BRUNNO, del valore stimato in circa 200.000,00 euro, che testimonia una costante attenzione all’evoluzione del fenomeno mafioso da parte della Magistratura in stretta collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia.


Catania - Viola Sorveglianza Speciale, ai domiciliari.  Agenti dell’U.P.G.S.P., hanno arrestato ai domiciliari il già noto Giuseppe NICOLOSI 40enne per l’inosservanza delle prescrizioni inerenti la Sorveglianza Speciale di P.S. Il soggetto è stato sorpreso alla guida di una moto, è stato controllato intorno alle ore 16.50 dai componenti di una Volante che stavano pattugliando la via Carlo Pisacane. I poliziotti dagli accertamenti esperiti, hanno  appurato che lo stesso era sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Catania, a seguito della quale gli era stata revocata la patente di guida.  NICOLOSI è stato condotto in Questura da dove, su disposizione del P.M. di turno, è stato tradotto agli arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del giudizio per direttissima.


Fiumefreddo di Sicilia CTEvade dai domiciliari, CC preso. I Carabinieri della Stazione di Fiumefreddo di Sicilia hanno arrestato ai domiciliari Carmelo COCO, 30enne, del luogo, già sottoposto ai domiciliari, per evasione. Una  pattuglia dell’Arma, ieri mattina  durante un servizio finalizzato a controllare individui sottoposti a misure restrittive, hanno sorpreso  il personaggio sulla pubblica via mentre si allontanava dalla sua abitazione, senza plausibili motivi, violando così i vincoli della misura cui era soggetto. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto nuovamente agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima.  


Belpasso -   Rapinatori minacciano anziana madre tabaccaia con lama alla gola, filmati ed identificati, CC 2 ai domiciliari. Sabato sera, intorno alle 17:00,  i due criminali, con i volti coperti da passamontagna ed armati di taglierino, hanno fatto irruzione nella tabaccheria di Via Roma 127 e sotto la minaccia dell’arma, rivolta contro l’anziana madre della proprietaria, in quel momento seduta vicino l’ingresso della rivendita, hanno rapinato, alla presenza di alcuni clienti e della stessa titolare,  tabacchi e valori per un ammontare di circa 500 euro. Finita l’azione delittuosa sono fuggiti a piedi. La  richiesta d’aiuto al 112 del Comando Provinciale  ha allertato i militari della locale Stazione e le “gazzelle” del radiomobile della Compagnia di Paternò, in pochi minuti hanno raggiunto il luogo della rapina. Gli investigatori analizzando  i filmati registrati dalle telecamere a circuito chiuso posizionate nella rivendita, grazie anche all’ottima conoscenza del territorio ed alle testimonianze dei presenti,  sono riusciti ad identificare i rapinatori e catturarli poco dopo nelle loro abitazioni. I soggetti sono stati accompagnati in caserma e messi alle strette hanno confessato le proprie responsabilità. I Personaggi sono stati condotti dai militari in aperta campagna dove avevano nascosto i passamontagna ed  il taglierino utilizzati per la rapina. Gli arrestati, un 18enne e un 17enne, entrambi del posto, come disposto dall’Autorità Giudiziaria sono stati posti ai domiciliari. I carabinieri stanno svolgendo approfondimenti investigativi per risalire all’identità della terza persona che dopo la rapina ha preso in “custodia” la refurtiva ancora non recuperata.


Catania - La Squadra Mobile ha arrestato ai domiciliari Francesco Alfio TERRANOVA  52enne già noto sfuggito alla cattura lo scorso 16 giugno nell’esecuzione dell’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa l’8 giugno 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di  30 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (cosca Mazzei- “Carcagnusi”), associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, estorsione, rapina, furto e reati in materia di armi, aggravati dall’art.7 L.203/91.  Il soggetto, ieri sera, si è presentato spontaneamente presso gli uffici della Mobile, dove i tutori dell’ordine hanno formalizzato l’arresto e, quindi, l’hanno sottoposto agli arresti domiciliari.

Catania - La Squadra Mobile ha dato esecuzione di un ordine, di carcerazione, eseguito nei confronti del già noto Dario RUSSO,  42enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il 17.6.2015 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania. Il soggetto deve espiare la pena di 2 anni, 5 mesi e 15 giorni di reclusione per il reato di furto aggravato.


Caltagirone 2 romeni rapinano anziano in centro, in manette. Si  tratta di Ionut Sebastian LUPU 18enne e Ionut  SPIESCU 23enne di origini romene. Operazione lampo dei Carabinieri della Compagnia di Caltagirone. Che di mattina gli investigatori erano riusciti, nella flagranza,  ad assicurare alla giustizia  i 2 personaggi.  Ionut Sebastian LUPU 18enne,  di origini romene, che I maldestri intorno alle 12:00, avevano rapinato della collana d'oro un pensionato, di 62 anni, mentre stava passeggiando in Via Alessandro Manzoni. Il giovane, Ionut Sebastian LUPU è stato intercettato ed arrestato a poche centinaia di metri dal luogo del reato, precisamente in Viale Maria Milazzo, ed  era stato rinchiuso nel carcere di Caltagirone. L’acume investigativo degli inquirenti ha permesso, anche attraverso le immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza presenti nella zona, di dare un volto all’altro criminale rintracciato di sera, intorno alla mezzanotte, nella sua abitazione di Grammichele (CT) dove,  i militari, durante la perquisizione, hanno rinvenuto e sequestrato, celati dentro una stufa, gli indumenti utilizzati dal malvivente nel corso della rapina.     Ionut  SPIESCU è accusato di rapina in concorso e lesioni personali. Il giovane, sottoposto a fermo di indiziato di delitto,  su disposizione dell’Autorità Giudiziaria,  ha raggiunto il complice nel carcere di Contrada Noce di Caltagirone CT. 


Catania30 misure cautelari per clan Mazzei, anche commercianti invischiati nel pizzo.  Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, la Polizia di Stato ha in corso di esecuzione un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 30 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso - cosca Mazzei “Carcagnusi”-, associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapina e reati in materia di armi, con l’aggravante di avere agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche della citata organizzazione mafiosa ed al fine di agevolarla. La misura cautelare condotta dalla Squadra Mobile di Catania riguarda la famiglia Mazzei inserita in Cosa nostra e legata a quella palermitana, in quanto Santo MAZZEI, suo capo bastone -  in atto detenuto in regime di cui all’art.41 bis O.P. - divenne “uomo d’onore” su decisione del boss corleonese Leoluca BAGARELLA. Tra i destinatari della misura cautelare figura l’attuale reggente, Sebastiano MAZZEI, inteso “Nucciu ‘u carcagnusu”, figlio di  Santo MAZZEI, latitante sino allo scorso 10 aprile allorquando venne arrestato dalla Polizia di Stato in una villetta in territorio di Ragalna (CT).  Gli investigatori, nel corso delle indagini, hanno arrestato in flagranza di reato alcuni affiliati mentre ritiravano il “pizzo” presso attività commerciali,  sono stati   sequestrati:   sostanza stupefacente ed armi da fuoco. Tra i destinatari, figurano diversi imprenditori e commercianti ai quali è stato  contestato il reato di concorso in estorsione attuata con modalità mafiose per essersi rivolti ad esponenti dell’organizzazione Mazzei per recuperare i propri crediti.


CataniaAntidroga blocca 2 corrieri su panda con 700 gr marijuana. La Squadra Mobile ha arrestato due di origine magrebina: Hicham MAJI 20enne  e Abdelali ZGAIDA 23enne perché responsabili, in concorso tra loro, di trasporto di marijuana. I  poliziotti a seguito di un intensa attività info-investigativa, avevano appreso che nella mattinata di giovedì 4 giugno sarebbe giunto a Catania un carico di droga, trasportata da cittadini extracomunitari a bordo di un’auto  Fiat Panda. Gli uomini della Sezione “Antidroga”, hanno quindi predisposto un servizio mirato di osservazione presso i caselli dell’autostrada A/19, in località San Gregorio. I poliziotti, dopo lunghe ore di attesa, hanno notato 2 soggetti dai tipici tratti somatici del Maghreb, viaggianti proprio a bordo di una vettura Fiat Panda. I due soggetti a seguito di espressa richiesta degli uomini dell’Antidroga, non hanno fornito spiegazioni plausibili circa il loro viaggio in Sicilia, mostrando, nella circostanza, segni di insofferenza al controllo che, in prima battuta, dava esito negativo. I poliziotti al fine di verificare meglio la posizione dei due stranieri e per procedere ad un accurato controllo del mezzo, hanno accompagnato entrambi presso gli uffici della Mobile dove, a seguito di un’approfondita perquisizione, nella vettura sono stati rinvenuti 2 confezioni contenenti marijuana, per un peso complessivo di 700 gr. circa.


CataniaGuardia Costiera blocca escavatore, mentre scava varco abusivo in scogliera.  Militari del Nucleo Operativo Difesa Mare della Guardia Costiera di Catania e Acireale, coadiuvati dalla Polizia Municipale di Acireale, nel corso della quotidiana attività di controllo del territorio, hanno sorpreso un individuo, che in località Pozzillo del Comune di Acireale, con l'ausilio di un escavatore, stava provvedendo a creare un varco abusivo nella scogliera. Al momento dell'intervento dei militari, erano stati spostati massi per circa 17 metri lineari con conseguente danneggiamento della scogliera lavica. Al fine di impedire il pericolo di un ulteriore deturpamento dell'ambiente costiero, la Guardia Costiera ha  provveduto all'immediato sequestro del mezzo meccanico identificandone il conduttore. I militari, dopo brevi indagini hanno provveduto, altresì, ad individuare il committente dei lavori.  Entrambi  i soggetti,  sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria per il reato di occupazione abusiva di pubblico demanio marittimo e deturpamento  di bellezze naturali.


CataniaStupefacenti, 19enne in manette. Agenti del Commissariato Centrale ieri, hanno individuato ed arrestato il già noto Pietro D’AMICO 19enne nato a Catania, in ottemperanza al Provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Catania. Il giovane deve  espiare la pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione, con multa di 15.000€ ed interdizione dai Pubblici Uffici per la durata di 5 anni, per i reati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale ed evasione , commessi nel 2013 e 2014.


Catania Antidroga trova 15 panetti: 1,5 kg hashish e 8 di cocaina, 2 a Piazza Lanza. La Squadra Mobile ha tratto in arresto i già noti Salvatore SANTITTO 52enne e Salvatore GRASSO 21enne per il reato di trasporto e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish e cocaina. Poliziotti della Sezione “Antidroga” nell’ambito dei servizi predisposti dal Questore di Catania Marcello Cardona, finalizzati al contrasto dello spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, hanno individuato, a San Giorgio di Catania, GRASSO e SANTITTO, già noti, a bordo di una Citroen C2. I soggetti sono stati immediatamente fermati e sottoposti a controllo ad esito del quale, all’interno della vettura, sono stati rinvenuti 15 panetti di hashish per un peso complessivo di 1,5 kg. circa. La perquisizione è stata estesa all’abitazione di GRASSO, dove sono stati rinvenuti  8 involucri contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr.40 circa nonché un bilancino di precisione e sostanza da taglio. GRASSO e SANTITTO espletate le formalità di rito, sono stati associati presso il carcere “Piazza Lanza” di Catania a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.


Catania Ricercato a Milano per tentato omicidio, preso a Catania.  Agenti della polizia di Stato, hanno sottoposto alla misura precautelare del fermo di P.G. il già noto catanese Roberto MICALE 40enne, perché gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e porto abusivo d’arma da fuoco. L’equipaggio della volante di zona, durante il servizio di controllo del territorio, nelle prime ore del mattino, transitando in via IV Novembre, ha notato 2 individui sospetti a bordo di una Seat Ibiza che risultava da ricercare. Il  conducente, alla vista della Polizia, ha accelerato a tutto gas per eludere il controllo, ma dopo qualche centinaia di metri gli agenti sono riusciti a bloccare l’auto in fuga. I  poliziotti dagli accertamenti effettuati hanno compreso che a carico di uno dei due individui, nello specifico MICALE, pendesse una nota di rintraccio emessa dal Commissariato di P.S. di “Scalo Romana” (Mi) per il reato di tentato omicidio e porto illegale d’arma da fuoco.  Il soggetto, infatti, il 10 aprile scorso a Milano, in via Gratosoglio, dopo essersi reso responsabile di un duplice tentativo di omicidio finito con il ferimento di una persona ad una gamba, si era dato alla macchia facendo perdere le proprie tracce.  Il P.M. di turno, notiziato di quanto sopra, ha disposto che il fermato in attesa della convalida fosse associato presso la Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.


Catania -  Carabinieri e ROS ammanettano latitante Rosta. I militari del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato a Licata il latitante Francesco ROSTA di Randazzo, ritenuto elemento di spicco del clan Ragaglia di Randazzo e ricercato dal settembre 2014. I Carabinieri il 22 settembre 2014 eseguirono 8 ordinanze di custodia cautelare emesse dall’Ufficio del GIP presso il Tribunale di Catania su richiesta della Procura della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di altrettanti soggetti legati al clan mafioso dei “Ragaglia”, operante a Randazzo e zone limitrofe, ai quali sono contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, furto, estorsione, usura e sequestro di persona; I militari appurarono si trattasse di un’associazione armata legata alla famiglia catanese dei “Laudani” meglio nota come dei “Mussi ‘i ficurinia”, dedita a delitti contro la persona e il patrimonio, tutte attività finalizzate all’arricchimento del sodalizio, al controllo del territorio e all’acquisizione, controllo e gestione del tessuto economico locale.  Le indagini iniziate nell’anno 2011 e si protrassero sino al 2013, mesi in cui i Carabinieri della Compagnia di Randazzo hanno monitorato, con attività tecniche e di tipo tradizionale, le mosse del sodalizio criminale e dei suoi associati. Le risultanze investigative confermarono in pieno la vitalità e l’operatività del clan, articolato nella classica struttura organizzata e verticistica il cui ruolo apicale sarebbe esercitato da Claudio RAGAGLIA, 45enne, chiamato dagli altri sodali “Il Direttore”, affiancato nell’attività di direzione da Francesco ROSTA, 72enne. Le indagini sviluppate dai carabinieri hanno permesso di evidenziare il tentativo del gruppo criminale di assumere il controllo del territorio, oltre che col controllo di ogni attività illecita anche mediante l’accurata gestione dei rapporti con altri gruppi criminali limitrofi. La forza intimidatrice del clan, specie in occasione del recupero delle somme concesse ad usura, si era manifestata con particolare violenza, tanto che, in uno degli episodi contestati, la vittima veniva sequestrata, obbligata a salire in auto ed una volta condotta in un casolare, legata, picchiata e minacciata di morte con una pistola. I riscontri investigativi, caratterizzati anche da attività tecniche di intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno permesso ai militari dell’arma di ricostruire minuziosamente i ruoli ed il vissuto criminale del clan, evidenziando anche la particolare accortezza degli associati nell’evitare i controlli delle forze dell’ordine. La cattura di Francesco ROSTA, ritenuto dagli inquirenti elemento di vertice del clan Ragaglia, articolazione dell’organizzazione mafiosa dei Laudani operante nel territorio di Randazzo, è stata effettuata, con l’ausilio dei carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Agrigento, all’esito di un’attività d’indagine sviluppata dal Nucleo Investigativo di Catania fin dal settembre del 2014 che ha consentito di localizzarlo a Licata.


Catania - Pesca frodo fermata da uomini Capitaneria Porto.  Reparti  operativi della Guardia Costiera della Direzione Marittima di Catania, al termine di complesse attività d’indagine e controllo del territorio, hanno eseguito una brillante operazione finalizzata al contrasto della pesca illegale del Tonno Rosso. I militari della Guardia Costiera hanno sequestrato circa 5 tonnellate di tonno rosso pescato, illegalmente, da 2 motopescherecci nel tratto di mare compreso tra il porto di Pozzillo ed il Porto di Riposto.  Uomini delle motovedette delle Capitanerie di Porto di Catania, Riposto e Acireale hanno preso parte all’operazione, a testimonianza del costante e continuo monitoraggio del mare e del territorio di giurisdizione. I militari, al termine dell’operazione, hanno provveduto a redigere apposita notizia di reato e l’invio degli atti alla competente Autorità Giudiziaria, elevando contestualmente verbali amministrativi per un importo superiore a 15.000€ e la decurtazione di 11 punti dai titoli professionali dei Comandanti dei pescherecci. Gli esemplari di tonno rosso sottomisura, a seguito di controllo sanitario da parte dei veterinari dell’Asp di competenza, che l’hanno giudicato commestibile, è stato interamente devoluto alle associazioni caritatevoli e di beneficienza, il restante pescato verrà battuto all’asta per il successiva vendita.


Catania - Ruba a Librino condutture impianto antincendio in condominio, 1 ai domiciliari. Polizia di Stato ha arrestato ai domiciliari il già noto catanese Giuseppe DISTEFANO 34enne per furto aggravato. Poliziotti delle volanti dell’UPGSP, alle ore 11.30, a seguito di segnalazione su linea 113, si erano recati in viale Bummacaro, nel rione “Librino”, dove era stato segnalato un individuo intento a rubare tubazioni in ferro nei garage di un condominio. Gli  agenti giunti sul posto, hanno bloccato l’individuo, identificandolo per  Giuseppe DISTEFANO, mentre era intento a caricare su di una moto-ape circa 80 metri di tubazioni in ferro costituenti le condutture di adduzione dell’impianto antincendio dei locali garage. Il personaggio, alla luce di quanto accaduto su disposizione del P.M. di turno è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza per direttissima fissata per le la mattina odierna.


Maniace CT –  Finto agente “SISAL” si fa accreditare 2.000€ su POSTEPAY. 1 denunciato per truffa.  L’abilità investigativa dei Carabinieri della Stazione di Maniace (CT) ha permesso di scoprire una truffa perpetrata in danno di 2 maniacesi, un uomo e una donna,  finiti nella rete di un 61enne, originario di Pistoia ed abitante nella provincia di Firenze. L’individuo, fingendosi un agente della “Sisal” (acronimo di Sport Italia Società A Responsabilità Limitata), una delle principali agenzie  di gestione di concorsi a pronostici,  approfittando della buona fede delle vittime e promettendo ricavi sicuri sulle scommesse da lui stesso effettuate,  riusciva a farsi accreditare sulla sua carta postale quasi 2.000 euro.


 Catania “Pillera”: Polizia sequestra beni, 2 milioni € a Francesco Costanzo. L’operazione è scattata nei giorni scorsi, ed  ha portato gli uomini della Questura di Catania al sequestro di beni per un valore di oltre due milioni di euro, nei confronti di Francesco COSTANZO 32enne personaggio già noto ritenuto vicino al clan mafioso “Pillera”. L’obiettivo è stato raggiunto grazie all’applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale proposte dal Questore di Catania Marcello Cardona, in applicazione della normativa antimafia, recentemente rinovellata dal decreto legislativo nr. 159/2011, e adottate dal Tribunale di Catania – Sezione M.P. Le indagini, sono state condotte in tempi record dall’Ufficio Antimafia della Divisione Polizia Anticrimine della Questura catanese, e sono partite dalla figura del Costanzo, un personaggio di notevole caratura criminale che vanta nel suo curriculum un arresto, effettuato nel dicembre dello scorso anno dalle Volanti dell’UPGSP di Catania, per sfruttamento della prostituzione minorile. I poliziotti,  nel suo centro massaggi, denominato “La Fonte del Benessere”, infatti, sorpresero una minorenne che intratteneva i clienti con massaggi erotici.  Costanzo per tale reato, venne sottoposto agli arresti domiciliari che ebbero termine lo scorso mese di aprile. Il  soggetto era già assurto agli onori della cronaca nel 2009, quando venne arrestato nel corso dell’Operazione Castoro, perché ritenuto responsabile di detenzione di stupefacenti riconducibili alla cosca Pillera.  Costanzo per tale reato, ottenne una pena di un anno e otto mesi di reclusione. Dell’ingente patrimonio finito nelle mani della giustizia, fanno parte: un terreno di oltre 500 m.q. e due ville con piscina ubicate nel comune di Mascalucia; un appartamento di cinque vani e due garage nel quartiere catanese di san Giovanni Galermo; il   centro massaggi - ubicato in centro città - “La Fonte del Benessere”; la s.r.l. “ABC Style” la cui sede, costituita da tre edifici, si trova in Catania; tre autovetture di grossa e media cilindrata e 1 moto; conti correnti bancari e postali per un importo complessivo di 26.781,75 euro.


CataniaPreso rapinatore seriale "solitario". Agenti della Polizia di Stato, nel pomeriggio di ieri hanno posto in stato di fermo di P.G.: Filippo INDORATO 50enne già noto, ritenuto responsabile del reato di rapina aggravata e continuata. Poliziotti della Sezione IV – “Contrasto al Crimine Diffuso”, nel corso di mirati servizi volti alla repressione delle rapine ai danni di farmacie ed altre attività, transitando per via Plebiscito, hanno notato un individuo che si trovava nei pressi di una farmacia con atteggiamento circospetto. Questi, alla vista della pattuglia, ha cercato di allontanarsi frettolosamente dal luogo, ma è stato bloccato e trovato in possesso di un taglierino. Condotto presso gli uffici della Squadra Mobile, dove sono state esaminate le immagini relative ad alcune rapine commesse a Catania  lo scorso mese di aprile, è stato riconosciuto quale responsabile di  6 rapine, tra le quali 5 perpetrate in danno di farmacie ed 1 consumata presso un ufficio postale, tutti ubicati nella zona di via Plebiscito – via Garibaldi – via Vittorio Emanuele e Corso Sicilia. INDORATO avrebbe agito sempre da solo ed armato di taglierino. Il fermato è stato associato presso la casa circondariale di “piazza Lanza”.



 


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