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Roma - I migliori auguri al neo coordinatore della Commissione nazionale per il lavoro autonomo della Fnsi Maurizio Bekar,  di Trieste, che è  stato eletto all'unanimità, nel corso dell’assemblea tenutasi a Roma, nella sede della Fnsi. La Commissione è l'organismo costituito nei mesi scorsi per favorire la tutela professionale, sindacale e previdenziale dei freelance, e si affianca alle neocostituite Commissioni regionali ed all'Assemblea nazionale di lavoratori autonomi. Maurizio Bekar ricopre anche l’incarico di vicesegretario dell’Assostampa del Friuli Venezia Giulia ed esponente del Coordinamento regionale dei giornalisti precari e freelance. i.l.p.

Siracusa - Il disegno di legge sulle intercettazioni approvato al Senato  contiene norme fortemente limitative del libero esercizio della professione giornalistica. La Federazione della Stampa che, in tutte le sue articolazioni,   in questi mesi si è attivata per contrastare l’approvazione di questo provvedimento, ha messo in cantiere una serie di iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e a contrastare l’iter procedurale nella fase di passaggio in terza lettura alla Camera dei Deputati. In questo quadro la Giunta Esecutiva ha deliberato di proclamare uno sciopero di tutta la categoria da attuarsi l’8 luglio nella carta stampata e il 9 nelle radio e televisioni in modo da realizzare una giornata di “rumoroso silenzio” per protestare contro questo provvedimento in occasione della presumibile approvazione in Commissione Giustizia alla Camera e del passaggio alla discussione in aula. Ovviamente, qualora il calendario dei lavori parlamentari dovesse mutare, La FNSI provvederà ad adeguare, di conseguenza, le date dello sciopero. L’Associazione della stampa di Siracusa per dare visibilità alla protesta ha chiesto a tutti i propri associati di testimoniare la contrarietà al ddl intercettazioni, che mina alla base il diritto-dovere dei giornalisti di informare ed il diritto dei cittadini tutti ad essere informati, indossando un bottone nero in segno di lutto.  Ai direttori delle testate siracusane, in ogni modo edite e diffuse, l’Assostampa Siracusa chiede inoltre di dedicare spazi di dibattito, analisi ed approfondimento sulla vicenda e di rendere visibile la protesta dei giornalisti siracusani.

Associazione Siciliana della Stampa

Unione Stampa Sportiva Italiana

Gruppo Siciliano “F. Carli”

SEZIONE DI SIRACUSA

Siracusa – La sezione di Siracusa dell’USSI esprime la propria soddisfazione per la rielezione del collega Alberto Cicero alla guida dell’Associazione Siciliana della Stampa. L’ampio consenso ricevuto rappresenta un risultato eccezionale, che conferma la bontà dell’azione svolta dalla segreteria uscente alla quale va il ringraziamento dei giornalisti sportivi siracusani. La sezione di Siracusa dell’USSI, esprime, inoltre, grande soddisfazione per quanto ottenuto dalla delegazione siracusana al Congresso regionale svoltosi a Terme Vigliatore. L’elezione diretta del collega Francesco Di Parenti, tra i Professionisti, e del prossimo ingresso della collega Cettina Saraceno, tra i Collaboratori, nel Consiglio Regionale dell’Assostampa, insieme all’ottimo risultato in voti del collega Maurilio Abela, rappresenta un successo condiviso dall’intera categoria e sul quale bisogna tracciare un solco di forte unità, per una reale ed autorevole rappresentanza della categoria. A tutti, gli auguri per un lungo e proficuo lavoro. Il Presidente Prospero Dente

Agli amici e colleghi eletti  gli auguri per il risultato conseguito e di buon lavoro dalL'INFORMATORE di Sicilia e personali. i.l.p.

Siracusa – I giornalisti della provincia di Siracusa partecipano alla mobilitazione in difesa della libertà d’informazione sulla base della piattaforma nazionale promossa a Roma dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. A lanciare l’iniziativa sono un gruppo di associazioni operanti in ambiti diversi e la sezione di Siracusa dell’Associazione siciliana della stampa (federata nella Fnsi), che terranno un incontro pubblico nello stesso giorno della mobilitazione nazionale, sabato 3 ottobre, ma a partire dalle 17,30. L’appuntamento è in largo XXV luglio. La manifestazione si propone, in primo luogo, di rafforzare e di tutelare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione e il diritto inalienabile di ogni cittadino alla conoscenza, alla informazione completa e plurale e alla comunicazione, che per essere tale non può subire forma alcuna di bavaglio.  Tematiche che le recenti vicende politiche, le scelte imposte dal governo alla Rai e le richieste di risarcimento ai giornali critici con l’esecutivo, hanno portato in primo piano, in un quadro reso già fosco dalla crisi di molte testate, specie di carta stampata, e dalla proposta di legge Alfano che limita il diritto di cronaca. La manifestazione si svilupperà attraverso la lettura dei documenti della protesta di Roma e l’intervento dei rappresentanti della associazioni che hanno aderito. Tra le associazioni firmatarie: Associazione siciliana della stampa (sezione di Siracusa) ,  Unione cattolica stampa italiana, Unione nazionale cronisti italiani, e Unione stampa sportiva italiana (sezioni di Siracusa).

Siracusa  - La Segreteria Provinciale della sezione siracusana dell’Associazione Siciliana della Stampa esprime sincero dolore per la perdita di Ugo Colajanni, figura di rilievo negli ultimi quarant’anni di storia della nostra provincia e non solo. Per tutti apprezzato manager industriale e uomo chiave nella gestione di importanti enti di sviluppo come la Camera di Commercio, il Banco di Sicilia e la Sac, Ugo Colajanni rimarrà nella memoria di noi giornalisti come il primo vero comunicatore della zona industriale e lo storico direttore di “Prospettive Siracusa”. Egli ha sempre dimostrato una grande attenzione per il mondo dell’informazione. Ugo è stato vicino alla categoria rinnovando puntualmente, anno dopo anno, la sua antica iscrizione all’Associazione Siciliana della Stampa. A nome di tutti i colleghi ci uniamo al cordoglio della famiglia e di quanti gli sono stati sempre vicino. Il segretario provinciale Damiano Chiaramonte

L’Assostampa di Siracusa aiuto ai terremotati dell’Abruzzo 

Catania -  Sergio Magazzù è stato indicato come successore di Nuccio Schillirò alla guida dei giornalisti sportivi siciliani.  Manuel Bisceglie, giornalista del quotidiano La Sicilia di Siracusa,  è il nuovo vice presidente regionale dell’USSI Sicilia. L’elezione, ieri pomeriggio, al termine dei lavori del Congresso regionale tenutosi al PalaCannizzaro di Catania. Insieme a Manuel Bisceglie, entra a far parte del nuovo Consiglio regionale dell’USSI anche Aldo Mantineo, giornalista della Gazzetta del Sud, corrispondente Ansa e Corriere dello Sport da Siracusa. Agli eletti vanno gli auguri di un buon lavoro da parte di tutti i giornalisti sportivi ed i personali. i.l.p.

Il Premio Cutuli contro... la "tratta"  di Sofia Milazzo  Maria Grazia Cutuli

SIRACUSA - Assegnato a Laura Maragnani. giornalista di Panorama il Premio  Mariagrazia Cutuli 2007 conferitole, a Siracusa nei locali della Provincia Regionale nella Sala Costanza Bruno di via Malta 106, dall’Ordine dei Giornalisti, l’Assostampa, il Comitato di P.O. e la Commissione di Parità, per il libro-denuncia“Le ragazze di Benin city” . “Due milioni e mezzo - dice infatti la Maragnani - sono le donne trafficate come bestiame, 35.000 soltanto in Italia. Ed a tenere in piedi questo mercato sono quelli della tratta ma anche i cosiddetti clienti che spesso non comprano un rapporto sessuale, bensì un rapporto sessuale violento”. “Eppure – ha detto Agata Ruscica, portavoce del Presidente Marziano – eliminare la tratta sarebbe facilissimo. Basterebbe che la polizia facesse ogni notte il giro delle zone dove queste schiave vengono gettate sul marciapiede, raccoglierle con i pulmini e portarle direttamente nelle case di accoglienza”.  Invece i governi di tutto il mondo sostengono che il fenomeno della prostituzione è ineliminabile. Perché? Ma è chiaro: perché non vogliono eliminarlo! Le leggi infatti non tutelano le donne prostituite, sia quelle che vengono gettate sui marciapiedi con ricatti, minacce e torture, sia quelle che vi sono state culturalmente indotte e che con un comodo e ipocrita eufemismo vengono definite "prostitute per scelta", tant'è che se vengono intercettate finiscono in carcere come adescatrici (!). Le leggi invece tutelano il diritto tipicamente maschile che, attraverso il cosiddetto cliente (di carne umana femminile), tutti gli uomini si arrogano di praticare lo stupro a pagamento, di fare cioè delle donne oggetto di indescrivibili, bestiali crudeltà. Quest’anno, dunque, il Premio Cutuli si è schierato contro la tratta raccontata da Isoke Aikpitanyi, una nigeriana che l’ha vissuta sulla propria pelle, alla giornalista Laura Maragnani che la riporta nel  libro-denuncia “Le ragazze di Benin city”. “Il fenomeno del traffico di esseri umani – dice la motivazione del premio letta da Raffaella Mauceri, giornalista e componente della Commissione provinciale di parità – è aumentato considerevolmente negli ultimi anni. Le donne sono maggiormente soggette a divenire vittime della tratta e questo è dovuto a diversi fattori quali la caratterizzazione sempre più femminile della povertà e della discriminazione di genere. Nonché la carenza di opportunità professionali nei rispettivi paesi d’origine. Oggi, con questo premio, vogliamo incoraggiare il lavoro di una giornalista coraggiosa e di una donna finalmente libera”. “Quest’anno ho un motivo in più per essere qui – ha detto poi la Mauceri – giacchè mi identifico in qualche modo con la  collega Maragnani. Come tutti sanno, infatti, sono fondatrice e presidente di cinque centri antiviolenza in questa provincia e pratico un giornalismo militante nella misura in cui da 30 anni, metto la mia professione a servizio

 


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“Dalla rivolta di Reggio al riscatto del Meridione”: libro di Mimmo Calabrò


Taormina - “Dalla rivolta di Reggio al riscatto del Meridione”:  presidente Lombardo presenta all'Hotel Timeo di Taormina libro del giornalista Mimmo Calabrò . Un Dvd ed un libro per raccontare una storia da non dimenticare: la Rivolta di Reggio da cui è partito il riscatto del Sud. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo, l'on. Enzo Trantino, il docente universitario Pasquale Amato ed il prefetto di Catania, Vincenzo Santoro, che all'epoca dei Moti di Reggio, comandava un Reparto della Celere, hanno presentato all'hotel Timeo di Taormina, mercoledì 18 agosto, alle ore 18,30, il libro-dvd del giornalista Domenico Calabrò, reggino, caposervizio de "La Gazzetta del Sud" a Catania. Nell'iniziativa editoriale  "Reggio: dalla rivolta alla riconciliazione" sono contenute non solo cento straordinarie foto della Rivolta, ma nelle 140 pagine del libro la cui  prefazione è di Marcello Veneziani ed il saggio storico del prof. Pasquale Amato, c'è il "corredo" di due dipinti del "pittore del Caffè Greco", Stellario Baccellieri che illustra con la sua arte la repressione ad opera dei carri armati inviati per sedare la ribellione per il capoluogo e da una testimonianza della vedova del leader della Rivolta di Reggio, Ciccio Franco. Molta attenzione c’è da destare per l'intervista ad un "celerino-pentito" che a 40anni dai fatti di Reggio racconta ed ammette: "la violenza della polizia contro i reggini non era giustificata". Il giornalista Mimmo Calabrò della "Gazzetta del Sud" nella rivisitazione ha voluto fare l'analisi critica chiesta alla stampa. E così il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Jacopino, chiede “a nome della categoria: scusa alla città per quella disinformazione organizzata con cui i cronisti dell'epoca hanno svolto il loro compito per minimizzare e farla apparire come rivolta fascista, una autentica ribellione di popolo”. Un autentico scoop giornalistico è la lunga intervista che Mimmo Calabrò ha realizzato con il presidente del Consiglio che di fatto nel 1970, decretò Catanzaro capoluogo: Emilio Colombo e che fa parte del Dvd in cui si trovano le immagini del 1970 delle giornate calde della Rivolta. Alla domanda dell'intervistatore: Presidente, lei si pente di ciò che ha fatto contro Reggio? La risposta è stata: "No! Non ho fatto nulla contro Reggio, ma per Reggio, la città di mio padre e dove ho vissuto anch'io, dopo il terremoto del 1908, nelle baracche di Reggio Campi". L'intervista è caratterizzata da battibecchi tra Calabrò e Colombo. Calabrò alla fine dirà: “le risposte del presidente Colombo, hanno contribuito ulteriormente a farmi convincere che quella Rivolta di popolo fu sacrosanta e chi l'ha fatta deve esserne fiero”. L’INFORMATORE di Sicilia augura le migliori fortune all’amico Mimmo Calabro da sempre contraddistintosi per lealtà e per tale motivo stimato sia per la correttezza personale che professionale. i.l.p.

Palermo – Gli auguri di Raffaele Lombardo a Vittorio Corradino il nuovo presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia. Il neo eletto succede a Franco Nicastro. Segretario è stato confermato Nuccio Anselmo. L’esecutivo eletto resterà in carica fino al 2013. Vicepresidente è Teresa Di Fresco e tesoriere il riconfermato Salvatore Li Castri. Il presidente uscente dei revisori dei conti Franz La Paglia è stato riconfermato. "A Vittorio Corradino, giornalista di lunga esperienza e di grande sensibilità umana e sociale, i miei migliori auguri di buon lavoro". Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo congratulandosi per l'elezione di Vittorio Corradino a nuovo presidente dell'ordine dei giornalisti della Sicilia. "Certo - ha proseguito Lombardo - lo attende un compito non semplice. Corradino saprà assicurare, anche in condizioni difficili, la necessaria autonomia della categoria e il suo insostituibile compito per la formazione della coscienza civile”. Corradino è stato eletto con i voti di 5 consiglieri, 4 le preferenze ottenute da Riccardo Arena. ... Auguri a Al nuovo presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia Vittorio Corradino gli auguri personali e dell’INFORMATORE di Sicilia. i.l.p.

Siracusa  - L’Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici con lo scritto del  presidente Giuseppe Cascio focalizza la vicenda riguardante Video mediterraneo. Scrive il presidente:”La vertenza di Video Mediterraneo deve coinvolgere l’intera società civile, per far passare il principio secondo il quale non si può chiedere per anni solidarietà  e sostegno al territorio  senza garantire utilità sociale ed occupazione.  Se questo vale, in linea generale,  per tutte le imprese, ha maggiore incidenza per le aziende televisive che penetrano profondamente nelle comunità locali determinandone, nel bene o nel male, i processi di sviluppo. La segreteria regionale dell’Associazione Siciliana della Stampa, su questo fronte, si sta comunque muovendo con molta capacità e determinazione, anche se la situazione diventa ogni giorno più difficile. I segnali fino ad ora sono molto negativi: la possibile chiusura delle redazioni di Siracusa e Catania, oltre a quattordici probabili licenziamenti da effettuare senza l’indicazione dei criteri oggettivi d’individuazione dei lavoratori da porre in mobilità, rende bene l’idea di quale sia il terreno sul quale ci si scontra. Ma,  in casi tanto complicati da gestire, diventa fondamentale imporre il rispetto delle regole, anche fino alle estreme conseguenze. Se c’è una documentata crisi aziendale che richiede la riduzione del personale, infatti,  i tagli vanno effettuati attivando tutti gli ammortizzatori sociali possibili e rispettando le normative in vigore. Così, diventano bussola di riferimento lo Statuto dei lavoratori (legge 300) e la 223/91, soprattutto all’articolo 4 che individua i criteri della mobilità. Non si può, quindi, prescindere da anzianità professionale e carichi familiari nel tracciare la mappa dell’organico che resterà in carico all’azienda, concordando rigorosamente con i sindacati numeri e modalità della riduzione di personale. Qualunque altra strada è impercorribile e porta inevitabilmente allo scontro, non solo con la categoria dei giornalisti, ma con l’intero consesso civile del Sud Est della Sicilia. Non dobbiamo dimenticare che  le televisioni hanno un rapporto diretto con la gente. I giornalisti televisivi raccontano la vita attraverso il divenire quotidiano, condividendo con la gente emozioni, sentimenti, aspirazioni e progetti di un’esistenza migliore. Tutto questo non si può cancellare con un colpo di penna. Se  vengono licenziati i giornalisti di riferimento delle comunità locali, viene meno la fiducia degli utenti, si disperde un immenso patrimonio sociale fatto di relazioni umane, credibilità e  buona reputazione.  Su questa base, non può essere assolutamente consentito all’editore di Video Mediterraneo di chiudere le redazioni periferiche pur continuando a garantire informazione  e raccolta pubblicitaria sul territorio che ha desertificato. Non è possibile drenare risorse senza garantire quel patrimonio di professionalità, costruttive proposte di sviluppo e corretta informazione che solo le redazioni davvero a contatto diretto con il proprio pubblico possono offrire. Servizi pilotati a distanza, show circensi travestiti da claunesca informazione non hanno diritto di cittadinanza in realtà mature, come Siracusa e Catania, in cui le istituzioni e la gente comune hanno ben chiaro il concetto europeo di democrazia partecipata, in cui le istanze che vengono dal basso assumono forza e dignità. Bisogna, insomma, tenere alta la guardia, dicendo senza mezzi termini che chiudere le redazioni locali vuol dire rinunciare automaticamente anche ai flussi finanziari che vengono dalle comunità di riferimento. Un brutto segnale è arrivato, in tal senso, di recente, il 19 marzo scorso, quando per San Giuseppe, a Rosolini, la diretta della festa patronale (pagata da un Ente pubblico) è stata affidata da Video Mediterraneo ad un conduttore occasionale   non contrattualizzato dall’emittente. Un brutto segnale, appunto, che indica la tendenza ad una deregulation in base alla quale si  licenzia, ma si continua, parallelamente, a portare avanti le iniziative  puntando sul precariato.  Davanti a strategie di questo tipo deve arrivare un “NO” secco ed indignato non soltanto dai giornalisti. Il fronte deve essere amplissimo e compatto. Deve coinvolgere tutte le forze sane della società civile, unite nel difendere un diritto fondamentale per la democrazia,  il diritto all’informazione locale. Ovviamente è un fronte di lotta difficilissimo e nel costruirlo non possiamo dimenticare che la televisione si fa anche con l’insostituibile apporto professionale dei tecnici, i cui sindacati devono essere chiamati ad operare in unità d’azione con l’Associazione Siciliana della Stampa. Giuseppe Cascio Presidente Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici

 

Siracusa Solidarietà unanime al giornalista Giorgio Italia. “Quando ad essere colpito è un giornalista, la risposta della categoria non può che essere ferma e corale. Colpendo un giornalista non si colpisce mai solo una persona: colpendo un giornalista si cerca di intimidire l'informazione, si cerca di condizionare il nostro dovere di raccontare con equilibrio i fatti ed il diritto dei lettori ad essere informati. Ecco perchè non si può trascurare qualsiasi inquietante ''segnale'', sia che si verifichi nelle grandi città che nei piccoli centri di provincia''. E' questo che, oggi, il segretario Aldo Mantineo e tutti i rappresentanti dei giornalisti del Siracusano hanno ribadito con forza, a Buscemi, nella prima riunione dalle nuova segreteria provinciale dell'Associazione siciliana della stampa, allargata per l'occasione alla partecipazione degli amministratori dei comuni montani ed ai rappresentanti delle forze dell'ordine e dei sindacati. La seduta si è tenuta nella sala consiliare  per testimoniare la completa solidarietà a Giorgio Italia, collaboratore del quotidiano “La Sicilia”, a cui nei giorni scorsi   è stata recapitata una lettera minatoria ed è stata danneggiata l'auto. All'incontro è intervenuto il segretario regionale dell'Assostampa Sicilia, Alberto Cicero, per testimoniare la totale compattezza della categoria. “Ci vogliono togliere il dovere di informare” ha detto, mettendo in guardia pure sui rischi di condizionamenti che possono indirettamente arrivare anche dal potere costituito. “I giornalisti – ha aggiunto – sono tenuti a serrare le fila”. Il vicepresidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Santo Gallo, nel suo intervento ha ribadito che “l'Ordine è stato e sarà sempre al fianco dei giornalisti che, anche nelle realtà più piccole e periferiche, si battono per svolgere in piena libertà il lavoro di informare”. Carmelo Miduri, caporedattore dell'ufficio stampa della Provincia regionale, di Siracusa ha portato il messaggio di solidarietà del presidente, Nicola Bono. Ed ha ricordato come, di frequente, i giornalisti hanno pagato con la vita il loro impegno professionale senza nemmeno avere una tutela previdenziale che assicuri la sopravvivenza alla propria famiglia. Prospero Dente, segretario provinciale dell'Unione stampa sportiva italiana, nel suo intervento ha detto che “idealmente ci sarà anche la mia firma sotto le inchieste del collega Italia, che tanto fastidio hanno dato a qualcuno”. Salvatore Maiorca, giornalista de “La Sicilia”, ha ricordato come ''da oggi Giorgio Italia siamo tutti noi'' rilanciando anche la necessità che l'attenzione al territorio, anche quelli che appaiono più marginali, sia sempre altissima da parte di tutti. Sulla stessa linea di esposizione collettiva per non far diventare bersaglio chi si trova in prima linea, si sono espressi Pippo Cascio, a nome dei giornalisti radiotelevisivi e telematici di Siracusa, ed il portavoce dell'Unione cattolica stampa italiana, Salvatore Di Salvo, che ha comunicato il pieno sostegno della sua presidenza regionale. Giuseppe Giansiracusa, sindaco di Buscemi, e Paolo De Luca, sindaco di Sortino e presidente dell'Unione dei Comuni della Valle degli Iblei, insieme all'assessore alla Sicurezza della stessa Unione, Francesco De Martino, ed a Carlo Scibetta, sindaco di Palazzolo Acreide, hanno lanciato l'allarme sulla strisciante presenza della criminalità d'importazione, in cerca di nuovi spazi per le attività illegali. Lamentando la riduzione delle risorse per la sorveglianza messe a disposizione dei Comuni più piccoli, per privilegiare le grandi aree metropolitane. Il comandante della compagnia dei carabinieri di Noto, il capitano Massimo Corradetti, ha confermato la grande attenzione con la quale le forze dell'ordine seguono l'evoluzione dei fenomeni delinquenziali nel territorio. Un'attenzione che Antonio Bruno, della segreteria confederale Cisl, ha assicurato essere “molto alta da parte del sindacato”. Giorgio Italia ha ringraziato ''per aver sentito sulla pelle la solidarietà incondizionata giunta dalla categoria così come dalle istituzioni". “I giornalisti – ha concluso Aldo Mantineo – devono fare fino in fondo la loro parte, diventando sempre più interlocutori seri ed affidabili delle istituzioni e delle forze sociali. Per poter essere questo è necessario che il sindacato unitario possa farsi sempre più espressione di una categoria forte e coesa”. Numerose anche le adesioni all'iniziativa di Assostampa Siracusa che ha voluto così avviare, con una seduta informale ed aperta della segreteria, il proprio cammino. Tra gli altri messaggi quelli del presidente di Anci Sicilia e sindaco di Siracusa Roberto Visentin, dei segretari provinciali di Cgil, Uil e Ugl Paolo Zappulla, Stefano Munafò e Tonino Galioto e del sindaco di Noto Corrado Valvo. L’INFORMATORE di Sicilia e personalmente, nella qualità di direttore, si esprime la solidarietà incondizionata al giornalista Giorgio Italia propugnando che l’intimidazione non potrà fermare la libertà di stampa ed i giornalisti.

Siracusa - Aldo Mantineo segretario dell’Assostampa siracusana. L’assemblea degli iscritti alla sezione di Siracusa dell’Associazione siciliana della stampa ha eletto in mattinata per acclamazione il nuovo direttivo provinciale, composto da Aldo Mantineo (segretario), Isabella Di Bartolo (vice segretario) e Massimo Ciccarello (tesoriere). L’elezione rientra tra gli adempimenti statutari previsti in coincidenza con il congresso regionale, che si è tenuto dal 22 al 24 febbraio nel messinese a Terme Vigliatore. Il nuovo direttivo è stato eletto anche con il sostegno degli uscenti : il segretario Damiano Chiaramonte, il vice Lino Di Tommaso e il tesoriere Francesco Di Parenti  che avevano annunciato la decisione di non candidarsi. Prima dell’elezione, l’assemblea ha votato all’unanimità i bilanci consuntivo 2009 e di previsione 2010 illustrati dal tesoriere Di Parenti. All’amico e collega con il quale, già abbiamo condiviso tante “battaglie”,  gli auguri di buon lavoro dalL’INFORMATORE di Sicilia e personali.  i.l.p.

Palermo - Il ministro Maroni ha consegnato all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia la villa in via Bernini, a Palermo confiscata alla mafia. Alla cerimonia erano presenti : Franco Nicastro, presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, il capo della polizia Antonio Manganelli,  il comandante dell'Arma dei carabinieri il generale di corpo d'armata Leonardo Gallitelli  ed  autorità religiose e civili. I giornalisti siciliani hanno la nuova casa nel luogo che era una roccaforte della mafia. Si tratta di una delle unità del complesso residenziale in cui è stato scoperto il covo di Totò Riina. La struttura è destinata ad ospitare gli uffici dell’Ordine ed anche iniziative rivolte a promuovere la coscienza civile contro la mafia. La villa che inizialmente è concessa per diciannove anni, già nei prossimi giorni,  sarà consegnata per l’avvio dei lavori di recupero e di ristrutturazione. L’edificio ubicato in via Bernini è poco distante dalla circonvallazione di Palermo. Nella villa c'è anche una mostra fotografica dedicata ai giornalisti : Mauro De Mauro, Mario Francese, Beppe Alfano, Giuseppe Fava, Giovanni Spampinato, Maria Grazia Cutuli che hanno sacrificato la vita per svolgere la professione. Si tratta di un vero e proprio presidio di legalità. La villa era  stata confiscata ad imprenditori ritenuti mafiosi: Sansone vicini ai corleonesi. Come hanno avuto modo di sottolineare sia il presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia Franco Nicastro che il segretario Nuccio Anselmo è il  "Riconoscimento al giornalismo siciliano".

Messina - Il ruolo del giornalista e dei media inerente il senso della libertà o licenza è stato discusso nell’incontro che l’Ucsi (Unione cattolica della stampa italiana), ha tenuto in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti., di Numerosi operatori della comunicazione provenienti da diverse province dell’isola sabato scorso 6 febbraio a Messina hanno partecipato all’incontro. L’organizzazione dalla manifestazione è stata curata dalla sezione Ucsi di Messina, di cui è presidente provinciale Crisostomo Lo Presti e dall’associazione della stampa. L’appuntamento è stato  nella chiesa Santa Maria del Carmine dove sono intervenuti: il presidente nazionale Ucsi, Andrea Melodia, docente all’università Lumsa di Roma, già dirigente Rai e docente all’Università Lumsa di Roma, accompagnato dal presidente regionale Giuseppe Vecchio. così come Tanti i giornalisti arrivati da  tutte le province dell’isola, presenti  anche personalità del mondo delle istituzioni civili e militari ed una rappresentanza delle scuole locali. Gaetano Rizzo consigliere nazionale Ucsi  e stato presente con  i rappresentanti del consiglio regionale Salvo Di Salvo (Siracusa) e Renato Pinnisi (Enna). L’incontro ha avuto inizio con la concelebrazione della Santa Messa, presieduta dall'arcivescovo, mons. Calogero La Piana, il quale ha sottolineato l'importante funzione della comunicazione che riveste al giorno d'oggi in cui “il giornalista deve essere testimone della verità e l’alto senso di responsabilità che lo investe”. Andrea Melodia, presidente dell’Ucsi nazionale, ha ribadito l’importanza dell’informazione e della formazione dei giornalisti : tematica interessante e seguitissima. Il presidente Melodia ha rimarcato il grande entusiasmo della sezione Ucsi siciliana augurandosi che con i diversi soci, l’Ucsi Sicilia possa dare un apporto notevole all’informazione in cui vede in prima linea tanti giornalisti a difesa della verità.

Assemblea dei Giornalisti Siciliani a Siracusa

Siracusa - Assemblea dei Giornalisti Siciliani a Siracusa indetta dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia Franco Nicastro presso l’hotel Des Etrangers et Miramare. Argomenti all’ordine del giorno  l’approvazione del bilancio preventivo 2009, del consuntivo 2008 ed il voto.

  La riunione è stata preceduta nella stessa sede dall’assemblea ordinaria della sezione siracusana dell’Assostampa alla presenza del presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Franco Nicastro e del segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero. Ma il momento maggiormente toccante della giornata è stato segnato dal direttore Nino Milazzo che ha ricordato l’amico ed indimenticato direttore Candido Cannavò scomparso di recente. Milazzo ha tracciato con grande passione le linee ed il carattere del grande professionista siciliano il quale trapiantatosi a Milano, molti anni orsono, pur tuttavia mai ha dimenticato la sua terra natale. Nel corso della giornata sono stati ricordati tutti i giornalisti di recente scomparsi prematuramente tra cui Saretto Leotta e Pippo La Pira. Si è parlato anche del contratto dei giornalisti e dei problemi del settore e della nuova “porta”  per l’informazione rappresentata dalla rete internet.

Siracusa - “L’Ussi intende radicarsi nel territorio   e, soprattutto, rendersi promotore di quella diffusione della sana cultura sportiva necessaria per la crescita sociale”. E’ questa la dichiarazione di  Prospero Dente  che ha ripreso anche le parole del presidente regionale dell’Unione stampa sportiva, Nuccio Schillirò a margine delle manifestazioni sul trentennale della Coppa Italia vinta dal Siracusa Calcio. E…. ci saranno tutti: da Giorgio Biasiolo a Ubaldo Biagetti, da Luciano Favero a Walter Ballarin ma anche Mino Bizzarri, Andrea Telesio, Danilo Mayer, Primo Maragliulo e tanti altri. Il trentennale della Coppa Italia, vinta dal Siracusa Calcio al termine della stagione 78/79, è stato presentato di mattina nel salone del Coni dal presidente del Comitato Olimpico, Elio Gervasi, dal presidente della FIGC, Maurizio Rizza, dal fiduciario dell’Ussi Siracusa, Prospero Dente, e dal capitano della squadra campione 30anni addietro: Amedeo Crippa. Il comitato organizzatore, già al lavoro da due mesi, ha voluto presentare alla città, ai tifosi, l’evento che, senza nessuna vena nostalgica, intende riproporre l’entusiasmo di un tempo. La data del match, 17 giugno 2009, sarà ufficializzata soltanto dopo la compilazione e la diffusione del calendari dei campionati della nuova stagione agonistica. “È giusto rispettare gli impegni di tutti – ha detto Maurizio Rizza – Molti ex azzurri allenano o hanno incarichi dirigenziali quindi faremo in modo di individuare la data giusta per averli tutti al Nicola De Simone”. “Sarà un’autentica festa dello sport – ha aggiunto Elio Gervasi – La gioia di molti appassionati per rivedere i propri beniamini, ma anche l’occasione per vivere lo stadio in maniera diversa”. La giornata evento prevede infatti la realizzazione di stand nell’area dello stadio. Al loro interno le immagini, i cimeli, la storia del Siracusa Calcio. “C’è l’entusiasmo di tutti i vecchi compagni – ha detto Amedeo Crippa – Tutti hanno dato immediatamente la loro disponibilità, dimostrando l’attaccamento a questa squadra ed a questa città. Sarà l’occasione per ritrovarci, per celebrare una vittoria ma, soprattutto, l’occasione per ricordare due grandi uomini che non ci sono più: Nicola De Simone e Angelo Bellavia”.  Le formazioni : SIRACUSA 78-79 : Fazzino, Favero, Restivo, Agosti, Belfiore, Crippa, Petraccini, Biasiolo, Biagetti, De Pasquale, Ballarin. All. Carlo Facchin  vice all. Paolo Lombardo. A disp. Culotti, Costa, Grande, Betta. SIRACUSA USSI: Aprile, Labrocca, Cassia, Maragliulo, Mayer, Degl’Innocenti, Torrisi, Bizzarri, Telesio, Mangiapane, Lucidi. All. Adriano Cadregari. A disp. Rappa, Regina, De Santis, Limetti, Pannitteri

"Caro Segretario, i nostri timori sono stati ampiamente superati dalla realtà. Il caso Inda e le vicissitudini del suo ufficio stampa rischiano di trasformarsi in un caso nazionale di cui subirà catastrofiche conseguenze l’intera  nostra categoria e, a catena, l’intera società civile. Come da tempo temevamo, è stata ufficializzata l’estromissione della collega Angela Barbagallo, che ha diretto l’ufficio stampa dell’Inda per oltre un decennio. Al suo posto, avrai notato, i comunicati  vengano firmati dallo stesso sovrintendente della Fondazione, Ferdinando Balestra, che dice d’essere un giornalista professionista. Parallelamente, corrono voci (ma nessuno lo ha ufficialmente comunicato al Sindacato) che l’ufficio stampa del teatro Biondo di Palermo debba coprire anche le attività di comunicazione dell’Inda a Siracusa, magari avvalendosi di qualche collaborazione locale. Comprendi come tutto questo sia grottesco ed altamente lesivo della dignità dei giornalisti siracusani.  D’altra parte, da un personaggio come Ferdinando Balestra non c’era da attendersi altro. Ti ricordo che siamo ancora in attesa del chiarimento con l’inda, dopo che l’intervista televisiva ad un ambientalista, durante un convegno a Palazzo Greco,  venne interrotta dallo stesso Balestra che non riteneva opportuno venisse effettuata in quel luogo. Il sindacato, dopo le pesanti proteste avanzate, ha avuto la solidarietà di tutta la società civile, Sindaco compreso, però il responsabile del grave atto di censura non ha ancora ritenuto di dare alcun chiarimento sul suo “originale” comportamento. Ma la Fondazione Inda  nasce davvero da quell’Istituto che il grande Giusto Monaco ha fondato a Siracusa per esaltarne l’identità classica e creare, contemporaneamente, un forte collante culturale di tutta la comunità locale? Sono ormai in tanti i siracusani che si sentono espropriati del loro Istituto. Ti cito (una tra  le tante) la lettera inviata alla stampa da Giovanni Argante, l’attore siracusano ormai di livello nazionale (dal teatro di qualità, ai serial Rai), a cui Balestra non ha nemmeno voluto parlare al telefono. Noi giornalisti abbiamo l’obbligo di svolgere un ruolo da prima linea per bloccare questo processo di progressivo di scollamento della Fondazione dal tessuto culturale e sociale di Siracusa. Abbiamo, contemporaneamente, il diritto dì essere protagonisti dell’armonizzazione  delle attività locali con le dinamiche di quel  processo di sviluppo sostenibile in cui la cultura è determinante nell’intero Sud Est della Sicilia. In questo senso, proprio nell’ufficio stampa diretto da Angela Barbagallo, qualche anno addietro, è stato varato un progetto di comunicazione sociale che ha messo in rete, attorno all’attività dell’Inda, l’intera società civile. Ma è durato il breve volgere di una stagione, poi l’appiattimento delle iniziative è tornato a regnare sovrano. Adesso, con l’attuale azzeramento registriamo un nuovo gravissimo attacco al diritto della gente d’essere correttamente informata. Dobbiamo, infatti, chiederci perché Angela Barbagallo è stata sollevata dall’incarico. Se, come le è stato fatto intendere, il problema è di razionalizzazione delle spese, chi ha fatto questa scelta dovrebbe essere licenziato a sua volta per palese incompetenza sul piano amministrativo. Le poche migliaia di euro all’anno che percepiva l’addetto stampa  (cifre ben al di sotto dei minimi tabellari fissati dall’Ordine dei Giornalisti) si centuplicheranno davanti al giudice del lavoro per l’inevitabile vertenza che il sindacato dei giornalisti dovrà mettere in piedi contro l’Inda. E dire che la nostra collega era  vicina alla pensione. Bastava quindi studiare, insieme all’interessata ed all’Assostampa, un piano che razionalmente accontentasse tutte le parti in causa, fermo restando la funzionalità dell’ufficio stampa al quale devono lavorare i giornalisti presenti sul territorio e con iscrizione all’Ordine almeno quinquennale.  Invece, l’attacco a sorpresa all’intera categoria e l’arroganza del sovrintendente che firma direttamente i comunicati stampa impongono un’immediata, ferma reazione da parte del nostro sindacato e di quei cittadini che ancora hanno la voglia e la forza di indignarsi. Questa lettera aperta è indirizzata anche all’Ordine dei Giornalisti (nazionale e regionale) perché risulta che Ferdinando Balestra è iscritto nell’elenco dei professionisti. Dobbiamo chiederne l’immediata sospensione per indegnità (visto l’atteggiamento che sta assumendo con la categoria) e per la palese incompatibilità prevista dalla legge 63/69, che prevede l’esclusività professionale per gli iscritti nell’elenco dei  professionisti. Non mi risulta, infatti, che l’attività di sovrintendente dell’Inda sia un’attività giornalistica, mentre non mi pare di avere mai visto Balestra fare il giornalista.  A proposito di attacchi alla categoria, ti ricordo che proprio questo Sovrintendente, oltre ad interrompere un’intervista televisiva, nello stesso palazzo Greco (sede dell’inda) è stato parte attiva di un convegno in cui i giornalisti sono stati massacrati, (organizzato da gente senza alcuna competenza specifica nel campo della comunicazione) e per il quale abbiamo avuto anche la solidarietà del presidente della commissione cultura dell’Ars, Pippo Gianni, inconsapevole sponsor dell’iniziativa. Il risultato di tanta tracotante improvvisazione, di tanto livore contro chi vuol solo fare correttamente il mestiere d’informare si trasforma, peraltro, in un danno d’immagine anche per la stessa Inda. Un esempio concreto: oggi c’è un’ importante anteprima delle rappresentazioni classiche, ma nessuno ne sa nulla. Pare addirittura che sia stato previsto l’accesso gratuito, senza che la gente abbia avuto la possibilità d’essere informata su questa opportunità. Ho personalmente telefonato all’Istituto per avere chiarimenti, ma mi è stato risposto che l’unico che può dare informazioni ai giornalisti è Ferdinando Balestra, che in quel momento non era in sede e di cui non si può avere il numero di telefono mobile. Insomma, black out totale su un’informazione di servizio senz’altro utile per la collettività che con i nostri telegiornali quotidianamente servono. Occorre, a questo punto, incontrare con urgenza i deputati nazionali e regionali della Provincia di Siracusa, insieme al consiglio d’amministrazione dell’Inda per bloccare sul nascere questo forsennato attacco alla comunità locale. La sezione di Siracusa dell’Associazione Siciliana della Stampa ha un qualificato elenco di giornalisti disoccupati, iscritti all’Inpgi con più di cinque anni d’anzianità professionale, dai quali si può attingere per garantire  professionalità al progetto di comunicazione dell’Inda. E’ nostro compito restare l’ultimo baluardo in difesa della gente, che rischia d’essere travolta da chi non conosce Siracusa, non comprende i siracusani e pensa che l’Istituto del grande Giusto Monaco possa essere gestito come un qualunque  businesspseudo culturale. Facciamo in modo che le tragedie greche non diventino una tragedia per l’intera società siracusana, espropriata del proprio diritto d’essere protagonista dell’identità culturale che da millenni la rende unica al mondo". Giuseppe Cascio Presidente regionale dell’Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici Consigliere regionale dell’Associazione Siciliana della Stampa

Grandi festeggiamenti per il Siracusa, “ripescato”. Il Siracusa calcio è stato “ripescato” in Prima Divisione: la società aretusea ha grande esperienza in “ripescaggi”.

Siracusa - L'Associazione siciliana della stampa, sezione di Siracusa, e l'Ussi, Unione stampa sportiva italiana, sezione di Siracusa,  esprimono piena solidarietà ai colleghi Manuel Bisceglie de "La Sicilia" e Gaspare Urso de "Il Giornale di Sicilia" oggetto di un violento attacco da parte dell'U. S. Siracusa per il contenuto dei loro servizi apparsi ieri sui quotidiani per i quali lavorano stigmatizzano e respingono il contenuto del documento diffuso in data odierna dall'ufficio stampa dell'U. S. Siracusa ritenendo oltremodo gravi e lesive della dignità e della professionalità dei colleghi autori dei servizi "sgraditi" alla società le considerazioni relative al presunto venir meno del più elementare dovere, sempre scruplosamente osservato da chi professionalmente fa informazione, di verificare l'attendibilità delle notizie riportate. Assostampa ed Ussi giudicano  oltremodo grave  l'affermazione contenuta nella nota dell'U.S. Siracusa secondo la quale i giornalisti riferiscono notizie "spesso ingigantite se non addirittura inventate dai protagonisti"  respingono altresì qualsiasi idea di dover svolgere il proprio lavoro ancorandolo esclusivamente alle informazioni rese disponibili  dai canali ufficiali della società auspicano infine la ripresa di una interlocuzione basata sul reciproco rispetto di ruoli e prerogative. Assostampa Siracusa - Ussi Siracusa

Siracusa – “Il poliziotto con la Ferrari: Storia e mito di Armando Spatafora”, la presentazione si è svolta sabato 26 alla Provincia. Accendere i riflettori su un “figlio” di Siracusa che sin qui non ha avuto la giusta e dovuta attenzione. Si tratta di Armando Spatafora, un poliziotto ormai scomparso ma che fu protagonista a Roma tra gli anni sessanta e settanta dello scorso secolo di alcune delle più importanti pagine che le forze dell’ordine hanno scritto nella quotidiana azione di contrasto a ogni tipo di criminalità ed illegalità. Con una peculiarità: Armando Spatafora coniugava l’intuito investigativo con una non comune dose di autentico coraggio e una straordinaria passione per le auto che lo portò ad essere ribattezzato in quegli anni il “poliziotto con la Ferrari”.  A lui adesso la figlia Carmen ha dedicato un libro per rileggere, e riscoprire – e per alcuni magari solo scoprire… - la vita di quel poliziotto che con la “sua” Ferrari sfidava l’agguerrita criminalità della Capitale, si lanciava in inseguimenti in auto mozzafiato da film anche lungo le scalinate…, onorava con tutto il suo impegno e la sua professionalità la divisa indossata e la “missione” scelta. L’occasione per questa “rilettura” della vita del poliziotto siracusano – e sull’esempio in termini di dedizione per l’affermazione del primato della legalità, che ne fanno ancora oggi un sicuro esempio al quale guardare  con attenzione – è stata data dalla presentazione del libro “Il poliziotto con la Ferrari – Storia e mito di Armando Spatafora” di Carmen Spatafora (Rubbettino Editore)  che si è svolta sabato 26 giugno alle ore 18 nella sala “Costanza Bruno” della Provincia Regionale di Siracusa che sostiene l’iniziativa di Assostampa Siracusa. Con l’autrice ha presentato il volume il giornalista Salvatore Maiorca. A porgere i saluti sono stati il presidente della Provincia Regionale di Siracusa on. Nicola Bono ed il segretario provinciale di Siracusa dell’Associazione Siciliana della Stampa Aldo Mantineo. L’attrice Mary Accolla ha letto alcuni brani.

Siracusa Assegnato il Premio nazionale di Giornalismo “Saretto Leotta”.  I riconoscimenti consegnati a Domenico Tempio vicedirettore de “La Sicilia”, a Salvatore Maiorca e Pino Filippelli della redazione siracusana. Il Premio nazionale di Giornalismo “Saretto Leotta” (nella foto Saretto Leotta)è stato istituito da Aldo Formosa all’interno del “Premio Internazionale Sicilia-Il Paladino”   col patrocinio dell’on. Nicola Bono presidente della Provincia Regionale di Siracusa e di Franco Nicastro presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti ai 3 giornalisti è stata concretizzata alle ore 17.30, presso la sala “Costanza Bruno” del palazzo della Provincia regionale di Siracusa in via Malta.  Aldo Formosa ha voluto questa iniziativa per onorare il nome ed il ricordo dell’amico e collega Saretto Leotta al quale lo legavano sentimenti di affetto e amicizia. “Saretto è stato, e rimane, un esempio di correttezza professionale e di signorilità, da additare alle giovani generazioni”. Personalmente ho sempre nella mia memoria il ricordo di un rapporto schietto e sincero con Saretto,  specialmente in occasione dei grandi eventi di cronaca nera che negli anni passati hanno caratterizzato la provincia di Siracusa. Degno erede è il figlio Massimo di cui, all’inizio della sua carriera, proprio con l’amico Saretto ho avuto modo di scambiare i positivi  apprezzamenti. i.l.p.

L’Assostampa di Siracusa ricorda Mario Francese

Siracusa  – La sezione provinciale dell’Associazione siciliana della stampa ricorda Mario Francese, il cronista di Siracusa ucciso dalla mafia il 26 gennaio del ’79 a Palermo per le sue inchieste pubblicate sul Giornale di Sicilia. Un mazzo di fiori, alle 11,  sarà depositato in largo Leonardo da Vinci sulla lapide che ricorda il giornalista. La signora Maria Francese, sorella del cronista ucciso e delegazioni di studenti di alcuni istituti superiori siracusani parteciperanno all’evento. Il professor Mimmo Di Stefano, che da anni tiene vivo il ricordo delle vittime di mafia e che ha collaborato all’iniziativa, e il giornalista Francesco Nania interverranno per le considerazioni. Chiude la cerimonia il segretario provinciale dell’Assostampa, Damiano Chiaramonte.   

Toi Bianca: presentato a palazzo Vermexio  romanzo “Dove finiva via Pitia”  a Siracusa  –   Toi Bianca, giornalista ed amico personale, che per oltre venti anni ha svolto la sua attività di cronista a Siracusa, ed ora portavoce del ministro dell’Ambiente, ha presentato sabato prossimo 7 marzo  alle 18, nel salone “Paolo Borsellino” di palazzo Vermexio, il suo primo romanzo intitolato “Dove Finiva via Pitia”. L’appuntamento era stato promosso dalla sezione di Siracusa dell’Associazione siciliana della stampa ed ha avuto il patrocinio del Comune, assessorato alle Politiche culturali. La presentazione è stata introdotta da un saluto del sindaco, Roberto Visentin, e   coordinata dal segretario provinciale dell’Associazione della stampa, Damiano Chiaramonte. Sono intervenuti Enzo Papa, Pucci Piccione e Bruno Formosa, che hanno delineato  gli aspetti letterari, politico-ecologici e musicali del romanzo.  “Dove finiva via Pitia”, edito da “Lombardi Editori”, è un giallo - sentimentale che prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto per raccontare una storia di fantasia ambientata nel mondo giornalistico in una delle torride estati siciliane. Siracusa con le sue meraviglie e le sue vergogne, la vita di redazione, le canzoni di fine millennio formano il contesto in cui si muovono i protagonisti accaldati, ironici, disincantati ma capaci di emozioni e passioni umane e professionali. i.l.p.

Associazione siciliana stampa  sito FNSI

Franco Nicastro confermato presidente Ordine Giornalisti di Sicilia

PALERMO.- Franco Nicastro è stato confermato presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Nella seduta di insediamento del nuovo Consiglio sono stati confermati anche il vice presidente Santo Gallo e il tesoriere Salvo Li Castri, entrambi pubblicisti. Nuovo segretario è Nuccio Anselmo, professionista. Presidente del collegio dei revisori dei conti è il giornalista Franz La Paglia.  Nell’intervento che ha tracciato le linee dell’attività del Consiglio, Nicastro  ha ribadito l’impegno per la piena attuazione dei principi deontologici e dei valori fondanti della professione giornalistica, in primo luogo l’autonomia. Sarà inoltre proseguita e sviluppata l’attività formativa e quella culturale che trova nel premio intestato a Mario Francese, il cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia, il suo momento più significativo. Nicastro ha sottolineato “che la gestione dell’Ordine della Sicilia sarà improntata come in passato a criteri di collegialità, di partecipazione, di correttezza e di massima apertura. La mia concezione del ruolo dell’Ordine – ha aggiunto – non è mai stata corporativa. E perciò il suo compito di controllo non si porrà mai come ostacolo all’accesso dei giovani nella professione ma come garante del pieno rispetto dei diritti e delle regole”

“..Salvaguardare la civiltà dei rapporti..."   di Franco Nicastro Presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia   Dichiarazione del presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia Franco Nicastro sull’organizzazione del convegno del centro studi ZDL: ”L'avvocato Nello Teodoro pretende di avere una disponibilità dei giornalisti come relatori di un convegno senza preoccuparsi dei loro impegni, dei loro compiti e delle loro competenze. Pretende anche di "convocare" con poche ore di anticipo il vice presidente dell'Ordine che, va ricordato, è un giornalista al quale va prima di tutto riconosciuta la dignità del ruolo. Dovrebbe l'avvocato Teodoro darsi un metodo nell'organizzazione delle sue iniziative e uno stile ben diverso da quello scelto. Dovrebbe infine interpellare il presidente se tiene a coinvolgere l'Ordine nella sua tavola rotonda. Sono regole basilari che servono a evitare le cadute di stile e a salvaguardare la civiltà dei rapporti”. Il presidente  Franco Nicastro 

L'Associazione Siciliana della stampa, in collaborazione con la FNSI, ha tenuto  il 15 gennaio a Catania ed il 16 gennaio a Palermo due assemblee dedicate a tutti i giornalisti siciliani free lance, co.co.co e precari. Le sedi degli incontri : Palermo ore 10, Circolo del Tennis, Via del Fante n.3, (per i capoluoghi della Sicilia occidentale) e Catania ore 10 Hotel Nettuno Lungomare Ruggero di Lauria (per la parte orientale). E' stata l'occasione per discutere i problemi e la difficoltà di chi, giorno dopo giorno, esercita la professione giornalistica anche al di fuori dal contratto di lavoro, in modo autonomo, senza garanzie, senza tutele e, nella quasi totalità dei casi, anche con scarsi compensi. Sono invitati a partecipare tutti i colleghi interessati, iscritti e non al sindacato dei giornalisti. "Si cercato di avvicinare al sindacato per offrire consulenze e indicazioni utili, a  tutti quei colleghi che oggi - spiega il segretario regionale Alberto Cicero - sono divenuti la maggioranza della professione, fuori dai giornali, fuori dalla redazioni, ma sempre a contatto con la notizia, con le fonti e con i mille problemi di un lavoro sempre più complesso e delicato". Agli incontri, oltre ai vertici del sindacato regionale, della segreterie provinciali e dell’Inpgi, hanno partecipato anche Luigi Ronsisvalle, vicesegratario nazionale e responsabile del dipartimento sindacale della Fnsi, e Daniela Stigliano, vicesegretario nazionale e responsabile del Dipartimento Lavoro autonomo della Fnsi. "Il lavoro del giornalista non è uguale dovunque - dice il vicesegretario nazionale Luigi Ronsisvalle -. E in Sicilia è molto più difficile che altrove. Per questo la Fnsi e le associazioni puntano a un maggiore coinvolgimento dei colleghi meno garantiti. Per chi lavora senza un contratto vero non ci sono soltanto problemi occupazionali, ma anche di sicurezza, di assistenza medica, di contribuzione pensionistica. A questi colleghi, al  'variegato popolo dei co.co.co.' vogliamo dire che il sindacato è di tutti e che stiamo lavorando perché il sistema delle tutele possa essere esteso anche a loro".  Il segretario regionale  Alberto Cicero

 

Palermo - Cordoglio per scomparsa Bent Parodi, già presidente Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Aveva 66 anni, dal 1999 al 2004 è stato presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia e consigliere nazionale dal 2004 al 2007. Per molti anni, fino alla pensione, è stato caposervizio alla Cultura del Giornale di Sicilia. Quando é stato colto dalla crisi è morto prima di arrivare al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo. I funerali si sono svolti, giovedì 17 dicembre, alle 15.30 nella chiesa Cristo Re di Capo d'Orlando.  "La notizia della scomparsa di Bent Parodi, già presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia ed anima della Fondazione Piccolo di Capo d’Orlando, lascia un vuoto tra i laici siciliani, soprattutto fra quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo personalmente”. 

 

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