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SIRACUSA |
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Arcidiocesi
di Siracusa
Ufficio Pastorale per le Comunicazioni Sociali
54° ANNIVERSARIO DELLA LACRIMAZIONE DI MARIA A SIRACUSA PROGRAMMA DELLE
CELEBRAZIONI
Sabato 25 Agosto 2007 “Maria
Madre di Cristo e Madre nostra”- ore 17.45 Santo Rosario -
ore 18.30 Vespri solenni - ore 19.00 Santa Messa -
ore 21.00 Veglia sotto le stelle animata dal Rev.do Don Salvatore
Arnone. Domenica 26 Agosto 2007
Giornata della carità: Adottiamo un bambino.- “Giovanni la
prese nella sua casa” - ore 17.30 Santa Messa - ore 19.00 Santa
Messa - AL TERMINE DELLA S. MESSA SOLENNE BENEDIZIONE DEL COTONE
Lunedì 27 Agosto 2007:
“Le apparizioni: segno della materna carità di maria”- ore 16.45 Santo
Rosario Meditato.- ore 17.30 Vespri - ore 19.00 Santa Messa .- Nei
giorni del triduo presiederà l’Eucarestia e detterà l’omelia il Rev.mo
Mons. Giuseppe Greco, Vicario Generale dell’Arcidiocesi
Martedì 28 Agosto 2007
Giornata vigiliare
Giornata Eucaristica - ore
10.00 in Basilica: Santa Messa ed Esposizione del SS.mo e Adorazione
silenziosa - ore
17.30 Santo Rosario - ore
18.15 Vespri solenni - Processione del Santissimo - Benedizione
Eucaristica - ore 19.00 S. Messa -
ore 21.30 Arrivo del
pellegrinaggio dei Giovani.- Preghiera a Maria animata dai giovani
della Diocesi - ore
22.30 Pellegrinaggio della Parrocchia Chiesa Madre di Floridia
guidato dal Rev.do Parroco don Antonino Lo Terzo. - Veglia e
celebrazione eucaristica. - ore 24.00 - 06.00 Veglia mariana notturna
animata dai gruppi del Santuario.
“La
Catacomba
di Santa Lucia”
La Catacomba di Santa Lucia si configura
come il più antico documento della presenza della Chiesa a Siracusa ed
in Sicilia, testimoniando la vitalità della comunità cristiana già dalla
prima metà del III secolo. L’apertura al pubblico della Catacomba di
Santa Lucia era stata promossa,
lunedì, 18 dicembre 2006, alle ore 18.00, dalla Pontificia Commissione di Archeologia
Sacra – Ispettorato per le catacombe della Sicilia Orientale, in
collaborazione con l’Arcidiocesi di Siracusa, la Provincia Regionale di
Siracusa e la società Kairos.
Il
cimitero è posto nel quartiere della
Borgata, nella zona sud orientale della città, ad una distanza di circa
150 metri dal mare. Durante il lunghissimo arco temporale che va dal III
sec. d.C. all’età normanna la catacomba ha subito notevoli modifiche,
sia per i progressivi ampliamenti, sia per i ruoli diversi che essa ha
rivestito nel tempo. Il complesso funerario, costituito da un cimitero
di comunità e da alcuni ipogei di diritto privato, viene suddiviso in
quattro regioni (A, B, C, D) collegate da gallerie, alcune delle quali
utilizzate come rifugio antiaereo nel corso dell’ultimo conflitto
mondiale. Nonostante si tratti di una parziale apertura del sito, l’area
costituita dalle catacombe di San Giovanni, Vigna Cassia e Santa Lucia
costituisce il complesso cimiteriale più importante dopo Roma, dove
esistono un centinaio di siti, ma solo cinque di essi sono fruibili.
Il messaggio Arcivescovo Giuseppe Costanzo:
"Carissimi,
come già Vi ho comunicato, quest’anno per la Festa di Santa Lucia verrà
a presiedere la solenne Concelebrazione eucaristica Sua Eminenza il Sig.
Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia. Siamo tutti profondamente
grati al Patriarca per questo gesto di grande attenzione e di squisita
partecipazione alla nostra devozione verso Santa Lucia. Egli ha dato
nuovo impulso al dialogo tra Siracusa e Venezia. Nella sua sapienza
pastorale ha promosso una commissione mista per approfondire il rapporto
di conoscenza e di vicinanza tra le due Città con lo scopo di mettere in
luce la nostra identità popolare in riferimento alla nostra Patrona.
Accoglieremo il Patriarca con viva cordialità e con profonda deferenza.
Egli potrà constatare che il nostro culto e il nostro attaccamento a
Santa Lucia è pieno di preghiera fervorosa e di devozione sincera, ma è
anche lontano da ogni forma di fanatismo e di esteriorità vuota. Con
questi sentimenti imploro dal Signore, per intercessione di santa Lucia,
su di Voi tutti l’abbondanza delle benedizioni celesti" †
Giuseppe Costanzo
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LOURDES, FATIMA,
SIRACUSA:
ATTUALITA’ E FORZA
DI UN MESSAGGIO
L’appello dell’Arcivescovo
Un filo
rosso lega le tre manifestazioni di Maria Santissima: un messaggio
accorato della Madre ai suoi figli. C’è continuità fra i tre momenti
storici che hanno segnato la presenza costante della Vergine Santa nel
nostro mondo. C’è progressione dello stesso messaggio che si snoda lungo
lo scorrere del tempo e che a Siracusa raggiunge un’intensità
particolare: dopo aver parlato nelle varie apparizioni, a Siracusa Maria
SS. si manifesta con le lacrime, che sono più eloquenti di ogni parola.
Piange silenziosamente. Lacrime e silenzio: sono lacrime che sgorgano
dal Silenzio, dal Mistero di Dio, nel quale Maria è immersa. Tutte le
manifestazioni di Maria Santissima rivelano l’ansia della Madre per i
suoi figli e per il loro destino, la tenerezza materna come riverbero
dell’amore del Signore per gli uomini. Il cuore del messaggio che Maria
SS. ripetutamente comunica agli uomini è compendiato nell’esortazione
alla preghiera, alla penitenza, alla conversione. La preghiera cambia il
cuore dell’uomo orientandolo a Dio; la penitenza cambia la tendenza
egoistica prevalente nella nostra società e ci apre ai bisogni dei
nostri fratelli; la conversione, con la forza del Vangelo, cambia la
vita dell’uomo nel suo modo di pensare, di sentire, di agire e di
essere. Questo messaggio a Siracusa ci raggiunge con la forza delle
lacrime. Intravediamo anzitutto la partecipazione della Madre al dolore
dei suoi figli: Maria sta ai piedi delle croci di tutti gli uomini
d’oggi. Attraverso il pianto di Maria, inoltre, scopriamo che si
perpetua fino ai nostri giorni il mistero della Croce: la Croce di
Cristo rappresenta, ancora oggi, il tentativo di liquidare Cristo e il
suo Vangelo dalla nostra società, in un inarrestabile processo di
scristianizzazione. Ma Cristo ha cambiato di segno la sua Croce: da
segno di odio e di rifiuto l’ha resa segno di amore e di accoglienza, di
perdono e di salvezza. Su questa linea si pongono le lacrime del Cuore
Immacolato e Addolorato di Maria: esse possono cambiare la nostra
storia. A condizione che raggiungano il nostro cuore, scuotendolo e
convertendolo. |
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