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Ragusa – GdF sequestra tra ortaggi piantagione con piante 3000 cannabis.  Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa,  a conclusione di un’articolata attività info-investigativa, hanno individuato e sottoposto a sequestro, in contrada Bonincontro nel vittoriese, una piantagione di “cannabis indica” costituita da circa 3.000 piante allo stato adulto ed in piena fioritura. L’attività d’indagine, condotta da una task force costituita da investigatori delle Compagnie di Ragusa e di Vittoria, ha permesso di scoprire due serre collocate in una vasta area di oltre 10.000 mq, ben più grande di un campo da calcio, adibita formalmente a coltivazione di ortaggi che camuffavano e nascondevano una grossa piantagione di marijuana, costituita da piante aventi un’altezza media tra i 120 ed i 210 cm. I   finanzieri, nell’ambito di specifici servizi di controllo del territorio, hanno effettuato numerosi appostamenti nella zona, in quanto attratti da movimenti sospetti da parte di alcuni soggetti che, prima di accedere nelle serre, soprattutto durante le ore serali, effettuavano ripetute perlustrazioni del perimetro al fine di scongiurare la possibilità di essere scoperti. 4 maldestri al momento del blitz, sono stati trovati sul posto, intenti alla potatura degli arbusti pienamente fioriti, dei 4 vittoriesi, 3 già noti. Tutti  sono stati tratti in arresto in flagranza di reato. Gli  investigatori, nell’area hanno trovato anche un caseggiato rurale, all’interno del quale hanno rinvenuto e sequestrato centinaia di piante essiccate e pronte per la commercializzazione, nonché notevoli quantitativi di fertilizzanti, utilizzati per la fase di preparazione del terreno e per le successive cure delle piante. I quattro responsabili sono stati tratti in arresto per produzione e spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione del magistrato di turno, sono stati associati alla Casa Circondariale di Ragusa, in attesa di giudizio e rischiano una pena fino a 20 anni di reclusione. I militari da una prima stima, hanno appurato che dalle 3.000 piante sequestrate si sarebbe potuto produrre circa 1 tonnellata di marijuana, che, una volta immessa sul mercato, avrebbe prodotto un illecito profitto pari ad oltre un milione di euro. L’operazione di servizio, frutto di una stretta sinergia fra i reparti del Corpo che operano nella provincia iblea, evidenza il costante impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto della produzione ed dello spaccio di sostanze stupefacenti, in una porzione di territorio che ben si presta a camuffare estese coltivazioni di marijuana.


Santa Croce Camerina RG - Morsi e calci a CC da tunisino senza patente in guida contromano. Si tratta di Mohamed Remichet  21enne  finito ai domiciliari. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina hanno arrestato un residente di nazionalità tunisina  dopo che alla guida dell’auto del padre aveva seminato terrore per le vie del centro camarinense. 2 carabinieri poco prima delle otto del mattino, appena fuori dal centro abitato, stavano eseguendo un posto di controllo. Il capo servizio, vista sopraggiungere un’utilitaria di colore grigio, ha deciso di intimare l’alt con la paletta. Il conducente, anziché fermarsi ha accelerato ed è fuggito verso il centro abitato. I due militari, saliti di corsa in auto, si sono posti all’inseguimento del fuggitivo. Il maldestro, pensando di poter seminare i carabinieri, s’è buttato per le vie del centro guidando come un forsennato, prendendo alcune vie contro mano e rischiando seriamente di investire i pedoni. Il fuggitivo addirittura in via Caucana dove c’erano delle bancarelle con molte persone intorno  è passato in mezzo contromano. Molti  veicoli parcheggiati lungo le vie del centro sono stati danneggiati dall’auto in fuga. La gente in strada ha anche schivato la macchina  e  fortunatamente  non ci sono stati feriti tra i civili. I militari, con le dovute cautele hanno inseguito il fuggitivo, fino in periferia e vedendo che non desisteva, hanno prima provato a tagliargli la strada poi, non riuscendo in altro modo a fermarlo, il capo servizio è riuscito a rallentare la marcia del veicolo bucando 1 pneumatico. Il  fuggiasco a quel punto ha accostato ed ha provato a fuggire a piedi ma è stato raggiunto dai due militari che hanno impiegato fatica ad immobilizzarlo. Il soggetto infatti li ha anche aggredito i tutori dell’ordine con calci e morsi. Una volta bloccatolo e ammanettatolo, l’hanno identificato in Mohamed Remichet  nullafacente, già noto ai carabinieri per reati contro il patrimonio. Il giovane è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e, sentito il pubblico ministero, dott. Marco Rota, è stato sottoposto ai domiciliari in Santa Croce. Sebbene in auto siano stati trovati alcuni arnesi da scasso, sembra che l’arrestato fosse fuggito all’alt dei militari solo per non aver la patente di guida, infatti, il veicolo è risultato in regola con assicurazione e revisione e a bordo non è stato trovato nulla provento di reato. Vicenda, che avrebbe potuto avere esiti infausti, s’è fortunatamente risolta nel più indolore dei modi, sebbene purtroppo i due militari aggrediti dall’arrestato hanno subito varie lesioni che richiederanno dieci giorni di cure.


Vittoria RGGdF Tenenza Vittoria diventa Compagnia.  La  Tenenza di Vittoria è stata elevata a rango di Compagnia nell’ambito di una revisione organizzativa disposta dal Comando Generale della Guardia di Finanza. Il Reparto ha potenziato la propria struttura organizzativa tenendo conto delle mutate esigenze operative del Corpo, in veste di polizia economico-finanziaria, in una porzione di territorio particolarmente complesso. La crescente richiesta di sicurezza dei cittadini, anche sotto il profilo economico, ha determinato una presenza adeguata del Corpo con conseguente aumento del proprio organico, idoneo e corrispondente a soddisfare le esigenze della collettività, dell’Autorità Giudiziaria e della funzionalità dell’Aeroporto civile “Pio La Torre”. Il Reparto, che continua ad essere retto dal Tenente Andrea Casamassima, ha competenza territoriale sui comuni di Vittoria, Acate e Comiso, dove sono concentrate oltre 9.300 partite IVA, con una popolazione residente di quasi 105.000 abitanti rispetto ai 320.000 di tutta la provincia iblea. la  manovra di revisione ordinativa più in generale si inquadra in un più ampio progetto di rafforzamento dei presidi della Guardia di Finanza sul territorio, finalizzato al conseguimento degli obiettivi strategici programmati in tema di lotta all’evasione fiscale, agli sprechi di denaro pubblico e alla repressione della criminalità organizzata.


Santa Croce  RG –  Messenger per prenotare droga in centro, CC 2 tunisini in manette. Si tratta di Omar Karoui e Mouez Nwali entrambi 21enni tunisini.  I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia carabinieri di Ragusa, con l’aiuto degli uomini appartenenti alla stazione CC di Santa Croce Camerina, hanno arrestato 2 spacciatori di hashish e marijuana che vendevano droga alla luce del sole lungo i marciapiedi di quel centro. I carabinieri, avuta notizia di una recrudescenza del fenomeno dello spaccio di droga al dettaglio tra le vie Caucana e giardino, si sono appostati nei pressi ed hanno iniziato un’osservazione. I militari hanno notato una piccola vettura accostare e visto il conducente che parlava con un tunisino, una vecchia conoscenza, e quindi dargli qualcosa, verosimilmente dei soldi. Il tunisino ha indicato un connazionale, anch’egli già noto ai carabinieri,  e si è spostato, lasciando spazio al secondo magrebino che, avvicinatosi, ha consegnato qualcosa all’autista il quale ha ingranato la marcia e se n’è andato. Un’auto dei carabinieri subito ha seguito e raggiunto l’acquirente, un ventenne ragusano che già in passato gli stessi militari avevano arrestato per droga. Il giovane aveva appena acquistato hashish e marijuana, che i carabinieri hanno immediatamente sequestrato. Il dispositivo d’osservazione si è quindi stretto sulla coppia di spacciatori che sono stati accerchiati dai militari in borghese proprio mentre stavano vendendo un altro pezzo di hashish ad un secondo acquirente: un giovane tunisino del luogo. Uno dei due, accortosi dell’arrivo dei carabinieri, è rincasato alla chetichella ma è stato raggiunto e bloccato. Tutti e quattro son stati condotti in caserma. I due acquirenti sono stati segnalati al Prefetto quali assuntori di stupefacenti. Il ragusano, s’è scoperto in caserma, aveva ordinato la “merce” col telefonino già da Ragusa utilizzando Messenger. Il soggetto, avuta conferma della disponibilità, era sceso a rifornirsi. I due spacciatori, Omar Karoui e Mouez Nwali, entrambi 21enni tunisini già noti ai carabinieri per questioni di droga, sono stati arrestati con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio in concorso. I militari, ai due hanno sequestrato 110€ e quasi dieci grammi tra hashish e marijuana. I  2,  al termine dei rilievi foto-dattiloscopici, d’intesa con il pubblico ministero dott.ssa Monica Monego, sono stati associati nel carcere di Contrada Pendente a Ragusa in attesa di convalida. Arresti e segnalazioni per droga sono ormai all’ordine del giorno ma i carabinieri non demordono e anzi per quanto possibile pongono sempre maggiore impegno nell’attività repressiva del traffico e dello spaccio di stupefacenti.


RagusaGdF, preso al bar 1 evaso dai domiciliari. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un soggetto per evasione dall’obbligo degli arresti domiciliari. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Ragusa, durante un servizio di pattugliamento nel capoluogo, hanno notato, in un bar in pieno centro, C.S. intento a consumare una bevanda. Il personaggio, già noto alle forze dell’ordine in quanto segnalato e condannato per diversi reati penali e, da ultimo, destinatario il  15 settembre u.s. di un’ordinanza di custodia cautelare - arresti domiciliari, è stato fermato dai militari e condotto in caserma. Il soggetto, dopo le incombenze di rito, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di evasione e nel contempo il P.M. di turno, dott.ssa Monica Monego, ha disposto la traduzione presso la Casa Circondariale di Ragusa.


Ragusa -  Blitz in allevamento, Polizia e Guardie Zoofile salvano cuccioli e pitbull morente. Il cane affamato era legato ad una catena. La Polizia di Stato, Squadra Mobile e Squadra Volanti  avevano ricevuto una notizia su possibili combattimenti tra cani in un’azienda di allevamento bestiame di Ragusa sulla strada per Chiaramonte Gulfi. Le indagini immediate hanno permesso di escludere che si svolgessero dei combattimenti. Gli accertamenti avvalorati anche da altre segnalazioni di onesti cittadini rappresentavano condizioni disumane degli animali ma non di combattimenti. Il blitz  congiunto della Squadra Mobile, della Squadra Volanti e delle Guardie Zoofile, ha permesso di porre fine ad una situazione di terribile degrado e maltrattamento di animali, in quanto tenuti in condizioni incompatibili con la vita. Gli  investigatori all’arrivo  hanno trovato 1 pitbull legato ad una catena in gravissime condizioni di salute e denutrito al punto da poter vedere ad occhio nudo lo scheletro del cane. La  Polizia di Stato inoltre ha  notato  diversi cuccioli in pessime condizioni igieniche e privi di cibo, alcuni morenti probabilmente perché denutriti. Il proprietario del fatiscente allevamento ha dichiarato di “non maltrattare i cani e che il pitbull era legato ad una catena perché faceva spaventare le mucche”. Le dichiarazioni erano del tutto contrastanti con la realtà, considerato che il cane quasi non si reggeva in piedi e non avrebbe potuto neanche raggiungere le vicine vacche od intimorirle. L’esame delle Guardie Zoofile, prontamente intervenute sul posto su richiesta dei poliziotti, ha  appurato le condizioni incompatibili con la vita di alcuni degli animali in possesso dell’allevatore, tutti privi di microchip. Le forze dell’ordine hanno chiesto l’intervento dei veterinari dell’ASP di Ragusa che dovranno accertare le condizioni di salute delle vacche e le condizioni igienico sanitarie dell’allevamento, nonché la destinazione degli animali allevati. Le bestioline sono state sottoposte a sequestro ed affidato al canile comunale grazie all’ausilio prestato dalla Polizia Locale di Ragusa.  “La Polizia di Stato ha sottratto a morte certa i cuccioli grazie alle segnalazioni dei cittadini. È fondamentale richiedere l’intervento della Polizia ogni qualvolta si è a conoscenza, anche senza alcuna certezza, di fatti illeciti, così da mantenere alta la collaborazione tra cittadini e Istituzione Polizia di Stato”.


Ragusa -   Pozzallo: 13.000  migranti ad  Hot Spot, Polizia ferma 7 scafisti, 1 è minore. Gli arrestati erano salpati insieme a bordo di 6 natanti in quasi 700 (400 uomini, 202 donne e 90 minori) sono stati soccorsi contemporaneamente nelle acque antistanti la Libia. Gli sventurati hanno dichiarato: “Per farci salvare prima degli altri ci gettavamo in acqua perché eravamo troppi e temevano di affondare durante l’attesa dei soccorsi” Fondamentale l’acquisizione delle immagini e dei video dai telefoni dei migranti che hanno immortalato gli scafisti. Salgono a 135 gli scafisti fermati nel 2016 (22 minori); nel 2015 sono stati 147. La Polizia di Stato ha trasferito immediatamente dopo il fotosegnalamento 400 migranti, restano al centro numerosissimi minori non accompagnati ed in queste ore stanno per arrivare altre 500 persone. Le forze dell’ordine hanno registrato nel 2016 all’Hot Spot di Pozzallo che hanno già fatto ingresso 13.000 migranti in occasione di 34 sbarchi.


Vittoria RG - Marito chiama 113: “Mia moglie ha dato 4/5 fendenti, aiutatemi perdo sangue”, agenti era finzione. La Polizia di Stato ha denunciato per calunnia, simulazione di reato e procurato allarme, un vittoriese che per paura del cognato chiama il 113 riferendo di essere in fin di vita simulando di essere stato pugnalato dalla moglie. Dice  al 113: “aiuto mia moglie mi ha accoltellato alla schiena perdo sangue, sento freddo e sono stanco; per favore aiutatemi, lei è scappata, io sto per morire”. La Polizia di Stato ha denunciato il vittoriese B.C.V.  44enne per calunnia, simulazione di reato e procurato allarme. Il numero di emergenza della Polizia di Stato “113” intorno alle 18.00 ieri ha squillato. L’operatore ha risposto ed un interlocutore che chiedeva aiuto in quanto la moglie lo aveva accoltellato: “mi ha dato 4-5 fendenti, aiutatemi perdo sangue”. L’operatore della Polizia di Stato è stato addestrato a gestire situazioni del genere quindi cerca di capire dove si trova la persona che chiama, cosa è successo, come è successo, quando è successo. L’uomo non riesce a dare un indirizzo esatto e la tensione in sala operativa aumenta perché non è possibile inviare i soccorsi tempestivamente. Viene allertato il 118 che senza una meta esatta non fa partire l’ambulanza quindi la priorità per la Polizia è trovare l’uomo che nel contempo dice di sentire freddo (sintomatologia delle emorragie), di avere sonno, quindi l’operatore lo tiene sveglio e da dei consigli per tamponare l’emorragia. L’uomo fa cadere il telefono a terra e per 6 minuti la conversazione rimane aperta e l’operatore sentiva il richiedente rantolare, tanto da sollecitare nuovamente le pattuglie ad affrettarsi per l’imminente pericolo di vita. Nel contempo l’altro operatore della sala operativa invia sul posto personale del Commissariato di Vittoria e la Squadra Mobile stante la denuncia di tentato omicidio. Gli operatori della Volante trovano l’abitazione e immediatamente dopo la casa è piena di poliziotti (ben 10) che appena entrati capiscono subito che qualcosa non quadrava rispetto a quanto segnalato dalla sala operativa che aveva ricevuto la chiamata. La moglie, ignara della telefonata fatta dal marito al 113 e delle accuse ad essa rivolte, riferiva che pochi minuti prima avevano avuto un litigio e l’uomo, non nuovo a fatti del genere, aveva infranto un vetro con un pugno e si era graffiato lievemente il braccio, tanto che la stessa stava spazzando i vetri mandati in frantumi. Il maldestro B.C.V. avendo udito che la moglie avesse chiesto aiuto al fratello (ovvero suo cognato), per paura di una reazione di questi, accusava la moglie e simulava il reato, per altro allarmando tutta la Polizia di Stato che interveniva per salvare una vita umana, e in ipotesi, arrestare la moglie, con ben 10 unità. Gli investigatori dalle indagini hanno compreso che il personaggio non avesse coltellate alla schiena così come da lui riferito e non era neanche ferito se non con lievi graffi che lui   stesso si era procurato da solo. Il  soggetto al termine degli accertamenti è stato denunciato per i reati commessi e gli atti di Polizia Giudiziaria redatti sono al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.


Santa Croce Camerina RG -  CC, tunisino preso in appartamento mentre tenta il furto. Wajdi Mansour

 24enne tunisino, incensurato, disoccupato ha tentato ripetutamente di rubare in un appartamento a Punta Secca, il tunisino è finito ai domiciliari arrestato dai carabinieri di Santa Croce. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina sono intervenuti in un’abitazione di Punta Secca dove hanno arrestato un tunisino che aveva tentato ripetutamente di rubare in una casa. I componenti di una famiglia modicana in vacanza a Punta Secca, mentre erano intenti a fare colazione, hanno sentito qualcuno armeggiare intorno alla porta e tentare di aprirla a spallate e calci. I residenti allarmati dai rumori si sono affacciati urlando ed hanno visto un ragazzo fuggire a piedi. I  turisti, all’arrivo dei carabinieri, hanno spiegato che già ciò era successo nel corso della notte ma avevano pensato ad un ubriacone che aveva sbagliato casa tant’è che se n’era subito andato appena uno di essi s’era affacciato dalla finestra. I proprietari, solo dopo hanno realizzato che forse era lo stesso ladro di poco prima.   I  militari ed i denuncianti sono andati per Punta Secca a cercare il ragazzo che aveva tentato poco prima lo scasso. Uno  dei figli è rimasto in casa “da sentinella” e sono trascorsi pochi minuti quando ha chiamato chiedendo ai tutori dell’ordine di ritornare subito poiché c’era qualcuno che stava tentando di sfondare la porta. Il ladro, pensando che tutti e fossero andati via in spiaggia, era ritornato per finire il lavoro. il maldestro   si è trovato poco dopo in compagnia dei carabinieri che  l’hanno perquisito, ammanettato, portato in caserma ed arrestato con l’accusa di tentato furto in abitazione aggravato e continuato. Wajdi Mansour  d’intesa con il pubblico ministero dott.ssa Valentina Botti, dopo i rilievi fotodattiloscopici è stato sottoposto ai domiciliari presso l’abitazione in Santa Croce Camerina. L’attenzione del cittadino in sinergia con la tempestività dei carabinieri ha permesso di evitare un reato e di assicurare un reo alla giustizia.


Scoglitti RG – Ambulante aggredisce Vigile, CC  ai domiciliari. Si tratta di Antonio MELI, 33enne comisano.  I   Carabinieri di Scoglitti sono intervenuti per bloccare l’esagitato. Come da tradizione, dopo la festa del Santo Patrono, i cittadini vittoriesi si trasferiscono nelle loro abitazioni estive della frazione marinara di Scoglitti. La loro presenza, oltre a quella dei turisti, attira l’attenzione dei numerosi venditori ambulanti. I controlli di competenza, di conseguenza si intensificano ad opera delle forze dell’ordine. La  situazione è degenerata  ieri, durante un controllo operato dalla polizia municipale nei confronti di un ambulante abusivo. Il  venditore ambulante, Antonio MELI, alle richieste dei vigili di esibire licenza e documenti, è andato su tutte le furie ed ha aggredito i vigili a colpi di cassette di ortaggi. L’intervento di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Scoglitti, in servizio di controllo del territorio è stato risolutivo. L’ambulante alla vista dei carabinieri, ha tentato di darsi alla fuga ma è stato tempestivamente bloccato e portato in caserma.  Il  vigile ha riportato qualche graffio e qualche ematoma, le manette sono scattate per l’ambulante, che su disposizione del Sost. Proc. della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, Dott. M. Monego, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, per i reati di violenza e minaccia nonché di resistenza a pubblico ufficiale. L’attività di controllo del territorio da parte dei militari della Compagnia Carabinieri di Vittoria (RG) è stata intensificata proprio al fine di reprimere ogni tipologia di reato specie nelle zone balneari.


Ragusa - Operazione “Touch and go”,  in corso cattura 4 banditi. I Carabinieri di Ragusa  ed  agenti del Commissariato di Comiso hanno eseguito a Gela 4 misure cautelari in carcere contro una banda di malviventi responsabili di otto furti di autovetture, due furgoni, quattro motocicli e trenta colli di rete metallica nei comuni di Santa Croce Camerina, Comiso ed Acate. I malviventi da dicembre 2015 a febbraio 2016 hanno perpetrato una serie di furti provocando danno economico alle vittime e preoccupazione tra la popolazione locale. Il lavoro sinergico di Carabinieri e Polizia ha consentito di “scovare”  quei gravi indizi di colpevolezza ed analizzare il loro modus operandi, necessari all’emissione della misura cautelare anche nei confronti di tutti e quattro i complici.L’operazione “Touch and go” si sta svolgendo con perquisizioni nel Comune di Gela.


Vittoria RG - Evaso dai domiciliari, CC preso a passeggio. Il già noto Antonino Avola 51enne, nella mattinata di oggi è stato bloccato mentre tranquillamente transitava una via di del centro di Vittoria, ed invece avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari: sono scattate così le manette dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile. I militari erano impegnati nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal comandante Provinciale di Ragusa finalizzati alla repressione dei reati contro il patrimonio, nella giurisdizione di competenza. Il personaggio, già noto ai Carabinieri che lo avevano arrestato in passato per analoghe violazioni, stava percorrendo una via del centro cittadino.   Una  pattuglia di militari l’ha riconosciuto. il furbo ha accelerato il passo ma i Carabinieri, supportati anche da altre pattuglie nel frattempo sopraggiunte,  hanno impedito qualsiasi via di fuga, bloccando Avola. Il personaggio è stato  sottoposto di nuovo agli arresti domiciliari, su disposizione del sostituto Procuratore della Repubblica, dott.ssa Monica Monego, per i provvedimenti di competenza, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di evasione. Gli inquirenti stanno ora vagliando attentamente la posizione del soggetto per accertare le ragioni per le quali non si trovasse presso la sua abitazione, così come previsto.


Pozzallo  RGAggredisce  ex moglie e  figlia, CC arrestano 56enne: maltrattamenti in famiglia. Il soggetto era contrariato dalla recente separazione. I Carabinieri della Stazione di Pozzallo di sera, hanno arrestato Pietro Roccasalvo 56enne, incensurato, resosi responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia nei confronti della ex moglie  e della figlia. il personaggio, infatti, nella tarda serata di ieri, si è recato presso l’abitazione dell’ex con la quale ha intrapreso una discussione poiché contrariato dalla recente separazione. La situazione è subito degenerata, tanto che l’individuo ha continuato ad inveire ed ha aggredito fisicamente l’ex moglie e la figlia 26enne.   La  donna è riuscita a chiamare i Carabinieri che in breve tempo sono intervenuti presso l’indirizzo segnalato. I militari dell’Arma, giunti sul posto, hanno udito  le grida provenire da un appartamento ai piani superiori  e sono subito entrati nell’abitazione ed hanno trovato il soggetto che inveiva contro la ex moglie e la figlia. I  Carabinieri con  difficoltà, sono riusciti a portare la situazione alla calma ed hanno bloccato l’esagitato. Le due donne, visibilmente scosse e spaventate, hanno mostrato  ferite al collo ed alle braccia causate  poco prima dall’energumeno. Le malcapitate sono state sottoposte ad una visita medica a seguito della quale sono state giudicate guaribili, la ex moglie in 2 gg.  e la figlia in 7 gg. per escoriazioni e ferite in vari parti del corpo.   I  Carabinieri hanno condotto l’individuo in caserma e l’hanno dichiarato in arresto per il reato di maltrattamenti in famiglia. L’aggressore, al termine delle formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, dott. Marco Rota, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Ragusa.


video adescamento

RagusaBidello accusato d’abuso sessuale su studentessa migrante, filmato ed arrestato. Si  tratta di R.M. 53enne ispicese bidello presso una scuola media inferiore di Ragusa. L’individuo è stato fermato dalla Polizia di Stato. Il  bidello è ritenuto autore di ripetute violenze sessuali su una studentessa migrante di appena 16 anni sbarcata a Pozzallo pochi mesi addietro. Il bidello le offriva denaro per avere rapporti sessuali con lei, a volte cercava di corromperla offrendo una semplice gomma da masticare pur di attrarla in luoghi appartati. Le faceva credere di essere il futuro marito e di volerla sposare per carpire il suo consenso che non è mai stato prestato. La Squadra Mobile al termine di una delicatissima indagine è intervenuta presso la scuola media inferiore per bloccare l’individuo che poco prima aveva costretto ad un rapporto sessuale la piccola migrante sbarcata in Sicilia senza famiglia ed in cerca di un futuro migliore. La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto R.M. 53enne ispicese bidello presso una scuola media inferiore di Ragusa, per i reati di violenza sessuale su minore ed induzione alla prostituzione minorile, reati aggravati tutti dalla minore età della vittima e dal fatto che il soggetto avesse un dovere di vigilanza sulla stessa in quanto i fatti sono avvenuti durante l’orario scolastico. L’educatrice di un centro per minori non accompagnati che collabora costantemente con la Squadra Mobile di Ragusa in occasione degli sbarchi, qualche settimana fa, ha contattato le poliziotte in servizio presso la Sezione reati contro la persona ed i minori, al fine di segnalare il comportamento anomalo di una ragazzina di  16 anni, la quale si rifiutava di voler andare a scuola, nonostante la gioia espressa nei primi mesi. L’educatrice, con grande abilità e senso del dovere, è riuscita a carpire che a scuola vi fosse stato qualche problema e l’ha segnalato alla Polizia, pertanto immediatamente la piccola è stata ascoltata da una poliziotta specializzata in questo settore, da una psicologa, da un’interprete ed ovviamente del suo tutore, un’avvocatessa ragusana nominata dal Tribunale per i Minori di Catania in quanto è sbarcata nell’isola da sola, senza  familiari. La  giovane, con molte difficoltà e dopo un pianto liberatorio, ha raccontato le tremende pressioni psicologiche alle quali era sottoposta da parte di un soggetto, nella scuola da lei frequentata, dove era stata inserita dalla comunità al fine di poterle dare un’educazione ed una formazione che le avrebbero permesso di poter trovare in futuro un lavoro. Il racconto della piccola vittima diventava sempre più duro, i dettagli sempre più “forti”, bisognava interrompere spesso il colloquio perché la giovane non riusciva a smettere di piangere, il tutto sempre video registrato dagli impianti installati presso la Squadra Mobile di Ragusa proprio per le audizioni protette così come previsto dalla legge. La piccola ha raccontato che c’era quest’individuo che lavorava a scuola che le aveva detto di volerla sposare, di volerle fare regali, la chiamava moglie e le voleva dare del denaro per consumare dei rapporti sessuali. Il racconto era molto circostanziato e unitamente al tutore della minore veniva verbalizzata ogni parola, ogni attimo raccontato con enormi difficoltà dalla vittima. Il bidello, ignaro di essere stato videoripreso anche nei giorni prima del tragico epilogo, cercava di addebitare la colpa alla piccola, asserendo che fosse lei e lo seguiva e non lui. Il soggetto dopo le formalità di rito è stato condotto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Ragusa –  Polizia e cani antidroga trovano stupefacente in casa, 1 in manette. Si tratta di Gianluca Zago  19enne nato e residente a Comiso. La Polizia di Stato nei territori di  Vittoria e Comiso ha eseguito 9 perquisizioni con l’aiuto di Unità Cinofile specializzate in ricerca di armi e droga. 1 arresto per detenzione di marijuana a Comiso. Il soggetto già era stato arrestato a gennaio ma nonostante tutto, non aveva smesso di vendere stupefacenti. 25 Volanti, 80 poliziotti e 8 cani specializzati, sono stati impiegati negli ultimi 3 giorni dal Questore di Ragusa. La Polizia di Stato – Squadra Mobile, Commissariato di Vittoria e Comiso – hanno tratto in arresto Gianluca Zago  per detenzione di marijuana ai fini di spaccio. La  Polizia di Stato della provincia di Ragusa, su disposizione del Questore Giuseppe Gammino, negli ultimi 3 giorni,  ha messo in campo un sistema di controllo rafforzato al fine di procedere a perquisizioni ed ispezioni di luoghi, abitazioni ed attività commerciali, dove con molta probabilità potevano essere consumati reati o vi erano soggetti sottoposti a misure di sorveglianza. I rinvenimenti di armi e droga effettuati dalla polizia in di questi giorni non hanno messo tutti in guardia i malfattori, qualcuno credeva di poter continuare. Gli investigatori hanno ritenuto fondato il motivo che Zago continuasse a spacciare nonostante fosse stato arrestato a gennaio, ed hanno  proceduto alla perquisizione in casa sua a Comiso non appena ha fatto rientro.  I  cani “APP” e “VITE” non appena sono entrati nell’abitazione, dopo pochi minuti hanno trovato il nascondiglio e i quasi 100 grammi di marijuana. L’odore dell’erba è molto forte, ed i cani in questi casi non hanno difficoltà a scoprire lo stupefacente. I poliziotti trovata la sostanza hanno poi continuato a cercare, rinvenendo altre dosi già pronte per la vendita ed 1 bilancino di precisione. Le altre perquisizioni effettuate nei territori di Vittoria e Comiso hanno dato esito negativo, anche se i cani in più occasioni hanno fiutato residui di stupefacenti e polvere da sparo, segno che con molta probabilità in passato erano stati occultati degli oggetti di detenzione illecita. “La Polizia di Stato continuerà a programmare perquisizioni e controlli nei prossimi giorni così da prevenire e reprimere qualsivoglia illecito, garantendo sicurezza ai cittadini della provincia iblea”.


Ispica  RGOmicidio colposo ed omissione di soccorso: CC eseguono ordinanza di custodia cautelare in carcere.  Si tratta di Vincenzo FRANZA 37enne, ispicese, la vittima investita  è Valeria Cannata travolta assieme ad una amica ferita, ma in vita. I  Carabinieri della Stazione Carabinieri di Ispica di mattina, hanno tratto in arresto Vincenzo FRANZA in esecuzione dell’ordinanza di carcerazione emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, a seguito della sentenza di condanna a anni 3 e mesi 9 per i reati di omicidio colposo, guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche ed omissione di soccorso. Il soggetto nel maggio 2015 aveva investito  2 ragazze a Santa Maria del Focallo, 1   morì dopo alcuni giorni di coma.  Vincenzo FRANZA, infatti,  era stato arrestato dai Carabinieri di Ispica il 31 maggio 2015, quando, alle 4.00 del mattino, alla guida della sua  Peugeot 205, percorrendo la s.p. 46, giunto in prossimità del locale “Soda”, verosimilmente a causa del suo stato di ebbrezza alcolica, perdeva il controllo del veicolo, travolgendo due ragazze pozzallesi, dandosi successivamente alla fuga. Le  indagini dei Carabinieri, permisero di risalire subito al pirata della strada che, poco dopo, veniva rintracciato ed arrestato. Le ragazze, immediatamente soccorse dal 118, furono trasportate presso l’ospedale maggiore di Modica, una con prognosi di 30 gg, l’altra, Valeria Cannata, da subito apparsa più grave, veniva ricoverata in prognosi riservata e, dopo 6 giorni di agonia, decedeva a causa delle serie lesioni riportate. Vincenzo FRANZA, a seguito dell’ordinanza, come disposto dall’autorità giudiziaria, è stato tradotto presso il carcere di Ragusa dove dovrà scontare la pena.


Ragusa Gas esplode a Cazuzze, intervengono i carabinieri. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina sono dovuti intervenire, poco dopo le ore 20 di ieri, a Casuzze, presso un’abitazione privata, dove poco prima era stata avvertita una forte esplosione. La squadra dei VV.F. di Ragusa e la pattuglia dei CC di Santa Croce hanno accertato che vi era stata una fuga di gas in una cucina al piano terra. La bombola di GPL era integra e quindi il malfunzionamento era imputabile alla cucina. Probabilmente quest’ultima o il tubo avevano avuto una perdita e saturando l’ambiente di gas poi in qualche maniera s’era acceso ed era esploso. Fortunatamente la famiglia residente in tale abitazione era fuori casa e non ci sono stati feriti.   I  danni sono stati circoscritti alla sola cucina, ma non ci sono problemi strutturali e quindi l’immobile è agibile. Grande  spavento tra gli abitanti del borgo rivierasco, senza troppi danni.


 

Comiso RG  

Donata scultura  ai Carabinieri da maestro Nicolosi. La posa dell’opera scultorea in legno “Sirio”, donata dal maestro Alfio Nicolosi al Comando Stazione Carabinieri di Comiso è stata inaugurata di mattina, nel corso di una sobria cerimonia.  Lo scultore, originario di Zafferana Etnea   residente a Pedalino, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Vittoria, Cap. Daniele Plebani, il Comandante della locale Stazione, M. A. s. UPS Silvestro Di Giorgio, i militari del presidio ed   illustri ospiti erano presenti alla cerimonia. L’opera, in legno d’abete, è stata realizzata alcuni anni fa dall’artista secondo il suo personalissimo stile che rimanda alla tradizione preistorica con echi più moderni alla Modigliani: la denominazione “Sirio” rimanda all’omonima stella del firmamento. Il dono ha trovato idonea collocazione all’ingresso del Comando, affinché sia fruibile ed apprezzabile dal personale in servizio e dal numeroso pubblico che giornalmente frequenta gli Uffici.  Il  maestro Nicolosi, le prossime settimane fortemente legato all’Arma dei Carabinieri,  donerà un’altra importante opera alla Compagnia di Vittoria.


Scoglitti  RGEvade dai domiciliari, CC 1 in manette. Si  tratta di Andrea Lo Scalzo

26enne, vittoriese. Camminava tranquillamente in una via di del centro marittimo di Scoglitti, ed invece avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari.  Le  manette sono scattate per il già noto, vittoriese, “pizzicato” nella mattinata di ieri dai Carabinieri della locale Stazione, mentre erano impegnati nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dal comandante Provinciale di Ragusa finalizzati alla repressione dei reati contro il patrimonio, nella giurisdizione di competenza. Il soggetto, già noto ai Carabinieri che lo avevano arrestato in passato per analoghe violazioni, stava percorrendo una via del centro cittadino.   Una  pattuglia di militari  ha riconosciuto il personaggio. Il giovane ha accelerato fuggendo via ma, dopo un breve inseguimento, i Carabinieri, supportati anche da altre pattuglie nel frattempo sopraggiunte, gli hanno impedito qualsiasi via di fuga, bloccandolo. Il maldestro, considerata l’assenza dal domicilio ed il mancato rispetto delle prescrizioni inerenti la misura alternativa alla detenzione carceraria, è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, dott.ssa Giulia Bisello, per i provvedimenti di competenza, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di evasione. Gli inquirenti stanno ora vagliando attentamente la posizione del vittoriese per accertare le ragioni per le quali non si trovasse presso la sua abitazione, così come previsto.


Ragusa - Tenta furto in chiesa e si ferisce: CC rintracciano e denunciano. Si tratta di  M.R., 38enne ragusano. I  carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ragusa, hanno identificato e denunciato per furto un trentottenne ragusano, già noto alla giustizia, per tentato furto in una chiesa del capoluogo. Una telefonata al 112 era giunta da parte di un parrocchiano di prima mattina, il quale si era  recato in chiesa, ed aveva notato il vetro della porta d’ingresso frantumato e bagnato da schizzi di sangue finiti anche a terra. Il fedele, temendo ci potesse essere qualcuno dentro, ha giustamente chiamato i carabinieri. Una  gazzella dell’aliquota radiomobile e  militari addetti ai rilievi tecnici sono presto arrivati sul posto. La porta della chiesa e quella della canonica erano state “violate” con un posacenere in ferro ed un grosso masso, ancora presenti sul posto. I vetri, entrambi di tipo antisfondamento, avevano retto i colpi e il malintenzionato aveva desistito senza riuscire a entrare e/o a rubare alcunché. I militari dell’Arma hanno repertato alcune tracce di sangue appartenente all’autore ed hanno trovato sulla maniglia un’impronta digitale. L’impronta è stata repertata ed inserita nel computer che l’ha comparata con milioni di altre presenti in archivio. il soggetto fortunatamente per gli inquirenti era già schedato e conosciuto ed i carabinieri sono andati dritti a casa trovandolo con una mano fasciata  il 38enne ragusano, il quale messo davanti all’evidenza dei fatti, ha ammesso tutto. Il maldestro è quindi stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa per tentato furto aggravato.   il parroco,  era  fuori sede ed è dovuto urgentemente rientrare, dovrà  riparare  un bel danno  anche se almeno ha scampato quello molto più grosso in caso di furto compiuto. Il tempestivo intervento dei carabinieri prima che la scena del crimine fosse modificata o ripulita ha permesso ancora una folta di portare l’autore di un reato davanti alla giustizia.


Ragusa Cane CC scopre in blitz arma nascosta. 1 cubano ai domiciliari: Rivas PRIETO  33enne. Le  perquisizioni a Ragusa sono state dei Carabinieri, nell’ambito dei più vasti servizi disposti per il controllo del territorio e di soggetti sottoposti a misure restrittive o con precedenti penali. Le  perquisizioni,sono state  eseguite con l’ausilio anche di unità cinofile specializzate nella ricerca di armi, del Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi, all’interno dell’abitazione di Rivas PRIETO  33enne, di origini cubane, da anni residente a Ragusa già noto. I militari hanno rinvenuto 1 pistola che in origine era un’arma giocattolo, poi  opportunamente modificata tanto da essere uguale in tutto e per tutto ad un’arma vera, in grado sparare cartucce modificate.  L’arma era stata privata del tappo rosso all’imboccatura della canna, che sempre contraddistingue le armi giocattolo ma, soprattutto, era stata privata del sistema di occlusione della stessa canna, che serve proprio ad impedire che i giocattoli possano sparare proiettili veri, tanto da assomigliare perfettamente ad una delle pistole normalmente in dotazione alle Forze dell’Ordine. L’arma, nel corso della perquisizione, è stata rinvenuta nascosta in una grossa valigia piena di vestiti ed oggetti vari, ma la sua presenza non sfuggiva al fiuto del cane Igor nel Nucleo Carabinieri Cinofili di Nicolosi. I militari, nel corso della perquisizione, hanno rinvenuto anche  12 cartucce che erano state modificate mediante l’inserimento all’estremità di un pallino in plastica, adatto ad essere sparato proprio dall’arma modificata e che, soprattutto nel caso di esplosione a breve distanza, avrebbe potuto avere anche effetti letali. Oltre all’arma ed ai proiettili veniva rinvenuta anche la custodia della stessa pistola e 1 fondina da cintura, facendo quindi presumere che l’arma in questione venisse spesso portata comodamente al seguito fuori dell’abitazione da Rivas PRIETO. Il personaggio, per tale motivo è stato tratto in arresto per il reato di detenzione di arma clandestina modificata e, dopo le formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Ragusa, dott.ssa Monica Monego, è stato associato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari. Le indagini  proseguono per individuare chi abbia potuto modificare l’arma rinvenuta. I militari ricercano  soggetti con specifiche competenze nel settore e con un certa dimestichezza nell’utilizzare dei macchinari per la lavorazione del ferro e dell’acciaio.  Le  indagini, inoltre, sono finalizzate per capire quante armi modificate allo stesso modo ci possano essere in circolazione. Colui il quale si dedica a tale attività di modifica delle armi verosimilmente è un professionista del settore, a cui sovente si rivolgono anche esponenti delle criminalità, sempre alla ricerca di armi per il compimento di azioni delittuose. I  carabinieri attendono l’accertamento  sull’arma rinvenuta e sequestrata, finalizzato a verificare se la stessa sia stata utilizzata per compiere  reati ed a stabilire il motivo per cui  Rivas PRIETO avesse deciso di  tenere e nascondere in casa 1 pistola. L’arresto  è il frutto di continue attività di controllo del territorio che, su disposizione del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, continueranno anche nei prossimi mesi.


Modica  RG -  Affidata a servizi sociali è filmata mentre ruba portafoglio al bar : CC donna in manette. Si  tratta di Generosa Ancona, 33enne, originaria della Provincia di Brindisi, domiciliata a Modica. La maldestra aveva rubato un portafoglio in un bar, per cui i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di carcerazione nei confronti della responsabile. La donna era già sottoposta all’affidamento in prova ai servizi sociali, dopo il furto commesso ai danni di una giovane barista, il Tribunale di Sorveglianza di Siracusa le ha revocato la misura e ne ha disposto la carcerazione. I  Carabinieri della Stazione di Modica, di pomeriggio, hanno tratto in arresto, in esecuzione di un provvedimento di sospensione dell’affidamento in prova ai servizi sociali emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Siracusa Generosa Ancona. La rea, dopo le formalità di rito, è stata condotta dai militari dell’Arma presso la Casa Circondariale di Catania a Piazza Lanza. La donna, già nota alle forze di polizia per reati vari contro il patrimonio, nell’ottobre 2014 aveva avuto concessa la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali. La maldestra, il 12 gennaio scorso, dopo essere entrata in un bar di Modica Sorda, distraendo con banali scuse la barista, aveva rubato a quest’ultima il portafoglio dalla borsa e si era dileguata. La  visione delle immagini delle telecamere del bar, successivamente, però,  aveva permesso ai d’individuare la responsabile ed arrestarla subito dopo, recuperando  la refurtiva.  La  maldestra, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso il Tribunale di Ragusa, era stata sottoposta agli arresti domiciliari. L’Ufficio di Sorveglianza di Siracusa, in conseguenza di quest’ultimo furto all’interno del bar,  ha sospeso alla ladra la misura alternativa dei servizi sociali disponendone l’accompagnamento presso il carcere di Catania Pizza Lanza odve, ieri pomeriggio, è stata accompagnata dai Carabinieri di Modica.


Ragusa Rapina in negozio cellulari, CC arrestano marocchino. Si tratta di Aiman Jelloul 32enne marocchino residente da molti anni a Ragusa. I carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Ragusa hanno arrestato un personaggio già noto per rapina all’addetto vendite in un negozio di telefonia all’interno del noto centro commerciale di via Achille Grandi. Un soggetto sui trent’anni, ieri pomeriggio, intorno alle cinque, è entrato in un negozio di telefonia per chiedere lumi sulle tariffe in vigore. Il soggetto all’atto di ringraziare e congedarsi, forse pensando di non essere visto, ha sottratto il telefonino al commesso che l’aveva poggiato sul banco. Il derubato però se n’è accorto ed istintivamente con uno scatto ha raggiunto e bloccato il ladro che era già fuori dal negozio. Il maldestro  s’è divincolato con forza strattonando e spingendo la vittima la quale  pur non avendo fortunatamente riportato ferite, s’è sbilanciato quasi rovinando a terra. Il ladro, diventato ormai a questo punto rapinatore, per aver usato violenza e  garantirsi la fuga, è corso via sparendo nel nulla. L’addetto alle vendite ha desistito per non lasciare il negozio sguarnito (che sarebbe divenuto facile preda di un eventuale altro ladro) ma ha prontamente chiamato il 112 fornendo un’accurata descrizione del rapinatore. I  dettagli del volto, dei capelli, berrettino, felpa e pantaloni. Una pattuglia radiomobile è andata immediatamente al centro commerciale ed ha iniziato a cercare il fuggitivo. I tutori dell’ordine, pensando che lo stesso potesse essere andato a via Zama a prendere l’autobus, sono andati al capolinea e già da lontano hanno notato un soggetto perfettamente corrispondente alla descrizione. I militari celermente sono piombati addosso al sospetto e l’hanno bloccato senza consentirgli possibilità di fuga. i  carabinieri   hanno perquisito il soggetto e trovato addosso un telefonino con la cover identica a quella descritta dalla vittima. Il maldestro è stato ammanettato, caricato nell’auto e portato in caserma.  Il  commesso, che era presente per stilare il verbale di denuncia, l’ha riconosciuto senza ombra di dubbio quale  autore del colpo. Il personaggio  era privo di documenti d’identità, ed è stato sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici ed identificato in Aiman Jelloul, 32enne marocchino residente da molti anni a Ragusa, già noto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. È stato quindi arrestato per rapina e, d’intesa col Pubblico Ministero, dott.ssa Alessia La Placa, è stato rinchiuso nel Carcere di Contrada Pendente a Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Caso chiuso brillantemente grazie alla fattiva collaborazione del cittadino, la vittima, che ha saputo registrare nella mente i dettagli importanti per riconoscere l’autore del reato.


VittoriaCC preso catanese ruba uva: 1 ai domiciliari. Si tratta di Francesco Filia, 35enne catanese. I Carabinieri della Stazione di Chiaramonte Gulfi (RG), nel corso delle prime ore dell’alba di oggi, nel corso del pattugliamento in Contrada Mazzarronello, hanno sorpreso uno intento a trafugare ed a riempire la sua auto di uva tipo “Italia”. Il  controllo del territorio nella giurisdizione della Compagnia di Vittoria, specie nelle aree rurali e di campagna, prosegue infatti a ritmi sostenuti al fine di prevenire e reprimere qualsiasi tipologia di reato, specie quelli predatori. Il soggetto alla vista dei militari ha spento i fari del suo veicolo ed ha cercato di darsi alla fuga ma, dopo un breve inseguimento in aperta campagna, è stato bloccato dai Carabinieri.   Francesco Filia, 35enne catanese, è stato ammanettato. La merce illecitamente sottratta, oltre 500kg di uva da tavola “Italia” è stata subito restituita all’imprenditore agricolo, mentre l’arrestato, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Alcanata, in ragione dei precedenti penali specifici, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottor Scollo, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di furto aggravato. Analoghi  controlli da parte dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria in tutto il territorio di competenza proseguiranno, anche nei prossimi giorni.


Acate RG Commercio medicinali falsi: CC, 4 denunciati. Carabinieri della Stazione di Acate, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, svolti  nel corso della giornata in tutta la giurisdizione della Compagnia di Vittoria, hanno denunciato a piede libero 4 persone, tutte note, per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione, sequestrando 80 kit di pronto soccorso contenenti medicinali contraffatti.  I  militari nella centralissima  Piazza Matteotti, hanno notato 4 individui, non originari del luogo, aggirarsi con fare circospetto. I carabinieri, dopo avere monitorato i soggetti nei movimenti, li hanno sottoposti a controllo ed a perquisizione personale che, in un primo momento, è risultata negativa. Il  modo di fare dei 4, molto nervosi ed agitati, tuttavia, ha insospettito ancor di più i Carabinieri che hanno esteso la perquisizione anche ai veicoli in loro uso, rinvenendovi occultati 80 kit per pronto soccorso, riportanti marchi e segni nazionali ed esteri contraffatti, contenenti prodotti farmaceutici vari, dai cerotti alle garze, dalle spugne ai guanti, privi di scadenza e di indicazioni sulla provenienza, con evidenti rischi per la salute e la sicurezza dei potenziali clienti. La merce è stata subito sottoposta a sequestro penale, mentre i 4, provenienti dalle limitrofe province di Siracusa e Catania, sono stati deferiti in   libertà all’Autorità Giudiziaria iblea: si tratta di M.M.  29enne, R.P. 48enne, R.F. 30enne, e S.G. 53enne.  Gli  investigatori, stanno vagliando    la posizione dei 4 per accertare l’eventuale complicità di altri criminali ed il canale di approvvigionamento e la destinazione dei prodotti contraffatti. Le  indagini sono suscettibili di ulteriori sviluppi. Si tratta dell’ennesimo sequestro di merce contraffatta effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria, che anche a fine agosto avevano sequestrato altri prodotti similari, ed anche giocattoli privi di marchio “CE”, del valore complessivo di oltre 10.000 euro.


Vittoria Fuga con amico su Facebook, Carabinieri trovano a Vittoria 16enne scomparsa a Massa. Ha avuto un esito positivo la vicenda della ragazza scomparsa da Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, tra il 28 e il 29 maggio scorso. La 16enne,  di origine rumena, si era allontanata da casa senza lasciare traccia e, così come raccontato dalla madre, aveva proprio in quei giorni conosciuto un altro ragazzo rumeno su Facebook, del quale si avevano informazioni molto frammentarie. Gli investigatori avevano attivato un piano di ricerche, inoltrando a tutte le Stazioni Carabinieri d’Italia una foto della ragazzina, con una descrizione somatica e degli indumenti che indossava al momento dell’allontanamento. Una  pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Vittoria fortunatamente nella giornata di ieri, ha incrociato, in piazza Nenni, una coppietta di giovani fidanzatini. I militari, in possesso di foto segnaletica della ragazza scomparsa, l’hanno immediatamente riconosciuta. I carabinieri dopo le formalità di rito che hanno consentito di appurare le buone condizioni fisiche ed escluso che la giovane avesse subito violenze od avesse fatto uso di stupefacenti, è stata riaffidata alla madre.


Ragusa - Stalker 82enne perseguita vicina 60enne: divieto avvicinamento.  Carabinieri di Ragusa ieri hanno “bloccato”  quello che era ormai diventato un vero e proprio incubo per una donna 60enne del capoluogo ibleo.Si tratta di una storia purtroppo non infrequente nelle cronache di questi anni, costellate di episodi di sopraffazione di uomini sulle donne, in quella che è stata ribattezzata “violenza di genere”. Questa storia andava avanti da alcuni mesi, e trova la sua peculiarità nell’età non tanto della parte offesa, quanto del persecutore. Il protagonista in negativo è infatti A.F., 82enne, insospettabile ragusano incensurato, che ha reiteratamente dimostrato le proprie morbose attenzioni verso una sua vicina di casa, di circa 20 anni più giovane. l’atteggiamento di A.F. all’inizio era quello di uno spasimante insistente. Il personaggio di volta in volta,  chiamava la vittima affacciandosi dal balcone, le formulava complimenti (a dir poco “ineleganti”) quando la incontrava, niente di più. La vicenda col passare del tempo ha assunto una piega insopportabile per la donna.  La  condotta dell’individuo si è fatta persecutoria. A.F. aspettava sotto casa la sua vittima a qualunque ora del giorno e della notte, le rubava la biancheria stesa, ed è arrivato addirittura a prenderla alla sprovvista e baciarla, senza il suo consenso. L’ultimo episodio, è stato più grave: l’ ”abbraccio” troppo forte dello stalker ha arrecato alla donna lesioni guaribili con oltre 20 giorni di prognosi. La  situazione stava per precipitare, dopo settimane e settimane di sopportazione la donna ha trovato la forza di rivolgersi alle Istituzioni, di bussare alla caserma dei Carabinieri.  Gli uomini dell’Arma hanno subito percepito la delicatezza del caso, ed hanno messo in moto la macchina investigativa. I carabinieri hanno raccolto testimonianze ed elementi oggettivi che hanno dato forma, giorno dopo giorno, ad un quadro indiziario inequivocabile. I  Carabinieri, senza ulteriori indugi, hanno chiesto ed ottenuto una misura cautelare a carico dello  stalker. L’arzillo 82enne, non potrà più avvicinarsi alla sua vittima, dalla quale dovrà mantenere una distanza di almeno 20 metri. Altrimenti a suo carico saranno adottate misure ancor più gravi.


Pozzallo RGCalci e pugni a controllo Carabinieri, 3 ai domiciliari.  Si tratta dei già noti : Giovanni 27enne e Daniela Biazzo, 28enne e Generosa Ancona, 32enne. 2 soggetti erano anche sottoposti alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di P.S.  I Carabinieri delle Stazioni di Pozzallo e Marina di Modica, ieri sera, nell’ambito di un servizio di prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno ammanettato 3 personaggi, 2 delle quali già sottoposte alla sorveglianza speciale di P.S., per resistenza e violenza a pubblico ufficiale nonché per le violazioni inerenti la misura di prevenzione personale. I militari dell’Arma, durante apposito servizio antidroga sul territorio di Pozzallo, hanno notato i soggetti mentre parlavano tra di loro in una pubblica via ed, insospettitisi dai loro movimenti, hanno proceduto al controllo.


Chiaramonte Gulfi RG Pedofilo abusa di minore adescato vicino Chiesa a fine funzioni: ai domiciliari. Si incontrava di nascosto con un minore in diverse chiese di Chiaramonte Gulfi, aspettando che le funzioni religiose finissero e che preti e fedeli abbandonassero i luoghi di culto: è finito così in manette un insospettabile 74enne, originario del posto, con l’accusa di atti sessuali con un minorenne. L’anziano, è emerso dalle indagini scaturite per  l’acume investigativo dei Carabinieri della locale Stazione,  hanno portato ad evidenziare uno strano comportamento nel soggetto, visto in più occasioni con il ragazzino, anch’egli originario del paesino montano. I carabinieri hanno appurato che il turpe non  avesse  legame di parentela con la vittima, ed avrebbe adescato il giovanetto dapprima in chiesa e poi via via in diversi luoghi appartati del paese. Il pedofilo avrebbe compiuto atti sessuali con la vittima inducendola a fare altrettanto nei suoi confronti, ed obbligandola ad incontrarsi nuovamente nei giorni successivi e minacciandola che, in caso contrario, avrebbe raccontato dell’accaduto ad altre persone e l’avrebbe picchiato. L’arresto domiciliare è scattato nel pomeriggio di ieri, in esecuzione di ordinanza di misura cautelare personale emessa dal Gip presso il Tribunale di Ragusa, dott. Maggioni, che ha concordato con la richiesta avanzata dalla dott.ssa Monego, sostituto procuratore presso il medesimo Tribunale. L’individuo, condotto nella caserma di via Alcanata, al termine delle formalità di rito è stato sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini dei carabinieri sono tuttora in corso, e suscettibili di ulteriori sviluppi, finalizzate ad approfondire ancora alcuni aspetti meritevoli di attenzione, specie quelli legati alla collocazione temporale del reato contestato, riscontrato fino al mese corrente.


Ragusa - Violenza sessuale ed omicidio: 4 tunisini giovanissimi arrestati. Confessioni shock: “eravamo ubriachi, lo abbiamo fatto così tanto per farlo”. La  vittima assassinata è un rumeno di 38 anni che aveva tentato di salvare la compagna  53enne dal sequestro di persona e stupro di gruppo aggravata.  La Polizia di Stato ha risolto   uno dei casi più gravi della Provincia di Ragusa. I  4 sono stati Catturati tra le campagne di Vittoria tutti 4 giovanissimi tunisini ritenuti utori dell’omicidio di un rumeno di 38 anni e del sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo aggravata della compagna di 53enne.  Le confessioni: “eravamo ubriachi, abbiamo visto la coppia uscire dalla discoteca ed abbiamo pensato di divertirci un po’; due di noi hanno colpito lui con un bastone ed in due abbiamo violentato la donna; ammazzato l’uomo, abbiamo violentato la donna per un’ora, poi per continuare l’abbiamo portata nuda vicino una serra ed abbiamo continuato per un paio di ore a turno; eravamo ubriachi, lo abbiamo fatto così tanto per farlo; pensavamo non ci avreste trovati, qui in campagna chi poteva aver visto”.


Catania Rapine all’estero: rumena in manette. La sentenza è della Corte d’Appello di Catania. I  Carabinieri di Ragusa hanno arrestato una donna romena Lacramioara VARGA  35enne,  in esecuzione di un provvedimento della Corte d’Appello di Catania. I Giudici etnei hanno sostanzialmente ripreso il dictum di una sentenza dell’omologo magistrato rumeno. Lacramioara VARGA si era stabilita in Italia per sottrarsi alla cattura nel suo Paese d’origine, la Romania. I reati imputati sono estremamente gravi: si tratta di due rapine commesse in Romania nel 2005, con il concorso in entrambi i delitti del compagno. Il 28 settembre 2005 la prima rapina: la donna ha attirato la vittima prescelta in una autentica trappola, prospettandole la possibilità di godere dei suoi favori sessuali, naturalmente dietro la corresponsione di una somma di denaro. Con questo stratagemma, VARGA lasciava gioco facile al compagno per sorprendere l’ignaro “cliente”, sopraffarlo fisicamente con calci e pugni e spogliarlo completamente dei propri averi. In quell’occasione il malcapitato ne uscì con una prognosi di ricovero ospedaliero di 8/9 giorni. Il secondo episodio dopo appena una settimana, il 3 ottobre: la vittima prescelta stavolta era un anziano di 71 anni, sorpreso mentre stava rincasando trasportando due bagagli voluminosi.  VARGA ancora una volta si adoperava per distrarre il malcapitato, per spianare la strada all’aggressione fisica portata a compimento dal compagno. L’anziano fu più sfortunato della prima vittima, ricevendo una prognosi di ricovero ospedaliero di 8/9 giorni. La condanna di primo grado in Romania risale al 2007, ed ammonta a 7 anni e 10 mesi di reclusione.  VARGA non ha mai scontato neanche un giorno, essendo fuggita in Italia agli inizi del 2007. Pensava evidentemente di farla franca. Ma nel frattempo la sentenza è divenuta definitiva, ed è stata fatta propria dal Giudice italiano: la donna ieri è stata arrestata dai Carabinieri di Ragusa e tradotta presso il carcere femminile di Catania.


Scicli RGTruffa 1 ai domiciliari. I Carabinieri della Tenenza di Scicli hanno arrestato un soggetto già noto C.G. 35enne, responsabile di diversi reati tra cui truffa, resistenza a P.U. e violazione degli obblighi di dimora. Il soggetto, dopo essere stato rintracciato, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Scicli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Siracusa.


Ragusa -   Polizia scopre giro sessuale trans: arresta transessuale brasiliano, sfruttava e minacciava prostituta dominicana. fatta venire a Ragusa con l’inganno. Le manette sono scattate per Alfim FILHO GOMES DA SILVA 33enne alias “GUTO” nato a Redencao. Il soggetto gestiva 3 “case del piacere” per ogni gusto e richiesta dei clienti (liberi professionisti, operai, disoccupati e giovani studenti). Trans, prostitute dell’Est-Europa, africane e sud americane, il cliente andava sempre accontentato ed i prezzi oscillavano da 30 a 250 euro. I poliziotti hanno messo i  sigilli in tre immobili ed espulso un transessuale brasiliano che si prostituiva in una delle case oggetto del controllo della Polizia. Le case erano dotate di ogni comfort ed i soggetti dediti alla prostituzione possedevano ogni tipologia di “giocattolo” per soddisfare i “gusti” dei clienti. La sodomizzazione con oggetti o mediante rapporti carnali con i trans è tra le più richieste. I residenti ringraziano per aver posto fine al continuo via vai ed alle richieste di ogni tipo fatte dagli sbadati clienti.  I proprietari degli immobili sono stati convocati dalla Squadra Mobile per le sanzioni penali e/o amministrative a loro carico e gli eventuali provvedimenti di sequestro e confisca degli appartamenti. Le prove video non lasciano dubbi, “Guto” ogni qualvolta la vittima consumava un rapporto sessuale che lui stesso aveva organizzato, passava dalle abitazioni in suo possesso per prelevare il denaro. Oltre ai video anche le registrazioni audio documentano come la donna chiedeva, quasi implorandolo di lasciarle più denaro e lui, scusandosi, prendeva la metà del guadagno e poi via.  A volte neanche dava il tempo alla vittima di rivestirsi perché saliva nella camera da letto sita al primo piano per prendere il denaro e andar via non appena il cliente chiudeva la porta.






Ragusa -  71° Anniversario morte del V.Brigadiere Salvo D’Acquisto. L’Arma dei Carabinieri in servizio  e l’Associazione Nazionale Carabinieri, nella mattinata, hanno voluto dedicare una giornata alla memoria del loro Servo di Dio. Una  celebrazione eucaristica si è svolta alle ore 10.30, presso la Basilica di San Giovanni Battista di Vittoria,  officiata da Padre Vittorio Pirillo, alla presenza dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria e dei componenti delle sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri del territorio della giurisdizione, delle Autorità locali, delle Forze di Polizia insistenti nella città di Vittoria, nonché di alcune scolaresche in rappresentanza dei tanti studenti della nostra città. La cerimonia, semplice nella forma ma profonda per i valori morali, ha voluto ricordare il sacrificio del giovane Carabiniere Salvo D’Acquisto, Medaglia d’Oro al Valor Militare, fucilato barbaramente il 23 settembre 1943 in località Torre di Palidoro, Roma, a seguito di una rappresaglia nazista. Monito per tutti è la motivazione con la quale gli è stata tributata l’alta onorificenza "Esempio luminoso di altruismo, spinto fino alla suprema rinunzia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste, insieme con 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pur essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile d'un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così, da solo, impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell'Arma". L’attività di oggi è stata fortemente voluta dall’Arma in servizio e dall’ANC – Sezione di Vittoria per il suo alto valore etico per i giovani vittoriesi e per l’intera comunità cittadina.


Ragusa -

video sbarco

Sbarco 1020 migranti a Pozzallo: fermati 2 scafisti tunisini. Ogni scafista ha condotto un barcone in legno con circa 500 persone, molte delle quali minori (40 i neonati).Gli uomini della Polizia di Stato - Squadra Mobile Questura di Ragusa - con la partecipazione di un’aliquota di Carabinieri ed una della Sez. Op. Nav. della Guardia di Finanza, dopo diverse ore di indagini hanno individuato i due scafisti responsabili di aver condotto i due pescherecci carichi di migranti. Gli sventurati, in giornata sono trasferiti in centinaia dalla struttura del C.P.S.A di Pozzallo verso altri centri già individuati dalla Polizia di Stato di Ragusa.Indagini di Polizia lunghe ed estenuanti hanno fermato   2  di notte a Pozzallo

video sbarco

 Adil AJROUD  40enne nato in Tunisia e Hamza BENMBAREK, 25enne nato in Tunisia. I  soggetti sono stati sottoposti a fermo di  Polizia Giudiziaria in quanto ritenuti responsabili di aver condotto il peschereccio dalle coste libiche fino a quando non sono stati soccorsi da un’unità navali della Marina Militare così come loro speravano ed avevano programmato.


Santa Croce Camerina - Veronica Panarello visita tomba Loris. La madre accusata del delitto è  uscita dal carcere di Agrigento col permesso del Gip di Ragusa, ed  il parere positivo del Procuratore Carmelo Petralia. Le  limitazioni per la mamma erano il divieto assoluto di contatto, tranne che col legale ed i familiari. Veronica Panarello è arrivata al cimitero, intorno alle 17.22, dentro un furgone della polizia penitenziaria scortata dalla polizia.  Le  forze dell'ordine avevano blindato il luogo sacro anche per evitare affollamenti di cronisti, fotografi e cineoperatori. La mamma era in jeans e maglietta nera, ed è stata la prima volta, da quando è arrestata, che ha fatto visita in cimitero alla tomba del piccolo Loris. L'avvocato Francesco Villardita ha consegnato alla donna un mazzo di fiori, già acquistati dal padre Francesco Panarello, che sono stati deposti sulla tomba del piccolo. I  parenti di Veronica pur se autorizzati alla presenza  erano assenti. La visita  concessa per un’ora  dal Gip di Ragusa si è conclusa senza sorprese particolari. La madre durante la sosta  sulla tomba di Loris avrebbe ribadito la sua estraneità ai fatti a lei imputati ed il desiderio di voler conoscere la verità su quanto accaduto il “giorno maledetto”.



RAGUSA 2016




Arma 200 anni


200 anni





 


NOTIZIE ULTIMORA 24 ORE SU 24


RAGUSA


Polizia trova arsenale mafia da indizi collaboratori giustizia: 3 misure in carcere


 



Roma - È brasiliano assassino di Pamela Canzonieri: ragazza uccisa giovedì scorso a Morro di San Paolo (Brasile), ha confessato. Si tratta di Antonio Patrício Dos Santos detto "Fabricio", brasiliano, nato il 21.04.1985 a Nilo Peçanha (Bahia). Le indagini della Polizia Civile di Salvador de Bahia che ha competenza anche sulle unità di polizia dei territori interni e quindi Valença e Morro de São Paulo, si sono indirizzate da subito  sulla vita privata  e sugli avventori del locale dove lavorava Pamela. Con il contributo dell' Ufficiale di collegamento Italiano  dello SCIP – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Criminalpol di stanza a Rio de Janeiro, che ha partecipato a tutte le attività, si è ristretto velocemente  il campo, e già ieri era stato tratto in arresto il “Fabricio”, vicino di casa della vittima. Sono Ancora in Corso accertamenti. "Fabricio", avrebbe detto alle autorità brasiliane “di aver fatto uso di cocaina prima di incontrare la ragazza e di non ricordare bene i dettagli dell'omicidio".


Modica RG – Ricettazione, CC 1 in carcere. I militari ieri hanno svolto una mirata attività di controllo del territorio, sia di natura preventiva che repressiva, e tratto in arresto Alì Saafi 35enne. Il provvedimento a suo carico è finalizzato all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, che impone al soggetto di scontare la pena residua di due anni di reclusione, dal momento che è stato giudicato colpevole di ricettazione, commesso a Scoglitti e in territorio ipparino nel febbraio 2012. Il  personaggio, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Plebiscito,  è stato associato alla Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione del Sostituto Procuratore presso il Tribunale ibleo, dott.ssa Valentina Botti, per i provvedimenti di competenza. I carabinieri hanno svolto attività di prevenzione e repressione dei reati nel territorio della giurisdizione della Compagnia di Vittoria (RG), per  garantire la pubblica sicurezza in favore di tutti i cittadini che vi abitano. I militari hanno posto attenzione al contrasto di ogni tipologia di reato, specie quelli di natura predatoria che più da vicino colpiscono le persone. I servizi giornalieri, coprenti le 24 ore, sono aumentati anche nelle aree rurali. I carabinieri hanno svolto intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa.


Vittoria RG -  Rapina in banca CC identificano 1 complice di origine lentinese. Si  tratta di Massimo Miceli 47enne originario di Lentini (SR).  I  carabinieri della Compagnia Carabinieri di Vittoria (RG), ieri sera a conclusione di una complessa ed articolata attività d’indagine, hanno dato esecuzione nella città di Santa Croce Camerina (RG) ad una misura di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa, dott. Claudio Maggioni, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nella persona del sostituto procuratore dott. Marco Rota, che ha concordato con le risultanze investigative raccolte dal dipendente Nucleo Operativo, a carico di Massimo Miceli 47enne originario di Lentini (SR). L’operazione conclude un’articolata attività investigativa iniziata nell’immediatezza di una rapina commessa,  poco dopo le 12 del 3 agosto 2015, presso la filiale di Scoglitti della Banca Agricola Popolare di Ragusa, quando due individui di nazionalità italiana armati di taglierino erano penetrati nell’istituto di credito. I soggetti avevano minacciando il cassiere davanti agli occhi di alcuni clienti della Bapr ubicata nella frazione rivierasca è ubicata nei pressi della centralissima piazza Cavour. I rapinatori in pochi attimi riuscirono a razziare un bottino di 10 mila euro con velocità e freddezza da professionisti e darsi  alla fuga. Le testimonianze dei clienti dell’istituto di credito presenti al momento del delitto, le telecamere di videosorveglianza, ubicate nella frazione marittima, avevano permesso agli inquirenti di delineare le fattezze somatiche dei presunti responsabili. I militari hanno   tuttavia ritenuto necessario avviare una mirata attività con il supporto dei moderni ausili tecnici. I tutori dell’ordine, grazie anche ai più consueti metodi d’indagine, quali pedinamenti, osservazione e controllo territoriale, sono riusciti a ricostruire i momenti salienti, fondamentali per definire l’impianto probatorio. I carabinieri hanno elaborato che poco dopo mezzogiorno del 3 agosto i rei avevano parcheggiato una Fiat Punto nera in una via adiacente la Banca. 1 dei 3 era entrato nella filiale e si era celato il viso con un foulard ed impugnando il taglierino, dopo essere salito sul bancone, aveva intimato agli impiegati di aprire la bussola e consegnare il denaro contante. Il  complice, nel frattempo entrando in banca, aveva prelevato il denaro mettendolo in una borsa: erano così fuggiti per un tratto di strada a piedi e poi erano saliti sulla vettura, facendo perdere le proprie tracce.  L’attività di riscontro dei militari, ha consentito di recuperare l’utilitaria utilizzata per la fuga, che continuava ad essere utilizzata dal gruppo, ma con una targa diversa.


 

Ragusa - GdF preso 1 pusher  con droga.  Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, impegnate nel controllo economico del territorio e nella repressione dei reati nel settore degli stupefacenti, lo scorso fine settimana hanno tratto in arresto un ragusano, B.A.26enne. Gli  investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria si sono insospettiti durante un posto di controllo nella zona dello Stadio Comunale “Aldo Campo”, per il comportamento alquanto nervoso del soggetto, fermato a bordo di una Fiat Multipla. La perquisizione personale e del veicolo ha consentito di rinvenire diverse buste di cellophane contenenti 43 grammi di sostanza stupefacente, costituita da 30 grammi di cocaina, 5 grammi di marijuana e 8 grammi di hashish.  I  successivi controlli, anche presso l’abitazione dello stesso, hanno portato al  rinvenimento e sequestro di 1 bilancino elettronico, 1 coltello intriso di sostanza stupefacente, altro materiale occorrente per il confezionamento in dosi, 350€,  in contanti, nonché n. 10 cartucce per pistola cal. 9 mm corto e 1 carta Postamat. Il responsabile è stato tratto in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa. L’attività della Guardia di Finanza nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, prosegue anche nei fine settimana e registra un’impennata nei consumi, in particolar modo fra i giovani.


Ragusa - Gup condanna matricidio a Veronica Panarello, 30 anni per morte Loris. La  richiesta della Procura è stata accolta. La sentenza è stata emessa dal Gup di Ragusa Andrea Reale. Il Giudice ha emesso la condanna a conclusione del processo col rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica.  La  madre che è stata condannata a 30 anni di carcere, alla lettura della sentenza è scoppiata a piangere. La donna è poi uscita dall’aula accompagnata dal suo legale e dagli agenti di polizia penitenziaria. Francesco Villardita, avvocato della donna, ha commentato a caldo la sentenza: “E’ stato un processo particolare, che ha suscitato molto interesse: questo dimostra che la prova certa non c’è. Combatteremo con la stessa tenacia in appello”. Veronica Panarello era stata processata per l’accusa d’avere strangolato il figlio con una fascetta di plastica nella casa di famiglia a Santa Croce Camerina il 29 novembre del 2014 e di averne poi occultato il cadavere gettandolo in un canalone. Veronica Panarello che è stata condannata  in primo grado a 30 anni di reclusione per l'uccisione del figlio Loris si prepara all’appello dell’avvocato Francesco Villardita. La sentenza ha comportato per la donna, anche la privazione della responsabilità genitoriale sul figlio più piccolo per tutta la durata della pena principale. Daniele Scrofani avvocato del padre di Loris, ha  detto : “Davide era molto teso e agitato, era provato. E’ stata data corretta lettura a fine di questo processo, è però la vittoria di nessuno: questa è una grande tragedia”. 


Modica RG - Operazione “Grimaldello”, CC incastrano gang catanesi di Librino, furti in casa: 5 ai domiciliari. Si tratta dei già noti: Francesco BONACCORSO 34enne nato a Catania; Emanuele DAINOTTI 35enne nato a Catania;  Giuseppe INDELICATO  47enne nato a Catania;  Francesco PUGLISI 37enne nato a Catania; Salvatore VERGA  24enne nato a Catania. I Carabinieri della Compagnia di Modica hanno eseguito le cinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei soggetti accusati di numerosi furti in abitazione. Gli inquirenti ritengono si tratti di una vera e propria banda specializzata in furti in abitazione,   sgominata questa mattina alle prime luci del giorno all’alba.  I  Carabinieri che hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del tribunale di Ragusa, dott. Andrea Reale, su richiesta avanzata dal Pubblico Ministero, dott. Francesco Puleio, titolare dell’indagine, a seguito dell’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma nei confronti di  Francesco BONACCORSO, Emanuele DAINOTTI, Giuseppe INDELICATO,  Francesco PUGLISI  e Salvatore VERGA. I Carabinieri, a carico degli indagati, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza per il reato di furto in abitazione aggravato in concorso, commesso innumerevoli volte tra l’anno 2015 ed il 2016. Gli  indizi sono stati ricavati dalle denunce-querele e dai riconoscimenti effettuati da parte delle persone offese e dagli accertamenti svolti dai militari dell’Arma. Le indagini sono cominciate alla fine di ottobre 2015, quando i carabinieri della Tenenza di Scicli hanno arrestato, in flagranza di reato, 3 noti catanesi, 2 dei quali erano Emanuele Dainotti e Francesco Puglisi, sorpresi a rubare all’interno di un’abitazione in Via San Nicolò a Scicli.   I Carabinieri,  dai successivi accertamenti, hanno scoperto che gli stessi soggetti erano stati segnalati quali possibili autori di furto in diverse province della Sicilia, e probabilmente anche autori di numerosi altri furti in abitazione avvenuti sul territorio della Compagnia di Modica.   Le  indagini dei militari dell’Arma, grazie anche agli elementi descrittivi raccolti dalle vittime e da alcuni testimoni, hanno poi permesso di individuare tutti i componenti della banda dedita alla consumazione di una serie indeterminata di furti in abitazione, tutti con il medesimo modus operandi, avvenuti in diverse località della provincia di Ragusa, in particolare a Scicli e Modica. Il modus operandi della banda era sempre lo stesso, poiché il gruppo dopo aver noleggiato un’auto  a Catania, si recava  in trasferta verso le mete prescelte per i furti. I personaggi  una volta raggiunte, le località impiegavano 1 dei componenti che faceva da palo, ed almeno altri 2 si avvicinavano all’abitazione da colpire. I  maldestri, dopo aver citofonato con insistenza per verificare che non vi fossero i proprietari od altri all’interno della casa prescelta, forzavano una finestra o la porta con gli arnesi da scasso per poi rubare ciò che trovavano all’interno: soldi, attrezzature da lavoro, elettrodomestici, oro e gioielli. Le indagini condotte dai Carabinieri della Tenenza di Scicli e della Compagnia di Modica, sono state coordinate Dal Sost. Proc. dr. Francesco Puleio che ha  chiesto l’emissione delle ordinanze al GIP Andrea Reale. I  Carabinieri, nel corso dell’operazione hanno accertato almeno una decina di episodi di furto riconducibili alla banda, per un danno complessivo che si aggira intorno ai 30.000 euro. I cinque soggetti, alle prime ore della mattinata sono stati catturati nel quartiere Librino di Catania e dopo essere stati condotti in caserma a Catania per le formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.


Ispica  RG- Carabinieri coi cani antidroga trovano cocaina in soggiorno, 1 ai domiciliari. Si tratta di Maurizio Faraci 23enne il quale nell’abitazione aveva 5 gr di cocaina e materiale per il taglio ed il confezionamento della droga. La  lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti condotta dai Carabinieri della Compagnia di Modica su tutto il territorio di competenza prosegue attivamente.   I  Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica, supportati da due unità del Nucleo Carabinieri cinofili di Nicolosi ieri mattina, hanno eseguito uno specifico servizio antidroga del territorio di competenza, in particolare nei pressi dei luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani. I militari dell’Arma hanno concentrato l’attenzione nei pressi di un’abitazione a Ispica in cui, ultimamente, erano stati notati alcuni movimenti sospetti, in particolare un anomalo via vai di giovani. I Carabinieri hanno fatto scattare il blitz, nel corso del quale hanno tratto in arresto ai domiciliari Maurizio Faraci  già noto, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I  militari dell’Arma, nel corso dell’operazione antidroga, hanno eseguito un controllo nell’abitazione del giovane e durante la perquisizione, grazie al fiuto infallibile dei due cani carabiniere, in un mobile del soggiorno, hanno rinvenuto 2 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo “cocaina” per un peso complessivo di circa 5 gr. e diversi materiali per il taglio ed il confezionamento della droga. Il ragazzo a conclusione del controllo, è stato condotto in caserma e dichiarato in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, d.ssa Valentina Botti, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.   La  sostanza stupefacente sequestrata è stata trasmessa al laboratorio analisi dell’ASP di Ragusa per le previste analisi qualitative e quantitative anche al fine di quantificarne con precisione le dosi e i guadagni ricavabili. Prosegue intanto l’intensa attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Modica che stanno svolgendo mirati servizi antidroga finalizzati anche alla tutela dei giovani ragazzi che, solitamente più sensibili, troppo spesso continuano ad essere coinvolti in questo tipo di  fenomeno, sicuramente ignari delle gravi conseguenze che ne possono derivare.


Pozzallo  RGCC blitz antidroga in casa, 5 famigliari presi per spaccio, sequestrati 500 g. hashish e marijuana. 1 famiglia: il padre D.L.N., 52enne, la madre  R.T. 45enne, i due figli D.L.A. e D.L.S., di anni 27 e 23, e la fidanzata di quest’ultimo C.M.18enne,  è accusata di spaccio di sostanze stupefacenti. I  carabinieri nell’abitazione hanno sequestrato più di 500 gr tra hashish e marijuana nascosti in casa. I  Carabinieri delle Stazioni di Pozzallo e di Marina di Modica, coadiuvati da una pattuglia di militari della Motovedetta CC813, la scorsa notte, hanno eseguito uno specifico servizio antidroga sul territorio di competenza, in particolare nei pressi dei luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani. I  militari dell’Arma hanno concentrato l’attenzione nei pressi di un’abitazione in cui, ultimamente, erano stati notati alcuni movimenti sospetti, in particolare un anomalo via vai di giovani.  I  Carabinieri di sera, e fatto scattare il blitz. I militari dell’Arma hanno notato 3 minorenni che uscivano dall’abitazione segnalata e li hanno sottoposti a controllo ed a seguito di perquisizione personale, li hanno trovati in possesso di 1 grammo di “marijuana” ed 1,5 grammi di “hashish”, segnalandoli alla Prefettura di Ragusa quali assuntori di sostanze stupefacenti. I Carabinieri, avuta la certezza che dentro l’appartamento segnalato avveniva lo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno fatto irruzione ed all’interno hanno trovato la famiglia proprietaria, padre, madre, 2  figli e la fidanzata di 1 di quest’ultimi nonché altri 3 giovani, di cui 1 minorenne, appena giunti probabilmente per acquistare qualche dose di stupefacente.  I  militari nell’appartamento hanno notato, sparsi in più ambienti, diversi residui di sostanza stupefacente, in particolare, in alcuni posacenere, vi erano svariati spinelli da poco spenti e, su un tavolino, i cd. “bong” o “pipe ad acqua”, strumenti per il consumo di hashish e marijuana.   I Carabinieri hanno subito proceduto ad una approfondita perquisizione personale e domiciliare, nel corso della quale hanno trovato la conferma di quanto sospettato. I tutori dell’ordine in camera da letto, ben nascosto, hanno trovato 1 involucro in cellophane contenente circa 90 gr. di “marijuana, già suddivisa in dosi, nonché 3 gr. di hashish e diverso materiale per il taglio, il confezionamento e la pesatura della sostanza stupefacente.  I  militari hanno poi notato 1 sgabuzzino chiuso a chiave al piano superiore della casa e, dopo una prima resistenza della madre ad aprirlo, sono riusciti a dissuaderla, comprendendo subito i motivi dell’opposizione della donna. I Carabinieri hanno trovato nascosto in un mobile, 1 scatolo di cartone con all’interno numerose dosi di “marijuana” per circa 250 grammi, ulteriori dosi di “hashish” per un peso di circa 170 gr., altro materiale per il confezionamento, taglio e pesatura della sostanza, nonché la somma in contanti di circa 400 euro in banconote di vario taglio, verosimilmente provento dell’attività di spaccio. I militari, conclusa la perquisizione,   hanno condotto in caserma il padre D.L.N., 52enne, la madre  R.T. 45enne, i due figli D.L.A. e D.L.S., di anni 27 e 23, e la fidanzata di quest’ultimo C.M.18enne, ed accertate le loro responsabilità, li hanno dichiarati in   arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Padre e figli al termine delle formalità di rito sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Ragusa mentre le donne presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza. Lo stupefacente è stato sequestrato e sarà successivamente inviato al laboratorio di analisi dell’Asp di Ragusa per i risultati qualitativi e quantitativi al fine di stabilirne con precisione le dosi ed i guadagni che si sarebbero potuti ricavare dall’attività di spaccio. L’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Modica prosegue con mirati servizi antidroga finalizzati anche alla tutela dei giovani ragazzi che, solitamente più sensibili, troppo spesso vengono facilmente attirati in questo tipo di  fenomeno, sicuramente ignari delle gravi conseguenze che ne possono derivare.


Ragusa Donna pusher 41enne con 40 dosi in borsa, ai domiciliari. La Polizia di Stato ha sorpreso la spacciatrice madre di famiglia Clelia Gurrieri 41enne. La Squadra Mobile nella borsetta della donna ha trovato 40 dosi di marijuana e due bilancine di precisione. I poliziotti erano andati a controllare il figlio già sottoposto agli arresti domiciliari per spaccio e nel mentre la mamma stava facendo ritorno a casa con la droga. Gli agenti hanno segnalato anche 2  giovani, 1 minorenne, per detenzione di droga per uso personale. La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha quindi dichiarato in arresto Clelia Gurrieri per detenzione di marijuana ai fini di spaccio. I tutori dell’ordine della Squadra Mobile di Ragusa, il 29 settembre, durante il costante controllo del territorio, avevano  proceduto al controllo di un personaggio noto il quale era stato tratto in arresto proprio per spaccio di stupefacenti e sottoposto agli arresti domiciliari in una via del centro storico di Ragusa.Gli agenti durante il controllo avevano notato l’auto della madre fare rientro in casa, ma non appena la donna si era accorta in loco della Squadra Mobile in borghese, anziché fermarsi aveva riavviato il veicolo e tentato di allontanarsi. Il comportamento assolutamente anomalo, ha insospettito gli uomini della Squadra Mobile. Gli agenti considerato essere di fronte a vecchia conoscenza hanno proceduto  al controllo della donna. La signora, non appena iniziato il controllo ha aperto spontaneamente la borsa e consegnato la droga, 40 dosi di marijuana pronte per la vendita e 2 bilancine di precisione. La  madre adesso farà compagnia al figlio, anche lui già ai domiciliari  per spaccio in Piazza San Giovanni preso poche settimane addietro dalla polizia. L’intensificazione dei controlli nel centro storico di Ragusa voluti dal Questore Giuseppe Gammino, ha  permesso di azzerare l’attività di spaccio in Piazza San Giovanni. Il  fenomeno tuttavia non tende ad arrestarsi stante la continua  richiesta dei giovanissimi clienti. I tutori dell’ordine della Squadra Mobile pertanto hanno focalizzato l’attenzione anche su altre aree del centro.  La donna dopo essere stata condotta negli uffici della Polizia di Stato, è stata fotosegnalata ed accompagnata presso il suo domicilio in custodia cautelare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La   Polizia di Stato, sempre col continuo e costante controllo, ha segnalato anche due giovanissimi, in centro Ragusa. Il  maggiorenne ed anche la minorenne sono stati trovati in possesso di 1 dose cadauno di marijuana e per questo saranno a breve convocati in Prefettura per l’avvio del programma previsto per gli assuntori di droga. “La Polizia di Stato continua l’attività di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti che purtroppo ritrova nei giovanissimi, i clienti che fanno di tutto per accaparrarsi la dose di marijuana o hashish”.


Pozzallo  RG - Antidroga CC presi: padre e figlia col bimbo di 3 anni con 50 kg hashish e marijuana in auto. Si tratta di, Nicola Musumeci 46enne nullafacente, già noto e Giusi Musumeci  19enne.  I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica ed i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa, collaborati dal funzionario dell’Agenzia delle Dogane, hanno effettuato un maxi sequestro di droga all’interno dell’area portuale di Pozzallo. Il blitz è scaturito dal recente innalzamento del livello di sicurezza disposto dalla Prefettura di Ragusa e dalle ultime disposizioni in materia di repressione traffici illeciti. I  militari dell’Arma dei Carabinieri ed i Finanzieri della Tenenza di Pozzallo, nel corso di un mirato servizio di prevenzione e repressione di reati connessi al terrorismo internazionale ed al traffico di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto due catanesi:padre e figlia, Nicola Musumeci 46enne nullafacente, già noto e Giusi Musumeci  19enne, incensurata, sorpresi con oltre 50 Kg. di sostanze stupefacenti in auto. Il padre e la donna, quest’ultima con il giovane figlio di tre anni al seguito al fine di non destare sospetto, a bordo della loro auto, stavano effettuando l’imbarco sul catamarano diretto a Malta. Le forze dell’ordine, nel corso dei controlli di sicurezza effettuati, hanno notato che i sospetti manifestassero segni di nervosismo tali da insospettire. Gli uomini dell’Arma e della Guardia di Finanza, procedendo ad un controllo più approfondito, nel bagagliaio della vettura, hanno rinvenuto 1 grossa borsa con all’interno 20 kg. di hashish, suddivisi in 38 panetti e circa 30 kg. di marijuana, suddivisa in 30 imballaggi in cellophane. I due soggetti, pertanto, sono stati tratti in arresto per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio in concorso e, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, dott.ssa Monica Monego, lui è stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa mentre la figlia sottoposta agli arresti domiciliari. L’intero quantitativo di sostanza stupefacente è stato sequestrato ed inviato al laboratorio di analisi dell’Asp di Ragusa per stabilire la valenza del principio attivo per poter quantificare le dosi ed i presumibili ricavi che avrebbero potuto ottenere con l’attività di spaccio. L’attività delle Forze di Polizia al contrasto dei traffici illeciti, prosegue per tutelare la collettività con particolare riguardo alle fasce sociali più deboli ed ai giovani che, troppo spesso, ne vengono coinvolti.


Acate  RG –   Bastonate a  coetaneo, è in prognosi riservata: CC 19enne ai domiciliari.  I Carabinieri della Stazione di Acate (RG) con l’accusa di lesioni personali gravissime hanno arrestato Eliseo Streva 19enne, incensurato acatese.  Il grave fatto risale allo scorso 4 settembre, quando un ragazzo di 19 anni, D.V., originario di Acate, era stato ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale Guzzardi di Vittoria con ferite e traumi in tutto il corpo. Il quadro clinico, particolarmente pesante, aveva imposto ai medici un intervento chirurgico d’urgenza, che aveva comportato l’asportazione della milza, ormai compromessa per via delle ferite riportate in seguito ad una violenta lite, avvenuta poco prima, in una via del centro biscaro. I  Carabinieri del locale presidio subito erano stati informati dell’accaduto,  ed avevano avviato immediate indagini, finalizzate ad individuare il responsabile e ricostruire la dinamica dell’evento.  I  militari grazie all’attività messa in campo ed alle testimonianze rese da alcune persone che avevano assistito all’episodio, hanno raccolto diversi elementi, tali da consentire in un primo momento una denuncia in stato di libertà a carico di Streva, con contestuale richiesta di idonea misura cautelare per via della gravità dell’aggressione. Il  Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale ibleo, dott. Giovanni Giampiccolo, in un secondo tempo, ha emesso nei confronti del giovane un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Francesco Riccio, che ha concordato pienamente con le risultanze investigative acquisite dai militari di Acate.  I  Carabinieri, nella mattinata  hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo. Gli investigatori hanno accertato che il grave episodio di violenza, scaturito per futili motivi, era arrivato al culmine di un alterco tra i due ragazzi, finchè lo Streva, utilizzando 1 bastone che teneva nella sua  vettura, ha colpito ripetutamente e con violenza D.V., procurandogli gravissime ferite. L’arma impropria impiegata per ferire il 19enne è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro dai Carabinieri. Streva Eliseo, condotto nella caserma di via Galileo Galilei ed espletate le formalità di rito, è stato sottoposto alla detenzione domiciliare nella propria abitazione. L’attenzione degli inquirenti sulla vicenda ora resta alta  per migliori chiarimenti .


Vittoria  RG - GdF blitz in autodemolizione, trovate 5 vetture rubate. La  task force era stata costituita il 7 settembre scorso da investigatori delle Compagnie di Ragusa e di Vittoria ed hanno eseguito il controllo presso un’autodemolizione di Vittoria. I militari nella struttura hanno rinvenuto 5 autovetture rubate. 3 macchine sono risultate essere state oggetto di furto nel mese di agosto 2016, mentre per le altre  è stato appurato che il furto risale al 2011 ed al 2015. Il Comando Generale della Guardia di Finanza ha aderito, unitamente alle altre Forze di Polizia, all’operazione internazionale congiunta denominata “CARS”. Gli  obiettivi dell’inchiesta sono : la ricerca dei pezzi di ricambio provenienti da auto rubate, l’identificazione dei collegamenti tra le organizzazioni criminali, la scoperta di nuove rotte per il contrabbando di veicoli rubati, il miglioramento della cooperazione fra le varie autorità di polizia, le istituzioni europee e le organizzazioni internazionali. Il  Comando Provinciale Ragusa in aderenza a quanto disposto dall’organo di vertice e a seguito di specifiche direttive da parte del Comando Regionale della Guardia di Finanza di Palermo, si è attivato. I militari di Ragusa dopo un’attenta attività di intelligence sul territorio e sulla scorta degli elementi informativi in possesso ai Reparti dipendenti hanno selezionato i target a più elevato rischio nei confronti dei quali concentrare l’attività di controllo.L’operazione ha tratto origine dall’esperienza maturata dalle autorità di polizia dei vari Paesi Membri nella lotta contro la criminalità connessa con i veicoli. Le inchieste   dimostrano come questa tipologia di delitto abbia una dimensione internazionale e tende ad essere commessa da gruppi organizzati.  Alcune  vetture sono state ritrovate già pronte per la rivendita, sulle quali sono in corso le verifiche per accertare se trattasi di auto rubate su commissione. Tutte le auto recuperate sono state restituite ai legittimi proprietari e, nei casi di liquidazione del danno,  le compagnie assicuratrici  sono subentrate nel titolo di possesso. I Baschi Verdi hanno svolto un intervento analogo presso il Porto di Pozzallo, dove una task force costituita da militari della Tenenza di Pozzallo, da uomini della Polizia Stradale di Ragusa e dell’Agenzia delle Dogane ha denunciato un libico pronto per imbarcarsi per Malta a bordo di un fuoristrada Range Rover risultato rubato. I risultati dell’operazione   dimostrano che il fenomeno dei furti, anche in provincia di Ragusa, costituisca un piaga rilevante. I ladri prediligono soprattutto  i veicoli di grossa cilindrata e di lusso, sia per ricambi che per la domanda di paesi esteri.  L’auto, avvenuto il furto,  viene smontata o rivenduta a pezzi od imbarcata per raggiungere le coste maltesi od africane.


 Chiaramonte Gulfi RG  – Ordigni 2a Guerra Mondiale rinvenuti interrati vicino strada aeroporto. Alcuni  ordigni bellici risalenti alla 2° Guerra Mondiale,  sono stati rinvenuti ieri in Contrada Cifali a Chiaramonte Gulfi (RG).  Gli operai della ditta incaricata, durante i lavori di sbancamento terra nel tratto di strada fra la SS 115 Comiso (RG) – Vittoria (RG) e l’aeroporto di Comiso, hanno rinvenuto 1 granata corta da 81 mm e 6 proiettili da 20 mm: il responsabile ha immediatamente  chiesto l’intervento dei Carabinieri della locale Stazione che, giunti sul posto, hanno provveduto a circoscrivere con apposito nastro segnaletico l’area interessata che presidieranno fino alle operazioni di brillamento e bonifica previste nei prossimi giorni. 


Ragusa - Gen. Del Sette visita Comando Provinciale. Il Comandante Generale dei Carabinieri, Gen. C.A. Tullio Del Sette di mattina è stato in visita al Comando Provinciale di Ragusa.  L’alto ufficiale Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Tullio Del Sette, era accompagnato dal Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, Gen. C.A. Silvio Ghiselli, quando  ha fatto visita al Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa dove è stato ricevuto dal Comandante Provinciale Ten. Colonnello Sigismondo Fragassi. Il Comandante Generale ha incontrato tutti gli Ufficiali del Comando Provinciale, tutti i Comandanti delle diciassette Stazioni della Provincia, i militari dei Reparti Speciali e quelli della sede, una rappresentanza delle Associazioni Nazionali Carabinieri della Provincia, nonché i componenti della rappresentanza militare. Il Comandante Generale, oltre a ringraziare tutti i Carabinieri della Provincia di Ragusa per l’impegno quotidiano profuso alla tutela della legalità e alla sicurezza dei cittadini, ha espresso un sentito apprezzamento per i risultati operativi conseguiti ed ha esortato tutti a continuare ad operare con passione, professionalità, disponibilità, a favore dell’intera comunità. Ha inoltre esternato profonda gratitudine per coloro che lo hanno preceduto nel servizio attivo e che alimentando le fila dell’Arma in congedo, costituiscono un esempio di incondizionata e imperitura dedizione all’Istituzione.


Vittoria  RG -  Caccia: colpo accidentale partito dal suo fucile perde 1 dito. 1 esperto cacciatore vittoriese, nel maneggiare il suo fucile ha fatto partire 1 colpo sulla mano e si è ferito gravemente. L’uomo non è mai stato in pericolo di vita ma purtroppo per lui è stato necessario amputare un dito ed è tuttora ricoverato. La Polizia di Stato raccomanda “prudenza, soprattutto adesso che è stata aperta la caccia; bisogna ripassare le regole d’uso e maneggio delle armi periodicamente”. La Polizia di Stato Commissariato di Vittoria  è intervenuta al pronto soccorso dell’ospedale di Vittoria, in quanto proprio il primo giorno di apertura della caccia si è verificato l’incidente. La gravità di quanto accaduto è segno di una cattiva conoscenza del maneggio e uso delle armi. La Polizia ricorda che “anche se si è esperti cacciatori bisogna sempre ripassare le norme di sicurezza e questo vale per chiunque maneggia un’arma. La Volante della Polizia di Stato ha ascoltato il ferito e gli amici che si trovavano con lui escludendo ipotesi di reato. Adesso la Divisione Polizia Amministrativa della Questura di Ragusa valuterà se revocare il porto d’armi a seguito dell’incidente, accaduto a causa di una pessima conoscenza delle norme di sicurezza. La Polizia di Stato invita tutti i possessori di armi ed in particolare i soggetti abilitati al porto di fucile da caccia, a prestare la massima attenzione alle norme di sicurezza, onde evitare danni irreversibili alla salute”.


Ragusa - CC, preso piromane 62enne per incendio a San Giacomo. Si tratta di P.V. 62enne abitante a Ragusa il quale è stato denunciato per il reato di incendio aggravato. I militari della stazione carabinieri di Ragusa Ibla hanno individuato e denunciato l’autore di un incendio a San Giacomo, in contrada Piane Pozzi, a cavallo tra i comuni di Ragusa e Modica. Un residente la domenica di fine luglio, aveva avvisato il 115 di un incendio di vaste proporzioni cha stava pericolosamente minacciando anche un’azienda agricola. I Vigili del fuoco hanno richiesto ausilio ai carabinieri poiché da tracce rinvenute il rogo appariva doloso. Vigili e militari sul posto, hanno osservato che le fiamme erano partite artificiosamente da un punto determinato, chiaramente appiccate ad un cumulo di erbacce secche e aghi di pino. il vento costante e forte di quel giorno ed  il secco del periodo avevano propagato celermente le fiamme. I militari hanno iniziato ad interrogare abitanti del luogo ed hanno scoperto che quel pomeriggio sul posto c’era stato uno di Ragusa, il 62enne P.V., che gestisce per conto di terzi una proprietà rurale limitrofa. I carabinieri hanno accertato che proprio lui avesse appiccato le fiamme al cumulo di sterpaglie secche ma poi se ne era andato non curandosi del pericolo di propagazione dell’incendio. Le fiamme, oltre a diverse centinaia di metri quadri di campi, hanno completamente distrutto la recinzione dell’azienda, dei materiali da lavoro per l’allevamento e quasi trecento rotoballe di fieno. Il danno è veramente ingente, intorno ai trentamila euro. Il sessantaduenne ragusano è stato quindi denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Ragusa per il reato di incendio aggravato. Il piromane  rischia una pena della reclusione tra i 3 e i 7 anni. numerosi  sono stati gli incendi, sia piccoli che di vaste proporzioni, che  si erano verificati nella zona di San Giacomo, con grande paura per gli allevatori per il rischio sia di perdere il fieno ma ancor di più per l’incolumità degli incolpevoli animali. La  tempestiva chiamata dei cittadini ha permesso ai carabinieri in questo caso di scoprire l’autore.  I  tutori dell’ordine invitano tutta la cittadinanza a prestare attenzione ad eventuali colonne di fumo ed a segnalarle, unitamente a persone e mezzi sospetti, senza indugio al 112.


Ragusa GdF preso rumeno corriere droga diretto a Malta con 10 kg marijuana. Si tratta di I.V.C. 29enne rumeno. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, nell’ambito dell’intensificazione dei servizi antiterrorismo a seguito dell’innalzamento del livello di sicurezza dei porti italiani, nei giorni scorsi hanno tratto in arresto un cittadino romeno pronto ad imbarcarsi per Malta. I militari della Compagnia di Ragusa, nel corso dei controlli svolti nell’area portuale di imbarco per Malta, hanno notato un soggetto che, alla vista della pattuglia, ha assunto un comportamento tale da insospettire i finanzieri, spingendoli ad un attento controllo della persona e del bagaglio al seguito, all’interno del quale sono stati rinvenuti ben 49 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, del peso complessivo di circa 10 kg. Il  rumeno si è dimostrato tentennante ed evasivo alle domande di rito poste dai militari, tanto   da indurli  a perquisire il suo bagaglio, dove era celato un ingente quantitativo di involucri ben sigillati in modo tale da sviare possibili controlli delle unità cinofile. I Baschi Verdi nel trolley hanno rinvenuto ben 49 incarti contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana, del peso complessivo di circa 10 kg. Il responsabile, dopo le formalità di rito, è stato tratto in arresto per il reato di detenzione di sostanza stupefacente e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, associato presso la Casa Circondariale di Ragusa. Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro e successivamente verrà analizzato per stabilirne il principio attivo. Prosegue l’attività della Guardia di Finanza al contrasto dei traffici illeciti, conseguita attraverso l’aggressione di qualsiasi forma di illegalità, in modo da tutelare la collettività con particolare riguardo alle fasce sociali più a rischio.


RagusaColombiana ultra 60enne in “casa luci rosse” centro storico: blitz Polizia.  Il  padrone di casa che ha dichiarato di essere all’oscuro di tutto è stato diffidato. Il fenomeno delle “case del piacere”, specie in estate, tende a spostarsi nelle frazioni balneari della provincia iblea ma essendo il giro d’affari molto alto, alcuni provano ad attecchire nuovamente sul centro storico. La Squadra Mobile nel 2014 ha chiuso 9 case, 15 nel 2015 e nel 2016 il trend si è abbassato notevolmente in quanto sono in tutto 4. La Polizia, anche nel 2016 ha continuato l’attività di contrasto alla prostituzione in provincia di Ragusa; il tutto ha avuto inizio a Donnalucata, frazione marinara di Scicli, passando poi per “Marina di Marza” (Ispica) e continuando per il centro storico di Ragusa.  3 sono le case sottoposte a sequestro dalla Squadra Mobile di Ragusa e tuttora sottratte alla disponibilità dei proprietari, avverso i quali è stata avviata la procedura di confisca con perdita definitiva dell’immobile. La  Squadra Mobile ieri, è stata informata da alcuni residenti della zona che avevano notato uno strano via vai nell’abitazione di Via Minardi a Ragusa. I poliziotti, non appena arrivati nella via segnalata hanno individuato l’abitazione, ed atteso che il cliente uscisse da casa e proceduto al controllo. I tutori dell’ordine hanno trovato una prostituta colombiana di 61 anni regolare sul territorio nazionale che esercitava la prostituzione, asserendo di essere arrivata il giorno prima da Catania in quanto il suo “lavoro” la porta a cambiare spesso abitazione. Il cliente è un artigiano ragusano attualmente in ferie che ha riferito di essersi “trovato lì per caso” e che non voleva avere rapporti sessuali a pagamento (la prostituta ha riferito di aver ricevuto 50 euro) ma è stata pura curiosità. Gli agenti al termine degli accertamenti hanno appurato che il proprietario di casa non avesse connessione con la donna e che lo stesso aveva affittato casa ad un’altra persona che a sua volta l’aveva subaffittata alla prostituta. Gli investigatori ritengono che considerato il prezzo pagato per l’affitto di una modesta casa, è evidente che il proprietario sapesse dell’attività di prostituzione ma nulla è stato raccolto a suo carico pertanto è stato semplicemente diffidato. Gli agenti nella casa pochi oggetti, forse per l’età della prostituta, che si sarebbe dedicata a rapporti sessuali di tipo “tradizionale”, senza ausili .L’indagine ha  evidenziato  che in questo caso si trovino conferme sul giro d’affari che risulta di rilevante entità, tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 200 euro, dipende dai “gusti” e dalle richieste sessuali, a volte possono arrivare a prezzi ancora più alti, come per il sesso di gruppo. La Squadra Mobile, per ordine del Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, sta effettuando diverse verifiche sugli immobili segnalati dai cittadini, al fine di permettere a tutti gli abitanti delle zone interessate in provincia di non avere problemi nel vivere quotidiano.  Il fenomeno sembra essersi spostato verso le zone rivierasche, ma come è stato fatto ieri, l’attenzione rimane alta su ogni luogo, grazie soprattutto alla collaborazione con i cittadini.“La Polizia di Stato di Ragusa ha subito messo fine all’attività illecita della prostituta a discapito della serenità degli abitanti della zona, il tutto grazie alla segnalazione dei cittadini. È fondamentale che i proprietari di casa curino i loro possedimenti, prestando attenzione agli inquilini con i quali stipulano un contratto, salvo incorrere nel sequestro e successiva confisca della casa”. 


Vittoria RG  - Droga in camera da letto: CC, 1  ai domiciliari. Si tratta di Davide Barravecchia 30enne. I carabinieri, nel corso della serata, in tutta la giurisdizione della Compagnia di Vittoria, hanno effettuato numerose perquisizioni personali e domiciliari, al fine di contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani, nei pressi dei principali luoghi di loro ritrovo ed aggregazione. I militari hanno bloccato un 30enne sorpreso con circa 24 grammi di hashish. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile a Vittoria, hanno ispezionato molte abitazioni del centro storico. I tutori dell’ordine già da più giorni avevano effettuato servizi di osservazione e controllo, notando un certo andirivieni di persone, specie di adolescenti, in una abitazione di via Magenta. I militari hanno fatto scattare il blitz ed ammanettato Davide Barravecchia. Il giovane, nel corso della perquisizione domiciliare e delle pertinenze dell’abitazione, è stato trovato in possesso di 24 grammi di hashish, suddivisi in ben 5 dosi: materiale per il confezionamento, comprensivo di un bilancino perfettamente funzionante, e la droga sono stati rinvenuti nascosti nella camera da letto. I  militari inoltre nella disponibilità del 30enne hanno anche trovato 335 euro in banconote di piccolo taglio, ritenute provento dell’attività delittuosa. Il  tutto è stato posto in sequestro penale. Il personaggio, successivamente condotto presso la caserma di via Giuseppe Garibaldi, al termine delle formalità di rito è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott.ssa Monica Monego, dinanzi alla quale dovrà  rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio. Gli  inquirenti  stanno vagliando nel proseguo delle indagini, la posizione dei giovani, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali, ed il canale di approvvigionamento della droga. La  sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili.   Le  indagini sono suscettibili di ulteriori sviluppi operativi.


Scoglitti di Vittoria RG -Ministro Orlando avvia ispezione. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha chiesto all’ispettorato del Ministero di avviare gli accertamenti preliminari sul caso indiano libero accusato del tentato sequestro di una bimba.  Il soggetto era stato  fermato lo scorso 16 agosto e già rilasciato una prima volta, dopo le polemiche era stato nuovamente interrogato. Il procuratore di Ragusa: “Agito secondo legge. Avrei gradito la solidarietà del ministro”.

Indiano prova rapire in spiaggia bimba 5 anni: CC arrestato. Il cittadino indiano Lubhaya Ram 43enne  ieri pomeriggio, lungo la riviera di Scoglitti, avrebbe tentato per motivi oscuri di rapire una bambina di cinque anni, sfuggita per pochi attimi all’attenzione dei genitori. Il tutto è accaduto nel tardo pomeriggio quando la famiglia di turisti stava ritornando dalla spiaggia ed era in compagnia di alcuni amici: sembrava scorrere così, in tranquillità, il pomeriggio di un martedì estivo. Ma sono bastati pochi secondi per interrompere la quiete e catapultare genitori e figlioletta, ma non solo loro, in un’inquietante disavventura. 1 soggetto infatti, si è avvicinato al gruppo ed ha salutato amichevolmente i presenti, come fosse un loro amico di vecchia data. Il tipo, improvvisamente  si è accostato alla piccola e furtivamente l’ha presa in braccio scappando via. I genitori, accortisi subito del fatto, l’hanno rincorso per diverse decine di metri riuscendo con difficoltà a sottrargli la bimba, mentre lui  è fuggito facendo perdere le proprie tracce. Altri bagnanti sono sopraggiunti in aiuto della famiglia terrorizzata, essendo accortisi di quanto stava accadendo, ed alcune pattuglie della locale Stazione Carabinieri, sono state allertate al numero unico di pronto intervento 112 da diverse segnalazioni. I  militari sul posto sono riesciti a tracciare un parziale identikit del soggetto ed avviare serrate ricerche in tutta la frazione marittima. I  Carabinieri, dopo circa un’ora di intenso lavoro, hanno individuato e bloccato il responsabile nei pressi di riviera Lanterna: l’indiano  Lubhaya Ram 43enne già noto. Il soggetto è stato condotto nella caserma di via Plebiscito,  e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria d’iniziativa per il reato di sequestro di persona aggravato e, d’intesa con il pubblico ministero dott.ssa Giulia Bisello della procura della Repubblica di Ragusa, ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa. gli investigatori sulla vicenda hanno desta ora l’attenzione che stanno proseguendo l’attività investigativa per meglio comprenderne la dinamica ma soprattutto il movente.


Ragusa Scippa anziana che cade e fratturata muore in ospedale: polizia arresta 24enne. La Squadra Mobile  ha catturato Giuseppe Sergio AIELLO 24enne detto “u catanisi” nato a Catania, residente a Ragusa già noto. La Polizia di Stato ha arrestato l’autore della rapina avvenuta in zona piazza San Giovanni, a seguito della quale una donna di 79 anni è morta a causa delle lesioni subite. Fondamentali, per la Squadra Mobile di Ragusa, le immagini degli impianti di videosorveglianza. La Procura della Repubblica di Ragusa ha chiesto ed ottenuto la misura cautelare della custodia cautelare in carcere, dal GIP presso il Tribunale di Ragusa, in quanto la Squadra Mobile ha raccolto gravi indizi di colpevolezza per il reato di rapina e per la morte della vittima. Una  donna di 79 anni ragusana, il 28 maggio scorso, stava facendo rientro nella sua casa di via Ecce Homo, quando Aiello l’ha seguita, aspettata ed appena la vittima era di spalle, l’ha aggredita tappandole la bocca, strattonandola e facendola cadere a terra dopo averle strappato la collana in oro.  La  vittima, qualche giorno dopo, a seguito delle lesioni subite è morta in ospedale. Il gravissimo delitto inizialmente non veniva neanche denunciato per via delle gravi condizioni di salute dell’anziana. Nessuna chiamata al 113, o segnalazione, solo tanta paura per le gravi condizioni della donna. Agenti della Volante della Polizia di Stato al pronto soccorso dell’ospedale di Ragusa erano intervenuti   in quanto informati dai medici del fatto reato.  La vittima era riuscita a dare pochissimi elementi per iniziare le indagini, ma gli investigatori della Squadra Mobile non si sono arresi e si sono messi subito a lavoro. Gli investigatori hanno per prima cosa acquisito le immagini degli impianti di video sorveglianza così da comprendere le modalità di esecuzione della rapina. L’autore del reato e la vittima erano troppo distanti dall’obiettivo della telecamera e non è stato possibile acquisire elementi utili per identificare il criminale ma è stata individuata la via di fuga. I  poliziotti hanno provato a trovare la refurtiva e con grande abilità la collana è stata recuperata; era già stata venduta ad un compro oro per poche centinaia di euro. I preziosi sono stati sequestrati e portati in visione ai familiari che li hanno riconosciuti senza dubbio:  oggetti di valore della madre rientrandone in possesso. Le indagini sono proseguite e dall’impianto di video sorveglianza del compro oro è stato possibile notare la donna che ha aiutato Aiello a vendere la collana esibendo il suo documento (indispensabile per poter vendere oggetti in oro). Una settimana dopo la morte della signora, la donna è stata interrogata negli uffici della Squadra Mobile, ed ha asserito di non essere a conoscenza della provenienza furtiva della collana; anche lei era stata tradita da Aiello, che le aveva chiesto una cortesia solo perché aveva, a suo dire, smarrito il documento d’identità.Gli investigatori hanno chiarito la posizione della donna. Gli  indizi di reità si sono diretti su Aiello  sempre più forti. Gli inquirenti hanno nel contempo ricostruito la fase della rapina, la successiva fuga e la vendita del monile. Aiello è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile dove, messo davanti all’evidenza dei fatti, ha ammesso le proprie responsabilità dichiarando di aver rapinato la donna per poter avere soldi da investire in droga, ma non voleva ucciderla. La vittima dopo poche ore dal ricovero d’urgenza, era entrata in sala operatoria e considerata la gravissima frattura al femore a distanza di 4 giorni era morta per diverse complicanze. Le indagini della Squadra Mobile non hanno mai subito interruzioni, giorno e notte venivano esaminati i video di tutti gli impianti pubblici e privati del centro storico. Fondamentali gli impianti di Piazza San Giovanni che hanno permesso di individuare tutti i diversi spostamenti di Aiello considerato anche abita in una piccola traversina vicino la piazza, luogo che lo stesso frequentava abitualmente anche per fatti connessi agli stupefacenti così come sempre la Polizia di Stato ha riscontrato in altre occasioni. Le  immagini di video sorveglianza hanno permesso di constatare che dopo la rapina, Aiello era scappato a casa di corsa conscio di aver sentito la donna urlare dal dolore, ma nonostante questo è fuggito. Il soggetto, una volta a casa, si era cambiato la maglia così da non essere riconosciuto da eventuali testimoni e poi ha contattato l’amica per vendere la collana con il suo documento. La vittima quella mattina era uscita da casa per andare a fare un la spesa; nessuna busta carica di alimenti, solo un po’ di carne perché era anziana e non aveva la forza di portare pesi. La donna era perfettamente autosufficiente ed in salute, e svolgeva quasi sempre lo stesso percorso e quella mattina, per sua sfortuna è incappata in Aiello. Il maldestro che, come da lui stesso ammesso, aveva bisogno di denaro e quando l’ha vista passare, notando la collana, ha deciso di seguire l’anziana per rapinarla. Aiello non avrebbe avuto neanche il coraggio di affrontare la donna, ed avrebbe atteso il momento di maggiore vulnerabilità della vittima, ovvero quando era di spalle. Il soggetto secondo la ricostruzione dopo avere seguito la malcapitata, giunto davanti casa, si è nascosto dietro una macchina. Il furfante non appena la donna ha aperto casa  è piombato addosso tappando alla poveretta la bocca per non farla urlare, avrebbe strappato la collana e scaraventando la signora a terra. La furia del soggetto avrebbe procurato all’anziana un’immediata frattura del femore per la caduta ed Aiello scappato senza neanche voltarsi indietro. Lo scippatore non ha fatto in conti con i poliziotti che sono riusciti a ricostruire tutta la dinamica del reato   commesso assicurando fonti di prova schiaccianti ed utili per la Procura della Repubblica  e  chiedere ed ottenere la più grave misura cautelare: il carcere. I poliziotti della Squadra Mobile di Ragusa, di mattina hanno ricevuto il provvedimento di cattura per l’esecuzione della misura cautelare e dopo pochi minuti erano già appostati in Piazza San Giovanni, luogo abitualmente frequentato da Aiello. Gli  agenti della Polizia di Stato, dopo poco più di mezz’ora, hanno notato Aiello scendere da Corso Vittorio Veneto a piedi in direzione di Piazza San Giovanni, quindi veniva subito bloccato. Il soggetto è stato sottoposto a perquisizione non è stato trovato in possesso di armi o droga e non ha opposto resistenza, affermando solo di essere a conoscenza che prima o poi la Polizia di Stato lo avrebbe arrestato, vista anche la sua confessione avvenuta pochi giorni dopo la rapina e la morte della vittima. Il dirigente la Squadra Mobile   Commissario Capo della Polizia di Stato dott. Antonino Ciavola commenta : “La Polizia di Stato grazie ad uno straordinario impegno degli investigatori della Squadra Mobile, ha esaminato i preziosi video degli impianti di telesorveglianza, raccogliendo elementi di prova fondamentali. Il gravissimo reato di rapina commesso dall’autore si è trasformato in un reato molto più grave, ovvero quello della morte dell’anziana signora, pertanto era necessario assicurare alla giustizia un così pericoloso criminale nel più breve tempo possibile”.


Pozzallo  RG  - CC  finti clienti con ricettatore trovano refurtiva in garage, 1 ai domiciliari. I  Carabinieri della Stazione di Pozzallo, ieri sera nel corso di un servizio predisposto, hanno arrestato ai domiciliari in flagranza del reato di ricettazione Leonardo Gambuzza 40enne, già noto. I militari stavano attenzionando il soggetto già da qualche giorno sospettando che questi fosse dedito alla ricettazione di refurtiva ed alla successiva vendita.  I  carabinieri si  sono appostati nei pressi dell’abitazione del sospettato e l’hanno notato mentre cercava di convincere un giovane pozzallese all’acquisto di alcune attrezzature per la pesca. I  militari in borghese si sono avvicinati al soggetto e si sono finti interessati all’acquisto ed una volta visionate le varie attrezzature, le hanno riconosciute come rubate. I tutori dell’ordine   si sono qualificati quali Carabinieri, ed hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione e del garage, nel corso della quale  è stata rinvenuta una notevole quantità di materiale ed attrezzatura da pesca per un valore di circa 8.000/10.000 euro, il tutto risultato rubato tra marzo e aprile scorso all’interno di un esercizio commerciale di articoli per la pesca di Pozzallo. Gambuzza è stato condotto subito in caserma e dichiarato in   arresto mentre tutto il materiale è stato recuperato dai Carabinieri e restituito al legittimo proprietario. Il maldestro al termine delle formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, d.ssa Valentina Botti, è stato condotto presso la sua abitazione dove rimarrà in regime di arresti domiciliari.


Scicli  RG -   Ferisce suocero  con bastonate in testa: CC ai domiciliari per tentato omicidio.  I militari hanno bloccato Raimondo Gianni 39enne, sciclitano. La vittima è ricoverata nell’Ospedale Maggiore di Modica.  I  Carabinieri della Tenenza di Scicli ieri sera, sono intervenuti in un’abitazione dove era stata segnalata una violenta lite tra familiari e vi era una persona ferita.  i militari dell’Arma sul posto, hanno trovato un uomo di 58 anni con vistose ferite lacero-contuse che perdeva sangue dalla testa. Il malcapitato ha riferito ai Carabinieri che, poco prima, presso la sua abitazione, si era presentato suo genero. Il congiunto, dopo averlo aggredito a seguito di una lite per futili motivi, l’aveva colpito ripetutamente alla testa con un grosso bastone di legno. I  militari dell’Arma si sono messi alla ricerca dell’aggressore che veniva rintracciato poco dopo a bordo della sua  vettura mentre percorreva una via vicino all’abitazione del suocero. Il soggetto è stato identificato in Raimondo Gianni sciclitano, già noto. L’aggressore  aveva i vestiti ancora sporchi di sangue. I carabinieri con la perquisizione hanno trovato nascosto sotto il sedile della  vettura 1  grosso bastone di legno intriso di macchie ematiche. L’arma impropria  è stata sequestrata. La vittima nel frattempo, è stata trasportata con un’ambulanza presso l’Ospedale Maggiore di Modica dove è rimasta ricoverata con una prognosi di 25 gg. salvo  complicazioni, per “trauma cranico commotivo a seguito di aggressione”.   Raimondo è stato condotto in caserma  ed i Carabinieri l’hanno dichiarato in   arresto per il reato di tentato omicidio. L’aggressore al termine delle formalità di rito,   è stato  posto agli arresti domiciliari come disposto dal Sostituto Procuratore di turno, d.ssa Valentina Botti.


Ragusa  -  Polizia e cinofili scoprono stupefacente preso pusher del centroafrica. I  cinofili di Catania  coi cani “Sky” e “Jagus” hanno dato un importante contributo ed evidenziato il fiuto infallibile ritrovando diverso quantitativo di sostanza stupefacente occultata in vari punti. L’azione di prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti nel centro cittadino di Ragusa continua incessante a cura dell’azione congiunta della Sezione Volanti e della Squadra Mobile della Questura Iblea. I servizi specifici hanno portato importanti risultati con l’ennesimo arresto di un cittadino centroafricano sorpreso in flagranza a spacciare sostanza stupefacente del tipo hashish nei pressi di Piazza San Giovanni. I   poliziotti sia in borghese che in divisa nel tardo pomeriggio hanno attenzionato diversi soggetti soffermandosi su un cittadino centro africano che si aggirava con fare sospetto all’interno della locale Piazza San Giovanni. Il sospetto improvvisamente è stato avvicinato da un altro soggetto, italiano, che cercando di non destare attenzione ha iniziato a confabulare con l’extracomunitario fino a quando, raggiunto l’accordo gli ha ceduto 1 involucro confezionato con della carta argentata a fronte di una banconota. L’intervento degli agenti appostati sul posto è stato immediato ed hanno bloccato i due accertando  subito che l’involucro conteneva circa 1 grammo di sostanza stupefacente del tipo hashish. La perquisizione personale condotta successivamente negli  Uffici della Questura di Ragusa ha permesso di rinvenire ulteriore stupefacente dello stesso tipo che l’extracomunitario occultava negli slip. I poliziotti hanno rinvenuto 7 stecche dello stesso tipo di sostanza stupefacente, confezionate tutte singolarmente del peso totale di circa 9 grammi di hashish.I servizi sul posto sono continuati per tutta la serata e grazie al fiuto infallibile dei due cani poliziotto sono state rinvenute ulteriori dosi di sostanza stupefacente del tipo marijuana che ha condotto alla contestazione dell’illecito del consumo personale a carico di due soggetti italiani, segnalati alla locale Prefettura come assuntori. Il centro africano di 26 anni all’esito degli risultanze raccolte è stato tratto in arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e su disposizione del P.M. di turno sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.


Ragusa - Polizia ammanetta pusher marocchino: droga venduta tra chiesa e giardinetti.  Uomini della Squadra Mobile  hanno tratto in arresto Jaouad EL MORTADA 20enne nato in Marocco   per spaccio di droga del tipo marijuana. Gli  uomini della Squadra Mobile, di pomeriggio, si sono appostati  in piazza San Giovanni per osservare i giovani presenti. L’attività è nata da una forte richiesta dei residenti e commercianti della zona, stanchi di vedere il traffico di droga davanti ai loro occhi, spesso in presenza di bambini; per di più gli acquirenti sono quasi tutti minorenni, anche appena quattordicenni.  3 soggetti nel giro di alcune ore di attività di appostamento sono stati individuati dalla Polizia di Stato che  ha risposto alle esigenze di legalità della popolazione. 1 tunisino è stato trovato in possesso di droga ed è stato denunciato per la modica quantità posseduta, quest’ultimo era stato scarcerato il giorno prima perché spacciatore. Un altro ragazzo albanese è stato segnalato al Prefetto di Ragusa in quanto assuntore ed in fine, dopo una breve attività d’indagine gli investigatori sono risaliti a chi aveva venduto la droga: il marocchino El Mortada. Gli uomini della Squadra Mobile hanno notato El Mortada che faceva su e giù tra il sagrato della chiesa dove consegnava la droga ai giardini della villetta sotto alle scale della piazza. il ragazzo nel controllo è stato trovato in possesso di 1 involucro con la marijuana. L’arrestato ha ormai dimostrato di possedere una  professionalità di settore, considerato che 8 mesi fa era già stato arrestato sempre a Piazza San Giovanni e sempre per spaccio di droga. La professionalità dell’arrestato per gli inquirenti si evince anche dal fatto che la droga era già pronta per essere venduta in singole dosi ed in quantità, circa 20 grammi di marijuana trovati in possesso al pusher. La sua particolare affezione a Piazza San Giovanni come luogo di spaccio e la recidiva nel reiterare il reato dello stesso tipo, hanno permesso agli investigatori di condurre l’arrestato in carcere in attesa, probabilmente, del rito direttissimo. Il dirigente la Squadra mobile Commissario Capo della Polizia dotto. Antonino Ciavola afferma: “La Polizia di Stato ha arrestato decine di giovani a Piazza San Giovanni nell’ultimo anno, segno che purtroppo vi sono tantissimi acquirenti spesso molto giovani che fanno uso di droghe. L’impegno della Squadra Mobile è massimo, bisogna contrastare questo gravissimo reato che lede la salute dei più giovani spesso incuranti delle gravissime cause degli effetti delle sostanze stupefacenti. L’attenzione è altissima in ordine ad uno dei luoghi di aggregazione del centro storico, alle attività commerciali ed ai residenti della zona”.


Ispica RG  - Accoltella padre ex compagna, poi va al bar: CC ai domiciliari 27enne. La vittima ha riportato ferite al collo ed al volto. La scorsa notte, i Carabinieri della Stazione di Ispica e del Nucleo Radiomobile di Modica hanno tratto in arresto Ignazio Mansueto 26enne sciclitano, già noto alle forze di polizia,  responsabile dei reati di lesioni personali aggravate e porto di armi atte ad offendere. Il soggetto, infatti, poco prima, si era presentato sotto l’abitazione della ex compagna urlando frasi minacciose nei suoi confronti e dei familiari. Il  padre della ragazza, udite le urla del Mansueto, era intervenuto nel tentativo di portare alla calma il ragazzo, tuttavia, quest’ultimo l’ha aggredito. Mansueto, impugnando un coltello a serramanico di genere vietato, ha colpito l’uomo al collo ed al volto per poi allontanarsi a piedi. 2 pattuglie dei Carabinieri sono giunte sul posto  e  poco distante dal punto dell’aggressione, hanno   rintracciato il Mansueto che, come se nulla fosse, nel frattempo si era recato in un bar. I militari dell’Arma, quindi  hanno bloccato il giovane ed a seguito della perquisizione personale, l’hanno trovato in possesso del coltello utilizzato poco prima per colpire il padre della sua ex compagna. L’aggressore è stato condotto in caserma dove, al termine delle formalità di rito, è stato dichiarato in arresto e, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, dott. Andrea Sodani, sottoposto ai domiciliari presso la sua abitazione.L’uomo aggredito, invece, è stato portato presso l’Ospedale Maggiore di Modica ove, a seguito dell’aggressione, veniva riscontrato affetto da ferite lacero contuse al collo ed al volto e dimesso con una prognosi di 10 giorni.


S. Croce Camerina RG – CC presi 2 pusher: 1 palestinese 1 tunisino ai domiciliari.  Si tratta di : Fouad  Sahli 28enne palestinese  e  Sabri Ben Slema 34enne tunisino entrambi nullafacenti e con specifici pregressi. I 2 sono stati sottoposti a rilievi foto-dattiloscopici, e d’intesa con il Pubblico Ministero dott.ssa Valentina Botti, ristretti presso i rispettivi domicili in attesa di giudizio.I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina hanno arrestato due spacciatori di hashish e segnalato al prefetto un tossicodipendente. I carabinieri camarinensi avevano avuto segnalazione dai residenti del centro, ed in particolare di via Caucana, che il traffico di spacciatori ed acquirenti di droga era ricominciato. I residenti infatti ritengono intollerabile già di per sé lo spaccio di droga ed è ancor più quando esso avvenga alla luce del sole. I carabinieri sono quindi intervenuti subito, organizzando un servizio mirato con militari in abito civile ed altri in uniforme. Gli investigatori hanno notato subito 2 soggetti con fare sospetto che avevano appena salutato 1 allontanatosi in auto. I militari pensando che si trattasse di droga, si sono appostati in attesa che arrivasse un altro “acquirente”, e non hanno dovuto aspettare molto. I tutori dell’ordine, poco dopo hanno visto un giovane che ha confabulato coi 2 sospetti dal finestrino ed ha dato qualcosa, ed ha preso altro, poi è andato via. I militari hanno segnalato il veicolo ai colleghi con l’auto in tinta d’istituto ma, sebbene abbiano provato a raggiungerlo, l’ignoto automobilista s’è dileguato per le strette vie del centro.  I  carabinieri  hanno dovuto aspettare pochi minuti poiché  è arrivato uno a piedi: ha pagato, ha preso 1 pacchettino e se n’è andato. L’acquirente girato l’angolo ha trovato i carabinieri che, l’hanno perquisito, e poi sono andati subito a bloccare gli altri 2.   Tutti   sono finiti in caserma. La  perquisizione ha evidenziato un tocchetto di hashish di circa 9 grammi che i 2  avevano venduto. L’acquirente è stato segnalato al prefetto di Ragusa per assunzione di stupefacenti, mentre i due spacciatori sono stati dichiarati in  arresto e posti ai domiciliari. L’azione repressiva dei carabinieri continua senza sosta.


Vittoria RG – CC evitano tragedia, neonata bloccata sola in auto.  I  Carabinieri della dipendente Aliquota Radiomobile, ieri intorno alle 18.30, a Vittoria, in via Cacciatori delle Alpi all’angolo con via Cavour, sono intervenuti su segnalazione al 112 per la presenza di una neonata rimasta chiusa in un’autovettura.  I  militari giunti immediatamente sul posto, hanno trovato la madre che, disperata, cercava di forzare le portiere del mezzo, senza riuscirvi. La donna, poco prima infatti scendendo dalla macchina, aveva lasciato le chiavi all’interno ed i dispositivi di chiusura automatica si erano subito attivati, impedendole di portare con sé la piccola. La giovane aveva chiesto aiuto e da lì la chiamata al Numero Unico di Emergenza 112. I militari, anche in considerazione del caldo torrido che avrebbe potuto aggravare ancor di più la situazione, hanno provveduto con mezzi di fortuna a sfondare il finestrino anteriore della macchina, estraendo incolume la neonata, fortunatamente in buone condizioni fisiche, riaffidandola così alla madre: è andata bene, una tragedia sfiorata.


Santa Croce Camerina RG  -  Spaccio cocaina : 2 albanesi  in manette. La Polizia di Stato ha arrestato altri due spacciatori  albanesi, si tratta di : Skender SHEHI 42enne e Dashnor Tosku  27enne. I poliziotti si sono appostati per ore nelle campagne di Santa Croce Camerina, fino a quando, grazie ad un binocolo, hanno individuato il nascondiglio dove i 2 custodivano la cocaina. Sequestrati oltre 7.000 euro in quanto probabile frutto dell’attività illecita. La Polizia di Stato  Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria  ha bloccato Skender SHEHI   e Dashnor Tosku, entrambi residenti a Santa Croce Camerina, per traffico di stupefacenti del tipo cocaina. I  due albanesi da qualche settimana, erano stati notati in zona via Caucana a bordo ed un’auto di grossa cilindrata venivano avvicinati da loro connazionali ed altri italiani conosciuti come assuntori di cocaina. I poliziotti hanno svolto alcuni servizi di osservazione dei due albanesi per verificare i luoghi dove potessero detenere la droga. Il servizio ha dato esito positivo, in pochi giorni, poiché gli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria hanno pedinato gli albanesi ed hanno individuato una serra dove vicino c’è la casa di uno degli arrestati. I  poliziotti si sono appostati tra le serre, distesi a terra e con il binocolo a distanza di 300 metri, non appena la situazione è stata favorevole, hanno osservato i movimenti dei due. Gli  arrestati sono arrivati a bordo dell’auto segnalata dopo alcune ore,  hanno fatto una sosta ed hanno prelevato parte della cocaina ancora da suddividere in dosi. I soggetti, poco dopo sono stati fermati e trovati in possesso di cocaina, successivamente sono stati condotti presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa. Gli agenti  prima hanno ultimato la perquisizione nel luogo dove avevano prelevato la droga e difatti altri 10 grammi sono stati trovati in quel sito, per un complessivo sequestro di quasi 20 grammi. I due arrestati hanno provato a dare giustificazione della droga detenuta ma senza risultato, difatti dopo tutti gli accertamenti, anche sulla loro identità da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti in carcere per essere giudicati con rito direttissima. Uno degli arrestati è stato trovato in possesso di oltre 7.000 euro, denaro provento dell’attività di spaccio e non di sicuro dal lavoro, stante che nessuno dei due svolge attività lavorativa, salvo saltuari lavori nelle serre. Il Commissario Capo della Polizia di Stato dott. Antonino Ciavola Dirigente la Squadra Mobile   ricorda che “a distanza di poche ore dall’ultimo arresto a Santa Croce Camerina per detenzione di hashish, la Polizia di Stato ha portato a termine un’altra importante operazione in ordine al contrasto al traffico di droga, in questo caso cocaina, stupefacente molto pericoloso”.


Pozzallo  RG -  Sbarchi: Polizia ferma a Pozzallo, equipaggio 5 scafisti egiziani, 6.837 i migranti nel 2016. 1 era già sbarcato in Sicilia pochi mesi addietro ed era stato respinto. I  5 scafisti nati in Egitto: Mohamad DARWICHE, 49enne, Hasin Mohmud HASEN 55enne, Mahmed SAIED 44enne, Abdul KHADER 18enne e Mohamad GAHANI 18enne.  I soggetti hanno condotto in Italia 223 migranti, 80 di questi sono minori non accompagnati e quasi 20 hanno meno di 14 anni. Il comandante aveva dato ordini ai passeggeri di raccontare alla Polizia che gli scafisti avevano abbandonato il barcone legando il timone con una cima in direzione dell’Italia. L’esperienza degli investigatori ha permesso di trovare comunque dei testimoni che hanno smentito la prima versione fornita permettendo così l’arresto. Salgono a 68 gli scafisti fermati nel 2016 (19 minori); nel 2015 sono stati 147. La Polizia di Stato ha trasferito immediatamente 100 migranti, gli altri saranno trasferiti nelle prossime ore. 6.837 migranti in occasione di 19 sbarchi hanno già fatto ingresso nel 2016 all’Hot Spot di Pozzallo. La nave della Capitaneria di Porto “fiorillo” ha condotto al porto di Pozzallo 223 migranti salvati alcune ore prima. I poliziotti al termine delle complesse indagini hanno individuato i 5 scafisti: Mohamad DARWICHE, Hasin Mohmud HASEN, Mahmed SAIED, Abdul KHADER e Mohamad GAHANI. I 5 sono ritenuti responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, hanno concorso con altri soggetti presenti in Egitto al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l'ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.  I migranti provenienti dalla Siria, Egitto, Somalia e Sudan sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. Uomini del pattugliatore della Guardia Costiera CP904 “Michele FIORILLO” alle ore 14 del 7 giugno 2016, avevano intercettato in acque internazionali, un motopeschereccio, con a bordo numerosi migranti. L’imbarcazione (uno scafo in ferro della lunghezza di circa 15 metri), era in precarie condizioni di galleggiabilità cosicchè veniva dichiarato l’evento SAR, ed i marinai hanno proceduto al soccorso dei migranti  presenti. Tutti  gli sventurati, al termine del trasbordo sul pattugliatore, sono stati aiutati dal personale del boarding team che ha anche ispezionato l’imbarcazione dei migranti. L’unità navale, a conclusione dell’attività, ha  fatto rotta verso il porto di Pozzallo dove è giunta intorno alle ore 10,00 di ieri e di seguito i poliziotti hanno identificato ed assicurato alla giustizia  i 5  scafisti.


Ragusa - GdF scopre “disoccupato” concessionario abusivo, ha venduto 350 auto. I Finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno scoperto un concessionario abusivo operante ad Ispica che, negli ultimi anni, ha venduto circa 350 autovetture commercializzate in nero. Le  Fiamme Gialle della Tenenza di Pozzallo, nell’ambito di una specifica attività istituzionale avviata a livello nazionale dal Comando Generale e dal Nucleo Speciale Entrate della Guardia di Finanza di Roma, tramite la consultazione delle banche dati in uso al Corpo e l’incrocio delle risultanze ottenute, hanno individuato un soggetto, risultato peraltro disoccupato, intestatario di oltre 200 autovetture. L’imprenditore “onesto” non si avvaleva di pubblicità ufficiale, né tantomeno disponeva di uno di quei raffinati autosaloni dove gli acquirenti vengono invogliati all’acquisto di macchine tirate a lucido, ma poteva contare su un consolidato passaparola tra i clienti della provincia iblea e non solo. I prezzi al pubblico erano infatti più che vantaggiosi, proprio perché ogni obbligo tributario veniva puntualmente “dribblato” ormai da anni. Le indagini, sviluppate partendo da serie di appostamenti e pedinamenti, hanno condotto subito alla scoperta della concessionaria abusiva a ridosso del centro abitato di Ispica, riconducibile al soggetto, dove sono state trovate oltre 50  vetture usate, esposte per la vendita. 2 persone, tra cui il venditore ed il soggetto titolare del terreno dove l’attività illecita era posta in essere, sono state denunciate per aver allestito un vero e proprio salone espositivo di autovetture. La  concessionaria, era totalmente abusiva perché carente delle autorizzazioni prescritte per la vendita. La conseguente verifica fiscale avviata ha consentito di individuare ricavi non contabilizzati dal 2010 per oltre 700 mila euro, omesse fatturazioni ed Iva non versata superiore a 45.000 euro. L’imprenditore, evasore totale per ben 5 annualità, è stato dunque denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa per gli illeciti connessi all’omesso versamento dell’imposta sul reddito delle società. Un  centinaio di clienti sono stati ascoltati negli uffici delle Fiamme Gialle, avendo negli anni, acquistato i veicoli dalla “concessionaria” fantasma. Tutti i clienti hanno confermato come il venditore accettasse solo pagamenti tramite denaro contante e, dunque, in alcun modo tracciabili. Questo sistema, sebbene permettesse al sedicente imprenditore di nascondere i ricavi provenienti dalle vendite, una volta scoperto, non gli ha evitato di essere sanzionato dai finanzieri che, oltre ad irrogare un pesantissimo verbale a lui, ha portato anche a sanzionare ben 49 acquirenti per aver effettuato pagamenti in contante sopra soglia, in violazione delle prescrizioni di legge che disciplinano il trasferimento di denaro contante. La GdF rammenta che,   dopo l’ultima riforma legislativa la soglia per l’utilizzo di denaro contante è fissata nei pagamenti ad un importo massimo pari a 2.999,99€. Il concessionario, sprovvisto di ogni titolo autorizzativo nonché di qualsivoglia certificazione di pubblica sicurezza, è stato segnalato alle autorità competenti. I finanzieri hanno inoltre scoperto e fermato la truffa parallela che il soggetto da oltre 4 anni aveva messo in piedi nel corso dell’esercizio abusivo della vendita di autoveicoli. Il furbo, godendo di alcune agevolazioni spettanti solo ai regolari concessionari, con alcuni raggiri,  ha ottenuto un indebito risparmio di circa 50.000,00 euro, non pagando l’imposta di trascrizione sul pubblico registro automobilistico (cd. I.P.T.) durante le operazioni di acquisto di numerosissimi autoveicoli usati. L’indagine appena conclusa ha ancora una volta evidenziato l’impegno del Corpo a tutela degli operatori onesti e della leale concorrenza, in un’ottica finalizzata a prevenire e reprimere ogni tipologia di comportamento illecito e di infedeltà fiscale.


 Ispica  RG - Furti in tabaccherie videosorveglianza svela i volti, Carabinieri 3 siracusani ai domiciliari. Si tratta di Francesco Bellomo 30enne, Marco Bellomo  26enne, entrambi di Avola e Giovanni Rossitto  48enne, di Noto, tra i responsabili del furto figura anche P.S., 20enne, incensurato, al quale invece è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Avola. I personaggi sono accusati di avere colpito, lo scorso febbraio,   un tabacchino ed un’abitazione di Ispica. I  Carabinieri della Stazione di Ispica, alle prime luci del giorno all’alba, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di Francesco  Bellomo, Marco Bellomo  entrambi di Avola e Giovanni Rossitto  di Noto, già noti alle forze di polizia, ritenuti responsabili del reato di furto aggravato in concorso. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa, dott. Andrea Reale, su richiesta del Pubblico Ministero titolare dell’indagine, d.ssa Valentina Botti, che ha condiviso a pieno gli indizi di colpevolezza forniti dai Carabinieri di Ispica a carico degli indagati. I soggetti sono ritenuti i responsabili del furto avvenuto a Ispica il 17 febbraio scorso in un bar-tabacchi quando, dopo essersi introdotti nella tabaccheria e poi nell’abitazione del proprietario, si erano impossessati di numerosi pacchetti di sigarette, di quasi 1,500 kg di tabacco, di 1  TV nonché di alcuni gioielli e di 1 fucile da caccia. I  militari dell’Arma, a seguito del furto, avevano subito avviato un’intensa attività d’indagine per scoprire gli autori, tanto che, dalla visione delle immagini dell’impianto di sicurezza di una stazione di servizio adiacente al tabacchi, erano riusciti a riconoscere gli indagati. I  Carabinieri, a questo punto, pochi giorni dopo il furto, hanno effettuato una perquisizione nei domicili dei soggetti ed hanno rinvenuto i  tabacchi ed il televisore asportati qualche sera prima nonché il fucile da caccia. I  militari dell’Arma, nel corso delle perquisizioni, hanno rinvenuto gli indumenti che gli indagati avevano indossato per compiere il furto e che si riconoscevano nelle immagini della videosorveglianza. La  base degli elementi di prova forniti dai Carabinieri, ha permesso al G.I.P. del Tribunale di Ragusa di ritenere opportuno emettere l’ordinanza di misura cautelare nei confronti dei responsabili del furto anche in considerazione della sussistenza del concreto ed attuale pericolo di reiterazione di reati della stessa specie.  Il blitz dei Carabinieri è scattato di mattina ed i tre soggetti sono stati tutti rintracciati, 2 ad Avola e  Rossitto a Milano dove si era trasferito recentemente. I personaggi, al termine delle formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari preso le rispettive abitazioni come disposto dall’ordinanza.


Pozzallo  RG Polizia trova 1 colombiana e 2  clienti siracusani: chiusa  “casa luci rosse” a Marina di Marza. La terza  “casa” chiusa nel 2016, rispetto alle 9 del 2014 e 15 del 2015 chiuse dalla Squadra Mobile. Il proprietario di casa che ha dichiarato di non essere a conoscenza dell’attività di prostituzione della locataria è stato diffidato. I controlli della Polizia di Stato continuano e per ogni segnalazione dei cittadini vi sarà un intervento mirato a ripristinare la legalità. La prostituzione in abitazione sembra essersi spostata verso le frazioni marinare dove in apparenza vi sono meno controlli. La Polizia  all’interno della villetta ha trovato 1 donna colombiana regolare sul territorio nazionale e 2 clienti del siracusano. Uno dei poliziotti in servizio presso la Squadra Mobile aveva ricevuto notizia che in quella villetta, solitamente abitata solo in estate, da qualche settimana vi era un via vai di persone, probabilmente perché all’interno si prostituivano. Gli uomini della Squadra Mobile si sono messi di fronte la casa segnalata e dopo poco hanno notato l’arrivo di due ragazzi in auto. Uno di questi è sceso e l’altro è stato in macchina ad aspettare. Il  ragazzo appena entrato, è uscito da casa dopo 10 minuti ed è subito dopo entrato l’altro ma è stato fermato dalla Polizia. I 2 ragazzi hanno ammesso di aver concordato con la donna di avere dei rapporti sessuali a pagamento, 1 di questi consumato e l’altro interrotto per l’intervento dei poliziotti. Gli agenti all’interno dell’appartamento hanno trovato i profilattici, 1 fallo di gomma, video porno ed altri accessori utilizzati per rapporti sessuali. La Polizia, nel 2015 ha chiuso ben 15 case, la maggior parte nel comune di Ragusa ma anche in altre zone; proprio questo è il trend che si registra negli ultimi mesi.  L’intervento delle forze dell’ordine ha comportato lo spostamento di  uomini e donne che intendono prostituirsi   in zone meno frequentate in inverno, come le frazioni balneari. Diversi sequestri di abitazioni adibite dai proprietari o locatari a luoghi dove poter consumare sesso a pagamento, ed in questo caso il titolare è stato solo diffidato. Ogni intervento permette di confermare il vasto giro d’affari, tutto è connesso alle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 200 euro, dipende dai “gusti”; più si chiede di osare e più salgono i prezzi. La Squadra Mobile, per ordine del Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, sta effettuando diverse verifiche su altri immobili segnalati dai cittadini, al fine di permettere a tutti gli abitanti delle zone interessate in provincia di non avere problemi nel vivere quotidiano.  Il  Commissario Capo della Polizia di Stato dirigente la Squadra Mobile Dott. Antonino Ciavola ricorda che “La Polizia di Stato di Ragusa, grazie ai continui controlli connessi alle segnalazioni dei cittadini, sta isolando il fenomeno della prostituzione in casa. Il segno positivo del 2016 è stato confermato, le segnalazioni permettono di arginare il fenomeno ed i cittadini delle zone periferiche sanno che possono contare sull’intervento della Squadra Mobile”.


RagusaLibico su auto rubata in Svizzera bloccato da Agenti ad imbarco Malta. La Polizia di Stato ha arrestato un libico mentre stava per imbarcarsi per Malta con un’auto svizzera rubata del valore di 140.000 euro.I  controlli della Polizia al porto di Pozzallo per il contrasto di ogni tipologia di illecito commesso dall’Italia verso Malta e viceversa continuano con buoni risultati. La Polizia   Squadra Mobile, U.P.G. e S.P. e Polizia Stradale  hanno sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria   Bashir Musa MUSA Abdulmalik, 22enne nato in Libia e residente in provincia di Milano, per il reato di ricettazione. La Polizia,   durante un controllo straordinario del porto di Pozzallo, in particolar modo dell’area dedicata alle partenze Malta, ha notato il  libico a bordo di una lussuosa autovettura con targa svizzera. Il servizio di osservazione da parte della Squadra Mobile era finalizzato a “confondersi” tra i passeggeri in partenza per Malta così da poter verificare la presenza di persone sospette che stavano per imbarcarsi.I poliziotti, dopo 30 minuti di attività d’indagine hanno notato 1 auto Land Rover con targa svizzera di grossa cilindrata del valore commerciale di 140.000 euro circa. Gli investigatori rilevando che   l’auto aveva targa svizzera ed il conducente era verosimilmente nord africano hanno proceduto al  controllo,  mentre stava per imbarcarsi.Il  libico con regolare permesso di soggiorno italiano, ha riferito ai poliziotti di aver percepito una somma di denaro solo per consegnare l’auto ad  acquirenti di Malta e quindi di aver solo trasportato il veicolo. L’immediata, quanto anomala, giustificazione del conducente ha dato inizio a controlli approfonditi sul veicolo. Polizia Stradale e Squadra Volanti hanno scandagliato l’auto da cima a fondo e la perquisizione ha dato esito negativo. Il  controllo della targa effettuato anche in ambito internazionale da parte dei poliziotti, ha permesso di appurare che l’auto fosse provento di furto e pertanto il conducente dovrà rispondere del reato di ricettazione. Il libico non ha saputo giustificare in alcun modo le modalità con le quali era entrato in possesso del veicolo rubato, pertanto, considerato il reato commesso gli operatori della Polizia di Stato hanno sottoposto il cittadino  a fermo. Musa è stato condotto prima presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa per la sua compiuta identificazione grazie all’intervento della Polizia Scientifica e successivamente in carcere su disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa. Il dirigente della Squadra mobile  Commissario Capo della Polizia di Stato  Dott. Antonino Ciavola  ricorda che “La Polizia di Stato continua a vigilare sul porto di Pozzallo attraverso controlli straordinari che hanno come scopo quello di individuare qualsivoglia traffico illecito tra Italia e Malta. È di poche settimane fa l’arresto di 3 siracusani che stavano partendo con 20 kg di droga nel bagaglio, segno che le indagini sono indirizzate verso qualsiasi area di illegalità”.


Ragusa -  Picchiate rapinate e in casa 2 anziane, 1 disabile e badante, CC 1 in carcere. I Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, dopo lunghe e laboriose indagini, hanno arrestato Giuseppe SEMINARA 60enne residente a Ragusa, già noto, ritenuto responsabile di una violenta rapina in abitazione con sequestro di persona, ai danni di due anziane sorelle, della figlia disabile di una di loro e della  badante di nazionalità rumena, residenti a Marina di Ragusa, avvenuta a giugno nel 2015. Il  G.I.P. del Tribunale di Ragusa, dott. Claudio Maggioni, su richiesta del Pubblico Ministero dott. Francesco Puleio, che ha coordinato il lavoro investigativo dei militari dell’Arma,  ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del Seminara. 4 malfattori, la notte tra l’8 e il 09  giugno 2015, con il volto travisato, dopo aver forzato la porta d’ingresso, fecero irruzione nell’abitazione in una zona periferica della frazione di Marina di Ragusa ed abitata dalle 4 donne . le vittime, prima che potessero rendersi conto dell’accaduto, venivano immobilizzate e legate alle sedie con il nastro adesivo. Le  malcapitate da quel momento furono sottoposte ad un vero e proprio incubo, durato circa un’ora, durante la quale furono ripetutamente malmenate e minacciate di morte, per rivelare dove fossero custoditi l’oro e i gioielli. I banditi avevano picchiato anche la badante rumena e dopo aver rovistavano in tutta la casa, mettendola letteralmente a soqquadro, riuscirono a trovare i preziosi ed il denaro. I malfattori arraffarono gioielli per un valore di oltre 15.000€, denaro contante per  1600€, e 1 carta bancomat. I rapinatori, subito dopo il colpo si dileguarono approfittando del buio. Le  povere donne, con grande difficoltà, e letteralmente terrorizzate per l’accaduto, considerata anche la loro età avanzata, riuscirono a liberarsi del nastro adesivo con cui erano state legate ed a chiedere l’aiuto dei Carabinieri, mediante una telefonata al 112. I militari giunsero immediatamente sul posto con diverse pattuglie del Nucleo Radiomobile di Ragusa e della Stazione di Marina di Ragusa, ed avviarono subito le indagini del caso. L’inchiesta si rivelava  difficoltosa, perché i malviventi avevano agito incappucciati e con guanti. Le vittime, poi, ancora comprensibilmente sotto shock, non erano in grado di fornire  indicazioni utili per risalire ai banditi.  Un particolare, però, si rivelò fondamentale per imprimere la giusta direzione alle indagini, ossia la circostanza che insieme alla carta bancomat asportata era custodito anche il relativo codice pin necessario per prelevare il denaro dal bancomat. I  militari, partendo da questo dettaglio acquisirono i tabulati della carta rapinata, accertando che circa un’ora dopo la rapina, ossia in piena notte, i malviventi, avevano utilizzato la carta rapinata per effettuare un prelievo di  500€ presso uno sportello ubicato a Comiso.  Le immagini della telecamera, che riprende tutti i soggetti che effettuano le operazioni di prelievo, sono state, quindi, utilizzate dai Carabinieri e dopo una lunga comparazione dell’effige del soggetto che l’aveva effettuata – a cura del Ris di Messina - confrontata con i tabulati delle celle telefoniche che agganciano sia la zona dove si trova l’abitazione in cui è stata compiuta la rapina,  che la zona di Comiso dove è situato lo sportello bancomat, veniva identificato, senza ombra di dubbio, il SEMINARA. Il  Sost. Proc. dr. Francesco Puleio, sulla scorta degli elementi di colpevolezza raccolti, ha  chiesto una misura cautelare a carico dello stesso, che veniva prontamente emessa dal GIP del Tribunale Ibleo ed eseguita alle prime luci del giorno all’alba, quando il malvivente, è stato tratto in arresto e condotto presso gli uffici del Comando Provinciale in piazza Caduti di Nassjrya per le formalità di rito, per poi essere condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa. I carabinieri, con l’arresto hanno dato una prima risposta su uno dei più gravi fatti di cronaca registrati in provincia nell’ultimo anno. Le  indagini proseguono per individuare tutti i complici del SEMINARA, visto che il commando di rapinatori, secondo il racconto delle vittime, era composto da altre persone


Scicli  RG - Tenta rapina in  esercizio commerciale, CC 1 ai domiciliari. I  Carabinieri della Tenenza di Scicli nel primo pomeriggio, hanno arrestato ai domiciliari in flagranza del reato di tentata rapina Gianluca Agolino 39enne sciclitano, già noto. I militari dell’Arma alle ore 12, hanno ricevuto la segnalazione di una tentata rapina in  un esercizio commerciale di Sampieri. I  Carabinieri giunti sul posto, hanno contattato la vittima e  proprietario di un bazar il quale ha riferito che, poco prima uno  si era introdotto nel suo esercizio commerciale e, puntandogli 1 coltello alla gola, l’aveva minacciato a consegnargli il denaro. La  vittima tuttavia è riuscita a svincolarsi dall’aggressore e chiamare il 112. Alcune  pattuglie dell’Arma  immediatamente hanno rintracciato  Agolino poco distante il bazar e, dopo averlo sottoposto a perquisizione personale, l’hanno trovato in possesso di 1  grosso coltello da cucina, utilizzato poco prima per tentare la rapina. I  Carabinieri hanno bloccato il maldestro e ‘hanno condotto in caserma dove è stato dichiarato in arresto per il reato di tentata rapina. Il  soggetto, al termine delle formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, d.ssa Valentina Botti, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso il suo domicilio. Il personaggio, nel mese di maggio 2015, a Scicli, aveva fermato 1 pattuglia dei Carabinieri ed  aveva appiccato il fuoco con una bottiglietta di liquido infiammabile, anche in quella circostanza venne subito arrestato dai militari dell’Arma.


Santa Croce Camerina - Rapinatore catanese acrobata entra in Posta attraversando sbarre finestra, ammanettato da CC.  Il  giovane catenota Salvatore Giuseppe Patané  25enne  già noto  è stato infatti arrestato per rapina aggravata in concorso ed  stato associato nel carcere di Ragusa dopo aver informato dell’arresto il pubblico ministero dott.ssa Valentina Botti. Il maldestro era entra alle poste dalla finestra ma ne è  uscito accompagnato dai carabinieri. I militari della Stazione carabinieri di Santa Croce Camerina hanno fulmineamente arrestato il rapinatore all’interno dell’ufficio postale. La  posta  era stata chiusa, poco prima dell’una alle 12.30,  ed all’interno della filiale di Santa Croce erano rimasti solamente la direttrice e 2 operatori, intenti a chiudere la contabilità del giorno. I dipendenti, ad un certo punto, con grande stupore mentre la porta era ben chiusa, si sono trovati nell’ufficio una persona senza capire da dove fosse entrata. Il  giovane ma già esperto rapinatore, approfittando della propria corporatura minuta, era entrato dalla finestra sul retro passando tra le inferriate, facendosi anche aiutare da 1 complice che lo ha spinto dentro con forza. Il giovanotto, coperto da sciarpa e berretto, con guanti e taglierino, ha intimato ai presenti di consegnare i soldi. La  bravissima direttrice aveva già chiuso cassaforte impedendone irrimediabilmente l’apertura se non attendendo il timer. Il  giovane percepito il fallimento del colpo, ha puntato il taglierino verso un dipendente minacciandolo al fine di farsi aprire la bussola dell’ingresso. Il  rapinatore è uscito, scoprendo però che non poteva aprire la porta esterna ed in più nello stesso istante gli impiegato hanno pure chiuso la bussola. Il maldestro si è trovato così in trappola ed ha tentato di uscire dalla finestra dell’atrio, del tutto simile a quella da dove era entrato ma in quel mentre sono entrati due carabinieri e gli hanno messo le manette. I  carabinieri avevano ricevuto la telefonata da un passante che aveva segnalato uno sospetto che stava spingendo un ragazzino tra le inferriate della finestra… I militari sono accorsi e l’hanno preso in trappola. Immediate, tramite la centrale operativa 112 provinciale, le ricerche dell’auto in fuga. Tutti  i reparti delle provincie di Ragusa, Siracusa e Catania sono stati allertati ed immediati sono stati impiantati i posti di blocco.   L’auto  del fuggitivo è risultata rubata e probabilmente il complice si è dileguato su di una vettura  “pulita” riuscendo a passare le maglie dei controlli. Le ricerche  sono ancora in corso ed i militari non escludono di riuscire  a   rintracciare il complice, sicuramente collocabile tra gli amici dell’arrestato ad Aci Catena o nei dintorni. 3 paternesi erano stati arrestati a Giarratana lo scorso  anno per rapina e 2 gelesi la settimana scorsa per furto di motorini a Ragusa. Gli  ennesimi “trasfertisti” sono finiti in manette in maniera fulminea. Buono è l’approccio dei carabinieri col costante ed approfondito controllo del territorio svolto dalle Stazioni e dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ragusa. I carabinieri desiderano ringraziare di cuore i cittadini Santacrocesi, sempre molto attenti e premurosi nel segnalare le illegalità al locale comando stazione carabinieri, con il quale evidentemente hanno un bel rapporto di grande fiducia.


Vittoria RG2 rapinano banca: CC, 1 carlentinese ed 1 comisano in manette.   Si   tratta del comisano Antonio Tinghino 44enne  e di Giuseppe Sortino 33enne, nato a Lentini ed originario di Carlentini. Uomini della Compagnia Carabinieri di Vittoria (RG) comandati dal Capitano Daniele Plebani, nella tarda serata di ieri a conclusione di una complessa e articolata attività d’indagine, ha dato esecuzione nelle città di Comiso (RG) e Carlentini (SR) a 2 misure di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Ragusa, dott. Claudio Maggioni, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nella persona del sostituto procuratore dott. Rota, che ha concordato con le risultanze investigative raccolte dal dipendente Nucleo Operativo e dalla Stazione di Scoglitti, a carico di personaggi italiani specializzati nella commissione di rapine. L’operazione conclude un’articolata attività investigativa iniziata nell’immediatezza  di una rapina, avvenuta poco dopo le 12 del 3 agosto 2015, presso la filiale di Scoglitti della Banca Agricola Popolare di Ragusa, quando 2 individui di nazionalità italiana armati di taglierino erano penetrati nell’istituto di credito minacciando il cassiere davanti agli occhi di alcuni clienti. La Bapr della frazione rivierasca è ubicata nei pressi della centralissima piazza Cavour: ai rapinatori bastarono pochi attimi per razziare un bottino di 10 mila euro, poi con velocità e freddezza da professionisti si diedero alla fuga. Le testimonianze dei clienti dell’istituto di credito presenti al momento del delitto e le telecamere di videosorveglianza, nonché quelle ubicate nella frazione marittima, avevano permesso agli inquirenti di delineare le fattezze somatiche dei presunti responsabili. Gli investigatori hanno tuttavia avviato una mirata attività con il supporto dei moderni ausili tecnici, come intercettazioni telefoniche ed ambientali, videoriprese ed analisi delle informazioni fornite dalle banche dati. I militari anche con  i più consueti metodi d’indagine, quali pedinamenti, osservazione e controllo territoriale, sono riusciti a ricostruire i momenti salienti e fondamentali per definire l’impianto probatorio. I rapinatori, poco dopo mezzogiorno del 3 agosto,  avevano parcheggiato una Fiat Punto nera in una via adiacente la Banca. 1 dei 2 era entrato nella filiale e si era celato il viso con un foulard ed impugnando il taglierino, dopo essere salito sul bancone, aveva intimato agli impiegati di aprire la bussola e consegnare il denaro contante. Il  complice nel frattempo, accedendo in banca, aveva prelevato il denaro mettendolo in una borsa. I  soggetti erano così fuggiti per un tratto di strada a piedi e poi erano saliti sulla vettura, facendo perdere le loro tracce. I militari, in seguito, con l’attività di riscontro  hanno   recuperato l’utilitaria utilizzata per la fuga, che continuava ad essere usata dai due, ma con una targa diversa. L’indagine  non si ferma   infatti, i Carabinieri sono al lavoro per accertare collegamenti e responsabilità degli arrestati in altre rapine avvenute nel territorio ipparino.


Ragusa - Nuovo ufficiale arrivato a Comando Provinciale Carabinieri Ragusa.  Il  Tenente Luigi Cipriano è stato destinato al Comando del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ragusa, dopo un periodo di vacanza organica conseguente al trasferimento del Tenente Barbera a Reggio Calabria. Il giovane ufficiale dopo aver completato l’iter formativo tecnico-professionale ed universitario presso l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, ha prestato servizio quale comandante di plotone presso il 6° Battaglione Carabinieri “Toscana” di Firenze, impiegato prioritariamente nei grossi servizi di ordine pubblico e di supporto all’Arma territoriale. Il Tenente Cipriano è celibe, ha 26 anni ed è originario della provincia di Matera. L’ufficiale, giunto a Ragusa da qualche giorno, già s’è messo al lavoro con i migliori auguri del Comandante Provinciale Carabinieri, il Colonnello Sigismondo Fragassi. All’ufficiale Luigi Cipriano gli auguri di buon e proficuo lavoro da L’INFORMATORE di Sicilia e personali. i.l.p.  



Santa Croce Camerina RG  - CC, fidanzati in manette per droga. La coppia di fidanzati  originari della Lombardia: Soufiane Ellouizi  26enne, marocchino e Laila Bahria 19enne italiana. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina hanno arrestato i 2 soggetti per spaccio di stupefacenti a seguito di un mirato servizio antidroga nel centro cittadino, sequestrando altresì più di sessanta grammi di hashish. I militari, di sera sono intervenuti,  dopo avere notato un aumento delle presenze di soggetti già noti per lo spaccio di stupefacenti nelle vie centrali del paese . I tutori dell’ordine hanno prima controllato e perquisito i presenti con esito negativo. Gli investigatori guardando bene i possibili nascondigli, hanno trovato in una cassetta della posta di un’abitazione privata 2 pacchetti di sigarette riempiti con stecchette di hashish. La droga, seppure a carico di ignoti, è stata sottoposta a sequestro. I  militari, poco dopo, hanno notato sopraggiungere 2 sconosciuti a bordo di un ciclomotore. I carabinieri hanno intimato l’alt mostrando la paletta. Il  conducente ha   pensato di defilarsi ed è sorto l’inseguimento. I  due raggiunti e bloccati, non erano del luogo, ma provenivano, inspiegabilmente,  da Varese e Saronno (VA). I sospetti sono stati sottoposti a perquisizione e trovati in possesso, occultati tra le persone ed il vano portacasco del ciclomotore, di 35 grammi di hashish già divisi in stecchette. I due sono stati arrestati per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La coppia di fidanzati  è originaria della Lombardia  Soufiane Ellouizi  marocchino   e Laila Bahria, italiana. I militari hanno rilevato che sebbene le stecchette di hashish fossero di foggia identica e confezionate allo stesso modo, è impossibile stabilire se anche i trenta grammi trovati nella cassetta postale fossero dei due arrestati. I carabinieri nel corso del controllo hanno scoperto  che il ciclomotore era stato rubato proprio a Santa croce ad un giovane albanese del luogo la scorso 15 aprile.  Il  mercato della droga non conosce crisi, anzi, e quindi il contrasto delle forze dell’ordine non  smette. I carabinieri sia a Ragusa che a Santa Croce (fortunatamente per Monterosso e Giarratana la situazione è di gran lunga diversa…) continuano incessantemente l’azione di contrasto sia con controlli su strada che con indagini di polizia giudiziaria più complesse.


Catania – CC ritrovano a Catania ragazza 17enne scomparsa a Vittoria.  La  vicenda della minorenne scomparsa da Vittoria lo scorso 25 aprile, ha avuto un esito positivo, poiché è stata  ritrovata a Catania nella nottata dai militari dell’Arma.  La giovane si era allontanata da casa senza lasciare traccia e, così come aveva raccontato  la madre, aveva trascorso le Festività in compagnia di alcuni coetanei. La giovanetta  invece di rientrare, aveva fatto perdere le sue tracce, tanto che la madre, ieri mattina, ne aveva denunciato l’allontanamento volontario. Gli investigatori immediatamente avevano attivato un piano di ricerche, coordinato dalla Prefettura di Ragusa, inoltrando a tutte le Stazioni Carabinieri d’Italia ed ai presidi delle altre FF.PP.  una foto della diciassettenne, con una descrizione somatica e degli indumenti che indossava al momento dell’allontanamento. Una  pattuglia nella nottata fortunatamente ha incrociato a Catania nei pressi della stazione ferroviaria la ragazzina: subito riconosciuta, dopo le formalità di rito che hanno consentito di appurare le sue buone condizioni fisiche escludendo che la giovane avesse subito violenze o avesse fatto uso di stupefacenti. La 17enne è stata riaffidata alla madre.


Ragusa - GdF sequestra deposito abusivo  bombole GPL: 3 denunciati. La  Guardia di Finanza di Vittoria ha sequestrato 1 deposito abusivo di bombole di GPL, privo dei requisiti minimi di sicurezza assieme a 7.740 kg di G.P.L. contenuti in ben 799 bombole con capacità complessiva pari a 13.445 kg. I responsabili, tre soggetti vittoriesi, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Ragusa, per detenzione di materiale infiammabile, per irregolare imbottigliamento di GPL e per violazioni alla normativa antincendio (vista l’assenza del certificato di prevenzione incendi e di S.C.I.A.). L’operazione ha avuto origine nell’ambito dei controlli finalizzati al rispetto della normativa in materia di accise, con una serie di mirati appostamenti e pedinamenti dei camion trasportatori di bombole fino al deposito oggetto di sequestro. Le Fiamme Gialle, all’atto dell’accesso nell’area, hanno  accertato che un addetto ha esibito una licenza di detenzione ai fini di vendita per non più di 1.000 kg di G.p.l. in bombole, sostenendo di essere in regola con i quantitativi massimi imposti dalla legge. La   rapida ispezione dei militari ha portato alla scoperta di 800 bombole detenute però alla rinfusa all’esterno del gabbiotto di cemento autorizzato; quelle vuote erano conservate a cielo aperto mentre quelle piene risultavano essere occultate in un deposito chiuso e privo di aerazione sempre di pertinenza del titolare dell’attività. La maggior parte di queste bombole, inoltre, erano esternamente corrose, tenute in un cattivo stato di conservazione ed addirittura non sottoposte a ricollaudo dopo la data di scadenza. I Baschi verdi hanno appurato che nessun contenitore   riportava la valvola attestante la data di prova di tenuta e lo stabilimento di provenienza. Le Fiamme Gialle hanno verificato, quindi, che mancavano le dovute autorizzazioni e le correlate certificazioni attestanti i requisiti minimi di sicurezza.


Pozzallo  RG CC operazione antidroga, bloccato pusher mentre cede droga a minorenni. Si tratta di Biagio Giugno 22enne pozzallese. I  Carabinieri delle Stazioni di Pozzallo e di Marina di Modica ier sera, hanno eseguito uno specifico servizio antidroga sul territorio di competenza, in particolare nei luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani. I militari, nel corso del servizio antidroga, hanno arrestato Biagio Giugno già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre stava cedendo alcuni grammi di droga a dei minori. Il giovane pusher è stato notato dai militari dell’Arma mentre camminava a piedi e si sofferma in una piazza del centro, luogo di ritrovo di molti giovani, tenendo un atteggiamento sospetto. I Carabinieri dopo avere seguito   movimenti del soggetto hanno notato che alcuni giovani si stavano avvicinando al sospetto pusher. L’intuizione dei militari dell’Arma effettivamente, è apparsa subito veritiera, tanto che, Biagio Giugno è stato sorpreso mentre stava cedendo a 3 minorenni 1 dose di marijuana dal peso complessivo di circa 0.5 grammi. Il  giovane spacciatore è stato subito fermato dai Carabinieri e, dopo essere stato sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso della somma in contanti di 15 euro, in banconote di piccolo taglio, provento dell’attività di spaccio. I 3 acquirenti minorenni sono stati segnalati alla Prefettura di Ragusa quali assuntori di sostanza stupefacente.


Ragusa Movida, blitz polizia sequestro compresse ecstasy, cocaina e MDMA con logo“WhatsApp”,  pusher fidanzati in manette. La Polizia di Stato, Squadra Mobile, ha tratto in arresto Giovanni NICASTRO  26enne nato a Vittoria e Jessica KAFTIRANI  21enne nata a Ragusa, per il reato di detenzione di anfetamina, MDMA, ecstasy e cocaina ai fini di spaccio. La donna ha riferito agli investigatori  che “in frigo l’anfetamina si conserva meglio”. Gli  uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria, ieri sera, hanno predisposto un servizio di osservazione nei luoghi di ritrovo della “movida” di Marina di Ragusa, in quanto era stata segnalata la presenza di un giovane vittoriese e della sua fidanzata di origini albanesi, nata e residente a Ragusa, che da quanto è iniziata la c.d. “bella stagione”,  frequentavano la costa iblea al fine di vendere stupefacenti ai giovani avventori dei locali di intrattenimento. I poliziotti in borghese si sono recati a Marina di Ragusa e precisamente sul lungomare Bisani dove era stata organizzata una serata danzante in uno dei tanti ritrovi della “movida”. Nicastro era stato segnalato ai poliziotti come il più attivo nella cessione di droga e che veniva collaborato dalla sua fidanzata con la quale conviveva. I poliziotti, dopo un primo periodo di osservazione a piedi tra i giovani ragusani, hanno deciso di salire a bordo delle auto perché spesso il Nicastro faceva dei giri in auto prima di fermarsi, forse al fine di controllare se vi fosse la Polizia. Gli investigatori, dopo meno di un’ora, hanno notato Nicastro e la sua fidanzata a bordo dell’auto e seduti sui sedili posteriori altri due ragazzi, probabilmente acquirenti. 2 auto della Polizia di Stato hanno bloccato ogni via di fuga e tutti e quattro i soggetti che sono stati costretti a scendere e poi sottoposti a perquisizione, proprio mentre stavano per parcheggiare per recarsi in discoteca. La perquisizione personale eseguita sul posto, ha dato esito positivo; 1 ragazzo ragusano veniva trovato in possesso di 1 dose di marijuana per uso personale e per questi motivi è stato segnalato al Prefetto di Ragusa, mentre Giovanni NICASTRO, è stato trovato in possesso di diverse dosi di anfetamina, ecstasy, cocaina e MDMA. Gli agenti alla luce dei sequestri effettuati sul posto, hanno proceduto alla perquisizione della casa dei due fidanzati tratti in arresto. Gli investigatori nel frigorifero della coppia, hanno notato una grande scatola in plastica solitamente utilizzata per conservare alimenti, piena di centinaia di pasticche di ecstasy, anfetamina ed anche dosi di cocaina. L’anfetamina era ancora da suddividere in dosi, difatti in un cassetto della cucina c’era tutto il materiale necessario per confezionare le pasticche. Gli  agenti, nel contempo si era fatta notte, senza interrompere mai il loro servizio, hanno terminato le attività di ricerca della droga alle prime ore del mattino.  I tutori dell’ordine complessivamente hanno trovato centinaia di pasticche di ecstasy con impresso il logo del noto instant messenger “WhatsApp”, forse le strategie di marketing degli spacciatori, prevedono di rendere il prodotto da loro venduto più appetibile per gli assuntori tossicodipendenti. Oltre all’ecstasy sono state trovate decine di dosi di cocaina, decine di dosi di anfetamine e oltre 50 grammi ancora da confezionare in dosi, oltre a paracetamolo in polvere per tagliare la droga e produrre più dosi. I 2 pusher, alla richiesta sulla provenienza della droga e quindi per comprendere il canale di approvvigionamento dell’ecstasy e dell’anfetamine (che sono di particolare pericolosità per i giovani assuntori), non hanno voluto collaborare in alcun modo con gli uomini della Squadra Mobile e pertanto sono in corso indagini della Polizia di Stato per risalire a chi ha fatto da tramite per l’acquisto di queste droghe artificiali. I  due arrestati dopo le perquisizioni ed i sequestri sono stati condotti presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa per essere sottoposti al fotosegnalamento da parte della Polizia Scientifica e successivamente lui è stato condotto in carcere a Ragusa e lei a piazza Lanza a Catania. Il  Dirigente la Squadra Mobile  Commissario Capo della Polizia di Stato dott. Antonino Ciavola ha mostrato soddisfazione per il lavoro svolto. “La Polizia di Stato in provincia di Ragusa, impiega quotidianamente uomini e donne al fine di contrastare il traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione di Polizia Giudiziaria portata a termine questa notte è importante perché ha sottratto dal mercato pericolosissime sostanze stupefacenti come l’ecstasy e le anfetamine che in quanto droghe artificiali creano ancora più danni delle altre droghe”.


RagusaCC scoperta vendita reperti archeologici su web, 1 denunciato. I Carabinieri Tutela patrimonio culturale hanno sequestrato a Ragusa gli oggetti di interesse archeologico posti in vendita on line. I militari della Sezione Tutela Patrimonio Culturale di Siracusa, coadiuvati da uomini della Compagnia Carabinieri di Ragusa, nel corso di una perquisizione domiciliare disposta dalla Procura della Repubblica iblea, hanno sequestrato 99 monete in argento e bronzo e 16 reperti di varia tipologia (fibule, anelli, orecchini, coppette in ceramica acroma, lucerne in ceramica). I  militari nella circostanza, hanno rinvenuto anche 1 metal detector e vari attrezzi utilizzati per ricerche e scavi clandestini. I reperti, di epoca greca e romana, erano stati illecitamente messi in vendita on-line da un 48enne ragusano, noto ristoratore del capoluogo, che è stato denunciato per ricettazione. Il contestuale ritrovamento di utensili idonei alla ricerca e allo scavo avvalora l’ipotesi che tali beni siano provento di attività di ricerca archeologica clandestina. Gli accertamenti dei militari proseguiranno per individuare il luogo di provenienza dei beni recuperati. L’indagato, nel corso della perquisizione domiciliare, è stato altresì trovato in possesso di 2 dose di 1,½ g. di hashish ed 1 da 1 grammo di marijuana, sottoposte a sequestro, ed è stato quindi segnalato al prefetto di Ragusa quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il sequestro è frutto della costante azione di monitoraggio dell’e-commerce e aste on-line svolta dai Carabinieri del TPC. La rete Internet, infatti, rappresenta uno dei principali mezzi per il commercio illecito di beni archeologici. Tale fenomeno è riconducibile, principalmente, all’anonimato offerto dal web, ai molteplici canali di vendita attivabili e alla possibilità di raggiungere facilmente un elevato numero di potenziali acquirenti, spesso inesperti e incuranti di una normativa di settore che pone limiti all’acquisto di beni d’arte.


Vittoria RG – Giornalista minacciato anche su Facebook, emesso ordine carcerazione. La Polizia ha eseguito l’ordine di custodia cautelare in carcere a carico di Gianbattista Ventura 57enne nato e residente a Vittoria, ritenuto del clan Dominante-Carbonaro per le reiterate minacce, aggravate dalla metodologia mafiosa  al giornalista Paolo Borrometi. Gli Agenti agli ordini del dirigente della Squadra Mobile dott. Antonino Ciavola Commissario Capo della Polizia di Stato hanno eseguito l’ordine di cattura emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia a carico di Gianbattista Ventura. L’ordine di custodia cautelare in carcere è stato emesso a seguito della decisione del Tribunale di Catania per il ricorso in appello proposto dalla Procura della Repubblica Distrettuale Antimafia di Catania. Le indagini portate a termine, già mesi fa, dalla Squadra Mobile di Ragusa, avevano permesso alla Procura Distrettuale di Catania di chiedere l’applicazione della misura cautelare in carcere a carico di Ventura per il reato di minacce aggravate dalla metodologia mafiosa ai danni del giornalista Paolo Borrometi. Ventura, ritenuto reggente del clan Dominante-Carbonaro di Vittoria, aveva reiterato minacce di ogni tipo ai danni del giornalista Paolo Borrometi, direttore del quotidiano on line “La Spia” e corrispondente dell’AGI. Il giornalista Borrometi impegnato per il territorio di Vittoria, in quanto giornalista, ad esercitare il diritto di cronaca sui fatti avvenuti in passato e su quelli quotidiani nel territorio ibleo e non solo, quando citava la famiglia Ventura, veniva costantemente insultato e gravemente minacciato da Gianbattista Ventura così come da tanti suoi familiari e adepti. L’individuo, per sua stessa ammissione presso gli uffici della Squadra Mobile, all’esito di una delle tante perquisizioni, anche informatiche, eseguite a suo carico, riferiva agli investigatori di aver utilizzato facebook perché quello che diceva Borrometi non era vero e quindi lo aveva minacciato per farlo smettere. Il  GIP del Tribunale di Catania aveva già rigettato la richiesta di misura cautelare a carico di Ventura, ma la Procura Distrettuale aveva proposto ricorso in appello ed il Tribunale ha accolto le motivazioni, applicando la misura della custodia cautelare in carcere per le minacce gravi al giornalista. La  Procura Antimafia ieri ha disposto la cattura di Ventura, anche se questi si trovava già in carcere per altri fatti reato, pertanto alla Squadra Mobile, collaborata dal Commissariato di Vittoria, non è restato che notificare in carcere il provvedimento della custodia cautelare per i nuovi fatti reato da lui commessi. Ventura ha pubblicato sulla bacheca o nei commenti alle notizie del quotidiano on line “La Spia” messaggi dal contenuto inequivocabile: “ti scippu a testa; d’ora in avanti sarò il tuo peggiore incubo e poi ci incontreremo nell’aldilà; se vuoi ci incontriamo anche negli uffici della Polizia, tanto la testa te la scippu u stissu; tu ci morirai con il gas; ti daremo in bocca ciò che meriti; durerai poco cesso di merda, tutti avete figli, madi dire questa acqua non ne bevo; vi auguro sempre il meglio; pezzo di ferme troppo bordello stai facendo, fai a cacare che Dio di fulmini, avete finito di rompere i coglioni”.Queste minacce avevano un preciso obiettivo, quello di non far pubblicare più notizie su Vittoria e sulla mafia iblea al giornalista Paolo Borrometi. Le modalità, per quanto di nuova generazione, sono identiche nei contenuti e per il significato alle metodologie mafiose del passato. Per questi motivi, le minacce hanno avuto una rilevanza di grande spessore, tanto che è subito stata contestata l’aggravante della metodologia mafiosa. Ventura, con le frasi “troppo bordello stai facendo” e altre, ha inteso comunicare al giornalista di non attirare l’attenzione della Polizia verso lui e i suoi affari, in quanto non voleva avere problemi. La campagna denigratoria portata avanti su facebook e sul sito del quotidiano on line “La Spia” aveva come fine quello di ottenere il silenzio del giornalista; di lui e della mafia non bisognava parlarne, così come dei fatti di cronaca quotidiani che vedevano il coinvolgimento di soggetti vicini alla sua famiglia, considerati i continui arresti dei figlie e nipoti. Ventura è già stato condannato per reati gravissimi come omicidio, porto d’armi che costituiscono elementi che lo contraddistinguono per la particolare pericolosità sociale e quindi, per un probabile passaggio dalle parole ai fatti, con grave pericolo per il giornalista Borrometi. Le indagini della Squadra Mobile, condotte con il Commissariato di Vittoria e con la collaborazione della Polizia Postale, hanno permesso di appurare che proprio Ventura per sua stessa mano, aveva scritto quei messaggi utilizzando la piattaforma web. Ventura, per sua stessa ammissione, non accettava che il giornalista parlasse di lui e della sua famiglia, doveva solo stare zitto senza permettersi di parlare di ciò che lo riguardava. Il  personaggio, già in carcere per altri fatti reato, ha firmato ieri gli atti inerenti l’ennesimo provvedimento a suo carico notificato dalla Squadra Mobile, per poi tornare in cella.


Vittoria RG – Rumeno picchia convivente:CC in manette. Si tratta di Marcel Sergiu Boriceanu 34enne. La situazione era divenuta insostenibile ormai da diverso tempo tra una coppia di rumeni: entrambi 34enni, entrambi braccianti agricoli, con una convivenza che nell’ultimo anno aveva iniziato a scricchiolare e a dare i primi segni di cedimento. La vittima ha vissuto mesi trascorsi in preda all’angoscia ed alla paura per un uomo violento, minaccioso, che non le ha mai disdegnato insulti.  La  donna ha sempre sopportato, credendo che il convivente cambiasse.  Le  speranze che la giovane riponeva nel soggetto sono ben presto svanite nella mattinata, quando Marcel Sergiu Boriceanu, di fronte all’ennesima discussione per futili motivi, divenute ormai all’ordine del giorno, ha iniziato a picchiare la donna: momenti di terrore ed urla che hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno allertato il 112. Una pattuglia di Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Vittoria giunta immediatamente sul posto e, presa contezza della situazione visto che la donna era già stata trasportata al pronto soccorso dell’Ospedale Guzzardi, ha subito bloccato il 34enne e l’ha  tratto in arresto. Il soggetto è stato condotto nella caserma di via Garibaldi ed espletate le formalità di rito, già con diversi precedenti penali, è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica dott. Andrea Sodani, dinanzi al quale dovrà rispondere dei reati di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. La  donna, fortunatamente non è grave, ha riportato “traumi contusivi multipli al volto, traumi toracici multipli” ed è stata giudicata guaribile 10 in giorni. Sulla vicenda ora resta l’attenzione degli inquirenti.

RagusaCC, chiusa casa prostituzione pubblicizzata on line: denunciati 2 rumene e padrone 80enne. Operazione contro il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione dei Carabinieri della Compagnia di Ragusa che, nel territorio di Marina di Ragusa. I  militari, dopo una breve indagine, hanno individuato ed apposto i sigilli ad un’abitazione dove 2 giovani ed avvenenti ragazze rumene esercitavano l’attività di prostituzione. Gli accertamenti sono partiti monitorando alcuni siti internet, spesso utilizzati come bacheche di annunci a sfondo sessuale, su cui le donne dedite all’attività pubblicizzano le loro prestazioni ai potenziali clienti in cerca di “avventure”. I  militari, proprio svolgendo tale attività di monitoraggio, hanno accertato che alcuni dei numeri indicati in tali siti, come quelli da contattare per concordare gli appuntamenti durante i quali consumare rapporti sessuali a pagamento, erano in uso a delle giovani donne di nazionalità rumena che venivano localizzate nella frazione Marina del capoluogo ibleo. I carabinieri hanno individuato l’abitazione dove  le donne esercitavano la loro attività, tra l’altro pubblicizzata in maniera evidente sul sito internet, con tanto di fotografie che non lasciavano dubbi sulla finalità degli incontri. I militari, con un espediente, hanno contattato l’utenza telefonica indicata sul sito, riuscendo a farsi dire l’esatta ubicazione dell’abitazione in questione, presso la quale venivano subito predisposti degli specifici servizi di osservazione discreta. Gli investigatori hanno stabilito con certezza l’attività dove si svolgeva.  I   servizi, nell’arco di poche ore, hanno dato i risultati attesi, in quanto veniva notato un continuo andirivieni di persone che si recavano nella casa in questione, trattenendosi per poco tempo, ossia giusto il tempo di consumare un veloce rapporto sessuale. I tutori dell’ordine, dopo aver monitorato  i movimenti, sono entrati nell’abitazione, dove hanno verificato la presenza di 2 ragazze di nazionalità rumena. I carabinieri hanno compreso che le 2 erano le stesse riprodotte sulle foto  pubblicizzate sul sito di annunci on-line su cui evidenziavano la loro attività e dal quale erano partiti gli accertamenti. I  militari, oltre alle ragazze, hanno rinvenuto tutto l’occorrente per svolgere l’attività di prostituzione: centinaia di preservativi ed attrezzi vari per consumare rapporti sessuali diversi dal solito. La casa in questione è risultata di proprietà di un pensionato ragusano, L.C.  80enne, che forse aveva pensato di arrotondare i guadagni della sua pensione, affittando la sua  abitazione alle due giovani donne, che la utilizzavano per esercitare la loro attività di prostituzione. Il pensionato è stato quindi denunciato in libertà all’Autorità Giudiziaria di Ragusa per favoreggiamento della prostituzione, avendo consentito che la sua casa venisse adibita allo svolgimento dell’attività.   Le  due donne, sono risultate regolarmente dimoranti sul territorio nazionale, sono state allontanate dalla casa in questione, su cui venivano apposti i sigilli per evitare che venisse nuovamente adibita a “casa di piacere” ed affidata allo stesso proprietario. I Carabinieri del Comando Provinciale sottolineano: “l’attività  svolta è il frutto delle continue azioni di controllo del territorio, avviate  su disposizione del Comando Carabinieri, e che comprendono il monitoraggio di qualunque forma d’illecito che può essere perpetrata, comprese quelle legate alla sempre lucrosa attività della prostituzione”.


Ragusa – GdF sequestra azienda “recupero plastica” e cava : reati ambientali. L’attività delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa a tutela dell’ambiente continua incessante. I finanzieri della Compagnia di Ragusa, nella mattinata, in esecuzione di uno specifico provvedimento emesso dal GIP – dr. Claudio MAGGIONI, hanno posto sotto sequestro un’impresa di “recupero plastica” in Contrada Mazara di Vittoria, per reati ambientali. Il provvedimento di sequestro ha riguardato anche un’area industriale di circa mq. 40.000 adibita a stoccaggio incontrollato di fanghi, rifiuti speciali ed all’illecito smaltimento della plastica dismessa proveniente dagli impianti serricoli. I Baschi Verdi con lo stesso decreto hanno proceduto all’ulteriore sequestro di una cava abbandonata di circa 20.000 mq. ubicata a Marina di Acate, Contrada Macconi, illecitamente utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti speciali provenienti dal ciclo di lavorazione della plastica. Il rappresentante legale della società, in concorso con altri soggetti, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per reati in materia ambientale legati all’illecito smaltimento di rifiuti speciali. L’operazione in questione ha consentito di sottoporre a sequestro anche  3 semirimorchi contenenti rifiuti speciali ancora da smaltire e la documentazione completa attestante lo smaltimento illecito dei fanghi palabili provenienti dal ciclo di lavorazione della plastica dismessa presso la cava abbandonata di Marina di Acate. Il materiale così illecitamente smaltito, utilizzato per ricolmare la cava abbandonata, arrecava grave nocumento alle falde acquifere della zona, di conseguenza all’ambiente e alla salute pubblica. L’azienda, il  26 febbraio scorso, era stata già destinataria di un provvedimento di sequestro probatorio, emesso dalla locale Autorità Giudiziaria, al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate. Il  Tribunale del Riesame, avverso al  provvedimento, aveva disposto il dissequestro fondato sulla apparente qualificazione come “sottoprodotto” ex art. 184 bis del D. Lgs 1652/2006 e non come rifiuto del materiale derivante dalle procedure di lavaggio del polietilene, proveniente dagli impianti serricoli. Il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP presso il Tribunale di Ragusa, richiesto dalla Procura della Repubblica di Ragusa, è scaturito dagli esiti di successiva attività info-investigativa esperita dai militari della Compagnia GdiF di Ragusa e corroborati dagli accertamenti tecnici effettuati dall’ARPA. L’attività delle Fiamme Gialle iblee si colloca nell’ambito del controllo economico del territorio volto alla tutela dell’ambiente nell’interesse della collettività, soprattutto per evitare gravi conseguenze derivanti dallo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e dal conseguente inquinamento delle falde acquifere.

Vittoria RGCC blitz a rave party, trovati :cocaina, hashish e marijuana,  1 sorvegliato, 4 denunciati. Si tratta di C.S., 32enne di Ragusa, F.E. 33enne di Vittoria, C.A.M.24 enne sorvegliato speciale vittoriese, R.F. tunisino 26enne. Il blitz dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria è stato nel tardo pomeriggio di ieri in un’area abbandonata con annessi capannoni in Contrada Chiappa di Acate, dov’era in corso un rave party: 4 le persone deferite in stato di libertà, 204 quelle controllate e identificate di età compresa tra i 18 e i 36 anni provenienti dalla provincia di Ragusa e da quelle limitrofe, ispezionati 62 mezzi, rinvenuto un motorino risultato rubato e sequestrati oltre 3 grammi di sostanza stupefacente.  I  risultati del controllo effettuato ieri sono stati conseguiti in prossimità di un terreno in disuso ad Acate dov’era stato segnalato un cospicuo numero di giovani riuniti senza alcuna preventiva autorizzazione: subito è scattato un dispiegamento di militari provenienti da tutti i reparti dipendenti dalla Compagnia di Vittoria che ha permesso di denunciare in stato di libertà i due presunti organizzatori del raduno, C.S., 32enne, e F.E., 33enne, originari rispettivamente di Ragusa e Vittoria ed entrambi con pendenze penali, per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento. Nel corso della mirata attività i militari hanno anche riscontrato la presenza di C.A.M.24 anni  sorvegliato speciale vittoriese per il quale è già stata avanzata proposta di aggravamento della misura di prevenzione cui è sottoposto. Inoltre, è stato segnalato alla Procura della Repubblica iblea anche  R.F. tunisino 26enne, per ricettazione e riciclaggio, trovato in possesso di un motorino Mbk Booster con telaio abraso e privo di targa, risultato oggetto di furto avvenuto nell’agosto 2012 in Marina di Ragusa ai danni di una giovane del luogo: il mezzo è stato posto in sequestro. La  perquisizione dell’intera area adibita a rave party ha consentito ai Carabinieri di rinvenire, vicino ad alcuni alberi, diverse buste termosigillate contenenti oltre 3 grammi tra cocaina, hashish e marijuana. Le sostanze sono state sequestrate e inviate presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. Gli  inquirenti vagliano ora, proseguendo le attività, la posizione di tutti i giovani identificati, che rischiano una denuncia per invasione di terreni e edifici, nonché sono in corso accertamenti per appurare il canale di approvvigionamento della droga. Le  indagini sono suscettibili di ulteriori sviluppi operativi.


Ragusa CC bloccano venezuelano integrato che in piazza San Giovanni cede droga.  Si tratta di Carlos Benedetto Pampinella 63enne residente a Ragusa ma originario del Venezuela, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato ai domiciliari per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Un ventottenne africano proveniente dal Gambia, ospite di uno dei centri per immigrati della città, è stato trovato in possesso di 2 dosi di hashish. I carabinieri non hanno avuto elementi per accusarlo di spaccio e quindi l’hanno segnalato al prefetto come assuntore di stupefacenti. Il gambiano è stato scarsamente collaborativo ed ha finto di non comprendere l’italiano, rendendo ancor più difficile la sua identificazione poiché non aveva documenti al seguito.I militari del nucleo operativo e radiomobile di Ragusa e delle stazioni “Principale” e “Ibla”, con l’ausilio del nucleo carabinieri cinofili di Nicolosi (CT), nel pomeriggio di ieri 31 marzo, hanno svolto un servizio antidroga mirato nel centro della città. I  carabinieri nell’ultimo periodo avevano riscontrato una folta presenza di soggetti assuntori di stupefacenti e di altri soggetti noti per precedenti di spaccio di droga passeggiare per ore e ore tra il sagrato della cattedrale ed il giardinetto sottostante il palazzo del comune.  I  militari in forze hanno chiesto quindi l’intervento dell’unità cinofila, circondato la piazza e controllato tutti i presenti. Il  cane antidroga ha setacciato tutte le fioriere (già riscontrate più volte quale nascondiglio per dosi di droga), i muretti e le panche del sagrato, della piazza e del giardinetto. I  militari, setacciata piazza San Giovanni, si sono spostati in altri luoghi noti per la presenza di soggetti gravati da precedenti per droga e/o dove in passato sono stati trovati assuntori o venditori di droga: via Roma e piazza del Carmine. 2 militari in borghese (mandati in avanscoperta per vedere se c’era “movimento”) in piazza del Carmine si sono trovati davanti la scena flagrante di uno spaccio. I tutori dell’ordine hanno subito bloccato venditore ed acquirente, il primo ancora con i soldi (150 euro) in mano ed il secondo con l’involucro contenente 2 grammi di cocaina. Il consumatore imprenditore 49enne, è stato segnalato al Prefetto per uso di stupefacenti. Lo spacciatore, Carlos Benedetto Pampinella, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato ai domiciliari per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. I  carabinieri nella successiva perquisizione domiciliare hanno trovato anche 1 bilancino di precisione, 2 grammi di hashish e 2 grammi di pasta di cocaina. L’arrestato, dopo i rilievi foto-dattiloscopici, è stato, d’intesa con il pubblico ministero dott. Marco Rota, sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


Ragusa -  Polizia trova arsenale mafia da indizi collaboratori giustizia: 3 misure in carcere. Si tratta di: Marco Di Martino  40enne nato a Comiso, già in carcere, Angelo Ventura  28enne detto “Elvis” nato a Vittoria,  Jerry Ventura 27enne nato a Vittoria , tutti residenti a Vittoria. La polizia ha eseguito   le  ordinanze applicative della misura cautelare in carcere  emesse dal GIP presso il Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Catania. I provvedimenti sono stati eseguiti nei confronti di  tre componenti della  Famiglia di Filippo Ventura. Il tutto ha preso spunto dal rinvenimento di  un arsenale nella disponibilità della famiglia capeggiata dal detenuto Filippo Ventura e riconducibile al clan “Carbonaro-Dominante” della c.d. “Stidda”. La Polizia di Stato – Squadra Mobile – Commissariato di Vittoria – coordinata dalla  Procura Distrettuale Antimafia di Catania  ha inferto un duro colpo alla famiglia Ventura, eseguendo ordinanze applicative della misura cautelare in carcere, emesse dal GIP presso il Tribunale di Catania, nei confronti di: Marco Di Martino,  già in carcere, Angelo e Jerry Ventura. La Procura Distrettuale Antimafia, diretta dal dott. Michelangelo Patanè, ha chiesto ed ottenuto l’applicazione della misura della custodia  cautelare in carcere  dal GIP presso il Tribunale di Catania. I reati contestati agli indagati sono  associazione a delinquere di stampo mafioso e detenzione di una pluralità di armi di diverso tipo, tra cui fucili di precisione con matricola abrasa e di provenienza furtiva. Le indagini hanno accertato la partecipazione dei tre indagati all’associazione di stampo mafioso, operante nel territorio di Vittoria denominata “Stidda” e riferibile storicamente al clan “Dominante – Carbonaro”, attualmente capeggiata dal detenuto Ventura Filippo, padre di Jerry ed Elvis e suocero di Marco Di Martino.  Gli investigatori ritengono che i tre  avrebbero detenuto  le armi per conto del clan.  L’associazione è aggravata proprio per il fatto che i sodali avessero la pronta disponibilità di armi e munizioni. La Squadra Mobile di Ragusa  ed  il Commissariato PS di Vittoria, diretti dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, hanno individuato  il luogo dove era custodito l’arsenale nella disponibilità di Marco Di Martino, arrestato in flagranza e  sequestrato, nel mese di ottobre 2015,  numerose armi  di diverso tipo, alcune della quali con matricola abrasa e di provenienza  furtiva. Le  dichiarazioni di 5 collaboratori di giustizia sono state importanti per le indagini  ed in tempi diversi hanno  reso dichiarazioni convergenti che  hanno  sostenuto l’assunto accusatorio, condiviso dal Gip. Gli investigatori, dopo il maxi sequestro delle armi: 5 fucili dotati di congegni di puntamento ottici per tiro di precisione balistica (utilizzati dai cecchini), 3 pistole, una penna-pistola, 1 giubbotto antiproiettile, materiale per fabbricazione di esplosivi, polvere da sparo, pressa per confezionamento cartucce e un migliaio di munizioni, grazie alle propalazioni dei collaboratori di giustizia sono riusciti a provare che tutto ciò era stato rivenuto a casa del genero di Filippo Ventura, fosse, in realtà,  nella piena e pronta disponibilità del clan e in particolare dei tre indagati.  Elvis e Jerry Ventura in passato erano stati tratti in arresto per traffico di sostanze stupefacenti ed altri reati. I  provvedimenti  emessi dal Gip presso il Tribunale di Catania sono stati eseguiti  di mattina dopo mesi di indagini : sono stati  ristretti in carcere  Elvis e Jerry Ventura, mentre  il provvedimento  è stato  notificato a  Marco Di Martino, già detenuto.  La Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria, con l’ausilio delle Unità Cinofile della Polizia di Stato esperte in ricerca di armi, esplosivi e stupefacenti, stanno procedendo anche ad effettuare  perquisizioni  presso  le abitazioni dei due fratelli Ventura al fine di rivenire  altre armi o sostanze stupefacenti.


RagusaMigranti: cani antidroga in centro accoglienza trovano stupefacente. La Polizia di Stato effettua perquisizioni in due centri di assistenza straordinaria. Trovato hashish pronte per la vendita nei giardini di pertinenza di uno dei centri. La Polizia di Stato – Squadra Mobile - U.P.G. e S.P. e Unità Cinofile – hanno eseguito perquisizioni locali e personali in un C.A.S. (Centro di Assistenza Straordinaria) di Chiaramonte Gulfi ed in uno di Ragusa. Il Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, ha disposto di intensificare i controlli in tutti i centri e le strutture che danno ospitalità ai migranti nella provincia iblea. Le  attività di osservazione sono state effettuate dalla Squadra Mobile, in due dei centri per la presenza di alcuni giovanissimi ragusani che facevano ingresso nei centri per poi uscire dopo pochi minuti.  I  migranti si sono perfettamente integrati con i giovani ragusani, difatti, essendo presenti anche da più anni, hanno stretto amicizie.  La polizia ha avuto  il forte sospetto che potesse esserci uno scambio di droga da una parte o dall’altra.   Uomini  in borghese della Polizia di Stato hanno raccolto elementi, la sera di mercoledì ed il pomeriggio di giovedì, sono state disposte perquisizioni di interi edifici che ospitano i migranti. L’attività è stata svolta grazie anche alla collaborazione dei responsabili dei due centri che hanno coadiuvato la Polizia di Stato mettendo a disposizione i loro interpreti e segnalando i migranti più a rischio. I  centri sul territorio da anni ormai collaborano con la Questura di Ragusa, creando una vera e propria rete a tutela degli ospiti e del rispetto delle regole e leggi italiane. Tutti i locali dei due centri sono stati ispezionati da 20 uomini della Polizia di Stato e da 2 cani delle Unità Cinofile Antidroga in servizio a Catania. “Jagus” e “Argo” hanno fiutato nei vestiti di parecchi extracomunitari residui di sostanze stupefacenti ma non è stata trovata alcuna dose addosso agli ospiti o nelle loro stanze.  “Jagus” , nel giardino di pertinenza del CAS di Ragusa, ha scovato, occultata sotto terra vicino ad un albero, una stecca di fumo ancora da suddividere in singole dosi, del valore di circa 150 euro. Gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa hanno così potuto trovare conferma nei loro sospetti, ovvero che qualcuno degli ospiti potesse cedere la droga ai giovani ragusani che saltuariamente andavano a fare visita ai migranti. I  poliziotti, non essendo stato possibile attribuire ad alcuno la sostanza stupefacente, hanno sottoposto il tutto a sequestro a carico di ignoti l’hashish, chiedendone l’immediata distruzione alla Procura della Repubblica di Ragusa.“La Polizia di Stato mantiene alto il livello di attenzione sui centri che danno ospitalità ai migranti. Molteplici le finalità dell’innalzamento del livello di attenzione, tra tutti anche quello di evitare che la loro permanenza sul territorio possa far si che qualcuno prenda la strada dell’illegalità per cercare facili guadagni. I controlli continueranno, considerato anche il fatto nelle ultime settimane, 3 giovani richiedenti asilo sono stati tratti in arresto per reati connessi agli stupefacenti”.


Ragusa- Santa Croce CamerinaRubano auto a pensionato e tentano invano 2 colpi a cassa continua. I maldestri avevano tentato il doppio colpo col botto ma hanno fallito. I militari del nucleo operativo e radiomobile di Ragusa e della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina stanno indagando su un doppio colpo operato da una banda di balordi nella notte tra sabato e domenica. Il  primo botto è stato messo in atto poco dopo le tre di notte in via Achille Grandi presso il centro commerciale. Una deflagrazione potente, è stata sentita in tutto il quartiere. Qualcuno ha chiamato il 112 ed immediatamente una gazzella è andata sul posto. La  banda forse aveva un palo o più semplicemente aveva capito che col fragore causato sarebbe arrivato presto qualcuno. I carabinieri non sono riusciti ad acciuffare i malfattori ma hanno svolto rilievi sul posto e chiamano il responsabile del negozio di elettrodomestici. I militari accanto al centro commerciale, hanno notato che l’obiettivo la cassa continua era danneggiata e sparsi vi erano pezzi di miccia detonata. I rilievi erano ancora in corso ed è arrivata via radio un’altra chiamata.  Un secondo tentativo di scasso alla cassa continua era stato perpetrato in contrada Pezza di Santa Croce Camerina. I  carabinieri appena arrivati hanno notato una guardia giurata e resti di micce detonanti identiche a quelle trovate in Ragusa. La  porta della cassa fortunatamente ha retto, non si è aperta ed i ladri maldestri sono andati via a mani vuote.  I  responsabili dei due esercizi commerciali hanno confermato comunque che entrambe le casse continue erano vuote. I danni sono solo per sostituire gli apparecchi distrutti. I militari hanno avviato le indagini e visionato le telecamere e si sono presentati a casa del proprietario della grossa berlina usata per i due colpi, un pensionato residente a Marina di Ragusa. il derubato   non si era ancora accorto di avere subito il furto della sua macchina e che il suo garage  fosse vuoto. L’auto in mattinata è stata rinvenuta in un’area di servizio a Vittoria. I carabinieri stanno analizzando le immagini della videosorveglianza per cercare i dettagli  che li portino sulla pista giusta


Modica CC scoprono gang catanese specialista: truffa con “postapay” in Sicilia. 5 ordinanze di custodia, arrestati 2 catanesi già noti: Pasquale BELLIA, 54enne catanese, Antonio SANTONOCITO, 32enne che sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere; arresti domiciliari per i 3 catanesi: Daniele COMPAGNINI 30enne, Gianluca ALAIMO, 21enne e Cettina D’AGATA 32enne casalinga. “Operazione “postepay” ha sgominato  un’organizzazione responsabile di centinaia di truffe ai  danni di commercianti e tabaccai in Sicilia. I Carabinieri della Compagnia di Modica di mattina hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno di commercianti e tabaccai della Sicilia. I militari ritengono si tratti di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alle truffe. I carabinieri della Compagnia di Modica alle prime luci del giorno all’alba   hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del tribunale di Ragusa su richiesta del Pubblico Ministero, d.ssa Valentina Botti, titolare dell’indagine condotta dai Carabinieri. I  militari hanno raccolto a carico degli indagati, gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe. Gli elementi sono stati ricavati dalle querele e dai riconoscimenti effettuati da parte delle persone offese e dagli accertamenti svolti sulle carte “Postepay” utilizzate per acquisire il profitto delle truffe. Le indagini sono iniziate a luglio 2015 a seguito di una denuncia sporta dall'esercente di una tabaccheria presso la Stazione Carabinieri di Ispica ed hanno permesso di scoprire l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale finalizzato alla consumazione di una serie indeterminata di truffe.  Tutti i colpi sarebbero stati eseguiti con il medesimo modus operandi,  e non solo in tutto il territorio ragusano, in particolare, a Pozzallo, Scicli, Scoglitti, Vittoria e Modica, ma anche in altre province della Sicilia. Il loro modus operandi era sempre lo stesso: 2 dei soggetti, alternativamente, si recavano presso l’attività prescelta (solitamente tabaccai, ricevitorie e bar) e, dopo aver atteso il momento giusto per compiere la truffa, quando ad esempio vi era molta gente, chiedevano all’esercente di caricare la Postepay per importi tra i 500 e 600€. Una volta ottenuta la ricarica, al momento di pagare, chiedevano di poter corrispondere la somma con  una carta bancomat, ben consapevoli del fatto che il sistema SISAL non accetta i pagamenti tramite POS, ma solo in contanti. L’autore della truffa a questo punto, fingendo di non essere a conoscenza di tale circostanza, rassicurava il gestore dell’esercizio commerciale dicendogli che si sarebbe recato presso il più vicino bancomat per prelevare la somma necessaria. I maldestri, una volta usciti dall’attività si davano alla fuga, omettendo quindi di versare il corrispettivo della ricarica ricevuta. I furbi, talvolta, lasciavano in pegno ai gestori un documento falso o una fotocopia illeggibile. L’indagine dei Carabinieri, quindi, ha evidenziato l’esistenza di un’associazione criminosa ben organizzata e consolidata volta alla commissione di un numero imprecisato di truffe, con gli indagati che avevano la consapevolezza di far parte di un gruppo dedito alla realizzazione di tale scopo, apportando ciascuno un contributo all’associazione e rendendosi disponibili ad operare per l’attuazione del comune programma criminoso.   Gli  autori materiali delle truffe, effettuavano le ricariche sulle Postepay intestate agli altri indagati e dopo la ricarica provvedevano al prelievo ed alla spartizione del profitto; altri indagati, invece, avrebbero messo a disposizione le autovetture per spostarsi nell’intera regione per perpetrare le azioni truffaldine. I carabinieri, per poter acquisire gli elementi probatori hanno sequestrato presso gli uffici postali interessati tutta la copiosa documentazione dei movimenti effettuati sulle carte postepay degli indagati,  e risalire agli esercenti truffati. L’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, ha permesso d’individuare i promotori ed organizzatori dell’associazione criminale: Pasquale Bellia ed Antonio Santonocito, essendo entrambi sempre presenti nella fase esecutiva dei reati. I personaggi, tra l’altro  già nell’anno 2012, erano stati destinatari di un provvedimento restrittivo per gli stessi reati di associazione finalizzata alla truffa commessi nella Provincia di Messina con analogo modus operandi. I militari ritengono che i profitti illeciti ricavati dagli indagati potrebbe ammontare a decine di migliaia di euro. Bellia e Santonocito al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Catania, mentre gli altri 3 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Le indagini proseguono per risalire ad altre vittime che, per vari motivi,  non hanno sporto ancora denuncia. I carabinieri  “invitano coloro i quali avessero subito analoghi reati a recarsi in caserma per denunciare i fatti e di stare attenti in futuro, diffidando da coloro che dovessero presentarsi per effettuare ricariche con lo stesso modus operandi”.


 

Ragusa - Polizia cattura nuovamente romeno maniaco sessuale. La Squadra Mobile e Divisione Anticrimine – su disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa, ha proceduto alla cattura di George MUSTAFA 29enne nato in Romania  domiciliato a Ragusa in quanto deve scontare la pena in carcere per il reato di violenza sessuale ed atti osceni in luogo pubblico. Il soggetto alla vista della Polizia aveva subito capito,   si era dato alla  fuga a piedi lungo le vie del centro cittadino ma dopo alcune centinaia di metri è stato bloccato e condotto in carcere. Il personaggio, dopo la cattura ed un primo periodo trascorso in carcere era stato condannato e poi liberato anticipatamente, poi  si era reso latitante e per questo Squadra Mobile e Divisione Anticrimine ed hanno chiesto ed ottenuto un altro mandato di cattura. Il romeno nel 2011 era divenuto il terrore delle studentesse e giovanissime donne ragusane. La serialità dei crimini commessi aveva un unico comune denominatore, l’autore era affetto da mutismo. Il maldestro   seguiva le vittime fino a casa ed appena entravano nell’androne le bloccava, toccava nelle parti intime e si masturbava davanti a loro. Il soggetto nel 2011 era diventato il terrore delle giovani donne ragusane che orbitavano nella zona di Via Palma di Montechiaro, in particolar modo le studentesse minorenni. Gli  uomini della Squadra Mobile di Ragusa, raccolte le prime denunce, avevano effettuato giorni e giorni di appostamenti per individuare il ricercato, il tutto dopo aver fatto un identikit del criminale seriale. Donne  della Polizia di Stato avevano fatto da “esca” per poter scovare il soggetto ma a nulla erano valsi i primi tentativi. Gli  investigatori, dopo attente ricerche ed aver ristretto il campo, erano riusciti a individuare il sospettato monitorandolo in ogni spostamento, ma considerata l’attenzione della Polizia per prevenire   nuove violenze e quindi salvaguardare altre ragazze, il soggetto era riuscito ad allontanarsi da Ragusa. Le minori vittime di reato insieme ai genitori e le altre donne, nel contempo avevano riconosciuto senza ombra di dubbio l’autore dei reati commessi ai loro danni e proprio la caratteristica sul mutismo del violentatore rendeva certa la sua identificazione. La Procura della Repubblica di Ragusa, dopo un attento esame dei gravi indizi di colpevolezza raccolti dalla Squadra Mobile, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dopo le ricerche del rumeno che nel contempo aveva fatto rientro a Ragusa. Il personaggio, dopo un primo periodo di custodia cautelare in carcere e la successiva condanna per violenza sessuale ed atti osceni in luogo pubblico per 3 anni e 6 mesi, era prima rimasto in carcere e poi in detenzione domiciliare. Il soggetto era tornato in libertà per effetto della liberazione anticipata e si rendeva subito irreperibile non rispettando le prescrizioni del Magistrato di Sorveglianza. La Divisione Anticrimine della Questura di Ragusa che si occupa quotidianamente della vigilanza e controllo dei soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà domiciliare, come arresti domiciliari, misure di prevenzione, misure di sicurezza e misure alternative alla detenzione, ha redatto un’attenta informativa a carico di Mustafa, dalla quale è emersa la sua spiccata potenzialità offensiva e quindi pericolosità sociale, tanto da chiedere il ripristino della detenzione in carcere. Il Tribunale di Sorveglianza, verificate le notizie fornite dalla Questura di Ragusa ha ordinato nuovamente la cattura del rumeno al fine di fargli  scontare la pena residua inflitta per il terribile reato di violenza sessuale, presso il carcere di Ragusa e non in altri regimi alternativi per i quali non risulta meritevole. Mustafa, già all’epoca dei gravi fatti reato commessi, era solitamente impegnato a mendicare davanti farmacie, chiese e supermercati in quanto non aveva intenzione di lavorare, pertanto, non appena in possesso dell’ordine dei cattura, gli agenti della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile si sono subito recati a controllare questi luoghi. Il soggetto non era più domiciliato a Ragusa da un anno e risultava irreperibile sul territorio ibleo ma, uno dei poliziotti impegnati nelle ricerche era certo di averlo visto pochi giorni prima nel centro cittadino di Ragusa.Gli  uomini della Polizia di Stato in 24 ore  hanno scovare il personaggio  che adesso dovrà scontare la pena presso il carcere di Ragusa.Le fasi della cattura avvenuta ieri sono state particolarmente movimentate, in quanto Mustafa, non appena ha riconosciuto gli investigatori che all’epoca lo avevano catturato, si è subito dato alla  fuga spintonando cittadini ignari di tutto che rovinavano a terra senza per fortuna riportare lesioni. L’inseguimento dei poliziotti a piedi è scattato immediatamente da Via Diaz dove era stato notato ed era fuggito, Via Rapisardi, Via San Francesco per poi terminare la corsa in Via Scipio dove gli agenti l’hanno accerchiato e neutralizzato. Il soggetto nonostante la resistenza, è stato ammanettato e condotto negli uffici della Questura di Ragusa per l’identificazione da parte della Polizia Scientifica e la notifica dei provvedimenti di cattura a suo carico. Commentano gli investigatori : il Dirigente la Divisione Anticrimine P. Dirigente della Polizia di Stato Dott. Giorgio Terranova ed Il Dirigente la Squadra Mobile Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Ciavola Antonino :“La Polizia di Stato è impegnata quotidianamente, non solo in complesse indagini, ma anche in attività di controllo e vigilanza dei soggetti sottoposti a misure di detenzione alternativa, misure di prevenzione e sicurezza. Solo grazie ad un costante controllo ed informazione ai Giudici titolari della sorveglianza, è possibile applicare la misura detentiva idonea per ogni criminale”.


Vittoria Figlia minorenne abusata da anziano convivente: CC, madre consenziente in manette. Si  tratta di Francesca Giudice 45enne vittoriese. L’attività di prevenzione e repressione dei reati in tutto il territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, prosegue senza sosta nell’ambito dei servizi straordinari di controllo a ciò finalizzati, specie quelli che colpiscono le fasce più deboli della popolazione. L’intenso lavoro, dei militari in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, ha consentito, ieri pomeriggio, di trarre in arresto, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione la vittoriese Francesca Giudice. L’esecuzione, è frutto di intensa attività di info-operativa a carico della donna, finalizzata all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, ed è stata emessa a seguito della proposta di misura cautelare avanzata nel 2007 dai Carabinieri della locale Stazione. I militari già a suo tempo avevano tratto in arresto il più anziano convivente della signora. Il soggetto avrebbe abusato diverse volte della figlioletta della Giudice, all’epoca minore, nonostante la madre fosse al corrente di quanto avvenisse tra le mura di casa. Gli elementi raccolti dai carabinieri, che ne hanno delineato appieno le responsabilità in ordine alla vicenda, hanno permesso all’Autorità Giudiziaria di emettere agli inizi di febbraio 2016 apposita ordinanza a carico della donna, che le impone di scontare complessivamente 6 anni di reclusione, dal momento che è stata giudicata colpevole del reato di violenza sessuale in concorso, commessa dal giugno 2006 al febbraio 2007. La donna  è stata rintracciata ed dai Carabinieri della Stazione di Vittoria. I militari, dopo avere condotto la condannata nella caserma di via Galileo Galilei ed aver espletato le formalità di rito, l’hanno ristretta presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale ibleo, dott.ssa Giulia Bisello, per i provvedimenti di competenza.


Vittoria RGViola sorveglianza, minaccia giornalista: arrestato. Polizia cattura nuovamente Gianbattista Ventura 57enne nato a Vittoria ed ivi residente. Il  personaggio è accusato d’avere  violato più volte la misura della sorveglianza speciale, alla quale era sottoposto in quanto ritenuto soggetto pericoloso per la società, pertanto deve tornare in carcere. Il giudice ha disposto che al termine della pena in carcere l’arrestato debba  andare in una colonia e lì dovrà restare per almeno 3 anni in quanto non ha in alcun modo rispettato le prescrizioni dei giudici durante di periodi di libertà. Gbattista Ventura, durante la libertà vigilata, misura di sicurezza a lui inflitta dopo la condanna a 25 anni di reclusione per omicidio, detenzione illegale di armi e traffico illecito di sostanze stupefacenti, ha  continuato a frequentare pregiudicati nonostante le reiterate diffide. Il personaggio,   ad agosto ha minacciato e diffamato il giornalista Paolo Borrometi e per questo la sua posizione si è ulteriormente aggravata. La Polizia di Stato - Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria, quindi, su disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa, ha proceduto alla cattura di Gbattista Ventura, in quanto destinatario dell’ordine di esecuzione per la carcerazione. Ventura ha violato la misura della sorveglianza speciale con obbligo di dimora, a lui inflitta come misura di prevenzione in quanto soggetto pericoloso. Ventura, su proposta del Questore di Ragusa, era stato sottoposto al provvedimento per evitare che potesse commettere ulteriori reati ma, nonostante questo, si era recato fuori dal Comune di Vittoria violando la misura. La  Polizia di Stato sempre a suo carico ha notificato l’aggravamento della misura di sicurezza, dalla libertà vigilata all’assegnazione ad una colonia agricola per anni 3. Questo significa che quando sconterà la pena a lui inflitta per aver violato la misura della sorveglianza speciale, dovrà recarsi presso la colonia agricola per 3 anni come misura di sicurezza detentiva. Il Magistrato di Sorveglianza ha valutato che le violazioni al codice antimafia non potevano continuare e per questo ha disposto la carcerazione che è stata ordinata dal Procuratore della Repubblica di Ragusa Dott. Carmelo Petralia. Il provvedimento di cattura è stato ricevuto dagli Ufficiali della Polizia di Stato durante la perquisizione che gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa, del Commissariato di  Vittoria e della Polizia Postale stavano eseguendo a carico di Ventura Gbattista. Il provvedimento di perquisizione domiciliare ed informatica disposto dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania era nato proprio a causa delle diverse minacce che Ventura ha fatto all’indirizzo del giornalista Paolo Borrometi, con gravi atti intimidatori e diffamazione a mezzo internet, prontamente denunciate dalla parte offesa. La Polizia di Stato così come viene fatto con tutti i soggetti pericolosi liberi vigilati, monitora tutto ciò che questi elementi compiono durante le loro giornate.   La  Squadra Mobile ed il Commissariato di Vittoria hanno più volte segnalato i comportamenti antigiuridici del Ventura, attività che oggi ha permesso di ricondurlo in carcere. Tra le diverse violazioni commesse, sono state segnalate le continue frequentazioni con pregiudicati, furti, violazioni della libertà vigilata, minacce e diffamazione ai danni del giornalista. Il  magistrato di sorveglianza, per tutti questi motivi, ha valutato che la misura della libertà vigilata non fosse più idonea, poiché Ventura non ha intrapreso una vita orientata a rispettare positivamente gli ordini dell’Autorità, ma ha fatto esattamente l’opposto. La misura non detentiva quindi non era affatto sufficiente, pertanto era necessaria una misura ben diversa e quindi la detenzione in una casa lavoro era l’unica possibile. Ventura ha dimostrato di avere una pericolosità sociale in continuo aumento, difatti dalla misura di sicurezza non detentiva della libertà vigilata è stato necessario passare a quella detentiva che sconterà al termine del soggiorno in carcere per le altre violazioni legge. Il  soggetto è risultato essere destinatario di un ordine i carcerazione e di una misura di sicurezza detentiva, il tutto proprio mentre veniva effettuata l’ennesima perquisizione a suo carico, stante le continue minacce ai danni del giornalista.  Il Dirigente del Commissariato di Vittoria V.Q.A. della Polizia di Stato Dott. Rosario Amarù ed Il Dirigente la Squadra Mobile Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Ciavola Antonino precisano:“La Polizia di Stato eseguendo la cattura del Ventura Gbattista ha assicurato alla giustizia un pericoloso criminale, scongiurando il verificarsi di ulteriori reati. La magistratura ha potuto emettere il provvedimento di cattura, grazie al costante controllo dei soggetti pericolosi, da parte degli uomini e delle donne della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria. L’odierno provvedimento deve servire da monito per tutti i soggetti pericolosi che non hanno intenzione di cambiare strada imboccando quella della legalità, poiché il comportamento antigiuridico, se reiterato nel tempo non può che condurre in carcere i responsabili”.


 

Ragusa 80enne in fin di vita a Vittoria, CC preso presunto picchiatore:  albanese senza permesso. L’accusato è Sali Metalla, pastore albanese di 58 anni. E’ stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto il presunto responsabile del tentato omicidio di Michele Vitelli, 82enne, avvenuto nella tarda mattinata di ieri in Contrada Guastella, a Vittoria. I militari hanno rilevato che al culmine di una violenta lite erano seguite percosse e numerose bastonate. Il tragico evento è giunto all’epilogo dell’ennesima discussione legata a problemi di pascolo del gregge che il reo avrebbe condotto abusivamente nella proprietà agricola dell’anziano: sarebbe nato un acceso litigio conclusosi con l’aggressione con un bastone che il pastore albanese avrebbe usato contro l’80enne, procurandogli traumi in tutto il corpo, per i quali ora si trova ricoverato in gravissime condizioni all’Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania. L’immediata battuta effettuata in zona dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria, allertati al 112, ha permesso di individuare immediatamente il presunto responsabile e di bloccarlo. I tutori dell’ordine specializzati presenti sul posto hanno effettuato i rilievi tecnico-scientifici, cristallizzando la scena del crimine e acquisendo ogni utile reperto per definire l’impianto accusatorio. La  perquisizione a tappeto operata dai Carabinieri ha permesso di rinvenire nell’appezzamento agricolo della vittima il bastone usato quale arma del delitto. L’arma impropria è stata sottoposta a sequestro penale ed a breve sarà inviato ai Ris di Messina per gli accertamenti del caso.   I  militari hanno condotto in caserma il pastore ritenuto responsabile dell’efferato crimine per sentirlo ed iniziare a ricostruire quanto accaduto nella mattinata del 10 febbraio. Tutta l’attività condotta dagli inquirenti è stata diretta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott.ssa Giulia Bisello, che si è recata immediatamente presso la Compagnia Carabinieri di Vittoria dove ha interrogato l’albanese, difeso dall’avvocato Enrico Cultrone. L’articolata attività investigativa posta in essere dai Reparti dell’Arma, che si sono avvalsi dei tradizionali metodi d’indagine ed anche di attività tecniche, è stata pienamente condivisa dal magistrato che, nella tarda serata di ieri, ritenuto fondato il pericolo di fuga e avendo acquisito gravi indizi di colpevolezza, ha emesso decreto di fermo a carico del 58enne per il reato di tentato omicidio volontario. Metalla Sali al termine delle formalità di rito è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria: su di lui sono in corso ulteriori accertamenti, visto che si trovava in Italia senza regolare permesso di soggiorno, così come nei confronti dell’allevatore.


RagusaOmicidio Giorgio Saillant : fermato Filippo ASSENZA. Il 56enne accusato del delitto è nato a Vittoria e  residente (domiciliato a Londra), ed è gravemente indiziato di omicidio aggravato dalla premeditazione, commesso mediante esplosione di un colpo di arma da fuoco e per aver illegalmente detenuto e portato in luogo pubblico un fucile da caccia. La Procura della Repubblica di Ragusa, il 25 gennaio 2016 alle ore 20.00 ha emesso il provvedimento di Fermo di indiziato di delitto nei confronti di Filippo Assenza, in quanto gravemente indiziato del delitto di omicidio premeditato e porto abusivo in luogo pubblico di un fucile da caccia. Gli uomini della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri intervenuti, il 24 gennaio 2016 di sera alle ore 21.00, in via De Ruggero a Vittoria, avevano rinvenuto il cadavere del  Vigile del Fuoco, Giorgio Saillant, nella sua autovettura appena parcheggiata davanti casa. Gli investigatori già nell’immediatezza hanno rilevato che la vittima era stata attinta da un colpo di arma da fuoco al volto, proprio nel momento in cui stava parcheggiando davanti casa. Il finestrino dell’autovettura era infranto ed il cadavere giaceva ancora nella posizione del guidatore quando sono intervenuti gli esperti della Polizia Scientifica per il sopralluogo. Gli  uomini della Polizia di Stato e dei Carabinieri coordinati sul posto dal Sost. Proc. dott.ssa Monego, avviate immediatamente le indagini, identificavano ed escutevano a sommarie informazioni i prossimi congiunti ed i colleghi di lavoro della vittima, al fine ricostruire i movimenti immediatamente precedenti al delitto. Le indagini senza sosta, hanno permesso di delineare compiutamente la vita privata del Vigile del Fuoco, grazie anche alla collaborazione dei cittadini e dei colleghi di lavoro. Un primo spunto investigativo veniva dall’esame di un filmato registrato da una telecamera posta nei pressi dell’abitazione, dal quale si rilevava il passaggio ripetuto di un’autovettura di colore grigio che più volte transitava davanti l’abitazione della vittima.  Gli inquirenti addosso al cadavere hanno rinvenuto uno smartphone funzionante e dall’esame del registro delle chiamate  e di altri dati estratti dalla Polizia Postale intervenuta con i suoi esperti notte tempo da Catania, venivano rilevati alcuni ulteriori elementi che conducevano gli investigatori ad approfondire l’esame della sfera privata del vigile del fuoco. Le  indagini sulle utenze telefoniche contattate dalla vittima, hanno accertato che il malcapitato  avesse effettuato diverse chiamate e tra queste alcune   conducevano ad una donna. Gli  approfondimenti investigativi condotti dagli investigatori hanno indirizzato  a Filippo Assenza coniuge della donna contattata dalla vittima poche ore prima dell’omicidio. I tutori dell’ordine hanno rilevato un altro dato a carico del sospettato che risultava essere la detenzione da parte della madre di 2 fucili da caccia cal. 12, arma compatibile con quella utilizzata per procurare la morte del vigile del fuoco e regolarmente denunciata all’Autorità di Pubblica Sicurezza del Commissariato di P.S. di Vittoria. Le ricerche di Polizia e Carabinieri hanno permesso di individuare il sospettato presso l’abitazione della madre, per essere subito condotto presso il Commissariato di P.S. di Vittoria. Gli inquirenti negli uffici della Polizia hanno appurato che il  sospetto era l’utilizzatore di un’auto  dello stesso modello ripreso dalle videocamere nei pressi dell’abitazione della vittima.  Il  cerchio quindi si è stretto sempre più, considerato anche che non vi sono molti veicoli dello stesso tipo in circolazione a Vittoria, così come appurato presso la fabbrica costruttrice. Assenza sentito dalla Polizia Giudiziaria, dopo alcune ore, ha reso spontanee dichiarazioni ammettendo di aver commesso il reato, confermando integralmente le proprie responsabilità in sede di interrogatorio davanti al P.M. ed ai difensori da lui stesso nominati. Il Pubblico Ministero Dott.ssa Monego intervenuta presso gli uffici di Polizia, considerato   il concreto pericolo di fuga, desunto dal fatto che l’autore ha commesso un reato di estrema gravità e che peraltro risiede a Londra con la famiglia, ha disposto il fermo di indiziato di delitto, immediatamente eseguito dagli uomini del Commissariato di P.S., della Compagnia Carabinieri di Vittoria, del Nucleo Investigativo e della Squadra Mobile di Ragusa, tutti fattivamente intervenuti sin dai primi istanti sul luogo del delitto. Il fermato è stato successivamente sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici e condotto presso il carcere di Ragusa in attesa dell’udienza di convalida.


Ragusa - CC trovano discarica abusiva a San Giacomo, denunciato 1 rottamaio. Si tratta di C.C., 38enne di Ragusa. I Carabinieri della Compagnia di Ragusa, hanno svolto un’ intensa attività di controllo nel verificare il rispetto delle normative ambientali e di quelle in materia di gestione dei rifiuti. I  militari, nel corso di uno di questi controlli, in località San Giacomo di Ragusa, hanno scoperto una vera e propria discarica a cielo aperto, nella quale erano ammassati, alla rinfusa e senza alcun criterio, rifiuti d’ogni genere da vecchi elettrodomestici ormai arrugginiti, ad apparecchiature elettroniche di vario tipo fino alla pericolosissime lastre di eternit abbandonate sul terreno, in spregio di qualunque normativa. Il proprietario dell’area è risultato essere C.C., 38enne di Ragusa, già noto, che svolge la professione di raccoglitore di materiali ferrosi. Il personaggio, per risparmiare sui costi che avrebbe comportato lo smaltimento dei  rifiuti in centri autorizzati, aveva pensato di accatastarli tranquillamente, senza criterio, nella sua proprietà. L’irresponsabile comportamento, , ha creato un gravissimo pericolo d’inquinamento ambientale.  I  rifiuti rinvenuti dai CC erano anche del tipo speciale e pericoloso, proprio perché, se non smaltiti e accantonati secondo quanto previsto da specifiche normative, possono rilasciare nell’aria e nel terreno sostanze nocive, che possono inquinare l’atmosfera e le falde acquifere sottostanti. Il soggetto è stato quindi, denunciato in libertà dai Carabinieri alla competente Autorità Giudiziaria, per il reato di gestione non autorizzata di rifiuti. Tutta  l’area, estesa per diverse centinaia di metri quadrati, ed oltretutto ubicata a pochi Km dal centro abitato, è stata posta sotto sequestro e sono state immediatamente avviate le relative procedure per la bonifica del sito, i cui costi saranno addebitati al proprietario del terreno denunciato. L’attività è il risultato della costante attenzione posta da parte dell’Arma anche al settore della normativa ambientale, che sta diventando sempre più importante, in conseguenza dell’aggravarsi del problema dell’inquinamento, che va ad incidere direttamente sulle condizioni di salute della popolazione e sulla qualità della vita nei centri abitati. I servizi, su disposizione del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, continueranno anche nei prossimi mesi, al fine d’individuare tutti i fenomeni di abbandono incontrollato di rifiuti e di bonificare tutte le aree in cui sono state realizzate anche delle micro – discariche, che vanno a deturpare un territorio, caratterizzato da bellissimi paesaggi rurali, arrecando oltre che un grave danno alla salute dei cittadini, anche minori occasioni di sfruttare le enormi potenzialità turistiche della provincia di Ragusa.


Pozzallo  RG Marito ferisce moglie a colpi di pentola, tragedia sfiorata, CC arrestato. Il  marito Giovanni Marchisello 50enne, è originario della provincia di Siracusa. Il  soggetto dopo una lite, ha colpito ripetutamente la moglie con una pentola in acciaio. La donna è stata ricoverata all’Ospedale di Modica. I Carabinieri della Stazione di Pozzallo, ieri sera, sono intervenuti in un’abitazione dove era stata segnalata una violenta lite tra marito e moglie e quest’ultima era stata gravemente ferita. I militari dell’Arma, giunti sul posto, hanno trovato la donna stesa nella camera da letto ricoperta di sangue, con profonde ferite alla testa, al volto ed al torace. I Carabinieri hanno prestato il primo soccorso ed hanno chiesto l’intervento  di un’ambulanza del 118 che, poco dopo intervenuta, ha trasportato d’urgenza la donna presso l’Ospedale Maggiore di Modica. I militari dell’Arma, dal sopralluogo nell’abitazione, hanno ricostruito i fatti e pare che, dopo un violento diverbio scaturito da motivi legati alla separazione, lui abbia impugnato una pentola in acciaio da cucina ed abbia colpito violentemente la moglie alla testa ed al volto. Il soggetto, dopo una prima aggressione, ha continuato a colpire la donna al torace con il manico spezzato della pentola che ormai era diventato quasi come un’arma da punta. Il  marito, Giovanni Marchisello, dopo il folle gesto, si è presentato in caserma dai Carabinieri con il suo difensore di fiducia ed ha ammesso le sue responsabilità, pertanto, è stato dichiarato in arresto con l’accusa di tentato omicidio nei confronti della moglie.  La  donna, 43enne originaria di Catania, a seguito della violenta lite,  è stata ricoverata nel reparto di chirurgia generale con una prognosi al momento di 30 giorni, salvo complicazioni, per trauma cranico con profonde ferite, trauma toracico-addominale con ferite penetranti da punta all’emitorace posteriore destro e frattura scomposta di un dito della mano destra. Il marito, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Ragusa come disposto dal Sostituto Procuratore di turno, d.ssa Monica Monego. I Carabinieri hanno sequestrato la pentola ed il manico appuntito utilizzati per colpire la donna.


RagusaGdF scopre 70 t. alimenti conservati tra ratti, pronti per vendita. Finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno sequestrato oltre 70 tonnellate di prodotti agro-alimentari nocivi  tenuti in cattivo stato di conservazione e destinati alla vendita. Le Fiamme Gialle della Tenenza di Pozzallo, congiuntamente a personale dell’A.S.P. 7 – Unità Operativa Igiene di Ragusa, hanno concluso nei giorni scorsi un’importante operazione nel settore delle frodi alimentari. I militari, a seguito di attività info-investigativa, hanno individuato, nel comune di Ispica, un capannone all’interno di un’azienda agricola in evidente stato di degrado, adibito a deposito di alimenti deperibili, quali peperoni e melanzane in salamoia, pomodori essiccati, olive, conservati in totale assenza dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente. I tutori dell’ordine hanno identificato il proprietario, e con il costante ausilio di personale dell’A.S.P., hanno “caratterizzato” i prodotti tenuti in un pessimo stato di conservazione in locali sia interni che esterni sporchi e maleodoranti, rinvenendo in alcune cassette anche esche per topi tra i pomodori secchi e, sempre nelle vicinanze, perfino ratti morti. 70 tonnellate di alimenti pericolosi sono state sequestrate, scongiurando così il peggio per la salute pubblica, la merce, sarebbe  stata immessa nel mercato locale e nazionale. Le analisi di laboratorio, eseguite a seguito del campionamento, hanno confermato l’alta tossicità degli alimenti, rilevando al loro interno una carica microbica ed enterobatteriacea notevolmente superiore ai limiti consentiti dalla legge. La  distruzione dei prodotti era stata intimata al titolare dell’azienda con provvedimento del Direttore Generale dell’A.S.P. 7 di Ragusa, ma a causa dell’inottemperanza del soggetto, è avvenuta coattivamente tramite l’intervento di una ditta specializzata e con la costante supervisione dei finanzieri.


Vittoria - Blitz CC: liberati donna e bimbo segregati. La  vittima da anni subiva violenze dal compagno.  I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria hanno arrestato     Frej Karim 38enne tunisino,  bracciante agricolo, che da qualche anno si era stanziato nel vittoriese per lavorare nel comparto agricolo. Una  telefonata al numero unico europeo di pronto intervento 112, è stata ricevuta dalla Centrale Operativa di Vittoria, e l’anonimo interlocutore ha segnalato che in una abitazione del centro urbano di Vittoria erano tenuti segregati una donna ed il suo bambino di sei mesi.L’abitazione è ubicata in pieno centro, nelle immediate vicinanze della Piazza del popolo. I militari sono entrati nello stabile, e saliti al secondo piano hanno trovato una porta serrata a chiave e con un grosso lucchetto dall’esterno. Una ragazza di 18 anni, rumena, e il suo bambino di sei mesi erano chiusi nell’abitazione. I 2 malcapitati fortunatamente sono in salute. La donna impaurita e stanca ed il piccolo sono stati portati al sicuro in caserma, dove hanno trovato ad attenderli anche gli operatori del centro antiviolenza “Donne a Sud” che collabora attivamente con le forze dell’ordine, già da tempo e con risultati ammirevoli, per aiutare e seguire le donne vittime di violenze. I   militari dell’Aliquota radiomobile ed   operativa, dei Carabinieri di Vittoria, si sono messi subito alla ricerca del tunisino, che è stato localizzato ed arrestato poco dopo tra le serre in contrada Pozzo Bollente, nell’azienda agricola dove lavora. La  storia  ha commosso i militari che si sono trovati ad operare in questo delicato scenario. La donna infatti, aveva iniziato una relazione con il compagno tunisino, conosciuto circa due anni fa nelle serre dove lavoravano insieme e nonostante la notevole differenza di età avevano iniziato una relazione e poi una convivenza. L’incubo da quel momento è iniziato per la ragazza. La giovane, entrata in casa del compagno, ha dovuto lasciare il lavoro ed è stata costretta a rimanere rinchiusa ogni volta che lui era fuori. Niente telefono, niente visite, nessuna possibilità di uscire di casa da sola. La vittima è rimasta ad una finestra ed un balcone al secondo piano, dai quali era anche “vietato affacciarsi”. Una vera e propria prigionia. La situazione si sarebbe  ulteriormente aggravata dopo la nascita del figlio, quando sarebbero diventati più frequenti anche i momenti di violenza fisica e psicologica nonché le minacce inflitte dal convivente per assoggettare la povera ragazza. La giovane vittima, ha trascorso anni di paura, di privazioni della libertà temendo ritorsioni, e non aveva avuto il coraggio di confidarsi, neanche con i familiari, che era costretta a vedere raramente e mai da sola. L’intervento dei Carabinieri, ha liberato la povera giovane. Frej Karim, dopo i rilievi foto-dattiloscopici, è stato tradotto, d’intesa con il Pubblico Ministero Francesco Riccio della Procura della Repubblica iblea, presso il carcere di Ragusa a disposizione del giudice, davanti al quale dovrà rispondere dei reati di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, percosse e minacce aggravate e continuate.Il Comando rammenta che “l’attività preventiva sul territorio della Compagnia di Vittoria, prosegue in particolar modo a favore delle fasce più deboli ed indifese della popolazione, quali donne, bambini e anziani. L’impegno dei militari dell’Arma è volto a contrastare i fenomeni di violenza e di atti persecutori nei confronti delle donne. I tutori dell’ordine hanno risolto, nell’anno appena trascorso, numerosi casi, restituendo alle vittime la dignità, la speranza e il diritto di vivere la propria vita serenamente. Purtroppo, se è vero che questa storia ha avuto, fortunatamente, un lieto fine è pur vero che ancora oggi esistono numerosi casi di questo tipo e molte donne che non riescono a trovare il coraggio di denunciare e riconquistare il proprio diritto alla libertà di vivere una vita normale.L’attenzione dell’Arma dei carabinieri resta alta sul fenomeno, in linea con le recenti misure introdotte per il contrasto della violenza in ambito familiare che prevedono una maggiore tutela delle donne, con nuovi tipi di aggravanti: la legge ha voluto tutelare l’incolumità individuale nell’ipotesi in cui violenza e minacce mettano in pericolo l’integrità psico-fisica della vittima”.


Ragusa DIA Catania sequestra beni 7 milioni€ a famiglia Consalvo. Uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania dalle prime ore della mattinata hanno eseguito il decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Ragusa – Sezione Penale, a seguito della proposta d'applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata dal Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio Ferla, nei confronti di Giacomo CONSALVO 60enne, originario di Vittoria (RG) e capo del nucleo familiare ritenuto contiguo al clan mafioso degli stiddari denominato “Dominante” aderente alla Stidda. CONSALVO, già noto e già sorvegliato speciale di P.S. con obbligo di soggiorno, titolare di una ditta di imballaggi per prodotti ortofrutticoli, è stato  ultimamente tratto in arresto dalla Polizia di Stato di Ragusa, coi figli Giovanni e Michael, in esecuzione di una  ordinanza di custodia cautelare emessa nell’ambito della cd. Operazione “BOX”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, con l’accusa di avere imposto, alle ditte operanti nel mercato ortofrutticolo di Vittoria, l’acquisto di cassette e prodotti per l’imballaggio presso le sue aziende, con l’aggravante del metodo mafioso. I recenti approfondimenti investigativi hanno  svelato, ulteriormente, la situazione di grande criticità nella gestione e nel funzionamento del mercato ortofrutticolo di Vittoria, fortemente condizionato nelle pratiche commerciali e nell’indotto, da illecite logiche di mercato piegate all’imposizione di beni, merci e servizi, riconducibili a soggetti appartenenti agli ambienti della criminalità organizzata di tipo mafioso, a danno della libera concorrenza e della sana imprenditoria. La ricostruzione degli investigatori del profilo criminale di CONSALVO, con gli approfonditi accertamenti patrimoniali (estesi anche al suo nucleo familiare) svolti dalla D.I.A., hanno consentito di acclarare l’assenza di risorse lecite, idonee a giustificare gli investimenti posti in essere, affiancata da una rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati ed i patrimoni posseduti.  La  complessa attività investigativa è stata condivisa dal Tribunale di Ragusa – Sezione Penale che, a seguito della stessa, ha disposto l’emanazione del provvedimento ablativo in corso di esecuzione. Il patrimonio sottoposto a sequestro, riconducibile a vario titolo, anche attraverso l’intestazione a congiunti, di Giacomo CONSALVO è stato stimato complessivamente in oltre 7.000.000,00 di euro. I  beni, considerati il provento dell’attività illecita svolta, consistono in 4 aziende, villette, appartamenti con annessi posti auto e terreni agricoli ubicati in Vittoria e nella frazione marinara di Scoglitti, autoveicoli e motocicli, nonché numerose disponibilità bancarie e finanziarie.


RagusaGen. Amato C.te Interregionale  “Culqualber” visita  Comando Provinciale Ragusa.   Il Generale di Corpo d’Armata Riccardo Amato, Comandante del Comando Interregionale “Culqualber” con sede a Messina, il  27 ottobre, è stato in visita al Comando Provinciale di Ragusa. L’alto Ufficiale, che ha competenza sulle regioni Sicilia e Calabria, accolto dal Comandante Provinciale, Ten. Colonnello Sigismondo Fragassi, ha incontrato una rappresentanza di tutte le articolazione dell’Arma sul territorio della provincia Iblea,  gli Ufficiali Comandanti dei Reparti, il personale dei reparti speciali (Nas e Nil) e dell’associazione Carabinieri in congedo, con i quali si è intrattenuto per parlare degli aspetti afferenti l’attività operativa, logistica e del benessere del personale. Il Generale, nel pomeriggio ha visitato le Stazioni di Giarratana e Chiaramonte Gulfi dove, dopo aver ispezionato le infrastrutture, si è intrattenuto con i militari. L’alto ufficiale  la mattinata del 28, ha incontrato le autorità provinciali ed i vertici dell’Autorità Giudiziaria per poi rientrare a Messina. Il Generale Amato, ha espresso a tutti i  militari del Comando Provinciale di Ragusa il suo apprezzamento per l’impegno e la dedizione profusa nello svolgimento della quotidiana attività di controllo, di contrasto ad ogni forma di criminalità comune ed organizzata e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica nella provincia Iblea, facendo riferimento soprattutto alle ultime operazioni di servizio portate a termine nella provincia. Il Generale  ha, inoltre, evocato a tutti i militari l’importanza della funzione sociale quotidianamente assolta soprattutto dalle Stazioni Carabinieri, tesa a far sentire la presenza rassicurante dello Stato e a recepire le istanze dei cittadini ai quali bisogna sempre dare “risposte concrete e puntuali”.


Ragusa -  Pestano e rapinano coppia in casa, CC presi 3 romeni. I 3 soggetti arrestati per il reato di rapina pluriaggravata in concorso sono: Florin Ciubotaru 28enne incensurato, Paul Emilian Maftei 35enne già noto, Florin Sandu  30enne già noto, tutti residente attualmente a Vittoria. La rapina era stata perpetrata in stile “arancia meccanica” e scoperta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, che hanno eseguito 3 misure cautelari in carcere, emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, dott. Claudio Maggioni, su richiesta del Pubblico Ministero dott.ssa Valentina Botti della Procura della Repubblica iblea guidata dal dott. Carmelo Petralia. I militari hanno eseguito anche diverse perquisizioni nei confronti di 3 soggetti di nazionalità rumena, individuati come responsabili di 1 rapina molto violenta, compiuta con lo stile della banda dei “drughi” del film “arancia meccanica”, ai danni di una coppia residente a Marina di Ragusa. i malfattori, la sera del 6 marzo scorso, verso le otto di sera, con il volto travisato ed armati di bastoni, spranghe e 1 fucile, si erano presentati alla porta di un casolare nelle campagne di Marina di Ragusa, abitato da un coppia agricoltori. I malfattori fecero irruzione nell’abitazione ed aggredirono brutalmente le povere vittime. I poveretti, da quel momento in poi patirono un vero e proprio incubo, durato circa 20 interminabili minuti, durante i quali furono selvaggiamente picchiati a bastonate, a tal punto che l’uomo perse i sensi. I malviventi quindi iniziarono a rovistare dappertutto, mettendo letteralmente a soqquadro l’abitazione, impossessandosi di tutti i preziosi, denaro contante per quasi 1000€ ed i telefoni cellulari. Un’ultima estrema reazione della donna, proprio mentre il marito si stava risvegliando ed afferrando il manico di una scopa ha convinto i malfattori che era il momento giusto di andarsene. I malviventi prima di fuggire, però,  al fine d’intimorire ancora di più le povere vittime e farle desistere da un improbabile tentativo di seguirli, esplosero anche 1 colpo di fucile, che attinse e distrusse 1 mobile in legno. La  coppia di giovani, appena riavute le forze, tramite dei vicini di casa (visto che durante la rapina erano stati privati dai telefoni cellulari) hanno chiesto l’aiuto dei carabinieri sul numero unico europeo di pronto intervento 112. Più  pattuglie, del Nucleo radiomobile di Ragusa, della Stazione di Marina di Ragusa e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, immediatamente sono sopraggiunte posto ed i militari hanno avviato le indagini. I telefoni cellulari delle vittime asportati dal branco, sono stati il punto di partenza. Gli investigatori hanno infatti subito richiesto i tabulati telefonici delle utenze delle vittime per capire chi li avesse acquistati od utilizzati dopo la rapina. I  Carabinieri sono così risaliti a 2 ricettatori, 2 ragazzi rumeni residenti a Vittoria e da loro a chi  li aveva ceduti, i rapinatori appunto. I Carabinieri con ulteriori indagini, hanno scoperto che colui il quale aveva venduto i telefonini era anche stato a Marina di Ragusa la notte della rapina. Gli investigatori hanno quindi individuato esattamente i 4 componenti del commando autore dell’assalto. I Carabinieri dopo l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, questa notte, con l’ausilio di un’unità cinofila per ricerca di armi ed esplosivi del nucleo carabinieri cinofili di Nicolosi (CT), hanno catturato i tre rapinatori presso i rispettivi domicili. I  Carabinieri hanno eseguito, nel corso della notte, numerose perquisizioni sia a casa dei rapinatori che presso quelle dei 2 ricettatori, ed è stato recuperato 1 dei 2 telefonini sottratti alle vittime. I 3 soggetti dopo i rilievi foto-dattiloscopici sono stati accompagnati nel carcere di contrada pendente a Ragusa. Le indagini proseguono e non si esclude vi possano essere presto ulteriori sviluppi.


video scariche collare elettrico

Ragusa CC denunciano monterossano, applica collare elettrico a cane caccia. I carabinieri della compagnia di Ragusa hanno denunciato alla Procura della Repubblica un cacciatore monterossano per il reato di maltrattamento di animali. Un’autopattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile CC di Ragusa di  mattina stava percorrendo la SP62 verso Monterosso quando in uno degli ultimi tornanti ha notato sul ciglio della strada un giovane cane da caccia di piccola taglia visibilmente spaesato e impaurito. I militari, scesi dall’auto, hanno avvicinato il povero animale che, dopo l’iniziale diffidenza, s’è avvicinato ai carabinieri. I militari  hanno subito riconosciuto, al collo della povera bestiola, un collare elettrico di quelli illegalmente utilizzati da alcuni addestratori senza scrupoli che pur di sottomettere i cani da caccia ai loro ordini non esitano a provocare loro sofferenze. Il cane è stato quindi portato a Ragusa ed affidato ad un cacciatore del luogo ritenuto dai carabinieri particolarmente serio e affidabile. La povera bestiola ed il collare sono ovviamente stati sottoposti a sequestro penale. I carabinieri hanno quindi avviato le indagini per scoprire il responsabile e assicurarlo alla giustizia. Il  cagnolino lunedì mattina è stato portato all’anagrafe canina e   scoperto che fortunatamente era dotato di microchip identificativo. Il nome del proprietario, un 53enne monterossano noto per la sua passione venatoria  è stato quindi scoperto, i carabinieri della Stazione di Monterosso Almo si sono presentati alla sua porta per cercare il telecomando. Il cacciatore, preso in castagna, ha mestamente ammesso di essere il proprietario del cane e di avere messo il collare al cane per non farlo allontanare. Ha quindi spontaneamente consegnato il telecomando evitando ai militari di procedere con la perquisizione domiciliare. Il soggetto è stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica iblea per il reato di maltrattamento di animali (544-ter del codice penale) che per le gravi condotte prevede la pena della reclusione da 3 mesi a 1 anno. I carabinieri operano per tutelare la legge e farla rispettare, a prescindere che la vittima sia umana o animale, questa volta la vittima è stata un povero animaletto indifeso. Il  cagnolino è ora con altri della sua razza, custodito e trattato con rispetto.

 





 






 

LAV

          

NON ABBANDONARLI

 


Ragusa - Col coltello marito insegue moglie, lei si chiude a chiave in camera: Polizia, allontanato da casa. Una donna aveva chiamato la Squadra Mobile in quanto lui era in casa armato di un grosso coltello e lei si era chiusa nella stanza da letto. I poliziotti hanno sfondato la porta, lui è stato colto da malore e lei rimasta sotto shock. La Polizia di Stato  Squadra Mobile, sabato mattina, è intervenuta presso un’abitazione di Ragusa in quanto una signora si era chiusa in camera da letto terrorizzata perché il marito era in possesso di un grosso coltello da cucina ed urlava di volerla uccidere. I due coniugi si erano prima separati e poi avevano deciso di coabitare nello stesso appartamento, ma i rapporti erano sempre molto tesi. La coppia era tornata a vivere insieme, ma i comportamenti non erano cambiati, lui era sempre sgarbato e poi era diventato violento. Le  minacce continue, gli insulti e la donna non ha resistito più chiedendo a lui  di andare via. Il personaggio nulla ha  fatto, ma avrebbe detto che “la casa essendo anche sua”   non sarebbe andato via e comunque avrebbe avuto intenzione di distruggere tutto. Gli  uomini della Squadra Mobile e della Squadra Volanti, dopo pochi minuti dalla segnalazione, erano già sotto casa ma hanno trovato la porta   chiusa. I poliziotti da dentro non  sentivano rumori, un vicino ha aperto il portone dello stabile ma la casa era chiusa. I  poliziotti temendo il peggio hanno sfondato la porta  qualificandosi poi come Polizia. La  donna ha trovato il coraggio di uscire dalla camera da letto. Lui  nel contempo veniva colto da malore e pertanto il 118, è stato allertato immediatamente. Il soggetto è stato  portato in ospedale dove dopo poco è stato dimesso. La donna accompagnata negli uffici della Squadra Mobile, è stata ascoltata da personale femminile specializzato della Polizia di Stato che ha raccolto la denuncia per i numerosi fatti reato subiti.Considerate le gravi minacce subite ed il reato di maltrattamenti in famiglia, gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria, adottavano uno dei nuovi strumenti messi a disposizione dalla novellata legge sui reati inerenti la cosiddetta “violenza di genere”, ovvero la misura pre-cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare. La  misura cautelare permette alla Polizia di adottare, in via d’urgenza e con il nulla osta del Pubblico Ministero, un provvedimento di allontanamento dall’abitazione nella quale vivono i due partner. Lui è andato via da casa, consegnando le chiavi alla Polizia e non potrà farvi ritorno se non previa autorizzazione del Giudice.“La Polizia di Stato, grazie alla sua richiesta d’aiuto, è arrivata appena in tempo per trarre in salvo una vittima di violenza. Il dirigente la Squadra Mobile Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino Ciavola ricorda che “ È fondamentale intervenire prontamente in situazioni conflittuali tra partner che spesso possono degenerare per il forte coinvolgimento emotivo dei soggetti interessati. La Sezione specializzata della Squadra Mobile di Ragusa è sempre a disposizione delle vittime di reato”.


Ragusa Maltratta moglie, filmato marito violento: denunciato e divieto avvicinamento a  persona offesa. Un 49enne ragusano  è stato identificato quale  autore di maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie. La vittima ha subito anni ed anni di vessazioni psicologiche, offese continue e maltrattamenti anche fisici, sopportati a denti stretti. Le azioni subite sono state  raccontate dalla malcapitata e quanto accedeva alla poveretta è definito dagli investigatori “raccapricciante”, ma era quello che accadeva tra le quattro mura di una famiglia apparentemente serena. La vittima, una 54enne ragusana, nel mese di agosto, ha finalmente deciso di recarsi in ospedale e denunciare, presso la Stazione di Ragusa Ibla, il marito quando, al termine dell’ennesima aggressione sia verbale che fisica, ha compreso che quanto stava subendo era un sopruso troppo grande ed ha avuto il coraggio di “provare ad uscirne fuori”. I militari della Stazione di Ragusa Ibla hanno compreso   subito la gravità della situazione che la donna prospettava ed al fine di individuare le prove dei maltrattamenti, hanno raccolto le testimonianze di parenti e vicini di casa i quali in qualche modo avevano “ascoltato” le grida e le offese del soggetto che, maniaco della pulizia, oltraggiava e talvolta picchiava la moglie se trovava qualcosa che ai suoi occhi potesse sembrare fuori posto. I militari, in accordo con il Pm titolare dell’indagine dott.ssa Giulia BISELLO, hanno effettuato un’intercettazione audio-video all’interno dell’abitazione che ha permesso di registrare alcuni episodi di maltrattamento. La  donna, raccolti gli elementi utili,  è stata trasferita presso una struttura protetta mentre al marito è stata notificata un’ordinanza cautelare, emessa dal Gip Dott. Giovanni GIAMPICCOLO di divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi frequentati dalla persona offesa.


Ragusa Filmati  durante furto, CC 2 presi. L’importante operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Ragusa e della Stazione di Ragusa Ibla per stroncare il fenomeno dei furti, che tanto allarme sociale ha destato negli ultimi tempi, già sono all’ordine del giorno la costituzione di alcuni Comitati per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura. I militari  hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Ragusa, nei confronti di Franco MORMINA   38enne già noto ragusano e di Salvatore CIRICA  21enne, incensurato di origini vittoriesi è ai domiciliari. I provvedimenti cautelari, richiesti dal Sostituto Procuratore dott.ssa Monica Monego e disposti dal G.I.P. dr. Andrea Reale, sono il risultato delle indagini avviate dai Carabinieri. I furti perpetrati in abitazioni ed ai danni di attività commerciali nel quartiere barocco di Ragusa Ibla e nel centro della città iblea sono stati innumerevoli. Gli  episodi di furto contestati agli arrestati sono stati commessi 1 in Bed & Breakfast, nel corso del quale venivano arraffati  4 televisori, vari pezzi di arredamento, e la somma di  1.500€ in contanti, 1 colpo è stato compiuto in un negozio, nel corso del quale sono stati asportati  4 tablet, 1 pc portatile e  14 borse da donna e l’ultimo colpo è stato compiuto in un bar, nel corso del quale i malfattori asportato decine di bottiglie di alcolici. Fondamentali per il buon esito delle investigazioni si sono rivelate le immagini acquisite dagli impianti di video-sorveglianza.   Gli  investigatori dell’Arma, ponendo a confronto le immagini acquisite dalle telecamere ubicate nei pressi dei luoghi presi di mira dai malfattori, si sono resi conto che a compiere i furti erano state sempre le stesse persone. I ladri sono poi stati per l’appunto riconosciuti in Franco MORMINA, già noto all’Arma   ed in Salvatore CIRICA. Lo stesso Franco MORMINA, Già NOTO per furto, fino allo scorso mese di maggio, era detenuto in carcere, dove ha scontato una pena ad oltre 1 anno e mezzo di reclusione per violazione delle norme sulla sorveglianza speciale cui è stato in passato sottoposto. Il personaggio, una volta riacquistata la libertà, avrebbe immediatamente ripreso le sue attività criminali nel settore dei furti, avvalendosi della complicità del CIRICA. Gli investigatori hanno focalizzato un particolare interessante, che dimostra la scaltrezza dei due. I maldestri in occasione di 1 dei furti avevano provveduto ad asportare anche il registratore delle immagini dell’impianto di video-sorveglianza ma, purtroppo per loro, non avevano tenuto degli altri impianti installati in zona, che li hanno immortalati mentre uscivano con la refurtiva ancora tra le mani, a dimostrazione della fondamentale importanza di queste apparecchiature per prevenire e reprimere i reati di natura predatoria. L’operazione condotta dai Carabinieri di Ragusa fornisce, quindi, un’importante risposta agli allarmi lanciati negli ultimi tempi dagli abitanti di Ragusa, sempre più preoccupati per la recrudescenza del fenomeno dei furti e dei reati di natura predatoria in generale, che sono quelli che più vanno a incidere sulla sensazione di sicurezza dei cittadini.  MORMINA al termine delle formalità di rito è stato associato presso la Casa Circondariale di Ragusa, mentre   CIRICA,  incensurato, ha ottenuto la concessione dall’Autorità  Giudiziaria della misura degli arresti domiciliari.  I 2 erano stati appena rimessi in libertà dopo che, nei giorni scorsi, erano stati arrestati in flagranza di reato per un altro furto che avevano commesso e se non fossero stati nuovamente sottoposti a misura cautelare, probabilmente, avrebbero ripreso le loro attività criminose. 


Vittoria RG Picchia compagna incinta di 3 mesi: CC 1 ai domiciliari.  Giovanni Garofaro 40enne vittoriese  è stato arrestato ai domiciliari dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria con l’accusa di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia nei confronti della sua convivente. La situazione era divenuta insostenibile ormai da tempo tra i due conviventi.  Le  difficoltà economiche, avute nell’ultimo periodo, avevano acuito ancor di più i contrasti. La  gravidanza della 39enne, arrivata tre mesi fa, non aveva sopito i litigi che, nel tempo, erano divenuti sempre più frequenti. L’escalation di violenza ieri nella tarda serata, ha raggiunto il culmine. Lui  accecato dalla rabbia, durante l’ennesimo alterco, ha iniziato a percuotere ed insultare la donna, noncurante del fatto che fosse in stato di gravidanza al terzo mese. La vittima è riuscita a divincolarsi e scendere per strada chiedendo aiuto. I momenti di terrore e le urla che hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno allertato il 112. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile sono giunti immediatamente sul posto e, presa contezza della situazione, hanno soccorso la donna. I carabinieri hanno chiesto l’immediato intervento del 118. i militari, nel frattempo, hanno individuato il convivente  bloccandolo. Il personaggio è stato condotto nella caserma di via Giuseppe Garibaldi ed espletate le formalità di rito, è stato sottoposto alla detenzione domiciliare nella sua abitazione, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, dottor Marco Rota, dinanzi al quale dovrà rispondere dei reati di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia.  La  donna, dopo essere stata visitata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Guzzardi, ha riportato escoriazioni e trauma all’addome, giudicati guaribili in otto giorni.  La  vicenda ora resta all’attenzione degli inquirenti, che stanno proseguendo l’attività investigativa.


Acate Rg -  CC preso 1 pusher tunisino. Sabeur Dhaouadi  29enne tunisino è finito  in manette. I militari, era da tempo che stavano monitorando il soggetto. I Carabinieri avevano notato il sospetto intento a frequentare ragazzi ed i principali luoghi di aggregazione giovanile.  L’incensurato è stato “pizzicato” dai militari della Stazione di Acate mentre in Contrada Macconi stava cedendo alcune dosi di hashish, per un peso complessivo di oltre 5 grammi, ad un 22enne originario di Caltagirone (CT). L’attività, dei militari è stata frutto di appositi servizi di osservazione e pedinamento. I carabinieri per svariati giorni hanno monitorato i movimenti e le abitudini di vita del soggetto. Il controllo si inquadra  nell’ambito dell’intensificazione dell’attività nel comune di Acate e nella frazione di Marina di Acate. I tutori dell’ordine hanno appurato le “strane” frequentazioni con diversi giovani, nonché un certo andirivieni proprio nei pressi dell’abitazione del tunisino. I  militari hanno sorpreso il 29enne, nella mattinata, intrattenersi con un ragazzo al quale stava cedendo furtivamente 1 piccolo involucro. gli investigatori hanno perquisito il sospetto acquirente e rinvenuto addosso al calatino la droga, mentre al tunisino 25 euro in contanti, il costo delle dosi appena cedute. La perquisizione domiciliare che ne è seguita, ha consentito di trovare materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente e altri 800€ in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.  Tutto  è stato posto in sequestro penale. L’incensurato è stato condotto presso la caserma di via Galileo Galilei dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott. Sodani, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di spaccio. Il giovane assuntore, invece, è stato segnalato al competente Ufficio Territoriale del Governo per detenzione per uso personale di sostanza stupefacente. Gli  investigatori, che stanno proseguendo le indagini, vagliano la posizione del tunisino, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali, ed il canale di approvvigionamento della droga. La  sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. L’attività messa in campo si inquadra nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comandante Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, specie tra i giovani.


Video sbarco

Ragusa Polizia ferma altri 4 scafisti, 1 è minorenne. Gli sventurati erano salpati ancora una volta dalle coste libiche su 2 gommoni ed 1 barchino, suddivisi equamente per un totale di 291 persone. 2 scafisti hanno condotto 1 gommone e gli altri 2 hanno fatto tutto da soli (1 di questi traghettatori è minorenne). gli scafisti fermati nel 2016 salgono a 143(25 minori), nel 2015 sono stati 147.  La Polizia di Stato ha trasferito immediatamente dopo il fotosegnalamento 250 migranti, restano al centro numerosissimi minori non accompagnati. Quasi  700 migranti, nelle prossime ore arriveranno per cui la Polizia di Stato ha predisposto i servizi di Ordine e Sicurezza Pubblica per una pronta accoglienza e smistamento in altri centri, subito dopo l’identificazione.  Nel 2016 all’Hot Spot di Pozzallo hanno già fatto ingresso 13.764 migranti in occasione di 36 sbarchi.


Vittoria RG - CC preso tunisino pusher. I Carabinieri da tempo avevano monitorato il soggetto, ed  avevano notato frequentare ragazzi ed i principali luoghi di aggregazione giovanile.  Il pusher Afif Talbi 38enne tunisino così è finito in manette ai domiciliari.  Il soggetto,  è stato “pizzicato” dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile mentre stava cedendo alcune dosi di hashish, per un peso complessivo di quasi 2 grammi, a un 22enne vittoriese nella centralissima via Senia. L’attività, dei militari frutto di appositi servizi di osservazione e pedinamento per monitorarne i movimenti e le abitudini di vita e protrattisi per svariati giorni, aveva consentito di appurare le “strane” frequentazioni con diversi giovani, nonché un certo andirivieni proprio in via Senia.   I  carabinieri hanno sorpreso il 38enne, nella mattinata mentre  s’intratteneva con un ragazzo al quale ha dato furtivamente un piccolo involucro. i tutori dell’ordine hanno avviato una perquisizione che ha permesso di rinvenire addosso al vittoriese la droga, mentre al tunisino 10 euro in contanti, il costo delle dosi appena cedute.  E’ scattato così l’arresto per il personaggio, che è stato condotto presso la caserma di via Giuseppe Garibaldi dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott. Francesco Riccio, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di spaccio. Il giovane assuntore, invece, è stato segnalato al competente Ufficio Territoriale del Governo per detenzione per uso personale di sostanza stupefacente. Gli investigatori stanno proseguendo le indagini e vagliando la posizione del tunisino, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali, ed il canale di approvvigionamento della droga. La  sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili, così come è stato sequestrato anche il denaro contante. L’attività messa in campo si inquadra nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comandante Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, specie tra i giovani.


Pozzallo RG - GdF e CC arrestato corriere somalo con 36Kg. droga Operazione “Khat”, proveniene da Malta. La  Guardia di Finanza e i Carabinieri, nei giorni scorsi con la fattiva collaborazione del funzionario dell’Agenzia delle Dogane, hanno condotto un’importante operazione antidroga all’interno del sedime portuale di Pozzallo. L’operazione si inquadra nell’alveo di specifici servizi antiterrorismo disposti dalla Prefettura di Ragusa a seguito del recente innalzamento del livello di sicurezza dei porti italiani. I Finanzieri della Tenenza di Pozzallo ed i Carabinieri dell’Ufficio di Polizia di Frontiera, in servizio presso il porto di Pozzallo, , nel corso di un mirato servizio di prevenzione e repressione di reati connessi al terrorismo internazionale, hanno tratto in arresto un cittadino somalo di anni 28, incensurato, proveniente da Malta, sorpreso con 36 Kg. di sostanza stupefacente del tipo “Khat”. Lo straniero, durante le operazioni di sbarco dal catamarano, ha attirato l’attenzione dei militari in quanto intento a controllare con particolare interesse due grosse scatole di cartone poste sul carrello bagagli. I militari, insospettiti, lo hanno sottoposto ad un attento controllo e hanno proceduto alla perquisizione dei bagagli. All’interno delle scatole di cartone sono state rinvenute diverse buste di plastica contenenti foglie secche di colore verde del peso complessivo di circa 36 kg. Dai successivi accertamenti sul contenuto delle scatole è stato appurato che si trattava di sostanza stupefacente del tipo “Khat”, meglio conosciuta come “la droga dei poveri”. Il “Khat” è una nuova sostanza stupefacente proveniente dall’Africa, in particolare dall’Etiopia, ma anche da Ruanda, Uganda, Kenya e Yemen, che sta arrivando negli ultimi anni anche sul mercato italiano. Alla spedizione, le foglie, provenienti da un arbusto, il Catha Edulis, vengono fatte passare per tè, henné o spezie e provocano stati di eccitazione ed euforia che portano alla dipendenza. Il cittadino somalo è stato, pertanto, tratto in arresto per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, dott. Gaetano Scollo, è stato associato presso la Casa Circondariale di Ragusa. L’intero quantitativo di sostanza stupefacente è stato sequestrato e inviato al laboratorio di analisi dell’Università di Catania per stabilire la valenza del principio attivo per poter quantificare i presumibili ricavi che avrebbe potuto fruttare l’attività di spaccio. Prosegue l’attività delle Forze di Polizia al contrasto dei traffici illeciti, per tutelare la collettività con particolare riguardo alle fasce sociali più deboli.


Ragusa - GdF Pozzallo RG, tenenza a comando ten Stella.

 

La Tenenza della Guardia di Finanza di Pozzallo è passata col cambio di comando alla guida del Tenente Salvatore Stella. L’ufficiale di origine trapanese, dopo essere stato accolto dal Comandante Provinciale Col. Claudio Solombrino,   è stato trasferito in Sicilia a seguito di un’intensa esperienza operativa nella città di Tortona. ha assunto il comando della Tenenza. L’Ufficiale è laureato in “Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria” presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Il Tenente Stella succede nell’incarico al Tenente Andrea Masciullo, giunto in Sicilia nel giugno del 2013. L’ufficiale cedente il comando ha svolto numerose e brillanti operazioni, dando prova di speciali qualità umane e professionali.  Le  Fiamme Gialle di Pozzallo, nell’ultimo triennio infatti nell’espletamento dell’attività di Polizia Tributaria, hanno constatato un’evasione fiscale di oltre 21 milioni di euro recuperando a tassazione una base imponibile ai fini dell’imposizione diretta per oltre 16 milioni di euro, oltre ad Iva evasa per 2 milioni euro. 22 gli evasori totali (soggetti economici sconosciuti al fisco per almeno una annualità) individuati e 13 i soggetti denunciati all’A.G. per reati tributari. Significativi i risultati conseguiti nel settore extra-tributario e in quello di polizia giudiziaria. Tra le più importanti indagini svolte :  diverse operazioni contro il traffico internazionale di sostanze stupefacenti condotte con il coordinamento dei reparti aeronavali del Corpo e di diversi organi collaterali esteri.  Le  operazioni di rilievo:   fermo delle moto-navi “OSMAN HASRETLER”, “GOLD STAR” e “ZAKMAR” con complessive 15 tonnellate di hashish sequestrate e 27 persone tratte in arresto; - l’operazione “SERRA FANTASMA” che ha portato alla scoperta di un sodalizio criminale dedito all’indebita percezione di finanziamenti nazionali e dell’U.E. I finanzieri, al termine dell’attività, segnalavano all’A.G. 5 imprenditori agricoli per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e malversazione, pervenendo al Comando Provinciale della Guardia di Finanza Ufficio Affari Generali - Segreteria 97100 - Ragusa, Via Archimede,17/C Telefono +39 0932 246971 sequestro preventivo di svariati beni mobili ed immobili, oltre che quote societarie e rapporti bancari, nonché al blocco dei fondi ancora da erogare per complessivi 12 milioni circa; - un’importante operazione nel settore delle frodi agroalimentari che ha portato alla scoperta di un impianto di produzione e stoccaggio di derrate alimentari privo delle prescritte autorizzazioni insistente sul territorio di Ispica. L’attività ha permesso di evitare la commercializzazione di oltre 70 tonnellate di prodotti nocivi detenuti in cattivo stato di conservazione a tutela della salute pubblica. Il  Ten. Andrea Masciullo con questo bagaglio di esperienze, assume  a breve un prestigioso incarico presso il Nucleo di Polizia Tributaria di Milano. Il Tenente Stella ha assicurato il massimo impegno personale e dei propri uomini nell’assolvimento dei compiti istituzionali demandati alla Guardia di Finanza, nonché la massima disponibilità e collaborazione nei rapporti con le istituzioni ed i cittadini, ai quali rivolge un caloroso saluto. II Comandante Provinciale ha ringraziato il Tenente Masciullo, che ha sempre operato con attenzione per il personale, dedizione, senso del dovere ed attaccamento alle istituzioni, ha, quindi, rivolto al Tenente Stella un augurio di “buon lavoro”, auspicando nuovi successi per il Reparto, nell’interesse del Corpo e del Paese.


Ragusa  - Filmato mentre accoltella  fidanzata d’avversario, manette per tentato omicidio. Alessandro GRECO 30enne di Vittoria è stato anche ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre armato di coltello ferisce una donna in piazza San Giovanni. Gli  agenti  hanno arrestato il soggetto con l’accusa di  tentato omicidio. Gli uomini dell’Ufficio Volanti e della Squadra Mobile della Questura di Ragusa, hanno indagato sulla vicenda che sembra sia maturata in ambiti riguardanti  la droga ed hanno bloccato Alessandro Greco  con la grave accusa di duplice tentato omicidio ai danni di una donna rumena e del suo fidanzato di origini albanesi. I fatti si sono verificati nel tardo pomeriggio del 19 luglio a Ragusa in Piazza San Giovanni. Diverse  richieste di aiuto, alle ore 19,10 sono pervenute sulla linea 113 e segnalavano una donna ferita da un giovane armato di un grosso coltello. Due  volanti della Polizia in pochi attimi sono arrivate sul posto e, con le descrizioni del soggetto hanno immediatamente cinturato la zona, setacciando palmo palmo le vie del centro,  riuscendo in brevissimo tempo a bloccare il giovane che alla vista dei poliziotti ha cercato invano di disfarsi di un grosso coltello da cucina. Il soggetto è stato immediatamente bloccato, perquisito ed assicurato all’interno dell’auto di servizio. I poliziotti hanno recuperato e sottoposto a sequestro il coltello tipo macellaio, dalla lama lunga oltre 20 cm , intriso di sangue e capelli della vittima. L’individuo è stato condotto presso gli uffici della Squadra Volanti. Altri Agenti hanno prestato soccorso alla donna ferita, una cittadina rumena di 25 anni che perdeva sangue in modo vistoso dalla testa.  Un’ambulanza del 118 sul posto  ha trasportato la donna presso l’ospedale civile.  I  medici hanno suturato le lacerazioni  e mandato in osservazione la donna con una prognosi di 15 giorni per una ferita lacerocontusa da taglio nella regione parietoccipitale destra e trauma cranico. La complessa attività investigativa è partita da subito con gli uomini della Squadra Mobile impegnati su più fronti. I poliziotti hanno    rintracciato il fidanzato della donna, un cittadino albanese che si trovava sul posto al momento dell’aggressione. Il giovane ha raccontato che  mentre si trovava in Piazza San Giovanni, all’interno del portico dell’ex palazzo INA in compagnia della sua fidanzata, ha visto arrivare un giovane di sua conoscenza. Il personaggio  con passo deciso si è rivolto verso di lui e brandendo un grosso coltello da cucina ha tentato di colpirlo con forza. Il ragazzo è riuscito a schivare il colpo, nulla invece ha potuto la donna che a sua volta è stata colpita con un fendente al capo. Il feritore, subito dopo impugnando il coltello ha continuato a minacciare il giovane fino a quando si è allontanato dalla piazza per essere immediatamente dopo bloccato dagli agenti. La  donna presso l’ospedale, dopo le cure, è stata sentita ed ha confermato la versione del fidanzato affermando come l’individuo fosse arrivato con l’intento deciso di colpire prima il suo compagno e poi lei, usando la lama del coltello che brandiva a modo di pugnale.La  complicata ricostruzione dell’intera vicenda è stata supportata anche dalle immagini del sistema di videosorveglianza cittadino, di recente implementato con altre telecamere proprio nei pressi di Piazza San Giovanni e zone limitrofe. Il potenziamento della sorveglianza era stato deciso presso la Prefettura in esecuzione del Patto per Ragusa Sicura, a cui partecipa sia il Comune di Ragusa che i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e della Polizia Municipale. L’occhio elettronico ha ripreso interamente i fatti con la conseguenti responsabilità, immortalando il Greco che, con passo deciso raggiunge diretto le due vittime individuate, e con un grosso coltello cerca di attingere prima il giovane albanese indirizzandogli alcuni fendenti, e subito dopo ferisce alla testa la donna. Gli investigatori stanno lavorando alla ricostruzione anche del movente, con più probabilità legato al mondo della droga. La polizia  valuta che alcuni giorni prima lo stesso giovane albanese era stato arrestato proprio in quella piazza per spaccio di sostanza stupefacenti dalla Squadra Mobile insieme ad un altro soggetto italiano. Greco nella stessa circostanza era stato fermato quale acquirente della droga. Gli investigatori  ipotizzano sia che   abbia deciso di vendicarsi in questo modo del fatto che a suo parere gli fosse stata venduta una dose non corrispondente all’importo da lui versato e per questo era molto arrabbiato con il giovane albanese, che quale  altra ipotesi, connessa sempre all’acquisto della droga (avvenuto pochi giorni prima del tentato omicidio), potrebbe essere legata ad una paura da parte di Greco di venire “punito” dall’albanese per aver riferito alla Polizia da chi aveva acquistato lo stupefacente, e pertanto abbia anticipato la ritorsione cercando di uccidere il giovane e la sua fidanzata.  L’esito della complessa attività svolta sotto la costante direzione del P.M. di turno Dott. Francesco RICCIO, è stato l’arresto di Alessandro GRECO  già noto per duplice tentato omicidio il quale è stato  tradotto nel carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La Polizia il dirigente la Squadra Mobile   Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino CIAVOLA ed Il dirigente UPGSP  Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Filiberto FRACCHIOLLA commentano: “L’importante risultato è stato frutto della sinergia operativa tra gli uomini dell’Ufficio Volanti e la Squadra Mobile della Questura di Ragusa, che, supportati anche dalla tecnologia della videosorveglianza comunale hanno assicurato prontamente alla giustizia i responsabili di un grave fatto di sangue”. L’arresto nella mattinata di ieri, presso il Tribunale di Ragusa, a seguito di udienza, è stato convalidato e tenuto conto della sussistenza delle esigenze cautelari è stata applicata la misura della detenzione in carcere.


Santa Croce Camerina RG- Operaio per recuperare  suoi piccioni intrappolati nel pozzo cade e muore. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina sono intervenuti presso un’azienda agricola in contrada Randello di Ragusa poiché era stato segnalato un cadavere in un pozzo. I  carabinieri giunti sul posto hanno riscontrato la presenza del morto, un 48enne bracciante agricolo di origini tunisine ed hanno ricostruito, con l’aiuto della figlioletta tredicenne, la triste vicenda. L’uomo aveva notato che all’interno di un pozzo erano andati alcuni piccioni che lui allevava. Lo sventurato volendo recuperare i volatili, ha preso una corda, l’ha fissata e si è calato nel pozzo. La vittima ha perso l’appoggio di un piede ed è rovinata in fondo al pozzo, tra i tubi metallici per l’acqua, facendo un volo di circa cinque metri. Il poveretto ha fatto solo in tempo a dire alla figlia di andare a chiamare aiuto, poi è spirato per i traumi riportati al torace e alla testa. Il pubblico ministero, dopo l’ispezione cadaverica, ha disposto la restituzione della salma ai familiari.


Ispica  RG - Sbarco migranti, 33 salvati da  CC.  Una  barca a vela in legno di circa 15 metri, alle 03.30 di notte, è giunta nello specchio d’acqua antistante la località “Ciriga” del comune di Ispica, rimanendo bloccata a circa 50 metri dalla spiaggia. La Capitaneria di Porto, non potendo raggiungere l’imbarcazione a causa del fondale bassissimo,  ha  chiesto l’intervento dei militari della Motovedetta CC 813 di Pozzallo che, nonostante le pessime condizioni meteo marine (mare forza 6 da nordovest) ed i forti venti di maestrale (con raffiche da 15 a 30  nodi), sono riusciti a partire dal porto di Pozzallo con il battello pneumatico CC 75-79 (idoneo a navigare in così bassi fondali) e a raggiungere l’imbarcazione tempestivamente. L’equipaggio della Motovedetta con difficoltà, unitamente a militari della Capitaneria di Porto di Pozzallo, ha tratto in salvo i 33 cittadini extracomunitari, tra cui 19 uomini (di cui uno disabile), 9 donne e 5 minori (di cui due di pochi mesi)  verosimilmente provenienti dall’Iran, Iraq e Sri Lanka. Gli sventurati sono apparsi spossati ma comunque in buono stato di salute e giunti a riva, dopo i primi accertamenti, sono stati tutti trasportati presso l’“hotspot” di Pozzallo per le successive operazioni di identificazione e fotosegnalamento. Il tempestivo intervento degli operanti ha scongiurato l’ennesima tragedia del mare.


Santa Croce Camerina RG -  Carabinieri vestiti da postini eseguono 1 mandato di cattura. I militari della Stazione Carabinieri di Santa Croce Camerina, nel corso degli ordinari servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, hanno arrestato il tunisino HNAIEN HICHEM 35enne, che risultava colpito da un ordine di esecuzione di  detenzione, dovendo scontare la pena residua per il reato di lesioni aggravate commesso a Lipari il 10 settembre 2010. Il  soggetto, nella piccola isola dell’arcipelago delle Eolie, si era reso protagonista di un grave fatto di sangue.  Il tunisino con un suo connazionale, mentre era in preda ai fumi dell’alcool, per futili motivi, aggredì un altro suo connazionale, colpendolo al volto con una roncola, causandogli lesioni gravissime,  poi si diede alla fuga. l’aggressore,   fu subito individuato quale autore del fatto e, considerato anche che si trovava su di una piccola isola, da dove era praticamente impossibile fuggire senza essere notato, in brevissimo tempo fu rintracciato dai Carabinieri della locale Stazione e tratto in arresto per il reato di tentato omicidio. L’iter processuale della vicenda, iniziato allora, e nel corso del  quale il reato di tentato omicidio fu derubricato in lesioni gravissime, ha consentito ad HNAIEN HICHEM di essere scarcerato, dopo un primo periodo di custodia cautelare in carcere. Il  soggetto, al termine dei vari gradi di giudizio, è stato condannato, in via definitiva, alla pena di 3 anni di reclusione di cui, detratti il periodo già trascorso in carcere ed in regime di arresti domiciliari, deve   espiare 1 anno, 7 mesi e 4 giorni, in relazione ai quali la competente A.G. ha emesso il relativo ordine di esecuzione. L’ordine di esecuzione è stato  trasmesso ai militari della Stazione Carabinieri di Santa Croce Camerina dove, in passato, il ricercato è risultato aver avuto una occasionale dimora. I Carabinieri, hanno predisposto un apposito servizio per  rintracciare il soggetto.  I militari, valutando  che il luogo del domicilio fosse in aperta campagna e vi era il concreto rischio che il soggetto, notando da lontano il loro  arrivo, potesse darsi alla fuga, hanno preferito ricorrere allo stratagemma. I carabinieri si sono travestiti da postini, in modo da non destare sospetti. I militari nei panni di postini si sono   portati  sul posto, dopo essere entrati con la scusa di consegnare la posta, hanno rintracciato HNAIEN HICHEM, che è stato  tratto in arresto e, dopo le formalità di rito, associato presso la Casa Circondariale di Ragusa.


Ragusa – 1 morto per overdose: CC operazione Transporter arrestati 11 pusher. Il  decesso per overdose di Orazio Adamo 41enne, era avvenuto a Modica  nel dicembre 2014. 60 Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, dalle prime ore di questa mattina, stanno dando esecuzione a 11 provvedimenti di custodia cautelare emessi dal GIP del Tribunale di Ragusa su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di altrettanti soggetti di nazionalità tunisina, marocchina ed algerina, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti su tutto il territorio della provincia iblea. Si tratta di : Hossine LAHAMER 26enne algerino, già noto;  Khaled SAHLAOUI 27enne, tunisino, già noto; Lazhar SAHLAOUI 35enne tunisino  già noto; Mounir SAHLAOUI  32enne tunisino già noto;   Oualid DOGUI 20enne, italiano di origine tunisina, già noto. Una solida e pericolosa rete di spacciatori di sostanze stupefacenti quella che hanno sgominato questa mattina alle prime luci del giorno all’alba i Carabinieri della Compagnia di Modica che hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del tribunale di Ragusa, dott. Giovanni Giampiccolo, su richiesta  del Procuratore della Repubblica dr Carmelo Petralia e del sost. d.ssa Monica Monego, che hanno coordinato le indagini. Gli undici soggetti extracomunitari, con precedenti specifici,   avevano costituito un pericoloso sodalizio criminale dedito al trasporto, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. I  Carabinieri a carico del sodalizio hanno raccolto inconfutabili elementi di colpevolezza, poiché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, hanno illecitamente detenuto, trasportato, offerto, venduto o comunque ceduto a terzi sostanze stupefacenti del tipo eroina ed hashish. Le indagini del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica furono avviate nel mese di gennaio 2015 a seguito del decesso per overdose di Orazio Adamo 41enne, avvenuta a Modica  a dicembre 2014. I militari dell’Arma, coordinati dalla Procura iblea, dopo la morte di Adamo, hanno scandagliato e seguito i movimenti di vari soggetti tossicodipendenti della provincia di Ragusa, che hanno poi portato ad individuare diversi extracomunitari dediti all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, per lo più eroina ed hashish. L’inchiesta è stata particolarmente impegnativa e difficile anche per infrangere il muro di omertà dei soggetti coinvolti. Colui che materialmente ha fornito la dose letale all’assuntore deceduto per overdose fu, infatti arrestato ad aprile 2015. Le successive investigazioni nei confronti del gruppo criminale hanno poi portato ai risultati e gli arresti. Le attività investigative, si sono protratte per più di un anno a partire dal mese di gennaio 2015 ed hanno permesso di raccogliere gravi elementi probatori a carico degli indagati, consentendo di accertare i viaggi finalizzati all’approvvigionamento dello stupefacente, in diverse località della Sicilia, nonché di individuare i movimenti relativi all’attività di spaccio al minuto sulle varie piazze della provincia. I Carabinieri, nel corso dell’attività  hanno arrestato, in flagranza, 5 soggetti, ritenuti i “corrieri” della droga,  ed ancora detenuti, ed hanno sequestrato 2 kg di hashish e 300 gr. di eroina pura. La sostanza, una volta tagliata avrebbe consentito di immettere nel “mercato” migliaia di dosi ed avrebbe fruttato decine di migliaia di euro.  I militari, nel corso delle indagini hanno accertato più di 30 episodi di spaccio avvenuti  su tutta la provincia di Ragusa, in particolare, oltre che nel capoluogo, a Modica, Ispica, Pozzallo, Scicli e Santa Croce Camerina, località dove gli indagati gestivano i loro traffici grazie ai quali ricavavano cospicue somme di denaro che in parte serviva per il loro sostentamento ed in parte veniva reinvestito per l’acquisto dello stupefacente. Il giro di affari complessivo smantellato dai Carabinieri è stato stimato per migliaia di euro. I carabinieri hanno segnalato alla Prefettura - ai sensi dell’art. 75 del dpr.309/90 - tutti gli assuntori identificati nel corso dell’operazione. Gli investigatori, nel corso delle perquisizioni domiciliari nei confronti di soggetti in qualche modo collegati agli arrestati, dirette alla ricerca di stupefacente, a Punta Secca hanno rinvenuto e sequestrato altri 4 kg di hashish ed è stato arrestato in flagranza il cittadino italiano di origine tunisina Oualid DOGUI 20enne, già noto alle forze di polizia. Gli  arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti in carcere come disposto dal provvedimento emesso dal Tribunale di Ragusa, mentre per quelli già ristretti l’ordinanza è stata notificata presso l’istituto di pena. Le indagini proseguono per la cattura degli altri soggetti al momento irreperibili.


Catania Bimbo azzannato a Ragusa, operato a Cannizzaro Catania, intervento riuscito. Il piccolo è ricoverato nell'ospedale Cannizzaro di Catania, nel reparto di Chirurgia Plastica. Il bambino di dieci anni era stato azzannato ieri pomeriggio al volto da un cane, a Ragusa. Il piccolo era arrivato con elisoccorso nel Pronto Soccorso del Cannizzaro attorno alle 20.30 e nella notte è stato operato dai chirurghi plastici. L'intervento si è reso necessario per trattare le profonde ferite, che interessano in particolare la regione della bocca e l'area intorno agli occhi. I  medici, al termine dell'operazione, durata circa due ore e perfettamente riuscita, si sono riservati la prognosi circa la funzionalità, i cui tempi di ripresa saranno da valutare nei prossimi giorni. Il bambino, costantemente monitorato dal personale sanitario, è assistito dai genitori. La famiglia proviene da Ragusa. Il  ragazzo  era stato azzannato al volto da un cane, ed erano intervenuti i carabinieri. I militari della stazione carabinieri di Ragusa Principale e quelli del Nucleo operativo e radiomobile erano intervenuti presso un parco pubblico nella zona di via Archimede poiché il giovane era stato ferito da un cane. I fatti sono accaduti ieri sera intorno alle 19,30. Alcuni  bambini di nove/dieci anni stavano giocando a pallone in un piccolo giardino pubblico sopra via Archimede a Ragusa, quando, per motivi non chiari, un meticcio di taglia media che scorrazzava liberamente nel parco senza guinzaglio, ha aggredito uno dei ragazzi azzannandolo al volto. La ferita è apparsa subito molto grave poiché il morso ha staccato un pezzo di guancia. Qualcuno ha portato del ghiaccio e del disinfettante. Altri hanno chiamato il 118 ed il 112. Un'ambulanza  ha portato via il bimbo, che poi è stato  portato in elicottero  a Catania. I carabinieri hanno sentito i testimoni e la proprietaria del cane che ha ammesso di non avere tenuto l’animale al guinzaglio. Il cane è stato sequestrato ed affidato al canile municipale. La signora sarà denunciata alla Procura della Repubblica per il reato di lesioni personali colpose gravissime. L'animale, per quanto buono e tranquillo, non è  stato prevedibile. Il comportamento del cane potrebbe non essere quello che un bambino si attende e quindi per il bene di tutti ed il rispetto del regolamento comunale sarebbe meglio usare il previsto guinzaglio.


Scicli RG -Vigilantes con pistola minaccia ex moglie: CC sequestrati fucili in casa, 1 denunciato.   I militari hanno anche sequestrato preventivamente altre armi regolarmente detenute dal vigilantes. Una  guardia giurata di 45 anni, la scorsa notte, dopo essersi recato a casa della ex, l’ha aggredita prima verbalmente con frasi ingiuriose, successivamente le ha sferrato uno schiaffo in faccia.La guardia giurata non contenta avrebbe impugnato la sua pistola tenuta legalmente, ed avrebbe minacciato di morte la donna continuando ad offenderla per poi andarsene. I Carabinieri della Tenenza di Scicli sono intervenuti a casa della donna che ha denunciato i fatti avvenuti poco prima. I  militari dell’Arma, basandosi su quanto dichiarato dalla denunciante, si sono recati in casa della guardia giurata nella quale hanno trovato, oltre alla pistola utilizzata per minacciare la ex, anche altre armi da sparo, 4 fucili, 1 carabina ed 1 pistola e diverse munizioni, tutto regolarmente detenuto e denunciato. I  Carabinieri, a seguito dei fatti verificatisi, hanno proceduto al sequestro preventivo di tutte le armi ed hanno deferito in stato di libertà il personaggio per i reati di minaccia aggravata ed ingiuria.


Ragusa - Carabinieri arrestano 2 corrieri droga su statale per Catania. Si tratta di Marco Aiello ed Anthony Calabrese entrambi 20enni già noti alle forze dell’ordine. I militari delle stazioni di Ragusa Principale e Ragusa Ibla,  e   del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Ragusa hanno arrestato 2 giovani ragusani per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. I militari erano impegnati in un servizio “a largo raggio” per il controllo coordinato del territorio e stavano perlustrando la zona tra contrada Castiglione e Contrada Coffa (di Chiaramonte), una zona molto periferica del capoluogo. L’area è  poco controllata ma transitata da persone, mezzi, materiali   talvolta meno leciti. Un’autopattuglia stava svolgendo un posto di controllo per i veicoli provenienti da nord (provincia di Catania).  Un  camion è sopraggiunto ed i militari hanno deciso di fermarlo. Il mezzo pesante stava accostando quando il militare s’è accorto che da dietro una piccola autovettura bianca pericolosamente ha sorpassato. Il  militare, che poteva quasi essere investito, pur non essendoci violazioni del codice della strada, ha deciso di intimare l’alt all’auto e mandare via il camion. I  due carabinieri, quando i sospetti hanno accostato e spento il motore a bordo della vettura hanno visto due vecchie loro conoscenze, 2 giovani ragusano noti per i loro trascorsi di droga. Il veicolo noleggiato a Catania ha fatto insospettire i due militari. Gli investigatori hanno ritenuto poco comprensibile il fatto che un ragusano potesse andare a Catania per  noleggiare un mezzo. I  militari in aggiunta ai pregressi episodi nel ramo stupefacenti, hanno deciso di procedere a perquisizione.  I carabinieri, hanno quasi subito, trovato sotto il sedile del passeggero 1 bel sacchetto in plastica termosaldata rigonfio di inflorescenza di marijuana. I militari hanno  chiesto l’intervento di altre pattuglie che erano in zona, i due sono stati portati in caserma dove sono stati sottoposti a rilievi fotosegnaletici e dichiarati in  arresto per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in concorso. I  due personaggi, d’intesa con il pubblico ministero, dott. Gaetano Scollo, sono stati accompagnati al carcere di contrada pendente a Ragusa. I  carabinieri iblei consapevoli che il consumo e lo spaccio di droga affliggono la provincia ragusana sono quotidianamente impegnati in tutti i comuni nel contrasto di chi vende  ed in questo caso trasporta il veleno con cui i giovani si fanno del male.


Modica  RG - Pozzallese 18enne ferito con arma da fuoco. I Carabinieri hanno avviato le indagini. Un  giovane pozzallese di 18 anni, la scorsa notte, alle 2.00 circa,  si è presentato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Modica con una ferita d’arma da fuoco alla gamba sinistra. Il proiettile aveva trapassato il polpaccio sinistro, del  malcapitato, che non è in pericolo di vita, infatti i medici, dopo le prime cure  hanno giudicato il ferito guaribile in gg. 25 s.c.. I  Carabinieri della Stazione di Pozzallo e del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica sono intervenuti sul posto ed hanno avviato le indagini per fare luce sulla vicenda e sulle circostanze che hanno portato al ferimento del giovane.


Ragusa Esplode gas in casa,  56enne  in gravi condizioni. I militari delle stazioni di Ragusa Principale sono intervenuti questa mattina intorno alle ore 6,20 presso un’abitazione del centro cittadino lungo via San Francesco. I  vicini di casa, poco prima, avevano sentito un’esplosione ed avevano chiamato il numero unico di pronto intervento 112. Oltre  ai carabinieri, sul posto,  sono giunti un’ambulanza del 118 ed una squadra dei Vigili del fuoco. I militari ed i vigili hanno ricostruito la vicenda secondo cui  l’uomo che abita nel monolocale all’ultimo piano è rimasto gravemente ustionato per l’esplosione del gas GPL fuoriuscito dalla bombola dell’angolo cottura. Il motivo della fuga di gas non è chiaro, ma i carabinieri hanno riscontrato che il tubo di gomma avrebbe dovuto essere sostituito già dal 2010. L’esplosione ha causato lo spostamento di un muro di foratini e la bruciatura del solaio e dei muri.   I  Vigili del fuoco hanno dichiarato l’immobile inagibile. La vittima, un 56enne di Ragusa, è in prognosi riservata all’ospedale civile.


Acate RGCC 1 in carcere per armi. Si tratta di Emanuele Morana 51enne acatese. Controllo del territorio. Arrestato un pregiudicato.  L’attività di controllo del territorio da parte dei militari della Compagnia Carabinieri di Vittoria (RG), nell’ambito dei servizi straordinari predisposti dal Comandante Provinciale di Ragusa, prosegue incessantemente al fine di reprimere ogni tipologia di reato. L’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, ha consentito, ai militari della Stazione di Acate, di arrestare di mattina, in ottemperanza all’ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali, Emanuele Morana   già noto acatese. L’esecuzione, finalizzata all’applicazione della misura limitativa della libertà personale, impone al soggetto di scontare la pena residua, determinata in 3 anni e  5 mesi di reclusione, poiché  giudicato colpevole dei reati di ricettazione in concorso e di porto di armi ed oggetti atti ad offendere, commessi tra il 1993 ed il 1999 nella provincia di Ragusa. il personaggio, ben noto ai militari dell’Arma che lo avevano già deferito in stato di libertà in passato per reati commessi in territorio di Acate, è stato rintracciato dopo una breve attività di ricerca e portato nel carcere di Ragusa per l’espiazione della pena.


Ragusa - Blitz NAS CC in aziende sanzionati commercianti fuori norma. I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e sanità (NAS) di Ragusa hanno condotto negli ultimi giorni diversi controlli presso aziende che si occupano di preparazione e/o somministrazione di alimenti. Il primo ad essere controllato e sanzionato un pozzallese cinquantaquattrenne, titolare di un bar in quel centro. All’atto del controllo aveva nell’esercizio commerciale venti chilogrammi di alimenti mal conservati. È stato quindi denunciato alla Procura della Repubblica iblea per la violazione penale delle disposizioni del testo unico su alimenti e bevande per il reato di detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Anche un bar-forno nel capoluogo è stato controllato con esiti poco felici. Il noto esercizio commerciale, gestito da una sessantenne ragusana, ha presentato diverse irregolarità. In particolare, nel deposito/magazzino, peraltro assente dalla planimetria della registrazione sanitaria, è stata riscontrata l’assenza di areazione e illuminazione naturali, la carenza nella sicurezza per avere il soffitto di altezza inferiore a 190 centimetri, nonché infine la carenza di condizioni igienico-sanitarie con scrostature dell’intonaco, macchie di umido e pavimento danneggiato. Analoga situazione nel laboratorio e panificazione con pavimento rotto in più punti, macchie di umido e vecchie ragnatele. Addirittura nel laboratorio è stato successivamente innalzato un muro per creare una stanza ove lavorare il pane. Stanza non indicata nelle planimetrie. Infine violazioni dell’HACCP (il protocollo di analisi dei pericoli e dei punti critici di controllo), con la mancata indicazione delle pulizie settimanali e mensili. La situazione è stata con urgenza segnalata all’Autorità sanitaria, il sindaco di Ragusa, al fine di valutarne l’opportuna ordinanza di chiusura. L’ultimo controllo svolto con esiti spiacevoli, a una ditta di autotrasporti di sostanze alimentari. Il controllo, svolto d’intesa coi medici dell’ASP7, ha permesso di scoprire che l’amministratore e un autotrasportatore avevano sostituito il latte contenuto in una cisterna, già sottoposto a sequestro poiché positivo alla ricerca di sostanze inibenti (farmaci quali antibiotici e sulfamidici, nocivi non solo per la salute del consumatore, ma anche ai fini della flora lattica utile della caseificazione), rimuovendone i sigilli, con altrettanti litri di latte “pulito”. I due, un ragusano cinquantenne e un nisseno quarantacinquenne, sono stati denunciati alla procura della Repubblica iblea per i reati di violazione dei sigilli e alienazione di cose sottoposte a sequestro penale. Il capoluogo ibleo ha la fortuna di avere la presenza, accanto ai militari dei comandi provinciale, di compagnia e delle stazioni, anche dello specializzato Nucleo dei NAS, carabinieri che oltre ad essere ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, sono anche ispettori sanitari. Tale qualifica ne legittima l'operato, nell'arco diurno e notturno, in tutti quei luoghi ove vi è produzione, somministrazione, deposito o vendita di prodotti destinati all'alimentazione umana. Le competenze dei NAS, oltre che nel campo alimentare, spaziano dalla sanità agli stupefacenti, farmaci, cosmetici, erboristeria, e nel contrasto alla vendita di quei beni di uso comune e quotidiano (giocattoli non autorizzati dalla UE) potenzialmente nocivi per la salute umana.


Modica RG Rapinarono coetaneo, CC 22enne ai domiciliari. Un altro giovane di 21 anni sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.g. I  Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica di sera, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa in accordo alle risultanze investigative raccolte dai militari dell’Arma, nei confronti di Ahmed Tami 22enne marocchino,  che è stato sottoposto agli arresti domiciliari ed Alessandro Migliore 21anni modicano, sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.G..  I due giovani, infatti, entrambi già noti alle forze di polizia, sono ritenuti responsabili di una rapina nei confronti di un coetaneo avvenuta lo scorso gennaio 2016. I carabinieri, nello specifico, nel corso di apposita attività d’indagine, hanno accertato le responsabilità penali dei due giovani che, il 30 gennaio 2016, avevano aggredito un altro coetaneo al fine di procurarsi un ingiusto profitto.   I  soggetti avevano colpito con calci e pugni la vittima e gli avevano sottratto l’orologio ed il portafogli contenente la somma di 600 euro, cagionandogli anche delle lesioni personali.   I  militari dell’Arma, a conclusione dell’attività investigativa avviata a seguito della rapina, hanno informato l’Autorità Giudiziaria di Ragusa che, condividendone gli elementi di reità raccolti a carico dei due soggetti, ha emesso il provvedimento di applicazione di misura cautelare. 1 dei due giovani, Ahmed Tami, nel corso delle indagini è stato anche individuato quale autore di un tentato furto avvenuto lo scorso 16 gennaio a Modica, presso la pasticceria “Chantilly” di Corso Umberto.   Il  giovane marocchino aveva tentato di forzare la porta in vetro dell’esercizio commerciale al fine di impossessarsi di quanto ivi contenuto, tuttavia, senza riuscire nell’intento. I  Carabinieri al termine delle formalità di rito, hanno sottoposto Ahmed Tami agli arresti domiciliari  ed Alessandro Migliore all’obbligo di presentazione alla P.g..


Pozzallo  RG - Antidroga in piazza San Pietro, CC arrestano 2 ai domiciliari. Si  tratta di Ben Rejeb Wele 18enne nato a Marsala ed Arianna Alyse Aquila 18enne entrambi residenti a Pozzallo che, dopo le formalità di rito sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. I soggetti avevano appena ceduto dello stupefacente ad un giovane e sono stati trovati in possesso di diverse dosi di marijuana. I Carabinieri della Stazione di Pozzallo, di sera, nel corso di un predisposto servizio antidroga, hanno tratto in arresto per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti Ben Rejeb Wele, nato a Marsala, e Arianna Alyse Aquila, entrambi 18enni, residenti a Pozzallo ed incensurati. I Carabinieri, infatti, hanno notato i due ragazzi che, con fare sospetto, si aggiravano per le vie del centro di Pozzallo e, dunque, dopo averne seguito gli spostamenti, li hanno sorpresi in piazza San Pietro mentre stavano cedendo 1 involucro ad un altro giovane pozzallese. I militari dell’Arma, avendo intuito che si stava trattando di una cessione di sostanza stupefacente, sono intervenuti ed hanno bloccato tutti i soggetti. I 2  spacciatori sono stati sottoposti a perquisizione personale e sono stati trovati in possesso di circa 10 grammi complessivi di marijuana, già suddivisi in ben 16 dosi, nonché di soldi in contanti di piccolo taglio per circa 80 euro, provento dell’attività di spaccio, dunque sono stati dichiarati in stato di arresto. L’altro giovane pozzallese, invece, sorpreso ad acquistare la sostanza stupefacente, è stato segnalato amministrativamente alla Prefettura di Ragusa per uso personale. I Carabinieri hanno condotto in caserma Ben Rejeb Wele ed Arianna Alyse Aquila e, dopo le formalità di rito, su disposizione del sostituto Procuratore di turno, dott. Andrea Sodani, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. La sostanza stupefacente rinvenuta ai giovani, invece, è stata sequestrata dai Carabinieri e trasmessa presso il laboratorio analisi dell’ASP di Ragusa per i successivi esami qualitativi e quantitativi. Intanto, i militari dell’Arma proseguiranno anche nei prossimi giorni con ulteriori e mirati servizi antidroga soprattutto nelle piazze maggiormente frequentate dai giovani e nei luoghi di ritrovo.


Catania Questura : nuova procedura per segnalare persona scomparsa. Si informa che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha attivato – analogamente a quanto già previsto per i furti di veicoli – una nuova procedura che consente al cittadino di segnalare telefonicamente alle Forze dell’Ordine l’improvvisa scomparsa di una persona. Il segnalante potrà, per esempio in tal caso chiamare il numero di emergenza (113)  della Polizia di Stato e  indicare i dati essenziali della persona da rintracciare. La Sala Operativa ricevuta la notizia, darà immediata comunicazione a tutte le pattuglie presenti su strada per attuare le prime ricerche , spesso fondamentali in casi di questo tipo. Inoltre la segnalazione verrà immediatamente  inserita nell’apposita banca dati. Tale segnalazione non è però sostitutiva della denuncia di scomparsa che – così come per la denuncia di furto – dovrà essere formalizzata entro le successive 72 ore dalla comunicazione telefonica la quale, in mancanza di formalizzazione, verrà eliminata dalla banca dati dell’Ufficio della Forza di Polizia che l’ha ricevuta. Si raccomanda pertanto il corretto uso della suddetta procedura che, in caso di attivazione, deve necessariamente prevedere due fasi distinte: la segnalazione telefonica (facoltativa) e la formalizzazione della denuncia di scomparsa (necessaria) entro le successive 72 ore presso l’Ufficio della Forza di Polizia. Questa nuova procedura consente di far circolare l’informazione con la massima tempestività possibile per incrementare le probabilità di successo nelle ricerche e pertanto gli utenti dovranno fornire quanti più elementi possibili compresi il luogo e la struttura da cui la persona potrebbe essersi allontanata allo scopo dell’individuazione del soggetto scomparso.


Santa Croce Camerina RG- Polizia arresta latitante rumeno ricercato per furto. La Squadra Mobile ha tratto in arresto su mandato dell’Autorità Giudiziaria rumena Cosmin Dragos LUNGU

 22enne nato in Romania in quanto ricercato per aver commesso diversi furti in abitazione nel suo paese natale. La Polizia  di Ragusa dopo aver ricevuto la segnalazione dalla Polizia rumena si è subito attivata per le ricerche nel territorio ibleo. I  cittadini rumeni che cercano un nascondiglio in provincia di Ragusa, come spesso è accaduto negli ultimi mesi, sono tanti e forti della numerosa comunità di loro connazionali. Il dirigente la squadra mobile Commissario Capo della Polizia di Stato Dott. Antonino Ciavola ha dato direttive ai  poliziotti che dopo aver fatto una lunga ed attenta attività di osservazione dei luoghi frequentati da cittadini rumeni in diversi comuni iblei e frazioni marinare, hanno riconosciuto dalla foto il latitante rumeno, ma non vi era la certezza. Longu, ieri dopo l’ennesimo pedinamento, veniva visto entrare in un’abitazione di Santa Croce Camerina dove dopo è stato accertato vivesse già da mesi. Il ricercato non ha opposto resistenza ed ha fornito il suo documento d’identità rumeno che ne attestava le generalità. Longu, al termine della comparazione effettuata dalla Polizia Scientifica, sui dati del ricercato e quelli forniti dalla Polizia rumena, è stato tratto in arresto su mandato europeo spiccato dall’Autorità Giudiziaria di quel paese. Gli uomini della Squadra Mobile al termine degli accertamenti hanno condotto l’arrestato in carcere a Ragusa in attesa che venga definita la richiesta di estradizione in Romania.“La Polizia di Stato in collaborazione con la Polizia rumena ha assicurato alla giustizia un pericoloso criminale che dopo aver commesso diversi reati nel paese d’origine è fuggito cercando rifugio a Ragusa, segno di una sinergia tra forze di Polizia che da tempo offre importanti risultati in termini di sicurezza per i cittadini europei”.


Comiso  RG  - Carabinieri incontrano studenti per prevenzione e cultura legalità. Gli incontri sono nell’ambito del progetto “Cultura della legalità” della Compagnia Carabinieri di Vittoria, organizzati con gli studenti delle scuole medie superiori ed inferiori presenti nel territorio della giurisdizione, comprendente i Comuni di Vittoria,   Comiso, Chiaramonte Gulfi e Acate. Il  Comandante della Compagnia Carabinieri di Vittoria, Capitano Daniele Plebani, nella mattinata a Comiso, ha incontrato il dirigente scolastico, dott.ssa Giovanna Lauretta, i professori e gli alunni delle 3^ medie dell’Istituto Comprensivo “G. Verga”. L’ufficiale nell’occasione ha parlato sul tema della legalità, con riferimento alle figure simbolo della lotta alla mafia, facendo altresì comprendere il delicato ruolo di operatore sociale svolto nella quotidianità dal Carabiniere, con la proiezione di un video illustrativo delle funzioni dei Reparti dell’Arma dislocati su tutto il territorio nazionale. L’incontro è stato anche un momento di condivisione e di sensibilizzazione su tematiche di stretta attualità e sugli episodi di vita vissuta quotidianamente dagli alunni, che numerosi sono intervenuti con domande, supportati dal meritorio lavoro che giornalmente il dirigente scolastico e gli insegnanti fanno in questa scuola nell’ambito dei progetti formativi sulla legalità. La conferenza è la prima di una serie, che vedrà protagonisti gli alunni di elementari e medie, nel corso delle quali verranno trattati vari temi, soprattutto legati al bullismo e al cyber bullismo ed afferenti i pericoli derivanti dall’uso di internet e dei social network, nonchè quelli connessi alla diffusione delle droghe tra i giovani.


 

Vittoria RGCC 1 in manette: furto, rapina e detenzione per spaccio. Si tratta di Roberto Trovato 31enne. L’attività di prevenzione e di repressione dei reati nel territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, prosegue senza sosta nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dal Comandante Provinciale di Ragusa. L’intenso lavoro, dei militari in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale ibleo, ha consentito, nel tardo pomeriggio di ieri, di trarre in arresto, in ottemperanza all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’anno in corso, il  già noto Roberto Trovato. Il vittoriese, in base al provvedimento limitativo della libertà personale emesso dal Gip presso il Tribunale di Catania, è ritenuto responsabile dei reati di furto, rapina e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commesse in tutto il territorio ibleo, e nello specifico nei comuni di Vittoria,  Ragusa, Comiso e Pozzallo, tra il 2002 e il 2008: dovrà scontare complessivamente cinque anni e 7 mesi di reclusione. Roberto Trovato rintracciato dai Carabinieri della Stazione di Vittoria, è stato condotto nella caserma di via Garibaldi dove sono state espletate le formalità di rito, al termine delle quali è stato ristretto presso la casa Circondariale di Ragusa, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, dott.ssa Monica Monego, per i provvedimenti di competenza.


Modica RG Scontro Renault-Fiat : 1 fugge, abbandona donna ferita. I vigili urbani indagano sull’incidente stradale verificatosi in via Silla, essendo fuggita 1 auto coinvolta.  Il conducente di un’autovettura si è allontanato, senza prestare soccorso, ad una donna rimasta ferita a seguito del sinistro stradale. Lo scontro tra i mezzi è avvenuto ieri in tardo pomeriggio in Via Silla. Una Renault Twingo ed una Fiat 500, si sono scontrati, quest’ultima macchina era condotta da M.F., 54 anni, modicana, rimasta ferita. L’automobilista al volante della Renault, invece, di fermarsi si è perentoriamente allontanato facendo perdere le sue tracce. L’ambulanza del 118, è intervenuta sul posto ed ha trasportato la vittima al Pronto Soccorso.  Una  pattuglia della polizia locale ha avviato gli accertamenti e raccolto elementi utili per risalire al veicolo fuggito, compresa la parte posteriore del paraurti. I vigili ritengono si tratterebbe, di una Renault Twingo, di colore verde chiaro, vecchio modello, della quale sono stati acquisiti alcuni elementi della targa oltre a diversi testimoni secondo i quali alla guida ci sarebbe stata una donna. Le  immagini delle telecamere di videosorveglianza del quartiere Sacro Cuore sono al vaglio dei vigili urbani per individuare specificatamente il mezzo fuggito il cui conducente potrebbe essere accusato del reato di omissione di soccorso. La vittima è stata ricoverata presso il locale nosocomio.


Comiso RG - Ciclista muore in incidente sulla Pedalino-Comiso, inchiesta CC. La vittima dall’apparente nazionalità straniera non né stata ancora identificata. L.M.S  22enne di Mazzarrone (CT) era alla guida di una Volkswagen Golf di colore scuro. La vettura condotta dal giovane e la bicicletta, guidata da un uomo di probabile nazionalità straniera, deceduto sul colpo, sarebbero venute a contatto. I  Carabinieri della Stazione di Comiso e dell’Aliquota Radiomobile di Vittoria, sono immediatamente intervenuti sul posto per i rilievi planimetrici, al fine di delineare la dinamica del sinistro: contestualmente i mezzi coinvolti sono stati sottoposti a sequestro. Il cadavere del ciclista, è stato trasportato da personale del 118 presso la camera mortuaria dell’Ospedale “Guzzardi” di Vittoria, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea, dott.ssa La Placa, per gli accertamenti finalizzati alla sua identificazione e per un successivo esame autoptico.


Modica  RG -  Polizia denuncia bullo scolastico 14enne: indotti 12enni ad assumere sostanze. La Polizia di Stato ha denunciato “bullo” di 14 anni che ha pestato un compagno di classe  12enne e fatto sniffare un medicinale ad altri coetanei. I medici hanno dichiarato che il medicinale assunto non ha effetto stupefacente ma può causare danni alla salute. La Polizia di Stato  Squadra Mobile, poco prima del periodo di interruzione scolastica, era stata contattata da genitori di alunni di in una scuola media di Modica (RG), poiché allarmati per quanto accaduto ai loro figli. Padri e madri, si erano rivolti agli investigatori per trovare un rimedio ai diversi atti di “bullismo” compiuti ai danni dei loro figli da parte di un 14enne, commessi in presenza peraltro di altri compagni di classe che lo spalleggiavano. Agenti specializzati della Polizia di Stato prendono subito contatto con il dirigente scolastico ed il personale docente quando sussistono motivi che fanno sospettare come i reati commessi dai “bulli” avvengano tra le mura della scuola. Il preside era già stato informato dai genitori di alcuni alunni di una classe, che avevano segnalato un ragazzo poco più grande degli altri, che stava creando dei problemi ed in particolar modo aveva picchiato un compagno di classe. Il bullo 14enne, pochi giorni dopo il pestaggio, aveva offerto un medicinale da sniffare ai 12enni che avevano deriso il compagno di classe picchiato, il tutto durante l’orario scolastico, approfittando di una distrazione del professore che durante la ricreazione era fuori dall’aula. Il  fenomeno del “bullismo” non consiste solo in comportamenti arroganti e di sopraffazione sul compagno di scuola o coetaneo meno forte fisicamente o psicologicamente, ma si tratta di veri propri reati, come più volte ricordato dalla Polizia di Stato. Il  14enne, in questo caso, è accusato di avere compiuto più reati contro i quali si procede a querela di parte, ovvero quello di lesioni personali ed anche quello di somministrazione di un medicinale senza alcun titolo abilitativo, esercitando abusivamente una professione sanitaria. Se è vero che questa tipologia di medicinali può essere venduta liberamente dai farmacisti, non è comunque lecito offrirla per farla sniffare ad altri minori, peraltro ancora 12enni, stante il fatto che come più volte ribadito dai medici può procurare gravi lesioni. La  Polizia di Stato, raccolte le denunce di alcuni genitori e le dichiarazioni di altri che si sono ad oggi riservati di presentare formale querela, ha  convocato il minore interessato ed i suoi genitori. Il giovane in lacrime, si è scusato per quanto commesso, non essendosi reso conto della pericolosità dei gesti da lui compiuti. La pericolosità dei gesti compiuti, sta soprattutto nel fatto che durante un’aggressione fisica, un colpo inferto in modo errato può causare gravi danni, anche permanenti. La Squadra Mobile ed il dirigente scolastico della scuola interessata sono sempre stati in contatto durante il periodo di interruzione per le festività natalizie, al fine di poter subito porre rimedio ai fatti accaduti, sia da un punto di vista disciplinare che per i reati commessi. La Polizia di Stato e le scuole, nel principio di reciproca collaborazione, ogni anno portano a termine dei percorsi sulla legalità, che sono ottimi strumenti per prevenire fatti del genere e, comunque evitare che vengano portati a conseguenze più gravi. “La Polizia di Stato raccomanda a tutti i giovani di denunciare i fatti reato subiti e di non sottovalutare quanto commesso dai coetanei o da ragazzi poco più grandi, in quanto non si tratta di stupidi scherzi ma di veri e propri reati”. Questo pericolosissimo fenomeno,  sarebbe di “moda” tra i giovani statunitensi prima ed adesso anche in Italia, i medici si sono espressi descrivendone i rischi: “Questi farmaci, a base di Ketoprofene, ha la triplice azione di antinfiammatorio, antidolorifico e antipiretico, al pari dell'aspirina, anche se con più o meno efficacia a seconda delle indicazioni. Gli effetti collaterali negativi sono, proprio come l'aspirina, a livello gastrico: dal momento che inibisce la formazione di quella pellicola che protegge le pareti dello stomaco dai succhi gastrici, può provocare ulcera. Effetti più importanti, in caso di abuso, si possono avere anche in pazienti che hanno già altre patologie, come in malati cronici di insufficienza renale o con patologie epatiche, ma si tratta di soggetti particolari. In realtà, in persone normali o anche in ragazzi, se sniffato non è provato che abbia alcun effetto stupefacente ma come minimo un’irritazione della mucosa nasale”.


Santa Croce CamerinaBypass a  condotta idrica,  ruba  acqua: CC denunciano santacrocese. I militari della stazione carabinieri di Santa Croce Camerina hanno denunciato un sessantenne del luogo per aver rubato l’acqua pubblica e per aver minacciato e ingiuriato l’addetto ai controlli. Il  problema della rete idrica a Santa Croce Camerina da tempo ormai è molto sentito. Spesso accade che i rappresentanti della “Mediale srl”, impresa che gestisce il servizio di fornitura acqua potabile, si presentino presso il locale comando dell’Arma per denunciare manomissioni dei contatori, allacci abusivi e furti d’acqua. Gli  interventi delle pattuglie dei carabinieri sono stati tanti nel corso del tempo e le indagini volte a identificare i rei a seguito delle numerose denunce presentate dalla “Mediale srl”.  I  CC hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa un sessantenne, G.L.G., agricoltore incensurato, oltre che per furto aggravato anche per ingiuria e minaccia. Alcuni operai della “Mediale srl, infatti, stavano eseguendo uno scavo quando si sono accorti di un allaccio abusivo alla rete idrica finalizzato a “bypassare” il contatore. Il proprietario dell’abitazione e titolare del contatore, presente sul posto, ha minacciato il geometra responsabile dei lavori dicendo che prima o poi si sarebbero rivisti. Non solo, ha anche appellato quali “ladri” tutti i presenti dipendenti della “Mediale srl”. Ai carabinieri altro non è restato che denunciarlo per i reati sopra indicati. I carabinieri rilevano che “non è il primo caso di furto d’acqua e non sarà nemmeno l’ultimo. I carabinieri, vigili esecutori della legge dello Stato, sono tenuti a denunciare per furto tutti coloro che abusivamente si allacciano a reti idriche, elettriche e/o del gas. In taluni casi, quelli di maggiore gravità, il codice prevede che si possa addirittura procedere all’arresto. Cosa che in passato è successa, specialmente per la corrente elettrica (il cui furto evidentemente crea maggiore danno economico rispetto all’acqua). I controlli, quindi, continueranno su richiesta e d’intesa con la ditta concessionaria. I furbetti sono avvisati”.


Ragusa - Narcotici ferma pusher e cliente col figlio di 8 anni. L’assuntore è risultato positivo agli stupefacenti mentre era alla guida dell’auto sulla quale viaggiava col bimbo. Il soggetto è stato denunciato, la patente è stata ritirata ed è stato segnalato ai servizi sociali. La Polizia di Stato  Squadra Mobile, durante un controllo effettuato dalla Sezione Narcotici, ha notato 2 in piazza Libertà a Ragusa, 1 era giunta in quel momento a bordo di 1 auto. Considerato che si trattava di 2 personaggi noti gli agenti di Polizia si sono nascosti per osservare i movimenti. 1  dei 2 era con il figlio. Gli  agenti non si sono capacitati di ciò che stesse accadendo. 1 dei 2 ha dato la mano all’altro come per scambiare qualcosa e visti i precedenti specifici, gli uomini della Squadra Mobile hanno proceduto al controllo. La  perquisizione ha evidenziato che A.R.  27enne fosse in possesso di 7.5 gr. di hashish che di sicuro stava vendendo a B.C. 42enne il quale ha negato l’evidenza dei fatti in quanto non è stato trovato in possesso di sostanza. Gli  investigatori ritengono che forse  il maldestro abbia buttato il tutto per terra in quanto era 1 piccola dose oppure lo scambio era avvenuto solo per il denaro e non per la droga. A.R. è stato denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, non potendo procedere al suo arresto in quanto la normativa, per come novellata, non permette la custodia cautelare in carcere per modiche quantità. B.C. essendo alla guida di 1 veicolo (in compagnia del figlio di 8 anni) è stato invitato a sottoporsi agli accertamenti tossicologici per verificare se avesse assunto sostanze stupefacenti. Gli agenti, dalla sintomatologia del soggetto hanno acclarato che il personaggio avesse assunto stupefacenti, ma solo le analisi effettuate presso il laboratori dell’ASP hanno permesso di appurare che lo stesso fosse positivo ai cannabinoidi ed in atto vi sono ulteriori indagini di laboratorio per verificare la quantità presente. La droga sequestrata ad A.R. verrà distrutta con decreto del Pubblico Ministero ed il denunciato sarà processato a breve ed essendo recidivo rischia di pagare per intero la pena. B.C., non potrà guidare (una volta accertata la quantità di sostanza stupefacente presente nell’organismo) da 1  a 2 anni (la sanzione sarà definita dalle competenti Autorità) in quanto positivo agli stupefacenti. La  Squadra Mobile, considerato che il padre è andato col figlio a comprare stupefacenti e che guidava in stato d’ebbrezza, informerà i Servizi Sociali del Comune di Ragusa che seguiranno il piccolo durante la crescita stante l’esempio che ha in casa. Gli investigatori ritengono di avere scongiurato così per il piccolo ulteriori traumi come quello di essere portato in Questura col padre assuntore di stupefacenti. Il bimbo non è stato informato dai poliziotti dell’accaduto ma l’hanno edotto che si trattava di un problema di documenti scaduti in attesa del nonno che lo prendesse in consegna. “La Polizia di Stato nel periodo estivo aumenta i controlli, soprattutto nei luoghi frequentati da giovani che purtroppo fanno uso di sostanze stupefacenti, arricchendo le organizzazioni criminali a discapito della loro salute”.


Modica  RG - Evaso dai domiciliari, braccato dai CC. I Carabinieri lo stavano cercando dallo scorso luglio quando era evaso dal luogo dove era sottoposto agli arresti domiciliari. Jallabi Isllme, 21enne, già noto alle forze di polizia, lo scorso 31 luglio era evaso da una cooperativa sociale di Vittoria dove era sottoposto agli arresti domiciliari. I Carabinieri da fine luglio lo stavano cercando ovunque, attenzionando tutti i posti che il giovane era solito frequentare. Jallabi, dopo mesi di ricerche, sentitosi braccato, ha deciso di consegnarsi ai Carabinieri. Il personaggio, ieri pomeriggio, col proprio avvocato di fiducia, si è presentato presso la Caserma dei Carabinieri di Modica dove, dunque, è stato tratto in arresto per il reato di evasione e, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Ragusa, è stato nuovamente ricondotto presso la cooperativa di Vittoria dove stava già scontando gli arresti domiciliari.


RagusaGdF scopre truffa a consorzio imprenditori agricoli: 7 denunce. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa hanno denunciato 7 soggetti per aver posto in essere una maxi truffa da oltre 300.000€. L’inchiesta è scaturita da alcuni esposti presentati da un consorzio di imprenditori agricoli, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa e diretta dagli investigatori della Tenenza della Guardia di Finanza di Modica. La  lente di ingrandimento dei finanzieri, è stata puntata  su 2 società di capitali entrambe di Scicli (RG), amministrate da un gruppo di 7 imprenditori senza scrupoli, i quali avevano escogitato un ingegnoso, quanto semplice, sistema truffaldino per appropriarsi, nel giro di poco meno di un anno, di merce per un valore di oltre 300.000 euro. I Baschi Verdi hanno accertato,  che i 7 soggetti finiti sotto accusa per truffa ed appropriazione indebita, avevano costituito “ad hoc” 2 società aventi apparentemente fini di sostegno e supporto per le aziende agricole iblee in difficoltà, alle quali si presentavano millantando decennale esperienza nel settore, conoscenze e collegamenti con intermediari della grande distribuzione e, perfino, con personaggi ben inseriti nello Stato del Vaticano. I maldestri avrebbero convinto gli ignari e sprovveduti agricoltori a cedere tutto il raccolto con la promessa di trasformarlo in moneta sonante. i malcapitati caduti nella rete della truffa sono decine e diverse migliaia di chilogrammi, tra frutta ed ortaggi sono spariti e venduti in nero. I Baschi Verdi, alla denuncia penale, faranno ora seguito  i necessari accertamenti di natura fiscale nei confronti delle 2 società che hanno operato in completa evasione delle imposte.


Ragusa - Celebrazione della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, commemorazione del 74° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano”. La solenne Celebrazione Eucaristica nella ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, del 74° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano” è officiata sabato 21 novembre 2015, alle ore 11:00, a Ragusa, presso la cattedrale di San Giovanni Battista, S.E. Monsignor Paolo URSO.La  cerimonia  è organizzata dal Comandante Provinciale Ten. Col. Sigismondo Fragassi, e sono state invitate le massime autorità civili, militari e religiose della provincia, gli Ufficiali, i Marescialli, i Brigadieri, gli Appuntati e i Carabinieri, con le Associazioni Combattentistiche delle varie Armi, nonché le vedove e gli orfani dell’Arma. La  “Preghiera del Carabiniere” è recitata durante la cerimonia, mentre il Comandante Provinciale, Ten. Col. Sigismondo Fragassi, tiene una breve allocuzione rievocativa  ed al termine è intonato da parte di tutti i presenti l’“Inno alla Virgo Fidelis”. La Vergine Maria fu proclamata Patrona dell’Arma, con il titolo di “Virgo Fidelis”, nel 1949, da Papa Pio XII, il quale, ispirandosi al motto dei Carabinieri “Nei secoli fedele”, ne fissava la celebrazione proprio il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della Battaglia di Culqualber, fatto d’armi in cui l’eroismo, fino alla morte, del 1° Battaglione Carabinieri Reali mobilitato in Africa Orientale, composto da due Compagnie Carabinieri, valse alla Bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.


Ragusa –  Polizia individua casa a luci rosse. La  segnalazione è giunta da fedeli che nel recarsi in chiesa alla parrocchia “San Francesco” hanno notato uno strano via vai di uomini presso un’abitazione in via Meli. La Polizia di Stato, aveva già chiuso la casa a “luci rosse” grazie alla segnalazione delle fedeli della chiesa dell”Ecce Homo, ed ha ricevuto  altre indicazioni da parte delle fedeli della chiesa dei “Cappuccini”. La Squadra Mobile di Ragusa dopo una prima attività di osservazione durata alcune ore, stante la precisione dei dettagli forniti dalle cittadine, ha subito effettuato un mirato intervento. Gli investigatori hanno predisposto il servizio, ed appurato che all’interno della struttura ricettiva vi erano 2 prostitute, 1 cubana ed 1 colombiana entrambe regolari sul territorio nazionale. La casa, anche in questo caso, era stata data un affitto ad una donna sud americana che poi a sua volta l’aveva data in locazione ad altre connazionali. Il proprietario è stato già diffidato per un’altra abitazione e si è giustificato dicendo che lui non ha competenza per capire se si tratta di prostitute. La Polizia sta svolgendo accertamenti sulla posizione del titolare per un’eventuale denuncia e sequestro dell’immobile. 15 case sono state chiuse a Ragusa nel 2014 e diversi sono stati i sequestri, adibite dai proprietari o locatari a luoghi dove poter consumare sesso a pagamento. La Polizia ha trovato conferme sul giro d’affari che è di rilevante entità e tutto dipende dalle richieste dei clienti, i prezzi oscillano da 50 a 200 euro, dipende dai “gusti” e dalle richieste sessuali. Ceri clienti a volte possono pagare  prezzi ancora più alti, come per il sesso di gruppo. I  gusti di alcuni clienti hanno portato le prostitute a munirsi di fruste e cappello della polizia americana. Le donne hanno riferito che i travestimenti vengono sempre più richiesti, così come i rapporti sadomaso. La Squadra Mobile, per ordine del Questore di Ragusa Giuseppe Gammino, sta effettuando diverse verifiche sugli immobili segnalati dai cittadini, alfine di riconsegnare la zona agli onesti residenti. “La Polizia di Stato di Ragusa facendo rete tra mass media e cittadini, ha ottenuto un altro risultato a favore della popolazione”. Tra gli oggetti rinvenuti 1 berretto da poliziotto americano e frusta per giochi sadomaso  10 le “case chiuse” individuate dalla Squadra Mobile nel 2014 a differenza delle 15 del 2015.


RagusaDonna incendiaria in manette. Si  tratta di Roberta Meli 28enne, ragusana. La signora avrebbe appiccato le fiamme a Ragusa. I Carabinieri di Ragusa Ibla hanno l’hanno arrestata  l’altra notte in corso Mazzini di Ibla per incendio doloso ed altri reati commessi in flagranza. Il fatto è scaturito al termine di diverse liti di vicinato ed è connesso con l’accoltellamento verificatosi il 14 agosto scorso lungo la stessa via. I carabinieri di Ibla avevano raccolto confidenze da parenti sia della vittima che dell’aggressore scoprendo che mentre quest’ultimo, ancora in carcere, si era assentato da Ragusa per frequentare un centro di recupero, la fidanzata lo aveva lasciato per un altro.  L’accoltellato avrebbe avuto la colpa, secondo l’aggressore,  di aver agevolato tale relazione ospitando il nuovo fidanzato in casa propria. La  vittima era stata “invitata”, sia prima che dopo l’accoltellamento, a non ritornare in via Mazzini. Il malcapitato uscito dall’ospedale, pur avendo fatto il possibile il comune di Ragusa per trovargli una nuova casa, era finito ad abitare lungo la stessa via, a poche centinaia di metri. Una parente dell’accoltellatore,  Roberta Meli 28enne, ragusana già nota, (afferma essa stessa) per far meglio comprendere all’accoltellato che se ne doveva andare,  avrebbe ben pensato di procurarsi una bottiglia di plastica piena di benzina e di versargliela sul portone di casa. La signora, dopo, avrebbe dato fuoco ed infine, mentre i pompieri stavano accorrendo per spegnere le fiamme, ha anche avuto l’idea di telefonare al 112 e al 113 per comunicare quanto aveva fatto ed i motivi.  I  vigili del fuoco, nel frattempo, avevano spento le fiamme ma purtroppo una bambina del quartiere è rimasta intossicata dai fumi ed ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. I carabinieri dell’aliquota radiomobile e di Ibla sono andati a cercare la signora a casa ma nel frattempo, forse aveva capito la gravità del gesto, ed era scappata. Roberta Meli è stata rintracciata ed arrestata in piazza San Domenico. Roberta Meli è stata accompagnata in caserma e sottoposta a rilievi foto-dattiloscopici, ed è stata indagata per i reati di incendio doloso aggravato (reato che prevede fino a 7 anni di reclusione), minaccia aggravata, lesioni personali (contro la bimba intossicata) e porto abusivo di coltello (nel corso della perquisizione personale le è stato infatti trovato un coltello pieghevole nella borsa). Il  Pubblico Ministero, è stato informato e la Meli è stata accompagnata al carcere femminile di Catania Piazza Lanza.


video sopralluogo

Ragusa Veronica Panarello, nuove versioni: sopralluogo per trovare zaino  Loris. La Procura della Repubblica di Ragusa, nell’ottica di una corretta informazione, ha comunicato che Veronica Panarello, il  17 novembre 2015 ha effettuato un sopralluogo accompagnata dall'avvocato Francesco Villardita e con le forze dell’ordine della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Polizia Penitenziaria, al fine di ricercare lo zaino di Lorys, che la stessa ha ammesso di aver gettato (per disfarsene) lungo la strada percorsa per recarsi al castello di Donnafugata dove doveva partecipare ad un corso dimostrativo di cucina. I primi accertamenti hanno dato esito negativo e gli investigatori effettueranno ulteriori ricerche nelle prossime ore, anche con ausilio di mezzi e tecniche speciali. La Procura della Repubblica di Ragusa  rappresenta che la donna, durante le attività di ricerca dello zaino, ha riferito ulteriori importanti elementi rispetto alle dichiarazioni già rese in sede di interrogatorio il  13 novembre 2015, pertanto ha ritenuto opportuno ascoltare nuovamente l’indagata che ha fornito una diversa versione. Le dichiarazioni rese sono al vaglio della Procura della Repubblica che le sta valutando unitamente agli investigatori della Polizia di Stato e dei Carabinieri.


Vittoria - Giudice ordina cattura mamma rumena: “non passa” alimenti a figli in Romania. Si tratta di Pacuta POPIC 25enne nata in Romania residente a Vittoria. Il  Giudice rumeno ha condannato la donna ad un anno. La Polizia di Stato era intervenuta per una lite tra conviventi a Vittoria ed ha identificato la donna destinataria del mandato di arresto europeo. Pacuta POPIC, verrà rimpatriata in Romania dove sconterà la pena inflittale. La Polizia di Stato Commissariato di Vittoria, ha proceduto ad eseguire il mandato d’arresto europeo per Pacuta POPIC. La Volante della Polizia di Stato in servizio a Vittoria era stata inviata nel centro cittadino per una lite in corso e molto animata. Gli agenti sul posto hanno identificato i due conviventi e, come previsto dai protocolli operativi, i loro nominativi dato al centro elaborazione dati della Polizia di Stato il risultato che la donna fosse destinataria di un mandato d’arresto europeo in quanto non aveva pagato gli alimenti per le sue figlie minori, reato commesso in Romania. Il Giudice rumeno aveva anche condannato la donna ad un anno di reclusione per i reati commessi ai danni delle figlie e pertanto aveva emesso il mandato di arresto europeo. Il personale del Commissariato di P.S. ha eseguito il mandato accompagnando la donna nel carcere femminile di Catania.  La Polizia di Stato a distanza di meno di 24 ore ha eseguito un altro mandato di arresto europeo. Continuano in controlli sulla numerosa comunità rumena presente in provincia di Ragusa.







S.Rita Patrona: Donne maritate infelicemente e casi disperati 


SANTA ROSALIA


 



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