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Siena - Il Consiglio di Amministrazione di “Monte dei Paschi di Siena Leasing & Factoring, Banca per i Servizi Finanziari alle Imprese S.p.A.”, presieduto da Massimo Bernazzi, ha nominato oggi direttore generale, con decorrenza dal 1° gennaio 2010, Luigi Macchiola  , già vicedirettore generale vicario di Mps L&F. Macchiola sostituirà Gianfranco Antognoli, cessato dall’incarico per raggiunti limiti di età. Il Consiglio di Amministrazione di Mps L&F ha ringraziato Antognoli per le doti umane e le capacità professionali dimostrate durante il mandato, che hanno assicurato alla Banca sviluppo e crescita significativi permettendo all’azienda di collocarsi ai vertici dei rispettivi mercati nazionali di riferimento. Al neo direttore gli auguri di buon lavoro dalla redazione dell’INFORMATORE di Sicilia.

 

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Aiuti  regionali per calamità in agricoltura Palermo - La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Giovanni La Via, ha approvato la delibera che dichiara la grave crisi del settore agrumicolo in Sicilia a seguito di diverse calamità naturali negli anni 2007/2008, verificatesi in alcuni comuni delle province di Palermo, Catania, Messina e Siracusa. “La delibera - spiega l’assessore La Via - sarà ora inoltrata al ministero per le Politiche agricole e forestali in modo tale da poter far sospendere le sanzioni previste, dai regolamenti comunitari, a carico dei produttori che, per cause di forza maggiore, non sono riusciti a rispettare i contratti di fornitura di agrumi con le imprese di trasformazione”.  Secondo la stima degli uffici dell’assessorato il danno per gli agricoltori, nella campagna 2007/2008 è stato superiore al 40%. In particolare, gli eventi naturali che hanno causato danni alle produzioni riguardano i venti sciroccali in provincia di Siracusa (Buccheri, Buscemi, Carlentini, Cassaro, Ferla, Francofonte, Lentini, Palazzolo Acreide), dal 23 al 26 giugno 2007, limitatamente alle produzioni agrumicole. Ed ancora le alte temperature che dal 22 al 27 giugno 2007 hanno coinvolto la provincia di Catania (Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Caltagirone, Castel di Judica, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Grammichele, Gravina di Catania, Licodia Eubea, Mascali, Mascalucia, Mazzarrone, Militello Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Palagonia, Paternò, Piedimonte, Ramacca, Randazzo, Riposto, San Giovanni La Punta, San Gregorio di Catania, San Michele di Ganzaria, San Pietro Clarenza, Sant’Agata Li Battiati, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Scordia, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde, Viagrande, Vizzini, Zafferana Etnea), per le produzioni agrumicole.che hanno colpito: la provincia di Messina, dal 19 giugno al 30 agosto 2007, limitatamente alla produzione di limoni; la provincia di Palermo (Altavilla Milicia, Bagheria, Campofelice di Roccella, Casteldaccia, Collesano, Ficarazzi, Lascari, Marineo, Misilmeri, Palermo, Santa Flavia, Termini Imerese, Trabia, Villabate, Villafrati), dal 18 al 27 giugno 2007, solo per la produzione di mandarini. E poi le piogge alluvionali: del 2 e 3 novembre 2007, in provincia di Siracusa (Avola e Noto) per le colture agrumicole; del 25 ottobre 2007, in provincia di Messina (Alì, Alì Terme, Fiumedinisi, Furci Siculo, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera, Scaletta Zanclea), per le colture agrumicole. E ancora le gelate: dal 16 al 19 febbraio 2008 in provincia di Catania (Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Caltagirone, Castel di Judica, Catania, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Militello Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Palagonia, Paternò, Ramacca, Randazzo, San Michele di Ganzaria, Santa Maria di Licodia, Scordia), per le colture agrumicole, dal 17 al 19 febbraio 2008, in provincia di Siracusa (Francofone, Lentini e Carlentini), per le colture agrumicole.

 

LE NEREIDI

Sede distaccata a Catania dell'ufficio di gabinetto dell'Industria

L'assessore regionale all'Industria ha disposto l'apertura a Catania di una sezione distaccata dell'ufficio di gabinetto dell'assessorato, nella sede distaccata di via Artale Alagona 39."Ho deciso questo decentramento dell'ufficio di gabinetto - spiega l'assessore - per venire incontro alle esigenze degli industriali della Sicilia orientale. Un segnale di attenzione verso una parte consistente del sistema produttivo dell'isola. Gli industriali potranno rivolgersi allo staff per ogni tipo di esigenza per la quale hanno necessità di comunicare con l'assessore. Un'iniziativa a costo zero per l'amministrazione, perché verranno coinvolti i componenti del mio staff originari di Catania".

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  SICILIA economia

Condannato per abbandono di 2 dalmata


 
 

Caltanissetta - Condannato per abbandono di 2 cani dalmata. Le Guardie Giurate dei Nuclei di Vigilanza zoofila ed ambientale di LIDA e WWF, dopo lunghe indagini, hanno trovato il responsabile dell’abbandono di 2 cani di razza dalmata, un soggetto 43enne, e raccolto prove schiaccianti che l’hanno incriminano per il reato di abbandono di animali.  Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta ha emesso decreto penale di condanna contro M.S., 43enne, per aver abbandonato i due suoi cani di razza dalmata (padre e figlio) “incurante dei gravi rischi per la salute degli stessi successivamente rinvenuti in evidente stato di denutrizione e ferite su diverse parti del corpo”, fatto che costituisce reato di abbandono e maltrattamento di animali ai sensi dell’art. 727 del Codice penale; l’uomo è stato quindi condannato al pagamento dell’ammenda di 2mila €. I fatti risalgono al marzo 2009, quando nelle campagne di San Cataldo (CL) i volontari della LIDA (Lega Italiana per i Diritti dell’Animale) hanno recuperato i due dalmata abbandonati presso un casolare diroccato. Gli animali erano stremati dalla sete e dalla fame, feriti e ridotti in pessime condizioni. La LIDA dopo le cure del caso,  ha presentato alla Procura della Repubblica nissena una denuncia contro ignoti, che ben presto era stata archiviata. Le Guardie eco-zoofile, dopo molti mesi, hanno trovato una “pista” che li conduce al responsabile del grave reato ottenendo la riapertura del fascicolo. E’ iniziata così una lunga serie di indagini delle Guardie eco-zoofile che esercitano i poteri di polizia giudiziaria. Gli uomini in divisa hanno sentito alcune persone informate sui fatti ed un veterinario del “Centro Don Minzoni” di Caltanissetta, la cui testimonianza è risultata decisiva. Le guardie hanno attuato controlli incrociati e ricerche nelle banche dati dei libri genealogici dei cani di razza. Gli uomini della LIDA e WWF sono riusciti a risalire all’allevatore che aveva venduto uno dei due cani, fino a giungere ad individuare con esattezza il proprietario che aveva deciso di sbarazzarsi dei due poveri animali. Lucky e Mika :

   

 

questi i nomi dei due dalmata, oggi vivono felici ed al sicuro con le loro nuove famiglie che hanno deciso di adottarli a Catania e Delia (CL).Il Pubblico Ministero ha convalidato tutte le indagini avviate dalle Guardie eco-zoofile e lo scorso maggio ha iscritto nel registro degli indagati il soggetto su cui pendevano i gravissimi indizi di colpa. arriva La richiesta di condanna è stata formulata a giugno ed oggi il Gip ha accolto, rilevando che le prove di colpevolezza derivanti dagli accertamenti ed indagini svolte dagli agenti di polizia giudiziaria di LIDA e WWF sono complete ed esaustive.“Siamo molto soddisfatti per l’esito processuale di questo ennesimo reato a danno degli animali  scoperto dai nostri Agenti grazie all’importante collaborazione delle persone interrogate e del medico veterinario che li ha riconosciuti - dichiarano i responsabili dei Nuclei provinciali di vigilanza eco-zoofila LIDA e WWF di Caltanissetta - anche perché in Italia sono pochissime le condanne per abbandono: si tratta infatti di un reato diffusissimo ma pressoché impunito, considerata l’estrema difficoltà a risalire agli autori e per l’omertà che li protegge. Sono già diverse le indagini di polizia giudiziaria che le Guardie eco-zoofile stanno conducendo in stretta collaborazione con la Procura di Caltanissetta, presso la quale riscontriamo grande attenzione verso il contrasto agli illeciti contro gli animali da parte di tutti i P.M. che ci coordinano e che ringraziamo. Già nelle prossime settimane - concludono gli esponenti di LIDA e WWF - si dovrebbero concludere altri procedimenti giudiziari per reati di abbandono, maltrattamento ed uccisione di animali, oggetto di indagine da parte delle nostre Guardie, che in poco meno di un anno di attività hanno già deferito all’Autorità giudiziaria diverse persone responsabili di tali illeciti penali”. Le Guardie Giurate della LIDA e del WWF rivestono la qualifica di Pubblici Ufficiali, agenti di Polizia Amministrativa e, nei casi previsti, di agenti di Polizia Giudiziaria; esse operano in base alle norme del testo unico di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S) e sono addette alla vigilanza zoofila e di tutela ecologica: a tali Guardie, infatti, è attribuito il compito di informazione, vigilanza e intervento per la tutela degli animali e dell'ambiente. Le guardie per gli illeciti amministrativi, intervengono direttamente redigendo processi verbali, comminando sanzioni, sequestrando mezzi illeciti. Ciò è previsto dalle normative vigenti. Le guardie quali Pubblici Ufficiali od agenti di Polizia Giudiziaria, nel più vasto campo degli illeciti penali effettuano, segnalazioni di reato e denunce, in seguito alle quali si mettono in moto gli interventi delle autorità preposte ai sensi del codice di procedura penale.  Per segnalare un reato contro gli animali o l’ambiente è possibile contattare il servizio di vigilanza eco-zoofila di LIDA e WWF scrivendo all’indirizzo e-mail lidacaltanissetta@fastwebnet.it e guardieambientali@sociwwf.it.

 

 

Palermo - Tredici comuni appartenenti alle province di Ragusa, Catania e Caltanissetta sono stati dichiarati “zona infetta da blue tongue”: sono Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Monterosso Almo, Ragusa, Vittoria e Santa Croce Camerina (Rg); Caltagirone, Grammichele, Licodia Eubea e Mazzarrone (Ct); Gela e Niscemi (Cl). La blue tongue, o febbre catarrale degli ovini, è una malattia che non  si trasmette all’uomo e che non può in alcun modo creare allarmi di natura alimentare. La decisione è stata presa, con apposito decreto, da Antonella Bullara, dirigente generale del dipartimento. La febbre catarrale degli ovini, piu' comunemente conosciuta come Bluetongue (BT), è una malattia infettiva dei ruminanti trasmessa da insetti. L'agente eziologico è un virus appartenente alla famiglia Reoviridae, genere Orbivirus, del quale si conoscono 24 sierotipi, 21 dei quali isolati in Africa australe. La loro patogenicità è variabile e, benchè tutte le specie di ruminanti siano recettive, la malattia si manifesta in forma grave negli ovini, con sintomi caratterizzati da infiammazione, congestione, edema a carico della regione della testa, emorragie ed ulcere delle mucose. Attività sanitarie dell’assessorato regionale alla Sanità dopo aver ricevuto un rapporto del Centro nazionale di referenza per le malattie esotiche di Teramo con il quale veniva segnalata la positività sierologia nei confronti del virus “blue tongue sierotipo 8” di tre bovini di un’azienda di Acate e di un bovino di un’azienda di Vittoria.  L’Ausl 7 di Ragusa, supportata dall’unità di crisi locale per le emergenze veterinarie, ha confermato l’esistenza di focolai del virus, precisando che non si trattava di capi vaccinati o importati. Come primo provvedimento è stato deciso di effettuare controlli clinici e di laboratorio sugli animali recettivi presenti nelle 44 aziende che ricadono nel raggio di 4 chilometri dalle aziende già interessate dai casi accertati. Inoltre, per scongiurare l’eventuale diffusione del virus, è stato ritenuto necessario e urgente adottare misure precauzionali in una ampia zona territoriale, avente un raggio di 20 chilometri. In attesa dei risultati delle visite veterinarie e delle analisi sono state vietate le movimentazioni di animali appartenenti alle specie recettive alla blue dalla “zona infetta” alla restante parte del territorio regionale, con l’eccezione degli animali destinati alla macellazione immediata. Sono stati allertati per la necessaria vigilanza i sindaci dei comuni interessati e i servizi veterinari delle Ausl di Ragusa, Catania e Caltanissetta.

 

Palermo - In arrivo 14,3 milioni di euro per risarcire i danni causati al settore agrumicolo dalle gelate che hanno colpito le province di Catania, Siracusa ed Enna dal 16 al 19 febbraio dello scorso anno. Lo prevede la direttiva inviata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via impartita al dirigente generale del Dipartimento Interventi strutturali dell’assessorato. La copertura finanziaria verrà assicurata attraverso l’utilizzo delle somme stanziate dall’articolo 137 della legge 388/2000 per interventi diretti, fra gli altri, a “fronteggiare la crisi del settore agrumicolo”. “Visti i notevoli danni arrecati al comparto da quelle calamità - afferma l’assessore Giovanni La Via - per dare una boccata d’ossigeno alle migliaia di agricoltori, che stanno attraversando un momento di crisi, abbiamo deciso di utilizzare queste somme, che sono immediatamente disponibili, per procedere alla liquidazione in favore delle strutture aziendali interessate”. Il relativo decreto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali che dichiara l’esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi verificatesi nelle province di Catania, Siracusa ed Enna è stato già pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 5 marzo scorso. Questi i comuni interessati: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Caltagirone, Castel di Iudica, Catania, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Militello in Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Motta Sant'Anastasia, Palagonia, Paternò, Ramacca, Randazzo, San Michele di Ganzaria, Santa Maria di Licodia, Scordia, in provincia di Catania, con un’estensione di circa 14mila ettari; Agira, Aidone, Assoro, Catenanuova, Centuripe, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Piazza Armerina, Regalbuto e Troina, in provincia di Siracusa, con 2.450 ettari, in provincia di Enna, per circa 5.500 ettari; Carlentini, Francofone e Lentini.

 

Lago Biviere Lentini iniziato trasferimento acqua dal Simeto

PALERMO -  E’ iniziato ieri il trasferimento di parte dell’acqua dal fiume Simeto, da ponte Barca a Paternò al lago Biviere di Lentini. Un’operazione che consentirà di far aumentare il livello dell’acqua nell’invaso artificiale del siracusano di circa 865 mila metri cubi al giorno. L’inizio del trasferimento, che rientra nel programma previsto dal sistema idraulico Simeto - Lentini, è stato possibile grazie all’utilizzo, da parte dei Consorzi di bonifica di Catania e Siracusa, di 3 grandi opere a suo tempo già realizzate: la traversa di ponte Barca  che sbarra il fiume Simeto, l’adduttore ponte Barca - serbatoio di Lentini, 2 tubazioni di 2,40 metri di diametro per 24 chilometri di lunghezza,  da Nord a Sud della piana di Catania verso Siracusa, che possono trasportare fino a 24 metri cubi di acqua al secondo  e il lago artificiale di Lentini capace di contenere fino a 130 milioni di metri cubi di acqua. “In questo modo - spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via  - i vantaggi per gli agricoltori, nel periodo estivo saranno rilevanti. Nella sola zona di Catania, servita dal Consorzio di bonifica etneo, gli ettari che potranno essere irrigati sono circa 7mila. E poi, grazie al raggiungimento del limite massimo previsto, il serbatoio avrà una valenza pluriennale, assicurando l’acqua anche in caso di stagioni più secche”. Tutte e tre le opere sono state costruite, negli anni, con i fondi dell’ex Cassa per il Mezzogiorno. Attualmente, rispetto al limite massimo di 110 milioni di metri cubi stabilito dal Servizio nazionale dighe, l’invaso di Lentini ne contiene 80 milioni, grazie al contributo fornito dai torrenti Trigona, Barbagjanni, Zena e Cave. L’utilizzo che avviene durante il periodo estivo è per uso irriguo da parte dei Consorzi di bonifica di Catania e Siracusa ed industriale Asi di Catania e Siracusa. “Il trasferimento di parte delle acque - riprende La Via - sta avvenendo nel pieno rispetto dei limiti imposti dal Genio civile di Siracusa, a seguito di un’istruttoria, per conto del ministero dell’Ambiente, e propedeutica al rilascio della concessione di grande derivazione di ormai imminente emissione”. Le prescrizioni prevedono che nel fiume Simeto debba continuare a scorrere un minino deflusso vitale, che per il mese di gennaio è fissato in 12 metri cubi al secondo circa. Il periodo nel quale le acque possono essere deviate è quello invernale, da novembre a marzo. Fino a ieri, però, non era stato possibile avviare il trasferimento perché a novembre non c’era l’affluenza minima, mentre a dicembre le numerose piene avevano reso le acque molto torbide e quindi inutilizzabili e dannose per le infrastrutture irrigue.

Regione: Piano assetto idrogeologico del Simeto

PALERMO - La giunta regionale siciliana, presieduta da Raffaele Lombardo, ha approvato ieri il Piano stralcio per l'assetto idrogeologico del fiume Simeto. L'obiettivo è quello di aggiornare solo la parte del Piano che riguarda Pantano d'Arci, territorio in cui è localizzata l'area di sviluppo industriale di Catania.  Il piano stralcio è una disposizione transitoria, in attesa che, nei prossimi mesi, gli uffici dell'assessorato regionale al Territorio e Ambiente procedano alla revisione dell'intero Piano per l'assetto idrogeologico del bacino del Simeto che, per la cronaca, è stato approvato nel settembre del 2006.  “Con questo provvedimento - sottolinea l'assessore regionale al Territorio e Ambiente, Pippo Corbello - il governo della Regione viene incontro alle esigenze manifestate dal mondo dell'imprenditoria catanese. Si tratta di una scelta delicata che abbiamo adottato con il supporto dell'università di Catania e dei tecnici che operano negli uffici dell'assessorato al Territorio”.  All'aggiornamento del Piano di bacino del Simeto si è arrivati grazie anche alla disponibilità di ulteriori dati idropluviometrici e all'aggiornamento dei dati morfometrici dei corsi d'acqua presenti nel territorio. A ciò si sono aggiunte le continue segnalazioni circa la particolare situazione in cui è venuta a trovarsi l'area di sviluppo industriale di Catania dopo la pubblicazione del Piano di assetto idrogeologico del Simeto. Tale classificazione, ritenuta necessaria alla luce delle valutazioni idrogeologiche e idrauliche effettuate, ha determinato l'impossibilità di utilizzare i terreni che ricadono nell'area di Pantano d'Arci.  “La consapevolezza delle notevoli limitazioni nello sviluppo delle attività industriali esistenti nella zona di Pantano d'Arci, con i conseguenti danni economici indotti - si legge nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento approvato dalla giunta - ha pertanto suggerito ai tecnici dell'assessorato al Territorio e Ambiente di procedere ad un parziale aggiornamento del Piano di assetto idrogeologico del Simeto”.  Il provvedimento adottato ieri dalla giunta si avvale di uno studio effettuato dal dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell'Università di Catania. Si tratta di un'analisi sulla pericolosità idraulica, con riferimento a possibili esondazioni che potrebbero verificarsi nella zona di Pantano d'Arci. Lo studio, eseguito dall'Università di Catania, è stato commissionato dal Consorzio per l'area di sviluppo industriale (Asi) della città etnea. Lo studio giunge alla conclusione che, nella situazione attuale, l'intero tratto del Simeto tra la confluenza del fiume Dittaino e la foce non è interessato da gravi esondazioni. Lo stesso studio precisa, inoltre, che “i volumi di esondazione dei fiumi Dittaino e Gornalunga, espandendosi in destra idraulica del Simeto, non possono naturalmente interessare il territorio dell'area industriale”. Il lavoro si sofferma pure sull'esondazione che potrebbe verificarsi sul Simeto, in contrada Maniace: evento, questo, si legge sempre nella relazione, che potrebbe “interessare l'area industriale in modo smorzato, senza generare pericoli”. Nella relazione si sottolinea che la revisione del Piano stralcio del Simeto richiederà un notevole impiego di tempo e di personale. Tempi tecnici “non compatibili con le necessità dell'area di sviluppo industriale, attualmente penalizzata dal vincolo imposto dal Piano di assetto idrogeologico del Simeto”. Da qui l'esigenza di una riperimetrazione transitoria che anticipi la revisione del Piano stralcio di bacino. “In considerazione delle forti ricadute economiche che il vincolo imposto ha avuto ed ha tuttora sullo sviluppo delle attività industriali presenti nell'area di Pantano d'Arci - si legge sempre nella relazione che accompagna il provvedimento approvato dalla giunta - l'assessorato al Territorio e Ambiente, in via del tutto transitoria, ritiene opportuno riperimetrare la pericolosità attualmente prevista nell'area, nelle more della revisione del Piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico del Simeto”. Non mancano le prescrizioni. “Nell'area di Pantano d'Arci - si legge sempre nella relazione di accompagnamento alla delibera varata dalla giunta - esistono problemi di alluvionamento dovuti principalmente all'insufficienza idraulica dell'esistente rete di drenaggio la cui manutenzione non viene effettuata nei tempi e nei modi necessari”. Da qui l'invito dell'assessorato al Territorio e Ambiente, rivolto ai “soggetti preposti” (Genio civile, Comune, Consorzio Asi, ecc), ad effettuare “la  manutenzione ordinaria e straordinaria di tutti i canali di drenaggio esistenti nell'area di Pantano d'Arci”. Idem per “gli interventi, strutturali e no” che si renderanno necessari”, compresi quelli di “messa in sicurezza” per mitigare “i livelli di rischio atteso” e di “pericolosità esistenti”.

 

LAV : NON

 

ABBANDONARLO

Agrumicoltura : calamità, La Via modifiche per i comuni siracusano

Palermo - “L’ispettorato provinciale di Siracusa, dopo un’attenta ricognizione, ha già provveduto a integrare i fogli di mappa dei comuni di Lentini, Carlentini e Francofonte, inserendo tutte quelle particelle che erano state escluse un anno fa, dopo una prima delimitazione. Entro questa settimana le modifiche verranno inviate in assessorato in modo tale da consentire alla giunta regionale di poterle approvare”. Lo afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, in riferimento ai danni causati al settore agrumicolo dalle gelate che hanno colpito le province di Catania, Enna e Siracusa dal 16 al 19 febbraio dello scorso anno.

3milioni € da Regione a Consorzio Catania per reti irrigue

PALERMO –  Per reti irrigue 3 milioni € sono stati finanziati dalla Regione al Conzorzio di Catania: 3 i lavori. Si tratta di somme che serviranno per la ricostruzione delle centrali di sollevamento a servizio delle reti irrigue "Cavazzini II Area Due e Tre" a Ramacca (876mila euro); ricostruzione del nuovo impianto elettrico della centrale di sollevamento a servizio della rete irrigua Gerbini III sempre a Ramacca (949mila e 600 euro); costruzione dell'adduttore irriguo Gerbini - Magazzinazzo e completamento del sistema di impermeabilizzazione della vasca di compenso da 144.000 metri cubi a Paternò (1,195 milioni). Tutto si inquadra nel via libera ad un piano di finanziamenti per le reti irrigue siciliane. L’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, ha firmato il provvedimento che destina 9,2 milioni di euro, di risorse comunitarie e nazionali, a 13 interventi di manutenzione sparsi in tutta l’Isola, Sei i Consorzi di bonifica coinvolti (Agrigento, Caltagirone, Catania, Messina, Palermo e Siracusa) più l’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque.  “Si tratta di piccoli interventi - spiega La Via - ma essenziali per il completamento delle reti irrigue e quindi fondamentali per gli agricoltori siciliani. Abbiamo deciso di non procedere al finanziamento di nuove opere, ma di sistemare quelle già esistenti, per evitare perdite di acque e quindi migliorare il servizio di irrigazione”. “Gli interventi finanziati - afferma il dirigente generale del Dipartimento Interventi Infrastrutturali dell’assessorato, Dario Cartabellotta - sono già tutti dotati di progettazione esecutiva e quindi entro la fine dell’anno si potrà procedere con le gare d’appalto che verranno esperite direttamente dai Consorzi e dall’Agenzia per i rifiuti e le acque.” Quattro i progetti finanziati al Consorzio di Agrigento: adeguamento della rete di distribuzione del "Distretto G" a Bivona (315mila euro); adeguamento della rete di distribuzione dei subc-omprensori "Arancio" a Sambuca di Sicilia e "Basso Belice" a Castelvetrano, in provincia di Trapani (325 mila euro); adeguamento dei sistemi di misura e controllo nel comprensorio "Garcia-Arancio-Castello" a Sambuca di Sicilia, Menfi, Ribera e Castelvetrano (320mila euro); rifacimento di alcuni tronchi degli adduttori e ammodernamento dei sistemi di misura a servizio della rete di distribuzione "Piana Magone" a Ribera (310mila euro).  Due gli interventi al Consorzio di Caltagirone, in provincia di Catania: ammodernamento della centrale di sollevamento - V lotto - a Caltagirone, Grammichele e Mineo (850mila euro); maanutenzione straordinaria della centrale di sollevamento - IV lotto – a Palagonia, Grammichele, e Mineo (650mila euro). Al Consorzio di Messina finanziata la manutenzione straordinaria e il completamento della rete irrigua dell'impianto “S. Paolo” a Francavilla di Sicilia (270mila euro).  Al Consorzio di Palermo si procederà al miglioramento dell'efficienza della rete irrigua del comprensorio irriguo Jato - "I Lotto sollevato" - nei comuni di Partinico, Balestrate, Borgetto e Trappeto (975mila euro). A Siracusa l’intervento riguarderà il ripristino degli impianti di sollevamento della centrale "Mezzabotte"(1,282 milioni).  Ultimo progetto quello dell’Agenzia per i rifiuti e le acque con il quale avverrà la manutenzione straordinaria, con lavori urgenti di consolidamento della vasca di Pizzi della Croce a Ribera (900mila euro).

Finanziamenti europei fondi strutturali: Finanza e Regione siglano accordo per scambio dati e verifiche

PALERMO – E' stato siglato dal vicepresidente della Regione siciliana, Nicola Leanza, e dal comandante della Guardia di finanza della Sicilia, il generale Marcello Gentili,

  

 un protocollo d'intesa che sancisce la collaborazione tra Regione e Guardia di Finanza per rendere più efficaci i controlli in materia di finanziamento dei fondi strutturali comunitari. Il protocollo prevede lo scambio di informazioni tra la Regione e il Comando delle Fiamme Gialle in Sicilia per agevolare il recupero di somme indebitamente incassate nell'ambito di progetti cofinanziati. Alla Commissione europea andranno comunicate immediatamente eventuali irregolarità accertate, “L’intesa è un altro tassello a garanzia della legalità. L’obiettivo – ha detto il vicepresidente Nicola Leanza - è assicurare massima trasparenza nell’assegnazione e nella gestione delle risorse comunitarie ed evitare infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto imprenditoriale siciliano, favorendo condizioni più sicure per le imprese”. L'accordo prevede l'impegno della Regione a fornire annualmente al Comando della Guardia di Finanza siciliana la banca dati dei beneficiari delle risorse comunitarie relative al periodo 2000-2006 2007-2013. su richiesta Al Comando regionale o provinciale, saranno trasmessi i dati dei percettori, di soggetti per controlli a campione, così come prevede la normativa Ce. Saranno segnalati eventuali violazioni tributarie o irregolarità rilevate nel corso delle proprie funzioni di vigilanza. Il Comando della Guardia di Finanza, a sua volta, si impegna a trasmettere tempestivamente l'avvio di  ispezioni e verifiche nei confronti dei beneficiari dei cofinanziamenti gestiti dalla Regione ed a segnalare, previo nulla osta dell'autorità giudiziaria, casi penalmente rilevanti  o violazioni di natura amministrativa attinenti all’interesse del protocollo. “Lo sviluppo economico della Sicilia – ha sottolineato il generale Marcello Gentili - passa anche attraverso l’azione sinergica delle istituzioni, che ne garantiscono un processo armonico ed equilibrato, entro la cornice della legalità”.

Mafia aziende confiscate:"regione stimola inserimento ed impiego" Palermo – Beni confiscati a mafia: regione stimola inserimento ed impiego. L'assessore regionale al Lavoro, Carmelo Incardona, responsabile dell'Unità di crisi del governo regionale per la gestione delle emergenze occupazionali, ha organizzato una riunione, per il 24 febbraio, nella sede della Riela Group, in contrada Cerzulla di Piano Tavola, a Belpasso (Ct), per affrontare i problemi legati alla salvaguardia dei livelli occupazionali nelle aziende confiscate alla mafia, in Sicilia. Alla riunione, Incardona ha invitato gli assessori all'Industria e al Bilancio della Regione siciliana, Pippo Gianni e Michele Cimino, i rappresentanti della prefettura di Catania, dell'Agenzia del Demanio, di Italia Lavoro, di Confindustria, della Federazione regionale dell'Artigianato, di Api Sicilia, della Federazione del Commercio, di Confesercenti, dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, della Coldiretti, di Confagricoltura, della Confederazione Italiana degli Agricoltori, della Legacoop, di Confccoperative, dell'Agci e dell'Unci.  Le aziende del gruppo Riela, D & D Italia Srl, F.lli Riela e Impresa individuale Riela Francesco, confiscate con decreto del tribunale di Catania, impiegano, complessivamente 25 dipendenti. Attualmente sono gestite dall'Agenzia del Demanio, che si avvale dell’assistenza tecnica di ItaliaLavoro per il monitoraggio dei lavoratori e il rilancio del piano aziendale. Dopo la confisca, il gruppo ha subito un drastico calo delle commesse, che ne ha messo a repentaglio la sopravvivenza.  “La Riela – dice Incardona -  è una delle 27 aziende siciliane confiscate alla mafia, che faticano a reinserirsi nel circuito legale dell'economia. La riunione di martedì 24 ha lo scopo di verificare, insieme alle istituzioni, al mondo delle imprese e al sindacato, come sostenere queste aziende e salvaguardare l'occupazione dei 459 dipendenti. Riuscire nell'obiettivo di rilanciarle e di salvare posti di lavoro, avrebbe grande rilevanza, sul piano concreto e su quello simbolico perchè sarebbe una vittoria dello Stato nella lotta alla mafia. Su questo fronte, istituzioni, imprese e lavoratori devono dare un concreto e reale segnale di collaborazione".

 

 

 

NECROLOGI