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Catania Mazzei, Sorvegliato viola prescrizioni, in manette. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante hanno arrestato, in flagranza, Maurizio MOTTA, 46enne di Catania, per la inosservanza delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Il soggetto è ritenuto affiliato al  clan legato alla famiglia dei “MAZZEI”, operante nel quartiere di San Cristoforo, ed è stato fermato dalla pattuglia dell’Arma in Via Plebiscito mentre la percorreva a bordo di un Honda SH 300 condotto senza patente poiché sospesa al momento dell’irrogazione della misura preventiva. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di  Piazza Lanza.


Riposto CTModello Trinacria: denunce e sanzioni. Carabinieri della Compagnia di Giarre, coadiuvati  dai colleghi della Compagnia d’Intervento Operativo del battaglione “Sicilia” e da personale della Guardia di Finanza di Riposto (CT), hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nell’ambito del piano del denominato “Modello Trinacria”, ottenendo i seguenti risultati : 1 persona denunciata per furto aggravato. I Militari coadiuvati da personale tecnico dell’Enel hanno accertato che un 49enne di Giarre aveva manomesso il contatore della propria abitazione mediante allaccio diretto alla rete elettrica pubblica; 1 denunciato a Riposto per aver violato gli obblighi connessi alla custodia del proprio mezzo già sottoposto a sequestro amministrativo;4 denunciati  per guida senza patente, perché sorpresi mentre conducevano i rispettivi mezzi privi di patente guida, poiché mai conseguita o revocata; 4 giovani segnalati alla Prefettura di Catania per uso personale di droga poiché trovati in possesso di 29 grammi tra hashish ed eroina.  I militari  durante il servizio hanno controllato 52 persone, 26 veicoli, di cui 2 sottoposti a fermo amministrativo, eseguito 1 perquisizione domiciliare ed elevato 7 sanzioni al C.d.s. per valore complessivo di 2.700 euro.


Catania - 2 sorvegliati beccati a San Cristoforo in compagnia di altri personaggi: denunciati. La  pattuglia del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Piazza Dante, ieri pomeriggio,  nel transitare in via Belfiore, nel cuore di San Cristoforo, ha notato un gruppetto di persone, tutte già note, impegnate a dialogare tra loro. I militari tra queste, sottoposte a controllo, hanno identificato 2 sorvegliati speciali, O.C.,50enne, e D.G., 43enne, di cui il primo ritenuto molto vicino al clan mafioso dei “MAZZEI”, che era in evidente inosservanza degli obblighi imposti dalla misura preventiva. I personaggi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. 


Palagonia  CT CC catturano ricercato sfuggito in operazione DIA “Prato Verde” I Carabinieri della Compagnia di Palagonia (CT) hanno arrestato ai domiciliari il latitante, Carmine Bruno MARLETTA,  35enne originario di  Vercelli, ma da tempo residente a Palagonia. Il soggetto, il febbraio del 2014, era sfuggito alla cattura nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Prato Verde” condotta dagli uomini della DIA di Catania che disarticolò parte del clan Cappello, operante nella piana di Catania e nei quartieri di Librino e del Pigno. I militari di sera, dopo più di un anno di indagini e ricerche, rese difficoltose dai continui spostamenti del ricercato tra la Sicilia ed il nord Italia, hanno chiuso il  cerchio  riuscendo ad individuarlo e catturarlo con un’azione fulminea mentre in macchina si spostava nel centro della cittadina palagonese.  Come disposto nella misura cautelare originaria l’arrestato è stato relegato ai domiciliari con l’accusa di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.


CataniaPoliziotti in azione ammanettano ai domiciliari 2 “topi” di villette. Agenti delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno proceduto all’arresto ai domiciliari dei già noti catanesi Antonio FARO 18enne e Christian Nicola FARO 20enne, entrambi abitanti nel quartiere di Librino, per tentato furto aggravato in concorso tra loro. I personaggi, dopo aver infranto le vetrate di una porta, hanno tentato di introdursi in una villetta in via S. Catania, ma  il tempestivo intervento della Volante ha permesso di bloccare ed arrestare i due malviventi, che nel frattempo stavano tentando vanamente di darsi alla fuga. Gli  arrestati giunti negli Uffici della Questura, a seguito di immediati e peculiari accertamenti e grazie  all’intuito investigativo degli agenti, sono stati riconosciuti quali autori di altro analogo reato commesso alcuni giorni prima ai danni di un’altra abitazione nella stessa zona. I due FARO su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sono stati posti agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio.  L’attività  di controllo è stata svolta, sia dal punto di vista della prevenzione che della  repressione dei reati in genere,  nelle giornate del 14 e 15 agosto u.s., nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in genere, disposti dal Questore di Catania per il Ferragosto. Le forze impegnate con equipaggi della Polizia, Carabinieri, Polizia Locale e delle varie specialità della Polizia di Stato quali Reparto a Cavallo, Squadra Cinofili, Squadra Nautica, della Polizia Amministrativa e con l’ausilio del Reparto volo con elicottero della Polizia di Stato, hanno costantemente pattugliato tutte le arterie stradali in cui vi era il maggior afflusso di persone, specie nelle zone del litorale Playa e della Scogliera.  Agenti delle volanti, hanno tratto in arresto un individuo per furto aggravato di bagagli, il quale dopo aver forzato la porta di un’auto  parcheggiata, si è impossessato dei bagagli posti all’interno dell’auto. Il soggetto è riuscito a fuggire pochi istanti prima dell’arrivo delle volanti, ma gli operatori giunti sul posto, hanno acquisito elementi utili per l’identificazione del malvivente che veniva rintracciato e riconosciuto per Salvatore SEMINARA 20enne e quindi ammanettato. Il  soggetto  nel corso della perquisizione domiciliare veniva trovato in possesso di refurtiva.  Il P.M. di turno, notiziato ha disposto la custodia presso le locali camere di sicurezza, in attesa di giudizio per direttissima.


CataniaCC, lotta a posteggiatori abusivi in centro storico.  I militari hanno svolto  prevenzione e contrasto del fenomeno dei parcheggiatori abusivi nel centro città.  La  piaga affligge il capoluogo etneo da tempo immemore. I Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante, con la preziosa collaborazione degli agenti della Polizia Municipale e dei militari del battaglione “Sicilia”, in risposta alla complessa problematica, su direttive del Comando Provinciale, hanno intensificato i servizi dedicati alla delicata materia raggiungendo, solo nella giornata del 13 agosto, i seguenti risultati: Zone controllate,  Corso Martiri della Libertà, Piazza della Repubblica, Corso Sicilia, Via Sant’ Euplio, Piazza Pietro Lupo e Piazza Cutelli. una ventina di parcheggiatori abusivi, sono stati identificati  ed elevate a loro carico sanzioni per un totale di circa 8.000 euro con conseguente confisca delle somme illecitamente percepite, circa 300 euro.  L’imponete  dispositivo di controllo, è servito da deterrente per la micro criminalità particolarmente attiva in questi giorni di ferragosto.


Catania Picanello, rapinatore seriale ammanettato dopo 2° colpo in farmacia.  La Polizia di Stato ha arrestato il già noto catanese Carmelo Giovanni MUSUMECI 44enne per tentata rapina aggravata e rapina aggravata in pregiudizio rispettivamente di un negozio di telefonia e di una farmacia cittadina.  I tutori dell’ordine, erano in azione nella serata dello scorso 6 agosto, dopo la segnalazione della Sala Operativa della locale Questura che aveva diramato la nota via radio di una tentata rapina consumata ai danni di un negozio di telefonia in zona Picanello. I poliziotti della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile, in servizio moto montato, di conseguenza si sono recati tempestivamente sul posto dove hanno appreso dalla commessa e da due clienti del negozio che poco prima uno, abbigliato con camicia celeste e con in testa un casco da motociclista tipo jet di colore grigio ed occhiali da vista, lasciando intendere di essere armato e con tono minaccioso, aveva chiesto alla commessa di consegnargli il contenuto della cassa. La risposta negativa della donna ha indotto il soggetto ad oltrepassare il back office ed aprire i cassetti del bancone ma non ha trovato denaro. il maldestro, durante la fuga ha minacciato i due clienti di morte nel caso avessero chiamato la Polizia. La Sala Operativa, pochi minuti dopo, verso le ore 19.20, ha diramato una nota di rapina in corso ai danni di una farmacia sempre nella zona di Picanello, ad opera di 1 le cui caratteristiche fisico somatiche nonché l’abbigliamento usato, coincidevano con quelle del malvivente che pochi minuti prima aveva tentato di rapinare il negozio di telefonia. Altri poliziotti sul posto, hanno appreso dalla farmacista che pochi attimi prima, uno di sesso maschile, di corporatura regolare, con lo stesso abbigliamento della persona che poco prima aveva tentato l’altra rapina, si era impossessato del contenuto della cassa, dileguandosi, immediatamente dopo, a bordo di uno scooter di piccola cilindrata di colore rosso. Gli agenti sulla scorta delle descrizioni apprese si sono recati nella zona di Picanello presso l’abitazione del sospetto e l’hanno bloccato ancora vestito con la camicia celeste utilizzata per commettere i delitti.  MUSUMECI, perquisito sul posto, è stato trovato in possesso della somma di 230€ tutte in banconote da 10 €, esatto provento della rapina alla farmacia. Lo stesso ha consentito anche il rinvenimento dello scooter utilizzato per la rapina alla farmacia di Viale Ulisse. Il malvivente, è stato inoltre riconosciuto senza dubbi dalle vittime. Il denaro è stato restituito alla titolare della farmacia. Il soggetto è stato dichiarato arresto per i delitti di tentata rapina al negozio di telefonia e di rapina aggravata in danno della farmacia e, dopo le formalità di rito, associato presso la locale Casa Circondariale di Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Acireale92enne denuncia nipote per truffa.  Agenti del Commissariato di Acireale, a seguito di denuncia sporta, stanno conducendo un indagine su un caso di probabile truffa ad un anziano per mano di un familiare. Un  acese del 92enne vedovo e senza figli aveva promesso ad una delle sue nipoti di donarle una piccola somma di denaro (2.000 o 3.000 euro) per contribuire all’acquisto della casa del suo pronipote. La nipote ha accompagnato quindi lo zio presso l’ufficio postale per prelevare la somma. La nipote nell’occasione avrebbe fatto apporre al proprio nonno delle firme senza che quest’ultimo si rendesse conto come in effetti stava prelevando la somma di 155.000€. Il 92enne accortosi di ciò, dopo qualche giorno, ha cercato di farsi restituire la somma senza però riuscirci.  L’anziano, a tal punto preso dallo sconforto, trattandosi dei risparmi di tutta una vita e rimanendo solo con qualche migliaio di euro nel conto, ha avuto la forza di rivolgersi al Commissariato di P.S. di Acireale. Gli uomini del Commissariato hanno attivato immediatamente le procedure previste dalla legge e d’intesa col l’Autorità Giudiziaria, è stato immediatamente convalidato il provvedimento, e disposto il sequestro preventivo della somma in modo da evitare che la stessa potesse essere spesa in attesa di ulteriori accertamenti e ha avviato un procedimento nei confronti dei familiari coinvolti.


Catania - Aggredì prostituta a scopo sessuale, rinchiuso in carcere. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale hanno arrestato un 35enne di origini trapanesi, ma residente nella provincia etnea,  in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Catania. L’individuo, nel luglio del 2011, aggredì, a scopo sessuale, una prostituta di origini romene al Viale Africa a Catania. Nella fattispecie furono i CC di Piazza Dante a colsero il turpe in flagranza e l’arrestarono. Il Tribunale etneo a distanza di anni ha reso esecutiva la condanna ad 1 anno e 6 mesi di reclusione per tentata violenza sessuale. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza.


Catania - San Cristoforo, 3 pusher in trasferta da Augusta, presi dai Lupi: ai domiciliari.

 

Si tratta di : Carmelo SALVO, 42enne, Salvatore Michael SALVO, 20enne, rispettivamente padre e figlio, e Simone VERDE, 25enne, tutti provenienti da Augusta (SR). I  Carabinieri della squadra “Lupi” del Nucleo Investigativo, ieri sera intorno alle 19:00, nello svolgimento di un servizio antidroga,  hanno intercettato in   via PLAJA una Toyota Yaris con a bordo 3 individui sospetti. I  militari in moto, dopo un breve inseguimento, sono riusciti a raggiungere i fuggitivi che nel frattempo avevano tentato invano di  gettare dal finestrino 2 panetti di droga, quasi sicuramente acquistati poco prima nel fiorente mercato del popolare quartiere catanese.  La droga, 200 grammi di Hashish (circa 2.500 euro il valore al dettaglio) è stata sequestrata mentre i tre pusher: Carmelo SALVO del figlio, Salvatore Michael SALVO e Simone VERDE, tutti provenienti da Augusta (SR), sono stati arrestati e relegati ai “domiciliari” in attesa del giudizio per direttissima.


Belpasso  CTRuba cavi, 1 ai domiciliari. I Carabinieri della locale Stazione di hanno arrestato ai domiciliari, nella flagranza Antonino MECI 39enne di Paternò (CT), per furto aggravato. La pattuglia, preposta al controllo del territorio ed in particolare al contrasto dei reati predatori in genere, ieri pomeriggio lo ha bloccato in Via Casalina a Belpasso mentre si allontanava con  30metri di cavi di rame rubati poco prima dagli impianti telefonici della Telecom Italia.  La refurtiva è stata restituita alla società telefonica mentre l’arrestato, in attesa della direttissima, è stato posto ai domiciliari.


CataniaRapine ed evasioni, 1 in manette. Agenti del Commissariato Centrale ieri hanno individuato e tratto in arresto Antonino SORTINO 46enne, in ottemperanza al Provvedimento di esecuzione di pene concorrenti nei confronti di condannato in detenzione domiciliare, avente nr. 175/2014 SIEP nonché all’Ordinanza nr. SIUS 2014/6999 TDS Palermo emessa il   17 luglio 2015 dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo, dovendo scontare la pena di 5 anni, 9 mesi e 17 giorni di reclusione, multa di 3.480 €, Interdizione perpetua dai Pubblici Uffici ed Interdizione legale durante la pena, per i reati di rapina, numerose evasioni e diversi furti.


Catania Rubano profumi alla Coin: 2 donne bloccate da agenti. Agenti delle Volanti dell’U.P.G.S.P. ieri, hanno tratto in arresto P.C. 36enne, già nota per ricettazione, responsabile di furto aggravato, in concorso con una minorenne non imputabile. Poliziotti  delle Volanti alle ore 11.40 erano stati inviati in via Etnea 116 presso il negozio “Coin”, dove il personale addetto alla vigilanza aveva bloccato all’uscita 2 donne che si erano impossessate di merce dagli scaffali del reparto profumeria (creme, trucchi, e profumi, per un valore di 342€). Le donne aprivano le scatole esterne della merce, munite di anti-taccheggio, e ne nascondevano i tubetti e le boccette nelle loro buste della spesa, quindi superavano la cassa senza pagare. Il P.M. di turno ha convalidato l’arresto, disponendone l’immediata liberazione, mentre la minore è stata affidata all’esercente la potestà. 


Belpasso CT  - CC  si fingono clienti e denunciano 2 cinesi per sfruttamento prostituzione. Carabinieri della Compagnia di Paternò, ieri a seguito di mirata attività info investigativa, hanno denunciato in stato di libertà 2 cittadini cinesi di 41 e 43 anni, per sfruttamento della prostituzione. I tutori dell’ordine hanno avuto notizia che presso un’abitazione  nel comune di Belpasso vi fosse un assiduo via vai di uomini. I  militari hanno avviato servizi mirati di osservazione e videoregistrazione. I carabinieri, da tale attività di indagine hanno fatto emergere che l’abitazione era occupata da 1 cittadina cinese, risultata poi 37enne irregolare sul territorio nazionale, che mediamente riceveva 10 clienti al giorno. I Carabinieri fingendosi interessati all’annuncio dunque, sono riusciti a fissare un appuntamento e, giunti presso l’abitazione, hanno rinvenuto un lettino per massaggi e numerosi contraccettivi ed hanno appurato che la tariffa per le prestazioni sessuali della donna era di 50 € dei quali solo una parte da lei trattenuta. I tutori dell’ordine da accertamenti sull’abitazione hanno scoperto che questa era presa in affitto dagli indagati, i quali gestivano l’attività tramite annunci pubblicati su giornali locali. Sono in corso accertamenti volti a verificare se vi siano ulteriori responsabili.


Paternò 2 rapinatori 15enni ammanettati dai CC. I Carabinieri della Compagnia di Paternò collaborati dai militari della Compagnia d’Intervento Operativo del XII BTG “Sicilia”, durante un servizio coordinato finalizzato a contrastare reati predatori in genere, hanno arrestato  due 15enni, del luogo, per rapina aggravata.  2  individui, col volto travisato da passamontagna ed armati di pistola, di sera, hanno fatto irruzione in una tabaccheria in Piazza Santa Barbara. I malfattori  sotto la minaccia dell’arma si sono fatti consegnare dal proprietario l’incasso della serata, fuggendo poi di corsa per le vie circostanti. Un passante  ha notato la scena criminosa ed ha telefonato al 112 avvisando della rapina in atto e fornendo una dettagliata descrizione dei rapinatori.  Pattuglie che stavano gravitando già in zona, sono intervenute immediatamente sul posto, su richiesta della Centrale Operativa, ed hanno rintracciato e bloccato i due rapinatori, minori, in una via adiacente all’esercizio commerciale. I maldestri erano in possesso di 400 €, parte della somma rapinata, e dei passamontagna appena utilizzati. Gli arrestati accompagnati nel Centro di Prima Accoglienza di Catania in via R. Franchetti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Minorile.


Catania -   Polstrada  interviene per BMW in fiamme in galleria autostrada CT-SR a S.Demetrio. Il fuoco è divampato alle ore 20.30 circa lungo la galleria di S.Demetrio in direzione di Siracusa al Km 6. Una BMW è andata in fiamme mentre i 5 occupanti sono usciti appena in tempo dalla macchina ed hanno atteso l’arrivo dei vigili del fuoco. Il traffico è rimasto rallentato per  il tempo intercorso fino a quando il veicolo incendiato non è stato spento del tutto messo in sicurezza per le fiamme . Gran lavoro di Polstrada e pompieri che sono stati coadiuvati dal personale del 118 intervenuto per assistere i 5 passeggeri rimasti intossicati.


Catania -  Gen. Galletta Comandante Legione Carabinieri  Sicilia visita Comando Provinciale Il nuovo Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, Generale di Brigata Riccardo Galletta, si è recato in visita al Comando Provinciale  di Catania dove  è stato ricevuto dal Comandante Alessandro Casarsa. Il Generale Galletta nella circostanza ha incontrato una rappresentanza dei Carabinieri del Comando etneo, dei reparti speciali (ROS, Nucleo Operativo Ecologico, Nucleo Antisofisticazione e Nucleo Ispettorato del Lavoro), i componenti del Co.Ba.R. (Comitato di Base di Rappresentanza) ed una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri, esprimendo parole di elogio per la professionalità e lo spirito di sacrificio dimostrati nell’assolvimento dell’attività istituzionale e delineando alcuni dei principi a cui si ispirerà la sua azione di comando. Il Generale ha partecipato a Palazzo dei Chierici ai funerali dei 13 migranti morti nel naufragio del 18 aprile scorso e, subito dopo, ha incontrato le Autorità cittadine nonché i vertici della magistratura con i quali si è intrattenuto sulle problematiche inerenti l’ordine e la sicurezza pubblica e l’attività di contrasto alla criminalità organizzata posta in essere dall’Arma locale.


Catania Truffa vendita capi on-line: denunciata donna napoletana.  La maldestra C.T. 40enne, di Napoli avrebbe attirato le vittime su uno dei portali più popolari di compravendita on-line,  il SUBITO.IT, commerciando in abbigliamento femminile. I Carabinieri di Bronte (CT) l’hanno smascherata, grazie anche alla denuncia della vittima di turno, una giovane brontese,  che nel marzo scorso aveva ricaricato di ben 300 euro la POSTEPAY della signora in cambio dell’invio di indumenti mai giunti a destinazione. Gli investigatori hanno svolto accertamenti sul numero della carta postale ed ecco che è saltata fuori l’identità della donna, C.T. 40enne, di Napoli, già gravata da precedenti penali specifici, denunciata dai CC per truffa.


CataniaCollaboratori, luce su guerra ed omicidio Di Pasquale detto “Giorgio Armani”, manette a Caruana.  La Polizia ha tratto in arresto: Dario CARUANA  36enne già noto,  destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 20 giugno 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, in quanto ritenuto responsabile, in concorso con Salvatore GUGLIELMINO 42enne ed altri soggetti non individuati, di omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione ed al fine di agevolare il gruppo mafioso appartenente a Cosa Nostra già facente capo a Alfio MIRABILE  50enne. Il  delitto fu perpetrato la notte del 29 aprile 2004, in via Galermo, nei pressi di una rivendita ambulante di panini, allorquando Salvatore DI PASQUALE  35enne (nato nel 1969), già noto, inteso “Giorgio Armani”, veniva colpito a morte con numerosi colpi d’arma da fuoco al torace, alla schiena ed agli arti. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile avevano evidenziato il coinvolgimento nel fatto di sangue di Dario CARUANA e Salvatore GUGLIELMINO sospettati di essere tra gli esecutori materiali dell’omicidio. Le investigazioni condotte nei confronti di appartenenti alla cosca Santapaola-Ercolano avevano, tra l’altro, evidenziato che in seno all’organizzazione era in corso una lotta  intestina tra il gruppo facente capo ad Antonino SANTAPAOLA (cl.1954), inteso “Nino ‘u Pazzu”, e ad Alfio MIRABILE cui si contrapponeva la famiglia Ercolano-Mangion. I contrasti già risalenti all’anno 2003 sarebbero stati determinati da contese in ordine all’accaparramento di estorsioni a cui erano sottoposte aziende della zona industriale di Catania e dall’intenzione della famiglia Ercolano di contrastare il ruolo da protagonista che Antonino SANTAPAOLA stava assumendo nell’ambito dell’organizzazione. Quest’ultimo, peraltro, aveva elevato Alfio MIRABILE, suo cognato, al rango di reggente della famiglia Santapaola. Alfio MIRABILE, il 24 aprile 2004, deceduto poi nel 2010, veniva attinto da diversi colpi d’arma da fuoco rimanendo gravemente ferito, con una paralisi agli arti inferiori. L’omicidio di DI PASQUALE, avvenuto a distanza di pochi giorni, costituiva una risposta all’attentato in pregiudizio di MIRABILE. Infatti, il DI PASQUALE, appartenente alla frangia opposta, dopo il tentato omicidio di MIRABILE, aveva apertamente gioito per quanto accaduto. Le risultanze investigative raccolte all’epoca - nel corso di attività che sfociò nell’esecuzione, in data 20 luglio 2004, di provvedimenti di fermo (operazione “Risiko”) emessi proprio per infrenare la temuta escalation di omicidi dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania per il reato di associazione mafiosa nei confronti di appartenenti alla cosca Santapaola-Ercolano, tra i quali i GUGLIELMINO, CARUANA, Francesco MIRABILE (cl.1956), Paolo MIRABILE (cl.1977) - si sono arricchite con le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, consentendo di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del CARUANA in ordine all’omicidio di DI PASQUALE. Il soggetto è stato associato presso la casa circondariale di Catania “Bicocca”.  


Palagonia CT - Coltellate al vicino. Rintracciato ed arrestato. I Carabinieri della Stazione di Palagonia (CT) hanno arrestato, in flagranza,   Gianluca FAGONE 37enne del posto, ritenuto responsabile di lesioni aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Il  vicino alle 23:00, armato di coltello, per alcuni dissidi di “buon” vicinato, all’altezza del civico 39 di via del Nord,  improvvisamente ha sferrato alcuni fendenti al vicino di casa, un 48enne, ed è scappato via. La vittima, seppur ferita, ha dato l’allarme  al 112 fornendo la descrizione dell’aggressore. I militari di pattuglia, ricevuta la segnalazione dalla centrale operativa,  hanno iniziato le ricerche terminate poco dopo con l’individuazione e l’arresto del reo che, nel frattempo, era riuscito a disfarsi dell’arma. L’arrestato, in attesa di giudizio, è stato ristretto agli arresti domiciliari. La vittima, medicata all’ospedale di Militello Val di Catania, è stata giudicata guaribile in una decina di giorni per una ferita da taglio alla testa e tagli superficiali alla zona dell’addome.   


CataniaFalso, furto e rapina, 3 in carcere. Uomini della Polizia di Stato – Sezione Catturandi della Squadra Mobile, nell’ambito di servizi di esecuzione di misure restrittive, ha tratto arrestato i catanesi Walter SPINA  53enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  26 giugno 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario – Ufficio Esecuzioni Penali di Catania, dovendo espiare la pena di 2 anni, 11mesi  e 25 gg. di reclusione per truffa e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, Sebastiano VISCUSO 36enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  25 giugno 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario – Ufficio Esecuzioni Penali di Catania, dovendo espiare la pena di 6 mesi di reclusione per furto aggravato e Giuseppe GIANCOLA 35enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  26 giugno 2015 dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, dovendo espiare la pena residua di 3  annidi reclusione per il reato di rapina.  I soggetti, sono stati associati presso la Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.


Catania - San Cristoforo, CC sequestrano 2 fucili nascosti su tetto  palazzina.   I  Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania, ieri pomeriggio a conclusione di breve ma proficua attività info-investigativa, hanno fatto irruzione in una palazzina di via Zitelli, nel rinomato quartiere di San Cristoforo, dove,  in una intercapedine ricavata sul tetto dell’edificio,  sono state rinvenute e sequestrate le seguenti armi: 1 fucile  BROWNING, calibro 12 e 1 fucile LR WEATHERBY BERETTA, calibro 22.  Le armi, in perfetto stato d’uso, di concerto con l’Autorità Giudiziaria saranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli opportuni accertamenti tecnico-balistici che ne  verificheranno l’eventuale utilizzo in pregressi eventi delittuosi. Sono in corso degli approfondimenti investigativi per stabilire le armi a quale gruppo criminale appartenessero.


Gravina CT1 in carcere per droga. I Carabinieri della Stazione di Gravina di Catania hanno arrestato Dario MAZZARA 28enne, del luogo, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania. Il giovane dovrà scontare  la pena residua di 1 anno di reclusione poiché riconosciuto colpevole di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, reato commesso a Catania il 26 ottobre 2012. L’arrestato è stato  associato nel carcere di Piazza Lanza, come di sposto dall’Autorità Giudiziaria.


CataniaTenta rapina a sacerdote in strada, preso da agenti in moto. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Matteo SCIOLINO 54enne già noto Sorvegliato Speciale di P.S., perché ritenuto responsabile di tentata rapina aggravata e violazione degli obblighi derivanti dalla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. I poliziotti nell’ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore di Catania, hanno dislocato alcune pattuglie della Squadra Mobile nella zona del centro storico anche in relazione alla presenza di numerosi turisti. Agenti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, mentre pattugliavano a bordo di moto la zona del centro, sono stati attirati dalle grida di aiuto provenienti da via della Lettera, dove un individuo stava aggredendo un sacerdote dell’ordine dei Salesiani indossante un “clergyman”. Il sacerdote ha opposto resistenza all’energumeno che lo stava strattonando con violenza. Il soggetto, successivamente è stato identificato per Matteo SCIOLINO. Il maldestro accortosi della presenza dei poliziotti che gli intimavano di interrompere l’azione, è fuggito a bordo di uno scooter elettrico che aveva lasciato nelle immediate vicinanze, ma è stato bloccato ed arrestato. Il soggetto è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile ed è stato dichiarato in arresto per il reato di tentata rapina aggravata ed inosservanza degli obblighi derivanti dalla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. e condotto presso la Casa Circondariale di  Catania a “piazza Lanza”.


Catania - 2 evasi dai “domiciliari” arrestati a Librino e San Cristoforo. I  militari del Nucleo Radiomobile e della Compagnia di Piazza Dante, in due distinti contesti operativi,  nell’ambito del controllo del territorio, svolto particolarmente nei quartieri a rischio del capoluogo etneo, ieri sera, hanno arrestato 2 personaggi, entrambi evasi dai domiciliari. I 2 sono stati bloccati:  Vincenzo VERGA 29enne, al viale MONCADA a Librino  ed   Antonio SCALIA 32enne, in via Plebiscito a San Cristoforo, in attesa del rito per direttissima,  i personaggi sono stati ricollocati agli arresti domiciliari.


Catania - Baby gang:  2 identificati su Facebook, in villa Bellini aggredirono e rapinarono studentesse. Poliziotti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” hanno tratto in arresto i minori: M.S. 15enne e S.M.J.I. 16enne,  in esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della permanenza in casa, emessa il   7 maggio 2015 dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Catania per i reati di rapina aggravata, violenza e lesioni, in danno di due giovani studenti.  Lo scorso inverno, due giovani studenti  avevano denunciato che mentre si trovavano nel tardo pomeriggio all’interno della  villa Bellini, di essere stati malmenati (con calci e pugni) e rapinati di 1 telefono cellulare che una della malcapitate vittime teneva nella tasca dei pantaloni, ad opera di una “baby gang” composta da alcuni giovinastri. Le vittime riuscite a divincolarsi ed uscire dal giardino pubblico erano inseguite dal alcuni dei rapinatori; questi ultimi, raggiunte le malcapitate, le avevano aggredite nuovamente con schiaffi e pugni facendole rovinare a terra; nella circostanza ad uno dei due minori veniva sottratto uno smartphone di ultima generazione. Gli investigatori si erano messi subito all’opera, prendendo spunto dalle indicazioni e descrizioni di alcuni degli autori dei reati fornite dalle giovani vittime. Analizzando Facebook, veniva individuato S.M.J.I. come colui che aveva aggredito e rapinato il minore mentre M.S. come colui che aveva  dato inizio all’aggressione dopo avere  chiesto una sigaretta. Gli agenti hanno identificato, un terzo componente della gang che aveva preso parte alle violenze fisiche nei confronti delle giovani vittime, che è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania. Proseguono le indagini finalizzate ad identificare altri componenti della gang, verificando eventuali loro responsabilità per altri reati.


Catania - Polposta, 20 indagati in operazione contro pornografia minorile, 17 province. La Procura Distrettuale della Repubblica e la Procura per i Minorenni di Catania hanno disposto numerose perquisizioni domiciliari in varie città d’Italia, eseguite dalla Polizia di Stato, nei confronti di 20 soggetti italiani indagati per detenzione di immagini di pornografia minorile, di questi 10 sono i soggetti minorenni aventi oltre 14 anni. 2 degli indagati maggiorenni avevano precedenti in materia di pornografia minorile. Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Catania, Siracusa, Ragusa, Palermo, Caltanissetta, Reggio Calabria, Potenza, Avellino, Roma, Reggio Emilia, Lucca, Milano, Torino, Cuneo, Treviso e Venezia. L’operazione di contrasto della pornografia minorile è stata svolta dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica e la Procura per i Minorenni di Catania.Numerose le perquisizioni domiciliari in varie città d’Italia, eseguite dalla Polizia Postale nei confronti di indagati maggiorenni e minorenni.  L’indagine era scaturita dalla denuncia alla Polizia Postale di Catania dei genitori di una ragazza di anni 16, che inizialmente si erano rivolti all’Associazione a tutela dell’infanzia Meter. I genitori hanno raccontato che la propria figlia era stata costretta a realizzare delle immagini intime cedute a vari soggetti, soprattutto mediante sistemi di messaggistica internet quali WhatsUp. Le indagini informatiche hanno consentito di ricostruire le chat e gli invii compiute dalla minore, identificando tutti i soggetti che le avevano richieste. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati smartphone, tablet e computer. Le prime attività svolte nel corso delle perquisizioni da parte del personale specializzato della Polizia hanno confermato la detenzione delle immagini riferibili alla minore, alcuni degli indagati avevano anche altre foto di minori verosimilmente adescate on-line.


CataniaBlitz polizia a S.Cristoforo, 1 in manette per armi. Uomini del Commissariato San Cristoforo, coadiuvati dal Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, dalla Guardia di Finanza, dalla Polizia Provinciale e dalla Polizia Locale, hanno arrestato Francesco BUSSOLARI per detenzione abusiva di armi da fuoco, ricettazione ed omessa denuncia di munizioni e per furto aggravato di energia elettrica. L’operazione si è svolta nel contesto del piano d’azione denominato “Modello Trinacria” con   Forze di polizia impegnate, col coordinamento della Questura, in approfonditi controlli del territorio. I poliziotti hanno controllato la stalla di proprietà del BUSSOLARI. I tutori dell’ordine hanno trovato   custoditi ben 3 cavalli privi del prescritto microchip: una violazione che è costata al proprietario una sanzione di oltre 11.000 euro. Il contatore dell’energia elettrica installato era stato alterato con l’applicazione di un by pass che permetteva di prelevare la corrente elettrica senza essere registrata. I poliziotti hanno recuperato un revolver, nella disponibilità del BUSSOLARI ed illecitamente detenuto, risultato rubato nel 1986 in una località del Centro Italia. L’arma era stata ben nascosta, all’interno di una trave del soffitto dell’edificio. La perquisizione si è spostata all’interno dell’abitazione del BUSSOLARI, dove, oltre al fucile ed alle 2 pistole regolarmente detenute, sono state trovate decine di cartucce (di cui 15 “a punta cava”) di cui il proprietario non aveva fatto denuncia. Il sequestro di tutte le armi è scattato immediatamente, mentre sono già in corso le ulteriori incombenze per l’irrogazione del divieto di detenzione armi. L’arrestato è stato rinchiuso presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza.


CataniaPreso rapinatore seriale "solitario". Agenti della Polizia di Stato, nel pomeriggio di ieri hanno posto in stato di fermo di P.G.: Filippo INDORATO 50enne già noto, ritenuto responsabile del reato di rapina aggravata e continuata. Poliziotti della Sezione IV – “Contrasto al Crimine Diffuso”, nel corso di mirati servizi volti alla repressione delle rapine ai danni di farmacie ed altre attività, transitando per via Plebiscito, hanno notato un individuo che si trovava nei pressi di una farmacia con atteggiamento circospetto. Questi, alla vista della pattuglia, ha cercato di allontanarsi frettolosamente dal luogo, ma è stato bloccato e trovato in possesso di un taglierino. Condotto presso gli uffici della Squadra Mobile, dove sono state esaminate le immagini relative ad alcune rapine commesse a Catania  lo scorso mese di aprile, è stato riconosciuto quale responsabile di  6 rapine, tra le quali 5 perpetrate in danno di farmacie ed 1 consumata presso un ufficio postale, tutti ubicati nella zona di via Plebiscito – via Garibaldi – via Vittorio Emanuele e Corso Sicilia. INDORATO avrebbe agito sempre da solo ed armato di taglierino. Il fermato è stato associato presso la casa circondariale di “piazza Lanza”.



 



Ultimora   nov. dic.2014






49 migranti morti: sopravvissuti riconoscono equipaggio e comandante libici


    

ultimo aggiornamento

 

 


Catania 49 migranti morti: sopravvissuti riconoscono equipaggio e comandante libici.  Il G.I.P. presso il Tribunale di Catania, ha proceduto nelle giornate del 21 e 24 agosto all’espletamento dell’incidente probatorio nel corso del quale sono stati escussi alcuni dei migranti soccorsi il 15 agosto dalla nave OPV Cigala Fulgosi della Marina Militare Italiana, a bordo di un natante dove avevano trovato la morte 49 uomini intrappolati nella stiva.  I testimoni dinanzi al GIP hanno ricordato quanto accaduto durante quel viaggio durato solo una notte, sufficiente per far perdere la vita ai loro compagni. Gli sventurati hanno riconosciuto nelle persone fermate dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato e dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza, il comandante dell’imbarcazione e gli altri membri dell’equipaggio. I testi hanno riconosciuto nel libico Ayooubil HARBOOB comandante del barcone. I testi hanno delineato i ruoli degli altri sette fermati, e segnatamente Tarek JOMAA LAAMAMI 18enne (sedicente libico), Mohamed ASSAYD 18enne(sedicente libico), Alì Farah AHMAD 18enne(sedicente libico), Mohannad JARKESS (dichiaratosi inizialmente minorenne ma identificato, a seguito di ulteriori accertamenti, quale maggiorenne), Mustapha SAAID 22enne(sedicente marocchino), Isham BEDDAT 29enne(sedicente marocchino), AbdArahman ABD AL MONSSIF 18enne(sedicente libico), i quali avevano il preciso compito di mantenere l’ordine a bordo ed impedire ai migranti di salire dalla stiva sul ponte esterno, facendo ricorso ad atti di violenza caratterizzati da calci, pugni e colpi di cinghia contro chiunque tentasse di sporgere il capo oltre i pochi e stretti boccaporti di accesso dalla parte inferiore alla parte superiore dell’imbarcazione. Quanto emerso durante le due udienze conferma ed al contempo cristallizza l’ipotesi accusatoria delineata dal pool di investigatori della Squadra Mobile e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Catania il quale, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania, ha permesso di raggiungere in tempi rapidissimi un importante risultato. Intanto, per 37 delle 49 salme è stato emesso il “nulla osta” al seppellimento, mentre per le altre 12 salme sono in corso gli esami autoptici per ulteriori e più approfonditi accertamenti. Le cause del decesso verosimilmente sono riconducibili all’assenza di aria all’interno dell’angusta stiva le cui dimensioni, nella parte centrale, erano di circa 6 X 4 X 1,20 mt di altezza e diminuivano procedendo sia verso poppa che verso prora. Nella stiva coercitivamente erano stati sistemati solo uomini in base alla loro nazionalità: Bangladesh, Pakistan e per ultimi, a poppa,i sub-sahariani. Sul ponte erano stati sistemati siriani, libici e migranti del Maghreb, compresi donne e bambini.


Aci Catena CT Maneggia pistola modificata, si spara alla mano, CC ai domiciliari. T.M. 46enne, di Aci Catena, stanotte mentre si trovava nella cucina di casa ha iniziato a giocherellare con una pistola VALTRO 7.65 – all’origine giocattolo ma poi modificata in arma da sparo, finché dall’arma non è partito un colpo che l’ha ferito alla mano sinistra.  Il ferito è stato trasportato con ambulanza all’Ospedale di Acireale è stato medicato e dimesso con una prognosi di 10 giorni proprio per le lesioni alla mano. i Carabinieri della Stazione di Aci Catena sono intervenuti sul posto ed immediatamente  hanno sequestrato la pistola ed arrestato il “maldestro” accusato di detenzione di arma clandestina. L’arrestato, in attesa della direttissima,  è stato posto ai domiciliari.


Catania Librino, CC preso pusher bulgaro: ai domiciliari. Si tratta di ANGUSHEV KIRIL LYUBOMIROV 30enne. I Carabinieri del Comando Provinciale di  Catania nell’opera di contrasto alla criminalità organizzata,  nel settore più redditizio connesso al traffico di droga, ieri sera, al Viale Grimaldi, hanno assestato un colpo apprezzabile ai clan della zona. L’operazione, condotta dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Fontanarossa, è scattata intorno alle 19:00, quando diverse pattuglie in auto e moto, coadiuvate dalle unità cinofile di Nicolosi (CT), hanno setacciato la zona del Viale Grimaldi riuscendo ad incastrare tra le proprie maglie conducendolo ai domiciliari il pusher bulgaro  ANGUSHEV KIRIL LYUBOMIROV 30enne - da qualche anno abitante a Misterbianco (CT). Il soggetto è stato  bloccato mentre spacciava “erba” ad alcuni clienti abituali. LYUBOMIROV  è stato immediatamente perquisito e trovato in possesso di 50 dosi di “marijuana” e di 100 euro in contanti. Gli uomini dell’Arma, nel medesimo contesto operativo grazie anche al fiuto dei cani, sono riusciti a scovare, tra la fitta vegetazione esistente in corrispondenza del civico 6 di Viale Grimaldi, 1 borsone contenente 60 dosi di “cocaina”, 150 dosi di “marijuana” e 1 bilancino di precisione, nascosti in attesa che lo spacciatore di turno se ne potesse servire per la vendita al dettaglio. La droga, del valore di circa 10.000€, è stata sequestrata mentre l’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, è stato relegato ai domiciliari.  


Catania Cocaina e  skunk: CC ammanettano giovane pusher a S. Cristoforo.  Si tratta di A.V. 23enne, di Catania, che ieri sera, grazie ad un’operazione lampo dei  Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante,  è stato arrestato con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari del Nucleo Operativo nel pattugliare San Cristoforo, quartiere-roccaforte di alcune famiglie mafiose catanesi, hanno notato il giovane mentre, a bordo di uno scooter,  stava percorrendo sistematicamente lo stesso tragitto dalla sua abitazione di  via Siracusa a Piazza Caduti del Mare, luogo prediletto dai pusher  per lo smercio al minuto della droga. I CC l’hanno bloccato sotto casa e perquisendogli l’appartamento sono riusciti a rinvenire e sequestrare circa  80  grammi di cocaina  pura,  ancora da tagliare,  5 panetti di "hashish"  e 3 buste piene di marijuana “skunk” per più di 900 grammi di peso complessivo. Il valore al dettaglio della droga sequestrata si aggira intorno ai 20.000 euro.  L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Randazzo  CTCC 3 denunciati: picchiarono gestore distributore carburante per rapina. L’acume investigativo dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Randazzo (CT) ha permesso l’identificazione dei 3 malviventi, di 23, 24 e 36 anni, tutti catanesi, che sono stati  denunciati all’ Autorità Giudiziaria per tentata rapina in concorso e lesioni personali aggravate. I fatti risalgono al giugno dell’anno scorso, quando i 3, con un’auto a noleggio, si recarono da Catania e  Randazzo per rapinare l’anziano gestore di un distributore di carburante del posto. La vittima fu assalita sotto casa. I rapinatori lo estrassero a  forza dall’auto ed iniziarono a picchiarlo ferocemente col preciso intento di sfilargli dai pantaloni il denaro dell’incasso. Le urla dell’uomo richiamarono l’attenzione di alcuni vicini di casa che per aiutarlo non esitarono a lanciare contro gli aggressori dei vasi di terracotta, con le relative piante, tenuti sui balconi. I tre, colti di sorpresa, fuggirono via. Gli investigatori dell’Arma visionando le immagini registrate da alcune telecamere presenti in zona, confrontate con le testimonianze acquisite dalla vittima e dai vicini di casa, riuscirono ad estrarre un numero di targa e il tipo d’auto utilizzata dai rapinatori. I carabinieri dalla targa dell’auto, una Fiat Panda  risalirono ad un autonoleggio del capoluogo etneo.   I militari diedero un volto alla persona che affittò la vettura adoperata per il raid. Una lunga serie di pedinamenti, svolti sul soggetto identificato, già gravato da precedenti di polizia,  hanno fatto emergere le sue frequentazioni. Queste persone essendo in gran parte già note ai Carabinieri è stato formato un album fotografico dal quale i numerosi testimoni li hanno potuti riconoscere quali  autori materiali della tentata rapina.


Biancavilla - Musica ad alto volume su auto in pieno centro ,  CC denunciati 5 giovani. I Carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno denunciato alla Procura della Repubblica 5 giovani, del luogo, per disturbo del riposo delle persone. I 5 di notte, a bordo di 2 vetture parcheggiate nel centro cittadino, hanno improvvisato una discoteca all’aperto riproducendo musica ad alto volume con le autoradio disturbando la quiete pubblica ed il riposo delle persone. I Carabinieri intervenuti immediatamente, su richiesta al 112 da parte di alcuni cittadini, hanno sorpreso i giovani ancora sul posto e ristabilito subito la tranquillità spegnendo gli apparati audio, identificandoli e denunciandoli.


CataniaRapina una turista, 1 in manette. La Polizia ha arrestato: Francesco SQUILLACI  33enne  già noto, perché resosi responsabile, in concorso, del reato di rapina ai danni di una turista. Un  giovane a bordo di ciclomotore, nella tarda serata di ieri, nella zona di via Teatro Greco, ha scippato la borsa ad una turista toscana mentre, con il marito, stava facendo rientro in albergo dopo aver trascorso la serata nel centro storico cittadino. la signora, nel corso dello scippo, aveva opposto resistenza essendosi accorta per tempo di quanto stava per accaderle,  ed era rovinata in terra, procurandosi delle escoriazioni. Il tempestivo  intervento di alcune pattuglie dei “Condor” della Squadra Mobile, che prestavano anche assistenza alla donna, ha consentito d’individuare rapidamente lo scippatore, identificato in Francesco SQUILLACI, che veniva trovato in possesso del denaro contenuto nella borsa. Il soggetto è stato condotto negli uffici della Squadra Mobile, e tratto in arresto, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Catania  a Piazza Lanza. La coppia di turisti, nonostante la negativa esperienza, ha apprezzato l’operato della Polizia, sia per il veloce intervento che per l’assistenza prestata ed il risultato conseguito, collaborando, a loro volta, con  i poliziotti nell’individuazione del colpevole.


Scordia (CT)- Agricoltore scordiense mimetizza piantagione canapa indiana tra agrumi e peperoni. Il 58enne R.A., di Scordia (CT), per incrementare il suo budget familiare si era inventato, in Contrada GAGLIOLA,  una rigogliosa piantagione di canapa indiana perfettamente mimetizzata tra gli alberi di agrumi e le piante di peperoni. Il buon fiuto dei Carabinieri del  Nucleo Radiomobile della Compagnia di Palagonia (CT), ha attinto da rumor di paese. i militari hanno saputo attendere il momento propizio rivelatosi quando l’arguto coltivatore è andato ad irrigare le sue creature. I carabinieri hanno sequestrato 34 piante di canapa indiana, alte circa 2 metri, ed una quindicina di grammi di “marijuana”  rinvenuti dentro 1 barattolo nella sua abitazione.  L’arrestato, su diposizione del magistrato di turno,  è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti.


Catania CC, scoperta casa luci rosse a 50€ in “Chinatown” catanese: tenutaria ai domiciliari. I Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante hanno arrestato ai domiciliari, nella flagranza, la cinese  AIZHEN XIA 43enne, ritenuta responsabile di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.  Il vicinato, forse stanco nel sentirsi accerchiato da una moltitudine di cinesi, che in zona hanno creato la loro piccola Chinatown, ha trovato il modo di avvicinare in diverse circostanze  alcune pattuglie dell’Arma segnalando al civico 102 di via Giordano Bruno, in pieno centro, uno strano quanto inusuale viavai di uomini. Gli investigatori, acquisita la notizia, hanno iniziato ad osservare attentamente il civico indicato riscontrando effettivamente, in determinate ore delle giornata, l’andirivieni di soggetti di sesso maschile di tutte le età. I militari hanno anche monitorato  la pubblicità in un sito online – categoria massaggi  di prestazioni a pagamento proprio al numero 102 di via Giordano Bruno. I  CC hanno ieri sera   fatto irruzione nell’appartamento dove oltre alla tenutaria, poi arrestata, i  militari hanno trovato 2 donne cinesi seminude, di 46 e 47 anni, che  intrattenevano  alcuni clienti. Gli habitué interrogati,  hanno ammesso che le donne per 50 euro, corrisposte all’ingresso alla maitresse, oltre ai massaggi offrivano anche delle prestazioni sessuali extra. L’arrestata, su disposizione del magistrato di turno, è stata relegata  agli arresti domiciliari.


Zafferana EtneaCC preso mentre scassina bancomat Credito Siciliano a Zafferana Etnea:1 ai domiciliari.  I Carabinieri della Stazione di Zafferana Etnea hanno arrestato ai domiciliari nella flagranza Sebastiano CAVALLARO, 43enne di Milo (CT), per tentato furto aggravato. La recrudescenza degli assalti a sportelli bancomat ha spinto i presidi territoriali dell’Arma, su preciso input del Comando Provinciale di Catania, ad incrementare i servizi notturni riuscendo, come nel caso di stanotte, a porre un argine  al fenomeno. La pattuglia dei Carabinieri transitando via Roma ha sorpreso il malvivente mentre, armato di arnesi da scasso, stava tentando di forzare la cassa-bancomat della locale agenzia del Credito Siciliano.  L’intervento dei militari ha bloccato sul nascere l’azione criminale cristallizzata alla sola asportazione della cornice metallica del distributore automatico. Gli arnesi sono stati  sequestrati mentre l’arrestato è stato relegato ai domiciliari in attesa del giudizio per  direttissima.


Caltagirone  CT - Ubriaco massacra di botte convivente.  L’intervento dei CC è stato  provvidenziale. Il soggetto,  B.D. 32enne di origini romene ieri mattina a Caltagirone (CT), già la sera precedente, era stato assalito da una gelosia morbosa, ed aveva aggredito la poveretta, una connazionale di 31 anni. La vittima era  ricorsa alla cure del locale pronto soccorso e se l’era cavata con un paio di giorni di prognosi ma non aveva sporto denuncia contro il compagno. Il personaggio, il mattino dopo,   in stato di alterazione psicofisica, per l’uso smodato di  superalcolici,  col medesimo pretesto e con inaudita violenza  ha picchiato la donna con calci e pugni. Alcuni  vicini, sentendo per fortuna, le urla della vittima,  hanno avvisato il 112 che immediatamente ha inviato sul posto l’equipaggio di una “gazzella” che non esitando ha sfondato la porta di casa ed è riuscito, dopo una breve colluttazione, a bloccare ed ammanettare l’esagitato. La donna, con il volto insanguinato,  è stata soccorsa e trasportata in ambulanza all’Ospedale di Caltagirone dove i medici le hanno diagnosticato: “Trauma regione nasale con infrazione apice ossa nasali, escoriazioni al collo sinistro ed al braccio destro, trauma labbro superiore con contusione ed escoriazione mucosa interna”,  con una prognosi di venti giorni. La vittima, nell’ esporre ai militari anni ed anni di sopraffazioni di ogni genere, ha deciso finalmente di porre fine al calvario denunciando il convivente.  L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Caltagirone con le accuse di atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. 


Aci Catena  CTCC scoperta macelleria clandestina di cavalli: denunciato proprietario. I Carabinieri della Stazione di Aci Catena (CT) hanno denunciato un 54enne, del posto, per macellazione clandestina. I militari, di pomeriggio, coadiuvati dai veterinari dell’ASP di Catania ed Acireale (CT), hanno ispezionato, in via Allegra Cuore,  un’azienda dove si allevano equini e bovini  riscontrando all’interno la presenza di 7 equini e 4 vitelli privi di microchip. I carabinieri, nel proseguo del controllo hanno scoperto 1 cella frigorifera con all’interno 2 equini già macellati clandestinamente e divisi in quarti. Gli animali vivi e la cella frigorifera con il macellato sono stati posti sotto sequestro.


San Giovanni La Punta CT – Gruppo smantella cassa distributore benzina, CC 3 presi.  Furto aggravato in concorso e ricettazione i reati contestati ai tre soggetti:   Salvatore Andrea CAMPISI, 28enne   Stefano BALSAMO 48enne e G.D. 43enne, tutti catanesi, momentaneamente sono stati relegati ai domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.  Sono attive le ricerche degli altri componenti della banda.  Una  banda composta da  almeno cinque persone  di notte, aveva letteralmente sradicato, servendosi di una catena d’acciaio legata ad 1 auto,  la cassa automatica del distributore di carburante “Q8 Easy”  di via Duca degli Abruzzi a San Giovanni La Punta. L’allarme è scattato al 112, tramite la centrale  della telesorveglianza di Roma, sul posto è  intervenuta immediatamente una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Gravina di Catania che, con l’ausilio del proprietario, anch’egli giunto sul posto, ha visionato le immagini delle telecamere di sicurezza attive nel distributore. I  militari, raggiunti dagli altri colleghi del Nucleo Operativo, nel visionare le immagini sono riusciti a focalizzare 1 delle autovetture utilizzate per il furto, una Renault Clio di colore grigio-chiaro  metallizzato. I CC all’istante si sono posti alla ricerca dei criminali e  qualche ora dopo, alle prime luci dell’Alba, in via Pietra dell’Ova a Tremestieri Etneo (CT),  una delle pattuglie impegnate nelle ricerche ha incrociato 1 Nissan MICRA  con 2 soggetti a bordo che si stava allontanando velocemente  da un residence ubicato al civico 380.I militari hanno immediatamente preclusa all’auto la possibilità di fuggire e bloccato il conducente, poi   dopo un breve inseguimento a piedi, sono riusciti ad acciuffare il secondo passeggero. I carabinieri, successivamente, hanno rinvenuto nell’auto la cassaforte rubata, ed hanno ispezionato i garage del complesso residenziale da dov’era uscita l’auto, notando davanti ad 1 di essi tracce del trascinamento dell’intera colonnina automatica. Alzando la saracinesca, rimasta socchiusa, gli investigatori hanno altresì recuperato il telaio della cassa ed alcuni attrezzi che erano serviti per asportarne  lo scrigno-blindato in essa contenuto e caricato sull’auto. I militari hanno identificato il proprietario  del garage, abitante nello stesso complesso, e provveduto a perquisirgli l’abitazione dove sono state trovate le chiavi della famosa Renault Clio parcheggiata a pochi metri dall’ingresso del residence. L’auto, restituita alla legittima proprietaria, le era stata rubata pochi giorni fa a San Giovanni La Punta. La refurtiva, circa 6.000 gli euro contenuti nella cassa automatica, dopo gli adempimenti di rito sarà restituita al proprietario del distributore.


CataniaLibrino, Polizia sequestra 8,5 kg marijuana e hashish. Attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere Librino. I tutori dell’ordine hanno svolto servizi straordinari nel piano d’azione denominato TRINACRIA, che hanno eseguito in collaborazione con personale del Reparto Volo di Reggio Calabria, del Reparto Prevenzione Crimine, dell’unità cinofile dell’U.P.G.S.P., equipaggi della Guardia di Finanza e Polizia Municipale. Le forze dell’ordine  recentemente hanno intensificato i servizi, così come disposto dal Questore di Catania, con l’avvio della stagione estiva. L’elicottero stava sorvolando il palazzo di viale Moncada nr. 5, con dispositivo di osservazione della Polizia di Stato sul luogo dell’operazione – la cui attività veniva incentrata su aree esterne, appartamenti e garages, con scrupolose perquisizioni a tappeto. Un  soggetto, ancora non meglio identificato, nella mattinata nel corso di mirati servizi nel cuore pulsante del quartiere Librino, ha ritenuto opportuno disfarsi di 2 borsoni, lanciandoli da un  balcone. Gli  agenti hanno rinvenuto nelle sacche piovute dal cielo,  oltre 5 Kg di marijuana e hashish, ancora perfettamente sigillati in pacchi per alimenti in sottovuoto. Secondo le nuove strategie di “economia aziendale” del quartiere, infatti, risulta meno dannoso disfarsi del bottino, per quanto costoso, piuttosto che farsi identificare e quindi incappare nelle maglie della giustizia.Ulteriori perquisizioni domiciliari sono scattate, quindi, con l’ausilio delle unità cinofili, nei garages e nelle pertinenze,   rinvenendo un ulteriore borsone, con oltre 3,5 Kg di marijuana e hashish, opportunamente murato in un intercapedine ma non per questo sfuggito all’infallibile fiuto di Jaugus e Vite, i cani antidroga.La merce rinvenuta, per un totale di oltre kg. 8.5, era imballata in singole confezione, dai gr. 200 al kg cadauno, non ancora porzionata per la vendita al minuto ed il cui valore commerciale, al dettaglio, è assai rilevante, quantificabile in circa  50.000€. Singolare il sistema di confezionamento della merce, in cellophane per alimenti, sottovuoto, con doppio imballaggio, il più esterno dei quali contenente verosimilmente polvere di caffè, tipico odore che disturba il fine olfatto dell’unità cinofila, ma che nella circostanza non è stata tratta in inganno. Ulteriori indagini sono in corso al fine di ricostruire l’organigramma della  piazza di spaccio e di individuare l’autore del lancio. L’intervento delle FF.OO., le cui diverse specialità hanno lavorato in perfetta sinergia, ha consentito, ancora una volta, di guastare i progetti dei pusher di zona  in occasione dei festeggiamenti del Ferragosto. Una squadra dell’ENEL, nella medesima circostanza, all’uopo richiesta, ha   verificato la posizione irregolare circa la fornitura di energia elettrica in 4 abitazioni, per gli inquilini è scattata la denuncia a piede libero per furto aggravato.


Catania Anticrimine sequestra beni Salanitro: influenza “Santapaola-Ercolano”.  Uomini della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Catania hanno dato luogo al sequestro di beni immobili e mobili registrati appartenenti ad un’impresa individuale nonché di denaro contante, per un valore oltre di 1.000.000€, in esecuzione del Decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di Luciano SALANITRO, 48enne, già noto, ritenuto orbitante nell’area di influenza dei “Santapaola-Ercolano”. Il sequestro, sulla scorta del supporto, scaturisce dalla proposta  avanzata dal Questore di Catania Marcello Cardona per l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale, nei confronti del SALANITRO. Le indagini patrimoniali, poste a fondamento della proposta ed estese anche al nucleo familiare, hanno acclarato una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati ed i beni acquisiti nel tempo sia dal SALANITRO che dai componenti del nucleo familiare. Gli investigatori alla luce di quanto  emerso, hanno chiesto il sequestro di 2 appartamenti in centro città, di 2 vetture e 2 moto, (una SMART, una MERCEDES classe A e 2 scooter SH 300), di 1 impresa individuale (l’esercizio di bar tavola calda e di somministrazione di alimenti e bevande denominato “Rivombrosa”, in Corso Vittorio Emanuele angolo via Plebiscito) e di numerosi conti correnti. Luciano SALANITRO era stato tratto in arresto, da ultimo il 18 ottobre 2012, quando la Squadra Mobile eseguì un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania che lo ritenne gravemente indiziato, in concorso con altri 4  soggetti, dei reati di associazione finalizzata alla produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.  Le risultanze investigative compendiate nell’Ordinanza, hanno acclarato che nel periodo dal 7 novembre 2011 al  1 febbraio 2012 Luciano SALANITRO, insieme a suoi familiari, avrebbe allestito una vera e propria “piazza di spaccio” in un cortile del centro storico, nei pressi dell’abitazione di alcuni dei consociati. Lo smercio della droga era gestito e organizzato con la precisa ripartizione dei ruoli da svolgere: dall’occultamento della cocaina, alla consegna; dalla ricezione e distribuzione del denaro provento dello spaccio al contatto con l’acquirente.  Le  riprese video eseguite dalla Polizia Giudiziaria nell’ambito delle indagini, hanno consentito di evidenziare come le singole attività di spaccio fossero espressione di un unico progetto. Al momento dell’arresto, nel corso di una perquisizione domiciliare, eseguita presso l’abitazione del SALANITRO, all’interno dell’armadio della camera da letto, fu rinvenuta e sequestrata un’ingente somma di denaro in contanti ammontante a 12.350€ (suddivisa in banconote di grosso taglio).2 moto nella circostanza furono sequestrati al soggetto.


Aci Castello -  CC ammanettano sorvegliato che  “sconfina” a mare. I Carabinieri della Stazione di Aci Castello (CT) hanno arrestato, nella flagranza  Francesco RIZZOTTI  35enne di Catania, per violazione delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno. La voglia di mare ha tradito il personaggio che, ieri pomeriggio, è stato fermato dai CC mentre, a bordo di auto ed in compagnia di altre persone, stava percorrendo la via Pezzana, sul lungomare di Aci Castello. L’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, è stato trattenuto in camera di sicurezza.


Bronte -  Ubriaco molesta  avventori Pub, si scaglia contro CC intervenuti, 1 ai domiciliari. Si tratta di Placido CORICA 38enne. I  Carabinieri della Compagnia di Randazzo (CT) ieri notte, a Bronte (CT), in via Madonna di Loreto,  hanno arrestato ai domiciliari, nella flagranza,  il 38enne, per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire le proprie generalità e lesioni aggravate sotto l’effetto di sostanze alcoliche. Il personaggio,  nei pressi del noto Pub “CATOIO”, locale frequentato dalla movida brontese,  alle ore   1:00 circa, è andato il escandescenza. Il  proprietario e gestore del locale, tramite il 112, ha  chiesto l’intervento dei Carabinieri per la presenza di una persona in stato di ubriachezza molesta che, a suo dire, stava disturbando gli avventori del locale. L’equipaggio della gazzella non appena giunto sul posto, ha avuto difficoltà ad identificare l’ebbro che, alla richiesta dei documenti, non ha esitato ad aggredire a calci e pugni i militari. I carabinieri, dopo una violenta colluttazione, sono riusciti a bloccare ed ammanettare il soggetto. L’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, è stato posto ai domiciliari.


Catania –  2 studenti tentano saccheggio scuola infanzia a Pigno, presi. L’allarme telefonico era giunto in Sala operativa intorno alle 16.00 di ieri, ed è stato sufficiente a far sorprendere con le mani nel sacco i due giovani malfattori che hanno saccheggiato la scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo Cardinale Dusmet del quartiere “Pigno”. La Volante di zona ha fatto in tempo a cogliere i maldestri nell’atto di scavalcare la cinta muraria della scuola. I 2 soggetti appena hanno visto i poliziotti, sono scappati in direzioni opposte, cercando di sorprendere gli uomini in divisa. L’equipaggio si è messo alle calcagna di T.G., un minorenne, studente (che a scuola entra per rubare!) il quale, pur correndo a più non posso, non è riuscito a scrollarsi dei due poliziotti che, alla fine l’hanno costretto a rifugiarsi in un cortile. Il giovane ha capito che non c’era scampo e si è consegnato alla Polizia, indicando il luogo dove aveva riposto il computer, completo di monitor, tastiera e mouse, che poco prima aveva asportato dall’Istituto scolastico. I poliziotti insieme al Dirigente scolastico, hanno proceduto all’ispezione della scuola, dove hanno verificato che i due avevano scardinato 1 finestra, senza riuscire a rubare altro che il P.C. che è stato immediatamente restituito. Il giovane arrestato è stato condotto presso il Centro di Prima Accoglienza di via R. Franchetti di Catania.


CataniaViolazioni, sorvegliato speciale fermato in moto. I Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante hanno arrestato ai domiciliari nella flagranza, Maurizio VIRRUSO   41enne di Catania, per inosservanza degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno. I militari del Nucleo Operativo,  stanotte, in Via PLAJA a San Cristoforo, impegnati in un servizio anticrimine,   hanno bloccato il personaggio alla guida di una moto  senza la patente di guida ritiratagli al momento dell’irrogazione della misura preventiva. L’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, è stato relegato ai domiciliari.


Catania - Evasione dai domiciliari, 1 in carcere. I Carabinieri della Stazione di PLAJA hanno arrestato  Pasqualino NAPOLI 23enne, di Catania, in esecuzione di un provvedimento di aggravamento della misura cautelare emesso dal Tribunale di Catania. I giudici, recependo in toto le informative dei CC, che puntualmente hanno sanzionato le violazioni della misura restrittiva cui era sottoposto il giovane catanese  ed hanno deciso di aggravarne la misura cautelare ordinandone l’arresto e la reclusione nel carcere di Piazza Lanza.


Randazzo  CT -   49enne denunciato per detenzione e porto illegale di coltello a serramanico. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Randazzo hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Catania un 49enne, di Giarre, gravato da pregiudizi penali, per detenzione e porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. Una  gazzella dell’Arma, di sera  durante un servizio di controllo della circolazione stradale, in una via del centro di Randazzo ha imposto l‘Alt ad una Ford Mondeo con 2 individui a bordo. il 49enne, che era passeggero, è stato trovato in possesso di 1 coltello a serramanico, della lunghezza di 17 cm., che è stato sequestrato.


Gravina di Catania - Aggredisce e minaccia di morte i genitori, bloccato dai CC.  I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Gravina di Catania hanno arrestato un 24enne, di Tremestieri Etneo, per maltrattamenti in famiglia. Il giovane di sera, mentre si trovava a casa, per futili motivi, ha iniziato a litigare col padre e la madre, ed in preda all’ira ha prima inveito e poi aggredito e minacciato, i  congiunti costringendoli a barricarsi dentro una stanza. I vicini udite le urla e le richieste di aiuto dei genitori hanno chiamato il 112. Una gazzella è immediatamente intervenuta ed ha bloccato il 24enne in un evidente stato di agitazione mentre era intento a sfondare la porta dove vi erano i famigliari. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Santa Maria di Licodia  CT 2 col metal detector arraffano monete antiche in sito archeologico.   I Carabinieri  hanno beccato i 2 in Contrada Civita di Santa Maria di Licodia (CT) mentre, con tanto di “metal detector” e “badili”  cercavano reperti antichi  all’interno di un sito archeologico riconosciuto dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania. I due pensionati, 68enne e 65enne, previa perquisizione domiciliare,  sono stati trovati in possesso di ben 122 monete antiche (di cui esiste un florido commercio illegale) di presumibile valore storico-culturale. L’attrezzatura e le monete sono state sequestrate  e debitamente repertate, saranno sottoposte alla perizia della soprintendenza per stabilirne il conio.  Ricettazione e Violazione in materia di ricerche archeologiche i reati contestati ai provetti “Indiana Jones”.


Catania Sparatoria in centro :  1 manette.  Agenti della Squadra Mobile, ieri su delega della Procura della Repubblica di Catania,  hanno dato esecuzione ad Ordinanza Custodia Cautelare in Carcere, emessa il  1 agosto 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, traendo in arresto il catanese Rosario PRIVITERA 24enne già noto. Il personaggio è ritenuto responsabile dei reati di lesioni aggravate, porto illegale di arma comune da sparo e minacce aggravate. La misura cautelare compendia gli esiti di attività investigativa, anche di tipo tecnico, coordinata dalla Procura della Repubblica ed eseguita dagli uomini della Sezione “Reati contro la Persona” a seguito del ferimento di P.A.D. avvenuto la notte del  7 giugno scorso in via Santa Maria del Rosario. Il personaggio era stato attinto da 1 colpo d’arma da fuoco che provocò una ferita alla caviglia destra, giudicata guaribile in giorni 15. Gli investigatori della Mobile, la notte del 7 giugno scorso,  tra sabato e domenica, avvertiti dalla Sala Operativa che vi era stata una sparatoria in via Santa Maria del Rosario, stradina del centro storico cittadino.  Le  acquisizioni testimoniali hanno permesso ai poliziotti di chiarire che tra le 1.30 e le 2.00 di notte un individuo, dopo aver aggredito senza un motivo apparente una ragazza in via Santa Maria del Rosario, colpendola con un pugno alla testa che le cagionava lesioni giudicate guaribili in gg.4, a seguito della reazione delle stessa e di altra giovane donna ivi presente, si allontanava facendo ritorno sul posto, qualche minuto più tardi, armato di pistola. Il soggetto, dopo aver minacciato le due donne puntando loro in viso una pistola semiautomatica, a seguito dell’intervento in loro difesa di P.A.D., che si era frapposto, aveva esploso 1 colpo che attingeva la vittima alla caviglia. Gli investigatori procedendo a setacciare in maniera certosina le telecamere di video-sorveglianza di alcune attività commerciali e dalla visione dei filmati emergeva che in orario coincidente con quello indicato dai testimoni un’auto  BMW si era allontanata dalla zona per poi farvi rientro alcuni minuti più tardi. L’auto in questione risultava intestata a PRIVITERA, soggetto che già noto per reati contro il patrimonio e che in diverse circostanze era stato fermato proprio alla guida del mezzo. Le attività tecniche, non disgiunte dal certo riconoscimento fatto da alcuni astanti e dalle vittime, hanno consentito di acquisire univoci e concordanti elementi di responsabilità a carico di PRIVITERA in ordine al fatto delittuoso. Espletate le formalità di rito, PRIVITERA è stato associato presso il Carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania - DIA  sequestra beni Morabito 500 mila €. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito nella mattinata un decreto di sequestro beni, emesso ai sensi delle vigenti disposizioni antimafia dal locale Tribunale – Sez. Penale M.P. –,  nei confronti di Roberto MORABITO ritenuto contiguo al clan Santapaola del gruppo di Picanello.  Il personaggio, già condannato  in via definitiva per tentato omicidio e per una serie di rapine commesse tra Catania ed alcune città della Toscana, con sentenza  del 10 giugno 2013 dalla 2^ Sezione del  Tribunale di Catania – , è stato condannato alla pena complessiva di 9 anni e 8 mesi di reclusione per estorsione, usura e installazione di apparecchiature atte ad intercettare ed impedire conversazioni telegrafiche e telefoniche. Con il decreto è stato disposto il sequestro di 1 elegante villa nel centro cittadino, di 2 autovetture di grossa cilindrata, nonché rapporti bancari, per un valore stimato in oltre 500.000,00 euro. Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale, delegate dalla locale D.D.A. - espletate dal C.O. D.I.A. di Catania diretto dal Primo Dirigente della P. di S. dott. Renato PANVINO -, hanno evidenziato profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto dal MORABITO e dai suoi familiari, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di una illecita acquisizione patrimoniale. Il sequestro del patrimonio di Roberto MORABITO, trae la sua genesi dall’applicazione delle norme giuridiche vigenti di contrasto alla criminalità organizzata, testimonia certamente una costante attenzione all’evoluzione del fenomeno mafioso da parte della Magistratura in stretta collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia. L’attività del Centro Operativo di Catania, incentrata sul c.d. principio di “doppia azione”, mira non soltanto a contrastare il fenomeno mafioso assicurando alla giustizia i partecipanti ai sodalizi criminali, ma anche a livello patrimoniale, al fine di spogliare di qualunque risorsa i sodalizi criminali depotenziando l’intera organizzazione.


Catania – Carabinieri arrestano  alla Playa donna ricercata per estorsione e favoreggiamento prostituzione, ricattarono politico. I  Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ragusa e quelli della Compagnia Carabinieri di Catania – Fontanarossa nella mattinata hanno rintracciato ed arrestato la latitante cittadina rumena Janina MARIN 30enne, colpita da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Ragusa (dr. Giampiccolo) su richiesta dell’allora P.M. dott.ssa Serena Menicucci della locale Procura della Repubblica, per i reati di tentata estorsione in concorso e favoreggiamento della prostituzione. Per tale vicenda, già nel mese di febbraio 2015, gli stessi Carabinieri di Ragusa, avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Salvatore IACONO 64enne di Vittoria, imprenditore agricolo incensurato, accusato degli stessi reati. Janina MARIN, che con lo stesso provvedimento risultava destinataria della misura della custodia cautelare in carcere, nella circostanza era riuscita a rendersi irreperibile, poiché aveva fatto ritorno nel suo paese d’origine ossia in Romania. Le ricerche da parte dei militari di Ragusa da allora, però non si sono mai interrotte e la stessa risultava latitante internazionale poiché colpita anche da Mandato d’Arresto Europeo che, in caso di rintraccio, avrebbe consentito il suo arresto in Romania. I  militari, comunque, non hanno dovuto recarsi fino a tale paese poiché, monitorando gli spostamenti di Janina MARIN, sono riusciti a capire che la stessa si sarebbe recata a far visita a suo fratello George, che si trova ristretto agli arresti domiciliari a Catania, in un’abitazione in località Playa, per gli stessi fatti per i quali anche lei  è stata arrestata. I Carabinieri della Compagnia di Catania – Fontanarossa, per tale motivo, su indicazione dei militari di Ragusa, durante un normale controllo di George MARIN per verificare il rispetto da parte dello stesso della misura degli arresti domiciliari cui si trova sottoposto, hanno fatto accesso all’abitazione trovando in casa anche la sorella Janina, che veniva quindi arrestata. Le indagini che hanno condotto all’arresto dei due componenti della famiglia MARIN, venivano avviate negli ultimi mesi dell’anno 2013, quando un imprenditore di Vittoria ed allora esponente di un partito politico, dopo aver avuto un rapporto sessuale con giovani donne dell’est europeo, contattate tramite una bacheca di annunci on-line, rimaneva vittima di un’estorsione poiché, durante il rapporto, gli venivano scattate delle fotografie compromettenti e, per impedirne la divulgazione delle stesse, in più tranche, gli veniva richiesta la somma complessiva di  100.000€, da consegnare nell’arco di un mese. Il politico, capendo di essere rimasto intrappolato in un ricatto da cui non sarebbe più riuscito a venire fuori, aveva deciso di sporgere denuncia presso i Carabinieri che, immediatamente, avevano avviato le indagini per individuare gli autori del fatto.  Gli investigatori, a seguito dell’ennesima richiesta di pagamento di una somma di denaro per impedire la divulgazione delle foto, con l’accordo della vittima, il  19 dicembre 2013, avevano organizzato un servizio di osservazione finalizzato a fermare gli estortori proprio nel momento in cui ritiravano una busta con il denaro richiesto. Il  servizio sortì gli effetti sperati, poiché furono arrestati in flagranza del reato di estorsione in concorso i cittadini rumeni George MARIN e Veronica HODOROG, sorpresi mentre stavano ritirando dal posto convenuto la busta depositata dalla vittima e in cui avrebbe dovuto trovarsi la somma di denaro richiesta che, solo come 1^ tranche del totale, doveva essere di 2.000/3.000 €. Le indagini proseguirono, al fine di accertare se altri erano rimasti vittime dello stesso tipo ricatto e se vi erano altri soggetti coinvolti nella vicenda. Gli investigatori dai successivi accertamenti, svolti anche monitorando le bacheche di annunci on-line esistenti sul web e relativi alla provincia di Ragusa, hanno evidenziato che vi erano una serie di giovani donne, tutte di nazionalità rumena, dedite alla prostituzione, che adescavano i loro clienti tramite tali annunci e dalle indagini emerse pure che l’attività di meretricio veniva esercitata all’interno di alcune abitazioni   nel comune di Comiso.


CataniaCollaboratori, luce su omicidio Rosario Sciuto: CC eseguono ordinanza per 3 Marino. Il delitto fu compiuto il 21 novembre 2011.  Carabinieri del Comando Provinciale di Catania il 23 luglio 2015, hanno eseguito 3 provvedimenti restrittivi nei confronti di Raffaele MARINO, 48enne, e dei suoi figli Gaetano 24enne, ed Alessio 19enne, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto abusivo di armi. L’operazione è nata dalle indagini sviluppate dai Carabinieri di Catania, sotto la direzione della locale Direzione Distrettuale Antimafia, supportate da attività tecniche e dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, fra i quali Fabrizio Nizza,  ritenuto “responsabile” del gruppo di “Cosa Nostra” catanese operante nel quartiere di Librino fino alla data del suo arresto, avvenuto l’8 febbraio 2012, Davide Seminara, “luogotenente” del Nizza, Salvatore,Cristaudo organico al summenzionato sodalizio criminale, e Giuseppe Scollo, capo della compagine santapaoliana operante a Lineri. Le indagini hanno permesso ai militari dell’Arma di ricostruire la dinamica dell’omicidio di Rosario Sciuto, inteso U sucaro, organico al clan Mazzei, e di individuarne il presunto l’autore in Gaetano MARINO, il quale la sera del 21 novembre 2011 avrebbe atteso Sciuto nell’androne dello stabile di Viale Moncada 13 dove viveva ed avrebbe esploso al suo indirizzo 10 colpi di cal.38 di cui 1 alla testa come “colpo di grazia”.  Il Marino si sarebbe determinato all’azione in quanto lo Sciuto non solo sarebbe stato un concorrente nella gestione di una lucrosa piazza di spaccio di Librino ma anche perché si sarebbe opposto alla relazione sentimentale che questi aveva con la figlia. I carabinieri, nel corso dell’attività hanno  raccolto elementi che hanno consentito di contestare ai tre anche il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso in quanto ritenuti organici alla famiglia “Santapaola-Ercolano”.


CataniaDIA confisca beni 2 mln €, famiglia VACANTE, suocero Santapaola. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito un Decreto di confisca di beni, a Catania e provincia, nei confronti di Roberto VACANTE   video sequestro 52enne più volte condannato in via definitiva per il reato di associazione mafiosa, poiché ritenuto elemento di spicco del clan “SANTAPAOLA”, ad esso legato da vincoli di parentela.  Roberto VACANTE è coniugato con Irene Grazia SANTAPAOLA, figlia di Salvatore SANTAPAOLA (deceduto il 3 gennaio 2003), fratello di Benedetto SANTAPAOLA, ritenuto rappresentante provinciale dell’organizzazione Cosa Nostra. Il provvedimento ha  disposto la confisca di 2 ville, 1 impresa di gestione di impianti sportivi e disponibilità bancarie per un valore complessivo di circa 2 milioni €, e la sottoposizione del VACANTE alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. per la durata di 2 anni e 6 mesi, con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale, delegate dalla locale D.D.A. - espletate dal Centro Operativo D.I.A. di Catania, diretto dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato PANVINO, hanno permesso di individuare una serie di beni che, benché formalmente intestati ai suoi congiunti prossimi, sono stati ritenuti effettivamente riconducibili alla titolarità del personaggio  attraverso l’intestazione degli stessi alla propria moglie Irene Grazia SANTAPAOLA ed al fratello Giancarlo VACANTE. Il Centro Operativo D.I.A. di Catania, diretto dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato PANVINO ha accertato la capacità reddituale del VACANTE e del suo nucleo familiare nell’arco temporale compreso tra il 1988 e il 2013, il cui esito ha evidenziato forti profili sperequativi tra i proventi dichiarati e il patrimonio posseduto. Da qui la presunzione, accolta dal Tribunale, di un’illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’inserimento del VACANTE nell’ambito del clan “SANTAPAOLA”. Il Centro Operativo D.I.A. di Catania, diretto dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato PANVINO   altresì rammenta che l’adesione di Roberto VACANTE al consesso mafioso SANTAPAOLA, deve farsi risalire sin dagli inizi degli anni ‘90, allorquando nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “VEGA”, venne tratto in arresto con altri 33 coindagati tutti appartenenti al clan “SANTAPAOLA”, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, poiché ritenuto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni, rapine usura ed omicidi. Il personaggio veniva nuovamente tratto in arresto il  7 dicembre 2000, nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “ZEFIRO”, con altri 8 soggetti tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni ed al gioco d’azzardo. Roberto VACANTE è stato, altresì, tratto in arresto il   9 ottobre 2007, nell’ambito dell’operazione di P.G. convenzionalmente denominata “ARCANGELO”, condotta dal Centro Operativo di Catania, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, in quanto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di traffico di stupefacenti ed estorsioni. La sua intraneità all’organizzazione mafiosa “SANTAPAOLA-ERCOLANO” è stata inoltre  confermata dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Roberto VACANTE annovera 2 condanne, con sentenze passate in giudicato, per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. La prima sentenza di condanna a  2 anni  e 10 mesi di reclusione, emessa dalla Corte d’Appello di Catania il   22 gennaio 2003, definitiva il 7 febbraio 2003, ha affermato la responsabilità in ordine all’appartenenza all’associazione a delinquere di stampo mafioso denominata “ERCOLANO-SANTAPAOLA” a far data dal 1996. Una successiva pronuncia di condanna alla pena di 6 anni di reclusione, all’esito del procedimento “ARCANGELO”, giusta sentenza del G.U.P. di Catania del 9 febbraio 2009, per fatti accertati fino al novembre 2005, parzialmente riformata dalla Corte di Appello di Catania con sentenza del 14 luglio 2010, definitiva il 27 gennaio 2012, con la quale la pena è stata ridotta ad 1 anno di reclusione.


Catania Librino: CC scoprono arsenale e bloccano 1 per droga. I carabinieri stavano svolgendo un servizio straordinario di controllo del territorio. I militari hanno scoperto l’arsenale tra la vegetazione  in un terreno abbandonato. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa di sera, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nel popolare quartiere Librino, scandagliando e controllando in particolare diversi spazi condominiali, aree e terreni adiacenti ai palazzoni in Viale Grimaldi. I  militari, durante il servizio, hanno rinvenuto, abilmente occultate tra la vegetazione in un’area abbandonata ed incolta adiacente al civico 7, un vero e proprio arsenale:  1 fucile mitragliatore Thompson Submachine  Gun cal. 45, con relativo caricatore e munizioni e senza, (mitra statunitense impiegato dalle forze armate durante la seconda Guerra Mondiale ed altri conflitti, particolarmente apprezzato per l’elevata potenza di fuoco ed il potente calibro del proiettile), all’arma è stato eliminato il calciolo per renderla più maneggevole, 1 pistola Beretta cal. 7,65, con caricatore, 1 pistola Revolver  F. Tettoni Brescia mod. 1916 cal. 10,35 e  270 cartucce  di vario calibro, che sono stati sequestrati. Le armi, in  buono stato d’uso e conservazione, sono inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per  le gli accertamenti tecnico balistici del caso e per stabilire se le stesse siano state utilizzate in eventuali eventi criminosi. I  militari nel contesto dello stesso servizio hanno arrestato ai domiciliari Daniele ROSSELLO, 21enne, già sottoposto ai domiciliari, per evasione e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.  Il giovane è stato notato, sulla pubblica via,  al civico 10 di Viale Grimaldi mentre stava  cedendo delle bustine ad un occasionale avventore. Il fermato è stato bloccato è perquisito e trovato in possesso di 34 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 34 grammi, 4 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 1,6 grammi, e la somma contante di 10 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio, che sono state sequestrate.  L’arrestato è stato posto nuovamente ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fontanarossa hanno arrestato Daniele ROSSELLO  22enne di Catania, in esecuzione di un provvedimento di aggravamento della misura cautelare emesso dal Tribunale di Catania. I giudici, recependo le informative dei CC, che puntualmente hanno sanzionato le violazioni della misura restrittiva cui era sottoposto il giovane catanese,  hanno deciso di aggravarne la misura cautelare ordinandone l’arresto e la reclusione nel carcere di Piazza Lanza.


Catania 18enne teneva pistola e mitraglietta, munizioni e droga.  I Carabinieri della squadra “Lupi” del Nucleo Investigativo hanno arrestato Giuseppe LA ROCCA, 18enne, catanese, per detenzione illegale di armi clandestine e munizioni e detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti.  I  militari, ieri mattina, durante un servizio di controllo del territorio atto a prevenire e reprimere reati in genere, transitando per via Capo Passero 8 hanno notato il giovane in prossimità dell’ingresso della palazzina al civico 8 con un atteggiamento sospetto, che stava muovendosi con agitazione tra l’ingresso ed un piccolo terreno con un canneto adiacente al palazzo. I Carabinieri a questo punto sono intervenuti bloccando il giovane e procedendo ad una perquisizione nel canneto rinvenendo 1  busta contenente avvolte in uno strofinaccio 1 mitragliatrice Sturm Ruger & Co.Inc., cal. 223, con matricola abrasa, 1 pistola Browning, cal. 6,35, con matricola abrasa, completa di caricatore ed 1 confezione contente 6 cartucce, marca Fiocchi, calibro 12 caricate a pallettoni.  La  perquisizione successiva, in quella palazzina, nell’abitazione del giovane ha permesso ai militari di rinvenire, abilmente  occultati in un’anta dell’armadio della sua stanzetta, 96 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 67 grammi, 26 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 10 grammi e 4 cartucce, marca Fiocchi, calibro 12 caricate a pallettoni uguali a quelle rinvenute nel canneto. Le armi, che erano tenute in buono stato d’uso ed efficienti,  sono state sequestrate con la munizioni e droga ed  inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli accertamenti tecnico balistici del caso atti a stabilire anche se siano state utilizzate in eventuali eventi criminosi. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Udine - Violazione obblighi assistenza familiare: carcere per pena definitiva. I Carabinieri della Stazione di Bronte hanno arrestato Giuseppe LONGHITANO 51enne, del luogo, in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Udine.  Il personaggio, condannato a 7 mesi di reclusione, poiché ritenuto responsabile della violazione degli obblighi di assistenza familiare, reato commesso ad Udine nel 2007, dovrà scontare la pena nel carcere di Catania Piazza Lanza dov’è stato rinchiuso.


Catania –  DIA Catania confisca beni a Navanteri per 500.000€. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito, in territorio di Vizzini CT, Francofonte SR e Teglio SO, su decreto emesso dal Tribunale di Siracusa, Sezione Penale, la confisca di beni immobili riconducibili a  Salvatore NAVANTERI video  , ritenuto elemento di spicco del clan mafioso “Nardo”. Si tratta di beni immobili del valore complessivo di circa 500.000€. La proposta di sequestro era stata inoltrata dal Direttore della D.I.A., su indagini ed accertamenti patrimoniali svolti dal Centro Operativo di Catania, che ha accertato l’assenza in capo al NAVANTERI di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti effettuati nel corso degli anni.


CataniaCursoti, DIA cattura ricercato Paolo Balsamo. A conclusione di una articolata attività di indagine dipanatasi mediante l’utilizzo delle attività tecniche e pedinamenti, uomini della D.I.A. di Catania, e di Torino e supportati dalla Sezione Operativa di Catanzaro, hanno tratto in arresto a Rossano (CS) il ricercato Paolo BALSAMO  video 49enne, ritenuto pericoloso elemento di spicco del clan dei Cursoti. Il personaggio era stato condannato alla pena di anni 30 per associazione mafiosa ed omicidio. I dettagli illustrati nel corso della conferenza stampa presso il Centro Operativo D.I.A.Peraltro, sullo stesso gravava un provvedimento di cumulo pene emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania. BALSAMO è stato rintracciato a Rossano (CS), in viale Santangelo, in prossimità della Stazione Ferroviaria, a bordo di un’autovettura Fiat Punto, di proprietà di una delle due donne in compagnia delle quali è stato fermato. La cattura del ricercato è avvenuta a seguito di numerosi e prolungati servizi di osservazione protrattisi a Rossano sin dalle prime ore del mattino del 14 luglio, effettuati contestualmente ad attività tecniche. Il  ricercato all’atto della cattura si stava facendo accompagnare presso la vicina stazione per allontanarsi dalla città di Rossano, ma vistasi preclusa ogni possibilità di fuga dagli uomini della DIA, non ha opposto  resistenza    facendosi trarre in arresto. Paolo BALSAMO, alias Sucasangu-Buttafuoco, è ritenuto appartenente al clan catanese dei “Cursoti”, si era reso irreperibile il   16 giugno 02015, non facendo rientro presso la struttura carceraria di Bologna, al termine del turno di lavoro che avrebbe dovuto espletare quale operatore volontario presso la cooperativa sociale “Sammartini” nella città emiliana,  in conseguenza del regime della semi-libertà cui era stato ammesso. Gravato da numerosi   precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, reati concernenti le armi e le sostanze stupefacenti, subiva diversi attentati alla sua vita ad opera delle avverse organizzazioni criminali etnee e veniva, di contro, condannato dalla Corte d’Assise di Appello di Catania, nel 2002, alla pena di 30 anni di reclusione per l’omicidio di Carmelo MURABITO, strangolato il 21 gennaio 1991 con un filo del telefono e poi bruciato. L’omicidio sarebbe maturato nell’ambito di una guerra di mafia che vide contrapposti i clan “Laudani” e “Cappello”. Il soggetto era ritenuto dagli investigatori organico negli anni 80, fino al 1991, al clan “Pillera-Cappello”, e poi sarebbe transitato   nel clan dei “Cursoti”, in particolare in una frangia capeggiata da Rosario PITTARÀ, Antonio GIUSTOLISI e Salvatore PRIVITERA, alleati con i “Cursoti” Milanesi del noto Jimmy MIANO. Più volte, nel corso del 1991, Paolo BALSAMO avrebbe manifestato l’intenzione di collaborare con l’Autorità Giudiziaria di Catania, mostrandosi tuttavia inaffidabile e sottraendosi in più occasioni al programma di cui fruiva. BALSAMO al termine delle formalità di rito è stato condotto presso la casa circondariale di Cosenza a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.


Catania -  Cosca Scalisi: estorsione, polizia esegue 8 misure cautelari.

La Polizia, su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania,   ha dato   esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 8 persone ritenute responsabili, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso - cosca Scalisi, estorsione, con l’aggravante di essere l’associazione armata. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato P.S. di Adrano ed hanno consentito di decapitare i vertici dell’organizzazione mafiosa Scalisi, operante nel comprensorio di Adrano, alleata della famiglia Laudani di Catania.   I particolari dell’operazione illustrati nel corso di una conferenza stampa presso gli uffici della Procura della Repubblica di Catania in viale XX Settembre.All’alba di oggi, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa in data 9.7.2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di: Giuseppe SCARVAGLIERI, 46enne, inteso “Pippu ‘u zoppu”, già noto, già detenuto per altra causa;Pietro MACCARRONE, 45enne, inteso “Fantozzi”, già noto, Sorvegliato Speciale di P.S.;Francesco COCO, 37enne, inteso “Ciccio mafia ”, già noto, già detenuto per altra causa;Alfio DI PRIMO, 47enne, inteso “Pisciavino”, già noto, già detenuto per altra causa;Pietro SEVERINO, 57enne, inteso “ ‘u Trummutu”, già noto, già detenuto per altra causa;Gaetano DI MARCO, 52enne, inteso “Caliddu”, già noto;Massimo DI GUARDIA, 28enne, già noto, già detenuto per altra causa;Davide DI MARCO, 27enne, già noto, già detenuto per altra causa. I personaggi sono ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, con l’aggravante di essere l’associazione armata, e Gaetano DI MARCO anche di tentata estorsione. La misura cautelare accoglie gli esiti di attività di indagine di tipo tecnico, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed eseguita dalla Squadra Mobile - Sezione Criminalità Organizzata e dal Commissariato di P.S. di Adrano, nei confronti dell'organizzazione mafiosa Scalisi, operante in territorio di Adrano (CT), alleata della famiglia catanese Laudani. Le indagini, erano state avviate nel mese di maggio 2011 e si erano concluse  nell'aprile 2012, ed  hanno permesso ai tutori dell’ordine di monitorare le dinamiche interne alla cosca, che aveva subito un duro colpo a seguito dell'operazione di Polizia "Terra Bruciata", condotta il 29 aprile 2009 dagli uffici di Polizia, in esecuzione a due distinti provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, nei confronti rispettivamente di 12 affiliati del clan Santangelo e di 15 affiliati del clan Scalisi. Le investigazioni hanno attestato come il presunto boss Giuseppe SCARVAGLIERI, sebbene detenuto, continuasse a mantenerne la leadership dettando le disposizioni per mantenere il controllo delle attività illecite nel comprensorio adranita. Proprio il  detenuto, visto che le indagini avevano coinvolto direttamente anche la madre Carmela SCALISI, il fratello Antonio SCARVAGLIERI ed altri congiunti, nonché i soggetti più rappresentativi della consorteria criminale, aveva maturato un cambio di strategia, preferendo mantenere defilati dalla gestione del sodalizio i propri familiari. Il soggetto avrebbe per tale motivo designato, quale responsabile operativo, Giuseppe SANTANGELO  - deceduto per cause naturali il 20 agosto 2014 - il quale, in attesa della scarcerazione, avrebbe goduto dell’appoggio di altri soggetti tra cui Gaetano DI MARCO il quale, in attesa della scarcerazione del Santangelo, ‘figlioccio’ di Scarvaglieri, era diventato il referente del gruppo.  Le indagini hanno evidenziato lo stato di fibrillazione presente in seno al gruppo, dovuto proprio all’assenza momentanea di un leader all’altezza di reggerne le fila, motivo per il quale la stessa famiglia Laudani di Catania era direttamente intervenuta affiancando al Di Marco un proprio referente. Tra i destinatari della misura figurano Pietro MACCARRONE, ritenuto dagli inquirenti attuale reggente della cosca, ed altri elementi di rango apicale quali Pietro SEVERINO e Francesco COCO, nonché  Gaetano DI MARCO e Alfio DI PRIMO. I poliziotti, nel corso delle indagini hanno individuato un tentativo di estorsione in danno di un imprenditore impegnato nei lavori di risistemazione della S.P. 231, il quale aveva subito il danneggiamento di un mezzo meccanico di proprietà dell’azienda, in relazione al quale il   28 dicembre 2011 erano stati tratti in arresto, in flagranza di reato, Davide DI MARCO e Massimo DI GUARDIA. L’operazione è stata denominata “Time-Out”.


Catania - Marinaio picchiato e rapinato appena uscito da discoteca, CC 4 arresti.  Il giovane aveva trascorso una  serata al BANACHER.  I Carabinieri della Stazione di Aci Castello (CT) hanno arrestato, in flagranza,  Cristian Danilo RIELA 22enne, G.G., 21anni, T.G., 24anni e B.C., 34anni, tutti abitanti nel quartiere di Librino a Catania, ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso. Le disavventure per il giovane marinaio 22enne, sono iniziate intorno alle 04:30 di  stanotte quando, dopo una serata trascorsa a ballare al “BANACHER” ad Aci Castello, è uscito nel parcheggio del locale ed ha trovato la sua auto danneggiata. Il giovane marinaio rivolgendosi al posteggiatore ha chiesto delle spiegazioni. Alcuni giovani, posti a pochi metri, si sono intromessi nella discussione e minacciando il marinaio   gli dicono di non fare storie e di andarsene. Il militare, impaurito,  è salito sulla sua auto ed allontanandosi ha chiamato il 112 raccontando l’accaduto. Il giovane, mentre stava percorrendo la SS 114 in direzione di Acireale, all’altezza del ristorante “Manteca”, è stato raggiunto da una Lancia Y con a bordo 4 individui, gli stessi che poco prima lo avevano intimidito, che,  scesi dalla loro macchina,  l’hanno “pestato” letteralmente sottraendogli una banconota da 50 euro e lo Smartphone. I maldestri, risaliti in auto sono fuggiti in direzione di Catania. La  pattuglia dell’Arma pochi secondi è sopraggiunta e, sentita la vittima, a sirene spiegate si è posta all’inseguimento dell’auto dei rapinatori, intercettata e bloccata nei pressi del Motel Agip di OGNINA. Uno degli occupanti ha cercato di disfarsi dello Smartphone depredato ma i carabinieri si sono accorti della mossa e l’hanno recuperato sotto un auto lì parcheggiata. I maldestri sono stati perquisiti e trovati in possesso di banconote dello stesso taglio di quella rapinata. Il militare, medicato al pronto soccorso dell’Ospedale Cannizzaro, è stato giudicato guaribile in 15gg  per “trauma cranio-facciale”. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Catania Piazza Lanza, così come disposto dal magistrato di turno.  

Catania  -  Procuratore Salvi saluta militari Comando Provinciale.Il Procuratore della Repubblica di Catania, Giovanni Salvi, in procinto di assumere il nuovo incarico a Roma quale Procuratore Generale presso la Corte di Appello ha salutato i Carabinieri della Provincia di Catania presso la sede di Piazza Giovanni Verga. L’alto magistrato nella circostanza ha sottolineato i traguardi operativi  in tema di lotta alla criminalità organizzata e comune raggiunti nei quattro anni della sua direzione cosi come l’impegno costante dimostrato dai presidi dell’Arma soprattutto nei territori dove questi costituiscono unica presenza dello Stato. Il  Comandante Provinciale Alessandro Casarsa ha rivolto un sentito grazie al Procuratore per la costante opera di indirizzo che ha consentito ai Carabinieri di lavorare con proficuità anche nel settore relativo alla gestione della documentazione di polizia giudiziaria fortemente rimodulato e snellito nelle procedure.


Catania  - Furto dati ed estorsione via internet: Polizia Postale scopre attività virus “Cryptolocker”. Le numerose segnalazioni che giungono dagli internauti su questo nuovo virus che imperversa ormai da un po’ di tempo sul web, ha indotto la Polizia di Stato ad aumentare le misure di prevenzione attraverso ogni strumento utile a garantire la sicurezza di chi naviga in Rete. La  Polizia Postale e delle Comunicazioni in tale contesto, ha concluso, proprio in queste ultime ore, un’operazione che ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale per associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo informatico, estorsione on line e riciclaggio degli illeciti proventi realizzati mediante la diffusione del virus “Cryptolocker”, di cui sono rimaste vittima privati cittadini ma anche aziende, private e pubbliche. Le  denunce ricevute dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni da parte di enti pubblici, imprese e liberi professionisti che sono rimasti vittima del virus in provincia di Catania, sono diverse : oltre 20 da gennaio ad oggi con ingenti danni alle attività. Molti e diversi casi registrati anche nelle province di Messina, Ragusa e Siracusa. Lo scenario è il seguente: l’ignaro utente riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce indicazioni su presunte spedizioni a suo favore oppure contenente un link relativo ad un acquisto effettuato on line a anche da altri servizi. Cliccando sul link oppure aprendo l’allegato (solitamente un documento pdf), viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie dei computer, anche di quelli eventualmente collegati in rete. Il  ricatto dei criminali informatici a questo punto si realizza  e richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in Bitcoin a fronte del quale ricevere via e-mail un programma per la decriptazione. Il Bitcoin è una moneta virtuale, esprimibile con un numero a 8 cifre decimali. Non esiste un'autorità centrale che la distribuisce e che ne traccia le transazioni in quanto le operazioni sono gestite collettivamente dal network attraverso dei siti c.d. exchanger che rilasciano monete virtuali incamerando moneta proveniente da carte di credito o altri strumenti elettronici di pagamento, ossia codici che a loro volta possono essere convertiti in denaro contante). Il valore di un BTC è stabilito dal mercato, come per ogni altro bene (attualmente 1 BTC corrisponde a circa 217 euro, ma tale valore è destinato ad aumentare, considerando che il numero massimo di BTC producibili attraverso il cd. processo di “mining” cui possono partecipare tutti i nodi della rete, è fissato a 21 milioni. La Polizia Postale ricorda che :” E’ importante non cedere al ricatto, anche perché non è certo che dopo il pagamento vengano restituiti i file criptati! Tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ovvero una copia dei propri file, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati, sono i consigli più importanti da seguire per impedire l’infezione del Cryptolocker. Per maggiori informazioni e assicurare un contatto diretto e continuativo con il cittadino, si può fare riferimento anche al Commissariato di P.S. On-line, per tutti coloro che frequentano la rete, caratterizzato da innovativi sistemi di interattività con l’utente, reperibile all’url: www.commissariatodips.it. Il portale è stato appena integrato con apposita “app” scaricabile gratuitamente dal proprio smartphone o dall’ipad per consentire di venire incontro alle crescenti richieste di assistenza e di aiuto degli utenti della Rete, in tempo reale, e di conoscere sempre di più il mondo del web, i suoi rischi e le sue opportunità”.


Aci Castello Carabinieri bloccano rapinatori in azione, 2 erano ai domiciliari. Carabinieri della Compagnia di Acireale (CT) ieri pomeriggio, ad Aci Castello (CT) a conclusione di attività info-investigativa, hanno arrestato nella flagranza di reato Massimiliano BIFFI, 33enne Rosario CAMPOLO 47enne (ritenuto dagli inquirenti presunto affiliato clan Santapaola)   e  Luciano CAVALLARO 47enne (ritenuto dagli inquirenti presunto affiliato clan Santapaola),  i primi due originari di Catania ed il terzo di Riposto (CT). I criminali, intorno alle  17:00, in parte travisati da occhiali e cappellini, armati di pistola (una Beretta cal. 7,65 con matricola punzonata), si sono introdotti in una gioielleria della zona con l’intento di mettere a segno una rapina. L’immediato intervento dei militari del Nucleo Operativo, appostati sul retro del locale e nelle immediate vicinanze,  ha fatto sì che l’azione stessa venisse sventata. I Carabinieri, tempestivamente, hanno affrontato e bloccato i due rapinatori che, entrati nell’esercizio, avevano minacciato il titolare per farsi consegnare la refurtiva, mentre il complice, rimasto all’ingresso con 1 borsa pronta ad accogliere l’eventuale bottino, è stato immediatamente fermato dai militari posizionati all’esterno della gioielleria. I militari, nel corso dell’operazione hanno inoltre sequestrato un’Alfa 147  utilizzata dai malviventi e risultata rubata nella mattinata precedente a Misterbianco (CT). I carabinieri dai successivi accertamenti hanno anche denunciato per il reato di evasione avendo rilevato che BIFFI e CAMPOLO che erano entrambi agli arresti domiciliari per altri reati. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di  Catania Piazza Lanza a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.  


MessinaDIA sequestra beni 4 mln€ : 2 imprenditori vicini a clan “Santapaola” e  “Barcellonesi”. Si tratta di 2 personaggi Concetto BUCCERI Salvatore DI SALVO,  detto “Sam l’Americano” condannati per mafia ai quali la D.I.A. di Messina, con il coordinamento del Centro Operativo di Catania nella mattinata, ha posto i sigilli su alcune importanti attività imprenditoriali del comprensorio di Letojanni e Barcellona Pozzo di Gotto, nella provincia peloritana, riferibili, anche attraverso interposte persone, ai due noti imprenditori vicini al “Clan Santapaola” ed al “Clan dei Barcellonesi”.  La  Direzione Investigativa Antimafia - Sezione Operativa di Messina, coordinata dal Centro Operativo di Catania, nella mattinata odierna, a conclusione di un’articolata e complessa indagine, nel quadro di una più ampia attività istituzionale finalizzata all’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti dalle cosche mafiose, avvalendosi nella fase esecutiva del Commissariato della Polizia di Stato di Taormina, ha dato esecuzione a provvedimenti ablativi di beni, per un valore complessivo di circa 4.000.000,00 di  euro, nella disponibilità di Concetto BUCCERI, personaggio già noto alle forze dell’ordine, attualmente detenuto ed organicamente ritenuto inserito, secondo copiose risultanze processuali, nella consorteria criminale dei “PICANELLO”, collegata al clan mafioso etneo dei “SANTAPAOLA” e di Salvatore DI SALVO,  detto “Sam l’Americano”, anch’egli detenuto per reati di mafia, ritenuto esponente di spicco del clan dei “barcellonesi”, operante nella fascia tirrenica della provincia di Messina. I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, a conclusione di una complessa attività svolta dagli specialisti della Sezione Operativa di Messina, su proposta formulata dal Direttore della D.I.A. Nunzio Antonio FERLA, in ordine al Concetto BUCCERI e, previo coordinamento del Procuratore Capo, dr. Guido LO FORTE e dei Sostituti Procuratori della Repubblica presso la locale D.D.A. di Messina, dr. Vito di GIORGIO e dr. Angelo CAVALLO, per Salvatore DI SALVO. Le attività d’indagine, poste in essere dagli investigatori della D.I.A., previa ricostruzione di innumerevoli passaggi finanziari, hanno permesso di rilevare una considerevole incapienza reddituale dei soggetti attenzionati che, nel tempo, sono riusciti ad incrementare il loro lucroso patrimonio curando, nel contempo, le attività imprenditoriali di loro interesse. Gli elementi info-investigativi, elaborati in un’ottica di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, hanno consentito di dimostrare come i soggetti proposti siano riusciti a schermare, attraverso la compiacenza di fidate teste di legno”, anche organismi societari operanti, con fatturato considerevole, nel settore delle commesse pubbliche. Le motivazioni formulate, nell’ambito delle proposte trasmesse all’Autorità Giudiziaria messinese, hanno fotografato l’illecita accumulazione del patrimonio, risultato essere, anche sulle base delle indagini finanziarie eseguite,  sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati. Il provvedimento di sequestro ha interessato i seguenti beni:  1 impresa (società di capitali esercente attività di costruzione e opere di ingegneria civile) comprensiva del patrimonio aziendale e quote sociali;  1 (una) unità immobiliare (fabbricato) ubicata nel Comune di Gallodoro (ME); rapporti finanziari. quote sociali della P.C.T. Costruzioni S.r.l. unipersonale”, attiva nel settore dell’edilizia e del commercio di abbigliamento, con sede in Barcellona P.G., con relativo patrimonio aziendale; diversi autoveicoli, un trattore  ed un rimorchio.


Catania -   Mafia, ROS sequestro quote azionarie 6% Eurospin eredi imprenditore Bonanno. I Carabinieri del ROS hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro dei beni emesso dal Tribunale di Catania - Sezione misure di prevenzione su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica, nei confronti di Ferdinando BONANNO, imprenditore emerso nell’ambito dell’indagine IBLIS poiché legato ad esponenti apicali della famiglia di cosa nostra catanese SANTAPAOLA - ERCOLANO. Il provvedimento, che ha per oggetto il 6% delle quote azionarie della EUROSPIN SICILIA S.p.A. già intestate a Ferdinando BONANNO fino alla data del suo decesso  27 marzo 2014  ed attualmente riconducibili ai suoi eredi, scaturisce dalle risultanze emerse nel corso della indagine IBLIS con la quale, erano stati tratti in arresto 50 indagati ritenuti a vario titolo responsabili di partecipazione in associazione mafiosa (famiglie di cosa nostra di Catania, Caltagirone e Ramacca), concorso esterno in associazione mafiosa, omicidio, distruzione di cadavere, estorsioni, intestazione fittizia di beni ed altri delitti tutti aggravati dalle finalità mafiose. I ROS, in questo contesto investigativo avevano evidenziato la figura di Ferdinando BONANNO il quale all’epoca, oltre ad essere titolare della quota azionaria 6% della EUROSPIN SICILIA, ricopriva in essa la qualifica di responsabile del settore sviluppo e quindi operava nella individuazione dei luoghi per l’apertura di nuovi punti vendita della società. BONANNO, in tale veste al fine di aprire nuovi punti vendita ed espandere l’azienda nel territorio isolano, sarebbe entrato in qualificati rapporti con esponenti apicali di cosa nostra catanese e, per il tramite di questi, con quelli di altre famiglie mafiose che operano in diverse aree della Sicilia; attraverso questo sinallagmatico legame instaurato BONANNO avrebbe ottenuto indubbi benefici nello svolgimento delle sue attività e, nel contempo, si sarebbe messo a disposizione di cosa nostra garantendo talvolta ad esponenti della medesima associazione la gestione di alcuni supermercati o comunque altri benefici sia in termini economici che nell’assunzione di soggetti segnalati dal sodalizio. Nell’ambito della indagine IBLIS emergeva il particolare legame che BONANNO aveva con i fratelli Vincenzo AIELLO (all’epoca rappresentante provinciale della famiglia mafiosa SANTAPAOLA - ERCOLANO)  ed Alfio, nonché con il noto Rosario DI DIO (esponente apicale della articolazione di cosa nostra attiva nel territorio di Ramacca e Palagonia). BONANNO, attraverso i fratelli AIELLO, si sarebbe messo a disposizione di cosa nostra agrigentina, al tempo rappresentata dall’allora latitante Giuseppe FALSONE, per l’apertura di nuovi punti vendita in quel territorio. L’avvicinamento da parte dell’imprenditore avvenuto grazie ai catanesi veniva salutato con favore da FALSONE che, sfruttando questa nuova opportunità e investendo della questione l’allora capo di cosa nostra Bernardo PROVENZANO per il rispetto delle regole circa la competenza territoriale, cercava di scalfire il progetto di espansione nell’agrigentino di altra catena di supermercati promosso da Matteo MESSINA DENARO. Analoghe dinamiche venivano documentate sempre grazie alla indagine IBLIS con riferimento al territorio della provincia di Catania dove, in particolare a Palagonia, per l’apertura di un nuovo supermercato BONANNO si sarebbe relazionato con Rosario DI DIO e promosso l’acquisto di un terreno indicato dall’associazione mafiosa, trattando direttamente con DI DIO e non con il venditore. L’operazione, di contro, avrebbe assicurato a BONANNO il sostegno di tale consorteria per ottenere tutte le necessarie autorizzazioni urbanistiche e commerciali presso la pubblica amministrazione competente che, come, era all’epoca pesantemente infiltrata da cosa nostra e rappresentata al vertice dal sindaco pro tempore Fausto FAGONE (anche egli, come DI DIO, tratto in arresto a seguito dell’indagine IBLIS). Ferdinando BONANNO, anche grazie alle risultanze della indagine IBLIS, era stato condannato il 27 maggio 2013 dalla Corte di Appello di Palermo alla pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione poiché ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa. Il provvedimento colpisce un patrimonio azionario del valore stimato in circa 3.600.000 euro.


Catania DIA confisca beni  carlentinese Nocita 700.000€. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania, in queste ore, sta eseguendo un decreto di confisca di beni mobili e immobili riconducibili a NOCITA Graziano ed al suo nucleo familiare. L’attività di confisca, in corso di esecuzione, scaturisce da un provvedimento emesso dal Tribunale di Siracusa – Sezione Penale a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Procura della Repubblica di Catania diretta dal dott. Giovanni Salvi. Graziano NOCITA, 43 anni, già gravato da numerosi precedenti penali per violazione della disciplina sugli stupefacenti, da ultimo, è stato tratto in arresto nel 2012 nell’ambito dell’operazione “Pac Man”, che ha permesso di evidenziare il ruolo condotto dallo stesso NOCITA quale promotore di un sodalizio stabilmente dedito al traffico di stupefacenti sul territorio di Augusta, Lentini, Carlentini e altri comuni della provincia di Siracusa, con diramazioni al centro – nord Italia. Nell’operazione furono sequestrati ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e marijuana che avrebbero fruttato all’organizzazione cospicue somme di denaro che sarebbero state reinvestite nel medesimo traffico illecito. Gli esiti delle indagini patrimoniali, delegati dalla DDA etnea al Centro Operativo DIA di Catania, diretta dal Dott. Renato Panvino, hanno evidenziato profili sperequativi tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto dal predetto NOCITA. L’impegno della DIA sul fronte della lotta all’accumulo di illecite ricchezze di soggetti malavitosi si è concentrato sulla puntuale verifica delle modalità di acquisizione del patrimonio del menzionato NOCITA ed è culminato con l’inoltro di una proposta di misura di prevenzione all’Autorità Giudiziaria che l’ha pienamente accolta emettendo, ai sensi della normativa antimafia, l’odierno provvedimento di confisca che fa seguito ad un precedente provvedimento di sequestro beni emesso alla fine del 2013. Il Tribunale di Siracusa, ha, in sintesi, positivamente valutato sia il curriculum criminale, rilevandone la pericolosità sociale, sia l’esito degli accertamenti patrimoniali che hanno permesso di constatare l’assenza di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti posti in essere, affiancata da una cospicua e generalizzata sproporzione tra i redditi dichiarati ed i patrimoni posseduti. Il provvedimento di confisca aggredisce l’intero patrimonio riconducibile al Graziano NOCITA, costituito da 4 immobili, 2 autovetture, un’impresa esercente l’attività di commercio di autoveicoli e diversi rapporti bancari per un valore complessivo stimato in circa 700.000€.


CataniaGang seriale usa esplosivo per aprire casseforti Polstrada esegue 13  misure cautelari.  Agenti della Polizia di Stato della Squadra di P.G. del Compartimento Polizia Stradale Sicilia Orientale di Catania, coadiuvati da uomini delle Squadre di P.G. Sezionali  nella mattinata hanno proceduto a  dare  esecuzione a 13  misure cautelari,  6 in carcere,  4  agli arresti domiciliari e  3  relative all’obbligo di dimora nel comune di residenza, emesse la G.I.P. di Catania su richiesta della Procura etnea, nei confronti di: Custodia Cautelare in carcere: Alfio MAUGERI  37enne  nato a Catania; Marco MUSMECI  22enne nato ad Acireale; Orazio Alfio PAPPALARDO 27enne nato a Catania; Giuseppe CASTORINA   35enne nato a Giarre; Andrea SAPIENZA  40enne nato a Giarre;Liborio PREVITI  33enne nato a Catania. Custodia Cautelare degli arresti domiciliari: Salvatore PAPPALARDO  32enne nato a Catania;Salvatore  PATANE’ 54enne nato a Catania; Giuseppe FINOCCHIARO 36enne nato  a  Catania; Gaetano ZAMMATARO  27enne nato a Catania. Misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e del divieto di allontanarsi dalla propria abitazione  dalle ore  21,00 alle ore 07,00: Gaetano FLORIO 25enne nato ad Acireale ; Ignazio RAO  24enne nato ad   Acireale; Alessandro PREVITI 23enne nato a Catania.  Le misure cautelari sono scaturite a seguito di una articolata e pressante attività investigativa, coordinata dalla Procura di Catania, effettuata  dalla Squadra di P.G. del Compartimento Polizia Stradale di Catania,  che ha portato a delineare  una associazione per delinquere finalizzata alle rapine ai danni  di  esercizi commerciali ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività di indagine ha avuto inizio a seguito di 2 rapine  consumate   il 28 s settembre 2012 ed il  27 dicembre 2012 ai danni degli esercizi commerciali  all’interno delle due   Aree di  Servizio AGIP della  A/18 ME-CT, in territorio di Aci Sant’Antonio (CT).   I  malfattori, dopo avere proceduto al sequestro degli addetti,   facevano saltare le relative  “Casse Continue”, facendole esplodere ed inserendovi all’interno del gas acetilene attraverso una cannula  collegata ad una bombola di gas,  e poi sigillando lo sportello con poliuretano  espanso e con del  das.   I  rapinatori nelle  due occasioni si impossessarono della somma di  62.000 €  circa contenuta nelle  due casse. Le investigazioni successive consentirono di delineare un agguerrito e pericoloso  sodalizio criminale,  vicino alla famiglia mafiosa “Santapaola”  operante  soprattutto nel territorio ionico - acese,  dedito costantemente  alle rapine, quasi  sempre con la medesima  tecnica esplosiva.  L’attività criminosa in ogni circostanza, poneva in serio pericolo l’incolumità  degli astanti,  poiché l’esplosione non risultava spesso controllata; infatti in una occasione, l’intera somma contenuta nella cassa, circa € 43.000, 00  andava  totalmente distrutta dalle fiamme. I soggetti, anche durante l’esecuzione delle attività criminose sono risultati particolarmente agguerriti tanto ché, in una occasione, uno dei componenti ha esploso un colpo di  fucile caricato a pallettoni  senza, comunque, attingere fortunatamente  alcuna persona. Le indagini esperite al fine di individuare i responsabili, consentivano di accertare anche l’esistenza di una attività di spaccio di sostanze stupefacenti nella quale alcuni degli associati risultavano particolarmente attivi. Gli inquirenti, durante l’attività hanno proceduto all’arresto in flagranza  di 6 soggetti, 3 dei quali oggi  raggiunti dalla misura cautelare,  i quali  si stavano portando presso un supermercato, dotato di cassa continua, per effettuare l’ennesima  rapina. I malfattori, nella circostanza, venivano intercettati in una auto FIAT Fiorino, 2 nei posti anteriori e 3 dentro il cassone, i quali, al momento, erano armati, con pistole e fucile a canne mozze,  ed incappucciati con a seguito tutto l’occorrente per fare saltare la cassa dell’esercizio commerciale e precisamente un supermercato sito nel comune di Santa Venerina (CT). L’attività ha consentito di accertare che il sodalizio si era reso responsabile, nell’arco temporale di sei mesi,  di altre 6  rapine. La misura cautelare ad Alfio Orazio PAPPALARDO è stata notificata presso la casa circondariale di Enna, dove si trovava detenuto, mentre ad Alfio MAUGERI  veniva notificata presso una comunità di recupero di Messina. Altri due soggetti, destinatari della misura risultano attualmente irreperibili e sono attivamente ricercati.


Misterbianco Cocaina in caramelle, colombiano già residente in manette. Polizia di Stato di Catania ieri, ha effettuato 2 distinte operazioni di contrasto al fenomeno del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti traendo in arresto 5 persone.  La Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” ha tratto in arresto: John Einer DIAZ MOSQUERA  35enne responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina. I poliziotti della stessa sezione avevano appreso che un colombiano domiciliato a Misterbianco, identificato per  John Einer DIAZ MOSQUERA, con precedenti specifici in materia di droga, era in possesso di cocaina. Gli investigatori, dopo opportuni accertamenti, hanno predisposto una mirata attività   culminata con una perquisizione domiciliare. Gli agenti, ad esito dell’indagine, presso il domicilio del soggetto, hanno rinvenuto un involucro  contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr.36,00 circa nonché sostanza da taglio e due bilancini di precisione. La  pervicacia degli investigatori, non disgiunta da un formidabile “fiuto” investigativo ha portato l’attenzione di 1 dei poliziotti su una busta di caramelle marca “Colombina” contenente 1 caramella che risultava successivamente composta in parte da sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr 3,8. Espletate le formalità di rito, il soggetto è stato dichiarato in   arresto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaAntidroga infiltrata blocca 2 corrieri con 5,5 kg. cocaina e 2 fornitori. La Sezione “Antidroga “ha tratto in arresto

: Paola Vittoria CREA,  38enne, Giovanni GIORGI,  42enne già noto,  Walter BUSCEMA, 22enne già noto Andrea Giovanni BUSCEMA, 25enne, responsabili, in concorso tra loro, del reato di trasporto, detenzione, cessione e acquisto di sostanza stupefacente del tipo cocaina.A seguito di attività info-investigativa Uomini della Squadra Mobile Sezione “Antidroga” avevano appreso che i germani  Andrea Giovanni BUSCEMA  e Walter, quest’ultimo soggetto già noto agli investigatori per reati in materia di stupefacenti e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, doveva ricevere un carico di cocaina da un soggetto calabrese della Locride, segnatamente di Bovalino, indicato come Giovanni GIORGI, anch’egli già noto per reati in materia di stupefacenti. Le notizie erano che nella mattina del 26 giugno sarebbe  giunto a Catania  Giovanni GIORGI che avrebbe scortato una donna, in viaggio da sola a bordo di una Fiat croma di colore grigio metallizzato, all’interno della quale era stato occultato lo stupefacente. Poliziotti della Squadra Mobile, dalle prime ore del mattino di ieri, dopo avere effettuato preliminari accertamenti che consentivano di appurare che GIORGI aveva nella disponibilità una Renault Captur (intestata alla moglie), hanno predisposto un mirato servizio di osservazione presso i caselli dell’autostrada A/18 a San Gregorio. Gli investigatori, dopo lunghe ore di attesa, hanno notato un’auto Fiat Croma con a bordo una donna, successivamente identificata per Crea Paola Vittoria. Gli agenti hanno proceduto a bloccare la donna, seguita a distanza da Giovanni GIORGI a bordo proprio della Renault Captur segnalata, entrambi provenienti dalla Calabria.  La donna ha manifestato subito segni di insofferenza: la sua eccessiva irrequietezza lasciava ritenere che la soffiata potesse essere giusta, pertanto i due sono stati condotti pressi gli Uffici della Mobile. I tutori dell’ordine, a seguito di minuziosa perquisizione, all’interno dell’autovettura condotta dalla CREA, abilmente occultati sotto il sedile anteriore, hanno rinvenuto i  5 panetti contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di kg. 5,5. Il  controllo immediato dei telefoni ha dato modo di accertare come Vittoria CREA comunicasse, durante il tragitto Locride-Catania, tramite “WhatsApp”, con Giovanni GIORGI che utilizzava come nome profilo “Scarface”, il quale si sincerava della regolarità del viaggio. GIORGI durante il controllo è stato trovato in possesso di un ulteriore apparecchio cellulare dove erano presenti  sms intercorsi con  Walter BUSCEMA, destinatario indicato dello stupefacente che dal tenore dei messaggi era chiaro fosse in attesa del carico. Gli  investigatori sfruttando tale elemento, hanno inviato, dal telefono del  IORGI, un messaggio verso l’utenza di Buscema, recitante “Buon giorno 20 minuti sono da te” che rispondeva “Ok”. Gli Agenti dell’Antidroga, utilizzando la vettura del GIORGI, si sono recati presso l’abitazione di Walter BUSCEMA, e giunti nei pressi hanno inviato un ulteriore messaggio verso la sua utenza: “Mi apri” .  Walter BUSCEMA, affacciatosi dal balcone della sua abitazione, notata l’auto del GIORGI che evidentemente conosceva utilizzando un telecomando, ha aperto il cancello automatico  che dava accesso ai garage. I fratelli  BUSCEMA, sull’uscio di casa sono rimasti esterrefatti poiché  si sono trovati di fronte gli Agenti dell’Antidroga che nel corso della  perquisizione domiciliare hanno rinvenuto e sequestrato la somma  di 43.000€ in contanti, che costituiva un acconto per l’acquisto dello stupefacente. Espletate le formalità di rito, i soggetti sono stati associati presso il carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaOperazione “i treni del gol” per vertici Calcio Catania: Pulvirenti, Cosentino e Delli ai domiciliari.   video Pulvirenti La DIGOS della Questura di Catania ha eseguito 7 Ordini di Custodia Cautelare nei confronti dei vertici del Calcio Catania, tra cui lo stesso presidente Antonino Pulvirenti. Uomini della DIGOS di Catania su ordine della locale Procura Distrettuale della Repubblica, con l’ausilio di agenti della DIGOS  delle Questure di Roma, Chieti,  e Campobasso e del Compartimento della Polizia Postale di Catania hanno dato esecuzione alle 7 ordinanze di custodia cautelare con cui è stata disposta la misura degli arresti domiciliari con contestuale perquisizione anche informatica a carico delle 7 persone ritenute responsabili  di frode in competizioni sportive  e di truffe, diretti ad influire sul risultato e ad alterare, nel campionato di calcio di serie “B” , il naturale esito delle partite in cui era impegnato il Calcio Catania con la conseguente vittoria della società. Le misure sono state adottate per Antonino PULVIRENTI   52anni detto Nino, nato a Catania, Presidente del ‘Calcio Catania’; Pablo Gustavo COSENTINO, 47enne nato a Buenos Aires (Argentina), Amministratore Delegato del ‘Calcio Catania’; Daniele DELLI CARRI,  43enne nato a Foggia, ex Direttore Sportivo del ‘Calcio Catania’; Giovanni Luca IMPELLIZZERI,  43enne nato a Catania, Agente di scommesse sportive on-line; Piero DI LUZIO,  51enne nato a Roma, tesserato del ‘Genoa Cricket and Football Club’; Fabrizio MILOZZI,  45enne nato a Roma già noto; Fernando Antonio ARBOTTI  55enne alias Michele, 55enne nato a Montecilfone (CB), Procuratore Sportivo e Agente F.I.F.A. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e condotta dalla D.I.G.O.S. di Catania, si è avvalsa anche del supporto di servizi d’intercettazione telefonica. Gli investigatori hanno messo in luce, per tutta la durata delle operazioni tecniche, numerose conversazioni particolarmente esplicative del modus operandi adottato per alterare fraudolentemente l’esito degli incontri di calcio del Catania validi per il campionato di ‘Serie B’. I poliziotti hanno raccolto importanti elementi a sostegno dell’esistenza di un’associazione per delinquere composta dai soggetti indagati con una struttura organizzativa stabile articolata in diversi ruoli e compiti e finalizzata a realizzare una serie indeterminata di delitti di frode in competizioni sportive e di truffe diretti ad influire sul risultato e ad alterare, nel campionato di calcio di serie B, il naturale esito delle partite in cui era impegnato il Calcio Catania con la conseguente vittoria di quest’ultima società. L’origine dell’associazione per delinquere può verosimilmente farsi risalire al mese di marzo 2015 allorquando, in considerazione della difficile situazione in classifica del campionato di ‘Serie B’ a seguito della sconfitta esterna con la  Virtus Entella  del 21 marzo 2015, in piena zona retrocessione, i vertici della società rappresentati dal Presidente Antonino PULVIRENTI, dal direttore sportivo Daniele DELLI CARRI e dall’amministratore delegato Pablo Gustavo COSENTINO, avrebbero deciso di attivarsi e prendere contatto con gli altri indagati per realizzare una serie indeterminata di delitti di frode sportiva favorendo le vittorie della squadra etnea negli incontri di calcio che si sarebbero disputati da quel momento in poi.L’associazione, che utilizzava un modus operandi sempre identico, avrebbe goduto di consistenti risorse economiche e finanziarie messe a disposizione da Gianluca IMPELLIZZERI utilizzate per pagare i favori dei partecipanti alle manifestazioni sportive, nonché di risorse umane, contatti e rapporti di conoscenza vantati dall’ARBOTTI per individuare ed avvicinare i calciatori ritenuti disposti a offrire le loro prestazioni in cambio di un’offerta o promessa di denaro. La DIGOS nel corso delle conversazioni, avrebbe rilevato che gli indagati, al fine di celare il contenuto del programma delinquenziale, avrebbero adoperato  un linguaggio ritenuto volutamente criptico ed allusivo, svelato dagli investigatori di Polizia Giudiziaria, utilizzando un codice linguistico cifrato che sarebbe corrispondente allo schema seguente: “il magistrato” = il presidente PULVIRENTI; “l’udienza o la causa” = l’incontro di calcio; “tariffa o parcella dell’avvocato” = prezzo per la corruzione del calciatore; “il treno” = il calciatore; “l’orario del treno o il binario” = il numero di maglia del calciatore. Allo stato le partite di ‘Serie B’ di cui gli inquirenti   ritengono accertata la combine sarebbero 5:  Varese-Catania disputatasi il  2 aprile 2015 e terminata con il risultato di 0-3; Catania–Trapani disputatasi in data 11 aprile 2015 e terminata con il risultato di 4-1; Latina-Catania disputatasi in data 19  aprile  2015 e terminata con il risultato di 1-2; Catania–Ternana disputatasi in data 24 aprile 2015 e terminata con il risultato di 2-0; Catania–Livorno disputatasi in data 2 maggio 2015 e terminata con il risultato di 1-1. Sotto indagine è anche la partita Catania–Avellino disputatasi in data 29 marzo 2015 e terminata con il risultato di 1-0.


Trecastagni Droga, 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Trecastagni collaborati dai militari del  Nucleo Cinofili di Nicolosi hanno arrestato Roberto CERAMI, 41enne, domiciliato a Pedara, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, di mattina a conclusione di un’articolata attività info investigativa, hanno proceduto ad una perquisizione nell’abitazione del soggetto rinvenendo e sequestrando, abilmente occultati nell’armadio della camera da letto, 1 busta di cellophane contenente 3 panetti di cocaina, per un peso complessivo di 42 grammi, 1 bilancino di precisione. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima.


Catania -  Svaligiano auto a turisti australiani, Condor prendono 3 con refurtiva. La Polizia di Stato ieri mattina  ha tratto in arresto : Fabio RACITI  40enne già noto, Federico RACITI  33enne già noto, Natale Antonio Valentino LEOTTA  30enne ritenuti responsabili, in concorso, di furto aggravato. La cosiddetta  criminalità diffusa negli ultimi tempi ha fatto registrare una serie di furti su auto lasciate in sosta nella zona del centro storico. I tutori dell’ordine hanno  rilevato che in più circostanze, specie nella zona della pescheria, della piazza F. di Svevia, etc, ignari turisti nel riprendere l’auto hanno avuto la sgradita sorpresa di non trovare più i propri bagagli lasciati nel cofano. Uomini della Sezione “Contrasto al crimine diffuso”, sulla scorta di indicazioni operative del Signor Questore di Catania, dopo una attenta pianificazione degli elementi analizzati, hanno intensificato i controlli nelle zone a rischio avendo cura di controllare anche i sistemi di video - sorveglianza di attività commerciali al fine di recuperare dati investigativi interessanti. L’attività investigativa ieri mattina, ha dato i suoi frutti quando, agenti della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile, transitando per la via Porta di Ferro, all’angolo con la via Barcaioli, hanno notatoi due Raciti, soggetti ben conosciuti dai “Condor”, ed un terzo amico,  Natale Antonio Valentino Leotta, nell’atto di introdursi in uno stabile  proprio in via Barcaioli, recando al seguito vistosi trolley. I tutori dell’ordine  considerando il fatto che i due Raciti sono già noti per la commissione di furti su auto in danno di turisti in transito hanno dato una rapida occhiata nelle immediate vicinanze e subito individuato un’autovettura Citroen C4 modello Picasso, con il vetro anteriore destro rotto, parcheggiata nella Piazza Cutelli. Gli agenti, a quel punto, non avendo più dubbi sul fatto che i trolley fossero provento di furto, hanno fatto irruzione nello stabile e tra il terzo ed il quarto piano, hanno rinvenuto, sparsi sulle scale, 4 trolley aperti ed alcune buste in plastica, nonché alcune borse contenenti effetti personali ed altro materiale tutto riversato per terra. I poliziotti, nello stesso tempo hanno udito trambusto provenire dalla terrazza. Gli agenti hanno rilevato che all’interno di un appartamento in stato di abbandono, in prossimità della terrazza e raggiungibile solo da essa, vi erano ed hanno sorpreso Federico e Fabio Raciti, mentre tentavano la fuga. i maldestri sono stati prontamente  bloccati sul posto. Il terzo amico, riconosciuto come proprio Natale Leotta, visto poco prima entrare nello stabile insieme ai due Raciti, notati  i poliziotti era fuggito lanciandosi da uno dei balconi dell’appartamento, su di un altro del palazzo attiguo, sfruttando la vicinanza tra i due edifici riuscendo, dandosi momentaneamente alla fuga. Il fuggitivo è stato ricercato con esito negativo, sia nella sua abitazione che nelle zone dallo stesso frequentate. I due malviventi fermati, sono stati dichiarati in arresto perché responsabili di furto e ricettazione, e condotti in ufficio. Il materiale rinvenuto è stato portato negli uffici in attesa di essere restituito   ai legittimi proprietari. Altri poliziotti hanno rintracciato 4 australiani in vacanza in Sicilia ed in transito a Catania, i quali avevano noleggiato la Citroen C4 per visitare la città e l’avevano momentaneamente posteggiata proprio in Piazza Cutelli aggirandosi a  piedi nella zona del Teatro Massimo. I derubati  in ufficio, hanno visionato e riconosciuto tutti i bagagli recuperati come appartenenti a loro e quindi, dopo aver appurato che nulla mancava, in sede di denuncia, il tutto veniva loro restituito e nell’occasione  mostravano gratitudine alla Polizia di Stato. Leotta, che si era reso momentaneamente irreperibile, lo stesso pomeriggio, si è presentato alla polizia  e dopo le contestazioni a suo carico, è stato posto in   arresto ed associato, insieme agli altri due, presso la casa Circondariale di Piazza Lanza e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.    


Catania - 201° Annuale Fondazione Arma Carabinieri. La  cerimonia  per il 201° anniversario  della fondazione dell’Arma dei Carabinieri è stata celebrata il 5 giugno, alle ore 18,30,  nella  caserma “Vincenzo Giustino” di Piazza Giovanni Verga, storica sede del Comando Provinciale Carabinieri di Catania. Il Comandante Provinciale, Colonnello Alessandro Casarsa, durante l’evento, con lo schieramento di un Reparto di formazione e con rappresentanze delle singole specialità dell’Arma, degli organismi di rappresentanza e dell’Associazione Nazionale  Carabinieri, alla presenza delle Autorità cittadine, ha riassunto i numerosi risultati conseguiti dall’Arma etnea ed ha proceduto alla consegna delle  ricompense ai militari maggiormente distintisi in attività di servizio. La  cerimonia ha avuto un momento solenne durante la lettura dei messaggi  del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Tullio Del Sette.

Catania - Pannello decorativo inaugurato in occasione del 201° anniversario dell’Arma dei Carabinieri. La  cerimonia commemorativa del 201° anniversario della fondazione dell’Arma si è svolta nella splendida cornice della Caserma  “Vincenzo  Giustino”,   sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania. Il  Colonnello Alessandro Casarsa,  Comandante Provinciale dei Carabinieri ha ricevuto le innumerevoli  Autorità militari, civili e  politiche, che hanno preso parte  alla celebrazione del 201° anniversario dell’Arma dei Carabinieri, che prevedeva fra le altre  cose l’assegnazione  di alcune ricompense, benemerenze ed encomi ai  militari dell’Arma che si sono particolarmente distinti nell’esercizio delle proprie funzioni. Un  pannello decorativo in ceramica con  cornice  in noce  antico è stato posto nei locali,  in piazza Giovanni Verga e più precisamente nella sala operativa adibita a sala stampa. L’opera è stata  realizzata dal prof. Sebastiano Aiello  al cui montaggio ha collaborato fattivamente  il sig. Gaetano Rizzo,  facente parte del personale ATA del Liceo Artistico Regionale “Raffaele Libertini” di Grammichele. Completavano la delegazione del liceo il dirigente scolastico, prof. Massimo S. Inzirillo e la  sig. ra Caterina Luisa Digeronimo – direttore S.G.A. Presenti anche alla cerimonia l’onorevole Concetta Raia e il senatore Pippo Compagnone.Il pannello (mt lineari 2,20 x 1.60) realizzato da mattonelle di cm 20x20  rivestito da smalto ceramico cavillato è suddiviso in tre sezioni:La prima parte è rappresentata da due fasce monocromatiche dove vengono raffigurate  nell’una la storia, vista attraverso le civiltà che si sono succedute nel corso dei secoli che partendo dal  periodo ellenico passa per quello romano, medievale, rinascimentale e barocco fino all’Unità d’Italia; la seconda, considerata la vocazione agricola del territorio siciliano, rappresenta invece scene del mondo contadino e rurale, con tutte le sue sfaccettature: carretto siciliano, frutti della terra,  spighe di grano, pane e cesti di frutta. ai frutti della terra fanno da contraltare i frutti della pesca che provengono dal mare mediterraneo. Le due fasce sono contornate da un  intreccio di foglie di acanto  al cui interno sono stati posti  i simboli araldici delle otto sezioni relative alle compagnie delle città’ che le ospitano: Catania, Acireale, Giarre, Gravina di Catania, Caltagirone, Paternò,  Palagonia e Randazzo. Nella parte centrale campeggia invece,  l’immagine del territorio della provincia di Catania con  i suoi terreni  pianeggianti, le colline ed  il mare sovrastati da quel miracolo naturale che è il vulcano Etna. Nella parte destra l’araldica ufficiale dell’Arma dei Carabinieri con il solenne motto che li contraddistingue “ Nei Secoli Fedeli”, il  tutto racchiuso e  contornato da una cornice che formalmente somiglia ad un occhio stilizzato, metafora dello sguardo scrupoloso ed incisivo del carabiniere  attento osservatore di tutto quel territorio che  comprende cielo, terra e mare.


CataniaGuardia Costiera sequestra area demaniale marittima occupata abusivamente. Il Nucleo Operativo Difesa Mare della Guardia Costiera in viale Kennedy – Plaja  durante i controlli del litorale catanese effettuati  ieri,  è intervenuto dove era stata occupata abusivamente un’area  di circa 120 mq., mediante il posizionamento di recinzioni in legno, piante, vasi, panchine e tavoli ad uso esclusivo dell’attigua attività di ristorazione. L’area è stata immediatamente sottoposta a sequestro dai militari della Guardia Costiera, mentre i responsabili dell’illecito sono stati deferiti all’autorità Giudiziaria. 

Catania - Guardia Costiera sequestra ad Acitrezza solarium abusivo. Il Nucleo Operativo Difesa Mare del Comando di Catania nell’ambito dei normali controlli sul demanio marittimo, che si sono intensificati con l’inizio della stagione balneare, ieri è intervenuto nel tratto di costa prospiciente via Livorno,146 in località Acitrezza, dove era stato realizzato abusivamente un solarium in legno di circa 400mq. sulla scogliera. Il solarium è stato immediatamente sottoposto a sequestro dai militari della Guardia Costiera, mentre i responsabili dell’illecito sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria. La Guardia Costiera ha, inoltre, rilevato ed accertato che non sussistevano i requisiti di sicurezza a tutela dei bagnanti in quanto la struttura in questione era priva delle previste certificazioni strutturali e del servizio di assistenza ai bagnati.


Catania  Unificazione forze polizia: #piazzapermanente Gianni Tonelli  a Catania.  Giuseppe COCO  Segretario Provinciale SAP informa che il  camper del SAP raccoglie le firme dei cittadini per chiedere l’unificazione delle forze di polizia “7 FORZE DI POLIZIA: NO GRAZIE!”. Il Camper del SAP proviene dalla vicina Calabria, ed ha già fatto tappa in molte provincie italiane,  domenica 30 novembre, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, in Piazza Stesicoro a Catania, inizierà il tour siciliano per la battaglia del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP). Il titolo è “#piazzapermanente”,  a sostegno della proposta di unificazione delle Forze di Polizia.

Gianni TONELLI Segretario Generale del SAP, è con il vice Presidente Rosario Indelicato e l’intera Segreteria Provinciale di Catania, impegnati in raccolta firme dei cittadini etnei nell’ambito della petizione a favore della razionalizzazione dell’apparato sicurezza e la conseguente unificazione dei corpi. Giuseppe COCO Segretario Provinciale del SAP di Catania sostiene: “E’ un modo per dire no agli sprechi, diminuendo la spesa e migliorando l’utilizzo delle risorse umane. “+ sicurezza – tasse” è lo slogan che in pochi mesi ha già raccolto il consenso di migliaia di italiani grazie al tour che il camper del SAP sta effettuando in lungo e in largo per la penisola con il suo Segretario Generale. E’ una riforma che viene chiesta, in primis, dagli operatori della sicurezza ma anche dall’Unione Europea. L’Italia è l’unico paese al mondo ad avere ben 7 forze di Polizia, 5 a carattere nazionale e 2 locale senza contare Vigili del Fuoco e Guardia Costiera.  Un apparato di sicurezza ridondante e poco efficiente sul piano economico. Il vero risparmio starebbe nell’accorpare le 7 forze di Polizia che riordinate (e non tagliate) porterebbe un risparmio stimato di 2/3 miliardi di euro. Non è chiudendo oltre 200 presidi di Polizia, come ha intenzione di fare il Governo in carica, che si da più sicurezza ai cittadini italiani. La petizione, oltre che domenica in piazza Stesicoro, può essere sottoscritta via web all’indirizzo www.poliziaunita.it”.


Maniace CT –  Finto agente “SISAL” si fa accreditare 2.000€ su POSTEPAY. 1 denunciato per truffa.  L’abilità investigativa dei Carabinieri della Stazione di Maniace (CT) ha permesso di scoprire una truffa perpetrata in danno di 2 maniacesi, un uomo e una donna,  finiti nella rete di un 61enne, originario di Pistoia ed abitante nella provincia di Firenze. L’individuo, fingendosi un agente della “Sisal” (acronimo di Sport Italia Società A Responsabilità Limitata), una delle principali agenzie  di gestione di concorsi a pronostici,  approfittando della buona fede delle vittime e promettendo ricavi sicuri sulle scommesse da lui stesso effettuate,  riusciva a farsi accreditare sulla sua carta postale quasi 2.000 euro.

CataniaPolizia, 84 migranti, 1  fermo : immigrazione clandestina. Indiziato  di delitto è Gibi MBALO, 35enne nato in Senegal, in quanto gravemente indiziato del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il soggetto a conclusione delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania - Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione,  è stato individuato quale conducente di un gommone di 10 metri circa, privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 84 migranti soccorsi, in acque internazionali, dal pattugliatore della Guardia Costiera “CP 904 Fiorillo” giunto, alle ore 11.00 circa di ieri, presso il Porto di Catania. Il  fermato espletate le formalità di rito, è stato associato presso il carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Catania - Presidente  Tribunale  Catania  Di Marco  ringrazia  CSM v.pres. Legnini. Il Presidente del Tribunale di Catania, dott. Bruno Di Marco, ha scritto in una nota :"  ringrazia sentitamente il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, dott. Onorevole Giovanni Legnini, per la considerazione pubblicamente manifestata nei confronti degli Uffici Giudiziari di Catania nella drammatica emergenza degli sbarchi, e in particolare per la Procura della Repubblica e per l’Ufficio GIP. firmato Dott. Bruno di Marco"

CataniaNaufragio, 1 ricovero al Cannizzaro: probabili imbarcati 950, circa 200 donne e  40 o 50 bambini. Secondo le prime informazioni raccolte, i migranti naufragati provengono da diverse Nazioni, tra cui Algeria, Egitto, Somalia, Nigeria, Senegal, Mali, Zambia , Bangladesh, Ghana. Il migrante ricoverato al Cannizzaro è del Bangladesh ed è in cura per patologie di natura indipendente dal naufragio. Lo sventurato è stato sentito dalla Squadra Mobile ed ha reso dichiarazioni anche circa il numero dei migranti a bordo del peschereccio, che ha indicato in 950, tra cui circa 200 donne e tra i 40 e i 50 bambini.  Questa indicazione dovrà essere sottoposta a verifica. Molti migranti, secondo le dichiarazioni del testimone, sarebbero stati stipati nei livelli inferiori della barca ed i trafficanti avrebbero chiuso i portelloni, impedendone l'uscita. Il peschereccio sarebbe partito da un porto libico a 50 chilometri da Tripoli. La Procura della Repubblica ha dato direttive perché le operazioni di ricerca e salvataggio abbiano ovviamente precedenza sulle investigazioni. E' comunque iniziata la raccolta delle dichiarazioni dei superstiti a bordo delle navi della Guardia Costiera.Gli inquirenti procedono per i delitti di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e reati in materia di traffico di migranti. Gli investigatori all'esito delle prime indagini valuteranno le responsabilità penali e meglio qualificate giuridicamente le condotte. Le indagini sono condotte dalla Guardia Costiera e dalla Polizia di Stato, Squadra Mobile di Catania e Servizio Centrale Operativo.

Catania - 398 migranti: polizia individua 2 senegalesi conducenti gommone. Si tratta di Malle CISSOKHO 36enne ed Abdourahmane NIANG 23enne .  I 398 sventurati erano giunti, nella mattinata di ieri, presso l’ambito portuale sull’unità della Guardia Costiera, “Dattilo C.P. 940”, con a bordo i 398 migranti. Tutti  sarebbero provenienti dall’Africa subsahariana ed hanno viaggiato a bordo di quattro gommoni, soccorsi il 19 marzo scorso nell’ambito di tre distinti eventi S.A.R. (2 dei gommoni sono stati soccorsi nel medesimo evento). Le attività investigative condotte dalla Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione”, svolte in collaborazione con la Guardia Costiera, hanno portato al fermo del senegalese Malle CISSOKHO 36enne individuato quale conducente di un gommone di 10 metri circa, privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 96 migranti. Le indagini sono proseguite per giungere alla identificazione degli scafisti degli altri natanti. Gli uomini   della Sezione hanno raggiunto la città di Ragusa dove erano stati trasferiti parte dei migranti. Nel centro ibleo, I poliziotti , in collaborazione con personale della Squadra Mobile di Ragusa, sono giunti all’identificazione di altro cittadino senegalese Abdourahmane NIANG 23enne individuato quale conducente di un gommone di 12 metri circa, anch’esso privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 101 migranti. I fermati sono stati associati rispettivamente presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza”  e quella di Ragusa, a disposizione delle rispettive Autorità Giudiziarie.


Catania SCO arresta a Malta superlatitante Sebastiano BRUNNO. Uomini delle Squadre Mobili di Catania e Siracusa e del Servizio Centrale Operativo, con la collaborazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, nella tarda mattinata ad esito di complesse indagini coordinate dalla D.D.A. di Catania, hanno tratto in arresto nell’isola di Malta: Sebastiano BRUNNO, 56enne, inteso “Neddu ‘a crapa”, latitante. Il soggetto, latitante dal mese di marzo 2009, inserito nell’"Elenco dei latitanti pericolosi", era stato colpito da ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  6 marzo 2009 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania - Ufficio esecuzioni penali - dovendo espiare la pena dell’ergastolo, per associazione per delinquere di stampo mafioso ed omicidio di  Nicolò AGNELLO, avvenuto nel 1992 a Lentini (SR) nell’ambito della faida tra le cosche mafiose antagoniste NARDO e DI SALVO. I poliziotti italiani, in collaborazione con la Polizia maltese, dopo avere localizzato l’abitazione utilizzata da Sebastiano BRUNNO, ubicata in località San Pawl Il Bahar, l’hanno fermato su strada.   Il  latitante ha esibito una carta d’identità intestata ad un uomo palermitano  di 49 anni.  Sebastiano BRUNNO è ritenuto reggente dell’organizzazione mafiosa Nardo, operante nel comprensorio settentrionale della provincia di Siracusa, con interessi anche nel comune catanese di Scordia, storicamente legata alla famiglia di Cosa nostra catanese - cosca Santapaola - Ercolano. I particolari dell’operazione, tuttora in atto, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa presso la Questura di Catania alle ore 11.00 del 3 ottobre. BRUNNO è stato rintracciato a 17 km dalla capitale maltese La Valletta. Il ricercato si era stabilito al secondo piano di una palazzina di tre piani; l’appartamento, è dotato di tutti i confort, si presentava in discrete condizioni di pulizia. La perquisizione eseguita dalla polizia operante ha permesso di rinvenire: la somma in contanti di 1.500 euro, 1 computer portatile ed 1 telefonino cellulare con sim maltese, materiale che, con la carta d’identità, sarà sottoposto ai dovuti accertamenti, anche al fine d’individuare la filiera dei fiancheggiatori del latitante. BRUNNO, dopo un lungo appostamento all’esterno dell’abitazione, dopo essere stato pedinato, è stato bloccato dai poliziotti, con un amico; il ricercato si stava recando in una zona certo per pranzare, dove  ci son numerosi ristoranti e pizzerie un Casinò. Sono in corso di esecuzione gli adempimenti nel territorio straniero per la successiva estradizione del catturato. 


 


 

 


 


 


Notizie

LAV : NON

 

ABBANDONARLI

 


CataniaFinge sinistro stradale per risarcimento e deruba ignara vittima, 1 ai domiciliari. Si tratta di Arcangelo BEVILACQUA 39enne, originario di Roma, ma residente a Catania. Il  personaggio avrebbe simulato un sinistro, facendosi poi risarcire sul posto e successivamente avrebbe rubato il borsello all’ignara vittima. il soggetto a maggio di quest’anno, mentre si trovava nel centro di San Giovanni La Punta (CT), fingendo di avere patito un incidente stradale ha  lamentato un graffio allo sportello e  costretto un automobilista a fermarsi facendosi risarcire il presunto danno dietro corresponsione di 150 euro in contanti. Il  personaggio, non contento della truffa portata a termine, avrebbe approfittando di un attimo di distrazione della vittima,  e rubato anche il borsello contenente altri 700 euro. Il GIP del Tribunale di Catania,   avvalendosi dell’informativa prodotta dai Carabinieri della locale Stazione, ha ritenuto opportuno emettere un provvedimento cautelare nei confronti di Arcangelo BEVILACQUA,  puntualmente eseguito ieri pomeriggio dai CC di OGNINA che lo hanno relegato ai domiciliari.


Acireale – Arresto per usura, estorsione: gatto morto ad ingresso azienda. Agenti del Commissariato P.S. di Acireale hanno arrestato Mario FOTI   31enne in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Catania, giusta richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica etnea, per i reati di usura aggravata, estorsione continuata e lesioni ai danni di un imprenditore operante nel territorio acese. L’imprenditore, nei giorni scorsi si era recato presso il Commissariato di Acireale in preda al più assoluto sconforto, denunciando di essere da tempo vittima del FOTI, al quale in un tempo pregresso di grave crisi finanziaria aveva chiesto un prestito per una cifra intorno a 15.000€. Lo stesso imprenditore non era riuscito a rispettare le scadenze pattuite, già di per sé usurarie, per cui il debito aveva prodotto interessi composti pari al 10% mensile. La vittima di fronte alle difficoltà crescenti, anche per l’aumento esponenziale del debito,aveva chiesto clemenza, ma per tutta risposta erano arrivate le minacce, anche sotto forma di avvertimenti, nonché le aggressioni verbali e fisiche; di fronte alla sede dell’impresa era stato trovato nei giorni scorsi persino un gatto morto.  L’imprenditore aveva taciuto, anzi aveva coperto le minacce, fino a quando è entrato  in uno stato di esasperazione e, consigliato da un’associazione di categoria, si è rivolto all’ufficio di Pubblica Sicurezza acese, che ha effettuato i dovuti riscontri.  La polizia ha poi riferito le risultanze all’Autorità Giudiziaria,  che ha emesso in tempi rapidi il provvedimento restrittivo già eseguito. FOTI è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.


Mascali  CTCC 1 preso nel cedere 100 grammi “hashish”.  Azione fulminea dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Giarre (CT) che, ieri sera a Mascali (CT), in collaborazione con i militari della locale Stazione, hanno arrestato, nella flagranza, Salvatore CALTABIANO 39enne, ritenuto affiliato al clan Brunetto, contiguo a cosa nostra catanese, ed un incensurato, G.A, 19enne, ritenuti responsabili in sequenza di cessione  e  detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I CC si sono appostati in Via San Giuseppe, sotto casa del personaggio noto, ed al momento propizio gli sono piombati addosso nel preciso istante in cui stava cedendo 1 panetto da 100 grammi di  “hashish” al giovane (scelto consapevolmente per lo status di soggetto con la fedina penale “pulita”, quindi arruolabile tra le fila dei spacciatori).  In casa del cedente sono stati altresì rinvenuti e sequestrati 1.100 euro in contanti, probabile introito di altre operazioni legate allo spaccio di droga. Entrambi gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Piazza Lanza.


Acireale - Furto energia col “magnete”, 6 smascherati. Agenti del Commissariato P.S. di Acireale hanno proceduto, su richiesta di personale dell’Ufficio Verifiche ENEL di Catania, ad alcuni controlli mirati ad esercizi commerciali e pubblici ed abitazioni residenziali. I poliziotti  hanno verificato 6 immobili, in ciascuno dei quali è stato riscontrato un furto di energia elettrica, mediante il sistema del cosiddetto “magnete”, per cui sono stati denunciati i titolari del relativo contratto di somministrazione o i reali utilizzatori beneficiari della fornitura. L’autore del furto, nei casi in questione, si giova di un espediente al fine di simulare un mancato consumo od un consumo di gran lunga inferiore a quello effettivo, applicando al contatore una calamita di grosse dimensioni, che riesce ad alterare la lettura del contatore, in modo da far risultare un consumo inferiore a quello reale di un percentuale fino al 97%. Nel caso di un noto bar del centro acese il danno stimato, considerato il presumibile lasso di tempo, si aggira intorno ad 150.000 Euro. In una macelleria il danno stimato è stato calcolato intorno ad 40.000 Euro. Il proprietario, in questo caso ha inveito in maniera violenta contro gli operatori di polizia, facendo resistenza e procurando lesioni ad uno di loro al fine di permettere ad un dipendente di staccare il magnete ed impedire quindi l’accertamento. Il magnete è stato comunque ritrovato nel retrobottega e sequestrato. La lettura della curva dei consumi ha permesso di stimare appunto l’ammanco in 40.000 Euro, considerato il punto in cui il grafico ha registrato un picco corrispondente al momento in cui era stato asportato il magnete. Considerate le circostanze del fatto, un incensurato  58enne è stato arrestato ai domiciliari per furto aggravato continuato di energia elettrica, in concorso, e per resistenza e violenza a P.U. e condotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, poi revocati.  Un dipendente è stato denunciato per favoreggiamento. Altre  due persone nel mese scorso erano state arrestate per fatti analoghi; in quel caso l’esercizio commerciale era un negozio di generi alimentari e relativo deposito, con un danno stimato di 100.000. Euro. La polizia sta svolgendo ancora indagini volte all’identificazione di eventuali irregolarità in esercizi commerciali od in private abitazioni che utilizzano gli stessi sistemi per rubare l’energia elettrica.


CataniaGuida moto controsenso ed investe agenti all’alt, 1 ai domiciliari. Uomini della “Sezione Volanti” dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, di mattina, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio,  hanno arrestato ai domiciliari il già noto catanese Marcello PESCATORE 21enne per resistenza al P.U., lesioni personali, danneggiamento e guida senza patente perché mai conseguita.   L’equipaggio della “Volante” , alle ore 4,30 circa, ha controllato, un individuo a bordo di scooter il quale stava percorrendo la via Plaia, in senso di marcia opposto a quello consentito dalla segnaletica stradale. Il conducente, anziché ottemperare all’invito degli agenti di fermarsi, ha aumentato l’andatura ed a forte velocità si è scagliato in direzione dei tutori dell’ordine, uno dei quali ha riportato lesioni personali, provocando nel contempo, danni alla carrozzeria dell’auto di servizio, per poi darsi alla fuga. il soggetto a seguito di un movimentato inseguimento è stato bloccato nei pressi di via Madonna delle Salette. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo.


Pedara  CT -  CC, fidanzati presi a “ripulire” appartamento “Tarderia” . I Carabinieri della Stazione di Pedara (CT) hanno bloccato, nella flagranza,  una giovane coppia di fidanzati, entrambi 21enni, per furto aggravato in concorso.  I due proprio nel pomeriggio di ferragosto avevano deciso di forzare la porta d’ingresso di un’abitazione di Via Tarderia 78, in quel momento disabitata, per asportarne mobili e suppellettili vari. Carabinieri di pattuglia per sfortuna dei maldestri, hanno notato l’anomalia delle ante in legno divelte all’ingresso  ed entrati nell’immobile  hanno sorpreso i due a rubare. Il proprietario di casa è stato immediatamente avvisato mentre per i ladruncoli il magistrato di turno, dopo averne convalidato l’arresto,  ne ha disposto la momentanea liberazione in attesa di giudizio.


AcitrezzaPolizia Nautica salva 11 bagnanti investiti da nubifragio su natanti in alto mare. Agenti della Squadra Nautica dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, nel tardo pomeriggio di ieri, nello specchio d’acqua antistante l’isola Lachea,  a bordo di una motovedetta della Polizia di Stato, durante il controllo delle coste del litorale ionico, hanno tratto in salvo 11 persone tra cui 2 bambini. I bagnanti, a bordo di 4 pedalò ed 1 canoa, a causa di un improvviso e violento temporale abbattutosi nella zona, venivano sorpresi dalle sfavorevoli condizioni meteo, e non riuscendo a governare i piccoli natanti venivano sospinti dal forte vento verso il largo. In due contestuali operazioni di soccorso, sia le persone che i mezzi nautici, venivano rimorchiate e poste in sicurezza all’interno del porto di Acitrezza.


Aci Sant’Antonio  CT - Pugno a  Vigile Urbano: CC, 1 ai domiciliari. Salvatore ZINNA 52enne di Mascalucia (CT), di sera stava litigando con alcuni giovani nella centralissima Piazza Cantarella ad Aci Sant’Antonio (CT). Un  Vigile Urbano del locale ufficio di Polizia Municipale  era ad assistere al battibecco  ed è intervenuto  per calmare gli animi ed identificare i contendenti, ma è stato aggredito dal personaggio che gli ha sferrato un pugno sul viso. Qualcuno dei presenti ha avvertito i Carabinieri della locale Stazione che sono intervenuti sul posto e riusciti a bloccare ed ammanettare l’aggressore. Il vigile,  visitato dal dottore di turno della guardia medica, è stato riscontrato affetto da lesioni guaribili in un paio di giorni. L’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, dove risponderà di resistenza a pubblico ufficiale,   è stato relegato ai domiciliari.


Fiumefreddo CT60enne tenta violenza sessuale su dottoressa consultorio familiare. L’aggressione sessuale è stata alle 20:00 ai danni del medico di Fiumefreddo di Sicilia (CT). Il soggetto è stato poi inseguito ed arrestato dai CC.  I Carabinieri della locale Stazione immediatamente sono accorsi in aiuto della poveretta riuscendo ad inseguire  ed acciuffare l’aggressore, identificato per Q.F. 60enne, già noto della zona jonica.  Il medico, una dottoressa applicata  al servizio di ginecologia, avendo dimenticato il telefono cellulare nell’ambulatorio è rientrata per riprenderlo lasciando la porta d’ingresso socchiusa. L’individuo, appostato all’esterno della struttura, ne ha approfittato ed in pochi istanti è entrato  sorprendendo la donna alle spalle, afferrandola per un braccio e strappandole alcuni indumenti di dosso allo scopo di abusarne sessualmente. La vittima coraggiosamente ha opposto resistenza riuscendo a divincolarsi e trovare  rifugio in una abitazione limitrofa da dove ha chiamato il 112. La vittima, curata dai medici dell’Ospedale di Taormina (ME), per sua fortuna, ha solo riportato  delle  “escoriazioni agli arti inferiori e superiori”, guaribili in pochi giorni. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza con le accuse di violenza sessuale e sequestro di persona.


CataniaPolizia ammanetta ai traghetti corriere 68enne con 4,7kg cocaina. Polizia  arresta: Sebastiano ADORNO 68enne, in quanto ritenuto responsabile del reato di trasporto e detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Agenti della Squadra Mobile - Sezione “Antidroga”, ieri, a seguito di attività info-investigativa, hanno appreso che in tarda serata sarebbe giunto in centro un anziano signore a bordo di una VW Passat station wagon di colore bianco con un ingente carico di cocaina. Uomini dell’Antidroga considerato che il corriere sarebbe giunto verosimilmente dalla Campania, hanno deciso di predisporre, già dal pomeriggio, un servizio mirato di osservazione all’imbarcadero dei traghetti del porto di Messina. Gli investigatori hanno visto, dopo alcune oro di paziente attesa, una Volkswagen Passat del tipo segnalato con a bordo un signore brizzolato, successivamente identificato per ADORNO è scesa da un traghetto in terra siciliana. Il soggetto, dopo avere fornito ai tutori dell’ordine  differenti versioni sulla sua provenienza, dapprima ha dichiarato di provenire da Velletri quindi dalla città di Napoli. Il sospetto è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile,  dove, a seguito di meticolosa perquisizione eseguita nel mezzo, abilmente occultati nei pannelli degli sportelli posteriori, venivano rinvenuti e sequestrati  4 panetti di cocaina per un peso lordo complessivo di kg.4,700. La droga del valore di oltre 200.000 euro, avrebbe fruttato, sul mercato etneo almeno 600-700 mila euro. ADORNO espletate le formalità di rito, è stato associato presso il carcere di Catania “piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania Preso corriere con  10 panetti cocaina 11kg. La Polizia di Stato ha tratto in arresto Bruno PALESE 51enne, in quanto ritenuto responsabile del reato di trasporto e detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Agenti della Squadra Mobile - Sezione “Antidroga”, ieri mattina, transitando lungo la tangenziale hanno notato, nei pressi dello svincolo di San Giorgio, 1 furgone Fiat Ducato con 1 individuo alla guida. Il conducente, alla vista della pattuglia “civetta” ha  imboccato lo svincolo tentando di eludere il controllo. La manovra non è passata certo inosservata e gli agenti hanno deciso di procedere al controllo del mezzo.  Il  conducente, fermato, identificato per Bruno PALESE, autotrasportatore incensurato, ha manifestato evidenti segni di insofferenza, dichiarando di avere sbagliato strada. La condotta anomala e le gratuite giustificazioni rese dell’uomo hanno fatto nascere il sospetto che potesse detenere all’interno del mezzo qualcosa di illecito.  Gli  investigatori stavano procedendo alla perquisizione del furgone, e PALESE ha ammesso di avere all’interno della droga. Abilmente occultati all’interno di un pannello posteriore, sono stati rinvenuti e sequestrati nr.10 panetti di cocaina per un peso lordo complessivo di kg.11,320. La droga del valore di oltre 500.000 euro, avrebbe fruttato, sul mercato etneo 3 milioni di euro. Espletate le formalità di rito, il predetto è stato associato presso il carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Gravina di Catania - Lite condominiale: minaccia vicino con ascia, si scaglia contro i CC I Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania hanno arrestato, in flagranza, un 54enne, di San Giovanni La Punta (CT), ritenuto responsabile di minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. La lite è scoppiata ieri sera in un condominio di via Avola a San Giovanni La Punta (CT). Il condomino, al culmine di una diatriba, scaturita da questioni di natura condominiale, ha imbracciato l’ascia brandendola minacciosamente nei confronti del vicino di casa.  L’opportuna richiesta di aiuto al 112, espressa da altri condomini presenti,  ha permesso l’immediato intervento di 2 pattuglie dei CC che appena giunte sul luogo hanno affrontato l’energumeno. Il soggetto era in evidente stato di alterazione psicofisica, dovuta all’abuso di alcol, non ha esitato a scagliarsi contro i militari intervenuti. L’aggressore, dopo una breve colluttazione,  fortunatamente è stato bloccato ed ammanettato. L’ascia è stata sequestrata mentre l’arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa di essere giudicato per direttissima.  


Catania –  Furto su moto: 3 maldestri presi in corso Italia.  Sono finiti in manette ai domiciliari: Gaetano Mario TERNULLO 27enne, Graziano PREVITE 24enne e  G.D 25enne. I soggetti erano arrivati  in loco a bordo di un’elegante Mercedes, ma anziché godersi il fresco della notte e passeggiare per il centro cittadino, si erano armati di leve, cacciaviti e quant’altro di utile per forzare il blocco d’accensione di uno scooter,  Honda SH, lasciato in sosta nella vicina via Giuseppe Simili. I personaggi hanno, quindi, lasciato in sosta la vettura, per passare all’attacco del motociclo, all’evidente scopo di farlo sparire.  La  mossa  ha attirato l’attenzione di alcuni passanti che hanno trovato facile appoggio nell’equipaggio della Volante “Bellini” che perlustrava  la zona. I poliziotti, avendo capito al volo con cosa si sarebbero trovati ad avere a che fare, hanno  chiesto  ausilio di un altro equipaggio, per precludere ai malfattori ogni via di fuga. La  Volante “Squalo”, equipaggio di coordinamento delle pattuglie, ha fatto spalla ai poliziotti, chiudendo in una trappola ben congegnata i tre scassinatori i quali, nel frattempo,  avevano abbandonato lo scooter, allontanandosi a bordo della loro Mercedes. Il terzetto aveva già fatto in tempo a scassinare la moto che è stata riconsegnata al proprietario, dopo la formalità della denuncia. Gli arrestati, su disposizione del P.M. di turno, sono stati condotti presso le rispettive abitazioni, in regime di arresti domiciliari, dove attendono il giudizio “per direttissima”.


Palagonia  CT - Coltiva “marijuana” in agrumeto, ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Palagonia (CT) hanno arrestato ai domiciliari, in flagranza,  C.G., 26enne del luogo, per coltivazione di sostanze stupefacenti. I militari, stamattina, a conclusione di mirata attività investigativa, hanno proceduto ad una perquisizione nella casa rurale e nel terreno di proprietà del giovane, in contrada ALBANELLO, rinvenendo e sequestrando alcune piante di canapa indiana ingegnosamente coltivate tra gli alberi di agrumi.L’arrestato è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima.


Catania – 1 tenta rapina ad anziano che esce da poste: ammanettato. La Squadra Mobile ha tratto in arresto Simone MELARDI 36enne già noto, perché ritenuto responsabile di tentata rapina aggravata ai danni di una persona anziana che aveva usufruito dei servizi postali. Una  pattuglia della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, nella mattinata di ieri, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio nella zona del centro cittadino, in servizio nella zona di Corso Italia a protezione di uffici postali e di sportelli bancari, è intervenuta davanti al Palazzo delle Scienze, a seguito della segnalazione di una tentata rapina, ad opera di un singolo malvivente, ai danni di un anziano che era appena uscito dal vicino ufficio Postale. Agenti sul posto,  hanno acquisito le prime descrizioni dell’aggressore dalla stessa vittima, riuscendo poco dopo ad intercettare Simone MELARDI, già noto per reati contro il patrimonio, a poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione, esattamente in via Alberto Mario angolo via Simili. La vittima, alla quale il malvivente, nonostante l’età avanzata, aveva inferto alcuni colpi, ha riferito che il rapinatore, dopo averlo minacciato verbalmente, gli aveva intimato la consegna del denaro, che l’anziano per precauzione aveva evitato di prelevare, essendosi accorto di un individuo sospetto all’interno del citato ufficio postale.  MELARDI condotto presso gli uffici della Squadra Mobile, è stato dichiarato in arresto per il reato di tentata rapina aggravata e associato presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza”. L’anziano, ricevuto dal Dirigente della Squadra Mobile, ha ringraziato gli uomini dei “Condor” per la positiva conclusione della vicenda e per l’umanità dimostrata nei suoi riguardi.


CataniaOmicidio Fichera, luce dei collaboratori, accusato Orestano. Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, la Squadra Mobile di  Catania ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa in data 24.7.2015 dal G.I.P. del  Tribunale di Catania, nei confronti di: Giuseppe ORESTANO 52enne già noto, già detenuto per altra causa, ritenuto responsabile, in qualità di esecutore materiale, dell’omicidio del noto  Sebastiano FICHERA (cl.1971), commesso a Catania la sera del 26 agosto 2008. Agenti della Squadra Mobile, alle ore 20.10 circa del 26 agosto 2008, a seguito di una segnalazione giunta su linea 113, si recarono in  via Cairoli, nel popolare rione Nesima, dove dinanzi al civico 39 era stato attinto mortalmente da colpi d’arma da fuoco Sebastiano FICHERA, noto per associazione, traffico di stupefacenti, reati contro il patrimonio ed altro, Sorvegliato Speciale di P.S. I poliziotti durante il sopralluogo  accertarono che FICHERA, mentre si trovava a bordo di uno scooter, era stato fatto segno mortalmente, da ignoti killer, con 3 colpi d’arma da fuoco   alla nuca ed alla spalla. Sul selciato furono rinvenuti 4 bossoli calibro 7.65.  La misura cautelare compendia gli esiti di indagini tecniche condotte dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento della D.D.A., corroborate dalle dichiarazioni rese nel tempo all’Autorità Giudiziaria da numerosi collaboratori di giustizia.  Per il medesimo delitto, in data 1 dicembre 2011 era stato tratto in arresto, in esecuzione di misura cautelare  Biagio SCIUTO 66enne, ritenuto capo indiscusso dell’omonima cosca mafiosa, il quale, in qualità di mandante, aveva deciso l’eliminazione del FICHERA, anch’egli affiliato ai Tigna, a seguito di contrasti economici. Gli investigatori non escludono che  venisse imputato alla vittima di fare affari nel settore degli stupefacenti con appartenenti alla cosca Cappello - Bonaccorsi senza dare conto alla famiglia di appartenenza. Questa circostanza sarebbe stata mal tollerata dai vertici della cosca Sciuto - “Tigna” che si vedevano sottratti ingenti guadagni in favore della famiglia Cappello – Bonaccorsi.  Proprio a causa di tale situazione, ritenendo che FICHERA mancasse ai propri doveri di affiliato, Biagio SCIUTO e Giacomo SPALLETTA ne avrebbero decretato la morte. Le indagini svolte costituiscono l’ideale prosecuzione ed il completamento di quelle sfociate nell’operazione Revenge dell’ottobre del 2009 e Revenge III del novembre 2011 che hanno consentito di disvelare numerosi fatti di sangue commessi nell’arco dell’ultimo decennio.


Catania Pistola e munizioni illegali in casa, 1  in manette. La Polizia ha tratto in arresto: Gianluca SAPIENTE 32enne, perché responsabile di detenzione illegale e ricettazione di arma clandestina con relativo munizionamento. Agenti della Squadra Mobile – Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” sabato sera avevano acquisito notizia confidenziale secondo cui un soggetto, tale Gianluca SAPIENTE già noto in materia di stupefacenti, abitante nel rione di San Giovanni Galermo, deteneva presso la sua abitazione un’arma da fuoco. Gli Agenti dopo aver esperito i preliminari accertamenti, si sono recati sul posto per eseguire una perquisizione domiciliare nel corso della quale SAPIENTE veniva trovato in possesso di 1 pistola cal.9 con matricola abrasa, con colpo in canna e caricatore rifornito. Espletate le formalità di rito, il soggetto è stato associato presso il carcere di Catania “piazza Lanza” ad disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania Minorenne indotta a prostituzione, 1 nigeriana condannata. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Mercy OSAWE, 47enne su Ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania il  4 luglio 2015 dovendo espiare la pena di 2  anni, 3 mesi   e 4 giorni   di reclusione per il reato di tratta di persone. L’arresto della cittadina nigeriana rientra in una più vasta attività condotta dalla Squadra Mobile – Squadra Catturandi a carico di soggetti colpiti da provvedimenti restrittivi dell’Autorità Giudiziaria. La donna era stata tratta in arresto nel luglio del 2008 ad esito di complesse indagini condotte dalla Squadra Mobile nei confronti di alcuni cittadini nigeriani, ritenuti responsabili di riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione ai danni di una connazionale minorenne. Le investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania hanno fatto luce su un caso di una giovane nigeriana minorenne che era stata acquistata per 11.000 euro e dopo essere stata assoggettata al gruppo tramite il c.d. rito wodoo era stata costretta a prostituirsi nella zona di via L.Sturzo.


Catania -  Revoca domiciliari a presidente  Pulvirenti e Cosentino.

Il massimo dirigente del Calcio Catania Nino Pulvirenti e l'amministratore delegato Pablo Cosentino  su decisione del Gip Fabio Di Giacomo che ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari dopo le dimissioni dei due dai loro incarichi ha ottenuto la revoca dei domiciliari. I due dirigenti hanno l'obbligo di firma 4 giorni a settimana in un ufficio della polizia di Stato ed il divieto di espatrio, e per questo gli sono stati ritirati i passaporti. Pulvirenti e Cosentino, erano ai domiciliari dal 23 giugno scorso per truffa e frode sportiva.


Catania CC catturano al mare nel siracusano  latitante ritenuto dei “Santapaola”.   E’ finita la latitanza per   Stefano PREZZAVENTO 30enne, ritenuto “vicino” alla famiglia mafiosa “Santapaola-Ercolano” e già coinvolto in una delle tranche dell’operazione “Fiori Bianchi”, eseguita nel 2013  dai Carabinieri di Catania. Era ricercato dal 2 ottobre dell’anno scorso quando, per evitare un controllo dei Carabinieri, evase dai domiciliari, dov’era ristretto per aver violato la sorveglianza speciale,  rendendosi irreperibile. i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania,  ieri sera, con un blitz fulmineo, lo hanno localizzato e catturato in una abitazione di Contrada Granelli a Pachino (SR) dove, con moglie e figli, si “godeva” la clandestinità a pochi metri dal mare. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Siracusa.  


Catania -  DIA sequestra beni ergastolano Brunno. Collaboratore Giustizia conferma disponibilità appartamento intestato a costruttore. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania, in queste ore, sta sequestrando beni mobili e immobili riconducibili e nella disponibilità del boss di cosa nostra Sebastiano BRUNNO,

   video arresto

 

alias "Neddu a crapa" e del suo nucleo familiare. Le attività di sequestro scaturiscono dal provvedimento emesso dal Tribunale di Siracusa – Sezione Penale a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Procura della Repubblica di Catania, diretta dal dott. Giovanni Salvi, all’esito degli accertamenti delegati al Centro Operativo DIA di Catania, diretto dal Primo Dirigente della P.S. dr. Renato Panvino. Sebastiano BRUNNO, il cui nome era inserito nell’elenco dei ricercati più pericolosi e già condannato, nel 2005, dalla Corte di Assise di Appello di Catania, alla pena dell’ergastolo per il reato di concorso in omicidio aggravato di Nicolò AGNELLO,  è considerato un capo del clan lentinese “Nardo”,  legato al gruppo Santapaola di Catania. La  condanna inflitta al BRUNNO nel 2009 diventò definitiva e lo stesso, al fine di sottrarsi alla gravosa espiazione della pena, si rese irreperibile, rimanendo “latitante” fino al 2 ottobre scorso, quando fu arrestato a nord dell’isola di Malta. Il provvedimento di sequestro aggredisce l’intero patrimonio riconducibile all’ex superlatitante, tra cui  un appartamento a Carlentini, che benché risulti ancora intestato all’impresa costruttrice che lo realizzò, secondo numerose evidenze investigative è assolutamente da ritenere nella disponibilità del Sebastiano BRUNNO. Oltre alla marcata sperequazione tra redditi e patrimonio del boss lentinese, hanno consentito di ricostruire una chiara riconducibilità dell’appartamento in sequestro al BRUNNO anche le dichiarazione rese da un collaboratore di giustizia che ha riferito: “l’appartamento dove abita ancora oggi la famiglia Brunno (a Carlentini, in zona Balate di Zacco) è tuttora intestato al costruttore …omissis…, ma si tratta di un trucco finalizzato ad evitarne il sequestro da parte della magistratura; ciò mi è stato raccontato dallo stesso Brunno nel 2007-2008”. L’attività del Centro Operativo di Catania è incentrata sul principio “di doppia azione”, cioè oltre al contrasto al crimine, assicurando alla giustizia i partecipanti ai sodalizi criminali, si affianca quello patrimoniale, al fine di spogliare di qualunque risorsa i sodalizi criminali depotenziando l’intera organizzazione ed è proprio in tale ambito si innesta il sequestro del patrimonio di Sebastiano BRUNNO, del valore stimato in circa 200.000,00 euro, che testimonia una costante attenzione all’evoluzione del fenomeno mafioso da parte della Magistratura in stretta collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia.


Catania - Viola Sorveglianza Speciale, ai domiciliari.  Agenti dell’U.P.G.S.P., hanno arrestato ai domiciliari il già noto Giuseppe NICOLOSI 40enne per l’inosservanza delle prescrizioni inerenti la Sorveglianza Speciale di P.S. Il soggetto è stato sorpreso alla guida di una moto, è stato controllato intorno alle ore 16.50 dai componenti di una Volante che stavano pattugliando la via Carlo Pisacane. I poliziotti dagli accertamenti esperiti, hanno  appurato che lo stesso era sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Catania, a seguito della quale gli era stata revocata la patente di guida.  NICOLOSI è stato condotto in Questura da dove, su disposizione del P.M. di turno, è stato tradotto agli arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del giudizio per direttissima.


Fiumefreddo di Sicilia CTEvade dai domiciliari, CC preso. I Carabinieri della Stazione di Fiumefreddo di Sicilia hanno arrestato ai domiciliari Carmelo COCO, 30enne, del luogo, già sottoposto ai domiciliari, per evasione. Una  pattuglia dell’Arma, ieri mattina  durante un servizio finalizzato a controllare individui sottoposti a misure restrittive, hanno sorpreso  il personaggio sulla pubblica via mentre si allontanava dalla sua abitazione, senza plausibili motivi, violando così i vincoli della misura cui era soggetto. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto nuovamente agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima.  


Belpasso -   Rapinatori minacciano anziana madre tabaccaia con lama alla gola, filmati ed identificati, CC 2 ai domiciliari. Sabato sera, intorno alle 17:00,  i due criminali, con i volti coperti da passamontagna ed armati di taglierino, hanno fatto irruzione nella tabaccheria di Via Roma 127 e sotto la minaccia dell’arma, rivolta contro l’anziana madre della proprietaria, in quel momento seduta vicino l’ingresso della rivendita, hanno rapinato, alla presenza di alcuni clienti e della stessa titolare,  tabacchi e valori per un ammontare di circa 500 euro. Finita l’azione delittuosa sono fuggiti a piedi. La  richiesta d’aiuto al 112 del Comando Provinciale  ha allertato i militari della locale Stazione e le “gazzelle” del radiomobile della Compagnia di Paternò, in pochi minuti hanno raggiunto il luogo della rapina. Gli investigatori analizzando  i filmati registrati dalle telecamere a circuito chiuso posizionate nella rivendita, grazie anche all’ottima conoscenza del territorio ed alle testimonianze dei presenti,  sono riusciti ad identificare i rapinatori e catturarli poco dopo nelle loro abitazioni. I soggetti sono stati accompagnati in caserma e messi alle strette hanno confessato le proprie responsabilità. I Personaggi sono stati condotti dai militari in aperta campagna dove avevano nascosto i passamontagna ed  il taglierino utilizzati per la rapina. Gli arrestati, un 18enne e un 17enne, entrambi del posto, come disposto dall’Autorità Giudiziaria sono stati posti ai domiciliari. I carabinieri stanno svolgendo approfondimenti investigativi per risalire all’identità della terza persona che dopo la rapina ha preso in “custodia” la refurtiva ancora non recuperata.


Catania - La Squadra Mobile ha arrestato ai domiciliari Francesco Alfio TERRANOVA  52enne già noto sfuggito alla cattura lo scorso 16 giugno nell’esecuzione dell’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa l’8 giugno 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di  30 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (cosca Mazzei- “Carcagnusi”), associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, estorsione, rapina, furto e reati in materia di armi, aggravati dall’art.7 L.203/91.  Il soggetto, ieri sera, si è presentato spontaneamente presso gli uffici della Mobile, dove i tutori dell’ordine hanno formalizzato l’arresto e, quindi, l’hanno sottoposto agli arresti domiciliari.

Catania - La Squadra Mobile ha dato esecuzione di un ordine, di carcerazione, eseguito nei confronti del già noto Dario RUSSO,  42enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il 17.6.2015 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania. Il soggetto deve espiare la pena di 2 anni, 5 mesi e 15 giorni di reclusione per il reato di furto aggravato.


Caltagirone 2 romeni rapinano anziano in centro, in manette. Si  tratta di Ionut Sebastian LUPU 18enne e Ionut  SPIESCU 23enne di origini romene. Operazione lampo dei Carabinieri della Compagnia di Caltagirone. Che di mattina gli investigatori erano riusciti, nella flagranza,  ad assicurare alla giustizia  i 2 personaggi.  Ionut Sebastian LUPU 18enne,  di origini romene, che I maldestri intorno alle 12:00, avevano rapinato della collana d'oro un pensionato, di 62 anni, mentre stava passeggiando in Via Alessandro Manzoni. Il giovane, Ionut Sebastian LUPU è stato intercettato ed arrestato a poche centinaia di metri dal luogo del reato, precisamente in Viale Maria Milazzo, ed  era stato rinchiuso nel carcere di Caltagirone. L’acume investigativo degli inquirenti ha permesso, anche attraverso le immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza presenti nella zona, di dare un volto all’altro criminale rintracciato di sera, intorno alla mezzanotte, nella sua abitazione di Grammichele (CT) dove,  i militari, durante la perquisizione, hanno rinvenuto e sequestrato, celati dentro una stufa, gli indumenti utilizzati dal malvivente nel corso della rapina.     Ionut  SPIESCU è accusato di rapina in concorso e lesioni personali. Il giovane, sottoposto a fermo di indiziato di delitto,  su disposizione dell’Autorità Giudiziaria,  ha raggiunto il complice nel carcere di Contrada Noce di Caltagirone CT. 


Catania30 misure cautelari per clan Mazzei, anche commercianti invischiati nel pizzo.  Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, la Polizia di Stato ha in corso di esecuzione un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 30 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso - cosca Mazzei “Carcagnusi”-, associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapina e reati in materia di armi, con l’aggravante di avere agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche della citata organizzazione mafiosa ed al fine di agevolarla. La misura cautelare condotta dalla Squadra Mobile di Catania riguarda la famiglia Mazzei inserita in Cosa nostra e legata a quella palermitana, in quanto Santo MAZZEI, suo capo bastone -  in atto detenuto in regime di cui all’art.41 bis O.P. - divenne “uomo d’onore” su decisione del boss corleonese Leoluca BAGARELLA. Tra i destinatari della misura cautelare figura l’attuale reggente, Sebastiano MAZZEI, inteso “Nucciu ‘u carcagnusu”, figlio di  Santo MAZZEI, latitante sino allo scorso 10 aprile allorquando venne arrestato dalla Polizia di Stato in una villetta in territorio di Ragalna (CT).  Gli investigatori, nel corso delle indagini, hanno arrestato in flagranza di reato alcuni affiliati mentre ritiravano il “pizzo” presso attività commerciali,  sono stati   sequestrati:   sostanza stupefacente ed armi da fuoco. Tra i destinatari, figurano diversi imprenditori e commercianti ai quali è stato  contestato il reato di concorso in estorsione attuata con modalità mafiose per essersi rivolti ad esponenti dell’organizzazione Mazzei per recuperare i propri crediti.


CataniaAntidroga blocca 2 corrieri su panda con 700 gr marijuana. La Squadra Mobile ha arrestato due di origine magrebina: Hicham MAJI 20enne  e Abdelali ZGAIDA 23enne perché responsabili, in concorso tra loro, di trasporto di marijuana. I  poliziotti a seguito di un intensa attività info-investigativa, avevano appreso che nella mattinata di giovedì 4 giugno sarebbe giunto a Catania un carico di droga, trasportata da cittadini extracomunitari a bordo di un’auto  Fiat Panda. Gli uomini della Sezione “Antidroga”, hanno quindi predisposto un servizio mirato di osservazione presso i caselli dell’autostrada A/19, in località San Gregorio. I poliziotti, dopo lunghe ore di attesa, hanno notato 2 soggetti dai tipici tratti somatici del Maghreb, viaggianti proprio a bordo di una vettura Fiat Panda. I due soggetti a seguito di espressa richiesta degli uomini dell’Antidroga, non hanno fornito spiegazioni plausibili circa il loro viaggio in Sicilia, mostrando, nella circostanza, segni di insofferenza al controllo che, in prima battuta, dava esito negativo. I poliziotti al fine di verificare meglio la posizione dei due stranieri e per procedere ad un accurato controllo del mezzo, hanno accompagnato entrambi presso gli uffici della Mobile dove, a seguito di un’approfondita perquisizione, nella vettura sono stati rinvenuti 2 confezioni contenenti marijuana, per un peso complessivo di 700 gr. circa.


CataniaGuardia Costiera blocca escavatore, mentre scava varco abusivo in scogliera.  Militari del Nucleo Operativo Difesa Mare della Guardia Costiera di Catania e Acireale, coadiuvati dalla Polizia Municipale di Acireale, nel corso della quotidiana attività di controllo del territorio, hanno sorpreso un individuo, che in località Pozzillo del Comune di Acireale, con l'ausilio di un escavatore, stava provvedendo a creare un varco abusivo nella scogliera. Al momento dell'intervento dei militari, erano stati spostati massi per circa 17 metri lineari con conseguente danneggiamento della scogliera lavica. Al fine di impedire il pericolo di un ulteriore deturpamento dell'ambiente costiero, la Guardia Costiera ha  provveduto all'immediato sequestro del mezzo meccanico identificandone il conduttore. I militari, dopo brevi indagini hanno provveduto, altresì, ad individuare il committente dei lavori.  Entrambi  i soggetti,  sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria per il reato di occupazione abusiva di pubblico demanio marittimo e deturpamento  di bellezze naturali.


CataniaStupefacenti, 19enne in manette. Agenti del Commissariato Centrale ieri, hanno individuato ed arrestato il già noto Pietro D’AMICO 19enne nato a Catania, in ottemperanza al Provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Catania. Il giovane deve  espiare la pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione, con multa di 15.000€ ed interdizione dai Pubblici Uffici per la durata di 5 anni, per i reati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale ed evasione , commessi nel 2013 e 2014.


Catania Antidroga trova 15 panetti: 1,5 kg hashish e 8 di cocaina, 2 a Piazza Lanza. La Squadra Mobile ha tratto in arresto i già noti Salvatore SANTITTO 52enne e Salvatore GRASSO 21enne per il reato di trasporto e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish e cocaina. Poliziotti della Sezione “Antidroga” nell’ambito dei servizi predisposti dal Questore di Catania Marcello Cardona, finalizzati al contrasto dello spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, hanno individuato, a San Giorgio di Catania, GRASSO e SANTITTO, già noti, a bordo di una Citroen C2. I soggetti sono stati immediatamente fermati e sottoposti a controllo ad esito del quale, all’interno della vettura, sono stati rinvenuti 15 panetti di hashish per un peso complessivo di 1,5 kg. circa. La perquisizione è stata estesa all’abitazione di GRASSO, dove sono stati rinvenuti  8 involucri contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr.40 circa nonché un bilancino di precisione e sostanza da taglio. GRASSO e SANTITTO espletate le formalità di rito, sono stati associati presso il carcere “Piazza Lanza” di Catania a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.


Catania Ricercato a Milano per tentato omicidio, preso a Catania.  Agenti della polizia di Stato, hanno sottoposto alla misura precautelare del fermo di P.G. il già noto catanese Roberto MICALE 40enne, perché gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e porto abusivo d’arma da fuoco. L’equipaggio della volante di zona, durante il servizio di controllo del territorio, nelle prime ore del mattino, transitando in via IV Novembre, ha notato 2 individui sospetti a bordo di una Seat Ibiza che risultava da ricercare. Il  conducente, alla vista della Polizia, ha accelerato a tutto gas per eludere il controllo, ma dopo qualche centinaia di metri gli agenti sono riusciti a bloccare l’auto in fuga. I  poliziotti dagli accertamenti effettuati hanno compreso che a carico di uno dei due individui, nello specifico MICALE, pendesse una nota di rintraccio emessa dal Commissariato di P.S. di “Scalo Romana” (Mi) per il reato di tentato omicidio e porto illegale d’arma da fuoco.  Il soggetto, infatti, il 10 aprile scorso a Milano, in via Gratosoglio, dopo essersi reso responsabile di un duplice tentativo di omicidio finito con il ferimento di una persona ad una gamba, si era dato alla macchia facendo perdere le proprie tracce.  Il P.M. di turno, notiziato di quanto sopra, ha disposto che il fermato in attesa della convalida fosse associato presso la Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.


Catania -  Carabinieri e ROS ammanettano latitante Rosta. I militari del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato a Licata il latitante Francesco ROSTA di Randazzo, ritenuto elemento di spicco del clan Ragaglia di Randazzo e ricercato dal settembre 2014. I Carabinieri il 22 settembre 2014 eseguirono 8 ordinanze di custodia cautelare emesse dall’Ufficio del GIP presso il Tribunale di Catania su richiesta della Procura della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di altrettanti soggetti legati al clan mafioso dei “Ragaglia”, operante a Randazzo e zone limitrofe, ai quali sono contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, furto, estorsione, usura e sequestro di persona; I militari appurarono si trattasse di un’associazione armata legata alla famiglia catanese dei “Laudani” meglio nota come dei “Mussi ‘i ficurinia”, dedita a delitti contro la persona e il patrimonio, tutte attività finalizzate all’arricchimento del sodalizio, al controllo del territorio e all’acquisizione, controllo e gestione del tessuto economico locale.  Le indagini iniziate nell’anno 2011 e si protrassero sino al 2013, mesi in cui i Carabinieri della Compagnia di Randazzo hanno monitorato, con attività tecniche e di tipo tradizionale, le mosse del sodalizio criminale e dei suoi associati. Le risultanze investigative confermarono in pieno la vitalità e l’operatività del clan, articolato nella classica struttura organizzata e verticistica il cui ruolo apicale sarebbe esercitato da Claudio RAGAGLIA, 45enne, chiamato dagli altri sodali “Il Direttore”, affiancato nell’attività di direzione da Francesco ROSTA, 72enne. Le indagini sviluppate dai carabinieri hanno permesso di evidenziare il tentativo del gruppo criminale di assumere il controllo del territorio, oltre che col controllo di ogni attività illecita anche mediante l’accurata gestione dei rapporti con altri gruppi criminali limitrofi. La forza intimidatrice del clan, specie in occasione del recupero delle somme concesse ad usura, si era manifestata con particolare violenza, tanto che, in uno degli episodi contestati, la vittima veniva sequestrata, obbligata a salire in auto ed una volta condotta in un casolare, legata, picchiata e minacciata di morte con una pistola. I riscontri investigativi, caratterizzati anche da attività tecniche di intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno permesso ai militari dell’arma di ricostruire minuziosamente i ruoli ed il vissuto criminale del clan, evidenziando anche la particolare accortezza degli associati nell’evitare i controlli delle forze dell’ordine. La cattura di Francesco ROSTA, ritenuto dagli inquirenti elemento di vertice del clan Ragaglia, articolazione dell’organizzazione mafiosa dei Laudani operante nel territorio di Randazzo, è stata effettuata, con l’ausilio dei carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Agrigento, all’esito di un’attività d’indagine sviluppata dal Nucleo Investigativo di Catania fin dal settembre del 2014 che ha consentito di localizzarlo a Licata.


CataniaROS e CC sequestrano beni mafia, 22 milioni€ : 26 immobili, 9 imprese, 6 disponibilità finanziarie. I beni sono riconducibili a Giuseppe Sandro Maria MONACO.


Catania - Pesca frodo fermata da uomini Capitaneria Porto.  Reparti  operativi della Guardia Costiera della Direzione Marittima di Catania, al termine di complesse attività d’indagine e controllo del territorio, hanno eseguito una brillante operazione finalizzata al contrasto della pesca illegale del Tonno Rosso. I militari della Guardia Costiera hanno sequestrato circa 5 tonnellate di tonno rosso pescato, illegalmente, da 2 motopescherecci nel tratto di mare compreso tra il porto di Pozzillo ed il Porto di Riposto.  Uomini delle motovedette delle Capitanerie di Porto di Catania, Riposto e Acireale hanno preso parte all’operazione, a testimonianza del costante e continuo monitoraggio del mare e del territorio di giurisdizione. I militari, al termine dell’operazione, hanno provveduto a redigere apposita notizia di reato e l’invio degli atti alla competente Autorità Giudiziaria, elevando contestualmente verbali amministrativi per un importo superiore a 15.000€ e la decurtazione di 11 punti dai titoli professionali dei Comandanti dei pescherecci. Gli esemplari di tonno rosso sottomisura, a seguito di controllo sanitario da parte dei veterinari dell’Asp di competenza, che l’hanno giudicato commestibile, è stato interamente devoluto alle associazioni caritatevoli e di beneficienza, il restante pescato verrà battuto all’asta per il successiva vendita.


Catania - Ruba a Librino condutture impianto antincendio in condominio, 1 ai domiciliari. Polizia di Stato ha arrestato ai domiciliari il già noto catanese Giuseppe DISTEFANO 34enne per furto aggravato. Poliziotti delle volanti dell’UPGSP, alle ore 11.30, a seguito di segnalazione su linea 113, si erano recati in viale Bummacaro, nel rione “Librino”, dove era stato segnalato un individuo intento a rubare tubazioni in ferro nei garage di un condominio. Gli  agenti giunti sul posto, hanno bloccato l’individuo, identificandolo per  Giuseppe DISTEFANO, mentre era intento a caricare su di una moto-ape circa 80 metri di tubazioni in ferro costituenti le condutture di adduzione dell’impianto antincendio dei locali garage. Il personaggio, alla luce di quanto accaduto su disposizione del P.M. di turno è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza per direttissima fissata per le la mattina odierna.


 Catania “Pillera”: Polizia sequestra beni, 2 milioni € a Francesco Costanzo. L’operazione è scattata nei giorni scorsi, ed  ha portato gli uomini della Questura di Catania al sequestro di beni per un valore di oltre due milioni di euro, nei confronti di Francesco COSTANZO 32enne personaggio già noto ritenuto vicino al clan mafioso “Pillera”. L’obiettivo è stato raggiunto grazie all’applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale proposte dal Questore di Catania Marcello Cardona, in applicazione della normativa antimafia, recentemente rinovellata dal decreto legislativo nr. 159/2011, e adottate dal Tribunale di Catania – Sezione M.P. Le indagini, sono state condotte in tempi record dall’Ufficio Antimafia della Divisione Polizia Anticrimine della Questura catanese, e sono partite dalla figura del Costanzo, un personaggio di notevole caratura criminale che vanta nel suo curriculum un arresto, effettuato nel dicembre dello scorso anno dalle Volanti dell’UPGSP di Catania, per sfruttamento della prostituzione minorile. I poliziotti,  nel suo centro massaggi, denominato “La Fonte del Benessere”, infatti, sorpresero una minorenne che intratteneva i clienti con massaggi erotici.  Costanzo per tale reato, venne sottoposto agli arresti domiciliari che ebbero termine lo scorso mese di aprile. Il  soggetto era già assurto agli onori della cronaca nel 2009, quando venne arrestato nel corso dell’Operazione Castoro, perché ritenuto responsabile di detenzione di stupefacenti riconducibili alla cosca Pillera.  Costanzo per tale reato, ottenne una pena di un anno e otto mesi di reclusione. Dell’ingente patrimonio finito nelle mani della giustizia, fanno parte: un terreno di oltre 500 m.q. e due ville con piscina ubicate nel comune di Mascalucia; un appartamento di cinque vani e due garage nel quartiere catanese di san Giovanni Galermo; il   centro massaggi - ubicato in centro città - “La Fonte del Benessere”; la s.r.l. “ABC Style” la cui sede, costituita da tre edifici, si trova in Catania; tre autovetture di grossa e media cilindrata e 1 moto; conti correnti bancari e postali per un importo complessivo di 26.781,75 euro.



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