Roma- I migliori
auguri al neo coordinatore della Commissione
nazionale per il lavoro autonomo della Fnsi
Maurizio Bekar,
di
Trieste, che è stato eletto all'unanimità,
nel corso dell’assemblea tenutasi a Roma,
nella sede della Fnsi. La Commissione è
l'organismo costituito nei mesi scorsi per
favorire la tutela professionale, sindacale
e previdenziale dei freelance, e si affianca
alle neocostituite Commissioni regionali ed
all'Assemblea nazionale di lavoratori
autonomi. Maurizio Bekar ricopre anche
l’incarico di vicesegretario dell’Assostampa
del Friuli Venezia Giulia ed esponente del
Coordinamento regionale dei giornalisti
precari e freelance. i.l.p.
Siracusa
- Il disegno di legge sulle intercettazioni approvato al
Senato contiene norme fortemente limitative del libero
esercizio della professione giornalistica. La Federazione
della Stampa che, in tutte le sue articolazioni, in questi
mesi si è attivata per contrastare l’approvazione di questo
provvedimento, ha messo in cantiere una serie di iniziative per
sensibilizzare l’opinione pubblica e a contrastare l’iter
procedurale nella fase di passaggio in terza lettura alla Camera
dei Deputati. In questo quadro la Giunta Esecutiva ha deliberato
di proclamare uno sciopero di tutta la categoria da attuarsi l’8
luglio nella carta stampata e il 9 nelle radio e televisioni in
modo da realizzare una giornata di “rumoroso silenzio” per
protestare contro questo provvedimento in occasione della
presumibile approvazione in Commissione Giustizia alla Camera e
del passaggio alla discussione in aula. Ovviamente, qualora il
calendario dei lavori parlamentari dovesse mutare, La FNSI
provvederà ad adeguare, di conseguenza, le date dello sciopero.
L’Associazione della stampa di Siracusa per dare visibilità alla
protesta ha chiesto a tutti i propri associati di testimoniare
la contrarietà al ddl intercettazioni, che mina alla base il
diritto-dovere dei giornalisti di informare ed il diritto dei
cittadini tutti ad essere informati, indossando un bottone nero
in segno di lutto. Ai direttori delle testate siracusane, in
ogni modo edite e diffuse, l’Assostampa Siracusa chiede inoltre
di dedicare spazi di dibattito, analisi ed approfondimento sulla
vicenda e di rendere visibile la protesta dei giornalisti
siracusani.
Associazione Siciliana della Stampa
Unione Stampa Sportiva Italiana
Gruppo Siciliano “F. Carli”
SEZIONE DI SIRACUSA
Siracusa – La sezione di Siracusa dell’USSI esprime la propria
soddisfazione per la rielezione
del collega Alberto Cicero alla
guida dell’Associazione
Siciliana della Stampa. L’ampio
consenso ricevuto rappresenta un
risultato eccezionale, che
conferma la bontà dell’azione
svolta dalla segreteria uscente
alla quale va il ringraziamento
dei giornalisti sportivi
siracusani. La sezione di
Siracusa dell’USSI, esprime,
inoltre, grande soddisfazione
per quanto ottenuto dalla
delegazione siracusana al
Congresso regionale svoltosi a
Terme Vigliatore. L’elezione
diretta del collega Francesco Di
Parenti, tra i Professionisti, e
del prossimo ingresso della
collega Cettina Saraceno, tra i
Collaboratori, nel Consiglio
Regionale dell’Assostampa,
insieme all’ottimo risultato in
voti del collega Maurilio Abela,
rappresenta un successo
condiviso dall’intera categoria
e sul quale bisogna tracciare un
solco di forte unità, per una
reale ed autorevole
rappresentanza della categoria.
A tutti, gli auguri per un lungo
e proficuo lavoro. Il Presidente
Prospero Dente
Agli amici e colleghi eletti
gli auguri per il risultato
conseguito e di buon lavoro
dalL'INFORMATORE di Sicilia e
personali. i.l.p.
Siracusa – I giornalisti della provincia di Siracusa partecipano alla
mobilitazione in difesa della libertà
d’informazione sulla base della piattaforma
nazionale promossa a Roma dalla Federazione
Nazionale della Stampa Italiana. A lanciare
l’iniziativa sono un gruppo di associazioni
operanti in ambiti diversi e la sezione di
Siracusa dell’Associazione siciliana della
stampa (federata nella Fnsi), che terranno un
incontro pubblico nello stesso giorno della
mobilitazione nazionale, sabato 3 ottobre, ma a
partire dalle 17,30. L’appuntamento è in largo
XXV luglio. La manifestazione si propone, in
primo luogo, di rafforzare e di tutelare i
valori racchiusi nell’articolo 21 della
Costituzione e il diritto inalienabile di ogni
cittadino alla conoscenza, alla informazione
completa e plurale e alla comunicazione, che per
essere tale non può subire forma alcuna di
bavaglio. Tematiche che le recenti vicende
politiche, le scelte imposte dal governo alla
Rai e le richieste di risarcimento ai giornali
critici con l’esecutivo, hanno portato in primo
piano, in un quadro reso già fosco dalla crisi
di molte testate, specie di carta stampata, e
dalla proposta di legge Alfano che limita il
diritto di cronaca. La manifestazione si
svilupperà attraverso la lettura dei documenti
della protesta di Roma e l’intervento dei
rappresentanti della associazioni che hanno
aderito. Tra le associazioni firmatarie: Associazione siciliana della stampa (sezione di Siracusa) , Unione
cattolica stampa italiana, Unione nazionale
cronisti italiani, e Unione stampa sportiva
italiana (sezioni di Siracusa).
Siracusa
- La Segreteria Provinciale della sezione
siracusana dell’Associazione Siciliana della
Stampa esprime sincero dolore per la perdita di
Ugo Colajanni, figura di rilievo negli ultimi
quarant’anni di storia della nostra provincia e
non solo. Per tutti apprezzato manager
industriale e uomo chiave nella gestione di
importanti enti di sviluppo come la Camera di
Commercio, il Banco di Sicilia e la Sac, Ugo
Colajanni rimarrà nella memoria di noi
giornalisti come il primo vero comunicatore
della zona industriale e lo storico direttore di
“Prospettive Siracusa”. Egli ha sempre
dimostrato una grande attenzione per il mondo
dell’informazione. Ugo è stato vicino alla
categoria rinnovando puntualmente, anno dopo
anno, la sua antica iscrizione all’Associazione
Siciliana della Stampa. A nome di tutti i
colleghi ci uniamo al cordoglio della famiglia e
di quanti gli sono stati sempre vicino. Il
segretario provinciale Damiano Chiaramonte
L’Assostampa
di Siracusa aiuto ai terremotati dell’Abruzzo
Catania - Sergio Magazzù è stato indicato come
successore di Nuccio Schillirò alla guida dei
giornalisti sportivi siciliani. Manuel Bisceglie,
giornalista del quotidiano La Sicilia di Siracusa, è il
nuovo vice presidente regionale dell’USSI Sicilia.
L’elezione, ieri pomeriggio, al termine dei lavori del
Congresso regionale tenutosi al PalaCannizzaro di
Catania. Insieme a Manuel Bisceglie, entra a far parte
del nuovo Consiglio regionale dell’USSI anche Aldo
Mantineo, giornalista della Gazzetta del Sud,
corrispondente Ansa e Corriere dello Sport da Siracusa.
Agli eletti vanno gli auguri di un buon lavoro da parte
di tutti i giornalisti sportivi ed i personali. i.l.p.
Il
Premio Cutuli
contro... la
"tratta"
di Sofia Milazzo
Maria Grazia Cutuli
SIRACUSA
- Assegnato a Laura Maragnani. giornalista di
Panorama il Premio Mariagrazia Cutuli 2007
conferitole, a Siracusa nei locali della Provincia Regionale
nella Sala Costanza Bruno di via Malta 106, dall’Ordine dei
Giornalisti, l’Assostampa, il Comitato di P.O. e la Commissione
di Parità, per il libro-denuncia“Le
ragazze di Benin city” . “Due milioni e mezzo - dice infatti
la Maragnani - sono le donne trafficate come bestiame, 35.000
soltanto in Italia. Ed a tenere in piedi questo mercato sono
quelli della tratta ma anche i cosiddetti clienti che spesso non
comprano un rapporto sessuale, bensì un rapporto sessuale
violento”. “Eppure – ha detto Agata Ruscica, portavoce del
Presidente Marziano – eliminare la tratta sarebbe facilissimo.
Basterebbe che la polizia facesse ogni notte il giro delle zone
dove queste schiave vengono gettate sul marciapiede,
raccoglierle con i pulmini e portarle direttamente nelle case di
accoglienza”. Invece i governi di tutto il mondo sostengono che
il fenomeno della prostituzione è ineliminabile. Perché? Ma è
chiaro: perché non vogliono eliminarlo! Le leggi infatti non
tutelano le donne prostituite, sia quelle che vengono gettate
sui marciapiedi con ricatti, minacce e torture, sia quelle che
vi sono state culturalmente indotte e che con un comodo e
ipocrita eufemismo vengono definite "prostitute per scelta",
tant'è che se vengono intercettate finiscono in carcere come
adescatrici (!). Le leggi invece tutelano il diritto tipicamente
maschile che, attraverso il cosiddetto cliente (di carne umana
femminile), tutti gli uomini si arrogano di praticare lo stupro
a pagamento, di fare cioè delle donne oggetto di indescrivibili,
bestiali crudeltà. Quest’anno, dunque, il Premio Cutuli si è
schierato contro la tratta raccontata da Isoke Aikpitanyi, una
nigeriana che l’ha vissuta sulla propria pelle, alla giornalista
Laura Maragnani che la riporta nel libro-denuncia “Le ragazze
di Benin city”. “Il fenomeno del traffico di esseri umani – dice
la motivazione del premio letta da Raffaella Mauceri,
giornalista e componente della Commissione provinciale di parità
– è aumentato considerevolmente negli ultimi anni. Le donne sono
maggiormente soggette a divenire vittime della tratta e questo è
dovuto a diversi fattori quali la caratterizzazione sempre più
femminile della povertà e della discriminazione di genere.
Nonché la carenza di opportunità professionali nei rispettivi
paesi d’origine. Oggi, con questo premio, vogliamo incoraggiare
il lavoro di una giornalista coraggiosa e di una donna
finalmente libera”. “Quest’anno ho un motivo in più per essere
qui – ha detto poi la Mauceri – giacchè mi identifico in qualche
modo con la collega Maragnani. Come tutti sanno, infatti, sono
fondatrice e presidente di cinque centri antiviolenza in questa
provincia e pratico un giornalismo militante nella misura in
cui da 30 anni, metto la mia professione a servizio
ASSOSTAMPA
“Dalla rivolta di Reggio al riscatto del
Meridione”: libro di Mimmo Calabrò
Taormina
- “Dalla rivolta di Reggio al riscatto del
Meridione”: presidente Lombardo presenta
all'Hotel Timeo di Taormina libro del
giornalista Mimmo Calabrò
.
Un Dvd ed un libro per raccontare una storia
da non dimenticare: la Rivolta di Reggio da
cui è partito il riscatto del Sud. Il
presidente della Regione Raffaele Lombardo,
l'on. Enzo Trantino, il docente
universitario Pasquale Amato ed il prefetto
di Catania, Vincenzo Santoro, che all'epoca
dei Moti di Reggio, comandava un Reparto
della Celere, hanno presentato all'hotel
Timeo di Taormina, mercoledì 18 agosto, alle
ore 18,30, il libro-dvd del giornalista
Domenico Calabrò, reggino, caposervizio de
"La Gazzetta del Sud" a Catania.
Nell'iniziativa editoriale "Reggio: dalla
rivolta alla riconciliazione" sono contenute
non solo cento straordinarie foto della
Rivolta, ma nelle 140 pagine del libro la
cui prefazione è di Marcello Veneziani ed
il saggio storico del prof. Pasquale Amato,
c'è il "corredo" di due dipinti del "pittore
del Caffè Greco", Stellario Baccellieri che
illustra con la sua arte la repressione ad
opera dei carri armati inviati per sedare la
ribellione per il capoluogo e da una
testimonianza della vedova del leader della
Rivolta di Reggio, Ciccio Franco. Molta
attenzione c’è da destare per l'intervista
ad un "celerino-pentito" che a 40anni dai
fatti di Reggio racconta ed ammette: "la
violenza della polizia contro i reggini non
era giustificata". Il giornalista Mimmo
Calabrò della "Gazzetta del Sud" nella
rivisitazione ha voluto fare l'analisi
critica chiesta alla stampa. E così il
presidente nazionale dell'Ordine dei
giornalisti, Enzo Jacopino, chiede “a nome
della categoria: scusa alla città per quella
disinformazione organizzata con cui i
cronisti dell'epoca hanno svolto il loro
compito per minimizzare e farla apparire
come rivolta fascista, una autentica
ribellione di popolo”. Un autentico scoop
giornalistico è la lunga intervista che
Mimmo Calabrò ha realizzato con il
presidente del Consiglio che di fatto nel
1970, decretò Catanzaro capoluogo: Emilio
Colombo e che fa parte del Dvd in cui si
trovano le immagini del 1970 delle giornate
calde della Rivolta. Alla domanda
dell'intervistatore: Presidente, lei si
pente di ciò che ha fatto contro Reggio? La
risposta è stata: "No! Non ho fatto nulla
contro Reggio, ma per Reggio, la città di
mio padre e dove ho vissuto anch'io, dopo il
terremoto del 1908, nelle baracche di Reggio
Campi". L'intervista è caratterizzata da
battibecchi tra Calabrò e Colombo. Calabrò
alla fine dirà: “le risposte del presidente
Colombo, hanno contribuito ulteriormente a
farmi convincere che quella Rivolta di
popolo fu sacrosanta e chi l'ha fatta deve
esserne fiero”. L’INFORMATORE di Sicilia
augura le migliori fortune all’amico
Mimmo Calabro da sempre contraddistintosi
per lealtà e per tale motivo stimato sia per
la correttezza personale che professionale.
i.l.p.
Palermo – Gli auguri di Raffaele Lombardo a Vittorio
Corradino
il nuovo presidente dell'Ordine dei giornalisti
di Sicilia. Il neo eletto succede a Franco
Nicastro. Segretario è stato confermato Nuccio
Anselmo. L’esecutivo eletto resterà in carica
fino al 2013. Vicepresidente è Teresa Di Fresco
e tesoriere il riconfermato Salvatore Li Castri.
Il presidente uscente dei revisori dei conti
Franz La Paglia è stato riconfermato. "A
Vittorio Corradino, giornalista di lunga
esperienza e di grande sensibilità umana e
sociale, i miei migliori auguri di buon lavoro".
Lo ha detto il presidente della Regione
siciliana Raffaele Lombardo congratulandosi per
l'elezione di Vittorio Corradino a nuovo
presidente dell'ordine dei giornalisti della
Sicilia. "Certo - ha proseguito Lombardo - lo
attende un compito non semplice. Corradino saprà
assicurare, anche in condizioni difficili, la
necessaria autonomia della categoria e il suo
insostituibile compito per la formazione della
coscienza civile”. Corradino è stato eletto con
i voti di 5 consiglieri, 4 le preferenze
ottenute da Riccardo Arena.... Auguri a Al
nuovo presidente dell'Ordine dei Giornalisti di
Sicilia Vittorio Corradino gli auguri personali
e dell’INFORMATORE di Sicilia. i.l.p.
Siracusa
- L’Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e
Telematici con lo scritto del presidente Giuseppe
Cascio focalizza la vicenda riguardante Video
mediterraneo. Scrive il presidente:”La vertenza di
Video Mediterraneo deve coinvolgere l’intera società
civile, per far passare il principio secondo il quale
non si può chiedere per anni solidarietà e sostegno al
territorio senza garantire utilità sociale ed
occupazione. Se questo vale, in linea generale, per
tutte le imprese, ha maggiore incidenza per le aziende
televisive che penetrano profondamente nelle comunità
locali determinandone, nel bene o nel male, i processi
di sviluppo. La segreteria regionale dell’Associazione
Siciliana della Stampa, su questo fronte, si sta
comunque muovendo con molta capacità e determinazione,
anche se la situazione diventa ogni giorno più
difficile. I segnali fino ad ora sono molto negativi: la
possibile chiusura delle redazioni di Siracusa e
Catania, oltre a quattordici probabili licenziamenti da
effettuare senza l’indicazione dei criteri oggettivi
d’individuazione dei lavoratori da porre in mobilità,
rende bene l’idea di quale sia il terreno sul quale ci
si scontra. Ma, in casi tanto complicati da gestire,
diventa fondamentale imporre il rispetto delle regole,
anche fino alle estreme conseguenze. Se c’è una
documentata crisi aziendale che richiede la riduzione
del personale, infatti, i tagli vanno effettuati
attivando tutti gli ammortizzatori sociali possibili e
rispettando le normative in vigore. Così, diventano
bussola di riferimento lo Statuto dei lavoratori (legge
300) e la 223/91, soprattutto all’articolo 4 che
individua i criteri della mobilità. Non si può, quindi,
prescindere da anzianità professionale e carichi
familiari nel tracciare la mappa dell’organico che
resterà in carico all’azienda, concordando rigorosamente
con i sindacati numeri e modalità della riduzione di
personale. Qualunque altra strada è impercorribile e
porta inevitabilmente allo scontro, non solo con la
categoria dei giornalisti, ma con l’intero consesso
civile del Sud Est della Sicilia. Non dobbiamo
dimenticare che le televisioni hanno un rapporto
diretto con la gente. I giornalisti televisivi
raccontano la vita attraverso il divenire quotidiano,
condividendo con la gente emozioni, sentimenti,
aspirazioni e progetti di un’esistenza migliore. Tutto
questo non si può cancellare con un colpo di penna. Se
vengono licenziati i giornalisti di riferimento delle
comunità locali, viene meno la fiducia degli utenti, si
disperde un immenso patrimonio sociale fatto di
relazioni umane, credibilità e buona reputazione. Su
questa base, non può essere assolutamente consentito
all’editore di Video Mediterraneo di chiudere le
redazioni periferiche pur continuando a garantire
informazione e raccolta pubblicitaria sul territorio
che ha desertificato. Non è possibile drenare risorse
senza garantire quel patrimonio di professionalità,
costruttive proposte di sviluppo e corretta informazione
che solo le redazioni davvero a contatto diretto con il
proprio pubblico possono offrire. Servizi pilotati a
distanza, show circensi travestiti da claunesca
informazione non hanno diritto di cittadinanza in realtà
mature, come Siracusa e Catania, in cui le istituzioni e
la gente comune hanno ben chiaro il concetto europeo di
democrazia partecipata, in cui le istanze che vengono
dal basso assumono forza e dignità. Bisogna, insomma,
tenere alta la guardia, dicendo senza mezzi termini che
chiudere le redazioni locali vuol dire rinunciare
automaticamente anche ai flussi finanziari che vengono
dalle comunità di riferimento. Un brutto segnale è
arrivato, in tal senso, di recente, il 19 marzo scorso,
quando per San Giuseppe, a Rosolini, la diretta della
festa patronale (pagata da un Ente pubblico) è stata
affidata da Video Mediterraneo ad un conduttore
occasionale non contrattualizzato dall’emittente. Un
brutto segnale, appunto, che indica la tendenza ad una
deregulation in base alla quale si licenzia, ma si
continua, parallelamente, a portare avanti le
iniziative puntando sul precariato. Davanti a
strategie di questo tipo deve arrivare un “NO” secco ed
indignato non soltanto dai giornalisti. Il fronte deve
essere amplissimo e compatto. Deve coinvolgere tutte le
forze sane della società civile, unite nel difendere un
diritto fondamentale per la democrazia, il diritto
all’informazione locale. Ovviamente è un fronte di lotta
difficilissimo e nel costruirlo non possiamo dimenticare
che la televisione si fa anche con l’insostituibile
apporto professionale dei tecnici, i cui sindacati
devono essere chiamati ad operare in unità d’azione con
l’Associazione Siciliana della Stampa. Giuseppe
Cascio Presidente Associazione Giornalisti
Radiotelevisivi e Telematici
Siracusa
– Solidarietà unanime al giornalista Giorgio Italia.
“Quando ad essere colpito è un giornalista, la risposta
della categoria non può che essere ferma e corale.
Colpendo un giornalista non si colpisce mai solo una
persona: colpendo un giornalista si cerca di intimidire
l'informazione, si cerca di condizionare il nostro
dovere di raccontare con equilibrio i fatti ed il
diritto dei lettori ad essere informati. Ecco perchè non
si può trascurare qualsiasi inquietante ''segnale'', sia
che si verifichi nelle grandi città che nei piccoli
centri di provincia''. E' questo che, oggi, il
segretario Aldo Mantineo e tutti i rappresentanti dei
giornalisti del Siracusano hanno ribadito con forza, a
Buscemi, nella prima riunione dalle nuova segreteria
provinciale dell'Associazione siciliana della stampa,
allargata per l'occasione alla partecipazione degli
amministratori dei comuni montani ed ai rappresentanti
delle forze dell'ordine e dei sindacati. La seduta si è
tenuta nella sala consiliare per testimoniare la
completa solidarietà a Giorgio Italia, collaboratore del
quotidiano “La Sicilia”, a cui nei giorni scorsi è
stata recapitata una lettera minatoria ed è stata
danneggiata l'auto. All'incontro è intervenuto il
segretario regionale dell'Assostampa Sicilia, Alberto
Cicero, per testimoniare la totale compattezza della
categoria. “Ci vogliono togliere il dovere di informare”
ha detto, mettendo in guardia pure sui rischi di
condizionamenti che possono indirettamente arrivare
anche dal potere costituito. “I giornalisti – ha
aggiunto – sono tenuti a serrare le fila”. Il
vicepresidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia,
Santo Gallo, nel suo intervento ha ribadito che
“l'Ordine è stato e sarà sempre al fianco dei
giornalisti che, anche nelle realtà più piccole e
periferiche, si battono per svolgere in piena libertà il
lavoro di informare”. Carmelo Miduri, caporedattore
dell'ufficio stampa della Provincia regionale, di
Siracusa ha portato il messaggio di solidarietà del
presidente, Nicola Bono. Ed ha ricordato come, di
frequente, i giornalisti hanno pagato con la vita il
loro impegno professionale senza nemmeno avere una
tutela previdenziale che assicuri la sopravvivenza alla
propria famiglia. Prospero Dente, segretario provinciale
dell'Unione stampa sportiva italiana, nel suo intervento
ha detto che “idealmente ci sarà anche la mia firma
sotto le inchieste del collega Italia, che tanto
fastidio hanno dato a qualcuno”. Salvatore Maiorca,
giornalista de “La Sicilia”, ha ricordato come ''da oggi
Giorgio Italia siamo tutti noi'' rilanciando anche la
necessità che l'attenzione al territorio, anche quelli
che appaiono più marginali, sia sempre altissima da
parte di tutti. Sulla stessa linea di esposizione
collettiva per non far diventare bersaglio chi si trova
in prima linea, si sono espressi Pippo Cascio, a nome
dei giornalisti radiotelevisivi e telematici di
Siracusa, ed il portavoce dell'Unione cattolica stampa
italiana, Salvatore Di Salvo, che ha comunicato il pieno
sostegno della sua presidenza regionale. Giuseppe
Giansiracusa, sindaco di Buscemi, e Paolo De Luca,
sindaco di Sortino e presidente dell'Unione dei Comuni
della Valle degli Iblei, insieme all'assessore alla
Sicurezza della stessa Unione, Francesco De Martino, ed
a Carlo Scibetta, sindaco di Palazzolo Acreide, hanno
lanciato l'allarme sulla strisciante presenza della
criminalità d'importazione, in cerca di nuovi spazi per
le attività illegali. Lamentando la riduzione delle
risorse per la sorveglianza messe a disposizione dei
Comuni più piccoli, per privilegiare le grandi aree
metropolitane. Il comandante della compagnia dei
carabinieri di Noto, il capitano Massimo Corradetti, ha
confermato la grande attenzione con la quale le forze
dell'ordine seguono l'evoluzione dei fenomeni
delinquenziali nel territorio. Un'attenzione che Antonio
Bruno, della segreteria confederale Cisl, ha assicurato
essere “molto alta da parte del sindacato”. Giorgio
Italia ha ringraziato ''per aver sentito sulla pelle la
solidarietà incondizionata giunta dalla categoria così
come dalle istituzioni". “I giornalisti – ha concluso
Aldo Mantineo – devono fare fino in fondo la loro parte,
diventando sempre più interlocutori seri ed affidabili
delle istituzioni e delle forze sociali. Per poter
essere questo è necessario che il sindacato unitario
possa farsi sempre più espressione di una categoria
forte e coesa”. Numerose anche le adesioni
all'iniziativa di Assostampa Siracusa che ha voluto così
avviare, con una seduta informale ed aperta della
segreteria, il proprio cammino. Tra gli altri messaggi
quelli del presidente di Anci Sicilia e sindaco di
Siracusa Roberto Visentin, dei segretari provinciali di
Cgil, Uil e Ugl Paolo Zappulla, Stefano Munafò e Tonino
Galioto e del sindaco di Noto Corrado Valvo.
L’INFORMATORE di Sicilia e personalmente, nella
qualità di direttore, si esprime la solidarietà
incondizionata al giornalista Giorgio Italia propugnando
che l’intimidazione non potrà fermare la libertà di
stampa ed i giornalisti.
Siracusa
- Aldo Mantineo
segretario dell’Assostampa siracusana.
L’assemblea degli iscritti alla sezione di Siracusa
dell’Associazione siciliana della stampa ha eletto in
mattinata per acclamazione il nuovo direttivo provinciale,
composto da Aldo Mantineo (segretario), Isabella Di Bartolo
(vice segretario) e Massimo Ciccarello (tesoriere).
L’elezione rientra tra gli adempimenti statutari previsti in
coincidenza con il congresso regionale, che si è tenuto dal
22 al 24 febbraio nel messinese a Terme Vigliatore. Il
nuovo direttivo è stato eletto anche con il sostegno degli
uscenti : il segretario Damiano Chiaramonte, il vice Lino Di
Tommaso e il tesoriere Francesco Di Parenti che avevano
annunciato la decisione di non candidarsi. Prima
dell’elezione, l’assemblea ha votato all’unanimità i bilanci
consuntivo 2009 e di previsione 2010 illustrati dal
tesoriere Di Parenti. All’amico e collega con il quale, già
abbiamo condiviso tante “battaglie”, gli auguri di buon lavoro
dalL’INFORMATORE di Sicilia e personali. i.l.p.
Palermo
- Il
ministro Maroni ha consegnato
all’Ordine dei Giornalisti di
Sicilia la villa
in via Bernini, a Palermo
confiscata alla mafia. Alla
cerimonia erano presenti
: Franco Nicastro, presidente
dell'Ordine
dei Giornalisti di Sicilia,
il capo della polizia Antonio
Manganelli, il comandante
dell'Arma dei carabinieri il
generale di corpo d'armata
Leonardo Gallitelli ed
autorità religiose e civili.
I giornalisti siciliani hanno la
nuova casa nel luogo che era una
roccaforte della mafia. Si
tratta di una delle unità del
complesso residenziale in cui è
stato scoperto il covo di Totò
Riina. La struttura è destinata
ad ospitare gli uffici
dell’Ordine ed anche iniziative
rivolte a promuovere la
coscienza civile contro la
mafia.
La villa che inizialmente è
concessa per diciannove anni, già nei prossimi giorni, sarà consegnata per l’avvio dei lavori di
recupero e di ristrutturazione.
L’edificio ubicato
in via Bernini è
poco distante dalla
circonvallazione di Palermo.
Nella villa c'è anche una mostra
fotografica dedicata ai
giornalisti : Mauro De Mauro,
Mario Francese, Beppe Alfano,
Giuseppe Fava, Giovanni Spampinato, Maria Grazia Cutuli
che hanno sacrificato la vita
per svolgere la professione. Si
tratta di un vero e proprio
presidio di legalità. La villa
era stata
confiscata
ad imprenditori
ritenuti
mafiosi: Sansone
vicini ai corleonesi.
Come hanno avuto modo di
sottolineare sia
il presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia
Franco Nicastro che il
segretario Nuccio Anselmo è il
"Riconoscimento al giornalismo
siciliano".
Messina
-
Il ruolo del giornalista e dei media
inerente il senso della libertà o
licenza è stato discusso
nell’incontro che l’Ucsi (Unione
cattolica della stampa italiana), ha
tenuto in occasione della festa di
San Francesco di Sales, patrono dei
giornalisti., di Numerosi operatori
della comunicazione provenienti da
diverse province dell’isola sabato
scorso 6 febbraio a Messina hanno
partecipato all’incontro.
L’organizzazione dalla
manifestazione è stata curata dalla
sezione Ucsi di Messina, di cui è
presidente provinciale Crisostomo Lo
Presti e dall’associazione della
stampa. L’appuntamento è stato
nella chiesa Santa Maria del Carmine
dove sono intervenuti: il presidente
nazionale Ucsi, Andrea Melodia,
docente all’università Lumsa di
Roma, già dirigente Rai e docente
all’Università Lumsa di Roma,
accompagnato dal presidente
regionale Giuseppe Vecchio. così
come Tanti i giornalisti arrivati da
tutte le province dell’isola,
presenti anche personalità del
mondo delle istituzioni civili e
militari ed una rappresentanza delle
scuole locali. Gaetano Rizzo
consigliere nazionale Ucsi e stato
presente con i rappresentanti del
consiglio regionale Salvo Di Salvo
(Siracusa) e Renato Pinnisi (Enna).
L’incontro ha avuto inizio con la
concelebrazione della Santa Messa,
presieduta dall'arcivescovo, mons.
Calogero La Piana, il quale ha
sottolineato l'importante funzione
della comunicazione che riveste al
giorno d'oggi in cui “il giornalista
deve essere testimone della verità e
l’alto senso di responsabilità che
lo investe”. Andrea Melodia,
presidente dell’Ucsi nazionale, ha
ribadito l’importanza
dell’informazione e della formazione
dei giornalisti : tematica
interessante e seguitissima. Il
presidente Melodia ha rimarcato il
grande entusiasmo della sezione Ucsi
siciliana augurandosi che con i
diversi soci, l’Ucsi Sicilia possa
dare un apporto notevole
all’informazione in cui vede in
prima linea tanti giornalisti a
difesa della verità.
Siracusa
- Assemblea dei Giornalisti Siciliani a Siracusa indetta
dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia
Franco Nicastro presso l’hotel Des Etrangers et Miramare.
Argomenti all’ordine del giorno l’approvazione del
bilancio preventivo 2009, del consuntivo 2008 ed il
voto.
La riunione è stata preceduta nella stessa sede
dall’assemblea ordinaria della sezione siracusana dell’Assostampa
alla presenza del presidente dell’Ordine dei Giornalisti
di Sicilia, Franco Nicastro e del segretario regionale
dell’Assostampa, Alberto Cicero. Ma il momento
maggiormente toccante della giornata è stato segnato dal
direttore Nino Milazzo
che ha ricordato l’amico ed indimenticato direttore
Candido Cannavò scomparso di recente. Milazzo ha
tracciato con grande passione le linee ed il carattere
del grande professionista siciliano il quale
trapiantatosi a Milano, molti anni orsono, pur tuttavia
mai ha dimenticato la sua terra natale.
Nel corso della giornata sono stati ricordati tutti i
giornalisti di recente scomparsi prematuramente tra cui
Saretto Leotta e Pippo La Pira. Si è parlato anche del
contratto dei giornalisti e dei problemi del settore e
della nuova “porta” per l’informazione rappresentata
dalla rete internet.
Siracusa-
“L’Ussi intende radicarsi nel territorio e,
soprattutto, rendersi promotore di quella diffusione della
sana cultura sportiva necessaria per la crescita sociale”.
E’ questa la dichiarazione di Prospero Dente che ha
ripreso anche le parole del presidente regionale dell’Unione
stampa sportiva, Nuccio Schillirò a margine delle
manifestazioni sul trentennale della Coppa Italia vinta dal
Siracusa Calcio. E…. ci saranno tutti: da Giorgio Biasiolo a
Ubaldo Biagetti, da Luciano Favero a Walter Ballarin ma
anche Mino Bizzarri, Andrea Telesio, Danilo Mayer, Primo
Maragliulo e tanti altri. Il trentennale della Coppa Italia,
vinta dal Siracusa Calcio al termine della stagione 78/79, è
stato presentato di mattina nel salone del Coni dal
presidente del Comitato Olimpico, Elio Gervasi, dal
presidente della FIGC, Maurizio Rizza, dal fiduciario dell’Ussi
Siracusa, Prospero Dente, e dal capitano della squadra
campione 30anni addietro: Amedeo Crippa. Il comitato
organizzatore, già al lavoro da due mesi, ha voluto
presentare alla città, ai tifosi, l’evento che, senza
nessuna vena nostalgica, intende riproporre l’entusiasmo di
un tempo. La data del match, 17 giugno 2009, sarà
ufficializzata soltanto dopo la compilazione e la diffusione
del calendari dei campionati della nuova stagione
agonistica. “È giusto rispettare gli impegni di tutti – ha
detto Maurizio Rizza – Molti ex azzurri allenano o hanno
incarichi dirigenziali quindi faremo in modo di individuare
la data giusta per averli tutti al Nicola De Simone”. “Sarà
un’autentica festa dello sport – ha aggiunto Elio Gervasi –
La gioia di molti appassionati per rivedere i propri
beniamini, ma anche l’occasione per vivere lo stadio in
maniera diversa”. La giornata evento prevede infatti la
realizzazione di stand nell’area dello stadio. Al loro
interno le immagini, i cimeli, la storia del Siracusa
Calcio. “C’è l’entusiasmo di tutti i vecchi compagni – ha
detto Amedeo Crippa – Tutti hanno dato immediatamente la
loro disponibilità, dimostrando l’attaccamento a questa
squadra ed a questa città. Sarà l’occasione per ritrovarci,
per celebrare una vittoria ma, soprattutto, l’occasione per
ricordare due grandi uomini che non ci sono più: Nicola De
Simone e Angelo Bellavia”.Le
formazioni : SIRACUSA 78-79 : Fazzino, Favero,
Restivo, Agosti, Belfiore, Crippa, Petraccini, Biasiolo,
Biagetti, De Pasquale, Ballarin. All. Carlo Facchin vice
all. Paolo Lombardo. A disp. Culotti, Costa, Grande,
Betta. SIRACUSA USSI: Aprile, Labrocca, Cassia,
Maragliulo, Mayer, Degl’Innocenti, Torrisi, Bizzarri,
Telesio, Mangiapane, Lucidi. All. Adriano Cadregari.
A disp. Rappa, Regina, De Santis, Limetti, Pannitteri
"Caro
Segretario,
i nostri timori sono stati ampiamente superati dalla realtà.
Il caso Inda e le
vicissitudini del suo ufficio stampa rischiano di
trasformarsi in un caso nazionale di cui subirà
catastrofiche conseguenze l’interanostra categoria e, a catena, l’intera società
civile. Come da tempo temevamo, è stata ufficializzata
l’estromissione della collega Angela
Barbagallo, che ha diretto l’ufficio
stampa dell’Inda
per oltre un decennio. Al suo posto, avrai notato, i
comunicativengano firmati
dallo stesso sovrintendente della Fondazione, Ferdinando
Balestra, che dice d’essere un giornalista professionista.
Parallelamente, corrono voci (ma
nessuno lo ha ufficialmente comunicato al Sindacato) che
l’ufficio stampa del teatro Biondo di Palermo debba coprire
anche le attività di comunicazione dell’Inda
a Siracusa, magari avvalendosi di qualche collaborazione
locale. Comprendi come tutto questo sia grottesco ed
altamente lesivo della dignità
dei giornalisti siracusani.
D’altra parte, da un personaggio come Ferdinando Balestra
non c’era da attendersi altro. Ti ricordo che siamo ancora
in attesa del chiarimento con
l’inda, dopo che l’intervista
televisiva ad un ambientalista, durante un convegno a
Palazzo Greco, venne interrotta dallo stesso Balestra che
non riteneva opportuno venisse effettuata in quel luogo. Il
sindacato, dopo le pesanti proteste avanzate, ha avuto la
solidarietà di tutta la società civile, Sindaco compreso,
però il responsabile del grave atto di censura non ha ancora
ritenuto di dare alcun chiarimento sul suo “originale”
comportamento. Ma la Fondazione Indanasce davvero da quell’Istituto
che il grande Giusto Monaco ha fondato a Siracusa per
esaltarne l’identità classica e creare, contemporaneamente,
un forte collante culturale di tutta la comunità locale?
Sono ormai in tanti i siracusani
che si sentono espropriati del loro Istituto. Ti cito (una
trale tante) la lettera
inviata alla stampa da Giovanni Argante, l’attore
siracusano ormai di livello
nazionale (dal teatro di qualità, ai serial Rai), a cui
Balestra non ha nemmeno voluto parlare al telefono. Noi
giornalisti abbiamo l’obbligo di svolgere un ruolo da prima
lineaper bloccare questo
processo di progressivo di scollamento della Fondazione dal
tessuto culturale e sociale di Siracusa. Abbiamo,
contemporaneamente, il diritto dì essere protagonisti
dell’armonizzazionedelle
attività locali con le dinamiche di quel processo di
sviluppo sostenibile in cui la cultura è determinante
nell’intero Sud Est della Sicilia. In questo senso, proprio
nell’ufficio stampa diretto da Angela
Barbagallo, qualche anno addietro, è stato varato un
progetto di comunicazione sociale che ha messo in rete,
attorno all’attività dell’Inda,
l’intera società civile. Ma è
durato il breve volgere di una stagione, poi l’appiattimento
delle iniziative è tornato a regnare sovrano. Adesso, con
l’attuale azzeramento registriamo un nuovo gravissimo
attacco al diritto della gente d’essere correttamente
informata. Dobbiamo, infatti, chiederci perché Angela
Barbagallo è
stata sollevata dall’incarico.
Se, come le è stato fatto
intendere, il problema è di razionalizzazione delle spese,
chi ha fatto questa scelta dovrebbe essere licenziato a sua
volta per palese incompetenza sul piano amministrativo. Le
poche migliaia di euro all’anno
che percepiva l’addetto stampa (cifre ben al di sotto dei
minimi tabellari fissati
dall’Ordine dei Giornalisti) si centuplicheranno davanti al
giudice del lavoro per l’inevitabile vertenza che il
sindacato dei giornalisti dovrà mettere in piedi contro l’Inda.
E dire che la nostra collega
era vicina alla pensione. Bastava quindi studiare, insieme
all’interessata ed all’Assostampa, un piano che
razionalmente accontentasse
tutte le parti in causa, fermo restando la funzionalità
dell’ufficio stampa al quale devono lavorare i giornalisti
presenti sul territorio e con iscrizione all’Ordine almeno
quinquennale. Invece, l’attacco a sorpresa all’intera
categoria e l’arroganza del sovrintendente che firma
direttamente i comunicati stampa impongono un’immediata,
ferma reazione da parte del nostro sindacato e di quei
cittadini che ancora hanno la voglia e la forza di
indignarsi. Questa lettera aperta è indirizzata anche
all’Ordine dei Giornalisti (nazionale e regionale) perché
risulta che Ferdinando Balestra è iscrittonell’elenco dei professionisti. Dobbiamo chiederne
l’immediata sospensione per indegnità (visto l’atteggiamento
che sta assumendo con la categoria) e per la palese
incompatibilità prevista dalla legge 63/69, che prevede
l’esclusività professionale per gli iscritti nell’elenco dei
professionisti. Non mi risulta, infatti, che l’attività di
sovrintendente dell’Indasia un’attività giornalistica,
mentre non mi pare di avere mai visto Balestra fare il
giornalista. A proposito di
attacchi alla categoria, ti ricordo che proprio questo
Sovrintendente, oltre ad interrompere un’intervista
televisiva, nello stesso palazzo Greco (sede dell’inda)
è stato parte attiva di un convegno in cui i giornalisti
sono stati massacrati, (organizzato da gente senza alcuna
competenza specifica nel campo della comunicazione) e per il
quale abbiamo avuto anche la solidarietà del presidente
della commissione cultura dell’Ars, Pippo Gianni,
inconsapevole sponsor dell’iniziativa. Il risultato di tanta
tracotante improvvisazione, di tanto livore contro
chi vuol solo fare
correttamente il mestiere d’informare si trasforma,
peraltro, in un danno d’immagine anche per la stessa
Inda. Un esempio concreto:
oggi c’è un’ importante
anteprima delle rappresentazioni classiche, ma nessuno ne sa
nulla. Pare addirittura che sia stato previsto l’accesso
gratuito, senza che la gente abbia avuto la possibilità
d’essere informata su questa
opportunità. Ho personalmente telefonato all’Istituto per
avere chiarimenti, ma mi è stato risposto che l’unico che
può dare informazioni ai
giornalisti è Ferdinando Balestra, che in quel momento non
era in sede e di cui non si può avere il numero di telefono
mobile. Insomma, black out totale su un’informazione di
servizio senz’altro utile per la collettività che con i
nostri telegiornali quotidianamente
servono. Occorre, a questo punto, incontrare con
urgenza i deputati nazionali e regionali della Provincia di
Siracusa, insieme al consiglio d’amministrazione dell’Inda
per bloccare sul nascere questo forsennato attacco alla
comunità locale. La sezione di Siracusa dell’Associazione
Siciliana della Stampa ha un qualificato elenco di
giornalisti disoccupati, iscritti all’Inpgi
con più di cinque anni d’anzianità professionale, dai quali
si può attingere per garantire
professionalità al progetto di comunicazione dell’Inda.
E’ nostro compito restare l’ultimo baluardo in difesa della
gente, che rischia d’essere travolta da chi non conosce
Siracusa, non comprende i siracusani
e pensa che l’Istituto del grande Giusto Monaco possa essere
gestito come un qualunque“business”
pseudo culturale. Facciamo in
modo che le tragedie greche non diventino una tragedia per
l’intera società siracusana,
espropriata del proprio diritto d’essere protagonista
dell’identità culturale che da
millenni la rende unica al mondo". Giuseppe Cascio
Presidente regionale dell’Associazione Giornalisti
Radiotelevisivi e Telematici
Consigliere regionale dell’Associazione Siciliana della
Stampa
Grandi festeggiamenti per il Siracusa, “ripescato”.
Il Siracusa calcio è stato “ripescato”
in Prima Divisione: la società aretusea ha grande esperienza
in “ripescaggi”.
Siracusa
- L'Associazione siciliana della stampa, sezione di Siracusa,
e l'Ussi, Unione stampa sportiva italiana, sezione di Siracusa,
esprimono piena solidarietà ai colleghi Manuel Bisceglie de "La
Sicilia" e Gaspare Urso de "Il Giornale di Sicilia" oggetto
di un violento attacco da parte dell'U. S. Siracusa per il
contenuto dei loro servizi apparsi ieri sui quotidiani per i
quali lavorano stigmatizzano e respingono il contenuto del
documento diffuso in data odierna dall'ufficio stampa dell'U. S.
Siracusa ritenendo oltremodo gravi e lesive della dignità e
della professionalità dei colleghi autori dei servizi "sgraditi"
alla società le considerazioni relative al presunto venir meno
del più elementare dovere, sempre scruplosamente osservato da
chi professionalmente fa informazione, di verificare
l'attendibilità delle notizie riportate. Assostampa ed Ussi
giudicano oltremodo grave l'affermazione contenuta
nella nota dell'U.S. Siracusa secondo la quale i giornalisti
riferiscono notizie "spesso ingigantite se non addirittura
inventate dai protagonisti" respingono altresì qualsiasi idea
di dover svolgere il proprio lavoro ancorandolo esclusivamente
alle informazioni rese disponibili dai canali ufficiali della
società auspicano infine la ripresa di una interlocuzione basata
sul reciproco rispetto di ruoli e prerogative. Assostampa
Siracusa- Ussi Siracusa
Siracusa –
“Il poliziotto con la Ferrari:
Storia e mito di Armando Spatafora”, la presentazione si è
svolta sabato 26
alla Provincia. Accendere i riflettori su un “figlio” di
Siracusa che sin qui non ha avuto la giusta e dovuta attenzione.
Si tratta di Armando Spatafora, un poliziotto ormai scomparso ma
che fu protagonista a Roma tra gli anni sessanta e settanta
dello scorso secolo di alcune delle più importanti pagine che le
forze dell’ordine hanno scritto nella quotidiana azione di
contrasto a ogni tipo di criminalità ed illegalità. Con una
peculiarità: Armando Spatafora coniugava l’intuito investigativo
con una non comune dose di autentico coraggio e una
straordinaria passione per le auto che lo portò ad essere
ribattezzato in quegli anni il “poliziotto con la Ferrari”. A
lui adesso la figlia Carmen ha dedicato un libro per rileggere,
e riscoprire – e per alcuni magari solo scoprire… - la vita di
quel poliziotto che con la “sua” Ferrari sfidava l’agguerrita
criminalità della Capitale, si lanciava in inseguimenti in auto
mozzafiato da film anche lungo le scalinate…, onorava con tutto
il suo impegno e la sua professionalità la divisa indossata e la
“missione” scelta. L’occasione per questa “rilettura” della vita
del poliziotto siracusano – e sull’esempio in termini di
dedizione per l’affermazione del primato della legalità, che ne
fanno ancora oggi un sicuro esempio al quale guardare con
attenzione – è stata data dalla presentazione del libro “Il
poliziotto con la Ferrari – Storia e mito di Armando Spatafora”di Carmen Spatafora(Rubbettino Editore) che si
è svolta sabato 26 giugno alle ore 18 nella sala “Costanza
Bruno” della Provincia Regionale di Siracusa che sostiene
l’iniziativa di Assostampa Siracusa. Con l’autrice ha presentato il
volume il giornalista Salvatore Maiorca. A porgere i saluti
sono stati il presidente della Provincia Regionale di Siracusa on.
Nicola Bono ed il segretario provinciale di Siracusa
dell’Associazione Siciliana della Stampa Aldo Mantineo.
L’attrice Mary Accolla ha letto alcuni brani.
Siracusa– Assegnato il
Premio nazionale di Giornalismo “Saretto Leotta”. I
riconoscimenti consegnati a Domenico Tempio
vicedirettore de “La Sicilia”, a Salvatore Maiorca e
Pino Filippelli della redazione siracusana. Il Premio
nazionale di Giornalismo “Saretto Leotta”
(nella foto Saretto Leotta)è stato istituito da Aldo
Formosa all’interno del “Premio Internazionale
Sicilia-Il Paladino” col patrocinio dell’on. Nicola
Bono presidente della Provincia Regionale di Siracusa e
di Franco Nicastro presidente dell’Ordine dei
Giornalisti di Sicilia. La cerimonia di consegna dei
riconoscimenti ai 3 giornalisti è stata concretizzata
alle ore 17.30, presso la sala “Costanza Bruno” del
palazzo della Provincia regionale di Siracusa in via
Malta. Aldo Formosa ha voluto questa iniziativa per
onorare il nome ed il ricordo dell’amico e collega
Saretto Leotta al quale lo legavano sentimenti di
affetto e amicizia. “Saretto è stato, e rimane, un
esempio di correttezza professionale e di signorilità,
da additare alle giovani generazioni”. Personalmente ho
sempre nella mia memoria il ricordo di un rapporto
schietto e sincero con Saretto, specialmente in
occasione dei grandi eventi di cronaca nera che negli
anni passati hanno caratterizzato la provincia di
Siracusa. Degno erede è il figlio Massimo di cui,
all’inizio della sua carriera, proprio con l’amico
Saretto ho avuto modo di scambiare i positivi
apprezzamenti. i.l.p.
L’Assostampa di Siracusa ricorda Mario Francese
Siracusa
– La sezione provinciale dell’Associazione siciliana della
stampa ricorda Mario Francese, il cronista di Siracusa ucciso
dalla mafia il 26 gennaio del ’79 a Palermo per le sue inchieste
pubblicate sul Giornale di Sicilia. Un mazzo di fiori, alle 11,
sarà depositato in largo Leonardo da Vinci sulla lapide che
ricorda il giornalista. La signora Maria Francese, sorella del
cronista ucciso e delegazioni di studenti di alcuni istituti
superiori siracusani parteciperanno all’evento. Il professor
Mimmo Di Stefano, che da anni tiene vivo il ricordo delle
vittime di mafia e che ha collaborato all’iniziativa, e il
giornalista Francesco Nania interverranno per le considerazioni.
Chiude la cerimonia il segretario provinciale dell’Assostampa,
Damiano Chiaramonte.
Toi Bianca: presentato a
palazzo Vermexio
romanzo “Dove finiva via Pitia” a
Siracusa –
Toi Bianca, giornalista ed amico personale, che per
oltre venti anni ha svolto la sua attività di cronista a
Siracusa, ed ora portavoce del ministro dell’Ambiente,
ha presentato sabato prossimo 7 marzo alle 18, nel salone
“Paolo Borsellino” di palazzo Vermexio, il suo primo
romanzo intitolato “Dove Finiva via Pitia”.
L’appuntamento era stato promosso dalla sezione di Siracusa
dell’Associazione siciliana della stampa ed ha avuto il
patrocinio del Comune, assessorato alle Politiche
culturali. La presentazione è stata introdotta da un saluto
del sindaco, Roberto Visentin, e coordinata dal
segretario provinciale dell’Associazione della stampa,
Damiano Chiaramonte. Sono intervenuti Enzo Papa, Pucci
Piccione e Bruno Formosa, che hanno delineato gli aspetti
letterari, politico-ecologici e musicali del romanzo.
“Dove finiva via Pitia”, edito da “Lombardi Editori”, è
un giallo - sentimentale che prende spunto da un fatto
di cronaca realmente accaduto per raccontare una storia
di fantasia ambientata nel mondo giornalistico in una
delle torride estati siciliane. Siracusa con le sue
meraviglie e le sue vergogne, la vita di redazione, le
canzoni di fine millennio formano il contesto in cui si
muovono i protagonisti accaldati, ironici, disincantati
ma capaci di emozioni e passioni umane e professionali.
i.l.p.
Franco Nicastro
confermato presidente
Ordine Giornalisti di Sicilia
PALERMO.-
Franco Nicastro è stato confermato presidente dell’Ordine dei
giornalisti di Sicilia. Nella
seduta di insediamento del nuovo Consiglio
sono stati confermati anche il
vice presidente Santo Gallo
e il
tesoriere Salvo Li Castri,
entrambi pubblicisti. Nuovo
segretario
è
Nuccio Anselmo,
professionista.
Presidente
del collegio dei
revisori
dei conti è il giornalista Franz La Paglia.
Nell’intervento che ha tracciato le linee dell’attività del
Consiglio,
Nicastro ha ribadito l’impegno per la piena attuazione dei
principi deontologici e dei valori fondanti della professione
giornalistica, in primo luogo l’autonomia. Sarà inoltre
proseguita e sviluppata l’attività formativa e quella culturale
che trova nel premio intestato a Mario Francese, il cronista del
Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia, il suo momento più
significativo.
Nicastro
ha sottolineato
“che la gestione dell’Ordine della Sicilia sarà improntata come
in passato a criteri di collegialità,
di partecipazione, di correttezza e di massima apertura. La mia
concezione del ruolo dell’Ordine – ha aggiunto – non è mai stata
corporativa. E perciò il suo compito di controllo non si porrà
mai come ostacolo all’accesso dei giovani nella professione ma
come garante del pieno rispetto dei diritti e delle regole”
“..Salvaguardare
la civiltà dei rapporti..."
di
Franco Nicastro
Presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia
Dichiarazione del presidente dell'Ordine dei Giornalisti
di Sicilia Franco Nicastro sull’organizzazione del
convegno del centro studi ZDL: ”L'avvocato Nello Teodoro
pretende di avere una disponibilità dei giornalisti come
relatori di un convegno senza preoccuparsi dei loro impegni,
dei loro compiti e delle loro competenze. Pretende anche di
"convocare" con poche ore di anticipo il vice presidente
dell'Ordine che, va ricordato, è un giornalista al quale va
prima di tutto riconosciuta la dignità del ruolo. Dovrebbe
l'avvocato Teodoro darsi un metodo nell'organizzazione delle
sue iniziative e uno stile ben diverso da quello scelto.
Dovrebbe infine interpellare il presidente se tiene a
coinvolgere l'Ordine nella sua tavola rotonda. Sono regole
basilari che servono a evitare le cadute di stile e a
salvaguardare la civiltà dei rapporti”. Il presidente Franco Nicastro
L'Associazione Siciliana della stampa,
in collaborazione con la FNSI,
ha tenuto il 15 gennaio a Catania ed il
16 gennaio a Palermo due assemblee
dedicate a tutti i giornalisti siciliani
free lance, co.co.co e precari. Le sedi
degli incontri : Palermo ore 10,
Circolo del Tennis, Via del Fante n.3,
(per i capoluoghi della Sicilia
occidentale) e Catania ore 10 Hotel
Nettuno Lungomare Ruggero di Lauria (per
la parte orientale). E' stata l'occasione
per discutere i problemi e la difficoltà
di chi, giorno dopo giorno, esercita la
professione giornalistica anche al di
fuori dal contratto di lavoro, in modo
autonomo, senza garanzie, senza tutele
e, nella quasi totalità dei casi, anche
con scarsi compensi. Sono invitati a
partecipare tutti i colleghi
interessati, iscritti e non al sindacato
dei giornalisti. "Si cercato di
avvicinare al sindacato per offrire
consulenze e indicazioni utili, a tutti
quei colleghi che oggi - spiega il
segretario regionale Alberto Cicero -
sono divenuti la maggioranza della
professione, fuori dai giornali, fuori
dalla redazioni, ma sempre a contatto
con la notizia, con le fonti e con i
mille problemi di un lavoro sempre più
complesso e delicato". Agli incontri,
oltre ai vertici del sindacato
regionale, della segreterie provinciali
e dell’Inpgi, hanno partecipato anche Luigi Ronsisvalle, vicesegratario nazionale e
responsabile del dipartimento sindacale
della Fnsi, e Daniela Stigliano,
vicesegretario nazionale e responsabile
del Dipartimento Lavoro autonomo della
Fnsi. "Il lavoro del giornalista non è
uguale dovunque - dice il vicesegretario
nazionale Luigi Ronsisvalle -. E in
Sicilia è molto più difficile che
altrove. Per questo la Fnsi e le
associazioni puntano a un maggiore
coinvolgimento dei colleghi meno
garantiti. Per chi lavora senza un
contratto vero non ci sono soltanto
problemi occupazionali, ma anche di
sicurezza, di assistenza medica, di
contribuzione pensionistica. A questi
colleghi, al 'variegato popolo dei
co.co.co.' vogliamo dire che il
sindacato è di tutti e che stiamo
lavorando perché il sistema delle tutele
possa essere esteso anche a loro".
Il segretario regionale Alberto
Cicero
Palermo
- Cordoglio per scomparsa Bent Parodi,
già presidente Ordine dei Giornalisti di
Sicilia. Aveva 66 anni, dal 1999 al 2004
è stato presidente dell’Ordine dei
giornalisti di Sicilia e consigliere
nazionale dal 2004 al 2007. Per molti
anni, fino alla pensione, è stato
caposervizio alla Cultura del Giornale
di Sicilia. Quando é stato colto dalla
crisi è morto prima di arrivare al
pronto soccorso dell’ospedale Civico di
Palermo. I funerali si sono svolti,
giovedì 17 dicembre, alle 15.30 nella
chiesa Cristo Re di Capo d'Orlando.
"La notizia della scomparsa di Bent
Parodi, già presidente dell’Ordine dei
Giornalisti di Sicilia ed anima della
Fondazione Piccolo di Capo d’Orlando,
lascia un vuoto tra i laici siciliani,
soprattutto fra quanti hanno avuto la
fortuna di conoscerlo personalmente”.