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Il Comitato direttivo della sezione dei DS di Lentini, nella riunione del 14 luglio, ha eletto la nuova segreteria: Nuccia Tronco, Maria Nigro, Elena Pisano, Pippo Cosentino, Angelo Brancato, Cirino Di Mauro e Francesco Avola. I sette dirigenti affiancanno la segretaria Lidia Costanzo nella direzione politica del partito lentinese.  Nel gruppo dirigente sono presenti, dunque, esponenti della maggioranza e della minoranza del partito.  Si tratta di dirigenti di “lunga” esperienza e “giovani militanti”, tutti molto apprezzati non solo nel partito ma anche nei campi in cui quotidianamente operano e fortemente radicati nella società lentinese. Su otto componenti l’organismo, ha ben quattro donne. , il cinquanta per cento dei dirigenti Ds è al femminile. “È questo un segno evidente della modernità e della sensibilità dei DS- dice Lidia Costanzo - ma anche il primo ed importantissimo passo verso la condizione di parità di diritti e di partecipazione tra donne e uomini in politica a Lentini”.

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                                   LENTINI


Commemorato poliziotto Aparo vittima di mafia


LentiniLa Polizia ricorda il brigadiere lentinese Filadelfo Aparo ucciso a Palermo dalla mafia.  E’ l’anniversario dell’agguato mafioso che ricorre l’undici gennaio, in cui fu assassinato  Filadelfo Aparo Vice Brigadiere del disciolto Corpo delle Guardie di P.S. Una celebrazione religiosa è stata officiata dal Cappellano della Polizia di Stato Don Salvatore Arnone in memoria del poliziotto ucciso, alle ore 11.00, nella chiesa di Sant’Alfio di Lentini. All’evento commemorativo dell’eroica figura del Vice Brigadiere hanno preso parte oltre alle Autorità locali e  provinciali  i familiari della vittima. Una corona di alloro è stata deposta successivamente alla Santa messa sulla tomba nel cimitero di Lentini. Filadelfo Aparo fu ucciso in un attentato di mafia,  la mattina dell’11 gennaio 1979 a Palermo, il poliziotto era vicino alla sua abitazione. Alcuni individui esplosero contro l’investigatore numerosi colpi di arma da fuoco. Filadelfo Aparo morì a 44 anni lasciando moglie e tre bambini il più piccolo dei quali aveva appena un anno. Filadelfo Aparo era stato arruolato nel 1956 ed aveva espletato servizio nelle sedi di Bari, di Taranto, di Nettuno ed, infine, nella Questura di Palermo, nella sezione antirapina della Squadra Mobile. L’investigatore si mise subito in luce per la completa dedizione al dovere, per l’eccezionale coraggio e per le sue doti di rettitudine, tanto da meritare numerosi premi per servizi di Polizia. Filadelfo Aparo ottenne l’avanzamento, per merito straordinario, al grado di appuntato, conseguito nel 1968, per il coraggio dimostrato nel corso di una operazione di servizio conclusasi con la cattura di un rapinatore. L’acuto poliziotto ottenne, inoltre, un encomio solenne nel 1978, allorquando in servizio su autovettura insieme ad altri colleghi, avvistò un’auto con a bordo due pericolosi latitanti, uno dei quali impugnava un’arma da fuoco e, con spericolata azione frontale bloccò la strada all’auto dei malviventi con il mezzo di servizio, riuscendo, dopo una violenta colluttazione, ad arrestarli. A Filadelfo Aparo nel 1998  è stata intitolata, dal Comune di Lentini, una via cittadina. La Polizia di Stato di Siracusa lo ricorda giorno 11 gennaio 2010  quale eroe silenzioso della nostra epoca, straordinario esempio di dedizione al dovere spinta all’estremo sacrificio, e punto di riferimento per quanti, ogni giorno, con impegno e determinazione, sono al servizio delle istituzioni e della collettività per la difesa dei valori della legalità e della democrazia.

Lentini - Droga e soldi preso con 36mila€. Le manette  sono scattate Salvatore Evoli  34enne di Lentini. Agenti del Commissariato di P.S. di Lentini, con gli uomini del Reparto Prevenzione Crimine di Catania hanno effettuato dei controlli straordinari del territorio nel comune di Lentini. I tutori dell’ordine hanno, identificato 9 persone, 7 controllato veicoli,           elevato 2 sanzioni al C.d.S., e  rinvenuto 1 veicolo rubato. Gli Agenti, durante l’espletamento dei servizi di controllo del territorio, hanno notato che il conducente di un’autovettura Smart, alla vista della Polizia ha invertito il senso di marcia. Il conducente ha cercato di dileguarsi e gettato dal finestrino un involucro. I poliziotti prontamente, sono riusciti a bloccare l’auto e recuperare l’involucro che conteneva 100 grammi di cocaina. Il soggetto identificato per Salvatore Evoli, è stato perquisito e tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. La sostanza, sottoposta a sequestro, è stata inviata al laboratorio chimico del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Catania. I tutori dell’ordine, da una perquisizione domiciliare, preso l’abitazione dell’arrestato, hanno rinvenuto e sequestrato 36.000 euro, probabile provento dell’attività di spaccio. L’arrestato, dopo le incombenze di rito, è stato condotto nel carcere aretuseo.

LentiniColtivazione stupefacenti: 1 in manette. I carabinieri hanno fatto scattare le manette per il già noto Jonathan PARCELLA 23enne di Lentini. I militari della stazione di Lentini del Comando Compagnia Augusta hanno sequestrato in contrada Burrione 4 piante di canapa indiana  del peso di 6,5 Kg. I militari all’interno del casolare di proprietà del padre del giovane, nella stessa zona, hanno trovato: 2,5 kg di marijuana, 1 bilancino di precisione e munizioni per fucile calibro 16. Svolte le formalità il giovane è stato trasferito in carcere a Cavadonna a Siracusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Agenda 21 chiede all’Amministrazione incontro urgente su questioni idriche potabilità e fognaria

Lentini - Il coordinamento Agenda 21, dopo avere promosso un incontro con il relatore l’Ing. Salvatore Ridolfo, funzionario del Comune ed esperto della tematica idrica, ha chiesto all’Amministrazione un incontro urgente sulla questione delle acque: potabilità e fognaria. Due aspetti durante l’incontro sono stati evidenziati : il primo riguarda gli A.T.O. provinciali istituiti in base alla legge 36/94 (Legge Galli) oggetto anche di uno studio condotto dal Circolo Agorà, il secondo concerne la questione sull’inquinamento della Fontana Paradiso. “La situazione si configura  tanto più insostenibile – affermano i dirigenti di Agenda 21 - per il comune di Lentini, quanto più esso costituisce uno dei più ricchi, se non il più ricco bacino idrografico della Sicilia e vede ricadere, nel suo territorio, il più grande invaso artificiale d’Europa, preziosa fonte di approvvigionamento per imprese agricole e industriali del territorio e non.  A fronte di queste risorse che la città mette a disposizione della collettività, è legittimo rivendicare, tanto più alla luce di un prevalente impianto privatistico, contropartite adeguate e, comunque, garanzie solide di una programmazione rispondente ai bisogni del territorio, e di impegni precisi per la realizzazione dei programmi.  Al momento, l’unica certezza che ci è dati conoscere è la possibilità che la bolletta idrica registri aumenti fino al 400% entro i primi 5 anni dall’avvio degli ATO. In questo quadro chiediamo all’Amministrazione Comunale di rendere noti alla cittadinanza : Se l’A.T.O. idrico 8 di Siracusa ha elaborato un Piano d’Ambito e, comunque, attraverso quali documenti programmatici l’A.T.O. si accinge a gestire tutta la problematica; Se, al momento, sulla base di stanziamenti POR Sicilia o della Comunità europea, ci sono interventi afferenti il territorio del Triangolo Lentini, Francofonte, Carlentini;  Se il Comune di Lentini, attraverso i suoi rappresentanti in assemblea, ha trasmesso una relazione dettagliata sulle criticità esistenti nel territorio e con quali priorità. Come si intendano comunque risolvere alcune problematiche che affliggono il territorio e la città quali: il rifacimento della rete fognante dei quartieri Sopra Fiera, la potabilità dell’acqua oggi estesa anche ai pozzi e la questione della rete fognaria nei quartieri ex abusivi come S. Antonio, Corderia e Carrubbazza. Risolvere radicalmente il problema dell’inquinamento della Fontana Paradiso è possibile. L’inquinamento della fontana Paradiso è un fatto che sussiste da sempre. La presenza di “coliformi fecali” si spiega, in primo luogo, con la persistenza, nella zona attigua alle sorgenti, di attività di pastorizia. Si tratta di forme di inquinamento “buone”, che possono essere abbattute con iniezioni di ipoclorito di sodio come avviene solitamente. Tuttavia, al di là del fatto che lo stesso ipoclorito espone a rischi per la salute in caso di sovradosaggio, questa forma di inquinamento inibisce alla cittadinanza l’uso potabile di un’acqua che più volte gli esperti hanno classificato come oligominerale. Fra l’altro, da uno studio dell’ing. Scamarda risulta che, con appositi accorgimenti, si potrebbe aumentare la portata della sorgente stessa di almeno il 20%. Risolvere radicalmente il problema dell’inquinamento della Fontana Paradiso è possibile. Negli anni passati, sono emerse ipotesi che però non hanno visto protagoniste attive e interessate le amministrazioni. La proposta è quella di creare un Parco Naturale nella zona adiacente alle sorgenti, un territorio di grande pregio paesaggistico che ha già visto realizzato, in questi anni, qualche importante intervento di forestazione. Si tratterebbe, se solo ci fosse una volontà convergente, di estendere questo intervento, recintare la zona e inibirla al pascolo, oltre ad espropriare ovviamente i terreni interessati. Non crediamo sia impossibile lavorare a questa prospettiva anche in sintonia con l’Amministrazione Comunale di Carlentini. Riteniamo sia possibile anche attingere a finanziamenti previsti in Finanziaria o a Fondi europei.  I benefici che ne trarrebbe la città sarebbero enormi in termini di utilizzo di acqua potabile, (si ricorda che l’attuale ospedale utilizza ancora le autobotti), di risparmio per le famiglie che non acquisterebbero acqua minerale nei supermercati, di minore produzione di rifiuti : le tonnellate di bottiglie di plastica che finiscono in discarica. Se poi si aumentasse anche la portata si potrebbe anche intaccare il costo di energia elettrica utilizzata nei pozzi quantificabile in 400.000,00 euro l’anno. Su tutte queste tematiche chiediamo un incontro urgente all’Amministrazione Comunale”. Certamente la situazione politica nei comuni di Lentini e di Carlentini non aiuta Agenda 21 sulla questione delle acque. Lentini è sempre alle prese con “spade di Damocle” : crisi, fiducia e ricorsi. Carlentini è addirittura gestita da un commissario governativo dopo le dimissioni del sindaco Sergio Monaco(eletto a furor di popolo). E’ tutto sempre in prospettiva…. l’aspettativa che dura da oltre un ventennio: su serietà politica ed amministrativa per uno sviluppo che in realtà è stato e continua ad essere solo regresso economico….La lotta per la “poltrona” ed i piccoli favori per singoli e non per la collettività…. Altro che problematiche idriche e soluzioni……

 

 

 

 

LENTINI   VITA DEI 3 FRATELLI "

MARTIRI  ALFIO  FILADELFO E CIRINO

 

 

Lentini DIA sequestra per mafia azienda servizi cimiteriali, fruiva appalti. La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ed i Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa hanno sequestrato il patrimonio del presunto affiliato a  clan mafioso “NARDO”. L’impresa individuale di Eleonora SAMBASILE ha ottenuto appalti per servizi cimiteriali dal comune di Lentini, prima in affidamento diretto “su presupposti dell’emergenza dei lavori” e successivamente su bandi proposti dal settore comunale competente per circa 200.000€.  E’ stato eseguito il decreto di sequestro di beni, emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Siracusa in accoglimento della proposta della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania  il dott. Andrea URSINO, nei confronti di Giuseppe CALABRO’, 43enne di Lentini (SR), ritenuto affiliato alla consorteria mafiosa facente capo a Sebastiano NARDO, rappresentante della famiglia catanese di “cosa nostra” Santapaola, nel territorio di Lentini.  La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ed i Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa, hanno eseguito un decreto di sequestro. Il provvedimento del Tribunale di Siracusa è stato disposto per il sequestro di un’impresa individuale di servizi cimiteriali, due immobili, 9 automezzi e disponibilità bancarie per un valore complessivo di circa un milione €. Le indagini di natura economico-finanziaria e patrimoniale sono state espletate dalla D.I.A., ed abbracciano l’arco temporale compreso tra il 1991 e il 2010. L’inchiesta era volta a rilevare anche la capacità reddituale del CALABRO’ e del suo nucleo familiare. Gli investigatori hanno identificato una serie di beni che, benché formalmente intestati a prossimi congiunti, sulla base dell’attività investigativa svolta dai Carabinieri del Reparto Operativo di Siracusa, sono stati  ritenuti effettivamente riconducibili alla titolarità di CALABRO’.  Ciò attraverso l’intestazione di tutti i beni sottoposti a sequestro alla propria moglie Eleonora SAMBASILE, sorella del Alfio SAMBASILE, elemento ritenuto di vertice dei NARDO, anch’egli coinvolto e condannato nel procedimento “GORGIA”. Secondo  gli investigatori lLa riconducibilità dell’intero patrimonio al CALABRO’ è stata anche più volte confermata dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. L’esito degli accertamenti patrimoniali delle forze dell’ordine ha evidenziato, in particolare, forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati ed il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di un’illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attività delittuose connesse all’organico e prolungato inserimento del CALABRO’ nell’ambito del gruppo “NARDO”, così come a suo tempo dimostrato dalle indagini dei Carabinieri. Giuseppe CALABRO’, con sentenza del 05 dicembre 2007 della Corte di Assise di Appello di Catania, divenuta irrevocabile il 15 gennaio 2009, è stato condannato alla pena di anni 30 di reclusione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed altro, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso e per il reato di omicidio continuato (commesso in Lentini l’8.04.2002)in concorso a danno di Marco SIRACUSANO. Le forze dell’ordine sono convinte che  l’attività di sequestro ha consentito di colpire al cuore l’organizzazione mafiosa proprio laddove essa è più sensibile: nell’arricchimento economico realizzato con il reimpiego di capitali di illecita provenienza, il vero core business della mafia.

 

GUGLIELMO TOCCO