Augusta – San Sebastiano nella Chiesa di San Domenico.
Festeggiamenti in onore di San Sebastiano nella città
megarese. tra tradizione popolare e fede. E’ quella espressa
nei confronti San Sebastiano una devozione ed una
tradizione sentita nella città di Augusta. Ogni anno si
rinnova la manifestazione di affetto nel contesto dei
festeggiamenti del Santo, compatrono di Augusta e protettore
dei Vigili Urbani. Il simulacro di San Sebastiano, secondo
l’antica consuetudine è portato in processione nella chiesa
di San Domenico per la “visita” al Santo Patrono che sarà
anch’esso esposto alla venerazione dei fedeli.
Augusta
– Sfregia avversario: manette per lesioni.
Giuseppe Meli, 40enne è finito in manette con
l’accusa di lesioni personali gravissime. Secondo
gli investigatori ci sarebbero vecchi rancori
personali alla base di una violenta lite in seguito
alla quale un augustano ha subito uno sfregio. A
colpire è stato
Giuseppe Meli, secondo la polizia. L’arresto è
stato effettuato nel pomeriggio, al termine di
indagini svolte dagli agenti del Commissariato. Gli
investigatori avrebbero accertato le responsabilità
dell’accusato di aver ferito con un arma bianca
l’avversario. I poliziotti, nella stessa serata, nel
corso di attività di controllo hanno segnalato alla
Prefettura un soggetto 35enne di Augusta sorpreso
con una modica quantità di sostanza stupefacente.
Augusta- Carabinieri bloccano sulla ss 114 una
corsa clandestina di cavalli. I militari dell’arma a San
Cusumano, alle ore 6.30, stavano svolgendo un servizio di controllo
del territorio. I carabinieri hanno notato che una folla di
scommettitori era ai margini della strada, mentre un cavallo di
razza baio stava correndo a Tempo. I tutori dell’ordine hanno
bloccato il fantino A.R. 56enne di ed il proprietario del cavallo F.M. 25enne
siracusano, titolare di un’azienda di allevamento equino di
Siracusa. I 2 sono stati deferiti all’autorità Giudiziaria per
maltrattamento di animali. Sul posto il personale sanitario dell’ASP
8 di Siracusa sezione di Carlentini hanno controllato l’animale che
poi è stato posto sotto sequestro ed affidato in custodia al
proprietario. I 2 sono stati deferiti anche per avere organizzato
una corsa non autorizzata.
AUGUSTA
Operazione “Opera”
estorsioni, droga ed attentati: 5 in manette
Augusta
– Operazione “Opera”
estorsioni, droga ed attentati: 5 in manette. Gli
Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di
Augusta hanno eseguito, su ordine della Procura e del
GIP di Siracusa, 5 Ordinanze di Custodia Cautelare in
Carcere. I reati contestati ad 1 sono estorsione e
tentata estorsione, ad 1 detenzione e porto di arma
clandestina, esplosione di colpi di arma da fuoco,
danneggiamento ed incendio, ad altri 3 : detenzione e
spaccio di sostanze stupefacenti. In manette sono
finiti: di Franco
Miduri 34enne
nato a Catania; Salvatore Arrabito20enne
nato ad Augusta, in atto detenuto; Giuseppe Dandone 44enne
nato ad Augusta; Domenico Patania 51enne
nato ad Augusta, Sorvegliato Speciale della P.S., e
Gianfranco Furioso
23enne nato ad Augusta. I reati contestati a Franco
Miduri sono estorsione e tentata estorsione, a
Salvatore Arrabito detenzione, porto di arma
clandestina, esplosione di colpi di arma da fuoco,
danneggiamento ed incendio, a Giuseppe Daidone, Domenico
Patania e Gianfranco Furioso sono detenzione e spaccio
di sostanze stupefacenti. L’attività d’indagine è stata
intrapresa dagli agenti del Commissariato di Augusta,
sin dallo scorso gennaio 2010, con il coordinamento
della Procura della Repubblica di Siracusa. L’inchiesta
si è sviluppata con investigazioni di tipo tradizionale,
quali appostamenti e pedinamenti, ed attività tecniche
avanzate, intercettazioni video ed audio. Gli
investigatori hanno riscontrato il coinvolgimento di
Franco Miduri in due differenti tentativi di estorsione
praticati nei confronti di noti commercianti locali: in
una circostanza, addirittura, l’azione intimidatrice con
finalità estorsive posta in essere dal Miduri sarebbe
stata ripresa da immagini video. Salvatore Arrabito è
stato monitorato con risconti sulla sua responsabilità
in riferimento all’incendio di più auto verificatosi ad
Augusta lo scorso 7 luglio 2009, ed il suo
coinvolgimento nell’esplosione di più colpi di fucile a
canne mozze, illegalmente detenuto e portato in luogo
pubblico, contro la vetrata e la saracinesca di un bar a
Villasmundo. Le intercettazioni riguardanti Franco
Misuri avrebbero accertato i collegamenti con Domenico
Patania, Giuseppe Daidone e Gianfranco Furioso, soggetti
gravitanti nel mondo dello spaccio delle sostanze
stupefacenti, i quali a sono stati direttamente
investigati. I tutori dell’ordine avrebbero accertato
una frenetica e redditizia attività illecita finalizzata
alla cessione di cospicui quantitativi di sostanze
stupefacenti nel territorio megarese. I tutori
dell’ordine hanno individuato anche le località
d’occultamento dello stupefacente in possesso dei
soggetti indagati, prevalentemente muri a secco
collocati in aperta campagna, e le modalità utilizzate
per effettuare le cessioni. I poliziotti, nel corso
dell’attività d’investigativa, in due occasioni, hanno
differito l’arresto di Giuseppe Daidone, per consentire
la prosecuzione delle indagini.
Augusta
– Estorsione ad imprenditori :1 arresto.
Agenti del Commissariato di P.S. di Augusta hanno
eseguito un ordinanza di custodia cautelare in
carcere, emessa dal Tribunale di Siracusa, nei
confronti di Domenico Stelo 34enne,
residente in Augusta. L’Autorità Giudiziaria con
l’ordinanza, emessa a seguito di una complessa ed
articolata indagine, contesta il reato di estorsione
commesso ai danni di imprenditori locali. Domenico
Stelo è stato condotto nella Casa Circondariale di
Contrada Cavadonna.
Augusta - Fidanzata tagliata a pezzi: condannato a 20anni di reclusione. I20 anni di carcere sono
stati inflitti a Gianfranco Bari37enne,
di Augusta condannato dal Gup del Tribunale di Siracusa, Michele
Consiglio, per avere ucciso e poi tagliato a pezzi, nel maggio 2009,
la fidanzata Francesca Ferraguto, 22 enne. Il Gup ha escluso
l'aggravante della crudeltà. Una perizia ha riconosciuto Gianfranco
Bari capace d'intendere e di volere. Il pm aveva chiesto
l'ergastolo. Il giudice ha anche disposto
il risarcimento delle parti civili.
Le ricerche della giovane Francesca Ferraguto banconista
di Augusta scomparsa da il 25 maggio 2009 si erano concluse in
maniera drammatica. La ragazza si era allontanata da casa su una
Fiat Seicento bianca, targata BF504FS.La
scomparsa di Francesca FERRAGUTO era stata denunciata dai genitori
il 30 maggio scorso. I Carabinieri di Augusta, dal momento della
denuncia, non avevano mai cessato le ricerche. Francesca Ferraguto
viveva da due anni con il compagno ad Augusta, a poca distanza dalla
casa dei genitori. Della scomparsa si era occupato anche il
programma televisivo “CHI L’HA VISTO” ma nessuna notizia è mai
pervenuta agli investigatori circa eventuali avvistamenti.
Immediatamente dopo la scomparsa, infatti erano emersi alcuni
particolari, tra i quali il rinvenimento dell’autovettura a Catania,
che facevano propendere per un allontanamento spontaneo. Poi, più
niente. Della donna si perdeva ogni traccia. Le indagini hanno
quindi condotto gli inquirenti ad ipotizzare che la donna fosse
rimasta vittima della mano omicida di qualcuno e si sono messi ad
indagare nell’ambiente in cui questa viveva concentrando
l’attenzione sul convivente, Gianfranco BARI un operaio del luogo.
Ieri, spezzando ogni indugio, lo hanno condotto presso la caserma di
Augusta ed alla presenza del Magistrato della Procura della
Repubblica di Siracusa, Dott.ssa Manuela Cavallo, ho hanno
interrogato. L’uomo è apparso titubante e poco collaborativo nel
ricostruire gli ultimi momenti passati insieme alla vittima. Il
sospetto ha innescato elementi che avrebbero celato particolari che
in qualche modo lo avrebbero danneggiato. L’incalzare delle domande,
a cui non riusciva a dare più risposte, alla fine è sfociato in una
piena ammissione di responsabilità. Gianfranco BARI, il quale ha
iniziato il suo macabro racconto partendo dall’omicidio della
giovane donna maturato a seguito dell’ennesima lite per gelosia. Ha
dichiarato di averla picchiata a sangue causandone la morte. Poi,
con fredda lucidità, ha pensato di fare sparire le tracce della
vittima e denunciarne la scomparsa. Quindi, mediante un affilato
oggetto da taglio (di cui non ha voluto ancora indicare il tipo)
l’ha sezionata in più parti per renderne più agevole il trasporto.
Caricato il corpo tranciato sulla propria autovettura si è portato
in contrada Pezza Grande di Augusta dove avevascavato una
buca in un terreno attiguo all’abitazione rurale del padre,
seppellendovi i resti e coprendoli in modo da non essere visti e
trovati. Poi, ha posto in essere una serie di comportamenti volti a
dare prova dell’esistenza in vita della Ferraguto al fine di
depistare le indagini : l’abbandono dell’auto nei pressi della
Stazione Ferroviaria di Catania. Sulla scorta delle indicazioni
fornite dallo stesso Gianfranco BARI, i Carabinieri di Augusta,
collaborati dai Vigili del Fuoco, nella serata hanno cominciato a
scavare, rinvenendo quello che ormai rimaneva del cadavere. I resti
sono stati recuperati e successivamente oggetto di esame del DNA da
parte del R.I.S. dei Carabinieri per attribuirne la legittima
corrispondenza alla FERRAGUTO anche se, data la confessione del
convivente non ci sono stati dubbi. Francesca FERRAGUTO era nata a
Catania il 12 agosto 1987, risiedeva ad Augusta da diverso tempo.
Svolgeva le mansioni di banconista presso il bar Queen della stessa
città. Gianfranco BARI è nato ad Augusta il 18 marzo 1974 dove è
residente, svolgendo mansioni di operaio specializzato, tubista, in
una fabbrica all’interno dell’indotto industriale megarese.
Augusta
– Sindaco apre ad MPA ma perde 2 assessori:
Rinzivillo e Ranno. La giunta del sindaco
Massimo Carrubba ha perso 2 componenti importanti :
l’assessore ai lavori pubblici
Santo Rinzivillo (clicca
ed ascolta l’intervista)
e l’assessore alla pubblica Istruzione Tiziana
Ranno .
La decisione dei due esponenti vicini all’area del
deputato regionale Pippo Gianni è stata
dettata dalle situazioni contingenti determinate dai
nuovi accordi a livello regionale avendo, Massimo
Carrubba
aperto al MPA di Raffaele Lombardo. Per il
sindaco di Augusta si tratta di un momento delicato
anche per il fatto che all’interno del Consiglio
Comunale megarese sono 4 consiglieri vicini all’area
politica di Santo Rinzivillo(clicca
ed ascolta l’intervista) e
Ranno che permettono di mantenere una maggioranza
tranquilla. Si parla di un apporto esterno
all’amministrazione da parte dei 4 consiglieri
vicini ai 2 assessori dimessi ma il primo cittadino
Massimo Carrubba non potrà certo dormire veri e
propri sonni tranquilli. Santo Rinzivillo(clicca
ed ascolta l’intervista) sulle
sue dimissioni e quelle di Tiziana Ranno si esprime
in termini precisi. L’esponente megarese vuole
annunciare ed anche intendere che non ci potranno
essere sempre sconti per il sindaco Massimo Carrubba
e che il primo cittadino dovrà di volta in volta
dimostrare la bontà del lavoro che intende svolgere.
Augusta- Dipendenti comunali “agitati”ed
operatori ecologici sul piede di guerra: stipendi non
corrisposti. Gli impiegati comunali hanno proclamato lo
stato di agitazione, al termine dell’assemblea tenutasi a
palazzo San Biagio dalle 10 alle 12, concordando iniziative
per sollecitare il pagamento degli stipendi non corrisposti.
Per l’intera giornata di mercoledì, in mancanza di sviluppi
positivi nella vertenza in atto, i lavoratori incrociano le
braccia pur garantendo i sevizi essenziali. Ciò è stato
deciso e reso noto dalle segreterie Provinciali di categoria
di Fp Cgil e Fit Cisl. I netturbini reclamano visto il
perdurare dell’annoso problema che si trascina ormai da
oltre due anni. Gli operatori dell’igiene ambientale, della
società “Pastorino”, sono alle prese con la retribuzione
mensile che sistematicamente non viene corrisposta da parte
della società appaltante. Anche i dipendenti comunali,
stanchi dei ritardi, hanno comunque garantito l’espletamento
dei servizi essenziali. 100 lavoratori hanno partecipato
alla riunione indetta da Cgil, Cisl, Ugl e Uil Fp. Delle due
questioni sarà informato il Prefetto di Siracusa.
“Catacomba di Santa Lucia”
Siracusa
- La Catacomba di Santa Lucia si configura
come il più antico documento della presenza della Chiesa a Siracusa ed
in Sicilia, testimoniando la vitalità della comunità cristiana già dalla
prima metà del III secolo. E'
aperta al
culto dei fedeli la Catacomba di Santa Lucia.
L’iniziativa era stata promossa dalla Pontificia Commissione di Archeologia
Sacra – Ispettorato per le catacombe della Sicilia Orientale, in
collaborazione con l’Arcidiocesi di Siracusa, la Provincia Regionale di
Siracusa e la società Kairos. Il cimitero è posto nel quartiere della
Borgata, nella zona sud orientale della città, ad una distanza di circa
150 metri dal mare. Durante il lunghissimo arco temporale che va dal III
sec. d.C. all’età normanna la catacomba ha subito notevoli modifiche,
sia per i progressivi ampliamenti, sia per i ruoli diversi che essa ha
rivestito nel tempo. Il complesso funerario, costituito da un cimitero
di comunità e da alcuni ipogei di diritto privato, viene suddiviso in
quattro regioni (A, B, C, D) collegate da gallerie, alcune delle quali
utilizzate come rifugio antiaereo nel corso dell’ultimo conflitto
mondiale. Nonostante si tratti di una parziale apertura del sito, l’area
costituita dalle catacombe di San Giovanni, Vigna Cassia e Santa Lucia
costituisce il complesso cimiteriale più importante dopo Roma, dove
esistono un centinaio di siti, ma solo cinque di essi sono fruibili.
Augusta
- Arresti domiciliari per pizzaiolo di sera, che di giorno diventa usuraio. La Guardia di Finanza di
Augusta ha arrestato un extracomunitario trapiantato in Italia. Al
termine di un’intensa attività info-investigativa, i finanzieri della
Compagnia di Augusta hanno arrestato in flagranza di reato Mohsen Ben
Messaoud CHARNI
tunisino 46enne, pizzaiolo presso un noto locale di Augusta. Il soggetto
è accusato di aver usurato un megarese che, trovatosi in gravissime
difficoltà economiche a causa di problemi di salute di un proprio
congiunto, gli si era rivolto per ottenere un prestito. Il denaro era
inizialmente di poche migliaia €, ma successivamente il debitore usurato
non aveva più potuto restituire la somma. La
vittima, spinta dallo stato di necessità, ha finito per dover accettare
le condizioni usuraie impostegli, consistenti nella restituzione del
doppio della cifra prestatagli già a partire dal momento del ricevimento
della somma, più 50 € d’interessi per ogni giorno di ritardo. Le
Fiamme Gialle megaresi sono riuscite a “beccare” l’usuraio proprio nel
momento in cui tentava di incassare parte della somma precedentemente
prestata comprensiva di interessi. Il personaggio è stato arrestato
senza che questi, con assoluto stupore, potesse neanche capire cosa
stesse succedendo. L’aumento di questo fenomeno in provincia trova,
però, preparate le Fiamme Gialle, da sempre in prima linea
nell’intervenire a contrastare tale tipologia di illecito che, però,
spesso, senza la collaborazione del soggetto usurato, è difficile
reprimere.