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Catania Ladro usa antifurto per BMW rubata, agente insospettito lo blocca.  Il maldestro e noto D.V. 45enne aveva rubato una motocicletta, forzandone il “blocchetto” d’avviamento e trasportandola da via Verona, dove si trovava posteggiata. Il maldestro, con nonchalance era andato in via Martoglio e, probabilmente per evitare di andare in giro col mezzo da poco rubato aveva pensato di riprenderlo con calma, e  stava per incatenarne la ruota posteriore. Un  ladro che utilizza un antifurto è cosa che stona assai e di ciò dev’essersi sicuramente accorto il poliziotto della Polizia delle Frontiere di Catania che, libero dal servizio, si era trovato ad assistere alla scena.L’agente si subito avveduto che la grossa (e costosa) BMW era stata forzata e, pur essendo solo, non ha esitato ad agire: qualificatosi, ha trasmesso col cellulare i dati della moto alla Sala operativa della Questura che, in pochissimi istanti, ha confermato i suoi dubbi circa la provenienza furtiva del mezzo. L’agente ha smorzato sul nascere il tentativo di fuga del maldestro, poi identificato per il già noto D.V. 45enne, poi è giunta una Volante in ausilio al poliziotto che ha potuto trasportare il fermato in Ufficio dove è stato denunciato per furto aggravato. L’ignaro, fino a quel momento, proprietario della BMW si è visto subito restituito il veicolo.


Acireale Polizia scopre 62 comunali furbetti ed infedeli nello strisciare badge.  Vasta  operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania. Scoperte 62 persone, dipendenti dell’Amministrazione comunale di Acireale responsabili di truffa ai danni di ente pubblico e di falsa attestazione di presenza in servizio sul luogo di lavoro, attraverso l’ utilizzo illecito dei badge personali che venivano “strisciati “ da dipendenti compiacenti e in accordo tra loro. Diversi sono i provvedimenti cautelari  emessi dalla Autorità giudiziaria e notificati in queste ore dagli agenti del Commissariato di P.S. di Acireale ai dipendenti infedeli.


Catania Daspo per ultrà 22enne filmato mentre lancia petardi in tribuna. Si tratta di . D.C., 22enne. La Squadra Tifoserie della D.I.G.O.S., a seguito dell’attività investigativa – suffragata dal contributo delle videoriprese effettuate dal personale del locale Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica – ha denunciato all’Autorità Giudiziaria un ultrà catanese il quale, in occasione dell’incontro di calcio Catania-Matera, lo scorso 31 gennaio, ha lanciato due petardi all’interno della “tribuna B” dello stadio Angelo Massimino. L’ultrà è stato individuato mentre, nel corso della gara, dagli spalti della ‘tribuna B’ avrebbe acceso e lanciato 2 grossi petardi che sono esplosi sul parterre dello stesso settore. D.C., 22enne, è stato deferito alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di lancio di materiale pericoloso previsto e punito dall’art. 6 bis della legge n. 401/1989. Il Questore di Catania Marcello CARDONA, nei confronti del soggetto, ha emesso un provvedimento di Divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive per anni tre.


Militello Val di Catania Aggredisce genitori anziani per soldi, CC 1 in manette. I Carabinieri della Stazione di Militello Val di Catania hanno arrestato nella flagranza

 Giuseppe BIANCOVISO 34enne, del luogo, per tentata estorsione, lesioni personali, minaccia e maltrattamenti in famiglia. I  militari, stanotte, su richiesta di un anonimo cittadino che ha telefonato al 112 segnalando una lite in famiglia, sono intervenuti in un’abitazione del centro di Militello Val di Catania bloccando il soggetto in un evidente stato di agitazione.   I  Carabinieri hanno accertato che il 34enne poco prima aveva aggredito e minacciato il padre e la madre pretendendo del denaro per l’acquisto di sostanze stupefacenti. L’arrestato è stato associato nel carcere di Caltagirone, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania Aggravamento pena e carcerazione per violazione domiciliari. Agenti del Commissariato Centrale ieri, hanno individuato ed arrestato Fabio BONSIGNORE

 

39enne nato a Catania già noto per furto ed evasione, in esecuzione del provvedimento di carcerazione emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Catania, dovendo scontare la pena di 2 anni di reclusione per il reato di furto aggravato. Il  provvedimento di aggravamento della misura è scaturito dai controlli effettuati a seguito dei quali è stata constata l’assenza dal domicilio in cui il Bonsignore si trovava sottoposto agli arresti domiciliari. Il  personaggio, ultimate le formalità di rito è stato associato alla locale Casa circondariale a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.


Catania Viola domiciliari, preso. Poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, in servizio di controllo straordinario del territorio, di concerto con il agenti dell’U.P.G.S.P., secondo il modulo “Trinacria”; nel corso di un controllo a Salvatore ACCARDI

  

 38enne, hanno accertato che lo stesso, in atto sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno, non era presente presso la sua abitazione, rendendosi inottemperante alle prescrizioni alle quali è sottoposto.  Il personaggio è stato trovato presente in casa ad un successivo controllo e, quindi, è stato arrestato per la rilevata inosservanza. Il magistrato di turno ne ha disposto gli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.


Catania Volanti bloccano 1 per violazione domiciliari. Agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Squadra Volanti ieri mattina, hanno ammanettato Stefano BONNICI 39enne, per evasione dagli arresti domiciliari. Gli agenti in servizio di controllo del territorio, trovandosi nel quartiere “Nesima”, hanno riconosciuto e sottoposto a controllo il  BONNICI, e dopo avere accertato la pendenza nei suoi confronti della misura cautelare degli arresti domiciliari, lo hanno accompagnato in Ufficio per sottoporlo a rilievi foto-dattiloscopici e per eseguire la misura restrittiva.  Bonnici, pertanto, su disposizione del magistrato di turno, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza di questa Questura in attesa dell’udienza di convalida.


 

video aggressione

Catania – Ferisce cassiere supermercato a “Cibali”  in tentata rapina : Condor preso. La Polizia  ha nloccato: Paolo Nicolosi

 

 18enne, già noto, accusato del reato di tentata rapina aggravata, in danno di un supermercato cittadino. La  Sala Operativa alle ore 19.55 di ieri,  aveva segnalato un tentativo di rapina in danno di un supermercato zona “Cibali”, segnalando altresì che nella circostanza il rapinatore aveva ferito il direttore del supermercato. I “Condor” giunti sul posto hanno accertato che pochi attimi prima, uno  travisato col cappellino e lo scaldacollo (che gli lasciavano scoperta solo la fascia oculare), armato di pistola, sveva fatto irruzione nel supermercato e, sotto la minaccia della pistola, aveva chiesto al cassiere, con tono minaccioso di consegnargli l’incasso. Il cassiere, nonché direttore del punto vendita, aveva resistito alla minaccia tentando verbalmente di dissuadere il malvivente dal suo proposito criminale. Il rapinatore ha insistito con più veemenza nella richiesta e quando ha compreso che la vittima non avrebbe ceduto alle minacce gli si avvicinava e l’ha colpita con la pistola alla fronte causandogli una vistosa ferita, dandosi subito dopo alla fuga. I soccorritori sul posto hanno fatto intervenire ambulanza 118 il cui personale ha prestato le prime cure alla vittima. Il malcapitato successivamente è stato  trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale Garibaldi centro, dove veniva medicato per una ferita lacero - contusa alla fronte, ed applicati alcuni punti di sutura. Il personale della Squadra Mobile, ha visionato i filmati del sistema di video sorveglianza, ed ha notato che il rapinatore indossava una tuta ginnica di colore scuro, verosimilmente blu, recante sul lato destro del petto, lungo la gamba e sulle spalle la scritta di colore bianco “Legea” e con evidenti inserti colorati, e con ai piedi un paio di scarpe tipo “Hogan” di colore nero.   Personale del locale Gabinetto Regionale di Polizia scientifica è intervenuto sul posto per i rilievi di rito. Le  dichiarazioni immediate rese dalla vittima, ed il fondato motivo che il rapinatore, vista la reazione della vittima, potesse avere abbandonato un mezzo di locomozione fuggendo a piedi, sul posto hanno indotto a far convergere ulteriori pattuglie dei “Condor”. Gli  Agenti, vicino al luogo della tentata rapina, ma comunque ben occultato tra altri mezzi in sosta, hanno rinvenuto 1 scooter,   Piaggio Liberty di colore blu senza blocca sterzo, senza  dispositivo antifurto e senza chiavi d’accensione, probabilmente parcheggiato dal rapinatore, il cui proprietario, dagli immediati accertamenti svolti sul contrassegno di identificazione, risultava essere Paolo Nicolosi.Alcuni poliziotti si sono   fermati sul posto del rinvenimento del mezzo, ed altri  si sono recati nei pressi dell’abitazione del Nicolosi, e l’hanno bloccato mentre, a  piedi, stava facendo ritorno a casa. Nicolosi, nell’immediatezza del controllo, al fine di trarre in inganno i  poliziotti operanti, ancora abbigliato con il vestiario utilizzato per la rapina e sprovvisto di documenti di identificazione, ha dato anche false generalità. Nicolosi vistosi scoperto, ha ammesso spontaneamente le proprie responsabilità e riferito il luogo in cui si era disfatto della pistola, che risultava essere arma perfetta riproduzione di una  semi-automatica, dello scaldacollo e delle chiavi d’accensione dello scooter che venivano puntualmente recuperati ad eccezione del cappellino. Nicolosi Paolo,  in virtù di quanto accaduto veniva tratto in arresto perché responsabile del reato  di tentata rapina aggravata e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.


Catania - 1 in carcere per rapina.   Agenti della Squadra Volanti dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, la notte del 11 febbraio intorno alle 03.00, hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di Giuseppe ROMANO

 24enne, già noto per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti. I  poliziotti, nel corso del servizio di controllo del territorio, transitando lungo il viale M. Rapisarda all'altezza di via A. Diaz, hanno notato 2 persone sospette all'interno di una Mercedes di grossa cilindrata.  Il  controllo immediato dei due soggetti, ha dato esito ed uno dei passeggeri, il ROMANO, è risultato destinatario di un Ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  6  febbraio 2016 dalla Procura della Repubblica di Catania. L’arrestato,  deve espiare la pena di mesi 7 e gg 21 di reclusione per rapina aggravata e reati in materia di armi, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza .


Catania 6 anni per spaccio. Agenti della Squadra Mobile di Catania hanno arrestato il già noto Vincenzo Massimiliano GUARDO 38enne. Il soggetto, era stato individuato da uomini della Sezione “Criminalità Organizzata” – Squadra “Catturandi”, ed era destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso lo scorso sei febbraio dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Catania. GUARDO deve espiare la pena di 6 anni di reclusione per il reato di detenzione ai fini di spaccio, in concorso, di sostanze stupefacenti.


Pachino V.pres. Belpasso calcio denunciato, aggredito arbitro, gara sospesa. Agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di P.S. di Pachino, hanno denunciato R.P.44enne, residente a Belpasso (CT), vice presidente della società sportiva del Belpasso, per i reati di violenza privata e lesioni personali aggravate in concorso. Il  denunciato, al termine del primo tempo della gara di calcio Pachino-Belpasso disputata allo stadio  Brancati il 10 gennaio scorso, avrebbe aggredito l’arbitro ed a causa della biasimevole condotta, la partita è stata bruscamente e definitivamente sospesa.


 Catania  Polizia  arresta  2 destinatari d’ordine esecuzione. Agenti della Squadra Mobile – Sezione “Criminalità Organizzata” – Squadra “Catturandi” ieri, hanno eseguito provvedimenti restrittivi nei confronti di: Domenico PIDATELLA 43enne, destinatario di ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare emesso il   23 gennaio 2016 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Catania, dovendo espiare la pena residua di 7 mesi e 5 gg. di reclusione per furto aggravato; Giuseppe GIUSTOLISI  29enne, destinatario di ordine di esecuzione emesso il  25 gennaio 2016 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania, dovendo espiare la pena residua di 10 anni, 10mesi  e 7 gg. di reclusione per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.


Catania –  16enne fa esplodere cassaforte Sostare, ammanettato. Agenti  delle volanti ieri sera, hanno arrestato per furto aggravato V.G. 16enne già noto.   Poliziotti delle Volanti alle ore 22.00 circa si sono recati in via Filocomo dove era stata segnalata un’esplosione. Gli agenti, tempestivamente giunti sul posto, hanno visto un giovane intento a recuperare il denaro contenuto all’interno del “totem” della ditta Sostare che, verosimilmente, aveva fatto esplodere servendosi di un candelotto esplosivo. Il giovane, all’intimazione di fermarsi, ha accennato a una fuga che è stata interrotta dai poliziotti che ‘hanno subito raggiunto e arrestato. La perquisizione personale ha permesso di trovare indosso al giovane le monete rubate dal “totem” per un ammontare di 96 euro e 1 candelotto inesploso (rivelatosi, in seguito, un grosso petardo). Dell’avvenuto arresto è stato notiziato il P.M. di turno presso il Tribunale dei Minori, il quale disposto la traduzione dell’arrestato presso la Casa Circondariale di via Franchetti.


Mascali Rapina e picchia trasportatore, CC l’inseguono ed ammanettano. I Carabinieri della Stazione di Mascali e del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Giarre hanno arrestato AGRIPPINO Roberto, 35enne, di Piedimonte Etneo, per rapina aggravata, tentato omicidio e danneggiamento. Il personaggio, di mattina intorno alle ore 10  in Viale Libertà a Giarre ha aggredito e picchiato un autotrasportatore, di 61 anni, impossessandosi del furgone Ford Transit dell’uomo carico di collettame vario, tentando anche, durante l’azione criminosa, di investirlo. La stessa vittima ha immediatamente telefonato al 112 informando i Carabinieri dell’accaduto. Una Gazzella, che era in zona, ha subito intercettato il mezzo con il rapinatore a bordo ed è scaturito un concitato inseguimento protrattosi per le vie del centro di Mascali e conclusosi nella zona periferia del comune. il malvivente nella circostanza dopo aver investito  diverse autovetture in sosta ha abbandonato il furgone riuscendo momentaneamente a dileguarsi a piedi per le campagne circostanti. Altre pattuglie dell’Arma sono intervenute sul posto, in supporto alla Gazzella setacciando ogni parte della giurisdizione. Il  fuggitivo, poco dopo a seguito delle incessanti ricerche avviate, è stato rintracciato e bloccato a piedi nei pressi di Piedimonte Etneo. Il mezzo è stato restituito al legittimo proprietario. L’arrestato è stato trattenuto in una camera di sicurezza dell’Arma in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


CataniaSpaccio, CC 1 ai domiciliari.  I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa hanno arrestato ai domiciliari in flagranza Antonino SCIOLINO, 33enne, di Catania, già posto ai domiciliari, per evasione e detenzione ai fini di spaccio. I militari, ieri sera durante un servizio antidroga nel popolare quartiere Librino, hanno notato il soggetto in viale Castagnola cedere delle bustine a degli occasionali acquirenti. Il  fermato è stato prontamente bloccato e perquisito e trovato in possesso di 120 grammi di marijuana, suddivisa dosi, 10 grammi di cocaina e la somma contante di 100 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio. L’arrestato è stato posto nuovamente ai domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.  


Catania – I Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Dante hanno eseguito un ordine aggravamento della misura cautelare, emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Patti, nei confronti di Raffaele Concetto TORNABENE 36enne, già posto ai domiciliari. Il provvedimento è scaturito dall’evasione commessa  il 4 dicembre 2015 ed accertata dai Carabinieri della Stazione di Fiumefreddo di Sicilia (CT). L’arrestato, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, è stato collocato nuovamente ai domiciliari.


Catania Operazione Copper polizia scopre filiera ricettazione rame: 4 domiciliari e 1 obbligo dimora. La Polizia di Stato nella mattinata, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, ha dato esecuzione ad 1 ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa il 28 dicembre 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di  5  persone: sono stati disposti gli arresti domiciliari per Giuseppe 58enne e   Vincenzo LO MIGLIO 42enne; Francesco 57enne e Vincenzo SANTAGATI  25enne; per Biagio RIOLO 47enne è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza, ritenute responsabili del reato di ricettazione di rame. Il provvedimento ha accolto gli esiti di un’attività investigativa, anche di natura tecnica, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania e condotta dalla Squadra Mobile - Sezione Reati contro il Patrimonio - in collaborazione con personale della Polizia Provinciale di Catania, nell’arco temporale dicembre 2012 - maggio 2013.  Gli   investigatori   hanno individuato un’articolata filiera di commercializzazione del metallo, in cui il momento del “furto” e della “ricettazione” rappresentavano solo l’anello di una catena illegale ben più complessa, considerato che  il rame di provenienza delittuosa veniva reimmesso nel mercato attraverso un  percorso di  “ripulitura” che avveniva grazie al passaggio, in conferimento -  e  la predisposizione di documentazione fittizia (fatture, documenti di trasporto, etc) - da azienda ad azienda, in modo da determinarne la confusione con quello legittimamente acquisito. Le indagini consentivano alla Polizia di acclarare che il rame, di provenienza illecita, veniva ricettato e riciclato attraverso una serie di passaggi gestiti in modo organizzato e sistematico che aveva come punto di inizio il singolo ricettatore o ladro di cavi di rame e quale destinatario finale l’azienda di raccolta di metalli. I maldestri, unendo partite di provenienza lecita con altre di provenienza illecita, facevano grossi carichi che inviavano presso industrie di fusione del metallo del nord Italia. La tecnica fraudolenta utilizzata dai gestori delle aziende interessate era quella di simulare l’acquisto del metallo rosso puro sotto forma di cavi di rame con quello di rottami di rame od altro materiale ferroso. L’attività della Polizia trae origine da un controllo, eseguito nell’ambito di iniziative volte a contrastare il fenomeno criminale dei furti di rame svolto da personale della Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile e della Polizia Provinciale nel dicembre 2012, nei pressi di una ditta di raccolta di materiale ferroso ubicata in via Gelso Bianco riconducibile ai germani Giuseppe e Vincenzo LO MIGLIO. I poliziotti all’interno di un’autovettura avevano rinvenuto un ingente quantitativo di cavi di rame, risultato provento di furto, perpetrato nei giorni precedenti in territorio del comune di Priolo (SR), ai danni della società di telefonia Telecom. Le attività tecniche, non disgiunte da controlli documentali, hanno permesso di appurare che la ditta dei fratelli LO MIGLIO avrebbe costituito un collettore del prezioso metallo che, dopo averlo ricevuto per il tramite di una società di trasporti catanese, l’avrebbe trasferito ad altra a Misterbianco, riconducibile ad altri due destinatari del provvedimento: i fratelli Vincenzo e Francesco SANTAGATI.Gli inquirenti ai fratelli LO MIGLIO ed ai fratelli SANTAGATI, per i quali il G.I.P. ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari, hanno contestato rispettivamente ai primi   9 ed ai secondi   4 episodi di ricettazione di rame commessi tra il dicembre del 2012 ed il marzo del 2013.  I   LO MIGLIO devono rispondere anche episodi di ricettazione di tombini in ghisa e rispettivi alloggiamenti per lo scolo delle acque di provenienza furtiva.  Biagio RIOLO, deve rispondere di un singolo episodio di ricettazione commesso tra il 24 ed il 29 gennaio 2013, il G.I.P ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.  I tutori dell’ordine, nel corso delle indagini hanno sequestrato oltre kg. 6.000 di rame e materiale ferroso di provenienza illecita. I profitti derivanti dall’attività illecita, calcolati nell’anno 2012, ammontano a 250.000, (duecentocinquantamila) €.


Catania -   CC presi 2 venditori di attrezzi con marchi falsi. I Carabinieri della Stazione di Guardia Mangano, frazione di Acireale (CT), hanno denunciato i due coniugi, un 49enne ed una 46enne, entrambi di Misterbianco (CT), rei di “tentata vendita in concorso di prodotti industriali con segni mendaci”. Sono stati fermati di pomeriggio dalla pattuglia dell’Arma a bordo di una Mercedes Classe A mentre stavano percorrendo via Dagala Canne. I militari, perquisendo l’auto dei sospetti hanno rinvenuto i seguenti utensili elettrici provvisti di  etichettature e marchi palesemente  contraffatti:1 decespugliatore, con relativi accessori,  a marchio “Honda”; 1 motosega  a marchio “Alpine”; 1 gruppo elettrogeno portatile, completo di accessori,  con applicato il marchio “Honda EM 5500 cxs-s2 – BRICOMEN” e 1 martello pneumatico con valigetta ed accessori a marchio “Hitachi”. La merce è stata ovviamente posta sotto sequestro.


Pachino SRMassaggiatore Belpasso aggredisce arbitro dopo espulsione calciatore. Agenti del locale Commissariato, hanno denunciato P.G. 61enne, residente a Catania, per lesioni personali. Il personaggio, nella qualità di massaggiatore della squadra di calcio del Belpasso, con altra persona al momento ignota, durante la partita di calcio Pachino /Belpasso a causa dell’espulsione di un giocatore della squadra ospite, avrebbe aggredito sul campo da gioco l’arbitro con spintoni e percosse. La polizia, a seguito di tale violenta condotta  effettuerà valutazioni in merito all’applicabilità del Daspo (divieto di accedere alle manifestazioni sportive) nei confronti del denunciato.


Castiglione di Sicilia CT -  Dai domiciliari chatta su Facebook: và in carcere.  I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Giarre (CT) hanno arrestato un 59enne di Castiglione di Sicilia (CT), in esecuzione di una ordinanza di aggravamento della misura detentiva emessa dal Tribunale di Catania. il soggetto, già relegato ai domiciliari, dove peraltro gli si vietava di  comunicare e collegarsi attraverso ogni genere di social network, in diversi controlli dei militari dell’Arma è stato sorpreso a comunicare attraverso FACEBOOK. Tali inadempienze, puntualmente relazionate all’Autorità Giudiziaria, hanno convinto il Giudice ad inasprirne la misura detentiva con il conseguente ordine di arresto ed il trasferimento nel carcere di Piazza Lanza a Catania.


video rapina ed arresti

Catania  CC bloccano 4 rapinatori notturni in benzinaio PAPPALARDO su S.S.  121. 4 individui, stanotte intorno alla ore 2,30 sulla Statale 121, sono stati intercettati da una pattuglia Radiomobile della Compagnia di Paternò che  era  intervenuta per una rapina in atto presso il distributore carburanti SP PAPPALARDO da parte di quattro individui travisati. I militari giunti nell’area di servizio hanno bloccato i quattro malviventi mentre un quinto è riuscito a fuggire a bordo di un’auto rubata qualche giorno prima.  I 4 fermati, 3 maggiorenni ed 1 minore tutti di Librino, dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso.


Mascalucia  CTCC, in carcere rapinatore seriale.  I Carabinieri della Tenenza di Mascalucia (CT) hanno arrestato  Mirko LEOTTA 26enne del posto, in esecuzione di un Ordine per la Carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni del  Tribunale dei Minorenni di Catania. il personaggio già in passato  era stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, accusato per una serie di rapine commesse nel 2006 in alcuni istituti di credito della provincia etnea, era stato riconosciuto colpevole e condannato nel 2013  a 3 anni e 3 mesi di reclusione, in parte già estinti nel carcere di Augusta (SR) ed ai domiciliari, per il concorso in  rapina a mano armata commessa il 3 ottobre del 2006  in danno dell’Agenzia della Banca Popolare Italiana di Mascalucia. Il giovane ora dovrà espiare il residuo pena, di 1 anno, 10 mesi e 29 giorni di reclusione,  nel carcere di Piazza Lanza dove i Carabinieri lo hanno tradotto dopo l’arresto.


Catania - Pugno  a commessa  “Centro Sicilia” e rapina: CC catturano malvivente.  I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco (CT) hanno arrestato, nella flagranza un catanese di 25 anni, per rapina e furto aggravati. Il malfattore,  ieri sera nell’ipermercato “Centro Sicilia” di Contrada Cubba - Tenutella  a Misterbianco, dopo avere sottratto in modo  fraudolento 300€ dalla cassa del negozio di “Bucalo” è passato all’azione violenta recandosi nell’abbigliamento “Fiorella Rubino”  ed ha colpito alla testa con un pugno la commessa, accortasi delle sue cattive intenzioni. Il malfattore ha arraffato 700€ ed è fuggito via. La  chiamata immediata al 112 da parte della vittima  e la descrizione telefonica delle fattezze del rapinatore  ha permesso ai militari il rintraccio. Il soggetto è stato inseguito  e bloccato dalla pattuglia dell’Arma ad un centinaio di metri dal centro commerciale con addosso l’intera refurtiva. La donna, medicata dal medico del 118, è stata giudicata guaribile in 5 giorni per un lieve trauma cranico. Il maltolto è stato restituito ai rispettivi titolari dei negozi mentre l’arrestato, in attesa della direttissima, è stato ristretto agli arresti domiciliari.


Catania - 2 rapinano 36mila€ in agenzia gioco, 1 identificato da filmato e vestiario.  La Polizia di Stato ha tratto in arresto:  Carmelo DI MAURO 50enne – già noto, in esecuzione di decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso il 1 dicembre 2015 dalla Procura della Repubblica di Catania, in quanto ritenuto responsabile del reato di rapina aggravata in concorso con altri. 2 soggetti, di cui uno con volto parzialmente travisato da sciarpa e cappello, la sera del 30 novembre, si erano introdotti nei locali di un centro scommesse ubicato nella zona del corso Italia, intimando ai dipendenti,  presenti, di aprire la cassaforte, brandendo nei loro confronti un taglierino. I malviventi riuscirono ad impossessarsi di una somma di oltre 36 mila euro in contanti. equipaggi dell’U.P.G.S.P. e della Squadra Mobile - Sezione Contrasto al crimine Diffuso si erano recati sul posto a seguito di segnalazione di rapina. Gli investigatori della Mobile avviarono immediatamente le indagini, visionando le immagini del sistema di video-sorveglianza installato presso il centro scommesse. L’attività consentì di verificare che uno dei due rapinatori aveva agito a volto scoperto: questi, una vecchia conoscenza della Mobile - si tratta di un noto soggetto -  immediatamente riconosciuto per Carmelo DI MAURO. Mentre sul posto veniva fatto intervenire personale del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per i rilievi di natura tecnica, gli investigatori dei “Condor” procedevano ad acquisire le dichiarazioni dei dipendenti del centro. Contestualmente altro personale della medesima sezione si recava presso l’abitazione del DI MAURO,  dove ne riscontrava l’assenza. La perquisizione domiciliare eseguita ha consentito di acquisire un importante elemento di riscontro per attestare ulteriormente le sue responsabilità nella rapina consumata quella sera. Invero, veniva rivenuta e sequestrata la giacca indossata dal DI MAURO in occasione del delitto. DI MAURO veniva ricercato presso ulteriori domicili con esito negativo. Sulla base degli inconfutabili elementi di responsabilità raccolti a suo carico dalla Squadra mobile, la Procura della Repubblica di Catania, stante la sua irreperibilità, aveva emesso un decreto di fermo nei confronti del DI MAURO. Le ricerche non avevano sosta anche nella mattinata di ieri, finchè Carmelo DI MAURO, vistosi braccato, ha deciso di presentarsi presso questi Uffici dove veniva dichiarato in stato di fermo. Espletate le formalità di rito, Carmelo DI MAURO è stato associato presso la Casa Circondariale di piazza “Lanza”. Sono in corso indagini volte ad individuare il complice del DI MAURO.


Catania Fontanarossa: Polaria arresta tunisino con documento italiano falso ad  imbarco volo Catania – Parigi. Il soggetto è stato arrestato dagli uomini dalla Polizia di Catania. Mohamed ABIDY 23enne, è stato intercettato da una delle pattuglie della Polizia di Frontiera di Catania durante i controlli preventivi dei passeggeri diretti presso l’aeroporto parigino di Orly.  L’intensificazione dell’attività di prevenzione e di controllo disposta dal Ministero dell’Interno e dal Questore di Catania, in relazione agli eventi criminosi verificatisi a Parigi lo scorso 13 novembre, ha dato frutti. Gli operatori della Polaria alle ore 15.00 del 25 novembre scorso, hanno proceduto al controllo documentale del cittadino tunisino che in un primo momento presentava una carta d’identità italiana rilasciata da un comune siciliano “non valida per l’espatrio”.  ABIDY Mohamed, alle contestazioni degli Agenti della Polaria, ha risposto con atteggiamento riottoso al punto da indurre gli operatori, insospettiti dal comportamento dello straniero, a procedere all’accompagnamento in Ufficio. Il sospetto è stato perquisito ed  anche il bagaglio, dove veniva rinvenuta, ben occultata, una seconda carta d’identità italiana “valida per l’espatrio” fatto questo incongruente con il suo status di cittadino tunisino. Gli approfondimenti investigativi immediati svolti tramite gli strumenti in dotazione alla Polizia di Frontiera, facevano emergere la contraffazione della carta d’identità rinvenuta nel bagaglio, anch’essa rilasciata da un comune della Sicilia. Ulteriori accertamenti hanno permesso di appurare che il cittadino magrebino, pur essendo titolare di permesso di soggiorno italiano, in realtà lavora in “nero” presso una società avente sede nella capitale francese. L’arresto del cittadino tunisino segue quelli avvenuti nei giorni precedenti sempre ad opera degli uomini della Polizia di Frontiera di stanza presso l’Aeroporto Fontanarossa di Catania, di un cittadino siriano, di un albanese e di due cittadini del Mali, tutti arrestati per possesso di documenti falsi.


Catania - VIRGO FIDELIS Commemorata Patrona Arma Carabinieri. La  VIRGO FIDELIS, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, è commemorata sabato alle 11:00, nella Basilica del Duomo di Catania con una Santa Messa in suffragio anche delle anime dei Caduti.La  celebrazione è officiata dall’Arcivescovo Metropolita di Catania,  S.E. Monsignore Salvatore GRISTINA e concelebrata dal Cappellano Militare.  le Autorità Civili e Militari della Provincia, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, gli Ufficiali, i Marescialli, i Brigadieri, gli Appuntati e i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania con i loro familiari, nonché i congiunti dei Militari “Vittime del Dovere” prendono parte alla manifestazione. Il  74° anniversario della Battaglia di CULQUALBER e la Giornata Nazionale dell’Orfano, quest’ultima istituita per la prima volta nel 1996, che simboleggia per i Carabinieri e per l’.O.N.A.O.M.A.C. (Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri) sono  celebrati durante la ricorrenza, quale   momento di autentica vicinanza alle famiglie dei militari scomparsi.


Catania Evade dai domiciliari: ripreso.   Gli  uomini del Commissariato Librino, ieri pomeriggio, durante l’incessante attività di controllo del territorio, giunti in Viale Castagnola 12, hanno notato un gruppo di persone che si intrattenevano in piacevoli conversazioni. 1 individuo, alla vista dei poliziotti, si è staccato  dal gruppo e con molta indifferenza ed altrettanta calma, si è allontanato. Gli agenti però l’hanno riconosciuto quale Massimo STURNIOLO, volto già familiare e che avrebbe dovuto trovarsi presso la sua abitazione, a scontare gli arresti domiciliari.  I  poliziotti a tal punto, si sono recati al noto indirizzo, in attesa dello STURNIOLO, e lì venivano accolti dall’anziana madre. La donna, da un inizio di malore di circostanza, non solo confermava l’assenza del proprio figlio, quasi giustificandone l’allontanamento temporaneo, “giusto il tempo di farsi una sigaretta”, ma peraltro lo sollecitava telefonicamente  a non rientrare per non farsi arrestare dallo Polizia che lo attendeva. STURNIOLO, una volta raggiunta la sua abitazione e a sua volta, si sorprendeva di dover seguire i poliziotti presso il Commissariato per essersi semplicemente “andato a fumare una sigaretta”. Veniva, pertanto, arrestato per il reato di evasione. Il processo celebrato con rito direttissimo ne ha  ripristinato la sottoposizione agli arresti domiciliari.


 


Misterbianco CTCC, 1 ai domiciliari per tentata estorsione. I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno arrestato Biagio SAITTA 28enne, del luogo, su ordine di esecuzione per detenzione emesso dalla Procura della Repubblica di Catania. Il titolare di un centro scommesse di Misterbianco, il 21 giugno del 2012, aveva  denunciato ai Carabinieri un tentativo di estorsione ad opera d’ignoti, avendo trovato dietro la saracinesca un biglietto con scritto “facci trovare 50mila euro o facciamo saltare tutto in aria”.  Il foglietto estorsivo fu opportunamente repertato ed inviato al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per l’esaltazione di eventuali impronte lasciate dai criminali. Dal riscontro alla banca dati AFIS (Automated Fingerprint Identification System) si è risalito ad un’impronta, del dito anulare destro del SAITTA, prova scientifica ampiamente recepita dall’Autorità Giudiziaria. Il soggetto, che dovrà espiare la pena di 1 anno e 7 mesi di reclusione è stato posto ai domiciliari.


Catania Polizia ammanetta 3 topi d’appartamento in azione. Gli agenti hanno arrestato i catanesi Maurizio DI NUNZIO  41enne, Riccardo PEDICONE 34enne ed Antonio CALA’  32enne per furto in abitazione in concorso. La  Sala Operativa della Questura nella tarda mattinata di ieri, aveva  diramato la nota radio di un furto in atto presso un’abitazione nella zona di viale XX Settembre.  Equipaggi  dell’U.P.G.S.P. e della Squadra Mobile – Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”   giunti sul posto ed in perfetta sinergia, hanno circoscritto la zona  entrando nello stabile. I poliziotti sul posto hanno riscontrato che era in atto un furto ed i malviventi, accortisi della presenza della Polizia, hanno tentato la fuga. Uomini  delle Volanti sono riusciti a bloccare Riccardo PEDICONE mentre, correndo, cercava  di raggiungere altro condominio. Altri  agenti hanno scovato, nel contempo all’interno di un locale vasche sito al piano terra, altro complice, identificato per Antonio CALA’, il quale veniva trovato in possesso di 1 busta contenente monili vari. Il terzo complice, che aveva trovato riparo nell’androne di uno stabile vicino, accortosi degli Agenti dei “Condor”, ha tentato la fuga lungo via Pantano, nascondendosi tra le auto in sosta. Il terzo maldestro   è stato raggiunto, bloccato e trovato in possesso di altri monili in oro asportati poco prima dall’abitazione. Il  sopralluogo effettuato con  la Polizia Scientifica ha evidenziato che   i tre si erano introdotti nell’appartamento, infrangendo il vetro di 1 finestra ed una volta all’interno, avevano asportato quanto rinvenuto dagli operatori. Il tutto veniva restituito al proprietario che ha sporto regolare denuncia presso la Squadra Mobile. I tre sono stati arrestati per furto aggravato in abitazione ed associati presso la Casa Circondariale di “piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania Agenti bloccano topo d’auto in azione, 1 ai domiciliari. Uomini delle volanti dell’U.P.G.S.P. hanno bloccato ai domiciliari il già noto catanese Carmelo GRASSO 46enne, per tentato furto aggravato.  I poliziotti, alle ore 5.10 sono stati inviati, a seguito di segnalazione su linea 113, in via Papale per furto in atto di una vettura parcheggiata sulla pubblica via. Gli agenti giunti sul posto, hanno circondato la zona per occludere le possibili vie di fuga. I poliziotti sono riusciti a sorprendere un individuo mentre armeggiava sull’autovettura segnalata. Il malvivente, accortosi delle pattuglie, è fuggito tentando di nascondersi tra i sedili della sua auto parcheggiata poco distante, ma è stato scovato dagli agenti ed identificato per  Carmelo GRASSO.  I poliziotti hanno appurato che l’auto presa di mira presentava la serratura forzata e la guarnizione del finestrino di uno sportello danneggiata, inoltre, nella macchina del GRASSO, venivano rinvenuti diversi arnesi atti allo scasso. Il personaggio alla luce di quanto commesso, veniva dichiarato in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di turno, sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima fissato per la mattinata di domani.


Paterno CT   – 1 in manette viola obblighi. I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Paterno hanno ammanettato in flagranza Orazio FARINA, 42enne, del luogo, Sorvegliato Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, ritenuto vicino al clan mafioso “Morabito- Rapisarda”, per violazione della Sorveglianza Speciale, danneggiamento e minaccia aggravata, e denunciato un 16enne. Il 42enne nelle prime ore del mattino di ieri, a bordo di uno scooter ed accompagnato dal minore si è presentato sotto casa di un elettricista minacciandolo. Il malcapitato non sarebbe riuscito a completare un impianto di videosorveglianza nella sua abitazione, ed il personaggio avrebbe scaraventato il motorino a terra.  I militari, immediatamente intervenuti su richiesta della stessa vittima, subito dopo hanno rintracciato il Sorvegliato Speciale, identificando anche il minore che è stato denunciato alla Procura della Repubblica. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


CataniaBlitz a Librino, trovate armi e droga.  Agenti della Sezione “Antidroga”, la sera del 24 ottobre scorso, nell’ambito dei servizi finalizzati a contrastare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti nel quartiere di “Librino”, nonché alla ricerca di armi ed esplosivi, hanno eseguito un controllo in un locale in disuso ubicato al piano terreno di un palazzo sito in viale Bummacaro.  I poliziotti, a seguito del controllo, occultato in un controsoffitto a carico di ignoti, hanno rinvenuto e sequestrato : 1 pistola mitragliatrice di fabbricazione cecoslovacca calibro 7.65 rifornita di cartucce del medesimo calibro; numerose cartucce di vario calibro. numerosi panetti di hashish per un peso complessivo lordo di kg.1,4;  hashish in dosi per un peso complessivo di gr.50 circa; “Stecche” di marijuana per un peso complessivo di gr.100 circa.


Aci Catena  CTTruffa, 1 ai domiciliari.  I Carabinieri della Stazione di Aci Catena (CT) hanno arrestato il  Alfio MANCINO, 35enne del posto, in esecuzione di un ordine di esecuzione pena emesso dal Tribunale di Termini Imerese (PA). Il soggetto è stato condannato dai giudici ad 1 anno, 1 mese e 1 giorno di reclusione poiché ritenuto colpevole di truffa e ricettazione, reati commessi nell’ottobre del 2010 a Bompietro (PA). L’arrestato sconterà la pena inflittagli in regime di detenzione domiciliare.


Santa Maria di LicodiaCC trovano 850 g. marijuana in barattolo, 1 in manette. I Carabinieri della Stazione di Santa Maria di Licodia coadiuvati dai militari della Stazione di Ragalna hanno arrestato Alfio BARBAGALLO 43enne, del luogo, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, a conclusione di un’articolata attività info investigativa, stamani, hanno proceduto ad 1 perquisizione domiciliare nell’abitazione del soggetto a Santa Maria di Licodia rinvenendo, abilmente occultati in un’anta della mobilia del soggiorno, 3 buste di plastica e 4 barattoli in vetro, contenenti complessivamente 850 g. di marijuana, che è stata sequestrata. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania - CC, stalker arrestato.  I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno ammanettato un 43enne, del luogo, su ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale di Catania. Il GIP tenuto conto delle risultanze investigative prodotte dai Carabinieri ha ritenuto il soggetto responsabile di aggressioni, minacce e lesioni perpetrate ai danni dell’ex convivente, reiterate tra il 2014 ed il 2015. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Acireale - Spaccio in via F.Paradiso : CC, 1 ai domiciliari, 1 minore denunciato. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Acireale hanno arrestato ai domiciliari un 21enne e denunciato 1 minore per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  Carabinieri, di sera durante un servizio antidroga, hanno notato i due in via Francesco Paradiso cedere delle bustine ad occasionali avventori. I tutori dell’ordine sono intervenuti ed hanno bloccato immediatamente i 2 che  sono stati trovati in possesso in via residuale di alcune dosi di marijuana e della somma contante di 40 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio. La droga ed il denaro sono stati sequestrati. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria,  è stato posto ai  domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. 


GiarreCC 1 ai domiciliari per lesioni, condanna.  I Carabinieri della Stazione di Giarre hanno arrestato Roberto PIRRUCCIO  47enne, del luogo, su ordine di esecuzione per espiazione pena detentiva emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Palermo. Il soggetto dovrà espiare la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione poiché riconosciuto colpevole di lesione personale e rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale, reati commessi a Palermo il 6 giugno 2007. L’arrestato è stato posto ai domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania San Giorgio, trovato con cocaina su auto, finisce a piazza “Lanza” . La Sezione Antidroga ha tratto in arresto: Enzo RAGUSA, 42enne già noto, ritenuto responsabile di trasporto e detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina.I  poliziotti nell’ambito di servizi finalizzati alla repressione del fenomeno relativo allo spaccio di sostanza stupefacente, avevano proceduto, in località San Giorgio, al controllo di 1 auto condotta da Enzo RAGUSA. gli Agenti a seguito di perquisizione personale estesa al mezzo di trasporto hanno rinvenuto 1 involucro in plastica trasparente con apice annodato contenente all’interno sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo, di 52,1 g.. Espletate le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso il carcere di piazza “Lanza” di Catania a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania Sperona  gazzella dei CC che vuole bloccarlo: ladro in manette,  2 complici denunciati. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale hanno arrestato, nella flagranza, il  Giovambattista GUGLIELMINO 53enne di Catania, per furto aggravato in concorso, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento e denunciato una 43enne, convivente dell’arrestato,  ed un 25enne, entrambi catanesi,  ritenuti rei di furto aggravato in concorso.  La pattuglia  ha intercettato i personaggi in Via del Nocciolo, nella zona Nord di San Giuseppe La Rena, mentre a bordo di una Ford Focus si stavano allontanando da un fondo agricolo privato dove, poco prima, avevano rubato degli ortaggi e del materiale utilizzato in agricoltura. Il conducente, invece di fermarsi all’alt imposto dai militari, è fuggito  ingaggiando un rocambolesco inseguimento che, protrattosi per diversi chilometri, si è concluso allorquando l’equipaggio, nonostante i reiterati speronamenti subiti, è riuscito a bloccare l’auto precludendole ogni possibilità di manovra. L’arrestato, in attesa della direttissima, è stato trattenuto in camera di sicurezza.  


Catania - Catturandi: 1 in manette per rapina. La Polizia di Stato ha arrestato il catanese Lorenzo PADOVANI 61enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  13 ottobre 2015 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’appello – Ufficio Esecuzioni Penali di Torino, eseguito da personale della Squadra Mobile – Sezione “Catturandi” dovendo espiare la pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di rapina in concorso.


Paternò  CT - Rissa a “compro oro”: 4 denunciati.   Un’usuale  compravendita di preziosi, sembra 3 grammi di diamanti, ieri sera in un compro oro di Paternò  è degenerata in una violenta rissa che ha lasciato sul campo quattro feriti.  Il  tempestivo intervento  dei Carabinieri della locale Stazione, avvisati da una telefonata al 112, ha evitato peggiori conseguenze.  I militari,  dopo aver separato i contendenti, due coppie di padre e figlio, e favorito le medicazioni nel locale Ospedale, con prognosi tra i 5 e i 25 giorni (prescritti per  una frattura alle ossa nasali), hanno denunciato i quattro, il titolare del negozio ed il figlio, di 72 e 40 anni, ed un agente finanziario ed il figlio, di 52 e 20 anni, ritenuti responsabili del reato di rissa. 


Catania - “Catturandi” : 1 in manette. Si tratta di Salvatore BONACCORSI 48enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  24 ottobre 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, che è stato eseguito dalla Sezione “Catturandi” dovendo espiare la pena di 2 anni di reclusione per il reato di furto aggravato.


Belpasso  CT - Ai domiciliari per ricettazione. I Carabinieri della Stazione di Belpasso (CT) hanno arrestato ai domiciliari  Sebastiano ARENA 45enne, del posto, ottemperando ad un provvedimento  di esecuzione per l’espiazione di pena detentiva emesso dal  Tribunale di Catania. il personaggio, già condannato per il reato di ricettazione, commesso a Catania nel 1996, dovrà espiare ai domiciliari la pena residua di 1 mese  e 1 giorno di reclusione. 


Catania2 arresti: condanne per furto e droga. Si tratta di Alfonso Giovanni MELI 40enne e Luciano SALANITRO 47enne. Agenti della Polizia di Stato ha arrestato i catanesi Alfonso Giovanni MELI destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il 12 ottobre 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Catania, eseguito dalla Squadra Mobile – Squadra “Catturandi”, dovendo espiare la pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di furto in abitazione e Luciano SALANITRO  anch’egli destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso in data 14 ottobre 2015 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania, eseguito dalla medesima Sezione, dovendo espiare la pena di 4 anni di reclusione per reati in materia di stupefacenti.


Catania -  Sul bus 429 molesta ragazza 14enne, 1 dello Sri Lanka ai domiciliari. Lo scorso 10 ottobre, Agenti della Sezione Polizia Ferroviaria di Catania - Centrale hanno arrestato ai domiciliari  Amal Pradeep HAPANGE SILVA, 37enne nato a Maravilla (Sri Lanka), per molestia sessuale ai danni di un minore e porto, senza giustificato motivo, di strumento da taglio atto ad offendere. La pattuglia PolFer della Sezione di Catania intorno alle ore 10.40, era allertata da personale dell’A.M.T. per la presenza nel bus nr.429 di un soggetto che pochi momenti prima si era reso responsabile di molestie sessuali nei confronti di una ragazzina di 14 anni. Gli Agenti, avuta conferma dalla vittima hanno bloccato immediatamente il soggetto e l’hanno perquisito trovandogli addosso 1 coltello con lama lunga circa 30 cm., occultato nella parte posteriore dei pantaloni. HAPANGE SILVA aveva notato la ragazzina da sola nel bus e dopo averla importunata, chiedendole il nome ed il recapito telefonico, la molestava interponendosi tra i due sedili in maniera tale da impedirle di alzarsi e quindi di allontanarsi.  La  ragazza ha sfruttato un solo attimo di distrazione dell’aggressore per divincolarsi e scendere dal mezzo per chiedere aiuto. I  genitori della ragazza, venivano ovviamente contattati  e subito si portavano negli Uffici della Polizia Ferroviaria, a cui la quattordicenne veniva affidata, dopo la formalizzazione degli atti di Polizia relativi all’episodio occorso.  Per HAPANGE è stata disposta la misura degli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.


Catania - Estorsione e danneggiamento: parcheggiatore abusivo in manette. Gli  agenti delle volanti dell’U.P.G.S.P., nella tarda serata di ieri, hanno ammanettato il già noto tunisino Ezzedine ZAIRI 29enne  in quanto responsabile di estorsione e danneggiamento. I poliziotti hanno operato per l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore di Catania dott. Marcello Cardona, volti alla prevenzione dei reati predatori, ed alla repressione delle violazioni al codice della strada ed al controllo dei parcheggiatori abusivi. Gli agenti delle volanti , alle ore 23.30, sono  intervenuti in piazza Pietro Lupo, a seguito di segnalazione su linea 113 da parte di una ragazza che aveva  segnalato la presenza di uno straniero dedito all’attività di parcheggiatore abusivo, che dopo averla minacciata le aveva danneggiato l’auto con calci e pugni. I poliziotti immediatamente sul posto, grazie alle indicazioni fornite dalla donna hanno individuato e bloccato lo straniero, identificandolo per Ezzedine ZAIRI, il quale alla vista della pattuglia ha tentato di allontanarsi. Gli agenti hanno appreso dalla vittima che mentre stava parcheggiando l’auto sugli stalli a pagamento, il personaggio si è avvicinato a lei indicandole il luogo in cui avrebbe dovuto parcheggiare l’auto, chiedendole del denaro per la sosta. Il parcheggiatore abusivo, di fronte al rifiuto della ragazza, l’ha minacciata di danneggiarle l’auto e, fortemente irritato dalla sua ferma presa di posizione, l’ha colpita l’auto con calci e pugni, danneggiandone la portiera. Lo straniero, privo di documenti d’identità e senza fissa dimora, è risultato  già noto per lo stesso reato, oltre che per altro inerente gli stupefacenti e privo di permesso di soggiorno sul territorio nazionale. Il tunisino   è stato tratto in arresto e su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria di turno, associato presso le camere di sicurezza in attesa di giudizio per direttissima.


Catania Sanguinosa rissa, bar sospeso 15 giorni.  Polizia della Squadra Amministrativa della Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Catania ieri, ha dato esecuzione al Decreto col quale il Questore Marcello Cardona ha ordinato la sospensione di 15 giorni delle autorizzazioni per la gestione del “Bar del Faro”.  La motivazione del provvedimento è grave: nel corso della notte dello scorso 27 settembre, infatti, quel locale fu teatro di una sanguinosa rissa che vide protagoniste 5 persone, tutte denunciate per rissa aggravata. L’intervento era stato di ben tre Volanti, accorse in ausilio di una pattuglia della Guardia di Finanza.  I  rissosi  si stavano affrontando armati di bottiglie rotte, bastoni ed ogni sorta di contundente, furono bloccati ed alcuni di loro, a causa delle gravi ferite riportate, accompagnati in ospedale. L’attività di controllo della Polizia Amministrativa, ha affiancato e completato quella giudiziaria di prevenzione e repressione dei reati portata avanti dalle Volanti dell’UPGSP. Le F.O. sono giunte all’emanazione di un provvedimento “sospensivo” che, interessando il titolare del pubblico esercizio, ha individuato il bar in cui si sono svolti i fatti come un esercizio che può costituire un pericolo per l’ordine pubblico, per la sicurezza dei cittadini, ovvero dove siano avvenuti gravi disordini. La  Questura quindi ricorda  “a tutti i cittadini che la sicurezza e l’ordine pubblico non sono solo beni che vanno tutelati con l’attività di prevenzione e di repressione delle Forze dell’Ordine: essi, infatti, costituiscono un patrimonio comune a tutta la collettività e ognuno incide su di esso, con il rispetto delle regole e con l’osservanza dei principi di legalità. L’attività della Polizia Amministrativa, ultimamente incrementata da una fitta rete di controlli e di conseguenti sanzioni, mai come in questo caso è emblematica dell’intimo nesso che lega l’attività “burocratica” degli Uffici della Questura, con quella operativa delle Volanti, della Squadra Mobile e dei Commissariati. La conduzione di un bar nel quale ben 5 persone si sono affrontate con ogni mezzo offensivo, oggetto di devastazione e di violenza non può essere considerato un luogo sicuro: su questo e su episodi come questo, la Polizia di Stato non smetterà di vigilare”.

Catania -     Sbarco 106 migranti, presi 2  scafisti gambiani. La Polizia e la Guardia di Finanza hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto: Osman TRAWALLY 18enne, N.M. 17enne minore per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in relazione allo sbarco di migranti avvenuto nella mattinata di ieri nel porto di Catania. Osman TRAWALLY e N. M. sono stati individuati quali componenti dell’equipaggio di un gommone con a bordo 106 migranti di varie nazionalità  provenienti dalla fascia sub-sahariana. L’intervento di soccorso è stato dell’unità della Marina Militare Italiana la quale ha trasbordato i migranti a bordo di pattugliatore delle Forze Armate maltesi. Le attività investigative sono state svolte dagli uomini della Squadra Mobile e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Catania che hanno raccolto significativi elementi indiziari nei confronti dei due gambiani, “scafisti” del gommone soccorso. Le attività degli investigatori della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza - condotte a terra sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria etnea,  hanno consentito di acquisire gli elementi necessari all’adozione dei provvedimenti di fermo. I due indiziati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza” e presso il il C.P.A. “via Franchetti” a disposizione della locale Procura della Repubblica.


Catania -   CC blitz a Picanello, 1 preso con 1 kg droga. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale hanno arrestato, nella flagranza,  Giuseppe MANNINO 27enne di Catania, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. L’incursione dei militari della Squadra “Lupi” nel quartiere di Picanello si è conclusa positivamente. I Carabinieri  stanotte, a conclusione di una breve ma proficua attività info-investigativa, hanno perquisito l’abitazione del giovane detenuto rinvenendo e sequestrando circa 1 kg di “marijuana” e 1 bilancino di precisione.  L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.


Catania - Polizia: sprechi e festeggiamenti, dissensi sindacali.  Volantinaggio e documento “duro di protesta” dei segretari provinciali S.I.U.L.P. Maurizio Ferrara, S.I.A.P. Tommaso Vendemmia UGL-POLIZIA di STATO Giuseppe Sottile, sulla situazione economica del comparto. Scrivono i poliziotti:”I Segretari Provinciali del SIULP, SIAP e UGL-PoliziadiStato, comunicano che il 29 settembre 2015, dalle ore 18:00 effettueranno un volantinaggio in piazza Vincenzo Bellini e per le vie adiacenti, al fine di denunciare all’opinione pubblica gli sprechi operati dal Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza, anche in occasione della ricorrenza del Santo Patrono della Polizia di Stato. La Polizia di Stato, ed in particolare la Polizia Etnea, da anni soffre di carenze importanti che si sono aggravate negli ultimi tempi, a discapito della sicurezza dei cittadini e dei poliziotti, nonostante le priorità ampiamente segnalate dalle organizzazioni sindacali. I sindacati di polizia si fanno portavoce dei poliziotti, dei cittadini e delle associazioni, che ritengono intollerabile distogliere e sprecare risorse pubbliche per organizzare “feste private”. Una celebrazione che sarebbe stata opportuna limitarla alla funzione religiosa, a cui tutti i poliziotti tengono e partecipano”.


Catania  Rapina e violenza, 1 in manette. Agenti del Commissariato Centrale nella prima mattinata hanno individuato e tratto in arresto il già noto Housen Cristian HAMAM 18enne nato e residente a Catania per rapina aggravata, violenza a P.U. e lesioni, già affidato al servizio sociale, in esecuzione del decreto di sospensione della misura alternativa dell’affidamento in prova al servizio sociale, emesso dall’Ufficio di Sorveglianza presso il locale Tribunale per i minorenni. Ultimate le formalità di rito l’arrestato è stato tradotto presso l’I.P.M. di Catania Bicocca a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.


Acireale –  “Cavallo di ritorno”  per tablet rubato, CC ladro ai domiciliari. All’appuntamento si sono presentati i Carabinieri. La vittima,  ieri mattina intorno alle 10:00, dopo aver parcheggiato la sua  Citroen C3 in via Grassi Bertazzi ad Acireale (CT). Il malcapitato sbadatamente ha dimenticato di chiudere lo sportello lasciando in bella vista sul sedile passeggero un tablet. Il gesto non è passato inosservato al ladro ed appena il proprietario si è allontanato il malfattore ha aperto la portiera, rubando il computer e fuggendo via. Il derubato, dopo qualche minuto,  ritornando in auto si è accorto del furto ed ha deciso di recarsi dai CC di Acireale per presentare denuncia. L’uomo, mentre spiegava ai militari l’accaduto, ha ricevuto sul telefonino una chiamata proprio dal numero associato al Tablet rubato. Era il ladro, che “sfacciatamente”  stava chiedendo alla vittima: “Se lo rivuoi indietro mi devi dare 50 euro”. I Carabinieri hanno intuito e, di concerto con il denunciante, hanno teso la trappola al  malvivente dandogli appuntamento alla “pescheria” di Acireale in Piazza Marconi. Il giovane razziatore è spuntato dalle viuzze adiacenti  e dopo aver confabulato con la vittima ha estratto da una sacca il Tablet porgendolo all’interlocutore per avere in cambio il denaro. I militari, confusi tra la gente, sono intervenuti e l’hanno bloccato recuperato soldi e refurtiva.  A finire in manette ai domiciliari è stato  un 23enne, del posto, che gli uomini del Nucleo Operativo della locale Compagnia, dopo le formalità di rito, hanno condotto nell’abitazione in attesa del giudizio per direttissima e si dovrà difendere dall’accusa di tentata estorsione.

 


Catania  Rapina, furto, danneggiamento, rissa e resistenza, 1 in carcere. Agenti della Polizia di Stato hanno arrestato il già noto catanese Gaetano BERTI 47enne, destinatario di ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso il  22 settembre 2015 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania, eseguito dalla Squadra Mobile – Squadra “Catturandi” dovendo espiare la pena residua di 3 anni, 10 mesi e 24gg. di reclusione per cumulo di pene (rapina - furto – danneggiamento – rissa resistenza a P.U. ed altro).


Catania Evasione dai domiciliari, CC preso. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante hanno arrestato, nella flagranza,    Gheorghe TRUSCA 21enne di origini romene, ma domiciliato a Catania, per evasione. Il giovane, benché sottoposto agli arresti domiciliari per reati connessi agli stupefacenti, ieri pomeriggio è stato riconosciuto e bloccato dai militari in via Cortile Doberdò, a San Cristoforo, in palese violazione dei vincoli restrittivi cui era soggetto. Nella circostanza il 21enne, al fine di sottrarsi all’arresto,  ha  fornito ai carabinieri delle false generalità. Smascherato è stato arrestato e ricollocato ai domiciliari in attesa di essere ammesso al giudizio per  direttissima.


Viagrande CTSpaccio, 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Viagrande hanno arrestato ai domiciliari Concetto Alfio NICOTRA, 44enne, del luogo, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania. L’individuo dovrà espiare la pena di 1 anno, 11 mesi e 15 giorni di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reato commesso a Viagrande l’8 dicembre 2013.L’arrestato è stato posto ai domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania Evade dai  domiciliari, CC preso. I Carabinieri della Stazione di Catania Librino hanno arrestato ai  domiciliari, dando  esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Catania, Orazio CASTRO, 20enne, catanese, già sottoposto agli arresti domiciliari. Il giovane dovrà espiare la pena di 7 mesi e 10 giorni di reclusione poiché ritenuto  responsabile del reato di evasione, commesso il 27 novembre 2014 a Misterbianco. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato  posto nuovamente ai  domiciliari.


CataniaSpaccio, CC  preso 1 domiciliari. I Carabinieri del Nucleo Operativo di Catania Piazza Dante hanno arrestato in flagranza  Prospero Rosario FIASCHE' 24enne, catanese, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Una  pattuglia dell’Arma, di sera durante un servizio antidroga nel popolare quartiere San Cristoforo, ha notato il giovane in via Cordai cedere delle bustine ad un occasionale acquirente. Il fermato bloccato e perquisito è stato trovato in possesso di 6 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 10 grammi, e la somma contante di 30 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio, che sono stati sequestrati. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.


Catania Furto a Roma, 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Catania Librino hanno arrestato ai domiciliari Angelo KRAIEM, 23enne, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma. Il giovane dovrà espiare la pena di 4 mesi e 28 giorni di reclusione poiché ritenuto colpevole di un furto aggravato, commesso a Roma il 22 febbraio 2013.L’arrestato è stato posto ai domiciliari, su diposizione dell’Autorità Giudiziaria.  


PalagoniaCC bloccano insospettabile: nasconde in auto cocaina e hashish, arrestato.  I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Palagonia ieri pomeriggio, hanno arrestato, nella flagranza, un 25enne, di Scordia (CT), reo di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. La pattuglia, impegnata nel controllo del territorio, in Via Bachelet a Scordia, ha fermato per controllo una Seat Leon condotta dal giovane scordiense. I militari, insospettiti dall’irrequietezza mostrata dal fermato,  hanno perquisito l’abitacolo rinvenendo: 40 dosi di cocaina, un piccolo panetto di hashish, di circa 50 grammi, e 440 euro in contanti. Il denaro e la droga sono stati sequestrati mentre l’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Caltagirone.


Acireale  - 1 evaso dai domiciliari, preso. Agenti del Commissariato PS di Acireale ieri, hanno eseguito un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria arrestando l’acese Mario ARDITA 59enne. Il personaggio, sottoposto agli arresti domiciliari si è allontanato arbitrariamente dalla sua abitazione. Il piano sistematico e puntuale di controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari ha consentito al personale di polizia di scoprire l’evasione e di segnalare  ARDITA all’ Autorità Giudiziaria.


Caltagirone  CTGambiano spaccia ai giardinetti, preso. Poliziotto del Reparto Prevenzione Crimine di Palermo, libero dal servizio, ieri pomeriggio, a Caltagirone all'interno della villa comunale ha tratto in arresto nella flagranza di reato  Ahmadou HANNEH, 27enne nato in Gambia e  residente a Palagonia (CT), per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish nonché del reato di false generalità rese a Pubblico Ufficiale. Il poliziotto, nel corso dell'attività di P.G. a seguito di perquisizione personale ha sequestrato 0,84 gr. di sostanza stupefacente del tipo hashish.


Catania Mazzei, Sorvegliato viola prescrizioni, in manette. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante hanno arrestato, in flagranza, Maurizio MOTTA, 46enne di Catania, per la inosservanza delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Il soggetto è ritenuto affiliato al  clan legato alla famiglia dei “MAZZEI”, operante nel quartiere di San Cristoforo, ed è stato fermato dalla pattuglia dell’Arma in Via Plebiscito mentre la percorreva a bordo di un Honda SH 300 condotto senza patente poiché sospesa al momento dell’irrogazione della misura preventiva. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di  Piazza Lanza.


Riposto CTModello Trinacria: denunce e sanzioni. Carabinieri della Compagnia di Giarre, coadiuvati  dai colleghi della Compagnia d’Intervento Operativo del battaglione “Sicilia” e da personale della Guardia di Finanza di Riposto (CT), hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nell’ambito del piano del denominato “Modello Trinacria”, ottenendo i seguenti risultati : 1 persona denunciata per furto aggravato. I Militari coadiuvati da personale tecnico dell’Enel hanno accertato che un 49enne di Giarre aveva manomesso il contatore della propria abitazione mediante allaccio diretto alla rete elettrica pubblica; 1 denunciato a Riposto per aver violato gli obblighi connessi alla custodia del proprio mezzo già sottoposto a sequestro amministrativo;4 denunciati  per guida senza patente, perché sorpresi mentre conducevano i rispettivi mezzi privi di patente guida, poiché mai conseguita o revocata; 4 giovani segnalati alla Prefettura di Catania per uso personale di droga poiché trovati in possesso di 29 grammi tra hashish ed eroina.  I militari  durante il servizio hanno controllato 52 persone, 26 veicoli, di cui 2 sottoposti a fermo amministrativo, eseguito 1 perquisizione domiciliare ed elevato 7 sanzioni al C.d.s. per valore complessivo di 2.700 euro.


Catania - 2 sorvegliati beccati a San Cristoforo in compagnia di altri personaggi: denunciati. La  pattuglia del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Piazza Dante, ieri pomeriggio,  nel transitare in via Belfiore, nel cuore di San Cristoforo, ha notato un gruppetto di persone, tutte già note, impegnate a dialogare tra loro. I militari tra queste, sottoposte a controllo, hanno identificato 2 sorvegliati speciali, O.C.,50enne, e D.G., 43enne, di cui il primo ritenuto molto vicino al clan mafioso dei “MAZZEI”, che era in evidente inosservanza degli obblighi imposti dalla misura preventiva. I personaggi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. 


Palagonia  CT CC catturano ricercato sfuggito in operazione DIA “Prato Verde” I Carabinieri della Compagnia di Palagonia (CT) hanno arrestato ai domiciliari il latitante, Carmine Bruno MARLETTA,  35enne originario di  Vercelli, ma da tempo residente a Palagonia. Il soggetto, il febbraio del 2014, era sfuggito alla cattura nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Prato Verde” condotta dagli uomini della DIA di Catania che disarticolò parte del clan Cappello, operante nella piana di Catania e nei quartieri di Librino e del Pigno. I militari di sera, dopo più di un anno di indagini e ricerche, rese difficoltose dai continui spostamenti del ricercato tra la Sicilia ed il nord Italia, hanno chiuso il  cerchio  riuscendo ad individuarlo e catturarlo con un’azione fulminea mentre in macchina si spostava nel centro della cittadina palagonese.  Come disposto nella misura cautelare originaria l’arrestato è stato relegato ai domiciliari con l’accusa di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.


CataniaPoliziotti in azione ammanettano ai domiciliari 2 “topi” di villette. Agenti delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno proceduto all’arresto ai domiciliari dei già noti catanesi Antonio FARO 18enne e Christian Nicola FARO 20enne, entrambi abitanti nel quartiere di Librino, per tentato furto aggravato in concorso tra loro. I personaggi, dopo aver infranto le vetrate di una porta, hanno tentato di introdursi in una villetta in via S. Catania, ma  il tempestivo intervento della Volante ha permesso di bloccare ed arrestare i due malviventi, che nel frattempo stavano tentando vanamente di darsi alla fuga. Gli  arrestati giunti negli Uffici della Questura, a seguito di immediati e peculiari accertamenti e grazie  all’intuito investigativo degli agenti, sono stati riconosciuti quali autori di altro analogo reato commesso alcuni giorni prima ai danni di un’altra abitazione nella stessa zona. I due FARO su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sono stati posti agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio.  L’attività  di controllo è stata svolta, sia dal punto di vista della prevenzione che della  repressione dei reati in genere,  nelle giornate del 14 e 15 agosto u.s., nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in genere, disposti dal Questore di Catania per il Ferragosto. Le forze impegnate con equipaggi della Polizia, Carabinieri, Polizia Locale e delle varie specialità della Polizia di Stato quali Reparto a Cavallo, Squadra Cinofili, Squadra Nautica, della Polizia Amministrativa e con l’ausilio del Reparto volo con elicottero della Polizia di Stato, hanno costantemente pattugliato tutte le arterie stradali in cui vi era il maggior afflusso di persone, specie nelle zone del litorale Playa e della Scogliera.  Agenti delle volanti, hanno tratto in arresto un individuo per furto aggravato di bagagli, il quale dopo aver forzato la porta di un’auto  parcheggiata, si è impossessato dei bagagli posti all’interno dell’auto. Il soggetto è riuscito a fuggire pochi istanti prima dell’arrivo delle volanti, ma gli operatori giunti sul posto, hanno acquisito elementi utili per l’identificazione del malvivente che veniva rintracciato e riconosciuto per Salvatore SEMINARA 20enne e quindi ammanettato. Il  soggetto  nel corso della perquisizione domiciliare veniva trovato in possesso di refurtiva.  Il P.M. di turno, notiziato ha disposto la custodia presso le locali camere di sicurezza, in attesa di giudizio per direttissima.


CataniaCC, lotta a posteggiatori abusivi in centro storico.  I militari hanno svolto  prevenzione e contrasto del fenomeno dei parcheggiatori abusivi nel centro città.  La  piaga affligge il capoluogo etneo da tempo immemore. I Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante, con la preziosa collaborazione degli agenti della Polizia Municipale e dei militari del battaglione “Sicilia”, in risposta alla complessa problematica, su direttive del Comando Provinciale, hanno intensificato i servizi dedicati alla delicata materia raggiungendo, solo nella giornata del 13 agosto, i seguenti risultati: Zone controllate,  Corso Martiri della Libertà, Piazza della Repubblica, Corso Sicilia, Via Sant’ Euplio, Piazza Pietro Lupo e Piazza Cutelli. una ventina di parcheggiatori abusivi, sono stati identificati  ed elevate a loro carico sanzioni per un totale di circa 8.000 euro con conseguente confisca delle somme illecitamente percepite, circa 300 euro.  L’imponete  dispositivo di controllo, è servito da deterrente per la micro criminalità particolarmente attiva in questi giorni di ferragosto.


Catania Picanello, rapinatore seriale ammanettato dopo 2° colpo in farmacia.  La Polizia di Stato ha arrestato il già noto catanese Carmelo Giovanni MUSUMECI 44enne per tentata rapina aggravata e rapina aggravata in pregiudizio rispettivamente di un negozio di telefonia e di una farmacia cittadina.  I tutori dell’ordine, erano in azione nella serata dello scorso 6 agosto, dopo la segnalazione della Sala Operativa della locale Questura che aveva diramato la nota via radio di una tentata rapina consumata ai danni di un negozio di telefonia in zona Picanello. I poliziotti della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile, in servizio moto montato, di conseguenza si sono recati tempestivamente sul posto dove hanno appreso dalla commessa e da due clienti del negozio che poco prima uno, abbigliato con camicia celeste e con in testa un casco da motociclista tipo jet di colore grigio ed occhiali da vista, lasciando intendere di essere armato e con tono minaccioso, aveva chiesto alla commessa di consegnargli il contenuto della cassa. La risposta negativa della donna ha indotto il soggetto ad oltrepassare il back office ed aprire i cassetti del bancone ma non ha trovato denaro. il maldestro, durante la fuga ha minacciato i due clienti di morte nel caso avessero chiamato la Polizia. La Sala Operativa, pochi minuti dopo, verso le ore 19.20, ha diramato una nota di rapina in corso ai danni di una farmacia sempre nella zona di Picanello, ad opera di 1 le cui caratteristiche fisico somatiche nonché l’abbigliamento usato, coincidevano con quelle del malvivente che pochi minuti prima aveva tentato di rapinare il negozio di telefonia. Altri poliziotti sul posto, hanno appreso dalla farmacista che pochi attimi prima, uno di sesso maschile, di corporatura regolare, con lo stesso abbigliamento della persona che poco prima aveva tentato l’altra rapina, si era impossessato del contenuto della cassa, dileguandosi, immediatamente dopo, a bordo di uno scooter di piccola cilindrata di colore rosso. Gli agenti sulla scorta delle descrizioni apprese si sono recati nella zona di Picanello presso l’abitazione del sospetto e l’hanno bloccato ancora vestito con la camicia celeste utilizzata per commettere i delitti.  MUSUMECI, perquisito sul posto, è stato trovato in possesso della somma di 230€ tutte in banconote da 10 €, esatto provento della rapina alla farmacia. Lo stesso ha consentito anche il rinvenimento dello scooter utilizzato per la rapina alla farmacia di Viale Ulisse. Il malvivente, è stato inoltre riconosciuto senza dubbi dalle vittime. Il denaro è stato restituito alla titolare della farmacia. Il soggetto è stato dichiarato arresto per i delitti di tentata rapina al negozio di telefonia e di rapina aggravata in danno della farmacia e, dopo le formalità di rito, associato presso la locale Casa Circondariale di Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Acireale92enne denuncia nipote per truffa.  Agenti del Commissariato di Acireale, a seguito di denuncia sporta, stanno conducendo un indagine su un caso di probabile truffa ad un anziano per mano di un familiare. Un  acese del 92enne vedovo e senza figli aveva promesso ad una delle sue nipoti di donarle una piccola somma di denaro (2.000 o 3.000 euro) per contribuire all’acquisto della casa del suo pronipote. La nipote ha accompagnato quindi lo zio presso l’ufficio postale per prelevare la somma. La nipote nell’occasione avrebbe fatto apporre al proprio nonno delle firme senza che quest’ultimo si rendesse conto come in effetti stava prelevando la somma di 155.000€. Il 92enne accortosi di ciò, dopo qualche giorno, ha cercato di farsi restituire la somma senza però riuscirci.  L’anziano, a tal punto preso dallo sconforto, trattandosi dei risparmi di tutta una vita e rimanendo solo con qualche migliaio di euro nel conto, ha avuto la forza di rivolgersi al Commissariato di P.S. di Acireale. Gli uomini del Commissariato hanno attivato immediatamente le procedure previste dalla legge e d’intesa col l’Autorità Giudiziaria, è stato immediatamente convalidato il provvedimento, e disposto il sequestro preventivo della somma in modo da evitare che la stessa potesse essere spesa in attesa di ulteriori accertamenti e ha avviato un procedimento nei confronti dei familiari coinvolti.


Catania - Aggredì prostituta a scopo sessuale, rinchiuso in carcere. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale hanno arrestato un 35enne di origini trapanesi, ma residente nella provincia etnea,  in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Catania. L’individuo, nel luglio del 2011, aggredì, a scopo sessuale, una prostituta di origini romene al Viale Africa a Catania. Nella fattispecie furono i CC di Piazza Dante a colsero il turpe in flagranza e l’arrestarono. Il Tribunale etneo a distanza di anni ha reso esecutiva la condanna ad 1 anno e 6 mesi di reclusione per tentata violenza sessuale. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza.


Catania - San Cristoforo, 3 pusher in trasferta da Augusta, presi dai Lupi: ai domiciliari.

 

Si tratta di : Carmelo SALVO, 42enne, Salvatore Michael SALVO, 20enne, rispettivamente padre e figlio, e Simone VERDE, 25enne, tutti provenienti da Augusta (SR). I  Carabinieri della squadra “Lupi” del Nucleo Investigativo, ieri sera intorno alle 19:00, nello svolgimento di un servizio antidroga,  hanno intercettato in   via PLAJA una Toyota Yaris con a bordo 3 individui sospetti. I  militari in moto, dopo un breve inseguimento, sono riusciti a raggiungere i fuggitivi che nel frattempo avevano tentato invano di  gettare dal finestrino 2 panetti di droga, quasi sicuramente acquistati poco prima nel fiorente mercato del popolare quartiere catanese.  La droga, 200 grammi di Hashish (circa 2.500 euro il valore al dettaglio) è stata sequestrata mentre i tre pusher: Carmelo SALVO del figlio, Salvatore Michael SALVO e Simone VERDE, tutti provenienti da Augusta (SR), sono stati arrestati e relegati ai “domiciliari” in attesa del giudizio per direttissima.


Belpasso  CTRuba cavi, 1 ai domiciliari. I Carabinieri della locale Stazione di hanno arrestato ai domiciliari, nella flagranza Antonino MECI 39enne di Paternò (CT), per furto aggravato. La pattuglia, preposta al controllo del territorio ed in particolare al contrasto dei reati predatori in genere, ieri pomeriggio lo ha bloccato in Via Casalina a Belpasso mentre si allontanava con  30metri di cavi di rame rubati poco prima dagli impianti telefonici della Telecom Italia.  La refurtiva è stata restituita alla società telefonica mentre l’arrestato, in attesa della direttissima, è stato posto ai domiciliari.


CataniaRapine ed evasioni, 1 in manette. Agenti del Commissariato Centrale ieri hanno individuato e tratto in arresto Antonino SORTINO 46enne, in ottemperanza al Provvedimento di esecuzione di pene concorrenti nei confronti di condannato in detenzione domiciliare, avente nr. 175/2014 SIEP nonché all’Ordinanza nr. SIUS 2014/6999 TDS Palermo emessa il   17 luglio 2015 dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo, dovendo scontare la pena di 5 anni, 9 mesi e 17 giorni di reclusione, multa di 3.480 €, Interdizione perpetua dai Pubblici Uffici ed Interdizione legale durante la pena, per i reati di rapina, numerose evasioni e diversi furti.


Catania Rubano profumi alla Coin: 2 donne bloccate da agenti. Agenti delle Volanti dell’U.P.G.S.P. ieri, hanno tratto in arresto P.C. 36enne, già nota per ricettazione, responsabile di furto aggravato, in concorso con una minorenne non imputabile. Poliziotti  delle Volanti alle ore 11.40 erano stati inviati in via Etnea 116 presso il negozio “Coin”, dove il personale addetto alla vigilanza aveva bloccato all’uscita 2 donne che si erano impossessate di merce dagli scaffali del reparto profumeria (creme, trucchi, e profumi, per un valore di 342€). Le donne aprivano le scatole esterne della merce, munite di anti-taccheggio, e ne nascondevano i tubetti e le boccette nelle loro buste della spesa, quindi superavano la cassa senza pagare. Il P.M. di turno ha convalidato l’arresto, disponendone l’immediata liberazione, mentre la minore è stata affidata all’esercente la potestà. 


Belpasso CT  - CC  si fingono clienti e denunciano 2 cinesi per sfruttamento prostituzione. Carabinieri della Compagnia di Paternò, ieri a seguito di mirata attività info investigativa, hanno denunciato in stato di libertà 2 cittadini cinesi di 41 e 43 anni, per sfruttamento della prostituzione. I tutori dell’ordine hanno avuto notizia che presso un’abitazione  nel comune di Belpasso vi fosse un assiduo via vai di uomini. I  militari hanno avviato servizi mirati di osservazione e videoregistrazione. I carabinieri, da tale attività di indagine hanno fatto emergere che l’abitazione era occupata da 1 cittadina cinese, risultata poi 37enne irregolare sul territorio nazionale, che mediamente riceveva 10 clienti al giorno. I Carabinieri fingendosi interessati all’annuncio dunque, sono riusciti a fissare un appuntamento e, giunti presso l’abitazione, hanno rinvenuto un lettino per massaggi e numerosi contraccettivi ed hanno appurato che la tariffa per le prestazioni sessuali della donna era di 50 € dei quali solo una parte da lei trattenuta. I tutori dell’ordine da accertamenti sull’abitazione hanno scoperto che questa era presa in affitto dagli indagati, i quali gestivano l’attività tramite annunci pubblicati su giornali locali. Sono in corso accertamenti volti a verificare se vi siano ulteriori responsabili.


Paternò 2 rapinatori 15enni ammanettati dai CC. I Carabinieri della Compagnia di Paternò collaborati dai militari della Compagnia d’Intervento Operativo del XII BTG “Sicilia”, durante un servizio coordinato finalizzato a contrastare reati predatori in genere, hanno arrestato  due 15enni, del luogo, per rapina aggravata.  2  individui, col volto travisato da passamontagna ed armati di pistola, di sera, hanno fatto irruzione in una tabaccheria in Piazza Santa Barbara. I malfattori  sotto la minaccia dell’arma si sono fatti consegnare dal proprietario l’incasso della serata, fuggendo poi di corsa per le vie circostanti. Un passante  ha notato la scena criminosa ed ha telefonato al 112 avvisando della rapina in atto e fornendo una dettagliata descrizione dei rapinatori.  Pattuglie che stavano gravitando già in zona, sono intervenute immediatamente sul posto, su richiesta della Centrale Operativa, ed hanno rintracciato e bloccato i due rapinatori, minori, in una via adiacente all’esercizio commerciale. I maldestri erano in possesso di 400 €, parte della somma rapinata, e dei passamontagna appena utilizzati. Gli arrestati accompagnati nel Centro di Prima Accoglienza di Catania in via R. Franchetti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Minorile.


Catania -   Polstrada  interviene per BMW in fiamme in galleria autostrada CT-SR a S.Demetrio. Il fuoco è divampato alle ore 20.30 circa lungo la galleria di S.Demetrio in direzione di Siracusa al Km 6. Una BMW è andata in fiamme mentre i 5 occupanti sono usciti appena in tempo dalla macchina ed hanno atteso l’arrivo dei vigili del fuoco. Il traffico è rimasto rallentato per  il tempo intercorso fino a quando il veicolo incendiato non è stato spento del tutto messo in sicurezza per le fiamme . Gran lavoro di Polstrada e pompieri che sono stati coadiuvati dal personale del 118 intervenuto per assistere i 5 passeggeri rimasti intossicati.


Catania -  Gen. Galletta Comandante Legione Carabinieri  Sicilia visita Comando Provinciale Il nuovo Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, Generale di Brigata Riccardo Galletta, si è recato in visita al Comando Provinciale  di Catania dove  è stato ricevuto dal Comandante Alessandro Casarsa. Il Generale Galletta nella circostanza ha incontrato una rappresentanza dei Carabinieri del Comando etneo, dei reparti speciali (ROS, Nucleo Operativo Ecologico, Nucleo Antisofisticazione e Nucleo Ispettorato del Lavoro), i componenti del Co.Ba.R. (Comitato di Base di Rappresentanza) ed una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri, esprimendo parole di elogio per la professionalità e lo spirito di sacrificio dimostrati nell’assolvimento dell’attività istituzionale e delineando alcuni dei principi a cui si ispirerà la sua azione di comando. Il Generale ha partecipato a Palazzo dei Chierici ai funerali dei 13 migranti morti nel naufragio del 18 aprile scorso e, subito dopo, ha incontrato le Autorità cittadine nonché i vertici della magistratura con i quali si è intrattenuto sulle problematiche inerenti l’ordine e la sicurezza pubblica e l’attività di contrasto alla criminalità organizzata posta in essere dall’Arma locale.


Catania Truffa vendita capi on-line: denunciata donna napoletana.  La maldestra C.T. 40enne, di Napoli avrebbe attirato le vittime su uno dei portali più popolari di compravendita on-line,  il SUBITO.IT, commerciando in abbigliamento femminile. I Carabinieri di Bronte (CT) l’hanno smascherata, grazie anche alla denuncia della vittima di turno, una giovane brontese,  che nel marzo scorso aveva ricaricato di ben 300 euro la POSTEPAY della signora in cambio dell’invio di indumenti mai giunti a destinazione. Gli investigatori hanno svolto accertamenti sul numero della carta postale ed ecco che è saltata fuori l’identità della donna, C.T. 40enne, di Napoli, già gravata da precedenti penali specifici, denunciata dai CC per truffa.


CataniaCollaboratori, luce su guerra ed omicidio Di Pasquale detto “Giorgio Armani”, manette a Caruana.  La Polizia ha tratto in arresto: Dario CARUANA  36enne già noto,  destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 20 giugno 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, in quanto ritenuto responsabile, in concorso con Salvatore GUGLIELMINO 42enne ed altri soggetti non individuati, di omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, con le aggravanti di aver commesso il fatto con premeditazione ed al fine di agevolare il gruppo mafioso appartenente a Cosa Nostra già facente capo a Alfio MIRABILE  50enne. Il  delitto fu perpetrato la notte del 29 aprile 2004, in via Galermo, nei pressi di una rivendita ambulante di panini, allorquando Salvatore DI PASQUALE  35enne (nato nel 1969), già noto, inteso “Giorgio Armani”, veniva colpito a morte con numerosi colpi d’arma da fuoco al torace, alla schiena ed agli arti. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile avevano evidenziato il coinvolgimento nel fatto di sangue di Dario CARUANA e Salvatore GUGLIELMINO sospettati di essere tra gli esecutori materiali dell’omicidio. Le investigazioni condotte nei confronti di appartenenti alla cosca Santapaola-Ercolano avevano, tra l’altro, evidenziato che in seno all’organizzazione era in corso una lotta  intestina tra il gruppo facente capo ad Antonino SANTAPAOLA (cl.1954), inteso “Nino ‘u Pazzu”, e ad Alfio MIRABILE cui si contrapponeva la famiglia Ercolano-Mangion. I contrasti già risalenti all’anno 2003 sarebbero stati determinati da contese in ordine all’accaparramento di estorsioni a cui erano sottoposte aziende della zona industriale di Catania e dall’intenzione della famiglia Ercolano di contrastare il ruolo da protagonista che Antonino SANTAPAOLA stava assumendo nell’ambito dell’organizzazione. Quest’ultimo, peraltro, aveva elevato Alfio MIRABILE, suo cognato, al rango di reggente della famiglia Santapaola. Alfio MIRABILE, il 24 aprile 2004, deceduto poi nel 2010, veniva attinto da diversi colpi d’arma da fuoco rimanendo gravemente ferito, con una paralisi agli arti inferiori. L’omicidio di DI PASQUALE, avvenuto a distanza di pochi giorni, costituiva una risposta all’attentato in pregiudizio di MIRABILE. Infatti, il DI PASQUALE, appartenente alla frangia opposta, dopo il tentato omicidio di MIRABILE, aveva apertamente gioito per quanto accaduto. Le risultanze investigative raccolte all’epoca - nel corso di attività che sfociò nell’esecuzione, in data 20 luglio 2004, di provvedimenti di fermo (operazione “Risiko”) emessi proprio per infrenare la temuta escalation di omicidi dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania per il reato di associazione mafiosa nei confronti di appartenenti alla cosca Santapaola-Ercolano, tra i quali i GUGLIELMINO, CARUANA, Francesco MIRABILE (cl.1956), Paolo MIRABILE (cl.1977) - si sono arricchite con le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, consentendo di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del CARUANA in ordine all’omicidio di DI PASQUALE. Il soggetto è stato associato presso la casa circondariale di Catania “Bicocca”.  


Palagonia CT - Coltellate al vicino. Rintracciato ed arrestato. I Carabinieri della Stazione di Palagonia (CT) hanno arrestato, in flagranza,   Gianluca FAGONE 37enne del posto, ritenuto responsabile di lesioni aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Il  vicino alle 23:00, armato di coltello, per alcuni dissidi di “buon” vicinato, all’altezza del civico 39 di via del Nord,  improvvisamente ha sferrato alcuni fendenti al vicino di casa, un 48enne, ed è scappato via. La vittima, seppur ferita, ha dato l’allarme  al 112 fornendo la descrizione dell’aggressore. I militari di pattuglia, ricevuta la segnalazione dalla centrale operativa,  hanno iniziato le ricerche terminate poco dopo con l’individuazione e l’arresto del reo che, nel frattempo, era riuscito a disfarsi dell’arma. L’arrestato, in attesa di giudizio, è stato ristretto agli arresti domiciliari. La vittima, medicata all’ospedale di Militello Val di Catania, è stata giudicata guaribile in una decina di giorni per una ferita da taglio alla testa e tagli superficiali alla zona dell’addome.   


CataniaFalso, furto e rapina, 3 in carcere. Uomini della Polizia di Stato – Sezione Catturandi della Squadra Mobile, nell’ambito di servizi di esecuzione di misure restrittive, ha tratto arrestato i catanesi Walter SPINA  53enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  26 giugno 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario – Ufficio Esecuzioni Penali di Catania, dovendo espiare la pena di 2 anni, 11mesi  e 25 gg. di reclusione per truffa e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, Sebastiano VISCUSO 36enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  25 giugno 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario – Ufficio Esecuzioni Penali di Catania, dovendo espiare la pena di 6 mesi di reclusione per furto aggravato e Giuseppe GIANCOLA 35enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  26 giugno 2015 dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, dovendo espiare la pena residua di 3  annidi reclusione per il reato di rapina.  I soggetti, sono stati associati presso la Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.


Catania - San Cristoforo, CC sequestrano 2 fucili nascosti su tetto  palazzina.   I  Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania, ieri pomeriggio a conclusione di breve ma proficua attività info-investigativa, hanno fatto irruzione in una palazzina di via Zitelli, nel rinomato quartiere di San Cristoforo, dove,  in una intercapedine ricavata sul tetto dell’edificio,  sono state rinvenute e sequestrate le seguenti armi: 1 fucile  BROWNING, calibro 12 e 1 fucile LR WEATHERBY BERETTA, calibro 22.  Le armi, in perfetto stato d’uso, di concerto con l’Autorità Giudiziaria saranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli opportuni accertamenti tecnico-balistici che ne  verificheranno l’eventuale utilizzo in pregressi eventi delittuosi. Sono in corso degli approfondimenti investigativi per stabilire le armi a quale gruppo criminale appartenessero.


Gravina CT1 in carcere per droga. I Carabinieri della Stazione di Gravina di Catania hanno arrestato Dario MAZZARA 28enne, del luogo, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania. Il giovane dovrà scontare  la pena residua di 1 anno di reclusione poiché riconosciuto colpevole di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, reato commesso a Catania il 26 ottobre 2012. L’arrestato è stato  associato nel carcere di Piazza Lanza, come di sposto dall’Autorità Giudiziaria.


CataniaTenta rapina a sacerdote in strada, preso da agenti in moto. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Matteo SCIOLINO 54enne già noto Sorvegliato Speciale di P.S., perché ritenuto responsabile di tentata rapina aggravata e violazione degli obblighi derivanti dalla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. I poliziotti nell’ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore di Catania, hanno dislocato alcune pattuglie della Squadra Mobile nella zona del centro storico anche in relazione alla presenza di numerosi turisti. Agenti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, mentre pattugliavano a bordo di moto la zona del centro, sono stati attirati dalle grida di aiuto provenienti da via della Lettera, dove un individuo stava aggredendo un sacerdote dell’ordine dei Salesiani indossante un “clergyman”. Il sacerdote ha opposto resistenza all’energumeno che lo stava strattonando con violenza. Il soggetto, successivamente è stato identificato per Matteo SCIOLINO. Il maldestro accortosi della presenza dei poliziotti che gli intimavano di interrompere l’azione, è fuggito a bordo di uno scooter elettrico che aveva lasciato nelle immediate vicinanze, ma è stato bloccato ed arrestato. Il soggetto è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile ed è stato dichiarato in arresto per il reato di tentata rapina aggravata ed inosservanza degli obblighi derivanti dalla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. e condotto presso la Casa Circondariale di  Catania a “piazza Lanza”.


Catania - 2 evasi dai “domiciliari” arrestati a Librino e San Cristoforo. I  militari del Nucleo Radiomobile e della Compagnia di Piazza Dante, in due distinti contesti operativi,  nell’ambito del controllo del territorio, svolto particolarmente nei quartieri a rischio del capoluogo etneo, ieri sera, hanno arrestato 2 personaggi, entrambi evasi dai domiciliari. I 2 sono stati bloccati:  Vincenzo VERGA 29enne, al viale MONCADA a Librino  ed   Antonio SCALIA 32enne, in via Plebiscito a San Cristoforo, in attesa del rito per direttissima,  i personaggi sono stati ricollocati agli arresti domiciliari.


CataniaStupefacenti, 19enne in manette. Agenti del Commissariato Centrale ieri, hanno individuato ed arrestato il già noto Pietro D’AMICO 19enne nato a Catania, in ottemperanza al Provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Catania. Il giovane deve  espiare la pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione, con multa di 15.000€ ed interdizione dai Pubblici Uffici per la durata di 5 anni, per i reati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale ed evasione , commessi nel 2013 e 2014.


Catania - Baby gang:  2 identificati su Facebook, in villa Bellini aggredirono e rapinarono studentesse. Poliziotti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” hanno tratto in arresto i minori: M.S. 15enne e S.M.J.I. 16enne,  in esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della permanenza in casa, emessa il   7 maggio 2015 dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Catania per i reati di rapina aggravata, violenza e lesioni, in danno di due giovani studenti.  Lo scorso inverno, due giovani studenti  avevano denunciato che mentre si trovavano nel tardo pomeriggio all’interno della  villa Bellini, di essere stati malmenati (con calci e pugni) e rapinati di 1 telefono cellulare che una della malcapitate vittime teneva nella tasca dei pantaloni, ad opera di una “baby gang” composta da alcuni giovinastri. Le vittime riuscite a divincolarsi ed uscire dal giardino pubblico erano inseguite dal alcuni dei rapinatori; questi ultimi, raggiunte le malcapitate, le avevano aggredite nuovamente con schiaffi e pugni facendole rovinare a terra; nella circostanza ad uno dei due minori veniva sottratto uno smartphone di ultima generazione. Gli investigatori si erano messi subito all’opera, prendendo spunto dalle indicazioni e descrizioni di alcuni degli autori dei reati fornite dalle giovani vittime. Analizzando Facebook, veniva individuato S.M.J.I. come colui che aveva aggredito e rapinato il minore mentre M.S. come colui che aveva  dato inizio all’aggressione dopo avere  chiesto una sigaretta. Gli agenti hanno identificato, un terzo componente della gang che aveva preso parte alle violenze fisiche nei confronti delle giovani vittime, che è stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania. Proseguono le indagini finalizzate ad identificare altri componenti della gang, verificando eventuali loro responsabilità per altri reati.


Catania - Polposta, 20 indagati in operazione contro pornografia minorile, 17 province. La Procura Distrettuale della Repubblica e la Procura per i Minorenni di Catania hanno disposto numerose perquisizioni domiciliari in varie città d’Italia, eseguite dalla Polizia di Stato, nei confronti di 20 soggetti italiani indagati per detenzione di immagini di pornografia minorile, di questi 10 sono i soggetti minorenni aventi oltre 14 anni. 2 degli indagati maggiorenni avevano precedenti in materia di pornografia minorile. Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Catania, Siracusa, Ragusa, Palermo, Caltanissetta, Reggio Calabria, Potenza, Avellino, Roma, Reggio Emilia, Lucca, Milano, Torino, Cuneo, Treviso e Venezia. L’operazione di contrasto della pornografia minorile è stata svolta dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica e la Procura per i Minorenni di Catania.Numerose le perquisizioni domiciliari in varie città d’Italia, eseguite dalla Polizia Postale nei confronti di indagati maggiorenni e minorenni.  L’indagine era scaturita dalla denuncia alla Polizia Postale di Catania dei genitori di una ragazza di anni 16, che inizialmente si erano rivolti all’Associazione a tutela dell’infanzia Meter. I genitori hanno raccontato che la propria figlia era stata costretta a realizzare delle immagini intime cedute a vari soggetti, soprattutto mediante sistemi di messaggistica internet quali WhatsUp. Le indagini informatiche hanno consentito di ricostruire le chat e gli invii compiute dalla minore, identificando tutti i soggetti che le avevano richieste. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati smartphone, tablet e computer. Le prime attività svolte nel corso delle perquisizioni da parte del personale specializzato della Polizia hanno confermato la detenzione delle immagini riferibili alla minore, alcuni degli indagati avevano anche altre foto di minori verosimilmente adescate on-line.


CataniaBlitz polizia a S.Cristoforo, 1 in manette per armi. Uomini del Commissariato San Cristoforo, coadiuvati dal Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, dalla Guardia di Finanza, dalla Polizia Provinciale e dalla Polizia Locale, hanno arrestato Francesco BUSSOLARI per detenzione abusiva di armi da fuoco, ricettazione ed omessa denuncia di munizioni e per furto aggravato di energia elettrica. L’operazione si è svolta nel contesto del piano d’azione denominato “Modello Trinacria” con   Forze di polizia impegnate, col coordinamento della Questura, in approfonditi controlli del territorio. I poliziotti hanno controllato la stalla di proprietà del BUSSOLARI. I tutori dell’ordine hanno trovato   custoditi ben 3 cavalli privi del prescritto microchip: una violazione che è costata al proprietario una sanzione di oltre 11.000 euro. Il contatore dell’energia elettrica installato era stato alterato con l’applicazione di un by pass che permetteva di prelevare la corrente elettrica senza essere registrata. I poliziotti hanno recuperato un revolver, nella disponibilità del BUSSOLARI ed illecitamente detenuto, risultato rubato nel 1986 in una località del Centro Italia. L’arma era stata ben nascosta, all’interno di una trave del soffitto dell’edificio. La perquisizione si è spostata all’interno dell’abitazione del BUSSOLARI, dove, oltre al fucile ed alle 2 pistole regolarmente detenute, sono state trovate decine di cartucce (di cui 15 “a punta cava”) di cui il proprietario non aveva fatto denuncia. Il sequestro di tutte le armi è scattato immediatamente, mentre sono già in corso le ulteriori incombenze per l’irrogazione del divieto di detenzione armi. L’arrestato è stato rinchiuso presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza.


CataniaPreso rapinatore seriale "solitario". Agenti della Polizia di Stato, nel pomeriggio di ieri hanno posto in stato di fermo di P.G.: Filippo INDORATO 50enne già noto, ritenuto responsabile del reato di rapina aggravata e continuata. Poliziotti della Sezione IV – “Contrasto al Crimine Diffuso”, nel corso di mirati servizi volti alla repressione delle rapine ai danni di farmacie ed altre attività, transitando per via Plebiscito, hanno notato un individuo che si trovava nei pressi di una farmacia con atteggiamento circospetto. Questi, alla vista della pattuglia, ha cercato di allontanarsi frettolosamente dal luogo, ma è stato bloccato e trovato in possesso di un taglierino. Condotto presso gli uffici della Squadra Mobile, dove sono state esaminate le immagini relative ad alcune rapine commesse a Catania  lo scorso mese di aprile, è stato riconosciuto quale responsabile di  6 rapine, tra le quali 5 perpetrate in danno di farmacie ed 1 consumata presso un ufficio postale, tutti ubicati nella zona di via Plebiscito – via Garibaldi – via Vittorio Emanuele e Corso Sicilia. INDORATO avrebbe agito sempre da solo ed armato di taglierino. Il fermato è stato associato presso la casa circondariale di “piazza Lanza”.


Maniace CT –  Finto agente “SISAL” si fa accreditare 2.000€ su POSTEPAY. 1 denunciato per truffa.  L’abilità investigativa dei Carabinieri della Stazione di Maniace (CT) ha permesso di scoprire una truffa perpetrata in danno di 2 maniacesi, un uomo e una donna,  finiti nella rete di un 61enne, originario di Pistoia ed abitante nella provincia di Firenze. L’individuo, fingendosi un agente della “Sisal” (acronimo di Sport Italia Società A Responsabilità Limitata), una delle principali agenzie  di gestione di concorsi a pronostici,  approfittando della buona fede delle vittime e promettendo ricavi sicuri sulle scommesse da lui stesso effettuate,  riusciva a farsi accreditare sulla sua carta postale quasi 2.000 euro.


Catania - Ruba a Librino condutture impianto antincendio in condominio, 1 ai domiciliari. Polizia di Stato ha arrestato ai domiciliari il già noto catanese Giuseppe DISTEFANO 34enne per furto aggravato. Poliziotti delle volanti dell’UPGSP, alle ore 11.30, a seguito di segnalazione su linea 113, si erano recati in viale Bummacaro, nel rione “Librino”, dove era stato segnalato un individuo intento a rubare tubazioni in ferro nei garage di un condominio. Gli  agenti giunti sul posto, hanno bloccato l’individuo, identificandolo per  Giuseppe DISTEFANO, mentre era intento a caricare su di una moto-ape circa 80 metri di tubazioni in ferro costituenti le condutture di adduzione dell’impianto antincendio dei locali garage. Il personaggio, alla luce di quanto accaduto su disposizione del P.M. di turno è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza per direttissima fissata per le la mattina odierna.




Ultimora   nov. dic.2014



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ULTIMORA

Carabinieri: oltre 100 arresti a Catania, operazione antimafia “Laudani”, 3 donne ai vertici

video con colloquio in carcere


 

ultimo aggiornamento

 

 


Catania 17enne nigeriana paga 35mila€ per lavoro in Italia, ma è costretta a prostituirsi: “madame”  arrestata. La Squadra Mobile ha tratto in arresto Sandra DAVIDE  26enne,in esecuzione a ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il giorno 8 febbraio 2016 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, in quanto ritenuta responsabile del reato di tratta di esseri umani ai danni di una connazionale minorenne. Il provvedimento restrittivo, eseguito dalla Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” di Catania in collaborazione con la Squadra Mobile di Venezia, ha accolto gli esiti di indagini tecniche, coordinate dalla locale Procura Distrettuale e condotte dalla medesima Sezione, volte ad contrastare il fenomeno della tratta di persone, con particolare riferimento a cittadine nigeriane. Le  attività di indagine in occasione degli arrivi di migranti presso l’ambito portuale di Catania, sono rivolte anche al monitoraggio delle giovani nigeriane. I poliziotti  hanno  rilevato che le donne, spesso provenienti da contesti estrema povertà, sono reclutate nel Paese di origine con la promessa di un lavoro in Europa. Le vittime subiscono per il pagamento di una esosa somma di denaro e sono circuite con riti tribali, che prevedono la minaccia del verificarsi di eventi negativi, quali malattia o morte della donna o dei familiari, in caso di mancato rispetto dell’impegno. Le indagini, erano state avviate a seguito della denuncia di una cittadina nigeriana 17ettenne, giunta a bordo di un gommone presso il porto di Catania nel mese di giugno 2015, hanno messo in luce il caso di Sandra DAVIDE. La  “madame”  ha fatto sottoporre la minore al rito “voodoo” c.d. ”Ju-Ju” in Nigeria, al fine di ottenere il pagamento della somma di 35mila€, per poi organizzare il suo arrivo clandestino in Italia, allo scopo di indurla a svolgere l’attività di prostituta per saldare il debito contratto. La ragazza, dopo essere stata reclutata in madrepatria, era stata prelevata da alcuni connazionali che l’avevano trasferita, attraverso un viaggio nel deserto, in Libia, Paese dal quale era partita, dopo svariati mesi, a bordo del gommone. Sandra DAVIDE, rintracciata in provincia di Venezia, è stata ristretta presso la Casa Circondariale di Venezia “Giudecca”.


Catania Operazione Viceré: catturato al traghetto “Melo L’africano”. Il personaggio è ritenuto responsabile di Acireale, presa anche la  terza donna  clan. L’azione lampo dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania  ha portato in appena 24 ore a catturare altri 2 affiliati della famiglia mafiosa dei “Laudani”. Sono stati assicurati alla giustizia Carmelo PAVONE 66enne inteso “Melo l’africano”, ritenuto referente indiscusso del clan per la zona di Acireale (CT), bloccato dai militari a bordo del traghetto tra Villa San Giovanni (RC) e Messina, e la terza  donna, Paola TORRISI, 64enne, che dedita al traffico di sostanze stupefacenti sarebbe colei la quale avrebbe consentito, attraverso i suoi contatti nel calatino, al Clan “Laudani” di aprire una propria “filiale” in quella parte della provincia etnea. Il primo è stato rinchiuso nell’istituto di pena di Catania Bicocca mentre la donna è stata associata al carcere di Catania Piazza Lanza.     

Catania - Carabinieri: oltre 100 arresti a Catania, operazione antimafia “Laudani”, 3 donne ai vertici. (video con colloquio in carcere )  Collaboratore giustizia Giuseppe LAUDANI nipote del capostipite svela segreti: estorsioni tra i 3.000 ed i 15.000 euro annui ed altro. Elenco degli indagati dichiarati in arresto:

 

 

Giovanni ALFINO, inteso “Accaiù”, nato a Catania l’11/11/1973; Paolo ALOISIO nato a Catania il 08/11/1987; Filippo ANASTASI, nato a Catania l’11/06/1980; Giuseppe ARCIDIACONO nato a Catania il 21/09/1966; Natale BENVENGA nato a Catania il 04/05/1962; Carmelo BONACCORSO inteso “Melo Squadrito”, nato a Catania il 28/12/1962; Giuseppe BORZI’ nato a Catania il 26/02/1977; Antonino CAMELIA nato ad Acireale il 25/06/1956; Rosario CAMPOLO nato a Catania il 13/02/1968; Giovanni CANTARELLA nato ad Acireale il 06/06/1985; Alberto Gianmarco Angelo CARUSO nato a Catania il 31/03/1980; Piero CASTORINA nato a Catania il 20/10/1973; Andrea CATTI nato a Catania il 21/12/1961; Giovanni COSTANTINO inteso “Nuccio u cannaleri”, nato a Catania il 22/04/1961; Saverio Francesco CRISTALDI nato a Catania il 23/05/1969; Orazio CUCCHIARA nato a Milano il 16/11/1971; Giuseppe D’AGATA nato a Catania il 09.04.1976; Sebastiano D’ANTONA nato a Catania il 25.1.1972; Vito DANZUSO nato a Catania il 19/08/1980; Giovanni Antonino DE LUCA nato a Catania il 27/01/1970; Orazio DI GRAZIA inteso “Scarpa pulita”, nato a Catania il 03/01/1947; Alessandro DI MAURO nato a Roma il 20.5.1962; Antonino DI MAURO inteso “Sciarretta”, nato a Catania il 14/09/1953; Giovanni DI MAURO nato a Catania il 07/07/1979; Mario DI MAURO inteso “Sciarretta”, nato a Catania l’11/04/1980; Orazio Salvatore DI MAURO inteso “Turi u biondo”, nato ad Acireale il 23/6/1966; Paolo DI MAURO inteso “u prufissuri”, nato a Piedimonte Etneo il 15/01/1955; Salvatore DI MAURO inteso “Sciarretta”, nato a Catania il 21/10/1986; Camillo FICHERA nato ad Acireale il 19/05/1954; Giuseppe FICHERA nato ad Acireale il 26/02/1966; Stellario FILETI intesoStillo”, nato ad Aci Catena il 13/03/1967; Antonino FINOCCHIARO inteso “Nino Monta”, nato a Catania il 27/10/1968; Sebastiano FLORI  inteso “Bastiano”, nato a Catania il 07/12/1976; Antonino FOSCO inteso ”Ninni”, nato a Catania il 19/09/1981; Salvatore GERBINO nato a Catania il 22/09/1974; Santo Giuseppe GERBINO nato a Catania il 19/03/1979; Mario GIUFFRIDA inteso “Mario rambo”, nato a Catania il 16/09/1966; Giovanni GIUFFRIDA nato a Catania il 2.8.1942 (ai domiciliari); Sebastiano GRANATA inteso “Bastianeddu, nato ad Acireale il 31/01/1954; Giuseppe GRASSO inteso “Pippo Tistazza”, nato ad Aci Catena il 07/07/1965; Marco GRIMALDI nato a Caltagirone il 18/11/1967; Franco GUGLIELMINO intesoa scimmia”, nato a Catania il 05/12/1975; Antonino IMPELLIZZERI nato a Catania il 29/09/1977; Orazio ISAIA Carmelo inteso “Meluccio”, nato a Catania il 02/07/1988; Alessandro LANZAFAME inteso “la strega”, nato a Catania il 26/02/1979; Mario LANZAFAME nato a Giarre il 26/01/1959; Concetto LAUDANI di Giuseppe, nato a Catania il 14/12/1971; Giuseppe LAUDANI di Sebastiano, inteso “Pippo il grande”, nato a Catania il 19/7/1946; Santo Orazio LAUDANI fu Santo, inteso “Santuzzu”, nato a Catania il 23/08/1990; Sebastiano LAUDANI nato a Catania il 23/05/1926(ai domiciliari); Sebastiano LAUDANI di Giuseppe, inteso ”Iano il grande”, nato a Catania il giorno 01/01/1969; Sebastiano LAUDANI fu Santo, inteso “Iano il piccolo”, nato a Catania il 23/06/1983; Orazio LEONARDI inteso “Maciste”, nato ad Acireale il 4/06/1964; Daniele Claudio MAGRI’ inteso “Claudio a Scecca”, nato a Paternò il 18/12/1979; Daniele MANGIAGLI nato a Catania il 20/03/1986; Carmelo MAUGERI nato a Catania il 29/04/1971; Orazio MILITELLO nato a Catania il 26/02/1950; Salvatore MINEO nato a Catania il 13/06/1971; Vincenzo MORABITO inteso “Enzo lima”, nato a Paternò il 16/10/1960 (ai domiciliari); Giovanni MUSCOLINO nato a Giarre il 26/01/1967; Rosario MUSCOLINO nato a Giarre il 25/11/1958; Giovanni Antonino NICOLOSI intesoqua qua”, nato a Catania il 13/06/1964; Salvatore NICOTRA intesoTuri da Macchia, nato a Giarre il 30/07/1957; Alfio NUCIFORA inteso “Alfio Sant’Alfio”, nato a Piedimonte Etneo il 28/09/1970; Antonio Luca Josè PAPPALARDO inteso “Pitbull, nato a Catania il 08/02/1979; Valerio PARASILITI RANTONE, nato a Bronte il 12/04/1976; Giuseppe PARENTI nato a Paternò il 01/04/1982; Giovanni PARISI inteso “u ciuraru”, nato a Catania il 08/02/1965; Leonardo PARISI inteso “Leo Manitta”, nato a Piedimonte Etneo il 18/6/1970; Gianluigi Antonio PARTINI nato a Catania il 24/06/1986; Leonardo PATANE’ inteso “Nardo caramma”, nato a Giarre il 09/06/1953; Giovanni PENNISI nato a Catania il 17/09/1968; Ottavio PEZZINO nato a Catania il 21/12/1966; Francesco Antonio PISTONE intesoVurpitta”, nato a Catania il 14/06/1962; Antonio Carmelo Alessandro PRIVITERA inteso “Alessandro”, nato a Catania il 21/09/1969; Antonino PUGLIA, nato a Calatabiano il 02/12/1969; Alessandro Giuseppe RAIMONDO inteso “Mattonella”, nato a Catania il 15/01/1972; Antonino RAPISARDA inteso “Nino u biondu”, nato a Paternò il 09/01/1970; Salvatore RAPISARDA inteso “Turi u porcu”, nato a Paternò l’1/12/1955; Vincenzo Salvatore RAPISARDA nato a Paternò il 02/02/1988; Alfio ROMEO inteso “Alfio Faviana”, nato a Piedimonte Etneo il 27/06/1963; Filippo SANTONOCITO nato a Catania il 08/09/1979; Alfio Vincenzo SARDO nato a San Gregorio di Catania il 05/04/1965; Concetta SCALISI, nata ad Adrano il 25/12/1953; Omar SCARAVILLI nato a Catania il 02/02/1981; Nunzio SCIAMMACCA nato a Nissoria il 26/12/1956; Orazio SCIUTO nato ad Aci Catena il 22/02/1957; Maria SCUDERI nata a Catania il 08/03/1960; Orazio Salvatore SCUTO inteso “u vitraru”, nato ad Aci Catena l’1/01/1959; Salvatore SORBELLO inteso Turi farina o Turi u panitteri”, nato a Catania il giorno 11/3/1958; Mauro SULFARO nato ad Acireale il 29/05/1955; Giuseppe TOMARCHIO nato a Giarre il 18/09/1954; Maurizio TOMASELLI inteso “Manitta”, nato a Catania il 09/04/1969; Michele TORRISI nato ad Aci Sant’Antonio il 30/07/1967; Salvatore TORRISI intesoTuri u biondo”, nato a Catania il 25/06/1962; Sebastiano TORRISI intesoNello”, nato a Catania il 06/05/1968; Mario TROVATO inteso “Mario u biondu”, nato ad Acireale il 10/03/1962; Giuseppe Salvatore VECCHIA nato a Catania il 28/06/1965; Antonino Francesco VENTURA nato a Catania il 15/02/1980; Giuseppe VIOLA nato a Catania il 23/11/1953; Sebastiano ZAPPALA’ inteso “Nello”, nato a Catania il 12/01/1964; Antonino Innocenzo ZIZZO nato a Catania il 24/02/1961; Gianni Luca, ZIZZO nato a Catania il 12/08/1981.

Sono oltre 500 i carabinieri del Comando Provinciale di Catania ed unità specializzate, che, dalle prime ore del mattino, hanno eseguito su tutto il territorio nazionale ed all’estero un provvedimento restrittivo emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale etneo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 109 persone, dirigenti ed affiliate del clan mafioso “LAUDANI”, ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, detenzione e traffico di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi ed altri reati. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, hanno consentito di ricostruire l’organigramma del clan, considerato una delle più ramificate e pericolose consorterie criminali operante nel catanese, caratterizzato da una autonomia criminale orgogliosamente rivendicata anche nei confronti di “Cosa Nostra” catanese, con la quale, peraltro, non ha disdegnato di stringere alleanze partecipando alle più sanguinose faide degli anni ottanta e novanta, con saldi legami anche con la ‘ndrangheta reggina. Gli investigatori hanno individuato capi e gregari, accertando numerose estorsioni praticate in modo capillare e soffocante ai danni di imprese ed attività commerciali del territorio e riscontrando un diffuso condizionamento illecito dell’economia locale posto in essere anche con attentati alle attività produttive ed aggressioni agli imprenditori. Nessun decisivo contributo alle indagini è emerso dalle dichiarazioni delle vittime che, a riprova del profondo stato di assoggettamento, o hanno negato di essere sottoposte al pagamento del “pizzo” o si sono limitate ad ammettere il solo fatto storico dell’estorsione, non fornendo alcun elemento utile per l’identificazione dei responsabili. Le attività hanno altresì consentito di evidenziare il ruolo centrale ricoperto da tre donne in seno all’organizzazione, tratte in arresto nell’ambito dell’operazione, dimostratesi in grado di dirigere  le attività criminali della “cosca” secondo le direttive impartite dai vertici ed occupandosi anche della gestione della “cassa comune” e del sostentamento economico delle famiglie degli affiliati detenuti. I particolari dell’operazione  illustrati, alle ore 11.15, nel corso di una conferenza stampa presso la sala “PAPA”, al piano terra del Palazzo di Giustizia dipartimento di  Via Francesco Crispi altezza civico 237. I militari hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica, nei confronti di n. 109 soggetti indagati,  di cui 106 in carcere e 3 posti agli arresti domiciliari per ragioni di salute. Il provvedimento è stato eseguito da oltre cinquecento Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, supportati dai reparti specializzati (Compagnia di Intervento Operativo del XII Battaglione “Sicilia”, Nuclei Cinofili ed Elicotteri), su tutto il territorio nazionale ed all’estero (Germania e Olanda), ed ha riguardato dirigenti ed affiliati al clan “Laudani” attivo nel capoluogo e con ramificazioni in tutta la provincia etnea, responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, traffico di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi ed altri reati. Il clan “Laudani”, detto dei “MUSSI ‘I FICURINIA”, è certamente una delle più ramificate e pericolose organizzazioni criminali operanti nel catanese, diretto dai componenti di un gruppo familiare facente capo al “patriarca” Sebastiano LAUDANI (classe 1926),  sottoposto con l’attuale ordinanza agli arresti domiciliari per ragioni di salute,  che lo ha gestito, nel tempo, per il tramite dei suoi congiunti, tra i quali, in passato, il figlio Gaetano Laudani, ucciso nel 1992 e soprattutto, da ultimo, i nipoti Giuseppe LAUDANI e Alberto CARUSO, entrambi personalmente educati dal nonno, fin dalla più tenera età, secondo le rigide regole dell’appartenenza mafiosa, dell’intimidazione e della violenza. I militari hanno appurato l’autonomia criminale orgogliosamente rivendicata anche nei confronti di “Cosa Nostra” catanese, con la quale peraltro non ha disdegnato di stringere alleanze partecipando alle più sanguinose faide degli anni ottanta e novanta, e con saldi legami anche con la ‘ndrangheta reggina. Gli investigatori ribadiscono che il clan LAUDANI  si è contraddistinto, nei principali eventi storici della criminalità organizzata catanese, per la ferocia ed efferatezza dei suoi vertici, tanto da rendersi protagonista, nel tempo, di alcuni dei crimini considerati tra i più gravi verificatisi nella provincia di Catania negli ultimi decenni, quali l’attentato con autobomba con 30 chili di esplosivo alla caserma dei Carabinieri di Gravina di Catania del 18 settembre 1993, in cui rimasero feriti 4 militari, l’omicidio dell’agente di Polizia Penitenziaria Luigi BODENZA del 24 marzo 1994 e l’assassinio del noto avvocato penalista Serafino FAMÀ, avvenuto il 9 novembre 1995. L’organizzazione criminale, sin dai primi anni ‘80, avrebbe quindi raggiunto e consolidato una enorme forza di intimidazione, derivante dalla commissione di una lunga serie di omicidi (oltre cento) ed atti di violenza e minaccia, attraverso cui ha imposto la sua leadership in un’area tra le più ricche della provincia. Il denaro, provento delle attività illecite (estorsioni, usura, traffico di droga e rapine), veniva reinvestito in fiorenti attività economiche quali il commercio all’ingrosso di carni, acquisti di terreni (anche all’estero), imprese edili e commerciali. A riguardo sintomatica è la condanna di Sebastiano SCUTO, titolare dell’importante catena di supermercati “Despar”, a 8 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso per avere reinvestito nelle sue attività i proventi dell’organizzazione criminale.  Il  provvedimento si pone su un solco di continuità ideale con i procedimenti le cui operazioni venivano denominate “Fico d’India” e “Abisso”, riguardanti sempre il clan LAUDANI e con indagini delegate dalla locale D.D.A. all’Arma dei Carabinieri, l’ultima delle quali risale al 2010. La misura scaturisce da una complessa attività di indagine, convenzionalmente denominata “I Viceré”, avviata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania ed affidata ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania, la quale traeva il proprio iniziale spunto dalla collaborazione con la giustizia di Giuseppe LAUDANI, nipote del capostipite ed ai vertici dell’organizzazione criminale dal 1999 al 2010, primo ed allo stato unico membro della famiglia di sangue ai vertici del clan a compiere la scelta di rinnegare il proprio passato criminale mafioso ed a passare dalla parte dello Stato, svelando con le sue dichiarazioni i retroscena di quasi vent’anni di vicende mafiose che hanno tristemente caratterizzato la storia criminale di Catania e del suo hinterland. A seguito di ciò venivano compiute accurate indagini a riscontro, consistenti sia in attività tecniche, sia nella acquisizione di ulteriori fonti dichiarative, le quali consentivano di accertare la responsabilità degli odierni indagati quali affiliati al clan Laudani, ma soprattutto evidenziavano la particolare articolazione di tale sodalizio, suddiviso in gruppi radicati ciascuno su una propria zona territoriale di influenza e dotati di una autonomia decisionale ed operativa limitata dall’esigenza di rispondere, per aspetti predeterminati e di importanza rilevante, ai vertici del clan, cioè alla famiglia LAUDANI di sangue: una sorta di struttura “holding” insomma, perfettamente regolata, nella quale il gruppo dominante, quello della famiglia di sangue dei MUSSI, prendeva le decisioni essenziali quali guerre, alleanza, suddivisioni di tangenti con altri clan, lasciando invece l’attività più concretamente operativa, quale quella relativa alle estorsioni ed al traffico di droga, all’autonomia dei gruppi territoriali. I gruppi la cui operatività è stata accertata risultavano radicati, oltre che nella città di Catania, segnatamente nel quartiere Canalicchio, anche in tutto l’hinterland etneo, cioè: San Giovanni la Punta, Acireale, Giarre, Zafferana Etnea, Piedimonte Etneo, Caltagirone, Randazzo, Paternò, San Gregorio, Aci Catena, Mascali e Viagrande, laddove l’egemonia criminale veniva imposta soprattutto attraverso la sistematica raccolta di denaro in danno delle più diverse attività di tipo commerciale e imprenditoriale presenti nei suddetti territori ed il traffico di droga; elementi di prova sono stati acquisiti altresì in ordine alla disponibilità di armi da parte degli indagati. Caratterizzazione molto allarmante emersa e riscontrata nel corso delle indagini riguarda la capacità del clan LAUDANI di infiltrazione in apparati istituzionali; sono emerse infatti e sono state contestate ad elementi dell’avvocatura e delle FF.OO. condotte di appoggio all’associazione, qualificate come concorso esterno nel delitto associativo e reati fine, quali quello di rivelazione di segreto d’ufficio e di accesso abusivo a sistema informatico, aggravati dall’aver inteso favorire un gruppo mafioso; per tali delitti sono state emesse n. 3 ordinanze custodiali in carcere. Le investigazioni infine hanno dimostrato, con riferimento ad un territorio particolarmente esteso, che il “clan” per affermare la propria esistenza e per assicurarsi una sostanziosa fonte di sostegno economico, ha pianificato e posto in essere nel corso degli anni e sino ad oggi un vasto e capillare sistema di estorsioni per il conseguimento del cui profitto potevano essere commessi anche gravi atti intimidatori, dagli attentati alle attività produttive sino alle aggressioni agli imprenditori. Il minuzioso lavoro di riscontro alle dichiarazioni dei collaboratori e l’esame del materiale sequestrato nel corso dell’attività, tra cui vere e proprie “liste” di esercizi ed aziende sottoposte ad estorsione, ha permesso di mappare le imprese vessate che, come in alcuni casi dimostrato, versavano importi che si aggiravano tra i 3.000 ed i 15.000 euro annui a cadenze periodiche. Le ingenti somme frutto degli affari illeciti, secondo le direttive dei capi del clan, alcuni dei quali vere menti economiche dell’organizzazione, venivano reinvestite in varie attività imprenditoriali, attraverso dei prestanome, così da eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, particolarmente in società operanti nei settori turistico-alberghiero e di rivendita autovetture. Infine, particolarmente importante è stato l’accertamento del ruolo di vertice, o comunque di tipo organizzativo, assunto dalle tre donne tratte in arresto nell’ambito del clan LAUDANI. Esse hanno svolto attività di rilievo fondamentale per il sodalizio, fornendo direttive in ordine alla strategia complessiva da seguire,  organizzando il reinvestimento dei proventi illeciti e contribuendo addirittura al tentativo di fondazione di un ulteriore gruppo satellite, operante in territorio di Caltagirone. Ciò dimostra la capacità del sodalizio di adattarsi alle nuove situazioni e di utilizzare tutte le risorse a disposizione, ivi comprese quelle femminili, le quali, si sottolinea, risultano particolarmente adatte a ruoli di comando.


Catania Spaccio: CC ammanettano 4 in piazza Palestro. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante hanno arrestato Gaetano DAMMONE SESSA, 26enne, Salvatore MAGGIORE, 43enne, Giuseppe BOSCO, 24enne, tutti di Militello Val di Catania, ed un 42enne di Catania, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, stanotte, durante un servizio finalizzato a contrastare il fenomeno dello spaccio, hanno notato uno strano via vai di persone nell’abitazione del 42enne, catanese, in un vicolo nei pressi di Piazza Palestro. I  Carabinieri intervenuti hanno trovato e bloccato i 5 all’interno dell’appartamento e proceduto ad una perquisizione personale e domiciliare rinvenendo 455 grammi di hashish, la somma contante di 8.100€, ritenuta  provento dell’attività di spaccio e dei bilancini di precisione ed altro vario materiale utilizzato per il confezionamento  della droga, che sono stati sequestrati. Gli arrestati sono stati associati nel carcere di Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania“Cannabis” a San Nullo, preso coltivatore. Agenti delle volanti dell’U.P.G.S.P. e della Polizia di Frontiera ieri pomeriggio, hanno arrestato ai domiciliari Agatino APERI  36enne, già noto, per il reato di coltivazione illegale di “cannabis”, per detenzione al fine di spaccio del medesimo stupefacente nonché per occupazione abusiva di luogo sottoposto a custodia giudiziale e furto di energia elettrica. Uomini della Polizia di frontiera nell’ambito della propria attività informativa istituzionale aveva appreso che Aperi aveva impiantato una coltivazione di cannabis in un immobile disabitato e sottoposto a sequestro giudiziario, situato nel rione San Nullo. Gli  uomini delle volanti dell’UPGSP, coordinati da un funzionario della Polizia di Frontiera, in relazione a ciò, nel primo pomeriggio di ieri, hanno fatto irruzione nell’immobile in questione, sorprendendovi   Agatino Aperi, il quale, non appena scorti gli agenti, ha subito evidenziato chiari segni di apprensione. Gli Agenti hanno, eseguito l’ispezione delle stanze dell’immobile, nel corso della quale, hanno scoperto la coltivazione “domestica” di cannabis, ed hanno rinvenuto quanto occorre per il mantenimento della piantagione: 29 piantine di cannabis in vasi in fase di crescita; 6 sacchetti contenenti la stessa sostanza per un peso complessivo di 800 grammi, 9 lampade alogene corredate da 2 alimentatori di corrente, 1 tubo di ventilazione elettrico, 1 deumidificatore e 1 bilancino di precisione. Gli Agenti inoltre, hanno riscontrato, con l’ausilio di personale ENEL, un elevatissimo consumo energetico ottenuto tramite allaccio diretto alla rete elettrica. La  casa nella quale l’Aperi aveva installato la piantagione era oggetto di sequestro giudiziario a seguito di procedura fallimentare. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria il soggetto è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio per direttissima.


Catania   CC smantellano banda 10 rapinatori seriali trasfertisti.  Il GIP presso il Tribunale Ordinario di Ascoli Piceno, dott.ssa Giuliana FILIPPELLO il 19 gennaio 2016 ha emesso il provvedimento della custodia cautelare in carcere per : DAMIANO CASTELLI  22enne nato a Catania;  SALVATORE CASTELLI  20enne nato a Catania; VINCENZO FLORIO 38enne nato a Catania;  ANTONIO GIUSEPPE FLORIO 21enne  nato a Catania; ANTONIO DAVIDE FLORIO  28enne nato a Catania;  ANGELO OTTAVIO ISAIA 43enne  nato a Catania; ROSARIO ASTORINA  35enne nato a Giarre (CT); degli arresti domiciliari per: EMANUEL CATANIA   25enne nato a Catania; ANDREA MAZZARINO 28enne nato a Giarre (CT).  Carabinieri dei Nuclei  Investigativi dei Comandi Provinciali di Ascoli Piceno, Catania ed Imperia, alle prime ore dell’alba hanno dato esecuzione ad  1 misura cautelare restrittiva nei confronti di 10 indagati tutti ritenuti responsabili, ognuno per parte e ruolo di competenza del reato previsto dall’articolo 416 c.p. associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più rapine nel centro nord Italia ed altri reati connessi. L’indagine avviata a  seguito della efferata rapina perpetrata con il sequestro di 21 persone, il  27 agosto 2015, ai danni dell’UNICREDIT, agenzia di Porto D’Ascoli del Comune di San Benedetto del Tronto, per un bottino di oltre 115.000 euro, ad opera di 3 soggetti di cui 1con viso travisato. L’inchiesta veniva  avviata dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo,  mirata con attività d’indagine, coordinate dalla Dott.ssa Cinzia PICCIONI della Procura di Ascoli Piceno. Il particolare modus-operandi, poi riscontrato in altri episodi censiti dai Carabinieri nel corso delle indagini, caratterizzato dal sequestro di persona sia degli impiegati che della clientela presente e quella che affluiva, con un controllo certosino che tutti avessero posato i loro apparati cellulari e le chiavi delle autovetture in loro possesso, così da potersi muovere con maggior sicurezza nelle fasi successive, ovvero aspettare che i timer delle casseforti e del bancomat si sbloccassero, con un tempo di attesa di oltre un’ora, con le persone rinchiuse in un ufficio sotto la minaccia di taglierini.  Le indagini erano partite da un attento sopralluogo con attività tecniche sul posto, per poi proseguire con la visione dei filmati e le testimonianze delle 21 persone sequestrate. Gli inquirenti dall’analisi di  tutte le informazioni raccolte hanno intrapreso il giusto filone investigativo che ha portato a fissare l’attenzione verso un gruppo di giovani soggetti noti tutti di origine della Provincia di Catania, alcuni dei quali già con precedenti penali specifici. La successiva attività di intercettazione  sviluppata su alcune utenze cellulari nella disponibilità degli indagati,  ha consentito di corroborare l’ipotesi investigativa tanto da iniziare a tracciare i loro movimenti che dalla prima periferia etnea che portava, alternativamente, in diverse località del territorio nazionale soprattutto del nord dove i maldestri perpetravano la rapina. I soggetti agivano previa preventiva attività di localizzazione dell’obiettivo da rapinare e sempre con lo stesso modus operandi, ovvero il sequestro degli impiegati e clienti presenti all’interno dell’agenzia attenzionata, in attesa dell’apertura delle casseforti. L’incrocio delle risultanze delle prime  attività investigative (intercettazioni telefoniche e tabulati) e quelle strettamente  scientifiche legate al sopralluogo (impronte digitali e DNA) permetteva  in un primo step di incastrare i 3 autori materiali della rapina all’UNICREDIT BANCA di San Benedetto del Tronto. Gli inquirenti partendo da questo punto fermo, sono  riusciti a ricostruire una fitta rete di legami e rapporti delinquenziali che legavano questi ultimi ad una serie di sodali tutti votati all’organizzazione di colpi in istituti di credito del centro nord Italia, veri e propri pendolari delle rapine con sequestro di persone. I militari nel corso delle indagini sono  riusciti ad appurare le responsabilità del sodalizio in due tentativi di rapina in danno di altrettanti istituti di credito in Taggia (IM) nella giornata del 29.09.2015, ed in Marcon (VE) nella giornata del 30.09.2015. Le azioni delittuose pianificate non venivano portate a conclusione per difficoltà riscontrate dai rapinatori in fase esecutiva, certificate sia attraverso le intercettazioni telefoniche sia attraverso  i servizi mirati dell’Arma competenti territorialmente, attivati dal Nucleo Investigativo di Ascoli Piceno . I militari, dopo aver tenuto sotto stretta osservazione per più giorni i movimenti del  gruppo malavitoso,  il 14 ottobre 2015 a San Lazzaro di Savena (BO), unitamente a  Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bologna, sono riusciti a sorprendere nella flagranza di reato 4 rapinatori appartenenti al più ampio gruppo già monitorato, mentre stavano perpetrando la rapina all’interno della locale agenzia della UNIPOLBANCA, traendoli in arresto. Quest’ultimo determinante riscontro operativo e tutti gli elementi raccolti ritenuti importanti e congrui per fissare ruoli e responsabilità dei singoli sodali appartenenti a quest’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine in banca con sequestro di persona, ha indotto il   Nucleo Investigativo a redigere ls dettagliata informativa di reato che ha depositava all’Autorità Giudiziarias con la richiesta di una misura cautelare nei confronti di 10 indagati, tutti già noti e dimoranti nella Provincia di Catania.


Catania CC, 1 pusher in manette, in via Pantelleria. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale  hanno arrestato, nella flagranza,  Alessio CORSARO  22enne, catanese, per spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Una  gazzella, ieri sera, durante un servizio di controllo del territorio, transitando per via Pantelleria a San Giovanni Galermo ha notato il giovane cedere 1 involucro ad 1 cliente. Il maldestro è stato  bloccato e perquisito e trovato in possesso di circa 140 dosi di marijuana, confezionati con della carta stagnola, per un peso complessivo di 231 grammi. La droga è stata sequestrata mentre l’arrestato è stato associato al carcere di Piazza Lanza a Catania.


Catania – Catturato rapinatore rumeno su mandato arresto europeo.    Agenti  delle volanti ieri pomeriggio hanno tratto in arresto Gheorghe STRATULAT 24enne nato in Romania, in esecuzione di un mandato d’arresto europeo emesso dalla Romania per il reato di rapina. Il giovane  è stato individuato durante l’attività di controllo del territorio dai poliziotti che, transitando per via Misterbianco, hanno notato un individuo che usciva dal consolato rumeno e che accelerava il passo alla vista degli agenti. Il sospetto è stato immediatamente bloccato ed identificato per   Gheorghe STRATULUT che, a seguito degli accertamenti esperiti, è risultato ricercato in Romania  in virtù di un mandato d’arresto europeo, spiccato dalle autorità rumene, perché sospettato di essere il responsabile di una rapina consumata il  6 settembre 2012 ai danni di una guardia giurata di un supermercato rumeno.  STRATULUT in esecuzione del provvedimento è stato ristretto presso la Casa Circondariale Piazza Lanza e messo a disposizione della Corte d’Appello per la convalida dell’arresto e la successiva estradizione.


Catania –   Stupefacenti: “Catturandi”, ammanettati 4 condannati. Si tratta di:

  Salvatore DI MAURO 29enne, Piera Liliana IENI 39enne, Claudia Lorena CORTES BERNUDEZ 31enne e Fabio LA ROSA 34enne. La  Squadra Mobile ieri, ha tratto in arresto 4 soggetti destinatari di ordini di esecuzione. La  Sezione “Criminalità Organizzata” – Squadra “Catturandi” ha eseguito provvedimenti restrittivi nei confronti di: Salvatore DI MAURO 29enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  20 gennaio 2016 dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania, dovendo espiare la pena di 7 anni, 4 mesi e gg.20 di reclusione per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti; Piera Liliana IENI 39enne, destinataria di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  19 gennaio 2016 dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania, dovendo espiare la pena di 4 anni, 1 mese e gg.3 di reclusione per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti Claudia Lorena CORTES BERNUDEZ 31enne, destinataria di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il   20 gennaio 2016 dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania, dovendo espiare la pena di 4 anni, 6 mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti Fabio LA ROSA 34enne ivi residente in via Del Frantoio nr.33 – p.3°, destinatario di provvedimento restrittivo emesso il   21 gennaio 2016 dal Tribunale di Catania – Prima Sezione Penale, che dispone la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con quella della custodia in carcere.


Catania – 100 denunce per allacci abusivi luce ed acqua in 2 palazzi a Librino, trovati 2 cavalli non registrati. Operazione  TRINACRIA:  la Squadra di Polizia Giudiziaria e di Polizia Amministrativa del Commissariato Librino, gli uomini del Nucleo Cinofili della Questura, del Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia Orientale e della Polizia Scientifica, del Reparto Volo di Reggio Calabria, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale hanno ispezionato il rione di Catania. la collaborazione delle squadre di accertatori dell’ENEL e della SIDRA, nonché del Nucleo di Polizia Veterinaria dell’ASP è stata determinante. Il  controllo effettuato al Viale Moncada 10, e limitato a soli 2 edifici, ha evidenziato irregolarità degli allacci alle forniture di  servizi, per i quali sono stati denunciati allo stato libero ben 50 persone per furto aggravato continuato della rete elettrica, ed altrettante per il medesimo reato ai danni, però, della compagnia idrica. Un  giovane in un garage, è stato sorpreso mentre stava risistemando il suo ciclomotore, sostituendo parti di carrozzeria con altre prelevate da altro ciclomotore, risultato poi rubato, di cui si era già disfatto della targa, occultandola nella retrostante campagna.   Il  giovane è stato denunciato per riciclaggio. 2 equini sono stati rinvenuti in un altro locale, adibito a stalla. La polizia veterinaria,  intervenuta, ha riscontrato irregolarità circa l’identificazione dei 2 animali, privi del micro-chip, per cui ha elevato contravvenzioni al sedicente proprietario per un ammontare di 13.000,00 euro. Lo stesso soggetto, oltre ad essere stato denunciato per furto ai danni dell’ENEL, è stato deferito altresì per invasione di edificio, avendo occupato abusivamente un immobile di proprietà del Comune di Catania. Il  Questore di Catania con decreto, ha definitivamente cessato l’attività di gioco e raccolta scommesse di Viale Nitta nr. 5 già  ad un precedente controllo, era risultata priva di qualsiasi autorizzazione da parte dei Monopoli di Stato e, ovviamente, della licenza questorile. La Polizia Municipale ha elevato nr. 15 contravvenzioni al Codice della Strada, con una denuncia allo stato libero per guida senza patente, 8 sequestri/fermi di veicoli e ha ritirato 2 carte di circolazione.


CataniaOperazione “bulldog” per 16 ritenuti di famiglia Santapaola-Ercolano.  La Polizia, nelle prime ore della mattinata, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare, emessa il 12 gennaio 2016 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di: Roberto VACANTE 52enne; già noto;  Santo PATANE’ 46enne già noto, Salvatore CARUSO 61enne già noto; Salvatore DI BELLA  48enne già noto; Giuseppe Massimiliano CARUSO  34enne, inteso “Massimo”; Francesco RUSSO, 42enne, inteso “Ciccio”, già noto, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Danilo DI MARIA  45enne, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Giuseppe Celestino VACANTE 56enne, inteso “Pino”,per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Irene Grazia SANTAPAOLA  41enne, per la quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero; Mario AVERSA, 43enne (cl. 1972),per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero; Maria SANTONOCITO, 65enne,per la quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero; Pietro MUSUMECI  50enne già noto,per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero; Giuseppe CARUSO 34enne, per il quale è stato disposto l’obbligo di firma giornaliero; Nunzio DI MAURO, 48enne, per il quale è stato disposto l’obbligo di firma giornaliero; Nunzio GIARRUSSO 45enne, per il quale è stato disposto l’obbligo di firma giornaliero; Pietro Augusto BELLINO,44enne, per il quale è stato disposto l’obbligo di firma giornaliero. Gli investigatori ritengono che tutti siano responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (famiglia Santapaola-Ercolano), intestazione fittizia di beni e furti, con l’aggravante di cui all’art. 7 Legge 203/91, per avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’art.416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’organizzazione mafiosa. La misura ha accolto gli esiti di attività investigativa, coordinata dalla locale D.D.A. e condotta dalla Squadra Mobile – Sezione Criminalità Organizzata - di Catania nell’arco temporale novembre 2012 - luglio 2014, nei confronti della famiglia di Cosa nostra Santapaola - Ercolano, che ha evidenziato il ruolo centrale rivestito da Roberto VACANTE, personaggio di rango apicale della famiglia. Le indagini, oltre ad avere evidenziato il ruolo apicale di Roberto VACANTE nel contesto dell’organizzazione Santapaola-Ercolano, ne hanno riscontrato la particolare attitudine verso il settore economico ed il riciclaggio dei proventi delle attività riconducibili alla famiglia Santapaola. I tutori dell’ordine, nel corso delle investigazioni hanno accertato l’interesse di VACANTE e dei suoi familiari in società ed attività commerciali formalmente riconducibili ad altri soggetti, da cui la contestazione di  8 intestazioni fittizie di beni con il sequestro preventivo di 2 impianti sportivi di calcetto, di cui 1 in fase di realizzazione, 1 parcheggio, 1 autolavaggio, 1 ristorante, 1 rosticceria, 1 attività commerciale ed 1 stabilimento balneare, del valore complessivo di alcuni milioni di euro. Tra i destinatari della misura, oltre a   Roberto VACANTE, al quale è stato contestato il ruolo di capo e organizzatore, figura Irene Grazia SANTAPAOLA, moglie dello stesso, indagata del reato di intestazione fittizia di beni, per la quale è stato disposto l’obbligo di dimora con obbligo di firma giornaliero.  Le investigazioni hanno, altresì, evidenziato il cosiddetto  fenomeno del “recupero crediti”,  la nuova forma di criminalità che prevede il ricorso da parte del privato creditore a persone terze di rinomata caratura criminale, in luogo delle vie lecite di tipo giudiziale. Gli investigatori hanno appurato che Roberto VACANTE, sarebbe astato interessato personalmente anche per dirimere controversie. Il provvedimento ha altresì contestato 3 furti, 2 dei quali ai danni di 1 sala bingo in territorio di Ferentino (FR), organizzati dal gruppo e commessi, con la complicità di Danilo DI MARIA, impiegato della sala bingo, da Giuseppe Celestino VACANTE e Santo PATANE’, rispettivamente fratello e factotum di Roberto VACANTE.  Il  G.I.P.,  con il provvedimento cautelare, ha disposto il sequestro preventivo ai fini della confisca delle seguenti attività, comprensive di tutti i beni aziendali: - quote della società “Sportitalia di SANTAPAOLA Grazia Irene” – impresa individuale titolare di un impianto di campi di calcetto sito a Catania in via Santa Sofia nr.2/A. - quote della società “Parking Car s.r.l.” – società uninominale intestata a Giuseppe Massimo CARUSO, titolare di un’area di parcheggio e annesso autolavaggio, sita a Catania in via Santa Sofia nr.2/A. - quote dell’impresa individuale “Giarrusso Catering di GIARRUSSO Nunzio” – titolare di esercizio di rosticceria-girarrosto   a Catania in via Renato Imbriani nr. 239. - quote della società “Satin Blu s.r.l.” –  a Catania in via Principe Nicola nr.104, società titolare di un lido balneare con annesso bar-ristorante, sito a Riposto (CT) – frazione di Torre Archirafi.  - quote della società “The Bull Dog Camp società cooperativa”, con sede a Catania in via A. Diaz nr.142, in atto impegnata nella costruzione di un impianto di campi di calcetto,   a Catania in quartiere Nesima. - quote della società “TIARE’ s.r.l.”, con sede a San Gregorio di Catania (CT), via Magellano nr.8, titolare di un centro estetico, allo stato chiuso,  a Catania in via Pietro Mascagni nr.83. - ramo d’azienda destinato al lavaggio di autovetture all’interno dell’area di parcheggio di pertinenza dell’impresa individuale denominata “SANTONOCITO Maria”,  a Catania in via Principe Nicola nr.139. - ramo d’azienda destinato alla gestione del ristorante “l’Oste di Tremestieri”, sito a Tremestieri Etneo (CT) in via Roma nr.10/12, unità della società commerciale “LA RENA RENT CAR s.r.l.”, intestata a Salvatore CARUSO e Giuseppe CARUSO.  Ulteriori  9 persone risultano indagate nell’illecito "sistema" delle intestazioni fittizie di beni per le quali il G.I.P. ha riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza, non ritenendo tuttavia di procedere nei loro confronti con l’emissione di misura cautelare; nelle prossime ore saranno loro notificati gli avvisi di conclusioni indagini preliminari.


Catania - DIA confisca patrimonio famiglia Sciacca: valore 3 milioni €.  La Direzione Investigativa Antimafia di Catania, diretta dal 1° Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato Panvino,   ha   eseguito il decreto di confisca di beni, su proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata dal Direttore della D.I.A,  emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Direttore della D.I.A., nei confronti di Antonino SCIACCA 64enne, nativo di Cesarò (ME) e domiciliato in Bronte (CT), già condannato per il reato di associazione mafiosa,  poiché inserito nel consesso malavitoso operante prevalentemente a Bronte e facente capo ai personaggi già noti Francesco MONTAGNO BOZZONE e Salvatore CATANIA, ritenuti dagli investigatori quali federati alla egemone cosca mafiosa “Santapaola-Ercolano”. Il patrimonio confiscato comprende: 1 impresa esercente l’attività di frantumazione di pietre,  rapporti bancari,  4  immobili  e una decina di automezzi, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro. Antonino SCIACCA è stato già colpito – con i due figli Vincenzo e Signorino ed altri indagati – da un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa nel 2004 dal Tribunale di Catania (Operazione di polizia denominata “TUNNEL”), poiché gravemente indiziato del reato di cui all’art. 416 bis c.p., finalizzato alla commissione di delitti contro la persona ed il patrimonio.   SCIACCA, successivamente era stato condannato dal GUP di Catania a 3 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa (pena confermata nel 2012 dalla Corte di Appello di Catania) ed è risultato inserito nell’associazione per delinquere di stampo mafioso operante a Bronte e comuni limitrofi. L’operazione denominata “Tunnel”, condotta dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, portò all’arresto di 23 persone, tutte di Bronte, Maniace e Cesarò che furono accusate di appartenere ad associazione mafiosa, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti (omicidi, tentati omicidi, estorsioni, lesioni, minacce, danneggiamenti, incendi, furti) ed all’acquisizione in modo diretto ed indiretto della gestione e controllo delle attività economiche presenti sul territorio.  SCIACCA, sarebbe stato ritenuto elemento di primissimo piano dagli uomini della D.I.A., ed è stato oggetto di attenzione, alla luce delle vicende note, che hanno portato ad approfondire anche le attività riconducibili ai familiari.  La  moglie è titolare di un’impresa inserita nel settore dell’edilizia, quest’ultima agevolata nella fornitura del materiale dall’alterato regime di concorrenza sul mercato. Gli accertamenti patrimoniali svolti dalla Direzione Investigativa Antimafia sul suo conto, ai fini dell’applicazione della misura di prevenzione, hanno evidenziato l’assenza, in capo ad  Antonino SCIACCA, di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti effettuati e, nel contempo, una cospicua e generalizzata sproporzione tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto. Con il provvedimento adottato a carico di SCIACCA è stata, quindi, disposta la confisca del patrimonio riconducibile allo stesso, al momento stimato in oltre 3.000.000,00 di euro, composto da diversi rapporti bancari, da numerosi automezzi, da un’impresa  operante nel territorio di Bronte e da beni immobili  ubicati nello stesso Comune. In particolare, l’impresa individuale confiscata con l’attività, denominata “SICILIA INERTI DI BARBAGIOVANNI GIACOMINA” - esercente lavoro di frantumazione di pietre e minerali vari -, era stata oggetto di attenzione da parte del Centro Operativo D.I.A.  di Catania, impegnato tra l’altro, nel costante monitoraggio degli appalti per prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose nelle opere pubbliche. La Direzione Investigativa Antimafia, nel mese di giugno dello scorso anno, nel corso di un accesso svolto con la collaborazione delle altre Forze di Polizia ed altri Uffici/Enti (facenti parte del Gruppo Interforze istituito presso la Prefettura di Catania),  aveva rilevato l’illecita realizzazione e gestione di una discarica abusiva di rifiuti speciali all’interno del Parco Regionale Naturale dell’Etna e all’attività estrattiva abusiva di materiale vulcanico in località gravata da vincolo ambientale. La titolare dell’impresa, in seguito a tali risultanze, era stata deferita all’Autorità Giudiziaria dal Corpo Forestale e l’intera area sequestrata, essendo state rinvenute attività di scavo, occultate ricorrendo artatamente al riempimento dei medesimi siti con materiali di risulta proveniente da altri luoghi, e che hanno interessato anche zone a ridosso dell’acquedotto servente i comuni della provincia di Enna. Gli investigatori avevano individuato un’area di circa 400 mq (ed un volume stimato di circa 800 mq) per il tombamento di rifiuti speciali provenienti da demolizioni edili, sulla quale risultavano scaricate decine di metri cubi di terreno vegetale, al fine di dissimulare la modifica dei luoghi.


Aci CastelloColombiana in carcere per  traffico stupefacenti. Carabinieri della Stazione di Aci Castello hanno arrestato Alvarez Catherine QUIJANO, 30enne, originaria della Colombia, domiciliata a  Motta Sant’Anastasia, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura del Tribunale di Catania.  La donna dovrà espiare la pena definitiva di 6 anni di reclusione poiché riconosciuta colpevole di traffico di stupefacenti, reato commesso tra il 2005 e il 2007 nell’asse Catania – Olanda. L’arrestata è stata associata nel carcere di Catania Piazza Dante, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania – Droga in camera da letto, 1 donna in manette. La  Polizia ha arrestato  Elena FARINATO 43enne in quanto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish e marijuana. Agenti della Squadra Mobile - Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, ieri sera, a seguito di mirata attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, avendo fondato sospetto che   FARINATO avesse messo in piedi una fiorente attività di spaccio, hanno eseguito una perquisizione domiciliare presso l’abitazione della donna  n pieno centro storico, alla costante presenza della stessa. La perquisizione ha dato esito positivo, in quanto, nella stanza da letto, sono  state rinvenute  44 bustine contenenti marijuana, per un peso totale complessivo lordo di circa 173 gr., nonché una somma di denaro che veniva sequestrata in quanto ritenuta provento dell’illecita attività. La  Polizia, nel prosieguo della perquisizione, ha  rinvenuto e sequestrato  27 involucri in carta argentata di sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso totale complessivo lordo di circa 62 gr. nonché 1 bilancino elettronico di precisione, ed 1 busta in cartone contenente vario materiale per il confezionamento dello stupefacente e circa 23 gr. lordi di marijuana essiccata.


Catania CC analizzando video rapine identificano autore.  Benedetto COSTANZO 25enne di Catania, con l’aiuto di altri complici, in corso d’identificazione,   tra l’ottobre ed il novembre dell’anno scorso, ha messo a segno tre rapine a mano armata in danno degli uffici postali di Piazza Santa Maria del Carmelo a Catania,  Piazza Tivoli a Tremestieri Etneo nonché di un deposito di prodotti dolciari di Via SS. Trinità sempre a Catania. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Piazza Dante, attraverso una scrupolosa ricostruzione delle scene del crimine (analisi filmati-testimonianze e comparazioni somatiche), sono riusciti a rappresentare un quadro probatorio a carico del criminale che, recepito in toto dall’Autorità Giudiziaria, ha consentito all’ufficio del  G.I.P. del Tribunale etneo di emettere un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento  è stato notificato al reo nel carcere di Piazza Lanza dov’è detenuto per altra causa.


Catania Confeziona cocaina in garage: CC 1 ai domiciliari.    I Carabinieri della Stazione di Aci Catena (CT) hanno arrestato, nella flagranza, un operaio di 34 anni, del posto,  ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, a conclusione di una breve ma proficua attività info-investigativa hanno fatto irruzione in una garage di Via Indipendenza dove il soggetto nascondeva una decina di grammi di cocaina, ancora da suddividere in dosi, 2 bilancini di precisione e del materiale utilizzato proprio per confezionare la droga. I carabinieri,  nel medesimo contesto operativo hanno altresì rinvenuti 10 munizioni cal. 38 special e 7.65, motivo per il quale il soggetto è stato denunciato per detenzione illegale di munizionamento. L’arrestato, come disposto dal magistrato di turno, è stato relegato agli arresti domiciliari.


Catania – Agenti trovano stupefacenti in casa: 1 in manette. Agenti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” nella  notte, hanno arrestato: Santo Alberto TROVATO 27enne, in quanto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. I poliziotti stavano svolgendo  mirata attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, ed avendo fondati sospetti che  Santo Alberto TROVATO avesse messo in piedi un’attività illecita di spaccio, hanno eseguito 1 perquisizione domiciliare. I tutori dell’ordine presso l’abitazione del soggetto hanno rinvenuto e sequestrato 2 barattoli di vetro con all’interno della sostanza stupefacente del tipo marijuana,  83 stecchette di carta stagnola e  70 bustine contenenti altra sostanza stupefacente già pronta per essere venduta,  3 bilancini di precisione, materiale atto al confezionamento dello stupefacente ed una somma di denaro ritenuta provento dell’attività illecita.


Biancavilla  CTMinaccia ex moglie a Udine, condannato: 1 mese di reclusione I Carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno arrestato Salvatore VIRO 52enne, del luogo, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Udine. Il personaggio dovrà scontare la pena di 1 mese e 10 giorni di reclusione poiché  condannato per minaccia aggravata, reato commesso nel 2007 a Taipana (UD) nei confronti della ex moglie. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


CaltagironeCC eseguono Mandato  Arresto Europeo per romeno. I Carabinieri della Compagnia di Caltagirone hanno eseguito un Mandato d’Arresto Europeo, emesso dall’Autorità Giudiziaria della Romania per furto e rapina, nei confronti Ionut Sebastian LUPU, 18enne, romeno. Il giovane 29 giugno 2015 era stato arrestato dai Carabinieri perché con l’aiuto di un complice, aveva rapinato della collana d'oro un pensionato, di 62 anni, mentre passeggiava in via Alessandro Manzoni e per questo su disposizione dell’Autorità Giudiziaria era stato associato nel carcere di Caltagirone, dove i militari gli hanno notificato il presente provvedimento restrittivo.


Catania – Droga, eseguite 3  condanne in carcere. Si tratta di : Maria Gloria DI MAURO 31enne, Antonino D’AGATA 28enne e Giuseppe CRISTALDI 37enne. Agenti della Sezione “Criminalità Organizzata” – Squadra “Catturandi” hanno tratto in arresto: Maria Gloria DI MAURO 31enne destinataria di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il   18 gennaio 2016 dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania, dovendo espiare la pena di 4 anni, 1 mese e 3 gg. di reclusione per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti; Antonino D’AGATA 28enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  19 gennaio 2016 dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania, dovendo espiare la pena residua di 3 anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti; Giuseppe CRISTALDI 37enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  19 gennaio 2016 dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania, dovendo espiare la pena di 8 anni e 4 mesi di reclusione per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.


 Catania -“Oro rosso” e riciclaggio: polizia sequestra beni azienda. Maxi sequestro d’azienda accusata di riciclaggio del rame eseguito dalla Polizia di Stato a Catania. Un ingente sequestro patrimoniale di beni mobili, immobili, società per un valore complessivo di 5 milioni di euro nei confronti di un personaggio già noto collegato ad ambienti malavitosi. L’attività svolta illustrata in occasione della conferenza stampa presso la sala riunioni della Questura in Piazza S. Nicolella. Sempre più incisiva l’attività della Polizia di Stato nei confronti delle organizzazioni mafiose che attraverso l’aggressione dei loro capitali e quindi del loro potere economico ne mina la struttura. Un’attività mirata, che punta  all’innalzamento del livello di sicurezza, anche attraverso il rafforzamento della Divisione Anticrimine deputata all’analisi dei fenomeni delittuosi per la successiva proposta delle misure di prevenzione. Proprio in quest’ottica il personale della Divisione Anticrimine ha proceduto  ad un ingente sequestro patrimoniale nei confronti di un quarantenne catanese congiunto con un esponente ritenuto del clan dei “Cursoti”. La  Polizia di Stato, attraverso una capillare ed articolata attività di intelligence, è riuscita a riscontrare una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati ed il tenore di vita sostenuto dal proposto e dai prossimi congiunti. L’indagine è partita nel 2014 a seguito dell’arresto in flagranza del quarantenne Alessandro VIGLIANISI  ritenuto responsabile di acquisto e detenzione di sostanze stupefacenti, ricettazione, detenzione abusiva di arma, esplosivi, materie esplodenti e gas.  Gli investigatori,  in occasione di un controllo di Polizia, presso una stazione di rifornimento carburante, di cui il personaggio risulta titolare, hanno rinvenuto la somma di 25mila euro suddivise in mazzette, 2 kg  e ½  di marijuana, 1  bilancia di precisione, oltre a 2 pistole semi automatiche marca Beretta, munite di caricatore e cartucce, entrambe provento di furto, 1 congegno artigianale a forma di penna modificato in arma da fuoco, 1 pugnale (con lama di 19 cm) ed 1 fucile calibro 16 corredato di cartucce, anch’esso provento di furto. L’attività investigativa della Polizia di Stato ha consentito, altresì, di accertare che il quarantenne, è titolare di un’azienda individuale di carburanti e di autonoleggio anch’essi sottoposti a sequestro, nonché socio al 50% della  società Ecometalli, considerata leader nel settore, che si occupa di trasformazione di rottami metallici e della gestione del traffico illecito dei materiali ferrosi. I poliziotti hanno appurato che il personaggio risulta dipendente di una omologa Società gestita da un fratello, oggetto di numerose denunce per riciclaggio di metalli e sottoposto al sequestro di quaranta tonnellate di rame nonché di una considerevole quantità di binari ferroviari di provenienza furtiva. La famiglia di Alessandro VIGLIANISI,  il padre Rosario ed i fratelli Giuseppe e Benedetto da diverso tempo svolgono infatti attività imprenditoriali nella trasformazione di materiali metallici. Gli inquirenti, come è emerso dalle attività investigative e dai procedimenti a carico dei personaggi hanno evidenziato come  sia apparsa evidente l’illiceità delle predette attività imprenditoriali realizzate mediante la commissione di una serie di reati di reati di ricettazione  e di riciclaggio di materiali ferrosi di provenienza illecita. Il  sequestro dell’ingente quantitativo di rame fa ritenere che la Polizia di Stato abbia inferto un duro colpo al business dell’“oro rosso”. I furti di rame infatti costituiscono un fenomeno di criminalità diffusa connotato da un particolare disvalore sociale per le conseguenze che possono provocare nel caso in cui da tali condotte derivi l’interruzione di pubblici servizi essenziali con ragguardevoli ricadute di natura economica/sociale e possibili ripercussioni in termini di ordine e sicurezza pubblica.Tali furti, infatti, spesso comportano la sottrazione di cavi conduttori ed altri materiali lungo le linee ferroviarie, elettriche e telefoniche, nonché di materiali da depositi, cantieri, luoghi di culto, soprattutto cimiteri ed abitazioni che vengono successivamente reimmessi nel mercato legale. La particolare attenzione rivolta dalla Polizia di Stato al contrasto dei furti di rame ha fatto scattare ad Adrano nei giorni scorsi le manette ad una banda di 4 persone, due uomini di Adrano e due sorelle di Catania, responsabili del furto di 80 kg. di fili elettrici. Anche in questo caso, l’ingente furto perpetrato ai danni dell’ENEL aveva determinato l’interruzione di erogazione dell’energia elettrica con gravi disservizi degli utenti. Il  sequestro patrimoniale, si aggiunge ad altri sei eseguiti negli ultimi otto mesi. La  Polizia di Stato ha sottratto alle organizzazioni mafiose capitali per un valore complessivo di oltre quaranta milioni di euro, indebolendo la loro forza criminale.


Vizzini  CTCC recuperano refurtiva scuola. Il furto era stato perpetrato alla Scuola Media “Giovanni Verga” di Vizzini.  Il  ladro, forzando un infisso posto al piano terra del plesso scolastico di Viale Margherita 54, si era introdotto nel laboratorio di biologia rubando 4 microscopi elettronici. I  Carabinieri della locale Stazione, di pomeriggio,  riconoscendo  il modus operandi, per averlo già denunciato per un analogo episodio, accaduto l’anno scorso sempre in danno dello stesso istituto, hanno fatto irruzione nell’abitazione del maldestro  ed a seguito di perquisizione,  hanno rinvenuto  3 dei 4 microscopi rubati. Il reo, un 25enne del luogo, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato. I militari, di stamattina,  hanno provveduto a riconsegnare il materiale didattico al dirigente scolastico,  il prof. Gaetano IUDICA.


Estradato in Italia boss Sebastiano BRUNNO video

Catania - video Estradato in Italia boss Sebastiano BRUNNO. La  Polizia di Stato nel pomeriggio, ha proceduto alla notifica (eseguita da personale del Servizio Centrale Operativo, delle Squadre Mobili di Catania e Siracusa, nonché da personale del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e della Polizia di Frontiera di Roma - Fiumicino) dell’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso il  28 ottobre 2014 dalla Procura Generale di Catania, a Sebastiano BRUNNO 57enne già noto, condannato alla pena dell’ergastolo per omicidio ed altri reati. Il personaggio è giunto con volo proveniente da Malta, località estera dove si trovava ristretto a seguito dell’arresto.  Sebastiano BRUNNO, inteso “Neddu ‘a crapa”, latitante, era stato tratto in arresto la mattina del 2 ottobre 2014 nell’isola di Malta, a  seguito di complesse indagini coordinate dalla D.D.A. di Catania e condotte dalle Squadre Mobili di Catania e Siracusa e del Servizio Centrale Operativo, con il contributo del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia. BRUNNO, latitante dal mese di marzo 2009, inserito nell’"Elenco dei latitanti pericolosi", era stato colpito da ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il   6 marzo 2009 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania - Ufficio esecuzioni penali - dovendo espiare la pena dell’ergastolo, per associazione per delinquere di stampo mafioso ed omicidio   di Nicolò AGNELLO, avvenuto nell’aprile del 1992 a Lentini (SR), nell’ambito della faida tra le cosche mafiose antagoniste Nardo e Di Salvo.  Poliziotti dei citati uffici, in collaborazione con la Polizia maltese, dopo avere localizzato l’abitazione utilizzata da Sebastiano BRUNNO, ubicata in località San Pawl Il Bahar  lo aveva fermato su strada e, nella circostanza, il latitante aveva esibito una carta d’identità intestata ad un uomo palermitano di 49 anni. La perquisizione eseguita dal personale operante aveva permesso di rinvenire la somma in contanti di  1.500€, 1 computer portatile ed 1 telefonino cellulare con sim maltese. BRUNNO, dopo un lungo appostamento all’esterno dell’abitazione, dopo essere stato pedinato, veniva bloccato dai poliziotti, con  un amico; lo stesso si stava recando in una zona ove insistono numerosi ristoranti e pizzerie, nonché un casinò, per pranzare. Sebastiano BRUNNO, è ritenuto dagli investigatori soggetto estremamente pericoloso, all’epoca dell’arresto era ritenuto il reggente dell’organizzazione mafiosa Nardo, operante nel comprensorio settentrionale della provincia di Siracusa, con interessi anche nel comune catanese di Scordia. L’organizzazione è storicamente legata alla famiglia di Cosa nostra catanese - cosca Santapaola - Ercolano.


Catania –   CC trovano arsenale in condominio a San Cristoforo. I  carabinieri di Piazza Dante, di  sera  durante un servizio svolto all’interno di un androne di un condominio in via Molo di Levante hanno scoperto un vero e proprio arsenale rinvenendo e sequestrando 1 pistola  mitragliatrice Smg Uzi cal. 9x21, completa di serbatoio con 24 cartucce, 1 pistola  Beretta mod. 92 FS cal 9, con matricola abrasa, completa di serbatoio con 11 cartucce, 1 pistola Bruni mod. 92 a salve, cal 8, 1 pistola "Guardian mod. Gt77 cal 7,65,  con matricola abrasa, con serbatoio vuoto, 1 pistola revolver Euroarm Brescia mod. Service Special cal. 38, con matricola abrasa, con 4 cartucce in tamburo, 349 cartucce cal. 7,65, 193 cartucce cal. 38, 39 cartucce cal. 9, 50 cartucce cal. 45 ed una 1 cartuccia cal.12 a pallini. Le indagini sono in corso e diverse sono le piste investigative aperte al fine di ricollegare tale arsenale a qualche sodalizio mafioso cittadino. Tutte le armi, che si presentano in ottimo stato d'uso, saranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli accertamenti tecnico balistici del caso e per stabilire se le stesse siano state utilizzate in eventuali azioni criminose.


Catania –  Avvocatessa ed insegnante inseguite da molestatore sessuale denudato , CC preso in azione.  L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza con le accuse di violenza sessuale e violenza privata. Spiacevoli episodi a sequela, ieri pomeriggio, si sono registrati in pieno centro a Catania dove il soggetto, già noto catanese di 44 anni, ha preso di mira 2 giovani donne. La prima vittima, è stata un’insegnante catanese, ora in servizio in Emilia Romagna. La malcapitata si è vista avvicinare dal molestatore mentre faceva la fila alla cassa della Libreria Cavallotto di Viale Jonio. Il soggetto, incurante della presenza di altre persone  si è avvicinato alla vittima di turno ed ha iniziato a palparle le parti intime invitandola a seguirlo fuori. L’intervento energico della madre della vittima e dei clienti del negozio  hanno convinto il maldestro a mollare momentaneamente la preda che, tuttavia, è stata attesa fuori dalla libreria. Il personaggio fuori a mò di sfida si era piazzato aspettando la “preda”. Un cliente, argutamente, oltre ad avvertire telefonicamente  il 112 l’ha immortalato con il suo Smartphone  convincendolo così a fuggire via. un carabiniere libero dal servizio, in licenza per il periodo natalizio nel capoluogo etneo, nel frattempo,  ha notato per strada, in Corso Italia, il vessatore impegnato ancora nell’importunare ogni donna che incrociava sul suo cammino. Il militare ha contattato anch’egli la centrale operativa del Comando Provinciale. L’operatore ha   rassicurato il collega avvertendolo che già due pattuglie delle Stazioni di Ognina e Piazza Verga si trovano nel vicino Viale Jonio proprio per rintracciare la stessa persona. Il soggetto, nel brevissimo frangente in cui  i carabinieri stavano per spostarsi dal Viale Jonio a Corso Italia, si è intrufolato nell’androne di un palazzo di  Corso Italia. Il turpe ha  adocchiato una giovane avvocatessa di Paternò (CT), praticante in uno studio legale catanese, ed in sua presenza si è abbassato i pantaloni mostrandole le parti intime ed inseguendola sino all’uscio dello studio. La poveretta ha cercato il rifugio, ma il maldestro ha tentato d’impedire che la vittima richiudesse la porta dietro di se per  frapponendo il piede sulla soglia d’ingresso. I  Carabinieri per fortuna dell’avvocatessa  sono arrivati addosso  al turpe prima che  aggredisse la donna. Il maldestro è stato immobilizzato ed ammanettato dai carabinieri.


CataniaSpaccio a Librino, presi 3 in azione. Gli agenti delle volanti, ieri pomeriggio, nell’ambito dei servizi disposti dal Questore di Catania dott. Marcello Cardona finalizzati a contrastare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti, hanno ammanettato i già noti catanesi : i fratelli Lorenzo 21enne ed Antonino MARSENGO 18enne, e Giuseppe PULVIRENTI 37enne, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana in concorso tra loro, tutti già noti per reati specifici ed Antonino MARSENGO anche sottoposto alla misura cautelare dell’Obbligo di presentazione alla P.G. Gli Agenti delle volanti, alle ore 14.10 nel corso dell’attività di controllo del territorio nel rione di “Librino” spesso teatro per spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato 3 giovani a piedi che sostavano in modo sospetto in viale Biagio Pecorino. Uno, successivamente identificato per Giuseppe PULVIRENTI, sembrava fungere da “palo”, indicando ai probabili acquirenti di rivolgersi ai complici, successivamente identificati per Lorenzo ed Antonino MARSENGO, i quali sostavano in una rientranza di uno stabile nelle vicinanze. I poliziotti hanno  notato l’avventore che consegnava 1 banconota ad Antonino MARSENGO e riceveva da Lorenzo MARSENGO 1 involucro. Gli agenti, avvedutisi  dell’attività di spaccio in corso, sono intervenuti per bloccare i 3 giovani, posizionandosi in modo da bloccare tutte le vie di fuga. PULVIRENTI, accortosi delle pattuglie ha lanciato l’allarme agli amici. I 3 giovani hanno tentato  la fuga ma sono stati bloccati. Lorenzo MARSENGO a seguito della perquisizione personale è stato trovato in possesso di 63 involucri contenenti marijuana, per un peso di 90 gr., e di 175 euro provento dell’attività di spaccio ed Antonino MARSENGO è stato   in possesso di 60 euro, provento dell’attività di spaccio.  PULVIRENTI ed i 2  fratelli MARSENGO sono stati dichiarati in  arresto e, su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria di turno,  sottoposti agli arresti domiciliari in attesa della convalida da parte del GIP. I poliziotti, lo stesso pomeriggio, hanno ammanettato il già noto catanese Domenico MEO 38enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e hascisc, già conosciuto per reati specifici. Gli agenti, alle ore 16.30, nel corso dell’attività di controllo del territorio nel rione di “San Leone”, conosciuto come nota piazza di spaccio, sono intervenuti in modo congiunto in via Sardegna bloccando ogni via di fuga. I poliziotti  hanno notato un sospetto a bordo di vettura. Il soggetto è stato successivamente identificato per Domenico MEO, il quale accortosi delle pattuglie è sceso dall’auto tentando di fuggire a  piedi ma veniva bloccato dopo un inseguimento. MEO, a seguito di perquisizione, veniva trovato in possesso di 31 involucri contenenti marjuana per un peso di 45 gr. e di 3 involucri contenenti hascisc per un peso di 17 gr, tutti occultati all’interno dell’auto, nonché di 10 euro provento dell’attività di spaccio. Il soggetto è stato dichiarato in arresto e, su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria di turno, sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della convalida da parte del GIP.


Palagonia  CTCC trovano armi e droga: 1 arresto, 2 ai domiciliari.  Carabinieri della Compagnia di Palagonia (CT), ieri, collaborati dai militari delle Compagnie di Paternò (CT) e Caltagirone (CT) e del Nucleo Cinofili di Nicolosi (CT), hanno battuto palmo a palmo il territorio di competenza eseguendo anche numerose perquisizioni. Fabio PASTORE 37enne, di Palagonia, è finito in manette per violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e ricettazione. Il sorvegliato, sottoposto a perquisizione personale domiciliare, è stato trovato in possesso di circa 15 gr. di cocaina, già suddivisa in dosi, nonché  di 1 vettura BMW serie 1, rinvenuta nel suo garage, risultata rubata a Caltanissetta nell’agosto del 2015. L’arrestato è stato associato al carcere di Caltagirone. Giovanni TORO 32enne, di Palagonia, per detenzione illegale di arma clandestina è stato arrestato ai domiciliari. Perquisito è stato trovato in possesso di 1  revolver cal. 32 marca Iver Johnson Arms & Cycle Works, priva del numero di iscrizione nel catalogo nazionale delle armi e con evidenti segni di modifica alla canna ed al tamburo. L’arrestato è stato ristretto agli arresti domiciliari. Un  20enne di Palagonia, è stato arrestato ai domiciliari per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il cane antidroga, durante la perquisizione domiciliare, ha scovato in un mobile di casa circa 60 grammi di marijuana, ancora da confezionare in dosi. L’arrestato è stato ristretto agli arresti domiciliari. La droga e la pistola sono state sequestrate mentre l’auto ritrovata nei prossimi giorni  sarà restituita al legittimo proprietario.


CataniaBorseggia turista ungherese: polizia lo blocca e recupera 29mila fiorini. L’azione di controllo del territorio da parte delle pattuglie della Polizia su strada, è stata intensificata in particolare in questo periodo di festività. Agenti  delle “volanti” dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, nel pomeriggio di ieri, hanno ammanettato per furto con strappo Michael MUSUMECI 21enne. La  segnalazione di scippo di un borsello, era giunta alle ore 13.15 su linea “113” appena consumato in piazza Borsellino ai danni di un turista di nazionalità ungherese. Gli agenti,  immediatamente sul posto si sono disposti in modo da occludere ogni via di fuga, ed hanno acquisito la descrizione dell’autore.   Un  amico della vittima facente parte di un’unica comitiva di turisti, ha dato indicazioni ed i poliziotti sono   riusciti ad intercettare il malfattore in via Cristoforo Colombo mentre tentava di darsi alla fuga a  piedi. Il soggetto è stato prontamente bloccato ed identificato per   Michael MUSUMECI, sottoposto immediatamente a perquisizione, e trovato in possesso di 510,00 euro, nonché di 29.000,00 fiorini ungheresi. Lo  stesso Musumeci, a quel punto,  ha condotto gli agenti presso un ponteggio, che cinge un edificio ubicato nelle vicinanze, dove durante la fuga si era disfatto del borsello dopo averlo svuotato del denaro.  I poliziotti hanno recuperato il borsello con il suo contenuto ancora intatto, consistente in documenti, carte di credito, biglietti aerei ed effetti personali. Il maltolto è stato subito riconsegnato alla al turista, che si è complimentata con gli operatori per la tempestività dell’intervento condotto brillantemente dalla Polizia, che le ha consentito di tornare rapidamente in possesso del borsello, nonchè di imbarcarsi in tempo sull’aereo per fare rientro nella propria città. Su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria di turno, Musumeci è stato associato presso le locali camere di sicurezza in attesa di giudizio per direttissima fissato per la mattina.


CaltagironePesta fidanzata venuta da Como per Natale. Lui trasforma la lite di coppia in pestaggio. I CC hanno ammanettato Alessandro FURNARI 33enne.   L’aggressione sarebbe stata perpetrata intorno alle 05.30 di ieri mattina,  quando la malcapitata si è presentata al Presidio Ospedaliero di Caltagirone (CT).    Una  donna di 29 anni, originaria di Como, è finita in ospedale con vistosi ematomi al volto e copiose perdite di sangue dal naso. La donna,  visitata inizialmente al pronto soccorso, è risultata affetta da “trauma cranico e facciale con frattura del setto nasale e della parete mediale del seno mascellare destro, con emoseno ed escoriazioni addominali nonché lesioni all’orecchio destro” (prognosi di 40 giorni s.c.) è stata quindi ricoverata nella Divisione di Otorinolaringoiatria. La vittima, in evidente stato di shock, sentita dal personale sanitario e dai militari dell’Arma del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Caltagirone, nel frattempo intervenuti, mostrandosi poco collaborativa, affermava solo di trovarsi in vacanza nel calatino ed ospite presso alcuni amici di cui non ricordava l’indirizzo di casa. Aggiungeva di essersi procurata le lesioni cadendo rovinosamente a terra e di essere stata soccorsa in strada da uno sconosciuto  che l’aveva accompagnata in Ospedale. Gli investigatori, non credendo minimamente alle dichiarazioni della vittima, hanno immediatamente avviato le indagini. I militari da riscontri incrociati, sulle persone frequentate dalla donna, hanno messo a fuoco l’identità del calatino  Alessandro FURNARI 33enne, incontrato dalla malcapitata nel marzo del 2015 a Saronno (VA). Il personaggio  era già gravato da precedenti per rissa aggravata, lesioni personali, porto illegale di armi ed altro, ed è proprietario di un appartamento nel centro storico di Caltagirone, dove gli investigatori l’hanno rintracciavano. Il soggetto, sollecitato dai carabinieri,  ha dichiarato di aver ospitato l’amica sin dal 28 dicembre scorso e che, la stessa,  durante la notte era andata da sola in ospedale dopo essersi procurata delle ferite al volto rovinando accidentalmente sul pavimento di casa. La conseguente perquisizione dell’appartamento ha evidenziato sul pavimento, sul muro della cucina e sul divano, la presenza di diffuse macchie di sangue. I rilievi successivi sui residui ematici e l’escussione di alcuni testimoni,  compresa la vittima,  hanno evidenziato chiare prove a carico del FURNARI . il personaggio   durante la notte, al culmine di una lite, legata al loro rapporto sentimentale, cominciata in un locale pubblico e proseguita  in casa,  aveva ripetutamente colpito la poveretta al volto con pugni e schiaffi scaraventandola in seguito fuori dall’appartamento e lanciandole in strada tutti gli effetti personali. Gli investigatori di concerto con il Pubblico Ministero di turno hanno provveduto a porre Alessandro FURNARI in stato di fermo quale indiziato di delitto per il reato di lesioni personali gravissime. Il soggetto è stato rinchiuso nel carcere di Caltagirone.


Catania –  Polfer Catania: bilancio 2015. L’anno appena concluso ha fatto registrare un incremento dei risultati ottenuti dall’attività di prevenzione e repressione dei reati in ambito ferroviario, per gli uomini e le donne della Sezione di Polizia Ferroviaria di Catania Centrale.  Il personale PolFer ha effettuato nell’anno 364 servizi di scorta ai treni nelle tratte regionali di competenza al fine di rendere più sicura possibile la fruizione del mezzo ferroviario ai viaggiatori, tutelando nel contempo il personale ferroviario nell’espletamento della sua attività sui convogli. La collaborazione con l’ente ferroviario è stata determinante nella circostanza indirizzando l’attività della PolFer in tutti quei treni dove veniva segnalata di volte in volta maggiore la necessità di garantire la presenza di operatori della specialità della Polizia di Stato. Gli uomini della Polizia nella stazione di Catania Centrale hanno sempre garantito giorno e notte, la presenza del personale PolFer in attività di prevenzione e repressione dei reati in genere garantendo un buon livello di sicurezza a tutela del patrimonio ferroviario e dei suoi quotidiani fruitori. Sono state effettuate inoltre,  445 pattuglie automontate per la vigilanza di tutte le altre stazioni e scali ferroviari di competenza, per l’attività di prevenzione e repressione dei furti di cavi in rame sottratti lungo le linee ferroviarie, la cui asportazione comporta oltre agli ingenti danni economici a carico dell’ente gestore delle linee ferrate, anche problemi di sicurezza per il trasporto ferroviario e di disservizi che si ripercuotono sui fruitori del trasporto su binari. L’attività ha portato all’identificazione di  3892 persone sospette, di cui  261 straniere e 8 di quest’ultimi, sono risultati non in regola con le norme che disciplinano l’ingresso e la permanenza dello straniero nel territorio dello Stato Italiano. Sono state arrestate 6 persone di cui 4 per reati contro il patrimonio e 2 per reati contro la persona. Altresì la Sezione PolFer di Catania ha nel corso dell’anno deferito all’Autorità Giudiziaria 38 persone per reati in gran parte riconducibili all’esercizio ferroviario. Alcuni di loro per reati legati al furto e alla ricettazione del rame asportato dalla linea ferroviaria di cui quasi 2000 kg. rinvenuto e riconsegnato all’ente ferroviario dalla PolFer. I tutori dell’ordine, nel corso dei servizi messi in atto sempre per il contrasto dell’asportazione del cosiddetto oro rosso, hanno effettuato controlli ai depositi di rottami ferrosi della provincia Catanese che hanno permesso il recupero di altri 2000 kg. di rame asportato anche questo in maggior parte dalle linee ferrate. In questi casi, oltre alla denuncia all’Autorità Giudiziaria competente, sono state contestate anche rilevanti sanzioni amministrative. Per le violazioni inoltre al regolamento di Polizia Ferroviaria sono state elevate 34 contravvenzioni per infrazioni rilevate sui treni e nella stazione di Catania. I risultati conseguiti dalla specialità anche 10 rintracci di persone scomparse fra cui 5 minori. I rintracci dei minori e delle persone scomparse, sono una dell’attività primarie della Polizia Ferroviaria che nelle stazioni e sui treni, si attiva immediatamente quando viene notiziata.


Catania 1 in manette per spaccio. Gli agenti delle volanti, ieri pomeriggio durante i minuziosi servizi di controllo del territorio disposti dal Questore di Catania dott. Marcello Cardona, hanno bloccato il già noto catanese Stefano BONNICI 39enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e hascisc. Gli  uomini di una volante, transitando per una via del rione San Berillo Nuovo: via Sardegna, hanno riconosciuto subito BONNICI, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, mentre consegnava 1 involucro di carta argentata a dei giovani, che di tutta fretta si allontanavano, ricevendone in cambio del denaro. Il soggetto è stato bloccato,  e trovato in possesso di 50€ in biglietti di piccolo taglio. Gli agenti, da un attenta ispezione a brevissima distanza dal sospetto, dentro un anfratto, hanno rinvenuto 1 sacchetto con all’interno 23 involucri come quello che aveva consegnato un attimo prima. I  contenitori risultavano contenere marijuana, quantificata nel peso complessivo di grammi 35 e 5 involucri di dimensioni più piccole contenenti hascisc, quantificato nel peso complessivo di grammi 5. BONNICI è stato pertanto, dichiarato in arresto e, su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria di turno, condotto in carcere.


Catania - Traffico stupefacenti, rapine ad autotrasportatori ed anziani: 28 arresti. La Polizia di Catania ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, nei confronti di 28 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, rapine, sequestro di persona e furti, nonché reati in materia di armi. I particolari dell’operazione denominata “Adernò” alle ore 11.30, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa presso gli uffici della Procura della Repubblica di Catania  in viale XX Settembre.   Le investigazioni condotte dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato P.S. di Adrano hanno riguardato il comprensorio di Adrano - Biancavilla consentendo di far luce su un vasto traffico di stupefacenti e su numerose rapine  sia ad autotrasportatori che ad anziani. La  Polizia all’alba su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare, emessa il  4 dicembre 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di   28 persone, traendo in arresto: Vito AMOROSO 48enne già noto sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa; Maurizio BONACCORSO 41enne già noto; Emanuel BUA 25enne, inteso “Billy”, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa; Alfredo BULLA 31enne , inteso “ ‘a zotta”, già noto Sorvegliato Speciale della P.S.; Gioacchino CUTRUNEO 33enne già noto; Sebastiano Mario DI STEFANO 26enne già noto;    Salvatore FALLICA 41enne già noto; Alessio LA MANNA 27enne già noto, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;  Carmelo LA MANNA 29enne già noto; Davide MANNA 25enne  già noto, Sorvegliato Speciale della P.S.; Angelo LO CICERO 40enne già noto, inteso “riricato”, già detenuto per altra causa; Salvatore LONGO 39enne già noto, già detenuto per altra causa; Giuseppe MAURO 70enne;   Salvatore MAZZAMUTO 32enne già noto;  Giulio NICOTRA 26enne già noto;  Pierdario PETRONIO 31enne già noto; Giuseppe PIGNATARO 31enne già noto; Salvatore PITERA’  49enne già noto; Salvatore RICCA 29enne, inteso “passuluni”, già noto, già detenuto per altra causa; Francesco ROSANO 25enne, inteso “CiccioPipituni”, già noto;  Pietro SANTANGELO 49enne, inteso “Pietro 48”, già noto, già sottoposto agli arresti domiciliari; Andrea SCUTO 45enne  già noto; Paolo TETTO  47enne già noto, già detenuto per altra causa;   Alfio VENTURA 29enne già noto, inteso “ ‘u cinisi”, già detenuto per altra causa;  Antonino ZIGNALE 28enne  già noto, inteso “ ‘u ruvettu” ; Angela VENTURA 32enne, per la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini dello spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, rapina, sequestro di persona e furto, nonché reati in materia di armi. La misura cautelare ha accolto gli esiti di attività di indagine di tipo tecnico, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, avviata alla fine del 2102 e condotta nel 2013 dal Commissariato di P.S. di Adrano e dalla Squadra Mobile che ha riguardato, nella medesima congiuntura temporale, tre distinte associazioni criminali, operanti ad Adrano (CT) e nei comuni limitrofi, delle quali 2 dedite al traffico di sostanze stupefacenti ed 1  alla commissione di reati contro il patrimonio, quali rapine e furti. Tra i destinatari della misura   figurano Vito AMOROSO – ritenuto dagli investigatori elemento di rango apicale dell’organizzazione  Toscano-Mazzaglia-Tomasello, di Biancavilla (CT), alleata della famiglia di Cosa nostra catanese Santapaola - Ercolano- e Francesco ROSANO - ritenuto dagli investigatori appartenente all’omonima famiglia organica alla cosca Santangelo “Taccuni”, operante ad Adrano, anch'essa alleata della famiglia Santapaola -  Ercolano.   AMOROSO era stato tratto in arresto  dalla Squadra Mobile il 2 agosto 2013, per detenzione illegale di armi clandestine, munizionamento, nonché possesso di documenti di identificazione falsi e ricettazione dei medesimi. I poliziotti nell’abitazione del soggetto, all’epoca domiciliato a Catania, sequestrarono armi, munizioni e documenti contraffatti  che erano stati occultati in una borsa termica .   ROSANO è figlio del più noto Vincenzo (cl. 1968), detenuto, e ritenuto capo dell’omonimo gruppo, tratto in arresto,  lo scorso 21 aprile, dalla Squadra Mobile, in collaborazione con il Commissariato di P.S. di Adrano, in quanto destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Catania, dovendo espiare la pena di 4 anni  e 8 gg. di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso. Vincenzo ROSANO era stato tratto in arresto il  4 maggio 2009 nell’ambito dell’operazione “Terra Bruciata”, condotta dalla polizia etnea, in esecuzione a provvedimenti emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, nei confronti di appartenenti alla cosca Santangelo ed alla cosca Scalisi gravemente indiziati, avario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, estorsione ed in materia di armi.  La  misura cautelare rappresenta la naturale prosecuzione delle indagini sfociate nell’operazione “Binario Morto”, condotta dalla polizia  nell’aprile 2014, che aveva condotto all’arresto di alcuni degli attuali indagati Salvatore LONGO, Pietro SANTANGELO, Angelo LO CICERO e Salvatore RICCA  già detenuti.   L’operazione “Binario Morto” aveva portato all’arresto, tra gli altri, di Valerio ROSANO 24enne, fratello di Francesco, ritenuto responsabile, con il ruolo di promotore ed organizzatore, del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.  La polizia, nel corso delle indagini hanno arrestato  in flagranza di reato e sequestri di sostanza stupefacente, tra i più significativi:   il  23 maggio 2013   Andrea SCUTO, Salvatore FALLICA e Giulio NICOTRA trovati in possesso di 6,3 kg. di sostanza stupefacente del tipo marijuana;  l’ 8 luglio 2013  Salvatore RICCA, trovato in possesso di gr. 30 di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Le indagini hanno evidenziato che sul “mercato” di Adrano e nei comuni limitrofi, veniva immessa droga del tipo cocaina e marijuana, proveniente da Catania, nonché metadone. Il gruppo capeggiato da Vito AMOROSO e Antonino ZIGNALE avrebbe  trafficato in cocaina mentre quello di cui facevano parte Salvatore FALLICA  Giulio NICOTRA, Angela VENTURA e Giuseppe MAURO in marijuana. Le medesime investigazioni hanno evidenziato, altresì, l’operatività di un’organizzazione costituita dai  FALLICA, NICOTRA, dai fratelli Angela ed Alfio VENTURA, Gaetano BIVONA nonché dai germani Alessio e Davide LA MANNA, dedita alla   commissione di reati contro il patrimonio quali rapine ai danni di autotrasportatori, perpetrate a mano armata con il sequestro di persona di questi ultimi al fine di impedire loro di dare l’immediato allarme, ed in pregiudizio di anziane donne alle quali venivano sottratte borse e collane. Le indagini della polizia hanno consentito di fare luce su  6 rapine, delle quali 3 ai danni di autotrasportatori, e  3 scippi, commessi tra il dicembre 2012 ed il mese di giugno 2013, con alcuni arresti eseguiti nel corso delle indagini. Alfio VENTURA e Gaetano BIVONA, furono  tratti in arresto il 22 aprile 2013 quali responsabili di una rapina ai danni di una donna anziana alla quale era stata strappata dal collo una collana.  Davide LA MANNA, il 17 luglio 2013 era stato tratto in arresto, in esecuzione di O.C.C.C., perché ritenuto responsabile di una rapina, commessa il  9 giugno 2013, ai danni di un’anziana alla quale era stata strappata dal collo una collana. 2 destinatari della misura restrittiva sono irreperibili perché all’estero. Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso le Case Circondariali di Catania “Bicocca” e “Piazza Lanza”.


Aci Castello  CT - Marito violento in carcere : CC giustizia per  moglie vessata. I Carabinieri della Stazione di Aci Castello (CT) hanno arrestato un  53enne, del posto, in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dal Tribunale di Catania.  Il  soggetto, nel 2007, su proposta dei CC e conseguente  mandato del GIP del Tribunale etneo,  era stato allontanato dalla casa familiare  poiché gravemente indiziato di  maltrattamenti in famiglia ed addirittura violenza sessuale inflitti  sin dal 2005 alla consorte 50enne. La misura personale applicata sfociò anche nel successivo sequestro delle armi legalmente detenute in casa dall’indagato. Riconosciuto colpevole dai giudici per quei reati è stato condannato ad 3 anni e 4 mesi di reclusione che espierà nel carcere di Piazza Lanza dov’è stato rinchiuso.


CataniaMaltratta moglie, CC  47enne ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Catania Librino hanno arrestato un 47enne, dando esecuzione ad un ordine di custodia cautelare emesso dalla Procura della Repubblica del  Tribunale di Catania, per maltrattamenti in famiglia. L’Autorità Giudiziaria. tenuto conto della risultanze investigative prodotte dai Carabinieri, che hanno accertato reiterati episodi di violenza da parte del soggetto  nei confronti della moglie, ha emesso il provvedimento restrittivo. L’arrestato è stato posto domiciliari in un’abitazione diversa da quella della consorte, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania - REVENGE IV, Questore ottiene sequestro beni Leonardi-Strano : 12.000.000€. Il Capo della Polizia Prefetto Alessandro  Pansa si è congratulato con il Questore di Catania, Marcello Cardona, per "la brillante operazione" eseguita. Poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Catania, nell’ambito delle attività istituzionali mirate al contrasto della criminalità operante nel territorio delle  provincia etnea finalizzate in particolare all’aggressione dei beni illecitamente conseguiti dai soggetti socialmente pericolosi, ha eseguito il Decreto di confisca, disposto, dal Questore di Catania, dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione -  di numerosissimi beni appartenenti e/o riconducibili a Massimo LEONARDI 43enne nato a Catania e  residente in via Del Principe nr. 37;  Daniela STRANO 41enne nata a Catania r residente in via Del Principe nr. 37. La proposta del Questore che ha portato all’emissione del provvedimento di confisca ha tratto origine da una articolata e complessa attività d’indagine, coordinata dalla D.D.A. etnea ed eseguita, dalla locale Squadra Mobile. L’attività  è culminata il 19 luglio 2009 nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Catania, sez. G.I.P., nei confronti di 20 persone, (operazione di polizia denominata “REVENGE IV”)  con la quale   Massimo LEONARDI e Daniela STRANO, furono tratti in arresto essendo stati  accusati di aver fatto parte di un’associazione  mafiosa collegata al clan Cappello- Bonaccorsi “Carateddi”  finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina. I tutori dell’ordine ritengono che Massimo LEONARDI, nello specifico, risulta aver avuto nell’ambito del sodalizio criminale diverse  mansioni organizzative, dal procacciamento di clienti al controllo dei sodali,  fino alla cessione a terzi della piazza di spaccio dietro compenso da corrispondere settimanalmente. STRANO Daniela, ha svolto invece la funzione di contabile e di custode del denaro, ricevendo una retribuzione fissa. Massimo LEONARDI era stato già denunciato ai sensi dell’art. 12 quinquies co. 1 L 356/1992, poiché trovato in possesso di  400.000€ somma ritenuta riconducibile al cognato Alessandro BONACCORSI, questi ritenuto elemento di spicco dei Carateddi; Bruna STRANO  moglie del personaggio, nella stessa circostanza era stata trovata in possesso della somma di   393.285€ nonché di numerosissimi oggetti preziosi (fatti accertati il 3.8.2010).   gli investigatori con l’attività d’indagine patrimoniale svolta hanno   accertato la sproporzione tra il valore dei beni intestati a Massimo LEONARDI ed a Daniela STRANO, od a  predetti comunque riconducibili, ed i redditi leciti dei quali i medesimi godevano all’epoca dei relativi acquisti. Gli inquirenti hanno dimostrato, dall’esame degli atti pubblici di compravendita, che per l’acquisto degli immobili oggetto del provvedimento ablativo  (tra cui diversi appartamenti e terreni) è stato utilizzato denaro contante, ritenuto derivante dai proventi dell’attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno consentito di accertare Massimo che LEONARDI, pur non ricoprendo cariche all’interno della società  METAL FERROSI SRL con sede a Catania c.da Torre Allegra (quest’ultimo è stato socio solo per un anno tra il 1998 ed il 1999) di cui gli attuali soci sono il padre Felice e lo zio Salvatore LEONARDI, quest’ultimo anche amministratore unico, avrebbe immesso liquidità con lo scopo di riciclare il denaro di provenienza illecita, consentendo pertanto una rilevante crescita aziendale a partire dalla fine degli anni 90 e successivi. Gli investigatori, oltre alla società, hanno confiscato anche la GIADA IMMOBILIARE SRL, costituita il 20 luglio 2012 (ovvero il giorno dopo l’esecuzione dell’O.C.C.C. denominata  “Revenge IV”) di cui la totalità delle quote sono possedute dalla società METAL FERROSI S.r.l. e dalla madre e dalla zia di MASSIMO LEONARDI, (rispettivamente Rosa Maria SCURSUNI CANTARELLA e Delia STELLA), in quanto  sarebbe stato dimostrato che i capitali per la costituzione della società erano formalmente riconducibili, direttamente o indirettamente (attraverso altre persone comunque familiari) sempre ai coniugi Massimo LEONARDI e Daniela STRANO. Il   solo volume di affari complessivo annuo delle  società ammonta a circa 12.000.000€. Il  Tribunale ha  inoltre inserito tra gli oggetti di confisca ben 4 vaste aree di terreni e 7 corpi di fabbrica, tutti ricadenti in ambito cittadino nonché 15 tra autovetture ed autocarri. L’Autorità Giudiziaria ha disposto la confisca dei saldi attivi dei conti correnti e dei rapporti bancari e postali dei coniugi Massimo LEONARDI / Daniela STRANO. Massimo LEONARDI è stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di 2 anni  e 6 mesi, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e di presentazione bisettimanale all’autorità di P.S., con imposizione di cauzione in misura di  10.000€.Daniela STRANO è stata sottoposta alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di 1 anno e 6 mesi, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e con imposizione di cauzione in misura di   10.000€. Il valore complessivo dei beni oggetto di confisca (società, terreni, fabbricati, mezzi pesanti, auto, motoveicoli, conti correnti bancari e postali), ammonta a  12.000.000€.


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 Catania - DIA confisca patrimonio Faro: 7 milioni€, ritenuto vicino ai Santapaola. Uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, diretta dal dr. Renato PANVINO, dalle prime ore della mattinata, stanno eseguendo il decreto di confisca beni emesso dal Tribunale di Catania accogliendo la proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Si tratta dell’esito d’indagini eseguite dalla D.I.A. di Catania, nei confronti di Giuseppe FARO, 58enne, noto imprenditore a capo di imprese operanti nel settore dell’edilizia e del movimento terra, ritenuto vicino all’organizzazione mafiosa facente capo al clan “LA ROCCA”, affiliata alla potente famiglia mafiosa “SANTAPAOLA” di Catania di cui è rappresentante nel territorio di influenza di Caltagirone. Giuseppe FARO, che annovera una condanna per una serie di rapine ai danni di autotrasportatori, è stato coinvolto nell’operazione di polizia denominata “CALATINO”, condotta dalla D.I.A. di Catania nel 2000 nei confronti del clan mafioso operante nel territorio di Caltagirone e comuni viciniori, storicamente capeggiato dal potente e considerato boss Francesco LA ROCCA (emerso anche in numerosi “pizzini” della corrispondenza con Bernardo Provenzano), affiliato alla famiglia mafiosa “SANTAPAOLA” di Catania.  FARO, sulla base delle risultanze investigative, è stato giudicato e condannato, con rito abbreviato, alla pena di 3 anni di reclusione per il reato di estorsione in concorso, con l’aggravante mafiosa di cui all’art. 7 D.L. 152/91 e succ. mod. La figura di Giuseppe FARO emerge inoltre, seppur non colpito da provvedimenti giudiziari, anche nell’operazione di polizia denominata “IBLIS”, nell’ambito della quale da una conversazione ambientale, lo stesso viene indicato come soggetto sul quale il noto boss Vincenzo AIELLO, all’epoca rappresentante provinciale di “Cosa Nostra”, poteva contare per l’illecita aggiudicazione di gare di appalto. Giuseppe FARO col provvedimento è stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di 2 anni  con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e presentazione bisettimanale all’Autorità di P.S. territorialmente competente, nonchè al pagamento di una cauzione di 5.000€.Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale, delegate dalla locale D.D.A. alla D.I.A. di Catania e riguardanti il periodo compreso tra il 1992 ed il 2011, finalizzate a rilevare la capacità reddituale di FARO Giuseppe e del suo nucleo familiare, hanno permesso di accertare forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, condivisa dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania ed accolta dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania, di una illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’organico e prolungato rapporto di frequentazione di FARO Giuseppe con esponenti di vertice delle famiglie mafiose di Catania e Caltagirone. Le indagini espletate dalla D.I.A. di Catania hanno rilevato come Giuseppe FARO, dopo avere costituito imprese e società operanti soprattutto nel settore dell’edilizia e del movimento terra nonché la disponibilità di due cave estrattive ubicate nel territorio di Palagonia (CT) e Licodia Eubea (CT), successivamente all’arresto avvenuto nell’anno 2001, abbia preferito eclissarsi dalla scena economica, delegando a moglie e figli il compito di incrementare il patrimonio di famiglia, investendone i frutti delle attività delittuose da lui poste in essere nell’acquisto di quote societarie, nella titolarità di imprese, nell’acquisto di numerosi immobili e autoveicoli. Il patrimonio   sottoposto a confisca è stato stimato complessivamente in 6 milioni e 700 mila € ed è costituito da quote societarie e numerose società operanti perlopiù nel settore edile-immobiliare, terreni, immobili e fabbricati siti nei comuni di Palagonia (CT), San Zenone degli Ezzelini (TV), Albignasego (PD), Surbo (LE), autocarri e autovetture, oltre a rapporti bancari e postali su tutto il territorio nazionale.


CataniaCollaboratori giustizia su Cappello-Bonaccorsi, 37 ordinanze: droga, ambulanze e bare, indagati anche titolari onlus e pompe funebri. La  Polizia di Stato di Catania all’alba ha arrestato 37 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (cosca Cappello-Bonaccorsi), associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, reati in materia di armi, con l’aggravante di cui all’art.7 L.203/91. Il  G.I.P. del Tribunale di Catania, il  17 novembre 2015  a seguito  delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania, aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica, che  è stata eseguita  nei confronti di: Gaetano BELLIA, 32enne, già noto; Attilio BELLIA, 36enne, già noto e già detenuto per altra causa; Salvatore BONACCORSI  27enne già noto, già detenuto per altra causa; Maurizio BONSIGNORE 52enne  già noto, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa; Giuseppe Agatino CAVALLARO  40enne già noto, già detenuto per altra causa;  Antonino COSENTINO  35enne; Francesco DI MAURO 31enne già noto; Alfio FASSARI 50enne già noto, già detenuto; Luciano GUZZARDI 50enne, inteso “Lucianu lavati ‘i manu”, già noto; Tommaso INGRASSIA 34enne già noto; Carmelo Orazio ISAIA  26enne già noto, già detenuto per altra causa; Gaetano LO GIUDICE 55enne  già noto; Dario Santo PRIVITERA 34enne  già noto; Domenico PRIVITERA 42enne, inteso “’u Stunnu”, già noto, già detenuto per altra causa; Carmelo RUSCICA 35enne  già noto, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa; Fabio REALE 47enne  , inteso “Fabrizio”, già noto Sorvegliato Speciale della P.S.;  Salvatore RINAUDO 33enne  già noto; Alfio SANFILIPPO, 49enne, inteso “Alfiu ‘u carruzzeri”, già noto, Sorvegliato Speciale della P.S.; Carmelo SICALI 49enne  già noto; Massimo SQUILLACI 34enne, inteso “Mattiddina”, già noto già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa; Nicolò Roberto Natale SQUILLACI  44enne, inteso “Mattiddina”, già noto, già detenuto per altra causa;  Sebastiano SOZZI  32enne già noto; Alessandro STRANO 40enne già noto, già detenuto; Claudio STRANO 37enne  già noto, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa; Marco STRANO 32enne già noto, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa; Gabriele TORRISI 27enne  già noto; Francesco BELLUARDO 47enne, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Filippo BUZZA 40enne già noto, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Gregorio LUMINARIO 37enne  , per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Ferdinando MAZZULLO  30enne  , per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Rosario NOE’  23enne, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Andrea GUELI 31enne già noto, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Antonino Santo RIELA  55enne  già noto, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;  Sebastiano ROMEO 52enne  , inteso “Iano pastina”, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Salvatore SPAMPINATO 37enne, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;  Claudio SPERANZA 51enne  già noto, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari; Massimiliano VENTURA 43enne  , per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. La misura cautelare ha  accolto gli esiti di 2 distinte attività di indagine condotte nell’arco temporale 2011 - 2013, condotte dalla Squadra Mobile con il coordinamento dalla Procura - Direzione Distrettuale Antimafia - che hanno riguardato l’organizzazione mafiosa Cappello - Bonaccorsi, concernenti la prima i riscontri alle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, a cui sono state unite le risultanze di pregresse investigazioni tecniche, e l’altra, le indagini esclusivamente di tipo tecnico che hanno riguardato in particolare il gruppo dei “Carateddi”. Il complesso articolato investigativo ha permesso di attestare la piena operatività della cosca nei rioni cittadini di San Cristoforo, Monte Po’ e San Berillo Nuovo, oltre che nell’hinterland del capoluogo, segnatamente a Belpasso  (CT) - frazione Piano Tavola -. Tra i destinatari della misura   figurano Salvatore BONACCORSI,  figlio del più noto Concetto 54enne  detenuto e sottoposto al regime di cui all’art.41 bis O.P. ritenuto dagli inquirenti al vertice dell’omonima cosca, e Gaetano LO GIUDICE, padre di Sebastiano LO GIUDICE 37enne  detenuto e sottoposto al regime di cui all’art.41 bis O.P. che ne era stato reggente, nonché i fratelli Alessandro, Claudio e Marco STRANO ed i germani Nicolò Roberto e Massimo SQUILLACI, ritenuti appartenenti alle omonime famiglie radicate rispettivamente a Monte Po’ e Belpasso (CT) - frazione Piano Tavola - storiche componenti dell’organizzazione mafiosa Santapaola - Ercolano transitate tra le fila della cosca Cappello - Bonaccorsi. Le indagini hanno consentito di riscontrare la gestione, da parte del  gruppo dei c.d. “Carateddi” di alcune “piazze di spaccio” dislocate nei citati quartieri di San Cristoforo, San Berillo Nuovo e Monte Pò. Gli investigatori hanno appurato che ad occuparsi dell’approvvigionamento e della successiva messa sul mercato dello stupefacente erano i germani Attilio e Gaetano BELLIA che, oltre a gestire direttamente, sotto l’egida degli STRANO e con la collaborazione di Fabio REALE e Francesco DI MAURO la “piazza di spaccio” di Monte Po’, si sarebbero occupati di controllare quelle ubicate nei rioni di San Cristoforo e San Berillo Nuovo.  Le indagini hanno evidenziato come  Gaetano LO GIUDICE pretendesse da Gaetano ed Attilio BELLIA la restituzione di 200.000 euro che il figlio Sebastiano aveva affidato ai due germani che avrebbero dovuto occuparsi del sostentamento dello stesso e dei suoi familiari. Le indagini hanno, altresì, evidenziato che, in alcuni casi, la sostanza stupefacente veniva trasportata all'interno di ambulanze di una Onlus, la “New Città di Catania”, riconducibile a Salvatore SPAMPINATO ed Antonino COSENTINO. Quest’ultimo, inoltre, gestisce un’agenzia di onoranze funebri, la “R.E.T.O.F.” che sarebbe stata usata come base logistica per la consegna della sostanza stupefacente. Gli inquirenti nel medesimo contesto hanno rilevato la cessione di stupefacenti, con cadenza settimanale, a Francesco BELLUARDO, titolare di un’agenzia di onoranze funebri con sede a Francofonte (SR). I tutori dell’ordine nel corso delle indagini hanno effettuato arresti in flagranza di reato e sequestri di sostanza stupefacente, dei quali   i più significativi: arresto Ferdinando MAZZULLO ed Andrea GUELI, trovati il 4 marzo 2013 in possesso di gr.160 di cocaina in pietra. Il  19 marzo 2013 è stato tratto in arresto il già noto Antonello VENTALORO 43enne, non colpito dalla misura cautelare, ritenuto responsabile del reato di trasporto di sostanza stupefacente del tipo cocaina, tentato omicidio e resistenza a P.U. Il soggetto che, a bordo della sua autovettura, si era recato a Monte Pò dove aveva ricevuto dello stupefacente da Giuseppe Agatino CAVALLARO, veniva intercettato da due equipaggi della Squadra Mobile, a bordo di moto, che decidevano di procedere al controllo. Tuttavia, VENTALORO, anziché arrestare la marcia si era dato alla fuga procedendo a velocità sostenuta. Iniziava, pertanto, un lungo inseguimento, durante il quale, a più riprese, il conducente del mezzo tentava di investire gli equipaggi dipendenti. Il  fuggitivo, giunto in via San Giacomo, perdeva il controllo del mezzo andando ad impattare violentemente contro un muretto di un passaggio a livello ferroviario, riportando una ferita alla testa giudicata guaribile in gg.10. Gli agenti della Squadra Mobile e del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica all’interno dell’auto, rilevarono la presenza di tracce di sostanza stupefacente sui sedili e sul pianale  rinvenendo e sequestrando 26gr. circa di cocaina. I poliziotti durante un sopralluogo, in  piazza San Pio X  sequestrarono 1gr. della medesima sostanza e venivano rilevate tracce di altra sostanza stupefacente non repertabile di cui VENTALORO si era disfatto durante la fuga. I tutori dell’ordine il 23 marzo 2013 avevano tratto in arresto Giuseppe Agatino CAVALLARO, Gabriele TORRISI e Maria SALANITRI 38enne - quest’ultima non destinataria del provvedimento cautelare - a carico dei quali venivano sequestrati gr.410 di sostanza stupefacente del tipo cocaina.  Tra i destinatari del provvedimento, vi sono alcuni soggetti, non appartenenti al clan Cappello-Bonaccorsi, ritenuti responsabili del reato di detenzione, trasporto e spaccio di sostanze stupefacenti. Nei confronti di  11 destinatari della misura, il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari.  Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso le case circondariali di Catania “Bicocca” e “Piazza Lanza”. I particolari dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa  presso gli uffici della Procura della Repubblica di Catania siti in viale XX Settembre alle ore 10.30. L’operazione è stata denominata “Revenge 5”.

Catania Antidroga blocca 1 corriere con 2, 200kg. cocaina. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Salvatore MESSINA 48enne già noto,in quanto ritenuto responsabile del reato di trasporto e detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Uomini  della Squadra Mobile - Sezione “Antidroga”, a seguito di attività info-investigativa, avevano appreso che nella giornata del 21 novembre sarebbe giunto in  centro città uno a bordo di una jeep di colore bianco con un ingente carico di cocaina.  Poliziotti dell’Antidroga, considerato che il corriere sarebbe giunto verosimilmente dalla Calabria, hanno deciso di predisporre, già dalla mattina, un mirato servizio di osservazione all’imbarcadero dei traghetti del porto di Messina e presso i caselli autostradali dell’autostrada A18 a San Gregorio (CT). Una  Jeep Renegade del tipo segnalato dopo alcune oro di paziente attesa, da un traghetto è scesa in terra siciliana con a bordo uno, successivamente identificato per MESSINA. La   Jeep è stata pedinata e giunta in territorio di Catania sottoposta a controllo. Il corriere è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile,  dove, a seguito di meticolosa perquisizione eseguita nel mezzo, venivano rinvenuti e sequestrati  2 panetti di cocaina avvolti in confezioni ritraenti il logo del famoso personaggio dei cartoni animati Ben Ten per un peso lordo complessivo di kg.2,200. La droga del valore di oltre 100.000 euro, avrebbe fruttato, sul mercato etneo almeno 300-400 mila euro. MESSINA espletate le formalità di rito, è stato associato presso il carcere di Catania “piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania - Antidroga ammanetta corriere calabrese con 3kg. coca Reale. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Rizieri CUA 50enne già noto,  in quanto ritenuto responsabile del reato di detenzione e trasporto di sostanza stupefacente del tipo cocaina. I poliziotti della Squadra Mobile - Sezione “Antidroga”, a seguito di attività info-investigativa, avevano appreso che nella tarda mattinata di ieri sarebbe giunto in centro un corriere proveniente dalla Calabria a bordo di una Fiat Panda di colore bianco con un ingente carico di cocaina. i tutori dell’ordine, alla luce di quanto appreso, avevano predisposto, sin dalle prime ore del mattino, un mirato servizio di osservazione presso i caselli dell’autostrada A18 ME-CT di Giarre - Acireale e San Gregorio (CT). I poliziotti, dopo alcune ore di paziente attesa, presso il Casello di San Gregorio hanno visto giungere una FIAT Panda, del tipo segnalato, con a bordo un signore brizzolato, successivamente identificato per CUA. Il personaggio,durante il controllo, ha manifestato segni di insofferenza, pertanto gli investigatori dell’Antidroga hanno deciso di accompagnarlo presso gli uffici della Mobile. I poliziotti, a seguito di meticolosa perquisizione eseguita all’interno del mezzo, abilmente occultati nello schienale del sedile anteriore lato guida, hanno rinvenuto e sequestrati 3 panetti di cocaina per un peso lordo complessivo di 3,380kg..La droga del valore di oltre 150.000 euro, avrebbe fruttato, sul mercato etneo una cifra pari  a 600 mila euro circa. CUA,  espletate le formalità di rito, è stato associato presso il carcere di Catania “piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania Fontanarossa, presi extracomunitari con documenti falsi. Si tratta dei maliani Keita Chiaka 24enne, Samake Beyake 25enne e Khalil Alghazi 16enne siriano, Hasanaj Erol 19enne albanese. Agenti dell’Ufficio Polizia di Frontiera, a seguito della intensificazione dell’attività di prevenzione e di controllo del territorio disposta dal Questore di Catania, in relazione agli eventi criminosi verificatisi a Parigi lo scorso 13 novembre, nel corso di specifici servizi finalizzati ad implementare la vigilanza ed i controlli documentali in area aeroportuale, il 20 novembre 2015, hanno proceduto all’arresto di 2 cittadini maliani per i reati previsti e puniti ai sensi dell’art. 497/bis (possesso e fabbricazione di atto falso) e art. 5 comma 8 bis del D.Lgs. 286/98 (uso nello specifico, nel corso della stessa mattinata di permesso di soggiorno falsificato). Una  pattuglia a  piedi della locale Squadra Frontiera Aerea, nell’ambito dei servizi di controllo documentale a campione effettuati nei confronti di passeggeri presenti in zona arrivi “land side”, ha identificato 2 cittadini maliani, Keita Chiaka 24enne e Samake Beyake 25enne(dei quali si allegano le rispettive foto), in procinto di imbarcarsi per Malta.  I  personaggi hanno esibito, oltre i passaporti ordinari maliani in corso di validità, anche delle carte d’identità e dei permessi di soggiorno italiani che hanno insospettito immediatamente gli operatori di polizia. Gli approfondimenti investigativi svolti immediatamente tramite gli strumenti in dotazione alle forze di polizia, facevano emergere la falsità dei permessi di soggiorno. I due extracomunitari, messi alle strette dalle precise, continue ed incalzanti domande fatte dai poliziotti, hanno ammesso che  i documenti in effetti non erano i loro ma che li avevano comperati a Napoli, nei pressi di quella Stazione di Piazza Garibaldi, da sconosciuti. I  due maliani dopo gli accertamenti di rito sono stati tratti in arresto ed associati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso le “camere di sicurezza” della locale Questura in attesa del giudizio per “direttissima”. Analoghi servizi di vigilanza e controllo, effettuati nei giorni scorsi nell’ambito di queste attività di innalzamento del livello di sicurezza, hanno portato, altresì, all’arresto di  Khalil Alghazi 16enne siriano, e di  Hasanaj Erol 19enne albanese (dei quali si allegano le foto), entrambi responsabili del reato di possesso e fabbricazione di documenti falsi, in attesa di partire rispettivamente per Malta il primo e per Manchester il secondo.


Catania - Operazione Polizia “Global Airport Action” biglietti aerei acquistati in frode: 137 denunciati. (108 in Europa, 15 in America Latina, 14 in Canada). L’operazione a largo raggio  ha impegnato la Polizia, tra il 3 e 4 novembre scorso, nel controllo di titoli di viaggio acquistati fraudolentemente attraverso l’indebito utilizzo di carte elettroniche di pagamento e che ha interessato circa 100 aeroporti in 31 Stati dei cinque continenti, resa possibile anche grazie alla fattiva collaborazione di circa 40 vettori operanti nel campo del trasporto aereo, di Mastercard, Visa, American Express, Diners, Discover, IATA e Perseuss, ed il contestuale supporto di Interpol, Europol, Ameripol, Frontex, Eurojust e Iata. La Polizia per l’operazione ha allestito 3 centrali operative a: Ottawa, dove personale dell’Interpol ha coordinato le attività nelle aereostazioni asiatiche; Bogotà, con personale di Ameripol che ha coordinato le attività degli scali delle due Americhe; L’Aja, dove personale dell’Europol ha gestito le informazioni provenienti da tutto il mondo. Il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni ha istituito una Sala Operativa con compiti di coordinamento del personale sul territorio italiano che ha visto interessati gli aeroporti di Torino Caselle, Genova Sestri, Milano Malpensa, Milano Linate, Bergamo Orio al Serio, Venezia Marco Polo, Bologna Guglielmo Marconi, Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Napoli Capodichino, Reggio Calabria Tito Minniti, Catania Fontana Rossa, Palermo Punta Raisi, Cagliari Elmas. I  controlli delle segnalazioni provenienti dagli istituti emittenti delle carte di credito in Italia, hanno portato complessivamente alla denuncia di 15 persone (3 a Milano Malpensa, 1 Milano Linate, 2 a Cagliari Elmas, 1 a Bergamo Orio al Serio, 1 a Torino Caselle, 3 a Napoli Capodichino, 1 a Roma Ciampino e 3 a Roma Fiumicino), perché trovate in possesso dei biglietti aerei ma non avevano al seguito le carte di credito con le quali avevano acquistato in frode i titoli di viaggio.  I biglietti erano stati acquistati da terze persone od attraverso organizzazioni criminali che gestiscono agenzie di viaggio abusive alle quali si rivolgono le persone che li utilizzano. L’illecito utilizzo dei dati delle carte di credito per l’acquisto illegale di biglietti aerei è un fenomeno che comporta non solo enormi perdite finanziarie per le compagnie aeree ed il settore della monetica, ma facilita anche altre forme di illecito, fornendo mezzi di trasporto e generando fondi per il finanziamento della criminalità organizzata a livello globale. Roberto Sgalla Direttore delle Specialità della Polizia di Stato spiega: “Una grande soddisfazione non solo per i risultati raggiunti dall’attività di intelligence ma anche per la consolidata partnership tra pubblico e privato realizzata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. È stato dimostrato ancora una volta che la cooperazione internazionale può avere un grandissimo impatto nella lotta contro la criminalità organizzata. Le oltre 137 denunce dimostrano ai criminali che non si possono sentire sicuri da nessuna parte. La preziosa collaborazione con gli uffici antifrode delle varie società emittenti ed intermediarie di carte di pagamento ha consentito di intensificare l’attività di prevenzione che ha permesso di cancellare preventivamente. I biglietti aerei acquistati in frode, diminuendo in tal modo il danno patrimoniale a carico degli emittenti le carte di credito e dei vettori aerei. In tale direzione si muove OF2CEN che rappresenta un innovativo sistema per il contrasto del Financial Cybercrime in condivisione con le principali realtà bancarie italiane e che, a fronte dei positivi risultati raggiunti, sarà esportato negli altri paesi dell’Unione Europea grazie al nuovo progetto EUOF2CEN, già approvato e finanziato dalla Commissione Europea.” Il Direttore di Europol Rob Wainwright, ha dichiarato: “Questa operazione rappresenta il culmine di molti mesi di pianificazione meticolosa tra Europol, le agenzie di controllo delle frontiere, le compagnie aeree e le società di carte di credito. E’ un perfetto esempio di come le nostre forze combinate possono fronteggiare le organizzazioni criminali responsabili di frode su larga scala. Europol è grata a tutti i suoi partner per l’eccellente collaborazione nel rendere il cyberspazio il più sicuro possibile per i cittadini di tutto il mondo." Aleks Popovich, Vice Presidente di IATA, ha dichiarato: “Fraud Prevention non è semplicemente il nome di un programma multiforme iniziato dalla IATA nel 2015, ma anche una delle priorità strategiche del nostro programma per gli anni a venire. IATA è consapevole della portata che la frode ha avuto sulle sue componenti, e crede fermamente che il settore del trasporto aereo di per sé non è in grado di porre fine a questa tendenza in rapida crescita.  È per questo che siamo orgogliosi di aver contribuito nel corso del tempo con i partner di fiducia di Europol nella pianificazione e nella riuscita di questa operazione.” Meta Backman, il presidente dell’European Airline Fraud Prevention ha commentato: “Un’operazione che coinvolge così tante nazioni in tutto il mondo a lavorare insieme per combattere questa frode comporta molto impegno. Sono grato per il sostegno che l’European Cybercrime Centre di Europol (EC3) sta mostrando nei confronti dell’industria dei viaggi, mettendo a segno queste operazioni. Attraverso ogni operazione si conosce di più e ci si può concentrare sulle aree che necessitano di maggiore attenzione.”


Catania Barbiere abusivo occupa immobile IACP a Librino per attività. Gli agenti del Commissariato di P.S. di Librino, sezione di Polizia Amministrativa, operando su delega della locale  Autorità Giudiziaria, avrebbero dovuto consegnare all’avente diritto un immobile precedentemente posto sotto sequestro. I poliziotti nello specifico, lo scorso 21 luglio, durante un controllo operato dal personale del medesimo Commissariato, avevano denunciato un 25enne per attività abusiva di barbiere in un locale cantinato di proprietà I.A.C.P. (Istituto Autonomo Case Popolari) e quindi invasione di edificio, furto aggravato di energia elettrica e di acqua. Lo  stesso individuo, successivamente, in occasione di altro controllo  lo scorso 11 novembre, aveva reiterato  la sua condotta, inottemperante all’ordine di cessazione di attività emessa dal Sindaco, scaturito dalla pregressa denuncia. Il barbiere aveva proseguito l’attività abusiva, violando i sigilli dell’immobile comunale e ripristinando gli allacci abusivi alla rete elettrica e idrica, forniture senza le quali, ovviamente, non avrebbe potuto operare. Gli uomini del Commissariato Librino ieri, in esecuzione della delega del magistrato, dovendo consegnare l’immobile sequestrato all’avente diritto, quindi all’Istituto Autonomo Case Popolari, si erano recati sul posto col responsabile del Servizio Patrimonio del Comune di Catania, per la reimmessione in possesso. I poliziotti  ancora una volta, con una punta di stupore, hanno constatato che il giovane già denunciato in stato di libertà, perseverava nella sua attività.  Il barbiere è stato trovato all’interno del locale, di cui ne aveva violato ancora una volta i sigilli, con un cliente al quale  stava offrendo la sua professionalità, non prima di aver, ancora una volta, ripristinato l’acqua corrente e la luce elettrica. L’ennesima denuncia per gli stessi fatti, sempre commessi con le medesime modalità è quindi scattata.


PaternòCC, Blitz in sale giochi  ad Adrano. I Carabinieri della Compagnia di Paternò coadiuvati da personale dell’Azienda Autonoma Monopoli di Stato hanno effettuato diversi controlli mirati al contrasto di violazioni in materia di giochi d’azzardo nel Comune di Adrano. I  militari, a conclusione degli accertamenti e delle verifiche compiute in diverse sale giochi e centri scommesse del centro hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Catania 3 persone. Il titolare di un centro scommesse è stato denunciato perché trovato privo del titolo autorizzativo, previsto dal T.U.L.P.S. è rilasciato dal Questore, rendendosi cosi responsabile della violazione di raccolta illegale di scommesse.  Il  titolare ed il rappresentante, inserito nella licenza, di una sala giochi sono stati denunciati per aver installato degli apparecchi comunque idonei a consentire l’esercizio del giuoco con vincite in denaro ma non collegandoli alla raccolta della rete statale. I carabinieri, all’interno dell’esercizio commerciale hanno rinvenuto anche un videopoker truccato, che riproduceva i giochi legalmente autorizzati dal Monopolio. La macchina in apparenza poteva sembrare in regola ma in realtà anche questa non era collegata alla rete e, dunque, i proventi non potevano pervenire né essere controllati dallo Stato. L’apparecchiatura, a seguito del controllo nell’interno conteneva   191 euro, in contanti posti nella cassetta contenitore delle puntate, e 31 ticket per lo scambio della vincita in denaro per un valore complessivo di euro 1067,29, ed è stata sequestrata. Il   titolare della sala giochi è stato sanzionato per una violazione amministrativa a 20.000€.


Catania San Cristoforo, 1 venditore preso con droga. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato Salvatore GIARDINI  47enne, di Catania, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Una pattuglia dell’Arma, di sera, durante un servizio antidroga nel popolare quartiere San Cristoforo, ha notato il soggetto sul marciapiede di via Concordia angolo via Paulet, con un fare sospetto. Il 47enne, già conosciuto dai militari, è stato subito bloccato, perquisito e trovato in possesso di 58 dosi di cocaina, per un perso complessivo di 22 grammi, e 3  dosi di marijuana, per un peso complessivo 4,8 grammi. Inoltre la successiva perquisizione  domiciliare effettuata nell’abitazione del fermato ha consentito ai Carabinieri di rinvenimento ulteriori 50 dosi cocaina, per un peso complessivo di 19 grammi ed una busta con 17 grammi di marjuana. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania   Stupefacenti, 27enne in manette. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato Antonino GRILLO  27enne, di Catania, su ordine di carcerazione emesso  dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza in sostituzione del misura di affidamento terapeutico. Il provvedimento è scaturito dal cumulo pene per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti commesso dal 27enne. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania Acquicella, somalo ferisce barista con bottiglia spezzata. Gli agenti delle volanti alle ore 02.05 della notte appena trascorsa, procedevano ad arrestare il cittadino extracomunitario di nazionalità somala Mohamed ALI JAMAC 20enne. Questi i fatti: a seguito di segnalazione su linea 113 relativa ad una violenta lite all’interno del bar presso la stazione Acquicella, venivano inviati uomini delle volanti. I poliziotti giunti sul posto, hanno notato diversi cestini buttati a terra e numerosi frammenti di bottiglie, ed un cittadino straniero in evidente stato di ebbrezza il quale con la mano sinistra brandiva il collo di una bottiglia rotta. Lo stesso alla vista dei poliziotti ha tentato di colpirli opponendo resistenza al controllo, ma è stato a bloccato. Gli agenti nel contempo, hanno appurato che pochi istanti prima, con la stessa bottiglia il cittadino straniero aveva provocato un taglio al fianco di un dipendente del bar, che a mezzo di personale del 118 fatto giungere sul posto veniva trasportato presso il P.O. Vittorio Emanuele. Il ferito è stato  refertato con una prognosi di giorni 7. L’extracomunitario è stato tratto in arresto in ordine ai reati di “resistenza a P.U.”, “minacce” e “lesioni personali”. Il P.M. di turno, ha disposto di associare l’arrestato presso la Casa Circondariale di piazza Lanza, in attesa della convalida.


Catania Colpi di pistola a rumeno, risentimenti: 2 di Palagonia accusati, tentato omicidio. La Polizia di Stato ieri ha tratto in arresto: Gioele Livio NAZO 22enne già noto e Gaetano SCIRE’ SCAPUZZO 24enne, in quanto ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto illegale di arma da fuoco con relativo munizionamento nonché ricettazione di medesimi. Emirah MUSTAFA’ 27enne di nazionalità rumena domiciliato a Catania, la notte dell’1 novembre scorso,  alle 2.00 circa, era giunto nel presso il Pronto Soccorso del locale Ospedale Garibaldi, attinto da colpi d’arma da fuoco alla gamba, all’addome ed alla testa. I sanitari, dopo avere riscontrato alcune ferite d’arma da fuoco con proiettili ritenuti alla coscia ed alla testa, hanno sottoposto il malcapitato a duplice intervento chirurgico al fine di estrarre i due proiettili. Le investigazioni si palesavano immediatamente difficili atteso che nessuna segnalazione di colpi d’arma da fuoco era pervenuta ai numeri di emergenza (113 - 112). I  piccoli dettagli forniti dalla vittima, le cui condizioni erano gravi ma non tali da essere in pericolo di vita, secondo quanto riferito dai medici del nosocomio catanese, hanno permesso ai tutori dell’ordine di localizzare il luogo dove era avvenuto il fatto di sangue individuato nella zona del vecchio quartiere di San Berillo. I poliziotti, a seguito di un certosino sopralluogo eseguito con uomini del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, reso difficoltoso dalle pessime condizioni meteo, il luogo dell’agguato veniva individuato nell’intersezione stradale tra via Ventimiglia e via Pistone  dove venivano rinvenuti e sequestrati alcuni bossoli di piccolo calibro. Gli investigatori della Mobile hanno visionato i filmati dei sistemi di videosorveglianza del centro cittadino, individuando la Mercedes di colore scuro le cui caratteristiche, per modello e colore, coincidevano con quanto riferito dalla vittima.  Il meticoloso ma celere lavoro ha consentito agli agenti di individuare la targa del mezzo che è risultata in uso ad un giovane di Palagonia, Gaetano SCIRE’ SCAPUZZO. Ulteriori accertamenti hanno permesso agli inquirenti di verificare che il soggetto  era solito accompagnarsi a Gioele Livio NAZO per cui le attenzioni degli investigatori si sono concentrate sulle ricerche dell’autovettura. 2 donne di nazionalità rumena, una delle quali convivente della vittima, nel contempo venivano rintracciate  e riferivano di conoscere 2 giovani provenienti da un non meglio indicato paese della provincia di Catania che viaggiavano a bordo di una Mercedes.  Le donne hanno riferito ai poliziotti di avere udito alcuni “botti” ma di avere pensato in un primo momento a petardi connessi alla ricorrenza di Halloween, salvo rendersi conto di quanto era accaduto vedendo la vittima procedere a piedi con difficoltà e con il volto insanguinato.  Gli agenti hanno predisposto un piano finalizzato alla ricerca della Mercedes, coordinato dal Dirigente e dal funzionario della Squadra Mobile i quali hanno disposto che uno degli Agenti venisse dislocato a controllo delle telecamere cittadine pronto a fornire indicazioni utili al rintraccio del mezzo con a bordo i soggetti sospettati di essere gli autori del delitto.  Il  mezzo ricercato, alcune ore più tardi, è stato visto transitare dalla zona meridionale del capoluogo, pertanto appariva verosimile potesse fare rientro verso Palagonia.Le pattuglie dislocate all’uscita della città hanno visto transitare la Mercedes con a bordo due soggetti che ha imboccato la SS.417 Catania - Gela. Gli agenti hanno  seguito la macchina fino lungo l’arteria stradale prestabilita allorquando veniva fermata. Gaetano SCIRE’ SCAPUZZO e Gioele Livio NAZO erano a bordo della vettura  e sono stati condotti presso gli Uffici della Squadra Mobile dove il mezzo è stato attentamente ispezionato,  dagli uomini della Scientifica, alla ricerca dell’arma.  I poliziotti, dopo l’accurata perquisizione dell’autovettura, abilmente occultata all’interno di un incavo sottostante il vano posacenere, hanno rinvenuto e sequestrato  1 pistola di piccolo calibro, con caricatore rifornito ed 1a scatola contenente ulteriori 25 cartucce del medesimo calibro. Il  calibro è risultato lo stesso dei bossoli rinvenuti sul luogo teatro del grave fatto di sangue, pertanto il quadro indiziario nei confronti dei due giovani si faceva sempre più chiaro.I  due giovani durante la permanenza negli Uffici della Squadra Mobile, nel corso della mattina e del pomeriggio di ieri, hanno reso spontanee dichiarazioni confessorie agli inquirenti, nel corso delle quali avrebbero indicato il movente del gesto in un risentimento personale nei confronti della vittima.  NAZO e SCIRE’ SCAPUZZO, alla luce degli elementi raccolti a loro carico, sono stati dichiarati in   arresto ed associati presso la Casa Circondariale di Catania piazza “Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania - Bimbe abusate da adulti ed animali: Polposta arresta blogger pedopornografico, sequestrati 55mila video ed immagini. L’indagine a Catania, è stata avviata a seguito di segnalazione dell’Associazione   Meter di Don Fortunato di Noto. Agenti della Polizia di Stato hanno proceduto all’arresto in flagranza per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico ex artt.600 ter e quater c.p. di un soggetto   38enne, senza occupazione, residente, nella Provincia di Udine, destinatario di 2 distinte attività d’indagine condotte rispettivamente dai Compartimenti Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania e di Torino. Il personaggio, attivo in rete da diverso tempo, si sarebbe procurato il materiale e dopo averlo catalogato e selezionato lo avrebbe messo a disposizione degli utilizzatori della rete mediante spazi web e blog da lui steso creati e gestiti.I  gestori dei spazi web, quando si accorgevano dei contenuti illeciti provvedevano a sospendere il servizio, ma il soggetto noncurante li ripristinava. Gli investigatori, nel corso della perquisizione, disposta dalle Procure Distrettuali di Catania e Torino, hanno rinvenuto un ingente quantitativo di materiale pedopornografico, circa 55 mila tra immagini e video catalogati per genere, con contenuti particolarmente crudi riguardanti anche bambine in tenerissima età coinvolte in abusi sessuali con adulti ed in alcuni casi con animali. Il soggetto è stato sorpreso dagli agenti nell’atto di condividere tale materiale con altri utenti della rete secondo una modalità che gli permetteva di procurarsi anche un guadagno mediante un articolato sistema di collegamenti associati alle immagini ed ai video che lo stesso pubblicizzava  attraverso un suo blog. Il guadagno di alcune migliaia di euro, scaturiva da banner  pubblicitari anteposti e mostrati agli internauti dello spazio web che riconduceva poi a detti contenuti illeciti.


Catania -  - CC arrestano latitante, accompagnava figlia a scuola. Si  tratta del catanese Giovanni PATTI  43enne. Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, ieri mattina, hanno messo a segno un’importante operazione che ha consentito, dopo mesi di complesse indagini, condotte anche con il Servizio di Cooperazione Internazionale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, di individuare e catturare un pericoloso latitante su cui pendeva un mandato di arresto europeo ai fini estradizionali per rapina a mano armata commessa in Germania. Il  catanese Giovanni PATTI  43enne, con numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, era ricercato dal maggio del 2014, periodo in cui  l’Autorità Giudiziaria tedesca ne aveva ordinato la cattura per una rapina a mano armata (pistola e coltello) commessa il 12 maggio 2014 in danno dell’istituto bancario VOLKSBANK  nella cittadina di OLBRONN-DURRN, che aveva fruttato al malvivente migliaia di euro. I militari del Nucleo Investigativo hanno svolto una meticolosa attività di indagine ed un attento lavoro di analisi fino a quando non hanno scoperto che le figlie del soggetto frequentavano una scuola di San Cristoforo a Catania. Gli investigatori hanno effettuato così una serie di servizi di osservazione che hanno permesso di verificare che il personaggio, benché fosse ricercato, non rinunciava ad accompagnare, adottando una serie di cautele, le figlie a scuola.   Il  latitante, ieri mattina dopo aver lasciato le bimbe, è stato bloccato allorché si trovava  nei pressi della Via Vittorio Emanuele. I  Carabinieri, dopo l’arresto hanno proceduto ad una accurata perquisizione nella sua abitazione, ubicata in via Zitelli, nel corso della quale hanno sequestrato  10 involucri di cellophane termosaldati contenenti circa 1 chilo di cocaina. La droga, immessa sul mercato catanese, avrebbe fruttato almeno 100.000 euro. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza a disposizione delle competenti Autorità Giudiziarie. Giovanni PATTI dovrà difendersi dalla duplice accusa di rapina aggravata commessa in Germania e di traffico e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.


Aci Sant’Antonio  CT In comunità per estorsione, rapina, furto: picchia ospite, CC 1 in carcere. I Carabinieri della Stazione di Aci Sant’Antonio (CT) hanno arrestato Attilio BELLIA 37enne, di Catania, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale etneo. Il soggetto è stato arrestato ieri pomeriggio all’Ospedale Garibaldi di Nesima, a Catania,  dove una quindicina di giorni fa era stato ricoverato in regime di T.S.O. per aver picchiato un ospite della comunità  alloggio “Villa Sant’Antonio”, ubicata nell’omonimo comune, dov’era stato relegato agli arresti domiciliari. Già ritenuto dagli inquirenti aderente al clan mafioso dei “Cappello-Bonaccorsi” è stato condannato dai giudici etnei a  10 anni, 6 mesi e 10 giorni di reclusione per i reati di estorsione, rapina, furto ed evasione, commessi tra il 2002 e il 2008 nella provincia etnea. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Catania Bicocca.


Vizzini  CT – Viola domiciliari, CC preso al bar. Giovanni Battista NOCE 50enne di Vizzini (CT), era stato arrestato alcuni giorni fa dai Carabinieri mentre, ubriaco, tentava di sfondare la porta d’ingresso dell’abitazione dell’anziana madre. Il soggetto in quel frangente si era scagliato contro i militari intervenuti in soccorso della donna. NOCE  era stato relegato ai domiciliari, ma ieri pomeriggio, durante un servizio di controllo del territorio, è stato sorpreso dalla   pattuglia della locale Stazione mentre si stava   intrattenendo ai tavolini di un Bar in via Roma. Il soggetto è stato dichiarato in   arresto e su disposizione del magistrato di turno,    rinchiuso nel carcere di Caltagirone (CT).


Catania -   (video sequestro) Anticrimine sequestra beni Scuderi per 1 milione €.  Si tratta del contrasto della Polizia di Stato ai patrimoni illeciti. Il Tribunale – Misure di Prevenzione di Catania su proposta del Questore ha disposto il sequestro di numerosi beni immobili e mobili registrati  ed attività commerciali, nei confronti di un soggetto indagato per associazione mafiosa con particolare riguardo ai reati di usura ed estorsione. Si tratta di Carmelo Scuderi (video sequestro) già noto e ritenuto appartenente a “cosa nostra etnea”. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alle ore 11.00 presso la sala riunioni della Questura di Catania. Gli uomini dell’Anticrimine di Catania nell’ambito delle attività istituzionali mirate al contrasto della criminalità operante nel territorio etneo, finalizzato in particolare all’aggressione dei beni illecitamente conseguiti dai soggetti socialmente pericolosi, attività di contrasto che ha avuto obiettivamente un forte impulso nell’ultimo anno, hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale di sequestro disposta dal locale Tribunale - Sezione Misure di Prevenzione - nei confronti di Carmelo SCUDERI,  54enne nato a Catania, residente in Mascalucia, in atto sottoposto al regime degli arresti domiciliari e già sorvegliato speciale di P.S.  I beni oggetto di sequestro sono : 1 terreno di circa 1 ettaro, a  Mascalucia (CT) -c/da Tre Altarelli-, 1 auto  SMART, 1  vettura COOPER COUNTRYMAN, 1 moto  BMW GS 1200 e 2 imprese individuali denominate rispettivamente  “CHIOSCO CRISTIANO” e “CHIAMAMI PIZZA”, beni tutti riconducibili a Carmelo SCUDERI. Il    decreto ha disposto il sequestro di numerosi rapporti bancari e postali intestati e/o riconducibili a   SCUDERI. Il  provvedimento di sequestro trae origine dalla proposta avanzata dal Questore di Catania a seguito dell’arresto di Carmelo SCUDERI, operato da Agenti della locale Squadra Mobile, avvenuto il  25 febbraio 2014, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania il 28 gennaio 2014, nell’ambito dell’operazione di Polizia denominata “Money Lender”, in quanto gravemente indiziato dei reati di usura e tentata estorsione in concorso, con l’aggravante di aver agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà previste dall’art. 416 bis c.p.. Carmelo SCUDERI nell’ordinanza veniva ritenuto gravemente responsabile dei reati di usura in concorso (ex artt. 81, 110 e 644 commi 1 e 5  n.3 e n. 4 c.p.), in un contesto che vedeva coinvolti, a vario titolo, altri 30 soggetti, in ordine ai reati di associazione per delinquere, usura, estorsione, con l’aggravante del metodo e delle modalità mafiose. L’ordinanza di custodia cautelare era scaturita dall’attività d’indagine svolta dalla Squadra Mobile, a decorrere dalla fine del 2007, tesa a fare luce in ordine al coinvolgimento in seno a cosa nostra catanese  di taluni componenti della famiglia BOSCO, titolari a Catania di numerose attività commerciali. La Polizia di Catania, attraverso complesse e meticolose attività info-investigative ha provveduto ad analizzare, negli anni che vanno dal 2008 al 2014, la crescita delle capacità patrimoniali di Carmelo SCUDERI e dei suoi familiari conviventi, provvedendo a tracciare altresì la provenienza del  patrimonio e, quindi, a dimostrare l’incongruenza ovvero la sproporzionalità tra quanto formalmente dichiarato e quanto effettivamente realizzato. Gli investigatori hanno delineato un complesso di beni costituito da aziende, beni immobili e mobili registrati, conseguiti evidentemente attraverso i facili guadagni e ritenuti frutto delle molteplici attività illecite svolte dall’interessato.   Carmelo SCUDERI il 9 settembre 2015, era stato nuovamente tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Catania, in esecuzione di ulteriore ordinanza dal G.I.P. del locale Tribunale il   4 settembre 2015, in quanto gravemente indiziato, in concorso con altri, di usura ed estorsione con l’aggravante di avere commesso tali fatti avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis del c.p.   L’ordinanza,  delinea  la condotta delittuosa di SCUDERI (inteso “Melu di Mascalucia”) il quale, in un ristretto arco temporale individuato da gennaio del 2012 ad ottobre del 2014, concedeva ad un imprenditore in stato di bisogno più prestiti di denaro con l’applicazione di un tasso di interesse usurario superiore al 10% mensile. Il valore presunto complessivo dei  beni sottoposti a sequestro, ai sensi del D. Lgs. 159/2011 e succ.mod., ammonta a circa   1.000.000€.


CataniaRapinatore trasfertista in manette. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Catania hanno arrestato Emilio Giuseppe GANGEMI  40enne, catanese, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal  G.I.P. del Tribunale di Livorno, per rapina aggravata in concorso e porto di armi ed oggetti atti ad offendere. Il provvedimento restrittivo è scaturito da una specifica attività d’indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Livorno a seguito di una rapina, commessa il 27 maggio scorso  2015, ai danni della filiale della Monte Paschi di Siena di Vicarello a Collesalvetti (LI). Il personaggio  con un  complice fece irruzione nella banca e  puntando alla gola 1 taglierino ad un impiegato lo costrinse a consegnargli oltre 6.000€ in contanti custoditi nelle casse. I due rapinatori, si impossessarono del bottino e poi riuscirono a scappare facendo perdere le loro tracce. Le  immagini delle telecamere a circuito chiuso presenti all'interno della banca e, soprattutto, le impronte digitali raccolte dai militari durante il sopralluogo hanno tradito il 40enne. Le indagini sono ancora in corso al fine di risalire all'identità del complice. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.


Gravina di Catania  CTCC ammanettano sorvegliato con arma, droga  munizioni e soldi falsi in casa. I Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania  hanno arrestato, nella flagranza,  Diego Enrico MAVILLA 39enne, del posto, poiché ritenuto responsabile di detenzione illegale di armi  e munizionamento, detenzione illecita di sostanze stupefacenti, violazione delle prescrizioni inerenti la sorveglianza speciale, ricettazione e falsificazione di monete. L’operazione è scattata ieri mattina quando i militari, a conclusione di una rapida ma efficace attività info-investigativa, con il prezioso ausilio dell’unità cinofila del Nucleo di Nicolosi (CT), hanno fatto irruzione nell’abitazione del sorvegliato speciale sottoponendola a perquisizione. L’operazione ha consentito il rinvenimento ed il sequestro di: 1 pistola  “scacciacani”, modificata in modo da aumentarne le potenzialità offensiva, completa di caricatore contenente 3 cartucce “GFL” cal. 7,65; 55 cartucce di vario calibro; 100  grammi di cocaina;  500 grammi di marijuana;  30 grammi di hashish;  70  grammi di metanfetamina; 1 bilancino di precisione;  27 banconote da 20 euro, verosimilmente contraffatte, nonché la somma in contanti di circa 1.300 euro, incassati presumibilmente dalla vendita della droga. Gli stupefacenti sequestrati, se piazzati al dettaglio, avrebbero potuto produrre un introito molto vicino ai 20.000 euro. La pistola, come da prassi consolidata, sarà inviata al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli opportuni esami tecnico-balistici che potranno dimostrare l’eventuale utilizzo dell’arma in un pregresso episodio criminoso. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.


Calatabiano Truffa anziani soli, donna in manette. I Carabinieri della Stazione di Calatabiano stamani hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catania, su richiesta della Procura etnea, nei confronti della già nota Giuseppa CRESCIMONE  66enne, di origine agrigentina ma residente a Belpasso, accusata di furto aggravato in abitazione. L’indagine, condotta dai militari della locale Stazione, ha fatto luce su due furti in abitazione ai danni di anziani soli e con problemi di salute. Grazie il racconto delle vittime e della badante di una di queste e  la visione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza installati nelle vicinanze delle abitazioni degli anziani, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagata. La Crescimone, fintasi addetta alle pulizie del comune, si era introdotta nell’abitazione della povera vittima, la quale veniva convinta che avrebbe ottenuto un aumento della pensione a seguito di misurazione della superficie dell’immobile. La  donna, ispezionando con questa scusa tutti i locali, era riuscita a scorgere in un mobile della camera da letto 1 portafogli con all’interno 400 euro e 8 assegni bancari, sottraendoli e dandosi subito dopo alla fuga. La  maldestra in un secondo episodio contestato, si sarebbe presentata quale collaboratrice del medico di famiglia dell’anziana signora. L’ingannatrice riusciva, con la scusa di far  ottenere  alla malcapitata sconti sui farmaci di cui aveva bisogno, ad entrare nell’abitazione ed, in un momento di distrazione della vittima, a sottrarre circa 200 euro. L’arrestata è stata associata nel carcere di Piazza Lanza a Catania, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania - Polizia scopre pedopornografia su Internet: operazione “CLOUD” 17 indagati, 3 arresti. La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, ha concluso un’operazione di polizia giudiziaria individuando un’associazione a delinquere finalizzata allo scambio, divulgazione e distribuzione di materiale pedopornografico su Internet, che ha portato all’arresto di 3 soggetti. La polizia ha identificato un’associazione di pedofili operando 3 arresti e 14 indagati. Gli investigatori nell’operazione “CLOUD” hanno agito su direttive della Procura Distrettuale di Catania, ed hanno concluso l’indagine individuando un’associazione a delinquere finalizzata allo scambio, divulgazione e distribuzione di materiale pedopornografico. E’ una delle prime indagini in Italia in cui viene contestato il delitto associativo in relazione ad un sodalizio virtuale nato e sviluppatosi esclusivamente sulla Rete con lo scopo della divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico. 17 le persone indagate, di queste, 3 sono state arrestate in flagranza per la detenzione di ingente quantitativo di immagini  e video ritraenti minori impegnati in scene di sesso anche con adulti o in pose erotiche. L’indagine, avviata d’iniziativa lo scorso anno dal personale del Compartimento Polizia Postale di Catania, coordinato dal Centro Nazionale di Contrasto della Pedopornografia on-line (CNCPO) di Roma, è nata dal monitoraggio della Rete. Polizia Postale ha   appurato l’esistenza di una pagina web contenente foto di nudo di minori e numerosi messaggi di commento a  dette immagini, chiaramente indicativi di  un interesse di tipo sessuale verso minori, alcuni messaggi risultavano provenire verosimilmente da soggetti di nazionalità italiana. La successiva attività sottocopertura, immediatamente autorizzata dalla Procura Distrettuale, ha permesso di individuare una vera e propria “comunità virtuale” tra utenti del web che, protetti dall’anonimato e favoriti dalla dimestichezza dei vari servizi di cloud storage offerti in rete, utilizzavano  i servizi al fine di scambiare materiale pedopornografico, creare archivi ingenti di detto materiale e incrementarli progressivamente. Le caratteristiche proprie del servizio di archiviazione  offrivano ai soggetti particolari garanzie di impermeabilità all’azione invasiva dell’Autorità Giudiziaria e della Polizia Postale, consentendo agli associati di avere la disponibilità di innumerevoli immagini e video di natura pedopornografica, di scambiarle senza lasciare alcuna traccia su personal computer o smartphone  atteso che tutto il materiale veniva custodito, appunto, sul cloud storage. L’attività di indagine svolta consentiva di apprezzare le graduali tappe dell’affiliazione dei singoli associati e l’estrema cautela nell’accettazione di nuovi sodali: solo dopo un graduale contatto e dopo aver dimostrato un effettivo interesse al materiale illecito e una effettiva disponibilità di materiale da offrire in cambio di altro materiale, il singolo associato veniva ammesso alla condivisione dell’archivio esistente sul cloud storage. L’attività di indagine, dispiegatasi attraverso l’uso di diversi strumenti investigativi ed innovative metodologie, si è adattata e modellata a questa nuova modalità di agire illecito sino al momento finale delle perquisizioni, assicurando l’acquisizione di elementi investigativi che con modalità tradizionali di indagine non sarebbero emersi, così ancora una volta ribadendo la capacità del personale della Polizia Postale di intervenire e perseguire le diverse forme dell’agire criminale con le nuove tecnologie dalla strumentalizzazione della rete T.O.R. a quella dei servizi di cloud storage. L’indagine ha, altresì, permesso di accertare numerosi contatti tra gli indagati e soggetti di diversa nazionalità aventi pari turpe interesse (Francia, Regno Unito, Islanda, Polonia, Brasile, Marocco), i relativi dati sono stati comunicati alle Autorità internazionali. Le città interessate dalle perquisizioni sul territorio nazionale sono: Milano, Cremona, Ascoli Piceno, Varese, Salerno, Napoli, Nuoro, Rieti e Treviso. La Polizia Postale in tre casi ha proceduto all’arresto in flagranza in ragione dell’ingente quantitativo del materiale illecito rinvenuto: a Napoli è stato tratto in arresto uno  di 40 anni, libero professionista, trovato in possesso di circa 1500  video di pornografia minorile (l’attività di perquisizione e arresto in flagranza è stata, in questo caso, curata direttamente da personale del Compartimento Polizia Postale della Sicilia Orientale); a Milano è stato tratto in arresto uno di anni 55, dipendente pubblico, che ad una prima ispezione dei dispositivi deteneva circa 110.000 immagini e 1700 video pedopornografici, a Salerno è stato tratto in  arresto uno  di 51 anni, trovato in possesso di oltre 2000 video pedopornografici. Le perquisizioni hanno dato esito positivo anche per gli altri indagati, anche in tal caso importando il sequestro di ulteriore materiale illecito. La Polizia Postale nel complesso, ad una prima verifica effettuata in  sede di perquisizione informatica, su hard disk e servizi di cloud storage ha rinvenuto un milione circa di immagini e video di natura pedopornografica (molti di quali di contenuto particolarmente raccapricciante in quanto  raffiguranti minori impegnati anche in scene di sesso con animali o sottoposti a strumenti di tortura e costrizione, circostanza che evidenzia la particolare perversione degli indagati). La Polizia Postale   evidenzia  che, essendo ancora in corso gli accertamenti tecnici sul materiale sequestrato, la cifra indicata è senz’altro approssimativa per difetto, pur rappresentando allo stato  il maggior quantitativo di materiale pedopornografico rilevato in occasione di attività di polizia giudiziaria.


Catania -   DIA sequestra beni 18 milioni € a Fisicaro  ritenuto esponente dei Nardo. Uomini  della Direzione Investigativa Antimafia di Catania durantle le prime ore della mattinata hanno eseguito il decreto di sequestro di beni, emesso dal Tribunale di Siracusa - Sezione Misure di Prevenzione, su proposta avanzata dal Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio FERLA, nei confronti di Ciro FISICARO 52enne, ritenuto elemento di vertice dell’organizzazione mafiosa “Nardo”, egemone nella provincia di Siracusa e collegato al clan mafioso “Santapaola” di Catania. I particolari dell’operazione  resi noti nel corso della conferenza stampa, alle ore 10.30 odierne, nella sala riunioni del Centro Operativo di Catania, in via Vecchia Ognina nr. 168. il personaggio è stato condannato all’ergastolo per numerosi omicidi ed associazione di stampo mafioso. Il Tribunale di Siracusa ha disposto il sequestro dei beni, per un valore complessivo di circa 18.000.000 di euro, consistenti in   3 (tre) società rispettivamente operanti nel settore immobiliare, dei trasporti e della grande distribuzione, nonché in 10 (dieci) immobili (tra appartamenti, magazzini e locali adibiti ad uffici e garage), in diversi beni mobili registrati, in conti correnti e in altri rapporti finanziari ancora da quantificare. Il personaggio nel novembre del 2013  era stato colpito, con l’imprenditore Giuseppe MAUCERI,  da Ordinanza di custodia cautelare in carcere e contestuale decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Catania – Sez. del GIP – perché attribuiva fittiziamente a quest’ultimo la titolarità di immobili e di quote societarie (cd. operazione Hermes). Il MAUCERI, operatore nel settore dell’autotrasporto degli agrumi prodotti nell’area di Scordia (CT), fratello di Mario MAUCERI detto “u lintinisi (il lentinese), già condannato per associazione mafiosa  ed ucciso nel 2009 ad Agnone Bagni (SR), è sempre rimasto ai confini della realtà associativa mafiosa annoverando precedenti penali solo per reati contravvenzionali o di scarso rilievo, ancorché sia stato più volte indicato dai collaboratori di giustizia per la sua contiguità a membri del “clan NARDO”. Gli investigatori ritengono si tratti del soggetto di fiducia tramite il quale il FISICARO, durante la sua detenzione, avrebbe continuato a gestire gli interessi del clan di appartenenza, dando indicazione dal carcere durante i colloqui.  La ricostruzione del profilo criminale del FISICARO, unitamente agli approfonditi accertamenti patrimoniali svolti dal personale della D.I.A., hanno consentito di verificare la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati  e gli investimenti dello stesso. Gli investigatori hanno evidenziato che FISICARO pur detenuto, avrebbe assunto in via diretta ed immediata tutte le scelte imprenditoriali più significative per la vita delle società intestate fittiziamente al MAUCERI, il quale puntualmente le avrebbe eseguito senza porle in discussione. Durante i colloqui in carcere con i familiari, il MAUCERI non era mai nominato, era indicato come ”u babbàleccu”, soprannominato così in codice e in virtù  del  suo balbuzziare. Tale complessa attività investigativa è stata condivisa dal Tribunale di Siracusa che ha disposto il provvedimento ablativo in corso di esecuzione, riguardante il sequestro di beni stimati in circa 18 milioni di euro,  consistenti in: 100% delle quote societarie della “MAUCERI TRASPORTI srl”, con sede legale a Catania, c.da Torre Allegra, compreso il patrimonio aziendale; quote societarie pari al 50% della società “Immobiliare Gagliola s.r.l.” con sede legale in Gravina di Catania (CT), vai San Paolo nr. 96/A; quote societarie pari al 50% della società “RAMA s.r.l.” con sede legale in Gravina di Catania (CT), via San Paolo nr. 96/A, subaffittuaria della “EUROSPIN SICILIA s.p.a.” per la gestione e conduzione di un supermercato sito in Scordia (CT); 1 capannone sito in Scordia (CT), contrada Gagliola, che ospita il locale supermercato EUROSPIN; 10 (dieci) immobili (tra appartamenti, magazzini e locali adibiti ad uffici e garage); numerosi beni mobili registrati (50 mezzi pesanti, tra trattori e  rimorchi, un camper e 6 autovetture), conti correnti e altri rapporti finanziari.


CataniaCocaina in scatola VIVIN C, CC 2 a Piazza Lanza. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arresto in flagranza Massimo RAIA 44enne e Michele BALSAMO 50enne, già posto ai domiciliari, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, di sera  durante un servizio antidroga nel popolare quartiere San Cristoforo, hanno notato il 50enne affacciarsi, di volta in volta, dal balcone della sua abitazione e fornire delle bustine di cellophane, all’interno di un tubetto di plastica delle VIVIN C, al 44enne che si presentava a bordo di un ciclomotore. Quest’ultimo prelevata la merce, si portava all’angolo della strada e da lì col motociclo raggiungeva i vari “clienti” per  smerciare la roba. I  due sono stati bloccati perquisiti e trovati in possesso in via residuale di 7 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 7g., e la somma contante di 180 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio, che sono stati sequestrati. Gli arrestati sono stati associati nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.  


Catania   CC 2 in manette a Nesima  per droga. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa hanno arrestato Gianluca SCIUTO, 29enne, e Filippo LONGO, 63enne, Sorvegliato Speciale di Pubblica Sicurezza, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, stanotte durante un servizio finalizzato a contrastare lo spaccio di stupefacenti nel popolare quartiere Nesima, hanno sorpreso i 2 in via Re di Puglia intenti a cedere degli involucri termosaldati con carta stagnola ad occasionali acquirenti. I due sono stati prontamente bloccati e le perquisizioni estese, anche, nelle rispettive abitazioni hanno permesso ai militari di rinvenire e sequestrare 300 grammi di marijuana, 110 grammi di cocaina già suddivisa in dosi, 200 euro in contanti, ritenuto parziale provento dell’attività di spaccio, un bilancino di precisione e  vario materiale utilizzato per confezionare dello stupefacente. Gli arrestati sono stati associati nel carcere di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania Ai domiciliari con arma in casa, 1 in carcere. La Sezione Antidroga ha tratto in arresto: Angelo KRAIEM, 22enne- già sottoposto al regime degli arresti domiciliari,ritenuto responsabile di detenzione illegale di arma comune da sparo clandestina modificata. Agenti della Sezione “Antidroga”, hanno proceduto a perquisizione domiciliare presso l’abitazione di KRAIEM, dove hanno rinvenuto 1 pistola cal. 8 mm knall (a salve), riproduzione di arma, che risultava  modificata in un’arma da fuoco idonea a deflagrare, munizionamento per armi comuni da sparo.  Espletate le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso il carcere di piazza “Lanza” di Catania a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania Stupefacenti ed armi, 2 arresti. La Squadra Catturandi ha tratto in arresto: Claudio GENEPRO, 49enne,  destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il   23 ottobre 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, dovendo espiare la pena di 3 mesi di reclusione per reati in materia di stupefacenti. Emanuele CALTAGIRONE, 37enne , destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  23 ottobre 2015 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania, dovendo espiare la pena di 4 anni e 5 mesi di reclusione per il reato di detenzione illegale di armi da fuoco.


Catania - Denuncia estorsione mafia: CC 3 arresti, presunti Mazzei. Si tratta degli accusati : Carmelo OCCHIONE 51enne, Carmelo GRASSO 42enne e Giovanni TOMASELLI 33enne. I carabinieri del Comando Provinciale di Catania, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Catania, Ufficio G.I.P., su richiesta della locale Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Carmelo OCCHIONE, già detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Bicocca, Carmelo GRASSO  e Giovanni TOMASELLI, perché tutti sono ritenuti colpevoli in concorso tra loro dei reati di estorsione e rapina con l’aggravante dell’art. 7 l. 203/91, per essersi avvalsi del cosiddetto metodo mafioso che deriva dalla loro presunta appartenenza al clan MAZZEI alias carcagnusi. Il provvedimento restrittivo è scaturito dagli esiti dell’attività d’indagine sviluppata dai carabinieri di Paternò, coordinata dalla DDA etnea. I militari, hanno agito a seguito della denuncia sporta da un imprenditore edile belpassese esasperato dalle minacce e violenze subite per costringerlo ad effettuare un lavoro di ristrutturazione del valore di circa 8.000€ nell’abitazione  dell’OCCHIONE, che si trova in un popolare quartiere catanese. I carabinieri hanno appurato che gli estorsori, per costringere l’imprenditore a completare il lavoro, si sono recati più volte presso l’azienda per minacciarlo e  in un’occasione ne trattenevano il furgone dell’impresa. I soggetti avrebbero  successivamente rapinato la vittima della sua auto con lo scopo di trattenerla sino al completamento del lavoro e per la cui restituzione l’hanno costretto a pagare la somma di circa 2.000€ .


CataniaPolposta scopre adescamento e sfruttamento minori su internet: augustano e donna  messinese accusati. Uomini della Polizia di Stato, Compartimento Polizia Postale di Catania, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della Procura Distrettuale nei confronti di  G.G., 31enne soggetto residente in Augusta, e P.A., donna 33enne, residente in Messina.  I 2  sono ritenuti responsabili: il primo, di adescamento di minori su internet, detenzione di materiale pedopornografico ed estorsione; la seconda, di produzione di materiale pedopornografico. L’indagine ha tratto origine da un’attività investigativa della Polizia Postale avviata a seguito di una delega della Procura di Catania che aveva ricevuto segnalazione, anche da parte del Commissariato di Polizia di Augusta, di un soggetto che adescava minori tramite Facebook, attivando diversi profili tutti di finti minori.  La Polizia, anche con attività sottocopertura è riuscita ad identificare compiutamente il soggetto ed i minori vittime. I tutori dell’ordine in tal modo, hanno svolto diverse intercettazioni dalle quali è emerso che l’indagato adescava minorenni, riusciva ad ottenere da loro qualche foto erotica. Il personaggio in un caso  aveva ricattato 1 minore chiedendo altri scatti o addirittura incontri a scopo sessuale pena la divulgazione delle immagini. La polizia nel frattempo, nel corso delle investigazioni, ha scoperto un legame di amicizia tra il soggetto arrestato ed una donna di Messina, madre di figli minori, la quale, su richiesta e dietro promessa di regali ai piccoli, realizzava delle foto ritraendo le parti intime dei bambini che cedeva al personaggio. I minori adescati sono stati sentiti dal Pubblico Ministero ed hanno confermato quanto subito. La polizia nel corso della esecuzione dell’ordinanza cautelare ha compiuto perquisizioni domiciliari e sequestrato i dispositivi elettronici e telefonici degli arrestati. Il  dirigente della Compartimento Polizia Postale di Catania Marcello La Bella,   (ascolta l'intervista) dichiara: “L’ennesima investigazione di cui si è data oggi notizia, conferma l’importanza della prevenzione per evitare che i minori rimangano vittime di adescamento. Occorre tenere alta l’attenzione sulla navigazione dei nostri figli e, soprattutto, sul rischio derivante da un possibile adescamento on-line, il cosiddetto grooming.  I pedofili in questi casi compiono un lungo e certosino lavoro di manipolazione per avvicinare i minori, anche fingendosi minori dell’altro sesso, per indurli a fare cose che non sono adatte alla loro età, per obbligarli a fotografare e filmare il privato che può diventare pubblico, su internet. I genitori spesso non sanno e fanno fatica a capire che tutto quello che i loro figli vivono è frutto di un reato, di un comportamento sbagliato messo in atto da un adulto, di un azione illegale che si deve perseguire. Nei casi in cui un bambino, un adolescente rimane vittima di grooming occorre denunciare. La denuncia è un atto importante che apre la strada alla messa in sicurezza dei bambini e dei ragazzi e la chiude definitivamente alle intenzioni malate dei pedofili on-line.La Polizia di Stato è fortemente impegnata nelle scuole ed in numerose campagne di prevenzione. In ogni caso è bene che i genitori leggano i consigli che da tempo diamo anche sui nostri siti www.poliziadistato.it e www.commissariatodips.it”.


CataniaSequestro beni 4.000.000€ a presunto boss, uscì dal carcere per depressione. Agenti della Questura di Catania hanno dato esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale di sequestro e confisca disposta dal locale Tribunale - Sezione Misure di Prevenzione  nei confronti di Giacomo Maurizio IENI inteso ”Nuccio”, 58enne, già noto, già sorvegliato speciale di P.S.. Il personaggio è considerato dagli investigatori  a capo della cosca mafiosa “Pillera - Puntina”. Il sequestro ha riguardato 2 beni immobili, 2 imprese individuali, diversi rapporti bancari, nonché la nota discoteca “Empire” di Catania, società quest’ultima formalmente intestata a terzi ma, nella sostanza, riconducibile al suddetto IENI. La polizia ha operato nell’ambito delle attività istituzionali mirate al contrasto della criminalità operante nel territorio della provincia etnea. l’azione è finalizzata in particolare all’aggressione dei beni illecitamente conseguiti dai soggetti socialmente pericolosi. I  provvedimenti di sequestro e confisca traggono origine dalla proposta avanzata dalla Procura della Repubblica e dalla Questura di Catania, a seguito dell’arresto di IENI avvenuto il 29 giugno 2006, ad opera della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza di Catania, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 23 giugno 2006 dal GIP presso il Tribunale di Catania (operazione denominata ATLANTIDE), in quanto gravemente indiziato in ordine ai reati di associazione di stampo mafioso perché, con numerosi altri soggetti, faceva parte della associazione di tipo mafioso “PILLERA-PUNTINA”, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro la persona (ivi compresi gli omicidi, al fine di mantenere i rapporti di forza nel territorio e di tutelare gli stessi membri della consorteria), delitti contro il patrimonio (rapine, furti ed estorsioni), nonché delitti di altro genere, quali quelli relativi al traffico di sostanze stupefacenti. Gli investigatori attraverso complesse attività info-investigative avevano analizzato, negli anni che vanno dal 2000 al 2006, tutti gli elementi probatori che hanno determinato l’imponente crescita delle capacità patrimoniali che il personaggio ha avuto e, dopo averle raffrontate con quanto formalmente dichiarato, hanno provveduto a tracciare la provenienza e quindi, a dimostrare l’incongruenza ovvero la sproporzionalità tra quanto  formalmente dichiarato al fisco e quanto realizzato in termini di beni mobili e immobili conseguiti. Giacomo Maurizio Ieni, 58 anni, presunto capo della cosca mafiosa Pillera  era depresso, e dopo 3 anni, aveva lasciato il regime di 41 bis per tornarsene a casa.. La decisione era stata presa dalla Terza Sezione Penale del Tribunale di Catania e, da lunedì, Ieni si trova agli arresti domiciliari nel capoluogo etneo. Il presunto boss era detenuto nel carcere di Parma dal 30 giugno 2006 per associazione mafiosa. Il personaggio era sottoposto al regime di carcere duro, e lo stava scontando nel centro clinico dell'istituto penitenziario. Ieni nel corso di un’udienza del processo che lo riguardava, era collegato in teleconferenza, ed era scoppiato in lacrime sostenendo di “essere fortemente depresso e di non riuscire a stare in carcere”. I  giudici decisero di accogliere la richiesta dei legali Enrico Trantino e Giuseppe Lipera secondo cui, durante la detenzione, Ieni aveva perduto 20kg di peso. Ieni come scrisse il Tribunale ”potrà ricevere quel sostegno psicologico che la struttura carceraria non può dargli,  Tra l'altro   la sua condizione personale è tale da fare ritenere che ci si trovi in presenza di una situazione di pericolosità grandemente scemata”. Le numerose dichiarazioni concordanti fornite all’Autorità Giudiziaria da diversi collaboratori di giustizia, i riscontri investigativi e giudiziari hanno fatto   emergere chiaramente che anche la proprietà degli immobili e della discoteca “EMPIRE” di Catania, sebbene intestata a terzi, sono da ricondurre a pieno titolo a Giacomo Maurizio IENI, in quanto  realizzati con le ingenti risorse provenienti dalle illecite attività svolte dall’associazione mafiosa “Pillera-Puntina”. Il Tribunale, a carico di IENI, con il medesimo decreto ha disposto la misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 3   e 6 mesi. Il valore dei beni oggetto del provvedimento di sequestro e confisca ammonta a 4.000.000€ circa. 


Vizzini CT - Bastonato ed ucciso, CC 2 accusati. La vittima è Giovanni Cutrera 50enne. I  carabinieri di Vizzini e del Nucleo Operativo di Palagonia hanno accusato i fratelli Salvatore 54enne e Giuseppe Daniele Faciano Miraglia 42enne originari della provincia di Messina, entrambi devono rispondere  di omicidio. Un 35enne vizzinese è rimasto ferito nella stessa aggressione, ma avrebbe evitato conseguenze più gravi riuscendo a fuggire. Il 50enne è stato assassinato in contrada Conventazzo, in prossimità della strada statale Catania-Ragusa. Gli investigatori non  escludono l’ipotesi di un regolamento di conti tra allevatori rivali finito male. I carabinieri stanno indagando su 3 incendi di auto avvenuti durante la stessa notte, 1 macchina era di proprietà di un confinante di Cutrera. I presunti autori del delitto  sono difesi dall’avvocato Francesco Villardita.


Catania -  7 scafisti egiziani a piazza Lanza. La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Catania hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto sette cittadini sedicenti egiziani per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in relazione allo sbarco di migranti avvenuto presso il Porto di Catania lo scorso 10 ottobre. In particolare, Ayman Ahmad MOHAMMAD 30enne, Yasir DARWISH 39enne, Hany ABU AL HASAN 41enne, Ahmed Mohamed IBRAHIM 19enne, Mohammad SHUMANI 49enne, Ahmed AHMED 25enne e Gaber BASHANTI 24enne sono stati riconosciuti quali componenti dell’equipaggio del peschereccio su cui viaggiavano 134 migranti per lo più provenienti dall’africa sub-sahariana.L’intervento di soccorso è stato della nave militare croata “Andrija Mohorovicic sulla quale era imbarcato, in qualità di “liason officer Frontex” e con funzioni di collegamento, un militare della Guardia di Finanza.Le evidenze preliminari acquisite dall’equipaggio del pattugliatore e le attività investigative svolte dagli uomini della Squadra Mobile e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Catania, coadiuvati da personale della locale Sezione Operativa Navale del Corpo, hanno permesso di raccogliere significativi elementi indiziari nei confronti dei componenti dell’equipaggio. Le attività degli investigatori della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, coordinate a terra dalla Procura Distrettuale etnea, hanno consentito di acquisire gli elementi necessari all’adozione dei provvedimenti di fermo. I sette presunti scafisti sono stati associati presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” a disposizione della locale Procura della Repubblica.


Catania Estorsione fino a 5mila€ al mese, CC manette a 8  ritenuti dei Santapaola. Le ordinanze sono state notificate a: Antonino SANTAPAOLA  61enne,  Salvatore AIASECCA  56enne, Dario CARUANA 36enne, Salvatore FIORE 47enne,  Davide Salvatore LICCIARDELLO 37enne,  Salvatore MIRABELLA 50enne, Angelo MIRABILE 49enne, Francesco PETRALIA 52enne.   Il Comando Provinciale di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale di Catania – Ufficio G.I.P., su richiesta della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 8 persone ritenute affiliate alla famiglia “Santapaola – Ercolano”, ritenute responsabili a vario titolo di estorsione in concorso, aggravata dall’aver agito avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis e al fine di agevolare il sodalizio d’appartenenza, in danno della vecchia gestione del “Bingo Family” dell’hinterland catanese, dal 2002 al 2012. Il pagamento del “pizzo”, per una somma di circa 5000 € mensili, veniva versato a titolo di “protezione” ed i proventi illeciti venivano destinati ad alimentare la “cassa comune” della famiglia mafiosa Santapaola. Tra gli arrestati emerge, per spessore, Antonino SANTAPAOLA, fratello dello storico capo Nitto, recluso al 41bis. Il gruppo sarebbe stato operante nel popolare quartiere del Villaggio Sant’Agata, ed avrebbe  costretto nel tempo la vittima mediante la minaccia, anche implicita, di gravi ritorsioni contro l’incolumità personale e contro l’integrità dei beni commerciali a corrispondere in occasione delle festività natalizie e pasquali, somme in contanti oscillanti fra 2000 ed i 3000 euro e consegnare mensilmente, nei primi anni, la somma di 2500 e successivamente 5000 euro a titolo di “protezione”. Le risultanza investigative hanno acclarato, altresì, come i proventi delle estorsioni fossero destinati al mantenimento delle famiglie dei sodali, anche detenuti.


Catania - DIA sequestra beni per 2 mln€ a  presunto “cassiere” dei Santapaola. Uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, dalle prime ore della mattinata, stanno eseguendo il decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Catania - Sezione Misure di Prevenzione - su proposta avanzata dal Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio FERLA, nei confronti di Orazio Benedetto COCIMANO,  51enne, nativo di Catania ritenuto elemento di vertice dell’organizzazione mafiosa etnea SANTAPAOLA-ERCOLANO. COCIMANO. Il personaggio dal 2009  avrebbe iniziato la scalata alla gerarchia interna del sodalizio, divenendone il reggente “militare” con il compito di detenere la cd. “cassa degli stipendi”. Il Tribunale di Catania ha disposto il sequestro dei beni, per un valore complessivamente stimato in oltre 2.000.000 di euro, consistenti in  4 (quattro) società operanti nel settore dell’edilizia, autoveicoli e motoveicoli, nonché   6 (sei) tra conti correnti e depositi bancari. I particolari dell’operazione resi noti nel corso della conferenza stampa, alle ore 10.30, nella saletta conferenze della Procura della Repubblica di Catania, alla presenza del Procuratore Capo reggente dr. Michelangelo PATANE’. Orazio Benedetto COCIMANO nel mese di luglio 2014 era stato tratto in arresto dalla Squadra Mobile della Questura di Catania nell’ambito dell’operazione “Ghost” poiché gravemente indiziato del reato di fittizia intestazione di società operanti nel settore delle costruzioni edili, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali e di agevolare la commissione dei delitti di riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Reato commesso in concorso e con l’aggravante di essersi avvalso delle condizioni di assoggettamento e di omertà derivanti dall’appartenenza all’associazione mafiosa SANTAPAOLA - ERCOLANO. Il personaggio, successivamente all'arresto di Santo LA CAUSA, di Carmelo PUGLISI e (nell’ambito dell’operazione "Iblis") di Francesco Carmelo ARCIDIACONO detto “Francu u Salaru", avrebbe raggiunto il vertice operativo dell'organizzazione mafiosa Santapaola - Ercolano diventando, alla fine del 2009 fino al 2011, reggente operativo dell’ala militare della “famiglia”, nonché detentore della “cassa degli stipendi”. Più volte arrestato, già nella metà degli anni ’90 ed in seguito nell’anno 2011, per il reato di estorsione, Orazio Benedetto COCIMANO, il  03 maggio 2000, era stato raggiunto da una nuova ordinanza di misura cautelare nell’ambito dell’operazione di Polizia “Orione 3” per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, quale affiliato al Clan Santapaola, ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Particolarmente vicino al pericoloso boss santapaoliano Maurizio ZUCCARO, il collaboratore Santo LA CAUSA, del quale sarebbe stato il successore in seno all’organizzazione, lo ha indicato come componente del gruppo di fuoco che nel 1996 uccise Luigi ILARDO, confidente del Col. CC Riccio, negli anni della ricerca dell’allora latitante capo di cosa nostra Bernardo PROVENZANO, e la cui vicenda costituisce oggetto di discussione nel noto processo sulla presunta trattativa Stato-Mafia. Il medesimo collaboratore ne riferisce un ruolo anche nell’omicidio del rampollo dei SANTAPAOLA, Angelo. COCIMANO è stato, inoltre, più volte sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di PS con obbligo di soggiorno, nel 2011 e nel 2013. La ricostruzione del profilo criminale di Orazio Benedetto COCIMANO unitamente agli approfonditi accertamenti patrimoniali, estesi anche al suo nucleo familiare, svolti dagli uomini della D.I.A., che hanno consentito di verificare la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati, l’attività svolta e gli arricchimenti patrimoniali di COCIMANO è stata positivamente valutata dal Tribunale di Catania che ha, con il provvedimento ablativo, disposto il sequestro dei beni complessivamente stimati in oltre 2.000.000,00 di euro, beni fittiziamente intestati a prestanome e consistenti in  4 (quattro) società operanti nel settore dell’edilizia, nonché autovetture, motoveicoli, conti correnti e altri rapporti finanziari in corso di quantificazione.  


Pedara CT - Commerciante ruba acqua pubblica, fa funzionare autolavaggio: ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Pedara (CT) hanno arrestato ai domiciliari, nella flagranza, un 56enne, di Belpasso (CT), per furto aggravato. I militari hanno scoperto che il titolare di un autosalone a Pedara, aveva allacciato illegalmente l’annesso autolavaggio alla rete idrica pubblica. Il danno arrecato all’ente erogante è in corso di quantificazione.  L’arrestato, in attesa di giudizio, è stato relegato ai domiciliari. 


Catania Uccisa da stalker il giorno del processo. Fermato dai Carabinieri l’autore  dell’omicidio della 20enne  di Nicolosi. I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, ieri sera collaborati dalla Sezione Anticrimine di Catania e dal Comando Provinciale di Milano, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, Antonio PRIOLO, 25enne di Belpasso, per il reato di omicidio. I  Carabinieri di Nicolosi ieri mattina, avevano ritrovato un’autovettura Audi A2 con all’interno il cadavere di Giordana DI STEFANO, una ragazza 20enne di Nicolosi. I  militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Catania che subito sono intervenuti sul posto, col medico legale, hanno effettuato il sopralluogo sulla scena del crimine. La donna, riversa sui sedili anteriori, presentava numerose ferite al petto da arma da taglio. Gli investigatori hanno avuto chiaro quindi che la vittima aveva avuto una colluttazione all’interno dell’autovettura con una persona che poi si era data alla fuga. Le indagini avviate dai Carabinieri del reparto Operativo e della Compagnia di Paternò hanno consentito di verificare che la ragazza aveva presentato una denuncia nel 2013 per stalking nei confronti del suo ex convivente, con il quale aveva avuto una bambina nel 2011, per cui ci sarebbe stata una udienza presso il Tribunale di Catania nel corso della mattinata.Gli investigatori hanno cominciato così ad interrogare una serie di testimoni o persone che potessero riferire notizie utili sulla vita della ragazza e su come potesse avere trascorso la serata precedente. Le indagini hanno consentito di comprendere che la DI STEFANO aveva visto, la sera precedente, proprio il suo ex convivente Antonio PRIOLO con il quale aveva avuto una discussione, connessa alla denuncia presentata nel 2013 ed all’udienza che ci sarebbe stata la mattina stessa, durante la quale lui aveva avuto un vero e proprio raptus che lo aveva portato a colpire la donna al petto più volte con un coltello.  I Carabinieri si sono messi immediatamente sulle sue tracce ma il soggetto si era reso irreperibile. E’ iniziata così una vera e propria ricerca prima su tutto il territorio siciliano e poi su quello nazionale. L’autovettura con sui stava scappando, una Chrysler Spark di colore bianco, è stata ritrovata presso la Stazione ferroviaria di Messina. L’analisi delle utenze telefoniche e delle celle di aggancio hanno permesso di comprendere come il soggetto stesse scappando verso Nord e che probabilmente aveva intenzione di prendere un treno per la Svizzera. Antonio PRIOLO è stato, così, localizzato presso la Stazione Centrale di Milano e solo l’intervento tempestivo dei Carabinieri del posto, attivati dai colleghi di Catania, non gli ha permesso di prendere un treno per Lugano. Il soggetto è stato accompagnato presso il Comando Provinciale di Milano dove ha reso, prima davanti ai militari e poi al magistrato, piena confessione compatibile con le acquisizioni investigative fino a quel momento raccolte. Antonio PRIOLO è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dal dott. Alessandro Sorrentino della Procura della Repubblica di Catania ed accompagnato presso il carcere di San Vittore di Milano.


Catania - Evasione, 1 preso. Agenti del Commissariato “Centrale” hanno individuato e tratto in arresto il catanese Carmelo INGRASCIOTTA 43enne nato a Catania già noto anche per reati specifici, resosi responsabile del reato di evasione. Il soggetto è stato individuato mentre percorreva Corso dei Martiri ed accompagnato in ufficio per l’espletamento delle formalità di rito in vista della celebrazione del rito direttissimo.  L’arrestato non è nuovo a simili “imprese” tanto che non più tardi di un mese fa era stato già denunciato per lo stesso reato dagli uomini del Commissariato Centrale in quanto risultato assente dal proprio domicilio durante i controlli effettuati.


CataniaPizzo : “15mila € per stare tranquillo”, Carabinieri ammanettano 2 estortori lentinesi. Si tratta del già noto Filadelfo CARPAGNANO 43enne e di un incensurato F.G., 34enne entrambi ritenuti dalle F.O. vicini al clan Nardo di Lentini (SR), diretta diramazione della famiglia mafiosa dei Santapaola-Ercolano di Catania. I  personaggi, nei giorni scorsi, hanno preso di mira un cantiere allestito in territorio catanese ai confini con il comune di Lentini (SR), per la costruzione di un impianto di compostaggio per la trasformazione dei rifiuti solidi urbani e degli scarti di produzione agricola e industriale biodegradabili. La  richiesta degli estortori, è stata “Quindicimila euro per stare tranquillo”, ripartiti in tre tranche da cinquemila euro cadauna. L’imprenditore ha deciso di rivolgersi ai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania, i quali hanno installato cimici e telecamere all’interno del cantiere. I  due estortori sono stati inchiodati alle proprie responsabilità e bloccati dai carabinieri subito dopo aver riscosso la prima tranche dalle mani dell’imprenditore. Operazione brillante, ed ennesima condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale etneo sul versante della lotta al racket, che si inquadra nella più vasta opera di prossimità avviata, ormai da alcuni anni, dai militari dell’ “Arma” etnea, con imprenditori e commercianti locali. Gli  arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati rinchiusi nella Casa Circondariale di “Catania – Bicocca”, a disposizione del magistrato inquirente, il sostituto procuratore della Repubblica, dottor Marco Bisogni.


CataniaDroga tra Napoli, Catania e Siracusa : “Ouverture”,  1 arrestato. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Luigi EMMANUELE  51enne già noto,  colpito da ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  29 settembre 2015 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania, dovendo espiare la pena di 8 anni di reclusione, per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio della medesima sostanza. Luigi EMMANUELE era stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Ouverture” condotta dalla  Squadra Mobile etnea il  14 gennaio 2010, in esecuzione a tre distinte ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P del Tribunale di  Catania, nei confronti di 84 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanza stupefacente e reati in materia di armi.   La  misura cautelare riguardante EMMANUELE ha accolto gli esiti delle indagini condotte dalla Squadra Mobile – Sezione Criminalità Organizzata nei confronti di una frangia dell’organizzazione Santapaola- Ercolano radicata nella zona di Lineri – frazione di Misterbianco, che avevano consentito di individuare un vasto traffico di stupefacenti. La droga, acquistata da “cartelli” di Napoli – Secondigliano, i c.d.”Scissionisti”, veniva immessa nel mercato locale, segnatamente nella “piazza” di San Giovanni Galermo e nella zona settentrionale della provincia siracusana (Lentini e Francofonte). Emmanuele, è ritenuto esponente dell’organizzazione Santapaola – Ercolano ”gruppo di Lineri” ed era stato nuovamente tratto in arresto dalla  Squadra Mobile – S.C.O. il  30 maggio 2011, in esecuzione di misura cautelare nei confronti di 10 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni e reati in materia di armi. La predetta operazione aveva consentito di disarticolare il citato gruppo di Lineri. Espletate le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la casa circondariale di Catania “Bicocca”.


Camporotondo Etneo2 giovani rapinatori banca bloccati in azione da CC. I malfattori ieri pomeriggio a Camporotondo Etneo, in provincia di Catania erano entrati   in banca. I rapinatori, hanno agito a viso scoperto e senza armi, per oltrepassare senza complicazioni il metal detector. I soggetti hanno fatto irruzione nell’agenzia della “Banca Popolare di Lodi” di Via Umberto 41. I malfattori, giunti all’interno dell’istituto si sono divisi i compiti, 1 ha  raggiunto l’ufficio del direttore che, nell’attesa dell’apertura temporizzata della cassaforte, è stato minacciato e strattonato violentemente nonché costretto a consegnare il portafogli.  L’altro è rimasto nella sala principale, per tenere a bada i clienti e gli addetti alle casse. 1 dei clienti  è stato addirittura perquisito e privato del portamonete. Uno degli impiegati per fortuna, è riuscito a far scattare l’allarme silenzioso collegato alla centrale operativa dei Carabinieri. L’equipaggio di una “gazzella” del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Gravina di Catania in pochi minuti ha raggiunto l’istituto di credito, entrando nei locali, affrontando i malviventi che, nel giro di pochi secondi,  sono stati immobilizzati ed ammanettati. Gli arrestati, 2 catanesi di 22 e 17 anni, dopo le formalità di rito,  sono stati rispettivamente associati al carcere di Piazza Lanza ed al Centro di Prima Accoglienza per minori. Entrambi dovranno difendersi dall’accusa di rapina aggravata in concorso. 


Catania - Evasione, CC 1 preso. I Carabinieri della Stazione di Librino hanno arrestato, nella flagranza, Domenico CALOGERO 44enne, del posto, per evasione.  La pattuglia, durante il controllo del territorio, lo ha fermato mentre passeggiava in strada in palese violazione della misura restrittiva cui era sottoposto. L’arrestato, in attesa della direttissima, è stato trattenuto in camera di sicurezza.


Catania Spaccio, CC 3 ai domiciliari. Carabinieri del Nucleo Operativo di Catania Piazza Dante, di sera durante un servizio antidroga nel popolare quartiere San Cristoforo, in due diverse circostanze hanno arrestato in flagranza per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: Rosario CONTI, 23enne, e Alberto SALVATI, 27enne, già ai domiciliari, poiché notati in via Villa Scabrosa cedere delle bustine ad un occasionale “cliente“.  I  due, bloccati e perquisiti sono stati trovati in possesso di 4 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 9 grammi e la somma contante di 110 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio, che sono stati sequestrati. Antonino Simone DI GREGORIO, 25enne, catanese, è stato osservato in via Castone cedere degli involucri ad un occasionale acquirente e prontamente bloccato trovato in possesso di 5 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 10gr., e la somma contante di 20 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio, che sono stati sequestrati.  Gli arrestati sono stati posti ai domiciliari in attesa di essere giudicati con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


MascaliCC, 1 in manette per associazione e tentata estorsione. Carabinieri della Stazione di Mascali hanno arrestato Marcello PORTOGALLO 44enne, del luogo, su ordine di esecuzione per espiazione pena detentiva in regime di semilibertà emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania. il soggetto dovrà scontare una pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione poiché condannato per associazione per delinquere, tentata estorsione aggravata in concorso e furto aggravato in concorso, reati commessi a Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Riposto e Messina, tra il 2001 e 2003. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato associato nel carcere di Piazza Lanza.


CataniaViola prescrizioni, CC 1 preso. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno arrestato Mariano ARCIDIACONO, 21enne, del luogo, già sottoposto agli arresti domiciliari, per evasione. Il giovane di sera, è stato riconosciuto e bloccato in via Vittorio Emanuele III da una Gazzella dell’Arma mentre era alla guida della sua auto, in palese violazione dei vincoli restrittivi cui era soggetto. Il personaggio è stato trattenuto in una camera di sicurezza dell’Arma in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania - Minaccia strage in Tribunale: imprenditore catanese ai domiciliari. Si tratta di  Rosario Maria Antonino PUGLIA 67enne. Il personaggio avrebbe in più circostanze minacciato di conseguenze gravi l’Ufficiale Giudiziario che si  era portato presso la sua azienda per eseguire dei pignoramenti, non nascondendo livore e frustrazione neanche dinanzi ai Carabinieri della Stazione di Linguaglossa. L’imprenditore, subito dopo i noti fatti di Milano, all’inizio del mese di Giugno, avrebbe minacciato di compiere una strage al Tribunale di Catania. Rosario Maria Antonino PUGLIA, imprenditore per tali motivi,  è stato arrestato nel pomeriggio del 24 settembre 2015 dai Carabinieri della locale Stazione in esecuzione di ordinanza del G.I.P. presso il Tribunale di Catania e ristretto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaEvasione: CC, 1 a Piazza Lanza. I Carabinieri della Stazione di Catania Nesima hanno arrestato Gianfranco CASABONA 47enne, catanese, già ai domiciliari, su ordine di  carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania. il personaggio dovrà espiare la condanna definitiva di 3 mesi e 5 giorni di reclusione poiché ritenuto colpevole di evasione, reato commesso il 9 novembre 2012 a Catania. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato associato nel carcere di Piazza Lanza.


Catania -  Spaccio a Librino, CC 1 ai domiciliari. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa hanno arrestato ai domiciliari in flagranza Vittorio RUSSO 24enne, catanese, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, di sera  durante un servizio finalizzato a contrastare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti nel popolare quartiere Librino, hanno sorpreso il giovane mentre  prelevava 1 busta di plastica da 1 cassetta di energia elettrica collocata sul viale Grimaldi. Il 24enne è stato subito bloccato e perquisito ed i militari nella busta hanno rinvenuto 200 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 270 grammi, 15 dosi di hashish, per un peso complessivo di 30 grammi, che sono state sequestrate. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.


Caltagirone CTManette a coltivatore stupefacenti : 17 piante.  La  Polizia di Stato ieri pomeriggio, ha tratto in arresto Francesco SIRAGUSA 46enne, per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana. Agenti della Sezione “Criminalità Straniera” e del Commissariato di P.S. di Caltagirone nel corso di servizi mirati e diretti alla repressione dei reati in materia di stupefacenti, hanno rinvenuto e sequestrato in un appezzamento di terreno, in agro di Mineo (CT), di proprietà del  SIRAGUSA,  17 piante di cannabis indica. La perquisizione domiciliare conseguentemente eseguita presso l’abitazione del soggetto, ha consentito ai poliziotti di rinvenire  2 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana per un peso complessivo di 15 gr. circa. Francesco SIRAGUSA, espletate le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Caltagirone (CT) a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Giarre - Evasione dai domiciliari: CC, donna in carcere. Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Giarre hanno arrestato, dando esecuzione ad un’ordinanza di aggravamento della  misura cautelare emessa dal Tribunale di Catania, Gabriela VIRLAN  26enne, originaria della Romania, già ai domiciliari a Catania. Il provvedimento scaturisce dall’evasione dagli arresti domiciliari commessa dalla giovane, mentre era ristretta in un domicilio a Palermo in attesa di essere giudicata per un furto aggravato commesso a Catania il 17 settembre scorso. L’arrestata è stata associata nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania Preso su auto da poco rubata, 1 ai domiciliari. Agenti delle volanti ieri mattina, hanno arrestato ai domiciliari il già noto catanese Orazio CRISAFULLI 37enne perché resosi responsabile di furto aggravato di autovettura.  Agenti  di una volante, intorno alle ore 6:40, durante il servizio di controllo del territorio, mentre stavano transitando per via Sisinna, hanno sorpreso CRISAFULLI a bordo di un’auto  Fiat 500, che aveva poco prima asportata sempre dalla stessa via.  Il personaggio è stato  tratto in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotto presso la sua abitazione, in regime degli arresti domiciliari, in attesa di giudizio direttissimo previsto per la mattinata.


Catania - Detenzione illegale armi, 1 in manette. La Polizia, ieri pomeriggio, ha arrestato il catanese Giovanni DI MAURO 27enne, già sottoposto agli arresti domiciliari, in esecuzione ad ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, emessa il  22 settembre 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, perché ritenuto responsabile di detenzione illegale di armi comuni da sparo. La misura cautelare ha accolto gli esiti di un’attività di tipo tecnico condotta dalla Squadra Mobile - Sezione Antidroga coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, svolta nell’arco temporale gennaio 2014 - aprile 2014. la polizia ha rilevato come la figura di Giovanni DI MAURO, quale personaggio fiduciario di Arnaldo Santoro 37enne, ritenuto affiliato al gruppo criminale facente capo a Lorenzo Saitta 39enne già noto, inteso “’u scheletru”, gravitante in seno alla consorteria mafiosa Santapaola-Ercolano.  Le indagini hanno permesso alla polizia di acclarare l’esistenza di armi illegalmente detenute dal DI MAURO oltre a quelle già precedentemente sequestrate a suo carico, il   23 gennaio 2014 da agenti dell’ U.P.G.S.P. della Questura di Catania. i poliziotti nell’occasione avevano  rinvenuto 2 bombe a mano, 1 mitragliatore da guerra, 1 congegno artigianale da sparo (1 penna/pistola) e relativo munizionamento, oltre a sostanza stupefacente del tipo cocaina, marijuana, materiale per il confezionamento ed un dispositivo elettronico per il rilevamento di microspie.  Espletati gli adempimenti di rito, l’arrestato è stato associato presso il carcere piazza “Lanza” di Catania a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania - Si finge boss, rapina studenti universitari. Agenti della Polizia di Stato, il 23 settembre hanno dichiarato in arresto: Francesco FRANCESCHINI, 43enne in quanto responsabile di due rapine ai danni di studenti universitari fuori sede. 3  studenti universitari fuori sede si erano presentati nel novembre 2014, presso gli uffici della Squadra Mobile denunciando di essere stati rapinati da 1 che per commettere la rapina aveva usato un particolare “modus operandi”. I tre studenti, dopo aver effettuato degli acquisti in un centro commerciale, venivano  avvicinati da 1  che descrivevano di circa 45 anni, di media altezza, capelli neri brizzolati sui lati. Il soggetto, pur se apparentemente disarmato, sarebbe riuscito ad intimidire e spaventare gli studenti, asserendo di essere un boss malavitoso e di avere al proprio seguito una banda di malviventi pronti ad intervenire ad un suo segnale. I ragazzi impauriti dalle minacce del malvivente, e su sua esplicita richiesta, hanno effettuato prelievi di denaro presso banche cittadine, e consegnato al “boss”  tutto l’importo prelevato (da 180,00 a 200,00 € cadauno). Le descrizioni fornite dagli studenti, alquanto sommarie, sul momento non avevano consentito l’identificazione del soggetto, anche perché non venivano trovate immagini relative al fatto-reato.  Altri  tre studenti universitari, il 6 maggio u.s., anche questi fuori sede, avevano denunciato di essere stati vittime di rapina da parte di uno che, nell’occasione, aveva usato il medesimo modus operandi della prima rapina. Il soggetto avrebbe  fatto effettuare  prelievi di denaro (da 60,00 a 250,00 €) da banche cittadine ed anche in questo caso, pur non mostrando armi riusciva a spevantare gli studenti, affermando di essere a  capo di una organizzazione criminale e che i suoi uomini erano nei dintorni pronti ad intervenire. I tre giovani studenti davano una descrizione molto più dettagliata dell’autore della rapina, descrivendone con dovizia di particolari i tratti fisico – somatici, soffermandosi sul particolare delle orecchie a sventola e degli incisivi ridotti male. Gli Agenti della Sezione – “Contrasto al Crimine Diffuso” della Squadra Mobile, sulla scorta delle descrizioni fornite dalle vittime e della conoscenza del territorio  sono risaliti al Franceschini Francesco, il cui aspetto fisico coincide perfettamente con le descrizioni fornite e ne inserivano la foto in un album fotografico. L’album in questione veniva posto in visione alle vittime che indicavano FRANCESCHINI senza alcun dubbio come l’autore della rapina in loro danno. L’esito positivo dell’individuazione fotografica, ha indotto gli investigatori a riconvocare presso gli uffici della Squadra Mobile i tre giovani studenti universitari, fuori sede, vittime della rapina del novembre scorso. I tre, dopo aver ribadito nuovamente le descrizioni del malvivente, visionavano anche loro l’album fotografico nel quale era stata appositamente inserita la foto di FRANCESCHINI e tutti, senza alcun  dubbio lo riconoscevano quale autore della rapina in loro danno. A FRANCESCHINI, già detenuto per il reato di rapina, il provvedimento è stato notificato in carcere.


Belpasso CT CC presi 6 coltivatori di stupefacente: 500kg canapa ed armi. Le manette sono scattate per Gianluca PRESTI 34enne, sottoposto alla libertà vigilata,  ritenuto dagli inquirenti vicino alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano, ed  i collaboratori: L.R., 36enne, di Belpasso, L.D. 31enne, di Belpasso, G.S.,32enne, F.V., 19enne, di Mascalucia,  ed il minore C.S. 16enne, di Belpasso. Il  Blitz dei Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Paternò (CT) è stato nelle campagne di Belpasso (CT). Preziosa  l’attività info-investigativa svolta dai militari della locale Stazione, che da alcuni giorni avevano individuato il sito. I militari ieri pomeriggio hanno sorpreso le 6 persone e   sequestrato: mezza tonnellata di droga (500 piante di canapa indiana), 1 fucile semiautomatico marca Franchi cal. 12,  tenuto illegalmente, 22 cartucce del medesimo calibro, 2 bilance, delle quali 1 di precisione, e una macchina trituratrice.   I militari, dopo aver cinturato il fondo agricolo di  Contrada Edera, ed osservato che all’interno vi stavano lavorando alcune persone hanno deciso di fare irruzione sorprendendo ben 6 soggetti intenti a lavorare tra la piantagione ed un casolare,  dove  stavano ripulendo le piante raccolte per estrarne le foglie essiccate che, passate nella macchina trituratrice, venivano trasformate in “marijuana” pronta ad essere immessa sul mercato al dettaglio. La lavorazione era diretta dal belpassese,  Gianluca PRESTI, sottoposto alla libertà vigilata,  ritenuto dagli inquirenti vicino alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano, ed  i collaboratori: L.R., 36enne, di Belpasso, L.D. 31enne, di Belpasso, G.S.,32enne, F.V., 19enne, di Mascalucia,  ed il minore C.S. 16enne, di Belpasso. Il fucile sequestrato sarà inviato al Reparto Investigazioni Scientifiche di  Messina per accertarne la provenienza e l’eventuale utilizzo in pregressi episodi criminosi.  I cinque maggiorenni sono stati rinchiusi nel carcere di Piazza Lanza mentre il minore è stato associato al Centro di Prima accoglienza  di Catania  in via R. Franchetti. L’accusa è per tutti di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi e munizioni.


CataniaTormenta  anziani  genitori e  fratello: CC 1 è rinchiuso.    La  denuncia delle vittime e   le indagini svolte dai Carabinieri della Stazione di Piazza Dante, hanno confermato ogni sorta  di vessazione fisica e morale compiute  dal soggetto catanese, 45enne, nei confronti  degli anziani genitori e del fratello. Il GIP del Tribunale di Catania, ritenendo valido il quadro probatorio rappresentato, ha ritenuto opportuno emettere una ordinanza di custodia cautelare in carcere. I militari, al momento della cattura,   hanno rinvenuto nell’abitazione  del personaggio 1 coltello del genere vietato, avente una lama di circa 20 cm. Il coltello è stato sequestrato mentre l’arrestato è stato associato al carcere di Piazza Lanza.


Paternò CTCC bloccano stalker in azione. L’individuo è stato arrestato mentre stava forzando la porta di casa della ex. L’individuo era armato di coltello. La vittima una ragazza 23enne, mentre era con l’ex fidanzato dietro la porta, pronto a forzarla per irrompere  nell’abitazione, la, di Paternò (CT), ha chiesto aiuto al 112. La centrale operativa del Comando Provinciale di Catania ha immediatamente allertato i militari della locale Stazione che, coadiuvati dai CC del battaglione “Sicilia”, sono immediatamente intervenuti sul posto bloccando ed arrestando l’individuo mentre era ancora “impegnato” a forzare  l’uscio di casa. Perquisito è stato trovato in possesso di un coltello. La vittima, confortata dalla presenza dei Carabinieri, ha trovato il coraggio di denunciare l’ex fidanzato che, non accettando la fine del loro rapporto sentimentale, risalente allo scorso anno, l’ha perseguitata con ogni mezzo.  L’arma è stata sequestrata. L’arrestato, un 25enne del posto, già gravato da precedenti penali, in attesa del rito per direttissima, è stato trattenuto in camera di sicurezza. Risponderà al Giudice di atti persecutori  e porto illegale di armi od oggetti atti ad offendere.


Catania – Spaccio a Picanello, polizia blocca Platania. Si tratta di: Luigi Santo PLATANIA  52enne già noto perché ritenuto responsabile dei reati di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Agenti della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” della Squadra Mobile, il pomeriggio del 19 settembre u.s., a seguito di una notizia confidenziale ricevuta secondo la quale il già noto Platania, (già noto per i suoi specifici trascorsi criminali in materia di droga ed in atto sottoposto agli arresti domiciliari dal luglio del 2014, in quanto tratto in arresto per identica tipologia di reato) aveva avviato una fiorente attività di spaccio, presso la sua abitazione  nel quartiere “Picanello”. La Squadra Mobile ha organizzato un servizio di appostamento nei pressi dell’appartamento dotato di una porta blindata e di un apposito faretto sul pianerottolo, il cui comando di accensione era direttamente collegato dall’interno dell’appartamento.  Gli Agenti sfruttando l’ingresso di un’acquirente hanno fatto irruzione nell’abitazione sorprendendo  Platania in piena attività di spaccio. La perquisizione conseguente ha consentito di rinvenire  21 involucri con apice termosaldato tutti contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di circa 10 grammi ed 1 bilancino di precisione. PLATANIA espletate le formalità di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania –   I Carabinieri della squadra “Lupi” del Nucleo Investigativo hanno arrestato, nella flagranza,  Rosario TRIPOTO  47enne, catanese, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, ritenuto affiliato al clan  “Santapaola-Ercolano”, per inosservanza degli obblighi inerenti la Sorveglianza Speciale. I  militari,  nel primo pomeriggio di ieri, hanno individuato il soggetto in via Saturno, nel quartiere di PICANELLO, in compagnia di altre persone, già gravate da pregiudizi penali, in palese violazione dei divieti imposti dalla misura preventiva cui era sottoposto. L’arrestato è stato associato al carcere di Piazza Lanza.

Catania  I Carabinieri della Stazione di Catania Librino hanno arrestato Giuseppe LA ROSA, 42enne, catanese, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Catania. il soggetto dovrà espiare la condanna definitiva a 2 anni  di reclusione poiché ritenuto  colpevole per un furto commesso a Santa Maria di Licodia nel marzo scorso. Il 42enne, in quella circostanza con l’aiuto di un complice, aveva svaligiato l’abitazione di un pensionato rubando preziosi. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.


Belpasso CTAnziana ruba scarpe in centro commerciale. I Carabinieri della Stazione di Belpasso in flagranza hanno arrestato ai domiciliari Agata RACITI, 64enne, di Catania, per furto aggravato. Una  pattuglia dell’Arma, su richiesta del personale della vigilanza, è intervenuta al centro commerciale Etnapolis ed ha bloccato l’anziana donna, che aveva tentato di allontanarsi, con una busta contente scatoli e scarpe appena asportate, dopo avere danneggiato i dispositivi di antitaccheggio, in un negozio. La refurtiva, del valore di 100 euro, è stata restituita al responsabile del centro commerciale. L’arrestata è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicata con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Gravina di Catania - CC trovano arsenale in casa di 21enne. Si tratta di Giovanni PLATANIA .  Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania, stanotte, a conclusione di attività info-investigativa,  hanno fatto scattare un vero e proprio blitz nella zona di via CARRUBBELLA dove, con l’ausilio delle unità cinofile, sono state  effettuate numerose perquisizioni ed in una di queste, nella residenza di un catanese già noto, sono state rinvenute e sequestrate numerose armi da fuoco, così elencate:  1 fucile automatico marca Franchi cal. 12 con monocanna mozzata e matricola  parzialmente abrasa; 1 fucile automatico marca Benelli cal. 12; 1 pistola semiautomatica cal. 8 mm, marca BBM modello. 315, priva di matricola e dotata di serbatoio; 1 pistola semiautomatica cal. 7,65 marca Astra mod. A-80 dotata di serbatoio,  con matricola abrasa e la canna modificata per l’applicazione di silenziatore; 1 pistola semiautomatica cal. 22 marca beretta mod. 948, dotata di serbatoio; 1 pistola semiautomatica cal. 7,65, dotata di serbatoio; 1 pistola semiautomatica cal. 7,65 priva di marca e matricola, dotata di serbatoio; 1 pistola a tamburo marca beretta e circa 500 munizioni di vario calibro. I militari hanno scoperto un  mini-bunker,  ricavato in una vano  sottoscala, che come unico accesso si serviva di un finto mobile – stile appendiabiti - che,  abilmente modificato, all’occorrenza, fungeva da porta d’ingresso al locale celato. Il proprietario  Giovanni PLATANIA  21enne è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza, con l’accusa di detenzione illegale di armi - anche clandestine e modificate -  e munizioni. Le armi saranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per verificarne l’eventuale utilizzo in pregressi episodi criminosi nonché stabilirne la provenienza attraverso  il rispristino del contrassegno matricolare abraso.  


CataniaCosa Nostra catanese : dibattito libro “Catania Bene” a Comando Carabinieri. L’incontro-dibattito, si è svolto presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Catania,  ed è stato incentrato su Cosa Nostra catanese. Gli  operatori degli assetti investigativi dell’Arma di tutta la provincia ed il Procuratore  Aggiunto della Repubblica di Messina, dott. Sebastiano Ardita hanno trattato argomenti caldi ed attuali su Cosa Nostra catanese . Il magistrato da sempre è stato considerato profondo conoscitore delle dinamiche mafiose etnee.  Il  Comandante Provinciale  Col. Alessandro Casarsa,  nel fare gli onori di casa ha voluto lumeggiare la brillante carriera svolta dal magistrato a Catania in prima linea al fianco dell’Arma nella lotta al crimine negli anni ’90 con il raggiungimento di importanti successi investigativi. Il  Procuratore, al termine dell’incontro ha illustrato la storia di un modello mafioso che è diventato dominante, compendiato nel suo ultimo libro dal titolo “Catania Bene”, edito dalla casa editrice Mondadori. 


 Biancavilla  CT - Maltrattamenti in famiglia: CC 1 ai domiciliari.  I Carabinieri della Stazione di Biancavilla (CT), hanno arrestato  Salvatore RICCERI  47enne in esecuzione di un provvedimento per l’espiazione di pena detentiva, in regime domiciliare, emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Catania. Il personaggio, già condannato, per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, reati commessi a Biancavilla nel 2007, dovrà espiare la pena residua di 1 anno e 3 mesi di reclusione nel suo domicilio.


Catania Poliziotto blocca ricercato a spasso ad Acitrezza. Agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto: Carmelo PIACENTE   50enne già noto ed irreperibile dal mese di giugno 2015, in quanto destinatario di decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia- di Catania il  23 giugno 2015, per porto e detenzione illegale di armi da guerra e comuni da sparo, nonché ricettazione delle medesime. Un  Agente della Squadra Mobile - Sezione Contrasto al Crimine Diffuso -, nel primo pomeriggio di sabato 12 settembre scorso, libero dal servizio, mentre si trovava nella frazione marinara di Acitrezza ha notato, nei pressi del lungomare, un soggetto che, nonostante indossasse un cappellino ed occhiali da sole, ha riconosciuto per Carmelo PIACENTE, ritenuto noto appartenente alla famiglia mafiosa dei c.d. “Ceusi”, radicata nel popolare rione di Picanello. Il poliziotto, dopo avere avvertito l’Ufficio, che provvedeva immediatamente ad inviare degli equipaggi dei “Condor” ad Aci Trezza, ha visto che il soggetto, destinatario di misura restrittiva,  stava per allontanarsi ed ha deciso di intervenire bloccando il PIACENTE, successivamente coadiuvato da altri agenti intervenuti in loco. Carmelo PIACENTE, fratello del più noto Giovanni PIACENTE  53enne inteso “l’ergastolano”, in atto detenuto alla pena dell’ergastolo, era stato già posto a fermo di indiziato di delitto per i medesimi reati nel mese di gennaio del 2009. I poliziotti della Squadra Mobile il 7 gennaio 2009, a seguito di una perquisizione eseguita nell’abitazione dello stesso, ubicata in via Spontini, nel rione “Picanello”, avevano rinvenuto  fucili mitragliatori, armi munite di silenziatori e diverso munizionamento:  2 fucili mitragliatori Kalashnikov AK47,  1 fucile mitragliatore Uzi,  1 pistola mitragliatrice Skorpion,  3 pistole di vario calibro corredate da silenziatori di fattura artigianale e diversi caricatori nonché oltre 500 munizioni di vari calibro. Gli agenti nel prosieguo delle investigazioni, all’interno di un garage di  via Borrello, evidenziarono nella esclusiva disponibilità di Carmelo PIACENTE, numerose copie di armi, anche da guerra, e dell’occorrente per modificarle in modo da renderle atte allo sparo, ed  attrezzature idonee a caricare munizionamento. PIACENTE nella circostanza si rese irreperibile e venne arrestato il 16 gennaio 2009 nel capoluogo di Messina. Espletate la formalità di rito, PIACENTE è stato associato presso la casa circondariale di Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaRapinatore impone prelievo col bancomat e fugge, CC identificato ed ammanettato. Si tratta di Francesco FRANCESCHINI 44enne, di Catania. Un professore, il 27 giugno scorso, era proveniente da Centuripe (EN), ed in via Mandrà a Catania, era stato obbligato, sotto la minaccia di una pistola, a consegnare il denaro custodito nel portafogli, prelevare da 2 distinti sportelli–bancomat l’importo di 600€ e darli al rapinatore, poi fuggito via. I militari della Stazione di Catania Nesima, delegati per competenza,  a seguito della denuncia presentata ai Carabinieri del paese d’origine, hanno scrupolosamente ricostruito la dinamica del colpo estrapolando le immagini registrate dalle telecamere sistemate sui 2 bancomat riuscendo, per conoscenza operativa diretta, ad identificare  il rapinatore che in un secondo momento è stato anche riconosciuto in foto dalla vittima. Il GIP del Tribunale di Catania, su proposta del pubblico ministero inquirente, ritenendo esaurienti  le prove prodotte dai Carabinieri ha emesso una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Francesco FRANCESCHINI 44enne, di Catania, accusato di rapina aggravata e violenza privata. Il personaggio è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.


CataniaPusher preso in azione da CC. Si tratta di Alessandro ZAPPALA’, 45enne di Catania. il soggetto stava smerciando droga in Via Ustica, nel popoloso quartiere di  San Giovanni Galermo. Una  “gazzella” dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile ha sconvolto i piani del pusher. Il soggetto vedendo l’auto si è affrettato a buttare lo stupefacente tra i cespugli cercando poi di defilarsi. Lo stratagemma  non è sfuggito ai 2 militari  che  l’hanno immediatamente  bloccato riuscendo, dopo una breve  ricerca, a rinvenire, tra le erbacce,  circa 20 dosi di cocaina. il personaggio è stato perquisito e trovato in possesso di circa 70 euro in contanti che, insieme alla droga,  gli sono stati sequestrati quale possibile guadagno sulla vendita della droga. Alessandro ZAPPALA’, 45enne di Catania, è stata bloccato, con l’accusa di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa della  direttissima.


MisterbiancoCC trovano pistola nascosta tra vegetazione in strada. Carabinieri della Tenenza di Misterbianco, di sera,  durante un servizio di controllo del territorio, in via Calabria, nella frazione di Serra, hanno rinvenuto e sequestrato 1 pistola calibro 7,65 con marca e matricola abrase, dotata di caricatore e 3 proiettili del medesimo calibro. L’arma, conservata in una sorta di astuccio, era occultata  tra la vegetazione esistente ai margini della strada. La pistola verrà  inviata al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per verificarne l’eventuale utilizzo in pregressi episodi criminosi nonché stabilirne la provenienza attraverso  il ripristino del contrassegno matricolare abraso.


Catania –  CC intercettano a Nesima furgone con 1000 kg canapa indiana. Lotta  incisiva al traffico e spaccio di stupefacenti dell’Arma etnea. i Carabinieri della Tenenza di Misterbianco, ieri sera, nel corso di un servizio antidroga, in via Gaetano di Giovanni a Catania,  sono riusciti ad individuare e sequestrare un furgone Citroen JUMPER che stava trasportando nel vano di carico ben 500 piante di canapa indiana già essiccata (circa 1000 chili). Alcuni  individui erano stati notati a bordo del mezzo e   vedendo i CC sono riusciti a fuggire. Il mezzo, utilizzato per il trasporto della droga, è risultato rubato a Catania il 10 settembre scorso. Le piante erano sicuramente destinate a rimpinguare, dopo l’opportuna lavorazione, il fiorente mercato al dettaglio gestito dalle cosche catanesi che, nello specifico,  avrebbero potuto introitare almeno MEZZO MILIONE DI EURO. Sono in corso degli approfondimenti investigativi per identificare i corrieri ma soprattutto individuare il/i  destinatario/i dell’ingente carico di droga.


Biancavilla Guida senza patente CC 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno arrestato ai domiciliari, nella flagranza, Alfio MUSCIA 37enne, del posto, per l’inosservanza dei doveri legati alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e guida senza patente. I  militari, impegnati nel controllo del territorio ieri pomeriggio, hanno sorpreso il personaggio in via Vittorio Emanuele alla guida di una Fiat Panda condotta senza la patente  revocatagli al momento dell’irrogazione della misura preventiva. L’arrestato, in attesa della direttissima, è stato relegato ai domiciliari. 


Giarre - Scuterista non si ferma all’alt, tenta di investire carabiniere. Si tratta di Andrea NOLFO 26enne, di Sant’Alfio. Il soggetto, ieri sera a Giarre, intorno alle 22:00, era alla guida di una moto  piaggio, con a bordo un altro passeggero,  non si è fermato all’alt imposto dai Carabinieri del Nucleo  Radiomobile della locale Compagnia. Il guidatore ha tentato addirittura di investire proprio il militare che lo aveva invitato a fermarsi. Il fuggitivo è stato immediatamente inseguito dalla “gazzella”, e dopo varie serpentine per le vie cittadine, è stato bloccato in via Francesco Scrofina nel limitrofo comune di Riposto. Il giovane, sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, stava viaggiando a bordo del mezzo senza patente, poiché mai conseguita,  e privo di casco protettivo. Il veicolo è stato sequestrato e l’arrestato, in attesa del rito per direttissima, è stato trattenuto  in camera di sicurezza. Resistenza a pubblico ufficiale e guida senza patente i reati contestati. 


Catania  - CC sequestrano a Librino armi e cocaina pronta da smerciare. Lo stratagemma più volte utilizzato dalla criminalità organizzata,  nel quartiere-roccaforte di Librino, è adoperare gli anfratti di androni nei palazzi per occultare la droga, già suddivisa in dosi, e messa a disposizione del pusher di turno incaricato alla vendita. I  Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fontanarossa, ieri sera, in un edificio del Viale Grimaldi, durante una delle tante incursioni nel quartiere, grazie anche al prezioso fiuto di un cane antidroga,  hanno rinvenuto e sequestrato 1 borsone. I militari hanno trovato all’interno  del contenitore: 60gr. di cocaina, già confezionata ed 1 bilancino di precisione. Sono in corso degli approfondimenti investigativi per individuare il “proprietario” della sostanza stupefacente.  I  militari del Nucleo Operativo  della Compagnia di Fontanarossa, coadiuvati dalle unità cinofile del nucleo di Nicolosi, ieri sera, hanno setacciato palmo a palmo il quartiere di San Giovanni Galermo, avamposto periferico utilizzato dai clan per lo smercio al minuto di ogni tipo di droga. L’operazione ha consentito il rinvenimento e sequestro di 2 pistole calibro 7,65 (una marca VALTRO), entrambe con matricola abrasa, complete di caricatori,  di mezzo chilo di droga ripartita in cocaina, hashish e marijuana, nonché di 2 bilancini di precisione, il tutto conservato  in un borsone nascosto tra la vegetazione esistente dietro le case popolari di  Via Capo Passero. Gli inquirenti stanno indagando per cercare di dare una “paternità” alle armi e la droga sequestrate.


Catania - Posti di controllo in centro città. Uomini del Commissariato Centrale, del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale di Catania, della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale, ieri, nel quadro dei servizi di controllo del territorio disposti dal Questore di Catania dott. Marcello Cardona, volti alla prevenzione dei reati predatori ed alla repressione delle violazioni al codice della strada, hanno operato dei controlli di prevenzione lungo gli itinerari turistici con posti di controllo nel centro città. I   risultati al termine del servizio: 46  persone identificate; 42 i veicoli controllati; 54 i verbali elevati per violazioni al Codice della Strada; 5 i sequestri amministrativi di motoveicoli i cui conducenti non facevano uso del casco protettivo; 1 autovettura sequestrata; diversi i controlli a soggetti sottoposti agli arresti domiciliari e sorveglianza speciale di P.S. Un individuo nell’ambito del medesimo servizio, è stato denunciato in libertà, quale sorvegliato speciale di P.S., per guida senza patente e poiché sorpreso a bordo di un motoveicolo sprovvisto di copertura assicurativa.


Catania  - Non si ferma all’alt CC, fugge in auto da Paternò a Catania: incensurato ai domiciliari.  La sinergia dimostrata  dalle pattuglie dell’Arma presenti sul territorio, coordinate magistralmente dalla  centrale operativa del Comando Provinciale di Catania, ha permesso ieri mattina l’arresto ai domiciliari, nella flagranza, di un 30enne di Catania, ritenuto responsabile di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento e guida senza patente. Il personaggio, intorno alle 11,00, percorrendo la SS 121, nel territorio di Paternò,  a bordo di una BMW 530 non si è fermato all’alt imposto da una pattuglia dei Carabinieri della locale Compagnia. Il maldestro è fuggito in direzione del capoluogo etneo ed è stato prima intercettato ed inseguito da una pattuglia della Tenenza di Misterbianco. Il fuggitivo, successivamente, è stato agganciato dai carabinieri di una “gazzella” del Nucleo Radiomobile di Catania  che sono riusciti,  dopo un concitato inseguimento in Via Palermo, “ornato” anche da alcuni suoi speronamenti, a bloccarlo ed arrestarlo. L’auto, priva  di copertura assicurativa, è stata sequestrata mentre l’arrestato, in attesa della direttissima, è stato posto ai domiciliari. Uno dei militari è rimasto leggermente contuso.


Acireale 1 ai domiciliari usa figlio 12enne per spacciare. Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale in servizio di controllo del territorio hanno sorpreso Santo FISICARO 31enne, nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana.  Fisicaro, in regime di arresti domiciliari, avrebbe utilizzato il figlio dodicenne per gestire i contatti all’esterno della sua abitazione con gli acquirenti. Il minore, dopo aver ricevuto su strada la richiesta della droga, sarebbe rientrato a casa dal padre che gli avrebbe fornito la dose da vendere. Gli agenti di polizia, in uno di questi “viaggi”  hanno intercettato il minore al momento dell’ingresso a casa e, facendo irruzione nell’abitazione, hanno sorpreso  Fisicaro in possesso di grammi 26 di marijuana, pronta ad essere smerciata.


CataniaPresi 7 scippatori, 2 i minorenni. il Dirigente della Squadra Mobile, alla presenza del Questore Marcello Cardona e del Sindaco Enzo Bianco, alle ore 11.00, presso la Sala riunioni della Questura, ha illustrato i particolari dell’operazione di polizia che ha portato all’individuazione di sette scippatori, tra cui due minorenni.


Catania - Usura ed estorsione Santapaola – Ercolano: ordinanza per 8.  Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, la Polizia di Stato ha in corso di esecuzione un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di usura ed estorsione, con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. Le investigazioni condotte dalla Squadra Mobile di Catania hanno permesso di appurare numerosi episodi di prestiti usurari e di estorsioni, in cui gli autori, con l’utilizzo di vari metodi, facevano leva sulla propria influenza e persuasività derivante dalla contiguità alla cosca mafiosa Santapaola - Ercolano. I particolari dell’operazione illustrati nel corso di una conferenza stampa presso gli uffici della Procura della Repubblica di Catania siti in viale XX Settembre.


Catania 49 migranti morti: sopravvissuti riconoscono equipaggio e comandante libici.  Il G.I.P. presso il Tribunale di Catania, ha proceduto nelle giornate del 21 e 24 agosto all’espletamento dell’incidente probatorio nel corso del quale sono stati escussi alcuni dei migranti soccorsi il 15 agosto dalla nave OPV Cigala Fulgosi della Marina Militare Italiana, a bordo di un natante dove avevano trovato la morte 49 uomini intrappolati nella stiva.  I testimoni dinanzi al GIP hanno ricordato quanto accaduto durante quel viaggio durato solo una notte, sufficiente per far perdere la vita ai loro compagni. Gli sventurati hanno riconosciuto nelle persone fermate dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato e dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza, il comandante dell’imbarcazione e gli altri membri dell’equipaggio. I testi hanno riconosciuto nel libico Ayooubil HARBOOB comandante del barcone. I testi hanno delineato i ruoli degli altri sette fermati, e segnatamente Tarek JOMAA LAAMAMI 18enne (sedicente libico), Mohamed ASSAYD 18enne(sedicente libico), Alì Farah AHMAD 18enne(sedicente libico), Mohannad JARKESS (dichiaratosi inizialmente minorenne ma identificato, a seguito di ulteriori accertamenti, quale maggiorenne), Mustapha SAAID 22enne(sedicente marocchino), Isham BEDDAT 29enne(sedicente marocchino), AbdArahman ABD AL MONSSIF 18enne(sedicente libico), i quali avevano il preciso compito di mantenere l’ordine a bordo ed impedire ai migranti di salire dalla stiva sul ponte esterno, facendo ricorso ad atti di violenza caratterizzati da calci, pugni e colpi di cinghia contro chiunque tentasse di sporgere il capo oltre i pochi e stretti boccaporti di accesso dalla parte inferiore alla parte superiore dell’imbarcazione. Quanto emerso durante le due udienze conferma ed al contempo cristallizza l’ipotesi accusatoria delineata dal pool di investigatori della Squadra Mobile e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Catania il quale, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania, ha permesso di raggiungere in tempi rapidissimi un importante risultato. Intanto, per 37 delle 49 salme è stato emesso il “nulla osta” al seppellimento, mentre per le altre 12 salme sono in corso gli esami autoptici per ulteriori e più approfonditi accertamenti. Le cause del decesso verosimilmente sono riconducibili all’assenza di aria all’interno dell’angusta stiva le cui dimensioni, nella parte centrale, erano di circa 6 X 4 X 1,20 mt di altezza e diminuivano procedendo sia verso poppa che verso prora. Nella stiva coercitivamente erano stati sistemati solo uomini in base alla loro nazionalità: Bangladesh, Pakistan e per ultimi, a poppa,i sub-sahariani. Sul ponte erano stati sistemati siriani, libici e migranti del Maghreb, compresi donne e bambini.


Aci Catena CT Maneggia pistola modificata, si spara alla mano, CC ai domiciliari. T.M. 46enne, di Aci Catena, stanotte mentre si trovava nella cucina di casa ha iniziato a giocherellare con una pistola VALTRO 7.65 – all’origine giocattolo ma poi modificata in arma da sparo, finché dall’arma non è partito un colpo che l’ha ferito alla mano sinistra.  Il ferito è stato trasportato con ambulanza all’Ospedale di Acireale è stato medicato e dimesso con una prognosi di 10 giorni proprio per le lesioni alla mano. i Carabinieri della Stazione di Aci Catena sono intervenuti sul posto ed immediatamente  hanno sequestrato la pistola ed arrestato il “maldestro” accusato di detenzione di arma clandestina. L’arrestato, in attesa della direttissima,  è stato posto ai domiciliari.


Catania Librino, CC preso pusher bulgaro: ai domiciliari. Si tratta di ANGUSHEV KIRIL LYUBOMIROV 30enne. I Carabinieri del Comando Provinciale di  Catania nell’opera di contrasto alla criminalità organizzata,  nel settore più redditizio connesso al traffico di droga, ieri sera, al Viale Grimaldi, hanno assestato un colpo apprezzabile ai clan della zona. L’operazione, condotta dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Fontanarossa, è scattata intorno alle 19:00, quando diverse pattuglie in auto e moto, coadiuvate dalle unità cinofile di Nicolosi (CT), hanno setacciato la zona del Viale Grimaldi riuscendo ad incastrare tra le proprie maglie conducendolo ai domiciliari il pusher bulgaro  ANGUSHEV KIRIL LYUBOMIROV 30enne - da qualche anno abitante a Misterbianco (CT). Il soggetto è stato  bloccato mentre spacciava “erba” ad alcuni clienti abituali. LYUBOMIROV  è stato immediatamente perquisito e trovato in possesso di 50 dosi di “marijuana” e di 100 euro in contanti. Gli uomini dell’Arma, nel medesimo contesto operativo grazie anche al fiuto dei cani, sono riusciti a scovare, tra la fitta vegetazione esistente in corrispondenza del civico 6 di Viale Grimaldi, 1 borsone contenente 60 dosi di “cocaina”, 150 dosi di “marijuana” e 1 bilancino di precisione, nascosti in attesa che lo spacciatore di turno se ne potesse servire per la vendita al dettaglio. La droga, del valore di circa 10.000€, è stata sequestrata mentre l’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, è stato relegato ai domiciliari.


 Fiumefreddo CTEvaso dai domiciliari, CC preso. I Carabinieri della Stazione di Fiumefreddo di Sicilia hanno arrestato in flagranza Carmelo COCO, 30enne, del luogo, ritenuto vicino al sodalizio mafioso “Brunetto”,  per evasione. L’individuo, benché sottoposto ai domiciliari, ieri pomeriggio è stato individuato e bloccato dai militari mentre si allontanava dalla propria abitazione, senza alcun giustificato motivo, in palese violazione dei vincoli restrittivi cui era soggetto. L’arrestato è stato posto nuovamente ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania Cocaina e  skunk: CC ammanettano giovane pusher a S. Cristoforo.  Si tratta di A.V. 23enne, di Catania, che ieri sera, grazie ad un’operazione lampo dei  Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante,  è stato arrestato con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I militari del Nucleo Operativo nel pattugliare San Cristoforo, quartiere-roccaforte di alcune famiglie mafiose catanesi, hanno notato il giovane mentre, a bordo di uno scooter,  stava percorrendo sistematicamente lo stesso tragitto dalla sua abitazione di  via Siracusa a Piazza Caduti del Mare, luogo prediletto dai pusher  per lo smercio al minuto della droga. I CC l’hanno bloccato sotto casa e perquisendogli l’appartamento sono riusciti a rinvenire e sequestrare circa  80  grammi di cocaina  pura,  ancora da tagliare,  5 panetti di "hashish"  e 3 buste piene di marijuana “skunk” per più di 900 grammi di peso complessivo. Il valore al dettaglio della droga sequestrata si aggira intorno ai 20.000 euro.  L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Randazzo  CTCC 3 denunciati: picchiarono gestore distributore carburante per rapina. L’acume investigativo dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Randazzo (CT) ha permesso l’identificazione dei 3 malviventi, di 23, 24 e 36 anni, tutti catanesi, che sono stati  denunciati all’ Autorità Giudiziaria per tentata rapina in concorso e lesioni personali aggravate. I fatti risalgono al giugno dell’anno scorso, quando i 3, con un’auto a noleggio, si recarono da Catania e  Randazzo per rapinare l’anziano gestore di un distributore di carburante del posto. La vittima fu assalita sotto casa. I rapinatori lo estrassero a  forza dall’auto ed iniziarono a picchiarlo ferocemente col preciso intento di sfilargli dai pantaloni il denaro dell’incasso. Le urla dell’uomo richiamarono l’attenzione di alcuni vicini di casa che per aiutarlo non esitarono a lanciare contro gli aggressori dei vasi di terracotta, con le relative piante, tenuti sui balconi. I tre, colti di sorpresa, fuggirono via. Gli investigatori dell’Arma visionando le immagini registrate da alcune telecamere presenti in zona, confrontate con le testimonianze acquisite dalla vittima e dai vicini di casa, riuscirono ad estrarre un numero di targa e il tipo d’auto utilizzata dai rapinatori. I carabinieri dalla targa dell’auto, una Fiat Panda  risalirono ad un autonoleggio del capoluogo etneo.   I militari diedero un volto alla persona che affittò la vettura adoperata per il raid. Una lunga serie di pedinamenti, svolti sul soggetto identificato, già gravato da precedenti di polizia,  hanno fatto emergere le sue frequentazioni. Queste persone essendo in gran parte già note ai Carabinieri è stato formato un album fotografico dal quale i numerosi testimoni li hanno potuti riconoscere quali  autori materiali della tentata rapina.


Biancavilla - Musica ad alto volume su auto in pieno centro ,  CC denunciati 5 giovani. I Carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno denunciato alla Procura della Repubblica 5 giovani, del luogo, per disturbo del riposo delle persone. I 5 di notte, a bordo di 2 vetture parcheggiate nel centro cittadino, hanno improvvisato una discoteca all’aperto riproducendo musica ad alto volume con le autoradio disturbando la quiete pubblica ed il riposo delle persone. I Carabinieri intervenuti immediatamente, su richiesta al 112 da parte di alcuni cittadini, hanno sorpreso i giovani ancora sul posto e ristabilito subito la tranquillità spegnendo gli apparati audio, identificandoli e denunciandoli.


CataniaRapina una turista, 1 in manette. La Polizia ha arrestato: Francesco SQUILLACI  33enne  già noto, perché resosi responsabile, in concorso, del reato di rapina ai danni di una turista. Un  giovane a bordo di ciclomotore, nella tarda serata di ieri, nella zona di via Teatro Greco, ha scippato la borsa ad una turista toscana mentre, con il marito, stava facendo rientro in albergo dopo aver trascorso la serata nel centro storico cittadino. la signora, nel corso dello scippo, aveva opposto resistenza essendosi accorta per tempo di quanto stava per accaderle,  ed era rovinata in terra, procurandosi delle escoriazioni. Il tempestivo  intervento di alcune pattuglie dei “Condor” della Squadra Mobile, che prestavano anche assistenza alla donna, ha consentito d’individuare rapidamente lo scippatore, identificato in Francesco SQUILLACI, che veniva trovato in possesso del denaro contenuto nella borsa. Il soggetto è stato condotto negli uffici della Squadra Mobile, e tratto in arresto, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Catania  a Piazza Lanza. La coppia di turisti, nonostante la negativa esperienza, ha apprezzato l’operato della Polizia, sia per il veloce intervento che per l’assistenza prestata ed il risultato conseguito, collaborando, a loro volta, con  i poliziotti nell’individuazione del colpevole.


Scordia (CT)- Agricoltore scordiense mimetizza piantagione canapa indiana tra agrumi e peperoni. Il 58enne R.A., di Scordia (CT), per incrementare il suo budget familiare si era inventato, in Contrada GAGLIOLA,  una rigogliosa piantagione di canapa indiana perfettamente mimetizzata tra gli alberi di agrumi e le piante di peperoni. Il buon fiuto dei Carabinieri del  Nucleo Radiomobile della Compagnia di Palagonia (CT), ha attinto da rumor di paese. i militari hanno saputo attendere il momento propizio rivelatosi quando l’arguto coltivatore è andato ad irrigare le sue creature. I carabinieri hanno sequestrato 34 piante di canapa indiana, alte circa 2 metri, ed una quindicina di grammi di “marijuana”  rinvenuti dentro 1 barattolo nella sua abitazione.  L’arrestato, su diposizione del magistrato di turno,  è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di coltivazione illecita di sostanze stupefacenti.


Catania CC, scoperta casa luci rosse a 50€ in “Chinatown” catanese: tenutaria ai domiciliari. I Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante hanno arrestato ai domiciliari, nella flagranza, la cinese  AIZHEN XIA 43enne, ritenuta responsabile di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.  Il vicinato, forse stanco nel sentirsi accerchiato da una moltitudine di cinesi, che in zona hanno creato la loro piccola Chinatown, ha trovato il modo di avvicinare in diverse circostanze  alcune pattuglie dell’Arma segnalando al civico 102 di via Giordano Bruno, in pieno centro, uno strano quanto inusuale viavai di uomini. Gli investigatori, acquisita la notizia, hanno iniziato ad osservare attentamente il civico indicato riscontrando effettivamente, in determinate ore delle giornata, l’andirivieni di soggetti di sesso maschile di tutte le età. I militari hanno anche monitorato  la pubblicità in un sito online – categoria massaggi  di prestazioni a pagamento proprio al numero 102 di via Giordano Bruno. I  CC hanno ieri sera   fatto irruzione nell’appartamento dove oltre alla tenutaria, poi arrestata, i  militari hanno trovato 2 donne cinesi seminude, di 46 e 47 anni, che  intrattenevano  alcuni clienti. Gli habitué interrogati,  hanno ammesso che le donne per 50 euro, corrisposte all’ingresso alla maitresse, oltre ai massaggi offrivano anche delle prestazioni sessuali extra. L’arrestata, su disposizione del magistrato di turno, è stata relegata  agli arresti domiciliari.


Zafferana EtneaCC preso mentre scassina bancomat Credito Siciliano a Zafferana Etnea:1 ai domiciliari.  I Carabinieri della Stazione di Zafferana Etnea hanno arrestato ai domiciliari nella flagranza Sebastiano CAVALLARO, 43enne di Milo (CT), per tentato furto aggravato. La recrudescenza degli assalti a sportelli bancomat ha spinto i presidi territoriali dell’Arma, su preciso input del Comando Provinciale di Catania, ad incrementare i servizi notturni riuscendo, come nel caso di stanotte, a porre un argine  al fenomeno. La pattuglia dei Carabinieri transitando via Roma ha sorpreso il malvivente mentre, armato di arnesi da scasso, stava tentando di forzare la cassa-bancomat della locale agenzia del Credito Siciliano.  L’intervento dei militari ha bloccato sul nascere l’azione criminale cristallizzata alla sola asportazione della cornice metallica del distributore automatico. Gli arnesi sono stati  sequestrati mentre l’arrestato è stato relegato ai domiciliari in attesa del giudizio per  direttissima.


Caltagirone  CT - Ubriaco massacra di botte convivente.  L’intervento dei CC è stato  provvidenziale. Il soggetto,  B.D. 32enne di origini romene ieri mattina a Caltagirone (CT), già la sera precedente, era stato assalito da una gelosia morbosa, ed aveva aggredito la poveretta, una connazionale di 31 anni. La vittima era  ricorsa alla cure del locale pronto soccorso e se l’era cavata con un paio di giorni di prognosi ma non aveva sporto denuncia contro il compagno. Il personaggio, il mattino dopo,   in stato di alterazione psicofisica, per l’uso smodato di  superalcolici,  col medesimo pretesto e con inaudita violenza  ha picchiato la donna con calci e pugni. Alcuni  vicini, sentendo per fortuna, le urla della vittima,  hanno avvisato il 112 che immediatamente ha inviato sul posto l’equipaggio di una “gazzella” che non esitando ha sfondato la porta di casa ed è riuscito, dopo una breve colluttazione, a bloccare ed ammanettare l’esagitato. La donna, con il volto insanguinato,  è stata soccorsa e trasportata in ambulanza all’Ospedale di Caltagirone dove i medici le hanno diagnosticato: “Trauma regione nasale con infrazione apice ossa nasali, escoriazioni al collo sinistro ed al braccio destro, trauma labbro superiore con contusione ed escoriazione mucosa interna”,  con una prognosi di venti giorni. La vittima, nell’ esporre ai militari anni ed anni di sopraffazioni di ogni genere, ha deciso finalmente di porre fine al calvario denunciando il convivente.  L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Caltagirone con le accuse di atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. 


Aci Catena  CTCC scoperta macelleria clandestina di cavalli: denunciato proprietario. I Carabinieri della Stazione di Aci Catena (CT) hanno denunciato un 54enne, del posto, per macellazione clandestina. I militari, di pomeriggio, coadiuvati dai veterinari dell’ASP di Catania ed Acireale (CT), hanno ispezionato, in via Allegra Cuore,  un’azienda dove si allevano equini e bovini  riscontrando all’interno la presenza di 7 equini e 4 vitelli privi di microchip. I carabinieri, nel proseguo del controllo hanno scoperto 1 cella frigorifera con all’interno 2 equini già macellati clandestinamente e divisi in quarti. Gli animali vivi e la cella frigorifera con il macellato sono stati posti sotto sequestro.


San Giovanni La Punta CT – Gruppo smantella cassa distributore benzina, CC 3 presi.  Furto aggravato in concorso e ricettazione i reati contestati ai tre soggetti:   Salvatore Andrea CAMPISI, 28enne   Stefano BALSAMO 48enne e G.D. 43enne, tutti catanesi, momentaneamente sono stati relegati ai domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.  Sono attive le ricerche degli altri componenti della banda.  Una  banda composta da  almeno cinque persone  di notte, aveva letteralmente sradicato, servendosi di una catena d’acciaio legata ad 1 auto,  la cassa automatica del distributore di carburante “Q8 Easy”  di via Duca degli Abruzzi a San Giovanni La Punta. L’allarme è scattato al 112, tramite la centrale  della telesorveglianza di Roma, sul posto è  intervenuta immediatamente una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Gravina di Catania che, con l’ausilio del proprietario, anch’egli giunto sul posto, ha visionato le immagini delle telecamere di sicurezza attive nel distributore. I  militari, raggiunti dagli altri colleghi del Nucleo Operativo, nel visionare le immagini sono riusciti a focalizzare 1 delle autovetture utilizzate per il furto, una Renault Clio di colore grigio-chiaro  metallizzato. I CC all’istante si sono posti alla ricerca dei criminali e  qualche ora dopo, alle prime luci dell’Alba, in via Pietra dell’Ova a Tremestieri Etneo (CT),  una delle pattuglie impegnate nelle ricerche ha incrociato 1 Nissan MICRA  con 2 soggetti a bordo che si stava allontanando velocemente  da un residence ubicato al civico 380.I militari hanno immediatamente preclusa all’auto la possibilità di fuggire e bloccato il conducente, poi   dopo un breve inseguimento a piedi, sono riusciti ad acciuffare il secondo passeggero. I carabinieri, successivamente, hanno rinvenuto nell’auto la cassaforte rubata, ed hanno ispezionato i garage del complesso residenziale da dov’era uscita l’auto, notando davanti ad 1 di essi tracce del trascinamento dell’intera colonnina automatica. Alzando la saracinesca, rimasta socchiusa, gli investigatori hanno altresì recuperato il telaio della cassa ed alcuni attrezzi che erano serviti per asportarne  lo scrigno-blindato in essa contenuto e caricato sull’auto. I militari hanno identificato il proprietario  del garage, abitante nello stesso complesso, e provveduto a perquisirgli l’abitazione dove sono state trovate le chiavi della famosa Renault Clio parcheggiata a pochi metri dall’ingresso del residence. L’auto, restituita alla legittima proprietaria, le era stata rubata pochi giorni fa a San Giovanni La Punta. La refurtiva, circa 6.000 gli euro contenuti nella cassa automatica, dopo gli adempimenti di rito sarà restituita al proprietario del distributore.


CataniaLibrino, Polizia sequestra 8,5 kg marijuana e hashish. Attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere Librino. I tutori dell’ordine hanno svolto servizi straordinari nel piano d’azione denominato TRINACRIA, che hanno eseguito in collaborazione con personale del Reparto Volo di Reggio Calabria, del Reparto Prevenzione Crimine, dell’unità cinofile dell’U.P.G.S.P., equipaggi della Guardia di Finanza e Polizia Municipale. Le forze dell’ordine  recentemente hanno intensificato i servizi, così come disposto dal Questore di Catania, con l’avvio della stagione estiva. L’elicottero stava sorvolando il palazzo di viale Moncada nr. 5, con dispositivo di osservazione della Polizia di Stato sul luogo dell’operazione – la cui attività veniva incentrata su aree esterne, appartamenti e garages, con scrupolose perquisizioni a tappeto. Un  soggetto, ancora non meglio identificato, nella mattinata nel corso di mirati servizi nel cuore pulsante del quartiere Librino, ha ritenuto opportuno disfarsi di 2 borsoni, lanciandoli da un  balcone. Gli  agenti hanno rinvenuto nelle sacche piovute dal cielo,  oltre 5 Kg di marijuana e hashish, ancora perfettamente sigillati in pacchi per alimenti in sottovuoto. Secondo le nuove strategie di “economia aziendale” del quartiere, infatti, risulta meno dannoso disfarsi del bottino, per quanto costoso, piuttosto che farsi identificare e quindi incappare nelle maglie della giustizia.Ulteriori perquisizioni domiciliari sono scattate, quindi, con l’ausilio delle unità cinofili, nei garages e nelle pertinenze,   rinvenendo un ulteriore borsone, con oltre 3,5 Kg di marijuana e hashish, opportunamente murato in un intercapedine ma non per questo sfuggito all’infallibile fiuto di Jaugus e Vite, i cani antidroga.La merce rinvenuta, per un totale di oltre kg. 8.5, era imballata in singole confezione, dai gr. 200 al kg cadauno, non ancora porzionata per la vendita al minuto ed il cui valore commerciale, al dettaglio, è assai rilevante, quantificabile in circa  50.000€. Singolare il sistema di confezionamento della merce, in cellophane per alimenti, sottovuoto, con doppio imballaggio, il più esterno dei quali contenente verosimilmente polvere di caffè, tipico odore che disturba il fine olfatto dell’unità cinofila, ma che nella circostanza non è stata tratta in inganno. Ulteriori indagini sono in corso al fine di ricostruire l’organigramma della  piazza di spaccio e di individuare l’autore del lancio. L’intervento delle FF.OO., le cui diverse specialità hanno lavorato in perfetta sinergia, ha consentito, ancora una volta, di guastare i progetti dei pusher di zona  in occasione dei festeggiamenti del Ferragosto. Una squadra dell’ENEL, nella medesima circostanza, all’uopo richiesta, ha   verificato la posizione irregolare circa la fornitura di energia elettrica in 4 abitazioni, per gli inquilini è scattata la denuncia a piede libero per furto aggravato.


Catania Anticrimine sequestra beni Salanitro: influenza “Santapaola-Ercolano”.  Uomini della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Catania hanno dato luogo al sequestro di beni immobili e mobili registrati appartenenti ad un’impresa individuale nonché di denaro contante, per un valore oltre di 1.000.000€, in esecuzione del Decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di Luciano SALANITRO, 48enne, già noto, ritenuto orbitante nell’area di influenza dei “Santapaola-Ercolano”. Il sequestro, sulla scorta del supporto, scaturisce dalla proposta  avanzata dal Questore di Catania Marcello Cardona per l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale, nei confronti del SALANITRO. Le indagini patrimoniali, poste a fondamento della proposta ed estese anche al nucleo familiare, hanno acclarato una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati ed i beni acquisiti nel tempo sia dal SALANITRO che dai componenti del nucleo familiare. Gli investigatori alla luce di quanto  emerso, hanno chiesto il sequestro di 2 appartamenti in centro città, di 2 vetture e 2 moto, (una SMART, una MERCEDES classe A e 2 scooter SH 300), di 1 impresa individuale (l’esercizio di bar tavola calda e di somministrazione di alimenti e bevande denominato “Rivombrosa”, in Corso Vittorio Emanuele angolo via Plebiscito) e di numerosi conti correnti. Luciano SALANITRO era stato tratto in arresto, da ultimo il 18 ottobre 2012, quando la Squadra Mobile eseguì un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania che lo ritenne gravemente indiziato, in concorso con altri 4  soggetti, dei reati di associazione finalizzata alla produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.  Le risultanze investigative compendiate nell’Ordinanza, hanno acclarato che nel periodo dal 7 novembre 2011 al  1 febbraio 2012 Luciano SALANITRO, insieme a suoi familiari, avrebbe allestito una vera e propria “piazza di spaccio” in un cortile del centro storico, nei pressi dell’abitazione di alcuni dei consociati. Lo smercio della droga era gestito e organizzato con la precisa ripartizione dei ruoli da svolgere: dall’occultamento della cocaina, alla consegna; dalla ricezione e distribuzione del denaro provento dello spaccio al contatto con l’acquirente.  Le  riprese video eseguite dalla Polizia Giudiziaria nell’ambito delle indagini, hanno consentito di evidenziare come le singole attività di spaccio fossero espressione di un unico progetto. Al momento dell’arresto, nel corso di una perquisizione domiciliare, eseguita presso l’abitazione del SALANITRO, all’interno dell’armadio della camera da letto, fu rinvenuta e sequestrata un’ingente somma di denaro in contanti ammontante a 12.350€ (suddivisa in banconote di grosso taglio).2 moto nella circostanza furono sequestrati al soggetto.


Aci Castello -  CC ammanettano sorvegliato che  “sconfina” a mare. I Carabinieri della Stazione di Aci Castello (CT) hanno arrestato, nella flagranza  Francesco RIZZOTTI  35enne di Catania, per violazione delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno. La voglia di mare ha tradito il personaggio che, ieri pomeriggio, è stato fermato dai CC mentre, a bordo di auto ed in compagnia di altre persone, stava percorrendo la via Pezzana, sul lungomare di Aci Castello. L’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, è stato trattenuto in camera di sicurezza.


Bronte -  Ubriaco molesta  avventori Pub, si scaglia contro CC intervenuti, 1 ai domiciliari. Si tratta di Placido CORICA 38enne. I  Carabinieri della Compagnia di Randazzo (CT) ieri notte, a Bronte (CT), in via Madonna di Loreto,  hanno arrestato ai domiciliari, nella flagranza,  il 38enne, per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire le proprie generalità e lesioni aggravate sotto l’effetto di sostanze alcoliche. Il personaggio,  nei pressi del noto Pub “CATOIO”, locale frequentato dalla movida brontese,  alle ore   1:00 circa, è andato il escandescenza. Il  proprietario e gestore del locale, tramite il 112, ha  chiesto l’intervento dei Carabinieri per la presenza di una persona in stato di ubriachezza molesta che, a suo dire, stava disturbando gli avventori del locale. L’equipaggio della gazzella non appena giunto sul posto, ha avuto difficoltà ad identificare l’ebbro che, alla richiesta dei documenti, non ha esitato ad aggredire a calci e pugni i militari. I carabinieri, dopo una violenta colluttazione, sono riusciti a bloccare ed ammanettare il soggetto. L’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, è stato posto ai domiciliari.


Catania –  2 studenti tentano saccheggio scuola infanzia a Pigno, presi. L’allarme telefonico era giunto in Sala operativa intorno alle 16.00 di ieri, ed è stato sufficiente a far sorprendere con le mani nel sacco i due giovani malfattori che hanno saccheggiato la scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo Cardinale Dusmet del quartiere “Pigno”. La Volante di zona ha fatto in tempo a cogliere i maldestri nell’atto di scavalcare la cinta muraria della scuola. I 2 soggetti appena hanno visto i poliziotti, sono scappati in direzioni opposte, cercando di sorprendere gli uomini in divisa. L’equipaggio si è messo alle calcagna di T.G., un minorenne, studente (che a scuola entra per rubare!) il quale, pur correndo a più non posso, non è riuscito a scrollarsi dei due poliziotti che, alla fine l’hanno costretto a rifugiarsi in un cortile. Il giovane ha capito che non c’era scampo e si è consegnato alla Polizia, indicando il luogo dove aveva riposto il computer, completo di monitor, tastiera e mouse, che poco prima aveva asportato dall’Istituto scolastico. I poliziotti insieme al Dirigente scolastico, hanno proceduto all’ispezione della scuola, dove hanno verificato che i due avevano scardinato 1 finestra, senza riuscire a rubare altro che il P.C. che è stato immediatamente restituito. Il giovane arrestato è stato condotto presso il Centro di Prima Accoglienza di via R. Franchetti di Catania.


CataniaViolazioni, sorvegliato speciale fermato in moto. I Carabinieri della Compagnia di Piazza Dante hanno arrestato ai domiciliari nella flagranza, Maurizio VIRRUSO   41enne di Catania, per inosservanza degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno. I militari del Nucleo Operativo,  stanotte, in Via PLAJA a San Cristoforo, impegnati in un servizio anticrimine,   hanno bloccato il personaggio alla guida di una moto  senza la patente di guida ritiratagli al momento dell’irrogazione della misura preventiva. L’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, è stato relegato ai domiciliari.


Catania - Evasione dai domiciliari, 1 in carcere. I Carabinieri della Stazione di PLAJA hanno arrestato  Pasqualino NAPOLI 23enne, di Catania, in esecuzione di un provvedimento di aggravamento della misura cautelare emesso dal Tribunale di Catania. I giudici, recependo in toto le informative dei CC, che puntualmente hanno sanzionato le violazioni della misura restrittiva cui era sottoposto il giovane catanese  ed hanno deciso di aggravarne la misura cautelare ordinandone l’arresto e la reclusione nel carcere di Piazza Lanza.


Randazzo  CT -   49enne denunciato per detenzione e porto illegale di coltello a serramanico. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Randazzo hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Catania un 49enne, di Giarre, gravato da pregiudizi penali, per detenzione e porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere. Una  gazzella dell’Arma, di sera  durante un servizio di controllo della circolazione stradale, in una via del centro di Randazzo ha imposto l‘Alt ad una Ford Mondeo con 2 individui a bordo. il 49enne, che era passeggero, è stato trovato in possesso di 1 coltello a serramanico, della lunghezza di 17 cm., che è stato sequestrato.


Gravina di Catania - Aggredisce e minaccia di morte i genitori, bloccato dai CC.  I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Gravina di Catania hanno arrestato un 24enne, di Tremestieri Etneo, per maltrattamenti in famiglia. Il giovane di sera, mentre si trovava a casa, per futili motivi, ha iniziato a litigare col padre e la madre, ed in preda all’ira ha prima inveito e poi aggredito e minacciato, i  congiunti costringendoli a barricarsi dentro una stanza. I vicini udite le urla e le richieste di aiuto dei genitori hanno chiamato il 112. Una gazzella è immediatamente intervenuta ed ha bloccato il 24enne in un evidente stato di agitazione mentre era intento a sfondare la porta dove vi erano i famigliari. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Santa Maria di Licodia  CT 2 col metal detector arraffano monete antiche in sito archeologico.   I Carabinieri  hanno beccato i 2 in Contrada Civita di Santa Maria di Licodia (CT) mentre, con tanto di “metal detector” e “badili”  cercavano reperti antichi  all’interno di un sito archeologico riconosciuto dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania. I due pensionati, 68enne e 65enne, previa perquisizione domiciliare,  sono stati trovati in possesso di ben 122 monete antiche (di cui esiste un florido commercio illegale) di presumibile valore storico-culturale. L’attrezzatura e le monete sono state sequestrate  e debitamente repertate, saranno sottoposte alla perizia della soprintendenza per stabilirne il conio.  Ricettazione e Violazione in materia di ricerche archeologiche i reati contestati ai provetti “Indiana Jones”.


Catania Sparatoria in centro :  1 manette.  Agenti della Squadra Mobile, ieri su delega della Procura della Repubblica di Catania,  hanno dato esecuzione ad Ordinanza Custodia Cautelare in Carcere, emessa il  1 agosto 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, traendo in arresto il catanese Rosario PRIVITERA 24enne già noto. Il personaggio è ritenuto responsabile dei reati di lesioni aggravate, porto illegale di arma comune da sparo e minacce aggravate. La misura cautelare compendia gli esiti di attività investigativa, anche di tipo tecnico, coordinata dalla Procura della Repubblica ed eseguita dagli uomini della Sezione “Reati contro la Persona” a seguito del ferimento di P.A.D. avvenuto la notte del  7 giugno scorso in via Santa Maria del Rosario. Il personaggio era stato attinto da 1 colpo d’arma da fuoco che provocò una ferita alla caviglia destra, giudicata guaribile in giorni 15. Gli investigatori della Mobile, la notte del 7 giugno scorso,  tra sabato e domenica, avvertiti dalla Sala Operativa che vi era stata una sparatoria in via Santa Maria del Rosario, stradina del centro storico cittadino.  Le  acquisizioni testimoniali hanno permesso ai poliziotti di chiarire che tra le 1.30 e le 2.00 di notte un individuo, dopo aver aggredito senza un motivo apparente una ragazza in via Santa Maria del Rosario, colpendola con un pugno alla testa che le cagionava lesioni giudicate guaribili in gg.4, a seguito della reazione delle stessa e di altra giovane donna ivi presente, si allontanava facendo ritorno sul posto, qualche minuto più tardi, armato di pistola. Il soggetto, dopo aver minacciato le due donne puntando loro in viso una pistola semiautomatica, a seguito dell’intervento in loro difesa di P.A.D., che si era frapposto, aveva esploso 1 colpo che attingeva la vittima alla caviglia. Gli investigatori procedendo a setacciare in maniera certosina le telecamere di video-sorveglianza di alcune attività commerciali e dalla visione dei filmati emergeva che in orario coincidente con quello indicato dai testimoni un’auto  BMW si era allontanata dalla zona per poi farvi rientro alcuni minuti più tardi. L’auto in questione risultava intestata a PRIVITERA, soggetto che già noto per reati contro il patrimonio e che in diverse circostanze era stato fermato proprio alla guida del mezzo. Le attività tecniche, non disgiunte dal certo riconoscimento fatto da alcuni astanti e dalle vittime, hanno consentito di acquisire univoci e concordanti elementi di responsabilità a carico di PRIVITERA in ordine al fatto delittuoso. Espletate le formalità di rito, PRIVITERA è stato associato presso il Carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania - DIA  sequestra beni Morabito 500 mila €. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito nella mattinata un decreto di sequestro beni, emesso ai sensi delle vigenti disposizioni antimafia dal locale Tribunale – Sez. Penale M.P. –,  nei confronti di Roberto MORABITO

  ritenuto contiguo al clan Santapaola del gruppo di Picanello.  Il personaggio, già condannato  in via definitiva per tentato omicidio e per una serie di rapine commesse tra Catania ed alcune città della Toscana, con sentenza  del 10 giugno 2013 dalla 2^ Sezione del  Tribunale di Catania – , è stato condannato alla pena complessiva di 9 anni e 8 mesi di reclusione per estorsione, usura e installazione di apparecchiature atte ad intercettare ed impedire conversazioni telegrafiche e telefoniche. Con il decreto è stato disposto il sequestro di 1 elegante villa nel centro cittadino, di 2 autovetture di grossa cilindrata, nonché rapporti bancari, per un valore stimato in oltre 500.000,00 euro. Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale, delegate dalla locale D.D.A. - espletate dal C.O. D.I.A. di Catania diretto dal Primo Dirigente della P. di S. dott. Renato PANVINO -, hanno evidenziato profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto dal MORABITO e dai suoi familiari, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di una illecita acquisizione patrimoniale. Il sequestro del patrimonio di Roberto MORABITO, trae la sua genesi dall’applicazione delle norme giuridiche vigenti di contrasto alla criminalità organizzata, testimonia certamente una costante attenzione all’evoluzione del fenomeno mafioso da parte della Magistratura in stretta collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia. L’attività del Centro Operativo di Catania, incentrata sul c.d. principio di “doppia azione”, mira non soltanto a contrastare il fenomeno mafioso assicurando alla giustizia i partecipanti ai sodalizi criminali, ma anche a livello patrimoniale, al fine di spogliare di qualunque risorsa i sodalizi criminali depotenziando l’intera organizzazione.


Catania – Carabinieri arrestano  alla Playa donna ricercata per estorsione e favoreggiamento prostituzione, ricattarono politico. I  Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ragusa e quelli della Compagnia Carabinieri di Catania – Fontanarossa nella mattinata hanno rintracciato ed arrestato la latitante cittadina rumena Janina MARIN 30enne, colpita da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Ragusa (dr. Giampiccolo) su richiesta dell’allora P.M. dott.ssa Serena Menicucci della locale Procura della Repubblica, per i reati di tentata estorsione in concorso e favoreggiamento della prostituzione. Per tale vicenda, già nel mese di febbraio 2015, gli stessi Carabinieri di Ragusa, avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Salvatore IACONO 64enne di Vittoria, imprenditore agricolo incensurato, accusato degli stessi reati. Janina MARIN, che con lo stesso provvedimento risultava destinataria della misura della custodia cautelare in carcere, nella circostanza era riuscita a rendersi irreperibile, poiché aveva fatto ritorno nel suo paese d’origine ossia in Romania. Le ricerche da parte dei militari di Ragusa da allora, però non si sono mai interrotte e la stessa risultava latitante internazionale poiché colpita anche da Mandato d’Arresto Europeo che, in caso di rintraccio, avrebbe consentito il suo arresto in Romania. I  militari, comunque, non hanno dovuto recarsi fino a tale paese poiché, monitorando gli spostamenti di Janina MARIN, sono riusciti a capire che la stessa si sarebbe recata a far visita a suo fratello George, che si trova ristretto agli arresti domiciliari a Catania, in un’abitazione in località Playa, per gli stessi fatti per i quali anche lei  è stata arrestata. I Carabinieri della Compagnia di Catania – Fontanarossa, per tale motivo, su indicazione dei militari di Ragusa, durante un normale controllo di George MARIN per verificare il rispetto da parte dello stesso della misura degli arresti domiciliari cui si trova sottoposto, hanno fatto accesso all’abitazione trovando in casa anche la sorella Janina, che veniva quindi arrestata. Le indagini che hanno condotto all’arresto dei due componenti della famiglia MARIN, venivano avviate negli ultimi mesi dell’anno 2013, quando un imprenditore di Vittoria ed allora esponente di un partito politico, dopo aver avuto un rapporto sessuale con giovani donne dell’est europeo, contattate tramite una bacheca di annunci on-line, rimaneva vittima di un’estorsione poiché, durante il rapporto, gli venivano scattate delle fotografie compromettenti e, per impedirne la divulgazione delle stesse, in più tranche, gli veniva richiesta la somma complessiva di  100.000€, da consegnare nell’arco di un mese. Il politico, capendo di essere rimasto intrappolato in un ricatto da cui non sarebbe più riuscito a venire fuori, aveva deciso di sporgere denuncia presso i Carabinieri che, immediatamente, avevano avviato le indagini per individuare gli autori del fatto.  Gli investigatori, a seguito dell’ennesima richiesta di pagamento di una somma di denaro per impedire la divulgazione delle foto, con l’accordo della vittima, il  19 dicembre 2013, avevano organizzato un servizio di osservazione finalizzato a fermare gli estortori proprio nel momento in cui ritiravano una busta con il denaro richiesto. Il  servizio sortì gli effetti sperati, poiché furono arrestati in flagranza del reato di estorsione in concorso i cittadini rumeni George MARIN e Veronica HODOROG, sorpresi mentre stavano ritirando dal posto convenuto la busta depositata dalla vittima e in cui avrebbe dovuto trovarsi la somma di denaro richiesta che, solo come 1^ tranche del totale, doveva essere di 2.000/3.000 €. Le indagini proseguirono, al fine di accertare se altri erano rimasti vittime dello stesso tipo ricatto e se vi erano altri soggetti coinvolti nella vicenda. Gli investigatori dai successivi accertamenti, svolti anche monitorando le bacheche di annunci on-line esistenti sul web e relativi alla provincia di Ragusa, hanno evidenziato che vi erano una serie di giovani donne, tutte di nazionalità rumena, dedite alla prostituzione, che adescavano i loro clienti tramite tali annunci e dalle indagini emerse pure che l’attività di meretricio veniva esercitata all’interno di alcune abitazioni   nel comune di Comiso.


CataniaCollaboratori, luce su omicidio Rosario Sciuto: CC eseguono ordinanza per 3 Marino. Il delitto fu compiuto il 21 novembre 2011.  Carabinieri del Comando Provinciale di Catania il 23 luglio 2015, hanno eseguito 3 provvedimenti restrittivi nei confronti di Raffaele MARINO, 48enne, e dei suoi figli Gaetano 24enne, ed Alessio 19enne, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto abusivo di armi. L’operazione è nata dalle indagini sviluppate dai Carabinieri di Catania, sotto la direzione della locale Direzione Distrettuale Antimafia, supportate da attività tecniche e dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, fra i quali Fabrizio Nizza,  ritenuto “responsabile” del gruppo di “Cosa Nostra” catanese operante nel quartiere di Librino fino alla data del suo arresto, avvenuto l’8 febbraio 2012, Davide Seminara, “luogotenente” del Nizza, Salvatore,Cristaudo organico al summenzionato sodalizio criminale, e Giuseppe Scollo, capo della compagine santapaoliana operante a Lineri. Le indagini hanno permesso ai militari dell’Arma di ricostruire la dinamica dell’omicidio di Rosario Sciuto, inteso U sucaro, organico al clan Mazzei, e di individuarne il presunto l’autore in Gaetano MARINO, il quale la sera del 21 novembre 2011 avrebbe atteso Sciuto nell’androne dello stabile di Viale Moncada 13 dove viveva ed avrebbe esploso al suo indirizzo 10 colpi di cal.38 di cui 1 alla testa come “colpo di grazia”.  Il Marino si sarebbe determinato all’azione in quanto lo Sciuto non solo sarebbe stato un concorrente nella gestione di una lucrosa piazza di spaccio di Librino ma anche perché si sarebbe opposto alla relazione sentimentale che questi aveva con la figlia. I carabinieri, nel corso dell’attività hanno  raccolto elementi che hanno consentito di contestare ai tre anche il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso in quanto ritenuti organici alla famiglia “Santapaola-Ercolano”.


CataniaDIA confisca beni 2 mln €, famiglia VACANTE, suocero Santapaola. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito un Decreto di confisca di beni, a Catania e provincia, nei confronti di Roberto VACANTE   video sequestro 52enne più volte condannato in via definitiva per il reato di associazione mafiosa, poiché ritenuto elemento di spicco del clan “SANTAPAOLA”, ad esso legato da vincoli di parentela.  Roberto VACANTE è coniugato con Irene Grazia SANTAPAOLA, figlia di Salvatore SANTAPAOLA (deceduto il 3 gennaio 2003), fratello di Benedetto SANTAPAOLA, ritenuto rappresentante provinciale dell’organizzazione Cosa Nostra. Il provvedimento ha  disposto la confisca di 2 ville, 1 impresa di gestione di impianti sportivi e disponibilità bancarie per un valore complessivo di circa 2 milioni €, e la sottoposizione del VACANTE alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. per la durata di 2 anni e 6 mesi, con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale, delegate dalla locale D.D.A. - espletate dal Centro Operativo D.I.A. di Catania, diretto dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato PANVINO, hanno permesso di individuare una serie di beni che, benché formalmente intestati ai suoi congiunti prossimi, sono stati ritenuti effettivamente riconducibili alla titolarità del personaggio  attraverso l’intestazione degli stessi alla propria moglie Irene Grazia SANTAPAOLA ed al fratello Giancarlo VACANTE. Il Centro Operativo D.I.A. di Catania, diretto dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato PANVINO ha accertato la capacità reddituale del VACANTE e del suo nucleo familiare nell’arco temporale compreso tra il 1988 e il 2013, il cui esito ha evidenziato forti profili sperequativi tra i proventi dichiarati e il patrimonio posseduto. Da qui la presunzione, accolta dal Tribunale, di un’illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’inserimento del VACANTE nell’ambito del clan “SANTAPAOLA”. Il Centro Operativo D.I.A. di Catania, diretto dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dott. Renato PANVINO   altresì rammenta che l’adesione di Roberto VACANTE al consesso mafioso SANTAPAOLA, deve farsi risalire sin dagli inizi degli anni ‘90, allorquando nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “VEGA”, venne tratto in arresto con altri 33 coindagati tutti appartenenti al clan “SANTAPAOLA”, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, poiché ritenuto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni, rapine usura ed omicidi. Il personaggio veniva nuovamente tratto in arresto il  7 dicembre 2000, nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “ZEFIRO”, con altri 8 soggetti tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni ed al gioco d’azzardo. Roberto VACANTE è stato, altresì, tratto in arresto il   9 ottobre 2007, nell’ambito dell’operazione di P.G. convenzionalmente denominata “ARCANGELO”, condotta dal Centro Operativo di Catania, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, in quanto responsabile di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di traffico di stupefacenti ed estorsioni. La sua intraneità all’organizzazione mafiosa “SANTAPAOLA-ERCOLANO” è stata inoltre  confermata dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Roberto VACANTE annovera 2 condanne, con sentenze passate in giudicato, per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. La prima sentenza di condanna a  2 anni  e 10 mesi di reclusione, emessa dalla Corte d’Appello di Catania il   22 gennaio 2003, definitiva il 7 febbraio 2003, ha affermato la responsabilità in ordine all’appartenenza all’associazione a delinquere di stampo mafioso denominata “ERCOLANO-SANTAPAOLA” a far data dal 1996. Una successiva pronuncia di condanna alla pena di 6 anni di reclusione, all’esito del procedimento “ARCANGELO”, giusta sentenza del G.U.P. di Catania del 9 febbraio 2009, per fatti accertati fino al novembre 2005, parzialmente riformata dalla Corte di Appello di Catania con sentenza del 14 luglio 2010, definitiva il 27 gennaio 2012, con la quale la pena è stata ridotta ad 1 anno di reclusione.


Catania Librino: CC scoprono arsenale e bloccano 1 per droga. I carabinieri stavano svolgendo un servizio straordinario di controllo del territorio. I militari hanno scoperto l’arsenale tra la vegetazione  in un terreno abbandonato. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa di sera, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nel popolare quartiere Librino, scandagliando e controllando in particolare diversi spazi condominiali, aree e terreni adiacenti ai palazzoni in Viale Grimaldi. I  militari, durante il servizio, hanno rinvenuto, abilmente occultate tra la vegetazione in un’area abbandonata ed incolta adiacente al civico 7, un vero e proprio arsenale:  1 fucile mitragliatore Thompson Submachine  Gun cal. 45, con relativo caricatore e munizioni e senza, (mitra statunitense impiegato dalle forze armate durante la seconda Guerra Mondiale ed altri conflitti, particolarmente apprezzato per l’elevata potenza di fuoco ed il potente calibro del proiettile), all’arma è stato eliminato il calciolo per renderla più maneggevole, 1 pistola Beretta cal. 7,65, con caricatore, 1 pistola Revolver  F. Tettoni Brescia mod. 1916 cal. 10,35 e  270 cartucce  di vario calibro, che sono stati sequestrati. Le armi, in  buono stato d’uso e conservazione, sono inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per  le gli accertamenti tecnico balistici del caso e per stabilire se le stesse siano state utilizzate in eventuali eventi criminosi. I  militari nel contesto dello stesso servizio hanno arrestato ai domiciliari Daniele ROSSELLO, 21enne, già sottoposto ai domiciliari, per evasione e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.  Il giovane è stato notato, sulla pubblica via,  al civico 10 di Viale Grimaldi mentre stava  cedendo delle bustine ad un occasionale avventore. Il fermato è stato bloccato è perquisito e trovato in possesso di 34 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 34 grammi, 4 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 1,6 grammi, e la somma contante di 10 euro, ritenuta parziale provento dell’attività di spaccio, che sono state sequestrate.  L’arrestato è stato posto nuovamente ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fontanarossa hanno arrestato Daniele ROSSELLO  22enne di Catania, in esecuzione di un provvedimento di aggravamento della misura cautelare emesso dal Tribunale di Catania. I giudici, recependo le informative dei CC, che puntualmente hanno sanzionato le violazioni della misura restrittiva cui era sottoposto il giovane catanese,  hanno deciso di aggravarne la misura cautelare ordinandone l’arresto e la reclusione nel carcere di Piazza Lanza.


Catania 18enne teneva pistola e mitraglietta, munizioni e droga.  I Carabinieri della squadra “Lupi” del Nucleo Investigativo hanno arrestato Giuseppe LA ROCCA, 18enne, catanese, per detenzione illegale di armi clandestine e munizioni e detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti.  I  militari, ieri mattina, durante un servizio di controllo del territorio atto a prevenire e reprimere reati in genere, transitando per via Capo Passero 8 hanno notato il giovane in prossimità dell’ingresso della palazzina al civico 8 con un atteggiamento sospetto, che stava muovendosi con agitazione tra l’ingresso ed un piccolo terreno con un canneto adiacente al palazzo. I Carabinieri a questo punto sono intervenuti bloccando il giovane e procedendo ad una perquisizione nel canneto rinvenendo 1  busta contenente avvolte in uno strofinaccio 1 mitragliatrice Sturm Ruger & Co.Inc., cal. 223, con matricola abrasa, 1 pistola Browning, cal. 6,35, con matricola abrasa, completa di caricatore ed 1 confezione contente 6 cartucce, marca Fiocchi, calibro 12 caricate a pallettoni.  La  perquisizione successiva, in quella palazzina, nell’abitazione del giovane ha permesso ai militari di rinvenire, abilmente  occultati in un’anta dell’armadio della sua stanzetta, 96 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 67 grammi, 26 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 10 grammi e 4 cartucce, marca Fiocchi, calibro 12 caricate a pallettoni uguali a quelle rinvenute nel canneto. Le armi, che erano tenute in buono stato d’uso ed efficienti,  sono state sequestrate con la munizioni e droga ed  inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli accertamenti tecnico balistici del caso atti a stabilire anche se siano state utilizzate in eventuali eventi criminosi. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Udine - Violazione obblighi assistenza familiare: carcere per pena definitiva. I Carabinieri della Stazione di Bronte hanno arrestato Giuseppe LONGHITANO 51enne, del luogo, in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Udine.  Il personaggio, condannato a 7 mesi di reclusione, poiché ritenuto responsabile della violazione degli obblighi di assistenza familiare, reato commesso ad Udine nel 2007, dovrà scontare la pena nel carcere di Catania Piazza Lanza dov’è stato rinchiuso.


Catania –  DIA Catania confisca beni a Navanteri per 500.000€. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito, in territorio di Vizzini CT, Francofonte SR e Teglio SO, su decreto emesso dal Tribunale di Siracusa, Sezione Penale, la confisca di beni immobili riconducibili a  Salvatore NAVANTERI video  , ritenuto elemento di spicco del clan mafioso “Nardo”. Si tratta di beni immobili del valore complessivo di circa 500.000€. La proposta di sequestro era stata inoltrata dal Direttore della D.I.A., su indagini ed accertamenti patrimoniali svolti dal Centro Operativo di Catania, che ha accertato l’assenza in capo al NAVANTERI di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti effettuati nel corso degli anni.


CataniaCursoti, DIA cattura ricercato Paolo Balsamo. A conclusione di una articolata attività di indagine dipanatasi mediante l’utilizzo delle attività tecniche e pedinamenti, uomini della D.I.A. di Catania, e di Torino e supportati dalla Sezione Operativa di Catanzaro, hanno tratto in arresto a Rossano (CS) il ricercato Paolo BALSAMO  video 49enne, ritenuto pericoloso elemento di spicco del clan dei Cursoti. Il personaggio era stato condannato alla pena di anni 30 per associazione mafiosa ed omicidio. I dettagli illustrati nel corso della conferenza stampa presso il Centro Operativo D.I.A.Peraltro, sullo stesso gravava un provvedimento di cumulo pene emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania. BALSAMO è stato rintracciato a Rossano (CS), in viale Santangelo, in prossimità della Stazione Ferroviaria, a bordo di un’autovettura Fiat Punto, di proprietà di una delle due donne in compagnia delle quali è stato fermato. La cattura del ricercato è avvenuta a seguito di numerosi e prolungati servizi di osservazione protrattisi a Rossano sin dalle prime ore del mattino del 14 luglio, effettuati contestualmente ad attività tecniche. Il  ricercato all’atto della cattura si stava facendo accompagnare presso la vicina stazione per allontanarsi dalla città di Rossano, ma vistasi preclusa ogni possibilità di fuga dagli uomini della DIA, non ha opposto  resistenza    facendosi trarre in arresto. Paolo BALSAMO, alias Sucasangu-Buttafuoco, è ritenuto appartenente al clan catanese dei “Cursoti”, si era reso irreperibile il   16 giugno 02015, non facendo rientro presso la struttura carceraria di Bologna, al termine del turno di lavoro che avrebbe dovuto espletare quale operatore volontario presso la cooperativa sociale “Sammartini” nella città emiliana,  in conseguenza del regime della semi-libertà cui era stato ammesso. Gravato da numerosi   precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, reati concernenti le armi e le sostanze stupefacenti, subiva diversi attentati alla sua vita ad opera delle avverse organizzazioni criminali etnee e veniva, di contro, condannato dalla Corte d’Assise di Appello di Catania, nel 2002, alla pena di 30 anni di reclusione per l’omicidio di Carmelo MURABITO, strangolato il 21 gennaio 1991 con un filo del telefono e poi bruciato. L’omicidio sarebbe maturato nell’ambito di una guerra di mafia che vide contrapposti i clan “Laudani” e “Cappello”. Il soggetto era ritenuto dagli investigatori organico negli anni 80, fino al 1991, al clan “Pillera-Cappello”, e poi sarebbe transitato   nel clan dei “Cursoti”, in particolare in una frangia capeggiata da Rosario PITTARÀ, Antonio GIUSTOLISI e Salvatore PRIVITERA, alleati con i “Cursoti” Milanesi del noto Jimmy MIANO. Più volte, nel corso del 1991, Paolo BALSAMO avrebbe manifestato l’intenzione di collaborare con l’Autorità Giudiziaria di Catania, mostrandosi tuttavia inaffidabile e sottraendosi in più occasioni al programma di cui fruiva. BALSAMO al termine delle formalità di rito è stato condotto presso la casa circondariale di Cosenza a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.


Catania -  Cosca Scalisi: estorsione, polizia esegue 8 misure cautelari.

La Polizia, su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania,   ha dato   esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 8 persone ritenute responsabili, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso - cosca Scalisi, estorsione, con l’aggravante di essere l’associazione armata. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato P.S. di Adrano ed hanno consentito di decapitare i vertici dell’organizzazione mafiosa Scalisi, operante nel comprensorio di Adrano, alleata della famiglia Laudani di Catania.   I particolari dell’operazione illustrati nel corso di una conferenza stampa presso gli uffici della Procura della Repubblica di Catania in viale XX Settembre.All’alba di oggi, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa in data 9.7.2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di: Giuseppe SCARVAGLIERI, 46enne, inteso “Pippu ‘u zoppu”, già noto, già detenuto per altra causa;Pietro MACCARRONE, 45enne, inteso “Fantozzi”, già noto, Sorvegliato Speciale di P.S.;Francesco COCO, 37enne, inteso “Ciccio mafia ”, già noto, già detenuto per altra causa;Alfio DI PRIMO, 47enne, inteso “Pisciavino”, già noto, già detenuto per altra causa;Pietro SEVERINO, 57enne, inteso “ ‘u Trummutu”, già noto, già detenuto per altra causa;Gaetano DI MARCO, 52enne, inteso “Caliddu”, già noto;Massimo DI GUARDIA, 28enne, già noto, già detenuto per altra causa;Davide DI MARCO, 27enne, già noto, già detenuto per altra causa. I personaggi sono ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, con l’aggravante di essere l’associazione armata, e Gaetano DI MARCO anche di tentata estorsione. La misura cautelare accoglie gli esiti di attività di indagine di tipo tecnico, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed eseguita dalla Squadra Mobile - Sezione Criminalità Organizzata e dal Commissariato di P.S. di Adrano, nei confronti dell'organizzazione mafiosa Scalisi, operante in territorio di Adrano (CT), alleata della famiglia catanese Laudani. Le indagini, erano state avviate nel mese di maggio 2011 e si erano concluse  nell'aprile 2012, ed  hanno permesso ai tutori dell’ordine di monitorare le dinamiche interne alla cosca, che aveva subito un duro colpo a seguito dell'operazione di Polizia "Terra Bruciata", condotta il 29 aprile 2009 dagli uffici di Polizia, in esecuzione a due distinti provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, nei confronti rispettivamente di 12 affiliati del clan Santangelo e di 15 affiliati del clan Scalisi. Le investigazioni hanno attestato come il presunto boss Giuseppe SCARVAGLIERI, sebbene detenuto, continuasse a mantenerne la leadership dettando le disposizioni per mantenere il controllo delle attività illecite nel comprensorio adranita. Proprio il  detenuto, visto che le indagini avevano coinvolto direttamente anche la madre Carmela SCALISI, il fratello Antonio SCARVAGLIERI ed altri congiunti, nonché i soggetti più rappresentativi della consorteria criminale, aveva maturato un cambio di strategia, preferendo mantenere defilati dalla gestione del sodalizio i propri familiari. Il soggetto avrebbe per tale motivo designato, quale responsabile operativo, Giuseppe SANTANGELO  - deceduto per cause naturali il 20 agosto 2014 - il quale, in attesa della scarcerazione, avrebbe goduto dell’appoggio di altri soggetti tra cui Gaetano DI MARCO il quale, in attesa della scarcerazione del Santangelo, ‘figlioccio’ di Scarvaglieri, era diventato il referente del gruppo.  Le indagini hanno evidenziato lo stato di fibrillazione presente in seno al gruppo, dovuto proprio all’assenza momentanea di un leader all’altezza di reggerne le fila, motivo per il quale la stessa famiglia Laudani di Catania era direttamente intervenuta affiancando al Di Marco un proprio referente. Tra i destinatari della misura figurano Pietro MACCARRONE, ritenuto dagli inquirenti attuale reggente della cosca, ed altri elementi di rango apicale quali Pietro SEVERINO e Francesco COCO, nonché  Gaetano DI MARCO e Alfio DI PRIMO. I poliziotti, nel corso delle indagini hanno individuato un tentativo di estorsione in danno di un imprenditore impegnato nei lavori di risistemazione della S.P. 231, il quale aveva subito il danneggiamento di un mezzo meccanico di proprietà dell’azienda, in relazione al quale il   28 dicembre 2011 erano stati tratti in arresto, in flagranza di reato, Davide DI MARCO e Massimo DI GUARDIA. L’operazione è stata denominata “Time-Out”.


Catania - Marinaio picchiato e rapinato appena uscito da discoteca, CC 4 arresti.  Il giovane aveva trascorso una  serata al BANACHER.  I Carabinieri della Stazione di Aci Castello (CT) hanno arrestato, in flagranza,  Cristian Danilo RIELA 22enne, G.G., 21anni, T.G., 24anni e B.C., 34anni, tutti abitanti nel quartiere di Librino a Catania, ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso. Le disavventure per il giovane marinaio 22enne, sono iniziate intorno alle 04:30 di  stanotte quando, dopo una serata trascorsa a ballare al “BANACHER” ad Aci Castello, è uscito nel parcheggio del locale ed ha trovato la sua auto danneggiata. Il giovane marinaio rivolgendosi al posteggiatore ha chiesto delle spiegazioni. Alcuni giovani, posti a pochi metri, si sono intromessi nella discussione e minacciando il marinaio   gli dicono di non fare storie e di andarsene. Il militare, impaurito,  è salito sulla sua auto ed allontanandosi ha chiamato il 112 raccontando l’accaduto. Il giovane, mentre stava percorrendo la SS 114 in direzione di Acireale, all’altezza del ristorante “Manteca”, è stato raggiunto da una Lancia Y con a bordo 4 individui, gli stessi che poco prima lo avevano intimidito, che,  scesi dalla loro macchina,  l’hanno “pestato” letteralmente sottraendogli una banconota da 50 euro e lo Smartphone. I maldestri, risaliti in auto sono fuggiti in direzione di Catania. La  pattuglia dell’Arma pochi secondi è sopraggiunta e, sentita la vittima, a sirene spiegate si è posta all’inseguimento dell’auto dei rapinatori, intercettata e bloccata nei pressi del Motel Agip di OGNINA. Uno degli occupanti ha cercato di disfarsi dello Smartphone depredato ma i carabinieri si sono accorti della mossa e l’hanno recuperato sotto un auto lì parcheggiata. I maldestri sono stati perquisiti e trovati in possesso di banconote dello stesso taglio di quella rapinata. Il militare, medicato al pronto soccorso dell’Ospedale Cannizzaro, è stato giudicato guaribile in 15gg  per “trauma cranio-facciale”. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Catania Piazza Lanza, così come disposto dal magistrato di turno.  

Catania  -  Procuratore Salvi saluta militari Comando Provinciale.Il Procuratore della Repubblica di Catania, Giovanni Salvi, in procinto di assumere il nuovo incarico a Roma quale Procuratore Generale presso la Corte di Appello ha salutato i Carabinieri della Provincia di Catania presso la sede di Piazza Giovanni Verga. L’alto magistrato nella circostanza ha sottolineato i traguardi operativi  in tema di lotta alla criminalità organizzata e comune raggiunti nei quattro anni della sua direzione cosi come l’impegno costante dimostrato dai presidi dell’Arma soprattutto nei territori dove questi costituiscono unica presenza dello Stato. Il  Comandante Provinciale Alessandro Casarsa ha rivolto un sentito grazie al Procuratore per la costante opera di indirizzo che ha consentito ai Carabinieri di lavorare con proficuità anche nel settore relativo alla gestione della documentazione di polizia giudiziaria fortemente rimodulato e snellito nelle procedure.


Catania  - Furto dati ed estorsione via internet: Polizia Postale scopre attività virus “Cryptolocker”. Le numerose segnalazioni che giungono dagli internauti su questo nuovo virus che imperversa ormai da un po’ di tempo sul web, ha indotto la Polizia di Stato ad aumentare le misure di prevenzione attraverso ogni strumento utile a garantire la sicurezza di chi naviga in Rete. La  Polizia Postale e delle Comunicazioni in tale contesto, ha concluso, proprio in queste ultime ore, un’operazione che ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale per associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo informatico, estorsione on line e riciclaggio degli illeciti proventi realizzati mediante la diffusione del virus “Cryptolocker”, di cui sono rimaste vittima privati cittadini ma anche aziende, private e pubbliche. Le  denunce ricevute dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni da parte di enti pubblici, imprese e liberi professionisti che sono rimasti vittima del virus in provincia di Catania, sono diverse : oltre 20 da gennaio ad oggi con ingenti danni alle attività. Molti e diversi casi registrati anche nelle province di Messina, Ragusa e Siracusa. Lo scenario è il seguente: l’ignaro utente riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce indicazioni su presunte spedizioni a suo favore oppure contenente un link relativo ad un acquisto effettuato on line a anche da altri servizi. Cliccando sul link oppure aprendo l’allegato (solitamente un documento pdf), viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie dei computer, anche di quelli eventualmente collegati in rete. Il  ricatto dei criminali informatici a questo punto si realizza  e richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in Bitcoin a fronte del quale ricevere via e-mail un programma per la decriptazione. Il Bitcoin è una moneta virtuale, esprimibile con un numero a 8 cifre decimali. Non esiste un'autorità centrale che la distribuisce e che ne traccia le transazioni in quanto le operazioni sono gestite collettivamente dal network attraverso dei siti c.d. exchanger che rilasciano monete virtuali incamerando moneta proveniente da carte di credito o altri strumenti elettronici di pagamento, ossia codici che a loro volta possono essere convertiti in denaro contante). Il valore di un BTC è stabilito dal mercato, come per ogni altro bene (attualmente 1 BTC corrisponde a circa 217 euro, ma tale valore è destinato ad aumentare, considerando che il numero massimo di BTC producibili attraverso il cd. processo di “mining” cui possono partecipare tutti i nodi della rete, è fissato a 21 milioni. La Polizia Postale ricorda che :” E’ importante non cedere al ricatto, anche perché non è certo che dopo il pagamento vengano restituiti i file criptati! Tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ovvero una copia dei propri file, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati, sono i consigli più importanti da seguire per impedire l’infezione del Cryptolocker. Per maggiori informazioni e assicurare un contatto diretto e continuativo con il cittadino, si può fare riferimento anche al Commissariato di P.S. On-line, per tutti coloro che frequentano la rete, caratterizzato da innovativi sistemi di interattività con l’utente, reperibile all’url: www.commissariatodips.it. Il portale è stato appena integrato con apposita “app” scaricabile gratuitamente dal proprio smartphone o dall’ipad per consentire di venire incontro alle crescenti richieste di assistenza e di aiuto degli utenti della Rete, in tempo reale, e di conoscere sempre di più il mondo del web, i suoi rischi e le sue opportunità”.


Aci Castello Carabinieri bloccano rapinatori in azione, 2 erano ai domiciliari. Carabinieri della Compagnia di Acireale (CT) ieri pomeriggio, ad Aci Castello (CT) a conclusione di attività info-investigativa, hanno arrestato nella flagranza di reato Massimiliano BIFFI, 33enne Rosario CAMPOLO 47enne (ritenuto dagli inquirenti presunto affiliato clan Santapaola)   e  Luciano CAVALLARO 47enne (ritenuto dagli inquirenti presunto affiliato clan Santapaola),  i primi due originari di Catania ed il terzo di Riposto (CT). I criminali, intorno alle  17:00, in parte travisati da occhiali e cappellini, armati di pistola (una Beretta cal. 7,65 con matricola punzonata), si sono introdotti in una gioielleria della zona con l’intento di mettere a segno una rapina. L’immediato intervento dei militari del Nucleo Operativo, appostati sul retro del locale e nelle immediate vicinanze,  ha fatto sì che l’azione stessa venisse sventata. I Carabinieri, tempestivamente, hanno affrontato e bloccato i due rapinatori che, entrati nell’esercizio, avevano minacciato il titolare per farsi consegnare la refurtiva, mentre il complice, rimasto all’ingresso con 1 borsa pronta ad accogliere l’eventuale bottino, è stato immediatamente fermato dai militari posizionati all’esterno della gioielleria. I militari, nel corso dell’operazione hanno inoltre sequestrato un’Alfa 147  utilizzata dai malviventi e risultata rubata nella mattinata precedente a Misterbianco (CT). I carabinieri dai successivi accertamenti hanno anche denunciato per il reato di evasione avendo rilevato che BIFFI e CAMPOLO che erano entrambi agli arresti domiciliari per altri reati. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di  Catania Piazza Lanza a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.  


Catania -  Revoca domiciliari a presidente  Pulvirenti e Cosentino.

Il massimo dirigente del Calcio Catania Nino Pulvirenti e l'amministratore delegato Pablo Cosentino  su decisione del Gip Fabio Di Giacomo che ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari dopo le dimissioni dei due dai loro incarichi ha ottenuto la revoca dei domiciliari. I due dirigenti hanno l'obbligo di firma 4 giorni a settimana in un ufficio della polizia di Stato ed il divieto di espatrio, e per questo gli sono stati ritirati i passaporti. Pulvirenti e Cosentino, erano ai domiciliari dal 23 giugno scorso per truffa e frode sportiva.


MessinaDIA sequestra beni 4 mln€ : 2 imprenditori vicini a clan “Santapaola” e  “Barcellonesi”. Si tratta di 2 personaggi Concetto BUCCERI Salvatore DI SALVO,  detto “Sam l’Americano” condannati per mafia ai quali la D.I.A. di Messina, con il coordinamento del Centro Operativo di Catania nella mattinata, ha posto i sigilli su alcune importanti attività imprenditoriali del comprensorio di Letojanni e Barcellona Pozzo di Gotto, nella provincia peloritana, riferibili, anche attraverso interposte persone, ai due noti imprenditori vicini al “Clan Santapaola” ed al “Clan dei Barcellonesi”.  La  Direzione Investigativa Antimafia - Sezione Operativa di Messina, coordinata dal Centro Operativo di Catania, nella mattinata odierna, a conclusione di un’articolata e complessa indagine, nel quadro di una più ampia attività istituzionale finalizzata all’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti dalle cosche mafiose, avvalendosi nella fase esecutiva del Commissariato della Polizia di Stato di Taormina, ha dato esecuzione a provvedimenti ablativi di beni, per un valore complessivo di circa 4.000.000,00 di  euro, nella disponibilità di Concetto BUCCERI, personaggio già noto alle forze dell’ordine, attualmente detenuto ed organicamente ritenuto inserito, secondo copiose risultanze processuali, nella consorteria criminale dei “PICANELLO”, collegata al clan mafioso etneo dei “SANTAPAOLA” e di Salvatore DI SALVO,  detto “Sam l’Americano”, anch’egli detenuto per reati di mafia, ritenuto esponente di spicco del clan dei “barcellonesi”, operante nella fascia tirrenica della provincia di Messina. I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, a conclusione di una complessa attività svolta dagli specialisti della Sezione Operativa di Messina, su proposta formulata dal Direttore della D.I.A. Nunzio Antonio FERLA, in ordine al Concetto BUCCERI e, previo coordinamento del Procuratore Capo, dr. Guido LO FORTE e dei Sostituti Procuratori della Repubblica presso la locale D.D.A. di Messina, dr. Vito di GIORGIO e dr. Angelo CAVALLO, per Salvatore DI SALVO. Le attività d’indagine, poste in essere dagli investigatori della D.I.A., previa ricostruzione di innumerevoli passaggi finanziari, hanno permesso di rilevare una considerevole incapienza reddituale dei soggetti attenzionati che, nel tempo, sono riusciti ad incrementare il loro lucroso patrimonio curando, nel contempo, le attività imprenditoriali di loro interesse. Gli elementi info-investigativi, elaborati in un’ottica di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, hanno consentito di dimostrare come i soggetti proposti siano riusciti a schermare, attraverso la compiacenza di fidate teste di legno”, anche organismi societari operanti, con fatturato considerevole, nel settore delle commesse pubbliche. Le motivazioni formulate, nell’ambito delle proposte trasmesse all’Autorità Giudiziaria messinese, hanno fotografato l’illecita accumulazione del patrimonio, risultato essere, anche sulle base delle indagini finanziarie eseguite,  sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati. Il provvedimento di sequestro ha interessato i seguenti beni:  1 impresa (società di capitali esercente attività di costruzione e opere di ingegneria civile) comprensiva del patrimonio aziendale e quote sociali;  1 (una) unità immobiliare (fabbricato) ubicata nel Comune di Gallodoro (ME); rapporti finanziari. quote sociali della P.C.T. Costruzioni S.r.l. unipersonale”, attiva nel settore dell’edilizia e del commercio di abbigliamento, con sede in Barcellona P.G., con relativo patrimonio aziendale; diversi autoveicoli, un trattore  ed un rimorchio.


Catania -   Mafia, ROS sequestro quote azionarie 6% Eurospin eredi imprenditore Bonanno. I Carabinieri del ROS hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro dei beni emesso dal Tribunale di Catania - Sezione misure di prevenzione su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica, nei confronti di Ferdinando BONANNO, imprenditore emerso nell’ambito dell’indagine IBLIS poiché legato ad esponenti apicali della famiglia di cosa nostra catanese SANTAPAOLA - ERCOLANO. Il provvedimento, che ha per oggetto il 6% delle quote azionarie della EUROSPIN SICILIA S.p.A. già intestate a Ferdinando BONANNO fino alla data del suo decesso  27 marzo 2014  ed attualmente riconducibili ai suoi eredi, scaturisce dalle risultanze emerse nel corso della indagine IBLIS con la quale, erano stati tratti in arresto 50 indagati ritenuti a vario titolo responsabili di partecipazione in associazione mafiosa (famiglie di cosa nostra di Catania, Caltagirone e Ramacca), concorso esterno in associazione mafiosa, omicidio, distruzione di cadavere, estorsioni, intestazione fittizia di beni ed altri delitti tutti aggravati dalle finalità mafiose. I ROS, in questo contesto investigativo avevano evidenziato la figura di Ferdinando BONANNO il quale all’epoca, oltre ad essere titolare della quota azionaria 6% della EUROSPIN SICILIA, ricopriva in essa la qualifica di responsabile del settore sviluppo e quindi operava nella individuazione dei luoghi per l’apertura di nuovi punti vendita della società. BONANNO, in tale veste al fine di aprire nuovi punti vendita ed espandere l’azienda nel territorio isolano, sarebbe entrato in qualificati rapporti con esponenti apicali di cosa nostra catanese e, per il tramite di questi, con quelli di altre famiglie mafiose che operano in diverse aree della Sicilia; attraverso questo sinallagmatico legame instaurato BONANNO avrebbe ottenuto indubbi benefici nello svolgimento delle sue attività e, nel contempo, si sarebbe messo a disposizione di cosa nostra garantendo talvolta ad esponenti della medesima associazione la gestione di alcuni supermercati o comunque altri benefici sia in termini economici che nell’assunzione di soggetti segnalati dal sodalizio. Nell’ambito della indagine IBLIS emergeva il particolare legame che BONANNO aveva con i fratelli Vincenzo AIELLO (all’epoca rappresentante provinciale della famiglia mafiosa SANTAPAOLA - ERCOLANO)  ed Alfio, nonché con il noto Rosario DI DIO (esponente apicale della articolazione di cosa nostra attiva nel territorio di Ramacca e Palagonia). BONANNO, attraverso i fratelli AIELLO, si sarebbe messo a disposizione di cosa nostra agrigentina, al tempo rappresentata dall’allora latitante Giuseppe FALSONE, per l’apertura di nuovi punti vendita in quel territorio. L’avvicinamento da parte dell’imprenditore avvenuto grazie ai catanesi veniva salutato con favore da FALSONE che, sfruttando questa nuova opportunità e investendo della questione l’allora capo di cosa nostra Bernardo PROVENZANO per il rispetto delle regole circa la competenza territoriale, cercava di scalfire il progetto di espansione nell’agrigentino di altra catena di supermercati promosso da Matteo MESSINA DENARO. Analoghe dinamiche venivano documentate sempre grazie alla indagine IBLIS con riferimento al territorio della provincia di Catania dove, in particolare a Palagonia, per l’apertura di un nuovo supermercato BONANNO si sarebbe relazionato con Rosario DI DIO e promosso l’acquisto di un terreno indicato dall’associazione mafiosa, trattando direttamente con DI DIO e non con il venditore. L’operazione, di contro, avrebbe assicurato a BONANNO il sostegno di tale consorteria per ottenere tutte le necessarie autorizzazioni urbanistiche e commerciali presso la pubblica amministrazione competente che, come, era all’epoca pesantemente infiltrata da cosa nostra e rappresentata al vertice dal sindaco pro tempore Fausto FAGONE (anche egli, come DI DIO, tratto in arresto a seguito dell’indagine IBLIS). Ferdinando BONANNO, anche grazie alle risultanze della indagine IBLIS, era stato condannato il 27 maggio 2013 dalla Corte di Appello di Palermo alla pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione poiché ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione mafiosa. Il provvedimento colpisce un patrimonio azionario del valore stimato in circa 3.600.000 euro.


Catania DIA confisca beni  carlentinese Nocita 700.000€. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania, in queste ore, sta eseguendo un decreto di confisca di beni mobili e immobili riconducibili a NOCITA Graziano ed al suo nucleo familiare. L’attività di confisca, in corso di esecuzione, scaturisce da un provvedimento emesso dal Tribunale di Siracusa – Sezione Penale a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Procura della Repubblica di Catania diretta dal dott. Giovanni Salvi. Graziano NOCITA, 43 anni, già gravato da numerosi precedenti penali per violazione della disciplina sugli stupefacenti, da ultimo, è stato tratto in arresto nel 2012 nell’ambito dell’operazione “Pac Man”, che ha permesso di evidenziare il ruolo condotto dallo stesso NOCITA quale promotore di un sodalizio stabilmente dedito al traffico di stupefacenti sul territorio di Augusta, Lentini, Carlentini e altri comuni della provincia di Siracusa, con diramazioni al centro – nord Italia. Nell’operazione furono sequestrati ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e marijuana che avrebbero fruttato all’organizzazione cospicue somme di denaro che sarebbero state reinvestite nel medesimo traffico illecito. Gli esiti delle indagini patrimoniali, delegati dalla DDA etnea al Centro Operativo DIA di Catania, diretta dal Dott. Renato Panvino, hanno evidenziato profili sperequativi tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto dal predetto NOCITA. L’impegno della DIA sul fronte della lotta all’accumulo di illecite ricchezze di soggetti malavitosi si è concentrato sulla puntuale verifica delle modalità di acquisizione del patrimonio del menzionato NOCITA ed è culminato con l’inoltro di una proposta di misura di prevenzione all’Autorità Giudiziaria che l’ha pienamente accolta emettendo, ai sensi della normativa antimafia, l’odierno provvedimento di confisca che fa seguito ad un precedente provvedimento di sequestro beni emesso alla fine del 2013. Il Tribunale di Siracusa, ha, in sintesi, positivamente valutato sia il curriculum criminale, rilevandone la pericolosità sociale, sia l’esito degli accertamenti patrimoniali che hanno permesso di constatare l’assenza di risorse lecite idonee a giustificare gli investimenti posti in essere, affiancata da una cospicua e generalizzata sproporzione tra i redditi dichiarati ed i patrimoni posseduti. Il provvedimento di confisca aggredisce l’intero patrimonio riconducibile al Graziano NOCITA, costituito da 4 immobili, 2 autovetture, un’impresa esercente l’attività di commercio di autoveicoli e diversi rapporti bancari per un valore complessivo stimato in circa 700.000€.


CataniaGang seriale usa esplosivo per aprire casseforti Polstrada esegue 13  misure cautelari.  Agenti della Polizia di Stato della Squadra di P.G. del Compartimento Polizia Stradale Sicilia Orientale di Catania, coadiuvati da uomini delle Squadre di P.G. Sezionali  nella mattinata hanno proceduto a  dare  esecuzione a 13  misure cautelari,  6 in carcere,  4  agli arresti domiciliari e  3  relative all’obbligo di dimora nel comune di residenza, emesse la G.I.P. di Catania su richiesta della Procura etnea, nei confronti di: Custodia Cautelare in carcere: Alfio MAUGERI  37enne  nato a Catania; Marco MUSMECI  22enne nato ad Acireale; Orazio Alfio PAPPALARDO 27enne nato a Catania; Giuseppe CASTORINA   35enne nato a Giarre; Andrea SAPIENZA  40enne nato a Giarre;Liborio PREVITI  33enne nato a Catania. Custodia Cautelare degli arresti domiciliari: Salvatore PAPPALARDO  32enne nato a Catania;Salvatore  PATANE’ 54enne nato a Catania; Giuseppe FINOCCHIARO 36enne nato  a  Catania; Gaetano ZAMMATARO  27enne nato a Catania. Misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e del divieto di allontanarsi dalla propria abitazione  dalle ore  21,00 alle ore 07,00: Gaetano FLORIO 25enne nato ad Acireale ; Ignazio RAO  24enne nato ad   Acireale; Alessandro PREVITI 23enne nato a Catania.  Le misure cautelari sono scaturite a seguito di una articolata e pressante attività investigativa, coordinata dalla Procura di Catania, effettuata  dalla Squadra di P.G. del Compartimento Polizia Stradale di Catania,  che ha portato a delineare  una associazione per delinquere finalizzata alle rapine ai danni  di  esercizi commerciali ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività di indagine ha avuto inizio a seguito di 2 rapine  consumate   il 28 s settembre 2012 ed il  27 dicembre 2012 ai danni degli esercizi commerciali  all’interno delle due   Aree di  Servizio AGIP della  A/18 ME-CT, in territorio di Aci Sant’Antonio (CT).   I  malfattori, dopo avere proceduto al sequestro degli addetti,   facevano saltare le relative  “Casse Continue”, facendole esplodere ed inserendovi all’interno del gas acetilene attraverso una cannula  collegata ad una bombola di gas,  e poi sigillando lo sportello con poliuretano  espanso e con del  das.   I  rapinatori nelle  due occasioni si impossessarono della somma di  62.000 €  circa contenuta nelle  due casse. Le investigazioni successive consentirono di delineare un agguerrito e pericoloso  sodalizio criminale,  vicino alla famiglia mafiosa “Santapaola”  operante  soprattutto nel territorio ionico - acese,  dedito costantemente  alle rapine, quasi  sempre con la medesima  tecnica esplosiva.  L’attività criminosa in ogni circostanza, poneva in serio pericolo l’incolumità  degli astanti,  poiché l’esplosione non risultava spesso controllata; infatti in una occasione, l’intera somma contenuta nella cassa, circa € 43.000, 00  andava  totalmente distrutta dalle fiamme. I soggetti, anche durante l’esecuzione delle attività criminose sono risultati particolarmente agguerriti tanto ché, in una occasione, uno dei componenti ha esploso un colpo di  fucile caricato a pallettoni  senza, comunque, attingere fortunatamente  alcuna persona. Le indagini esperite al fine di individuare i responsabili, consentivano di accertare anche l’esistenza di una attività di spaccio di sostanze stupefacenti nella quale alcuni degli associati risultavano particolarmente attivi. Gli inquirenti, durante l’attività hanno proceduto all’arresto in flagranza  di 6 soggetti, 3 dei quali oggi  raggiunti dalla misura cautelare,  i quali  si stavano portando presso un supermercato, dotato di cassa continua, per effettuare l’ennesima  rapina. I malfattori, nella circostanza, venivano intercettati in una auto FIAT Fiorino, 2 nei posti anteriori e 3 dentro il cassone, i quali, al momento, erano armati, con pistole e fucile a canne mozze,  ed incappucciati con a seguito tutto l’occorrente per fare saltare la cassa dell’esercizio commerciale e precisamente un supermercato sito nel comune di Santa Venerina (CT). L’attività ha consentito di accertare che il sodalizio si era reso responsabile, nell’arco temporale di sei mesi,  di altre 6  rapine. La misura cautelare ad Alfio Orazio PAPPALARDO è stata notificata presso la casa circondariale di Enna, dove si trovava detenuto, mentre ad Alfio MAUGERI  veniva notificata presso una comunità di recupero di Messina. Altri due soggetti, destinatari della misura risultano attualmente irreperibili e sono attivamente ricercati.


Misterbianco Cocaina in caramelle, colombiano già residente in manette. Polizia di Stato di Catania ieri, ha effettuato 2 distinte operazioni di contrasto al fenomeno del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti traendo in arresto 5 persone.  La Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” ha tratto in arresto: John Einer DIAZ MOSQUERA  35enne responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina. I poliziotti della stessa sezione avevano appreso che un colombiano domiciliato a Misterbianco, identificato per  John Einer DIAZ MOSQUERA, con precedenti specifici in materia di droga, era in possesso di cocaina. Gli investigatori, dopo opportuni accertamenti, hanno predisposto una mirata attività   culminata con una perquisizione domiciliare. Gli agenti, ad esito dell’indagine, presso il domicilio del soggetto, hanno rinvenuto un involucro  contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr.36,00 circa nonché sostanza da taglio e due bilancini di precisione. La  pervicacia degli investigatori, non disgiunta da un formidabile “fiuto” investigativo ha portato l’attenzione di 1 dei poliziotti su una busta di caramelle marca “Colombina” contenente 1 caramella che risultava successivamente composta in parte da sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr 3,8. Espletate le formalità di rito, il soggetto è stato dichiarato in   arresto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaAntidroga infiltrata blocca 2 corrieri con 5,5 kg. cocaina e 2 fornitori. La Sezione “Antidroga “ha tratto in arresto

: Paola Vittoria CREA,  38enne, Giovanni GIORGI,  42enne già noto,  Walter BUSCEMA, 22enne già noto Andrea Giovanni BUSCEMA, 25enne, responsabili, in concorso tra loro, del reato di trasporto, detenzione, cessione e acquisto di sostanza stupefacente del tipo cocaina.A seguito di attività info-investigativa Uomini della Squadra Mobile Sezione “Antidroga” avevano appreso che i germani  Andrea Giovanni BUSCEMA  e Walter, quest’ultimo soggetto già noto agli investigatori per reati in materia di stupefacenti e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, doveva ricevere un carico di cocaina da un soggetto calabrese della Locride, segnatamente di Bovalino, indicato come Giovanni GIORGI, anch’egli già noto per reati in materia di stupefacenti. Le notizie erano che nella mattina del 26 giugno sarebbe  giunto a Catania  Giovanni GIORGI che avrebbe scortato una donna, in viaggio da sola a bordo di una Fiat croma di colore grigio metallizzato, all’interno della quale era stato occultato lo stupefacente. Poliziotti della Squadra Mobile, dalle prime ore del mattino di ieri, dopo avere effettuato preliminari accertamenti che consentivano di appurare che GIORGI aveva nella disponibilità una Renault Captur (intestata alla moglie), hanno predisposto un mirato servizio di osservazione presso i caselli dell’autostrada A/18 a San Gregorio. Gli investigatori, dopo lunghe ore di attesa, hanno notato un’auto Fiat Croma con a bordo una donna, successivamente identificata per Crea Paola Vittoria. Gli agenti hanno proceduto a bloccare la donna, seguita a distanza da Giovanni GIORGI a bordo proprio della Renault Captur segnalata, entrambi provenienti dalla Calabria.  La donna ha manifestato subito segni di insofferenza: la sua eccessiva irrequietezza lasciava ritenere che la soffiata potesse essere giusta, pertanto i due sono stati condotti pressi gli Uffici della Mobile. I tutori dell’ordine, a seguito di minuziosa perquisizione, all’interno dell’autovettura condotta dalla CREA, abilmente occultati sotto il sedile anteriore, hanno rinvenuto i  5 panetti contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di kg. 5,5. Il  controllo immediato dei telefoni ha dato modo di accertare come Vittoria CREA comunicasse, durante il tragitto Locride-Catania, tramite “WhatsApp”, con Giovanni GIORGI che utilizzava come nome profilo “Scarface”, il quale si sincerava della regolarità del viaggio. GIORGI durante il controllo è stato trovato in possesso di un ulteriore apparecchio cellulare dove erano presenti  sms intercorsi con  Walter BUSCEMA, destinatario indicato dello stupefacente che dal tenore dei messaggi era chiaro fosse in attesa del carico. Gli  investigatori sfruttando tale elemento, hanno inviato, dal telefono del  IORGI, un messaggio verso l’utenza di Buscema, recitante “Buon giorno 20 minuti sono da te” che rispondeva “Ok”. Gli Agenti dell’Antidroga, utilizzando la vettura del GIORGI, si sono recati presso l’abitazione di Walter BUSCEMA, e giunti nei pressi hanno inviato un ulteriore messaggio verso la sua utenza: “Mi apri” .  Walter BUSCEMA, affacciatosi dal balcone della sua abitazione, notata l’auto del GIORGI che evidentemente conosceva utilizzando un telecomando, ha aperto il cancello automatico  che dava accesso ai garage. I fratelli  BUSCEMA, sull’uscio di casa sono rimasti esterrefatti poiché  si sono trovati di fronte gli Agenti dell’Antidroga che nel corso della  perquisizione domiciliare hanno rinvenuto e sequestrato la somma  di 43.000€ in contanti, che costituiva un acconto per l’acquisto dello stupefacente. Espletate le formalità di rito, i soggetti sono stati associati presso il carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania - La Squadra Mobile ha arrestato ai domiciliari Francesco Alfio TERRANOVA  52enne già noto sfuggito alla cattura lo scorso 16 giugno nell’esecuzione dell’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa l’8 giugno 2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di  30 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (cosca Mazzei- “Carcagnusi”), associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, estorsione, rapina, furto e reati in materia di armi, aggravati dall’art.7 L.203/91.  Il soggetto, ieri sera, si è presentato spontaneamente presso gli uffici della Mobile, dove i tutori dell’ordine hanno formalizzato l’arresto e, quindi, l’hanno sottoposto agli arresti domiciliari.

Catania - La Squadra Mobile ha dato esecuzione di un ordine, di carcerazione, eseguito nei confronti del già noto Dario RUSSO,  42enne, destinatario di ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il 17.6.2015 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania. Il soggetto deve espiare la pena di 2 anni, 5 mesi e 15 giorni di reclusione per il reato di furto aggravato.


CataniaOperazione “i treni del gol” per vertici Calcio Catania: Pulvirenti, Cosentino e Delli ai domiciliari.   video Pulvirenti La DIGOS della Questura di Catania ha eseguito 7 Ordini di Custodia Cautelare nei confronti dei vertici del Calcio Catania, tra cui lo stesso presidente Antonino Pulvirenti. Uomini della DIGOS di Catania su ordine della locale Procura Distrettuale della Repubblica, con l’ausilio di agenti della DIGOS  delle Questure di Roma, Chieti,  e Campobasso e del Compartimento della Polizia Postale di Catania hanno dato esecuzione alle 7 ordinanze di custodia cautelare con cui è stata disposta la misura degli arresti domiciliari con contestuale perquisizione anche informatica a carico delle 7 persone ritenute responsabili  di frode in competizioni sportive  e di truffe, diretti ad influire sul risultato e ad alterare, nel campionato di calcio di serie “B” , il naturale esito delle partite in cui era impegnato il Calcio Catania con la conseguente vittoria della società. Le misure sono state adottate per Antonino PULVIRENTI   52anni detto Nino, nato a Catania, Presidente del ‘Calcio Catania’; Pablo Gustavo COSENTINO, 47enne nato a Buenos Aires (Argentina), Amministratore Delegato del ‘Calcio Catania’; Daniele DELLI CARRI,  43enne nato a Foggia, ex Direttore Sportivo del ‘Calcio Catania’; Giovanni Luca IMPELLIZZERI,  43enne nato a Catania, Agente di scommesse sportive on-line; Piero DI LUZIO,  51enne nato a Roma, tesserato del ‘Genoa Cricket and Football Club’; Fabrizio MILOZZI,  45enne nato a Roma già noto; Fernando Antonio ARBOTTI  55enne alias Michele, 55enne nato a Montecilfone (CB), Procuratore Sportivo e Agente F.I.F.A. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e condotta dalla D.I.G.O.S. di Catania, si è avvalsa anche del supporto di servizi d’intercettazione telefonica. Gli investigatori hanno messo in luce, per tutta la durata delle operazioni tecniche, numerose conversazioni particolarmente esplicative del modus operandi adottato per alterare fraudolentemente l’esito degli incontri di calcio del Catania validi per il campionato di ‘Serie B’. I poliziotti hanno raccolto importanti elementi a sostegno dell’esistenza di un’associazione per delinquere composta dai soggetti indagati con una struttura organizzativa stabile articolata in diversi ruoli e compiti e finalizzata a realizzare una serie indeterminata di delitti di frode in competizioni sportive e di truffe diretti ad influire sul risultato e ad alterare, nel campionato di calcio di serie B, il naturale esito delle partite in cui era impegnato il Calcio Catania con la conseguente vittoria di quest’ultima società. L’origine dell’associazione per delinquere può verosimilmente farsi risalire al mese di marzo 2015 allorquando, in considerazione della difficile situazione in classifica del campionato di ‘Serie B’ a seguito della sconfitta esterna con la  Virtus Entella  del 21 marzo 2015, in piena zona retrocessione, i vertici della società rappresentati dal Presidente Antonino PULVIRENTI, dal direttore sportivo Daniele DELLI CARRI e dall’amministratore delegato Pablo Gustavo COSENTINO, avrebbero deciso di attivarsi e prendere contatto con gli altri indagati per realizzare una serie indeterminata di delitti di frode sportiva favorendo le vittorie della squadra etnea negli incontri di calcio che si sarebbero disputati da quel momento in poi.L’associazione, che utilizzava un modus operandi sempre identico, avrebbe goduto di consistenti risorse economiche e finanziarie messe a disposizione da Gianluca IMPELLIZZERI utilizzate per pagare i favori dei partecipanti alle manifestazioni sportive, nonché di risorse umane, contatti e rapporti di conoscenza vantati dall’ARBOTTI per individuare ed avvicinare i calciatori ritenuti disposti a offrire le loro prestazioni in cambio di un’offerta o promessa di denaro. La DIGOS nel corso delle conversazioni, avrebbe rilevato che gli indagati, al fine di celare il contenuto del programma delinquenziale, avrebbero adoperato  un linguaggio ritenuto volutamente criptico ed allusivo, svelato dagli investigatori di Polizia Giudiziaria, utilizzando un codice linguistico cifrato che sarebbe corrispondente allo schema seguente: “il magistrato” = il presidente PULVIRENTI; “l’udienza o la causa” = l’incontro di calcio; “tariffa o parcella dell’avvocato” = prezzo per la corruzione del calciatore; “il treno” = il calciatore; “l’orario del treno o il binario” = il numero di maglia del calciatore. Allo stato le partite di ‘Serie B’ di cui gli inquirenti   ritengono accertata la combine sarebbero 5:  Varese-Catania disputatasi il  2 aprile 2015 e terminata con il risultato di 0-3; Catania–Trapani disputatasi in data 11 aprile 2015 e terminata con il risultato di 4-1; Latina-Catania disputatasi in data 19  aprile  2015 e terminata con il risultato di 1-2; Catania–Ternana disputatasi in data 24 aprile 2015 e terminata con il risultato di 2-0; Catania–Livorno disputatasi in data 2 maggio 2015 e terminata con il risultato di 1-1. Sotto indagine è anche la partita Catania–Avellino disputatasi in data 29 marzo 2015 e terminata con il risultato di 1-0.


Trecastagni Droga, 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Trecastagni collaborati dai militari del  Nucleo Cinofili di Nicolosi hanno arrestato Roberto CERAMI, 41enne, domiciliato a Pedara, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I  militari, di mattina a conclusione di un’articolata attività info investigativa, hanno proceduto ad una perquisizione nell’abitazione del soggetto rinvenendo e sequestrando, abilmente occultati nell’armadio della camera da letto, 1 busta di cellophane contenente 3 panetti di cocaina, per un peso complessivo di 42 grammi, 1 bilancino di precisione. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima.


Catania -  Svaligiano auto a turisti australiani, Condor prendono 3 con refurtiva. La Polizia di Stato ieri mattina  ha tratto in arresto : Fabio RACITI  40enne già noto, Federico RACITI  33enne già noto, Natale Antonio Valentino LEOTTA  30enne ritenuti responsabili, in concorso, di furto aggravato. La cosiddetta  criminalità diffusa negli ultimi tempi ha fatto registrare una serie di furti su auto lasciate in sosta nella zona del centro storico. I tutori dell’ordine hanno  rilevato che in più circostanze, specie nella zona della pescheria, della piazza F. di Svevia, etc, ignari turisti nel riprendere l’auto hanno avuto la sgradita sorpresa di non trovare più i propri bagagli lasciati nel cofano. Uomini della Sezione “Contrasto al crimine diffuso”, sulla scorta di indicazioni operative del Signor Questore di Catania, dopo una attenta pianificazione degli elementi analizzati, hanno intensificato i controlli nelle zone a rischio avendo cura di controllare anche i sistemi di video - sorveglianza di attività commerciali al fine di recuperare dati investigativi interessanti. L’attività investigativa ieri mattina, ha dato i suoi frutti quando, agenti della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso della Squadra Mobile, transitando per la via Porta di Ferro, all’angolo con la via Barcaioli, hanno notatoi due Raciti, soggetti ben conosciuti dai “Condor”, ed un terzo amico,  Natale Antonio Valentino Leotta, nell’atto di introdursi in uno stabile  proprio in via Barcaioli, recando al seguito vistosi trolley. I tutori dell’ordine  considerando il fatto che i due Raciti sono già noti per la commissione di furti su auto in danno di turisti in transito hanno dato una rapida occhiata nelle immediate vicinanze e subito individuato un’autovettura Citroen C4 modello Picasso, con il vetro anteriore destro rotto, parcheggiata nella Piazza Cutelli. Gli agenti, a quel punto, non avendo più dubbi sul fatto che i trolley fossero provento di furto, hanno fatto irruzione nello stabile e tra il terzo ed il quarto piano, hanno rinvenuto, sparsi sulle scale, 4 trolley aperti ed alcune buste in plastica, nonché alcune borse contenenti effetti personali ed altro materiale tutto riversato per terra. I poliziotti, nello stesso tempo hanno udito trambusto provenire dalla terrazza. Gli agenti hanno rilevato che all’interno di un appartamento in stato di abbandono, in prossimità della terrazza e raggiungibile solo da essa, vi erano ed hanno sorpreso Federico e Fabio Raciti, mentre tentavano la fuga. i maldestri sono stati prontamente  bloccati sul posto. Il terzo amico, riconosciuto come proprio Natale Leotta, visto poco prima entrare nello stabile insieme ai due Raciti, notati  i poliziotti era fuggito lanciandosi da uno dei balconi dell’appartamento, su di un altro del palazzo attiguo, sfruttando la vicinanza tra i due edifici riuscendo, dandosi momentaneamente alla fuga. Il fuggitivo è stato ricercato con esito negativo, sia nella sua abitazione che nelle zone dallo stesso frequentate. I due malviventi fermati, sono stati dichiarati in arresto perché responsabili di furto e ricettazione, e condotti in ufficio. Il materiale rinvenuto è stato portato negli uffici in attesa di essere restituito   ai legittimi proprietari. Altri poliziotti hanno rintracciato 4 australiani in vacanza in Sicilia ed in transito a Catania, i quali avevano noleggiato la Citroen C4 per visitare la città e l’avevano momentaneamente posteggiata proprio in Piazza Cutelli aggirandosi a  piedi nella zona del Teatro Massimo. I derubati  in ufficio, hanno visionato e riconosciuto tutti i bagagli recuperati come appartenenti a loro e quindi, dopo aver appurato che nulla mancava, in sede di denuncia, il tutto veniva loro restituito e nell’occasione  mostravano gratitudine alla Polizia di Stato. Leotta, che si era reso momentaneamente irreperibile, lo stesso pomeriggio, si è presentato alla polizia  e dopo le contestazioni a suo carico, è stato posto in   arresto ed associato, insieme agli altri due, presso la casa Circondariale di Piazza Lanza e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.    


Catania - 201° Annuale Fondazione Arma Carabinieri. La  cerimonia  per il 201° anniversario  della fondazione dell’Arma dei Carabinieri è stata celebrata il 5 giugno, alle ore 18,30,  nella  caserma “Vincenzo Giustino” di Piazza Giovanni Verga, storica sede del Comando Provinciale Carabinieri di Catania. Il Comandante Provinciale, Colonnello Alessandro Casarsa, durante l’evento, con lo schieramento di un Reparto di formazione e con rappresentanze delle singole specialità dell’Arma, degli organismi di rappresentanza e dell’Associazione Nazionale  Carabinieri, alla presenza delle Autorità cittadine, ha riassunto i numerosi risultati conseguiti dall’Arma etnea ed ha proceduto alla consegna delle  ricompense ai militari maggiormente distintisi in attività di servizio. La  cerimonia ha avuto un momento solenne durante la lettura dei messaggi  del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Tullio Del Sette.

Catania - Pannello decorativo inaugurato in occasione del 201° anniversario dell’Arma dei Carabinieri. La  cerimonia commemorativa del 201° anniversario della fondazione dell’Arma si è svolta nella splendida cornice della Caserma  “Vincenzo  Giustino”,   sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania. Il  Colonnello Alessandro Casarsa,  Comandante Provinciale dei Carabinieri ha ricevuto le innumerevoli  Autorità militari, civili e  politiche, che hanno preso parte  alla celebrazione del 201° anniversario dell’Arma dei Carabinieri, che prevedeva fra le altre  cose l’assegnazione  di alcune ricompense, benemerenze ed encomi ai  militari dell’Arma che si sono particolarmente distinti nell’esercizio delle proprie funzioni. Un  pannello decorativo in ceramica con  cornice  in noce  antico è stato posto nei locali,  in piazza Giovanni Verga e più precisamente nella sala operativa adibita a sala stampa. L’opera è stata  realizzata dal prof. Sebastiano Aiello  al cui montaggio ha collaborato fattivamente  il sig. Gaetano Rizzo,  facente parte del personale ATA del Liceo Artistico Regionale “Raffaele Libertini” di Grammichele. Completavano la delegazione del liceo il dirigente scolastico, prof. Massimo S. Inzirillo e la  sig. ra Caterina Luisa Digeronimo – direttore S.G.A. Presenti anche alla cerimonia l’onorevole Concetta Raia e il senatore Pippo Compagnone.Il pannello (mt lineari 2,20 x 1.60) realizzato da mattonelle di cm 20x20  rivestito da smalto ceramico cavillato è suddiviso in tre sezioni:La prima parte è rappresentata da due fasce monocromatiche dove vengono raffigurate  nell’una la storia, vista attraverso le civiltà che si sono succedute nel corso dei secoli che partendo dal  periodo ellenico passa per quello romano, medievale, rinascimentale e barocco fino all’Unità d’Italia; la seconda, considerata la vocazione agricola del territorio siciliano, rappresenta invece scene del mondo contadino e rurale, con tutte le sue sfaccettature: carretto siciliano, frutti della terra,  spighe di grano, pane e cesti di frutta. ai frutti della terra fanno da contraltare i frutti della pesca che provengono dal mare mediterraneo. Le due fasce sono contornate da un  intreccio di foglie di acanto  al cui interno sono stati posti  i simboli araldici delle otto sezioni relative alle compagnie delle città’ che le ospitano: Catania, Acireale, Giarre, Gravina di Catania, Caltagirone, Paternò,  Palagonia e Randazzo. Nella parte centrale campeggia invece,  l’immagine del territorio della provincia di Catania con  i suoi terreni  pianeggianti, le colline ed  il mare sovrastati da quel miracolo naturale che è il vulcano Etna. Nella parte destra l’araldica ufficiale dell’Arma dei Carabinieri con il solenne motto che li contraddistingue “ Nei Secoli Fedeli”, il  tutto racchiuso e  contornato da una cornice che formalmente somiglia ad un occhio stilizzato, metafora dello sguardo scrupoloso ed incisivo del carabiniere  attento osservatore di tutto quel territorio che  comprende cielo, terra e mare.


CataniaGuardia Costiera sequestra area demaniale marittima occupata abusivamente. Il Nucleo Operativo Difesa Mare della Guardia Costiera in viale Kennedy – Plaja  durante i controlli del litorale catanese effettuati  ieri,  è intervenuto dove era stata occupata abusivamente un’area  di circa 120 mq., mediante il posizionamento di recinzioni in legno, piante, vasi, panchine e tavoli ad uso esclusivo dell’attigua attività di ristorazione. L’area è stata immediatamente sottoposta a sequestro dai militari della Guardia Costiera, mentre i responsabili dell’illecito sono stati deferiti all’autorità Giudiziaria. 

Catania - Guardia Costiera sequestra ad Acitrezza solarium abusivo. Il Nucleo Operativo Difesa Mare del Comando di Catania nell’ambito dei normali controlli sul demanio marittimo, che si sono intensificati con l’inizio della stagione balneare, ieri è intervenuto nel tratto di costa prospiciente via Livorno,146 in località Acitrezza, dove era stato realizzato abusivamente un solarium in legno di circa 400mq. sulla scogliera. Il solarium è stato immediatamente sottoposto a sequestro dai militari della Guardia Costiera, mentre i responsabili dell’illecito sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria. La Guardia Costiera ha, inoltre, rilevato ed accertato che non sussistevano i requisiti di sicurezza a tutela dei bagnanti in quanto la struttura in questione era priva delle previste certificazioni strutturali e del servizio di assistenza ai bagnati.


CataniaROS e CC sequestrano beni mafia, 22 milioni€ : 26 immobili, 9 imprese, 6 disponibilità finanziarie. I beni sono riconducibili a Giuseppe Sandro Maria MONACO.


Catania  Unificazione forze polizia: #piazzapermanente Gianni Tonelli  a Catania.  Giuseppe COCO  Segretario Provinciale SAP informa che il  camper del SAP raccoglie le firme dei cittadini per chiedere l’unificazione delle forze di polizia “7 FORZE DI POLIZIA: NO GRAZIE!”. Il Camper del SAP proviene dalla vicina Calabria, ed ha già fatto tappa in molte provincie italiane,  domenica 30 novembre, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, in Piazza Stesicoro a Catania, inizierà il tour siciliano per la battaglia del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP). Il titolo è “#piazzapermanente”,  a sostegno della proposta di unificazione delle Forze di Polizia.

Gianni TONELLI Segretario Generale del SAP, è con il vice Presidente Rosario Indelicato e l’intera Segreteria Provinciale di Catania, impegnati in raccolta firme dei cittadini etnei nell’ambito della petizione a favore della razionalizzazione dell’apparato sicurezza e la conseguente unificazione dei corpi. Giuseppe COCO Segretario Provinciale del SAP di Catania sostiene: “E’ un modo per dire no agli sprechi, diminuendo la spesa e migliorando l’utilizzo delle risorse umane. “+ sicurezza – tasse” è lo slogan che in pochi mesi ha già raccolto il consenso di migliaia di italiani grazie al tour che il camper del SAP sta effettuando in lungo e in largo per la penisola con il suo Segretario Generale. E’ una riforma che viene chiesta, in primis, dagli operatori della sicurezza ma anche dall’Unione Europea. L’Italia è l’unico paese al mondo ad avere ben 7 forze di Polizia, 5 a carattere nazionale e 2 locale senza contare Vigili del Fuoco e Guardia Costiera.  Un apparato di sicurezza ridondante e poco efficiente sul piano economico. Il vero risparmio starebbe nell’accorpare le 7 forze di Polizia che riordinate (e non tagliate) porterebbe un risparmio stimato di 2/3 miliardi di euro. Non è chiudendo oltre 200 presidi di Polizia, come ha intenzione di fare il Governo in carica, che si da più sicurezza ai cittadini italiani. La petizione, oltre che domenica in piazza Stesicoro, può essere sottoscritta via web all’indirizzo www.poliziaunita.it”.


 

CataniaPolizia, 84 migranti, 1  fermo : immigrazione clandestina. Indiziato  di delitto è Gibi MBALO, 35enne nato in Senegal, in quanto gravemente indiziato del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il soggetto a conclusione delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania - Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione,  è stato individuato quale conducente di un gommone di 10 metri circa, privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 84 migranti soccorsi, in acque internazionali, dal pattugliatore della Guardia Costiera “CP 904 Fiorillo” giunto, alle ore 11.00 circa di ieri, presso il Porto di Catania. Il  fermato espletate le formalità di rito, è stato associato presso il carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Catania - Presidente  Tribunale  Catania  Di Marco  ringrazia  CSM v.pres. Legnini. Il Presidente del Tribunale di Catania, dott. Bruno Di Marco, ha scritto in una nota :"  ringrazia sentitamente il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, dott. Onorevole Giovanni Legnini, per la considerazione pubblicamente manifestata nei confronti degli Uffici Giudiziari di Catania nella drammatica emergenza degli sbarchi, e in particolare per la Procura della Repubblica e per l’Ufficio GIP. firmato Dott. Bruno di Marco"

CataniaNaufragio, 1 ricovero al Cannizzaro: probabili imbarcati 950, circa 200 donne e  40 o 50 bambini. Secondo le prime informazioni raccolte, i migranti naufragati provengono da diverse Nazioni, tra cui Algeria, Egitto, Somalia, Nigeria, Senegal, Mali, Zambia , Bangladesh, Ghana. Il migrante ricoverato al Cannizzaro è del Bangladesh ed è in cura per patologie di natura indipendente dal naufragio. Lo sventurato è stato sentito dalla Squadra Mobile ed ha reso dichiarazioni anche circa il numero dei migranti a bordo del peschereccio, che ha indicato in 950, tra cui circa 200 donne e tra i 40 e i 50 bambini.  Questa indicazione dovrà essere sottoposta a verifica. Molti migranti, secondo le dichiarazioni del testimone, sarebbero stati stipati nei livelli inferiori della barca ed i trafficanti avrebbero chiuso i portelloni, impedendone l'uscita. Il peschereccio sarebbe partito da un porto libico a 50 chilometri da Tripoli. La Procura della Repubblica ha dato direttive perché le operazioni di ricerca e salvataggio abbiano ovviamente precedenza sulle investigazioni. E' comunque iniziata la raccolta delle dichiarazioni dei superstiti a bordo delle navi della Guardia Costiera.Gli inquirenti procedono per i delitti di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e reati in materia di traffico di migranti. Gli investigatori all'esito delle prime indagini valuteranno le responsabilità penali e meglio qualificate giuridicamente le condotte. Le indagini sono condotte dalla Guardia Costiera e dalla Polizia di Stato, Squadra Mobile di Catania e Servizio Centrale Operativo.

Catania - 398 migranti: polizia individua 2 senegalesi conducenti gommone. Si tratta di Malle CISSOKHO 36enne ed Abdourahmane NIANG 23enne .  I 398 sventurati erano giunti, nella mattinata di ieri, presso l’ambito portuale sull’unità della Guardia Costiera, “Dattilo C.P. 940”, con a bordo i 398 migranti. Tutti  sarebbero provenienti dall’Africa subsahariana ed hanno viaggiato a bordo di quattro gommoni, soccorsi il 19 marzo scorso nell’ambito di tre distinti eventi S.A.R. (2 dei gommoni sono stati soccorsi nel medesimo evento). Le attività investigative condotte dalla Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione”, svolte in collaborazione con la Guardia Costiera, hanno portato al fermo del senegalese Malle CISSOKHO 36enne individuato quale conducente di un gommone di 10 metri circa, privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 96 migranti. Le indagini sono proseguite per giungere alla identificazione degli scafisti degli altri natanti. Gli uomini   della Sezione hanno raggiunto la città di Ragusa dove erano stati trasferiti parte dei migranti. Nel centro ibleo, I poliziotti , in collaborazione con personale della Squadra Mobile di Ragusa, sono giunti all’identificazione di altro cittadino senegalese Abdourahmane NIANG 23enne individuato quale conducente di un gommone di 12 metri circa, anch’esso privo di bandiera e sigla di identificazione, su cui viaggiavano 101 migranti. I fermati sono stati associati rispettivamente presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza”  e quella di Ragusa, a disposizione delle rispettive Autorità Giudiziarie.


Catania SCO arresta a Malta superlatitante Sebastiano BRUNNO. Uomini delle Squadre Mobili di Catania e Siracusa e del Servizio Centrale Operativo, con la collaborazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, nella tarda mattinata ad esito di complesse indagini coordinate dalla D.D.A. di Catania, hanno tratto in arresto nell’isola di Malta: Sebastiano BRUNNO, 56enne, inteso “Neddu ‘a crapa”, latitante. Il soggetto, latitante dal mese di marzo 2009, inserito nell’"Elenco dei latitanti pericolosi", era stato colpito da ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il  6 marzo 2009 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania - Ufficio esecuzioni penali - dovendo espiare la pena dell’ergastolo, per associazione per delinquere di stampo mafioso ed omicidio di  Nicolò AGNELLO, avvenuto nel 1992 a Lentini (SR) nell’ambito della faida tra le cosche mafiose antagoniste NARDO e DI SALVO. I poliziotti italiani, in collaborazione con la Polizia maltese, dopo avere localizzato l’abitazione utilizzata da Sebastiano BRUNNO, ubicata in località San Pawl Il Bahar, l’hanno fermato su strada.   Il  latitante ha esibito una carta d’identità intestata ad un uomo palermitano  di 49 anni.  Sebastiano BRUNNO è ritenuto reggente dell’organizzazione mafiosa Nardo, operante nel comprensorio settentrionale della provincia di Siracusa, con interessi anche nel comune catanese di Scordia, storicamente legata alla famiglia di Cosa nostra catanese - cosca Santapaola - Ercolano. I particolari dell’operazione, tuttora in atto, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa presso la Questura di Catania alle ore 11.00 del 3 ottobre. BRUNNO è stato rintracciato a 17 km dalla capitale maltese La Valletta. Il ricercato si era stabilito al secondo piano di una palazzina di tre piani; l’appartamento, è dotato di tutti i confort, si presentava in discrete condizioni di pulizia. La perquisizione eseguita dalla polizia operante ha permesso di rinvenire: la somma in contanti di 1.500 euro, 1 computer portatile ed 1 telefonino cellulare con sim maltese, materiale che, con la carta d’identità, sarà sottoposto ai dovuti accertamenti, anche al fine d’individuare la filiera dei fiancheggiatori del latitante. BRUNNO, dopo un lungo appostamento all’esterno dell’abitazione, dopo essere stato pedinato, è stato bloccato dai poliziotti, con un amico; il ricercato si stava recando in una zona certo per pranzare, dove  ci son numerosi ristoranti e pizzerie un Casinò. Sono in corso di esecuzione gli adempimenti nel territorio straniero per la successiva estradizione del catturato. 



Catania - Pesca frodo fermata da uomini Capitaneria Porto.  Reparti  operativi della Guardia Costiera della Direzione Marittima di Catania, al termine di complesse attività d’indagine e controllo del territorio, hanno eseguito una brillante operazione finalizzata al contrasto della pesca illegale del Tonno Rosso. I militari della Guardia Costiera hanno sequestrato circa 5 tonnellate di tonno rosso pescato, illegalmente, da 2 motopescherecci nel tratto di mare compreso tra il porto di Pozzillo ed il Porto di Riposto.  Uomini delle motovedette delle Capitanerie di Porto di Catania, Riposto e Acireale hanno preso parte all’operazione, a testimonianza del costante e continuo monitoraggio del mare e del territorio di giurisdizione. I militari, al termine dell’operazione, hanno provveduto a redigere apposita notizia di reato e l’invio degli atti alla competente Autorità Giudiziaria, elevando contestualmente verbali amministrativi per un importo superiore a 15.000€ e la decurtazione di 11 punti dai titoli professionali dei Comandanti dei pescherecci. Gli esemplari di tonno rosso sottomisura, a seguito di controllo sanitario da parte dei veterinari dell’Asp di competenza, che l’hanno giudicato commestibile, è stato interamente devoluto alle associazioni caritatevoli e di beneficienza, il restante pescato verrà battuto all’asta per il successiva vendita.

 


 



Notizie

LAV : NON

 

ABBANDONARLI

 


Santa Venerina  CTCC bloccano 80enne armato di pistola: minaccia vicino. I Carabinieri della Stazione di Santa Venerina (CT) hanno arrestato, nella flagranza, un pensionato, reo di minaccia aggravata e porto abusivo di arma clandestina.  Il  pensionato,  ieri pomeriggio, nelle campagne di Santa Venerina,  nella frazione di Linera, al culmine di una lite col confinante di 65 anni, sull’utilizzo o meno di una strada interpoderale, ha estratto 1 pistola minacciandolo di morte. La vittima, impaurita, è scappata  rifugiandosi nella caserma dei Carabinieri che sentendo i fatti si sono messi immediatamente alla ricerca del soggetto. L’anziano è stato  fermato poco dopo nei pressi della sua abitazione con la pistola ancora risposta sul sedile anteriore dell’auto.  L’arma, una “Beretta” cal.6,35, con la matricola abrasa e 3 proiettili  nel serbatoio, è stata sequestrata e, nei prossimi giorni, sarà esaminata dagli specialisti del RIS di Messina per stabilirne l’eventuale utilizzo in pregressi episodi criminosi. L’anziano arrestato, dopo le formalità di rito, è stato rimesso in libertà così come disposto dal magistrato di turno.


Catania - Minacce e percosse all’ex: CC, 52enne in carcere.  I Carabinieri della Stazione di Catania Librino hanno arrestato un catanese di 52enne già noto, reo di atti persecutori e lesioni personali gravi. Le indagini degli uomini dell’Arma, svolte a seguito della denuncia della vittima, hanno finito l’incubo per una 42enne catanese presa di mira dall’ex convivente. Il soggetto, per costringere la vittima a riprendere la relazione amorosa,  l’aveva vessata in ogni modo fino ad aggredirla fisicamente. Le prove raccolte dagli investigatori hanno convinto il GIP del Tribunale Etneo ad emettere nei confronti dell’individuo una ordinanza di custodia cautelare in carcere che, puntualmente eseguita, ne ha consentito l’arresto ed il trasferimento nel carcere di Piazza Lanza.


Misterbianco  CT – Cocaina, 3 anni ai domiciliari. I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco (CT) hanno arrestato ai domiciliari Vincenzo SCIUTO 52enne di Catania, in esecuzione di un ordine di esecuzione pena emessa dal Tribunale di Catania. Il soggetto, il 15 maggio del 2014, era stato fermato e perquisito dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Gravina di Catania. I militari nell’auto, parcheggiata nei pressi del centro commerciale Katanè, rinvennero e sequestrarono una decina di grammi di cocaina. L’arrestato, fu prima rinchiuso in carcere e successivamente relegato ai domiciliari dove, ieri sera, è stato raggiunto dai militari di Misterbianco  che  hanno notificato il provvedimento scaturente dalla condanna a 3 anni inflittagli dai giudici etnei proprio in relazione a quel fatto reato. Come disposto dall’Autorità Giudiziaria,  il condannato  espierà la pena in regime di detenzione domiciliare.


Misterbianco  CTGià ai domiciliari preso in casa con droga, CC in carcere. Giuseppe PRIVITERA 18enne, l’8 gennaio scorso era stato arrestato dai Carabinieri della Tenenza di Misterbianco (CT)  per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di oggetti atti ad offendere. I militari, nel corso di un servizio di controllo delle persone sottoposte a misure restrittive alternative, avevano eseguito una perquisizione in casa del detenuto  rinvenendo e sequestrando, abilmente occultati nell’armadio della stanza da letto, 1 busta contenente 400 grammi di marijuana, già  suddivisa in dosi,  1 bilancino di elettronico di precisione, vario materiale utilizzato per il confezionamento della droga, 500€ in contanti, 1 pistola giocattolo tipo Beretta modello  92 ed 1 dissuasore elettrico modello Taser. Il GIP del Tribunale etneo, recependo in toto la dettagliata informativa dell’Arma, su proposta del Pubblico Ministero titolare delle indagini,  ne ha ordinato l’arresto e la reclusione nel carcere di Catania Piazza Lanza. 


Catania3 rapinatori trasfertisti Torino andata/ritorno in manette. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, in collaborazione con i militari di Catania,  hanno arrestato 3 rapinatori ritenuti responsabili di 6 rapine ad Istituti di credito di Torino e provincia.  I militari hanno    eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Nicola CULOSI 50enne, di Catania, ed attualmente detenuto a Caltanissetta, Carmelo CASCINO 47enne, di Grugliasco  e Marcello REITO, 30enne, di Catania, detto “il piccolino”. Le banche colpite dal gruppo sono: 28/02/2014 la Banca Popolare di Novara sede di Torino (bottino circa 7.400 euro); 4/8/2014 la Banca Popolare di Novara sede di Carmagnola (bottino 115.000 euro); 31/10/2014 la Banca D’Alba sede di Torino (bottino circa 31.000 euro); 1/12/2014 la Banca Regionale Europea sede di Collegno (bottino circa 34.000 euro); 16/01/2015 la Banca CARIGE sede di Torino (tentata in quanto il responsabile comunicava ai rapinatori che il sistema di videosorveglianza era direttamente collegato con gli uffici della Questura, costringendoli alla fuga); 20/01/2015 la Banca Sella sede di Torino (bottino circa 6.500 euro). Ruoli all’interno del gruppo: Culosi e Reito “il piccolino” erano i trasfertisti da Catania, in particolare il primo rappresentava il “perno” del gruppo operativo, almeno fino al suo arresto, avvenuto il 30 gennaio 2015 durante una rapina ad un ufficio postale di Catania. Cascino ricopriva il ruolo di “basista” su Torino, con il compito di scegliere la banca da assaltare,  prelevare e accompagnare i soci da/per l’aeroporto di Caselle e di sistemarli in alloggi sicuri. Modus operandi del gruppo: 1 dei rapinatori, a volto scoperto, entrava per primo in banca con una cartellina in mano, fingendosi un cliente in cerca di un finanziamento o un carabiniere impegnato in un’indagine. Una volta dentro minacciava gli impiegati con un taglierino per aprire la bussola ai complici. A quel punto entravano i suoi soci, di cui uno sempre al telefono con un complice all’esterno della banca, per eseguire il colpo. Radunavano e sequestravano i clienti e gli  impiegati in un unico locale (ufficio o bagno), e mentre uno di loro minacciavano con una pistola i presenti gli altri svuotavano le casse. La banda è stata smascherata grazie alle immagini delle telecamere di video sorveglianza.


Acireale CC bloccano pusher in via Degli Ulivi, ai domiciliari. I Carabinieri del Nucleo Operativo delle Compagnia di Acireale hanno arrestato ai domiciliari nella flagranza Orazio BRANCATO 19enne, ed un 22enne, entrambi di Acireale, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, ieri pomeriggio, durante un servizio antidroga, hanno notato  i due in via Degli Ulivi cedere un involucro, risultato poi una dose di marijuana, ad un occasionale “cliente”. I soggetti sono stati prontamente bloccati e perquisiti e sono stati trovati in possesso di 18 dosi di marijuana e della somma contante di 70 euro, ritenuta parziale provento, dell’attività di spaccio, che sono stati sequestrati. Il giovane  acquirente  del luogo  è stato segnalato alla Prefettura. Gli arrestati sono stati posti agli arresti domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Santa VenerinaViola sorveglianza e guida senza patente revocata, CC 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Santa Venerina hanno arrestato ai domiciliari. nella flagranza Angelo SANTONOCITO 44enne, catanese, Sorvegliato Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di Acireale. Una pattuglia dell’Arma, ieri pomeriggio, durante un servizio di controllo del territorio, ha sorpreso il soggetto in via Mastrodacqua a Santa Venerina mentre era alla guida di una Lancia Y, sprovvisto di patente poiché revocata per mancanza dei requisiti morali, in palese violazione dei vincoli della Sorveglianza Speciale cui era sottoposto. I  militari all’interno dell’auto hanno rinvenuto arnesi da scasso ed 1 centralina elettronica per autovettura, che sono stati sequestrati, per cui il 44enne dovrà rispondere all’Autorità Giudiziaria anche del reato di possesso in giustificato di chiavi alterate o grimaldelli. L’arrestato è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.


MascaliCC 1 in manette per porto armi/oggetti atti ad offendere. I Carabinieri della Stazione di Mascali hanno arrestato Giuseppe IANNINO  50enne, del luogo, su ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino. Il soggetto dovrà espiare la pena di 1 mese di reclusione poiché riconosciuto responsabile del reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere, commesso  a Strambino (TO) il 21 dicembre 2009. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania Polizia Postale: attenti a virus Cryptolocker. La Polizia Postale e delle Comunicazioni, mette allerta gli utenti della rete internet, si legge testualmente in un comunicato:”Negli ultimi giorni, ha registrato una nuova ondata di attacchi attraverso invio di mail contenenti il già noto virus Cryptolocker, che imperversa ormai da un po’ di tempo sul web. Numerosi i casi avvenuti in provincia di Catania, già 45 denunce presentate da gennaio di quest’anno, ma diversi i casi pure a Messina, Siracusa e Ragusa, con aziende, professionisti e privati che hanno visto gravi danni alle loro attività. Purtroppo, nonostante gli sforzi investigativi abbiano già consentito di individuare diversi individui e gruppi organizzati, sia italiani che stranieri, impegnati nella  organizzazione e realizzazione di simili campagne malevole, la estesa diffusione del fenomeno e la costante per cui l’attacco si rivela possibile, sempre e comunque grazie ad un comportamento disattento dell’utente, hanno indotto la Specialità ad aumentare le misure di prevenzione attraverso ogni strumento utile a garantire la sicurezza di chi naviga in Rete. Lo scenario è il seguente: l’ignaro utente riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce indicazioni ingannevoli su presunte spedizioni a suo favore oppure contenente un link o un allegato a nome di Istituti di credito, Aziende, Enti, gestori e fornitori di servizi noti al pubblico. Cliccando sul link oppure aprendo l’allegato (solitamente un documento in formato pdf o zip), viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie dei computer, anche di quelli eventualmente collegati in rete. A questo punto si realizza il ricatto dei criminali informatici che richiedono agli utenti, per riaprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti, il pagamento di una somma di alcune centinaia di euro in bitcoin (Il Bitcoin è una moneta virtuale, esprimibile con un numero a 8 cifre decimali. Non esiste un'autorità centrale che la distribuisce e che ne traccia le transazioni in quanto le operazioni sono gestite collettivamente dal network attraverso dei siti c.d. exchanger che rilasciano monete virtuali incamerando moneta proveniente da carte di credito o altri strumenti elettronici di pagamento, ossia codici che a loro volta possono essere convertiti in denaro contante). Il valore di un BTC è stabilito dal mercato, come per ogni altro bene (attualmente 1 BTC corrisponde a circa 217 euro, ma tale valore è destinato ad aumentare, considerando che il numero massimo di BTC producibili attraverso il cd. processo di “mining” cui possono partecipare tutti i nodi della rete, è fissato a 21 milioni) a fronte del quale ricevere via e-mail un programma per la decriptazione. E’ importante non cedere al ricatto, anche perché non è certo che dopo il pagamento vengano restituiti i file criptati! Anzi alla base vi è una vera e propria truffa. Tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ovvero una copia dei propri file, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati, sono i consigli più importanti da seguire per impedire l’infezione del Cryptolocker. Per maggiori informazioni e assicurare un contatto diretto e continuativo con il cittadino, si può fare riferimento anche al Commissariato di P.S. on line, per tutti coloro che frequentano la rete, caratterizzato da innovativi sistemi di interattività con l’utente, reperibile all’url: www.commissariatodips.it. Il portale è stato integrato con apposita “app” scaricabile gratuitamente dal proprio smartphone o dall’ipad per consentire di venire incontro alle crescenti richieste di assistenza e di aiuto degli utenti della Rete, in tempo reale, e di conoscere sempre di più il mondo del web, i suoi rischi e le sue opportunità.  La  Polizia Postale e delle Comunicazioni, In tale contesto, ha concluso, alla fine dello scorso anno, alcune attività che hanno permesso di sgominare un’organizzazione criminale per associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo informatico, estorsione on line e riciclaggio degli illeciti proventi realizzati mediante la diffusione del virus in argomento, di cui sono rimaste vittima privati cittadini ma anche aziende, private e pubbliche”.


Biancavilla CT - Armato rapina tabaccheria in centro CC: preso. Si tratta di Mario MONFORTE 41enne, di Biancavilla. Il soggetto aveva  preso di mira la stessa tabaccheria, ubicata al civico 54 di Viale Europa, tempo fa visitata da alcuni malviventi. I malfattori,  tramite una mazza ferrata,  ne avevano infranto la porta d’ingresso razziando  generi del monopolio per svariati migliaia di euro. Il rapinatore stavolta, il 9 febbraio scorso, intorno alle 19:00, era entrato nella rivendita con la pistola in pugno, il volto travisato da sciarpa e berrettino, costringendo la titolare a consegnargli i 120 euro contenuti nella cassa e dileguandosi poco dopo per le stradine limitrofe. La donna, dopo essersi ripresa dallo spavento,  ha avuto la forza di chiedere aiuto al 112 che immediatamente ha fatto convergere in zona una pattuglia del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò (CT). I militari, acquisite le testimonianze della vittima e di alcuni presenti al fatto reato, sono riusciti a risalire all’identità del criminale. Il soggetto è stato rintracciato ed ammanettato nei pressi della sua abitazione con ancora i soldi in tasca, lo stesso abbigliamento indicato dai testimoni e la pistola, poi risultata a salve, utilizzata per la rapina. L’arrestato, Mario MONFORTE dopo le formalità di rito, è stato associato al carcere di Catania Piazza Lanza con l’accusa di rapina aggravata.

Misterbianco CTCC, 1 in manette: 6 mesi per rapina. I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno arrestato Piero RUSSO, 38enne, del luogo, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’ufficio esecuzione del  Tribunale di Catania.Il soggetto dovrà espiare la pena equivalente a 6 mesi di reclusione comminatagli poiché riconosciuto colpevole di rapina aggravata e porto di armi od oggetti atti offendere, reati commessi a Ragalna (CT) e Nicolosi (CT) nel dicembre del 2003.L’arrestato è stato associato al carcere di Piazza Lanza.


AdranoCol cacciavite 2 minacciano anziani in casa per rapina: messi in fuga da parenti, 1 ai domiciliari.  Si tratta di Andrea COCIMANO 27enne. Il  Questore di Catania Marcello Cardona ha disposto attività di contrasto alla criminalità diffusa nel territorio adranita, e   controllo da parte del Commissariato di Polizia presente nel centro pedemontano. La  Volante del Commissariato la serata dello scorso 25 gennaio, proprio nel centro storico di Adrano, ha arrestato il già noto Andrea COCIMANO,  27enne il quale, poco prima, si era introdotto insieme a 1 complice in un’abitazione a piano terra, minacciando con un cacciavite i due anziani che vi abitano, per farsi consegnare il denaro da essi posseduto. I due criminali, però, sono stati costretti a fuggire, inseguiti dai familiari degli anziani che hanno immediatamente dato l’allarme. Uno dei due,  COCIMANO, è stato intercettato dagli agenti del Commissariato e arrestato per tentata rapina. Il soggetto su disposizione del P.M. di turno è stato posto agli arresti domiciliari.


Catania Spaccio, CC 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Piazza Verga hanno arrestato ai domiciliari Santo VENTURA 57enne, di Catania, in esecuzione di un ordine per l’espiazione di pena detentiva emesso dal Tribunale di Catania. Il soggetto, già condannato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reato commesso nel capoluogo etneo nel giugno del 2014, espierà ai domiciliari il residuo pena equivalente ad 1 anno11, mesi e 10 giorni di reclusione.


Paternò CC, sequestrano  mini coltivazione  canapa indiana: denunciato 1 insospettabile. I  Carabinieri  del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò (CT), a conclusione di una breve ma proficua attività info-investigativa, ieri sera, hanno fatto irruzione nel fondo agricolo di un 56enne paternese, ubicato in Contrada Trepunti, agro di Paternò. I militari  hanno rinvenuto, nascosta tra la vegetazione, 1 mini serra con all’interno delle piante di  canapa indiana di altezza compresa tra i 140 e i 70 centimetri, 1 barattolo contenente circa 10 grammi  di “marijuana”,  2 lampade alogene ed 1 termoventilatore. La droga ed il materiale sono stati sequestrati mentre il reo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per coltivazione illecita di sostanze stupefacenti.


Catania – Sottoscritto protocollo in difesa minori. La Questura, il Compartimento Polizia Postale della Sicilia Orientale, la Procura Distrettuale della Repubblica e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni hanno sottoscritto,  di mattina, un importante protocollo d’intesa con l’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana. L’accordo, il primo del genere in Italia, rappresenta un essenziale strumento alle attività svolte nell’ambito delle indagini sulla pornografia minorile e, in generale, sullo sfruttamento sessuale dei minori. La  legge 172/12, che ha ratificato la Convenzione di Lanzarote (Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale), prevede che nel corso delle investigazioni, quando occorra la testimonianza di minorenni, sia la polizia giudiziaria, sia il pubblico ministero debbano avvalersi dell'ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile. Gli inquirenti hanno la necessità a poter   disporre di psicologi qualificati. L’Ordine degli Psicologi con il protocollo siglato s’impegna a realizzare ed aggiornare un apposito elenco di professionisti esperti nel settore specifico, appositamente formati e con maturata esperienza professionale nell’ambito della protezione e della tutela dei minori, redatto sulla base di una graduatoria per titoli.Il pubblico ministero e la polizia giudiziaria così avranno la possibilità di attingere da una lista di professionisti qualificati. L’intesa è stata firmata presso la sala riunioni della Questura dal Questore Marcello Cardona, dal Dirigente della Polizia Postale Marcello La Bella, dal Procuratore Distrettuale Michelangelo Patanè, presenti   il Procuratore Aggiunto Marisa Scavo, il Procuratore per i minorenni Caterina Aiello ed il Presidente Nazionale dell’Ordine degli Psicologi Fulvio Giardina. La  psicologa-psicoterapeuta Sonia Mazzeppi è referente e coordinatrice del progetto.


Catania Manette per arma e detenzione illegale. I Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Verga hanno arrestato  Massimo VECCHIO, 42enne, di Catania, Sorvegliato Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, ritenuto vicino al  clan mafioso Mazzei, per detenzione abusiva di arma da sparo, estorsione, e violazione degli obblighi della Sorveglianza Speciale. Il personaggio interessato da una terza persona per riscuotere un debito, vantando la sua “posizione” di Sorvegliato Speciale, avrebbe in più circostanze minacciato la vittima esibendo anche 1 pistola e continuando con pressioni sempre più pesanti. I  militari, ieri sera a conclusione di un’articolata attività investigativa, hanno proceduto ad una perquisizione nell’attività di onoranze funebri dove lo stesso lavora rivenendo, all’interno nella cassaforte dell’ufficio, 1 pistola Beretta mod "70" , calibro 7,65, con 7 proiettili, 1 dei quali in canna. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania3 scafisti in manette, 1 è minorenne. Si tratta di : Lyn BOYE 25enne  ed il minorenne G.D. 16enne ed Idriss ADAM 28enne.

 

 La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Catania, con la collaborazione della Guardia Costiera, hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto 3 sedicenti cittadini stranieri, di nazionalità gambiana, guineana e ciadiana, per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, in relazione allo sbarco dei 246 migranti e di 1 cadavere, giunti presso il Porto di Catania, lo scorso 16 gennaio, a bordo dell’unità della Capitaneria di Porto “Dattilo CP 940”.   Lyn BOYE 25enne  ed il minorenne G.D. 16enne sono stati individuati quali componenti dell’equipaggio di un primo gommone su cui hanno viaggiato 131 migranti, mentre Idriss ADAM 28enne sarebbe stato alla guida dell’altro gommone soccorso, con a bordo 116 migranti. Gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia di Stato e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza, anche sulla scorta degli elementi raccolti dalla Guardia Costiera durante le operazioni di soccorso, hanno ricostruito la dinamica del viaggio acquisendo le prove necessarie all’adozione dei provvedimenti di fermo sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria etnea. Il pattugliatore ha trasportato anche il cadavere di 1 migrante che, in base ad una prima ricostruzione dell’evento, durante le fasi del soccorso del secondo gommone, sarebbe caduto in mare, annegando. Altri  cinque migranti, anch’essi a bordo del secondo gommone, secondo le testimonianze acquisite nel corso delle indagini, sarebbero caduti in mare, risultando dispersi, nonostante le ricerche immediate. I  due maggiorenni fermati, espletate le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza”, mentre il minorenne presso il C.P.A. di via R. Franchetti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania1 in manette: persecuzione e lesioni ex convivente. Agenti del Commissariato “Centrale”, ieri pomeriggio, hanno individuato e tratto in arresto il già noto senza fissa dimora Francesco TIMONIERI 44enne, in esecuzione dell’Ordinanza emessa il 14 gennaio 2016, emessa dal Tribunale di Catania, Seconda Sezione Penale. Il Tribunale, accogliendo pienamente le risultanze investigative del Commissariato, ha sostituito la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex convivente e del divieto di comunicare con la stessa, comminatagli a causa dei reati di atti persecutori e lesioni personali gravi commessi dal Timonieri ai danni della donna, con la misura della custodia cautelare in carcere. Gli uomini del Commissariato hanno costantemente monitorato il comportamento del personaggio il quale, nonostante il divieto disposto dal magistrato, aveva continuato con la sua condotta persecutoria. Le  numerose segnalazioni effettuate dai poliziotti alla competente Autorità Giudiziaria, hanno portato all’emissione di un più grave provvedimento restrittivo. Francesco TIMONIERI ultimate le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza.

Catania CC preso 1 evaso dai domiciliari. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale hanno arrestato, nella flagranza, Antonino SCIOLINO 33enne di Catania, per evasione. Il personaggio, agli arresti domiciliari nel quartiere di Librino, è stato sorpreso dall’equipaggio di una “gazzella” mentre passeggiava in via De Branca, una traversa della centralissima zona di viale Libertà. Il soggetto è stato ammanettato è stato ricollocato ai domiciliari in attesa di essere ammesso al giudizio per direttissima.


Catania Capitaneria  Porto sequestra e dona ad Acitrezza 30 kg novellame. Il  Nucleo Operativo Difesa Mare della Guardia Costiera di Catania, all’alba durante la costante attività di verifica delle norme in materia di pesca e la tutela del consumatore, ha effettuato controlli nei punti vendita all'interno del mercato ittico di Acitrezza ed ispezionato furgoni isotermici dediti al trasporto del pescato, al termine dei quali ha deferito una persona alla competente Autorità giudiziaria per detenzione di pescato al di sotto della taglia minima consentita. La finalità dell’operazione era di accertare la regolarità delle attività legate alla pesca, sul rispetto delle norme in materia di protezione delle specie ittica e sulla detenzione del prodotto ittico sotto misura o allo stato giovanile, al termine della quale sono stati rinvenuti e sequestrati, complessivamente, 30 kg di novellame di sarda, che a seguito dei controlli effettuati dal  personale sanitario dell’ASP di Acireale, l’ha dichiarato idoneo alla consumazione, è stato donato alle associazioni caritatevoli e di beneficienza.


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Ramacca CT Carabiniere precipita  in lucernario e muore durante sopralluogo per furto. L'appuntato dei carabinieri Gianluca Sciannaca 41enne, di Militello in Val di Catania, era in servizio presso la stazione di Ramacca. Il militare  ieri sera, alle ore 18.30 circa, a seguito della segnalazione  di due individui sospetti introdottisi per  un furto presso un’abitazione a Ramacca, faceva parte di una pattuglia della locale Stazione. Il Comandante, Maresciallo Luigi Antonino, ed altri due militari, appunto l’App. Gianluca Sciannaca e l’App. Calogero Di Dio,  erano intervenuti in via Giuseppe Giusti. I Carabinieri, giunti sul posto, hanno  effettuato un’accurata ispezione dell’immobile, posto su 4 livelli, presupponendo la presenza dei malfattori ancora all’interno. L’App. Di Dio sostava in prossimità dell’ingresso della casa con funzione di copertura, il maresciallo Antonino e l’App. Sciannaca, dopo avere constato il furto tentato di una cassaforte in una stanza, proseguendo il sopralluogo e l'attività di ricerca dei malviventi, hanno notato una botola che dava accesso al sottotetto del palazzo, attraverso una scaletta pieghevole. I militari si sono spinti, con coraggio e senso del dovere, fin sotto il solaio al fine di verificare la presenza dei ladri. L’App. Sciannaca, verosimilmente confidando sulla sua tenuta, avrebbe poggiato i piedi su un lucernaio in vetro provocandone il cedimento e cadendo conseguentemente nella tromba delle scale, alta circa 12 metri. Il militare è stato trasportato immediatamente presso l’ospedale di Caltagirone dove è giunto già cadavere. L’App. Gianluca Giannaca, 41enne, originario di Militello Val di Catania, ricordato da colleghi ed amici tutti per il particolare attaccamento all’Istituzione ed il non comune senso del dovere, nonché per la sua spontaneità,  semplicità e solarità, lascia gli anziani genitori, un fratello ed una sorella.   I  funerali si svolgono lunedì, alle ore 12.00, nella Chiesa di San Benedetto di Militello Val di Catania nell’omonima piazza alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Tullio Del Sette, del Comandante Interregionale “Culquaber”, Generale di Corpo d’Armata Silvio Ghiselli, del Comandante della Legione “Sicilia”, Generale di Brigata Riccardo Galletta, del Prefetto di Catania Maria Guia Federico e dei vertici locali dell’Arma.


Motta Sant’Anastasia  CT - Associazione culturale  maschera “Lap Dance” con ballo erotico : CC denunciano titolare. Utilizzando come copertura  un’associazione culturale e ricreativa denominata “Red Lips”, il legale rappresentante, una 31enne di Paternò, aveva trasformato la sede in un locale dedicato all’intrattenimento del pubblico, specie  maschile, con delle signorine specializzate nel ballo erotico, comunemente chiamato lap dance, e la somministrazione di bevande alcoliche. Il blitz dei Carabinieri della Stazione di Motta Sant’Anastasia (CT) che, coadiuvati dai CC del Nucleo  Ispettorato del Lavoro di Catania e da personale dell’Agenzia Regionale della Protezione Ambiente, ieri sera, per  accertare la mancanza delle autorizzazioni previste dalla legge.  La  donna è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per l’apertura abusiva di esercizi di pubblico spettacolo ed è stata proposta la chiusura del locale. I militari nei confronti della signora hanno elevato sanzioni amministrative di circa 1.000 euro per la violazione delle leggi di Pubblica Sicurezza.


San Gregorio CT –  CC sventano rapina in banca: 1 ammanettato in azione. I Carabinieri della Stazione di San Gregorio di Catania e del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Gravina di Catania hanno arrestato, nella flagranza,  un commerciante di 42 anni, di Tremestieri Etneo, reo di concorso in rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. 2, ieri pomeriggio, intorno alle 16:30, con i volti parzialmente  travisati (casco e berrettino di lana) ed armati di mazza di ferro hanno fatto irruzione, dopo averne scardinato la porta d’emergenza, nella filiale del  Monte dei Paschi di Siena di Viale Europa a San Gregorio di Catania.  I dipendenti dell’istituto di credito, si sono resi conto che  era in atto una rapina, e si sono rinchiusi in alcuni uffici della filiale da dove hanno fatto scattare l’allarme collegato alla  centrale operativa dei Carabinieri. L’operatore del 112 ha fatto convergere immediatamente in zona 2 pattuglie ed i militari giunti sul posto, hanno inseguito  i rapinatori in fuga riuscendone a bloccare 1 che, dopo una furibonda colluttazione, è stato ammanettato. Tutto il materiale utilizzato per la rapina è stato sequestrato mentre l’arrestato, su disposizione del magistrato di turno, è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.


Catania –   Furto in studio dentistico, 2 in manette.

 

 Si  tratta di Concetto GUERRA 35enne ed Alessandro NICOSIA 36enne, entrambi già noti catanesi. Gli agenti delle volanti, durante la notte, perlustrando il territorio, intorno alle ore 4:00, transitando via Galermo hanno notato 2 individui che stavano caricando su una vettura del materiale. I due sono stati bloccati e l’auto sottoposta a controllo. I poliziotti hanno rinvenuto  materiale sanitario, 1 P.C., 1 monitor, 3 tastiere per P.C., 1 macchina per il caffè, 1 aspirapolvere, nonché 1 grosso cacciavite.  I 2 soggetti identificati: Concetto GUERRA  ed Alessandro NICOSIA, avevano appena saccheggiato uno studio medico ubicato nelle immediate vicinanze. I poliziotti da un’immediata ricognizione nei pressi hanno scoperto che i due malfattori erano entrati in uno studio dentistico ubicato poco distante, ed avevano fatto accesso forzando una finestra.   GUERRA e  NICOSIA sono stati dichiarati in arresto e, su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria di turno, condotti presso il carcere “Piazza Lanza” di Catania.


Palagonia Proprietari picchiano affittuari in caserma CC. Un contenzioso legato all’affitto di un immobile ha scatenato l’ira dei 3 personaggi di Palagonia (CT): lo zio, Salvatore CANIGLIA 33enne, ed i nipoti rispettivamente di 20 e 21 anni,  che, ieri sera, intorno alla 20:30,  armati di bastone hanno inseguito in auto le due vittime, un ludicenze di 28 anni e un palagonese di 41 anni che, approfittando dell’apertura temporanea del cancello automatico, per l’entrata di un militare che stava per intraprendere il turno di servizio, hanno cercato riparo con la loro auto proprio nella sede della locale Compagnia Carabinieri. La circostanza  non ha scoraggiato gli aggressori che, entrati a piedi attraverso il cancello aperto, hanno iniziato a bastonare i 2 poveretti ed il carabiniere che, nel frattempo qualificatosi, si era frapposto tra i litiganti. L’immediato intervento degli altri militari presenti in caserma, previa una violenta colluttazione, ha posto fine al raid con l’arresto degli aggressori. I tre, accusati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e rissa, sono stati rinchiusi nel carcere di Caltagirone (CT) a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.


 

Paternò - Docente di musica indagato per omicidio pensionato. Si  tratta del docente di musica a Palermo, A.G., 57enne di Belpasso. I militari dell’arma hanno identificato e fermato il presunto  autore dell’omicidio del 66enne  di Paternò. Il presunto l’assassino che nel pomeriggio di sabato 19 dicembre avrebbe ucciso con più di 30 coltellate il  Pedalino NATALE 66enne gettandolo in una strada rurale alla periferia di Paternò avrebbe dunque un volto.  I Carabinieri del Reparto Operativo e della Compagnia di Paternò di sera hanno condotto un indagato in caserma,  A.G., 57enne di Belpasso, incensurato, docente di musica a Palermo, che, dopo l’interrogatorio durante il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere, è stato sottoposto, nella notte, a fermo di indiziato di delitto per omicidio emesso dalla Procura Distrettuale della Repubblica etnea. Il quadro probatorio, raccolto dagli investigatori sul suo conto, si incentra sulla minuziosa ricostruzione della giornata di sabato trascorsa dalla vittima che avrebbe incontrato l’uomo che conosceva da diversi anni il quale, all’esito di una discussione per futili motivi, apparentemente riconducibile a lavori di giardinaggio e raccolta delle olive all’interno della sua proprietà di Belpasso, l’avrebbe colpito più volte al petto ed all’addome con un coltello. Gli  esiti degli accertamenti tecnico-scientifici condotti dal R.I.S. di Messina su una traccia ematica rilevata dagli investigatori, nel corso della perquisizione, all’interno dell’abitacolo dell’autovettura del presunto autore del delitto e ritenuta appartenente al PEDALINO sono stati determinanti. L’arrestato è stato accompagnato nel carcere di Piazza Lanza in attesa dell’udienza di convalida che si terrà nei prossimi giorni.

Paternò CT -  Pensionato ucciso con decine coltellate: indagini CC. Natale Pedalino 66enne  è stato assassinato con fendenti sferrati all’addome. Il corpo privo di vita del poveretto è stato trovato, in tarda serata intorno alle 22.00, in contrada "Cotoniera",  periferia di Paternò. I carabinieri del Reparto Operativo di Catania della Compagnia di Paternò stanno svolgendo le indagini e da una prima ispezione cadaverica sembrerebbe che la morte possa essere fatta risalire intorno alle ore 17.00, dello stesso giorno del ritrovamento del corpo. Gli investigatori stanno valutando l’evenienza che il delitto possa essere stato commesso in un posto diverso dal ritrovamento del cadavere e che quindi il corpo possa essere stato poi abbandonato nel luogo del rinvenimento. Le modalità del delitto, secondo gli inquirenti, lasciano presumere che non si tratti di delitto perpetrato dalla criminalità organizzata, anche il numero elevato di coltellate inferte circa 30 colpi lasciano intendere che ci sia stata una furia omicida dettata da rancori personali. I carabinieri stanno valutando tutte le piste.


CataniaArrestato latitante liberiano: tentava  regolarizzazione con documenti falsi.  Agenti  della Polizia di Stato hanno tratto in arresto: Sama WEYA  34enne di nazionalità liberiana – latitante. Il soggetto era destinatario di Ordine di Esecuzione per la Carcerazione emesso il  3 agosto 2015 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma, eseguito dalla Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” dovendo espiare la pena di 7 mesi e 24 gg. di reclusione per unificazione di pene concorrenti. Il personaggio, nella tarda mattinata di ieri, si era presentato presso il locale Ufficio Immigrazione per regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale, dichiarando false generalità. L’atteggiamento dello straniero faceva avanzare dei sospetti sulle generalità dichiarate e, quindi, veniva informato personale della Sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione”che, dopo un attento controllo, lo conduceva presso il locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per essere sottoposto a fotosegnalamento. Gli esiti della procedura identificativa hanno consentito di identificare numerosi alias e verificare che il soggetto era stato anche precedentemente fotosegnalato perché indagato per reati in materia di stupefacenti. Con il nominativo di Sama WEYA emergeva un provvedimento di cattura a suo carico e, pertanto, veniva dichiarato in stato di arresto e condotto presso la Casa Circondariale di “Piazza Lanza” di Catania a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Messina -  Traffico stupefacenti, ordinanza per 4 catanesi. Arrestati dai Carabinieri: Luigi ARENA 24enne nato a Catania,  Antonio COSENTINO 25enne nato ad Acireale (CT), Agatino ECORA 25enne nato a Catania, Vincenzo D’ANGELO 39enne nato a Catania, il quale  è stato arrestato nel tardo pomeriggio dai Carabinieri di Anzio sul litorale romano. I militari del Comando Provinciale di Messina, oggi, in collaborazione con l’Arma di Catania, hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Catania, per “associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio”. Gli arresti si inseriscono nel più ampio contesto criminale disarticolato con l’indagine “Intreccio” condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina. I Carabinieri il 17 luglio del 2014, infatti, nelle province di Messina e Catania, eseguirono 11 misure cautelari personali emesse dal G.I.P. del Tribunale di Messina nei confronti di altrettanti soggetti indagati a vario titolo per reati associativi in materia di stupefacenti ed armi. Le indagini, condotte tra il 2011 ed il 2012, oltre che individuare l’organizzazione malavitosa messinese smantellata a luglio del 2014, hanno svelato l’esistenza e l’operatività di una autonoma cellula criminale, dedita al traffico ed allo spaccio di droga nel capoluogo etneo ed a Giarre. La  Direzione Distrettuale Antimafia di Messina per questo motivo, aveva rimesso i relativi atti di indagine ai colleghi di Catania, competenti per territorio, che hanno richiesto al G.I.P. i provvedimenti di custodia. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina, hanno consentito di far luce su una associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, operante nel capoluogo etneo. I militari hanno avviato nel dicembre del 2011 le investigazioni. Gli  esiti di una serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali disposte nell’ambito di un’altra attività d’indagine, hanno dato elementi di prova a carico degli arrestati. Gli inquirenti ritengono  esistente  una  contenuta nel numero, ma agguerrita associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, operante nella città di Catania e nell’hinterland. Le indagini hanno appurato che il ruolo centrale veniva rivestivo da Vincenzo D’ANGELO che si sarebbe occupato della gestione dell’organizzazione con autorevolezza. Il personaggio avrebbe impartito  ai consociati disposizioni per la realizzazione delle operazioni di acquisto e rivendita dello stupefacente, la tenuta della contabilità necessaria a garantire gli approvvigionamenti e la raccolta del denaro necessario mediante la puntuale riscossione dei crediti. L’adempimento veniva inesorabilmente preteso anche con modalità minacciose. Gli investigatori ritengono  che  D’Angelo avesse un ruolo apicale. Gli altri componenti avrebbero chiamato  “zio”  il soggetto in questione. Le attività investigative dell’Arma hanno altresì consentito di individuare il ruolo assunto dagli altri consociati permettendo di rilevare che colui il quale avrebbe svolto una funzione per molti aspetti intercambiabile con quella del D’ANGELO, sarebbe stato Antonino COSENTINO che l’avrebbe  coadiuvato anche nell’approvvigionamento della droga da spacciare.  Agatino ECORA sarebbe stato il più stretto e stabile collaboratore al quale  D’ANGELO avrebbe consegnato la droga di cui il gruppo si riforniva, accompagnandolo nelle spedizioni finalizzate all’acquisto e con il quale cooperava nella riscossione dei crediti.  Luigi ARENA sarebbe stato specificatamente addetto all’attività di spaccio al minuto della droga con il contestuale compito di riscuotere dagli acquirenti i relativi crediti. I militari dell’Arma, nel corso delle indagini, hanno accertato ancora come gli spacciatori preferissero i contatti diretti con i clienti e quando erano costretti ad affidarsi ai telefoni cellulari, tutti adottavano particolari cautele per “criptare” la conversazione parlando di “motorino”, “macchina” o “camion” per intendere la quantità dello stupefacente da spacciare. Il quantitativo, in qualche caso, veniva indicato con il valore corrispondente (ad esempio “50 euro”). 3 dei quattro arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza mentre il D’Angelo è stato arrestato in serata dai Carabinieri nel litorale Romano.


Catania - Sbarcati 301 migranti: 3  presunti scafisti in manette. Personale della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Catania hanno posto in stato di fermo di indiziato di delitto 3 presunti scafisti, 1 dei quali sedicente cittadino senegalese, gli altri 2 di nazionalità gambiana, per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in relazione allo sbarco, sabato 5 dicembre, di 301 migranti avvenuto nel Porto di Catania.   Diallo Mamadou e Faal Mambanyck sono stati individuati quali componenti dell’equipaggio di 1 gommone, con a bordo 80 migranti di nazionalità sub-sahariana mentre il terzo scafista, Faye Assan, è risultato lo scafista di un ulteriore gommone con 103 migranti. Gli interventi di soccorso sono stati operati al largo della Libia dall’unità della Marina militare italiana “Cigala Fulgosi”. Le attività investigative, svolte dagli uomini della Squadra Mobile e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Catania, coadiuvati da personale della Sezione operativa navale di Catania delle Fiamme Gialle, hanno permesso di raccogliere significativi elementi indiziari a carico dei tre soggetti ritenuti “scafisti” dei gommoni soccorsi. Le indagini, sviluppate a terra sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, hanno infatti consentito di acquisire gli elementi necessari all’adozione dei provvedimenti di fermo. I tre indiziati sono stati, pertanto, associati, i primi due presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza” mentre il terzo nel carcere di Caltagirone, a disposizione della Procura della Repubblica.


Marcello La Bella dirigente Polizia Postale Catania     

(ascolta l'intervista)

CataniaAdesca 13enne su Facebook: PolPosta denuncia professionista del siracusano.  Uomini della Polizia di Stato, Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “Sicilia Orientale” di Catania, hanno individuato e denunciato un individuo 40enne, residente in provincia di Siracusa, libero professionista, per il reato di adescamento di minori. La Procura Distrettuale di Catania ha immediatamente disposto una perquisizione nei confronti del soggetto che ha dato esito positivo. Il soggetto utilizzando un falso profilo Facebook, aveva contattato alcuni mesi fa una 13enne della provincia di Siracusa e, dicendo di essere il responsabile di un’agenzia di moda le aveva chiesto incontri finalizzati verosimilmente alla consumazione di prestazioni sessuali. Di seguito alcuni esempi di frasi utilizzate nell’attività di adescamento, utili per comprendere l’importanza, in generale, di prestare la massima attenzione da parte dei genitori nei riguardi dei contatti on-line intrattenuti dai figli minori: "ti piace vestire sexy? Se ti invitassi in agenzia da me?...se ti chiedessi di stare nuda davanti a me lo faresti?...e se ti volessi toccare?..”. Le indagini della Polizia Postale, coordinate dalla Procura Distrettuale, hanno consentito, così come accaduto in passato per episodi criminosi simili, di risalire all’attuale indagato che si connetteva dal suo studio professionale. Egli ha ammesso le sue responsabilità, tra l’altro confermate dalla perquisizione informatica. Sono in corso ulteriori attività tecniche per comprendere se altri minori siano stati vittime di adescamento. Il  dirigente della Compartimento Polizia Postale di Catania Marcello La Bella,   (ascolta l'intervista) dichiara: “Questo ennesimo caso di tentato adescamento conferma la necessità dell’azione di prevenzione compiuta dalla Polizia di Stato nelle scuole, primarie e medie. Dobbiamo spiegare ai bambini, ai ragazzi che non sempre l’utilizzatore di un profilo social è la persona che dice di essere.” Tante le iniziative messe in campo dalla Polizia, presente anche sui canali social con l’Agente Lisa e Vita da Social: il progetto “Colombo. Alla scoperta della Rete” giunto alla V edizione, che ha interessato lo scorso anno scolastico 86 istituti (scuole primarie, medie e superiori) di questa provincia, 16.000 studenti e 600 insegnanti, nonché tutte le iniziative di carattere nazionale quali il truck “Una vita da social” che il prossimo anno farà tappa a Catania e Caltagirone.


Catania2 assaltano bancomat con fiamma ossidrica, CC presi, ai domiciliari. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato nella flagranza Rosario NICOSIA 54enne, di Misterbianco, e Carlo BONNICI 49enne, di Catania, per tentato furto aggravato in concorso, danneggiamento e resistenza a Pubblico Ufficiale. Una pattuglia dell’Arma, di sera intorno alle 21,30, durante un servizio di controllo del territorio, transitando per Piazza Cavour ha notato la presenza di 2 individui, 1 con un casco e l’altro con volto travisato da 1  berretto,  all’interno dell’Istituto di Credito Banca Popolare Siciliano, che armeggiavano davanti allo sportello Bancomat, ubicato proprio lì dentro. I  due malviventi, per non essere visti dalla strada, avevano parcheggiato una vettura, Volkswagen Golf, davanti all’ingresso e lasciato 1 scooter col motore acceso, pronto per la fuga. I due ladri, accortisi dell’arrivo dei Carabinieri, sono usciti di corsa dalla Banca  tentando di dileguarsi,  prendendo direzioni opposte. I militari intervenuti con rapidità dopo un breve e concitato inseguimento hanno raggiunto e bloccato i 2, che hanno opposto un’energica resistenza. 1 dei fuggitivi durante la corsa ha tentato di disfarsi di uno zaino, che poi è stato recuperato con all’interno diversi arnesi atto allo scasso. I Carabinieri accanto al Bancomat, ancora fumante, hanno rinvenuto bombole ed 1 fiamma ossidrica. I Vigili del Fuoco di Catania sono intervenuti poi sul posto, ed hanno spento le fiamme nello sportello automatico e messo in sicurezza le bombole e tutta la zona circostante. L’autovettura e lo scooter, un Aprila Scarabeo, risultati rubati, sono stati sequestrati unitamente allo zaino con gli attrezzi da scasso, la fiamma ossidrica ed il casco. I due arrestati, già conosciuti dalle forze dell’ordine con precedenti specifici, sono stati  posti ai domiciliari, in attesa di essere giudicati con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania Motovolanti ammanettano 1 rapinatore in fuga. Agenti delle motovolanti, durante il normale servizio di controllo del territorio, finalizzato al contrasto dei reati predatori, alle ore 18.20 di ieri, hanno proceduto all’arresto di Benedetto Costanzo 24enne, già noto, per diverse rapine. Gli operatori transitando in  via Garibaldi hanno notato uscire dalla gioielleria “Scandurra” 2 che fuggivano precipitosamente ed  1 di esse impugnava 1 pistola. I  due operatori immediatamente, hanno inseguito i malfattori. 1 dei 2 durante l’inseguimento è riuscito a dileguarsi mentre quello che impugnava l’arma, dopo un breve inseguimento con le moto nelle strette vie della zona, è stato bloccato ed ammanettato con   difficoltà, poiché ha opposto tenace resistenza. Gli agenti nel contempo, hanno recuperato l’arma che il Costanzo aveva gettato a terra, e che risultava essere una fedele riproduzione di 1 pistola semiautomatica, priva del tappo rosso con caricatore inserito, priva di munizioni. I poliziotti hanno  eseguito anche una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del COSTANZO, che dava esito positivo. Gli agenti in un garage pertinente all’abitazione, hanno rinvenuto 1 altra pistola abilmente occultata dentro una valigetta, modello “Bruni 92” in metallo di colore nero e priva del tappo rosso, verosimilmente usata per compiere altre rapine.  Costanzo è stato pertanto arrestato in ordine ai reati di “tentata rapina in concorso” e resistenza a P.U. Gli agenti proseguono le indagini tese alla identificazione del complice. Il P.M. di turno, ha disposto che l’arrestato fosse tradotto presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza, in regime di vita comune, in attesa dell’udienza di convalida.


CataniaLibrino, 1 spacciatore ai domiciliari. Si tratta di Fernando GIARRATANO, 20enne caduto  nella rete dell’incessante l’attività degli uomini del Commissariato Librino del fine settimana. I poliziotti, nel corso dei servizi predisposti dal Questore di Catania dott. Marcello Cardona, finalizzati al contrasto dello spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, hanno ispezionato  le note piazze di spaccio nel quartiere San Giorgio. La pattuglia, con occhio acuto, ha notato un “movimento anomalo” da parte di un giovane che, a bordo di ciclomotore privo di targa, si era fermato a prelevare “qualcosa” da una grondaia dell’acqua piovana. Il conducente del motorino, poi identificato in Fernando GIARRATANO, 20enne, alla vista della pattuglia del Commissariato Librino, ha abbandonato il motorino cercando di guadagnarsi la fuga a  piedi, disfacendosi di bustine in cellophane, lanciate in mezzo alla vegetazione incolta. GIARRATANO è stato  raggiunto, ma si è opposto al controllo di polizia in modo piuttosto violento, sferrando numerosi calci contro gli uomini in divisa. GIARRATANO ridimensionato a più mite condotta, è stato trovato in possesso di una sostanziosa somma di denaro in ordine alla quale, essendo disoccupato, non sapeva fornire alcuna indicazione di provenienza lecita. I poliziotti  hanno altresì recuperato le bustine di cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, singolarmente confezionata in dosi. La conferma della attività di spaccio ha trovato riscontro anche nella perquisizione domiciliare, con sequestro di altra sostanza stupefacente essiccata, nonché di 1 pianta in vaso. Fernando GIARRATANO, era stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, guida senza patente, non appena una settimana prima, sempre di sabato pomeriggio, aveva già avuto un confronto con altra pattuglia del Commissariato Librino. I  poliziotti in quella circostanza avevano notato medesima attività, medesime modalità, ma nascondiglio diverso: 1 cassonetto della spazzatura. GIARRATANO, non pago di 1 denuncia a piede libero per i medesimi fatti, si era sentito autorizzato a proseguire nella sua condotta illecita, oggi infrenata dalla sottoposizione agli arresti domiciliari.


Catania Blitz CC in viale Castagnola, droga e pizzini, 2 ai domiciliari.  I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale hanno arrestato ai domiciliari, nella flagranza : Carmelo PULVIRENTI 39enne e  Michele GANGI 23enne, entrambi catanesi, rei nel concorso di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Sono stati i militari della Squadra “Lupi” ieri sera ad appostarsi nei pressi di uno dei tanti palazzoni di Viale Castagnola, teatro di spaccio per conto delle famiglie mafiose controllanti la zona, e notare i due attori principali,  la vedetta,  posta alla base delle scale del caseggiato,  e il pusher,  che in fondo alla scala consegnava la droga ed incassava il corrispettivo in denaro. Per poterli catturare entrambi, gli operanti, hanno preferito non fermare gli acquirenti per poi piombargli addosso al momento propizio ed arrestarli. Perquisito, l’incaricato alla vendita, è stato trovato  in possesso di oltre 100 dosi tra “cocaina”, “hashish”, “orange-skunk” e “marijuana” nonché di un centinaio di euro in contanti. Particolare importante è il rinvenimento nelle tasche del pusher di un pizzino con annotati dei nomi (perlopiù fittizi) e delle cifre,  accanto ad ognuno di essi,  indicanti le cifre incassate o da incassare,  come si potrebbe rilevare dalle somme più apprezzabili. La droga, il denaro e il pizzino sono stati  sequestrati mentre gli arrestati, in attesa della direttissima, sono stati relegati ai domiciliari.


Catania   Stupefacenti, 27enne in manette. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato Antonino GRILLO  27enne, di Catania, su ordine di carcerazione emesso  dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza in sostituzione del misura di affidamento terapeutico. Il provvedimento è scaturito dal cumulo pene per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti commesso dal 27enne. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


 Catania Resistenza e danneggiamento: IENI e BONFIGLIO in manette.

 

La Polizia di Stato ha tratto in arresto i già noti: Giacomo Maurizio IENI  57enne, inteso “Nucciu ‘u mattuffu”  e Giacomo Mario Davide BONFIGLIO 31enne, in quanto ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di resistenza a P.U., danneggiamento aggravato e lesioni. Agenti della Squadra Mobile etnea, nel pomeriggio di sabato 31 ottobre stavano transitando lungo  via Umberto. I poliziotti hanno notato un’auto Nissan Qashqai sulla quale viaggiava, seduto lato passeggero, Giacomo Maurizio IENI, ritenuto esponente dell’organizzazione Pillera-Puntina, destinatario della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di Soggiorno nel comune di residenza ancora da notificare.I componenti dell’equipaggio, dopo essersi qualificati, hanno intimato agli occupanti della Nissan Qashqai  di fermarsi. Il guidatore ha accelerato repentinamente la marcia dandosi alla fuga. Un  lungo inseguimento si è svolto, per più strade cittadine, mettendo seriamente a repentaglio l’incolumità di automobilisti e pedoni.  I  fuggitivi  sono stati raggiunti in piazza Verga, dove hanno urtato violentemente  l’auto con colori di serie ma venivano costretti a fermarsi. Giacomo Maurizio IENI è sceso dal mezzo, ed ha tentato la fuga a  piedi lungo Corso Italia ma è stato fermato ed accompagnato col BONFIGLIO presso gli Uffici della Squadra Mobile.  Un operatore di Polizia, a causa dello ferite riportate a seguito dell’urto, è stato condotto presso l’Ospedale Garibaldi dove i sanitari riscontravano una frattura alla mano. La  Divisione Anticrimine della Questura, lo scorso 15 ottobre, aveva dato esecuzione al decreto di sequestro e confisca, emesso il   1° ottobre 2015 dal Tribunale di Catania - Sezione Misure di Prevenzione - nei confronti di Giacomo Maurizio IENI, con il quale era stato  disposto il sequestro e la confisca di 2 beni immobili, 2 imprese individuali, diversi rapporti bancari intestati all’interessato, nonché la discoteca “Empire”, per un valore complessivo di 4.000.000 euro.  Il  medesimo decreto aveva disposto a carico di IENI la misura dei prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 3 anni   e 6 mesi  che non era stata notificata perché il soggetto non era stato rintracciato. Gli  arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Catania “piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania - Miglior@giustizia: convegno a Palazzo di Giustizia.  La manifestazione è programmata per venerdì 30 ottobre 2015 a partire dalle ore 16:00 e fino alle ore 21:00, presso il Palazzo di Giustizia di Catania.  L’attività è rivolta a tutti i cittadini.   L’atrio del Palazzo di Giustizia è aperto al pubblico per il Pomeriggio civico con cittadini e studenti. I giudici, le associazioni di volontariato, gli enti che si occupano di migranti e di contrasto alle mafie incontreranno i cittadini e presenteranno:  il lavoro delle sezioni penali del Tribunale di Catania (misure di prevenzione antimafia, riesame e del Giudice per le Indagini preliminari), le Buone pratiche in favore dei minori migranti in tema di adozione e contrasto all’illegalità, a cura del Tribunale per i Minori e della Procura per i Minori, l’Ordine degli avvocati di Catania  presenta lo sportello per il Cittadino, i tirocinanti della Corte di Appello forniscono nel contempo informazioni per l’accesso ai tirocini formativi presso gli uffici giudiziari catanesi. Il  concerto conclusivo dell’orchestra giovanile Falcone Borsellino ha inizio alle ore 19:00,  nell’atrio del Palazzo. La  Corte di Appello ed il Tribunale di Catania, in contemporanea, sempre al Palazzo di Giustizia, presso l’Aula delle Adunanze, presentano alla città il progetto Miglior@giustizia, Il progetto Fondo Sociale Europeo degli uffici giudiziari catanesi, in collaborazione con la Regione Sicilia e con il supporto del Formez. Il convegno, ha inizio alle ore 16:00 con la partecipazione di  rappresentanti delle Istituzioni giudiziarie e locali, del Prefetto del Ministero dell'Interno, dott. Angelo Trovato, del Vice Presidente della Regione Siciliana, dott.ssa Mariella Lo Bello, del Prefetto di Catania, dott.ssa Maria Guia Federico, del Sindaco del Comune di Catania, sen. avv. Enzo Bianco, del Rettore dell'Università degli Studi di Catania, dott. Giacomo Pignataro, del Direttore Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della Giustizia, dott. Pasquale Liccardo, del Presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati, dott. Maurizio Magnano di San Lio. 10 i progetti di miglioramento organizzativo in corso presso gli uffici giudiziari di Catania e prospettive di coinvolgimento di tutti gli uffici giudiziari giudicanti del Distretto che sono illustrati: URP di Palazzo, Guida ai Servizi, Bilancio Sociale, Progetto Migrantes Amministrazioni di Sostegno, Affari Civili, Informatizzazione procedure esecutive: Protocollo Telematico Esecuzioni, Sperimentazione CCIAA, Agenda del Giudice, Passaggio fascicoli tra il primo e il secondo grado di giudizio. L’iniziativa  Miglior@giustizia  chiude un primo ciclo di attività a favore degli Uffici Giudicanti di Catania, realizzate all’interno dell’iniziativa della Regione Siciliana - Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale, Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, finanziato nell’ambito del POR FSE 2007 - 2013, asse VII - Capacità Istituzionale, Obiettivo specifico P): Rafforzare la capacità istituzionale e dei sistemi nell’implementazione delle politiche e dei programmi  con la finalità di supportare l’ammodernamento delle attività tecnico amministrative degli uffici giudicanti di Catania, in un contesto di gravi difficoltà e di contenzioso crescente.


Catania –  Blitz CC in via Capo Passero, sequestrate armi e droga. Carabinieri della Compagnia di Fontanarossa e del Battaglione “Sicilia” di sera hanno attuato un controllo straordinario del territorio nella zona a Nord del capoluogo etneo, precisamente tra Trappeto e San Giovanni Galermo, luogo ad alto indice criminale. I  militari perquisendo  vari edifici, al civico 121 di via Capo Passero, occultati in una intercapedine muraria ricavata dietro il battiscopa della scala condominiale,  hanno rinvenuto e sequestrato: 1 pistola semiautomatica marca Bernardelli cal. 7.65 con matricola abrasa, completa di  serbatoio e otto cartucce, 1 pistola a tamburo marca Bernardelli cal. 32 con matricola abrasa e sei cartucce, 3 buste contenenti circa 800 grammi di  marijuana,  1 busta contenente circa 200 grammi di hashish, e 80 dosi di cocaina per complessivi 50 grammi circa (droga che se immessa sul mercato avrebbe permesso un introito di almeno 15.000 euro). Mentre in Via Pantelleria sono stati fermati e denunciati un 22enne e un 45enne, entrambi pregiudicati,  poiché trovati in possesso  di una mazza ferrata naturalmente posta sotto sequestro.I carabinieri per furto energia hanno dichiarato in arresto, nella flagranza,  in Via Capo Passero,  Carmelo PRIVITERA 53enne, Margherita GUGLIELMINO 47enne nonché un’altra donna di  48 anni, per furto aggravato. I militari nella circostanza, coadiuvati dai tecnici dell’Enel, hanno accertato che i rei avevano allacciato i loro contatori privati alla rete elettrica pubblica. Il personale dell’ente erogante ha provveduto a ripristinare i collegamenti originari. 


Acireale  CT – 2 Rom minorenni aggrediscono anziano in casa per derubarlo: associate al CPA per minori. I Carabinieri della Stazione di Acireale (CT) ieri pomeriggio in via Scilla, hanno arrestato, nella flagranza, una 15enne ed una 14enne,  di origini nomadi,   per il concorso in rapina. L’anziano  pensionato di 79 anni, aveva poco prima chiesto aiuto al 112 denunciando l’aggressione patita per mano di due ragazze che, dopo essere penetrate nella sua abitazione, posta a pianterreno (aveva lasciato per un attimo la porta d’ingresso socchiusa), gli avevano rubato dei monili in oro ed alcuni oggetti in argento. 2 pattuglie, già impegnate nel controllo del territorio, su input della centrale operativa hanno all'istante raggiunto la zona riuscendo  a rintracciare ed arrestare le minorenni mentre tentavano la fuga.  La gente in strada, intuendo l’accaduto, anche per la presenza  dell’anziano derubato, che aveva provato  ad inseguire le 2,  ha accennato un tentativo di aggressione nei confronti delle giovani ladre. Il linciaggio  è stato sedato sul nascere dai  Carabinieri. L’intera refurtiva è stata recuperata e  restituita alla vittima mentre le ragazze, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto,  sono state associate al Centro di Prima Accoglienza di Caltanissetta.


Mazzarrone  CTCC, 1 borseggiatore romeno ai domiciliari. Ionut Daniel ISPAN 27enne, di origini romene, secondo la ricostruzione fatta dai Carabinieri della Stazione di Mazzarrone (CT), condivisa appieno dall’Ufficio del GIP del Tribunale di Caltagirone,  sarebbe l’autore del furto con destrezza, di un borsello contenente 260 euro,  commesso il 9 giugno scorso  in danno di un 50enne del luogo.  Il giovane ieri sera è stato arrestato e, come disposto nel provvedimento cautelare emesso dell’Autorità Giudiziaria,  ristretto ai domiciliari.


Catania2 in moto rapinano turista su auto incolonnata, Condor 1 preso.  Agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto: Luigi FIDUCIA 31enne, poiché colto nella flagranza del reato di rapina aggravata in concorso ai danni di una turista.   Una pattuglia della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, ieri pomeriggio, mentre transitava lungo via Plebiscito, nei pressi di via Garibaldi, ha notato 2 individui a bordo di scooter che muovevano in direzione opposta alla loro. La moto  si è avvicinata ad 1 vettura incolonnata nel traffico ed il passeggero, sceso dal mezzo, con mossa repentina, ha aperto lo sportello lato passeggero per sottrarre qualcosa che si trovava all’interno. La donna a bordo dell’auto ha tentato di trattenere una borsa di colore marrone, ma è stata sopraffatta dalla maggiore forza e violenza utilizzata dal malvivente, che riusciva ad impossessarsene. Gli Agenti dei “Condor”, avvedutisi della scena, si sono posti all’inseguimento dello scooter che, sfrecciando ad alta velocità, si è diretto all’interno del rione “San Cristoforo”. I due malfattori, a causa dell’alta velocità, rovinavano per terra, ma ugualmente tentavano di sottrarsi all’arresto, fuggendo a  piedi. Gli operatori dei “Condor” sono riusciti a bloccare 1 dei malviventi, identificato per Luigi FIDUCIA, che veniva condotto presso gli uffici della Squadra Mobile. Un altro equipaggio della Mobile nel contempo, è intervenuto in loco ed ha proceduto a recuperare la borsa che, completa del suo contenuto, veniva restituita alla vittima. La turista accusando dei dolori alla mano, è stata condotta presso il pronto soccorso di un ospedale cittadino, dove i sanitari le riscontravano la frattura di un dito della mano e, dopo averla medicata, la dimettevano. Luigi FIDUCIA è stato dichiarato in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. E’ in corso attività volta alla identificazione del complice. Luigi FIDUCIA è personaggio noto agli investigatori della Squadra Mobile per essere stato tratto in arresto nel giugno del 2008, in quanto responsabile con  la sorella di detenzione di armi e stupefacenti. Il soggetto, a seguito di perquisizione eseguita dalla Squadra Mobile nell’abitazione ubicata nel rione “San Cristoforo”, fu trovato con 500 gr. circa di cocaina e 2 pistole. La vittima, una turista straniera in visita nella città di Catania, nonostante la brutta esperienza ha ringraziato il Dirigente della Squadra Mobile per l’efficienza e la gentilezza dimostrata nei suoi confronti  dagli uomini della Squadra Mobile.


Riposto CTDonna viola domiciliari, CC presa. I Carabinieri della Stazione di Riposto hanno arrestato in flagranza Sebastiana MESSINA, 55enne, del luogo, per evasione. La donna, benché sottoposta agli arresti domiciliari dal 21 febbraio scorso, ieri pomeriggio è stata sorpresa dai militari sulla pubblica via mentre si allontanava dalla sua abitazione senza alcun giustificato motivo, in palese violazione dei vincoli restrittivi cui era soggetta. L’arrestata è stata posta nuovamente ai domiciliari in attesa di essere giudicata per direttissima, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania Corso Sicilia, 78enne aggredito e rapinato, 2 in manette. Polizia   ha arrestato i già noti: Giampiero TROVATO 29enne  ed Antonio TRINGALE  51enne, Sorvegliato Speciale di P.S., in quanto ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di rapina aggravata in danno di un pensionato catanese.  Alle ore 9.40 circa di ieri, un pensionato catanese di 78 anni rimaneva vittima di una rapina commessa da due individui, i quali, dopo averlo aggredito e scaraventato a terra, si impossessavano della somma di 1.300,00 € (milletrecento/00) prelevata poco prima da un Istituto di Credito di questo Corso Sicilia dandosi alla fuga a bordo di uno scooter. La vittima riferiva anche di aver tentato di opporsi alla rapina ma la superiorità numerica dei rapinatori (dei quali forniva le descrizioni) e la sua età avanzata non gli avevano consentito di opporre un’efficace resistenza.  L’anziano, durante la colluttazione, ha riportato lesioni al volto e ad  1 mano per le quali non necessitava l’intervento dei sanitari. L’immediato intervento di equipaggio della Squadra Mobile - Sezione Contrasto al crimine Diffuso - sul luogo del delitto consentiva di rinvenire, grazie alle indicazioni della vittima, un telefono cellulare smartphone verosimilmente appartenente ad uno dei rapinatori. La polizia con immediato accertamento esperito presso il gestore di telefonia mobile della scheda contenuta all’interno dell’apparecchi cellulare ha appurato che era intestata a Giampiero Trovato. La  vittima, si trovava presso gli uffici della Questura, e nel mentre Giampiero Trovato formalizzava denuncia di rapina del proprio scooter, un Honda @ di colore grigio, all’interno del quale vi era lo smartphone, dichiarando di essere stato rapinato del mezzo da 2 persone travisate da caschi mentre era in via Garibaldi. Un passante nel contempo, consegnava presso il Commissariato di P.S. di Nesima la patente di guida di Giampiero Trovato dichiarando di averla rinvenuta per terra nei pressi di Corso Indipendenza nel rione di San Berillo Nuovo -  zona dove è ubicata l’abitazione del Tringale,. La polizia dalla disamina del telefono ha  evidenziato i collegamenti fra Trovato ed Antonio Tringale, pochi minuti prima della commissione della rapina. Trovato veniva immediatamente rintracciato ed accompagnato presso gli uffici della Mobile dove riconosceva il suo telefono cellulare ed ammetteva le proprie responsabilità in ordine alla rapina. Altri  equipaggi della Sezione “Condor” contestualmente si recavano presso l’abitazione di Antonio Tringale; questi, accortosi dell’arrivo della polizia  ha tentato di fuggire dal retro dell’abitazione, ma è stato prontamente bloccato. I poliziotti nel domicilio  hanno rinvenuto il casco utilizzato dal soggetto per compiere la rapina. Alla luce degli elementi raccolti a loro carico Giampiero Trovato ed Antonio Tringale, entrambi già noti, in particolare quest’ultimo per reati specifici contro il patrimonio, sono stati dichiarati in arresto ed associati presso il Carcere di piazza “Lanza” di Catania a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaAgente blocca rapinatori che lo feriscono e si dileguano: 2 presi. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Giuseppe AURORA 26enne già noto e Salvatore COSENZA  21enne in quanto ritenuti responsabili, in concorso tra loro ed altro rapinatore in fase di individuazione, dei reati di rapina aggravata, lesioni aggravate, resistenza e violenza a P.U. 3 individui a bordo di una vettura Mercedes cl.C, alle ore 19,40 circa del 16 ottobre scorso, erano giunti nel parcheggio antistante un esercizio commerciale della zona industriale di Misterbianco.  2 occupanti la macchina  era travisati 1 passamontagna e  l’altro con maschera carnascialesca da vecchio, di cui uno armato di pistola, irrompevano all’interno del negozio e nel mentre l’autista rimaneva al lato guida. I malfattori sotto la minaccia dell’arma, si facevano consegnare dai malcapitati la somma di 500,00 € circa. Un dipendente della Squadra Mobile, Sezione “Contrasto al Crimine diffuso”, libero dal servizio e privo di arma in dotazione, proprio mentre era in corso l’azione criminosa, era appena uscito dal medesimo esercizio in compagnia della moglie e dei figli minori ed aveva fatto appena in tempo a sistemare all’interno della sua autovettura dei pacchi con gli acquisti appena fatti. Il poliziotto vista la scena, dimostrando un innegabile coraggio e con ottima scelta operativa, ha alzato le braccia in alto in segno di resa, posizionandosi così davanti l’uscita del negozio. L’Agente della Squadra Mobile non appena i due malviventi uscivano speditamente dal negozio per raggiungere l’auto dove il complice si attendeva con il motore acceso, si era avventato contro il rapinatore più alto e corpulento – oltre 2 metri – che era in possesso della pistola, nel tentativo di bloccarlo e disarmarlo. Il Poliziotto, nel corso della violenta colluttazione scaturita, riusciva a togliere il passamontagna al rapinatore armato. L’Agente nel corso della colluttazione, alla quale prendeva parte anche il secondo rapinatore, veniva colpito alla testa con l’arma e, sebbene ferito e sanguinante, il tutore dell’ordine tentava di bloccare la fuga del veicolo, aggrappandosi allo sportello lato guidatore. La ripartenza veloce dell’auto provocò la caduta del poliziotto, che rovinò sul selciato. Il poliziotto, durante le fasi concitate, riuscì  a vedere bene il volto del rapinatore armato, avendogli tolto il passamontagna, e del complice che si trovava alla guida della Mercedes. L’Agente veniva trasportato tramite ambulanza presso il nosocomio di un ospedale cittadino, dove gli veniva riscontrata una profonda ferita lacero-contusa alla testa, per la quale erano necessari diversi punti di sutura, ed altre ferite al corpo. Diversi  equipaggi della Squadra Mobile, in particolare della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, erano intervenuti subito sul posto ed avviavano le indagini volte alla identificazione dei 3 malviventi, acquisendo le immagini degli impianti di video-sorveglianza del negozio rapinato e di altri nella zona. Il passamontagna utilizzato dal rapinatore in sede di sopralluogo eseguito sulla scena del crimine da esperti della Polizia Scientifica, veniva rinvenuto e sequestrato. Le indagini condotte in  continuità hanno consentito di addivenire alla targa del  mezzo risultato un vecchio Mercedes cl. C, che veniva rinvenuto all’alba dell’indomati 17 ottobre, parcheggiato in viale Bummacaro, nel rione di “Librino”. Il veicolo veniva sottoposto ai rilievi della Scientifica e, successivamente, sequestrato. Gli investigatori da accertamenti all’utilizzatore del mezzo,  hanno identificato Giuseppe AURORA già noto per rapina, e riconosciuto dall’operatore di Polizia, proprio per colui il quale guidava la Mercedes. I poliziotti, nel contempo, grazie ad una serrata attività investigativa, hanno individuato ed identificati anche gli altri due complici. I tre venivano ricercati una prima volta in maniera vana. AURORA nella serata si presentava presso gli uffici di Polizia, mentre COSENZA veniva rintracciato nella zona di “Monte Po”. Le relative perquisizioni hanno consentito alla Polizia di rinvenire e sequestrare alcuni indumenti indossati in occasione della rapina. AURORA e COSENZA presso gli uffici della Squadra Mobile hanno reso dichiarazioni confessorie. Gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Catania - piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre il terzo complice, dopo ulteriori e vane ricerche, è stato indagato in stato di irreperibilità.


Catania Infermiera perseguitata da ex paziente stalker. L’Ex degente è stato arrestato e rinchiuso in carcere.  I Carabinieri della Stazione di NESIMA hanno arrestato un personaggio catanese, di 51 anni, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catania in ordine al reato di “atti persecutori”.  Tutto ha avuto inizio nel luglio scorso col ricovero del soggetto in uno dei reparti dell’Ospedale Garibaldi di NESIMA. Il personaggio, durante il periodo di degenza, iniziò a fare la corte ad una delle infermiere in servizio al reparto. Lo stalker per nulla era ricambiato ma continuò, anche dopo le dimissioni dal nosocomio, a braccare la sua preda sia sul posto di lavoro che per strada, costringendo la donna, 39enne,  a rivolgersi ai Carabinieri. i militari  hanno svolto indagini e gli opportuni riscontri, portarono inizialmente un provvedimento cautelare dell’Autorità Giudiziaria che ne vietò l’avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. La  misura purtroppo non si rivelò adeguata per fermare lo stalker che, imperterrito,  proseguì  la vessazione attraverso ogni mezzo (telefonate - sms – social network),  distribuendo addirittura in ospedale dei volantini dal contenuto diffamatorio nei confronti della donna.  Il  procedere delle indagini e le informative prodotte dagli uomini dell’Arma sono state accolte favorevolmente dal GIP del Tribunale Etneo che   ha ordinato PER LO stalker l’arresto e la reclusione preventiva nel carcere di Piazza Lanza. 


Catania Oltraggiano agenti a controllo in centro storico. Agenti della Squadra a Cavallo e Cinofili dell’U.P.G.S.P. ieri sera hanno arrestato e rimesso immediatamente in libertà il già noto catanese Luca BRANCATO 22enne, in quanto responsabile di resistenza, minacce, ingiurie, oltraggio a P.U. nonché hanno denunciato in stato di libertà il già noto A.E. 18enne, in quanto responsabile di false dichiarazioni sull’identità e oltraggio a P.U. Gli Agenti  della Squadra a Cavallo e Cinofili alle ore 20.25 in piazza Vincenzo Bellini avevano deciso di procedere al controllo di 3 individui a  piedi, nell’ambito dei servizi disposti dal Questore di Catania Marcello Cardona, finalizzati all’ordine e sicurezza pubblica nel centro storico. I poliziotti hanno appurato che gli stessi, privi di documenti d’identità risultavano tutti già noti. Uno di essi, identificato successivamente per Luca BRANCATO, ha inveito contro gli agenti e, per sottrarsi al controllo, ha tentato di allontanarsi dimenandosi con violenza ma è stato prontamente bloccato e tratto in arresto, e su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria di turno rimesso immediatamente in libertà. Un secondo soggetto,  aveva  pronunciato anch’esso frasi oltraggiose nei confronti degli agenti, e fornito inizialmente false generalità, mentre la vera identità veniva scoperta una volta condotto in Questura e sottoposto ad accertamenti. Lo stesso è stato quindi denunciato in   libertà per oltraggio e false dichiarazioni sull’identità personale.


Mascali CTColtellate in testa e botte perché gay: CC, 3 giovani ai domiciliari.  L’aggressione è stata solo a sfondo discriminatorio. 3 giovani del posto, rispettivamente di 18, 19 e 20 anni, armati di coltello, ieri notte a Mascali, in provincia di Catania, nei pressi  di un Bar di Via Siculo Orientale,  hanno aggredito un 44enne, anch’egli del luogo,  verosimilmente per il solo fatto che fosse omosessuale. La vittima, per sua fortuna, è riuscita a sfuggire alla furia degli assalitori: pugni e calci oltre a qualche fendente. Il malcapitato si è rifugiato nella Stazione dei Carabinieri. I militari l’hanno immediatamente soccorso e trasportato all’Ospedale di Taormina (ME) dove i medici l’hanno medicato repertando un “trauma cranico con ampia ferita da taglio del cuoio capelluto in sede parietale destra e trauma mandibolare” con una prognosi di giorni 15. I  Carabinieri, coadiuvati dai colleghi della Compagnia di Giarre (CT) e della Stazione di Sant’Alfio (CT), contestualmente,hanno proceduto a ricercare ed arrestare i tre aggressori che, su disposizione del magistrato di turno, sono stati relegati ai domiciliari. Ammessi al giudizio per direttissima dovranno difendersi dall’accusa di lesioni personali aggravate in concorso e porto di armi od oggetti atti ad  offendere.


Catania - Carabinieri catturano vicino  Parigi latitante Sciurello, ricercato  omicidio ristoratore Pappalardo.

 L’operazione dei Carabinieri di Catania, si è conclusa in collaborazione con le autorità di polizia francesi, che hanno assicurato alla giustizia il pericoloso latitante,  ritenuto l’autore materiale di un efferato delitto commesso nel marzo scorso in provincia di Catania.  I particolari dell’operazione sono stati resi noti alle ore 11,15 in una conferenza stampa nella saletta della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania.  A conclusione di una attività investigativa derivata dall’efferato omicidio di Massimo Pappalardo, 32enne di Valverde (CT,) avvenuto l’8 marzo scorso a Paternò (CT), uomini della Brigata Nazionale Francese per la ricerca dei Fuggitivi, supportata dall’attività  investigativa della Compagnia Carabinieri di Paternò, con il coordinamento della Direzione Centrale di Polizia Criminale - Divisione S.I.RE.N.E. di Roma ed il collaterale organo di collegamento presso l’Ambasciata italiana di Parigi, hanno localizzato a THIAIS, località a pochi chilometri da Parigi, ed arrestato il latitante Ignazio SCIURELLO 45enne ricercato per l’omicidio del  giovane ristoratore, nonché occultamento e distruzione del cadavere oltre al porto e detenzione illegale di arma da fuoco. La complessa attività d’indagine condotta dai Carabinieri di Paternò con l’ausilio di sofisticate tecnologie, ha permesso di individuare sia i presunti gli autori dell’omicidio che le modalità di commissione, raccogliendo importanti elementi accusatori che hanno consentito alla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania di emettere un decreto di fermo di indiziati di delitto nei confronti di Ignazio SCIURELLO  45enne, già noto, del fratello Giuseppe SCIURELLO 54enne, già noto e Massimo DISTEFANO  41enne, già noto. Gli ultimi due espletate le formalità di rito erano stati associati nel carcere di Piazza Lanza dove successivamente   era stato notificato l’ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal GIP del  Tribunale di Catania. Ignazio SCIURELLO, sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per altri reati, sentendosi braccato ed immaginando che la sua libertà si sarebbe conclusa in breve tempo, si era reso  immediatamente irreperibile dandosi poi alla latitanza. L’indagine finalizzata alla sua cattura, è stata svolta dai Carabinieri di Paternò sotto la direzione della Procura della Repubblica etnea, che con l’attento impiego di sofisticate apparecchiature tecnologiche sono riusciti a rintracciare il luogo di latitanza in Francia. La circostanza con altri elementi ha consentito ai magistrati di emettere il Mandato di Arresto Europeo. L’attività connessa ha consentito di far luce sulla squadra di fiancheggiatori del latitante che si occupava del vitto, alloggio e del mantenimento dei rapporti telefonici con i familiari. La proficua collaborazione internazionale ha infine permesso di sorprendere  SCIURELLO nei pressi di un ristorante della cittadina francese. Il soggetto non ha opposto resistenza ed ha subito avvisato gli agenti, in accento siciliano, di non sapere il francese esibendo una carta d’identità risultata poi contraffatta. La cattura ha posto fine ad una latitanza che durava dallo scorso mese di aprile.


Catania - Stalker evade dai domiciliari, forza finestra in casa vittima, si nasconde in bagno: CC arrestato. Si  tratta di Mariano ARCIDIACONO 21enne . Evaso dai domiciliari, dov’era ristretto per altra causa, di pomeriggio è stato colto da una sorta di fobia per la ragazza tanto desiderata recandosi sotto casa dell’amata. Il soggetto dopo aver forzato una finestra è entrato in casa nascondendosi  nel bagno in attesa che la vittima rientrasse. La sorella della perseguitata era in casa ed, impaurita per i rumori generati dall’effrazione,  ha  chiesto aiuto al 112.  I  Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Acireale (CT), sono arrivati immediatamente sul posto ed entrati nell’immobile, hanno sorpreso ed arrestato lo Stalker ancora asserragliato nel bagno. I militari, approfondendo la vicenda, hanno raccolto la denuncia della vittima che ha rivelato le reiterate molestie verbali e telefoniche sofferte per colpa del giovane molestatore che a tutti costi la voleva costringere ad intrattenere una relazione amorosa. Lo Stalker è finito in su disposizione del magistrato di turno, è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza, i reati contestati: evasione, violazione di domicilio ed atti persecutori.


Bronte  CTViola prescrizioni, CC 1 in carcere. I Carabinieri della Stazione di Bronte (CT)  hanno arrestato   Nunzio GARDANI 36enne del luogo, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso  dal Tribunale di Catania. Il soggetto, già sottoposto all’affidamento in prova,  era stato colto in flagrante dai CC mentre ne violava le prescrizioni. L’informativa prodotta è stata pienamente accolta in fase processuale dai giudici che hanno ritenuto opportuno  condannare il reo ad una pena di 1 anno di reclusione da scontare nel carcere di Piazza Lanza a Catania.


Catania -   Carabinieri  contrastano illegalità a San Giovanni Galermo. I militari ieri pomeriggio hanno preso ome obiettivo il quartiere in zona Via Ustica, già in passato al centro di operazioni collegate al traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti.   I  Carabinieri della Stazione di Nesima e del battaglione “Sicilia”, con la preziosa collaborazione dei tecnici dell’Enel hanno controllato numerose abitazioni dove sono state riscontrate  diverse irregolarità: allacci abusivi alla rete elettrica pubblica con conseguente denuncia di ben otto persone. Tra i denunciati 2 pregiudicati agli arresti domiciliari e 4  donne, di cui 1 gravata da precedenti  di polizia. Il personale dell’ente erogante ha proceduto, alla presenza dei Carabinieri, a ripristinare i collegamenti originari dei contatori elettrici.


Paternò  CT - Commerciante trovato con pistola in auto: CC arrestato.   I  Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò (CT), stanotte, hanno arrestato nella flagranza un 54enne, di Belpasso (CT), per porto illegale di arma da fuoco e munizioni, e denunciato il  figlio,  28enne, per omessa custodia di armi. I militari, coadiuvati dagli uomini del battaglione Sicilia, durante l’espletamento di un servizio anticrimine, hanno fermato per controllo l’auto condotta dal commerciante. I  Carabinieri percependo nel fermato un certo nervosismo hanno provveduto a perquisirgli l’auto  rinvenendo e sequestrando  1 pistola semiautomatica marca Kel Tec modello p32 cal. 7,65, munita di serbatoio con 7 cartucce all’interno. L’arma, dai successivi accertamenti è risultata in carico al figlio autorizzato alla sola detenzione. La perquisizione, estesa alle abitazioni di padre e figlio, hanno permesso ai carabinieri operanti di accertare, in casa del giovane, la detenzione di numerose armi da caccia con relative munizioni, regolarmente denunciate ma custodite in modo assolutamente inadeguato. il figlio ha subito il ritiro del porto d’armi  - uso caccia -  mentre le armi  sono state preventivamente sequestrate.   Il  genitore che, come disposto dal Pubblico Ministero di turno,  è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza. 


Santa Maria di Licodia  CTCumula pene : CC 1 in carcere. I Carabinieri della Stazione di Santa Maria di Licodia (CT) hanno arrestato    Giacomo VICINO  41enne del posto,  in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Catania. il personaggio, già condannato per furto aggravato, commesso nel 1998 a Montevarchi (AR), concorso in lesioni personali,  commesso nel febbraio 2001 a Paternò (CT), concorso in favoreggiamento personale, commesso nel febbraio 2007 a Ragalna (CT),  dovrà scontare la pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione nel carcere di Piazza Lanza  dove è stato tradotto, dopo le formalità di rito.


Catania - Evaso dai domiciliari: CC, 1 in carcere I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante hanno arrestato, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura del Tribunale di Catania, Filippo STELLA , 44enne, catanese, già sottoposto agli arresti domiciliari. Il provvedimento scaturisce dall’evasione dai domiciliari dal lui commessa il 16 settembre scorso. L’arrestato è stato associato nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Misterbianco  CTCC, 1 in carcere per rapina a SR. I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco (CT) hanno arrestato Dario TOSCANO, 32enne del posto, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Catania. il personaggio, condannato per rapina aggravata in concorso, reato commesso a Siracusa nell’agosto del 2003, dovrà scontare la pena definitiva di 11 mesi e 20 giorni di reclusione  nel carcere di Piazza Lanza  dove, è stato tradotto, dopo le formalità di rito.


Catania Picanello: evade dai domiciliari, CC preso. Francesco SCUDERI 63enne, già agli arresti domiciliari per rapina, ieri pomeriggio, non poteva passare inosservato ai militari della Stazione, ubicata nel popoloso quartiere di Picanello. Il personaggio  con un misto di sfrontatezza  ed arroganza ha avuto il coraggio di evadere dal proprio domicilio e passare proprio dinanzi la sede della caserma, in Via Petrella. SCUDERI è stato immediatamente riconosciuto, bloccato ed arrestato. L’arrestato, in attesa della direttissima, è stato ricollocato ai domiciliari.


    

Catania - CC blitz notturno  a “bulli” movida: 3 rapinatori in manette. I carabinieri di Catania hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 3 giovani ritenuti responsabili di rapina, minaccia lesioni personali e violenza privata. Le indagini hanno avuto inizio  da più denunce di ragazzi che asserivano di essere stati malmenati ed aggrediti nel centro storico.  I particolari dell’operazione illustrati dal Procuratore della Repubblica di Catania, dott. Angelo Patanè, nel corso di una conferenza stampa alle ore 11.00 presso la saletta della Procura della Repubblica di Catania.


Gravina CTPicchia moglie, CC 1 in manette.  Arrestato un 41enne per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Gravina di Catania hanno arrestato in flagranza A.R., 41enne, di Mascalucia, per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. Una Gazzella dell’Arma, ieri sera, su indicazione al 112 da parte di un anonimo cittadino ha ricevuto segnalazione una lite in famiglia. I militari sono intervenuti in un’abitazione a Mascalucia ed hanno bloccato l’individuo in un’evidente stato di agitazione mentre inveiva contro la consorte minacciandola di morte. I Carabinieri nella circostanza, hanno accertato che il 41enne da circa 10 anni aveva tenuto delle condotte persecutorie nei confronti della moglie ed altri componenti del nucleo familiare, picchiando la donna, usandole violenza ed in alcuni casi costringendola anche a consegnargli del denaro. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato associato nel carcere di Piazza Lanza.


S.G. La Punta CT Adulterazione, contraffazione sostanze alimentari: 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di San Giovanni la Punta hanno arrestato RUSSO Nunzio, 67enne, del luogo, su ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania.  Il personaggio riconosciuto colpevole di lesioni personali colpose  e adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari, reati commessi a Catania nel 2006, dovrà  espiare la pena ai domiciliari di 1 anno di reclusione. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato posto ai domiciliari.


Misterbianco CT Truffa, 1 finisce  a piazza Lanza.  I Carabinieri della Tenenza di Misterbianco hanno arrestato Cristian LONGO 33enne, catanese, su ordine di carcerazione emesso dalla corte di Appello di Catania. L’individuo dovrà espiare la pena di 11 mesi e 25 giorni di reclusione poiché ritenuto  colpevole di truffa, reato commesso a Catania tra giugno e luglio 2007. L’arrestato è stato associato nel Carcere di Catania a Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Acireale CT Viola Sorveglianza, CC preso. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Acireale hanno arrestato in flagranza Salvatore GRASSO, 41enne, del luogo, per violazione degli obblighi della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza e guida senza patente. Il Sorvegliato Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo soggiorno nel comune di residenza, stanotte è stato individuato e bloccato da una Gazzella dell’Arma in Corso Savoia mentre era alla guida di un Fiat Doblò,  sprovvisto di patente di guida in quanto revocata per mancanza di requisiti, in palese violazione dei vincoli della misura preventiva cui era sottoposto. L’arrestato è stato trattenuto in una camera di sicurezza in attesa di essere  giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


Catania - CC scoperta piantagione droga a Vaccarizzo, coltivatore 1 in manette. Si tratta di Francesco BATTAGLIA 42enne di Catania.   Incisiva la lotta dell’Arma ai  fenomeni criminali  correlati  al Alla droga.   Carabinieri della Stazione di Playa di sera  hanno scoperto e sequestrato più di 150 piante di canapa indiana ed altri 150 grammi di “marijuana”,  già pronta per la smercio. I militari, hanno individuato il fondo agricolo, esistente in Contrada Vaccarizzo a Catania, ed hanno pazientemente osservato ed atteso l’arrivo del proprietario per farvi irruzione e sequestrare la piantagione e la droga, rinvenuta nella successiva perquisizione eseguita nell’abitazione dell’uomo.  Francesco BATTAGLIA 42enne di Catania, deve rispondere di   coltivazione illecita di sostanze stupefacenti. Il coltivatore  è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza. 


CataniaAntidroga blocca 1 con cocaina e marijuana in auto. Agenti della Polizia di Stato hanno ammanettato Giuseppe ALFIERI siracusano (cl.1987) per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina.  Uomini della Squadra Mobile - Sezione “Antidroga”, nel corso di un servizio finalizzato al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, hanno proceduto al controllo, in contrada “Passo Martino”, di   ALFIERI che stava viaggiando a bordo di autovettura Volkswagen “Golf”. I poliziotti, a seguito di perquisizione personale estesa al veicolo hanno rinvenuto 1 busta in cellophane al cui interno si trovava 1 pacco sottovuoto contenente 985 gr. circa di marijuana e 1 altro involucro contenente 105 gr. circa di cocaina “in pietra”. L’arrestato,  dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale piazza Lanza di Catania a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaManovale ruba in casa ex cliente, infligge cavallo di ritorno: CC 1 ai domiciliari.  La vittima, una donna di 67 anni, originaria di Roma ma residente a Catania,  nel marzo scorso si era rivolta ai Carabinieri della Stazione di Ognina denunciando di avere patito un furto ed una successiva estorsione da parte di 1 degli operai edili che aveva partecipato ai lavori di ristrutturazione della sua abitazione. Il personaggio, in concomitanza  della fine dei lavori, approfittando dei momenti in cui la proprietaria si allontanava dall’appartamento, avrebbe pian piano trafugato alcuni oggetti di valore: sculture, sedie antiche, argenteria e 1 parure di brillanti. La donna, alcuni giorni dopo, accorgendosi del furto,  nutrendo forti sospetti proprio su quel manovale, l’ha contattato telefonicamente chiedendogli apertamente la restituzione del maltolto. L’operaio “candidamente”  avrebbe fatto intendere che il presupposto per la restituzione dell’intera  refurtiva era l’elargizione di 1.500 euro e per una sola delle sculture, molta cara alla signora, avrebbe dovuto sborsare almeno 200€. La  vittima facendo finta di accettare la richiesta l’indomani si fece restituire la scultura ma consegnò nelle mani dell’operaio, solo una ventina di euro, cacciandolo in malo modo da casa.  I Carabinieri, dopo una serie di accertamenti, sono riusciti a produrre una informativa che ha convinto il GIP del Tribunale di Catania, su proposta del P.M. titolare del fascicolo, ad emettere un provvedimento cautelare nei confronti del 26enne catanese, relegato momentaneamente ai domiciliari con l’accusa di estorsione e furto aggravato. I militari stanno svolgendo  approfondimenti investigativi proiettati al reperimento della refurtiva che sembra sia stata piazzata dal malvivente in qualche negozio di antiquariato.


Catania Finge sinistro stradale per risarcimento e deruba ignara vittima, 1 ai domiciliari. Si tratta di Arcangelo BEVILACQUA 39enne, originario di Roma, ma residente a Catania. Il  personaggio avrebbe simulato un sinistro, facendosi poi risarcire sul posto e successivamente avrebbe rubato il borsello all’ignara vittima. il soggetto a maggio di quest’anno, mentre si trovava nel centro di San Giovanni La Punta (CT), fingendo di avere patito un incidente stradale ha  lamentato un graffio allo sportello e  costretto un automobilista a fermarsi facendosi risarcire il presunto danno dietro corresponsione di 150 euro in contanti. Il  personaggio, non contento della truffa portata a termine, avrebbe approfittando di un attimo di distrazione della vittima,  e rubato anche il borsello contenente altri 700 euro. Il GIP del Tribunale di Catania,   avvalendosi dell’informativa prodotta dai Carabinieri della locale Stazione, ha ritenuto opportuno emettere un provvedimento cautelare nei confronti di Arcangelo BEVILACQUA,  puntualmente eseguito ieri pomeriggio dai CC di OGNINA che lo hanno relegato ai domiciliari.


Acireale – Arresto per usura, estorsione: gatto morto ad ingresso azienda. Agenti del Commissariato P.S. di Acireale hanno arrestato Mario FOTI   31enne in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Catania, giusta richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica etnea, per i reati di usura aggravata, estorsione continuata e lesioni ai danni di un imprenditore operante nel territorio acese. L’imprenditore, nei giorni scorsi si era recato presso il Commissariato di Acireale in preda al più assoluto sconforto, denunciando di essere da tempo vittima del FOTI, al quale in un tempo pregresso di grave crisi finanziaria aveva chiesto un prestito per una cifra intorno a 15.000€. Lo stesso imprenditore non era riuscito a rispettare le scadenze pattuite, già di per sé usurarie, per cui il debito aveva prodotto interessi composti pari al 10% mensile. La vittima di fronte alle difficoltà crescenti, anche per l’aumento esponenziale del debito,aveva chiesto clemenza, ma per tutta risposta erano arrivate le minacce, anche sotto forma di avvertimenti, nonché le aggressioni verbali e fisiche; di fronte alla sede dell’impresa era stato trovato nei giorni scorsi persino un gatto morto.  L’imprenditore aveva taciuto, anzi aveva coperto le minacce, fino a quando è entrato  in uno stato di esasperazione e, consigliato da un’associazione di categoria, si è rivolto all’ufficio di Pubblica Sicurezza acese, che ha effettuato i dovuti riscontri.  La polizia ha poi riferito le risultanze all’Autorità Giudiziaria,  che ha emesso in tempi rapidi il provvedimento restrittivo già eseguito. FOTI è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.


Mascali  CTCC 1 preso nel cedere 100 grammi “hashish”.  Azione fulminea dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Giarre (CT) che, ieri sera a Mascali (CT), in collaborazione con i militari della locale Stazione, hanno arrestato, nella flagranza, Salvatore CALTABIANO 39enne, ritenuto affiliato al clan Brunetto, contiguo a cosa nostra catanese, ed un incensurato, G.A, 19enne, ritenuti responsabili in sequenza di cessione  e  detenzione illecita di sostanze stupefacenti. I CC si sono appostati in Via San Giuseppe, sotto casa del personaggio noto, ed al momento propizio gli sono piombati addosso nel preciso istante in cui stava cedendo 1 panetto da 100 grammi di  “hashish” al giovane (scelto consapevolmente per lo status di soggetto con la fedina penale “pulita”, quindi arruolabile tra le fila dei spacciatori).  In casa del cedente sono stati altresì rinvenuti e sequestrati 1.100 euro in contanti, probabile introito di altre operazioni legate allo spaccio di droga. Entrambi gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Piazza Lanza.


Acireale - Furto energia col “magnete”, 6 smascherati. Agenti del Commissariato P.S. di Acireale hanno proceduto, su richiesta di personale dell’Ufficio Verifiche ENEL di Catania, ad alcuni controlli mirati ad esercizi commerciali e pubblici ed abitazioni residenziali. I poliziotti  hanno verificato 6 immobili, in ciascuno dei quali è stato riscontrato un furto di energia elettrica, mediante il sistema del cosiddetto “magnete”, per cui sono stati denunciati i titolari del relativo contratto di somministrazione o i reali utilizzatori beneficiari della fornitura. L’autore del furto, nei casi in questione, si giova di un espediente al fine di simulare un mancato consumo od un consumo di gran lunga inferiore a quello effettivo, applicando al contatore una calamita di grosse dimensioni, che riesce ad alterare la lettura del contatore, in modo da far risultare un consumo inferiore a quello reale di un percentuale fino al 97%. Nel caso di un noto bar del centro acese il danno stimato, considerato il presumibile lasso di tempo, si aggira intorno ad 150.000 Euro. In una macelleria il danno stimato è stato calcolato intorno ad 40.000 Euro. Il proprietario, in questo caso ha inveito in maniera violenta contro gli operatori di polizia, facendo resistenza e procurando lesioni ad uno di loro al fine di permettere ad un dipendente di staccare il magnete ed impedire quindi l’accertamento. Il magnete è stato comunque ritrovato nel retrobottega e sequestrato. La lettura della curva dei consumi ha permesso di stimare appunto l’ammanco in 40.000 Euro, considerato il punto in cui il grafico ha registrato un picco corrispondente al momento in cui era stato asportato il magnete. Considerate le circostanze del fatto, un incensurato  58enne è stato arrestato ai domiciliari per furto aggravato continuato di energia elettrica, in concorso, e per resistenza e violenza a P.U. e condotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, poi revocati.  Un dipendente è stato denunciato per favoreggiamento. Altre  due persone nel mese scorso erano state arrestate per fatti analoghi; in quel caso l’esercizio commerciale era un negozio di generi alimentari e relativo deposito, con un danno stimato di 100.000. Euro. La polizia sta svolgendo ancora indagini volte all’identificazione di eventuali irregolarità in esercizi commerciali od in private abitazioni che utilizzano gli stessi sistemi per rubare l’energia elettrica.


CataniaGuida moto controsenso ed investe agenti all’alt, 1 ai domiciliari. Uomini della “Sezione Volanti” dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, di mattina, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio,  hanno arrestato ai domiciliari il già noto catanese Marcello PESCATORE 21enne per resistenza al P.U., lesioni personali, danneggiamento e guida senza patente perché mai conseguita.   L’equipaggio della “Volante” , alle ore 4,30 circa, ha controllato, un individuo a bordo di scooter il quale stava percorrendo la via Plaia, in senso di marcia opposto a quello consentito dalla segnaletica stradale. Il conducente, anziché ottemperare all’invito degli agenti di fermarsi, ha aumentato l’andatura ed a forte velocità si è scagliato in direzione dei tutori dell’ordine, uno dei quali ha riportato lesioni personali, provocando nel contempo, danni alla carrozzeria dell’auto di servizio, per poi darsi alla fuga. il soggetto a seguito di un movimentato inseguimento è stato bloccato nei pressi di via Madonna delle Salette. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo.


Pedara  CT -  CC, fidanzati presi a “ripulire” appartamento “Tarderia” . I Carabinieri della Stazione di Pedara (CT) hanno bloccato, nella flagranza,  una giovane coppia di fidanzati, entrambi 21enni, per furto aggravato in concorso.  I due proprio nel pomeriggio di ferragosto avevano deciso di forzare la porta d’ingresso di un’abitazione di Via Tarderia 78, in quel momento disabitata, per asportarne mobili e suppellettili vari. Carabinieri di pattuglia per sfortuna dei maldestri, hanno notato l’anomalia delle ante in legno divelte all’ingresso  ed entrati nell’immobile  hanno sorpreso i due a rubare. Il proprietario di casa è stato immediatamente avvisato mentre per i ladruncoli il magistrato di turno, dopo averne convalidato l’arresto,  ne ha disposto la momentanea liberazione in attesa di giudizio.


AcitrezzaPolizia Nautica salva 11 bagnanti investiti da nubifragio su natanti in alto mare. Agenti della Squadra Nautica dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, nel tardo pomeriggio di ieri, nello specchio d’acqua antistante l’isola Lachea,  a bordo di una motovedetta della Polizia di Stato, durante il controllo delle coste del litorale ionico, hanno tratto in salvo 11 persone tra cui 2 bambini. I bagnanti, a bordo di 4 pedalò ed 1 canoa, a causa di un improvviso e violento temporale abbattutosi nella zona, venivano sorpresi dalle sfavorevoli condizioni meteo, e non riuscendo a governare i piccoli natanti venivano sospinti dal forte vento verso il largo. In due contestuali operazioni di soccorso, sia le persone che i mezzi nautici, venivano rimorchiate e poste in sicurezza all’interno del porto di Acitrezza.


Aci Sant’Antonio  CT - Pugno a  Vigile Urbano: CC, 1 ai domiciliari. Salvatore ZINNA 52enne di Mascalucia (CT), di sera stava litigando con alcuni giovani nella centralissima Piazza Cantarella ad Aci Sant’Antonio (CT). Un  Vigile Urbano del locale ufficio di Polizia Municipale  era ad assistere al battibecco  ed è intervenuto  per calmare gli animi ed identificare i contendenti, ma è stato aggredito dal personaggio che gli ha sferrato un pugno sul viso. Qualcuno dei presenti ha avvertito i Carabinieri della locale Stazione che sono intervenuti sul posto e riusciti a bloccare ed ammanettare l’aggressore. Il vigile,  visitato dal dottore di turno della guardia medica, è stato riscontrato affetto da lesioni guaribili in un paio di giorni. L’arrestato, in attesa del giudizio per direttissima, dove risponderà di resistenza a pubblico ufficiale,   è stato relegato ai domiciliari.


Fiumefreddo CT60enne tenta violenza sessuale su dottoressa consultorio familiare. L’aggressione sessuale è stata alle 20:00 ai danni del medico di Fiumefreddo di Sicilia (CT). Il soggetto è stato poi inseguito ed arrestato dai CC.  I Carabinieri della locale Stazione immediatamente sono accorsi in aiuto della poveretta riuscendo ad inseguire  ed acciuffare l’aggressore, identificato per Q.F. 60enne, già noto della zona jonica.  Il medico, una dottoressa applicata  al servizio di ginecologia, avendo dimenticato il telefono cellulare nell’ambulatorio è rientrata per riprenderlo lasciando la porta d’ingresso socchiusa. L’individuo, appostato all’esterno della struttura, ne ha approfittato ed in pochi istanti è entrato  sorprendendo la donna alle spalle, afferrandola per un braccio e strappandole alcuni indumenti di dosso allo scopo di abusarne sessualmente. La vittima coraggiosamente ha opposto resistenza riuscendo a divincolarsi e trovare  rifugio in una abitazione limitrofa da dove ha chiamato il 112. La vittima, curata dai medici dell’Ospedale di Taormina (ME), per sua fortuna, ha solo riportato  delle  “escoriazioni agli arti inferiori e superiori”, guaribili in pochi giorni. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza con le accuse di violenza sessuale e sequestro di persona.


CataniaPolizia ammanetta ai traghetti corriere 68enne con 4,7kg cocaina. Polizia  arresta: Sebastiano ADORNO 68enne, in quanto ritenuto responsabile del reato di trasporto e detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Agenti della Squadra Mobile - Sezione “Antidroga”, ieri, a seguito di attività info-investigativa, hanno appreso che in tarda serata sarebbe giunto in centro un anziano signore a bordo di una VW Passat station wagon di colore bianco con un ingente carico di cocaina. Uomini dell’Antidroga considerato che il corriere sarebbe giunto verosimilmente dalla Campania, hanno deciso di predisporre, già dal pomeriggio, un servizio mirato di osservazione all’imbarcadero dei traghetti del porto di Messina. Gli investigatori hanno visto, dopo alcune oro di paziente attesa, una Volkswagen Passat del tipo segnalato con a bordo un signore brizzolato, successivamente identificato per ADORNO è scesa da un traghetto in terra siciliana. Il soggetto, dopo avere fornito ai tutori dell’ordine  differenti versioni sulla sua provenienza, dapprima ha dichiarato di provenire da Velletri quindi dalla città di Napoli. Il sospetto è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile,  dove, a seguito di meticolosa perquisizione eseguita nel mezzo, abilmente occultati nei pannelli degli sportelli posteriori, venivano rinvenuti e sequestrati  4 panetti di cocaina per un peso lordo complessivo di kg.4,700. La droga del valore di oltre 200.000 euro, avrebbe fruttato, sul mercato etneo almeno 600-700 mila euro. ADORNO espletate le formalità di rito, è stato associato presso il carcere di Catania “piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


CataniaPreso corriere con  10 panetti cocaina 11kg. La Polizia di Stato ha tratto in arresto Bruno PALESE 51enne, in quanto ritenuto responsabile del reato di trasporto e detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Agenti della Squadra Mobile - Sezione “Antidroga”, ieri mattina, transitando lungo la tangenziale hanno notato, nei pressi dello svincolo di San Giorgio, 1 furgone Fiat Ducato con 1 individuo alla guida. Il conducente, alla vista della pattuglia “civetta” ha  imboccato lo svincolo tentando di eludere il controllo. La manovra non è passata certo inosservata e gli agenti hanno deciso di procedere al controllo del mezzo.  Il  conducente, fermato, identificato per Bruno PALESE, autotrasportatore incensurato, ha manifestato evidenti segni di insofferenza, dichiarando di avere sbagliato strada. La condotta anomala e le gratuite giustificazioni rese dell’uomo hanno fatto nascere il sospetto che potesse detenere all’interno del mezzo qualcosa di illecito.  Gli  investigatori stavano procedendo alla perquisizione del furgone, e PALESE ha ammesso di avere all’interno della droga. Abilmente occultati all’interno di un pannello posteriore, sono stati rinvenuti e sequestrati nr.10 panetti di cocaina per un peso lordo complessivo di kg.11,320. La droga del valore di oltre 500.000 euro, avrebbe fruttato, sul mercato etneo 3 milioni di euro. Espletate le formalità di rito, il predetto è stato associato presso il carcere di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Gravina di Catania - Lite condominiale: minaccia vicino con ascia, si scaglia contro i CC.  I Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania hanno arrestato, in flagranza, un 54enne, di San Giovanni La Punta (CT), ritenuto responsabile di minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. La lite è scoppiata ieri sera in un condominio di via Avola a San Giovanni La Punta (CT). Il condomino, al culmine di una diatriba, scaturita da questioni di natura condominiale, ha imbracciato l’ascia brandendola minacciosamente nei confronti del vicino di casa.  L’opportuna richiesta di aiuto al 112, espressa da altri condomini presenti,  ha permesso l’immediato intervento di 2 pattuglie dei CC che appena giunte sul luogo hanno affrontato l’energumeno. Il soggetto era in evidente stato di alterazione psicofisica, dovuta all’abuso di alcol, non ha esitato a scagliarsi contro i militari intervenuti. L’aggressore, dopo una breve colluttazione,  fortunatamente è stato bloccato ed ammanettato. L’ascia è stata sequestrata mentre l’arrestato è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa di essere giudicato per direttissima.  


Catania –  Furto su moto: 3 maldestri presi in corso Italia.  Sono finiti in manette ai domiciliari: Gaetano Mario TERNULLO 27enne, Graziano PREVITE 24enne e  G.D 25enne. I soggetti erano arrivati  in loco a bordo di un’elegante Mercedes, ma anziché godersi il fresco della notte e passeggiare per il centro cittadino, si erano armati di leve, cacciaviti e quant’altro di utile per forzare il blocco d’accensione di uno scooter,  Honda SH, lasciato in sosta nella vicina via Giuseppe Simili. I personaggi hanno, quindi, lasciato in sosta la vettura, per passare all’attacco del motociclo, all’evidente scopo di farlo sparire.  La  mossa  ha attirato l’attenzione di alcuni passanti che hanno trovato facile appoggio nell’equipaggio della Volante “Bellini” che perlustrava  la zona. I poliziotti, avendo capito al volo con cosa si sarebbero trovati ad avere a che fare, hanno  chiesto  ausilio di un altro equipaggio, per precludere ai malfattori ogni via di fuga. La  Volante “Squalo”, equipaggio di coordinamento delle pattuglie, ha fatto spalla ai poliziotti, chiudendo in una trappola ben congegnata i tre scassinatori i quali, nel frattempo,  avevano abbandonato lo scooter, allontanandosi a bordo della loro Mercedes. Il terzetto aveva già fatto in tempo a scassinare la moto che è stata riconsegnata al proprietario, dopo la formalità della denuncia. Gli arrestati, su disposizione del P.M. di turno, sono stati condotti presso le rispettive abitazioni, in regime di arresti domiciliari, dove attendono il giudizio “per direttissima”.


Palagonia  CT - Coltiva “marijuana” in agrumeto, ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Palagonia (CT) hanno arrestato ai domiciliari, in flagranza,  C.G., 26enne del luogo, per coltivazione di sostanze stupefacenti. I militari, stamattina, a conclusione di mirata attività investigativa, hanno proceduto ad una perquisizione nella casa rurale e nel terreno di proprietà del giovane, in contrada ALBANELLO, rinvenendo e sequestrando alcune piante di canapa indiana ingegnosamente coltivate tra gli alberi di agrumi.L’arrestato è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima.


Catania – 1 tenta rapina ad anziano che esce da poste: ammanettato. La Squadra Mobile ha tratto in arresto Simone MELARDI 36enne già noto, perché ritenuto responsabile di tentata rapina aggravata ai danni di una persona anziana che aveva usufruito dei servizi postali. Una  pattuglia della Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, nella mattinata di ieri, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio nella zona del centro cittadino, in servizio nella zona di Corso Italia a protezione di uffici postali e di sportelli bancari, è intervenuta davanti al Palazzo delle Scienze, a seguito della segnalazione di una tentata rapina, ad opera di un singolo malvivente, ai danni di un anziano che era appena uscito dal vicino ufficio Postale. Agenti sul posto,  hanno acquisito le prime descrizioni dell’aggressore dalla stessa vittima, riuscendo poco dopo ad intercettare Simone MELARDI, già noto per reati contro il patrimonio, a poche centinaia di metri dal luogo dell’aggressione, esattamente in via Alberto Mario angolo via Simili. La vittima, alla quale il malvivente, nonostante l’età avanzata, aveva inferto alcuni colpi, ha riferito che il rapinatore, dopo averlo minacciato verbalmente, gli aveva intimato la consegna del denaro, che l’anziano per precauzione aveva evitato di prelevare, essendosi accorto di un individuo sospetto all’interno del citato ufficio postale.  MELARDI condotto presso gli uffici della Squadra Mobile, è stato dichiarato in arresto per il reato di tentata rapina aggravata e associato presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza”. L’anziano, ricevuto dal Dirigente della Squadra Mobile, ha ringraziato gli uomini dei “Condor” per la positiva conclusione della vicenda e per l’umanità dimostrata nei suoi riguardi.


CataniaOmicidio Fichera, luce dei collaboratori, accusato Orestano. Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, la Squadra Mobile di  Catania ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa in data 24.7.2015 dal G.I.P. del  Tribunale di Catania, nei confronti di: Giuseppe ORESTANO 52enne già noto, già detenuto per altra causa, ritenuto responsabile, in qualità di esecutore materiale, dell’omicidio del noto  Sebastiano FICHERA (cl.1971), commesso a Catania la sera del 26 agosto 2008. Agenti della Squadra Mobile, alle ore 20.10 circa del 26 agosto 2008, a seguito di una segnalazione giunta su linea 113, si recarono in  via Cairoli, nel popolare rione Nesima, dove dinanzi al civico 39 era stato attinto mortalmente da colpi d’arma da fuoco Sebastiano FICHERA, noto per associazione, traffico di stupefacenti, reati contro il patrimonio ed altro, Sorvegliato Speciale di P.S. I poliziotti durante il sopralluogo  accertarono che FICHERA, mentre si trovava a bordo di uno scooter, era stato fatto segno mortalmente, da ignoti killer, con 3 colpi d’arma da fuoco   alla nuca ed alla spalla. Sul selciato furono rinvenuti 4 bossoli calibro 7.65.  La misura cautelare compendia gli esiti di indagini tecniche condotte dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento della D.D.A., corroborate dalle dichiarazioni rese nel tempo all’Autorità Giudiziaria da numerosi collaboratori di giustizia.  Per il medesimo delitto, in data 1 dicembre 2011 era stato tratto in arresto, in esecuzione di misura cautelare  Biagio SCIUTO 66enne, ritenuto capo indiscusso dell’omonima cosca mafiosa, il quale, in qualità di mandante, aveva deciso l’eliminazione del FICHERA, anch’egli affiliato ai Tigna, a seguito di contrasti economici. Gli investigatori non escludono che  venisse imputato alla vittima di fare affari nel settore degli stupefacenti con appartenenti alla cosca Cappello - Bonaccorsi senza dare conto alla famiglia di appartenenza. Questa circostanza sarebbe stata mal tollerata dai vertici della cosca Sciuto - “Tigna” che si vedevano sottratti ingenti guadagni in favore della famiglia Cappello – Bonaccorsi.  Proprio a causa di tale situazione, ritenendo che FICHERA mancasse ai propri doveri di affiliato, Biagio SCIUTO e Giacomo SPALLETTA ne avrebbero decretato la morte. Le indagini svolte costituiscono l’ideale prosecuzione ed il completamento di quelle sfociate nell’operazione Revenge dell’ottobre del 2009 e Revenge III del novembre 2011 che hanno consentito di disvelare numerosi fatti di sangue commessi nell’arco dell’ultimo decennio.


Catania Pistola e munizioni illegali in casa, 1  in manette. La Polizia ha tratto in arresto: Gianluca SAPIENTE 32enne, perché responsabile di detenzione illegale e ricettazione di arma clandestina con relativo munizionamento. Agenti della Squadra Mobile – Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” sabato sera avevano acquisito notizia confidenziale secondo cui un soggetto, tale Gianluca SAPIENTE già noto in materia di stupefacenti, abitante nel rione di San Giovanni Galermo, deteneva presso la sua abitazione un’arma da fuoco. Gli Agenti dopo aver esperito i preliminari accertamenti, si sono recati sul posto per eseguire una perquisizione domiciliare nel corso della quale SAPIENTE veniva trovato in possesso di 1 pistola cal.9 con matricola abrasa, con colpo in canna e caricatore rifornito. Espletate le formalità di rito, il soggetto è stato associato presso il carcere di Catania “piazza Lanza” ad disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Catania Minorenne indotta a prostituzione, 1 nigeriana condannata. La Polizia di Stato ha tratto in arresto: Mercy OSAWE, 47enne su Ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania il  4 luglio 2015 dovendo espiare la pena di 2  anni, 3 mesi   e 4 giorni   di reclusione per il reato di tratta di persone. L’arresto della cittadina nigeriana rientra in una più vasta attività condotta dalla Squadra Mobile – Squadra Catturandi a carico di soggetti colpiti da provvedimenti restrittivi dell’Autorità Giudiziaria. La donna era stata tratta in arresto nel luglio del 2008 ad esito di complesse indagini condotte dalla Squadra Mobile nei confronti di alcuni cittadini nigeriani, ritenuti responsabili di riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione ai danni di una connazionale minorenne. Le investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania hanno fatto luce su un caso di una giovane nigeriana minorenne che era stata acquistata per 11.000 euro e dopo essere stata assoggettata al gruppo tramite il c.d. rito wodoo era stata costretta a prostituirsi nella zona di via L.Sturzo.


Catania CC catturano al mare nel siracusano  latitante ritenuto dei “Santapaola”.   E’ finita la latitanza per   Stefano PREZZAVENTO 30enne, ritenuto “vicino” alla famiglia mafiosa “Santapaola-Ercolano” e già coinvolto in una delle tranche dell’operazione “Fiori Bianchi”, eseguita nel 2013  dai Carabinieri di Catania. Era ricercato dal 2 ottobre dell’anno scorso quando, per evitare un controllo dei Carabinieri, evase dai domiciliari, dov’era ristretto per aver violato la sorveglianza speciale,  rendendosi irreperibile. i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania,  ieri sera, con un blitz fulmineo, lo hanno localizzato e catturato in una abitazione di Contrada Granelli a Pachino (SR) dove, con moglie e figli, si “godeva” la clandestinità a pochi metri dal mare. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Siracusa.  


Catania -  DIA sequestra beni ergastolano Brunno. Collaboratore Giustizia conferma disponibilità appartamento intestato a costruttore. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania, in queste ore, sta sequestrando beni mobili e immobili riconducibili e nella disponibilità del boss di cosa nostra Sebastiano BRUNNO,

   video arresto

 

alias "Neddu a crapa" e del suo nucleo familiare. Le attività di sequestro scaturiscono dal provvedimento emesso dal Tribunale di Siracusa – Sezione Penale a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Procura della Repubblica di Catania, diretta dal dott. Giovanni Salvi, all’esito degli accertamenti delegati al Centro Operativo DIA di Catania, diretto dal Primo Dirigente della P.S. dr. Renato Panvino. Sebastiano BRUNNO, il cui nome era inserito nell’elenco dei ricercati più pericolosi e già condannato, nel 2005, dalla Corte di Assise di Appello di Catania, alla pena dell’ergastolo per il reato di concorso in omicidio aggravato di Nicolò AGNELLO,  è considerato un capo del clan lentinese “Nardo”,  legato al gruppo Santapaola di Catania. La  condanna inflitta al BRUNNO nel 2009 diventò definitiva e lo stesso, al fine di sottrarsi alla gravosa espiazione della pena, si rese irreperibile, rimanendo “latitante” fino al 2 ottobre scorso, quando fu arrestato a nord dell’isola di Malta. Il provvedimento di sequestro aggredisce l’intero patrimonio riconducibile all’ex superlatitante, tra cui  un appartamento a Carlentini, che benché risulti ancora intestato all’impresa costruttrice che lo realizzò, secondo numerose evidenze investigative è assolutamente da ritenere nella disponibilità del Sebastiano BRUNNO. Oltre alla marcata sperequazione tra redditi e patrimonio del boss lentinese, hanno consentito di ricostruire una chiara riconducibilità dell’appartamento in sequestro al BRUNNO anche le dichiarazione rese da un collaboratore di giustizia che ha riferito: “l’appartamento dove abita ancora oggi la famiglia Brunno (a Carlentini, in zona Balate di Zacco) è tuttora intestato al costruttore …omissis…, ma si tratta di un trucco finalizzato ad evitarne il sequestro da parte della magistratura; ciò mi è stato raccontato dallo stesso Brunno nel 2007-2008”. L’attività del Centro Operativo di Catania è incentrata sul principio “di doppia azione”, cioè oltre al contrasto al crimine, assicurando alla giustizia i partecipanti ai sodalizi criminali, si affianca quello patrimoniale, al fine di spogliare di qualunque risorsa i sodalizi criminali depotenziando l’intera organizzazione ed è proprio in tale ambito si innesta il sequestro del patrimonio di Sebastiano BRUNNO, del valore stimato in circa 200.000,00 euro, che testimonia una costante attenzione all’evoluzione del fenomeno mafioso da parte della Magistratura in stretta collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia.


Catania - Viola Sorveglianza Speciale, ai domiciliari.  Agenti dell’U.P.G.S.P., hanno arrestato ai domiciliari il già noto Giuseppe NICOLOSI 40enne per l’inosservanza delle prescrizioni inerenti la Sorveglianza Speciale di P.S. Il soggetto è stato sorpreso alla guida di una moto, è stato controllato intorno alle ore 16.50 dai componenti di una Volante che stavano pattugliando la via Carlo Pisacane. I poliziotti dagli accertamenti esperiti, hanno  appurato che lo stesso era sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Catania, a seguito della quale gli era stata revocata la patente di guida.  NICOLOSI è stato condotto in Questura da dove, su disposizione del P.M. di turno, è stato tradotto agli arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del giudizio per direttissima.


Fiumefreddo di Sicilia CTEvade dai domiciliari, CC preso. I Carabinieri della Stazione di Fiumefreddo di Sicilia hanno arrestato ai domiciliari Carmelo COCO, 30enne, del luogo, già sottoposto ai domiciliari, per evasione. Una  pattuglia dell’Arma, ieri mattina  durante un servizio finalizzato a controllare individui sottoposti a misure restrittive, hanno sorpreso  il personaggio sulla pubblica via mentre si allontanava dalla sua abitazione, senza plausibili motivi, violando così i vincoli della misura cui era soggetto. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto nuovamente agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato per direttissima.  


Belpasso -   Rapinatori minacciano anziana madre tabaccaia con lama alla gola, filmati ed identificati, CC 2 ai domiciliari. Sabato sera, intorno alle 17:00,  i due criminali, con i volti coperti da passamontagna ed armati di taglierino, hanno fatto irruzione nella tabaccheria di Via Roma 127 e sotto la minaccia dell’arma, rivolta contro l’anziana madre della proprietaria, in quel momento seduta vicino l’ingresso della rivendita, hanno rapinato, alla presenza di alcuni clienti e della stessa titolare,  tabacchi e valori per un ammontare di circa 500 euro. Finita l’azione delittuosa sono fuggiti a piedi. La  richiesta d’aiuto al 112 del Comando Provinciale  ha allertato i militari della locale Stazione e le “gazzelle” del radiomobile della Compagnia di Paternò, in pochi minuti hanno raggiunto il luogo della rapina. Gli investigatori analizzando  i filmati registrati dalle telecamere a circuito chiuso posizionate nella rivendita, grazie anche all’ottima conoscenza del territorio ed alle testimonianze dei presenti,  sono riusciti ad identificare i rapinatori e catturarli poco dopo nelle loro abitazioni. I soggetti sono stati accompagnati in caserma e messi alle strette hanno confessato le proprie responsabilità. I Personaggi sono stati condotti dai militari in aperta campagna dove avevano nascosto i passamontagna ed  il taglierino utilizzati per la rapina. Gli arrestati, un 18enne e un 17enne, entrambi del posto, come disposto dall’Autorità Giudiziaria sono stati posti ai domiciliari. I carabinieri stanno svolgendo approfondimenti investigativi per risalire all’identità della terza persona che dopo la rapina ha preso in “custodia” la refurtiva ancora non recuperata.


Caltagirone 2 romeni rapinano anziano in centro, in manette. Si  tratta di Ionut Sebastian LUPU 18enne e Ionut  SPIESCU 23enne di origini romene. Operazione lampo dei Carabinieri della Compagnia di Caltagirone. Che di mattina gli investigatori erano riusciti, nella flagranza,  ad assicurare alla giustizia  i 2 personaggi.  Ionut Sebastian LUPU 18enne,  di origini romene, che I maldestri intorno alle 12:00, avevano rapinato della collana d'oro un pensionato, di 62 anni, mentre stava passeggiando in Via Alessandro Manzoni. Il giovane, Ionut Sebastian LUPU è stato intercettato ed arrestato a poche centinaia di metri dal luogo del reato, precisamente in Viale Maria Milazzo, ed  era stato rinchiuso nel carcere di Caltagirone. L’acume investigativo degli inquirenti ha permesso, anche attraverso le immagini registrate dai sistemi di video sorveglianza presenti nella zona, di dare un volto all’altro criminale rintracciato di sera, intorno alla mezzanotte, nella sua abitazione di Grammichele (CT) dove,  i militari, durante la perquisizione, hanno rinvenuto e sequestrato, celati dentro una stufa, gli indumenti utilizzati dal malvivente nel corso della rapina.     Ionut  SPIESCU è accusato di rapina in concorso e lesioni personali. Il giovane, sottoposto a fermo di indiziato di delitto,  su disposizione dell’Autorità Giudiziaria,  ha raggiunto il complice nel carcere di Contrada Noce di Caltagirone CT. 


Catania30 misure cautelari per clan Mazzei, anche commercianti invischiati nel pizzo.  Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, la Polizia di Stato ha in corso di esecuzione un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 30 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso - cosca Mazzei “Carcagnusi”-, associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapina e reati in materia di armi, con l’aggravante di avere agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche della citata organizzazione mafiosa ed al fine di agevolarla. La misura cautelare condotta dalla Squadra Mobile di Catania riguarda la famiglia Mazzei inserita in Cosa nostra e legata a quella palermitana, in quanto Santo MAZZEI, suo capo bastone -  in atto detenuto in regime di cui all’art.41 bis O.P. - divenne “uomo d’onore” su decisione del boss corleonese Leoluca BAGARELLA. Tra i destinatari della misura cautelare figura l’attuale reggente, Sebastiano MAZZEI, inteso “Nucciu ‘u carcagnusu”, figlio di  Santo MAZZEI, latitante sino allo scorso 10 aprile allorquando venne arrestato dalla Polizia di Stato in una villetta in territorio di Ragalna (CT).  Gli investigatori, nel corso delle indagini, hanno arrestato in flagranza di reato alcuni affiliati mentre ritiravano il “pizzo” presso attività commerciali,  sono stati   sequestrati:   sostanza stupefacente ed armi da fuoco. Tra i destinatari, figurano diversi imprenditori e commercianti ai quali è stato  contestato il reato di concorso in estorsione attuata con modalità mafiose per essersi rivolti ad esponenti dell’organizzazione Mazzei per recuperare i propri crediti.


CataniaAntidroga blocca 2 corrieri su panda con 700 gr marijuana. La Squadra Mobile ha arrestato due di origine magrebina: Hicham MAJI 20enne  e Abdelali ZGAIDA 23enne perché responsabili, in concorso tra loro, di trasporto di marijuana. I  poliziotti a seguito di un intensa attività info-investigativa, avevano appreso che nella mattinata di giovedì 4 giugno sarebbe giunto a Catania un carico di droga, trasportata da cittadini extracomunitari a bordo di un’auto  Fiat Panda. Gli uomini della Sezione “Antidroga”, hanno quindi predisposto un servizio mirato di osservazione presso i caselli dell’autostrada A/19, in località San Gregorio. I poliziotti, dopo lunghe ore di attesa, hanno notato 2 soggetti dai tipici tratti somatici del Maghreb, viaggianti proprio a bordo di una vettura Fiat Panda. I due soggetti a seguito di espressa richiesta degli uomini dell’Antidroga, non hanno fornito spiegazioni plausibili circa il loro viaggio in Sicilia, mostrando, nella circostanza, segni di insofferenza al controllo che, in prima battuta, dava esito negativo. I poliziotti al fine di verificare meglio la posizione dei due stranieri e per procedere ad un accurato controllo del mezzo, hanno accompagnato entrambi presso gli uffici della Mobile dove, a seguito di un’approfondita perquisizione, nella vettura sono stati rinvenuti 2 confezioni contenenti marijuana, per un peso complessivo di 700 gr. circa.


CataniaGuardia Costiera blocca escavatore, mentre scava varco abusivo in scogliera.  Militari del Nucleo Operativo Difesa Mare della Guardia Costiera di Catania e Acireale, coadiuvati dalla Polizia Municipale di Acireale, nel corso della quotidiana attività di controllo del territorio, hanno sorpreso un individuo, che in località Pozzillo del Comune di Acireale, con l'ausilio di un escavatore, stava provvedendo a creare un varco abusivo nella scogliera. Al momento dell'intervento dei militari, erano stati spostati massi per circa 17 metri lineari con conseguente danneggiamento della scogliera lavica. Al fine di impedire il pericolo di un ulteriore deturpamento dell'ambiente costiero, la Guardia Costiera ha  provveduto all'immediato sequestro del mezzo meccanico identificandone il conduttore. I militari, dopo brevi indagini hanno provveduto, altresì, ad individuare il committente dei lavori.  Entrambi  i soggetti,  sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria per il reato di occupazione abusiva di pubblico demanio marittimo e deturpamento  di bellezze naturali.


Catania Antidroga trova 15 panetti: 1,5 kg hashish e 8 di cocaina, 2 a Piazza Lanza. La Squadra Mobile ha tratto in arresto i già noti Salvatore SANTITTO 52enne e Salvatore GRASSO 21enne per il reato di trasporto e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo hashish e cocaina. Poliziotti della Sezione “Antidroga” nell’ambito dei servizi predisposti dal Questore di Catania Marcello Cardona, finalizzati al contrasto dello spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, hanno individuato, a San Giorgio di Catania, GRASSO e SANTITTO, già noti, a bordo di una Citroen C2. I soggetti sono stati immediatamente fermati e sottoposti a controllo ad esito del quale, all’interno della vettura, sono stati rinvenuti 15 panetti di hashish per un peso complessivo di 1,5 kg. circa. La perquisizione è stata estesa all’abitazione di GRASSO, dove sono stati rinvenuti  8 involucri contenente sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di gr.40 circa nonché un bilancino di precisione e sostanza da taglio. GRASSO e SANTITTO espletate le formalità di rito, sono stati associati presso il carcere “Piazza Lanza” di Catania a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.


Catania Ricercato a Milano per tentato omicidio, preso a Catania.  Agenti della polizia di Stato, hanno sottoposto alla misura precautelare del fermo di P.G. il già noto catanese Roberto MICALE 40enne, perché gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e porto abusivo d’arma da fuoco. L’equipaggio della volante di zona, durante il servizio di controllo del territorio, nelle prime ore del mattino, transitando in via IV Novembre, ha notato 2 individui sospetti a bordo di una Seat Ibiza che risultava da ricercare. Il  conducente, alla vista della Polizia, ha accelerato a tutto gas per eludere il controllo, ma dopo qualche centinaia di metri gli agenti sono riusciti a bloccare l’auto in fuga. I  poliziotti dagli accertamenti effettuati hanno compreso che a carico di uno dei due individui, nello specifico MICALE, pendesse una nota di rintraccio emessa dal Commissariato di P.S. di “Scalo Romana” (Mi) per il reato di tentato omicidio e porto illegale d’arma da fuoco.  Il soggetto, infatti, il 10 aprile scorso a Milano, in via Gratosoglio, dopo essersi reso responsabile di un duplice tentativo di omicidio finito con il ferimento di una persona ad una gamba, si era dato alla macchia facendo perdere le proprie tracce.  Il P.M. di turno, notiziato di quanto sopra, ha disposto che il fermato in attesa della convalida fosse associato presso la Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.


Catania -  Carabinieri e ROS ammanettano latitante Rosta. I militari del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato a Licata il latitante Francesco ROSTA di Randazzo, ritenuto elemento di spicco del clan Ragaglia di Randazzo e ricercato dal settembre 2014. I Carabinieri il 22 settembre 2014 eseguirono 8 ordinanze di custodia cautelare emesse dall’Ufficio del GIP presso il Tribunale di Catania su richiesta della Procura della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di altrettanti soggetti legati al clan mafioso dei “Ragaglia”, operante a Randazzo e zone limitrofe, ai quali sono contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, furto, estorsione, usura e sequestro di persona; I militari appurarono si trattasse di un’associazione armata legata alla famiglia catanese dei “Laudani” meglio nota come dei “Mussi ‘i ficurinia”, dedita a delitti contro la persona e il patrimonio, tutte attività finalizzate all’arricchimento del sodalizio, al controllo del territorio e all’acquisizione, controllo e gestione del tessuto economico locale.  Le indagini iniziate nell’anno 2011 e si protrassero sino al 2013, mesi in cui i Carabinieri della Compagnia di Randazzo hanno monitorato, con attività tecniche e di tipo tradizionale, le mosse del sodalizio criminale e dei suoi associati. Le risultanze investigative confermarono in pieno la vitalità e l’operatività del clan, articolato nella classica struttura organizzata e verticistica il cui ruolo apicale sarebbe esercitato da Claudio RAGAGLIA, 45enne, chiamato dagli altri sodali “Il Direttore”, affiancato nell’attività di direzione da Francesco ROSTA, 72enne. Le indagini sviluppate dai carabinieri hanno permesso di evidenziare il tentativo del gruppo criminale di assumere il controllo del territorio, oltre che col controllo di ogni attività illecita anche mediante l’accurata gestione dei rapporti con altri gruppi criminali limitrofi. La forza intimidatrice del clan, specie in occasione del recupero delle somme concesse ad usura, si era manifestata con particolare violenza, tanto che, in uno degli episodi contestati, la vittima veniva sequestrata, obbligata a salire in auto ed una volta condotta in un casolare, legata, picchiata e minacciata di morte con una pistola. I riscontri investigativi, caratterizzati anche da attività tecniche di intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno permesso ai militari dell’arma di ricostruire minuziosamente i ruoli ed il vissuto criminale del clan, evidenziando anche la particolare accortezza degli associati nell’evitare i controlli delle forze dell’ordine. La cattura di Francesco ROSTA, ritenuto dagli inquirenti elemento di vertice del clan Ragaglia, articolazione dell’organizzazione mafiosa dei Laudani operante nel territorio di Randazzo, è stata effettuata, con l’ausilio dei carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Agrigento, all’esito di un’attività d’indagine sviluppata dal Nucleo Investigativo di Catania fin dal settembre del 2014 che ha consentito di localizzarlo a Licata.


 Catania “Pillera”: Polizia sequestra beni, 2 milioni € a Francesco Costanzo. L’operazione è scattata nei giorni scorsi, ed  ha portato gli uomini della Questura di Catania al sequestro di beni per un valore di oltre due milioni di euro, nei confronti di Francesco COSTANZO 32enne personaggio già noto ritenuto vicino al clan mafioso “Pillera”. L’obiettivo è stato raggiunto grazie all’applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale proposte dal Questore di Catania Marcello Cardona, in applicazione della normativa antimafia, recentemente rinovellata dal decreto legislativo nr. 159/2011, e adottate dal Tribunale di Catania – Sezione M.P. Le indagini, sono state condotte in tempi record dall’Ufficio Antimafia della Divisione Polizia Anticrimine della Questura catanese, e sono partite dalla figura del Costanzo, un personaggio di notevole caratura criminale che vanta nel suo curriculum un arresto, effettuato nel dicembre dello scorso anno dalle Volanti dell’UPGSP di Catania, per sfruttamento della prostituzione minorile. I poliziotti,  nel suo centro massaggi, denominato “La Fonte del Benessere”, infatti, sorpresero una minorenne che intratteneva i clienti con massaggi erotici.  Costanzo per tale reato, venne sottoposto agli arresti domiciliari che ebbero termine lo scorso mese di aprile. Il  soggetto era già assurto agli onori della cronaca nel 2009, quando venne arrestato nel corso dell’Operazione Castoro, perché ritenuto responsabile di detenzione di stupefacenti riconducibili alla cosca Pillera.  Costanzo per tale reato, ottenne una pena di un anno e otto mesi di reclusione. Dell’ingente patrimonio finito nelle mani della giustizia, fanno parte: un terreno di oltre 500 m.q. e due ville con piscina ubicate nel comune di Mascalucia; un appartamento di cinque vani e due garage nel quartiere catanese di san Giovanni Galermo; il   centro massaggi - ubicato in centro città - “La Fonte del Benessere”; la s.r.l. “ABC Style” la cui sede, costituita da tre edifici, si trova in Catania; tre autovetture di grossa e media cilindrata e 1 moto; conti correnti bancari e postali per un importo complessivo di 26.781,75 euro.


 


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