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Messina 77enne stalker non rispetta divieto avvicinamento: CC ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Ganzirri hanno tratto in arresto ai domiciliari per la violazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima un 77enne del posto. L’anziano, era già sottoposto al  provvedimento di divieto in quanto indagato per i reati di atti persecutori e violenza sessuale, commessi nei confronti di una giovane vittima. Il  77enne non ha ottemperato agli obblighi imposti dalla misura cautelare,  si è recato presso il posto di lavoro della giovane vittima. L’Autorità Giudiziaria, a seguito di segnalazione dei Carabinieri, ha immediatamente emesso, nei confronti del 77enne, un’ordinanza di custodia cautelare con sottoposizione alla misura degli arresti domiciliari. I  militari dell’Arma hanno prontamente proceduto ad eseguire il provvedimento e l’anziano è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione. La prontezza della risposta della Polizia Giudiziaria nei casi di vittime di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenze di genere è conseguente alla specifica preparazione professionale e sensibilità degli operanti nell’affrontare tali reati, per i quali è altissima l’attenzione e la sensibilità della Procura della Repubblica di Messina che ha stabilito precise modalità operative per giungere, quanto più rapidamente possibile, a tutelare le vittime vulnerabili.  Le forze dell’ordine ricordano:”  in tale contesto è però fondamentale la denuncia da parte delle vittime di tali reati così da consentire all’Autorità Giudiziaria ed alla Polizia Giudiziaria di poter prontamente intervenire a  tutela.  Il cittadino potrà sempre trovare, nella Stazione Carabinieri più vicina, personale qualificato e preparato ad affrontare e risolvere tali delicate problematiche”.


Video Carabinieri contro truffe 

Messina - Adescato in chat,  coppia vuol divulgare video porno: CC, 2 ai domiciliari. I Carabinieri della Stazione di Arcivescovado hanno tratto in arresto una 35enne ed il suo compagno 40enne, entrambi messinesi, colti in flagranza del reato di estorsione.  La vittima era stata individuata dalla coppia in un 63enne di Messina a cui hanno mandato messaggi in una chat privata spacciandosi per una donna avvenente. I 2, dopo aver carpito la fiducia del malcapitato, l’hanno convinto a registrare ed inviare propri video in situazioni compromettenti per poi ricattarlo, prima via sms e poi di persona. I maldestro, alla vittima avevano fatto credere di aver mandato video hard ad una minorenne ed era stata mostrata una finta denuncia presentata al Tribunale per i minorenni dove lo si accusava di pedopornografia. L’uomo adescato inizialmente era scettico ed allora la coppia di malviventi ha proposto un incontro durante il quale gli hanno mostrato una lettera con tanto di intestazione formale del Tribunale di Messina, chiedendogli 500 euro per rimettere la querela. Il 63enne ha preso tempo ed ha chiesto aiuto ai Carabinieri della Stazione di Arcivescovado che, sotto l’egida della Procura della Repubblica di Messina,  l’hanno seguito passo passo, supportandolo poiché molto provato dalla situazione. Il 63enne sotto ingannato, giunto nel luogo dell’incontro, si è seduto al tavolino in un bar del capoluogo peloritano come da indicazione dei malviventi. L’uomo vittima del tentato inganno è stato raggiunto soltanto dalla donna che veniva però guardata a vista dal compagno, posizionato sul lato opposto della strada, in modo da poter essere visto dal malcapitato. La  donna vedendo  ancora titubante il malcapitato di turno, l’ha minacciato:  se non le avesse dato il denaro, il suo compagno l’avrebbe “fatto fuori”, disponendo quest’ultimo anche di un coltello. La  donna, appena  ha ritirato il denaro, è stata bloccata dai militari insieme al compagno il quale, effettivamente, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico con una lama lunga 18 cm. Le  manette sono scattate per i due maldestri conviventi i quali dovranno rispondere di estorsione davanti all’Autorità Giudiziaria. I due responsabili, al termine dell’udienza di convalida, che si è tenutasi in giornata presso il Tribunale di Messina, sono stati posti agli arresti domiciliari presso la loro abitazione.


Messina -  Blitz CC in casolare, preso pusher con droga, 1 ai domiciliari.  i Carabinieri dell Stazione di Villafranca Tirrena, nei giorni scorsi hanno tratto in arresto in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti D.G. 18enne, incensurato. I  militari, durante un mirato di servizio di contrasto ai reati di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, hanno fatto irruzione in un casolare abbandonato nella frazione di Gesso, dove il giovane si era nascosto, rinvenendo complessivamente  120 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana e materiale vario per il confezionamento delle dosi. Il  giovane è stato posto ai  domiciliari in attesa del rito direttissimo.


Messina - Questura ricorda anniversario assassinio capo squadra mobile Boris Giuliano.  La  Questura di Messina città dove ha vissuto, ricorda il Commissario di Polizia Giorgio Boris Giuliano, Capo della Squadra Mobile ucciso a Palermo  nel 1979 dalla mafia. La figura del Commissario di Polizia, lo spessore umano e le brillanti indagini per le quali pagò con la vita sono ricordati, durante tutto l’arco della giornata, con una serie di iniziative organizzate dall’associazione socio culturale “100Messinesi per Messina 2MILA8”. La commemorazione prevede, alle ore 08.10, stesso orario in cui il Commissario fu raggiunto da 7 colpi di pistola alle spalle nel bar Lux di Palermo, l’accensione della lanterna “Luce della vita” ed un momento di preghiera nella Parrocchia S.M. Annunziata e S. Giuseppe di Bisconte.  Il  convegno “Memorial Boris Giuliano 2017” è alle ore 9.30, presso la Sala “Accademia peloritana dei pericolanti” dell’Università degli studi di Messina. Una  corona di fiori alla base della lapide è posta alle ore 12.00 in sua memoria in via Natoli dove il dottor Giuliano ha vissuto. Iniziative  ludiche ricreative sono programmate alle ore 16.45, presso la Piazzetta del villaggio Bisconte.

A Palermo la  Questura ricorda l'anniversario dell'assassinio del capo squadra mobile Boris Giuliano.  Il 38° anniversario, dell’omicidio del  Dott. Boris Giuliano, Capo della Squadra Mobile di  Palermo ucciso dentro il Bar lux di via F.P.Di Blasi ricorre  il 21 luglio 2017. La Questura di Palermo ricorda la tragica uccisione con la deposizione  di una corona di alloro alle ore 9.00, sul luogo dell’omicidio  ed a seguire  la Messa  celebrata presso la Cappella della Soledad di Piazza della Vittoria.


MessinaBlitz CC: droga in camera da letto, 1 ai domiciliari. Si tratta di Carlo SERGI 48enne, già noto. Continuano le perquisizioni a tappeto dei Carabinieri nel capoluogo peloritano. I militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Centro, ieri pomeriggio hanno tratto in arresto ai domiciliari in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti Carlo SERGI. I carabinieri, a  seguito di perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto circa 300 gr di marijuana, occultati in 2 sacchetti di plastica nascosti sopra l’armadio della camera da letto. I carabinieri, oltre alla sostanza stupefacente hanno sequestrato 2 bilancini di precisione e 3 piantine di canapa indiana.  SERGI  al termine dell’udienza di convalida, su decisione del  Giudice è stato posto  alla misura degli arresti domiciliari.


Castell’Umberto ME  - Tensione per 30 migranti minori soli  destinati in struttura alberghiera, sindaco insorge. Il primo cittadino di Castell’Umberto

 

Vincenzo Lionetto Civa,  centro in provincia di Messina sostiene di essere stato avvisato all’ultimo momento. Il sindaco su Facebook aveva scritto: "Non ritengo questo un atto di coinvolgimento istituzionale corretto per gli ovvi motivi di ricaduta sulla nostra comunità. In una struttura dichiarata da mesi inagibile senza luce, con acqua fornita dal Comune di Castell’Umberto con morosità dal 2012 (regolarmente attivati da tempo tutti i procedimenti amministrativi di recupero) hanno provato a far entrare un gruppo elettrogeno....i cittadini hanno bloccato le vie di accesso... garantiti ingresso mezzi di pronto intervento".

Angelo Attaguile, segretario nazionale di Noi con Salvini, commenta la presa di posizione sindaco Vincenzo Lionetto Civa e degli abitanti di Castell’Umberto i quali hanno bloccato le vie d’accesso ad un hotel per impedire il collocamento di migranti e dice: “Siciliani campioni di accoglienza ma da qualche anno la misura è colma. Governo impedisca a navi straniere di scaricare clandestini nei nostri porti. Settemila sbarchi nel solo fine settimana tra Sicilia, Puglia e Calabria. Siamo ormai al collasso e rivolte come quella avvenuta nel Messinese testimoniano che in Sicilia la misura è ormai colma da troppo tempo. Mi stupisce che nessuno abbia avvertito il dovere di avvisare il sindaco e la comunità interessata, ciò vuol dire che anche loro sanno che i siciliani non ne possono più e quindi giocano a nascondere i clandestini. Piena solidarietà e sostegno, quindi, alla comunità di Castell’Umberto che sto raggiungendo per prendere parte all’incontro pubblico assieme al sindaco del luogo. Io  sto col sindaco Vincenzo Lionetto Civa, non è possibile che per i migranti si trovino soluzioni in due minuti e si superino anche le inagibilità mentre di fronte agli italiani in difficoltà il governo sta con le mani in mano. Qui in Sicilia la disoccupazione giovanile ha toccato punte record. Una prima soluzione? Intanto impediamo alle navi degli altri stati europei di scaricare i migranti nei nostri porti, ciascuno si assuma le proprie responsabilità”.


Messina Polizia denuncia 1 per autoerotismo su auto in strada. I poliziotti l’hanno trovato a bordo della sua auto  noncurante dei passanti con i pantaloni abbassati ed intento a masturbarsi. L’esibizione è stata bloccata nel primo pomeriggio di ieri, in via Bonsignore. Il personaggio di 31 anni messinese, è stato sanzionato. I poliziotti al soggetto hanno contestato l’illecito amministrativo previsto per la violazione dell’articolo 527 del Codice Penale, atti osceni.


Vulcano - Carabinieri trovano 30 kg hashish. I militari della Compagnia Carabinieri di Milazzo, da giorni hanno intensificato i controlli su tutte le tratte che conducono alle isole Eolie, a cui si sono aggiunte numerosi servizi perlustrativi in mare ad opera delle Motovedette dell’Arma. Gli investigatori, la settimana scorsa hanno rinvenuto nel corso di una perlustrazione in mare un pacco galleggiante ancorato in una piccola caletta nei pressi di Vulcanello. Le immediate verifiche condotte dai militari dell’Arma hanno consentito di scoprire che nel pacco 30 kg di sostanza stupefacente del tipo hashish, destinata verosimilmente a   distribuzione sulle Eolie. I militari dopo aver proceduto al sequestro dell’ingente quantitativo a carico di ignoti, hanno avviato le indagini non escludendo nessuna ipotesi.


Messina  - GdF: scoperto traffico illecito gasolio 3mln e ½  litri da SR a ME, operazione “Mountain Diesel”.  2 milioni di euro di imposta evasa, 9 denunciati. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Messina hanno scoperto, nell'ambito di una complessa attività investigativa avviata nei mesi scorsi, un vorticoso traffico di prodotti petroliferi ceduti illegalmente, individuando un vero e proprio distributore clandestino di carburante ubicato a Cesarò (Me). I Baschi Verdi hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria 9 persone e sequestrato ventimila litri di gasolio. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, hanno consentito di accertare ai militari che il titolare di una ditta individuale esercente il commercio di carburante per uso agricolo, dopo aver acquistato regolarmente il gasolio, sottoposto a tassazione agevolata, presso un deposito di Augusta (SR), durante il percorso di rientro alla sede della sua azienda, lo scaricava presso luoghi non autorizzati né alla detenzione, né all’utilizzo di tale carburante ad uso specifico. Tali acquirenti, principalmente ditte di autotrasporto, in virtù di questo meccanismo ed approfittando del prezzo vantaggioso si proponevano, a loro volta, sul mercato “nero” a tariffe concorrenziali, ponendo in essere una forma di concorrenza sleale, oltre che del tutto illecita, nei confronti degli operatori regolari del settore, grazie a una consistente riduzione dell’accisa, pari a ben il 78%, ossia circa cinquanta centesimi di euro al litro. I maldestri più precisamente, a fronte di un prezzo di mercato che oscilla mediamente intorno a  1,35€ per litro,  riuscivano a proporre il prezzo di vendita effettivo   a circa 0,85€  per litro.  Il  tornaconto non era solo per i clienti: anche il titolare della ditta, a fronte di un prezzo di vendita dichiarato di  0,65€, otteneva una guadagno netto totalmente “in nero”, pari a circa 20 centesimi a litro. Lo stesso, inoltre, al fine di giustificare le illecite compravendite di prodotto, emetteva falsa documentazione contabile, come fatture di vendita e documenti di accompagnamento del prodotto, intestandoli ad ignari soggetti. Le Fiamme Gialle, grazie all’ausilio di alcune telecamere installate nelle immediate adiacenze dell’azienda, hanno appurato che una parte di prodotto veniva stoccata direttamente presso il deposito della ditta di Cesarò, il quale, in alcune giornate, si trasformava in un vero e proprio distributore stradale abusivo. I  finanzieri del Comando Provinciale di Messina, nel corso delle investigazioni, hanno sottoposto a sequestro ventimila litri di gasolio agricolo, cinque serbatoi da novemila litri ciascuno, contenenti il prodotto petrolifero denaturato, ed un’autocisterna. Le Fiamme Gialle nel complesso, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria competente 9 responsabili, in concorso tra loro: il titolare del deposito commerciale oggetto d’indagine e altre otto persone, tutti per il reato di sottrazione all'accertamento od al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici, che prevede la reclusione fino a cinque anni. Gli sviluppi investigativi, basati sulla minuziosa analisi della documentazione contabile ed extracontabile tenuta dal deposito commerciale, hanno consentito di quantificare la vastità del fenomeno evasivo: è stato calcolato che dal 2014 al 2016 il titolare della ditta avrebbe illecitamente ceduto oltre 3.600.000 litri di prodotto con accisa agevolata, con un danno per l’Erario, recuperato così a tassazione, pari a circa 2 milioni€. I Baschi Verdi hanno stimato in circa ottocentomila euro il valore dell’I.V.A. e dell’IRPEF sottratto a tassazione. La Guardia di Finanza, organo di polizia giudiziaria con competenze specialistiche in campo tributario, opera quotidianamente per contrastare le frodi nel settore delle accise e gli illeciti nel commercio dei prodotti energetici, che generano effetti negativi per l’economia, ostacolano la normale concorrenza fra imprese e danneggiano le risorse economiche dello Stato, accrescendo, da ultimo, il carico fiscale per i cittadini onesti.


Messina - Frattura  naso a  poliziotto: “Pippo Bibita” ai domiciliari. Futili i motivi non altrettante le conseguenze. L’aggressione ai danni di un sovrintendente di Polizia e del fratello da parte del noto,

Giuseppe Cambria  63enne, più conosciuto come “Pippo Bibita”. è stata perpetrata ieri intorno alle 21.50 in Piazza Lo Sardo. All’arrivo la Volante, prontamente allertata dal poliziotto intervenuto in soccorso del fratello, trovava quest’ultimo sanguinante perché poco prima colpito al volto con un casco. I tentativi di allontanamento dell’aggressore non sortivano l’effetto desiderato, ed infatti nonostante la presenza degli agenti di Polizia e la consapevolezza che una delle vittime fosse un pubblico ufficiale,  Cambria all’improvviso ha colpito con una violenta testata all’altezza del naso il sovrintendente, che riportava una frattura pluriframmentata guaribile in gg. 30. Il soggetto è stato bloccato dai poliziotti e  posto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.


Messina - DIA confisca beni 28mln € ad imprenditore vicino ai clan “Barcellonese” e “Santapaola”. Gli uomini della D.I.A. di Messina  e del Centro Operativo di Catania, a conclusione di una attività investigativa, culminata nella proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale a firma del direttore della D.I.A., Nunzio Antonio FERLA, in piena sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, sta procedendo alla confisca dell’intero patrimonio nella disponibilità di Salvatore SANTALUCIA di Roccella Valdemone (ME), noto imprenditore ritenuto, nell’ambito di diverse inchieste giudiziarie, trait d’union tra le organizzazioni criminali mafiose operanti nel territorio a cavallo tra le province di Messina e Catania, per il controllo delle attività imprenditoriali di movimento terra, produzione di conglomerato cementizio e produzione di energia da fonti rinnovabili. Il compendio mobiliare ed immobiliare sottoposto a confisca, comprensivo anche di una serie di imprese, era già stato oggetto di sequestro da parte della D.I.A. con tre distinti provvedimenti eseguiti tra il dicembre 2015 e il marzo 2016.  SANTALUCIA, noto negli ambienti criminali con l’alias “Turi Piu”, è implicato in varie operazioni di Polizia e dagli atti di indagine dei procedimenti nei quali è coinvolto risulta strettamente legato alle note famiglie mafiose “SANTAPAOLA” di Catania - per il tramite di esponenti di vertice del clan “Brunetto” attivo nel versante jonico della provincia etnea - ed a quella “BARCELLONESE”, come confermato dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo BISOGNANO.  SANTALUCIA, infatti, in merito alle attività criminali finalizzate all’illecito controllo degli appalti, è stato indicato quale “referente” per la zona di Roccella Valdemone. L’attività imprenditoriale di SANTALUCIA ha registrato, nel tempo, un’anomala crescita esponenziale, tanto da guadagnarsi, nel periodo 2003/2010, la partnership con la società EOLO COSTRUZIONI S.r.l., impresa del Gruppo NICASTRI - riconducibile a NICASTRI Vito di Alcamo - leader in Sicilia nella realizzazione delle opere civili dei parchi eolici. L’Autorità Giudiziaria a quest’ultimo, oggetto di investigazioni da parte della D.I.A. di Messina e Palermo perché considerato soggetto in strettissimi rapporti con il latitante Matteo MESSINA DENARO, ha confiscato un patrimonio economico per oltre 1,5 miliardi di euro. Il complesso di beni, nello specifico, ha interessato:   4 aziende, operanti nel settore dell’agricoltura, dell’allevamento, del movimento terra, della produzione di calcestruzzo e delle costruzioni edili;   326 terreni, ubicati nei comuni di Roccella Valdemone (ME), Gaggi (ME) e Castiglione di Sicilia (CT), per l’estensione complessiva di circa 220 ettari;   23 fabbricati;   26 veicoli e vari rapporti finanziari del valore complessivo pari a 28,5 milioni di euro.


Messina -  Congolese arrestato per favoreggiamento immigrazione clandestina. La Squadra Mobile ha eseguito l’Ordinanza di custodia cautelare in carcere di  Yoka BIENUENUE 32enne  nato in Congo. I poliziotti della Squadra Mobile di Messina hanno eseguito ieri, in collaborazione con i agenti del Commissariato di P.S. di Caltagirone, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale del Riesame di Messina, nei confronti di Yoka BIENUENUE, ritenuto responsabile di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.  Il soggetto, il 16 novembre scorso, a seguito dello sbarco presso l’area portuale di Messina, della nave “PHOENIX” con a bordo 339 migranti di varie nazionalità soccorsi in mare, ed al termine delle indagini espletate dagli investigatori della Squadra Mobile, era stato sottoposto a fermo di P.G. per avere effettuato, in concorso con altri ed in violazione delle disposizioni in materia di immigrazione, il trasporto di 22 stranieri nel territorio dello Stato italiano ponendosi al comando di un’imbarcazione non idonea a contenere  un tale numero di passeggeri in condizioni di sicurezza.


 

Messina  - Antidroga, Polizia sequestra marijuana, 1 arresto e 1 denuncia. Si tratta di Antonino FRASSICA 21enne messinese. Il personaggio teneva la droga in un locale adibito a deposito di vecchio materiale in disuso. I  poliziotti della Squadra Mobile di Messina hanno rinvenuto   più di 300 grammi di marijuana pronta ad essere smerciata insieme al necessario per il confezionamento. La  polizia nel corso di specifici servizi antidroga ha effettuato la perquisizione nel deposito in cui c’era 1 bilancino di precisione, carta alluminio, pellicola trasparente e sacchetti in cellophane. Il tutto ben nascosto sotto vecchie masserizie. Antonino FRASSICA  è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il personaggio su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sarà giudicato  con rito direttissimo. Agenti delle Volanti    hanno  anche denunciato in libertà, durante un  controllo del territorio, un altro giovane messinese, 18enne. Il soggetto ieri, intorno alle 22.30, è stato notato dai poliziotti, nella zona Sud della città, insieme ad altri coetanei. I sospetti dei poliziotti generati da un evidente nervosismo ed un atteggiamento scostante del 18enne sono stati confermati dal rinvenimento di 1 sacchetto con dentro ciò che sembrava essere marijuana. Gli esami effettuati successivamente da  uomini del locale Gabinetto di Polizia Scientifica hanno confermato, anche in questo caso, che si trattava di sostanza stupefacente, un derivato della canapa indiana, peso complessivo 62,11 grammi. Il giovane ha ammesso di aver gettato via il sacchetto dietro alcuni vasi di piante in strada sperando di non essere notato dai poliziotti.


Barcellona P.G. ME -  Accoltella parente : 64enne  condannato a 4 anni per tentato omicidio.  Giuseppe ABBATE

  4enne

di Barcellona P.G. è stato arrestato per espiazione di pena definitiva da scontare :   4 anni e 14 giorni per  tentato omicidio. Agenti del Commissariato P.S. di Barcellona P.G. hanno dato esecuzione al provvedimento emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona P.G., procedendo all’arresto di Giuseppe ABBATE,   per espiazione, a seguito di condanna definitiva, della pena di 4 anni e 14 giorni di reclusione per il reato di tentato omicidio. ABBATE  il   10 febbraio 2005, al culmine di una lite familiare, si era reso responsabile dell’aggressione di un congiunto e del suo ferimento mediante accoltellamento e, pertanto, nell’immediatezza era stato arrestato nella flagranza del reato di tentato omicidio. L’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Barcellona P.G. per l’espiazione della pena.


Messina -   Senegalesi picchiano e rapinano fidanzati in auto, CC 2 presi.  Una brutta serata quella appena trascorsa da due fidanzati messinesi. La coppia, quando era infatti ormai giunta la mezzanotte, era in quel momento ferma in via Don Blasco a bordo di un’utilitaria. I  giovani si sono visti improvvisamente materializzare innanzi al mezzo 2 individui che sono riusciti ad  aprire una delle portiere colpendo al volto il ragazzo. Il tentativo del malcapitato di difendersi a nulla è valso poiché è stato investito dai pugni subiti.   Gli  aggressori sono giunti addirittura a minacciare i malcapitati con un pezzo di legno acuminato, costringendoli a consegnare i pochi euro in contanti di cui disponevano. I  rapinatori, messo a segno il colpo, sono fuggiti a piedi. Le vittime nonostante lo stato di choc hanno trovato la forza di contattare telefonicamente i Carabinieri descrivendo gli aggressori.   Alcune  “Gazzelle” del Nucleo Radiomobile sono giunte immediatamente sul posto per prestare soccorso alle vittime, ed altre hanno proceduto alle ricerche dei rapinatori che davano subito frutti. I militari, poco distanti, hanno individuato due giovani corrispondenti alla descrizione data dalle vittime. I soggetti sono stati subito bloccati e perquisiti, ed a carico dei due venivano trovati chiari indizi di colpevolezza, risultando in possesso di qualche decina di euro, coincidente con l’ammontare di denaro sottratto alle vittime e di un frammento di legno acuminato di circa 15 cm analogo a quello descritto dalla coppia. i militari del Nucleo Radiomobile subito hanno condotto in caserma, ed identificato i fermati in due 18/enni senegalesi, giunti in Italia da qualche mese e residenti a Messina.   I  due, senza precedenti penali e dai primi accertamenti regolarmente soggiornanti in Italia,  sono stati ammanettati per rapina in concorso e trasportati, come disposto dalla Procura di Messina, presso il carcere di Gazzi.   il giovane picchiato ha riportato 4  giorni di prognosi per le escoriazioni subite durante l’aggressione, che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.


Messina - Ruba auto e fugge verso Palermo, Polizia blocca folle corsa, denunciato 1 palermitano.  Il maldestro è stato e lo denunciato per furto e resistenza a Pubblico Ufficiale.   Il  furto di un’autovettura parcheggiata in centro città, ieri mattina, era stato denunciato dalla vittima di turno. Le  ricerche erano  immediatamente scattate, da parte degli agenti della Sezione Polizia Stradale di Messina. Il  veicolo rubato, era stato  localizzato in transito sull’autostrada A20 in direzione Palermo. Gli  agenti del distaccamento Polizia Stradale di Sant’Agata Militello, nei pressi dello svincolo di Brolo, hanno intimato l’alt al conducente, che non ottemperando all’ordine si dato ad un folle corsa. Il  tentativo di fuga è stato vano poiché si è concluso dopo qualche chilometro di inseguimento. Il conducente,   46enne palermitano, già noto alle forze di Polizia, è stato denunciato in   libertà, per i reati di furto e resistenza a Pubblico Ufficiale.






 


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MESSINA


D.I.A. sequestra beni imprenditore BUCCERI  indicato da collaboratori anello ME e CT


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Reggio Calabria - GdF sequestra  in porto tra spezie e caffè 218kg cocaina destinata in Sicilia ed Egitto. Le  Fiamme Gialle calabresi hanno scoperto 218 Kg di cocaina, nell’ultima operazione antidroga svolta nelle ultime ore dagli uomini  di Gioia Tauro, con il locale Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane. L’individuazione dello stupefacente è stata puntuale grazie all’analisi effettuata dai militari delle Fiamme Gialle e dai funzionari della Dogana, i quali hanno rivolto il loro interesse verso alcuni container imbarcati su una motonave che aveva toccato diversi porti Sud Americani ritenuti a rischio. Lo stupefacente, al fine di eludere i controlli, era stato occultato in 2 diversi container, caricati rispettivamente in Guatemala e nel Costarica, destinati documentalmente ad Alessandria d’Egitto (Egitto) ed in Sicilia, nei quali erano contenuti spezie e caffè in sacchi.  Il  sistema utilizzato in questo caso è stato quello del cosiddetto rip off, consistente nel riporre immediatamente dietro i portelloni dei container, borsoni o trolley da viaggio contenenti i panetti di coca, in modo da poter essere agevolmente prelevati dai trafficanti durante la sosta delle merci nelle aree portuali. Il  colpo inferto agli interessi economici delle consorterie criminali di stampo mafioso coinvolte nel traffico, l’ennesimo, è di rilievo. La  droga sequestrata avrebbe fruttato, se messa in commercio,   oltre 43 milioni di euro. L’attività svolta dalle Fiamme Gialle in sinergia con l’Agenzia delle Dogane ha consentito il sequestro di oltre 1.360 chilogrammi di cocaina purissima nel corso di quest’anno, dei quali, nel solo ultimo mese, oltre 530. Il risultato è frutto della collaudata sinergia delle istituzioni a presidio del sedime portuale, oramai consolidatasi mediante la predisposizione di piani di intervento complementari, che mirano a contenere le manifestazioni di grave pericolo per la collettività conseguenti all’immissione nel mercato illegale delle sostanze stupefacenti.


Messina -2 truffano anziani, CC presi.  Si tratta di Vittorio Granata 57enne residente a Riposto,  e Umberto Rossi 52enne, di origini napoletane ma residente a Giardini Naxos.  I 2  soggetti sono stati bloccati nel giro  di pochi giorni dai Carabinieri di Messina Sud per truffe ai danni di anziani. Gli episodi si sono verificati in diverse circostanze di luogo e di tempo ma sono gravi ed hanno avuto vittime persone deboli a cui i militari dell’Arma hanno dato un immediata risposta. La prima truffa è stata perpetrata quando da poco erano passate le 13:00 del 17 agosto con Vittorio Granata che ha avvicinato un pensionato della provincia di Messina presso un parcheggio del Policlinico, dove l’anziano si era recato per questioni di salute. Granata, con mille sotterfugi avrebbe cercato di far credere al pensionato di essere una sua vecchia conoscenza ed ha chiesto del denaro per riparare la sua auto. L’anziano  si è insospettito ed ha chiesto subito l’intervento dei Carabinieri della Stazione di Gazzi che si sono messi alla ricerca dell’impostore, nel frattempo allontanatosi. I militari hanno individuato immediatamente il maldestro nei pressi di uno sportello bancomat presente in ospedale mentre, con lo stesso modus operandi, stava cercando di raggirare un altro pensionato che stavolta si era lasciato convincere e che aveva appena prelevato una somma di denaro da consegnare. Il furbo, alla vista dei Militari ha cercato una disperata fuga a piedi lungo le vie che portano ai reparti del nosocomio messinese fino ad essere bloccato e tratto in arresto.  Granata, giudicato con il rito direttissimo il giorno successivo, è in regime di misura cautelare di arresti domiciliari.  La seconda truffa è stata perpetrata da un tipo nella tarda mattinata di sabato, poco prima dell’orario di chiusura dell’ufficio postale di Pistunina, il quale ha avvicinato con fare insistente una coppia di pensionati recatisi all’istituto di credito per effettuare delle operazioni. La scena non è passata inosservata ad un equipaggio del Nucleo Radiomobile di Messina, impegnato in servizio di controllo del territorio. I militari   immediatamente si sono avvicinati per identificare i soggetti. Il maldestro con una mossa repentina pur se in compagnia degli anziani ha raggiunto un’auto parcheggiata di fronte all’ufficio postale e, nonostante gli sia stato intimato più volte l’alt, si è catapultato a folle velocità sulla Statale 114, a quell’ora molto trafficata. L’equipaggio del Nucleo Radiomobile  ha subito inseguito il fuggitivo riuscendo a bloccarlo nei pressi del centro commerciale Tremestieri insieme ai carabinieri della vicina Stazione di Tremestieri. I militari erano giunti in ausilio non appena ricevuto l’allarme del mezzo in fuga che, durante la sua spericolata corsa ha anche urtato un’auto in sosta. Il fuggitivo, una volta bloccato, è stato identificato in Umberto Rossi. Gli accertamenti immediati condotti dagli uomini della Stazione di Tremestieri hanno permesso di ricostruire in brevissimo tempo l’esatta dinamica dei fatti. Rossi, dopo aver individuato una coppia di anziani pensionati che entravano all’ufficio postale, era riuscito con artifizi e raggiri a far credere di essere una persona a loro conosciuta, affetta da seri problemi di salute ed in grave stato di indigenza, ha chiesto un aiuto in denaro ottenendo subito la somma di 180€. Il furbo, ottenuto il denaro, avrebbe cercato di guadagnare ulteriore fiducia dalle vittime, ed ha finto di sdebitarsi regalando loro 2 vecchie giacche di poco valore. Il furbo a quel punto ha avanzato un ulteriore richiesta di denaro accompagnando i due al bancomat, dove hanno prelevato la somma di 200€.  Il  tempestivo intervento dei Carabinieri ha evitato che il maldestro si impossessasse del denaro prelevato, poi la fuga, la corsa senza senso sulla Statale e l’arresto. Per Rossi, vecchia conoscenza delle Forze dell’ordine, si così sono spalancate direttamente le porte del carcere di Gazzi ed adesso si dovrà difendere dalle pesanti accuse di truffa aggravata e resistenza a Pubblico Ufficiale  


Messina - Carabinieri e Cacciatori scoprono coltivazione droga, 90 piante: 1 preso. I militari di Mili San Pietro hanno bloccato  il messinese Felice Bonasera 43enne con l’accusa di  coltivazione piante cannabis indica alte fino a 2 metri. Il  lavoro dei carabinieri della Compagnia di Messina Sud, si è svolto con servizi di prevenzione e repressione al dilagante fenomeno dell’abuso di stupefacenti. L’operazione è scattata ieri nelle campagne di Mili San Pietro dove da giorni i militari dell’Arma seguivano movimenti sospetti nei pressi di un casolare. Gli  uomini  della Stazione di Bordonaro coadiuvati dai colleghi del Nucleo Operativo e dallo squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia, attualmente impiegati in supporto alle attività di controllo del territorio in aree impervie, dopo diversi appostamenti,  hanno scelto il momento migliore per fare irruzione nella casa risultata essere di proprietà del  messinese Felice Bonasera. La perquisizione svolta successivamente ha permesso ai tutori dell’ordine di rinvenire all’interno 90 piante di cannabis indica alte fino a 2 metri, interrate in vasi di plastica, in un ambiente illuminato da grossi fari alogeni e refrigerato da ventilatori ed un condizionatore. L’ingegnoso sistema ideato per favorire la crescita dello stupefacente in ambiente chiuso era alimentato da un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. I  militari nel corso di una seconda perquisizione in un’altra abitazione dell’interessato hanno rinvenuto circa 150 grammi di hashish ed 1 bilancino di precisione. L’operazione si è conclusa con l’arresto del 43enne, accusato di detenzione e produzione di stupefacenti nonché  furto aggravato,  che sarà processato con il rito direttissimo. Il blitz dei carabinieri dimostra con quale attenzione venga contrastato il consumo smisurato di stupefacenti e conferma il constante impegno delle forze dell’ordine a presidio del territorio.


Milazzo -2 kg marijuana tra patate e cipolle: Polizia blocca coppia a fermata bus. Si tratta di Andrea Cuzzupè 42enne milazzese già noto e della compagna Agata Giunta 42enne di Alì. L’atteggiamento guardingo, cauto e circospetto dei 2,  ieri pomeriggio, ha insospettito i poliziotti del Commissariato di Milazzo impegnati nei consueti servizi di prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti. Il personaggio era sceso da un pullman nei pressi della fermata dell’autobus nelle vicinanze del Centro Commerciale Milazzo, ed ha prelevato dal vano  bagagli 1 busta voluminosa, pesante al punto da dover chiedere aiuto alla donna per il trasporto. I poliziotti, hanno fermato i due procedendo alla perquisizione ed hanno accertato che nella busta di cui sopra, in 2 sacchi neri del tipo usato per i rifiuti, tra cipolle e patate, si trovavano ben 2,010 kg di marijuana. Cuzzupè e  Giunta sono stati dichiarati in arresto e condotti, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria,  presso la Casa Circondariale di Barcellona P.G per essere sottoposti a rito per direttissima. La sostanza stupefacente è stato  posto a sequestro.


Messina - Traversata Stretto da Sicilia a Calabria, Fiamme Oro Polizia: promo cultura dono sangue. Una traversata dello Stretto di Messina a nuoto dal forte valore simbolico quella che ieri ha visto protagonisti gli atleti del gruppo sportivo della Polizia di Stato Fiamme Oro, settore Nuoto in Acque libere.  Gli atleti delle Fiamme Oro hanno infatti preso parte all’XI Traversata dello Stretto di Messina organizzata dalla FIDAM, la Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue, per ricordare che il dono del sangue volontario, periodico e gratuito è il pilastro del sistema trasfusionale italiano ed è strettamente legato all’attività sportiva e a corretti stili di vita. Gli  atleti della Polizia di Stato sono partiti ieri, intorno alle 09.30 da Punta Faro di Messina in un clima di festa ed hanno raggiunto Cannitello a Villa San Giovanni in Calabria.L’evento è stato seguito da equipaggi della Squadra Nautica della Polizia di Stato a bordo degli acquascooter,  le “volanti in mare” che ogni giorno pattugliano la costa messinese.


Messina Donna ferita in sparatoria  fuori discoteca, CC 2 in manette. Si tratta di  Alessandro CUTE' 22enne e Gianfranco ALOISI 24enne. Il ferimento della ragazza si era verificato il 22 luglio davanti al lido del litorale tirrenico messinese.  I due braccati dai Carabinieri si erano consegnati nella tarda serata del 25 luglio.  La  convalida del fermo è stata decisa il 28 luglio con la rubricazione in tentato omicidio ed applicazione della custodia cautelare in carcere.  Il GIP di Messina dott. Fiorentino  ha convalidato il fermo di indiziato di delitto emesso dalla locale Procura della Repubblica nei confronti di Alessandro CUTE'  e Gianfranco ALOISI, i due giovani noti arrestati martedì sera dai Carabinieri poiché ritenuti responsabili del ferimento patito da una ragazza 34enne, attinta alle gambe da 2 colpi di arma da fuoco mentre usciva da una discoteca del litorale peloritano. Lo  stesso GIP, a carico dei due giovani, nell'applicare la custodia cautelare in carcere, ha modificato il capo di imputazione, sostituendo le "lesioni personali" con la ben più grave accusa di "tentato omicidio".


Milazzo ME – Sfondano portone col carro: CC sgominata gang furti.  I Carabinieri Compagnia di Milazzo hanno bloccato 3 persone: Ettore SOLANO 33enne, Massimiliano CANTELLO 28enne e Paolo GRASSO 26enne. I militari nella nottata  hanno fermato il gruppo impegnato nel furto aggravato in concorso. I tre stavano tentando di saccheggiare alcune attività imprenditoriali nell’area industriale di Giammoro. Gli uomini dell’aliquota radiomobile, impegnati in servizio di pronto intervento 24 ore al giorno, stavano transitando in piena notte per le strade del comune di Pace del Mela.  La  centrale operativa  ha segnalato la presenza sospetta di diversi soggetti che si aggiravano nell’area. I militari hanno iniziato una serrata perlustrazione che ha dato i suoi frutti. I  carabinieri in un locale ditta di serramenti hanno sorpreso i 3  che avvalendosi di un autocarro avevano sfondato il portone di accesso all’area interessata iniziando ad adoperarsi ed utilizzando tutti gli arnesi da scasso contenuti nel furgone. I carabinieri infatti avendo  accerchiato i 3 non hanno consentito loro di fuggire sorprendendoli con le mani nel sacco. I tutori dell’ordine, dopo avere bloccato e sottoposto i 3 a perquisizione hanno rinvenuto nel mezzo attrezzi vari da scasso, flex, corde d’acciaio, alimentatore inverter e torce, il tutto sottoposto a sequestro. I tre identificati in Ettore SOLANO, Massimiliano CANTELLO  e Paolo GRASSO sono stati condotti presso la compagnia di Milazzo,  e dichiarati in arresto, in attesa dell’udienza di convalida.


Taormina  MeEstorsioni ad imprenditori, CC scoprono 2 legati a gruppo catanese. Si tratta di Emanuele Salvatore Blanco  43enne nato Catania, residente a Fiumefreddo di Sicilia ed  Antonio Faranda 37enne nato Catania, residente a Fiumefreddo di Sicilia. I militari della Compagnia Carabinieri di Taormina, la notte scorsa, presso la Casa Circondariale di Siracusa hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.i.p.  Eugenio Fiorentino del Tribunale di Messina su richiesta del Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina-Dottor Sebastiano Ardita- e del sostituto Procuratore della Repubblica-Dottor Francesco Massara-, nei confronti di 2 presunti esponenti di “Cosa Nostra” Etnea,  ritenuti responsabili – a vario titolo – di estorsione in concorso, con l’aggravante del metodo mafioso: Francesco Antonio Faranda, ritenuto appartenente  clan “Brunetto”, egemone nell’area sub-etnea nord-occidentale; Emanuele Salvatore Blanco, ritenuto appartenente  anch’egli al clan “Brunetto”. I provvedimenti di carcerazione sono scaturiti dalla prosecuzione una più complessa attività d’indagine svolta dall’Aliquota Operativa e convenzionalmente denominata “Good Easter” che portò nel mese di Aprile 2017 all’arresto anche di altri due presunti esponenti di spicco di “Cosa Nostra” e con oggetto  l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti anche di Carmelo Porto 59enne nato Catania, residente a Calatabiano (CT),  ritenuto anche per pregresse vicende giudiziarie elemento apicale del clan mafioso “Cintorino”. I  militari dell’Arma, nella prima operazione  durante l’attività di prevenzione avevano acquisito da fonti confidenziali la notizia che appartenenti a clan mafiosi operavano anche nel Comune di Taormina tentando di sottoporre ad estorsione attività economiche e nello specifico rivendite di autovetture.  Gli investigatori hanno appurato, in questa circostanza che i due soggetti tratti in arresto per estorsione in concorso, con l’aggravante di aver agito con il metodo mafioso sempre nell’Aprile scorso,  avrebbero posto in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere un imprenditore titolare di agenzia del luogo a concludere un contratto di assicurazione di autoveicolo con targa di prova, nonostante la targa non fosse registrata alla banca dati, condizione questa necessaria alla conclusione del contratto. I carabinieri hanno appurato nello specifico che l’imprenditore, dopo avere comunicato ad uno degli aguzzini il rifiuto alla stipula del contratto di assicurazione, avrebbe ricevuto  telefonicamente la seguente minaccia     “….Sono problemi tuoi, forza il sistema, premi il bottone e fammi la polizza..” e poi ancora: “…senti tu non lo sai chi sono io? Quando ti chiedo una cosa chiudi l’ufficio e vieni subito a casa mia, non ci vieni?”, altrimenti avrebbe sistemato con le maniere forti la faccenda. I militari  hanno predisposto tra le altre attività un servizio di vigilanza nei confronti della vittima e della sua compagna. I  carabinieri hanno notato la presenza di un soggetto (prontamente riconosciuto in Emanuele Salvatore Blanco) il quale nel tardo pomeriggio ad Aprile si sarebbe posto davanti alla porta dell’agenzia della vittima ed al suo  arrivo vi avrebbe fatto ingresso  soffermandosi per alcuni minuti.  Blanco, una volta uscito si metteva alla guida della sua auto  ma veniva bloccato ed accompagnato presso una Stazione Carabinieri dipendente dalla Compagnia di Taormina.  Le risultanze investigative condotte dai militari hanno trovato riscontro e risultavano concordanti con la Procura della Repubblica di Messina che analizzate le fattispecie di reato hanno ritenuto la sussistenza di esigenze cautelari gravi ed attuali nei confronti di entrambi gli indagati. L’Autorità Giudiziaria ha valutato specificatamente un concreto e grave pericolo di reiterazione della medesima attività criminosa che si ricava agevolmente dalle peculiari connotazioni oggettive della condotta delittuosa descritta.  Gli investigatori hanno valutato determinante anche questa  il coraggio, la determinazione e la collaborazione dimostrata dall’imprenditore che in piena sinergia con la Magistratura di Messina e con l’Arma dei Carabinieri ha permesso di assicurare alla giustizia 2 pericolosi malviventi. La loro opera ha permesso agli inquirenti,  in tempi  brevissimi, di respingere il fenomeno criminale che cercava di trovare spazio nella fascia costiera dell’Ionio e nei vicini comuni limitrofi.  Lew Forze dell’Ordine  auspicano che altri imprenditori possano con celerità rivolgersi alla magistratura inquirente ed all’Arma dei Carabinieri in modo da poter mettere fine al fenomeno, purtroppo ancora presente, delle estorsioni sul territorio. Gli stessi imprenditori denunciando hanno permesso il brillante risultato, frutto di un certosino lavoro di squadra, e che ha saputo, ridare la libertà a loro stessi che da tempo si vedevano costretti a pagare con i loro sacrifici “il pizzo” al sol fine di non avere minacce e ritorsioni ulteriori.


Messina  - Presi 3 ragazzi incendiari per fiamme a colline Fondo Fucile. I minorenni responsabili sono stati bloccati dalla Polizia. Una ragazzina di 14 anni e due coetanei di 13 e 15 sono i responsabili dell’incendio che sabato pomeriggio ha interessato le colline dell’area di Fondo Fucile.I maldestri avevano ancora nelle tasche gli accendini con cui hanno appiccato il fuoco quando sono stati sorpresi dai poliziotti. I ragazzini   hanno consegnato il materiale agli agenti ed hanno confessato quando hanno capito di essere stati scoperti. “Abbiamo fatto una stupidaggine”, ha ammesso uno dei tre. Nessuno dei ragazzi ha saputo dare una spiegazione a quanto fatto. Gli agenti delle Volanti, impegnati nel controllo del territorio, subito intervenuti, erano stati allertati da numerose telefonate di cittadini preoccupati per le improvvise fiamme che velocemente si stavano propagando. Alcune persone avevano notato i tre ragazzini muoversi su per la collina. I Vigili del Fuoco, immediatamente interessati dalla Sala Operativa della Questura, sono riusciti a bloccare l’incendio ed   evitare che le fiamme raggiungessero le abitazioni vicine ai piedi della collina. Una vasta porzione di vegetazione è comunque andata distrutta. I tre responsabili, incensurati, sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria per i Minorenni per il reato di incendio boschivo e riaffidati ai congiunti.


Taormina Blitz carabinieri Operazione “De Greci” a Taormina, bloccata gang ladri catanesi su auto. Si tratta dei catanesi Ivan Bertino 31enne, Lorena Consoli 27enne finiti ai domiciliari, Annamaria Di Bella 36enne e Carmelo Di Silvestro 39enne sono stati condotti nel carcere di Catania a “Piazza Lanza”. I Carabinieri della Compagnia di Taormina in collaborazione con  quelli del Comando Arma di Catania Fontanarossa, alle prime luci del giorno all’alba, a  Catania-Librino hanno notificato  4 ordinanze di custodia cautelare di cui 2 in carcere e 2 arresti domiciliari emesse dal Tribunale di Messina - sezione del Giudice per le indagini preliminari-  nei confronti di 4 soggetti già noti alle Forze dell’Ordine, di cui 2 donne, resisi responsabili a vario titolo dei reati di furto aggravato in concorso, indebito utilizzo di carte bancomat. La misura cautelare ha raggiunto Ivan Bertino, Lorena Consoli, Annamaria Di Bella  e Carmelo Di Silvestro  tutti residenti a Catania. Il giudice ha disposto nei confronti dei primi 2 la misura cautelare degli arresti domiciliari e nei confronti degli altri 2 indagati il carcere per cui sono stati condotti a Catania “Piazza Lanza”. Gli indagati, nel territorio di Taormina, sulla fascia costiera,  nei pressi di note discoteche, nell’ambito di un medesimo disegno criminoso ed in concorso tra di loro, con violenza sulle cose approfittando del fatto che i proprietari delle auto  si trovassero in diversi e vari locali notturni, spaccando i finestrini delle macchine facevano razzie all’interno asportando tutti gli effetti personali. La banda era ben organizzata ed all’interno ognuno aveva un ruolo ben definito. Gli  indagati, dopo aver provveduto a frantumare 1 finestrino di una macchina parcheggiata nei pressi di una nota discoteca in Forza d’Agro’, al fine di trarne profitto per loro o per altri, arraffavano e si impossessavano di 1 borsello contenente indumenti, chiavi, carte di credito, documenti ed una borsa da donna con all’interno un piccolo borsello ed una Carta Post Pay. Le indagini dei carabinieri di Taormina e nello specifico di Forza d’Agro’ erano iniziate grazie alla collaborazione di due vittime. 2 derubati si erano presentati presso gli uffici della Stazione Carabinieri di Sant’Alessio Siculo sporgendo denuncia di furto subito e  perpetrato  la notte precedente. Le vittime avevano lasciato in sosta la loro macchina sulla pubblica via nei pressi di una nota discoteca del litorale ionico.  La banda aveva infranto 1 finestrino della macchina aveva arraffato 1 borsello contenente documenti e chiavi, portafogli e carte bancomat.   La  denunciante ha rappresentato ai Carabinieri che sul suo cellulare era giunto 1 Sms dalla sua banca segnalando che, alle ore 3.42 di quella notte, la sua carta bancomat era stata utilizzata presso un vicino sportello di un’agenzia della Banca sita a Taormina nel tentativo di prelevare denaro contante. I  militari hanno acquisito, le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, ed in particolare  su un supporto informatico con le riprese delle persone che in quella fascia oraria avevano cercato di prelevare denaro dallo sportello bancomat in questione. Le stesse immagini  venivano dapprima diramate a tutti i Comandi Carabinieri della Regione Sicilia e Calabria e successivamente estese a tutto il territorio nazionale. Gli investigatori, da quel momento hanno avviato un’intensa attività di polizia giudiziaria, in realtà già iniziata ai primi dell’estate. 2 soggetti, in  altra circostanza e sempre nei pressi della discoteca, erano stati tratti in arresto e trovati in possesso sia di refurtiva prelevata dai veicoli parcheggiati che di diversi attrezzi da scasso. I militari in seguito alle diverse indagini esperite hanno acclarato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico delle 4 persone poi identificate in ordine ai reati contestati. I maldestri infatti oltre al furto aggravato in concorso devono anche rispondere del reato contestato nell’articolo 55 del decreto legislativo 231/07 poiché gli stessi la fine di trarne profitto per loro ed altri hanno indebitamente utilizzato, non essendone titolari,  il bancomat di una vittima tentando di prelevare denaro contante. Il Gip nella sua ordinanza ha osservato come esistessero esigenze cautelari a carico degli indagati riferibili al concreto ed attuale pericolo di reiterazione di reati dello stesso tipo.   Il  Gip ha osservato come tale pericolo emerge in termini di concretezza ed attualità dal fatto che gli indagati avevano agito a volto scoperto incuranti di essere ripresi dal sistema di videosorveglianza con un modus operandi che è tipico di chi svolge abitualmente e con professionalità questo tipo di condotte criminose.  Le  quattro persone indagate, al temine delle operazione, sono state tradotte rispettivamente 2 presso i loro domicili in regime di arresti domiciliari, gli altri 2 accompagnati presso il carcere maschile e femminile di Catania a “Piazza Lanza”.


Messina Polizia ammanetta pusher: 326 g. marijuana nascosta in camera da letto. Si tratta di Cosimo Idotta 33enne messinese, già noto. Il personaggio teneva la droga nascosta nel cassone della serranda della camera da letto. I  poliziotti delle Volanti, nell’ambito di mirati servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di droga, hanno rinvenuto e sequestrato nell’appartamento 326 grammi di marijuana. I tutori dell’ordine nella stessa stanza hanno rinvenuto e sequestrato 1 bilancino di precisione, 1 coltellino a serramanico, delle forbici, della carta stagnola, 1 calendario da tavolo sul quale erano segnati numerosi nominativi con i rispettivi numeri telefonici e la somma di denaro pari ad  105 €  ritenuta provento dell’attività illecita. Il trentatreenne è stato arrestato e stamane è stato giudicato con rito direttissimo e condannato alla pena di 1 anno e quattro mesi per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.


Barcellona Pg ME – Carabinieri arrestano 3 evasi, dopo 24ore di latitanza. Si tratta di Emanuele ROSSITTO  18enne, Vittorio SMIROLDO 24enne e Gaetano SCHIACCITANO 21enne. L’arresto dei 3 giovani evasi dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto è frutto di un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, diretta dal Procuratore Emanuele CRESCENTI, ed avviata immediatamente dopo la fuga dai Carabinieri e dalla Polizia Penitenziaria. Emanuele ROSSITTO, Vittorio SMIROLDO e Gaetano SCHIACCITANO, la notte del 13 luglio, dopo aver pianificato accuratamente la loro fuga, avevano divelto le inferriate poste nella finestra della loro cella ed oltrepassato il cortile del carcere. i reclusi hanno superato il muro di cinta dandosi alla fuga, facendo perdere le loro tracce. L’allarme, dato immediatamente dal personale della casa circondariale al 112, ha fatto scattare subito le ricerche da parte dei carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto. I  carabinieri, dopo alcune ore, hanno ritrovato a Santa Lucia del Mela l’auto con cui i 3 si erano allontanati per raggiungere il loro rifugio. La   prima ricostruzione dei fatti: gli evasi hanno potuto contare sull’aiuto di 1 complice che li aspettava oltre le recinzioni della struttura penitenziaria con un auto che aveva rubato poco prima in località Fiumarella di Merì. Le ricerche si sono concentrate immediatamente nel territorio di Santa Lucia anche con il supporto dei carabinieri del Nucleo Elicotteri di Catania.  La  latitanza sarebbe stata favorita dalla rete di familiari ed amici su cui i tre giovani hanno potuto contare, non solo nell’hinterland barcellonese ma anche nella città di Messina.  L’appoggio dei parenti sul territorio di Santa Lucia ha permesso ai ricercati d’usufruire di più rifugi messi a disposizione per la loro latitanza. I servizi prolungati di pedinamento, protrattisi senza soluzione di continuità, hanno permesso di seguire gli spostamenti dei famigliari e di poter così intercettare ed arrestare gli evasi. La fuga dei tre giovani si è conclusa nelle prime ore del pomeriggio, quando a distanza di poche ore l’uno dall’altro sono stati localizzati ed arrestati. Vittorio SMIROLDO ha lasciato i compagni per chiedere maggior sostegno e copertura alla sua latitanza dall’amica Silvia Rolla di Messina, la quale già nell’immediatezza dei fatti era stata inserita nella cerchia di amici e parenti che avrebbero potuto dare manforte alla clandestinità dei fuggiaschi. I Carabinieri e la Polizia Penitenziaria, che già pedinavano la donna e tenevano sotto osservazione la sua abitazione, hanno intercettato ed arrestato SMIROLDO al momento del loro incontro lungo il Viale Libertà della città. Altri  uomini impegnati sul campo, seguivano nella pianificazione di un contestuale controllo delle zone d’interesse, la sua convivente, Serena GUERCIO, le  indagini da parte dei Carabinieri si sono concentrate   subito su di lei in quanto sospettata di aver agevolato la fuga.La ragazza, infatti, ha effettuato numerosi spostamenti tra i territori di Milazzo e Santa Lucia del Mela ed era in contatto con i parenti dei fuggitivi che vivevano a Santa Lucia ed a Milazzo. Il  cerchio poi si è stretto sugli altri due i quali, appresa la notizia della cattura del compagno SMIROLDO ed intuendo che le forze dell’ordine fossero vicine al loro ritrovamento, hanno deciso di dividersi. Gaetano SCIACCHITANO ha cercato di raggiungere il porto a Milazzo, ed è stato tratto in arresto dai Carabinieri di Barcellona P.G. mentre si trovava nei pressi della fermata del bus vicino  l’Ospedale di Milazzo. I  Carabinieri e la Polizia penitenziaria nel territorio di Santa Lucia hanno eseguito serrate ed accurate perquisizioni in abitazioni abbandonate nei pressi del Castello e, dopo aver fatto irruzione in una di queste hanno trovato ed arrestato Emanuele ROSSITO.Tutti gli arrestati su disposizione del Sost. Procuratore della Repubblica Sarah Caiazzo sono stati associati alla Casa Circondariale di Messina Gazzi.


Messina -  Rapina a donna anziana dai domiciliari: inl carcere. I  poliziotti delle Volanti ieri mattina hanno arrestato Santo Gasbarro 21enne messinese, già noto, su esecuzione dell’ordinanza di misura cautelare della custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina, dott.ssa Daniela Urbani. Il ventunenne, che era stato già arrestato in flagranza lo scorso 13 luglio per evasione, ed è stato raggiunto dalla misura cautelare perché considerato responsabile del reato di rapina aggravata ai danni di un’anziana donna, consumata lo scorso 21 aprile a Bordonaro. Gli accertamenti della Polizia, hanno infatti dimostrato che fu lui a strappare con violenza la borsa ad un’anziana signora, procurandole un trauma alla spalla sinistra. Il  giovane,  come da ordinanza è stato condotto presso il carcere di Messina Gazzi.

Furto, preso 24enne, filmato da telecamere. Si tratta di Giuseppe Esposito  24enne messinese,  già noto. Il personaggio, lo scorso 26 ottobre, aveva depredato una pizzeria nella zona nord, impossessandosi di insaccati e formaggi vari.  Le telecamere nell’esercizio commerciale però l’hanno tradito permettendone l’individuazione. I poliziotti del Commissariato Nord, visionando le immagini del sistema di videosorveglianza, l’hanno riconosciuto e denunciato. Gli  stessi agenti del Commissariato ieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina.  

Evaso dai domiciliari, preso da  Polizia. Poliziotti  delle Volanti, ieri pomeriggio, nell’ambito degli specifici servizi di controllo delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale, hanno proceduto all’arresto per evasione di Luigi Mancuso 53enne messinese, sottoposto agli arresti domiciliari, non è stato trovato presso la sua abitazione. Il personaggio stamane è giudicato con rito direttissimo, così come disposto dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina dr.ssa Federica Rende.


Messina – Ndrangheta,narcotraffico ed armi: Carabinieri, Operazione Scala reale presi 12 tra cui 2 minori. Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. dottoressa Tiziana Leanza, su richiesta dei Sostituti Procuratori della D.D.A. dottori Vito Di Giorgio e Angelo Vittorio Cavallo, ha riguardato: Alessandro BRIGANDÌ 18enne nato a Cinquefrondi (RC), custodia cautelare in carcere; Paolo BRIGANDÌ 45enne nato Scherzingen (CH), custodia cautelare in carcere; Antonio DICOSTA 25enne nato a Lametia Terme (CZ), custodia cautelare in carcere; Luigi FIDUCIA 42enne nato a Vibo Valentia (VV), custodia cautelare in carcere; Ignacio Francisco GONZALEZ PEREZ 27enne nato a Santa Clara (Cuba), custodia cautelare in carcere; Romina LAMAZZA 33enne nata a Messina custodia cautelare in carcere; Giancarlo LA TORRE  55enne nato a Roma, custodia cautelare in carcere; Giuseppe MAZZONE  48enne nato a Vibo Valentia (VV)  custodia cautelare in carcere; Giuseppina MERLO  49enne nata a Patti (ME), custodia cautelare agli arresti domiciliari; Antonino NIOSI 21enne nato a Patti (ME), custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il Comando Provinciale Carabinieri di Messina, prime ore, nel territorio di provincia ed in quelle di Reggio Calabria e Vibo Valentia, ha dato esecuzione a 2 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina e da quello del locale Tribunale per i Minorenni, su richiesta rispettivamente della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo peloritana e della locale Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, nei confronti di 12 soggetti (8 dei quali verranno ristretti in carcere, 2 sottoposti agli arresti domiciliari, 1 minore ristretto presso Istituto Penale Minorile e 1 minore collocato in una struttura comunitaria), ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti anche a minori, nonché detenzione illegale di armi da fuoco. Il provvedimento restrittivo scaturisce da una complessa attività d’indagine sviluppata, sin dal mese di settembre del 2016, dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Messina, che ha consentito di individuare vertici e affiliati ad una compagine di narcotrafficanti collegata alle articolazioni territoriali della ‘ndrangheta reggina e vibonese, che gestiva una larga fetta dello smercio di marijuana e cocaina nella zona di Patti e nei centri vicini. La clientela del gruppo criminale, per una precisa scelta di strategia commerciale, era quasi interamente costituita da minorenni di ogni ceto sociale, unicamente accomunati dalla dipendenza più o meno marcata dalle sostanze stupefacenti. I luoghi di spaccio preferiti dal gruppo, che poteva contare su una fitta rete di pusher (alcuni dei quali  minori), erano le scuole secondarie e gli istituti superiori dell’hinterland della fascia tirrenica della provincia di Messina, con particolare riguardo all’area pattese, nonché i luoghi di aggregazione giovanile più frequentati, sapientemente individuati e scelti in relazione alla potenziale clientela che li frequentava. Gli indagati, oltre che gestire una propria fiorente rete di spaccio ad dettaglio nella rispettiva zona di residenza, avevano costituivano anche un ulteriore canale di fornitura ad altri spacciatori dell’hinterland tirrenico della provincia peloritana dello stupefacente, proveniente interamente dalla Calabria dove i vertici del sodalizio sgominato potevano contare su stabili e consolidati rapporti “commerciali” con persone contigue alla ‘ndrangheta di Vibo Valentia e di Rosarno in provincia di Reggio Calabria. L’attività investigativa nel suo sviluppo ha già portato all’arresto in flagranza di 2 corrieri e al sequestro di considerevoli quantitativi di stupefacente. Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale dei Minorenni dott. Michele Saja, su richiesta del Sostituto Procuratore della repubblica presso il tribunale per i Minorenni di Messina, dott. Andrea Pagano, ha riguardato anche due minorenni uno dei quali, un quindicenne, è stato tradotto presso l’Istituto Penale Minorile di Palermo e l’altro accompagnato in una struttura di accoglienza siciliana.


Barcellona PG ME –  Pusher a domiciliari spaccia marijuana: Polizia, in carcere. Si tratta di Marco Coniglio 37enne, nato a Priolo Gargallo. I poliziotti del Commissariato P.S. di Barcellona Pozzo di Gotto hanno eseguito l’ordinanza, emessa dal Tribunale del Riesame di Messina, con la quale è stato accolto l’appello del P.M. presso il Tribunale di Messina, e con cui è stata disposta la misura cautelare personale della custodia in carcere nei confronti del Coniglio,  in atto sottoposto agli arresti domiciliari, perché ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.  Il  trentasettenne, già ristretto agli arresti domiciliari lo scorso 1 maggio, era stato arrestato in flagranza perché, a seguito di perquisizione domiciliare, gli agenti di Barcellona P.G. lo avevano trovato in possesso di circa 550 grammi di marijuana, abilmente occultati nel filtro della cappa della cucina. Il personaggio, nella circostanza era stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari.


Patti Me Polizia scopre gang 8 rapinatori in villa, operazione “Linea d’Addio 2”.  7 sono gli esponenti raggiunti da misura cautelare in carcere: Gianluca TERRANA 30enne di Termini Imerese (ritenuto dagli inquirenti il capo della banda); Angelo INCARDONA 40enne  di Campofelice di Roccella; Giuseppe AUGETTO 29enne   di Termini Imerese; Francesco LAMIA 28enne  di Termini Imerese; Antonino LA BUA   27enne   di Termini Imerese; Robert Costantin AIOANI  21enne nato in Romania; Iulian Georgian HATOS  22enne nato in Romania. Destinatario di misura cautelare degli arresti domiciliari è: Franco GALATI RANDO 48enne, residente a Tortorici. Gli investigatori hanno chiuso il cerchio per i componenti della banda dei  responsabili di incursioni criminali in ville del messinese e del palermitano. La  Polizia ha scoperto una vera e propria associazione per delinquere finalizzata a rapine e furti. I  componenti della pericolosa banda, protagonisti di violente incursioni criminali in abitazioni del messinese e palermitano tra l’ottobre e dicembre scorsi sono stati definitivamente incastrati dalla Polizia. Gli investigatori sono giunti al brillante   risultato   a seguito di un minuzioso ed intenso lavoro investigativo svolto dai poliziotti del Commissariato di P.S. di Patti, coordinato dalla Procura della Repubblica di Patti. L’inchiesta   ha portato   ha     smascherato le gravi responsabilità in capo ad una banda, cha priva di alcun scrupolo e con violente scorribande, s’ingegnava  al fine di mettere a segno tutta una serie di colpi presso abitazioni private, per lo più ville isolate, del messinese e palermitano, spesso incutendo terrore alle loro vittime. I  poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti, coadiuvati dai colleghi del Commissariato P.S. di Termini Imerese e del Posto Fisso di Polizia di Tortorici, all’alba hanno dato esecuzione all’ordinanza di misure cautelari emessa dal GIP, dr. Andrea La Spada, su richiesta del Sostituto Procuratore D.ssa Giorgia Orlando, con la quale risultano chiare le responsabilità degli 8 individui. L’inchiesta era stata avviata a seguito di una prima fase dopo la violenta rapina ai danni dei coniugi anziani di Ucria, sorpresi in piena notte nel sonno, nell’ottobre 2016, nella loro abitazione dai malviventi. I rapinatori   incappucciati ed armati di coltello e mannaia,   depredarono con violenza di tutto ciò che di valore i due possedevano in casa ed addosso, tenendoli, altresì, sotto sequestro. I  malviventi nel mentre raggiunsero e razziarono una seconda abitazione   a Capo D’Orlando. I  poliziotti riuscirono nello scorso mese di gennaio, a bloccare i pericolosi criminali, individuando a loro carico tutta una serie di responsabilità non solo per la prima rapina, ma anche per la commissione di altri furti in abitazione, messi a segno a Termini Imerese e a Sant’Agata di Militello.L’inchiesta da allora, grazie al prosieguo di un poderoso lavoro investigativo, incessantemente condotto dai poliziotti, ha permesso d’individuare e rivelare una pluralità di soggetti, risultati assiduamente impegnati in una frenetica attività di procacciamento di illeciti profitti. Gli inquirenti hanno  delineato i contorni di un sodalizio criminoso ben costituito ed organizzato,  ritenuto responsabile non solo dei primi fatti, ma di tutta una serie di nuovi atti, commessi anche attraverso violenza diretta alle vittime. L’attività investigativa sviluppata attraverso capillari operazioni di intercettazione telefoniche e di una attenta disamina dei tabulati telefonici, ulteriormente corroborate da preziosissimi elementi acquisiti, soprattutto in questa seconda fase, dall’analisi dei supporti telefonici sequestrati ai soggetti colpiti dalla prima ordinanza di misure cautelari (foto, messaggi vocali e conversazioni istantanee del tipo chat dell’applicativo whatsapp...), ha consentito di cristallizzare in capo ai malviventi una vera e propria associazione per delinquere dedita alla commissione di reati contro il patrimonio e la persona, facendo emergere la sussistenza di saldi legami tra gli associati, rafforzati da un stretta condivisione di interessi, da una assidua frequentazione personale, nonché da prassi operative condivise e reiterate. La polizia ha delineato un’organizzazione che passa attraverso un collaudato modus operandi che parte dalla condivisione informativa dei luoghi e delle abitazioni da colpire, passando poi dai relativi sopralluoghi fino al raggiungimento degli illeciti, emergendo, così, il sistematico ricorso a veri e propri “copioni”, messi in atto mediante il sapiente coordinamento dell’operato di più persone dislocate in posti diversi con specifica ripartizione di ruoli.  Gli investigatori hanno rilevato che   spicca, certamente, la figura di Gianluca TERRANA, a cui è attribuibile un ruolo carismatico. Il giovane sarebbe dotato, secondo gli inquirenti, di una evidente carica propulsiva rispetto alle attività illecite del sodalizio, e sarebbe il promotore ed organizzatore delle attività illecite imputabili alla banda. La polizia ritiene che il personaggio abbia svolto una funzione di minuziosa pianificazione e preparazione dei “colpi” da eseguire, sia tenendo i contatti a monte con i “basisti” INCARDONA E GALATI RANDO dai quali acquisisce le informazioni necessarie all’individuazione degli obiettivi che alla esecuzione degli illeciti, e sia procedendo ad accurati sopralluoghi preventivi sui luoghi prescelti, studiandone i relativi percorsi. Gli inquirenti ritengono che funga da raccordo delle attività dei sodali e, generalmente, rimanga all’esterno delle abitazioni delle vittime a coordinare le materiali condotte dei complici durante gli assalti criminali, rivolgendo loro precisi ordinativi che venivano eseguiti dagli stessi, recuperando gli uomini alla fine o nel momento della fuga. Il capo avrebbe accompagnato sui luoghi gli associati, da lui stesso ritenuti abili ed affidabili per operare nelle incursioni in case prescelte, decidendo addirittura l’abbigliamento da indossare. Il personaggio avrebbe disposto, organizzato e diretto attraverso un collaudato linguaggio metaforico, denominando le azioni criminali  come “campionato di calcetto”, ovvero definendo le stesse, soprattutto nella loro fase operativa, come “operazioni” mutuando chiaramente la terminologia dal gergo militare. La  personalità  e caratura criminale per gli inquirenti è facilmente intuibile laddove lo stesso, come estrapolato dall’analisi del proprio apparecchio telefonico, si ritrae fotografandosi, mentre ostenta un notevole quantitativo di banconote di grosso taglio, provento di una delle tante incursioni, sintomatico della sua spavalderia.  Gli investigatori ritengono che Antonino LA BUA, Francesco LAMIA e Giuseppe AUGETTO siano collaboratori perfettamente a conoscenza delle attività del sodalizio, cui partecipano di volta in volta fattivamente, conseguendone parte dei proventi.   I  fedeli collaboratori di TERRANA, quasi sempre presenti fisicamente nell’esecuzione dei colpi; mettono a disposizione i propri veicoli per gli spostamenti, per i sopralluoghi e per l’esecuzione dei delitti. Angelo INCARDONA per gli inquirenti sarebbe soggetto di vertice che, alla stregua di conoscenze imputabili ad attività personale o discendenti da qualificate relazioni con ulteriori fonti, dispone di un preciso patrimonio informativo connesso a selezionati obiettivi per le azioni criminali del gruppo e le mette a disposizione di esso dietro corrispettivo, interloquendo tendenzialmente con TERRANA. Il personaggio avrebbe  partecipato personalmente a taluni colpi e, comunque, interviene direttamente al bisogno per assicurare la fuga dei sodali. Franco GALATI RANDO,  è ritenuto dalla polizia altra figura di “basista” fonte di cui ci si avvale per la selezione di obiettivi per attività criminali da compiere nel messinese e segnatamente nel territorio nebroideo. I rumeni Robert Costantin AIOANI e Iulian Georgian HATOS  per gli inquirenti costituiscono manifestamente la pericolosa manovalanza delle cui attitudini ed abilità fisiche il sodalizio si sarebbe avvalso, disponendone secondo le esigenze, governandone i movimenti, conducendoli sui luoghi del delitto e recuperandoli a conclusioni delle operazioni criminali o in caso di fuga. L’intensa attività di indagine ulteriormente svolta ha permesso di evidenziare la pericolosità del gruppo e di individuarne le responsabilità dei sodali in relazione ad una serie infinita di scorribande, oltre quelle già evidenziate.  3 colpi in abitazione perpetrati nella notte tra il 2 ed il 3 dicembre scorsi a Lascari ed altro nella notte del 14 dicembre a Campofelice di Roccella, avrebbero evidenziato   chiare le modalità sistematiche di intervento del gruppo, che opera, con metodi ben definiti e tempistiche ravvicinate. La Polizia ha rilevato che l’organizzazione della banda e la sua pericolosità emergono ampiamente nella violenta tentata rapina in abitazione a Termini Imerese la sera del 10 dicembre, allorquando i malviventi, questa volta, armati di pistole e tutti travisati, con passamontagna scuri, sciarpe e guanti fecero irruzione in un’abitazione in zona di campagna. I malfattori intimarono, sotto la minaccia delle armi, alle tre donne anziane presenti di entrare nella stanza accanto. La riluttanza opposta da una delle donne, colpita da malore, scatenò l’aggressività dei criminali, che iniziarono a schiaffeggiare le malcapitate, scaraventandole per terra. La brutale azione criminosa veniva interrotta ed i tre erano costretti a darsi a precipitosa fuga nelle campagne circostanti, grazie alle grida lanciate dalle donne, che attirarono l’attenzione di parenti, vicini di abitazione, che intervenendo in soccorso, ritrovandosi anch’essi coinvolti nell’aggressione e ricevendo dai malviventi violente percosse. In questa occasione, un ulteriore elemento di carica criminosa è rappresentato dal nuovo e più evoluto modus operandi della banda, che, per la prima volta, dall’inizio dell’osservazione del sodalizio, ha fatto ricorso all’utilizzo di armi.


Messina -   Santapaola-Ercolano, DIA sequestra beni Pruiti nei Nebrodi. Uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, diretta dal Primo Dirigente della Polizia di Stato dr. Renato PANVINO, collaborata dalla Sezione Operativa di Messina, dalle prime ore della mattinata stanno eseguendo il decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Catania - Sezione Misure di Prevenzione, su proposta avanzata dal Direttore della D.I.A. Nunzio FERLA, in stretta sinergia con il Procuratore Distrettuale Antimafia dr. Carmelo ZUCCARO, nei confronti di Giovanni PRUITI  41enne (attualmente detenuto), soggetto ritenuto reggente del clan mafioso operante a Cesarò e gerarchicamente inquadrato alle dirette dipendenze del noto Salvatore CATANIA, quale referente territoriale per la zona di Bronte e territori limitrofi della famiglia  catanese “Santapaola”.Gli approfondimenti investigativi avviati dalla D.I.A. di Catania in stretta sinergia con la Procura Distrettuale Antimafia di Catania e quella di Messina, in seguito al noto attentato subìto dal Presidente del Parco dei Nebrodi – Dott. Giuseppe ANTOCI, hanno avuto ad oggetto anche le cospicue erogazioni di contributi AGEA nei confronti di soggetti collegabili direttamente o indirettamente ad associazioni mafiose operanti nel territorio nebroideo, con la svolgimento di mirate indagini patrimoniali. La  D.I.A. tra i numerosissimi soggetti monitorati ed analizzati ha evidenziato la figura di Clelia BONTEMPO, convivente del noto Giovanni PRUITI, fratello dell’ergastolano Giuseppe condannato per associazione mafiosa ed omicidio. Giovanni PRUITI è stato condannato nel 2005 con sentenza n. 392/05 emessa dal GIP presso il Tribunale di Catania per il reato di partecipazione ad associazione di stampo mafioso, associazione diretta da Salvatore CATANIA ed operativa nei territori di Bronte, Maniace, San Teodoro e Cesarò.  Giovanni PRUITI  il 14 febbraio 2017 nel frattempo secondo gli investigatori avrebbe assurto a capo del clan di Cesarò dopo l’arresto del fratello Giuseppe, ed è stato sottoposto a fermo, insieme al noto boss  Salvatore CATANIA, inteso Turi, ed altri, nell’ambito di un’operazione di polizia giudiziaria (cd. operazione Nebrodi) tesa a disarticolare le consorterie mafiose di Cesarò e Bronte. Gli investigatori ritengono che il legame con Salvatore Turi CATANIA abbia consentito al clan di Cesarò, capeggiato dai PRUITI, espressione della potente e pericolosissima famiglia catanese dei Santapaola-Ercolano, di cui il CATANIA costituisce elemento di spicco a capo del clan di Bronte, affiliato alla famiglia Santapaola, di  garantire gli affari illeciti nel territorio che da Bronte si espandeva fino ad Adrano e Paternò. Le  investigazioni hanno tracciato i rapporti con il famoso boss catanese Vincenzo AIELLO e gli emissari dei noti boss palermitani di Cosa Nostra LO PICCOLO. I tutori dell’ordine in particolare, da tale indagine hanno appurato come, in presenza di maggiori controlli e requisiti per ottenere l’affidamento di terreni demaniali (in seguito alla stipula del protocollo di legalità da parte del Presidente dell’Ente Parco, subordinato al rilascio della certificazione antimafia), i clan mafiosi si siano adoperati, con intimidazioni tipiche del metodo mafioso, per avere il controllo di terreni privati tramite i quali ottenere i relativi benefici economici. Le attività investigative della DIA svolte in quel contesto consentivano di documentare come il sodalizio riconducibile a Salvatore Turi CATANIA riuscisse ad ostacolare con il metodo mafioso ogni libera iniziativa agricola-imprenditoriale e condizionare fortemente il libero mercato. Il gruppo criminale avrebbe operato in prima istanza su tutti gli aspiranti acquirenti provocandone il recesso dalle trattative in corso, anche mediante concrete intimidazioni.Le evidenze investigative emerse dalle svariate indagini condotte nel tempo sul conto dei clan mafiosi operanti nel territorio dei Nebrodi, suffragate dalle condanne pronunciate in via definitiva dall’Autorità Giudiziaria, confermano l’elevato spessore criminale della famiglia PRUITI, i cui affari ruotano intorno all'accaparramento dei terreni agricoli in affitto, degli allevamenti e al controllo del settore della commercializzazione della carne. Le indagini condotte dalla D.I.A. si sono sviluppate principalmente sulla ricostruzione reddituale e patrimoniale di Giovanni PRUITI e del proprio nucleo familiare.La DIA in particolare ha evidenziato la sproporzione tra i redditi dichiarati ed il patrimonio acquisito nel corso dell’ultimo decennio, nonostante la cospicua percezione di contributi erogati da parte della Comunità Europea che, tra l’altro, non potevano essere assegnati a soggetti destinatari di misure di prevenzione e dei loro familiari, il patrimonio rilevato dalle investigazioni è risultato frutto di investimenti di gran lunga superiori ai flussi finanziari regolarmente dichiarati. Il Tribunale di Catania, accogliendo la proposta avanzata dal Direttore della D.I.A., ha disposto il sequestro dell’ingente patrimonio di cui  PRUITI risulta disporre direttamente od indirettamente, consistente in imprese operanti prettamente nel settore agricolo (allevamento e coltivazione dei fondi), numerosi terreni agricoli, fabbricato ubicato in Cesarò (ME), diversi veicoli, titoli ordinari AGEA e rapporti finanziari in corso di quantificazione. Il provvedimento è il completamento di una attività più ampia espletata dalla D.I.A. di Catania, che aveva determinato, con la proposta avanzata dal Direttore della D.I.A., l’esecuzione, il  17 marzo 2017, di un decreto di sequestro del patrimonio nella disponibilità di Giuseppe PRUITI, fratello di Giovanni.


 Messina - Polizia blocca presunto responsabile sparatoria villaggio Matteotti. Gli investigatori ritengono si tratti del personaggio già noto  Giacomo SANTAMARIA, messinese 39enne. La  Squadra Mobile della Questura di Messina, ieri pomeriggio ha eseguito la misura nei confronti  di SANTAMARIA Giacomo ritenendolo   l’autore della gambizzazione avvenuta sabato notte su viale Annunziata. L’attività investigativa dei poliziotti è stata tempestiva ed ha permesso di risalire al personaggio che dovrà rispondere dell’efferato gesto. SANTAMARIA è stato raggiunto dai poliziotti presso la sua abitazione dove nascondeva l’arma utilizzata per la commissione del fatto e gli indumenti indossati quella notte oltre che un fucile a canne mozze. Il personaggio è  stato condotto presso la locale Casa Circondariale di Gazzi in attesa di giudizio.


Barcellona PG  - 15enne arrestato per droga. I poliziotti del Commissariato, impegnati in servizi mirati al contrasto di attività illecite in materia di sostanze stupefacenti,  lo scorso 26 maggio a Barcellona Pozzo di Gotto, hanno avvicinato il pusher in via Risorgimento, il ragazzo è scappato abbandonando in un bidone della spazzatura 4 involucri, risultati poi contenenti droga. Gli agenti hanno rinvenuto altra sostanza stupefacente a casa del quindicenne, nascosta in uno zainetto, per un totale di 33,3 grammi di cocaina e 23,5 grammi di marijuana. Rinvenuto e sequestrato in mansarda anche materiale per il taglio ed il confezionamento delle singole dosi tra cui attrezzi, contenitori e sostanza da taglio. Il giovane è stato quindi arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, trasferito presso il Centro di Prima Accoglienza di Messina.


Messina -  80enne picchiato e rapinato in casa, agenti ammanettano donna e 17enne del palermitano. I  2 traditi da un pizzino. Si tratta di Angela PORCARO 30enne nata a Termini Imerese ed un ragazzo di 17 anni. I  2 sono stati arrestati dalla Polizia di Patti perché ritenuti i responsabili della grave aggressione ai danni di un ultraottantenne di Gioiosa Marea. La  donna ed il diciasettenne dovranno rispondere di tentato omicidio e rapina aggravata. I 2 maldestri hanno agito con premeditazione e con incredibile violenza per cui sono accusati del tentato omicidio e della rapina ai danni di un ultra-ottantenne aggredito  la sera  dello scorso 15 aprile.  I  fatti si sono verificati a  Gioiosa Marea, in contrada Palombaro, in aperta campagna, dove la vittima vive.  L’anziano stava mungendo una capra nell’ovile, adiacente alla sua abitazione, quando è stato raggiunto da uno dei due autori dell’aggressione: un diciassettenne, originario di Corleone. Il maldestro    ha colpito il malcapitato ripetutamente alle spalle con un bastone.   La  vittima ha tentato di reagire ma sarebbe entrata in scena la complice, Angela PORCARO, già nota per minacce, molestie ed oltraggio a pubblico ufficiale, che non ha esitato a colpire violentemente l’ultraottantenne con delle pietre. Gli aggressori hanno quindi sfilato il portafogli e le chiavi di casa all’uomo che li teneva in tasca e sono scappati via, lasciandolo   esanime a terra con una frattura al cranio, numerose ferite lacero contuse ed escoriazioni nel resto del corpo. I  poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti, sono risaliti ai due responsabili attraverso un capillare lavoro investigativo, partendo da un “pizzino”. La  traccia era stata lasciata dal 17enne che aveva già avvicinato la vittima nella stessa giornata dell’aggressione. Il maldestro si era  presentato in casa dell’anziano nello stesso pomeriggio con un bimbo di pochi anni, chiedendo dell’olio da comprare. La vittima  aveva fatto accomodare il carnefice  al quale aveva offerto da bere ed aveva anche dato un dolcetto al bambino. L’anziano ignaro della trappola aveva chiesto poi al diciassettenne di lasciargli il numero di telefono per poterlo contattare una volta trovato il venditore d’olio. Il maldestro diciassettenne ha scritto su un foglietto il suo numero di telefono  ed   indicato il nome di battesimo ed il luogo di origine. La articolata attività investigativa condotta dai poliziotti, attraverso la descrizione fornita dalla vittima, che, anche se sorpreso alle spalle, era riuscito a riconoscere nell’aggressore il ragazzo accolto in casa poche ore prima, insieme alle testimonianze di alcuni vicini ed ai riscontri calligrafici ha permesso l’emissione di due distinte misure cautelari a carico degli autori del grave episodio criminale. La prima, misura emessa dal GIP presso il Tribunale di Patti, dottor Andrea La Spada, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dottoressa Giorgia Orlando, è a carico di Angela PORCARO e ne ha disposto il trasferimento in carcere presso la casa circondariale di Palermo. La seconda, è stata emessa dal GIP presso il Tribunale per i minorenni di Messina, dottor Michele Saya, su richiesta del Sostituto Procuratore, dottor Andrea Pagano, ed ha disposto la detenzione del diciassettenne presso l’Istituto di Custodia per Minorenni di Palermo. Le  misure sono state seguite all’alba stamani dagli agenti del Commissariato di Patti, con la collaborazione dei poliziotti dei Commissariati di Termini Imerese e di Corleone.


Messina Carabinieri trovano droga occultata in vano ascensore  al rione Bisonte. I controlli operati dai Carabinieri di Messina nelle aree più sensibili della città continuano a dare risultati operativi. I militari della Compagnia di Messina Sud e del Nucleo Radiomobile, dopo il rinvenimento di munizioni nel quartiere di S. Lucia Sopra Contesse ed il sequestro di armi e droga a Mangialupi, operate nel mese di aprile hanno ispezionato  il rione di Bisconte.   Gli  uomini della Compagnia di Messina Centro, qualche giorno fa hanno espletato una massiccia azione di controllo condotta nei confronti di soggetti gravati da misure restrittive e nell’ambito di diversi immobili ritenuti di interesse operativo. I carabinieri, nel vano corsa di un ascensore di un immobile di Bisconte veniva rinvenuto 1 involucro in plastica contenente circa 15 grammi di cocaina. Il  sacchetto era poggiato alla base del supporto metallico del telaio, ed era stato perfettamente occultato ma non è sfuggito all’occhio attento dei militari che, avvalendosi dell’ausilio di una squadra dei Vigili del Fuoco di Messina, hanno avuto modo di cercare anche dove qualcuno pensava non si potesse arrivare. I tutori dell’ordine,   poco dopo, nel vano ascensore di un altro stabile di Bisconte,  hanno trovato un altro involucro in plastica contenente questa volta circa 150 grammi di marijuana, occultato con le stesse modalità del primo. Lo stupefacente è stato sequestrato.


Barcellona PG – Ai domiciliari col braccialetto tiene ½ kg droga  in cappa cucina. Marco Coniglio 37enne nato a Priolo Gargallo, aveva infilato la marijuana in sacchetti comunemente utilizzati per surgelare gli alimenti e poi li aveva nascosti nella cappa della cucina di casa. I poliziotti del Commissariato di P.S. di Barcellona Pozzo di Gotto hanno trovato lo stupefacente nel filtro della cappa. 5 sacchetti per un totale di 542 grammi di sostanza stupefacente. Il trentasettenne, già noto per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanza stupefacente, detenzione di sostanza stupefacente e spaccio, in atto sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, trasferito presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto.


MessinaAutostrade, Dia scopre elargizione incentivi progettuali non spettanti ad alcuni dirigenti. Uomini della DIA della Sezione Operativa di Messina e del Centro Operativo di Catania, dalle prime ore della mattina, a seguito di una complessa attività investigativa,  coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione, con il supporto dei Centri Operativi di Reggio Calabria, Palermo e Caltanissetta, ai provvedimenti per l’applicazione di misure cautelari personali e reali nr. 32/15 R.G.N.R. - nr. 750/15 R.G.GIP, emessi rispettivamente il  30 marzo e 11 aprile 2017 dal G.I.P. del Tribunale di Messina. I provvedimenti sono stati emessi, su richiesta del Proc. Agg. Sebastiano ARDITA e del Sost. Proc. Stefania LA ROSA della Procura della Repubblica di Messina, a seguito di una laboriosa indagine svolta, oltre che con i tradizionali metodi investigativi, anche con l’utilizzo di moderni sistemi tecnici di captazione, che ha  consentito di accertare l’indebito percepimento di incentivi progettuali gestiti dal C.A.S. per attività di specifica competenza e mai portate a termine, ovvero esistenti solo sulla carta, ed in forza delle quali venivano distribuite “a tavolino” somme di denaro non spettanti ad un gruppo ristretto di dipendenti del citato consorzio. Le attività investigative,  della DIA hanno accertato che il Consorzio ha a disposizione ingenti somme di denaro da destinare all’elaborazione ed esecuzione di lavori e progetti sulla rete autostradale di competenza. Gli investigatori hanno appurato e che in tale contesto si inseriscono sostanziosi “incentivi” da assegnare a diverse figure professionali previste per la realizzazione delle opere stesse, nonché a propri dipendenti per le proprie competenze tecniche ed il ruolo che svolgono quali “struttura di supporto”, hanno permesso di dimostrare come gli incentivi progettuali siano stati ad appannaggio di un circoscritto gruppo di dipendenti, diversificato per mansione e professionalità, prescindendo dall’effettivo contributo dato nell’ambito di ogni gruppo di lavoro, mentre, di volta in volta, venivano inseriti, in un numero minore di incentivi e comunque a rotazione, altri dipendenti, ai quali veniva fatto riconoscere una quota parte di incentivo progettuale al di là delle prestazioni effettivamente rese o necessarie. Le condotte illecite riscontrate dalla DIA sono il frutto di un sistema collaudato di alcuni Dirigenti in servizio al C.A.S. che, ricoprendo in taluni casi il ruolo di R.U.P. (Responsabile Unico del Procedimento) hanno strutturato un collaudato sistema di elargizione degli incentivi progettuali ad una ristretta cerchia di dipendenti al fine di garantirsi, nel tempo, lauti guadagni ed altre utilità personali, il tutto attraverso la predisposizione di decreti dirigenziali palesemente falsi, comportando così un considerevole danno economico al “Consorzio per le Autostrade Siciliane”.

Il Presidente CAS Rosario Faraci sulla vicenda ha dichiarato:”Profondamente rammaricato per gli sviluppi della vicenda giudiziaria su fatti risalenti al 2012 e 2013 – manifesta, anche a nome della Amministrazione e della Direzione Generale, la totale fiducia nell’operato della Magistratura. Il CAS procederà, secondo legge, ad adottare ogni conseguente provvedimento, come per legge, nei confronti dei dipendenti in servizio destinatari delle misure interdittive disposte dal Magistrato”.

Il  presidente della commissione Ambiente e Territorio dell’Ars, Mariella Maggio dice :

   “Basta con le polemiche inutili, i pregiudizi e i giochetti politici: il Consorzio autostrade siciliane così com’è strutturato non funziona. L’inchiesta della Dia di Messina, che coinvolge ben 57 dipendenti e che ha svelato il folle sistema degli incentivi al personale per progetti a volte inesistenti, lo conferma ancora una volta. Nonostante gli sforzi dell’attuale management di migliorarne l’assetto il Cas continua a produrre perdite e non è in grado di adempiere alla sua mission, quella di realizzare le opere fondamentali per rendere efficiente la rete autostradale e garantire la sicurezza degli automobilisti. Faccio appello a tutte le forze politiche ed al governo Crocetta affinché si valuti con molta attenzione il progetto di fusione del Cas con l’Anas, contenuto nella norma che è stata bocciata in commissione Bilancio. La Sicilia deve avere una società efficiente che si occupi delle autostrade, non può continuare ad avere un’azienda che si è rivelata spesso un carrozzone, comodo per lucrare sulla pelle dei cittadini. In questi giorni cruciali per la manovra finanziaria, governo e Ars dialoghino in maniera serena e concreta: occorre un salto di qualità, la politica non può permettersi in questa situazione di far finta di niente. Agire e subito. Senza tentennamenti”.


Messina - Picchia genitori, 46enne in manette per lesioni e violenze. La Polizia ha arrestato il messinese, inarrestabile nella spirale di violenza famigliare.  Un  46enne messinese, già precedentemente sottoposto agli arresti domiciliari, ieri è stato condotto in carcere dai poliziotti del Commissariato Nord, diretti dalla d.ssa Di Nuzzo. L’ultima vittima in ordine di tempo è stata il padre del turpe. L’anziano è stato sentito a sommarie informazioni negli Uffici di Polizia, mentre portava ancora addosso i segni della violenza subita poco prima. L’anziano genitore infatti aveva evidenti escoriazioni al viso provocate, come da sua stessa ammissione, dal figlio. Vessazioni e percosse, calci e pugni all’ordine del giorno nei confronti di entrambi i genitori, questa la condotta dell’individuo. Tra i precedenti anche la frattura scomposta della tibia ai danni della madre. Un’escalation di aggressività consumata all’interno delle mura domestiche che ieri, grazie alla sinergica collaborazione tra Forze dell’Ordine e magistratura, ha avuto fine.


Messina  - CC scoprono associazione culturale e  night club che maschera prostituzione: ragazze minacciate e sfruttate. I   Carabinieri hanno  sgominato un’associazione per delinquere dedita allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. 3 personaggi  identificati, dopo le formalità di rito: Mauro ABBADESSA 34enne è stato associato presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi, mentre  Daniele GALANO 37enne è stati  posto agli arresti domiciliari. Un terzo soggetto colpito da provvedimento restrittivo è risultato, al momento, irreperibile ed è attivamente ricercato. I  Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata di Militello in collaborazione con i colleghi pugliesi, nella notte di giovedì 6 aprile, a Sant’Agata di Militello e Foggia, hanno tratto in arresto 2 persone in esecuzione ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Patti su richiesta della Procura della Repubblica per il reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. I Carabinieri hanno condotto complesse ed articolate attività d’indagine che hanno consentito di ricostruire e documentare l’esistenza di una strutturata e ben coordinata consorteria criminale dedita allo sfruttamento ed al favoreggiamento della prostituzione. I presunti capi dell’organizzazione, tratti in arresto dall’Arma, avevano registrato come associazioni culturali senza scopo di lucro, attività commerciali destinate ad essere adibite a night club, nei quali, con intimidazioni, minacce e violenze, costringevano le ragazze a prostituirsi. Gli indagati, dietro la copertura di una fittizia associazione denominata “Lady Hairon” finalizzata a promuovere “l’organizzazione di manifestazioni e incontri con lo scopo precipuo di migliorare le comunicazioni sociali in modo libero e nell’assoluto rispetto della sensibilità altrui” avrebbero gestito, di fatto, nel centro di Capo d’Orlando un vero e proprio locale notturno all’interno del quale venivano consumati rapporti sessuali a pagamento tra le ragazze, reclutate dagli indagati ed usate come oggetto, ed i clienti. Le donne, formalmente registrate come socie dell’associazione privata, di fatto erano vere e proprie lavoratrici retribuite con importo fisso giornaliero e, in base agli accordi raggiunti, con quota a percentuale sulle prestazioni extra, consistenti dal semplice intrattenimento del cliente con consumazione di bevande ai servizi sessuali richiesti, che i gestori concordavano con i clienti. I rapporti sessuali venivano consumati nei privé allestiti all’interno del locale notturno oppure all’esterno, previo pagamento ai profittatori della tariffa pattuita. Gli arrestati, insieme all’atto sessuale, potevano procurare, a chi lo richiedesse, anche sostanza stupefacente dietro pagamento di un surplus sul servizio offerto. Le indagini hanno preso le mosse dai controlli eseguiti dai Carabinieri. I militari  hanno accertato difformità tra l’oggetto sociale delle associazioni “promuovere il tempo libero attraverso l’attuazione di iniziative e lo svolgimento di iniziative di natura culturale, ludica e ricreativa”, e le pubblicità presenti in rete. Immagini  dai contenuti espliciti, richiami sessuali ed erotici con fotografie di donne svestite in atteggiamenti decisamente provocanti erano apparsi anche sui social. Le investigazioni svolte dai militari, supportate da attività di intercettazione, hanno consentito di acquisire elementi probanti a carico degli indagati. Gli investigatori, nel corso delle attività, hanno evidenziato chiare ed inconfutabili prove che documentavano le condotte poste in essere dagli indagati, gravi episodi delittuosi ed il fine assolutamente criminoso della consorteria criminale costituita. L’Autorità Giudiziaria ha concordato con le risultanze investigative dei Carabinieri, portando in evidenza episodi di particolare crudeltà, violenza ed aggressività usata dagli indagati nei confronti di alcune ragazze. Le vessazioni inflitte dagli aguzzini erano finalizzate a costringere le donne a prostituirsi, creando nei loro confronti un stato di perenne intimidazione e soggezione, che le induceva a non ribellarsi al volere dei “protettori” per paura di ritorsioni. Le giovani, infatti, venivano sottoposte a stringente controllo anche fuori degli orari di lavoro, limitazioni della libertà personale, violenze fisiche e psicologiche, fino al sequestro dei documenti di riconoscimento per impedire la fuga.


Patti ME - Interdonato a vertice Commissariato. Il Vice Questore Aggiunto d.ssa Giuseppina INTERDONATO è il nuovo Dirigente del Commissariato P.S. di Patti. La  funzionaria è entrata nella Polizia di Stato nel 2002 dopo aver frequentato il 92° corso di formazione per Commissari presso l’Istituto Superiore di Polizia a Roma, la D.ssa Interdonato ha diretto, quale primo incarico, l’Ufficio Primo del Compartimento Polizia Ferroviaria di Cagliari. Trasferita nel 2003 presso la Questura di Ragusa con l’incarico di Dirigente dell’Ufficio del Personale, è approdata nel 2008 alla Questura di Messina dove con elevata professionalità, senso del dovere e devozione al lavoro, ha rivestito gli incarichi di Funzionario Addetto all’U.P.G. e S. P., di Dirigente del Commissariato P.S. Messina-Sud, di Funzionario addetto presso la Squadra Mobile e, per ultimo, di Vice Capo di Gabinetto e Portavoce del Questore.


Messina -  Consacrata  Cappella “Virgo Fidelis”. L’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, S.E. Mons. Santo Marcianò, il 7 febbraio 2017, alle ore 10.00, a Messina  nella storica Caserma di via Concezione, intitolata al “Capitano Medaglia d’Oro al Valor Militare Antonio Bonsignore”, ha celebrato il rito liturgico di consacrazione della Cappella “Virgo Fidelis”, ubicata all’interno del Comando Interregionale Carabinieri “Culqualber”. La cerimonia, articolata e ricca di significati, presieduta dall’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, è stata concelebrata dai Cappellani Militari Mons. Vincenzo Pizzimenti, Vicario Episcopale per l’Arma dei Carabinieri presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, Mons. Mario Ranieri della Guardia di Finanza, Sac. Andrea Di Paola della Marina Militare, Sac. Salvatore Falzone dei Carabinieri per la Sicilia Occidentale, Sac. Santo Battaglia Segretario dell’Ordinario Militare, Sac. Rosario Scibilia dei Carabinieri per la Sicilia Orientale, nonché dai sac. Orazio Anastasi, rogazionista, in rappresentanza del Rettore della Basilica Minore di Sant’Antonio di Messina, e Sac. Giovanni Lombardo, della Cattedrale di Messina.Il rito ha avuto inizio con la processione, preceduta da due Carabinieri in grande uniforme, dall’ingresso di via Concezione all’interno della Cappella, dove con l’acqua benedetta è stata aspersa tutta la chiesa lungo il suo perimetro. La manifestazione religiosa è proseguita con la benedizione dei fedeli, la liturgia della Parola e quindi il rito di dedicazione dell’altare.  Il momento centrale della celebrazione, è stato solenne con la successiva unzione, l’incensazione della Chiesa e  la copertura e l’illuminazione dell’altare e di tutta l’aula liturgica. La cerimonia ha suscitato, tra i presenti, particolare emozione quando Sua Eccellenza ha consacrato l’altare mediante unzione crismale e vi ha posto all’interno le reliquie dei Santi Annibale Maria di Francia e Santa Florentie Vergine e Martire.L’Ordinario Militare nell’omelia ha sottolineato l’importanza dell’altare come segno della presenza di Dio e fonte di comunione per il popolo sacerdotale che celebra il mistero pasquale di Cristo. Una  targa marmorea, al termine della funzione religiosa è stata scoperta a ricordo della solenne consacrazione dell’Altare ed intitolazione della Cappella alla “Virgo Fidelis”, Celeste Patrona dell’Arma dei Carabinieri. L’intera cerimonia è stata accompagnata, nei diversi momenti della funzione, dai canti intonati dal Coro Virgo Fidelis diretto da Padre Giovanni LOMBARDO. Rappresentanze istituzionali hanno assistito : la dott.ssa Francesca Ferrandino, Prefetto di Messina, autorità del mondo accademico, autorità militari, nonché Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri in servizio della sede. Il Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, Gen. C.A. Silvio GHISELLI, al termine della cerimonia, ha evidenziato come la Cappella completi la funzionalità del Comando nell’assistenza spirituale, quale luogo di raccoglimento, preghiera e riflessione per tutti i Carabinieri alla ricerca di un momento di pace, utile a superare le difficoltà quotidiane che sono chiamati ad affrontare ed ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell’evento.


Messina - CC bloccano sudanese per furto, mette Caserma a soqquadro durante identificazione. I  Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Messina, erano stati chiamati ad intervenire nella zona sud della città per sventare un furto. La  Centrale Operativa del Comando Provinciale di Messina ha ricevuto la segnalazione di un furto in corso in un supermercato di Tremestieri. 3 “Gazzelle” sul posto  hanno notato un giovane allontanarsi frettolosamente dal supermercato. I  militari hanno bloccato il sospettato ed hanno   appurato che si era introdotto nei locali sfondando la vetrina con un blocco di cemento da diversi Kg trovato per terra. I carabinieri ritengono che verosimilmente il ladro intendesse appropriarsi di generi alimentari. I tutori dell’ordine avendo la necessità di accertare l’identità del giovane, l’hanno portato in caserma per tutte le operazioni del caso, prima fra tutte l’acquisizione delle impronte digitali. Il  giovane quando però si è reso conto di quanto stava accadendo, si è opposto con una strenua resistenza ai Carabinieri, strattonandoli, gettandosi per terra, rovesciando attrezzature anche delicate, tanto da danneggiarle irrimediabilmente. I  militari per riportare il soggetto alla calma e procedere così alla sua identificazione hanno dovuto utilizzare tutte le capacità di convincimento. I carabinieri hanno appurato si trattava di un sudanese  28enne, in Italia senza fissa dimora e gravato da un decreto di espulsione. L’Autorità Giudiziaria ha disposto l’arresto per resistenza a P.U. e che il reo venisse accompagnato presso il carcere di Gazzi, oltre al deferimento per furto e danneggiamento, come disposto in sede di convalida dal magistrato.


Messina  - Favorì rapina in gioielleria, catanese ai domiciliari. I  poliziotti della Squadra Mobile di Messina ieri sera hanno arrestato ai domiciliari Alfio Alessandro PUGLISI 43enne nato a Catania. Gli  arresti della Polizia di Stato per le rapine messe a segno a Messina nei mesi scorsi salgono a cinque. Gli agenti hanno assicurato alla giustizia il quinto uomo ricercato. Il personaggio è stato raggiunto da misura cautelare eseguita ieri all’alba dalla Polizia di Stato. La misura, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, dott.ssa Daniela Urbani, su richiesta del Sostituto Procuratore, dr. Piero Vinci, ha permesso l’arresto di quattro pericolosi rapinatori e del Puglisi, considerato responsabile del reato di favoreggiamento reale, perpetrato a Messina il  3 settembre 2016, due giorni dopo la rapina messa a segno in una gioielleria del centro città. Le indagini della Polizia, coordinate dalla Procura della Repubblica hanno infatti dimostrato che fu lui, il quinto uomo, ad accompagnare uno dei rapinatori,  Salvatore Di Paola, presso un laboratorio gioielleria messinese chiedendo la stima di due bracciali “tennis” e di un anello “solitario” con ancora tanto di cartellino, trafugati due giorni prima. Il personaggio, come da ordinanza, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.


Messina - CC blitz  ad imbarcaderi Caronte : arrestati latitante armato e compagna. Il ricercato aveva addosso 1 pistola con colpo in canna. I Carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno messo fine alla latitanza del 46enne messinese, già noto, resosi irreperibile dal mese di aprile dello scorso anno, in quanto gravato da provvedimento cautelare per associazione a delinquere finalizzata alle truffe, al riciclaggio ed alla ricettazione. Il personaggio è stato bloccato agli imbarcaderi della “Caronte” dai militari dell’Arma insieme alla compagna 48enne, anch’ella già nota alle Forze dell’Ordine.  I  due soggetti, all’atto della cattura, erano anche in possesso di 2 pistole con matricola abrasa, di cui una con colpo in canna e cane armato e di numerose munizioni. I particolari dell’operazione illustrati in una conferenza stampa, nella mattinata, presso il Comando Provinciale Carabinieri di Messina.


Messina Trova ladro in auto, proprietario picchiato: 1 ammanettato da poliziotti. La Polizia ha eseguito ordine di carcerazione nei confronti di Claudio SIGNORINO 35enne messinese. Il personaggio dovrà rispondere di tentata rapina, danneggiamento pluriaggravato e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. I  poliziotti delle Volanti, stamane, hanno eseguito l’ordine di carcerazione, emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina d.ssa Monia De Francesco, nei confronti di Claudio SIGNORINO, ritenuto responsabile dei reati di tentata rapina, danneggiamento pluriaggravato e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. Il  trentacinquenne, il 3 dicembre scorso, nei pressi di villa Dante, si era infilato in un’auto in sosta, dopo averne mandato in frantumi il finestrino, ed aveva già tirato via dalla sua sede il display dell’impianto stereo e navigatore satellitare quando è stato sorpreso dal proprietario. Il soggetto, dopo un’accesa colluttazione con la vittima, era riuscito a scappare a bordo di una bicicletta elettrica.  Gli agenti delle Volanti impegnati nel controllo del territorio sono intervenuti sul posto  ed hanno ricostruito la vicenda risalendo all’identità del responsabile, personaggio noto alle forze di polizia. Gli agenti a seguito dell’attività svolta, hanno sequestrato 1 tenaglia e 3 giraviti. I poliziotti sulla pedana della bicicletta elettrica con cui il personaggio era fuggito inizialmente e che poi aveva abbandonato scappando a piedi hanno rilevato i cocci di vetro, verosimilmente appartenenti al finestrino dell’auto scassinata.


Sant’Agata di Militello CC Operazione “Affari di famiglia” 12 misure cautelari. Il  GIP del Tribunale di Messina ha ribadito le seguenti misure cautelari nei confronti dei 12 indagati. Misura cautelare in carcere: Francesco CONTI MICA; Mirko TALAMO; Alessandro TALAMO; Andrea CALA’ CAMPANA; Sebastiano GALATI MASSARO; Giuseppe BARBAGIOVANNI; Michele BONTEMPO VENTRE; Tutti già ristretti presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi, fatta eccezione per Andrea CALA’ CAMPANA ristretto presso il carcere di Siracusa;  Misura cautelare agli arresti domiciliari Luisa BONTEMPO; Antonino CONTI MICA; Carmelo CALA’ CAMPANA; Antonino COSTANZO ZAMMATARO; Salvatore MARINO GAMMAZZA. I Carabinieri della Compagnia Sant’Agata di Militello hanno eseguito 12 misure cautelari nell’Operazione “Affari di Famiglia” passano nella competenza della DDA di Messina. I tutori dell’ordine in relazione all’operazione “Affari di famiglia” scattata nella giornata del  6 giugno 2014, con l’esecuzione da parte dei Carabinieri della Compagnia di S. Agata Militello di  22 misure cautelari, hanno proceduto nella mattinata all’esecuzione di una misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su richiesta della DDA del capoluogo. Il giudice ha confermato il teorema accusatorio sulla sussistenza del vincolo associativo a carico di 12 indagati. La sussistenza era stata già espressa nella pregressa misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Patti, su richiesta della locale Procura.  Di fatti, la suddetta Autorità Giudiziaria, aveva contestato i vari capi di imputazione, e dichiarato la sua incompetenza funzionale per il reato associativo ex. art. 74 del D.P.R. 309/90, rimettendo il fascicolo ai Magistrati  del Capoluogo di provincia. Il  P.M. della Direzione Distrettuale di Messina ha proposto la nuova richiesta di misura cautelare ritenendo concordanti i gravissimi indizi sui componenti dell’aggregato criminale caratterizzato da una struttura di persone e mezzi che gestivano il traffico di droga nella provincia di Messina, gravitante nei contesti della cosca dei “batanesi”. Gli investigatori hanno evidenziato punto direttivo nel comune di Tortorici e connessioni operative rilevate anche nella provincia di Catania e Palermo dove i sodali si sarebbero riforniti dello stupefacente che poi immettevano sul mercato.


Barcellona P.G. - Carabinieri filmano ed arrestano badante estortore, ai domiciliari. I  Carabinieri della Stazione di Falcone non credevano ai loro occhi quando hanno avuto modo di accertare come l’autore di alcune inquietanti lettere di minaccia con richieste di denaro ricevute da un ottantacinquenne del luogo, fosse proprio il badante dell’anziano. Le manette ai domiciliari, nei giorni scorsi, sono scattate per  Filippo Munnia 46enne, posto agli arresti domiciliari in esecuzione di ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Patti per tentata estorsione aggravata, furto aggravato ed illecito utilizzo di carta bancomat ai danni di un uomo di ottantacinque anni che accudiva quotidianamente come badante. L’arresto, scattato a conclusione di fulminea ma complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri, è scaturita dalla denuncia presentata dai parenti del pensionato i quali, preoccupati da quelle lettere minacciose ricevute dall’anziano familiare, avevano deciso di contattare la Stazione Carabinieri del posto. I congiunti hanno riferito come il parente, in pochi giorni, avesse ricevuto più lettere anonime dal contenuto inquietante.   L’anonimo mittente con le missive, chiedeva un vero e proprio “pizzo”: 200 euro al mese da versare in corrispondenza con la percezione la pensione, richiesta che, ovviamente causava nell’anziano un legittimo timore per la propria incolumità e quella della sua famiglia, che nelle lettere anonime veniva esplicitamente minacciata. I  Carabinieri per individuare l’ignoto estorsore hanno deciso di assecondarne apparentemente le richieste : proprio come indicato nelle missive, l’anziano, percepita la modesta pensione, ha deposto 200 euro in banconote, non vere ma fotocopiate, in una busta da lettera, depositandola poi nella propria cassetta della posta, proprio sotto casa. Il  denaro naturalmente era costituito da banconote fotocopiate.  Un  soggetto non è passata più di qualche ora, con fare circospetto, si avvicinato alla cassetta postale cercando, ed anche aiutandosi con un ramo, di estrarre la busta con il presunto “pizzo”.   La  sorpresa è stata duplice: da un lato, infatti, il malfattore si rendeva conto che nella lettera non vi erano soldi veri ma soltanto banconote fotocopiate e, dall’altro, e poi ha trovato i Carabinieri, che intanto assistevano alla scena, grazie ad alcune telecamere collocate sul posto su autorizzazione della Procura, e lo riconoscevano. L’ignoto estorsore in realtà era Filippo Munnia, il fidato ed insospettabile badante che da tempo, godendo della piena fiducia della vittima e dei suoi parenti,  assisteva l’anziano in tutte le sue faccende quotidiane, compreso lo spostamento da casa all’Ufficio postale per il ritiro della pensione. Il prosieguo delle indagini dei carabinieri aggravava ulteriormente la posizione del Munnia, dato che la conseguente perquisizione condotta presso la sua  abitazione ha  consentiva ai militari di rinvenire a casa dell’indagato ulteriore documentazione attestante che lo stesso, in passato, aveva sottratto all’anziano anche la carta bancomat ed aveva eseguito illeciti prelievi per quasi 2000 euro ai danni dell’ignaro vecchietto, che aveva sempre considerato quest’ultimo uno  di fiducia. L’arrestato, come disposto dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Patti, Andrea La Spada, su richiesta del Sost. Proc. Giorgia Orlando, che ha diretto e coordinato le indagini dei Carabinieri di Falcone, è stato portato agli arresti domiciliari presso la sua abitazione. Per la risoluzione del caso, decisivo è stato il sostegno della FAI – Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiana e in particolare dell’A.C.I.O. (Associazione commercianti e imprenditori orlandini) di Capo d’Orlando presso la quale si è rivolta la figlia dell’anziano derubato ed estorto.L’Associazione non soltanto l’ha aiutata a rivolgersi ai Carabinieri ma fornirà anche assistenza legale nel corso del processo che seguirà.


Falcone Me 60enne tenta violenza sessuale di promoter 21enne. I militari della Stazione Carabinieri di Falcone (ME), alle ore 13.00 circa di ieri, hanno tratto in arresto ai domiciliari un pensionato 60enne, incensurato, ritenuto responsabile di tentata violenza sessuale. La vittima, una ragazza di 21 anni, era entrata in casa dell’arrestato per promuovere a titolo informativo alcune tariffe inerenti la fornitura di luce e gas della società presso cui lavora. L’aggressore, dapprima ha finto di mostrare interesse per la cosa, invitando la ragazza ad accomodarsi in casa, e successivamente le ha messo le mani addosso, immobilizzandola e gettandola su un letto.  La ragazza è fortunatamente riuscita a divincolarsi ed a rompere una finestra urlando “aiuto”. Le grida sono state sentite dalla sua collega che si trovava in una casa vicina, e che è accorsa immediatamente in aiuto dell’amica ed ha chiamato il 112.  la pattuglia dei Carabinieri, in servizio nel medesimo centro abitato nel giro di pochissimi minuti, è giunta sul posto ed ha tratto in arresto il malintenzionato.  La  violenza sessuale fortunatamente non si è consumata e la ragazza se l’è cavata con qualche lieve lesione e molta paura. Per il pensionato, invece, sono scattati gli arresti domiciliari, come disposto dal P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Patti.


Messina Presa donna evasa dai domiciliari. Maria DE LUCA 35enne era stata, da circa quindici giorni, posta ai domiciliari presso l’abitazione del compagno, dopo essere stata arrestata con l’accusa di tentata estorsione e lesioni personali aggravate nei confronti della madre che si rifiutava di mantenerla. La donna, dopo un litigio in famiglia, aveva abbandonato la casa dove era ristretta senza avere autorizzazione e senza informare il Comando di polizia. I tutori dell’ordine, avevano avviato le ricerche. Gli  equipaggi del Radiomobile l’hanno trovata proprio a casa della madre, sua precedente vittima, la quale da un paio di giorni sembrava avesse riaccolto la figlia, nonostante quanto le aveva causato in precedenza. La donna è stata immediatamente arrestata, in seguito alla celebrazione ieri mattina del rito direttissimo presso il Tribunale di Messina, e dopo la convalida dell’arresto ha subito una condanna per il reato di evasione, appena commesso, a 7 mesi di reclusione, con i benefici del rito abbreviato. Per Maria DE LUCA è stata ripristinata la precedente misura cautelare, ed è  stata posta nuovamente agli arresti domiciliari.


Milazzo - Carabinieri ammanettano 23enne per rapina ufficio Postale. Si tratta di Giulio GIANNITTO  23enne, residente a Santa Marina Salina ma di fatto domiciliato in zona  Milazzo che deve rispondere anche  di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, porto illegale di armi, danneggiamento. I militari di notte alle ore 03.30 circa,  hanno  udito scattare l’allarme dell’ufficio Postale di Milazzo che ha un collegamento automatico con la Centrale Operativa della Compagnia di Milazzo. I carabinieri della stazione di Milazzo, agli ordini del neo Comandante Maresciallo Capo Tommaso La Rosa, stavano effettuando una pattuglia nel territorio ed in pochi minuti sono arrivati per controllare cosa stesse succedendo. I carabinieri sono stati incuriositi da una piccola finestrella posta in alto, sul retro dell’ufficio postale. L’apertura presentava alcuni segni di effrazione.  I tutori dell’ordine hanno deciso di controllare l’interno della Posta. Uno  sconosciuto,  mentre gli uomini della Benemerita stavano procedendo al controllo, ha aperto la porta d’emergenza antipanico del retro e si dato alla fuga.  I  carabinieri hanno inseguito il fuggitivo per diverse centinaia di metri. Gli inseguitori hanno   “chiuso”  il maldestro in un vicolo cieco. Il  malintenzionato a quel punto si è avvicinato ad uno dei due militari e puntandogli un grosso pugnale alla gola ha cercato di divincolarsi. I carabinieri, con grande freddezza e professionalità, nel corso breve colluttazione, sono riusciti a disarmare il malintenzionato ed ammanettarlo evitando ulteriori e più gravi conseguenze. Uno  dei militari, al termine della colluttazione, ha riportato lievi ferite ad una mano ed  un ginocchio. I carabinieri, da un successivo sopralluogo nell’ufficio postale hanno notato che erano state forzate tutte le casse automatiche ed i cassetti delle scrivanie, erano stati danneggiati diversi arredi e porte interne.   Il  malintenzionato niente  era riuscito a portare via con se. GIANNITTO tratto in arresto in flagranza per rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, porto illegale di armi, danneggiamento, è stato ristretto nel carcere di Messina Gazzi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Milazzo Carabinieri centauri inseguono e bloccano 2 con  droga su moto rubata. 1 giovane è stato arrestato per spaccio di droga e 2 denunciati per ricettazione, resistenza e guida senza patente. Il Nucleo Radiomobile della Compagnia di Milazzo, agli ordini del Maresciallo Capo Angelo Floramo, da qualche giorno  nei servizi ordinari di pattugliamento, sta impiegando anche una squadra di motociclisti, a bordo di moto BMW 850. L’impiego dei veicoli a due ruote, particolarmente utili soprattutto nel traffico cittadino, ha portato   subito a risultati positivi. I  Carabinieri motociclisti: a Torregrotta, hanno intimato l’alt ad uno scooter, con a bordo 2 giovani. I due hanno finto di fermarsi ed improvvisamente si sono dati alla fuga sulla statale 113, con slalom tra i veicoli nel traffico. I fuggitivi con manovre pericolose per gli altri utenti della strada hanno tentato di dileguarsi. I due Carabinieri motociclisti, dimostrando perizia e capacità di guida, hanno inseguito lo scooter e dopo un breve inseguimento, sono riusciti a bloccarlo, evitando incidenti e danni ad altri automobilisti ed ai pedoni. Lo scooter, da accertamenti, è risultato rubato il 7 maggio nella zona di Messina Gazzi. Il veicolo  posto a sequestro, è in attesa di essere restituito al legittimo proprietario. I militari a bordo dello scooter hanno fermato: l’autista, un 16enne rumeno, senza patente perché mai conseguita, ed il passeggero un 19enne di Messina, già noto alle forze dell’ordine. I Carabinieri hanno perquisito i due, rinvenuto e sequestrato anche circa 5 grammi di Marijuana. I Carabinieri al termine dell’intervento hanno denunciato: il solo autista per guida senza patente ed entrambi per ricettazione in concorso dello scooter rubato, resistenza a pubblico ufficiale e possesso di stupefacente per uso personale. I tutori dell’ordine a Milazzo, hanno controllato ed ammanettato in flagranza per possesso di stupefacente ai fini di spaccio Mario Grasso, 50enne di Pace del Mela, già noto alle forze dell’ordine. I Carabinieri motociclisti, insospettiti dal comportamento del 50enne l’hanno perquisito, sia personale che veicolare, rinvenendo nella sua disponibilità 10 grammi circa di sostanza stupefacente tipo “marijuana” e la somma in contanti di 400€,  in banconote di vario taglio, provento di attività di spaccio. Il soggetto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria a norma dell’art. 121 delle norme di attuazione del c.p.p. veniva messo in libertà in attesa dell’udienza di convalida  dell’arresto.  


 


 

LAV

          

NON ABBANDONARLI



Video scontri 

Messina -   Scontri tra sostenitori Cavese e Catania in rada S. Francesco, 14 DASPO   a supporter CT.  tafferugli risalgono allo scorso 9 aprile, erano avvenuti presso gli imbarcaderi della Rada San Francesco della Caronte & Tourist tra le tifoserie del Catania e della Cavese. Viso coperto da sciarpe e cappucci, spranghe, fumogeni, calci, pugni, bombe carta: sono gli elementi di un modus operandi ricostruito sapientemente dai poliziotti della Digos di Messina con la collaborazione degli uomini del medesimo Ufficio di Catania.  Il  grave episodio di violenza era stato perpetrato da un gruppo di ultras catanese ai danni di un esiguo numero di tifosi cavesi che a bordo di un furgone era appena sbarcato a Messina dalla nave Zancle per assistere all’incontro Gela-Cavese che nel primo pomeriggio si sarebbe disputato nella cittadina nissena. I  supporter del Catania proprio durante le fasi di ormeggio della nave hanno sfogato tutta la loro ostilità non risparmiandosi  il lancio di bombe carta nel furgone su cui viaggiavano alcuni tifosi della Cavese.  1 minore fu attinta nell’esplosione delle bombe riportando ferite lacero contuse dichiarate guaribili dai medici del Pronto Soccorso in 15 gg. L’attività di ricostruzione e ricerca condotta attentamente dai poliziotti della DIGOS è stata svolta attraverso sopralluoghi effettuati nell’immediatezza dei fatti, attraverso la visione delle immagini registrate dalle telecamere,   le informazioni raccolte da coloro che quella mattina erano presenti sul posto. I tutori dell’ordine   sono riusciti oltre che a raccogliere il materiale usato per offendere anche ad identificare gli autori delle aggressioni. Alcuni catanesi appartenenti ai gruppi denominati “ A sostegno di una fede” e “Skizzati” già noti alle Forze dell’Ordine perché dediti agli scontri con le tifoserie avversarie, sono stati denunciati a vario titolo per i reati di lesioni personali nonchè possesso ed utilizzo di oggetti pericolosi quali artifizi pirotecnici artigianali di origine vietata, fumogeni, bastoni di legno e di plastica. Il  Questore di Messina, a coronamento dell’accurata attività di indagine condotta dai poliziotti della Questura di Messina collaborati dai poliziotti catanesi, ha emesso lo scorso 25 agosto ben 14 Divieti di Accedere alle manifestazioni Sportive (DASPO). Esemplare l’adozione di tre di tali provvedimenti a carico di altrettanti tifosi etnei della durata rispettivamente di 8 e 5 anni con l’imposizione dell’obbligo di comparizione presso gli uffici di polizia in occasione degli incontri di calcio disputati dal Catania, già convalidati dalla locale Autorità Giudiziaria.

Video scontri 


Messina Colpo in cartolibreria, CC 2 presi. Si tratta dei  messinesi Giuseppe Coco 40enne  e  Salvatore Calabrò 51enne  già noti. I militari del Nucleo Radiomobile Carabinieri Messina hanno sventato   il furto in una cartolibreria. I   Carabinieri hanno bloccato   i 2 due autori del  tentato furto. La  telefonata di un cittadino al 112 è stata utile a far sì che fallisse il maldestro piano. Gli uomini delle gazzelle dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Messina sono prontamente intervenuti ed hanno bloccato i due nell’esercizio commerciale. Coco e Calabro’ sono finiti in manette con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso. I messinesi   su disposizione dell’Autorità Giudiziaria sono stati ristretti ai arresti domiciliari in attesa di essere giudicati col rito direttissimo.


Messina Polizia sequestra pistola carica e cocaina. Si tratta di Domenico Quaranta 56enne di Messina. I poliziotti della Squadra Mobile di Messina ieri hanno trovato 1 pistola semiautomatica marca Browning calibro 6.35 con matricola punzonata e più di mezzo kg di cocaina all’interno di un casolare nella disponibilità del noto messinese Domenico Quaranta. L’operazione condotta dai poliziotti a seguito di una costante attività di osservazione che  da tempo interessa, tra gli altri, il quartiere di Mangialupi, ha avuto inizio nella tarda mattinata quando gli operatori hanno sottoposto a perquisizione il vecchio immobile le cui chiavi venivano fornite dallo stesso indagato. I poliziotti, negli stipetti della cucina avvolta in numerosi involucri trasparenti hanno rinvenuto la sostanza stupefacente, 1 pochette con all’interno 1 bilancino di precisione perfettamente funzionante, numerosi ritagli di cellophane usati comunemente per il confezionamento delle dosi. Gli agenti sempre custodita nell’armadietto della cucina  hanno  trovata l’arma con serbatoio caricatore contenente proiettili inesplosi. La pistola è stata sequestrata con una cospicua somma di denaro custodita dal Quaranta nella tasca del pantalone. Gli operatori della Squadra mobile hanno proceduto all’arresto del soggetto per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione di arma comune da sparo clandestina.


Messina - Guida sotto effetto di alcool e droga. La Polizia di Stato ha denunciato un automobilista per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. I poliziotti hanno sequestrato droga a bordo dell’auto. L’operazione s’inquadra nelle attività di controllo straordinario su strada dello scorso week-end. Stavolta i servizi specifici, di contrasto al fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, sono stati organizzati e messi in atto dalla Questura di Messina nella cittadina di Milazzo. La Polizia di Stato (Polizia Stradale e Commissariato di Pubblica Sicurezza di Milazzo) ha effettuato serrati controlli sugli automobilisti in città, specie nelle zone maggiormente frequentate.  L’attenzione dei poliziotti è alta vicino discoteche, lidi ed altri punti di aggregazione giovanile. Un  team cinofili antidroga è stato presente nel corso dei controlli. I controlli sono stati effettuati con l’ausilio di un’equipe composta da medico e personale paramedico dell’ufficio sanitario della Questura di Messina. L’attività di accertamento delle condizioni psico-fisiche dei conducenti è stata svolta impiegando test qualitativi monouso forniti dalla Fondazione Ania per la sicurezza stradale, a bordo di idoneo automezzo sanitario della Polizia di Stato per garantire la dovuta riservatezza. I tutori dell’ordine hanno utilizzato i precursori per lo screening veloce per verificare la positività derivante dall’assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti nonché gli etilometri per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza alcolica. I  veicoli controllati e le persone sottoposte a drug e alcool test  sono stati tanti. 12 le infrazioni accertate al Codice della Strada; 2 le patenti ritirate, 1 per guida sotto l’effetto di alcool, 1 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. I  poliziotti nel secondo caso   hanno denunciato in stato di libertà l’intestatario, un messinese, 27 anni, risultato positivo al drug test. Gli agenti hanno sequestrato anche alcuni grammi di marijuana rinvenuta a bordo dell’auto su cui stava viaggiando l’automobilista risultato positivo. La Polizia comunica che i servizi specifici, di contrasto al fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica o dopo aver assunto sostanze stupefacenti, proseguiranno nelle prossime settimane.


 

Messina – Blitz Carabinieri e Cacciatori di Sicilia, trovata droga in cantina,1 arresto.  Si tratta di Salvatore STRANO 35enne messinese.  Il  lavoro dei carabinieri della Compagnia di Messina Sud, impegnati in servizi di prevenzione e repressione al dilagante fenomeno dell’abuso di stupefacenti continua incessante. I  militari dell’Arma hanno seguito al Villaggio CEP i movimenti sospetti del noto Salvatore STRANO. Gli  uomini al Comando del Maggiore Leoncini coadiuvati dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Sicilia, attualmente impiegati in supporto alle attività di controllo del territorio in aree impervie, dopo diversi appostamenti, hanno scelto il momento migliore per fare irruzione in casa di STRANO. La successiva perquisizione ha permesso ai miliari di rinvenire in 1 cantina nella disponibilità dell’interessato circa 100 grammi di marijuana, contenuta in due involucri occultati all’interno di un armadio.  Nel corso delle operazioni è stata rinvenuta anche sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di circa 90 grammi, abilmente occultata all’interno di un vecchio “videoregistratore” nascosto in un altro armadio, nonché 1 bilancino di precisione perfettamente funzionante. L’operazione si è conclusa con l’arresto in flagranza di reato del soggetto per “detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio”,  processato con il rito direttissimo conclusosi con l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere. Il blitz dei carabinieri dimostra con quale attenzione venga contrastato il consumo smisurato di stupefacenti e conferma il constante impegno delle Forze dell’Ordine a presidio del territorio. Dalla settimana scorsa sui Monti Peloritani che circondano Messina operano i Carabinieri dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Sicilia. La presenza delle due squadre, particolarmente specializzate nella ricerca dei latitanti e nei controlli in zone impervie, mira ad intensificare la conoscenza territoriale dell’area peloritana intensificandone il controllo. I  Cacciatori d’Aspromonte, già nel maggio del 2016, furono impiegati con importanti risultati nell’area nebroidea. Attualmente, invece, sono impiegati gli uomini dello Squadrone Eliportato  Cacciatori di Sicilia, costituito nel maggio di quest’anno con base a Sigonella (CT) a sostegno dell'organizzazione territoriale come dispositivo di controllo delle zone impervie e montane dell'isola. In tale ambito, i “Cacciatori” supportano lo sforzo che il Comando Provinciale di Messina conduce già da diversi giorni nella ricerca degli autori degli incendi che hanno così duramente colpito la nostra provincia.

Messina Incendi: Carabinieri Cacciatori di Sicilia Operativi a Messina. I  Carabinieri dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Sicilia operativi da alcuni giorni sui Monti Peloritani che circondano Messina. Il Comandante dello Squadrone Magg. Matteo Luigi CORCIULO

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 La presenza di due squadre, particolarmente specializzate nella ricerca dei latitanti e nei controlli in zone impervie, mira ad intensificare la conoscenza territoriale dell’area peloritana intensificandone il controllo.   I  Cacciatori d’Aspromonte, in passato a partire dal maggio del 2016, erano impiegati con importanti risultati nell’area nebroidea. Gli  uomini dello Squadrone Eliportato  Cacciatori di Sicilia, costituito nel maggio di quest’anno con base a Sigonella (CT) sono impiegati oggi, a sostegno dell'organizzazione territoriale come dispositivo di controllo delle zone impervie e montane dell'isola. I   “Cacciatori” supporteranno lo sforzo che il Comando Provinciale di Messina conduce già da diversi giorni nella ricerca degli autori degli incendi che hanno così duramente colpito la nostra provincia.


Milazzo  ME- Carabinieri bloccano siracusano con carico stupefacente e soldi € falsi.  Si tratta di  Catello COBUZIO 40enne, già noto per reati in materia di sostanze stupefacenti. I  militari del N.O.R.M. – Aliquota Radiomobile hanno arrestato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate, il 40enne originario di Siracusa trovato in possesso di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, “hashish” e “cocaina”, nonché di  4.500€ in banconote contraffatte, il tutto pronto per essere immesso sul mercato locale. L’attento e capillare servizio svolto quotidianamente dal personale dell’Aliquota Radiomobile ha portato durante un controllo alla circolazione stradale, in prossimità dello svincolo autostradale A/20, ad   accertamenti   all’auto  Peugeot 1006, in ingresso verso Milazzo, di proprietà di Catello COBUZIO. L’atteggiamento nervoso di quest’ultimo durante il controllo, in uno con l’esperienza del personale operante che notava immediatamente il comportamento anomalo dell’interessato, spingeva i militari ad effettuare una perquisizione personale e veicolare al termine della quale venivano rinvenuti, abilmente occultati all’interno di due lettori DVD contenuti in 1 scatola chiusa con del nastro adesivo, 150 gr. di sostanza stupefacente del tipo Hashish, 50 gr. di sostanza stupefacente del tipo Marijuana, 50 gr. circa di sostanza stupefacente del tipo Cocaina nonché  4.500€  in banconote di  50€  chiaramente falsificate poiché recanti il medesimo numero seriale. Il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro, mentre tutta la sostanza stupefacente, dopo essere stata sequestrata e repertata, sarà sottoposta ad analisi di laboratorio. Il  soggetto, stante la flagranza di reato, veniva tratto in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, condotto presso il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto in attesa di giudizio direttissimo, all’esito del quale veniva convalidato l’arresto e disposta la misura cautelare carceraria in attesa degli iter processuali. I carabinieri, contestualmente hanno deferito in stato di libertà un giovane dimorante sull’isola di Panarea, T.F. 41enne  , trovato in possesso a seguito di perquisizione personale e domiciliare gr. 5 di sostanza stupefacente del tipo marijuana e gr. 4 di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”. Non poche le persone segnalate ai competenti uffici territoriali del governo quali assuntori di sostanza stupefacente. 10 le persone segnalate dai Carabinieri per uso personale tra Vulcano e Panarea. Prosegue senza sosta il quotidiano impegno dei Carabinieri della Compagnia di Milazzo finalizzato a contrastare la commissione dei reati ed a garantire la tranquillità dei cittadini. L’arrivo della stagione estiva collegato al maggior afflusso di turisti e, conseguentemente, all’aumento delle richieste di sostanze psicotrope, hanno inevitabilmente richiesto una intensificazione dei controlli su tutto il territorio della Compagnia Carabinieri di Milazzo al fine di fornire una maggiore percezione di sicurezza ed assicurare un sereno svolgimento della stagione vacanziera.


Messina Polizia, evaso dai domiciliari preso al bar. Si tratta di Santo Gasbarro 21enne messinese. Il giovane è stato riconosciuto dai poliziotti delle Volanti impegnati nel controllo del territorio, ieri, intorno alle 18.00, in un bar di Bordonaro mentre stava consumando un gelato. Gasbarro, in atto era agli arresti domiciliari perché arrestato appena lo scorso 12 luglio dai militari dell’Arma dei Carabinieri. Il ventunenne è stato raggiunto ed arrestato in flagranza di reato. Il  reato contestato è evasione dalla misura cautelare degli arresti domiciliari per cui è giudicato   con rito direttissimo.


Barcellona P.G. Me   - Polstrada blocca e sequestra 2 ambulanze in servizio senza requisiti.  Gli Agenti del Distaccamento della Polizia Stradale di Barcellona P.G., nell’ambito dei servizi specifici mirati alla sicurezza della circolazione ed in particolare al controllo dei veicoli adibiti al trasporto sanitario di emergenza, hanno sottoposto a fermo amministrativo due ambulanze. Gli  Agenti, in due distinte operazioni hanno proceduto, prima a Patti e successivamente ad Oliveri, al controllo di 2 mezzi di soccorso al fine di verificarne i requisiti. I poliziotti, nel primo caso a Patti hanno accertato che un’ambulanza, di proprietà di una società privata, con a bordo il personale preposto, al momento del controllo stava effettuando un servizio senza che il mezzo fosse coperto dalla relativa polizza assicurativa. L’ambulanza per tali motivi è stata sottoposta a fermo amministrativo e la società privata, proprietaria del mezzo di soccorso, sanzionata con  1600€.Gli  Agenti successivamente ad Oliveri, hanno proceduto al controllo di un’altra ambulanza, di proprietà stavolta di una cooperativa, che stava espletando un servizio con personale al seguito. I tutori dell’ordine in tale circostanza hanno accertato che il mezzo stava circolando senza essere stato posto al  prescritto controllo di revisione. La Polstrada anche in questo caso ha proceduto al fermo amministrativo dell’ambulanza elevando ulteriori sanzioni a carico della cooperativa.


Taormina ME -  G7 Taormina, CC blitz ed antidroga, presi 3.  Il controllo del territorio operato dall’Arma dei Carabinieri in tutto il circondario di Taormina attraverso i militari della locale Compagnia e i Carabinieri delle varie componenti specialistiche che sono giunte a supporto in vista del prossimo G7 continua senza sosta. La massiccia presenza di Carabinieri si sta concretizzando in controlli sempre più frequenti ed interventi ancora più efficaci, che nelle ultime ore hanno consentito di trarre in arresto 3 soggetti, 1 persone per oltraggio, violenza e lesioni gravi a pubblico ufficiale e 2 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un italiano, nato in Colombia, senza un apparente motivo, si era scagliato contro un agente della Polizia Municipale di Furci Siculo procurandogli lesioni al setto nasale ed escoriazioni. Il soggetto è stato bloccato dall’intervento dei militari della Compagnia jonica. Il ferito è stato portato al Pronto soccorso del Policlinico Universitario di Messina, mentre l’aggressore è stato dapprima trattenuto in camera di sicurezza e poi giudicato per direttissima. I Carabinieri a Santa Teresa di Riva hanno tratto in arresto un campano 37enne, per detenzione ai fini di spaccio. Il soggetto che già da tempo era seguito da militari della locale Arma è stato sorpreso in casa con diversi grammi di sostanza stupefacente del tipo eroina suddivisa in 20 dosi e 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana ben occultata nella tasca di un giubbotto posto nell’armadio. Il giovane è stato trattenuto  presso le camere di sicurezza della Stazione di Taormina in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.    I  miliari dell’Aliquota Operativa della compagnia di Taormina unitamente alle Compagnie di Intervento operativo di Palermo e Bari, appositamente giunte per il G7,  a Santa Teresa di Riva, hanno tratto in arresto un  italiano 55enne, già conosciuto   e deferito in stato di libertà la sua consorte per detenzione ai fini spaccio in concorso. I coniugi in seguito ad una perquisizione personale e domiciliare sono stati colti nella flagranza del reato poiché detenevano 2 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e 100 grammi di hashish ben occultata all’interno di un cassetto.  L’arrestato è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Stazione di Giardini Naxos in attesa di essere giudicato con rito direttissimo innanzi alla competente Autorità Giudiziaria di Messina.  30 militari dell’Arma locale e di rinforzo e 18 vetture CC di sono stati impiegati nel servizio.


Milazzo ME- CC, sequestro area 8000 mq adibita a discarica abusiva. I  Carabinieri della Stazione di Monforte San Giorgio ieri, a conclusione di una complessa attività investigativa hanno deferito in stato di libertà 2 soggetti, 1 allevatore italiano  D.G. 49enne, ed suo dipendente S.M. 50enne, ritenuti responsabili a vario titolo di aver costituito una discarica abusiva. L’attività d’indagine è stata condotta in collaborazione col Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Catania, ha consentito di appurare che i soggetti, mediante lo sversamento illecito e non autorizzato del letame avevano dato luogo ad una discarica abusiva che si estendeva lungo la vallata della contrada Liparano sita nel Comune di Monforte San Giorgio. L’allevatore, titolare di un’azienda zootecnica operante nel settore dell’allevamento di capi di bestiame, prettamente bovini, già dal 2014 aveva realizzato una discarica abusiva riversando il letame e lo sterco in una vallata adiacente all’azienda. L’area interessata, circa 8000 mila metri quadri è stata sottoposta a sequestro preventivo in attesa delle determinazioni dell’Autorità Giudiziaria.


S. Filippo del Mela ME CC, scoperta concussione per parco commerciale: sindaco e vice ai domiciliari.  I carabinieri del R.O.S. hanno notificato questa mattina 2 ordinanze cautelari di sottoposizione agli arresti domiciliari, emesse dal GIP del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto su richiesta di quella Procura della Repubblica a carico di: Pasquale ALIPRANDI, attuale sindaco del comune di San Filippo del Mela (ME); Giuseppe RECUPERO, vice sindaco del comune di San Filippo del Mela (ME). Le indagini, erano state  avviate nel 2010 con la D.D.A. di Messina e successivamente coordinate dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, nella persona del Procuratore, dott. Emanuele Crescenti, e del Sostituto dott. Alessandro Liprino, sono state condotte anche attraverso servizi di intercettazione ed hanno consentito di raccogliere gravi indizi relativi alle ipotizzate attività di concussione per induzione in occasione dell’iter autorizzativo del Parco Commerciale, denominato “La città della moda, del commercio e della tecnologia”, destinato a sorgere nella contrada Archi del comune di San Filippo del Mela (ME). I carabinieri hanno evidenziato, in particolare, come l’iter autorizzativo del progetto, presentato dalla società AREA s.r.l. nel dicembre del 2006, avesse subito una lunga fase di stallo. La consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero ha evidenziato che il piano di lottizzazione - approvato dal Consiglio Comunale di San Filippo del Mela con la delibera n. 26 del 12 dicembre 2011 - era dimensionato con indici e parametri non corrispondenti a quelli definiti dall'art. 10 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G. e sprovvisto della necessaria valutazione di impatto ambientale; inoltre, il progetto del realizzando centro commerciale era sovradimensionato e non rispettoso dei parametri urbanistici ed edilizi, oltre che non compatibile con le specifiche caratteristiche ambientali del contesto in cui l'opera avrebbe dovuto inserirsi). I militari hanno rilevato che una significativa accelerazione del procedimento amministrativo si sarebbe registrata proprio in concomitanza con i fatti oggetto d’indagine. In tale contesto si sarebbe inserito, infatti, Giuseppe GIUFFRIDA, imprenditore di origini catanesi ma operante nel messinese (deceduto nel novembre 2014) che, previa stipula di un contratto di assistenza e consulenza con la società progettista, avrebbe mediato i rapporti con le amministrazioni interessate all’iter autorizzativo. Le  attività investigative dei militari del ROS avrebbero permesso di documentare dazioni di somme di denaro, materialmente eseguite dal GIUFFRIDA anche per conto e nel comune interesse di AREA s.r.l., in favore dell’ALIPRANDI (all'epoca dei fatti Vice Sindaco), del RECUPERO (all’epoca assessore al commercio) e di altri esponenti di quell’amministrazione comunale. Gli investigatori avrebbero evidenziato che si giungeva, in tal modo e nonostante le anomalie progettuali, al completamento del procedimento amministrativo, vincendo la resistenza opposta dai pubblici amministratori, in modo tale da indurre i promotori dell'iniziativa alla corresponsione dell'illecito compenso. Un passaggio di particolare interesse veniva documentato il 20 settembre 2011 a bordo dell'autovettura del GIUFFRIDA, quando si registrava una conversazione  tra lo stesso ed un soggetto successivamente identificato in Giuseppe RECUPERO, dalla quale emergevano espliciti riferimenti ad una contestuale dazione di denaro da parte di GIUFFRIDA in favore dell'interlocutore, il quale agiva anche nell'interesse dei propri sodali. Gli investigatori hanno rilevato un particolare indicativo dell'illiceità della situazione che si andava delineando, nel fatto che gli stessi GIUFFRIDA e RECUPERO, a bordo dell'autovettura del primo, si spostassero dal centro di San Filippo del Mela al locale cimitero, luogo evidentemente più riservato; inoltre, il GIUFFRIDA si sarebbe premurato di non portare con sé il telefono cellulare, all'evidente fine di evitare possibili localizzazioni. GIUFFRIDA avrebbe consegnato al RECUPERO la somma di 12.000€  in contanti (Va bene... sono 12... aspetta, minchia... sono stati contati.... ), perché li dividesse con i propri sodali. Tale conclusione avrebbe trovato conferma nel corso dell'intercettazione ambientale immediatamente successiva, quando GIUFFRIDA riferiva testualmente: "...gli toccano tremila euro l'uno ....ne fanno l'uso che vogliono insomma....", con ciò confermando che la somma di 12.000 euro appena consegnata al RECUPERO avrebbe dovuto essere equamente divisa tra quattro persone. Gli investigatori avrebbero avuto uno snodo fondamentale nella complessa vicenda il 12 dicembre 2011 quando il consiglio comunale di San Filippo del Mela approvò a maggioranza (nonostante alcune perplessità avanzate dal presidente del medesimo organo collegiale) la deliberazione proposta dall'Area Gestione Territorio datata 9 dicembre 2011, riguardante il progetto di piano di lottizzazione dei terreni siti in località Sorgente - Frazione di Archi, presentato dalla Società AREA s.r.l. Il  progetto, dopo l'approvazione della  delibera n. 26/2011 da parte del Consiglio Comunale di San Filippo del Mela (avvenuta il 12 dicembre 2011), superò favorevolmente il vaglio della Conferenza dei servizi. I carabinieri hanno acclarato, infine, che il 29 febbraio 2012, a bordo dell' autovettura in uso al GIUFFRIDA, questi riferiva di avere già versato 12.000 euro e che, ciò nonostante, avrebbe dovuto versare ulteriori somme, cosa che, tuttavia, non aveva intenzione di fare: “3000 glieli devo portare a quelli del Comune........non gli porto niente a nessuno!'!....erano 2500, 3000 no? Dovevo liquidizzarlo, portarlo a 3000 e darglieli a quelli del comune…  già 12 glieli avevo dati e 3 facevano 15 e poi c'era ....inc...”.


MessinaMarito violento ai domiciliari in altra abitazione. La vittima ha vissuto un inferno tra le mura domestiche. La polizia ha arrestato marito violento. Il matrimonio è durato 22 anni durante i quali la donna  ha subito ogni tipo di sopruso, sino a quando ha deciso di denunciare e chiedere aiuto alla Polizia. Le indagini portate avanti dai poliziotti delle Volanti hanno permesso di ricostruire una realtà quotidiana fatta di violenze e maltrattamenti. La vittima era costretta a subire percosse e insulti, violenze fisiche e verbali. Gli scatti d’ira del marito, improvvisi ed immotivati, spesso riconducibili all’abuso di alcool e sempre più frequenti, hanno avuto seguito anche dopo la separazione, nel 2016. Lui ha infatti continuato a perseguitare e molestare la donna. Il soggetto, ieri è stato dichiarato in arresto. Il violento su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, con ordinanza di misura cautelare,  è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso domicilio diverso da quello familiare.


Messina CC preso latitante, nascosto in casa balneare con la compagna.  I  Carabinieri di Messina Sud hanno  arrestato Luciano SCIPILLITI.  

La  latitanza di Luciano SCIPILLITI, 32enne messinese   ricercato dall’ 11 aprile scorso è finita verso le 19.00 di lunedì 24 aprile 2017. Il  personaggio  era improvvisamente evaso dal regime della detenzione domiciliare, a cui era sottoposto per gravi reati contro il patrimonio,  venendo così colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Messina, che con successivo provvedimento ne aveva dichiarato lo stato di latitanza. Le  ricerche dei Carabinieri, dal momento dell’evasione, non si sono mai interrotte e sono diventate via via sempre più intense con il passare del tempo, facendo stringere sempre di più il cerchio intorno al giovane. La fotografia del latitante era a bordo di ogni auto dei Carabinieri in servizio di pattuglia, mirati posti di controllo venivano continuamente predisposti nelle zone e sugli itinerari che si pensava potessero essere battuti da SCIPILLITI i carabinieri   soprattutto hanno eseguito numerosi servizi di osservazione/pedinamento e perquisizioni domiciliari a carico dei  familiari e di tutte le persone in qualsiasi modo riconducibili al ricercato. I Carabinieri della Stazione di Messina Tremestieri unitamente personale del Nucleo Operativo di Messina Sud in particolare,  avevano istituito una vera e propria “task force” di militari incaricati a dedicarsi alle ricerche ed alla cattura del latitante. Gli investigatori hanno svolto l’accurata analisi di tutte le informazioni disponibili, con l’elaborazione di una precisa strategia che veniva quotidianamente aggiornata sulla base dei risultati e delle novità di ogni giorno e l’organizzazione scrupolosa e metodica del lavoro, nulla è stato lasciato al caso ed ogni possibile pista è stata approfondita. I  controlli e le perquisizioni a casa o nei locali di pertinenza di chi risultava potesse fornire supporto od ospitare il latitante ricercato, hanno assunto una consistenza numerica ed una frequenza quasi assillanti, sia di giorno e in piena notte, creando una forte pressione negli ambienti legati al ricercato. Gli investigatori, nel pomeriggio del 24 aprile, hanno avuto la certezza che il latitante si trovasse nascosto in un immobile abbandonato adibito, proprio al fine di sottrarsi alla cattura,  ad abitazione di fortuna, sito nei pressi della stazione marittima di Messina. I militari della Stazione di Messina Tremestieri  e  del Nucleo Operativo di Messina Sud hanno fatto un fulminea irruzione, bloccato e dichiarato in arresto SCIPILLITI, il quale al momento della cattura si trovava con la con la compagna. Il soggetto si è complimentato con i Carabinieri per essere riusciti a localizzarlo e per non avergli lasciato alcuna possibilità di sottrarsi alla cattura. Luciano SCIPILLITI, dopo le formalità di rito, è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


 

MessinaArmi illegali, polizia 1 in  manette. I poliziotti delle Volanti hanno arrestato, in flagranza di reato, Giuseppe Ruggieri 53enne messinese, ritenuto responsabile del reato di porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo e munizioni.  Una  segnalazione alla sala operativa, la sera del 10 aprile u.s., ha avvisato che, in località Mili Marina, un soggetto armato di pistola aveva esploso alcuni colpi. Gli agenti delle Volanti, giunti immediatamente sul posto, hanno identificato il personaggio che nel frattempo si era disarmato. I poliziotti hanno svolto un accurato controllo tra le siepi adiacenti al luogo dove il sospetto era  stato fermato ed hanno  rinvenuto e sequestrato 1 pistola Beretta Cal. 22, ancora col cane armato ed un colpo in canna, che da un successivo controllo è risultata essere stata denunciata come oggetto di furto il  15 maggio 2015. La perquisizione effettuata consecutivamente dagli agenti presso l’abitazione ha permesso di  ritrovare, nel garage occultate in un sacchetto per i rifiuti, altre 2 pistole revolver, 1 Smith & Wesson cal. 38 e 1  antica F.Tettoni Brescia senza matricola. L’arrestato, su disposizione del Sostituto Procuratore dr.ssa Annalisa Arena, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Gazzi.


Taormina  -  CC scoprono 3 pusher e stupefacente. L’attività antidroga dei Carabinieri si è conclusa con 1 arresto e 2 denunciati a piede libero. I militari dell’Aliquota Radiomobile e dell’Aliquota operativa, nell’ambito dei servizi tesi alla prevenzione e repressione dei reati in genere, ma soprattutto di quelli inerenti gli stupefacenti disposti dal superiore Comando di Taormina, hanno arrestato un 30enne italiano residente a Giardini, 30enne, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo Marijuana. I Carabinieri  già da tempo seguivano il sospetto. I militari, durante un controllo alla circolazione stradale, hanno fermato il personaggio  sottoponendolo a perquisizione personale, veicolare e domiciliare. I  tutori dell’ordine, nel corso delle attività di polizia giudiziaria hanno rinvenuto:  prima sulla persona circa 10 grammi di sostanza e  successivamente con perquisizione 1 bilancino di precisione, 1 involucro di chellophane contenente circa 130 grammi di altra sostanza di tipo marijuana ed 1 busta di plastica contenente ulteriore 115 grammi di sostanza stupefacente sempre del tipo marijuana. L’arrestato espletate formalità di rito è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Taormina in attesa di essere giudicato con rito direttissimo innanzi alla competente Autorità giudiziaria.  I Carabinieri in una medesima operazione, qualche giorno prima avevano denunciato in libertà di 2 soggetti italiani, taorminesi,  27enne e 34enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina. I due con informativa a parte sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria.  


TaorminaRapina banca zona Taormina : CC identificano catanese. Si tratta di

 

 Massimiliano Biffi  33enne. I Carabinieri Compagnia di Taormina hanno eseguito un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina in Banca. 2 rapinatori il 15 maggio dello scorso anno  fecero irruzione nella filiale della Banca intesa di Gaggi. I due giovani costrinsero i dipendenti a farsi consegnare il denaro in cassa ed i soldi che avevano nei portafogli. le povere vittime furono costrette a rimanere in un ripostiglio sul retro della banca vivendo attimi di terrore  per un bottino assai misero. I  rapinatori  a fine colpo fuggirono con poche centinaia di dollari americani e pochi euro sottratti ai poveri malcapitati. I carabinieri in borghese dell’aliquota operativa e quelli della stazione di graniti subito dopo la fuga dei rapinatori giunsero sul posto ed effettuarono un accurato sopralluogo alla ricerca di tracce utili all’identificazione. I Carabinieri della Compagnia di Taormina per quella rapina, hanno eseguito nei giorni scorsi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità Giudiziaria messinese nei confronti di Massimiliano Biffi  33enne catanese. Il personaggio è stato raggiunto presso la Casa Circondariale di Agrigento dove si trova detenuto per altri motivi. Il provvedimento  eseguito  è scaturito dalle articolate attività d’indagine avviate a seguito di quell’episodio dall’aliquota operativa della Compagnia di Taormina e dai Carabinieri del R.I.S. di Messina. La sinergia tra i reparti dell’Arma ha consentito di creare un quadro indiziario completo. I militari su un sacchetto che era stato abbandonato nella banca hanno evidenziato ed estrapolato tracce biologiche ed impronte digitali che hanno incastrato il giovane catanese, non nuovo a reati di questo tipo. Gli investigatori nel frattempo sono   passati all’analisi delle immagini di tutte le telecamere utili. Gli  elementi raccolti come se fossero pezzi di un grande puzzle,  hanno fornito un decisivo riscontro in merito alle responsabilità dell’arrestato nella commissione di quella rapina e di un altro episodio avvenuto nella provincia di Catania nel 2013. L’azione sinergica e l’importante esito operativo ancora una volta hanno consentito di assicurare alla legge il presunto autore di reati molto gravi. Ora gli inquirenti  stanno vagliando tutti gli elementi per l’individuazione del complice.


Messina – Nigeriano ospite a CARA Mimeo preso a Messina: spaccio ai semafori. Il giovane era munito di  tergivetro e bottiglia in mano, e così forse cercava di sviare qualsiasi sospetto sul suo conto. L’attività di lavavetri al semaforo era da copertura a quella più redditizia di pusher. Il 21enne, era arrivato dalla Nigeria con una richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato politico, ma è stato fermato ieri dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Messina Centro, al semaforo di Viale Giostra  incrocio via Garibaldi  e   trovato con 87 dosi da circa 0,5 grammi l’una di hashish. Il nigeriano con lo zainetto in spalla, partiva con cadenza quasi quotidiana alla volta di Messina, proveniente dal C.A.R.A. di Mineo, dove era temporaneamente ospitato. I militari avevano avuto sentore che ci fosse qualcosa di sospetto ed hanno iniziato numerosi appostamenti fintanto che i suoi movimenti non hanno lasciato più  dubbi. I militari hanno trovato quasi mezzo etto di hashish già pronto per essere spacciato al dettaglio, è stato sequestrato. il pusher 21enne dopo l’udienza per direttissima in ordine al reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato tradotto in carcere.


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